Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 28/10/2018 alle  18:08:07, nella sezione CULTURA,  206 letture)
Presentata a Siracusa nel salone di Villa Reimann la rivista "De Sidereum", curata da Davide Crimi. Un evento organizzato da Silvio Aliffi, cancelliere comandante dell'Ordine dei Cavalieri di Pitia, presenti Giacinto Avola, presidente di Inforum Europa, Domenico Romeo, Console di Turchia, Adriana Roccamo Bizzarro, l'editore Carlo Morrone, il professore Galvagno, il dottor Antonino Scandurra, Elena Lazarenko e gli amici di Casa Russia, Antonio Urzì Brancati dell'Ordine Esoterico Martinista e tanti altri personaggi di spicco intervenuti. La rivista De Sidereum accoglie in pieno i principi martinisti e professa quindi la filosofia dell’Unità, protesa versa una conoscenza diretta, senza mediazioni di un clero, ma portatrice di un messaggio universale a cui ciascuno, nelle dovute condizioni, può accedere direttamente. Da queste ragioni proviene il titolo De Sidereum, consacrato a una mancanza che l’opera di rigenerazione filosofica, attraverso la costante operatività, può fortemente contribuire a risolvere. La Rivista è articolata in tre parti: una prima sezione dedicata alla filosofia spiritualista e specialmente al Martinismo; una seconda di selezione letteraria, definita delle “Corrispondenze”, nella quale trovano ospitalità contributi di natura artistica, dalla poesia alla pittura, dalla critica letteraria e teatrale alle forme di speri menzione. La sezione conclusiva lascia il posto a contributi di approfondimento dottrinale attingendo direttamente al repertorio dei Maestri Passati che hanno fatto grande la dottrina e la filosofia del Martinismo, sovente sconosciuta ai più, che la Rivista intende far conoscere come sistema di strumenti per la comprensione e l’azione per la rigenerazione dell’anima.
 
di Redazione (pubblicato il 11/04/2018 alle  21:29:50, nella sezione CULTURA,  344 letture)
Mercoledì 11 aprile alle ore 18,30 è stato presentato il libro di poesie di Luca Campi dal titolo "L'ora dei lupi". L'evento è stato ospitato nel salone dell'associazione Il Cerchio di Siracusa, dove hanno dialogato con l'autore il presidente del Cerchio Corrado Di Pietro e il poeta e critico Raimondo Raimondi, autore della prefazione. Rosetta Barcio ha letto alcune liriche alla presenza di Grace Kantengwa (nella foto), presidente della Inshuti Italia-Rwanda onlus, che ha presentato la sua organizzazione umanitaria alla quale andrà una parte dei proventi della vendita del libro e che si occupa di adozioni a distanza e sostegno allo sviluppo attraverso microcredito nel Rwanda e nell'Africa orientale. Luca Campi è originario di Tradate ma vive da molti anni a Siracusa, è autore di varie sillogi di poesie e vincitore di diversi premi, tra cui il Premio nazionale OK Arte - Poeti costruttori di Pace 2017. "Versi liberi e moderni, quelli di Luca Campi, - ha detto Raimondo Raimondi - variabili nella metrica, ma assolutamente musicali e godibili non solo nella lettura, ma anche e soprattutto nell'ascolto dal vivo, in un magico reading, laddove la poesia può essere ascoltata e laddove, con il linguaggio del corpo e il modo di leggere, il testo viene interpretato, aggiungendo la dimensione teatrale della dizione e della recitazione alla meraviglia del verso". Il libro di Campi consta di 174 pagine e si divide in quattro parti intitolate: "Di maghi e di farfalle", "Di un altro mondo", "Lettere dallo scoglio", "Frammenti ed altri segni". Luca Campi ha scelto di vivere a Siracusa alla fine del suo girovagare seguendo un percorso di vita e di pensiero che ha creato nella sua poesia interessanti tessiture scaturite dalle contrapposte ispirazioni e dai diversi temi trattati. Per tutto ciò è affascinante - ha concluso Raimondi - "parlare del poeta Luca Campi, eccezione alla regola ed eccezionale nella qualità del suo verseggiare moderno, spregiudicato, evocativo e ricco di suggestioni di vita e di viaggio (ma cos'è la vita se non un viaggio?) con la sensibilità di chi si è fermato spesso ad ascoltare l'inquietante "urlo dei lupi".
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 06/04/2018 alle  20:51:56, nella sezione CULTURA,  386 letture)
Nel dicembre del 1953 esce in Italia la settima edizione di Conversazione in Sicilia pubblicata da Elio Vittorini per Bompiani. L’edizione è il frutto di un reportage nella Sicilia dei primi anni Cinquanta, poiché, a differenza delle edizioni precedenti, essa presenta un corredo fotografico di 188 scatti realizzati in gran parte dal fotografo marchigiano Luigi Crocenzi. A questa edizione del capolavoro di Vittorini il semiologo Salvo Sequenzia (nella foto) ha dedicato una lunga e appassionata ricerca, che mette in luce i legami tra quest’opera e le esperienze americane del photo-text, che Vittorini aveva già avuto modo di indagare e presentare in Italia sulle pagine del Politecnico. Nella ricerca di Sequenzia, che sarà consegnata in un saggio dal titolo "L’altra Conversazione-Vittorini tra scrittura e fotografia", pubblicata sulla rivista La frusta letteraria, si giunge alla conclusione che questa edizione di Conversazione in Sicilia rappresenta il primo vero esperimento di foto-testo che coinvolge un’opera letteraria compiuto in Italia agli inizi degli anni Cinquanta, anticipando altre esperienze del genere come Un paese, di Cesare Zavattini e Strand, che fu pubblicato soltanto nell’aprile del ’54; o come Le feste religiose in Sicilia,di Sciascia e Scianna, che risale al 1965. Sequenzia, inoltre, ha studiato le precedenti esperienze di illustrazione fotografica che Vittorini aveva già praticato in Americana, la fondamentale antologia di autori americani che farà conoscere in Italia i grandi narratori del nuovo continente. Con Americana Vittorini ha infatti introdotto in Italia, per la prima volta, un foto-testo caratterizzato da uno strettissimo rapporto tra scrittura e fotografia. Con Il Politecnico Vittorini aveva inventato, invece, i ‘racconti per immagini’, una serie di scatti montati con criterio cinematografico e accompagnati da brevi didascalie che raccontavano pezzi di Italia poco conosciuti. Sia nelle sperimentazioni di Americana e de Il Politecnico, sia nell’edizione illustrata di Conversazione in Sicilia lo studio di Sequenzia mette in luce il grande interesse di Vittorini per i nuovi linguaggi della società di massa, in particolare il cinema e la fotografia, evidenziando il ruolo non subalterno, ma autonomo e compiuto, e anzi più pregnante e simbolico, rispetto alla scrittura narrativa, come già aveva intuito a proposito del fumetto, come ha ben indagato Annalisa Stancanelli in un lucidissimo saggio di qualche anno fa.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/11/2017 alle  19:47:05, nella sezione CULTURA,  448 letture)
Sabato 25 novembre presso i locali della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 a Siracusa avrà luogo la cerimonia di premiazione degli artisti che hanno partecipato al Premio "Artisti costruttori di pace" organizzato dall'associazione OKArte. La Sezione Arti Figurative ha registrato la presenza di artisti in concorso e fuori concorso. I primi sono: Monica Italia, Diana Tonutto, Francesco Vitagliana, Alessandro Ghezzi, Sara Castelli, Cristiana Flora Moncada, Stella Di Lorenzo, Alberto Pirrone e Angelo Criscione. I secondi sono Nelly Fonte, Angelo Moncada, Valeria Modica, Francesca Nobile, Antonio Leone,Maurizio Guglielmi, Rosaria Cavallaro, Renata Lang, Joseph Catania, Javier Acuña, Mohammed Abu Shaar, Marinella Raniolo, Marisa Leanza, Avia Vian, Isabella Bianchini, Francisco Javier Alcocer Garcia, Bruno G. Pollacci, Roberto Guccione, Vincenzo Amicone, Thierry Gire, Hiro Cougar, Jolanda Marin e Indra Syafrin. Seguirà la cerimonia di premiazione dei partecipanti al Premio "Poeti costruttori di Pace 2017". Anche quì poeti in concorso, che sono Umberto Farina, Luca Campi, Vincenzo Grillo, Paola Linda Pizzo, Maria Nanè e Rosaria Cavallaro, e fuori concorso: Antonio Sparatore, Ivana Metadow e Giorgio Giannone.
 
