Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Giusi Contrafatto (pubblicato il 22/12/2012 alle  10:16:46, nella sezione CULTURA,  1038 letture)

Giusi ContrafattoIn un mondo dove i mistificatori, i bugiardi, i perversi, gli opportunisti rappresentano coloro che godono della più alta credibilità, la vita s’indigna e non concede risposte, lasciando all’effimera sostanza materiale dell’uomo, nel momento in cui si ritrova, per effetto di causa, a raschiare il fondo, di ricercare l’inconsistenza dell’essenza intrisa di emozioni, sentimenti e valori. E’ anziano il nostro mondo, eppure è di recente memoria il messaggio diffuso negli ultimi 2000 anni. Un messaggio vestito a festa. La natività. Emblema della famiglia. E di volta in volta nel suo perpetuarsi, tra suoni luci colori doni emozioni avvolti d’amore, finita la festa, distrattamente s’infievolisce la luce di consapevolezza che illumina il senso della vita, accantonandola come una veste fuori moda, per banali esigenze individuali, crocifiggendola, perdendo di vista il sacrificio nella perpetua resurrezione che comunque ci scrolla e ci invita nuovamente a festa nella passione sull’indiscutibile immortalità. Perché la Famiglia è il potere più grande del mondo.

E’ NATALE

E’ Natale
annunciazione
nasce il bambinello
proclamata la FAMIGLIA dell’amore.

E’ Natale
Ma che succede?
Chi ha messo il mondo in discussione?
Che strana concezione
la condivisione
quella che ti nutre
derubando abusando
il fratello
lasciandolo a mani nude
umide di pianto
indigente ai tuoi occhi appare
e nell’indifferenza lo fai sprofondare.

E’ Natale
Ma che succede?
Chi ha messo il mondo in discussione?
Che strana concezione
quando è la stipula di un contratto
l’unione tra due persone
e il cuore non fa rumore
un atto, una simulazione d’amore
dove le parti in questione
commerciano famiglie
di natività nate per errore
che in calce firmano in nome e per conto dell’amore.

E’ Natale
ma che succede?
Chi ha messo il mondo in discussione?
Che strana concezione
quando ogni bambinello che nasce
perpetuo rende il Natale
tu simile a animale
nella perversione
nell’indifferenza dell’educazione
bendato Socrate
infliggi il buio
famiglie dell’orrore.

E’ Natale
Ma che succede?
Chi ha messo il mondo in discussione?
Che strana concezione
questo onore pecorone
incenso e mirra ti profumi
dai liquami lo catturi
indolente
attendi in adorazione
in cenno di sottomissione
falsi ori le speranze di mistificatori
e di figli tuoi ne fa prigioni.

Ma che succede?
E’ Natale lo comprendi?
E’ la luce del cuore
che non ti deve far dimenticare
del nostro mondo il malore
annienta, combatti la realtà
ad occhi aperti accoglila
fai il più bel regalo
dona il Natale.

 
di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  14:25:01, nella sezione CULTURA,  1027 letture)

Foto rosolinesiLo scorso 24 novembre 2012, presso la sala multimediale della Provincia Regionale di Siracusa si è svolta una serata culturale organizzata dall’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” nell’ambito dei festeggiamenti del 300° anniversario della fondazione di Rosolini. Un sala piena di soci, amici, parenti e rappresentanti di altre associazioni. L’iniziativa è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione Corrado Di Stefano, il quale ha elencato tutti gli eventi promossi e svolti per festeggiare il 300° anniversario della fondazione di Rosolini, manifestazione che ha l’intento di ricordare, di raccontare e di promuovere la storia, la cultura, le tradizioni di Rosolini. Ha preso quindi la parola la prof.ssa Ignazia Iemmolo Portelli la quale ha iniziato la relazione sul tema: “Luigi Terminello: l’umano e l’eroico”.

Terminello era nato il 25 febbraio 1825 e morto il 4 novembre 1891, persona autorevole e di grande prestigio frequentò a Rosolini le scuole elementari e poi venne avviato agli studi superiori presso il Liceo classico di Modica. Compì con successo gli studi universitari a Roma laureandosi in medicina e chirurgia e fu allievo dei più famosi clinici del tempo: il chirurgo prof. Durante, il medico Vittorio D’Ascoli, l’anatomo-patologo Ettore Marchia Fava. Dopo la laurea entrò nell’istituto fondato da Baccelli dove conobbe i professori Missiroli e Raffaele e con essi approfondì gli studi sulla malaria che a quei tempi mieteva vittime nelle zone paludose. Prestò servizio militare come sottotenente medico e nel ’29, in pieno regime fascista, vinse una borsa di studio che gli permise di approfondire i suoi studi in America presso l’Istituto di malariologia John Hopking di Baltimora. Tornato in Italia gli venne affidata la più importante stazione sperimentale di malariologia italiana, quella di Terracina, dove grazie alla sua esperienza e competenza contribuì alla “ bonifica delle paludi Pontine” Dopo la guerra fu nominato dal Prefetto capo dell’amministrazione di Rosolini. Con questo ruolo, che assolse con autorevolezza e senso di giustizia, quando ci fu lo sbarco degli Anglo-americani decise, per evitare inutile spargimento di sangue e ulteriori rovine, di issare la bandiera bianca di resa in cima alla chiesa e di andare incontro agli invasori. Così cessarono i bombardamenti e gli alleati occuparono pacificamente il paese. Dopo l’occupazione alleata Luigi Terminello vinse il concorso di ufficiale sanitario nonché di dirigente della stazione antimalarica di Rosolini ed in seguito fu nominato malariologo provinciale. Fu un uomo di ingegno, di cultura , di scienza e i fede: un uomo che sapeva riconoscere i propri limiti e con grande umiltà sapeva chiedere perdono.

