Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 28/10/2014 alle  10:19:50, nella sezione CULTURA,  512 letture)

Sono 20 i partecipanti, selezionati tra oltre 300 candidati, alla nona edizione del Corso di Alta Specializzazione in Management del Turismo Culturale “Cattedra Edoardo Garrone”, che si terrà fino al 6 dicembre 2014 sul tema “Turismo culturale per lo sviluppo dei territori”. Il Corso è destinato a giovani laureati, ma anche professionisti e operatori del settore, con una formula intensiva in 6 settimane per 300 ore di didattica, e si svolge all'interno dell'area del Castello Maniace, sull'estrema punta dell'isola di Ortigia. Una scelta logistica in linea con la tematica del turismo culturale e con la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle aree marine protette.

La Scuola di Alti Studi è un progetto realizzato dal Comitato per la promozione di un Centro di Eccellenza in Studi in Economia del Turismo Culturale a Siracusa. Fu costituita nell’aprile 2006 dalla Fondazione Edoardo Garrone in sinergia con la Camera di Commercio di Siracusa, Confindustria Siracusa e il Consorzio Universitario Archimede e in collaborazione col Comune di Siracusa, la Provincia Regionale di Siracusa e gli Assessorati ai Beni Culturali e al Turismo della Regione Siciliana.

E’ riconfermato anche per quest’anno il Premio “Cattedra Edoardo Garrone”: un contributo di 5.000 euro assegnato per la realizzazione del migliore progetto imprenditoriale tra quelli che gli iscritti presenteranno a conclusione del Corso.

 
di Redazione (pubblicato il 27/10/2014 alle  20:49:28, nella sezione CULTURA,  643 letture)

museo civicoDel museo civico di Augusta, istituzione esistente sulla carta ma ancora in fase di avviamento, si è parlato in questi giorni dopo un articolo apparso sul quotidiano La Sicilia dal titolo ”Lo strano destino del museo civico, tutti lo vogliono ma nessuno agisce”. Naturalmente l’articolo ha suscitato reazioni da parte del direttore Simona Sirugo e del comitato direttivo nominato dall’allora commissario regionale La Mattina, composto da Raimondo Raimondi, Carmelo Valastro, Fabio Gulino e Stefania Ramaci, nominativi poi confermati anche dall’attuale commissione straordinaria. Così si è fatto il punto sui progressi e sui lavori in itinere. Infatti – si comunica in una nota diffusa alla stampa - puntando sulle ricchezze e sulle peculiarità del territorio, è iniziato un progetto di ricerca volto a riqualificare il concetto di museo civico. Si è sviluppato, con rigore scientifico e cognizione delle reali potenzialità del territorio, un documento di presentazione e sintesi di un'idea progettuale dal titolo "Il museo civico di Augusta. Verso una nuova identità". Il progetto propone la trasformazione del museo civico, inteso in senso tradizionale, in ecomuseo della città di Augusta. L'obiettivo è mirare alla riqualificazione, non solo della struttura museale ma dell'intero territorio. Il progetto, che ha ottenuto l'approvazione dei commissari straordinari, è articolato e complesso e prevede tempi minimi di realizzazione di circa 12-18 mesi, l'istituzione di gruppi di lavoro e di un comitato tecnico e l'attuazione di un approccio metodologico fondato sulla lettura ed analisi del territorio. Per quanto concerne il lavoro già svolto, è stata avviata una ricerca sistematica delle collezioni disperse e di quanto era in possesso dell'ente comunale, coinvolgendo gli organi statali preposti alla tutela del patrimonio culturale. A seguito dell'indagine, intrapresa dalla soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Siracusa, conclusasi alla fine dell'estate 2013, si è potuto constatare la numerosità parziale delle collezioni museali. Contestualmente, è stata avviata, di concerto con gli uffici comunali, la ricerca di uno stabile di proprietà dell'Ente, che rispondesse agli standard qualitativi minimi per un museo. Nell'autunno del 2013 i commissari comunali, hanno affidato al museo il piano terra dell'ex biblioteca, che si trova all'interno dei giardini pubblici. E' in corso l'ammodernamento delle stanze.

Nella foto: il comitato direttivo del Museo ai tempi del suo insediamento col commissario La Mattina

 
di Redazione (pubblicato il 20/10/2014 alle  16:58:38, nella sezione CULTURA,  490 letture)

sanseverinoL'Associazione Culturale QUATTROTERZI, organizzatrice di SHORTini Film Festival, ha riconfermato Luca Sanseverino (nella foto) come direttore artistico della prestigiosa manifestazione cinematografica per l'anno 2015. Un segno di continuità che premia il lavoro di Sanseverino, forte del successo della manifestazione svoltasi ai giardini pubblici di Augusta nel mese di agosto. “ La riconferma di Sanseverino – afferma Jessica Spinelli, presidente QuattroTerzi – è avvenuta per acclamazione. Crediamo che le potenzialità del festival siano in continua ascesa grazie soprattutto al lavoro di Luca che ha saputo offrire le sue capacità imprenditoriali a servizio del gruppo. SHORTini è oggi più che mai un progetto per la città, una potenzialità che la prossima amministrazione dovrà saper abbracciare per un rilancio economico e d'immagine tesa al turismo”.

Il nuovo direttore artistico traccerà nei prossimi giorni le nuove linee guida per la prossima edizione partendo dalla location che con molta probabilità vedrà la riconferma dei giardini pubblici di Augusta. L'attaccamento al tessuto cittadino resta una priorità per Quattroterzi che oltre al festival presenterà nei prossimi giorni un ricco calendario di eventi per ampliare le offerte culturali in città.