di Redazione (pubblicato il 16/06/2017 alle  17:24:46, nella sezione CULTURA,  457 letture)

fotoOltre duemila persone hanno partecipato giovedì sera al Teatro Greco di Siracusa all’undicesima edizione di “Agòn”: Dal dramma classico alla simulazione processuale”, organizzato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights (ISISC), dalla Fondazione INDA, dall’associazione Amici dell’Inda e dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa.
Mettendo assieme la rappresentazione teatrale con le dinamiche processuali, Agòn ha trattato ieri il tema dell’esistenza della “guerra giusta”, simulando il processo a Polinice (interpretato dall’attore Gianmaria Martini), accusato del crimine internazionale di aggressione per aver programmato l’attacco alla città di Tebe con lo scopo di obbligare il fratello Eteocle a riconoscergli la carica di re, in virtù di un patto di alternanza stipulato con formula sacramentale.
fotoAd aprire la serata i saluti dell’avvocato Ezechia Paolo Reale, segretario Generale del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, del commissario straordinario della Fondazione Inda, Pier Francesco Pinelli, del presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Favi e del presidente dell’associazione “Amici dell’Inda“, Giuseppe Piccione. L’evento di ieri sera è stato dedicato alla memoria dell’avvocato Ettore Randazzo. A ritirare un premio in sua memoria Elisabetta Guidi, moglie del penalista recentemente scomparso. A ricordare l’umanità, la forza e la passione per la sua professione anche Vincenzo Militello, ordinario dell’Università di Palermo, ideatore con Randazzo di Agòn nel lontano 2006. Il tribunale teatrale ha visto il giornalista di Rai3 Sicilia, Nino Amante, in qualità di giudice. I rappresentanti dell’accusa e della difesa, rispettivamente Eugenio Albamonte, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e l’avvocato Valerio Spigarelli, hanno chiamato a testimoniare gli attori Isa Danieli (Giocasta), Guido Caprino (Eteocle) e Anna della Rosa (Antigone). Al termine di un appassionante dibattito, il magistrato Michele Consiglio ha invitato il pubblico, attraverso cartellino, a giudicare Polinice. A larghissima maggioranza il pubblico si è espresso a favore dell’assoluzione dell’imputato, giudizio che però è stato ribaltato dalla sentenza emanata dal “giudice”, Nino Amante, il quale ha condannato Polinice, reo di aver scatenato una guerra sanguinosa contro la sua stessa città, culminata peraltro con la sua stessa morte e del fratello Eteocle.