 
di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  09:54:33, nella sezione CULTURA,  914 letture)

Giovedì 6 dicembre alle 19.30, nel salone «Vandone» del Circolo Ufficiali di Augusta, in collaborazione con la Marina Militare, il Rotary Club Augusta, presieduto per l'anno sociale in corso dall’avvocato Pietro Amara, presenterà una conferenza dal tema «Archimede, un uomo venuto dal futuro. L'invenzione della Fisica Moderna e la progettazione della nave». Il relatore sarà l’ingegnere Umberto Di Marco (a sinistra nella foto), noto professionista siracusano appassionato cultore dello scienziato aretuseo, che farà un excursus sugli studi, a molti sconosciuti, che Archimede ha svolto nel campo dell'ingegneristica navale. Un genio universale ante litteram, quello del grande Archimede, che aprì le porte della conoscenza scientifica in molti campi. Umberto Di Marco. da sempre un innamorato di Archimede che ha ricostruito alcune delle sue incredibili macchine da guerra, pensa che Siracusa non lo abbia onorato come merita, oggi come ieri, infatti quando Cicerone andò in Sicilia un secolo dopo la sua morte e chiese di vedere la sua tomba, scoprì che i siracusani non sapevano dov'era e nemmeno chi egli fosse. Eppure Archimede - ritiene Di Marco - è "la cosa più grande che ci ha lasciato la Grecia. Il grande teatro ellenico, per esempio, è cosa non trapiantabile fuori dalla nostra cultura. Il teorema sul galleggiamento dei corpi, invece, funziona ovunque. Siamo di fronte a un genio più universale persino di Leonardo. Ma non se ne parla". "Dicono che lui tracciasse formule sulla sabbia, che vivesse fuori dal mondo, e che il legionario romano che lo uccise lo fece perché esasperato dal suo straniamento. Ma fu un delitto di stato. Lui era il Von Braun della situazione. Una mente militare del nemico. Era il prototipo di ciò che i Romani detestavano: un Greco costruttore di stratagemmi e inganni. Ai loro occhi soprattutto un imbroglione". Così fu decretata la sua morte.

 
di Redazione (pubblicato il 26/11/2012 alle  15:10:53, nella sezione CULTURA,  865 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta organizza una conferenza che avrà luogo Sabato 1 dicembre nella sala convegni del Forte Vittoria, luogo storico di Augusta dove i partecipanti verranno condotti a mezzo di barche fornite dal Gruppo Barcaioli. La conferenza verte sul tema “Augusta base passeggera verso il Bel Suol d’Amore: diplomazia, giornali, navi ed orgoglio cittadino”e si caratterizza nell’ambito del centenario della guerra italo-turca 1911-1912. Il programma prevede la partecipazione come relatori dell’avv. Antonello Forestiere, storico militare, già direttore del Museo della Piazzaforte, sul tema “Navi da guerra, mercantili, batterie e depositi; la guerra cambia Augusta”, del dott. Alberto Moscuzza, presidente dell’associazione culturale Lamba Doria, sul tema “L’elmo coloniale da truppa del regio esercito mod. 1887”, del giornalista del quotidiano La Sicilia dott. Giorgio Italia, sul tema “L’influenza della stampa nelle guerre del novecento”, e dell’avv. Francesco Atanasio, vicepresidente della Società Siracusana di Storia Patria, sul tema “Una guerra tra le Cancellerie europee”. Nell’occasione verrà presentato un elmo coloniale da truppa del Regio Esercito mod.1887, cimelio d’epoca, che successivamente verrà donato al Museo della Piazzaforte del Comune di Augusta. Il presidente del Kiwanis dott. Gaetano Roggio, accompagnato dal vicepresidente avv. Antonello Forestiere, dal segretario dott. Raimondo Raimondi e dal tesoriere sig. Francesco Rattizzato, si è incontrato ufficialmente qualche giorno fa col Presidente dell’Autorità Portuale dott. Aldo Garozzo (vedi foto), il quale, apprezzando l’iniziativa, ha concesso l’uso del Forte Vittoria e il patrocinio non oneroso alla manifestazione. L’appuntamento è quindi per sabato 1 dicembre alle ore 9,30 del mattino alla darsena nuova per l’imbarco verso il Forte Vittoria.

 
di Redazione (pubblicato il 08/11/2012 alle  20:27:36, nella sezione CULTURA,  888 letture)

Ha avuto luogo lunedì sera nell’Auditorium dell’ITIS di Augusta la cerimonia di apertura del nuovo anno accademico dell'Unitre, Associazione culturale che opera ad Augusta da oltre quindici anni. Il presidente prof. Giuseppe Caramagno ha presentato i docenti che metteranno a disposizione dei numerosi iscritti dell’Associazione il loro tempo in attività didattiche volontarie e gratuite. Caramagno ha illustrato alcune iniziative collaterali che anche quest'anno arricchiranno l’attività del sodalizio, quali il gruppo donatori di tempo Unitre e il circolo sociale Unitre, che vedranno i soci impegnati in attività di sostegno a favore di gente sola, abbandonata, ma autosufficiente, e in attività a carattere sociale mirate diffondere la cultura della socialità e del senso civico per contribuire a realizzare una città dal volto umano. Sono intervenuti a portare saluti e auguri il dirigente scolastico del Liceo Megara, Maria Concetta Castorina, la docente Tiziana Coppola in rappresentanza del dirigente del "Ruiz" Carmelo Gulino, la presidente del Circolo Unione Gaetana Bruno, la presidente della Fidapa Stella Gianblanco e il presidente del Kiwanis Club di Augusta Gaetano Roggio.

 
di Giusi Contrafatto (pubblicato il 02/11/2012 alle  17:01:53, nella sezione CULTURA,  1075 letture)

In democrazia ad ogni singolo cittadino è concesso con il Voto di dare l’opportunità di realizzare la migliore forma di Governabilità per il suo Paese, affinché vengano supportate e gestite le esigenze di vita collettiva, che appunto, rappresentano il fine del voto.