La macchina organizzativa della prossima edizione di SHORTini è gia in moto con molteplici novità che daranno una maggiore internazionalità al festival con la partecipazione di numerosi registi stranieri. “Essere riconfermato alla direzione artistica di SHORTini – dice Luca Sanseverino – è motivo di orgoglio ma è principalmente una sfida. Ho avuto modo quest'anno di prendere coscienza dell'enorme potenzialità del cinema in un territorio come quello di Augusta. SHORTini ha un ruolo sociale non indifferente sia come momento di aggregazione sia come momento di crescita artistica e culturale. Ringrazio QuattroTerzi per avermi riconfermato in questo ruolo chiave che mi permetterà di preparare il festival per le vetrine internazionali dei prossimi mesi.”

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 20/10/2014 alle  10:19:05, nella sezione CULTURA,  1126 letture)

FOTO PRESPresso l’associazione culturale “Alchimia” di Priolo Gargallo, ho avuto ieri l’onore e il piacere di presentare a un numeroso e attento pubblico il libro di Roberto Fai dal titolo “Frammento e sistema”. Organizzato con entusiasmo e dedizione da Rosanna Caminito, che ha anche proposto un video da lei stessa realizzato su uno dei temi proposti dal libro, quello cioè dello “sradicamento”, all’incontro ha partecipato anche Arianna Zerillo, collaboratrice della rivista “INSiracusa”.

Roberto Fai, già presidente del Collegio Siciliano di Filosofia, è ideatore e promotore del Premio di Filosofia Viaggio a Siracusa. Dottore di ricerca in “Profili della cittadinanza nella costruzione dell’Europa” e in “Teoria e prassi della regolazione sociale nell’U. E.”, collabora con la Cattedra di Filosofia del Diritto dell’Università di Catania. I suoi interessi sono rivolti prevalentemente al campo della filosofia politica e giuridica. Ha curato, insieme a Elio Cappuccio, il volume “Figure della soggettività” (Siracusa 1985) e, con Pietro Barcellona e Fabio Ciaramelli, "Apocalisse e post-umano. Il crepuscolo della modernità" (Dedalo 2007); ha inoltre pubblicato il saggio "Genealogie della globalizzazione. L’Europa a venire", Mimesis 2009, in cui ha preso in esame tutti quei processi che, a partire dalla data simbolica dell’89, anno del crollo del Muro di Berlino, hanno prosciugato il tradizionale lessico della Modernità, ponendoci in un’era del tutto nuova, in cui la democrazia, forse, come ha detto Galimberti in una sua lezione, è stata sostituita dalla retorica e in cui l’era della tecnica, in cui ci troviamo già da diversi decenni, ha raggiunto un’espansione elefantiaca.

Nel suo nuovo lavoro il filosofo siracusano prende atto della crisi dei concetti di Sovranità e di Stato, emblematici del modo sistematico di pensare le differenze individuali e di renderle organiche. Il suo è un magistrale tentativo di leggere e interpretare la realtà di oggi ripercorrendo le tappe del pensiero filosofico riguardante tematiche giuridico-politico-economiche a partire dalla nozione di Leviatano resa celebre da Hobbes fino al dubbio espresso da Heidegger riguardo la capacità della democrazia di sostenere adeguatamente l’età della tecnica. La crisi del Leviatano e quindi di una visione della società sistematica controllata e dominata dallo Stato, l’aveva del resto già prefigurata Heidegger nel 1966, con straordinaria lungimiranza.

Fai non cita molto spesso date precise: ma nell’ultimo saggio ne annota una, per lui evidentemente fatale: il 23 settembre 1966, in cui Heidegger rilasciò la sua unica intervista alla carta stampata (a Der Spiegel”, per la precisione), lanciando, a un certo punto, un dubbio sconvolgente, tanto per quell’epoca quanto per la nostra. Il dubbio cioè se la democrazia riuscirà o meno a rispondere alle esigenze dell’età della tecnica, l’età in cui ancora viviamo. Ricordo io per averlo studiato ai tempi dell’Università, – ma lo ricorda anche Fai in uno dei suoi frammenti – che Carl Schmitt in “Terra e mare” aveva ripercorso la storia dell’umanità suddividendola in due grandi fasi, la fase in cui l’uomo era tutt’uno col suo ambiente d’origine, la terra, e una fase successiva in cui l’uomo era riuscito a imporre il suo dominio anche sui mari. Dopo terra e mare l’uomo aveva infine conquistato i cieli: e ciò era stato reso possibile dal grande sviluppo della tecnica. E Schmitt, a questo punto, evocava la creazione di un nuovo sistema che potesse essere all’altezza dell’epoca della tecnica.

Era forse la democrazia questo nuovo sistema?

Heidegger scardina il bisogno di certezza dei suoi intervistatori e insinua un dubbio quasi insostenibile: “Non sono convinto che questo sistema sia la democrazia”. Attenzione, Heidegger non dice che NON è la democrazia il sistema più adeguato, ma ne mette in dubbio la funzionalità rispetto alla nuova era che si è aperta, al di là di qualunque dogmatica certezza che ancora oggi castra la nostra capacità critica e ci rende immobili, statici, di fronte a una realtà frammentata e in divenire. La tecnica mobilita tutto, tutto trasforma: come restare quindi avviluppati a un singolo statico concetto quale in questo caso quello della democrazia? Se noi andiamo a modificare la natura con la tecnica, come possiamo pensare che questo non trasformi anche concetti relativamente nuovi (se pensiamo da quanto poco tempo hanno fatto la loro apparizione negli scenari storico-filosofici) e tutti da verificare come quello di democrazia?

