Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 02/10/2016 alle  12:22:09, nella sezione CRONACA,  529 letture)

plemmirio fotoRiceviamo in redazione un arguto comunicato di Marcello Lo Iacono che vogliamo pubblicare perchè riteniamo faccia riflettere su un certo modo di essere cittadini siracusani.

Scrive Marcello Lo Iacono: Da diversi mesi mancano i due cassonetti per l'indifferenziata che erano posizionati in via Mallia angolo via del Corindone in territorio del Plemmirio. Da allora si assiste ad una scena che ha del grottesco se non fosse maledettamente reale e tragica. I nostri pseudo concittadini, come automi, nonostante non vi siano i cassonetti, depositano i sacchetti con i rifiuti nello stesso posto dove erano soliti conferire. Nessuno raccoglie i rifiuti abbandonati per l'intera settimana affidati alle amorevoli cure dei nostri randagi (finti cani di quartiere) che si occupano della loro apertura con evidente disseminazione in tutto il circondario del contenuto e restano in vigile attesa che l'IGM con Camion e Pala Meccanica, in perfetto stile Napoli, raccolgano tutto ciò che è rimasto, compreso tutti quegli ingombranti che nella stessa settimana altri nostri pseudi-concittadini lasciano in bella vista, quasi con delicatezza. Questa scena si ripete da mesi sempre uguale. In tutto questo tempo la nostra Amministrazione paga l'IGM che non svuota più i cassonetti che non ci sono; paga di nuovo l'IGM per l'intervento di emergenza settimanale che costa parecchi soldini e tutto è cristallizzato in una forma che si può così condensare: il cittadino disonesto sporca, il Comune ordina a IGM di pulire ed il Cittadino Onesto paga. Un osservatore esterno non avrebbe difficoltà ad appellare i responsabili di ciò con una definizione che, nel gergo dialettale, si utilizza molto ad indicare colui che non gli funziona bene la testa o, se riesce a comprendere le sfumature del nostro carattere isolano, direbbe che siamo usciti da "Così è se vi pare" di Pirandello. Ma è possibile che si facciano passare impunemente questi comportamenti in una Città proiettata ad una percentuale di differenziata stratosferica? E' possibile mettere in moto un meccanismo, costi quel che costi,del tipo "colpirne uno per educarne cento"? Oppure dobbiamo "tistiari" (dondolare la testa) per riconosciuta manifesta incapacità dei preposti? Eppure potrebbero essere utilizzati, non dico l'esercito che non ci si raccapezzerebbe ma almeno una "tinta" macchina civetta con vigili a bordo (distogliendoli dai compiti istituzionali facendo finta che per un giorno non sono andati al lavoro) per sanzionare " a sangu di papa" quei cittadini discoli irriducibili e magari procedere, con i soldi delle multe che vengono comminate, all'acquisto di due bei cassonetti nuovi fiammanti da posizionare in bella mostra e ridare così il servizio normale sperando che non si ripeta il TU SPORCHI, LUI PULISCE ed IO PAGO.

 
di Redazione (pubblicato il 25/09/2016 alle  11:59:39, nella sezione CRONACA,  648 letture)

foto programmaSi è svolto sabato 24 settembre nella sala conferenze della Camera di Commercio di Siracusa un incontro sulla riforma costituzionale organizzato da Sofia Amoddio e Marika Cirone Di Marco. A delineare le ragione del si il prof. Carlo Fusaro dell'Università di Firenze, l'on. Stefania Covello, responsabile nazionale Mezzogiorno della segreteria nazionale PD, l'on. Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera dei Deputati, l'on. Giuseppe Lupo, vicepresidente ARS, l'on. Sofia Amoddio e l'on. Marika Cirone Di Marco. Ha moderato l'incontro Enzo Pupillo.

Entra così sempre più nel vivo il dibattito sul referendum costituzionale che si terrà a breve. Il fronte del sì e il fronte del no alla riforma firmata da Maria Elena Boschi e Matteo Renzi continuano a sfidarsi a colpi di interviste e di iniziative pubbliche. A sostenere le ragioni dell’una e dell’altra parte anche il mondo dei costituzionalisti che si è diviso tra favorevoli e contrari. Tra i maggiori supporter del sì c’è il professore di Diritto costituzionale all’Università di Firenze Carlo Fusaro, autore di una guida in cui indica quelli che sono i punti più positivi della riforma. Proprio lui è stato il maggiore relatore alla tavola rotonda ospitata sabato a Siracusa, voluta dalla Amoddio e dalla Di Marco. Peccato che il maltempo abbia impedito a tanti di essere presenti, ma l'iniziativa era di grande spessore sia per la valenza chiarificatrice degli interventi che per l'autorevolezza dei numerosi e qualificati relatori.

