Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Luca Raimondi (pubblicato il 13/10/2011 alle  14:47:56, nella sezione CULTURA,  2046 letture)

Sono cominciate le riprese del nuovo cortometraggio, dal titolo provvisorio “Libera di volare”, prodotto da DGTVision e diretto da Giorgio Nanì La Terra. Il corto è tratto da un libro, “Voglio volare”, scritto da Giusy Caruso, che uscirà a novembre. Protagonista del romanzo è Desy, donna impegnata nel lavoro e nella famiglia, la cui vita è sconvolta da un evento increscioso. Per lei si susseguiranno momenti di forti delusioni e paure ma solo dopo aver toccato il fondo troverà la forza di potersi rialzare e capire che possiamo sempre voltare le spalle per guardarci indietro e imparare dall'esperienza. La trama del libro, ambientata in Sicilia, tocca molti argomenti come l'omertà, il senso dell'amicizia, l’ansia di proteggere ciò che si ama, ma sopratutto la forza di poter reagire alle avversità ed andare avanti. Nel cast figurano Antonio Dugo, ultimamente in onda su Mediaset con il programma “Tamarreide”, Giovanni Cavallo, già apprezzato per alcune partecipazioni a importanti fiction televisive, nonché la stessa scrittrice Giusy Caruso, la quale dichiara di essere veramente soddisfatta din un lavoro che pone in risalto i luoghi meravigliosi che abbiamo nella cittadina avolese, come la vecchia Tonnara e la zona montana di Tangi. "Credo che il corto realizzato trasmetta con le immagini molto di quello che ho scritto a parole nel mio libro, sia grazie al regista che sta facendo un ottimo lavoro e sia grazie alle altre persone che ne hanno fatto parte che pur non essendo loro attori professionisti hanno dato veramente il massimo, e mi riferisco a Sebastiano Di Pietro, Pinella Tiralongo, Pamela Russotti, Ambra Caruso, Corrado Bianca, Emanuela Morichetti, Giuseppe di Mauro). Colgo anche l'occasione di ringraziare per la gentile collaborazione il Commissariato di Polizia di Avola ed il Presidente del Consiglio Comunale di Siracusa Edy Bandiera.”. La colonna sonora è stata affidata a Massimiliano Di Stefano.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 14/09/2011 alle  17:47:06, nella sezione CULTURA,  819 letture)

Sabato 17 settembre alle ore 16.30, a conclusione della programmazione estiva “SOLSTIZI E MEMORIE D'ESTATE”, nell'ambito della seconda Edizione di NottArte 2011, a Gibellina presso lo spazio culturale e di aggregazione “Belìce/EpiCentro della MEMORIA VIVA” si terrà il terzo appuntamento della rassegna “libri e autori” con la presentazione del volume “Spazi del contemporaneo in Sicilia. Nuove realtà per l'arte del presente”. Sarà presente l'autrice, storica dell’arte e docente d’Accademia, la siracusana Ornella Fazzina. L'incontro sarà moderato da Giuseppe Maiorana. Da alcuni anni la Sicilia conta numerosi luoghi dedicati all'arte contemporanea dove, oltre ai casi conosciuti a livello europeo quali Gibellina e Fiumara d'Arte e altre istituzioni museali, è possibile oggi fruire di realtà riconosciute a livello nazionale. Le fondazioni private occupano un ruolo di fondamentale importanza per la conoscenza e divulgazione dei fenomeni legati al contemporaneo e tra queste vanno menzionate la Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Brodbeck a Catania, e Palazzo Riso, come museo regionale, a Palermo. Spazi, questi, differenti per il programma artistico che si propongono, per le scelte che si effettuano e il tipo di gestione. Interessante diventa metterli a confronto attraverso un'analisi puntuale che si serve anche di interviste effettuate ai direttori artistici. La Sicilia si presenta così sotto forma di musei all'aperto e di luoghi e strutture legati alla storia dell'arte, alla sensibilità del presente e alla promozione di giovani talenti, per individuare punti di forza e di debolezza nel sistema dell'arte siciliano che sempre più ha la necessità di guardare e rapportarsi con una dimensione europea.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 08/09/2011 alle  10:33:36, nella sezione CULTURA,  1002 letture)