 
di Redazione (pubblicato il 15/06/2017 alle  15:44:05, nella sezione CULTURA,  442 letture)

agonAndrà in scena oggi giovedì 15 Giugno alle ore 21:00, al Teatro Greco di Siracusa, la nuova edizione di Agòn dal titolo “Processo a Polinice: esiste la guerra giusta?”. L’evento, voluto dal The Siracusa International Institute, è dedicato alla memoria dell'Avvocato Ettore Randazzo, scomparso prematuramente pochi mesi fa. Agòn è una simulazione processuale in forma teatrale: l’esistenza della “guerra giusta” sarà il tema dell’edizione 2017, un vero e proprio “processo” che vedrà sul banco degli imputati il personaggio di Polinice (interpretato dall’attore Gianmaria Martini). Polinice è imputato del crimine internazionale di aggressione per aver programmato l’attacco armato alla città di Tebe al fine di obbligare il fratello Eteocle a riconoscergli la carica di re, in virtù di un patto di alternanza stipulato con formula sacramentale. Saranno in scena i personaggi: Giocasta (Isa Daniele), Eteocle (Guido Caprino) e Antigone (Anna della Rosa). Eugenio Albamonte, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, sosterrà le tesi dell’accusa, mentre l’avvocato Valerio Spigarelli rappresenterà la difesa. La giuria popolare sarà chiamata a esprimere il proprio verdetto, in attesa della sentenza ufficiale emanata dal giornalista Rai Nino Amante, presidente della giuria. Giunto quest’anno all’undicesima edizione, Agòn è un evento che utilizza le analogie fra la rappresentazione processuale dei fatti e quella teatrale, con l’intento di richiamare l’attenzione sulla compresenza di classico e moderno nel sistema penale. Organizzato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, in collaborazione con la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), l’Associazione Amici dell’INDA di Siracusa e l’Ordine degli Avvocati di Siracusa, AGÒN è diventato sempre più un appuntamento di estremo rilievo, coinvolgendo di anno in anno migliaia di spettatori.

 
di Redazione (pubblicato il 10/06/2017 alle  09:34:47, nella sezione CULTURA,  457 letture)

logoA Taormina dal 24 al 28 giugno 2017 si svolgerà la VII edizione di Taobuk, International Book Festival, il Festival Internazionale del libro, ideato e diretto da Antonella Ferrara. L'evento pone l'attenzione sulla letteratura e sul dialogo con il cinema, la musica, il teatro, le arti visive, il grande giornalismo e l'enogastronomia. Scrittori, giornalisti, artisti, sia italiani che stranieri, parteciperanno a incontri, tavole rotonde, momenti musicali e di spettacolo, reading, mostre di fotografie, botteghe del gusto, itinerari turistici, proiezioni di film, corsi di scrittura. Il tema di questa edizione è "Padri & Figli". Cosa abbiamo ricevuto in eredità e cosa vogliamo rendere alle generazioni future, in quel delicatissimo passaggio del testimone che si chiama civiltà? Sabato 24 giugno, alle ore 20,30, nel Teatro Antico di Taormina, si svolgerà l’inaugurazione di Taobuk. La serata prevede la cerimonia di consegna dei Taobuk Awards, quest’anno assegnati agli scrittori Abraham Yehoshua e Domenico Starnone (Taobuk Award for Literary Excellence), al magistrato e saggista Nicola Gratteri (Taobuk Award all’impegno civile), al regista Gianni Amelio (Taobuk Award per il film "La tenerezza"), agli attori Luigi Lo Cascio (Premio Una vita per l’Arte) e Christian De Sica (Premio come protagonista del film "Fräulein"). A concludere la cerimonia sarà l’artista israeliana Noa che si esibirà in concerto con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretta dal maestro Domenico Sanfilippo. La serata sarà presentata dal giornalista Alessio Zucchini affiancato da Antonella Ferrara.

 
di Redazione (pubblicato il 02/06/2017 alle  15:52:43, nella sezione CULTURA,  437 letture)

arcigay fotoArmando Caravini (nella foto), portavoce del comitato Pride 2017 e Presidente Arcigay di Siracusa comunica che in occasione del Siracusa pride 2017, che si terrà nei giorni 13, 14 e 15 luglio, il comitato lancia la campagna di sensibilizzazione fotografica #PARTECIPAalSiracusaPride2017. Chiunque volesse partecipare al Siracusa Pride potrà liberamente inviare alla pagina del Siracusa pride 2017, nella piattaforma facebook, una propria fotografia inserendo una frase, nella quale potrà spiegare le proprie motivazioni alla partecipazione del Siracusa pride 2017. “Abbiamo delle immagini campioni - afferma Armando Caravini - per lanciare la campagna di sensibilizzazione fotografica. Nella campagna di sensibilizzazione “Mettici la faccia”, esortiamo a combattere l’omofobia che genera discriminazione ingiustificata e sofferenza. Nella giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha preso posizione affermando che tale giornata ha offerto l’occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni. Il comitato Pride - conclude Armando Caravini - in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall’art.3 della costituzione italiana, offre spunti di riflessione con la campagna di sensibilizzazione fotografica e con il Siracusa pride; in più, convinti nella capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L’intolleranza affonda le sue radici nel preconcetto e deve essere contrastata attraverso l’informazione, la conoscenza, il dialogo e il rispetto”.

 
di Lisa Bachis (pubblicato il 02/06/2017 alle  12:46:56, nella sezione CULTURA,  521 letture)

