Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 24/03/2014 alle  16:47:56, nella sezione LIBRI,  702 letture)

kavafisIl sole del pomeriggio (traduzione di Tino Sangiglio e Paolo Ruffilli, Biblioteca dei Leoni)  è una raccolta poetica interessante che serve a riportare all’attenzione del pubblico un grande poeta come Konstantinos Kavafis (noto in Italia anche come  Costantino Kavafis), lirico ellenista, alessandrino nello spirito e nella carne, geniale e per niente neoclassico. Alberto Moravia diceva: “Kavafis non è solo il maggior poeta greco moderno, ma anche uno dei maggiori poeti europei”. Indubbiamente vero, come non possiamo negare che fosse greco sino al midollo e intriso di cultura ellenistica.

Kavafis nasce ad Alessandria nel 1863, vive e lavora in Egitto, ma rinuncia alla nazionalità inglese per acquistare quella greca, sceglie di scrivere nella lingua di Omero perdendo la possibilità di farsi leggere dal mondo anglofono. Kavafis inventa una sua lingua, una koiné ibrida e amalgamata, fresca, compatta e musicale, sceglie di parlare d’amore (sensualità e nostalgia), bellezza e storia. La poesia di Kavafis - uomo scomodo e sincero, per niente convenzionale, nemico di tutte le ipocrisie - è fatta di metrica antica e racconta la vita interiore attraverso i sensi. Nella sua lirica è importante la passione omosessuale, il solo modo in cui il poeta intende il rapporto erotico, ma anche il senso del tempo che incalza, la cruda realtà della vecchiaia, la “riga delle candele spente”, i giorni del passato che restano indietro con la loro “fila tenebrosa”. La poesia e la vocazione estetica, sono le uniche cose capaci di riscattare la pochezza dell’esistenza. Costantino Kavafis ha pubblicato pochissimo in vita, ma dopo la morte - sopraggiunta nel 1933 ad Alessandra - la sua opera è stata oggetto di studio e costante rivalutazione. In Italia quasi tutta la sua produzione è stata pubblicata da Mondadori, ma da tempo non si sentiva parlare di un autore che negli anni Settanta poteva dirsi di culto. Paolo Ruffilli ha fatto un grande lavoro di selezione e di commento poetico, speriamo sufficiente a riportarlo in auge.

Leggiamo due poesie intense e struggenti, perché è inutile parlare di un poeta se non gustiamo la profondità della sua lirica.

 

CANDELE

Stanno dinanzi a noi i giorni del futuro

come una fila di candele accese

- calde, vivide, dorate -.

Restano indietro i giorni del passato,

riga penosa di candele spente:

le più vicine fanno fumo ancora,

ma fredde, ormai disfatte e storte.

Non voglio, no, guardarle: mi pesa il loro aspetto,

pesa il ricordo del loro antico lume.

E guardo avanti le candele accese.

E non mi volto, per non vedere, scosso dai tremiti,

come si allunga la fila tenebrosa,

come crescono presto le candele spente.

 

UN VECCHIO

Laggiù in fondo, nel frastuono del caffè,

un vecchio seduto curvo al tavolino,

se ne sta solo a leggere il giornale.

Afflitto dalla cruda sua vecchiaia,

ripensa al po’ di vita che ha goduto,

quando aveva forza, vivacità e bellezza.

Sa di essere ormai vecchio: lo vede e sente.

Eppure gli sembra appena ieri il tempo

della giovinezza. Che breve spazio, niente…

Pensa agli inganni della sua saggezza,

alla fiducia che ha riposto, pazzo,

alla bugiarda che diceva: “Domani, su. Hai tempo!”.

Quanti slanci che ha frenato ieri e quanta

la felicità sacrificata. Ogni occasione persa

adesso spregia la prudenza sua insensata.

…ma l’intensità del suo pensiero e del ricordo

stordisce il vecchio. E si assopisce

curvo al tavolino del caffè.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/04/2014 alle  20:42:10, nella sezione LIBRI,  1117 letture)

AGENTE KASPERLuigi Carletti pubblica un libro che farà scalpore per Mondadori - Strade Blu, insieme a un fantomatico Kasper, nome che copre un ex carabiniere, agente dei servizi segreti e dei Ros, pilota d’aereo, esperto di arti marziali, armi, esplosivi, protagonista di clamorose operazioni contro la criminalità internazionale. Supernotes farà scalpore e desterà l’attenzione dell’opinione pubblica perché non è un Segretissimo, un’opera di fiction di pronto consumo, ma cronaca nuda e cruda, storia di vita vissuta.

“L’inferno esiste e io ci sono stato. Mi hanno sequestrato, imprigionato e torturato. Prigioniero per trecentosettantatre giorni. Hanno tentato di farmi sparire nel nulla. Con me dovevano sparire anche i risultati del mio lavoro. Un’indagine lunga e difficile. Con un nome che forse non dice molto ma significa moltissimo: supernotes”, scrive l’Agente Kasper, protagonista del racconto scritto da Luigi Carletti con stile piano e scorrevole, con la tecnica del best-seller.

“Ho conosciuto Kasper vent’anni fa. Era un pilota dell’Alitalia. Viaggiava su una Porsche con due pistole e un fucile d’assalto nascosti sotto i sedili. Aveva sulla testa una taglia di un milione di dollari, ma non poteva avere la scorta”, ricorda Carletti. Un caso oscuro il suo, ignorato dai media, coperto da stampa e televisioni, perché forse troppo delicato, persino incredibile. L’Agente Kasper è la prova vivente che i campi di concentramento esistono ancora, almeno in Cambogia, dove lui ricorda di aver trascorso 13 mesi da prigioniero. Un ex carabiniere italiano rapito e nascosto, perché insieme a lui sparissero i risultati di un’indagine chiamata supernotes, un codice che è diventato il titolo di uno straordinario romanzo verità. La storia parte dalla cattura dell’agente segreto, avvenuta nel 2008 in Cambogia, prosegue con la prigionia in una caserma, in un ospedale - lager, quindi nel vero e proprio campo di concentramento di Prey Sar, dalle parti di Phnom Penh. L’Agente Kasper paga con la privazione della libertà un segreto terribile, una rete di dollari falsificati per milioni e milioni di biglietti da cento, un segreto chiamato supernotes.

