Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 07/12/2014 alle  14:35:53, nella sezione LIBRI,  910 letture)

GOOD FOOD"Good food in good event" è un evento domenicale gratuito tra gusto, cultura e musica giunto al secondo appuntamento, organizzato da 95Cento e Unieventi. Oggi, presso I Brillanti (via Romeo, 11 – Catania), sarà ospite lo scrittore siracusano Luca Raimondi che presenterà il suo nuovo romanzo "Tutto quell'amore disperso".

Un'occasione per seguire un percorso di esplorazione del territorio, con le sue materie prime, le produzioni enogastronomiche, le eccellenze grandi o piccole, internazionali o locali, rielaborate da grandi chef, ma anche scoprire un romanzo anch'esso ancorato alla Sicilia, ambientato nell'ateneo catanese degli anni '90. L'incontro sarà moderato da Nello Pappalardo e e dal giovane Marco Fallanca. A seguire, un aperitivo “natalizio” offerto da I Brillanti con specialità gastronomiche e “Dolce & bollicine": crispelle di riso al miele e bollicine con il Prosecco in Valdobbiadene. In mostra anche le espressioni pittoriche di Pina Mazzaglia, artista che prende in esame il simbolo del fuoco, segno di purificazione e di alleanza attraverso lo studio profondo dei paesaggi vulcanici della sua Etna. Infine, il suggestivo cortile de I Brillanti ospiterà anche la presentazione del progetto corale "Power gospel and musical" diretto dal maestro Marco Ravalli, vocal coach e direttore vocale a Catania Aidm, Lentini Smul (scuola musicale leontina ) e Acireale (Dimensione danza). 

 
di Redazione (pubblicato il 30/11/2014 alle  13:25:06, nella sezione LIBRI,  594 letture)

glam city al bibliosGiovedi 4 dicembre alle ore 18, presso il Biblios Cafè di Paola Tusa e Paolo Mastrangelo in via del Consiglio Reginale 11,  lo scrittore Luca Raimondi e il critico Lorenzo Perrona presenteranno il nuovo romanzo dello scrittore catanese Domenico Trischitta dal titolo "Glam City" (Avagliano editore). Trischitta è, oltre che fine narratore, un abile drammaturgo e giornalista che ha collaborato con la terza pagina del quotidiano «Il Tempo» e con «La Repubblica» di Palermo. Si occupa di cultura e spettacolo per «la Sicilia». Ha pubblicato il romanzo Una raggiante Catania (2008) e la raccolta di racconti 1999, con prefazione di Giuseppe Manfridi e postfazione di Manlio Sgalambro (2013).

"Glam City" è la storia di Gerry Garozzo, un ragazzo diverso della Catania anni ’70 che sogna di entrare nel mondo dello spettacolo, di fare il trasformista. Ma Catania gli sta stretta. Per il suo ventunesimo compleanno vola a Londra e lì incrocerà l’astro nascente del Glam Rock, Marc Bolan. Nella torrida Catania, la sua glam city, assieme ad altri variopinti amici tenterà una rivoluzione di costume, fatta di travestitismo e trasgressione. Ma Catania non è Londra e lui non è Bolan, e il suo progetto discografico fallirà assieme alla sua disperata voglia di affermazione personale. Da Catania a Milano, andata e ritorno, da promessa della canzone a travestito dei viali milanesi. Arriviamo agli anni ’90, siamo di nuovo a Catania, che nel frattempo non è più la glam city dei ’70. Cosa è cambiato? Quale città adesso Gerry Garozzo si troverà di fronte? E cosa ne è stato della sua rivoluzione? Le aspirazioni di un ragazzo in un romanzo di formazione graffiante e commovente.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 25/11/2014 alle  15:20:36, nella sezione LIBRI,  598 letture)

dinastia comunistaCredo di aver letto quasi tutta la produzione saggistica di Domenico Vecchioni, sempre di alto livello, sia quando parla di spie internazionali che di sanguinari dittatori. Negli ultimi tempi noto un incremento qualitativo e quantitativo della sua opera come divulgatore storico che ha intrapreso al termine della carriera diplomatica. Lavori come Raul Castro, Pol Pot, Ana Belén Montes e adesso questa saga dei tre Kim sono dei veri capisaldi della letteratura biografica, indispensabili per lo studioso e per il semplice curioso del mondo circostante. "La prima dinastia comunista della storia" (Greco & Greco, pp. 190)  racconta il pericolo reale per il mondo rappresentato dalla Repubblica Popolare e Democratica di Corea, un comunismo singolare che non ha niente di marxista-leninista, se non la facciata, un po' come accade a Cuba, un sistema paradossale che è diventato una monarchia dai contorni teocratici. La famiglia Kim guida la Corea del Nord da circa settant'anni, dal Grande Leader (Kim I), al Caro Leader (Kim II) per finire con il Grande Successore (Kim III), accomunati dalla volontà di difendere un potere assoluto che rende paranoici, colpevoli di aver trasformato in triste realtà il romanzo di Orwell: 1984. La dinastia Kim ha riscrive la storia, parla di difesa contro la sempre possibile invasione statunitense, alleva i figli nell'odio contro gli yankee, spende ogni risorsa in arsenali militari e nucleari, senza badare ai bisogni alimentari delle persone. Un simile regime fa marciare il popolo al passo d'oca, lo fa piangere a comando e sorridere per obbligo, non si vergogna di far morire di fame i poveri, ordina fucilazioni di massa per i dissidenti e dispone di giganteschi campi di concentramento dove rinchiude gli antisociali. Un simile regime è una potenza nucleare e un brivido di paura percorre le membra del lettore quando pensa che il folle Kim III potrebbe - soltanto per un capriccio - ordinare un'esplosione atomica. Noi che conosciamo abbastanza da vicino la dittatura cubana - la famiglia Castro governa dal 1959, i Kim dal 1945 - possiamo dire che i due regimi non sono neppure paragonabili. Tanto per fare un esempio, se a Pyongyang venisse fuori una blogger come Yoani Sánchez non solo non sarebbe libera di girare per il mondo criticando il suo governo, ma sarebbe stata da tempo internata in un campo di concentramento o - peggio - fucilata. Il governo coreano pratica l'eugenetica, nel senso che stermina tutta la famiglia del presunto dissidente, una volta accertato (con torture e metodi disumani) il tradimento, che consiste anche in un modesto scostamento dalla dottrina della famiglia Kim. Domenico Vecchioni scrive un ottimo testo, molto utile per che vuole avere una rapida panoramica di uno dei regimi più feroci dell'epoca contemporanea. Si legge come un romanzo, ma non come un romanzo di Veronesi, come un romanzo scritto bene.