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di Redazione (pubblicato il 25/09/2016 alle  11:24:28, nella sezione CRONACA,  643 letture)

foto assembleaOccupazione a oltranza dei locali della delegazione amministrativa. La clamorosa azione di protesta scatterà lunedì 26 settembre alle 9, quando i residenti di Città Giardino si raduneranno in massa negli uffici di via Genova. Non vogliono l’apertura del centro di accoglienza per minori non accompagnati, che si aggiungerebbe ai due già esistenti, portando il numero complessivo di migranti a circa 350. Resteranno sul posto fino a quando non arriveranno comunicazioni ufficiali dalla Prefettura. Il sindaco di Melilli, Giuseppe Cannata, già interpellato dal rappresentante di governo di Siracusa, Armando Gradone, ha detto no, annunciando di non voler rilasciare alcuna autorizzazione. La legge, però, consente al prefetto di bypassare il Comune. Da qui la decisione di occupare i locali, dando vita anche ad un volantinaggio per le strade adiacenti che avrà l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla problematica. Se tutto ciò non dovesse bastare, i residenti si dicono pronti a scendere in strada e a bloccare il traffico. A sostenerli nella loro “battaglia” assessori e consiglieri comunali della maggioranza del Comune di Melilli.

La decisione è stata presa al termine di una infuocata assemblea cittadina presieduta dal vice sindaco Enzo Coco. All’incontro con i residenti hanno partecipato anche l’assessore alla pubblica istruzione, Sebastiano Gigliuto, e allo sport turismo e spettacolo Daniela Ternullo, oltre ai consiglieri comunali Nuccio Scollo, Giuseppe Carta, Tommaso Cannella, Luca Scibilia, Salvo La Rosa e Giuseppe Midolo. A introdurre i lavori è stato il delegato amministrativo Giuseppe Corradino, il primo a manifestare dissenso e preoccupazione per la possibile imminente apertura del nuovo centro di accoglienza, pronto ad ospitare una sessantina di minori. “La frazione – ha detto – non ha gli “strumenti” adatti per accogliere, degnamente, i richiedenti asilo. Mancano i requisiti minimi di sicurezza, a cominciare da un capillare servizio di controllo del territorio. Le due strutture esistenti sono più che sufficienti per una comunità di 2500 abitanti”. Il vicesindaco Coco, sottolineando come la legge permetta al Prefetto di non tenere conto delle decisioni degli enti pubblici locali, ha detto che il Comune sosterrà i cittadini nella loro battaglia. “La gente è stanca – ha sottolineato il consigliere comunale Nuccio Scollo – Non oso immaginare cosa potrebbe succedere se e quando arriveranno migranti da sistemare in una struttura che sembrerebbe prossima all’apertura. Ci potrebbe essere una rivolta. Per questo, invitiamo gli organi competenti a non prendere decisioni affrettate”.

 
di Redazione (pubblicato il 24/09/2016 alle  13:57:26, nella sezione CRONACA,  662 letture)

de simonePresentato il progetto “INSUPERABILI”, rivolto ai ragazzi con disabilità sensoriale, motoria e soprattutto cognitivo-comportamentale per iniziarli al gioco del calcio in maniera completamente gratuita. Si tratta di un’iniziativa - promossa dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Total Sport e Reset Academy, unica sede del centro sud, di cui è responsabile il dott. Emanuele Malvagna, nonché dalla Consulta Civica di Siracusa, presieduta da Damiano De Simone - atta a favorire l’integrazione sociale di questi ragazzi speciali, che vengono accompagnati alla pratica sportiva da uno staff altamente qualificato composto da dodici professionisti, tra psicologi e allenatori. Lo scorso anno a frequentare le lezioni di calcio sono stati ben quaranta ragazzi, alcuni provenienti da extra provincia.