Luigi Carletti e l’Agente Kasper mettono insieme i ricordi di una pericolosa indagine, descrivono prigionia, sofferenze e torture, componendo un romanzo avvincente, ricco di dialoghi e di azione, scritto con stile da consumato sceneggiatore. Una spy-story che ha qualcosa in più rispetto ai romanzi polizieschi stile 007, perché l’oggetto della narrazione è realmente accaduto, inserito in una scenografia che fa da sottofondo storico - politico. Il lettore ripercorre la nascita di Gladio, le fughe dei neofascisti in America Latina, il piano per eliminare gli uomini di Nelson Mandela in Europa, la guerra dei Balcani, il legame stretto tra i servizi segreti italiani e la CIA. Luigi Carletti pubblica il suo lavoro più maturo, dopo alcune storie minimaliste di grande spessore (Alla larga dai comunisti, Lo schiaffo) e alcuni gialli ben confezionati (Prigione con piscina, Cadavere squisito). Consigliato per chi ama i romanzi di spionaggio, il poliziesco all’italiana e la realtà romanzesca.

 
di Redazione (pubblicato il 20/04/2014 alle  21:21:48, nella sezione LIBRI,  702 letture)

Sabato la Casa del Libro “R. Mascali” di via delle Maestranze a Siracusa, gestita da Marilia Di Giovanni, ha ospitato la presentazione dei libri “L’undicesima” di Raimondo Raimondi e “Se avessi previsto tutto questo” di Luca Raimondi, padre e figlio, entrambi editi dal Foglio Letterario, casa editrice di Piombino diretta da Gordiano Lupi. E’ stata la scrittrice e giornalista Veronica Tomassini a presentare i due libri (de “L’undicesima” aveva anche scritto la prefazione) ponendo alcune domande agli autori e aprendo un dialogo col numeroso pubblico presente, nel quale spiccava la presenza dello scrittore, critico letterario e traduttore Paolo Bianchi, milanese, collaboratore di "Libero". Si è argomentato naturalmente soprattutto sui libri presentati: “L’undicesima” è una raccolta di racconti che, in massima parte, possono inquadrarsi nel filone delle crime stories, nelle quali si agita una piccola schiera di personaggi diversi e strani, tutti però accomunati da una personalità border line, acuita dalle contraddizioni della società contemporanea. “Storie di marginalità” sono stati definiti questi racconti. “Se avessi previsto tutto questo – in cerca d’amore nella Catania di fine millennio”, come ha scritto Roberto Alajmo, “attinge all’autobiografia ma se ne distacca ironicamente, raccontando una genlibrierazione che pagava in lire e rimorchiava artigianalmente. Un romanzo di formazione impastato di umorismo ma speziato di malinconia. Un’epopea quotidiana tardo-adolescenziale in cui l’amore e l’amicizia sono i valori da esaltare e (occasionalmente) tradire”. Poi la discussione si è portata su argomenti riguardanti la società contemporanea e il ruolo degli intellettuali, con interventi nel pubblico da parte di Giuseppe Garro e Damiano De Simone, fondatori della neonata Consulta Civica che è stata presentata alla città nella conferenza stampa di venerdì e di cui fa parte anche Luca Raimondi quale assessore alla Cultura, Unesco e Beni Culturali. E’ seguita una degustazione offerta dalla Taverna Giudecca Ortigia, in un connubio certamente piacevole tra gastronomia e letteratura siracusana.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/05/2014 alle  20:19:42, nella sezione LIBRI,  774 letture)

MARCO MIELEMarco Miele è uno scrittore di Piombino, terra ricca di tradizioni in provincia di Livorno - quasi Grosseto - un promontorio che si affaccia sull’Isola d’Elba, posto a me caro, ci sono nato e ci ho ambientato l’ultimo romanzo (Calcio e acciaio - Dimenticare Piombino, Acar). Nato nel 1963, pubblica dal 2011, ha al suo attivo due romanzi: L’umore del caffè (Multistampa srl, 2011 - ristampato da Govane Holden), Un pesce da aprire (Giovane Holden, 2013) e un paio di racconti lunghi usciti in antologie edite dal mio Foglio Letterario: Raccontare Piombino (2013) e Piombino in Giallo (2014). Marco Miele usa il giallo per raccontare la vita quotidiana della provincia maremmana, impiegando al meglio un personaggio seriale: il commissario Franco Danzi, detto il Nero, che torna da Roma a Piombino dopo un matrimonio fallito, rivede i vecchi amici e riscopre i sapori della vita passata. Nel primo libro il Nero deve risolvere un mistero d’annata, un omicidio sulla spiaggia le cui indagini vengono riaperte e conducono a un’imprevista soluzione. Nel secondo romanzo - più maturo e anche ben realizzato a livello editoriale - deve risolvere un omicidio contemporaneo e scagionare un vecchio amico da un’accusa infamante. I due romanzi sono ambientati in una perfetta scenografia maremmana, scritti ricorrendo al dialogo, dosando pittoresche espressioni vernacolari e inserendo piccanti situazioni erotiche. I due romanzi tecnicamente sono definibili come gialli, perché c’è un mistero da risolvere, tra l’altro appassionante, ben mimetizzato tra indizi contraddittori, ma sono anche racconti ironici, frizzanti e scorrevoli, scritti in modo appassionato e divertente. Il Nero ritrova una banda di amici dei vecchi tempi, ricorda la giovinezza, preti sporcaccioni, amiche disponibili ed esperte nell’arte amatoria, compagni d’avventura dai nomignoli strani (L’Ora, Legno, Zero…); con quel gruppo trascorre serate sul mare davanti a un tramonto e in locali del centro bevendo birra e consumando patatine fitte. Ginepre è una minuscola Piombino, un paese di fantasia localizzabile nei pressi di Populonia Stazione, tra San Vincenzo e Baratti, un luogo popolato da mille anime, ma che possiede la sua Scuola Magistrale, piena zeppa di femmine da tampinare. Molto camilleriana come scelta, anche perché nel racconto convivono location realistiche (Piombino, Cecina, Isola d’Elba…) e il paese fantastico ideato dall’autore. Il Nero, paradossalmente, è il personaggio meno tratteggiato psicologicamente rispetto al gruppo, ma nel secondo volume resta memorabile uno scontro generazionale tra padre e figlio che si conclude con una cena a base di stoccafisso.

MARCO MIELEAbbiamo avvicinato Marco Miele - senza grande difficoltà perché entrambi piombinesi - per avere qualche informazione di prima mano sulla sua attività di giallista.

Perché il giallo?

Il giallo, oltre a essere un appassionato, mi ha dato l’opportunità di raccontare storie che con il genere hanno poco da spartire. L’amicizia e la vita reale, sono temi che mi sono più cari. Il giallo è un pretesto.

 Ti trovi bene a gestire un personaggio seriale?

Il protagonista dei due racconti, Franco Danzi detto il Nero, è suo malgrado il carattere descritto meno, viene intuito dai comportamenti, suoi e dei suoi amici, comprimari, coprotagonisti. Il protagonista seriale si muove in diversi spazi temporali, e mi è piaciuto tratteggiarne i cambiamenti nel tempo, suoi degli amici e del territorio che li circonda.

La scenografia dei luoghi conosciuti (Piombino e Val di Cornia) quanto è importante nei tuoi romanzi?

Ginepre è un luogo di fantasia, ma tutto quello che c’è intorno è reale. Il territorio della Maremma è il protagonista silenzioso. I luoghi dove si ambientano gli eventi salienti di entrambi i racconti, sono verificabili, passo dopo passo, i luoghi veri e reali, e soprattutto indispensabili e insostituibili.

Perché l'uso del vernacolo toscano?

Ho cercato di trasferire la lingua parlata nella realtà, specie in certe fasce d’età, per rendere ancora più realistici i protagonisti. poi diciamo la verità noi toscani in generale, i maremmani in particolare, anche i più ostinati non riusciamo a togliere del tutto il “nostro” vernacolo.

