Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 14/05/2012 alle  10:10:37, nella sezione CULTURA,  993 letture)

Presentato venerdì 11 maggio nell’elegante salone di rappresentanza del palazzo municipale di Augusta un libro dell’avvocato Elio Salerno, presidente della locale Commissione di Storia Patria. Si tratta di una raccolta di schizzi ad acquarello e a china che l’anziano uomo di cultura ha creato nelle più svariate occasioni in cinquant’anni: scorci paesaggistici di Augusta, com’era in altri tempi più a dimensione d’uomo, schizzi che valorizzano le belle opere architettoniche e gli splendori paesaggistici di un sito che potrebbe a ragione pretendere di costituire attrattiva turistica, ma che invece, per incuria ed abbandono, complici i disastrosi insediamenti industriali, si trova ai margini di una provincia che nel suo complesso sembra proiettata verso un futuro di offerta turistica di prim’ordine. E’ una iniziativa, questa del libro di Salerno, pienamente condivisa e appoggiata dall’Assessorato comunale alla Cultura, nella persona dell’attivissimo assessore Giovanna Fraterrigo che, come la stessa ha sostenuto nel suo intervento introduttivo, si avvia a varare le iniziative culturali per i festeggiamenti del Santo Patrono S. Domenico, il 23 e 24 maggio, in modo “sobrio”, visti i tempi difficili per tutti, ma con sensibilità e partecipazione delle associazioni augustane che sono tante e in grado di produrre valide iniziative. Alla presentazione del libro ha partecipato Giuseppe Carrabino, membro della Commissione di Storia Patria.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/04/2012 alle  14:48:27, nella sezione CULTURA,  906 letture)

Mercoledi 18 Aprile 2012, presso la Galleria Roma di Siracusa, si svolgerà il secondo incontro propedeutico “Aspettando il Convegno - Siracusa un museo nel mediterraneo, tra passato e futuro” che si terrà nei giorni 02-03-04 Maggio 2012. A moderare ed introdurre l’incontro saranno il dott. Sergio Pillitteri coordinatore organizzativo, e il prof. Giancarlo Germanà Bozza coordinatore scientifico. L’incontro di mercoledì sarà il secondo appuntamento propedeutico che vedrà come relatore Mons. Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana di Siracusa. Il tema dell’incontro tratterà: “Come valorizzare gli spazi culturali a Siracusa”, ovvero: in che modo rendere partecipati i nostri laboratori culturali presenti in città, quali possono essere le tematiche culturali in grado di avvicinare la cittadinanza ai nostri luoghi del sapere? Si può creare un vera e propria connessione quanto più compartecipata tra cittadini e spazi culturali in città? Quali esperienze culturali già sperimentate in tal senso possono rappresentare il trampolino di lancio per creare momenti importanti d’aggregazione? L’incontro di mercoledì sarà l’occasione utile per lanciare la tre giorni di Maggio; “Con grande impegno - spiega Sergio Pillitteri - abbiamo programmato da diversi mesi insieme al prof. Germanà questo convegno di studi, approfondimento ed analisi del nostro territorio che sarà aperto soprattutto ai giovani della nostra città, i veri protagonisti del nostro territorio, un progetto laboratorio che intende rappresentare un vero stimolo al confronto tra gli attori della nostra città, a fine di valorizzare le idee ed i progetti in linea con lo sviluppo del tessuto urbano, sotto il profilo culturale, archeologico, sociale, turistico”. La partecipazione di docenti universitari, docenti d’istituti superiori, dirigenti della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, nonché di personalità del mondo delle istituzioni, del lavoro, dell’associazionismo e giovani laureati, potrà garantire l’approfondimento delle tematiche trattate e l’acquisizione di nuove conoscenze sul patrimonio archeologico di Siracusa, sulla sua futura tutela e valorizzazione, sul suo sviluppo turistico e culturale.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/04/2012 alle  16:52:30, nella sezione CULTURA,  1113 letture)

Il Biblios Café di Siracusa, in collaborazione con Verba Volant Edizioni e Hotel "Al Gutkoswki" , ha organizzato per giovedì 19 aprile il primo incontro della rassegna "A cena con l'autore". Questo primo incontro sarà dedicato alla scrittrice melillese Tea Ranno (nella foto) che presenterà il suo ultimo romanzo "La sposa vermiglia" edito da Mondadori. Tea Ranno è una delle più felici scoperte della letteratura siciliana e nazionale contemporanea. Basti pensare a Cenere, romanzo bellissimo, vincitore del Premio Chianti, che si caratterizza per il linguaggio ricco e la storia coinvolgente ambientata nella provincia italiana del Seicento, oppure a In una lingua che non so più dire, romanzo incentrato sul viaggio a ritroso, dal Continente alla Sicilia, compiuto da un magistrato siciliano sessantenne, e, infine, l’ultimo nato, La sposa vermiglia, appena pubblicato da Mondatori. La trama del romanzo è avvincente: siamo in Sicilia, nel 1926. Vincenzina Sparviero è la figlia attraente ma fragile di una famiglia di nobili siciliani, una ragazza, si dice in paese, troppo cagionevole per diventare madre. Ma della sua presunta sterilità al vecchio don Ottavio Licata non sembra importare granché, e così il matrimonio d’interesse fra la “palombella” mansueta e obbediente e il ricco sessantenne, fascista e mafioso, è combinato. Un pomeriggio di primavera, però, quando il fidanzamento è stato ormai annunciato, improvvisamente Vincenzina incontra l’amore negli occhi ambrati di Filippo Gonzales. Da quel momento la ragazza si difende dal futuro che incombe imbastendo nella fantasia le immagini di una gioia impossibile: seduta alla finestra della sua stanza a ricamare e sognare, attende il passaggio della sagoma amata con il passo lento, le mani in tasca, uno sguardo fuggevole verso di lei. Nella china lenta e inesorabile che conduce, sul filo della tragedia, al matrimonio annunciato, assaporiamo la storia struggente di un amore impossibile. Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Si è laureata in giurisprudenza ma ha sempre affiancato allo studio del diritto la pratica della scrittura. Dal 1994 vive e lavora a Roma, ma molte delle sue storie sono ambientate nell’amata Sicilia.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/04/2012 alle  17:29:12, nella sezione CULTURA,  1279 letture)