Narra la leggenda che il convento di San Domenico di Augusta sia stato fondato nel 1219 dal Beato P. Reginaldo D’Orleans e che, in forza della sua popolarità e del miracoloso cipresso che lui stesso aveva piantato nel sito, l’edificio monastico divenne in breve tempo un punto di riferimento assai importante per gli uomini di fede. Tale circostanza determinò molte vocazioni di semplici cittadini e di nobili che vollero prendere i voti indossando il saio domenicano. Secondo lo storico Salomone in tale struttura presero i voti, convertendosi al cristianesimo, anche due notabili musulmani, il primogenito dell’imperatore turco ed il figlio dell’imperatore d’Etiopia. La maggior parte degli storici è, piuttosto, d’accordo nel datare la costruzione del convento tra il 1229 e il 1231 e cioè contemporaneamente alla fondazione di Augusta da parte di Federico II. In effetti appare improbabile che Augusta possa essere stata popolata prima di quella data, in quanto il territorio era una vasta palude e non vi poteva vivere che qualche sparuta comunità di pescatori. L'affermazione del culto con risonanza fuori dei confini locali è legata alle vicende del XVI secolo, all'epoca delle frequenti incursioni ottomane. Già, nel 1453 la caduta di Costantinopoli in mano dei Turchi aveva suscitato in tutta l'Europa enorme impressione. Come ha osservato lo storico Cipolla: "La minaccia turca fu il fatto che più impressionò gli Europei del XV e del XVI secolo. Tra i libri stampati in Francia tra il 1480 e il 1609 quelli relativi ai Turchi e all'impero turco furono più del doppio di quelli concernenti le Americhe". La conferma del pericolo arrivò presto con incursioni sempre più massicce, che sembravano preludere ad una vera e propria conquista militare. La Sicilia venne a trovarsi come avamposto avanzato della cristianità e Augusta visse un lungo periodo di sofferenza per le continue incursioni seguite da saccheggi, devastazioni, incendi e deportazioni di uomini, donne e bambini. Una delle incursioni più devastanti dovette essere quella del 16 luglio 1551 con la distruzione della città e l'abbandono da parte dei superstiti. In questa circostanza il convento domenicano fu spogliato e perfino le colonne del chiostro furono razziate e destinate alla costruzione del palazzo del sultano. I frati domenicani furono costretti a fuggire da Augusta e a rifugiarsi a Lentini e a Siracusa. Soltanto un frate, augustano di nascita, Salvatore Tringali, rimase sul posto e grazie alla sua forza d’animo e alla sua costanza nel giro di trent’anni il convento fu ricostruito. La tenacia del vecchio frate predicatore che sosteneva di aver visto in sogno S. Domenico, riuscì a ridare fiducia agli abitanti che si prodigarono a ricostruire la città. L'episodio che doveva suggellare la devozione della città al Santo Patriarca avvenne però dopo, il 24 maggio del 1594, quando l'ennesima incursione dei turchi fu miracolosamente respinta a seguito dell’apparizione di un frate domenicano su un cavallo bianco con la spada sguainata. In quel frate si volle riconoscere lo stesso S. Domenico accorso a proteggere la sua chiesa, tanto che alcuni dei comandanti ottomani, folgorati dall’apparizione, si sarebbero convertiti al cristianesimo restando nel convento di Augusta come frati. In seguito il convento fu più volte distrutto e ricostruito, la prima dopo il terremoto del 1693 e la seconda dopo quello del 1848. Agli inizi del XX secolo si trovavano nel cortile interno il monumento funebre dedicato al conte Sancio Landogna, che nel XIV secolo si distinse per il buon governo della città e per i lasciti cospicui all’ordine domenicano, e una colonna tortile in pietra arenaria, poggiata su un piedistallo a ricordo dell’antico cipresso dalla corteccia miracolosa, germogliato dal bastone del Beato Reginaldo D’Orleans. Ambedue queste monumenti risultano scomparsi a partire dagli anni trenta. Nel 1866, in seguito all’emanazione di una legge che sottraeva alla Chiesa alcuni dei suoi beni immobili, il convento passò nella proprietà del Comune che lo utilizzò da allora per diversi scopi: dapprima come sede degli uffici della Pretura, poi come Archivio Notarile, poi ancora come Ufficio del Registro e infine come sede scolastica, ospitando il Liceo Classico “Megara”. Rimasto per anni in stato di abbandono, dopo il terremoto del 1990 fu stanziato, ai sensi della legge n. 433 del 1991, un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il recupero della Chiesa di S. Domenico e dell’annesso Convento. Grazie a tale finanziamento pubblico fu dapprima realizzata una attenta opera di restauro della Chiesa dedicata al Santo Patrono di Augusta, e quindi gli interventi di restauro dell’intero complesso monastico, dalla pulizia delle lapidi al recupero degli intonaci, dal consolidamento delle volte e dei solai alla realizzazione di strutture portanti in legno, alla valorizzazione dell’originario portico del XVI secolo. Durante questi ultimi lavori di restauro e di scavo sono stati riportati alla luce resti e testimonianze di manufatti edilizi sorti in epoche antecedenti al terremoto del 1693 e al di là del giardino centrale è stato identificato il sito dell’antico chiostro, le colonne in pietra e una cisterna usata come deposito di armi nella seconda guerra mondiale. Il finanziamento non è però bastato per finire del tutto la complessa opera di recupero dell’edificio e ci sarà bisogno di altre risorse finanziarie e di un altro po’ di tempo per restituire finalmente alla città e ai cittadini questo glorioso monumento di grande valore culturale, storico e architettonico. Speriamo che si trovino al più presto i fondi mancanti e non diventi il convento un altro simbolo di incapacità amministrativa e di inefficienza delle pubbliche istituzioni.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/09/2011 alle  20:21:28, nella sezione CULTURA,  843 letture)