Progetti per il futuro…

Quest’estate, partecipo alla raccolta Piombino in Giallo, spero di pubblicare prima della fine del 2014, dopo i primi due, il terzo e conclusivo episodio di quella trilogia da me definita da me del Caffè. Poi si vedrà quel che sarà…

Marco Miele è un talento naturale, imbastisce storie avvincenti, le ambienta con naturalezza in location conosciute, rende a dovere la suspense ricorrendo a trucchi del mestiere, racconta lo scorrere del tempo, il cambiamento di luoghi e situazioni. In una parola fa letteratura, con la elle minuscola, certo, ma letteratura…

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 17/05/2014 alle  14:41:55, nella sezione LIBRI,  1149 letture)

copertina facchinettiSono usciti i primi due libri di una Casa Editrice giovane dedicata allo sport, attiva su Internet e sui social network, dotata di una pagina Facebook molto seguita. Si tratta di Campo per destinazione - 70 storie dell’altro calcio di Carlo Martinelli (prefazione di Stefano Bizzotto) e Il Romanzo di Julio Libonatti di Alberto Facchinetti (con una nota di Gian Paolo Ormezzano).

Il progetto Edizioni inContropiede nasce in Riviera del Brenta (Venezia) nei primi giorni del 2014. Tre amici appassionati di libri e di sport (Nicola Brillo, Alberto Facchinetti e Federico Lovato) decidono di creare una piccola realtà editoriale per pubblicare una decina di volumi l’anno di letteratura sportiva (romanzi, saggi, biografie, antologie di articoli, raccolte di racconti). Lo sport (soprattutto il calcio) deve essere protagonista, ma basta anche che sia lo sfondo dove è ambientata la storia. La giovane realtà editoriale non farà salti nel buio, la vendita dei libri avverrà esclusivamente online, attraverso Amazon.it, IBS e il sito www.incontropiede.it.

La scelta del nome è un omaggio a Gianni Brera, uno dei più grandi cantori dello sport, un giornalista colto e raffinato che citava i classici greci e latini mentre parlava di calcio. Al tempo stesso è anche un omaggio alla scelta controcorrente di scommettere in un momento di crisi economica generale in un settore (editoriale) in grande difficoltà. martinelliLa casa editrice guarderà al passato, ripescando dal baule dei ricordi storie dimenticate, ma non mancherà uno sguardo attento nei confronti degli scrittori del presente. inContropiede editerà solo libri di formato tradizionale, non elettronico, non avrà alcun distributore e nessuna libreria di riferimento. Punta ad avere tanti lettori, grazie a Internet.

Il romanzo di Julio Libonatti è l’unica biografia al mondo dedicata al calciatore argentino, il primo sudamericano a decidere di andare a giocare in un club europeo. Libonatti è stato un indimenticato attaccante del Torino (il secondo marcatore di tutti i tempi della storia granata) e ha giocato pure in Nazionale, dopo essere stato naturalizzato. Come dice il titolo, il libro non è una semplice biografia, ma si tratta di una fiction condita da molti elementi di verità. Alberto Facchinetti è il giovane autore (classe 1982), laureato in giornalismo sportivo e già noto al pubblico per Doriani d’Argentina (2011) e La Battaglia di Santiago. Coordina il gruppo di scrittori Sport in punta di penna.

Campo per destinazione – 70 storie dell’altro calcio è un’interessante raccolta di piccole storie che riguardano personaggi molto noti del mondo sportivo e dello spettacolo. Si va da Italo Allodi a Gianni Brera, passando per Helenio Herrera a Sandro Ciotti, toccando Eusebio, Gigi Meroni, Pier Paolo Pasolini, Marylin Monroe. Piccole riflessioni, appunti, storie poco note, vergate dalla penna esperta del giornalista trentino Carlo Martinelli (1957), già autore di Storie di pallone e bicicletta.

Per informazioni potete contattare EDIZIONI inCONTROPIEDE alla mail incontropiede@gmail.com.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 03/06/2014 alle  14:14:16, nella sezione LIBRI,  723 letture)

LUPO ALBERTOLupo Alberto nasce nel 1974, sul "Corriere dei Ragazzi", storica rivista per adolescenti da tempo chiusa, lasciando solo Il "Giornalino" della San Paolo a difendere un mondo che non esiste più, conquistato da televisione e media telematici. Viene da chiedersi - proprio per questo motivo - se ci sono ancora lettori di fumetti per ragazzi, oppure se certe (benemerite!) operazioni di riscoperta sono riservate a un pubblico di nostalgici. Per me che sono nato nel 1960 e ho scoperto Lupo Alberto nel 1974, incuriosito da un nome che conteneva una voluta citazione di un grande attore teatrale e televisivo (Alberto Lupo), non è difficile esprimere gradimento e complimentarmi con un editore lungimirante. Sono tempi di crisi, il fumetto comico non incontra più il favore del lettore, capolavori come Mafalda, Sturmtruppen (del compianto Bonvi) e Cattivik - tutti in catalogo Salani - sono dimenticati dal grande pubblico che li acclamava negli anni Settanta. In compenso assistiamo alla tristezza di Gipi al Premio Strega, celebrato in TV da Fabio Fazio, come sempre compiacente con tutto quel che viene - di buono o di cattivo - da certi ambienti della sinistra. Ma basta con le polemiche. Cerchiamo di convincere, invece, i giovani di oggi ad appassionarsi alle storie di un lupo dal pelo azzurro (purtroppo il libro per motivi economici è stampato in bianco e nero), innamorato di una gallina di buona famiglia di nome Marta e in perenne lotta con un cane da guardia chiamato Mosè. I personaggi non finiscono qui, c’è anche Enrico la talpa che non ci vede un tubo, ha ribattezzato con il nome Beppe il nostro Alberto ed è sposato con Cesira, una moglie petulante che cucina divinamente. La struttura delle storie è ripetitiva, ma non per questo meno geniale e divertente, ricalcata sullo schema del coyote della Warner Brothers che cerca di catturare lo struzzo. Il lupo tenta di intrufolarsi nel pollaio per amoreggiare con Marta, di solito non ci riesce, becca un sacco di legante da Mosé, mentre Enrico lo incoraggia.

Per festeggiare i quarant’anni di Lupo Alberto, la casa editrice Salani ha organizzato una mostra itinerante che è partita da Fano il 27 febbraio e finirà a Correggio il 12 dicembre. Molte le tappe intermedie: Napoli, Milano, Albissola, Marostica, Rovigo, Catania, Fano, Cagliari, Udine, Lucca, Torino… Il 2014 sarà l’anno di Lupo Alberto, con nuovi gadget e tanti libri dedicati al lupo più simpatico del fumetto italiano.