Lo scorso 31 marzo 2012 a Siracusa, nel salone di Villa Reimann, nei pressi del parco archeologico della Neapolis, si è svolta una serata culturale organizzata dall’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” nell’ambito dei festeggiamenti del 300° anniversario della fondazione di Rosolini. L’iniziativa è stata coordinata dal presidente, Corrado Di Stefano, il quale ha salutato e ringraziato i soci, le autorità, i rappresentanti delle associazioni di Rosolini e Siracusa, le amministrazioni e gli sponsor e, prima di introdurre il tema dell’incontro, ha portato a conoscenza dei presenti le iniziative fin qui realizzate, che hanno avuto come denominatore comune quello di promuovere e valorizzare l’identità rosolinese: 1) Conferenza sul tema tratto dal libro "Storia della venerabile Chiesa Madre di Rosolini dal 1712 ai giorno nostri", il cui relatore è stato l'autore, il Prof. Antonino Odierna; 2) Conferenza sul tema "Il Sacro Cuore a Rosolini", il cui relatore è stato il dott. Rosario Puglisi; 3) Presentazione del bando relativo al 4° Concorso dei cimeli storici di Rosolini dal titolo "Un viaggio lungo 300 anni"; 4) Conferenza " La via del Carrubo: passato, presente e futuro di una pianta del mediterraneo" relatore dott. Fabio Morreale. L’occasione del 3° centenario ha spinto il direttivo e il presidente dell’Associazione a trattare argomenti riguardanti le radici e l’evolversi della civiltà rosolinese. Come è riportato nella locandina: “La via per conoscere le nostre radici e ricostruire la nostra storia è quella della consultazione dei registri e degli archivi, nonché, quella del personale esame di ogni opera”. Il presidente ha presentato il relatore della conferenza, il dott. Salvatore Spadaro, commercialista per professione, ma che per passione svolge l’attività di cultore di storia patria. Il dott. Spadaro ha preso la parola ringraziando l’Associazione per averlo invitato a relazionare per il suo lavoro di recupero e di valorizzazione storico-culturale di Rosolini. Il suo lavoro di ricerca si è concentrato sul periodo storico del 1873, periodo caratterizzato dall’arrivo in paese del colera, a Rosolini morì il 12% della popolazione, la percentuale più alta rispetto ad altri luoghi. In quel periodo i medici erano impreparati a combattere questa epidemia, potevano solo costatarne i sintomi, senza sapere quale terapia adottare, non conoscevano come penetrava nell’organismo e quali fossero le vie attraverso le quali si propagava. Intuivano che la sua diffusione era favorita dalle carenze igieniche, dalla scarsa alimentazione e delle abitazioni malsane, condizioni prevalenti un po’ovunque a quei tempi. In quelle tragiche giornate era impossibile uscire da casa e molte famiglie per evitare il contagio dovettero scappare nelle case di campagne oppure si rifugiarono nelle grotte vicine al centro abitato, persino i medici e i preti scapparono dal paese. Il relatore, durante il lavoro di ricerca, ha portato alla luce un registro con l’elencazione dei morti di quel periodo dove, oltre alle generalità, vi è il luogo di sepoltura, ovvero sotto il pavimento della Chiesa S.S. Crocefisso o nella Chiesetta dell’Immacolata confinante con il castello dei Platamoni, oggi inesistente perché demolita per far posto ad una palazzina privata, ma non si sa nulla circa i resti di quei defunti. Del colera ne ha parlato il notaio Faustino Maltese, il quale descrive in maniera puntuale le condizioni ambientali e le macabre visioni di morti abbandonati per le strade. Infine, il presidente ha annunciato ai presenti che, dopo l’odierna conferenza, l’Associazione ha in programma di fare una escursione a Rosolini per la consueta mangiata di ricotta calda e la degustazione dei prodotti genuini locali.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/03/2012 alle  14:10:12, nella sezione CULTURA,  810 letture)

Anche l’Archimedeion, il primo museo multimediale sul genio siracusano, inaugurato a Siracusa lo scorso dicembre, ha partecipato alle celebrazioni del Pi Greco Day che si sono tenute in tutto il mondo e nella città natale di Archimede. Il giorno del Pi Greco si celebra ogni anno il 14 marzo. La data scelta dipende dal modo in cui in lingua inglese si scrivono le date: premettendo il mese al giorno, dunque 3,14 (il Pi greco approssimato alle prime due cifre dopo la virgola, ovvero il modo in cui è normalmente identificato). L’origine di questo festeggiamento risale al 1988, quando fu per la prima volta festeggiato a San Francisco, in California, su iniziativa del fisico americano Larry Shaw. Da allora in tutto il mondo si sono svolti eventi di vario genere per festeggiare la ricorrenza. Spesso nelle scuole e nelle università si svolgono gare di matematica e altre iniziative. Nel 2009 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha concesso un riconoscimento ufficiale alla giornata. Archimede, con il procedimento concepito per la quadratura del cerchio, è all’origine della scoperta del Pi greco. Il fascino del Pi greco, oltre che nella pura matematica, ha avuto applicazione nelle manifestazioni musicali. Diversi brani sono stati composti ispirandosi al pi greco, in varie forme, fino al rap. Il brano però probabilmente più famoso è quello della cantautrice britannica Kate Bush, intitolato Pi, nel testo del quale si racconta di un “uomo dolce e sensibile con una natura ossessiva, una profonda fascinazione per i numeri e una completa infatuazione con il calcolo del Pi greco”. La canzone, contenuta nell’album Aerial del 2005, contiene nel corpo del testo una lunga serie di numeri (che sono corretti fino alla cinquantatreesima cifra, per poi variare rispetto alla serie canonica). Per il giorno del Pi greco il Museo Arkimedeion ha applicato per i biglietti una tariffa speciale ridotta.