Quelle proposte da Fai sono quindi tappe che da un’idea di sistema ci inoltrano nell’abisso della presa di coscienza di una realtà sempre più frammentata, in cui si liquefanno nozioni apparentemente intoccabili: e il tentativo è quello di fornirci questa coppia di termini, sistema e frammento, quale “dispositivo ermeneutico” per una comprensione della contemporaneità. Ci dona la possibilità di fondare un nuovo modello di pensiero che alla liquida contemporaneità – alla nostra società aperta disseminata di individualità, non più legata a reti unitarie di significati – non si vuole però del tutto adeguare, ritenendo invece che questo nostro istinto sistematizzante è un bisogno antropologico dell’uomo occidentale. Perché dunque rinunciare a questo nostro umano istinto? Abbandonare del tutto questa meravigliosa forma di pensiero sistematico non è forse un tradire la nostra umana natura? Occorrerebbe invece cercare una nuova e diversa mediazione tra l’individuo e l’istituzione.

Il lavoro di Fai indica la strada per una ricerca tesa a ritrovare il senso del mondo in cui viviamo; il senso del nostro vivere, del nostro agire, in cui i frammenti e il sistema non dialogano, non sono più oggetto di difficili sintesi tra le istanze dell’una e dell’altra polarità, ma convivono stabilmente l’uno accanto all’altro: quello che occorre, quindi, è delineare una “forma di mediazione universale”.

Nella foto in alto, un momento della presentazione: da sinistra, Luca Raimondi, Roberto Fai, Arianna Zerillo e Rosanna Caminito

 
di Redazione (pubblicato il 16/10/2014 alle  09:45:44, nella sezione CULTURA,  627 letture)

LOCANDINA EVENTOSi inaugura a Siracusa, oggi pomeriggio alle 18, con la presentazione del libro di Tino Vittorio “Melenzanologia. Storia e storie di identità e tradimenti” (ed. Bonanno), la nuova gestione del caffè letterario “Biblios”, in via del Consiglio Reginale, nel centro storico di Ortigia. I nuovi proprietari sono Paola Tusa e Paolo Mastrangelo, “lettrice appassionata e teinomane” lei, “amante del cinema del buon vino lui” (così si presentano sul sito http://www.biblioscafe.it/) e il loro intento è quello di surriscaldare il clima culturale siracusano accostando all’attività di libreria, caffetteria, sala da thé e vineria, un’intensa programmazione di presentazioni editoriali, letture teatrali, mostre, concerti, dj set e laboratori di varia natur.

Si comincia dunque con una presentazione: il libro di Tino Vittorio, docente di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania, è “una raccolta di recensioni e saggi, pensati in tempi diversi, che illustrano la vegetalità dell'identità, la sua disumanità o umanità al grado zero dell'ortolanità”: ne discuteranno, insieme all’autore, Roberto Fai ed Elio Cappuccio del Collegio Siciliano di Filosofia, e Gianfranco Damico, consulente e formatore.

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 24/09/2014 alle  17:01:43, nella sezione CULTURA,  573 letture)

bukDal 26 al 28 settembre si terrà, presso il Palazzo Platamone di Catania (in via Vittorio Emanuele 121), la prima edizione della festa della piccola e media editoria “BUK”. L’iniziativa intende replicare nel capoluogo etneo il successo già ottenuto a Modena nel corso di ben sette edizioni (l’ultima tenutasi nel febbraio di quest’anno). BUK è una manifestazione ideata da Francesco Zarzana e organizzata dall’associazione culturale Progettarte che è stata importata a Catania grazie al supporto del sindaco Enzo Bianco e dell’Assessore Orazio Licandro. Ben 53 gli editori coinvolti, provenienti da 12 regioni, ma con la Sicilia ovviamente a farla da padrone: 30 infatti le sue imprese editoriali in elenco, tra cui le siracusane VerbaVolant di Fausta Di Falco e la Emanuele Romeo Editore. Tra le altre belle realtà presenti, la Fratelli Frilli di Genova e la Del Vecchio di Roma, che hanno rispettivamente fatto conoscere e apprezzare i romanzi dei siracusani Alberto Minnella (che presenterà il suo giallo "Il gioco delle sette pietre" domenica alle 12) e di Angelo Orlando Meloni, nonché la A.Car Edizioni di Lainate (Milano), con cui il nostro illustre collaboratore Gordiano Lupi ha pubblicato il suo ultimo romanzo di successo (“Calcio e acciaio”, segnalato al Premio Strega 2014), una sua biografia su Fidel Castro e due sue traduzioni di Alejandro Torreguitart (“Il mio nome è Che Guevara” e “Adios Fidel”).

Il programma dettagliato dei numerosi eventi lo trovate qui.

 
di Redazione (pubblicato il 06/09/2014 alle  09:04:30, nella sezione CULTURA,  649 letture)

floridia sicilia che scriveHa preso il via ieri sera la seconda edizione della rassegna letteraria “Libri sotto le stelle”, curata dall’Associazione “Laurus”, con il patrocinio del Comune di Floridia, nella suggestiva cornice offerta dal sagrato della chiesa Madre di Floridia. Il primo appuntamento è stato dedicato alla “Sicilia che scrive”: il presidente di AssoLaurus, Tiziana Urso, e il semiologo e critico Salvo Sequenzia hanno conversato con gli scrittori Salvo Cavallaro, che ha pubblicato la raccolta di racconti “Date da mangiare ai pesci”, e Luca Raimondi, autore del romanzo di formazione “Se avessi previsto tutto questo”. Per motivi di salute non è purtroppo potuta intervenire Valentina Carmen Chisari, che ha scritto la raccolta per bambini “Racconti dall’isola magica”.

Stasera saranno invece affrontate tematiche politiche e sociali, con la presentazione dei libri di Damiano De Simone, con “Il fallimento democratico” e di Vincenzo Quadarella con “Il non-luogo rivoluzionario”, presentati dal docente universitario Alessio Lo Giudice, uno dei più attenti studiosi del pensiero e dei fenomeni politici contemporanei.