Quando si verifica che l’astensione al voto è pari o superiore al 50% palesemente è intuibile che la fiducia alla proposta/e di governabilità di un paese non viene riposta. Non sono sufficienti le propagande dell’essenza del voto per chi ha chiara, ma sopra ogni cosa tangibile, la realtà.

Questo fa riflettere…perché è proprio questo che segna il cammino verso il cambiamento da non sottovalutare perché rappresenta il sentire essenziale degli uomini. Singolarmente i buoni proposti di pochi, in un contesto cancerogeno, rappresentano quelle poche cellule sane che inevitabilmente e senza volere personale verranno contaminate per un avanzato stato di malessere che porta alla morte. Dicevo in una mia poesia tratta dalla silloge “Passi” Pedagogia del cuore:

Sangue muto di incerta sostanza,  

o sangue di profonde radici  

sente come non mai l’esigenza di aggiungere  

il verbo volere all’abbecedario della ragione. 

Come un trapezista, si avventura,  

sale, lungo l’instabile ondeggiante scala 

pronto a lanciarsi nel vuoto sicuro del suo ardire 

afferrare al volo la presa, volteggiare cavalcando l’aria 

libero nel corpo padrone della mente.  

Voglio perentorio, non di parole di burro scandite al sole, 

ma. . .  

pietre, in fiumi che scorrono, 

rocce, di mari che sommergono, 

montagne salde di parole 

scalano vette alla luce dell’io. 

Cime accarezzate dal vento di aria rarefatta, 

alloggia solida la voce del volere che puoi sentire anche tu 

condizionata solo dalla certezza d’essere, 

fomentata dall’amore sostenuta dall’ardore. 

Volere di mente suffragato da quella parola 

che solo il tempo nei secoli corrode.  

Volere, non è un desiderio, non è una speranza, 

strappate le divise di tirannia temporale, di muri edificati nel tempo, 

lanciarsi sicuri nel vuoto creando l’universo 

a testamento di eredi con le ali.

 
di Redazione (pubblicato il 31/10/2012 alle  14:59:02, nella sezione CULTURA,  1007 letture)

Una lirica del noto poeta augustano Franco Di Blasi (nella foto) compare nel libro edito dall’Association Europeenne des Cheminots, che ha sede a Bruxelles, nel quale sono raccolte le migliori poesie contro la mafia, premiate nei concorsi di poesia “Kalura” e “Il Paladino”. L’antologia è dedicata a Don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio barbaramente assassinato dalla malavita organizzata il 15 settembre del 1993. La poesia di Di Blasi si intitola “A Giovanni Falcone” ed è un inno alla speranza che “nei figli di questa terra sempre arda la voglia di farle continua guerra” (alla mafia, n.d.r.). Franco Di Blasi ama dire di se: “Scrivo favole e poesie dal 1987 con discreto successo. Amo il mare, la sua limpidezza e la sua immensità: mi avvicinano a Dio. Leggo molto, di tutto e di più come la RAI (ma non pago alcun canone). Tra i miei hobby, che sono tantissimi, il biliardo è al primo posto. Ho fatto il capostazione per quarant'anni e da luglio 2011 sono in pensione...finalmente!”. Il suo conquistato tempo libero lo spinge a regalare ai suoi lettori vibranti poesie e delicate favole per i più piccini.

 
di Redazione (pubblicato il 25/10/2012 alle  16:13:07, nella sezione CULTURA,  1087 letture)

Giovedì 25 ottobre alle ore 18,30 presso la Nuova Galleria Roma in piazza S. Giuseppe a Siracusa il dottor Gaetano Interlandi (nella foto) presenterà il libro di poesie "Passi" di Giusi Contraffatto. Interlandi, medico e psicoterapeuta, si era fatto notare qualche tempo fa al Palazzo del Governo di Siracusa con la mostra "I Fiori e il Mito", una serie di fotografie interpretative, una mostra di scatti macro già presentata con successo precedentemente all'Orto Botanico di Catania. Appassionato di poesia lo ritroviamo in veste di presentatore di Giusi Contraffatto, poetessa siciliana, che con “Passi” - Pedagogia del cuore, prosegue la sua odissea tra una introspezione e l’altra, dentro la propria o l’altrui anima, con la forza dell’amore e passo dopo passo immagina cuori scolari che si nutrono del sapere del vivere, illuminati dalla purezza di un bimbo che attraverso i suoi occhi consente di donare e ricevere un percorso di passi nella consapevolezza della bellezza del fluire della vita. E’ questo l’immaginario della poetessa che si fa forza e denuncia, con le sue liriche, le miserie umane, l’indifferenza di questo nostro tempo che non riesce a vivere di emozioni e annienta il Sé.

 
di Redazione (pubblicato il 22/10/2012 alle  22:24:29, nella sezione CULTURA,  2927 letture)