chiesa fotoL’edificio chiesastico titolato a S. Antonio Abate sorge in prossimità della prima cinta muraria esterna meridionale di Taormina, a poca distanza da dove era costruita la porta turrita, detta “porta S. Antonio” e che prendeva il nome dalla vicina chiesetta, così come lo spiazzo antistante. La porta che costituiva il primo varco d’accesso alla città, è stata distrutta durante i bombardamenti anglo-americani, il 9 luglio del 1943 e di essa, resta solo una piccola porzione di muro. Anche la chiesa di S. Antonio Abate veniva distrutta quel giorno, e ricostruita nel triennio dal 1945 al 1948, sotto la supervisione dell’architetto napoletano Armando Dillon.
La chiesa, dedicata al santo e monaco egiziano Antonio, il quale – dopo aver rinunziato ad ogni ricchezza terrena – decideva di ritirarsi per dedicarsi ad una vita di preghiera ed eremitaggio, è stata edificata nel 1330, dunque da annoverarsi tra le chiese più antiche di Taormina. L’edificio, è posto extra moenia, rispetto all’abitato urbano medievale. Inoltre, gli stili architettonici visibili all’esterno sono di epoche differenti, segno evidente anche in altre chiese cittadine dell’avvicendarsi di diverse fasi storiche. Riedificata, utilizzando le medesime pietre lavorate, “i conci”, recuperate tra le macerie, ha mantenuto il portale d’ingresso in stile gotico siciliano e la tipica pietra in calcare bianco di Taormina, è rimasta ad abbellire gli stipiti e l’architrave, sovrastati da un arco a sesto acuto con il timpano decorato da archetti e incorniciato con la pietra nera dell’Etna. Esempi analoghi di tale architettura, sono stati riscontrati anche a Savoca, nella chiesa di S. Michele Arcangelo, costruzione degli inizi del XVI secolo. Qui sono stati impiegati materiali provenienti da Taormina, ed è presente il medesimo stile rinascimentale, presente in città.
Interessante, oltre alla particolarità del portale, è il resto della facciata, decorata da due piccole finestre ai lati del portale, che un tempo erano chiuse da lamine di piombo traforate. La chiusura con le lamine invece, persiste nella finestra della facciata laterale nord e in quella della facciata laterale sud, rispettose dell’impianto originario. Il tipo di chiusura detto “a lamelle”, era in uso nell’architettura bizantina e non sorprende, che in un edificio di stile gotico, siano stati inseriti motivi dell’arte precedente, dato che la cultura bizantina era stata molto fiorente nella zona orientale dell’isola. Di nuovo, vi è un esempio analogo a Savoca, nella chiesa di S. Francesco, che ha forme semplici e sopra il portale ha una finestra circolare chiusa da lamina di piombo traforata, ripetuta per le finestre laterali del lato ovest della chiesa. A sinistra della facciata, della chiesa di S. Antonio Abate in Taormina, posto ad angolo, vi è il campanile, di dimensioni ridotte; costituito da tre “pilastrini”, dove i due frontali culminano in una cuspide, mentre il terzo posteriore è mozzo. I pilastri sono congiunti da due archi, con lo spazio sottostante ricavato per allocare la campana. L’interno dell’edificio appare semplice, ed è probabile che la chiesa fungesse da luogo di culto per la gente di ceto inferiore. I popolani, tenuti lontani dall’accesso alle cappelle dei nobili, erano molto più propensi nel recarsi a pregare qui, piuttosto che nella più importante cattedrale, dove i simboli del potere temporale e spirituale, suscitavano timore e timidezza. La chiesa, era una tipica “chiesa di campagna”, molto probabilmente, frequentata da contadini e pastori.
L’interno è modesto, a una sola navata, con una nicchia nella parte sinistra della parete interna, ornata con decori in marmo di Taormina e riservata alla statua lignea del santo. La destinazione “popolare” dell’edificio, è confermata anche dal fatto che S. Antonio Abate, è il protettore degli animali, vista la sua vita dedicata alla solitudine ed a stretto contatto con la natura. Il santo viene festeggiato ogni anno, il 17 gennaio, a cui segue la benedizione degli animali domestici e da allevamento. Un’opera molto bella da ammirare all’interno dell’edificio, è l’imponente presepe, che dal 1953 è qui, in esposizione permanente. Il presepe è frutto del lavoro di artigianato artistico di Dionisio Cacopardo, il padre del defunto Arciprete di Taormina, Monsignor Salvatore Cacopardo. L’opera, in sughero e altro materiale ligneo, riproduce la città ed i suoi monumenti più noti, come la Naumachia, il Teatro Antico, il Duomo, la Badia Vecchia, il centro cittadino e Palazzo Corvaja. Un quadro a tre dimensioni molto dettagliato, che ripropone scene della tradizione natalizia isolana.

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di Redazione (pubblicato il 23/04/2017 alle  17:47:07, nella sezione CULTURA,  490 letture)

fotoSabato 6 maggio prossimo avrà luogo in Ortigia l'evento denominato "Aperto per cultura" che trasformerà l’isola in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, con musica, arte, teatro e gastronomia tipica. L'evento è stato concepito attraverso una collaborazione tra la Confcommercio di Siracusa e di Alessandria ed è stata patrocinata dal Comune di Siracusa. Presenterà ai numerosi visitatori italiani e stranieri un centro storico caratterizzato e reso vivo dalla partecipazione di operatori del mondo dell’arte e della ristorazione con spettacoli musicali, esibizioni teatrali ed esposizioni nonché un itinerario del gusto per la promozione delle eccellenze enogastronomiche cittadine. Piatti esclusivi verranno offerti dai ristoratori ai vari tavoli sociali allestiti nelle aree pubbliche indicate nel percorso: un esperimento di social eating che nasce dalla sinergia degli operatori del settore che hanno creduto nel progetto. Il prodotto di questa collaborazione è un singolare menu a tappe che permette di cenare negli angoli più suggestivi di Ortigia animati da eventi artistici e culturali: tutti i punti di interesse della manifestazione saranno indicati su una mappa distribuita durante la serata del 6 maggio.
"Aperto per Cultura" ha già prodotto un importante flusso di prenotazioni, dedicate specificatamente alla serata, in diverse strutture alberghiere cittadine, grazie anche alla stretta collaborazione tra Confcommercio Alessandria ed il quotidiano La Stampa che ha messo in palio un viaggio a Siracusa in occasione dell'evento.

