Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 21/12/2015 alle  21:15:32, nella sezione LIBRI,  841 letture)

L'associazione culturale LAURUS ha presentato lunedì 21 dicembre presso la sala Consiliare "Giovanni Spada" a Floridia il libro "I Gerarchi: uomini e vicende del Partito Nazionale Fascista" del dott. Giovanni Forte.

Conclusa la marcia su Roma, con l’avvenuta nomina di Mussolini a capo del governo, all’interno del PNF si aprì immediatamente la discussione su quale ruolo dovesse avere il partito nella formazione del nuovo stato fascista. Le diverse visioni del partito che avevano questi uomini vennero a galla subito dopo la conquista del potere da parte di Mussolini. Partendo da questi momenti, l'autore ripercorre le vicende che parallelamente videro protagonisti i fascisti e il Partito Nazionale Fascista, analizzandoli ed esplicitandoli con l'ausilio di elaborazioni statistiche che verranno proiettate per dare agli intervenuti utili strumenti per una comprensione a tutto campo delle tesi sostenute nel volume.

Giovanni Forte si è laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico presso le l’Università degli Studi di Catania proprio con la tesi "I Gerarchi: uomini e vicende del Partito Nazionale Fascista". “Prospettiva editrice”, che ha editato il volume, è una piccola casa editrice indipendente nata a Siena nel 1999. Ha in catalogo 260 titoli tra saggistica e narrativa e ogni anno pubblica circa 20 titoli nuovi con una prevalenza di libri di saggistica dedicati alla storia, alla politica, alla sociologia e all’informazione. Sono intervenuti, insieme all'Autore, la professoressa Manuela Spina e il prof. Salvatore Adorno.

 
di Redazione (pubblicato il 21/12/2015 alle  21:14:55, nella sezione LIBRI,  691 letture)

crimiIl Palazzo del Governo di Siracusa ha ospitato sabato 19 dicembre la presentazione del libro di Davide Crimi “Il Dio dell’Eden”, organizzata dall’associazione culturale Inforum Europa, presieduta da Giacinto Avola. E’ toccato al vicepresidente di Inforum, lo scrittore e giornalista Raimondo Raimondi, presentare il libro davanti a un numeroso e interessato pubblico intervenuto all’evento.

Il contenuto del poderoso studio, che conta ben 470 pagine, riguarda un percorso di ricerca spirituale che affonda le sue radici nella tradizione ebraica da cui tutto il pensiero dell’occidente si divarica e affronta una esegesi a più livelli che esplora il labirinto dei simboli, delle parole chiave contenute nei testi sacri e il mistero delle origini della nostra religiosità. E non solo. La dimensione religiosa è solo uno degli aspetti che Davide Crimi affronta, ma egli analizza anche l’uso che il potere da sempre ne ha fatto ai fini del controllo delle masse e della manipolazione sociale che le posizioni egemoni hanno nei secoli perpetrato per mantenere quelle posizioni stesse al riparo dagli attacchi delle intelligenze critiche e delle cosiddette eresie rispetto al pensiero dominante.

“Questo scritto - ha detto Raimondi - appare come il resoconto di un tentativo di andare dritto all’essenziale, di un desiderio di comprendere il mistero delle origini attraverso il linguaggio del Libro dei Libri, la Bibbia, e pertanto del tentativo di comprendere l’ebraismo. “L’ebraismo per i non ebrei” così viene introdotto questo studio delle dottrine del popolo del Libro, quella Bibbia da cui dipendono per continuità dottrinale i Vangeli e il Corano, portandoci così ad un opportuno e storicamente necessario approfondimento dei rapporti che legano l’ebraismo al cattolicesimo e all’islam, tre diversi percorsi religiosi che spesso nella tormentata storia degli ultimi duemila anni si sono incontrati e scontrati, ma che ancora oggi mantengono radici comuni, e questo è un dato che i recenti sanguinosi accadimenti e un certo tipo di irrazionale integralismo non possono cambiare”.

Perché – sostiene Davide Crimi – “se non si vuole pensare all’Occidente come ad una società corrotta e declinante, occorre fare leva sulla sua capacità di incrociare pensieri e culture provenienti da estrazioni diverse”. Davide Crimi si occupa di politiche di sviluppo a livello locale con competenze specifiche per la costruzione di partenariati e la condivisione di informazioni e documenti, sia a livello strategico che a livello manageriale. Attualmente è impegnato nel progetto di una Fondazione Mediterraneo in cui raccogliere le diverse edizioni di cui dispone dei Libri Sacri della tradizione ebraica, cristiana e islamica, nelle lingue originali (ebraico, greco, latino, arabo) con traduzione nelle principali lingue europee (inglese, francese, italiano). Questo centro, che è il fulcro del progetto Fondazione M, è un luogo di scambio e di viaggio per la reciproca comprensione tra Oriente e Occidente.

 
di Redazione (pubblicato il 04/12/2015 alle  15:11:35, nella sezione LIBRI,  734 letture)

Ieri alle 18,30, presso il Biblios Cafè di Siracusa, è stato presentato il romanzo sperimentale “Misteri e verità nella vita di un medium” di Maria Angela Casano e Angelo Cacciato, dato alle stampe alla Vertigo Edizioni nel 2013, basato su una storia vera ambientata a Enna verso la fine degli anni’80. La vicenda racconta la vera storia di un quattordicenne vittima di fenomeni che suscita subito tanto scalpore e diviene un caso assolutamente unico e inedito. L’opera mira- sulla base di esperienze vissute - a svelare alcuni tabù sull’esistenza e la pericolosità a cui i giovani spinti dalla curiosità vanno incontro sul mondo dell’occulto. Di grande valenza nel contenuto del libro è anche l’aspetto sociologico in quanto gli accadimenti portano il protagonista e la sua famiglia verso una forma di emarginazione a causa dell’ignoranza che aleggia nell’ambiente in cui essi vivono. L’obiettivo primario è di divulgare il messaggio al fine di mettere in guardia i giovani a non incorrere in un retaggio dal quale è difficile uscirsene.