Continua il giro di rappresentazioni dello spettacolo di musica lirica organizzato dall’'Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino, un concerto dal titolo "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" di Gaetano Donizetti, per cantanti, coro e pianoforte, a cura dei partecipanti al progetto Officina Sinfonica Siciliana, che dopo i successi di Agrigento e di Acitrezza è approdato ad Alcamo in provincia di Trapani. La scena si apre in un teatrino d'opera, dove stanno provando un'opera seria. La prima donna, Daria, tiranneggia su tutti, aiutata dal marito, l'odioso Procolo, e nessuno capisce come si scriva il cognome del tenore tedesco Guglielmo. La prima donna esige che il dramma s'intitoli anziché Romolo ed Ersilia, Ersilia e Mommolo, attirando le proteste di Pippetto, il musico, e le ire della "seconda donna", Luigia, e della sua mamma insopportabile, Agata, la quale pretende che la figlia e la prima donna facciano un duetto, per stabilire chi delle due reciterà. Le due cantanti tuttavia litigano sempre, Pippetto scappa, e con lui Guglielmo, dopo essere stato aggredito da mamma Agata. L'ispettore, per non annullare l'opera, decide di far cantare Agata nella parte di Ersilia, e Agata viene trascinata nel camerino gridando contro l'ispettore. Inizia la parte più comica dell'opera: mamma Agata deve sostituire la prima donna e non fa che parlare quando non deve, Daria pretende di cantare alla fine dell'opera, per riposarsi. Tuttavia l'ispettore, a causa della fuga del tenore e del musico, comunica la decisione del podestà e del consiglio di annullare l'opera. Per evitare di pagare i costi di produzione, tutti se ne vanno, lasciando l'impresario nei guai. E’ proprio Agata, la napoletana, il personaggio magistralmente interpretato dal baritono augustano Giovanni Di Mare con la consueta verve e il tipico senso del ritmo teatrale e dell’innata comicità che suscita sempre applausi a scena aperta.

 
di Redazione (pubblicato il 31/08/2011 alle  09:12:15, nella sezione CULTURA,  2178 letture)

Sabato 3 settembre, a partire dalle 20.30, saranno proiettati alla villa Bellini di Catania i finalisti del concorso "Corto sotto le stelle". Tra di essi, spicca la presenza del corto "Un vino stellare", scritto e diretto da Luca Raimondi e prodotto dalla siracusana DGTVision di Giorgio Nanì La Terra, che ha portato in finale anche un altro lavoro, "Dietro la (qual) facciata", imponendosi quindi come una delle poche realtà produttive siciliane del momento. Interamente girato nella splendida location di Punta del Mola a Siracusa e interpretato dalla figlia di Turi Ferro, Francesca Ferro, e da Carlo Tranchida (che ultimamente ha diretto il film "L'amore di Kiria" con Francesco Paolantoni e Philippe Leroy), il cortometraggio racconta la scoperta (con colpo di scena finale) di un'antica bottiglia di vino durante la gita al mare di due coppie di innamorati. Da citare anche gli altri interpreti, Giuseppe Cottone (già protagonista per Raimondi de "La sottrazione del tempo") e Maria Puglisi, nonché le pregevoli composizioni musicali dell'avolese Massimiliano Di Stefano. Un corto senza pretese, tanto breve quanto divertente, comunque attrezzato per vincere almeno uno dei tre premi principali (al miglior corto, al miglior regista e alla migliore recitazione) e che avrà a Catania il suo battesimo, trattandosi della prima presentazione pubblica. La manifestazione è organizzata dall'associazione cinematografica indipendente Deus Lux Films in occasione della giornata “Bau sotto le stelle” istituita dalla Provincia e Comune di Catania e dall'Associazione "Amici degli animali". 

 
di Redazione (pubblicato il 26/08/2011 alle  16:32:19, nella sezione CULTURA,  1005 letture)

A Scopello, in provincia di Trapani, luogo di particolare bellezza naturale e paesaggistica, si sta svolgendo da ieri una serie di incontri per il ciclo "Parole A-mare", con lo scopo di creare una finestra permanente sulla letteratura siciliana contemporanea. Il curatore Vito Lanzarone ha incluso nel prestigioso cartellone anche la scrittrice siracusana Veronica Tomassini, che quest'anno ha ottenuto lusinghieri apprezzamenti per il suo romanzo d'esordio "Sangue di cane", edito da Laurana. Domani sera alle 21 il romanzo di Veronica sarà presentato al pubblico da Matteo Di Gesù.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/08/2011 alle  13:50:09, nella sezione CULTURA,  1484 letture)

Armando Siri, leader e fondatore del PIN, Partito Italia Nuova, e autore del libro "l'Italia Nuova - l'inizio" ha presentato in un noto albergo di Augusta il suo nuovo modello di Stato, il suo nuovo modello fiscale e una nuova Costituzione. Questi i tre concetti fondamentali su cui si basa il nuovo movimento politico che sta crescendo in tutto il Paese grazie anche al Web. Un movimento che non è di "protesta" ma di "proposta", con idee chiare e precise nel dettaglio su come potrebbe essere l'Italia nuova. Armando Siri ha incontrato ad Augusta un gruppo di amici, simpatizzanti e curiosi ai quali ha spiegato il suo punto di vista e ha poi risposto alle domande dei presenti. "L'attuale Costituzione non mi rappresenta più - ha detto Siri -non ho nessun pregiudizio ideologico su di essa perchè non sono né di Destra né di Sinistra ma so con certezza che quello che c'è scritto andava bene 60 anni fa e adesso non dice più niente di concreto per la mia esistenza nel presente. Voglio una nuova Costituzione, breve ma vera, inserita nella realtà. Poche regole chiare da rispettare davvero. Voglio l'abolizione del sistema fiscale progressivo e l'introduzione di una tassa fissa annuale di 3 mila euro che tutti i cittadini pagherebbero ad inizio anno, senza che lo Stato possa più pretendere nulla. Gli stipendi pagati tutti al lordo. Tassazione al 15% per le aziende e costo del lavoro fisso a 5 mila euro con una pensione di 1000 euro per tutti. Voglio opportunità reali di lavoro per i giovani. Una riforma generale dello Stato con l'abolizione del Parlamento e l'elezione di un Presidente della Repubblica direttamente scelto dal popolo coadiuvato da un Collegio Popolare di 45 membri. L'abolizione di tutte le assemblee elettive nazionali e periferiche. Uno Stato leggero che faccia poche cose e la smetta di alimentarsi come la strega di Hansel e Gretel dell'energia, dell'esistenza e dalla vita di ciascuno". Siri non esclude la possibilità di presentare liste in Sicilia alle prossime varie scadenze amministrative così come già avvenuto in Puglia, in Basilicata e in Calabria puntando a rastrellare consensi anche in vista delle elezioni politiche.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/08/2011 alle  17:53:24, nella sezione CULTURA,  1494 letture)