“Il progetto “INSUPERABILI” - ha detto Damiano De Simone - rappresenta un traguardo importante verso l’abbattimento delle barriere culturali e architettoniche nel territorio aretuseo, ancora poco preparato nel porre i soggetti con particolari esigenze nelle condizioni di non dover rinunciare ad attività come quelle sportive. Non sarebbe difficile attrezzare a impianti ludico-ricreativi alcune aree a pseudo verde della città. Questo è il primo step di un progetto sportivo e di una politica sportiva che ci vedrà impegnati fattivamente nel creare e presentare una serie di iniziative di respiro anche nazionale che coinvolgeranno ed interesseranno, con evidenti ricadute economiche, l'intera città, nell’attesa che l’Amministrazione concepisca come fondamentale l’istituzione della Sport Commission dalla stessa Consulta, proposta alcuni mesi fa, su input di Aldo Modica. Sono davvero entusiasta - conclude De Simone - per questo risultato ottenuto che mi auguro diventi l’esempio da cui ripartire verso una Città accessibile a tutti.”

 
di Redazione (pubblicato il 24/09/2016 alle  13:56:36, nella sezione CRONACA,  703 letture)

di pietroIl Sindaco di Augusta, Avv. Maria Concetta Di Pietro, fa pervenire una sua dichiarazione in merito alla situazione dei dipendenti precari del Comune di Augusta. "Fin dall'inizio di questo travagliato anno, a seguito della legge finanziaria nazionale con la quale si statuiva la possibilità per i comuni in dissesto di prorogare il personale precario con oneri totalmente a carico della regione, ho sostenuto che difficilmente la regione avrebbe elargito l'intero contributo di circa 1.900.000€ necessari per pagare tutto il personale precario con lo stesso monte ore del 2013. In questa mia affermazione, come una “Cassandra”, non sono stata ascoltata né dai sindacati né dal personale precario. Nei successivi mesi, a causa della costante incertezza sulle somme che la regione avrebbe assegnato al nostro comune per le proroghe del personale a tempo determinato, sono stata costretta, insieme alla giunta, a prendere gravose decisioni relative all'orario di lavoro che, prima di tutto, hanno toccato i lavoratori ed in generale la funzionalità dell'ente.

Nel medesimo periodo, sono stata oggetto delle più feroci critiche da parte di chi dichiarava "che i soldi la regione li avrebbe messi tutti” e che io mi stavo divertendo a “torturare i precari”, arrivando a garantire, durante una seduta consiliare, che Augusta avrebbe ricevuto anche un incremento del contributo per i comuni in dissesto che dai 474mila euro dell’anno 2015, sarebbe stato aumentato fino a 604mila euro”.

Solo a circa tre mesi dalla fine dell’anno la Regione, con decreto del 6/09/2016, ci ha indicato con esattezza le somme che ha assegnato al comune di Augusta, ovvero 1.594.027 euro, cifra ben lontana dai quasi 2milioni promessi da “qualcuno”, con un contributo per il dissesto di € 514.224,78, superiore a quello dell’anno precedente, ma di gran lunga inferiore a quello promesso sempre da “qualcuno” di 600mila euro. I lavoratori sono stati vessati non certo da me, ma dai ritardi e dalle logiche della regione che solo adesso ci pone un limite massimo di contribuzione per i lavoratori pari a 24 ore. Troppo facile, per chi è perennemente in campagna elettorale, venire ad Augusta e “sparare numeri”, per poi nascondersi, quando questi numeri non ci sono, dietro false informazioni che non solo continuano a gettare fumo negli occhi dei lavoratori ma servono a screditare questa amministrazione addossando responsabilità che non ha, senza neanche il pudore di mentire. Lo stesso dicasi per alcune organizzazioni sindacali alle quali non sono bastati i chiarimenti in sede di procedura di raffreddamento in Prefettura ed al Consiglio Comunale, poiché continuano a ripetere, come un mantra, che “il Comune può usare le somme residue dello scorso anno non spese. Adesso - continua il sindaco pentastellato - c'è un datoche è insuperabile, ovvero quello normativo della legge regionale n. 3 del 17/03/16, che all’art. 27, comma 7 prescrive che: in sede di riparto del fondo per i comuni in dissesto, detti trasferimenti “sono decurtati delle somme trasferite nell’anno precedente che siano eventualmente risultate in misura superiore rispetto all’effettiva spesa sostenuta nel medesimo anno per il personale precario. La relativa quota risultante in misura superiore non deve, pertanto, essere restituita". Il Comune ha speso le somme per l'anno 2015, ma anche qualora fosse rimasta una somma residua, la stessa non andava restituita ma sarebbe stata decurtata questo anno!