 
di Redazione (pubblicato il 03/12/2015 alle  22:20:46, nella sezione LIBRI,  657 letture)

cop libroDomenica 6 dicembre torna l'appuntamento "Colazione in libreria" presso la Libreria Gabò di corso Matteotti in Ortigia. Alle ore 11:00 sarà ospite il giornalista scrittore palermitano Salvo Toscano, già autore di diversi gialli, che presenterà il suo ultimo lavoro, pubblicato da Newton & Compton, intitolato "Insoliti sospetti". Una storia tutta palermitana, con protagonisti i due fratelli Corsaro, già presenti nelle altre storie del romanziere. Il romanzo racconta la vicenda di Onofrio Palillo, salumiere di mezza età, scarcerato dopo un periodo di ingiusta detenzione per l'accusa di omicidio. Fabrizio Corsaro, cronista di nera ed ex donnaiolo impenitente, lo contatta per fargli raccontare la sua odissea giudiziaria in un'intervista. Ma quando il giornalista si presenta all'appuntamento con Palillo, lo trova morto in casa sua, ucciso da tredici coltellate. Per una catena di sfortunate coincidenze, pero', gli inquirenti cominciano a sospettare lo stesso Fabrizio di essere il killer. E toccherà al fratello Roberto, avvocato penalista in piena crisi esistenziale alla soglia dei quarant'anni, cercare di tirarlo fuori dall'incubo nel quale la sua vita è sprofondata all'improvviso. Con la complicità del vicequestore Domenico Fisichella, l'ex capo della Omicidi parcheggiato all'ufficio passaporti perché schiavo dell'alcolismo, scaverà infatti nel misterioso passato di Palillo, scoprendo più di un segreto. Con l'autore in libreria dialogherà Giuseppe Patti.

 
di Redazione (pubblicato il 30/11/2015 alle  22:14:50, nella sezione LIBRI,  704 letture)

stancanelliVenerdì 4 dicembre, alle ore 18.00, presso la sala conferenze “E. Vittorini” via Brenta, 41, l’associazione culturale “Per la città che vorrei” presenterà il libro di Annalisa Stancanelli dal titolo "Vittorini e le mille e una notte", in cui l’autrice ripercorre l’interesse dello scrittore siracusano per la pittura, l’arte, i fumetti. Per “Il Politecnico”, a partire dal 1945, così come per la collana “I Millenni”, Vittorini scelse personalmente gli apparati iconografici. Negli anni Quaranta curò anche le collane Pantheon della Bompiani, per cui scelse personalmente le illustrazioni e andò appositamente a caccia di dipinti e affreschi. Il lavoro sulle immagini lo appassionava tantissimo, come testimoniano le innumerevoli lettere e le introduzioni ai tanti volumi da lui curati.

“Siamo un punto di riferimento per la città” afferma Sergio Pillitteri, presidente dell’associazione, che con eventi come questo intende entrare in sintonia con il cuore culturale della nostra città. L'evento di venerdì sarà moderato dal dott. Antonino Risuglia socio dell'associazione promotrice, interverranno inoltre Sergio Pillitteri e il dott. Maurizio Gatto, direttore della biblioteca Elio Vittorini Siracusa.

 
di Redazione (pubblicato il 28/11/2015 alle  11:55:46, nella sezione LIBRI,  645 letture)

Ieri, venerdi 27 novembre, è stato presentato “Una mala jurnata per Portanova”, il nuovo romanzo giallo dello scrittore Alberto Minnella, che ha conversato con un altro scrittore, come lui siracusano, Stefano Amato (entrambi nella foto). Un “aperitivo con l’autore” che si è tenuto al Biblios Cafè in Ortigia, centro storico che ha fornito ampia ispirazione per le location delle nuove gesta del commissario Portanova, già protagonista di “Il gioco delle sette pietre”, anch’esso ambientato nella Siracusa del 1964.

Il romanzo presenta in copertina una frase di lancio attribuita al noto scrittore Valerio Varesi, a sua volta creatore di un commissario, Soneri, interpretato per il piccolo schermo da Luca Barbareschi: “Portanova è uno di quei commissari deliziosamente contemplativi, apparentemente neghittosi, coscienti che le azioni umane scaturiscono solo in parte dal libero arbitrio, ma in misura maggiore da un’oscura metafisica”. In breve, la trama: l’attracco di una nave a Siracusa corrisponde con il ritrovamento alla Marina di un cadavere di un giovane ragazzo. La mala jurnata del commissario Paolo Portanova comincia così e si protrae per tutta la durata dell’indagine che si rivelerà assai ingarbugliata. Una corsa contro il tempo per risolvere il caso prima della ripartenza della nave renderà ancor più complicate le indagini.

 
di Redazione (pubblicato il 24/11/2015 alle  19:40:30, nella sezione LIBRI,  646 letture)

I VOLTIGiovedì 26 novembre al salone Istituto Privitera viale Regina Margherita, l'associazione "Per la città che vorrei" presenterà iI libro "I volti della bellezza e le false proiezioni ideologiche" di Francesca Bonadonna. All'incontro con l’autrice parteciperanno Sergio Pillitteri, presidente dell'associazione, Serafino Tognetti, monaco e sacerdote nella “Comunità dei figli di Dio”, fondata da don Divo Barsotti e suo primo successore, l’editore Carlo Morrone, mentre il pianista Salvino Strano eseguirà brani musicali a commento di alcune letture contenute nel saggio. Questa seconda rilettura della bellezza nasce sulla scia della prima opera “La bellezza salverà il mondo”, nota citazione dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, in continuità con un concetto di bellezza che spazia dall’ etica cristiana e filosofica all’esperienza quotidiana. Un' accurata selezione di aforismi conferisce all' opera un profilo semplice e lineare: da sant'Agostino a san Giovanni della Croce, da San Giovanni Paolo II alla Beata Madre Teresa di Calcutta, da Fedor Dostoevskij a Chesterton, da Plinio Corrêa de Oliveira ad Aleksandr Solzenicyn, da Escrivà a Don Giussani, il libro offre approfondimenti di spiritualità cattolica, ispirati agli "assoluti della divina bellezza", che analizzano aspetti della nostra fragile epoca, drammaticamente sfibrata dalla divisione e dalla violenza.