 
di Redazione (pubblicato il 15/11/2014 alle  09:20:01, nella sezione LIBRI,  609 letture)

di pietroVenerdì 14 novembre la sala di rappresentanza del Pala Holimpia Village (ex Circolo I Delfini, in contrada Spalla a Siracusa) ha ospitato la presentazione del romanzo “La terra sopra Scibini”, edito dalla Fondazione Mario Luzi di Roma, ultima fatica letteraria dello scrittore Corrado Di Pietro (primo a sinistra nella foto), presentato dal critico letterario Maria Nivea Zagarella. Presentati nell’occasione i costumi d’epoca settecenteschi realizzati dall’atelier di Stefania Federico che hanno fatto rivivere le atmosfere e i personaggi del romanzo ambientato appunto in quell’epoca storica. La brava Gianna Parisi ha interpretato suggestivamente un brano del libro con una lettura scenica sulle musiche eseguite dal famoso percussionista Paolo Greco. L’evento è stato coordinato da Pippo Bufardeci.

copertina di pietroIl libro “La Terra sopra Scibini” – scrive nella prefazione Mattia Leombruno - ha già nel titolo l'intenzione dell'autore di operare una ricostruzione storica di quell'area geografica che oggi corrisponde al Comune di Pachino. Lo sforzo di Corrado Di Pietro è dunque quello di ripercorrere in modo credibile accadimenti e fatti che hanno connotato i luoghi oggetto della sua indagine. Ma questo lavoro non può che tradursi in ultimo in una narrazione delle genti. Il carattere misto di quest'opera, storica e romanzata, è una vera e propria mediazione fra gli aspetti documentati e riscontrabili e quel profilo implicito, affatto marginale, che è nella deduzione degli storici".

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/11/2014 alle  14:31:45, nella sezione LIBRI,  649 letture)

Conosco Simone Pazzaglia sin dai tempi del primo romanzo - Un paese di poveri pazzi e cani -, apologo felliniano sulla vita di provincia, una sorta di Amarcord in salsa toscana. Ho apprezzato anche il successivo racconto sulla crisi di coppia, l’ironico ma meno intenso Amanita, lavoro che conferma indubbie capacità di scrittura. Nidi di rondine (Historica Edizioni, pp. 70, 8 euro) è un racconto lungo, insolito intermezzo nella produzione di un autore che è già all’opera per sfornare il terzo romanzo, una storia complessa di famiglie della provincia toscana a cavallo tra due guerre. La dedica a un Amico fragile di deandreiana memoria, evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte, fa capire che ci troviamo di fronte a una storia pericolosa - per citare Emil Cioran - una di quelle degne di essere raccontate, perché l’autore scava nelle ferite della vita e scandaglia i meandri del tempo perduto. Ancora una volta lo scenario di Pazzaglia è la provincia, quell’angolo di Maremma dove vive, tanto caro a Bianciardi, periferia di Kansas City, un luogo indefinibile che potrebbe essere Gavorrano, Montepescali, Sticciano, Paganico, Seggiano… Non ha importanza definire topograficamente il paese, conta l’atmosfera pesante da Berlinguer ti voglio bene, quei luoghi che Benigni e Bertolucci hanno saputo dipingere con pennellate di degradante squallore componendo un affresco verista. “Un paese con una chiesa, un campetto di calcio, e gente che ogni tanto urla dalle finestre… un paese lento e moribondo che anno dopo anno perde un pezzo di carne come un lebbroso”, ma anche una madre che “cucina roba senza amore e con poco sale”, “un padre di poche parole lanciate come frecce da evitare” e alcuni amici che si danno appuntamento in un fantastico campo di calcio al limitare del bosco, “torsi nudi e pantaloncini corti”. Una storia che nasce in pineta, in un giorno d’estate, un’ingiustizia che si consuma dopo una partita di calcio, gerarchie di ragazzini che impongono la loro volontà su altri più deboli e poi una vecchia signora che paga per veder distruggere nidi di rondine a colpi di fionda. Passano gli anni e non accade niente di straordinario, a parte la vita che scorre, il tempo che si perde, i ricordi che restano ricordi. Capita che ci si ritrova in un bar, davanti a una birra, per accorgersi che la vita si è presa il gusto di vendicare torti e ingiustizie. Non aggiungo altro. Il racconto merita di essere letto e apprezzato, centellinato pagina dopo pagina, assaporato, magari riletto per andare alla ricerca dei sapori intensi della vita di provincia. Nelle botti piccole ci sta il vino buono. Nei cataloghi dei piccoli editori tanti piccoli gioielli. Oggi ne abbiamo scoperto uno.

 
di Redazione (pubblicato il 08/11/2014 alle  11:15:15, nella sezione LIBRI,  875 letture)