Interessante conferenza dello scrittore Corrado Di Pietro (nella foto) durante uno dei “Giovedì della Galleria Roma” di Siracusa sul tema delle «Influenze arabe nel dialetto e nella cultura siciliana». Di Pietro ha parlato sulle influenze che gli arabi ci hanno lasciato nei 264 anni della loro permanenza in Sicilia, iniziata nell'827 e terminata nel 1091. Innanzitutto la lingua, un misto di greco, latino, latino popolare che diede vita ad una specie di nuovo linguaggio che si fuse con l'arabo, lingua ufficiale amministrativa. L'incontro fra queste due culture forti, la siciliana e l'araba, diede vita in Sicilia ad una realtà nuova, più tecnologica, avanzata e innovativa in tutti i campi della vita sociale, familiare, lavorativa, letteraria e scientifica. «Praticamente noi siciliani - sostiene Di Pietro - siamo impregnati di cultura araba e lo possiamo riscontrare nella nostra vita quotidiana. Ad iniziare dalla urbanizzazione delle città, dalle costruzioni (castelli, casbach, moschee), dalle tonnare che gli arabi trasformarono in attività industriali, dalla monetazione (il dìnaro, i tarì), dall’organizzazione commerciale marinara (i tre Valli, Demone, Mazara e Noto), per finire alla trasformazione dell'agricoltura da monocultura (grano), ai giardini di agrumi, agli alberi da frutta, all'immissione del carrubo, della seta, del cotone, del riso, ai sistemi di irrigazione con pozzi, canali e "gebbie" (grandi invasi per dare acqua alle colture); ancora gli arabi introdussero la raffinatezza dello stare insieme in famiglia, accoppiando cibo, musica e poesie (tanti i poeti e gli scrittori arabo-siciliani) ». Infinite le tracce della sapienza e della cultura araba lasciate nel campo della scienza (lo zero), del cibo (la cassata, l'arancino), la càlia, il pistacchio, la cubàita, lo zafferano, i vestiti (lo scialle), i nomi di città e luoghi, come Caltanissetta, Alcàntara, Cassaro, Calatabiano, Marzamemi, e personaggi come Giufà e tante altre terminologie che testimoniano il legame ancestrale dei siciliani con i “cugini” arabi.

 
di Redazione (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:23:56, nella sezione CULTURA,  843 letture)

Lunedì 24 Settembre, alle ore 10, si apriranno i lavori del secondo Meeting International University Festival Science, Art and Technology promosso dal Consorzio Universitario Archimede, dalla struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa, in collaborazione con l’Università di Catania e la Provincia Regionale di Siracusa. A dare i saluti nel salone Costanza Bruno del Palazzo di via Malta sarà il presidente del Consorzio Roberto Meloni, la vice Giuseppina Ignaccolo e il presidente della struttura didattica speciale prof. Bruno Messina. Seguirà la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso internazionale “Il Messaggio di Archimede”. Il 16 luglio scorso la Commissione costituita dal Presidente della Struttura Didattica Speciale di Architettura prof. Bruno Messina, dai docenti Proff. Carmelo Strano, Nicola Impollonia, Fernanda Cantone e dalla Prof.ssa Giuseppina Ignaccolo, vicepresidente del Consorzio, dopo aver valutato i lavori pervenuti, ha deliberato di assegnare tre premi, consistenti in tre borse di studio, di 2000 euro ciascuna, alla sezione interna del concorso, riservata agli studenti della Facoltà di Architettura di Siracusa e agli studenti del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali e Tecnologie applicate alla conservazione e al restauro dei Beni Culturali di Siracusa e tre premi, consistenti in un soggiorno, per la durata del Meeting, nella provincia di Siracusa, alla sezione esterna, riservata agli studenti delle Facoltà di Architettura nazionali e straniere. Tra i progetti vincitori, sezione interna, la realizzazione di un centro antiviolenza per donne e il ripristino delle Latomie dei Cappuccini di Siracusa. Per la sezione esterna, uno dei gruppi di lavoro premiato proviene dall’Università degli Studi di Firenze che ha condotto uno studio su “Marzamemi Seawall”, un’architettura di percorsi tra centro cittadino e mare.

 
di Redazione (pubblicato il 22/09/2012 alle  09:33:06, nella sezione CULTURA,  1075 letture)

Il baritono augustano Giovanni Di Mare è stato ospite del Premio “Francesca Pobbe” 2012, tenutosi nella splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza. Il premio Pobbe, dedicato al grande soprano vicentino, è giunto alla settima edizione e viene conferito ogni anno ad un grande soprano lirico spinto. Quest’anno è toccato a Francesca Patanè. Alla serata, che ha come scrigno il gioiello architettonico del Teatro Olimpico, partecipano critici musicali, giornalisti del settore e un pubblico di amici della lirica provenienti da tutta Italia. Il baritono augustano Giovanni Di Mare è stato invitato come ospite dal direttore artistico della manifestazione, il tenore di fama internazionale Cristian Ricci. L’intervento musicale del baritono Di Mare ha destato un grande successo, in particolare l’interpretazione della romanza dell’Elisir d’Amore di Donizetti che ha suscitato molta ilarità nel pubblico, tanto da chiedere persino il bis e da costringere il baritono Di Mare a tornare ben due volte alla ribalta, chiamato dagli applausi lunghi e fragorosi che hanno osannato le virtù attoriali oltre che vocali del nostro baritono augustano. Notevole è stata anche l’interpretazione del duetto “Suoni la tromba intrepido”, in coppia con un basso cinese, terminato da una puntatura al la bemolle acuto tenuto con baldanza d’accento e sicurezza, il che ha dimostrato una estrema facilità nel registro acuto. Al termine della serata il baritono Di Mare è stato insignito di una medaglia d’argento creata da un artigiano orafo e raffigurante il volto a bassorilievo del soprano Francesca Pobbe, titolare del premio lirico. Prossimi impegni vedranno il baritono augustano impegnato in una tournee toscana che girerà i teatri Verdi di Pisa, Giglio di Lucca e Goldoni di Livorno nell’opera “Napoli Milionaria” di Nino Rota ed una tournee in India nel ruolo di Dulcamara nell’Elisir D’Amore.

 
di Redazione (pubblicato il 22/07/2012 alle  10:47:48, nella sezione CULTURA,  1024 letture)