“Obiettivo della manifestazione -ha dichiarato la presidente di AssoLaurus Tiziana Urso - è quello di creare momenti di incontro e riflessione sulla letteratura e sui grandi temi sociali. Ci auguriamo che anche l’edizione 2014 possa riscuotere il successo della precedente, grazie al valore dei libri proposti e delle tematiche affrontate, ma anche grazie alla partecipazione dei lettori appassionati e di chi desidera trascorrere insieme ai libri qualche ora nel centro storico con agli amici”.

 
di Redazione (pubblicato il 29/08/2014 alle  09:26:23, nella sezione CULTURA,  988 letture)

emilio e peppeCi sono persone che, agendo nell’ombra e senza pretese di protagonismo, fanno molto più di tanti altri per la promozione del territorio siracusano, operando da indipendenti e senza sponsor. Ci sono due siracusani che stanno facendo parlare di Siracusa a livello internazionale. Si tratta di Giuseppe Pantano, "un rosolinese doc" e di Emilio Antonaci,"un siciliano di adozione" (nella foto), entrambi impegnati nel sociale e nel promuovere la Sicilia e quanto di bello l’isola può offrire a livello nazionale ed internazionale. Costoro hanno presentato (congiuntamente ad altri amici) progetti sempre più significativi che mirano allo sviluppo territoriale. I risultati? Pur dimostrando di riuscire a portare in area siracusana qualcosa di importante – cioè investitori che dispongono di ingenti capitali - in pochi, figure istituzionali ed elementi della politica, stanno rispondendo o sembrano interessati.

Da parte loro, con estrema chiarezza e sincerità, continuano a sostenere che Siracusa "potrebbe essere" un punto di partenza, ma non è detto che lo sarà, visto che da Catania e da Ragusa ricevono inviti e dichiarazioni di disponibilità.

A breve inizieranno a dare informazioni e diffusione a mezzo stampa della loro attività, a partire dal 30 agosto da Rosolini, dove si svolgerà una manifestazione dedicata alle donne.

Insomma, pur col rammarico suscitato dall’apatia siracusana, i due non si scoraggiano e continuano ad operare per far conoscere la Sicilia all’estero, aprendo nuovi e stimolanti mercati ai prodotti tipici della nostra terra.

“Noi – dichiarano i due - siamo convinti che partire da Siracusa, culla del Mediterraneo, o in generale dalla Sicilia, sia l'ideale per avviare iniziative che man mano si stanno materializzando, e sarà la migliore strategia da seguire. Puntiamo allo sviluppo e al potenziamento globale, in particolare insediamenti turistici, porti turistici e non, aeroporti, aziende di produzione di prodotti siciliani di eccellenza. Noi pensiamo che tutto questo sia possibile se condito con la nostra cultura, i nostri profumati luoghi e le bellezze naturali. Stiamo invitando potenziali investitori esteri, che accettano di visitarci in forma privata o istituzionale, e ai quali non ci vergogniamo di chiedere una mano di aiuto per il sociale”. Peppe Pantano, che dal 1988 presta servizio tra Italia, Francia, Argentina, Taiwan, Pakistan ed Iran quale addetto d'ambasciata, ha un hobby particolare: contribuire alla pace fra i popoli e alla solidarietà nelle aree più calde del mondo, facendo leva soprattutto sulla cucina quale strumento di mediazione culturale. Il tutto con un occhio alla promozione del “made in Italy” in tutto il mondo.

 
di Redazione (pubblicato il 01/08/2014 alle  11:24:42, nella sezione CULTURA,  764 letture)

RAIMONDI E DE SIMONEMercoledi 30 luglio alle 18,30, presso L'Istituto Musicale "G. Privitera" di Siracusa, si è tenuta la prima presentazione ufficiale del libro "Il fallimento democratico-Diagnosi di un sistema sociale", opera prima di Damiano De Simone, fondatore e primo Presidente della neonata Consulta Civica di Siracusa. Coordinati da Donatella Lo Giudice, hanno relazionato dei contenuti dell'opera il semiologo Salvo Sequenzia e lo scrittore (e Assessore alla Cultura della Consulta) Luca Raimondi (nella foto a fianco, a sinistra, accanto all'autore): il primo ha inserito il saggio nel vasto filone della letteratura pamphlettistica, illustrandone i contenuti filosofici e politici; il secondo ne ha messo in evidenza il valore linguistico e poetico. Non hanno potuto presenziare il vicesindaco e Assessore alle Politiche Culturali, Francesco Italia, e lo storico dell'arte Paolo Giansiracusa, che ha comunque mandato i suoi saluti e un comunicato. Per Giansiracusa, De Simone "è il vero politico di uno scenario cittadino triste e stanco. FOTO DI GRUPPO CON DE SIMONELa sua prima creatura è un libretto di riflessioni, di pensieri, di esortazioni, di progetti. In ogni espressione c'è la sintesi di situazioni realmente vissute , qui tra noi , nella nostra città, nella nostra terra". A garantire la presenza istituzionali ha comunque provveduto l'assessore Maria Grazia Cavarra. Tra gli altri partecipanti all'incontro, diversi assessori civici, alcuni dei quali (come Giuseppe Garro o Marcella Cifali) sono intervenuti nel dibattito e hanno portato la loro testimonianza, nonché la prefatrice del volume, la brillante filosofa aretusea Arianna Zerillo, collaboratrice della rivista "Siracusa iN", che così ha ben riassunto i due concetti coniati da De Simone, tra i contributi più originali offerti dal suo saggio: "l'Archessere, inteso come l’enuclearsi delle determinazioni individuali nel loro distendersi esistentivo, mai prescindibili dalle circostanze spazio-temporali; l'Urbimonìa, da intendersi come il corretto strutturarsi dello spazio urbano, predisposto all’accoglienza e allo sviluppo delle potenzialità di cui ogni singolo individuo è portatore e apportatore di bene collettivo".

 
di Redazione (pubblicato il 22/07/2014 alle  13:23:21, nella sezione CULTURA,  864 letture)

LOCANDINA EVENTOSi svolgerà il 30 luglio alle 18,30, presso L'Istituto Musicale "G. Privitera" di Siracusa, la prima presentazione ufficiale del libro "Il fallimento democratico-Diagnosi di un sistema sociale", opera prima di Damiano De Simone, fondatore e primo Presidente della neonata Consulta Civica di Siracusa. Coordinato da Donatella Lo Giudice, l'evento vede anche la partecipazione dello scrittore (e Assessore alla Cultura della Consulta) Luca Raimondi e del semiologo Salvo Sequenzia. Presenti anche il vicesindaco e Assessore alle Politiche Culturali, Francesco Italia, e lo storico dell'arte Paolo Giansiracusa.