Oggi 21 agosto alle ore 19,00 presso il Venus Sea Garden Resort di Augusta avrà luogo la presentazione del libro "L'Italia Nuova - L'inizio" di Armando Siri. L'autore Armando Siri è editore e imprenditore nel settore delle energie rinnovabili nonché presidente e fondatore del Partito Italia Nuova (PIN) nato a Milano nel settembre del 2010. Il libro "L'Italia Nuova - L'inizio", offre la visione di un futuro possibile per l’Italia, un manifesto per un nuovo umanesimo in cui l’individuo riprende piena consapevolezza di sé, delle sue possibilità e della sua libertà d'azione. Il punto di vista proposto dall'autore rappresenta una vera rivoluzione oltre i soliti schemi e illustra un progetto per un nuovo sistema fiscale, un nuovo modello di democrazia e di convivenza sociale. Per Siri “lo Stato non è la politica, lo Stato è il Sistema. È il Tabù del Potere che si è cristallizzato nel Totem della Costituzione. Una Costituzione vecchia di 60 anni che parla ad un passato che non c’è più, non riconosce il Presente e non concede nulla al Futuro. Come in ogni ciclo storico dunque si parte bene e poi inevitabilmente prima o poi, magari dopo due secoli, si finisce peggio. Tant’è che moltissimi oggi desiderano una nuova “Rivoluzione”. Nel progetto di cambiamento istituzionale e fiscale proposto dal PIN (Partito Italia Nuova) si introduce il principio equo e chiaro della “tassa unica fissa” e si propone una Nuova Costituzione nella quale non può trovare spazio la promessa dell’uguaglianza fatta dallo Stato. Oggi, dopo 200 anni, sappiamo bene di essere ognuno diverso dall’altro e sappiamo con altrettanta chiarezza che se è vero che siamo tutti diversi, l’unico che deve essere uguale per tutti è proprio lo Stato.”

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/08/2011 alle  09:02:37, nella sezione CULTURA,  1041 letture)

Una splendida serata quella offerta sabato 30 luglio alla cittadinanza augustana dal Kiwanis Club che è riuscito a portare nuovamente in scena, sul palco allestito nella piazza dell’ex campo containers di Augusta, il grande tenore Marcello Giordani per una serata all’insegna della buona musica e delle ottime intenzioni: la prima affidata all’ugola d’oro dell’artista augustano e dei suoi “friends”, le seconde finanziate con l’incasso della serata e finalizzate prima di tutto alla ricostruzione di una scuola materna a Barisciano, un comune in provincia di L'Aquila, danneggiata a seguito del sisma del 6 aprile 2009, poi a un service locale che sta molto a cuore ai kiwaniani, l’associazione di volontariato Misericordia di Augusta, e in ultimo a favore di un bambino augustano affetto da leucemia la cui famiglia versa in stato di disagio economico. Alla serata musicale, presente un folto pubblico di oltre mille persone, ha presenziato il Governatore del Kiwanis Distretto Italia-San Marino prof. Salvatore Costanza e il luogotenente del Governatore ing. Domenico Morello, instancabile organizzatore di questo grosso impegno portato a buon fine. Marcello Giordani è tornato quindi ad esibirsi nella sua città affiancato per l’occasione da alcuni dei vincitori e finalisti del 1° Concorso Internazionale di Canto svoltosi a Catania lo scorso maggio presso il Teatro Bellini. Il programma ha visto l’esecuzione di arie d’opera e canzoni popolari della tradizione napoletana e siciliana. La serata è stata presentata dal critico musicale Sabino Lenoci affiancato dall’attrice augustana Michela Italia nelle vesti di gradevole e frizzante presentatrice. Si sono esibiti i giovani artisti Audrey DuBois Harris, Jessica Nuccio, Noemi Muschetti, Sarah Marturana, Clara Calanna, Nelson Ebo, Giuseppe Talamo, Giuseppe Veneziano, Giovanni Di Mare e il coreano Paul G. Song. Gli artisti sono stati accompagnati dalla grande orchestra filarmonica russa diretta dal maestro Giuseppe Acquaviva con la partecipazione di varie corali di Augusta, Lentini e Siracusa. Scroscianti gli applausi di un pubblico attento e appassionato che si è goduto fino all’ultimo questo momento collettivo dedicato alla buona musica, celebrando Marcello Giordani per le sue qualità di artista lirico e per la sua generosa umanità.