 
di Redazione (pubblicato il 11/03/2012 alle  18:03:45, nella sezione CULTURA,  1035 letture)

Il maltempo non ha frenato l’entusiasmo dei fans del prof. Zygmunt Bauman. Sala piena al Museo Archeologico “Paolo Orsi” per la seconda ed ultima giornata di studi internazionali su “Modernità liquida in difesa di un paesaggio solido”. Molti i giovani presenti, avevano tutti in mano almeno un libro di Bauman pronto ad essere impreziosito ancor di più con un autografo del grande sociologo polacco. Che non si è fatto sottratto ai flash, alle domande e alle strette di mano dei suoi proseliti. Il bello della diretta ha creato non poche difficoltà al regolare svolgimento della giornata. Bauman, in apertura, aveva annunciato una improvvisa variazione di programma; per motivi di tempo, è stato costretto a ridurre e cambiare il testo del suo intervento. Questo improvviso cambiamento ha messo in imbarazzante difficoltà l’interprete, una nota docente universitaria. Il sociologo polacco ha deciso inaspettatamente, soprattutto per la traduttrice, di parlare a “braccio” senza seguire uno schema preciso. Superato il momento di imbarazzo il “dialogo” con Bauman è proseguito su angosciosi interrogativi, uno fra tutti la globalizzazione che porta alla solitudine del singolo, e al rapporto Politica-Potere che, a detta di Bauman, andrebbe recuperato e riconsolidato. Questa la sfida, il grande messaggio che Bauman ha sentito di lasciare ai giovani: “Mi auguro che i giovani siano in grado di raccogliere questa sfida e di saperla attuare al più presto. Ristabilire il matrimonio tra potere e politica significherà mettere al bando qualsiasi forma di supremazia da parte dei mercati che in questo momento regnano sovrani a dispetto dei veri problemi che sono di identità sociale non solo ed esclusivamente economica”. Bauman ha avuto anche belle parole per la Sicilia, il suo territorio che va difeso, per la sua cultura madre di tutte le culture del mondo. “Trovo il paesaggio una risorsa fondamentale, ed il paesaggio siciliano nella fattispecie è straordinario. Due giorni fa sono stato a Noto, e sono rimasto molto colpito dagli sforzi fatti dai siciliani di voler risolvere i problemi che li affliggono. Problemi anche questi caduti dall’alto. Una grande storia la vostra: il teatro greco che ha influenzato tanto l’Inghilterra paese in cui vivo. Apprezzo anche i tanti progetti interessanti volti a conquistare una nuova vita e a rimpossessarsi del passato glorioso per un futuro migliore”. La giornata si è aperta con i saluti di Roberto Fai del Collegio Siciliano di Filosofia, del preside di Architettura Carlo Truppi, del vice presidente del Consorzio Universitario Archimede, Giuseppina Ignaccolo, si è cosi subito entrati nel vivo del convegno, partendo da un assunto: “La globalizzazione esiste e dentro di essa stanno scritti la nostra esperienza e il nostro futuro”. Secondo Benedetto Gravagnuolo dell’Università Federico II di Napoli “non sappiamo né chi né con quale razionalità si stiano determinando la crisi ed il crollo delle borse che, da Wall Street allo spread, condizionano la nostra esistenza. L’aspirazione al mercato unico non è cosi lontana. Occorre però elevare il controllo culturale sui mezzi. Non il mezzo, ricordate, ma è l’uomo che usa la tecnica. Basta un esempio: un coltello può servire sia per mangiare che per uccidere. Allo stesso modo, l’energia può essere utilizzata per scopi giusti (illuminare, riscaldare) ma anche per distruggere.”. La giornata è stata chiusa dal regista attore Alessandro Quasimodo che ha recitato una poesia del padre Salvatore, premio Nobel per la Pace.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/02/2012 alle  21:51:56, nella sezione CULTURA,  1451 letture)

Sabato mattina 25 febbraio presso i locali del Ciapi di Priolo Gargallo è stato presentato il libro intitolato “Ciapi. Una bella storia del sud”, volume primo di un’opera che racconta l’epopea dell’Istituto di formazione professionale dal momento della sua costituzione nella fase di industrializzazione della provincia di Siracusa ad oggi. Presente l’autore, il professore Mario Blancato, e il presidente del Ciapi professore Egidio Ortisi. Presente anche la dottoressa Luciana Rallo, direttore del Ciapi. Tra il pubblico la créme della cultura del siracusano e quasi tutti i maggiori uomini politici della provincia aretusea, forse attirati, oltre che dall’indubbia valenza del libro, anche dalla presenza del presidente della Regione Siciliana on. Raffaele Lombardo, che ha concluso i lavori dell’incontro. Il volume è edito dall’Editore Morrone di Siracusa ed è stato distribuito a tutti i presenti. Consta di 372 pagine ed è ricco di illustrazioni e fotografie delle attività svolte dal 1960 al 1985, anno in cui si interrompe la narrazione del volume primo in attesa della prossima pubblicazione del secondo tomo dell’opera. L’autore, Mario Blancato, si è avvalso per la stesura narrativa della collaborazione di Valentina Lavore, giovane insegnante laureata in lettere moderne presso l’Università di Catania.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/02/2012 alle  18:40:25, nella sezione CULTURA,  1228 letture)