La prefazione del volume è di Arianna Zerillo, che identifica come spina dorsale dell'intero discorso il rapporto uomo-città, che intreccia la trama del nostro habitus sociale. Così scrive la giovane filosofa siracusana: "Dalla sorgente dell'umana natura, il flusso delle disposizioni soggettive fluisce rapido, per diramarsi in un delta di duplice foce: una vede l'individuo come terreno d’incontro di tutte le velleità ascrivibili alla sfera puramente soggettiva; l'altra individua nel cittadino la disposizione identitaria altrettanto naturale perché determinata dal suo “dover-essere-con-gli altri”, esistente tra esistenti. Il mare in cui esse trovano sbocco è però l'unico macrocosmo civico che l'accoglie. Strettamente connessi con le due facce di quest’unica medaglia civico-esistenziale che è l’uomo, sono due concetti di nuova coniazione: “Archessere”, inteso come l’enuclearsi delle determinazioni individuali nel loro distendersi esistentivo, mai prescindibili dalle circostanze spazio-temporali; “Urbimonìa”, da intendersi come il corretto strutturarsi dello spazio urbano, predisposto all’accoglienza e allo sviluppo delle potenzialità di cui ogni singolo individuo è portatore e apportatore di bene collettivo."

 
di Redazione (pubblicato il 12/06/2014 alle  18:16:08, nella sezione CULTURA,  568 letture)

PIERA DEGLI ESPOSTIPiera degli Esposti, la sua carriera, la sua vita, l’amore per il teatro. Una serata interamente dedicata a lei, attraverso una conversazione con Manuel Giliberti. E’ il tema di un incontro che si terrà sabato 14 giugno presso la Casa del Libro di Marilia Di Giovanni, in via Maestranze a Siracusa. Una conversazione sul filo dei ricordi con al centro il Teatro Greco di Siracusa, cui l’attrice è da sempre legata e dove, in questi giorni, recita per la sua sesta volta nel ruolo di Atena in Coefore-Eumenidi per la regia di Daniele Salvo, interpretazione che segna il suo ritorno al teatro dopo quasi dieci anni di assenza dalle scene.

Ricordi e passione che sono anche quelli che Giliberti racconta in “Bravo lo stesso - Il teatro di Piera degli Esposti”, Lombardi editore, un libro il cui titolo riprende una frase che Giorgio de Chirico disse all’attrice agli inizi della sua carriera. Il libro di Giliberti ricostruisce per intero la carriera dell’attrice, attraverso commenti critici, immagini e note dell’autore.

Il commissario straordinario, Alessandro Giacchetti, ha recentemente consegnato a Piera Degli Esposti il Premio alla Carriera, un riconoscimento che la Fondazione INDA ha voluto assegnare a una donna e un’attrice che rappresenta il teatro, il cinema e la televisione nel panorama italiano e internazionale.

 
di Redazione (pubblicato il 05/06/2014 alle  11:23:39, nella sezione CULTURA,  633 letture)

silviaSabato 7 giugno alle ore 21,00 nella sala di rappresentanza del Circolo Unione, in piazza Duomo n.3 ad Augusta, sarà presentato a cura della Libreria Mondadori il nuovo romanzo della scrittrice Silvia Avallone (nella foto) dal titolo “Marina Bellezza”. Un evento importante per Augusta visto che con il suo romanzo d’esordio, “Acciaio” (Rizzoli, 2010), la Avallone ha vinto il premio Campiello Opera Prima, il premio Flaiano, il premio Fregene, e si è classificata seconda al premio Strega 2010. Il romanzo è stato tradotto in 22 lingue e in Francia, con “D’Acier”, ha vinto il Prix des lecteurs de L’Express 2011. Da “Acciaio” è stato tratto il film omonimo, per la regia di Stefano Mordini, con Michele Riondino e Vittoria Puccini, prodotto da Palomar. “Se con Acciaio Silvia Avallone aveva anticipato la fine di un benessere che credevamo inesauribile, con "Marina Bellezza" ci dice che il destino non è già segnato e la vera rivoluzione sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra pezzo per pezzo, senza mai arretrare, perché anche se scalzi, furiosi e affamati, è certo che ce la faremo”.

 
di Redazione (pubblicato il 31/05/2014 alle  15:57:35, nella sezione CULTURA,  861 letture)

massimo cacciariOrganizzata dalla Fondazione INDA per il “Festival del Centenario”, dal Collegio Siciliano di Filosofia, dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e dalla Rivista di studi sul Dramma Antico “Dioniso”, venerdì 13 giugno alle ore 16,00 presso il Museo Paolo Orsi di Viale Teocrito 66 a Siracusa, avrà luogo la Lectio Magistralis del filosofo Massimo Cacciari (nella foto), docente presso l’Università San Raffaele di Milano, sul tema “COLPA E GIUSTIZIA”. Porgerà un saluto il Commissario Straordinario della Fondazione INDA Alessandro Giacchetti e presiederà l’incontro Roberto Fai, del Collegio siciliano di Filosofia. Nella stessa occasione il prof. Guido Paduano dell’Università di Pisa presenterà la Rivista di studi sul Dramma Antico, Annale della Fondazione Inda, “Dioniso”.