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di Redazione (pubblicato il 07/03/2017 alle  17:21:32, nella sezione CULTURA,  460 letture)

volalibriAl via la IX edizione di Volalibro, il Festival della cultura per i ragazzi in programma a Noto dal 6 al 12 marzo. Entusiasmo da parte del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, espresso durante la conferenza stampa nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, affiancato dall’assessore comunale alla Cultura, Sabina Pangallo, dal presidente dell’associazione turistica Pro Noto, Piero Giarratana e dall’ideatrice e coordinatrice della manifestazione, Corrada Vinci. All'edizione 2017 partecipano Fabio Canino, attore, scrittore, conduttore radiofonico e personaggio televisivo, la designer e stylist Cori Amenta, giornalisti e scrittori del calibro di Giuliana Sgrena, Paolo Di Stefano, Pino Aprile e Loredana Lipperini. Ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Sabina Pangallo: “Quello di Volalibro è un investimento sicuro. Perché investire sulla cultura e sulle nuove generazioni ci darà un futuro certo. E allora come ogni anno, anche in questa IX edizione, tantissimi palazzi e cortili saranno invasi da migliaia di giovani che parteciperanno a tantissimi eventi, affrontando argomenti di scottante attualità come, solo per fare un esempio, quello delle pari opportunità che non potrà mancare l’8 marzo, in occasione della Giornata mondiale della donna”. Il programma prevede 20 presentazioni di libri con la presenza degli autori; 12 visite guidate ai due centri Inaf e Fidia, 80 laboratori, 4 seminari, 7 spettacoli teatrali, 4 racconti animati, 11 presentazioni di progetti, 2 dimostrazioni all’aperto, 2 laboratori teatrali, 7 test di logica, 11 incontri-dibattiti, 1 seminario con gli insegnanti e tanti altri incontri, per un totale di circa 200 eventi.

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di Redazione (pubblicato il 01/03/2017 alle  14:16:34, nella sezione CULTURA,  527 letture)

isiscPresentazione mercoledì 1 marzo, presso la Fondazione Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali di via Logoteta, del nuovo nome pubblico e del nuovo logo, restyling considerato opportuno al fine di dare maggiore visibilità ai settori di competenza e alle attività dell’Istituto, che, ricordiamo, ha sede nella città di Siracusa sin dal 1972 e costituisce una realtà di eccellenza per lo studio, la ricerca e la formazione nel campo della giustizia penale internazionale e dei diritti umani.

Presenti alla conferenza stampa il Presidente Jean-François Thony (Procuratore Generale delle Corti d’Appello della regione d’Alsazia), il Segretario Generale, Avvocato Ezechia Paolo Reale, il Direttore, Dott. Filippo Musca, il Responsabile Comunicazione, Dott. Gabriele Pulvirenti, nonchè il dott. Michele Consiglio, che ha sostituito all'interno dell'istituto la figura dell'Avv. Ettore Randazzo, recentemente somparso.

Il Presidente Thony ha evidenziato il considerevole impatto economico che le attività dell’Istituto hanno sul territorio di Siracusa, ribadendo la necessità del massimo sostegno da parte delle istituzioni. Il Direttore Musca ha parlato dei principali traguardi raggiunti dall’Istituto nei suoi quarantacinque anni di storia e ha inoltre illustrato il calendario delle attività per l’anno in corso, fra cui i programmi di assistenza tecnica in paesi come l’Egitto, il Kosovo e la Tunisia, portati avanti in collaborazione con istituzioni nazionali ed europee, e i diversi progetti di ricerca in fase di svolgimento.

Particolare attenzione è stata data infine al lancio dei nuovi corsi di specializzazione che si svolgeranno nei prossimi mesi nella sede di Siracusa e che sono rivolti ad avvocati, magistrati e giovani penalisti da tutto il mondo. Il nuovo nome dell'Istituto è ora “The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights”, che ne cristallizza i valori fondanti e la mission – la diffusione nel mondo di efficaci sistemi penali e la promozione dei diritti umani – ma al tempo stesso vuole attribuire il giusto riconoscimento alla città di Siracusa, come ha voluto ribadire l'Avv. Reale, ponendo al centro il territorio in cui si sono svolte negli anni centinaia di attività che hanno coinvolto personalità illustri da tutto il mondo e che oggigiorno rappresenta un crocevia nel Mediterraneo per la diffusione a livello globale di una cultura della giustizia e dei diritti umani.

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di Redazione (pubblicato il 26/02/2017 alle  17:50:26, nella sezione CULTURA,  741 letture)

fanaraUna serata per eletti il secondo appuntamento degli "Artisti Costruttori di Pace" nel cuore di Ortigia, avvenuto mercoledì 22 febbraio nei locali della Mediterranea Art Gallery di Siracusa. Interessante ed applaudita la conversazione della musicista Cristina Fanara che ha fatto conoscere agli astanti i misteri del violino, strumento meraviglioso, e della musica onomatopeica con esecuzioni dal vivo della bravissima violinista. Cristina Fanara ha presentato anche un gioco educativo che ha inventato per divulgare la cultura musicale tra i giovanissimi e che si chiama le MusiCarte, un gioco innovativo e divertente che prende spunto dai tipici giochi di carte, ma trasformate in chiave musicale per dar vita ad un metodo didattico semplice, che consente di apprendere le regole fondamentali della musica.

Il reading poetico dei Poeti costruttori di pace era affidato a Raimondo Raimondi, direttore della Mediterranea Art Gallery e della rivista Diorama, e a Rosetta Barcio, ambasciatrice degli Artisti costruttori di pace e nell'occasione fine dicitrice delle poesie di Graziella Pezzino, Giuseppe Santuccio, Deborah Valenti, Vincenzo Grillo e dello stesso Raimondi. Una performance è stata messa in atto da Giorgio Giannone che ha recitato a memoria una sua bella composizione. Il referente dell'Associazione OK Arte di Siracusa Sergio Cuscunà ha parlato ancora dei premi letterari banditi per il 2017, in collaborazione con la testata giornalistica Dioramaonline, per i quali sono sempre aperte le iscrizioni. 