L’Università Popolare di Augusta “GIOVANNA D’ARAGONA”, associazione culturale di promozione sociale o di volontariato, organizza il CONVEGNO DI STUDI dal titolo “La salvaguardia dell’ambiente nel territorio di Augusta - Bonifiche, controlli, epidemiologia, salute”, che avrà luogo nel salone di Palazzo Zuppello, sito in Via Epicarmo 72/74, Venerdì 24 febbraio 2012 con inizio alle ore 18,00. Relatori del convegno saranno: l’Ing. Dario Ticali, Ricercatore presso l’Università Kore di Enna nonché Commissario per l’emergenza bonifiche, l’Ing. Domenico Morello, Dirigente del Settore Ambiente della Provincia Regionale Siracusa, il Dott. Giuseppe Moschitto, Chimico, e il Dott. Gaetano Gulino, Medico Igienista. Introdurrà e modererà i lavori il Dott. Raimondo Raimondi, giornalista e Presidente dell’Università Popolare di Augusta. L’Università Popolare di Augusta è nata nel 2008. I soci fondatori hanno inteso adoperarsi per sviluppare un nuovo modo di fare cultura e di apprendere. L'approccio all'apprendimento basato sulla condivisione ha contribuito a rendere le Università Popolari in tutta Italia un modello di funzionalità e di utilità sociale che ha reso vana la concezione rigida della divisione per età. Nel corso degli anni infatti l'età dei partecipanti è profondamente cambiata: se inizialmente a prevalere è stata la popolazione anziana, oggi come oggi il processo di partecipazione è diverso. Se nel passato tali Associazioni avevano come scopo principale quello di favorire la socializzazione, recentemente, a partire da una maggiore diffusione generale dei concetti del “lifelong learning”, si stanno progressivamente predisponendo a essere protagoniste all'educazione degli adulti. Il concetto base è dato dal fatto che non si finisce mai di imparare, per cui la formazione non può che essere permanente dal momento che per tutta la vita una persona è soggetta ad apprendimento. L’Università Popolare di Augusta è quindi una associazione apartitica e aconfessionale a carattere volontaristico che si propone la divulgazione di una formazione culturale, scientifica, artistica e socio-assistenziale senza finalità di lucro.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 10/02/2012 alle  17:49:24, nella sezione CULTURA,  1033 letture)

La casa editrice Erreproduzioni festeggia il decimo numero della rivista leSicilie con la pubblicazione del libro “Sicilia: Bagliori a Sud Est”, nato per celebrare la nascita del Distretto Culturale del Sud Est. Il volume sarà presentato domenica 12 Febbraio alle ore 11 nelle sale di Palazzo Borgia del Casale, sito in piazza Duomo a Siracusa. Oltre all’autore, il parlamentare Fabio Granata, interverranno Ivanhoe Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia e Fernando Balestra, sovrintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico nonchè direttore editoriale della pubblicazione. I comuni aderenti al Distretto Sud Est rappresentano, pur nella loro diversità paesaggistica, urbanistica e architettonica, un unicum. L’intuizione di Fabio Granata ha trovato riscontro nelle edizioni LeSicilie che dal 2009 hanno raccontato con le loro monografie i siti della Sicilia sud-orientale fino al numero speciale “Sicilia: Bagliori a Sud Est”. Per questa ragione il libro, con prefazione di Andrea Camilleri, si configura come un manifesto culturale. La storia e il territorio del Sud Est si addensano poi nel racconto per immagini curato da Lamberto Rubino. Il libro fa parte della Collana leSicilie, costola dell’omonima rivista. La collana, redatta in doppia lingua è giunta al suo sesto titolo, dopo aver trattato il Castello di Donnafugata, Ortigia, Noto, Scicli e Catania continuerà ad esplorare la Sicilia del Sud Est con le monografie dedicate al Val di Noto.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/12/2011 alle  12:43:27, nella sezione CULTURA,  979 letture)

Giovedì 22 Dicembre alle 17,30 a Palazzo Impellizzeri, in Via Maestranza, il prof. Egidio Ortisi, presidente del CIAPI, presenterà il libro di Corrado Di Pietro e Vittorio Lucca "Munnu ha statu e munnu è - La saggezza della sciabbica", proverbi siciliani tradotti e commentati, pubblicato dall’editore Carlo Morrone. Il proverbio siciliano e l'antica saggezza popolare sono i protagonisti di questo librio che è una raccolta di oltre 500 proverbi siciliani tradotti e commentati, un opera di pregio che, oltre a fissare sulla carta il retaggio della cultura popolare contadina e marinara del nostro territorio, rappresenta anche l'affermazione e la valorizzazione dell'identità siciliana e siracusana: tema di grande attualità, specie in un momento storico in cui, da un lato, la globalizzazione sembra voler omologare le culture e, dall'altro, certi estremismi secessionistici tendono a svilire le vere identità culturali in favore di altre del tutto posticce e improvvisate. Il libro, frutto di una lunga e accurata ricerca etnologica condotta sul territorio siracusano, è una preziosa summa delle antiche credenze e tradizioni popolari ormai in via di estinzione, custodite solo dalla memoria dei più anziani. I proverbi raccolti sono accompagnati dall’analisi e dalla spiegazione dei simbolismi e dei parallelismi di cui spesso essi sono infarciti: il risultato è un libro divertente, leggero e scorrevole, valido esempio di conservazione e valorizzazione di un bene immateriale e testimonianza di un passato di cui oggi possiamo e dobbiamo tenere vivo il ricordo, poiché in esso affondiamo le nostre radici culturali.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/12/2011 alle  18:21:12, nella sezione CULTURA,  1120 letture)