 
di Redazione (pubblicato il 19/11/2015 alle  15:23:11, nella sezione LIBRI,  760 letture)

COPERTINA DEL LIBRODomenica 22 Novembre alle ore 11:00 alla Libreria Gabò di Corso Matteotti 38, sarà ospite lo scrittore palermitano Nino Vetri per presentare il suo nuovo libro "Il Michelangelo", pubblicato da Sellerio. Ne parlerà con l'autore Paolo Tuttoilmondo. Il titolo del libro rimanda al nome di un quartiere-leggenda della speculazione edilizia a Palermo per raccontare una saga antiepica di un viandante, in una sorta di biografia avventurosa in tre tempi. Inizia dall’infanzia, in una parte in via di edificazione della città, che è, più che uno spazio, un lungo attimo di tempo esotico tra la campagna brulla che sparisce e le ruspe che avanzano, in cui vive una umanità come di una frontiera lontana. Finisce in un epilogo tragico e beffardo dopo una intera giornata da ubriachi attraverso tutto il centro storico. In mezzo altri spazi, altri personaggi, tante vite incredibili che sembrano inventate ma sono certamente viste. 

Nino Vetri è nato a Palermo nel 1964. Suona nel gruppo «La banda di Palermo». Con questa casa editrice ha pubblicato Le ultime ore dei miei occhiali (2007), Lume Lume (2010) e Sufficit (2012).

 
di Redazione (pubblicato il 15/11/2015 alle  21:27:11, nella sezione LIBRI,  494 letture)

FOTO DELL'AUTOREGiorno 16 Novembre presso il Moon di Via Roma sarà ospite Luca Bianchini (nella foto a fianco) per presentare il suo ultimo libro "Dimmi che credi nel destino", edito da Mondadori. Dopo il successo di "Io che amo solo te" da poco nelle sale cinematografiche, Luca Bianchini torna in libreria con una storia vera sugli italiani all'estero, sulle librerie, sull'amore e sulla speranza. Introduce il Vicesindaco Francesco Italia. L'evento è organizzato dalla Libreria Gabò. 

In sintesi, ecco la storia raccontata da Bianchini: Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead - dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe - rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande - che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

Luca Bianchini vive tra Torino e Roma, dove conduce la trasmissione radiofonica "Colazione da Tiffany" su Rai Radiodue. Ha pubblicato con Mondadori Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), la biografia di Eros Ramazzotti, Eros. Lo giuro (2005) e Se domani farà bel tempo (2007), Io che amo solo te (2013). Dal 2007 conduce all'alba su Radio 2 la trasmissione Colazione da Tiffany. Scrive su «Vanity Fair», per cui tiene un blog, Pop up, e su «la Repubblica» nelle pagine di costume. Ha intervistato gli Abba, "Harry Potter" e Michael Stipe, e ne è molto orgoglioso. 

 

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/11/2015 alle  10:09:09, nella sezione LIBRI,  604 letture)

copertina libroIl Pisa Book Festival 2015 saluta la conferma di un nuovo vero editore toscano come Marchetti - non ce ne sono mai troppi! - e il ritorno di una collana pulp, in un periodo in cui la narrativa di pronto consumo non va molto di moda. Simone Giusti è il direttore - ideatore di una collana che inaugura con un suo testo insolitamente breve, ambientato in una Pisa popolata da tossici a caccia di dosi e presidenti del consiglio in vena di pubblici comizi. Devo dire che la storia un po’ la conoscevo, ché Simone Giusti utilizza il plot di un racconto edito in Piombinoir (Il Foglio Letterario, 2015) come base della nuova pubblicazione ambientata all’ombra della Torre pendente. Sapevo abbastanza di Jimbo, tossico in crisi d’astinenza come ce ne sono molti in provincia, in fondo un buono, colpevole soltanto della sua stupidità. Conoscevo la grassa prostituta albanese Fatjona e in parte anche il pizzaiolo spacciatore, così come ricordavo un discorso alla nazione da parte del Presidente del Consiglio, solo che si svolgeva nel piazzale del porto di Piombino. Giusti rielabora il tutto in salsa pisana, condendo l’intreccio - vera anima del pulp! - con uno stile secco e asciutto, per niente letterario (ci mancherebbe altro!) come pretende la narrativa di genere, usando una lingua vicina al parlato. Un racconto che si divora con rapidità, simile a una sceneggiatura per un fumetto, ma con una ben precisa ragion d’essere nella descrizione della realtà contemporanea, per niente edulcorata e mai così vera. Marchetti Editore e Simone Giusti cercano giovani talenti pulp da pubblicare. Il programma prevede quattro uscite all’anno, proprio come se fosse una rivista stampata su carta scadente, dotata di una grafica accattivante e smaliziata, creata da Gabriele Simili. Cosa aspettate a proporvi? La mail è http://mailto:info@marchettieditore.it. Ma prima leggete il numero uno della collana, avvicinatevi al pulp da lettori, quindi mano al computer e picchiate forte su quei tasti, maledetti aspiranti scrittori! Scusate, mi sono lasciato prendere la mano dal pulp…