Infine, per chiarezza, - conclude Cettina Di Pietro - questa Amministrazione, per il tramite del competente I° settore, chiederà l’assegnazione della somma residua di 96.564,89 euro, che potrebbe consentire, con 23 ore per tutti, di traguardare il 31 dicembre. Infatti, nel citato decreto del 06/09/2016 la Regione ha indicato quale somma massima erogabile al comune di Augusta quella di 1.690.592,41 euro, senza tuttavia, per carenza di risorse regionali, assegnarla per intero. Questa Amministrazione avrebbe voluto effettuare diversa rimodulazione delle ore per la proroga a partire da ottobre; ciò, per consentire di arrivare alla fine dell’anno senza ulteriori riduzioni ma semmai aumenti di ore in caso di elargizione della somma residua. Se detta somma non dovesse essere assegnata, infatti, saremo costretti ad una ennesima rivisitazione dell’orario al ribasso, con le devastanti conseguenze in termini di mancati servizi ai cittadini ed eccessivo depauperamento dello stipendio del personale precario".

 
di Redazione (pubblicato il 11/09/2016 alle  09:54:51, nella sezione CRONACA,  600 letture)

Vale la pena di registrare l’apprezzamento e il sostegno manifestato dal prof. Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, massimo organo scientifico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, all'appello che da più parti della popolazione di Ortigia è stato lanciato per la salvaguardia dello sviluppo futuro dell'isola, aggredita in modo preoccupante da un turismo di massa che vuole svuotarla dai residenti, rendendola invivibile. “Il tema affrontato per Ortigia e Siracusa è di assoluta importanza e riguarda molte città d’arte” – scrive infatti Volpe, riferendosi alla sfida affinché esse rimangano un organismo “vivo, ma non snaturato” né “mummificato”. Altre città, pur importanti, non ci sono riuscite e oggi pagano il prezzo di uno sviluppo disordinato e di bassa qualità. Per Ortigia si è ancora in tempo per correggere l’attuale stato di cose e far diventare Siracusa un esempio positivo per altre città e un’occasione qualificata di crescita della collettività e dell'economia. Si tratta di renderne compatibile lo sviluppo turistico della città con la vivibilità e la tutela dei suoi valori culturali. È un tema complesso e, come scrive Volpe, esso “deve coinvolgere la comunità che vive quella realtà”. L'Amministrazione comunale dovrà correggere la rotta, non soltanto riprendendo in mano le redini del territorio, dove talune attività sono sfuggite ad ogni regola ed ogni controllo con grave danno per gli operatori che rispettano le regole, ma più in generale dotandosi di indirizzi chiari e strumenti adeguati.

Testo integrale dell’intervento del prof. Giuliano Volpe

Il tema affrontato per Ortigia e per l’intera città di Siracusa è di assoluta importanza e, purtroppo, riguarda molte “città d’arte”. Ed è un tema che da affrontare in maniera rigorosa, approfondendo tutti gli aspetti relativi ad un organismo che deve restare vivo, ma non snaturato, che va curato, ma non mummificato e “messo sotto teca”. Tema complesso, che deve coinvolgere innanzitutto le comunità che vivono quella realtà. Se ne parlerà a Mantova, attuale capitale della cultura, a novembre, e il Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici prenderà posizione sulla questione dei centri storici, sulla necessità di misure di tutela (cambi di destinazione, uso degli spazi pubblici, vivibilità, ecc.) e di valorizzazione della qualità di tali realtà urbane. Per questo apprezzo l’iniziativa e offro il mio sostegno e contributo.