 
di Redazione (pubblicato il 29/05/2014 alle  14:14:39, nella sezione CULTURA,  746 letture)

giorgio casoleMercoledì 28 maggio il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Augusta ha ospitato una conferenza sul tema “Augusta 13 maggio 1943. L’inferno disceso dal cielo. Memoria e cronaca di un giorno vissuto e sofferto”. Relatore l’avvocato Francesco Migneco, il quale appena adolescente fu testimone di quel tragico giorno di guerra che vide i bombardieri americani sganciare una impressionante quantità di bombe sulla cittadina megarese, provocando ingentissimi danni e la morte di tante persone, tra cui alcuni bambini, oltre a un gran numero di feriti. Ha introdotto la conferenza il prof. Giorgio Casole, subito dopo il saluto iniziale del presidente del Circolo Ufficiali C.V. Giuseppe Barbera.

conferenzaNumeroso il pubblico presente composto da autorità militari, presidenti e rappresentanti dei vari Club Service e di associazioni ed istituzioni varie, oltre che interessati cittadini emozionati dal ricordo di quel tragico evento che l’avv. Migneco è riuscito a partecipare a tutti con momenti di vera commozione. Il 13 maggio 1943 fu infatti un giorno di disperazione e di lutto per la popolazione augustana, morirono oltre 70 persone tra uomini, donne e bambini. Avevano l’unica colpa di abitare in un’isola molto importante dal punto di vista strategico-militare. Dopo i due bombardamenti delle ore 12,50 e delle 13,40 da parte dei 53 aerei americani “Liberators” Augusta si presentava “come un enorme calcinaccio fumigante, oppresso da una coltre di polverone gialliccio e adagiato su un mare stravolto da cerchi che ribollivano, colorati dal fango, dall’argilla e dall’alga”, come ha scritto lo stesso Migneco in un suo libro. Alla fine della conferenza Giorgio Casole ha letto un componimento poetico ispirato ai fatti del 13 maggio 43 scritto dal compianto prof. Giovanni Satta. Subito dopo un breve concerto della bravissima arpista Laura Vinciguerra che eseguito una ninna nanna popolare irlandese, un brano inedito di Irene Veneziano e, fuori programma, un arrangiamento per arpa delle bellissime musiche di Nino Rota tratte dal film “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli.

 
di Redazione (pubblicato il 05/05/2014 alle  20:29:25, nella sezione CULTURA,  771 letture)

manganaro felliniIl 6 maggio alle ore 18, presso il Salone Borsellino di Palazzo Vermexio a Siracusa, si terrà il secondo incontro del ciclo "Terra da scrivere", con Jean-Paul Manganaro e il suo Federico Fellini, presentato da Giovanni Di Maria, Fernando Gioviale e Salvo Gennuso. Introduce l’incontro Alessio Lo Giudice, Assessore alle Politiche Culturali. "Terra da scrivere": ovvero il rapporto fra scrittura e territorialità, laddove il tema del racconto si declina attraverso linguaggi e forme che narrano la storia di un paese, una terra che ci appartiene per nascita o per adesione. E’ un percorso simile quello che fanno Fellini e Manganaro: Fellini racconta l’Italia attraverso Roma, e attraverso un linguaggio che è quello del cinema. Manganaro, dentro un territorio che gli è appartenuto ma che vive da lontano, francese di origine italiana, si serve di Fellini per raccontarci a sua volta l’Italia. Fellini, il libro, diventa così il campo di sperimentazione di una lingua che serve a dire una storia che è la storia del cinema di quello che forse è il più grande regista della storia del cinema, ma è una lingua che racconta di un Fellini narratore, inventore di fiabe, cantore dell’Italia, una lingua quindi che narra essa stessa un paese: nessun regista più di Federico Fellini ha contribuito a costruire e diffondere nel ventesimo secolo il mito dell'italianità. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant'anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. Jean-Paul Manganaro procede in un’intima esplorazione dell’opera felliniana lasciando ampio spazio ai film – a ciascuno è dedicato un capitolo del libro – di cui svela l’architettura e definisce il codice estetico. Si compone così una moltitudine di echi, associazioni, eterni ritorni, mentre davanti ai nostri occhi scorre un’inedita storia dell’Italia contemporanea, insieme ai fotogrammi di una vicenda umana e artistica straordinaria. Jean-Paul Manganaro è professore emerito di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Lille III. Profondo conoscitore dell’Italia, suo paese d’origine, ha pubblicato per Seuil Le Baroque et l’Ingénieur. Essai sur l’écriture de Carlo Emilio Gadda (1994) e Italo Calvino. Romancier et conteur (2000). Ha tradotto in italiano opere di Artaud e Deleuze e, in francese, romanzi e saggi di Gadda, Tomasi di Lampedusa, Calvino, Testori, Mari, Del Giudice, oltre alle Opere di Carmelo Bene, di cui è stato grande amico e sodale.

 
di Redazione (pubblicato il 03/05/2014 alle  13:35:05, nella sezione CULTURA,  680 letture)

loc sicilia scriveSalvo Cavallaro, specializzato in racconti; Valentina Carmen Chisari, giornalista, il cui primo libro è dedicato alla letteratura per l’infanzia; Luca Raimondi, autore di saggi e romanzi: tre autori, introdotti da Cristina Gianino e moderati dalla giornalista Rosa Tomarchio, che converseranno riguardo le diverse forme con cui la letteratura può raccontare le sue storie e racconteranno le loro traversie di scrittori in una terra, la Sicilia, tanto ricca di spunti e stimoli quanto avara in termini di lettori e di attenzione verso la cultura e verso coloro che, nel loro piccolo, se ne fanno promotori. L’evento si terrà domenica 4 maggio alle 18,30 presso il Biblios Cafè di Luisa Fiandaca, in via del Consiglio Regionale 11 Ortigia, nel centro storico di Siracusa, Ortigia.