Continua incessante il ricco programma di appuntamenti estivo “Mare e dintorni 2012…la cultura non va in ferie!”, promosso dall’Assessorato alle Politiche culturali – 13° Settore, presso la Biblioteca di Marina di Priolo. Il 19 luglio si è tenuta la consueta lettura creativa per bambini “Favoleggiando sulla spiaggia”, curata dalle associazioni culturali “Arciragazzi” e “Priolo estate insieme”, dedicata al magistrato Paolo Borsellino, nel giorno in cui decorrevano i vent’anni dalla sua morte, avvenuta nel corso della tragica strage mafiosa di via D’Amelio a Palermo. Subito dopo lo scrittore priolese Francesco Bisognano ha presentato il suo libro “Spirito europeo”, un romanzo di avventure, di emozioni e di sogni, edito dalla Casa Editrice “Kimerik”. Il romanzo di Bisognano vuole dare un saggio della cultura europea, partendo da un ambiente limitato e ristretto, come può essere quello della società siciliana e, in particolare, della Priolo Gargallo di un paio di decenni fa. “Spirito europeo – ha spiegato Francesco Bisognano - è un romanzo che descrive un eroe europeo, che combatte involontariamente i mali della società, nel corso di occasioni non volute. Il personaggio, in queste circostanze in cui si trova invischiato, cerca di mettere in pratica le proprie idee, senza lasciarsi trasportare dagli eventi, ma seguendo sempre quegli ideali, che lo hanno contraddistinto nel corso della propria esistenza, sino a rischiare la vita per questi”. L’autore ha iniziato questo romanzo all’età di 18 anni, al ritorno da un viaggio di lavoro in Francia e, da quel momento, non ha più abbandonato il desiderio di trasmettere ai lettori le proprie idee. “La scrittura – ha precisato Francesco Bisognano - non è la mia attività principale, ma è una passione, che coltivo nel tempo libero, con semplice spirito artistico, non con l’intento di diventare famoso”. All’incontro con i lettori, oltre al dirigente del 13° Settore del Comune di Priolo, dott. Domenico Mercurio, era anche presente Gesualdo Scirè, editore del secondo libro di Bisognano, “Attraverso l’anima attraverso l’Europa”, pubblicato dalla Casa Editrice “Dante Edizioni”. “Francesco – ha spiegato l’editore - è uno scrittore verace, che ha assistito ad alcune storture sociali, che si sono consumate nel suo piccolo paese e le ha trascritte negli anni ’80. Egli percepiva realmente i problemi che connotavano Priolo e, anche se la maggior parte di questi sono ormai risolti, lo hanno portato a combatterli sino a riuscire, in collaborazione con altre persone socialmente impegnate nel territorio, a cambiare questa piccola società”.

 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 11/07/2012 alle  09:57:58, nella sezione CULTURA,  1362 letture)

L’iniziativa di Salvatore Leanza, Assessore alla Cultura di Priolo Gargallo, di portare in spiaggia la biblioteca civica è riuscita ad ottenere un successo tale da incuriosire perfino RAI 3. Il dottor Domenico Mercurio (nella foto), Dirigente Settore Cultura e della Biblioteca di Priolo Gargallo, ci svela i motivi di tanto interesse.

D) Un po’ di numeri…

R) La nostra piccola biblioteca è quella con il più alto numero di prestiti dell’intera provincia, Siracusa compresa. Durante l’arco dell’anno arriviamo a 1170 copie. Con la nostra iniziativa, in due settimane abbiamo già prestato ai bagnanti ben 300 libri. Contiamo di arrivare a un numero impensabile, per i tempi che corrono, per la fine della stagione balneare.

D) Come siete arrivati a questo felice primato?

R) Da quando lavoro in biblioteca, ho cominciato a coltivare le giovani menti, entrando con la biblioteca nelle scuole, invitando i docenti a collaborare e facendo venire i ragazzi in biblioteca, affinché prendessero confidenza con questo luogo magico. Il nostro è un comune di circa 12.000 abitanti, se togliamo i bambini piccoli e tutti coloro che, per ovvi motivi, non leggono, riuscire a prestare così tanti libri in un anno è una percentuale elevatissima.

D) In cosa consiste esattamente l’iniziativa “Mare e dintorni 2012”?

R) Oltre alla biblioteca a disposizione dei bagnanti, che funge anche da ufficio informazioni, e che vanta un gran numero di titoli di autori di narrativa contemporanea - abbiamo comprato ben quattrocento volumi nuovissimi per l’occasione - stiamo organizzando una serie di eventi culturali in riva al mare. Tra questi cinque presentazioni di romanzi, principalmente di autori che abbiano a che fare con il territorio, poi “favoleggiando sulla spiaggia”, iniziativa riservata ai più piccoli, per avvicinare i bambini ai libri e alla lettura. Inoltre ci sarà un concorso fotografico, visite guidate nel territorio del nostro comune, Birdwatching alle Saline in collaborazione con la LIPU, laboratori artigianali, mostre di pittura, sculture di sabbia e molto altro.

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 03/07/2012 alle  11:03:06, nella sezione CULTURA,  942 letture)

Grande successo di pubblico ieri sera per la diciassettesima edizione del “Premio Vittorini 2012”. Con la brillante conduzione di Fabrizio Frizzi e alla presenza del Presidente della Provincia Regionale, l’On. Nicola Bono, sono stati premiati i tre scrittori che, con i loro romanzi, hanno vinto il premio. Come già noto, si tratta di Pietrangelo Buttafuoco, autore de “Il lupo e la luna” (Bompiani), storia in forma di “cuntu”, antica forma di narrazione orale della Sicilia; Paolo Di Paolo, il cui “Dove eravate tutti” (Feltrinelli) racchiude la memoria degli ultimi confusi vent’anni, quelli familiari e quelli pubblici, per chiedersi infine dove siamo tutti adesso; Valeria Parrella, autrice di “Lettere di dimissioni” (Einaudi), romanzo che unisce i temi civili dei suoi primi racconti ad una lingua alta conquistata con “Lo spazio bianco”, da cui è stato tratto l’omonimo film con Margherita Buy. Con il cinema ha molto a che vedere anche l’autore del libro premiato come migliore opera prima: Roberto Andò è stato regista di pellicole come “Il manoscritto del principe”, “Sotto falso nome” e “Viaggio segreto” e nella sua prima fatica narrativa, “Il trono vuoto”, ha dipinto un potente affresco sull’Italia di oggi, ferma sul ciglio del baratro, una nazione che attende una rifondazione della leadership per guarire da tutte le sue tante e dolorose malattie.