Prof. Giuliano Volpe Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

 
di Redazione (pubblicato il 28/08/2016 alle  20:44:10, nella sezione CRONACA,  662 letture)

traghetto fotoE' stato finalmente messo a punto il regolamento comunale per il servizio di traghettamento a remi dallo Sbarcadero Santa Lucia a Riva della Posta. Siracusani e turisti potranno usufruire del tradizionale trasporto con la barca già in uso tanti anni fa, il “gozzo” siracusano, largo in pancia 2 metri e lungo 8 metri, che sarà opportunamente omologato al trasporto di passeggeri mediante idoneo certificato. Al momento il Comune rilascerà 7 autorizzazioni, ognuna valida per esercitare l’attività con al massimo due imbarcazioni. Il servizio potrà essere svolto per 24 ore al giorno e, in caso di servizio notturno, il traghettamento “deve avvenire con l’illuminazione tramite lampara posizionata a prua o a poppa dell’imbarcazione”. Il regolamento comunale istituisce anche l’apposito registro “degli esercenti il servizio di traghettamento a remi di passeggeri dallo sbarcadero Santa Lucia a Riva della Posta e viceversa”. Nei 14 articoli del regolamento sono indicati anche la forma e la lunghezza delle barche, l'abbigliamento dei conducenti e il prezzo del biglietto. I siracusani pagheranno 1 euro per tratta (ridotto a 50 centesimi per i bambini da 3 a 10 anni e per gli over 65), turisti e visitatori pagheranno 2,50 euro. I rematori dovranno vestire indossando i colori della città, camicia bianca e pantaloni verdi con fazzoletto al collo verde. E' previsto per tale servizio un sovvenzionamento attraverso la concessione di un contributo annuo secondo disponibilità da parte del Comune di Siracusa.

 
di Redazione (pubblicato il 15/08/2016 alle  13:47:22, nella sezione CRONACA,  698 letture)

giuliano fotoUna lettera aperta sulla questione di Ortigia è stata scritta da Corrado Giuliano (nella foto), Pippo Ansaldi, Salvo Salerno, Peppe Giliberti, Roberto De Benedictis, Giovanni Randazzo e Giovanni Trigilio, ed ha già raccolto parecchi firmatari tra residenti e turisti. Si tratta di indicare una via alternativa alle scelte fin quì perpetrate e allo scempio perpetrato in barba a ogni regolamento comunale e a ogni saggia e razionale gestione dell'isola che tutto il mondo ci invidia. alla deregulation che sta impoverendo l’isolotto. Nella lettera in sintesi si dice: “La salvaguardia del nostro centro storico, patrimonio dell’Unesco“non è solo un dovere culturale e civile, ma anche una concreta speranza di reddito per molti siracusani. Chiediamo con forza una all’amministrazione comunale una nversione di tendenza ed il ripristino in Ortigia delle condizioni di vivibilità e di legalità, perché permettere l’occupazione di strade e piazze con tavolini e musica a tutto volume ed oltre ogni orario, non significa facilitare la vita agli esercenti ma provocare il degrado di Ortigia. Dovere dell’amministrazione è guidare lo sviluppo della città impedendone l’abbrutimento, tutelando la preziosità e unicità del nostro centro storico e nello stesso tempo evitare il dilagare senza regole e senza qualità delle attività economiche che potrebbe distruggere le stesse potenzialità di sviluppo che Ortigia esprime”.

cambiare movimento fotoAnche il Movimento socio-culturale "Cambiare" (nella foto alcuni esponenti), che aderisce alla Federazione x Siracusa, esprime la sua opinione su Ortigia, fiore all'occhiello del turismo siracusano: "Ma si vuole disumanizzare l'antico centro storico facendone una sorta di parco dei divertimenti volgare e senza regole? E' vero, Ortigia Island dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma i siracusani vogliono un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico. Volgiamo più arte e artigianato e meno spazzatura, meno topi e scarafaggi e più cultura, che forse non nutre le pance ma certamente nutre lo spirito".

 
di Redazione (pubblicato il 12/08/2016 alle  14:57:09, nella sezione CRONACA,  658 letture)