copertinaIn contemporanea con l’uscita nelle librerie e negli store on line, appare sugli scaffali dello stand 118 del Pisa Book Festival il nuovo romanzo dello scrittore siracusano Luca Raimondi dal titolo “Tutto quell’amore disperso”, edito, come il precedente “Se avessi previsto tutto questo”, dalle Edizioni Il Foglio dirette da Gordiano Lupi. Il Pisa Book Festival è giunto alla dodicesima edizione e vede schierato fino al 9 novembre, presso il Palazzo dei Congressi, il meglio dell’editoria indipendente Del precedente lavoro, questo è una sorta di “sequel” in cui ritorna da protagonista Carlo Piras, le cui sfortunate gesta dongiovannesche nella Catania di fine millennio hanno riscosso un ottimo successo. In questa nuova sua “tranche de vie”, lo ritroviamo un paio di anni dopo, sempre studente presso l’Università degli studi di Catania, con nuove ragazze complicate da provare a sedurre e una ex, Sofia, che ha deciso di mollare con troppa superficialità e presunzione, salvo ovviamente pentirsene. Il romanzo non è solo la cronaca dei suoi più o meno fortunati amori e della sua tumultuosa passione per la taciturna ex, ma è anche la descrizione, leggera e ironica, di un cosmo metropolitano popolato da tante figure che certamente ognuno di noi ha incrociato nel suo cammino: professori sanguinari, studenti svogliati, amanti disfunzionali, nonché una selva di aspiranti teatranti, cineasti, filosofi, musicisti. E di riferimenti musicali, anche stavolta, il romanzo è saturo, fin dal titolo preso in prestito da una canzone di Max Gazzè e citata in apertura, non a caso, accanto a un brano di Heidegger: una storia che rivela da subito due anime, una più “pop”, romantica ed emotiva, un’altra più riflessiva e razionale. La prefazione è di uno scrittore molto amato dal pubblico, Gianluca Morozzi, prolifico autore di una lunga serie di “cult book” generazionali, da “Despero” a “L’era del porco”, fino ai sensazionali thriller più recenti, “Cicatrici” e “Radiomorte”. L’accattivante copertina (foto a sinistra) è anch’essa “made in Siracusa”: uno stupendo primo piano di Giulia Palumbo scattato dal fotografo Luca Morreale.

 
di Redazione (pubblicato il 30/10/2014 alle  15:01:29, nella sezione LIBRI,  551 letture)

maimoneVenerdì 31 ottobre alle 18:30 il Biblios Cafè di Siracusa (via del Consiglio Reginale, 11) ospiterà il secondo evento organizzato dalla nuova gestione, la presentazione del nuovo libro di Vincenzo Maimone, "La variabile Costante", edito da Fratelli Frilli. A introdurre l’autore sarà lo scrittore siracusano Luca Raimondi. La trama del libro ruota attorno all’omicidio di una giovane donna, che scuote la quiete di Acireale. La pista privilegiata è quella del femminicidio, ma forse le cose non stanno proprio così. Le vicende personali e professionali di Tancredi Serravalle, docente di Storia e Filosofia, pungolato senza sosta dall’ironia irriverente del suo demone socratico, e del commissario Giacomo Costante si intersecano intrecciandosi in una trama intensa che fotografa uno spaccato di realtà e suggerisce spunti di riflessione sulla frenesia della società contemporanea.

Vincenzo Maimone (Messina, 1970) si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina. È Ricercatore in Filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. È autore di vari saggi e articoli su riviste scientifiche e della monografia "La società incerta. Liberalismo, individui, istituzioni nell’era del pluralismo" (Rubbettino, Soveria Mannelli). Ha pubblicato due romanzi, "Un nuovo Inizio" (Sampognaro e Pupi) selezionato come semifinalista al Premio Scerbanenco; e "L’ombra di Jago" (Sampognaro e Pupi).

 
di Redazione (pubblicato il 27/10/2014 alle  20:53:03, nella sezione LIBRI,  546 letture)

notoIl Comune di Noto, in collaborazione con l’associazione turistica Pro Noto e con la partecipazione straordinaria di Afs, American Field Service - Intercultura, ha bandito la VII edizione del concorso letterario per i piccoli autori e illustratori, in occasione del Festival della Cultura per i ragazzi, in programma dal 22 al 30 novembre prossimi.

Il concorso si articola in due sezioni - “Piccoli autori” e “Piccoli illustratori”- che invitano i bambini a realizzare una storia, un saggio o una poesia nel primo caso e un’illustrazione nel secondo, sul tema “Insieme oltre la frontiera, per costruire la pace”. Possono partecipare all'iniziativa tutti i bambini del secondo ciclo delle scuole primarie e di I e II media.

I lavori dovranno pervenire al Comune di Noto entro le 12 del 10 novembre 2014. Quindi la giuria, presieduta dal sindaco di Noto Corrado Bonfanti e composta da esperti e specialisti sceglierà le tre opere vincitrici per ogni sezione. I bambini saranno premiati con attestati in pergamena, libri, gadget e buoni acquisto da utilizzare in libreria, consegnati nel corso della cerimonia finale della manifestazione.

 
di Redazione (pubblicato il 25/10/2014 alle  14:18:40, nella sezione LIBRI,  2476 letture)

poesie raimondiEdito da AWA International il nuovo volumetto di poesie di Raimondo Raimondi dal titolo “Sotto il ponte spagnolo”. Si tratta di una silloge di liriche dedicate ad Augusta, cittadina dove il poeta ha vissuto la sua giovinezza, ricca di luoghi e di ricordi meravigliosi, travolti oggi dalle cronache disperate del’inquinamento industriale. Poesie che vogliono far riflettere sulle bellezze della cittadina marinara, un paese di cui troppo spesso si evidenziano solo e sempre i problemi e le infinite carenze, finendo per rendere ad esso un cattivo servizio. Immagini fotografiche e poetiche per far riappropriare il lettore di un bene prezioso, per far nuovamente rivivere quel senso di appartenenza a un territorio e a una storia, per proiettarlo verso un futuro di fiducia e speranza attraverso i percorsi della memoria e, a volte, della nostalgia.

Poesie ispirate frequentemente al mare: su questo mare naviga il poeta e vi si lascia cullare e in esso s’immerge, per sfuggire alla paludosa e sempre più impraticabile realtà. Perché è proprio così, naviga il poeta, infagottato nei propri sogni, stracolmi di amore per tutto ciò che lo circonda, ancorché i fumi delle industrie o le offese degli uomini abbiano rovinato i ricordi, appassendo le speranze. Ecco, queste “speranze appassite” potrebbero far pensare a momenti di sconforto, di tristezza, di pessimismo, ma la sensibilità del poeta intride i suoi versi di forza, spesso di rabbia, ma anche di immagini indimenticabili. Ma perché un poeta vuole imprimere le proprie impressioni sopra un foglio bianco? La risposta non potrebbe essere più semplice e più chiara: spesso il poeta è solo e inascoltato, come Cassandra, pertanto affida il suo pensiero, il suo messaggio, la sua emozione e - perché no? - la sua percezione ad un foglio come fosse una pubblica confessione di certezza.