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 02/11/2015 alle  10:08:57, nella sezione LIBRI,  938 letture)

Zerocalcare è forse il nome più interessante della letteratura italiana contemporanea. Non sto bestemmiando. Certo, si esprime con il fumetto - per la precisione con la graphicnovel- ma i suoi testi sono efficaci e colti, pieni zeppi di citazioni, critici della realtà che viviamo. Non fa mai politica bassa nella sua critica culturale, ma punta in alto, alla critica del costume, stigmatizzando il demone della reperibilità e della incomunicabilità. Il personaggio principale di Zerocalcare è se stesso, un fumettista che vive alla giornata e rifugge gli impegni, gli accolli, che odia la mondanità e preferisce vivere appartato. Ma in quel se stesso ci siamo tutti noi, c'è la società contemporanea imbarbarita, ci sono le idee impoverite, l'indolenza, l'assenza di motivi validi per cui lottare, il terrore di invecchiare. Zerocalcare manda avanti un blog interessante (http://www.zerocalcare.it/) e - di tanto in tanto - raccoglie le storie in volume, ma scrive pure romanzi a fumetti, dove i personaggi sono uomini e donne della sua vita, la madre, la fidanzata, la sorella, un amico immaginario (Armadillo), che ricorda la tigre di Calvin e Hobbes. Le vicissitudini sono quelle tipiche di un trentenne di oggi, ma la cosa straordinaria è che risultano condivisibili e interessanti anche per un cinquantacinquenne come me. Zerocalcare non è un fenomeno transitorio, una moda, una creatura del sistema. No davvero. Zerocalcare è un vero scrittore che disegna e lavora quando ha qualcosa da dire. Un po' come facevano Pasolini, Calvino e Moravia, negli anni Settanta. Non scrive libri per cavalcare facili successi a base di commissari panzoni e indagini legate a fatti di cronaca, non ricicla il solito libro da vent'anni a questa parte, cambiando titolo. I fumetti di Zerocalcare raccontano come siamo diventati. E lo fanno con spietato realismo. Non è un bello spettacolo, certo, ma fa bene condividere quel che ogni giorno pensiamo con un autore geniale e disincantato che raccoglie l'eredità stilistica di Andrea Pazienza, metabolizzandola in un discorso personale. Potete cominciare dal ultimo volume, L'elenco telefonico degli accolli (Bao Publishing), per conoscere l'opera omnia di Zerocalcare, ma vi consiglio di recuperare tutto, perché lui è il solo scrittore imprescindibile di questi anni bui, di questa notte infinita delle patrie lettere.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 21/10/2015 alle  09:46:03, nella sezione LIBRI,  753 letture)

COPERTINA DEL LIBROWilson Saba, sardo trapiantato a Roma, attore in prestito alla letteratura, debutta con Sole e baleno (2006), finalista al Premio Strega, lanciato da un piccolo editore come Il Foglio Letterario (www.ilfoglioletterario.it). Si conferma con Bompiani, compiendo il grande santo verso il mondo letterario che conta, gruppo RCS, che pubblica i successivi Giorni migliori (2008) e Smart life (2011), in uscita adesso come e-book. Nel frattempo dà alle stampe un saggio su Artaud e Figli delle stelle (Lucio Pellegrini, 2010). Lo scrittore ci confida che sta portando a termine un romanzo di fantascienza a quattro mani (assieme a un autore più esperto, ancora top secret), un romanzo lungo ambientato a Roma (da tempo in gestazione) e un saggio sui migliori traduttori di letteratura italiana in Europa. Per il momento concentriamoci su Smart life, che si può avere a prezzo contenuto (4,90) in una nuova edizione e-book dopo il buon successo riportato nei tascabili Bompiani.

Siamo di fronte a una storia di formazione, come Sole e baleno e Giorni migliori, nelle corde di Saba, visionaria e incalzante, capace di raccontare il mondo giovanile contemporaneo, senza alcuna retorica. I protagonisti sono Andrea e Michele, due ragazzi che inventano un social network dedicato alle droghe (u-Dose, un nome che è tutto un programma), un luogo dove spacciatori e clienti si ritrovano per conoscersi, scambiarsi esperienze e portare a compimento loschi affari. Il mondo adolescenziale viene narrato attraverso l’analisi impietosa dell’utilizzo massiccio di Internet, senza inutili moralismi e giudizi esterni, ma con una visione interna al problema, dalla parte di Caino. Abbiamo la droga, l’importanza del denaro, trovare il modo per diventare ricchi senza sporcarsi troppo le mani, in questo caso inventando un mercato per giovani tossicodipendenti, mascherato da lotta al proibizionismo e alla criminalità organizzata. Il romanzo di formazione si tinge di giallo e assume le sembianze di un thriller psichedelico quando arriva sul mercato telematico un misterioso venditore e propone una nuovissima droga di sua invenzione. I problemi per i giovani gestori del social cominciano quando alcuni ragazzi si mettono insieme per organizzare un rave party e poter provare la nuova essenza.