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di Redazione (pubblicato il 24/02/2017 alle  16:19:36, nella sezione CULTURA,  521 letture)

isiscMercoledì 1 marzo, alle ore 11:00, avrà luogo una Conferenza Stampa presso la sede dell'ISISC sita in Ortigia, in Via Giuseppe Logoteta 27, per presentare il nuovo nome pubblico e il nuovo logo adottato dalla Fondazione Istituto Superiore Internazionali di Scienze Criminali, oltre che il calendario delle attività previste per il 2017. Interverranno alla conferenza stampa il Proc. Jean-François Thony, Presidente della Fondazione The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights; l'Avv. Ezechia Paolo Reale, Segretario Generale, il Dott. Filippo Musca, Vice-Direttore Generale e il Dott. Gabriele Pulvirenti, Communication Manager. Ricordiamo che 'ISISC fu fondato a Siracusa nel 1972 dall'Associazione Internazionale di Diritto Penale (AIDP) e nei suoi 40 anni di vita ha lavorato a favore dello sviluppo della giustizia penale a livello mondiale, dell'applicazione del principio di legalità e della protezione dei diritti umani. logo isiscL'istituto collabora con le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa, e gode di status consultivo speciale presso questi organi internazionali. Conta all'attivo oltre 500 conferenze, seminari di formazione e workshop aventi per tema il diritto penale internazionale, oltre che programmi di assistenza tecnica a favore della riforma del sistema giudiziario in paesi quali l'Afghanistan, l'Iraq, il Bahrain e la Macedonia. Il fine dell'Istituto è quello di incoraggiare la collaborazione tra i popoli occidentali e quelli orientali in materia di giustizia penale. L'Istituto è stato inoltre impegnato nella formazione dei giovani penalisti con corsi di specializzazione in diritto penale internazionale a loro dedicati, e nella pubblicazione di libri che riguardano materie di ricerca e di studio nel campo di competenza.

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di Redazione (pubblicato il 20/02/2017 alle  18:30:24, nella sezione CULTURA,  565 letture)

museoNel prossimo mese di marzo si terranno a Siracusa, nell’ex convento di Sant’Agostino in Ortigia, corsi di scrittura geroglifica per adulti e per studenti. Dal 7 al 17 marzo il Museo del Papiro “Corrado Basile” organizza un corso di “Egiziano Antico e Scrittura Geroglifica”, che sarà tenuto dall’egittologa Renata Schiavo ed è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad apprendere gli elementi di base della lingua, della scrittura e della grammatica egiziana. Il corso sarà articolato in sette lezioni di due ore ciascuna. I partecipanti acquisteranno dimestichezza con i segni della scrittura geroglifica (monolitteri, bilitteri, trilitteri e ideogrammi) e con alcuni elementi rudimentali della grammatica antico egiziana. Lo studio della lingua sarà accompagnato da alcuni approfondimenti dedicati ai testi religiosi, come i miti cosmogonici della grande letteratura religiosa e le più comuni formule d’offerta per i defunti. Le domande di iscrizione devono pervenire alla sede del Museo del Papiro entro il 25 febbraio 2017.

Inoltre, nell’ambito del Progetto Scuola 2016-2017 e dopo il successo delle edizioni precedenti, dal 6 al 18 marzo si terranno i laboratori di scrittura geroglifica per studenti di ogni ordine e grado. I laboratori vengono sviluppati in base all’età dei partecipanti: il laboratorio di primo livello è rivolto alle scuole primarie e secondarie, quello di secondo livello alle scuole secondarie di secondo grado. Il laboratorio, della durata di circa due ore, propone la storia della decifrazione dei geroglifici da parte dell’archeologo ed egittologo francese Jean-François Champollion in seguito alla scoperta della famosa Stele di Rosetta; verrà inoltre spiegato per grandi linee il funzionamento del sistema di scrittura geroglifica, facendo comprendere la distinzione tra ideogrammi e segni fonetici, e verrà presentata la lista dei segni monolitteri in modo che ogni partecipante possa scrivere il proprio nome con tali segni.

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di Redazione (pubblicato il 09/02/2017 alle  15:00:39, nella sezione CULTURA,  432 letture)

fotoDomenica 12 febbraio alle 17.30, nella sala conferenze del Museo etnografico Nunzio Bruno a Floridia, si terrà la presentazione del libro ‘Il tempo della memoria. Credenze popolari siciliane’ della scrittrice e giornalista Giovanna Marino. Dopo il saluto delle autorità e della direttrice del Museo, Cetty Bruno, il semiologo Salvo Sequenzia (nella foto col direttore di Diorama) e l’etnografo Mario Lo Nero illustreranno al pubblico l’opera della Marino.

Il saggio di Giovanna Marino si inserisce all’interno di un versante dell’antropologia culturale che studia miti, credenze e tradizioni popolari secondo una prospettiva comparativista, ricorrendo non solo allo studio delle fonti orali e scritte e alla documentazione offerta dalla tradizione, ma anche all’uso dell’intervista e dell’inchiesta, secondo un approccio di tipo giornalistico.

Il lavoro della Marino costituisce, in tal senso, un racconto etnografico tra antropologia e giornalismo nel quale colpisce un amore autentico per la sua terra e per ciò che la caratterizza essenzialmente, la cultura popolare, espressione di un inesauribile patrimonio di miti, di riti, di usi e di costumi, di sapienza e di dialogo millenario con civiltà e culture che hanno fecondato l’isola trasformandola in un eccezionale ed unico palinsesto culturale.

Questo lavoro così attento di indagine e di analisi, nel quale partecipazione affettiva e rigore scientifico si alimentano l’un l’altro, si configura come un percorso di conoscenza delle proprie radici, una ricerca identitaria insieme personale e culturale che scandaglia credenze e superstizioni legate, per esempio, ai ‘ciarauli’ (gli incantatori di serpenti e guaritori legati al culto di San Paolo), al malocchio, alle ‘truvature’, agli spiriti, al potere miracoloso di piante, metalli e pietre, ai misteri legati ai santi e alle divinità pagane, alle stelle e ai pianeti, all’uso di certi amuleti e alla recitazione di formule magiche per guarire da malattie esantematiche o da influssi maligni. Il materiale studiato dalla Marino nella sua opera rappresenta una vera e propria enciclopedia della cultura folclorica siciliana, che la studiosa analizza con rigore scientifico ma con animo sempre appassionato, convinta che «il popolo è il solo depositario delle sue tradizioni».