Il superpremio finale, assegnato da una giuria di 100 lettori sorteggiati tra operatori culturali e docenti, ha visto prevalere Paolo Di Paolo che, a soli 29 anni, può includere nel suo già nutrito curriculum anche questo importante riconoscimento.

I momenti di maggior spettacolo, com’era lecito attendersi, sono stati regalati al pubblico da una bravissima Nina Zilli (nella foto) e da Mario Biondi, ma il pubblico è sembrato commuoversi e appassionarsi di più per le lucide parole sulla mafia spese dal procuratore Pietro Grasso, a cui è stato riconosciuto il suo impegno per la legalità e per la lotta alla criminalità organizzata, e per le arie intonate dal tenore Marcello Giordani, ovviamente premiato per la sua carriera nel mondo della lirica.

Unica nota stonata, la mancata partecipazione dello scienziato Antonino Zichichi, il cui premio è stato ritirato dalla figlia. Un’assenza giustificata, pare, da clamorose scoperte relative alla cosiddetta “Particella di Dio”, scoperte che saranno rese note domani dal Cern di Ginevra.

 
di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  10:33:08, nella sezione CULTURA,  1298 letture)

Mercoledì 27 Giugno alle 18,30 presso la Galleria Roma di Siracusa verrà presentato il nuovo numero del trimestrale di cultura “I siracusani” edito dalla casa editrice Morrone. La rivista “I Siracusani”, è tornata, rinnovata nello spirito, nell’organizzazione, nelle collaborazioni e con uno stile ecosostenibile, a grande richiesta di quel “mondo culturale” che non ha trovato degne alternative sul mercato. E’ uno sforzo che la casa editrice Morrone Editore ha voluto ancora una volta intraprendere poiché in campo editoriale, quando si parla di produzione, si chiamano in causa “le infrastrutture culturali” di un popolo. E di queste la casa editrice ha il polso della situazione, nel senso che ben conosce il bacino di risorse culturali che chiedono a gran voce una ribalta per non cadere nell’oblio che la pochezza delle politiche culturali odierne pretende. Considerare “I Siracusani” come le corde vocali di un corpo culturale che vuole ricordare, proporre, raccontare, evidenziare, far conoscere, illustrare è un dovere sociale soprattutto e merita il sostegno di tutti, affinché si ricopra quello spazio critico-culturale che altrimenti andrebbe deserto, così come vuole quella logica di mercato proiettata verso la riduzione della cultura a mero strumento di intrattenimento, e che ha generato un meccanismo perverso che si riflette nel disimpegno generalizzato di cui si nutre il comune sentire nazionale. Adottare o meglio abbonarsi a una così importante rivista è prima di tutto agire in difesa di un territorio fiero della propria identità e che molto ancora di nuovo ha da raccontare al fine di stabilire reti di relazioni che mettano in contatto “mondi sociali diversi” che, attraverso la condivisione di risorse, agevolino quel processo di tessitura di trame di rapporti socio-culturali di alto livello.

 
di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  09:41:11, nella sezione CULTURA,  1614 letture)

Dodici frammenti di laminette in bronzo con parti di iscrizioni in alfabeto calcidese rinvenuti da Paolo Orsi all’interno dell’anaktoron in un “occhio di terra carboniosa” a 30 cm dal piano di campagna. E’ il prezioso documento su cui sarà incentrata la Lectio magistralis dal titolo “La nascita della legalità: una legge conservata al Museo Paolo Orsi” che Eva Cantarella (nella foto) terrà martedì 26 giugno, alle ore 18,00, all’Auditorium del Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa. Insieme alla prima legge Ateniese (attribuita a Draconte e conservata al Museo Epigrafico di Atene), la legge contenuta nelle laminette in bronzo documenta, per il territorio siciliano, il momento di passaggio dal sistema della vendetta al mondo del diritto. Come la legge Ateniese la legge, attribuita a Caronda, stabiliva che colui che commetteva omicidio dovesse essere giudicato dai tribunali istituti a questo scopo e punito qualora ne fosse stata accertata la colpevolezza. Si tratta di un’importante e sinora unica testimonianza della legislazione scritta delle colonie calcidesi tramandataci dalle fonti storiche. Le laminette con le leggi farebbero supporre, nel corso del VI sec. a.C. la presenza nel centro di Monte S. Mauro, probabile fondazione gelese, di un’organizzazione sociale non aliena da orientamenti democratici. I dodici frammenti di laminette, conservate al Museo archeologico di Siracusa saranno esposti nell’Auditorium del Museo Paolo Orsi in occasione della Lectio magistralis. L’evento pubblico è promosso dall’Associazione Amici del Museo Paolo Orsi in collaborazione con il Museo Archeologico Paolo Orsi. Eva Cantarella è professoressa di Diritto romano e diritti dell’antichità presso l’Università di Milano, ed è stata visiting professor in vari atenei americani. Attraverso la ricostruzione delle regole giuridiche in Grecia antica e a Roma, i suoi studi mirano a individuare la connessione tra le vicende politico-economiche e la produzione normativa.