 
di Redazione (pubblicato il 18/07/2011 alle  10:21:31, nella sezione CULTURA,  1171 letture)

Presentato alla stampa sabato mattina nei locali dell’Università Popolare di Augusta il concerto di beneficienza "Marcello Giordani and Friends" che avrà luogo sabato 30 luglio alle ore 21 nella Piazza Ex Campo Containers di Augusta a cura del Kiwanis Club Augusta e della Divisione Kiwanis Sicilia Sud Est a favore del Service Distrettuale "Diamo una Scuola all'Abruzzo" che ha come scopo la raccolta di somme per la ricostruzione di una scuola materna nel comune di Barisciano (L’Aquila) danneggiata a seguito del sisma del 6 aprile 2009. Parte della somma raccolta con la vendita dei biglietti verrà anche devoluta alla locale Società di volontariato “Misericordia”. Alla serata presenzierà il governatore del Distretto Kiwanis Italia-S.Marino prof. Salvatore Costanza. Oltre al grande tenore augustano, canteranno alcuni dei finalisti del I° Concorso Internazionale di Canto. Pertanto la serata godrà di una ricca partecipazione di artisti lirici: Marcello Giordani, tenore, supportato dalla Grande Orchestra Filarmonica Russa composta da 68 elementi e diretta dal maestro Giuseppe Acquaviva, e i suoi Friends: i soprani Audrey DuBois Harris, Noemi Muschetti, Jessica Nuccio, Mariella Arghiracopulos; i tenori Nelson Hebo e Giuseppe Talamo; la mezzosoprano Clara Calanna e il baritono augustano Giovanni Di Mare. Si esibiranno inoltre le corali polifoniche di Augusta “Jubilaeum” ed “Euterpe”. Erano presenti alla conferenza stampa il luogotenente del governatore ing. Domenico Morello, il presidente sig. Nicola Rizzotti, il segretario sig. Michele Purgino, il consigliere dott. Raimondo Raimondi e il governatore della “Misericordia” di Augusta dott. Salvatore Cannavà.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/03/2011 alle  14:59:40, nella sezione CULTURA,  1638 letture)

Appuntamento del Kiwanis club di Augusta al Circolo Vandone sabato 13 marzo. Andrea Angeli, portavoce dell’Onu in Afganistan e Iraq, ha presentato il suo libro “Professione Peacekeeper” a cura del presidente ammiraglio Gaetano Russotto.  Andrea Angeli è nato a Macerata nel 1956, dopo essersi laureato in giurisprudenza e scienze politiche è entrato nel servizio esteri del Gruppo Guzzini. Procuratore legale e giornalista pubblicista dal 1987. Ha mosso i primi passi alle Nazioni Unite nel 1987 presso la sede ONU di Santiago del Cile, durante l'ultima fase del regime militare. Nel dicembre '88 é a Baghdad, tre mesi dopo la fine del lungo conflitto con l'Iran. A metà del '92 é nell'amministrazione temporanea ONU in Cambogia, Angeli diventa subito un punto di riferimento per il contingente di carabinieri inviati a rinforzo della polizia internazionale. Nel settembre '93 é a Sarajevo come addetto stampa della forza di pace UNPROFOR, incarico che ricoprirà fino alla fine della guerra . Nei cinque anni trascorsi in Bosnia Erzegovina e Croazia, Angeli svolge un'ampia attività di raccordo con la stampa di tutto il mondo. Strettissimi i rapporti di Angeli con il contingente di Carabinieri a Mostar' ne1'95 e le Brigate italiane IFAR/SFOR che si sono succedute nel dopoguerra. Alla fine del '98 é portavoce OSCE in Albania. Nei tre mesi dell'intervento NATO in Jugoslavia ha costantemente tenuto informata la stampa internazionale degli eventi che si succedevano a ridosso della frontiera albanese e nei numerosi campi profughi disseminati nel Paese. Nel settembre '99 Angeli ritorna addetto stampa ONU, questa volta a Pristina, nella nascente amministrazione ad interim delle Nazioni Unite. Dopo quattro anni in Kosovo Angeli, su proposta della Farnesina, accetta la posizione di portavoce dell'autorità di coalizione in Iraq. E' lui a dare all'Ansa ed alle altre agenzie la prima notizia dell'attacco alla base di Nassiriyah e a collegarsi con le principali testate mondiali per riferire del tragico evento. Interessanti le testimonianze di Angeli rese ad un uditorio numeroso e qualificato. Lo hanno preceduto gli interventi dell’ammiraglio Bernardi e del generale dei Carabinieri Coppola. Ha come sempre elegantemente condotto la serata Antonello Forestiere.

 
di Redazione (pubblicato il 21/09/2010 alle  18:37:35, nella sezione CULTURA,  1066 letture)

Domenica 19 settembre la Chiesa Madre di Augusta ha ospitato un bel concerto nell’ambito del programma del Primo festival del Barocco dedicato al Barone Emanuele D’Astorga a 330 anni dalla sua nascita.  Il famoso “Stabat Mater” è stato magistralmente eseguito dal Coro dei Musici Nuziali diretto dal Maestro William Grosso cui fa fatto seguito il brano “Fac me plagis” eseguito dal baritono Giovanni Di Mare e la “Missa Brevis” dello stesso William Grosso con l’apporto della soprano Valentina Bianca, del controtenore Giuseppe Pennisi e del baritono venezuelano Paul Sajo. Il Primo Festival del Barocco è una iniziativa dell’Istituto Siciliano d’Arte Musica e Spettacolo intitolato proprio al D’Astorga e gode del patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Siracusa e del Comune di Augusta.