Guido Silvestri (1952), in arte Silver, comincia l’avventura con un striscia comica intitolata La Fattoria dei McKenzie, ma il nome che s’impone è quello del protagonista. Le strisce - pensate sul modello di quelle statunitensi - cominciano a diventare brevi racconti e il fumetto si guadagna persino una testata autonoma che durerà in edicola per molti anni. Altri tempi. Erano gli anni Settanta - Ottanta. I ragazzini leggevano i fumetti e i genitori disapprovavano. Adesso capita di avere una figlia di sette anni e di obbligarla a leggere Lupo Alberto e altri fumetti intelligenti, invece di assopire l’intelligenza davanti alla televisione che diffonde manga e telefilm idioti. Tempi che cambiano, certo, ma non in meglio…

 
di Redazione (pubblicato il 06/06/2014 alle  09:13:10, nella sezione LIBRI,  678 letture)

libri a imperiaLa Fiera del Libro 2014 è sbarcata ad Imperia in un momento in cui la città sta soffrendo molto per le tragiche notizie prima del pastificio Agnesi, poi della Porto di Imperia SPA, e questa tre giorni dedicata alla cultura è stata una vera e propria boccata di aria fresca. Presenti numerose realtà editoriali italiane di grande caratura e tantissimi piccoli editori, il nerbo di una nuova dimensione della letteratura, aperti ai giovani e agli esordienti e spesso scopritori di veri talenti prima misconosciuti. Presente anche Gordiano Lupi in uno stand con le pubblicazioni del “Foglio Letterario” che ha presentato il suo “Calcio e Acciaio - dimenticare Piombino” partecipante al Premio Strega 2014. Tra i libri di vari autori editi dal “Foglio” presentati alla Fiera del Libro di Imperia spiccano il romanzo “Se avessi previsto tutto questo” di Luca Raimondi e i racconti de “L’undicesima” di Raimondo Raimondi. I due autori siciliani (padre e figlio, vivono a Siracusa e ad Augusta) stanno lavorando insieme alla stesura di un romanzo storico ambientato nella Sicilia del Seicento.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/06/2014 alle  18:29:41, nella sezione LIBRI,  732 letture)

zappullaSalvo Zappulla è un ottimo scrittore siciliano che leggo dai tempi della sua collaborazione con Terzo Millennio, editore serio e onesto, ragion per cui ha dovuto chiudere bottega. Scrive di critica letteraria su "La Sicilia", "La Voce di Romagna", "Il Sud", "La Voce dell’Isola"... Ha pubblicato fiabe, racconti, romanzi, commedie, vincendo premi importanti e classificandosi al secondo posto con un’opera teatrale presentata al prestigioso premio Troisi (2006). Il nuovo romanzo, "Kafka e il mistero del processo" (edito da Melino Nerella), resta nel solco della sua miglior narrativa per quel che riguarda uno stile sobrio, piano, lineare, composto da un dialogare continuo, senza perdersi in elucubrazioni letterarie. Zappulla ama il grottesco, segue le orme di Pirandello e Kafka, per creare la figura di uno scrittore raccomandato da uno zio onorevole che un editore pubblica per compiacere l’importante parente. Un bel giorno il politico cade in disgrazia e l’editore - un burbero meridionale innamorato del suo lavoro - rifiuta l’ultimo manoscritto bucolico e retorico, invitandolo a scrivere qualcosa veramente originale. A questo punto inizia il romanzo umoristico, una sorta di Castello kafkiano in salsa sicula, corretto secondo lo stile di Zappulla. Lo scrittore deve subire la ribellione del personaggio (Pedro Escobar) che a un certo punto rifiuta di tornare a condurre un’esistenza grigia al fianco di una moglie noiosa, brutta e pedante. Non solo. Lo scrittore finirà in prigione, dopo un processo surreale e al termine di una requisitoria della Pubblica Accusa che condanna il suo stile e la sua creatività. Inutile difendersi mettendo di fronte a chi lo accusa illustri precedenti: Kafka ("Il castello", "La metamorfosi"), Flaubert ("Madame Bovary"), Buzzati e persino Dante Alighieri. Il romanzo procede per capitoli alterni, con il personaggio che vive di vita propria, incontra Madame Bovary, Pinocchio, La piccola fiammiferaia, Attila..., con loro conversa e scambia opinioni, indagando la vera natura che esprimono, ben oltre le intenzioni narrative.

Un romanzo grottesco, umoristico, di facile lettura, ma che vuol essere una critica serrata a un mondo editoriale diventato un supermercato, un surrogato dell’incultura televisiva, un luogo frequentato da nani, ballerine, calciatori, veline, scrittori panettone, narratori del niente. Ho scritto qualcosa di simile un sacco di anni fa ("Quasi quasi faccio anch'io un corso di scrittura", "Nemici miei", "Velina e calciatore, altro che scrittore!"), ma mi rendo conto con tristezza che il mercato editoriale non solo non è cambiato, ma è persino peggiorato. La sola alternativa per gli scrittori veri - animati dal sacro fuoco delle lettere che scrivono solo quando hanno qualcosa da dire - è seguire il consiglio dell’editore - personaggio del romanzo di Zappulla: darsi all’agricoltura biologica. Pure per coltivare zucchine serve creatività, in fondo. Inoltre si tratta di un mercato puro, non inquinato da un mare di escrementi che galleggiano in un liquido informe, voluto dall’Editore Unico Nazionale che presto avrà un Distributore Unico Nazionale (PDE - Messaggerie). Editori e Scrittori veri - vi scrivo con la lettera maiuscola - cosa aspettate a ribellarvi? Nel frattempo, leggiamo Zappulla, ché il romanzo merita.

 
di Redazione (pubblicato il 13/06/2014 alle  14:48:19, nella sezione LIBRI,  1166 letture)

IL CIRCOLO UNIONESotto il patrocinio della locale sezione della Fidapa e del Kiwanis Club di Augusta, giovedì 19 Giugno 2014 alle ore 18,30 nel Salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta (nella foto), in Piazza Duomo 3, verrà presentato il libro “L’undicesima” di Raimondo Raimondi, edito dalle Edizioni Il Foglio di Piombino. Introdurrà la serata Rosalba Amara Partinico, presidentessa Fidapa, relazionerà la professoressa Gabriella Rista, docente di Lettere presso il Liceo Classico Megara di Augusta, leggeranno alcuni brani del libro Gaetana Bruno Ferraguto e Lucia Imprescia. Seguirà un intervento musicale al pianoforte del maestro Salvino Strano che eseguirà alcune colonne sonore da film.

Il libro racchiude undici racconti che, in massima parte, possono inquadrarsi nel filone delle crime stories. In questi racconti noir si agita una schiera di personaggi accomunati da una personalità border line, che spesso smarriscono ogni naturalezza, ogni umanità, ogni valore condiviso.locandina evento “L’undicesima” sta registrando un buon successo di critica e di pubblico ed è stato recensito su tanti giornali e riviste e su numerosi siti web dedicati alla letteratura. Gode di una presentazione della scrittrice Veronica Tomassini, giornalista del Fatto Quotidiano, e di una foto di copertina di Luca Morreale.