Presso i locali del CIAPI di Priolo Gargallo si è svolta la giornata di studio sul tema “Quali azioni per la salvaguardia, la divulgazione, la promozione e la fruizione delle Eredità Immateriali Siciliane”, col patrocinio della Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana, Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana. Relatori il presidente del CIAPI On. Prof. Egidio Ortisi e il Prof. Aurelio Rigoli, Presidente della Commissione REI, alla presenza delll’Assessore regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana prof. Sebastiano Missineo. “Siamo depositari in Sicilia – ha detto Egidio Ortisi – di eredità materiali che possiamo esportare in tutto il mondo, elementi di cultura ma anche di economia”. Secondo la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata dall 'UNESCO il 17 ottobre 2003, le Eredità Immateriali sono "l'insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche - nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati - che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale". Tali Eredità, più in particolare, riguardano le "tradizioni orali ed espressioni, compreso il linguaggio come veicolo del patrimonio culturale immateriale, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e pratiche concernenti la natura e l'universo, i saperi legati all'artigianato tradizionale". L'UNESCO ha recentemente posto al centro delle sue attività istituzionali la tutela e la valorizzazione delle Eredità Immateriali dell'Umanità. In Italia, invece, non esistono ancora norme specifiche per la loro salvaguardia. Per dare una risposta a tali considerazioni, l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione ha provveduto a istituire, con il D. A. n. 77 del 26 luglio 2005, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e il Programma Regionale delle Eredità Immateriali. Grazie al Registro delle Eredità Immateriali la Regione Sicilia porrà in essere le essenziali attività di identificazione e registrazione delle proprie eredità culturali, contribuendo altresì alla loro salvaguardia, con particolare riguardo per quelle a rischio di scomparsa o alterazione, nonché alla loro adeguata promozione e fruizione, grazie al Programma Regionale delle Eredità Immateriali.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 09/12/2011 alle  10:11:39, nella sezione CULTURA,  1511 letture)

Sarà presentato il 14 dicembre nel salone di rappresentanza del Palazzo di Città il n° 32 del Notiziario Storico di Augusta edito dalla Commissione Comunale per il piano di studi di Storia Patria, presieduta da Elio Salerno (nella foto). Il volume consta di 272 pagine con contributi di interesse storico, artistico, ed etnografico: Salerno descrive il Palazzo del Municipio illustrando il tema sviluppato negli anni 30 nel salone di rappresentanza dal pittore palermitano Salvatore Gregorietti; Giovanni Romeo scrive sulla viticultura in Augusta attingendo all’archivio di famiglia; Giuseppe Carrabino parla di due mulini ad acqua esistenti nel territorio di Augusta con documenti inediti dell’Archivio della Curia Vicariale; Lia Vella scrive su Giuseppe Amato, l’uomo, lo scrittore; Giuseppe Ramaci su Nino Di Franco e l’Eccidio di Santa Cecilia; Giovanni Satta su Antonio Moncada che ottenne l’esecutorietà viceregia nel 1468 della conferma della vendita della Contea di Augusta fatta dal Re Giovanni II di Aragona al Conte Guglielmo Raimondo IV Moncada, suo padre. Ancora, Angelo Patania descrive i canti della Passione; Roberta Romeo scrive su una reliquia ex ossibus di San Domenico; Maria Stella Gianino descrive l’Archivio Storico Comunale di Augusta che viene restituito alla città nella sua interezza. Insomma un numero interessante da non lasciarsi sfuggire: il Notiziario Storico di Augusta è infatti uno strumento indispensabile per conoscere e approfondire la storia locale. Il primo numero fu pubblicato nel 1967 e da allora è un punto di riferimento per studenti, universitari, studiosi o semplici appassionati di storia patria.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/12/2011 alle  20:41:27, nella sezione CULTURA,  1057 letture)

Venerdì 9 dicembre 2011, alle ore 18.00, presso il Centro Anziani di Francofonte , in Contrada Quadri, verrà presentato il primo libro di Santi Terranova, dal titolo “Il Mistero di Fata Morgana” edito da Melino Nerella Edizioni. Un romanzo profondamente vero che racconta la storia del giovane francofontese Salvatore Malgioglio, militare di leva morto in circostanze misteriose nel luglio del 1994 mentre prestava servizio di vigilanza in provincia di Messina. silenzi, illusioni e muri di gomma si affiancano a verità nascoste che nel romanzo si tenta di far riaffiorare. Una storia reale ridisegnata, quindi, da una nuova prospettiva, quella dell’autore, avvocato penalista lentinese che guida il lettore alla ricerca della verità attraverso una lettura lucida e oggettiva dei fatti. Santi Terranova ha collaborato alla stesura di “Morti e Silenzi all’Università – Il laboratorio dei veleni”, edito da Aliberti nel 2010, con Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, inviati de la Repubblica. Alla presentazione interverranno il Dott. Giuseppe Castania, Sindaco di Francofonte, il Prof. Salvatore Caponetto, Relatore, il Dott. Aldo Mantineo, Moderatore, il Dott. Silvio Aparo, editore di Melino Nerella Edizioni e l’autore Santi Terranova. Un intervento musicale, affidato a M. Graziella Concas, accompagnerà l’evento.