Il romanzo è scritto con stile rapido e incalzante, in sintonia con il mondo contemporaneo e con una generazione che vive connessa a Internet e incollata a un telefonino. Wilson Saba rifugge da ogni retorica, racconta il mondo giovanile con tutte le contraddizioni e vive dall’interno i suoi cambiamenti. Molti dialoghi sembrano conversazioni su Internet, prelevate da una chat, leggiamo brani di e-mail, pezzi legati a connessioni telematiche. La scrittura di Saba è moderna, incalzante, essenziale, senza tentativi letterari fuori luogo, visto il tema crudo affrontato dalla storia. Da leggere.

 
di Redazione (pubblicato il 14/10/2015 alle  16:52:44, nella sezione LIBRI,  741 letture)

torregrossaVenerdì 16 Ottobre alle ore 18 a Siracusa, presso la Libreria Gabò di Corso Matteotti, sarà ospite la scrittrice siciliana Giuseppina Torregrossa (nella foto). Siracusa è una delle tappe scelte dall'autrice per presentare il suo nuovo romanzo, in uscita l'8 ottobre per Rizzoli, dal titolo “Il figlio maschio”. La palermitana Torregrossa in quest’ultima fatica letteraria ci porta nella sua isola del 1923 dove Don Turiddu e Concetta hanno tredici figli e hanno un modo diverso per sperare in un loro prospero futuro. Le nove femmine non se la passano poi male a vivere nel feudo di Testasecca tra bei vestiti, qualche corteggiatore e, certo, le rigide regole del padre da rispettare. Ma è nei maschi che la famiglia vede storicamente il suo futuro, peccato che tre degli splendidi ragazzotti concepiti nelle notti focose di Turiddu e Concetta siano volati verso altri lidi, o a cercare fortuna in Germania o addirittura alla volta degli States. copertinaRimane a Filippo il peso di sobbarcarsi le aspettative dei due genitori e decidere se seguire le orme del padre, verso un lavoro di responsabilità, di campagna e di fatica o seguire i desideri della madre che lo vorrebbe uomo di cultura, dietro un cumulo di libri. Intanto tra Turiddu e Concetta si scatena la guerra per cercare di convincere il figlio a rispettare le proprie volontà. E se è vero che la Torregrossa descrive una famiglia patriarcale dove era l’uomo a decidere, ci racconta anche di altri preziosi escamotages delle donne come quello di farsi valere in camera da letto, sotto le lenzuola. “Il figlio maschio” parla di uomini e di donne, di libri e di profumi siciliani indimenticabili.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 24/09/2015 alle  18:40:38, nella sezione LIBRI,  1307 letture)

COPERTINA DEL LIBRODa tempo sostengo che dovremmo tornare alla poesia, la regina delle nostre lettere, colei che contiene tutta la nostra tradizione. Il problema di un editore è che in questo periodo storico non vende. Per questo al Foglio Letterario (www.ilfoglioletterario.it) facciamo libri di poesia e li regaliamo in e-book, scaricabili gratuitamente su Amazon. Non solo, ci mettiamo a fare lavori poetici di traduzione: Il peso di un'isola di Virgilio Pinera, La patria è un'arancia di Felix Luis Viera... e molti altri, per non guadagnarci niente, solo per fare cultura. A volte proviamo a vendere poesia, ma l'insuccesso è garantito, ché nessuno la compra. Peccato.

Giuseppe Iannozzi ci soprende perché percorre la nostra stessa strada e lo fa con un e-book autoprodotto intitolato Fiore di passione, 208 pagine telematiche che contengono un florilegio del suo corpus poetico amoroso, il meglio del meglio di quanto è andato componendo in anni di onesto servizio letterario. Conosciamo Iannozzi come sagace critico - animatore culturale di un seguito blog - e abile narratore, autore di romanzi originali come Angeli caduti, L'ultimo segreto di Nietsche, La lebbra, La cattiva strada e persino di racconti di matrice bukowskiana, che poco hanno a che vedere con la lirica amorosa. La poesia erotica di Iannozzi è introdotta da una suggestiva copertina, un olio su tela di Mariarosa Marchini intitolato Fanciulla in amore, ideale per dare il via a una serie di composizioni di matrice classica nelle quali l'autore non disdegna l'utilizzo di licenze ottocentesche come alma (anima) e perigli (pericoli). Prose poetiche (Occhi di zaffiro, Vite parallele...) e liriche composte ricorrendo al verso libero, moderne ma non troppo, ché l'impianto è ottocentesco, decadente, crepuscolare, tanto da ricordare Gozzano e Corazzini, sentimentale senza scadere nel retorico e nel sentimentalismo. Leggiamo qualche verso per rendercene conto con i nostri occhi.

Il più bel bacio me l’hai dato

tu tra l’infinito e il cielo blu

là dove placido scorre il fiume

La bocca tua l’alma mia ha divorato

veloce gettandola

in un dolce panico – affannato –

per subito trarla in salvo

con gli occhi giurandomi

che mai sarebbe finita la magia.

Una raccolta compiuta che rappresenta un unicum nell'opera letteraria di un intellettuale completo, vivace e controcorrente, scritta per indagare il sentimento amoroso in tutte le sue forme e rappresentazioni, in senso leopardiano, come un sentimento assoluto. Iannozzi parla di desiderio, bellezza, gioco erotico, fantasia, passione, sensualità, carnalità, spiritualità. Perché l'amore è amore, come dicono i versi di una canzone, pure lei un po' poesia, in fondo. Leggiamo ancora un significativo estratto.

Piano volteggia sulle pianure

sotto lo stormire degl’alberi

una sì tanto strana creatura

che anche a fissarla bene sfugge

e quasi all’occhio non par vera;

le ali il vento gliele riempie

tra bianche nuvole e azzurro;

con l’indice m’indichi il volo,

e tosto ti dimostro ch’è Chimera

che sugl’Oglio, solitaria a Dio,

ha dell’angelo smesso i panni

per tentare a Isola la fortuna

Non si nasconde dietro i sentimenti, il nostro Iannozzi. E parla d'amore. Perché solo chi non ha mai scritto lettere d'amore fa veramente ridere. E lui, proprio come Pessoa, ha il coraggio di scriverle.