Tra le tante recensioni vale la pena citare un brano dell’articolo di Roberto Mistretta, pubblicato nella rubrica “Scaffale” del quotidiano La Sicilia: “In Italia viene veicolato l'erroneo messaggio che i libri di racconti non allettino i lettori. Tuttavia di fronte alle autentiche perle che Raimondo Raimondi è riuscito a incastonare nella sua ultima opera, "L'undicesima", con scrittura elegante e forbita ma mai pedante, non si può restare indifferenti. L'autore usa la penna come un bisturi per incidere nei mali della nostra opulenta ed egoistica società. Undici racconti che sono undici pugni nello stomaco. Ed ogni racconto è introdotto da un inciso di noti autori che preludono al dipanarsi della storia. E undici sono le vittime innocenti che una dopo l'altra, in questo racconto così reale da ricalcare la cronaca nera, vengono barbaramente pugnalate da un anonimo impiegato che sfoga sulle donne di strada, la sua sete di sangue. Il femminicidio dei nostri giorni….Ché questo pregio hanno i racconti di Raimondi, di raccontare la nostra realtà con l'occhio disincantato d'un autore da conoscere e far conoscere”.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore e giornalista, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline.

 
di Redazione (pubblicato il 20/06/2014 alle  14:41:56, nella sezione LIBRI,  834 letture)

PRES1Con il patrocinio della Fidapa e del Kiwanis Club, giovedì 19 Giugno 2014, nell’elegante salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta, è stato presentato a un folto pubblico di intervenuti il libro “L’undicesima” di Raimondo Raimondi, edito dalle Edizioni Il Foglio. Dopo una breve introduzione del cerimoniere del Kiwanis ing. Domenico Morello, che ha ricordato come parte degli introiti per la vendita del libro saranno devoluti al Progetto Eliminate, inteso a debellare il tetano neonatale nei paesi del terzo mondo, Rosalba Amara Partinico, presidentessa della Fidapa, ha presentato la relatrice professoressa Gabriella Rista, docente di Lettere presso il Liceo Classico che ha illustrato il contenuto del libro. PRES2Ha poi posto alcune domande all’autore riguardo alla scelta del titolo che pare sottendere al significato esoterico del numero undici e al denominatore comune dei racconti che è il lato oscuro dell’umanità, tendente a compiere il male, l’azione criminosa. Eppure, come è stato detto, “è uno spaccato di umanità varia quello che viene narrato ed in questa felicità del narrare si può riconoscere che quelle storie terribilmente tragiche, disperate presentino un elemento di salvezza, come se perfino nell’aberrazione del crimine possano esplodere le potenzialità dell’essere umano”.

Alcuni brani del libro sono stati letti da Gaetana Bruno Ferraguto e da Lucia Imprescia. Il maestro Salvino Strano ha poi magistralmente eseguito al pianoforte alcune colonne sonore tratte da film famosi. “L’undicesima” sta registrando un buon successo di critica e di pubblico ed è stato recensito su tanti giornali e riviste e su numerosi siti web dedicati alla letteratura. Gode di una presentazione della scrittrice Veronica Tomassini, giornalista del Fatto Quotidiano, e di una foto di copertina di Luca Morreale.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore e giornalista, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 03/07/2014 alle  00:37:40, nella sezione LIBRI,  647 letture)

disarmonia la copertinaMaria Grazia Di Biagio, autrice di Nella disarmonia dell'inatteso (Bel Ami Edizioni) è una vera poetessa, una che non si limita a scrivere versi senza leggere, per essere originale e non avere padrini letterari. Sembra impossibile ma ne ho conosciuti tanti di (presunti) poeti che non leggono poesia ma si credono vati e fanno i sostenuti se non li leggi. I versi di Maria Grazia Di Biagio raccontano un amore che non fa rima con cuore ma è ricco di metafore straordinarie e di versi suadenti.

 

È un anno di parole che non scrivo

e non c’è incuria o disamore, credi,

se ho lavato la matassa dei pensieri

e l’ho stesa al silenzio ad asciugare.

 

Renato Fiorito - autore di un’ispirata postfazione - ha avuto la mia stessa sensazione di struggente tenerezza nel leggere i versi sopra riportati, forse perché anche lui aveva bisogno di rispecchiare in altrui parole il proprio dolore. Questa è la forza della vera poesia, ma anche della vera letteratura, di una scrittura profonda che non sia volta a realizzare il mero intrattenimento.

 

Non è cambiato molto da quel giorno

cado ancora come allora

mi sbuccio le ginocchia

ma non piango più, purtroppo

e questo è male, perché il pianto cura,

è pioggia che consola, il pianto.

 

Ho letto questi versi a mia figlia, certo lei che ha sette anni non ha pensato al male di vivere di montaliana memoria, né al vizio assurdo di Pavese, ma alle sue ginocchia sbucciate e al pianto, facendomi notare che le lacrime sono una pioggia metaforica che cade dai suoi occhi quando è triste, addolorata o soffre. Grandezza della vera poesia che si fa apprezzare da una bambina, come quella del mio amico cubano Felix Luis Viera che parla della figlia lasciata a Cuba per un doloroso esilio quando aveva quindici anni, racconta la sofferenza tangibile d’un padre in fuga.

 

Cerco in ogni libro una rivelazione

oppure un’intuizione condivisa,

una piccola cosa impertinente,

una violetta sbucata dalla neve

che mi faccia sentire meno assurda.

Cerco la bellezza delle cose

nella disarmonia dell’inatteso,

nelle parole, il senso primo del significato.

 

Altri versi che raccontano l’importanza di un libro, di una storia, di una pagina scritta, dove cerchiamo soprattutto noi stessi, il senso profondo delle cose, per recuperare stupefatti una metaforica violetta sbucata dalla neve.

 

Ho mentito.

Non è vero che non sto scrivendo

sono solo versi bianchi

ma ho finito i fogli colorati.

 

Stupenda la chiusura della raccolta. Il poeta non può fare a meno di scrivere, se ti dice che non sta scrivendo sta mentendo, il poeta è un fingitore, come scrive Pessoa, ma nel caso della Di Biagio è un sincero dispensatore d’amore, che quando finisce i fogli colorati scrive solo versi bianchi.

 
di Redazione (pubblicato il 22/07/2014 alle  10:40:23, nella sezione LIBRI,  975 letture)

CHRISTIANEEsce domani 23 luglio il nuovo romanzo della scrittrice siracusana Veronica Tomassini, dal titolo “Christiane deve morire”, lungamente atteso dopo l’exploit del precedente “Sangue di cane” (edito nel 2010 da Laurana con grande successo critico). Edito da Gaffi nella collana “Godot” e presentato da Giovanni Pacchiano, il romanzo vanta una bellissima copertina dell’artista romano Maurizio Ceccato. Una nuova storia di disperazione e dolore ambientata in un campo Rom di Siracusa, esplorato dalla cronista di un quotidiano locale.