La poesia di Raimondi è amara ma è anche un canto d’amore. Un canto d’amore verso un territorio in cui, non essendovi nato, ha vissuto la sua giovinezza e i suoi primi amori, un atto d’amore nella piena consapevolezza di questo nostro difficile tempo che il poeta e la sua città stanno attraversando .

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 08/10/2014 alle  16:50:24, nella sezione LIBRI,  967 letture)

FRANCESCOFrancesco di Enrico Miglino (Ediciones Baleares) è un romanzo breve, uscito soltanto in e-book, che si legge con rapidità e trasporto, anche se è dotato di struttura risulta ermetica e racconta una storia si presta a molteplici interpretazioni. Romanzo breve e non racconto lungo, anche se stiamo parlando di una narrazione di 40 cartelle, perché la struttura a capitoli e le diverse sottotrame fanno propendere per tale classificazione. Francesco è una storia d’amore, per meglio dire di disamore, perché racconta la fine di un rapporto, in un’atmosfera sognante e decadente, tra suggestive descrizioni di paesaggi e coinvolgenti stati d’animo che si fondono con il racconto. Hector, il protagonista sogna di ritrovare Francesco, un grande amico del passato, identificandolo nelle sembianze di una donna che compareimprovvisamente, proprio mentre Irene, la sua compagna, lo sta tradendo con un collega di lavoro. Il lettore si trova di fronte a un dubbio inquietante: Francesco è soltanto un sogno, oppure è fantastica realtà della nuova vita di Hector? Francesco è un fantasma prodotto dalle ceneri della solitudine, una presenza ectoplasmatica, una finzione della mente che nasconde il corpo di una donna? Forse un po’ di tutto questo. Forse Francesco è soltanto un modo per mascherare solitudine e depressione del protagonista che sta vivendo un tragico abbandono. La vita cambia, un poco ogni giorno, anche quando non ce ne accorgiamo; i sentimenti si modificano, le situazioni non rimangono immutabili. E nel cambiamento della vita di Hector c’è posto ancora una volta per una amico - amante di nome Francesco, ma soprattutto per tanta solitudine. Consigliato, anche per chi non ama leggere gli e-book, perché lo stile è talmente scorrevole e piano che si arriva in fondo in poco meno di un’ora.

 
di Redazione (pubblicato il 19/08/2014 alle  11:12:04, nella sezione LIBRI,  661 letture)

Il 25 agosto alle ore 18,30 presso l'Aula Consiliare del Comune di Canicattini Bagni, in via Principessa Jolanda 51, a cura del presidio Libera “Salvatore Raiti” di Canicattini Bagni verrà presentato il libro di Giovanna Montanaro "La verità del pentito”. Giovanna Montanaro è una sociologa e studiosa dei fenomeni di criminalità organizzata che ha svolto il ruolo di consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Il libro si basa su una intervista del pentito Spatuzza, il collaboratore di giustizia le cui dichiarazioni hanno permesso di rettificare le vicende relative agli attentati di Firenze, Milano e Roma e di riscrivere molte pagine del processo per la strage di via D'Amelio. Attraverso il racconto del pentito, le voci dei magistrati e l'analisi delle migliaia di pagine degli atti giudiziari, la Montanaro ha ricostruito il complesso quadro del periodo stragista. Dice Pietro Grasso nella prefazione: "In queste pagine ciascuna delle indicazioni fornite da Spatuzza è collocata nella storia complessa delle stragi, confrontata con verità precedenti poi smentite, studiata nei suoi effetti, e in questo modo la ricostruzione del periodo stragista del ’92 – ’94 appare tanto chiara e coerente come non è mai stata, fino a pochi mesi fa, neppure nelle aule dei tribunali". Introdurrà l’incontro Desiree Amenta (nella foto), referente del Presidio Libera "Salvatore Raiti" di Canicattini Bagni, parteciperà il sindaco Paolo Amenta, interverranno Francesco Nania, giornalista e fiduciario provinciale dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani e Angelo Migliore, ex dirigente della Squadra Mobile di Siracusa. L’incontro sarà coordinato da Gaetano Guzzardo e Marta Silvestre.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/08/2014 alle  12:40:27, nella sezione LIBRI,  753 letture)

COP LIBRO"Amori d'amare", antologia di racconti in due volumi a cura di Cinzia Demi, è una bella iniziativa legata al mare e all’amore, pensata per aiutare la ricerca contro il cancro, raccoglie un gruppo di scrittori sotto l’egida della Minerva Edizioni che festeggia il traguardo dei 25 anni di attività. Racconti che narrano amori di personaggi famosi, letterati, scrittori, pittori, musicisti, ma anche amori comuni, uniti da uno stile poetico e da un’accurata ricerca linguistica. Gli scrittori che hanno partecipato all’iniziativa: Antonella Antonelli, Alessandra Bertocci, Fabio Canessa, Paolo Carnevali, Maria Gisella Catuogno, Rosalba De Filippis, Cinzia Demi, Silvia Fornasari, Rosa Elisa Giangoia, Gordiano Lupi, Dante Maffia, Chiara Maranzani, Gabriella Mecucci, Alessandra Merico, Gabriella Montanari, Vincenzo Montuori, Ivano Mugnaini, Rita Pacilio, Sabrina Paravicini, Sergio Pasquandrea, Marina Ripa di Meana (Volume 1); Giacomo Battara, Stefano Biondi, Roberta De Santis, Liliana Eritrei, Marco Fornasari, Toni Iavarone, Alessandro Mischi, Giuliano Musi, Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco, Marco Rufini, Adriana Sabbatini, Andrea Samaritani, Francesco Vidotto (Volume 2). Un dipinto a tema realizzato da Maurizio Caruso impreziosisce il volume, dotato d’una suggestiva foto d’epoca che ritrae in copertina la spiaggia di Rimini nel 1952. Abbiamo avvicinato la curatrice, Cinzia Demi (nella foto a destra), per farle alcune domande.

Come nasce l’idea di un’antologia di racconti legati all'amore, al mare e alle vite di personaggi famosi?