Consigli per gli acquisti:

Il cartaceo (hardcover) - http://www.lulu.com/shop/giuseppe-iannozzi/fiore-di-passione/hardcover/product-22356916.html

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di Redazione (pubblicato il 27/08/2015 alle  15:46:49, nella sezione LIBRI,  696 letture)

astorinaIl 30 agosto presso il lido sottufficiali della Marina Militare di Augusta avrà luogo la presentazione del libro di Gino Astorina "Basta che non sudi". Astorina è un noto comico catanese, mattatore del Gatto Blu, storico locale di Catania, che ha fatto della sua inconfondibile ironia il suo marchio di fabbrica, il sigillo di garanzia con il quale ormai da decenni coinvolge un pubblico sempre crescente. Un pubblico che grazie a lui ha imparato a ridere di se stesso, tramutando le grottesche fattezze caratteriali del catanese verace, in comicità sagace ed irresistibile. E così, percorrendo il sentiero della naturale evoluzione artistica, dopo essersi cimentato in campo teatrale, pubblicitario e cinematografico, Gino Astorina ora si è inventato l’estro dello scrittore attraverso le pagine di un libro, il suo libro “Basta che non sudi”, raccolta ricca e variegata dei suoi più divertenti testi nati al Gatto Blu o nel corso dei suoi vari spettacoli e nelle performance radiofoniche e televisive. Sono brevi racconti che profumano d’infanzia, di vecchie abitudini genitoriali, che si perpetuano famiglia dopo famiglia, generazione dopo generazione, facendo diventare madri e figli macchiette farsesche che si rincorrono in un teatrino di botta e risposta, intriso di sicilianità ma tutto sommato di universale comprensione.

Ospiti della serata saranno il maestro M. Netti che presenterà ad inizio serata un pezzo siciliano “N’funnu n’funnu” scritto da un augustano, Fortunato Spucches, cui seguirà l’esibizione del magico violino di Giovanni Di Mauro, che ha appena ricevuto il “Premio alla Sicilianità” e miete successi ovunque. Prevista la diretta televisiva con le telecamere di Happy Tv. L’organizzazione della serata è dell’infaticabile Marco Bertoni.

 
di Redazione (pubblicato il 24/08/2015 alle  10:57:47, nella sezione LIBRI,  834 letture)

plemmirioNuova presentazione siracusana del romanzo di Luca Raimondi “Tutto quell’amore disperso” (Edizioni Il Foglio) il 27 agosto alle ore 19, nell’ambito della manifestazione dedicata al “bookcrossing”, pratica di scambio e circuitazione gratuita di libri ormai piuttosto consueta. Le nuove tragicomiche gesta del protagonista Carlo Piras (al centro anche del precedente volume “Se avessi previsto tutto questo) saranno rievocate in un’ambientazione balneare, quella fornita dal Lido Varco 23 al Plemmirio. La manifestazione, ideata da Simona Russo, coinvolge anche altre località balneari aretusee (come il Lido Terrazza della Fanusa e il Mizzika Cafè), nonché le librerie Gabò, Biblios e Mascali. Ad introdurre il romanzo, la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli.

Il romanzo di Raimondi (che proprio quest’anno ha ottenuto il Premio Tasca per la Cultura 2015) è aperto da una prefazione del popolare scrittore bolognese Gianluca Morozzi e ha ottenuto diverse recensioni lusinghiere, tra cui quella di Marina Bisogno su “Satisfiction” che così si è espressa: “Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?”

I prossimi appuntamenti della rassegna vedranno coinvolti altri importanti scrittori locali, come Salvo Zappulla e Alberto Minnella, rispettivamente il 3 e il 4 settembre (clicca sulla locandina a fianco per ingrandire il programma completo).

 

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/08/2015 alle  16:36:12, nella sezione LIBRI,  852 letture)

NELLE CASE DELLA GENTEMirko Tondi l’ho conosciuto da editore, nel senso che alcuni giorni fa mi ha proposto di pubblicare il suo nuovo romanzo. Molti editori che conosco non leggono neppure il testo che viene proposto, fanno contratti che prevedono un contributo e stop, altri rifiutano per principio, la narrativa non si vende, dicono. E allora andiamo avanti così, leggiamo Fabio Volo e Federico Moccia, tanto tanto Genovesi che avrebbe voglia di darsi al western ma non lo farà perché in Italia leggono solo le donne (parole sue) e quello del Bar Lume, che non mi ricordo neppure come si chiama, ma scrive gialli, ché in Italia tutti leggono gialli e allora scriviamoli. A me piace andare controtendenza. Ho letto qualche pagina del testo proposto, lo stile mi piaceva, sono andato a scorrere la biografia, ho visto che Mirko è toscano come me - fiorentino del 1977 - ha vinto diversi concorsi (valgono quel che valgono, ma tutti finiamo per farli), ha pubblicato racconti su riviste e antologie (idem come sopra), collabora con blog letterari, radio web, segue laboratori di scrittura, materia che mi sta a cuore, come ben sanno i venticinque lettori di Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura. Perlustrando la bibliografia di Mirko Tondi scopro che ha appena pubblicato Nelle case della gente, un romanzo che contraddice tutte le regole della scrittura creativa, quelle che insegna il buon Giulio Mozzi, autore di alcuni tra i racconti più inutili della letteratura italiana contemporanea. Protagonista del romanzo di Tondi è un aspirante scrittore che per gran parte del libro racconta i fatti suoi, seguendo la lezione di Cechov: Io so scrivere solo sui ricordi. Un protagonista che ripercorre tutte le sue difficoltà con la vita, il complesso rapporto con il padre e con il mondo circostanze regalandoci perle di vera letteratura, sgorgata dalle ferite dell’esistenza: “Tutto questo leggere e vedere film e documentarsi e ascoltare musica e comprare oggetti è aria anche quello, oggi lo sa, perché oggi è un giorno cattivo”. L’autore si descrive in maniera impietosa, ma è una descrizione universale di un se stesso visto come “una specie d’uomo che ha imparato a complicarsi l’esistenza trascinando un carico ingombrante di aspettative e ambizioni”. Firenze onnipresente nella storia come sfondo cittadino ben riprodotto: Porta Romana, Piazzale Michelangelo, le vie strette del centro, l’Arno che scorre pensieroso, la squadra di calcio viola. Una colonna sonora malinconica si confonde alle parole rimarcando i ricordi, contaminando la musica di Led Zeppelin, Queen, Venditti, Pooh, Lucio Dalla. Non manca la letteratura: Philip Roth, Paul Schrader (si dovrebbe scrivere su qualcosa che ci disturba), Proust, Joyce, il romanzo La strada con il bambino che stringe forte la mano del padre, Bolaño, Orwell, Bradbury, Thompson, De Lillo, Virginia Woolf… e tutti i libri disposti alla rinfusa nella biblioteca come nella confusa esistenza. Un libro sui libri, non solo un romanzo, un vero e proprio corso di scrittura corredato di preziose indicazioni di lettura. I libri visti come contenitori e produttori di ricordi, libri che segnano una vita, colpevoli di averla complicata, di aver accresciuto le velleità di chi sa di non aver ancora composto l’opera fondamentale, il libro sempre in procinto d’essere scritto. Eterne domande sul senso della vita, anche se forse ha ragione Vasco Rossi, ma questa frase è mia, mentre l’autore si chiede: “È davvero questo il senso della vita, mettere su famiglia, fare figli per passare il testimone della nostra esistenza a chi rimarrà dopo di noi?”. Immanente al testo il sogno della scrittura, che pervade la vita di chi scrive bene ma non così bene e sogna il romanzo che di sicuro un giorno o l’altro troverà il modo di scrivere. Leggere Nelle case della gente è stato come ripercorrere parte della mia vita e dei miei pensieri. Giulio Mozzi permettendo, credo che sia proprio questa la funzione della letteratura. Molti potranno immedesimarsi nella storia narrata da Mirko Tondi e capire qualcosa di più sul senso della vita, anche se questa vita - purtroppo - un senso vero non ce l’ha…