Autrice anche di un racconto pubblicato da Feltrinelli nella collana Zoom (“Il polacco Maciej”), Veronica Tomassini è giustamente considerata una delle scrittrici emergenti più innovative e dotate di potenza narrativa di questi ultimi anni.

 
di Redazione (pubblicato il 09/08/2014 alle  09:44:30, nella sezione LIBRI,  2621 letture)

copertina libroRaimondo Raimondi ripubblica in nuova ed elegante veste editoriale, per i tipi dell’AWA International, gli “scritti disorganici di estetica” dal titolo “Arte & Arte”. Si tratta, come dice il titolo, di alcuni saggi raccolti in unico volume che trattano il difficile tema dei percorsi dell’arte contemporanea, dei rapporti sempre più stretti tra creatività e cultura, addentrandosi anche nel mistero che sottende ogni cosa che riguarda l’uomo nella sua più profonda complessità di individuo in grado di immaginare oltre la realtà e di forgiare la materia, tramandando il proprio pensiero e accaparrandosi così una propria immortalità: possibilità unica concessa a un essere vivente su questa terra.

Il talento, il genio, la creatività – si legge sul retro di copertina - si esprimono attraverso l’energia, che è concentrazione di forza, di materia e di qualcos’altro di indefinibile, di esemplare, forse di sovrannaturale. Le opere d’arte sono capaci di farci sognare, di annullare i limiti spazio-temporali, di trasformarci in esseri senza dimensione e senza tempo, regalandoci una nuova, imprevedibile immortalità.

Tredici i capitoli – Raimondi, come nel suo recente libro “L’undicesima”, ama affidarsi ai numeri magici e simbolici: Evoluzione dell’Arte, Arte, mito e magia, Filosofia e Arte, La ricerca artistica contemporanea, La pittura moderna, Il mercato dell’Arte, La persistenza del dubbio nell’Arte, La scelta minimalista, La scelta naturalista, La scelta intimista, La scelta concettuale, La scelta tecnologica. Il tredicesimo capitolo è dedicato alle note biografiche dei personaggi (tantissimi) citati nel testo, assieme alle numerose illustrazioni che fanno di questo libro un prezioso manualetto dedicato a un pubblico di nicchia, ad appassionati del settore.

Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline. Ha recentissimamente dato alle stampe il volume di racconti “L’Undicesima” per le edizioni “Il Foglio Letterario” di Gordiano Lupi.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/08/2014 alle  12:40:27, nella sezione LIBRI,  756 letture)

COP LIBRO"Amori d'amare", antologia di racconti in due volumi a cura di Cinzia Demi, è una bella iniziativa legata al mare e all’amore, pensata per aiutare la ricerca contro il cancro, raccoglie un gruppo di scrittori sotto l’egida della Minerva Edizioni che festeggia il traguardo dei 25 anni di attività. Racconti che narrano amori di personaggi famosi, letterati, scrittori, pittori, musicisti, ma anche amori comuni, uniti da uno stile poetico e da un’accurata ricerca linguistica. Gli scrittori che hanno partecipato all’iniziativa: Antonella Antonelli, Alessandra Bertocci, Fabio Canessa, Paolo Carnevali, Maria Gisella Catuogno, Rosalba De Filippis, Cinzia Demi, Silvia Fornasari, Rosa Elisa Giangoia, Gordiano Lupi, Dante Maffia, Chiara Maranzani, Gabriella Mecucci, Alessandra Merico, Gabriella Montanari, Vincenzo Montuori, Ivano Mugnaini, Rita Pacilio, Sabrina Paravicini, Sergio Pasquandrea, Marina Ripa di Meana (Volume 1); Giacomo Battara, Stefano Biondi, Roberta De Santis, Liliana Eritrei, Marco Fornasari, Toni Iavarone, Alessandro Mischi, Giuliano Musi, Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco, Marco Rufini, Adriana Sabbatini, Andrea Samaritani, Francesco Vidotto (Volume 2). Un dipinto a tema realizzato da Maurizio Caruso impreziosisce il volume, dotato d’una suggestiva foto d’epoca che ritrae in copertina la spiaggia di Rimini nel 1952. Abbiamo avvicinato la curatrice, Cinzia Demi (nella foto a destra), per farle alcune domande.

Come nasce l’idea di un’antologia di racconti legati all'amore, al mare e alle vite di personaggi famosi?

L’editore Roberto Mugavero mi propose di lavorare intorno al tema dell’amore al mare per una raccolta che potesse essere presentata in estate, a Cesenatico, nell’ambito degli eventi che di solito organizza in collaborazione con lo stesso comune. L’occasione era la voglia di festeggiare i 25 anni di attività della Casa Editrice Minerva insieme ai tanti autori che avessero avuto voglia di dare il loro contributo. Pensai così ad una raccolta di racconti ambientati al mare dove il sentimento dell’amore fosse amplificato – soprattutto per l’interesse del grande pubblico - dal fatto di appartenere ad un personaggio famoso, conosciuto, magari partendo anche da qualche fatto realmente avvenuto. Molti autori da me contattati hanno aderito all’iniziativa, altri hanno omesso questa terza opzione, limitandosi a scrivere storie d’amore immaginarie. Per questo alla fine, volendo comunque pubblicarli tutti, si è pensato ad una sorta di cofanetto di due volumi ognuno dei quali contenenti le due tipologie di storie. Il valore aggiunto di questo libro sta nel fatto che i proventi delle vendite sono destinati all’Istituto Romagnolo per la lotta contro i tumori.

Lo stile di molti racconti (penso a Battara) rasenta la prosa poetica. Si tratta di una precisa scelta editoriale, oppure è il tema che ha condotto su tali binari narrativi?

L’amore è da sempre un tema che rasenta, nelle sue modalità espressive, il sentimento più raccontabile attraverso una forma poetica. Trovo normale, quindi, che molti autori si siano cimentati nella modalità della prosa poetica, vicina alla poesia, per raccontare la propria storia. C’è da aggiungere che tra gli scrittori ci sono anche diversi poeti (penso a Maffia, Pacilio, Carnevali, De Filippis, Mugnaini, Montanari, Pasquandrea, Giangoia ad esempio) ed è inevitabile che la contaminazione tra i generi avvenga – specie pensando sempre alla tematica -. Trovo altrettanto belli i lavori che sono stati scritti però da mani abituate a trattare saggistica, narrativa, fatti di cronaca, soggetti teatrali… la raccolta è in questo senso davvero eterogenea, varia nelle voci e nelle forme espressive. Insomma può davvero accontentare tutti i palati.

Una tua poesia d’amore funge da elemento introduttivo. Perché?

Inizialmente si era pensato ad una raccolta poetica che parlasse d’amore ma, in concomitanza, stava uscendo una analoga raccolta “L’amore dalla A alla Z” curata dallo splendido autore Vincenzo Guarracino per Puntoacapo e non si voleva creare un doppione. L’idea dei racconti pareva sostituire degnamente l’originaria versione ma io ho voluto dare comunque un segno di questa volontà, aprendo il libro con questa mia breve lirica – riportata anche in quarta di copertina – che rappresenta la sintesi dello spirito, del cuore pulsante di tutto il lavoro.

Come ti sei trovata nelle vesti di curatrice di una raccolta di racconti?