 

 
di Redazione (pubblicato il 12/06/2010 alle  10:37:09, nella sezione CULTURA,  898 letture)

Il Taormina Film Fest, appuntamento di giugno, è arrivato alla sua 56ª edizione dal 12 al 18 giugno 2010 nella meravigliosa cornice di sempre, il Teatro Antico di Taormina, uno tra i più importanti e suggestivi monumenti siciliani. Il Festival gode del patrocinio economico della Regione Sicilia, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, di Sicilia Film Commission, oltre che del Comune di Taormina e di altri importanti sponsor privati, ed è diretto fin dall’edizione del 2007 da Deborah Young che è riuscita a portare nello splendido scenario taorminese grossi nomi del cinema statunitense e mondiale. E’ una grande "vetrina" di importanti anteprime di film provenienti da Hollywood e dal resto del mondo. Diversi film presentati a Taormina sono stati successivamente nominati per rappresentare i loro rispettivi Paesi per gli Academy Awards; altri hanno vinto Emmy, Golden Globe ed altri importanti riconoscimenti. Fra i premi che verranno assegnati quest’anno ci sono il Golden Tauro per il miglior film e i Taormina Arte Awards per varie importanti personalità del cinema internazionale. Il Festival ospita tre diversi concorsi, ognuno limitato a non più di sette film: Mediterranea, riservato a film prodotti dai paesi mediterranei, Oltre il Mediterraneo, dedicato al cinema mondiale e il Concorso Corti Siciliani. La Spagna sarà il Paese del Mediterraneo Ospite d’onore per il 2010; l’anno scorso era stata la volta della Francia con la presenza di Catherine Deneuve, Fanny Ardant e Dominique Sanda. Spettacolari le proiezioni all'aperto sullo sfondo del suggestivo Teatro Antico e suggestivi i cocktail nel Grande Albergo Timeo dove è possibile incontrare e fotografare gran parte degli attori e dei personaggi del mondo del cinema ospiti a Taormina, compresi produttori, distributori e direttori di festival che ogni anno possono visionare i film del festival in anteprima prima ancora che vadano in distribuzione nei circuiti commerciali. In una cittadina unica al mondo per la sua bellezza naturalistica e per la sua calorosa ospitalità, il festival rappresenta oggi un evento culturale validissimo e in rapida evoluzione, che dovrà essere salvato e perpetuato nel tempo a onta di qualsiasi crisi economica che costringa a restrizioni nei contributi. Ma il Festival è uno dei pochi eventi validi in un panorama di sprechi e di questo è perfettamente convinto l’Assessore regionale al Turismo Nino Strano che ha recentemente dichiarato il suo entusiasmo per questa pregevole manifestazione di arte e cultura.

 
di Redazione (pubblicato il 02/04/2010 alle  18:24:24, nella sezione CULTURA,  1081 letture)

Presentazione martedì 6 aprile alle 18,30 presso la Libreria Biblios di Siracusa del libro “Amore, rabbia e verità”, ultima fatica letteraria dei siracusani Luca Raimondi e Daniele Scirpo. Alla presentazione prenderanno parte la scrittrice Barbara Becheroni, autrice della prefazione, e la musicista Cristina Gianino. Uniti dalla comune volontà di approfondire i difficili rapporti tra uomini e donne dalla giovinezza all’età adulta, Luca Raimondi e Daniele Scirpo propongono due lunghi racconti tra introspezione, ironia e romanticismo. Incanti e disincanti si susseguono senza sosta, componendo un originale "romanzo a staffetta" sulla crisi d’identità del maschio nella società odierna. Nella prima parte, "A piedi nudi sulla sabbia bollente", Raimondi racconta il duro e iniziatico percorso che riconduce l'io narrante, un giovane filosofo confuso, tra le braccia della ragazza che aveva lasciato in un moto di presunzione. A Scirpo è affidata la seconda parte, "Katerina", in cui un altro io narrante, un mite impiegato modello, si risveglia nel "giorno dopo" di quel lieto fine raggiunto con sacrificio dal primo protagonista: in un matrimonio apparentemente riuscito, si dibatte, scalcia, cerca di capire e infine subisce, felicemente, il potere della donna. Come scrive la scrittrice Barbara Becheroni nella prefazione che aggiunge un punto di vista femminile alle vicende narrate esclusivamente da un’ottica maschile, “non è facile capire le donne, però, a volte, tra contraddizioni e cenere sparsa sulla testa, qualcuno, faticosamente, ci riesce. Non del tutto, per carità, altrimenti, che divertimento ci sarebbe?”. Luca Raimondi, pedagogista, e Daniele Scirpo, archeologo, sono amici di vecchia data uniti dalla comune passione per la letteratura e il cinema. Hanno spesso collaborato nella stesura di sceneggiature (tra cui "I tre giorni di San Paolo", Gruppo Editoriale L'Espresso, 2009) e hanno diretto, insieme o singolarmente, numerosi cortometraggi.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/03/2010 alle  12:25:41, nella sezione CULTURA,  1295 letture)

Mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 18.00 al Caffè Letterario in Via Ostiense 95 a Roma avrà luogo la presentazione del libro "Amor Fati" di Marcello Veneziani (Ed. Mondadori) a cura di Antonio Saccà. L'incontro sarà moderato dalla scrittrice Deborah D'Agostino e sarà presente l'Autore. Il libro sviluppa una riflessione appassionata sul destino, il caso e la provvidenza, alla ricerca di un disegno intelligente di vita nella nostra epoca che ne è priva, dominata dalla tecnica e dall'economia. Amor Fati affronta il disperato bisogno di sacro e di senso in un tempo che ha perduto il passato e il futuro, ingoiati nel presente. Amor Fati significa accogliere la vita, i suoi limiti e le sue responsabilità, fino in fondo: accettare la realtà e le sue imperfezioni. Amor Fati è la serenità degli inquieti. Marcello Veneziani, editorialista del "Giornale", ha fondato e diretto settimanali, riviste, case editrici, e curato opere di filosofia, storia e cultura politica. Ha pubblicato per Mondadori: Il segreto del viandante (2003), I vinti (2004), Contro i barbari (2006), Rovesciare il '68 (2008), Sud (2009). Dopo la presentazione di Marcello Veneziani, sarà la volta della scrittrice Silvia Resta e del suo ultimo libro "La bomba di Firenze - Fantacronaca delle stragi del '93" (Infinito Edizioni), presentato da Serena Rossi. Una reporter americana nata dalla fantasia dell'autrice, si muove tra le macerie delle stragi a caccia della verità. Alla fine troverà una risposta: inquietante, quasi surreale. Onirica. Ma non per questo impossibile.

 
di Redazione (pubblicato il 23/02/2010 alle  12:20:47, nella sezione CULTURA,  1058 letture)

Presentato “Marenigma” alla Galleria Roma di Siracusa Nell’ambito dei giovedì culturali organizzati dalla Galleria Roma il 18 febbraio il prof. Luigi Amato ha presentato il romanzo di Luca Raimondi "MARENIGMA" edito da Aracne di Roma. Un thriller psicologico e metafisico al tempo stesso, una favola nera alla Stephen King. Una villa in un’amena località balneare è il teatro di una serie di inspiegabili eventi che coinvolgono un gruppo di adolescenti in gita. Qualcosa annulla la volontà dei ragazzi o forse, al contrario, la fa venire fuori, mentre all’orizzonte si stagliano le nubi minacciose, una tempesta in arrivo, uno strano vascello fantasma, la natura capricciosa che si ribella a qualunque tentativo di razionale ordine e spiegazione, l'incontro e lo scontro con l’ultraterreno che dispensa redenzioni e punizioni. Infine, il mare, immenso e ipnotico, gravido di misteri insondabili. Luca Raimondi, per il suo ritorno alla narrativa, propone ai suoi lettori un coinvolgente romanzo sulla giovinezza e i suoi terrori. Luca Raimondi è nato ad Augusta nel 1977 e vive a Siracusa. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi Cerniera lampo (1996) e Cuore del vuoto (1998) e i saggi Mostri e maestri. Tracce di cinema e letteratura (2002), Gustave Doré (2002), Nient’altro che un sogno (2005), Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini (2006) e Comunicare la cultura (2007). Regista e sceneggiatore di cortometraggi, videoclip e documentari, fondatore e direttore artistico dal 2002 del “Corto Siracusano Film Fest”, è inoltre autore del saggio “Fronte del corto. Scenari del film breve”.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/12/2009 alle  12:04:27, nella sezione CULTURA,  843 letture)

Il Maestro Pietro Ballo, tenore di fama internazionale, nell’intento di ricordare l’amico e collega Luciano Pavarotti a due anni dalla sua prematura scomparsa, organizza con l’egida dell’Accademia Lirica del Mediterraneo, di cui è presidente e direttore artistico, l’ “Omaggio a Pavarotti”. L’evento straordinario vedrà come cornice il teatro “Massimo” di Palermoe avrà luogo giorno 21 Dicembre alle 21.00. Sul palco il tenore Pietro Ballo, i soprani Lidia Ballo e Barbara Lo Faro, i baritoni Nicola Alaimo e Giovanni Di Mare, i bassi Sergio Fontana e Claudio Levantino, accompagnati dall’orchestra Filarmonica di Lugansk, diretta per l’occasione dal Maestro Leone Magiera. L’evento, di straordinaria caratura internazionale, ha visto come sponsor promotori la Provincia Regionale di Palermo, la Regione Siciliana, Assessorato al Turismo e diversi enti privati.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/11/2009 alle  16:01:43, nella sezione CULTURA,  900 letture)