 
di Redazione (pubblicato il 05/08/2015 alle  16:06:31, nella sezione LIBRI,  2151 letture)

MIGRAZIONIPubblicata una raccolta di poesie di Raimondo Raimondi dal titolo “Migrazioni” per i tipi di VERSUS edizioni d’arte contemporanea. Si tratta di una breve silloge di undici poesie ispirate dal drammatico tema dei migranti che attraversano il Mediterraneo verso l’Europa spesso rimettendoci la vita. Il volumetto ha in copertina un dipinto di Ramzi Harrabi artista tunisino da tempo trapiantato a Siracusa, musicista e mediatore culturale,che di recente ha esposto in Ortigia nella mostra “Uprooted”.

“Immigrazione: un esodo biblico – scrive l’autore in una sua prefazione ai versi - l’Africa intera vuole traghettare in Europa, inseguendo sogni di benessere e una vita migliore. O semplicemente una vita, visto che in certe parti del continente nero restare in questo mondo è un difficile traguardo, o si muore ammazzati o si muore affamati. E noi, popolo pingue e sovrappeso, abbiamo paura di questi poveretti, noi, una nazione di 60 milioni di abitanti, non riusciamo a organizzare un’accoglienza decente per questi rifugiati, anzi vorremmo i “respingimenti”, parola cruda e asettica per dire: ributtiamoli a mare. Noi, popolo cattolicissimo devoto a Papa Francesco, non li vorremmo nemmeno vedere per strada questi giovanissimi colorati e magri, con gli occhi spalancati verso un incerto futuro e la memoria dolente per i compagni annegati nel tragico viaggio della speranza su un barcone rattoppato. E pensare che un paio di secoli fa le navi negriere degli europei li andavano a caricare questi giovani abbronzati strappandoli con la forza ai loro villaggi, alle loro famiglie, alle loro donne, per trarli in catene a lavorare senza paga nelle piantagioni. Allora erano ricercati, forza lavoro a buon mercato, bestie da soma per arricchire gli speculatori inglesi, tedeschi, olandesi, spagnoli e americani. Ora questo esodo ci terrorizza, pensiamo che gli immigrati possano rubarci l’osso rosicato che è la nostra economia, ciechi non vediamo le opportunità di un mondo che cambia, un movimento epocale dei popoli, inarrestabile come le orde dei unni, che voler contrastare è vano, impossibile, tanto vale accettarlo e gestirlo al meglio, con buona pace di tutti. Tanto poi loro, i migranti, non ci vogliono nemmeno restare in questa Italia piena di livore e di rabbia, asservita a politici ladri, dove impera la corruzione e il malcostume. Loro, i migranti, - conclude Raimondi - vorrebbero andare altrove transitando verso un’Europa più mitica e ricca, alla ricerca di un lavoro e di una nuova patria”.

Raimondo Raimondi, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l'edizione di numerosi cataloghi d'arte. E' componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta e Direttore responsabile della testata “Dioramaonline”. Nel 2014 per le Edizioni Il Foglio di Piombino ha pubblicato il libro di narrativa dal titolo “L’undicesima” ed ha ricevuto il prestigioso Premio ConfCulture. Si noti che far poesia è cosa diversa dallo scrivere letteratura. Un romanzo ha bisogno, oltre che dell’intuizione di una trama, anche e soprattutto di un lavoro costante e continuo che, giorno dopo giorno consente di stendere un numero di pagine congruo alle esigenze dell’editoria. Scrivere una poesia è altra cosa. E’ un lampo, un’intuizione veloce, un’emozione dell’anima, che si concretizza in un componimento breve, in poche immagini originali, in alcune parole accuratamente scelte e soppesate, scritte per far emergere dalla psiche un proprio stato d’animo e comunicarlo agli altri, rendendo in tal modo universale ciò che è nato da un sentimento personalissimo ed intimo. Emblematici alcuni titoli delle poesie di Raimondo Raimondi: Corri ragazzo nero, Dove i piedi ti portano, Nel tuo villaggio desolato, Ciò che il mare donava, Dio, Allah o chiunque tu sia, Cambia il mondo, Dopo il soffio nudo delle dune, Sagoma aurea d’un isola incerta, Scendono dalla nave in lunga teoria, Arrivammo, Naufragammo all’alba. Nel suo verseggiare chiuso a tenaglia ogni immagine si stempera in una breve perifrasi e gode di una vibrata formulazione sintetica, elementi questi che fanno si che il suo metro si dinamizzi con elastica plasticità in una scansione ritmica antica e modernissima. E l’autore riesce a far provare a noi le sue stesse emozioni per i grandi temi della guerra, della morte, dell’immigrazione, insomma poesia la sua che è cronaca ma anche riflessione e compartecipazione verso un’umanità dolente in cerca di redenzione e salvezza.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/08/2015 alle  16:00:39, nella sezione LIBRI,  666 letture)