La scrittura è l’elemento più significativo della mia vita. Da sempre mi accompagna e da sempre ho desiderato scrivere in ogni forma: poesia, racconto, saggio. Curare i lavori di altri è al tempo stesso un impegno e un valore aggiunto di confronto e quindi di crescita. Questo si equivale sia per le collane di poesia che curo che per questa raccolta di racconti: ogni volta è una scommessa nuova, un traguardo da raggiungere con se stessi e con gli altri, con gli autori che ti danno fiducia e con i pubblico che ti giudica.

Quali criteri hai seguito nella scelta degli autori?

Gli autori sono stati scelti sulla base delle conoscenze personali mie e dell’editore. Ho chiesto a chi pensavo potesse avere interesse a scrivere qualcosa di questo genere e a trovarsi coinvolto in un’antologia con tante voci diverse. Qui, devo dire – e me accorgo adesso – che lo zampino poetico ce l’ho messo io: conoscendo molti più poeti che autori di narrativa, ho chiesto a loro di partecipare più che ad altri. Chi ha raccolto il mio invito si è trovato contento e mi ha ringraziato per il bel lavoro fatto insieme.

Quali sono i personaggi famosi protagonisti delle storie?

I personaggi sono tanti e diversi. Tutti contenuti nel primo volume della raccolta. In pratica una ventina. Si va dallo scrittore al cantante, dallo sportivo all’attore, dal poeta al musicista, dal personaggio noto per fatti di cronaca a quello noto per essere scampato ai campi di concentramento. Non vorrei rivelare i nomi anche perché alcuni sono mimetizzati da uno pseudonimo per motivi di privacy – fatto che rende più intrigante la lettura del libro perché induce a ricercare di identificar il personaggio semi nascosto. Posso affermare in tutta sincerità che ogni autore ha voluto solo rendere un omaggio al proprio protagonista, utilizzato per passione o desiderio di veridicità nei suoi confronti.

Come promuoverete l’antologia?

L’antologia verrà promossa soprattutto attraverso le presentazioni: Ne sono già state fatte due una a Cesenatico e una a Portoferraio. Ogni autore, in pratica, oltre all’editore e alla sottoscritta curatrice, si è impegnato volontariamente a organizzarne una nel proprio luogo di residenza. In pratica – essendo gli autori provenienti da varie città italiane, dal nord al sud, - il libro verrà raccontato in buona parte dell’Italia.

Un buon libro di brevi - ma intensi - spaccati di letteratura dedicati all’amore, prosa poetica, momenti di vita, incontri fugaci, storie di personaggi famosi come non li abbiamo mai conosciuti sui banchi di scuola. Un libro da leggere come un romanzo a puntate, dove ogni episodio è una nuova lettera d’amore, un nuovo capitolo d’una storia infinita. Quando comprerete la vostra copia pensate che - oltre ad aver nutrito la mente di buona letteratura - avrete aiutato la ricerca scientifica, perché il ricavato sarà destinato all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori.

 
di Redazione (pubblicato il 19/08/2014 alle  11:12:04, nella sezione LIBRI,  663 letture)

Il 25 agosto alle ore 18,30 presso l'Aula Consiliare del Comune di Canicattini Bagni, in via Principessa Jolanda 51, a cura del presidio Libera “Salvatore Raiti” di Canicattini Bagni verrà presentato il libro di Giovanna Montanaro "La verità del pentito”. Giovanna Montanaro è una sociologa e studiosa dei fenomeni di criminalità organizzata che ha svolto il ruolo di consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Il libro si basa su una intervista del pentito Spatuzza, il collaboratore di giustizia le cui dichiarazioni hanno permesso di rettificare le vicende relative agli attentati di Firenze, Milano e Roma e di riscrivere molte pagine del processo per la strage di via D'Amelio. Attraverso il racconto del pentito, le voci dei magistrati e l'analisi delle migliaia di pagine degli atti giudiziari, la Montanaro ha ricostruito il complesso quadro del periodo stragista. Dice Pietro Grasso nella prefazione: "In queste pagine ciascuna delle indicazioni fornite da Spatuzza è collocata nella storia complessa delle stragi, confrontata con verità precedenti poi smentite, studiata nei suoi effetti, e in questo modo la ricostruzione del periodo stragista del ’92 – ’94 appare tanto chiara e coerente come non è mai stata, fino a pochi mesi fa, neppure nelle aule dei tribunali". Introdurrà l’incontro Desiree Amenta (nella foto), referente del Presidio Libera "Salvatore Raiti" di Canicattini Bagni, parteciperà il sindaco Paolo Amenta, interverranno Francesco Nania, giornalista e fiduciario provinciale dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani e Angelo Migliore, ex dirigente della Squadra Mobile di Siracusa. L’incontro sarà coordinato da Gaetano Guzzardo e Marta Silvestre.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 08/10/2014 alle  16:50:24, nella sezione LIBRI,  972 letture)

FRANCESCOFrancesco di Enrico Miglino (Ediciones Baleares) è un romanzo breve, uscito soltanto in e-book, che si legge con rapidità e trasporto, anche se è dotato di struttura risulta ermetica e racconta una storia si presta a molteplici interpretazioni. Romanzo breve e non racconto lungo, anche se stiamo parlando di una narrazione di 40 cartelle, perché la struttura a capitoli e le diverse sottotrame fanno propendere per tale classificazione. Francesco è una storia d’amore, per meglio dire di disamore, perché racconta la fine di un rapporto, in un’atmosfera sognante e decadente, tra suggestive descrizioni di paesaggi e coinvolgenti stati d’animo che si fondono con il racconto. Hector, il protagonista sogna di ritrovare Francesco, un grande amico del passato, identificandolo nelle sembianze di una donna che compareimprovvisamente, proprio mentre Irene, la sua compagna, lo sta tradendo con un collega di lavoro. Il lettore si trova di fronte a un dubbio inquietante: Francesco è soltanto un sogno, oppure è fantastica realtà della nuova vita di Hector? Francesco è un fantasma prodotto dalle ceneri della solitudine, una presenza ectoplasmatica, una finzione della mente che nasconde il corpo di una donna? Forse un po’ di tutto questo. Forse Francesco è soltanto un modo per mascherare solitudine e depressione del protagonista che sta vivendo un tragico abbandono. La vita cambia, un poco ogni giorno, anche quando non ce ne accorgiamo; i sentimenti si modificano, le situazioni non rimangono immutabili. E nel cambiamento della vita di Hector c’è posto ancora una volta per una amico - amante di nome Francesco, ma soprattutto per tanta solitudine. Consigliato, anche per chi non ama leggere gli e-book, perché lo stile è talmente scorrevole e piano che si arriva in fondo in poco meno di un’ora.

 
di Redazione (pubblicato il 25/10/2014 alle  14:18:40, nella sezione LIBRI,  2489 letture)

poesie raimondiEdito da AWA International il nuovo volumetto di poesie di Raimondo Raimondi dal titolo “Sotto il ponte spagnolo”. Si tratta di una silloge di liriche dedicate ad Augusta, cittadina dove il poeta ha vissuto la sua giovinezza, ricca di luoghi e di ricordi meravigliosi, travolti oggi dalle cronache disperate del’inquinamento industriale. Poesie che vogliono far riflettere sulle bellezze della cittadina marinara, un paese di cui troppo spesso si evidenziano solo e sempre i problemi e le infinite carenze, finendo per rendere ad esso un cattivo servizio. Immagini fotografiche e poetiche per far riappropriare il lettore di un bene prezioso, per far nuovamente rivivere quel senso di appartenenza a un territorio e a una storia, per proiettarlo verso un futuro di fiducia e speranza attraverso i percorsi della memoria e, a volte, della nostalgia.