L’editore Roberto Mugavero mi propose di lavorare intorno al tema dell’amore al mare per una raccolta che potesse essere presentata in estate, a Cesenatico, nell’ambito degli eventi che di solito organizza in collaborazione con lo stesso comune. L’occasione era la voglia di festeggiare i 25 anni di attività della Casa Editrice Minerva insieme ai tanti autori che avessero avuto voglia di dare il loro contributo. Pensai così ad una raccolta di racconti ambientati al mare dove il sentimento dell’amore fosse amplificato – soprattutto per l’interesse del grande pubblico - dal fatto di appartenere ad un personaggio famoso, conosciuto, magari partendo anche da qualche fatto realmente avvenuto. Molti autori da me contattati hanno aderito all’iniziativa, altri hanno omesso questa terza opzione, limitandosi a scrivere storie d’amore immaginarie. Per questo alla fine, volendo comunque pubblicarli tutti, si è pensato ad una sorta di cofanetto di due volumi ognuno dei quali contenenti le due tipologie di storie. Il valore aggiunto di questo libro sta nel fatto che i proventi delle vendite sono destinati all’Istituto Romagnolo per la lotta contro i tumori.

Lo stile di molti racconti (penso a Battara) rasenta la prosa poetica. Si tratta di una precisa scelta editoriale, oppure è il tema che ha condotto su tali binari narrativi?

L’amore è da sempre un tema che rasenta, nelle sue modalità espressive, il sentimento più raccontabile attraverso una forma poetica. Trovo normale, quindi, che molti autori si siano cimentati nella modalità della prosa poetica, vicina alla poesia, per raccontare la propria storia. C’è da aggiungere che tra gli scrittori ci sono anche diversi poeti (penso a Maffia, Pacilio, Carnevali, De Filippis, Mugnaini, Montanari, Pasquandrea, Giangoia ad esempio) ed è inevitabile che la contaminazione tra i generi avvenga – specie pensando sempre alla tematica -. Trovo altrettanto belli i lavori che sono stati scritti però da mani abituate a trattare saggistica, narrativa, fatti di cronaca, soggetti teatrali… la raccolta è in questo senso davvero eterogenea, varia nelle voci e nelle forme espressive. Insomma può davvero accontentare tutti i palati.

Una tua poesia d’amore funge da elemento introduttivo. Perché?

Inizialmente si era pensato ad una raccolta poetica che parlasse d’amore ma, in concomitanza, stava uscendo una analoga raccolta “L’amore dalla A alla Z” curata dallo splendido autore Vincenzo Guarracino per Puntoacapo e non si voleva creare un doppione. L’idea dei racconti pareva sostituire degnamente l’originaria versione ma io ho voluto dare comunque un segno di questa volontà, aprendo il libro con questa mia breve lirica – riportata anche in quarta di copertina – che rappresenta la sintesi dello spirito, del cuore pulsante di tutto il lavoro.

Come ti sei trovata nelle vesti di curatrice di una raccolta di racconti?

La scrittura è l’elemento più significativo della mia vita. Da sempre mi accompagna e da sempre ho desiderato scrivere in ogni forma: poesia, racconto, saggio. Curare i lavori di altri è al tempo stesso un impegno e un valore aggiunto di confronto e quindi di crescita. Questo si equivale sia per le collane di poesia che curo che per questa raccolta di racconti: ogni volta è una scommessa nuova, un traguardo da raggiungere con se stessi e con gli altri, con gli autori che ti danno fiducia e con i pubblico che ti giudica.

Quali criteri hai seguito nella scelta degli autori?

Gli autori sono stati scelti sulla base delle conoscenze personali mie e dell’editore. Ho chiesto a chi pensavo potesse avere interesse a scrivere qualcosa di questo genere e a trovarsi coinvolto in un’antologia con tante voci diverse. Qui, devo dire – e me accorgo adesso – che lo zampino poetico ce l’ho messo io: conoscendo molti più poeti che autori di narrativa, ho chiesto a loro di partecipare più che ad altri. Chi ha raccolto il mio invito si è trovato contento e mi ha ringraziato per il bel lavoro fatto insieme.

Quali sono i personaggi famosi protagonisti delle storie?

I personaggi sono tanti e diversi. Tutti contenuti nel primo volume della raccolta. In pratica una ventina. Si va dallo scrittore al cantante, dallo sportivo all’attore, dal poeta al musicista, dal personaggio noto per fatti di cronaca a quello noto per essere scampato ai campi di concentramento. Non vorrei rivelare i nomi anche perché alcuni sono mimetizzati da uno pseudonimo per motivi di privacy – fatto che rende più intrigante la lettura del libro perché induce a ricercare di identificar il personaggio semi nascosto. Posso affermare in tutta sincerità che ogni autore ha voluto solo rendere un omaggio al proprio protagonista, utilizzato per passione o desiderio di veridicità nei suoi confronti.

Come promuoverete l’antologia?

L’antologia verrà promossa soprattutto attraverso le presentazioni: Ne sono già state fatte due una a Cesenatico e una a Portoferraio. Ogni autore, in pratica, oltre all’editore e alla sottoscritta curatrice, si è impegnato volontariamente a organizzarne una nel proprio luogo di residenza. In pratica – essendo gli autori provenienti da varie città italiane, dal nord al sud, - il libro verrà raccontato in buona parte dell’Italia.

Un buon libro di brevi - ma intensi - spaccati di letteratura dedicati all’amore, prosa poetica, momenti di vita, incontri fugaci, storie di personaggi famosi come non li abbiamo mai conosciuti sui banchi di scuola. Un libro da leggere come un romanzo a puntate, dove ogni episodio è una nuova lettera d’amore, un nuovo capitolo d’una storia infinita. Quando comprerete la vostra copia pensate che - oltre ad aver nutrito la mente di buona letteratura - avrete aiutato la ricerca scientifica, perché il ricavato sarà destinato all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori.

 
di Redazione (pubblicato il 09/08/2014 alle  09:44:30, nella sezione LIBRI,  2607 letture)

copertina libroRaimondo Raimondi ripubblica in nuova ed elegante veste editoriale, per i tipi dell’AWA International, gli “scritti disorganici di estetica” dal titolo “Arte & Arte”. Si tratta, come dice il titolo, di alcuni saggi raccolti in unico volume che trattano il difficile tema dei percorsi dell’arte contemporanea, dei rapporti sempre più stretti tra creatività e cultura, addentrandosi anche nel mistero che sottende ogni cosa che riguarda l’uomo nella sua più profonda complessità di individuo in grado di immaginare oltre la realtà e di forgiare la materia, tramandando il proprio pensiero e accaparrandosi così una propria immortalità: possibilità unica concessa a un essere vivente su questa terra.