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 02/12/2011 alle  20:17:13, nella sezione CULTURA,  783 letture)

Presso la Galleria Civica di Montevergini di Siracusa, il prossimo 7 dicembre, alle ore 18,30, sarà presentato l’opuscolo “L’orazione inaugurale dell’anno civile 1861”, pubblicato dalla casa editrice Sampognaro&Pupi di Floridia. È il discorso che Achille Lamanna, regio procuratore della Corte d’Appello di Siracusa, tenne all’apertura dell’anno giudiziario davanti ad altri magistrati e avvocati. Era il 5 gennaio 1861, quando ormai il regno delle Due Sicilie della dinastia borbonica era defunto e stava per nascere il nuovo regno dell’Italia unita dei Savoia. Il regio procuratore Achille Lamanna tesse l’elogio del diritto e della legge uguale per tutti, come segno di discontinuità rispetto al regno dei Borbone, contraddistinto da prevaricazioni e ingiustizie di ogni specie. Il breve discorso risulta di stringente attualità e – se le date non fossero ben evidenti – si direbbe pronunciato nei giorni nostri e non all’alba dell’unità d’Italia, 150 anni fa. Il libretto vanta la prefazione di Oliviero Diliberto, attualmente segretario del PdCI, che si concentra su due punti fondamentali: la cultura liberale, di cui è permeato il Lamanna, e, di conseguenza, l’esaltazione della libertà, che si fonda sul primato della legge e delle leggi, l’unica garanzia contro il primato opposto: quello del più forte (o del più scaltro); e l’indipendenza del giudice, sottoposto solo alla legge e non al potere politico. Vi è anche una postfazione del curatore, Paolo Fai, il quale sottolinea lo slancio risorgimentale che anima le parole del regio procuratore Lamanna e la decisa discontinuità tra il regime dell’arbitrio (Borbone) e della legalità (Savoia) ravvisabile in tutto il discorso.

 
di Redazione (pubblicato il 02/12/2011 alle  16:01:45, nella sezione CULTURA,  968 letture)

Giorno 6 dicembre 2011 alle ore 20.00 nell'Auditorium di Palazzo S. Biagio si terrà una conferenza dal titolo "Vivere senza paura" tenuta dal docente universitario Prof. Giuseppe Ferro Garel, presbitero del movimento dei Ricostruttori nella preghiera e docente di spiritualità nella Facoltà Teologica di Sicilia. Argomento della conferenza sarà il controllo delle emozioni attraverso un viaggio interiore che partendo da se stessi porti verso l'altro. La conferenza è organizzata dall'Associazione Ricostruire, che si prefigge di ricostruire il rapporto con se stessi e con gli altri, accomunati dalla stessa fatica e dalla medesima voglia di elevarsi. Quello che i Ricostruttori hanno realizzato ha una base incrollabile ed allo stesso tempo impalpabile: si chiama preghiera, preghiera profonda, meditazione a volerla chiamare col suo nome più preciso ma anche più abusato. Dietro alla fatica ed al sudore c’è il silenzio della preghiera. Il movimento, approvato dal vescovo di La Spezia nel 1993, oggi conta più di 50 sedi, tutte faticosamente ristrutturate attraverso il lavoro volontario di persone singole e di intere famiglie che si sono dedicate anima e corpo a questa missione. Un gruppo di uomini e donne che condividono gli stessi obiettivi, si conoscono tra loro, si frequentano e si vogliono bene nel comune progetto di un rinnovamento interiore e di portare agli altri la meditazione.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/12/2011 alle  15:57:29, nella sezione CULTURA,  1066 letture)

In un salone di rappresentanza del Municipio di Augusta tirato a lucido e restituito agli antichi splendori si è svolta giovedì 1 dicembre la serata organizzata dal Kiwanis Club, che ha presentato a un qualificato pubblico la conferenza del prof. Enzo Papa sul tema: “Madri della Patria – Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. L’evento si inserisce tra i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia ed è stato fortemente voluto dal presidente del Kiwanis avv. Silviarita Feccia. Presenti il vicesindaco Calogero Geraci, l’Assessore alla Cultura Giovanna Fraterrigo, l’Assessore alla P.I. Giuseppe Cassisi e il Presidente del Consiglio comunale Salvatore Amato. Presenti altresì il comandante militare marittimo autonomo in Sicilia Ammiraglio di Divisione Raffaele Caruso e i rappresentanti dei Club Services locali. Il prof. Papa ha sciorinato un lungo excursus di personaggi femminili del periodo risorgimentale, alcuni conosciuti, come Anita Garibaldi o la Contessa di Castiglione, altri meno noti ma tutti con un posto di rilievo nella storia dell’Unità d’Italia, donne partecipi fattivamente agli eventi dell’epoca ma spesso nemmeno citate nei libri di scuola che danno un’immagine ancora oggi prettamente maschile dei protagonisti della storia. Al termine della lunga ma interessante conferenza il presidente del Kiwanis Club di Augusta ha consegnato un crest al dotto relatore ringraziandolo tra i calorosi applausi del pubblico presente.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/11/2011 alle  14:37:23, nella sezione CULTURA,  838 letture)