Poesie ispirate frequentemente al mare: su questo mare naviga il poeta e vi si lascia cullare e in esso s’immerge, per sfuggire alla paludosa e sempre più impraticabile realtà. Perché è proprio così, naviga il poeta, infagottato nei propri sogni, stracolmi di amore per tutto ciò che lo circonda, ancorché i fumi delle industrie o le offese degli uomini abbiano rovinato i ricordi, appassendo le speranze. Ecco, queste “speranze appassite” potrebbero far pensare a momenti di sconforto, di tristezza, di pessimismo, ma la sensibilità del poeta intride i suoi versi di forza, spesso di rabbia, ma anche di immagini indimenticabili. Ma perché un poeta vuole imprimere le proprie impressioni sopra un foglio bianco? La risposta non potrebbe essere più semplice e più chiara: spesso il poeta è solo e inascoltato, come Cassandra, pertanto affida il suo pensiero, il suo messaggio, la sua emozione e - perché no? - la sua percezione ad un foglio come fosse una pubblica confessione di certezza.

La poesia di Raimondi è amara ma è anche un canto d’amore. Un canto d’amore verso un territorio in cui, non essendovi nato, ha vissuto la sua giovinezza e i suoi primi amori, un atto d’amore nella piena consapevolezza di questo nostro difficile tempo che il poeta e la sua città stanno attraversando .

 
di Redazione (pubblicato il 27/10/2014 alle  20:53:03, nella sezione LIBRI,  546 letture)

notoIl Comune di Noto, in collaborazione con l’associazione turistica Pro Noto e con la partecipazione straordinaria di Afs, American Field Service - Intercultura, ha bandito la VII edizione del concorso letterario per i piccoli autori e illustratori, in occasione del Festival della Cultura per i ragazzi, in programma dal 22 al 30 novembre prossimi.

Il concorso si articola in due sezioni - “Piccoli autori” e “Piccoli illustratori”- che invitano i bambini a realizzare una storia, un saggio o una poesia nel primo caso e un’illustrazione nel secondo, sul tema “Insieme oltre la frontiera, per costruire la pace”. Possono partecipare all'iniziativa tutti i bambini del secondo ciclo delle scuole primarie e di I e II media.

I lavori dovranno pervenire al Comune di Noto entro le 12 del 10 novembre 2014. Quindi la giuria, presieduta dal sindaco di Noto Corrado Bonfanti e composta da esperti e specialisti sceglierà le tre opere vincitrici per ogni sezione. I bambini saranno premiati con attestati in pergamena, libri, gadget e buoni acquisto da utilizzare in libreria, consegnati nel corso della cerimonia finale della manifestazione.

 
di Redazione (pubblicato il 30/10/2014 alle  15:01:29, nella sezione LIBRI,  557 letture)

maimoneVenerdì 31 ottobre alle 18:30 il Biblios Cafè di Siracusa (via del Consiglio Reginale, 11) ospiterà il secondo evento organizzato dalla nuova gestione, la presentazione del nuovo libro di Vincenzo Maimone, "La variabile Costante", edito da Fratelli Frilli. A introdurre l’autore sarà lo scrittore siracusano Luca Raimondi. La trama del libro ruota attorno all’omicidio di una giovane donna, che scuote la quiete di Acireale. La pista privilegiata è quella del femminicidio, ma forse le cose non stanno proprio così. Le vicende personali e professionali di Tancredi Serravalle, docente di Storia e Filosofia, pungolato senza sosta dall’ironia irriverente del suo demone socratico, e del commissario Giacomo Costante si intersecano intrecciandosi in una trama intensa che fotografa uno spaccato di realtà e suggerisce spunti di riflessione sulla frenesia della società contemporanea.

Vincenzo Maimone (Messina, 1970) si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina. È Ricercatore in Filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. È autore di vari saggi e articoli su riviste scientifiche e della monografia "La società incerta. Liberalismo, individui, istituzioni nell’era del pluralismo" (Rubbettino, Soveria Mannelli). Ha pubblicato due romanzi, "Un nuovo Inizio" (Sampognaro e Pupi) selezionato come semifinalista al Premio Scerbanenco; e "L’ombra di Jago" (Sampognaro e Pupi).

 
di Redazione (pubblicato il 08/11/2014 alle  11:15:15, nella sezione LIBRI,  877 letture)

copertinaIn contemporanea con l’uscita nelle librerie e negli store on line, appare sugli scaffali dello stand 118 del Pisa Book Festival il nuovo romanzo dello scrittore siracusano Luca Raimondi dal titolo “Tutto quell’amore disperso”, edito, come il precedente “Se avessi previsto tutto questo”, dalle Edizioni Il Foglio dirette da Gordiano Lupi. Il Pisa Book Festival è giunto alla dodicesima edizione e vede schierato fino al 9 novembre, presso il Palazzo dei Congressi, il meglio dell’editoria indipendente Del precedente lavoro, questo è una sorta di “sequel” in cui ritorna da protagonista Carlo Piras, le cui sfortunate gesta dongiovannesche nella Catania di fine millennio hanno riscosso un ottimo successo. In questa nuova sua “tranche de vie”, lo ritroviamo un paio di anni dopo, sempre studente presso l’Università degli studi di Catania, con nuove ragazze complicate da provare a sedurre e una ex, Sofia, che ha deciso di mollare con troppa superficialità e presunzione, salvo ovviamente pentirsene. Il romanzo non è solo la cronaca dei suoi più o meno fortunati amori e della sua tumultuosa passione per la taciturna ex, ma è anche la descrizione, leggera e ironica, di un cosmo metropolitano popolato da tante figure che certamente ognuno di noi ha incrociato nel suo cammino: professori sanguinari, studenti svogliati, amanti disfunzionali, nonché una selva di aspiranti teatranti, cineasti, filosofi, musicisti. E di riferimenti musicali, anche stavolta, il romanzo è saturo, fin dal titolo preso in prestito da una canzone di Max Gazzè e citata in apertura, non a caso, accanto a un brano di Heidegger: una storia che rivela da subito due anime, una più “pop”, romantica ed emotiva, un’altra più riflessiva e razionale. La prefazione è di uno scrittore molto amato dal pubblico, Gianluca Morozzi, prolifico autore di una lunga serie di “cult book” generazionali, da “Despero” a “L’era del porco”, fino ai sensazionali thriller più recenti, “Cicatrici” e “Radiomorte”. L’accattivante copertina (foto a sinistra) è anch’essa “made in Siracusa”: uno stupendo primo piano di Giulia Palumbo scattato dal fotografo Luca Morreale.

 
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