La direttrice del Museo etnografico, Cetty Bruno, ha dichiarato: «La presentazione del prezioso studio di Giovanna Marino non poteva mancare nella programmazione delle attività museali, in quanto questo libro rappresenta, nella sua rigorosa ricerca, un documento importante che ci consente di leggere e di interpretare aspetti salienti della cultura popolare iblea». «Il libro di Giovanna Marino – afferma il semiologo Salvo Sequenzia recensendo l’opera - nell’umile misurata saggezza che ne istruisce il messaggio, lancia un avvertimento, che è anche un monito, lo stesso monito che, qualche decennio fa, lanciò lo studioso Aby Warburg in un magistrale saggio dedicato a Il rituale del serpente praticato delle popolazioni amerinde, rituale che ha moltissime affinità con le pratiche dei ciarauli siciliani: bisogna proteggere il sapere magico-fantastico che presiede al nostro essere nel mondo dagli attacchi del pensiero omologante contemporaneo».

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2017 alle  15:16:24, nella sezione CULTURA,  552 letture)

cafisoGiovedì 2 febbraio, a cura della Associazione Culturale “Medeuropa” di Siracusa, sarà presentato l’ultimo libro del giornalista Carmelo Miduri e dello psicologo Roberto Cafiso, collaboratore del quotidiano La Sicilia. La presentazione si terrà alle 17,30, presso l’ Aula Magna dell’ Istituto Superiore “Rizza” di Viale Armando Diaz, 12. L’incontro sarà moderato dal presidente di Medeuropa Carmelo Saraceno, con un intervento oltre che degli autori, del caporedattore centrale de “La Sicilia” Giuseppe Di Fazio.

Il titolo del volume, “PSICO-INTERVISTA ALLA CRISI Ansie e disturbi individuali e collettivi nell’era della recessione“ (Lombardi Editori) bene sintetizza il contenuto della intervista in cui intervistatore (Miduri) ed intervistato (Cafiso) affrontano i temi della devastazione psico-sociale della società italiana provocata dalla crisi economica degli ultimi anni in cui le nostre “abituali” ansie sono state aggravate, i nostri conflitti ulteriormente complicati. E abbiamo conosciuto, o forse riscoperto – dicono gli autori - paure che covavano dentro di noi seppur assopite da alcune certezze che hanno consentito al singolo e alla collettività di contare e puntare su un progresso considerato ineluttabile, senza fine. La crisi ci ha fatto risvegliare e ci ha reso consapevoli di una realtà difficile i cui inquietanti contorni e presupposti ci faranno certamente compagnia per i prossimi decenni. La perdita del posto di lavoro, così generalizzata, ha creato sbandamenti individuali, collere collettive, paura del futuro per tutti. Molti si sono chiusi nella famiglia riscoperta come unica certezza e tana protettrice. I dubbi per il futuro hanno fatto esplodere la ludopatia dopo che lo Stato, dissennatamente, ha autorizzato migliaia di sale scommesse. I nostri figli non hanno certezze ed in tanti temono che non vale la pena studiare. E' aumentata la diffidenza per il prossimo, considerato un concorrente della nostra sopravvivenza. Quando poi questo prossimo ha un colore diverso e viene dall’Oriente o dall’Africa, allora le paure ancestrali dei barbari conquistatori riemergono con prepotenza creando discutibili opzioni politiche in una Europa smarrita e debole fin dalla sua nascita.

L’intervista si conclude con due vademecum a cura dei due autori su come gestire le opportunità che nascono dalla crisi e come prevenire le future criticità sociali.

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2017 alle  15:03:57, nella sezione CULTURA,  625 letture)

portanovaVenerdì 20 gennaio 2017, alle ore 17:30, presso il Salone della UIL sito in Siracusa, Via Arsenale 38, 1° piano, verrà presentato il libro di Agostino Portanova dal titolo "Tempi nuovi anni ’80”. L'incontro è organizzato dall'Associazione Culturale INFORUM Europa. Interverranno: Giacinto Avola  (presidente di INFORUM Europa), Silvio Aliffi  (Avvocato), Michele Maniglia (Sindacalista) e Agostino Portanova  (l'autore). Il libro fa parte di una trilogia: Politica e sindacato in Sicilia dal 1944 al 1970, Anni 70′ anni di piombo, Anni ’80 la fine della prima repubblica con Tangentopoli e il primo governo Berlusconi. Portanova ci racconta periodi del recente passato dal suo punto di vista di uomo che ha passato diverse esperienze e quegli anni li ha vissuti. Laureato in scienze politiche, era studente fuori corso perché lavorava alla SIP ed era dirigente nazionale della CGIL nella federazione delle comunicazioni. Poi ha lasciato la CGIL ed ha fondato un sindacato autonomo dentro la Telecom.

"Ho scritto la storia della prima Repubblica - dice Agostino Portanova - con la prefazione di autorevoli esponenti della politica e della società civile, come Stefania Craxi, il prof. Manlio Corelli, il prof. Tommaso Romano e il prof. Elio Sanfilippo. La trilogia vuole essere una memoria strorica per quelli che la stanno perdendo e per quelli che non l'hanno mai avuta. Questo lavoro è  stato  presentato in Italia, dove, o per rapporti personali o per fatti politici, mi hanno dato questa possibilità, da Firenze a Reggio Calabria a Roma oltre che in molte parti della Sicilia.

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di Redazione (pubblicato il 15/12/2016 alle  17:48:22, nella sezione CULTURA,  505 letture)

scupiddiUn recente studio del semiologo Salvo Sequenzia, frutto di una ricerca iniziata agli inizi del 2000 e pubblicata in parte nel 2010, fa luce sulle misteriose origini della processione de I Scupiddi, celebrata alla vigilia della festa dell’Immacolata, ed unica nel suo genere in tutta la Sicilia.