FED SRLa Federazione x Siracusa, in riferimento ad un recente articolo pubblicato sul quotidiano "La Sicilia" dal titolo “Siracusa, la cultura può attendere”, pone alcuni interrogativi all'Amministrazione Comunale: "Vorremmo capire meglio - chiedono i rappresentanti dei movimenti che aderiscono alla Federazione x Siracusa - le motivazioni dell'attuale rinuncia dell'Amministrazione Comunale di Siracusa a partecipare al bando di concorso nazionale “Capitale della Cultura 2018”. La mancata partecipazione è sicuramente una importante occasione mancata per la città di Siracusa visto che gli obiettivi fissati dal bando (Miglioramento offerta culturale - Sviluppo partecipazione pubblica - Incremento attrattiva turistica - Utilizzo nuove tecnologie - Promozione innovazione e imprenditorialità nei settori culturali e creativi - Sostenibilità dei risultati in ambito innovazione culturale) dovrebbero costituire il terreno su cui una buona amministrazione quotidianamente lavora per valorizzare e rendere maggiormente fruibili i beni culturali di una città riconosciuta fra le più ricche di fascino e storia. E allora una domanda si impone: dal momento dell’esclusione, nel 2013, cosa si è fatto per recuperare il terreno perduto sul fronte delle attività culturali e porre Siracusa in grado di competere con le offerte di altre città (tra le 21 selezionate) come Iglesias e Alghero in Sardegna, Altamura e Ostuni in Puglia o, in Sicilia, Piazza Armerina e i Comuni Ericini della provincia di Trapani? Dobbiamo continuare a pensare che “Coinvolgere in un unico progetto le realtà economiche e sociali del territorio”, in una ormai accettata concezione di Museo Diffuso, rimanga, per Siracusa, una irraggiungibile chimera?

 
di Redazione (pubblicato il 11/08/2016 alle  14:14:01, nella sezione CRONACA,  709 letture)

marzamemiUn patto di collaborazione tra Amministrazione comunale e cittadini che si rafforza sempre più. In questi giorni è stato completato il murales in viale Paolo Calleri a Marzamemi, che da il benvenuto a chi accede nel borgo marinaro e serve, oltretutto, anche a mascherare la vecchia e fatiscente struttura che ospitava in passato la capitaneria di porto. "Un'idea - ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici e alle Attività produttive, Gianni Scala - che nasce dalla collaborazione tra i privati e l'amministrazione: nel giro di poche settimane siamo riusciti a rendere più gradevole il primo impatto dei visitatori di Marzamemi". Pochi i costi di realizzazione del murales (lungo quasi 15 metri ed alto 2,50 metri) realizzato gratuitamente dall'artista pachinese Denise Spicuglia: sono stati acquistati i pannelli dall'assessorato alle Attività Produttive e i colori e il materiale artistico sono stati messi a disposizione da Mariella Arangio, titolare di un esercizio commerciale nella frazione.

"Un altro tassello - ha detto il sindaco, Roberto Bruno - aggiunto al patto di cooperazione tra cittadini ed ente pubblico per la rigenerazione dei beni comuni e il decoro urbano già avviato col parco urbano: ritengo che questa sinergia debba essere ulteriormente sostenuta come è stato fatto anche in altre precedenti occasioni.

Nella foto da sinistra l'assessore Gianni Scala, Mariella Arangio, Denise Spicuglia e il presidente del consiglio, Turi Borgh.

 
di Redazione (pubblicato il 11/08/2016 alle  14:00:21, nella sezione CRONACA,  684 letture)

foto1Sembra determinato il Comune di Siracusa nell'imboccare la strada della "tolleranza zero" sugli spazi pubblici abusivamente, in tutto o in parte, occupati dai tavolini e dagli ombrelloni degli esercizi di ristorazione nel centro storico di Ortigia. In questi giorni sono state comminate nove ordinanze di chiusura ad altrettante attività commerciali per il mancato rispetto del suolo pubblico. In testa alla crociata il neo assessore alle attività produttive, Gianluca Scrofani, subentrato nella rubrica dopo le dimissioni dell'assessore Gasbarro, che ha dichiarato: "Ortigia è mortificata dal dilagante fenomeno dell’abusivismo e dalla violazione delle più semplici regole comportamentali. Un atteggiamento culturale che deve virare di 180 gradi e che l’Amministrazione comunale combatterà con tutte le proprie forze”. A ciò si aggiunge il giro di vite sulla musica ad alto volume fino a tarda notte culminato nella chiusura del locale "Naka" di via Cavour e i controlli sulle alte emissioni sonore segnalate dai residenti di via dei Mergulensi.