 
di Redazione (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:18:47, nella sezione CULTURA,  1055 letture)

Giovedì 14 giugno alle 18,30 la Galleria Roma di Siracusa proporrà una lettura politica de Il Gattopardo tra arte e mito dal titolo “Carte Segrete”,a cura di Salvo Sequenzia (nella foto). Quando Giuseppe Tomasi di Lampedusa intraprese finalmente il suo vecchio progetto di scrivere un romanzo ‘storico’ sul proprio casato, «sentiva di non aver più nulla da discutere né da insegnare né da imparare; voleva solo scrivere». L’opera che ne uscì non fu però un romanzo storico né un romanzo autobiografico, ma una storia che intendeva salvare qualcosa che stava ormai soltanto in lui al di là della storia, al di là della stessa autobiografia: il senso della morte che si era sedimentato nel suo spirito, dopo la perdita della casa avita, il palazzo Lampedusa. Tutto Il Gattopardo è immerso in una atmosfera di morte che l’ironia, l’umorismo, il vitalismo diffusi non nascondono, ma esaltano ancor più. E tutta la storia è come percorsa, attraversata da un tourbillon fecondo di “altre storie”. Che sono i romanzi “mancati” che Lampedusa avrebbe voluto scrivere, e che non completò mai, inscrivendoli, però, dentro Il Gattopardo, affidandoli ai recessi e ai labirinti di una narrazione mitica e fluviale, alle “stanze” di un universo mobile e denso in cui è dominante la rievocazione – anzi, le evocazione – di elementi mitologici legati al vitalismo, alla rigenerazione e alla morte attraverso l’insistente rappresentazione di motivi artistici e decorativi. Dall’esame delle “carte segrete” di Lampedusa – l’epistolario pubblicato recentemente da Gioacchino Lanza Tomasi e Silvano Nigro, abbozzi e appunti di viaggio, uno zibaldone di spunti, idee e riflessioni – affiora un volto nuovo, inedito e sorprendente, del romanzo. Da tale esame, che in modo particolare si concentra su metafore e su simboli che si ripetono in modo ossessivo entro le strutture narrative del romanzo, e che rimbalzano dall’epistolario allo zibaldone, emerge prepotentemente non solo l’antirisorgimentalismo del Lampedusa, ma anche il suo antifascismo. E anche alla Chiesa non vengono risparmiate dal Nostro note sarcastiche e polemiche. Sulla strada delle denuncia degli esiti del Risorgimento nel meridione, e sui “presentimenti” nefasti dell’avvento del fascismo, che prendono corpo, tra le pieghe del romanzo, nell’ironica e sarcastica rappresentazione delle parate, delle schiere dei balilla «mirmidoni», della meschinità e mediocrità di «iene» e «sciacalli» che costituiscono la classe dirigente del nuovo regime, la lezione politica di Tomasi di Lampedusa avrà un approdo felice negli esordi narrativi di Sciascia. “È sul terreno dell’antirisorgimento e della disillusione politica – sostiene il professore Salvo Sequenza - sulla condanna di ogni impostura e di ogni mistificazione del potere e dei suoi emblemi, e di ogni forma di governo di una comunità che si regga sulla menzogna e sulla violenza, che Sciascia entra in sintonia, a distanza, con Il Gattopardo”.

 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 11/06/2012 alle  18:32:42, nella sezione CULTURA,  1102 letture)

L'idea di presentare un libro in un centro commerciale non è particolarmente nuova. La capacità di organizzarla in maniera squisita, è invece una piacevole sorpresa. Siamo all'Auchan di Melilli ed è il tardo pomeriggio di sabato 9 giugno. Mentre la consueta folla è impegnata a fare acquisti, nello spazio antistante la libreria Feltrinelli c'è un insolito movimento. È stata allestita una piccola arena, con un tavolo e sedie per il pubblico. L'evento è aperto da Patrizia Tidona, giornalista di Telestar, che presenta gli ospiti. Oltre all'autore del libro "... Io ho deciso" (Melino Nerella Edizioni), il consigliere alla Provincia Regionale di Siracusa Giuseppe Bastante, abbiamo la scrittrice Concetta Cimino, che con "Giustizia in contumacia" si è aggiudicata il Premio Vittorini 2010 e l'editore Silvio Aparo. "...Io ho deciso" è un libro molto particolare. Parte dalle esperienze autobiografiche del suo autore, che in gioventù aveva abbandonato la Sicilia per trovare quelle opportunità di lavoro che la sua terra gli negava. Quando ormai la carriera e la stabilità economica erano state raggiunte, decide di mollare tutto a causa di una situazione che si era verificata all'improvviso e tornare in Sicilia per ricominciare, affiancando l'impegno politico a tutto il resto. Nel testo leggiamo, con grande emozione, l'evoluzione del pensiero di Giuseppe Bastante e la sua dichiarazione di amore per la Sicilia. Gli interventi degli ospiti sono stati molto interessanti e sapientemente intervallati dalla lettura di alcuni brani del libro grazie alla splendida voce dell'attrice Rita Abela. Hanno inoltre partecipato anche l'assessore provinciale alla cultura Vito Brunetto e il consigliere provinciale Francesco Saggio.

 
di Redazione (pubblicato il 02/06/2012 alle  14:38:26, nella sezione CULTURA,  1974 letture)