I tre autori si riuniscono per la terza volta, dopo essere stati già ospitati ad Acireale e a Catania. Salvo Cavallaro, acese di professione avvocato, si è finora dedicato alle “short stories” , esordendo nel 2011 con “Ma di cosa stiamo ancora parlando” e diventando direttore della collana di racconti “Vervain” della casa editrice Carthago, presso cui ha di recente pubblicato una seconda raccolta dal titolo “Date dai mangiare ai pesci”.

Nata e cresciuta a Catania, Valentina Carmen Chisari si laurea in Scienze Politiche nel 2005 discutendo una tesi sperimentale sul giornalismo e riportando il massimo dei voti; nello stesso anno ottiene l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti. La sua passione è da sempre la scrittura che coltiva attraverso la collaborazione con il quotidiano “La Sicilia”, con altre testate giornalistiche e mediante la stesura di racconti; del gennaio 2013 è la pubblicazione del suo primo libro di racconti illustrati per bambini "Racconti dall'isola magica. La Sicilia e i suoi colori", Inkwell edizioni, avente come protagonisti i frutti della Sicilia che si fanno portavoce di valori umani.

Luca Raimondi augustano trapiantato a Siracusa, ha esordito nel lontano 1996 e successivamente si è laureato due volte presso l’Università di Catania; tra la provincia aretusea e il mondo accademico etneo ha ambientato il suo ultimo romanzo “Se avessi previsto tutto questo”, così come il prossimo che uscirà tra qualche mese, sempre le Edizioni Il Foglio e sempre con lo stesso protagonista, Carlo Piras, che continua così il suo percorso di formazione temporalmente collocato negli anni Novanta. Appassionato di cinema e fondatore del “Corto Siracusano Film Fest”, è attivo anche come regista e sceneggiatore.

 
di Marcello Lo Iacono (pubblicato il 27/04/2014 alle  21:45:44, nella sezione CULTURA,  1058 letture)

plemmirioLa Storia raccontata in diretta ed a colori. Questa in sintesi l’esperienza vissuta a Capo Murro di Porco domenica 27 aprile durante la visita guidata alla batteria militare della Lamba Doria, organizzata dall'Associazione Plemmirio Blu nell'ambito del grand tour della Maddalena di SOS Siracusa. Attraverso le spiegazioni della guida e le letture di documenti da parte di alcuni soci dell'Associazione abbiamo rivissuto uno spicchio della nostra Storia più recente. Il sito della Lamba Doria occupa una porzione d’altura del Plemmirio di circa 48 mila mq nella parte meridionale della Penisola della Maddalena interamente di proprietà del demanio pubblico dello Stato ramo Marina e con una quota che va da 20 a 34 metri sul livello del mare. E’ risaputo che il Plemmirio è stato importante per la difesa e lo sviluppo di Siracusa e Virgilio descrive, in modo superbo, l’allocazione e la funzione di questo promontorio, che lega il suo nome e la sua ragion d’essere alla difesa di Ortigia chiudendo con la sua mole il porto grande. Ma tale natura difensiva si è ulteriormente accentuata durante l’ultimo conflitto mondiale durante il quale fu protagonista diretta delle vicende belliche. Risale difatti agli anni trenta la costruzione delle due batterie navali di grosso calibro che il Genio Militare edificò: la Lamba Doria a Capo Murro di Porco e la Emanuele Russo a Punta della Mola che facevano della Penisola Maddalena un punto di forza nel sistema difensivo della piazzaforte Augusta-Siracusa nell'ultima guerra mondiale. Sono stati, appunto, gli edifici e le strutture della batteria Lamba Doria oggetto della visita guidata, che attraverso le informazioni e le spiegazioni date è servita a tracciare la storia dello sbarco alleato presso le nostre coste. Questo è un luogo reale con i suoi edifici storici e le sue strutture militari che hanno visto svolgersi fatti significativi legati all’ultimo conflitto mondiale. Questo sito possiede una storia letterale che è stata ricavata attraverso la testimonianza dei militi della Batteria e questi scritti sono stati letti, con evidente commozione, dai soci di Plemmirio Blu, e sono serviti per stabilire un contatto e una connessione con le esperienze del passato che appartengono a noi ed al nostro territorio e rappresentano anch'essi l’identità storica della nostra comunità. Queste strutture, questi eventi, riguardano una parte del Plemmirio e servono a farci percepire una vicinanza con le comunità che un tempo occupavano il sito e metterci così in contatto con il nostro passato collettivo. Questa nostra costa ha visto genti d’ogni parte approdarvi nel corso degli ultimi millenni; dalle genti greche che fondarono Siracusa, ai romani, ai bizantini, agli arabi e quelle che a seguire la occuparono, non ultimi quelli che arrivarono con lo sbarco alleato sulle nostre coste.

Oggi, che è stato permesso che il nostro territorio subisse in modo incontrollato una forte antropizzazione della delicatissima fascia costiera, dobbiamo impegnarci per farlo ridiventare nuovo crocevia di interessi indirizzati ad un corretto utilizzo ed alla tutela intelligente dell’ambiente, per un futuro sostenibile.