Organizzata dal Kiwanis Club di Augusta giovedì 1 dicembre 2011 alle ore 18,30 presso il Salone di Rappresentanza del Palazzo Municipale di Augusta avrà luogo la conferenza del prof. Enzo Papa sul tema: “Madri della Patria – Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. L’evento si inserisce tra i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia ed è stato fortemente voluto dal presidente del Kiwanis avv. Silviarita Feccia. Il relatore, prof. Enzo Papa, è nato a Noto e vive a Siracusa, dove per lunghi anni ha diretto un Liceo. Saggista, narratore e critico letterario e d'arte, collabora con saggi e studi a riviste regionali e nazionali. Ha tenuto conferenze in Italia e all'estero. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni in volume e in rivista. Ha tradotto dal latino Plauto, Catullo, Orazio e dal francese Maupassant, Mallarmé e Peyrefitte, e ha curato cataloghi, monografie e cartelle d'arte. Tra i suoi libri si ricordano: “La città dei fratelli”, romanzo storico ambientato nella Noto del 1860, ora in terza edizione, la raccolta di saggi “La Sicilia nella testa”, “Come fuochi di bengala”, “Indignazioni e provocazioni civili”, “Fior del verde”, raccolta di saggi su figure della cultura letteraria trascurate o dimenticate. Per la case editrice Lombardi ha curato “Sicilia non solo mare”, nonché prefazioni ad opere letterarie di vari autori. Per la casa editrice Bonanno dirige la collana di varia letteratura "La Spiga", per la casa editrice Lombardi la collana "L’officina letteraria". Dal 1994 al 1999 è stato Presidente della Società Siracusana di Storia Patria. É Segretario del Premio letterario nazionale "Elio Vittorini ". Dal Presidente della Repubblica è stato insignito della medaglia d'oro dei Benemeriti della Cultura, dell'Arte e della Scuola.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 24/11/2011 alle  14:38:03, nella sezione CULTURA,  1618 letture)

Lunedì 28 novembre alle ore 10,30 presso l’aula magna dell’istituto Alberghiero “Federico II di Svevia” in via Polibio sarà presentata la quarta edizione del concorso letterario “Franca Maria Gianni” agli studenti delle scuole superiori. La scelta dell’Alberghiero per la presentazione del concorso è legata, oltre che alla nutrita partecipazione che ha sempre contraddistinto gli alunni di questa scuola nel corso delle edizioni precedenti, al tema di quest’anno: “Annusare, assaggiare… ricordare”. Per spiegare ancor meglio i contenuti attorno ai quali dovranno muoversi i racconti dei ragazzi, il presidente della giuria, Giuseppina Torregrossa ha detto: “Il cervello custodisce i nostri ricordi più preziosi, ed è attraverso di essi che si struttura l’identità di ciascuno di noi.. Un odore, un sapore, un suono rappresentano l’inchiostro indelebile con il quale scriviamo la nostra storia”. Saranno presenti all’incontro il sovrintendente dell’INDA, Fernando Balestra, il presidente del Consiglio Provinciale, Michele Mangiafico, figlio della compianta Franca Gianni, il dirigente scolastico dell’Alberghiero, Nuccia Rizzo, e l’editrice Fausta Di Falco. La giuria del concorso sarà composta da dieci elementi tra scrittori, insegnanti, editori e giornalisti, chiamati a valutare gli elaborati degli studenti che parteciperanno alla quarta edizione. Vale la pena di ricordare che la Giunta Municipale di Siracusa il 14 marzo 2011 con delibera n. 92 ha preso atto dei verbali della commissione toponomastica con cui nel mese di febbraio 2011 si proponeva l'intitolazione di una strada a Franca Maria Gianni alla luce anche delle tante istanze pervenute al Comune in questi anni. La strada sarà l'attuale traversa Belvedere di viale Scala Greca.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/11/2011 alle  17:22:37, nella sezione CULTURA,  1820 letture)

Ieri, sabato 12 novembre, presso il Relais Hotel Antica Badia di Ragusa, è stato presentato il libro "Finalmente Donna", opera prima autobiografica di Alessandra Di Martino, una “ex-trans” siciliana, di Vittoria, che ci conduce senza preamboli lungo il suo drammatico percorso psicofisico, alla ricerca della propria identità. Nel racconto si alternano le calde atmosfere di una Sicilia ancora sonnolente, le luci stroboscopiche dei locali notturni, le note melanconiche dell’underground e le luci fredde delle sale operatorie. Il racconto inizia dalle origini, dai traumi e dagli incubi di un’infanzia sofferta, da una drammatica scoperta di sé. Appassionata fan del regista inglese David Lynch, Alessandra inizia a soli 15 anni il suo pellegrinare in una città sconosciuta. Ragusa, la tranquilla cittadina barocca, diventerà ben presto un familiare scenario di prostituzione, con personaggi che sembrano quasi frutto di fantasia: Madame Bovary o il venditore ambulante di ormoni, che rilascia farmaci di contrabbando con la sua macchina come un qualsiasi venditore ambulante. Ancora minorenne, Alessandra farà carte false per il primo intervento chirurgico, poi il passo finale a vent’anni, raccontato nei minimi particolari. La sala operatoria illumina il corpo della ventenne che si trova faccia a faccia con la sua decisione irreversibile: cambiare sesso. Alessandra Di Martino ha scritto questo libro in sole due settimane. La sua lotta contro gli stereotipi e contro le etichette di una sessualità un tempo considerata deviante o malata, adesso può considerarsi una “vittoria”. Proprio come il nome del paese in cui adesso vive una vita normale, dove svolge un lavoro normale, circondata da persone normali, senza mai dimenticare la bellezza dell’essere unici e diversi.

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 18/10/2011 alle  15:00:22, nella sezione CULTURA,  976 letture)

“Come un’ossessione deliziosa…” è il titolo della conversazione, incentrata sui rapporti tra Pasolini e Siracusa, che giovedì 20 ottobre alle ore 18,30 Salvo Sequenzia terrà nei nuovi locali della Galleria Roma in piazza San Giuseppe. Per l’occasione, ho il piacere di riproporre su “Diorama” un articolo incluso nel mio volumetto del 2002 “Mostri e maestri. Tracce di cinema e letteratura”. 