Lo studio, pubblicato per Nuovi Segni, ripercorre la storia della tradizione religiosa devozionale legata alla processione, uno degli eventi folclorici più importanti della comunità. Nel primo pomeriggio del sette dicembre uno stuolo di bambini vestiti a festa e con le candele in mano, accompagnati dai genitori, parenti e amici si danno appuntamento sul sagrato della chiesa del Carmine, da dove poi avrà seguito la processione che raggiungerà la Chiesa Madre. Giunti alla Chiesa Madre, i bambini depongono le candele ai piedi dell'immacolata, per l'occasione collocata sull'altare maggiore.

Le origini di questa processione si fanno risalire al periodo precedente la fondazione del borgo di Floridia, avvenuta con la licentia populandi del 1627, in quanto in loco, esisteva già una chiesetta dove si venerava la Madonna della Provvidenza. La tradizione orale tramanda che era costume fare pulire ai bambini, muniti di piccole scope, le vie del paese che il fercolo dell'Immacolata avrebbe dovuto percorrere. Sequenzia individua una tradizione similare nelle attività della Confraternita della Purità o della Scopa, attiva a Palermo nel XVI secolo, e in quella dei Cavalieri di Malta di Siracusa, attestata al 1800.

Sequenzia sostiene che I Scupiddi derivano dalle processioni rituali delle antiche confraternite religiose, un tempo attive a Floridia, in onore dell’Immacolata. Di esse fa menzione anche il Guardo nella sua celebre opera dedicata alla storia di Floridia. Sequenzia ha ritrovato alcuni decreti regi borbonici che documentano la presenza di tali confraternite religiose a Floridia, studiandone la complessa attività. In alcuni rituali praticati da queste confraternite sopravvive l’eco di antichissimi rituali di origine pagana che persistettero nelle piccole comunità agricole e pastorali dell’altopiano ibleo durante il passaggio dal paganesimo al cristianesimo.

A Floridia il culto dedicato ad Artemide Meroessa era assai diffuso come testimoniano i ritrovamenti degli scavi effettuati dagli archeologi Guzzardi e Germanà (un santuario situato nell’antica via che conduceva all’attuale frazione di Belvedere). Al culto di Artemide erano dedicate le ‘lampadedromie’ (corse con fiaccole) di fanciulli che, in corsa verso il santuario, portavano ex voto alla dea fiaccole accese, appunto le ‘scopae’. Da cui i ‘Scupiddi’ di Floridia.

Il significato religioso e beneaugurale di questo antico rito transita, dunque, nel mondo cristiano depositandosi nel culto alla Vergine Immacolata, che incarna tutte le caratteristiche di Artemide: verginità, sacrificio, purezza dedizione incondizionata. A tale culto, probabilmente, può essere legato il ritrovamento, avvenuto a Floridia, nei pressi dell’attuale sito ove sorge la chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie, o del Giardinello, di una immagine votiva in pietra arenaria raffigurante, appunto, la Madonna delle Grazie.

La processione religiosa devozionale de I Scupiddi di Floridia conserva, nella complessa stratificazione dei suoi simboli, il retaggio di rituali religiosi un tempo celebrati nella parte orientale dell’altipiano ibleo ed oggi scomparsi in quel contesto ma sopravvissuti in altre aree dell’isola.

A pieno titolo – conclude nel suo saggio Sequenzia – questa antichissima tradizione religiosa popolare unica nel suo genere, sopravvive oggi soltanto a Floridia. Essa merita l’iscrizione nel R.E.I.S. (Registro delle eredità immateriali della Sicilia), con cui la nostra Regione ha inteso tutelare e consegnare alle future generazioni i momenti, i simboli e le espressioni più alte della nostra cultura e della nostra civiltà.

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di Redazione (pubblicato il 08/12/2016 alle  16:16:17, nella sezione CULTURA,  482 letture)

marangiLa XIV Edizione del Premio Musicale “Corrado Maranci”, dopo il salto di un anno, riprende il suo consueto cammino; un appuntamento importante e di buon livello artistico, che da lustro alla città di Siracusa e inserisce il Premio nel più vasto panorama della cultura musicale regionale. Un premio alla musica e ai musicisti ma anche un premio ad altre personalità che si sono distinte nei vari settori del cinema e del teatro, della cultura e della politica, della comunicazione e della socializzazione.

Fra i premiati di quest’anno ci sono: Alfio Pesce, virtuoso del friscaletto; il violinista Gabriele Bosco e i chitarristi Agatino Scuderi e Paolo Sorge; i cantanti Antonio Modica e Federica Foscari; il Gruppo Corale Euterpe; la folksinger Sara Cappello, il soprano Piera Bivona e il cantautore Ernesto Marciante. I premi speciali sono stati assegnati a Lucia Sardo, considerata unanimemente una delle più grandi e appassionate attrici del repertorio teatrale e cinematografico siciliano; al presidente della Deputazione di Santa Lucia, Giuseppe Piccione, e ad Armando Foti, per la sua attività socio-politica; infine le menzioni d’onore sono andate all’Orchestra di chitarre “Terra di Archimede”, diretta dal M° Fabio Barbagallo e alla Deputazione di Santa Lucia premiando Benedetto Ghiurmino, maestro di cappella, Paolo Puglisi, presidente dell’associazione Santa Lucia fra i falegnami e Cettina Oliveri, responsabile delle portatrici delle reliquie della santa siracusana.

Tonino Bonasera, presidente dell’associazione “Cori di Val d’Anapo” e organizzatore del premio e Paolo Greco, Direttore Artistico (nella foto), sono certi che anche quest’anno sarà una rassegna di eccellenze e invitano la cittadinanza a partecipare alla consegna del prestigioso Premio Maranci domenica 11 dicembre alle ore 19,30 presso l’Istituto di Scuola Superiore F. Insolera, in via Modica 66 (traversa di Viale Scala Greca), a Siracusa.

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