 
di Redazione (pubblicato il 22/04/2014 alle  12:41:46, nella sezione CULTURA,  1609 letture)

carmelo stranoPrima conferenza del ciclo “Lezione Extra” mercoledì 23 aprile alle ore 16 nell’aula conferenze della Scuola Didattica Speciale di Architettura, in Piazza Federico di Svevia. A salire in cattedra sarà Carmelo Strano (nella foto), filosofo, critico delle arti visive, professore ordinario di Estetica e di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Catania. E' il teorico dell'estetica del quotidiano. Ha dato nuovi contributi nell'ambito della filosofia sociologica e dell'estetica, sul leitmotiv della complessità e della globalizzazione, delle nuove economie correlate e talvolta sulla base di un confronto dialettico soprattutto con Jacques Derrida, Hans Georg Gadamer e Benoit Mandelbrot. Tra i volumi pubblicati: Il segno della devianza, 1984 (nuova edizione: 2005); Dall'Opera aperta all'Opera ellittica, 1989 (entrambi nella collana di estetica di Mursia diretta da Luigi Pareyson e Luciano Anceschi); Mai visto un tempo così-come sentiamo, pensiamo, agiamo all'apertura del nuovo millennio, Lupetti editori di Comunicazione, 2004. La conferenza di Carmelo Strano avrà come discussant: Zaira Dato, professore ordinario di progettazione architettonica e urbana, SDS Architettura di Siracusa, e Aldo César Fagà, teorico e artista. La conferenza è aperta al pubblico.

Prossime Lecture di Lezione Extra: 30 aprile Silvio Cherubini e il 14 maggio Nicola Impollonia. Lunedì 28 aprile alle ore 12 nella stessa sede verrà presentato il bando del concorso per idee per la progettazione di un padiglione gonfiabile. Partecipazione aperta a tutti gli studenti della scuola regolarmente iscritti all’anno accademico. Scopo del concorso è l’opportunità di lavorare con del materiale plastico conoscere e sviluppare tecniche costruttive, e le vaste possibilità che l’architettura gonfiabile può fornire. I gruppi vincitori parteciperanno prima al work shop per l’2 e 3 maggio per l’avvio dei lavori per la realizzazione di un prototipo di padiglione gonfiabile, subito dopo al seminario che si terrà dal 9 al 10 maggio con l’azienda partner quando verranno approfonditi temi, obiettivi, modalità d’uso e tecniche del gonfiabile. Work shop conclusivo 16 e 17 maggio.

 
di Redazione (pubblicato il 15/04/2014 alle  21:49:20, nella sezione CULTURA,  695 letture)

stile liberoMercoledì 16 aprile alle 16,00 primo appuntamento del ciclo STILE LIBERO con una lezione di Salvatore Adorno nell’aula conferenze della Scuola di Architettura di Siracusa (piazza Federico di Svevia). Adorno parlerà sul tema: “Riflessioni sulla storia urbana. Siracusa contemporanea: La città e il suo territorio”. STILE LIBERO è un ciclo di conferenze che presenta nella sua articolazione e varietà il panorama culturale contemporaneo. Il programma è caratterizzato dalla presenza di figure disciplinari e generazionali diverse chiamate a raccontare i loro punti di vista e le loro posizioni a partire da alcuni temi proposti dal curatore di ogni conferenza. Stile libero seleziona artisti, critici, architetti, urbanisti, letterati, storici, intellettuali e li invita a mettere in campo i propri saperi per affrontare le più urgenti questioni contemporanee e confrontarsi con gli studenti e i docenti della Scuola di Architettura. Ogni lettura è preceduta da una presentazione ed è seguita da un dialogo tra relatore e curatore. Salvatore Adorno è docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Catania, tra il 1997 e il 2005 ha insegnato Storia della città e del territorio nella Facoltà di Architettura dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Dal 2000 al 2009 è stato presidente della Società Siracusana di Storia Patria e direttore dell’ ”Archivio Storico Siracusano”. L’appuntamento quindi è a Siracusa, mercoledì 16, Adorno sarà introdotta da Carmelo Nigrelli, SDS Architettura di Siracusa.

Prossimi appuntamenti di STILE LIBERO: 28 maggio PIERO BRUNO, 29 maggio JOSÉ IGNAZIO LINAZASORO.

 
di Redazione (pubblicato il 12/04/2014 alle  10:23:27, nella sezione CULTURA,  706 letture)

buttafuoco“Adesso basta. Qualcuno - Matteo Renzi? - dica basta, perché l'autonomia sarà cosa santa e giusta ovunque ma in Sicilia no, è un flagello e si trascina nel baratro l'Italia. Lì l'autonomia regionale, fonte di sprechi e burocrazia, è l'acqua che nutre l'arretratezza economica e sociale di un pezzo importante del Mediterraneo. Ed è la fogna in cui nuota la mafia.” Così ha scritto Pietrangelo Buttafuoco su “Il Sole 24 ore” meno di un mese fa. E ha ribadito il concetto ieri al Palazzo Vermexio, durante il primo incontro di “Terra da scrivere”, ciclo di appuntamenti voluto dall’Assessore alla Cultura Alessio Lo Giudice in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Siracusa (rappresentata sul palco da Salvo Gennuso). Una serie di riflessioni sull’arte della scrittura e sul suo rapporto con il territorio in cui Buttafuoco è stato introdotto e interrogato da tre scrittori siracusani, Elvira Siringo, Cetty Amenta e Luciano Modica. La verve da contastorie e da polemista del poliedrico Buttafuoco, autore, lo ricordiamo, di romanzi come “Le uova del drago”, “L’ultima del diavolo” e del più recente “Il dolore pazzo dell’amore”, non ha tardato a venire fuori, incalzata anche da diversi interventi provenienti dal folto pubblico presente in sala (hanno preso la parola, tra gli altri, anche personalità note del mondo della cultura siracusana, dal compositore e musicista Aurelio Caliri all’editore Silvio Aparo). "Il successo di questo primo appuntamento dimostra come la città sia più che pronta a rispondere quando si presentano occasioni per un autentico ed elevato confronto pubblico" ha dichiarato l'assessore Lo Giudice. Prossimo appuntamento del ciclo il 6 maggio alle ore 18.00 con Jean-Paul Manganaro a conversare con Fernando Gioviale, Giovanni Di Maria e Salvo Gennuso.

 
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