Il talento, il genio, la creatività – si legge sul retro di copertina - si esprimono attraverso l’energia, che è concentrazione di forza, di materia e di qualcos’altro di indefinibile, di esemplare, forse di sovrannaturale. Le opere d’arte sono capaci di farci sognare, di annullare i limiti spazio-temporali, di trasformarci in esseri senza dimensione e senza tempo, regalandoci una nuova, imprevedibile immortalità.

Tredici i capitoli – Raimondi, come nel suo recente libro “L’undicesima”, ama affidarsi ai numeri magici e simbolici: Evoluzione dell’Arte, Arte, mito e magia, Filosofia e Arte, La ricerca artistica contemporanea, La pittura moderna, Il mercato dell’Arte, La persistenza del dubbio nell’Arte, La scelta minimalista, La scelta naturalista, La scelta intimista, La scelta concettuale, La scelta tecnologica. Il tredicesimo capitolo è dedicato alle note biografiche dei personaggi (tantissimi) citati nel testo, assieme alle numerose illustrazioni che fanno di questo libro un prezioso manualetto dedicato a un pubblico di nicchia, ad appassionati del settore.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline. Ha recentissimamente dato alle stampe il volume di racconti “L’Undicesima” per le edizioni “Il Foglio Letterario” di Gordiano Lupi.

 
di Redazione (pubblicato il 22/07/2014 alle  10:40:23, nella sezione LIBRI,  968 letture)

CHRISTIANEEsce domani 23 luglio il nuovo romanzo della scrittrice siracusana Veronica Tomassini, dal titolo “Christiane deve morire”, lungamente atteso dopo l’exploit del precedente “Sangue di cane” (edito nel 2010 da Laurana con grande successo critico). Edito da Gaffi nella collana “Godot” e presentato da Giovanni Pacchiano, il romanzo vanta una bellissima copertina dell’artista romano Maurizio Ceccato. Una nuova storia di disperazione e dolore ambientata in un campo Rom di Siracusa, esplorato dalla cronista di un quotidiano locale.

Autrice anche di un racconto pubblicato da Feltrinelli nella collana Zoom (“Il polacco Maciej”), Veronica Tomassini è giustamente considerata una delle scrittrici emergenti più innovative e dotate di potenza narrativa di questi ultimi anni.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 03/07/2014 alle  00:37:40, nella sezione LIBRI,  647 letture)

disarmonia la copertinaMaria Grazia Di Biagio, autrice di Nella disarmonia dell'inatteso (Bel Ami Edizioni) è una vera poetessa, una che non si limita a scrivere versi senza leggere, per essere originale e non avere padrini letterari. Sembra impossibile ma ne ho conosciuti tanti di (presunti) poeti che non leggono poesia ma si credono vati e fanno i sostenuti se non li leggi. I versi di Maria Grazia Di Biagio raccontano un amore che non fa rima con cuore ma è ricco di metafore straordinarie e di versi suadenti.

 

È un anno di parole che non scrivo

e non c’è incuria o disamore, credi,

se ho lavato la matassa dei pensieri

e l’ho stesa al silenzio ad asciugare.

 

Renato Fiorito - autore di un’ispirata postfazione - ha avuto la mia stessa sensazione di struggente tenerezza nel leggere i versi sopra riportati, forse perché anche lui aveva bisogno di rispecchiare in altrui parole il proprio dolore. Questa è la forza della vera poesia, ma anche della vera letteratura, di una scrittura profonda che non sia volta a realizzare il mero intrattenimento.

 

Non è cambiato molto da quel giorno

cado ancora come allora

mi sbuccio le ginocchia

ma non piango più, purtroppo

e questo è male, perché il pianto cura,

è pioggia che consola, il pianto.

 

Ho letto questi versi a mia figlia, certo lei che ha sette anni non ha pensato al male di vivere di montaliana memoria, né al vizio assurdo di Pavese, ma alle sue ginocchia sbucciate e al pianto, facendomi notare che le lacrime sono una pioggia metaforica che cade dai suoi occhi quando è triste, addolorata o soffre. Grandezza della vera poesia che si fa apprezzare da una bambina, come quella del mio amico cubano Felix Luis Viera che parla della figlia lasciata a Cuba per un doloroso esilio quando aveva quindici anni, racconta la sofferenza tangibile d’un padre in fuga.

 

Cerco in ogni libro una rivelazione

oppure un’intuizione condivisa,

una piccola cosa impertinente,

una violetta sbucata dalla neve

che mi faccia sentire meno assurda.

Cerco la bellezza delle cose

nella disarmonia dell’inatteso,

nelle parole, il senso primo del significato.

 

Altri versi che raccontano l’importanza di un libro, di una storia, di una pagina scritta, dove cerchiamo soprattutto noi stessi, il senso profondo delle cose, per recuperare stupefatti una metaforica violetta sbucata dalla neve.

 

Ho mentito.

Non è vero che non sto scrivendo

sono solo versi bianchi

ma ho finito i fogli colorati.

 

Stupenda la chiusura della raccolta. Il poeta non può fare a meno di scrivere, se ti dice che non sta scrivendo sta mentendo, il poeta è un fingitore, come scrive Pessoa, ma nel caso della Di Biagio è un sincero dispensatore d’amore, che quando finisce i fogli colorati scrive solo versi bianchi.

 
di Redazione (pubblicato il 20/06/2014 alle  14:41:56, nella sezione LIBRI,  825 letture)

PRES1Con il patrocinio della Fidapa e del Kiwanis Club, giovedì 19 Giugno 2014, nell’elegante salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta, è stato presentato a un folto pubblico di intervenuti il libro “L’undicesima” di Raimondo Raimondi, edito dalle Edizioni Il Foglio. Dopo una breve introduzione del cerimoniere del Kiwanis ing. Domenico Morello, che ha ricordato come parte degli introiti per la vendita del libro saranno devoluti al Progetto Eliminate, inteso a debellare il tetano neonatale nei paesi del terzo mondo, Rosalba Amara Partinico, presidentessa della Fidapa, ha presentato la relatrice professoressa Gabriella Rista, docente di Lettere presso il Liceo Classico che ha illustrato il contenuto del libro. PRES2Ha poi posto alcune domande all’autore riguardo alla scelta del titolo che pare sottendere al significato esoterico del numero undici e al denominatore comune dei racconti che è il lato oscuro dell’umanità, tendente a compiere il male, l’azione criminosa. Eppure, come è stato detto, “è uno spaccato di umanità varia quello che viene narrato ed in questa felicità del narrare si può riconoscere che quelle storie terribilmente tragiche, disperate presentino un elemento di salvezza, come se perfino nell’aberrazione del crimine possano esplodere le potenzialità dell’essere umano”.