«Non sono fuggito, da Siracusa! Sono scomparso dentro Siracusa stessa...» (lettera a Luciano Lucignani, 11 giugno 1960). Pasolini, si sa, amava il Meridione: vi vedeva, fino a pochi mesi prima della sua tragica fine, l’ultimo lembo di terra (assieme al Terzo Mondo, ma in diversa maniera) che ancora resisteva al nuovo fascismo centralista messo in atto da un Potere sempre più sottilmente accentratore e manipolatore (grazie soprattutto alla televisione e all’istruzione scolastica), distruttore delle realtà periferiche e di quelle culture vitalistiche non ancora sottomesse e omologate. A Napoli Pasolini girò il suo Decameron, primo capitolo di quella Trilogia della vita che rappresentava l’opposizione, da parte del poeta, scrittore e regista (categorie felicemente sintetizzabili sotto la mai così appropriata etichetta di “intellettuale”), alla trasformazione piccolo-borghese e consumistica dell’Italia. Scelse Napoli, dunque, perché Napoli era la città più rappresentativa del Meridione, il cui popolo, tenuto a lungo nella superstizione e nella sottomissione da Chiesa e Borboni, era ancora tagliato fuori dalla storia d’Italia e del mondo. Vivendo come in una “sacca storica” i meridionali avevano deciso (ma non per molto, e Pasolini se ne sarebbe accorto di lì a poco) di restare quello che erano. Napoli era il capolinea di un itinerario culturale e di una fiducia nel sud Italia che aveva origini più remote e in piccola ma significativa parte legate a Siracusa. Anche chi non conosce perfettamente la bibliografia di Pasolini deve comunque aver appreso, magari da alcuni suoi importanti film (come Medea o Edipo Re), quanto importante fosse l’influsso della tragedia greca sulla sua opera e persino nel suo vissuto (in Edipo Re è ben chiara la sublimazione dei suoi particolari rapporti con la figura della madre Susanna): sia l’elemento “contestatario” di Pasolini che quello legato alla tragedia greca (e più in generale alla cultura classica) trovano dunque la loro perfetta applicazione nella città di Siracusa. Mentre preparava il suo esordio cinematografico (quell’Accattone che forse rappresenta il punto più alto della sua straordinaria produzione in celluloide) Pasolini si dedicò, su commissione di Vittorio Gassman e del regista Luciano Lucignani, alla traduzione dell’Orestiade di Eschilo (anni dopo vorrà girarne anche una versione per lo schermo, ma il progetto rimarrà incompiuto e tutto quel che ne rimane è lo splendido e poetico documentario Appunti per un’Orestiade africana, girato tra il 1968 e il 1969). Tra il gennaio e il febbraio 1960 scrisse di getto la sua versione: dopodiché presenziò alla messa in scena della compagnia di Gassman (il Teatro popolare italiano) che il 19 maggio di quello stesso anno ebbe luogo proprio a Siracusa (e non a Taormina come sciaguratamente informa - prendendo un clamoroso granchio - Nico Naldini nel suo Pasolini, una vita, edito da Einaudi nel 1989), nell’atmosfera irreale e “mitica” del Teatro Greco. Si disse che la scelta di Pasolini era stata determinata dal proposito di aggiornare Eschilo allo spirito dei nostri tempi: se ne mise però in dubbio la validità poetica. In realtà Pasolini soffriva qualunque costrizione filologica, e d’altronde nessuno si stupì: non era certo un filologo, bensì un «giovane scrittore militante, poeta e romanziere dotato quanto tendenzioso, fortunato quanto discusso» (come scrisse Giorgio Prosperi su Tempo, il 20 maggio 1960). B.D Schwartz (nella sua fluviale biografia Pasolini requiem, Marsilio, 1995) nota giustamente che Pasolini «trovava se stesso dovunque, e ogni cosa rifluiva al suo io» e d’altronde ammise, semmai ve ne fosse bisogno, di essere un narciso: ma vedeva il narcisismo come «un dato clinico cui non si sfugge e che riguarda tutti gli artisti in genere». La traduzione dell’Orestiade rispecchiava i principali interessi pasoliniani che, partendo da Marx, arrivavano fino a Freud: ecco dunque spiegate le sue sfumature politiche rapportabili all’attualità e l’accentuazione del ruolo delle Erinni, rivisitate come inconscio psicanalitico. Eschilo era uno dei tanti pretestuosi mezzi (assieme ai romanzi, alle poesie, agli articoli, al cinema) per dare sfogo alla forte personalità intellettuale di Pasolini, così forte da sopraffare quasi quella del drammaturgo greco. Forse anche per questa sovrapposizione di artisti il sedicesimo ciclo di spettacoli classici rimane tra i più importanti non solo della storia dell’INDA ma anche di quella del teatro. Erano anni felici quelli in cui a Siracusa potevano incontrarsi e per certi versi scontrarsi - ma quanto proficuamente! - personaggi come Pasolini, Gassman, Eschilo. 

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

 309 persone collegate

Cerca per parola chiave
 

Titolo
ARTE (239)
ASTROLOGIA (8)
CINEMA (60)
COSTUME E ATTUALITA' (117)
CRONACA (733)
CULTURA (199)
EDITORIALI (26)
EVENTI (342)
LIBRI (205)
SPORT (24)
VIDEO (18)

Catalogati per mese:
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019

Gli interventi più cliccati

< aprile 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
12
13
14
15
17
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
         
             


Titolo

 



Titolo
fotografie (3)
intestazione (1)

Le fotografie più cliccate


Titolo


21/04/2019 @ 10:32:32
script eseguito in 257 ms