LONGANESI GIUBILEIFrancesco Giubilei è un giovane editore - scrittore che seguo sin da quando ha cominciato a muovere i primi passi in un ambiente complesso, ammirandolo per la tenacia sin qui dimostrata nel perseguire obiettivi e realizzare risultati. Non è il primo a scrivere una biografia su Longanesi (Leo Longanesi, Odaya editore, euro 18) - inimitabile quella di Indro Montanelli - ma è importante che sia un piccolo editore a raccontare un vero e proprio modello editoriale, descrivendo la vita di un uomo basata su scrittura e invenzione di media (pronunciatelo come una parola latina, per favore) giornalistici. Giubilei non è alla prima prova saggistico - narrativa, ma questa volta dimostra maturità stilistica e grande talento per la divulgazione storico - biografica, perché coinvolge il lettore nelle imprese quotidiane di Longanesi e lo fa sentire vicino come un fratello spirituale. Un intellettuale controcorrente e polemico, non abbastanza fascista con Mussolini al potere - anche se inventò il motto: Mussolini ha sempre ragione! -, per diventare nostalgico del regime in piena democrazia. Longanesi era alieno da compromessi, uomo poliedrico e brillante, inventore di aforismi dissacranti (Sono conservatore in un paese in cui non c'è niente da conservare, Soltanto sotto una dittatura riesco a credere nella democrazia...), ideatore di riviste (L'Italiano, Omnibus, Il Libraio, Il Borghese...), scopritore di talenti e di libri scomodi (Il deserto dei tartari di Dino Buzzati), autore di poche opere graffianti e sincere (In piedi e seduti, Parliamo dell'elefante, Un morto fra noi...). Il capolavoro di Leo Longanesi resta la gloriosa e omonima Casa Editrice che contende il mercato ai colossi del periodo storico con un'immortale collana di pocket. Longanesi anticipa pensatori come Pasolini e Bianciardi: "La televisione è basata sulla convinzione che esista moltissima gente che non ha nulla da fare e che è pronta a perdere il tempo a guardare gente che non è buona a fare nulla". Aveva proprio capito tutto. In tempi culturalmente bui come quelli che stiamo vivendo - tra isole dei famosi, amici e reality sulle montagne - un giovane editore come Francesco Giubilei - pure lui romagnolo! - fa bene a ricordare Longanesi, modello di vero intellettuale. Due parole sul prodotto editoriale, ben confezionato, un oggetto libro corredato di illustrazioni e ben impaginato. Unico difetto: il prezzo troppo alto per un libro popolare. Odoya è un ottimo editore che sa fare il proprio mestiere. Mica è così scontato, credetemi.

 
di Redazione (pubblicato il 06/07/2015 alle  20:01:32, nella sezione LIBRI,  1057 letture)

CIURCINAPresentato il 7 luglio nel salone di rappresentanza della Camera di Commercio di Siracusa il romanzo “Il segreto di Bukir”, opera prima di Angelo Ciurcina. Lo scrittore è nato a Buccheri il 18 Agosto 1947 ma vive a Siracusa. Ha lavorato presso il Comune di Siracusa occupandosi, per circa 30 anni, della organizzazione di manifestazioni culturali, turismo e spettacoli. Ha fondato e diretto il laboratorio teatrale di Buccheri. Attore e regista ha partecipato, a produzioni teatrali, cinematografiche e televisive. Ha scritto commedie per il teatro, sia in lingua che in dialetto. Le opere "Amaru ccu muori", "Basta ca c'è a saluti", "Gisù e Sasà", "Il Pizzo", "Giustina", sono state rappresentate. Intensa la trama del suo romanzo: Rossini e' preoccupato delle sorti della Chiesa cattolica, che perde ogni anno sempre più fedeli. Aiutato da altri tre cardinali progressisti, tenta in tutti i modi di rimodernarla, ma è sempre ostacolato dai conservatori che mal tollerano qualsiasi tipo di cambiamento. In aiuto di Rossini e dei suoi fedeli Cardinali arriva l'eredità del Papa Celestino, morto assassinato, che lascia loro un cofanetto contenente il terzo segreto di Fatima. La lettura e l'interpretazione che ne danno è l'occasione per studiare un piano d'azione mirabolante, che potrebbe aiutare la Chiesa ad uscire dalla crisi. La realizzazione del piano coinvolge diversi personaggi, che con ruoli e tempi diversi si spostano dalla Sicilia, al Piemonte, alla Francia, fino ad arrivare in Cina. Il compimento del piano porterà a un risultato inaspettato che metterà in serio pericolo la stessa Chiesa e creerà non pochi conflitti con la maggioranza dei Cardinali conservatori e lo stesso Papa nonché con gruppi terroristici emergenti. L'intreccio del romanzo è una sequenza di colpi di scena che mescolano alla narrazione fantascientifica luoghi esistenti e tempi storici esistiti.

 
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