Alcuni brani del libro sono stati letti da Gaetana Bruno Ferraguto e da Lucia Imprescia. Il maestro Salvino Strano ha poi magistralmente eseguito al pianoforte alcune colonne sonore tratte da film famosi. “L’undicesima” sta registrando un buon successo di critica e di pubblico ed è stato recensito su tanti giornali e riviste e su numerosi siti web dedicati alla letteratura. Gode di una presentazione della scrittrice Veronica Tomassini, giornalista del Fatto Quotidiano, e di una foto di copertina di Luca Morreale.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore e giornalista, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline.

 
di Redazione (pubblicato il 13/06/2014 alle  14:48:19, nella sezione LIBRI,  1154 letture)

IL CIRCOLO UNIONESotto il patrocinio della locale sezione della Fidapa e del Kiwanis Club di Augusta, giovedì 19 Giugno 2014 alle ore 18,30 nel Salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta (nella foto), in Piazza Duomo 3, verrà presentato il libro “L’undicesima” di Raimondo Raimondi, edito dalle Edizioni Il Foglio di Piombino. Introdurrà la serata Rosalba Amara Partinico, presidentessa Fidapa, relazionerà la professoressa Gabriella Rista, docente di Lettere presso il Liceo Classico Megara di Augusta, leggeranno alcuni brani del libro Gaetana Bruno Ferraguto e Lucia Imprescia. Seguirà un intervento musicale al pianoforte del maestro Salvino Strano che eseguirà alcune colonne sonore da film.

Il libro racchiude undici racconti che, in massima parte, possono inquadrarsi nel filone delle crime stories. In questi racconti noir si agita una schiera di personaggi accomunati da una personalità border line, che spesso smarriscono ogni naturalezza, ogni umanità, ogni valore condiviso.locandina evento “L’undicesima” sta registrando un buon successo di critica e di pubblico ed è stato recensito su tanti giornali e riviste e su numerosi siti web dedicati alla letteratura. Gode di una presentazione della scrittrice Veronica Tomassini, giornalista del Fatto Quotidiano, e di una foto di copertina di Luca Morreale.

Tra le tante recensioni vale la pena citare un brano dell’articolo di Roberto Mistretta, pubblicato nella rubrica “Scaffale” del quotidiano La Sicilia: “In Italia viene veicolato l'erroneo messaggio che i libri di racconti non allettino i lettori. Tuttavia di fronte alle autentiche perle che Raimondo Raimondi è riuscito a incastonare nella sua ultima opera, "L'undicesima", con scrittura elegante e forbita ma mai pedante, non si può restare indifferenti. L'autore usa la penna come un bisturi per incidere nei mali della nostra opulenta ed egoistica società. Undici racconti che sono undici pugni nello stomaco. Ed ogni racconto è introdotto da un inciso di noti autori che preludono al dipanarsi della storia. E undici sono le vittime innocenti che una dopo l'altra, in questo racconto così reale da ricalcare la cronaca nera, vengono barbaramente pugnalate da un anonimo impiegato che sfoga sulle donne di strada, la sua sete di sangue. Il femminicidio dei nostri giorni….Ché questo pregio hanno i racconti di Raimondi, di raccontare la nostra realtà con l'occhio disincantato d'un autore da conoscere e far conoscere”.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore e giornalista, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/06/2014 alle  18:29:41, nella sezione LIBRI,  730 letture)

zappullaSalvo Zappulla è un ottimo scrittore siciliano che leggo dai tempi della sua collaborazione con Terzo Millennio, editore serio e onesto, ragion per cui ha dovuto chiudere bottega. Scrive di critica letteraria su "La Sicilia", "La Voce di Romagna", "Il Sud", "La Voce dell’Isola"... Ha pubblicato fiabe, racconti, romanzi, commedie, vincendo premi importanti e classificandosi al secondo posto con un’opera teatrale presentata al prestigioso premio Troisi (2006). Il nuovo romanzo, "Kafka e il mistero del processo" (edito da Melino Nerella), resta nel solco della sua miglior narrativa per quel che riguarda uno stile sobrio, piano, lineare, composto da un dialogare continuo, senza perdersi in elucubrazioni letterarie. Zappulla ama il grottesco, segue le orme di Pirandello e Kafka, per creare la figura di uno scrittore raccomandato da uno zio onorevole che un editore pubblica per compiacere l’importante parente. Un bel giorno il politico cade in disgrazia e l’editore - un burbero meridionale innamorato del suo lavoro - rifiuta l’ultimo manoscritto bucolico e retorico, invitandolo a scrivere qualcosa veramente originale. A questo punto inizia il romanzo umoristico, una sorta di Castello kafkiano in salsa sicula, corretto secondo lo stile di Zappulla. Lo scrittore deve subire la ribellione del personaggio (Pedro Escobar) che a un certo punto rifiuta di tornare a condurre un’esistenza grigia al fianco di una moglie noiosa, brutta e pedante. Non solo. Lo scrittore finirà in prigione, dopo un processo surreale e al termine di una requisitoria della Pubblica Accusa che condanna il suo stile e la sua creatività. Inutile difendersi mettendo di fronte a chi lo accusa illustri precedenti: Kafka ("Il castello", "La metamorfosi"), Flaubert ("Madame Bovary"), Buzzati e persino Dante Alighieri. Il romanzo procede per capitoli alterni, con il personaggio che vive di vita propria, incontra Madame Bovary, Pinocchio, La piccola fiammiferaia, Attila..., con loro conversa e scambia opinioni, indagando la vera natura che esprimono, ben oltre le intenzioni narrative.