Successo ad Augusta, sabato 28 novembre, della Conferenza su: "Disturbi dello sviluppo: nutrizione e strategia familiare", organizzata dalla Misericordia e dalla Fratres di Augusta e condotta dal Dott. Salvatore Cannavà, Governatore della Misericordia e dal Dott. Salvatore Ponzio, Presidente della Fratres, che ha ufficialmente aperto le celebrazioni per il Venticinquennale dalla fondazione. Il Dott. Franco Verzella, microchirurgo oftalmico di fama internazionale, ha sapientemente tracciato, attraverso interessanti filmati ed una magistrale dissertazione, il potenziale connubio tra una cattiva nutrizione, l'assimilazione di metalli pesanti, l'abuso di farmaci e la diagnosi tardiva, come forieri di disturbi dello sviluppo in tenera età. Il Dott. Verzella ha anche fatto il punto sulla realtà italiana e sui positivi riconoscimenti che il Ministero della Salute sta dando ai protocolli che affrontano il delicato problema dei disturbi psico-organici e disfunzionali. Il Dott. Francesco Cannavà, Psicologo, CTU del Tribunale di Siracusa, sessuologo e consulente di coppia ha, a sua volta, brillantemente tracciato un quadro delle problematiche socio affettive relazionali che investono una famiglia all'interno della quale vi è un bambino diversamente dotato. Ha parlato dei silenzi tra la coppia, del disagio dei familiari che "iperproteggono" il bambino, isolandolo ed isolandosi a loro volta dal resto del mondo, delle interrelazioni tra fratelli, cosiddetti normodotati, e la sorellina od il fratellino "diverso". Gradito il breve intervento del Dott. Lucio Levorato, imprenditore nel campo nutrizionale, che ha accennato alla possibilità di creare una filiera che proponga e scelga cibi sani e premi le aziende che li producono e li distribuiscono. Dopo la consegna da parte del Governatore Cannavà e del Presidente Ponzio di una targa ricordo dell'evento al Dott. Verzella ed al Dott. F. Cannavà, insieme al guidoncino celebrativo del venticinquennale dalla fondazione e dell'opuscolo che illustra i fatti salienti di questo primo quarto di secolo di attività dei due prestigiosi sodalizi augustani, la sala di Palazzo San Biagio, gremita come raramente accade in ogni ordine di posti, ha tributato un caloroso applauso ai Relatori.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/06/2009 alle  11:20:33, nella sezione CULTURA,  1416 letture)

Un caro amico ci ha lasciati pochi giorni fa: Renzino Barbera, umorista, poeta dialettale, attore, cabarettista; un uomo che ha vissuto molti anni della sua vita a Taormina, fino a costituirne quasi un simbolo, un vanto, un uomo che ha calcato da protagonista i difficili palcoscenici dell'arte e dello spettacolo. «Nessuno di noi sceglie niente della propria vita – soleva dire Renzino - Non scegliamo di venire al mondo, non scegliamo il nostro nome, non scegliamo il nostro corpo. Io il desiderio di raccontare, di recitare, di disegnare, ce l' avevo nel sangue. Da ragazzino facevo statue con un pennino e un gessetto. Ero un predestinato.” Renzino scrisse la sua prima poesia a 14 anni: «Non era dedicata alla mamma né alla fidanzata bensì alla Sicilia. La scrissi quando mio padre mi portò con sé a Roma: era la prima volta che lasciavo la Sicilia e sentii fortissime le mie radici». Per oltre cinquant’anni anni Renzino è stato una sorta di simbolo di Taormina, l'angolo dorato che si era scelto abitando in quella villetta vista mare e vulcano lungo la strada per Castelmola, un porto quieto dove poteva «parlare con le pietre». Ci vedevamo ogni anno a giugno sulla terrazza dell' hotel Timeo, durante i fasti del Festival del Cinema di Taormina, ed era lui il padrone di casa, riverito e rispettato assieme alla moglie norvegese, la bella Greta. Un festival che seguiva con passione fin dal 1952 dagli anni in cui Taormina era la capitale del divismo e della mondanità, complice la presenza del casinò. Eppure Renzino non ebbe l’opportunità di fare molto cinema, preferendo la ribalta dei teatri, dei Circoli del tennis, dello Stabile di Catania, della Rai siciliana. E per diventare apprezzato uomo di teatro e di cabaret Renzino dovette faticare. Oggi basta partecipare al Grande Fratello per ritrovarsi ogni sera in televisione e ogni giorno sui giornali. Lui cominciò facendo divertire i palermitani nei salotti raccontando quello che vedeva per strada. Don Totò, uno dei suoi più riusciti personaggi macchiettistici, era nato dalla strada, dai suoi incontri, dalle sue chiacchierate con la gente, divenne una maschera simbolo del palermitano saggio, scaltro e senza peli sulla lingua, conquistando prima la radio, poi le televisioni private e anche le colonne dei giornali. L’ultima volta che ci incontrammo, nel regalarmi con tanto di dedica una copia dell’ultimo suo libro di poesie e di aforismi, mi ripeté ancora una volta quella frase che era solito dire assieme alle barzellette e alle rime che rendevano sempre piacevole la conversazione con questo bellissimo vecchio dalla folta capigliatura candida, felice d’aver vissuto ma con una vena malinconica nella voce ormai lieve e arrochita: “Mi sono imposto di svegliarmi ogni giorno come se stessi nascendo e di addormentarmi ogni notte come se stessi morendo. In questo modo io ho vissuto molto di più di qualsiasi altra persona”.

 

 
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