E’ stata inaugurata venerdì 1 giugno, nei locali dell’ex Convento del Ritiro di via Mirabella, la mostra degli ex allievi e dei maestri dell'Istituto d'Arte di Siracusa del periodo 1960-1990, evento dal significativo titolo "Ritrovarsi in Via Mirabella 31", in omaggio alla vecchia sede dello storico Istituto siracusano in cui è stata allestita la mostra. Infatti, fino agli anni novanta, la gloriosa istituzione artistica era ospitata nei locali dell'ex Convento del Ritiro, prima immobile ecclesiastico che ospitava le Carmelitane, poi acquisito al demanio dello Stato con le leggi del 1866-67, come ha ricordato il professore Paolo Giansiracusa nella sua presentazione che ha reso al numerosissimo pubblico presente una dettagliata relazione storica degli eventi che hanno caratterizzato la vita di questa istituzione artistica che Arrigo Boito in uno scritto dei primi del novecento definiva “una scuoletta siracusana” ma non in senso dispregiativo, anzi come esempio di una realtà scolastica partita dal poco come scuola di artigianato e poi fiorita ad istituto d’arte statale che ha sfornato nei decenni docenti eccellenti e notevoli artisti. Alla mostra, nata da un'idea di Gigi Farieri, hanno aderito novanta espositori, tra ex allievi ed ex maestri della scuola, ed è stata arricchita durante la cerimonia di inaugurazione da una perfomance del musicista Paolo Greco dal titolo “Percussion Live”, un percorso sonoro al ritmo dei tamburi su musiche originali dell’artista e reso ancor più affascinante dalle danze orientaleggianti di alcune danzatrici locali. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 giugno.

 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 01/06/2012 alle  14:22:15, nella sezione CULTURA,  1499 letture)

Chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo del Trio Calliope (nella foto) presso l’Istituto Musicale Privitera il 27 maggio, oltre ad essere rimasto colpito dalla bellezza di musica, canti e testi, deve di sicuro essersi chiesto come è nato uno spettacolo così cangiante e fuori dall’ordinario. Per soddisfare la curiosità, ne abbiamo parlato con una delle interpreti, Cristina Gianino, pianista di grande talento, giovane e simpatica.

Come nasce il Trio Calliope?

Si tratta di una formazione piuttosto insolita, che vede insieme un’attrice, Rita Abela, una soprano, Rita Patania e una pianista. Il Trio Calliope è venuto al mondo diciamo per caso. Circa quattro anni fa ho conosciuto Rita Patania e siamo diventate amiche, oltre ad aver fatto dei lavori insieme. L’idea del trio e di uno spettacolo basato sulla “contaminazione” tra varie specialità è venuto in mente a lei, che già conosceva Rita Abela. Così è nato il Trio Calliope, dove tre donne artiste si cimentano nelle proprie specialità dedicandosi a lavori che abbiano a che fare con l’universo femminile. Non a caso il nostro primo spettacolo si è svolto in concomitanza della ricorrenza dell’otto marzo, nel 2010 a Floridia.

Scegliete voi il materiale per un determinato spettacolo?

La scelta di tutto il materiale che presentiamo nei nostri spettacoli dipende esclusivamente da noi. Facciamo un collage di lavori di vario tipo. Ed è sorprendente rendersi conto ogni volta di quanto l’accostamento tra musica e parola riesca a migliorare entrambe. La musica illumina il testo e viceversa. Perché il canto nasce insieme alla musica, un testo di teatro invece no. Eppure mi rendo conto che seguire con i miei brani la voce di Rita Abela, anche se non è facile adattare la musica ai tempi della recitazione, dà vita a qualcosa di unico e irripetibile.

Parliamo di “contaminazione”.

Cominciamo col dire che circa da un secolo a questa parte, la “contaminazione” riesce a dare, quasi sempre, ottimi risultati. Il jazz che contamina la musica classica, per esempio, musica popolare e lirica, insomma, si inventa di meno e cambia il modo di proporre quello che si è già ascoltato e sentito da molto tempo. La nostra formula, in particolare, unisce la musica e il canto al testo di teatro. Mescoliamo brani e testi di epoche diverse, che siano però unite da un filo conduttore. Cosa che richiede, naturalmente, competenze musicali, canore e teatrali. Dietro uno spettacolo come quello di domenica c’è davvero tanto lavoro, sia di ricerca che di tecnica.

Qual è il filo conduttore dello spettacolo di domenica?

Ci siamo collegate alle tragedie classiche in scena quest’anno. In particolare le Baccanti, di cui abbiamo presentato un brano del coro su un tango di Astor Piazzolla, Michelangelo ’70, con un risultato incredibile, sembrava di essere dentro a un vortice di musica capace di strapparti dalla realtà. Poi vari monologhi femminili di tante tragedie: Medea, Elena (da Le Troiane), Antigone, per citarne alcuni, accostati a brani musicali come Sposa son disprezzata di Vivaldi e tanti altri che non riferisco per motivi di spazio. Il comune denominatore era che non appartenessero al periodo Romantico, perché, secondo noi, lo spirito non combaciava con quello dei testi teatrali proposti. Così siamo arrivate fino a Mozart per poi saltare direttamente agli autori del novecento, con un risultato che ci è parso ideale: musiche pulite, perfette nei pre-romantici e tormentate nel ’900.

Infine raccontaci qualcosa di te.

Ho cominciato a studiare il pianoforte a dieci anni, in casa lo suonavano sia mia mamma che mia zia, quindi per me è stato naturale. L’incontro che mi ha veramente cambiato la vita è stato quello con Agatella Catania, grande maestra di tecnica e interpretazione, che mi ha dato la scrittura per poter affrontare le musiche più diverse, mi ha dato tantissimo. Ora suono, oltre che con il Trio Calliope, anche con l’AM TRIO da circa sei anni, composto, oltre che dal pianoforte, da un violino e un clarinetto e interpretiamo musiche del novecento e contemporanea. Poi collaboro con l’orchestra siracusana diretta dal maestro Michele Pupillo, in cui ho curato come maestro collaboratore la preparazione del coro e dei cantanti nella Tosca e nella Cavalleria Rusticana, oltre a suonare. Insegno pianoforte a Siracusa, Floridia e Melilli.

 
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