Un romanzo grottesco, umoristico, di facile lettura, ma che vuol essere una critica serrata a un mondo editoriale diventato un supermercato, un surrogato dell’incultura televisiva, un luogo frequentato da nani, ballerine, calciatori, veline, scrittori panettone, narratori del niente. Ho scritto qualcosa di simile un sacco di anni fa ("Quasi quasi faccio anch'io un corso di scrittura", "Nemici miei", "Velina e calciatore, altro che scrittore!"), ma mi rendo conto con tristezza che il mercato editoriale non solo non è cambiato, ma è persino peggiorato. La sola alternativa per gli scrittori veri - animati dal sacro fuoco delle lettere che scrivono solo quando hanno qualcosa da dire - è seguire il consiglio dell’editore - personaggio del romanzo di Zappulla: darsi all’agricoltura biologica. Pure per coltivare zucchine serve creatività, in fondo. Inoltre si tratta di un mercato puro, non inquinato da un mare di escrementi che galleggiano in un liquido informe, voluto dall’Editore Unico Nazionale che presto avrà un Distributore Unico Nazionale (PDE - Messaggerie). Editori e Scrittori veri - vi scrivo con la lettera maiuscola - cosa aspettate a ribellarvi? Nel frattempo, leggiamo Zappulla, ché il romanzo merita.

 
di Redazione (pubblicato il 06/06/2014 alle  09:13:10, nella sezione LIBRI,  678 letture)

libri a imperiaLa Fiera del Libro 2014 è sbarcata ad Imperia in un momento in cui la città sta soffrendo molto per le tragiche notizie prima del pastificio Agnesi, poi della Porto di Imperia SPA, e questa tre giorni dedicata alla cultura è stata una vera e propria boccata di aria fresca. Presenti numerose realtà editoriali italiane di grande caratura e tantissimi piccoli editori, il nerbo di una nuova dimensione della letteratura, aperti ai giovani e agli esordienti e spesso scopritori di veri talenti prima misconosciuti. Presente anche Gordiano Lupi in uno stand con le pubblicazioni del “Foglio Letterario” che ha presentato il suo “Calcio e Acciaio - dimenticare Piombino” partecipante al Premio Strega 2014. Tra i libri di vari autori editi dal “Foglio” presentati alla Fiera del Libro di Imperia spiccano il romanzo “Se avessi previsto tutto questo” di Luca Raimondi e i racconti de “L’undicesima” di Raimondo Raimondi. I due autori siciliani (padre e figlio, vivono a Siracusa e ad Augusta) stanno lavorando insieme alla stesura di un romanzo storico ambientato nella Sicilia del Seicento.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 03/06/2014 alle  14:14:16, nella sezione LIBRI,  721 letture)

LUPO ALBERTOLupo Alberto nasce nel 1974, sul "Corriere dei Ragazzi", storica rivista per adolescenti da tempo chiusa, lasciando solo Il "Giornalino" della San Paolo a difendere un mondo che non esiste più, conquistato da televisione e media telematici. Viene da chiedersi - proprio per questo motivo - se ci sono ancora lettori di fumetti per ragazzi, oppure se certe (benemerite!) operazioni di riscoperta sono riservate a un pubblico di nostalgici. Per me che sono nato nel 1960 e ho scoperto Lupo Alberto nel 1974, incuriosito da un nome che conteneva una voluta citazione di un grande attore teatrale e televisivo (Alberto Lupo), non è difficile esprimere gradimento e complimentarmi con un editore lungimirante. Sono tempi di crisi, il fumetto comico non incontra più il favore del lettore, capolavori come Mafalda, Sturmtruppen (del compianto Bonvi) e Cattivik - tutti in catalogo Salani - sono dimenticati dal grande pubblico che li acclamava negli anni Settanta. In compenso assistiamo alla tristezza di Gipi al Premio Strega, celebrato in TV da Fabio Fazio, come sempre compiacente con tutto quel che viene - di buono o di cattivo - da certi ambienti della sinistra. Ma basta con le polemiche. Cerchiamo di convincere, invece, i giovani di oggi ad appassionarsi alle storie di un lupo dal pelo azzurro (purtroppo il libro per motivi economici è stampato in bianco e nero), innamorato di una gallina di buona famiglia di nome Marta e in perenne lotta con un cane da guardia chiamato Mosè. I personaggi non finiscono qui, c’è anche Enrico la talpa che non ci vede un tubo, ha ribattezzato con il nome Beppe il nostro Alberto ed è sposato con Cesira, una moglie petulante che cucina divinamente. La struttura delle storie è ripetitiva, ma non per questo meno geniale e divertente, ricalcata sullo schema del coyote della Warner Brothers che cerca di catturare lo struzzo. Il lupo tenta di intrufolarsi nel pollaio per amoreggiare con Marta, di solito non ci riesce, becca un sacco di legante da Mosé, mentre Enrico lo incoraggia.

Per festeggiare i quarant’anni di Lupo Alberto, la casa editrice Salani ha organizzato una mostra itinerante che è partita da Fano il 27 febbraio e finirà a Correggio il 12 dicembre. Molte le tappe intermedie: Napoli, Milano, Albissola, Marostica, Rovigo, Catania, Fano, Cagliari, Udine, Lucca, Torino… Il 2014 sarà l’anno di Lupo Alberto, con nuovi gadget e tanti libri dedicati al lupo più simpatico del fumetto italiano.

Guido Silvestri (1952), in arte Silver, comincia l’avventura con un striscia comica intitolata La Fattoria dei McKenzie, ma il nome che s’impone è quello del protagonista. Le strisce - pensate sul modello di quelle statunitensi - cominciano a diventare brevi racconti e il fumetto si guadagna persino una testata autonoma che durerà in edicola per molti anni. Altri tempi. Erano gli anni Settanta - Ottanta. I ragazzini leggevano i fumetti e i genitori disapprovavano. Adesso capita di avere una figlia di sette anni e di obbligarla a leggere Lupo Alberto e altri fumetti intelligenti, invece di assopire l’intelligenza davanti alla televisione che diffonde manga e telefilm idioti. Tempi che cambiano, certo, ma non in meglio…

 
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