A tal proposito registriamo un accorato commento di Paola Pisanelli, titolare del locale "Irma La Dolce": "Scopro che un numero non ben definito di residenti di Ortigia gira per strada chiedendo firme al fine di bloccare la musica tra questi vicoli. Per quale motivazione però, scusate io non ci arrivo. Per far chiudere i locali? Per far regredire un'isola che non riesce a spiccare il volo perché è piena, piena zeppa di zavorre? Voi raccogliete firme per bloccare la musica, noi raccoglieremo firme per poter lavorare, nel rispetto delle regole e questo lo metto al primo posto, ma credo che a voi questo non interessi molto, autorizzati o no la musica in Ortigia si deve bandire. E allora,bruciamo casse, strumenti musicali, radioline e amplificatori anzi no multiamo anche le casse cinesi da 8 euro purché non si senta musica per tutta l'isola. Bravi, bravi, bravi, bravi...noi le raccoglieremo quelle firme perché Ortigia non può morire, perché Ortigia è la nostra terra e ciascuno di noi commercianti, da via Roma a via Cavour a piazza Duomo a Piazza San Rocco alla Giudecca al Mercato e a alle zone centrali e non di quest'isola reca un contributo immenso a quella che voi definite la vostra casa".

ortigia foto2Anche Padre Rosario Lo Bello è intervenuto con queste belle e significative parole: "Io credo che Ortigia non appartiene ai ricchi, ai cocainomani, ai vitelloni e ai radical chic, a quanti hanno fatto della movida la loro ragione di esistere. Ma Ortigia appartiene anche e soprattutto al popolo. La politica attuale non può permettere che Ortigia si spopoli ancora di più; non può non assistere i ceti più bassi che la popolano, sperando solo che sgomberino; non può, con i divieti al traffico, chiudere ai normali ragazzi siracusani l'accesso all'isola, non trovando soluzioni da tutta la città per i mezzi di trasporto. Ovviamente tutto questo non sarà mai realizzato e Ortigia diventerà un free village a cielo aperto."

Di tutt'altro avviso l'avvocato Corrado Giuliano: "I Luna Park, i Live ed i decibel escludenti, non fanno parte del disegno di una città che vive che lavora che sa divertirsi ed offrirsi ad un uso includente....Siamo ad una delle grandi occasioni di sviluppo post industriale del nostro territorio, siamo forti di un brand, di una biodiversità che distingue il nostro centro storico, di spazi in cui le giovani generazioni riconoscono nelle sue mura, nelle sue piazze, nei suoi cortili, nelle sue strade non quinte di cartone senza nessuno dentro, ma una stratificazione di usi e costumi che nei secoli l'hanno attraversata, consegnandoli così come la godiamo, sino a noi tutti. Parcheggi sicuri, spazi dolci di convivenza dentro regole della cittadinanza, garanzie di sicurezza e di consuetudini a misura umana in cui le generazioni possano scambiarsi la ricchezza della loro energia vitale, condizioni tutte per una ritorno importante dei residenti di quelle fasce di popolazione meno garantita e di classe media che costituisce la normalità della nostra vita e delle nostre comunità, che non possiamo relegare in quartieri dormitorio, negli spazi violenti della città costruita dalla speculazione edilizia che genera esclusione e straniamento".

foto3Così Salvo Salerno: "Ci daranno sicuramente dei 'parrucconi', felice affabulazione renziana, che roviniamo tutto, che parliamo di astrattezze, di paesaggio, genius loci, assalto pecoreccio, consumo spregiudicato di siti storici, di perdita di valore..., che ci ostiniamo ad abitare semplicemente l'isola, che non comprendiamo le felici sorti del turismo da consumo, che trascuriamo il benessere da cartolina kitch, che ci ostiniamo a difendere il rispetto dei tramonti dietro gli Iblei...vizi da far perdere la cittadinanza ortigiana della 'modernità', ma ormai il dado è tratto, un'altra versione della storia sarà offerta alla cittadinanza".

Raimondo Raimondi, giornalista e critico d'arte, la pensa così: "Tante le eccelse menti che dedicano la loro attenzione alla viabilità e ai parcheggi nella città di Siracusa, ma i risultati paiono sempre assai modesti e gravati da problematiche che aumentano anziché diminuire, in attesa dei decantati provvedimenti che dovrebbero essere adottati per pedonalizzare sempre più il centro storico. Si vogliono buttare fuori da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti e dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera? Si vuole davvero questo? Il futuro a vocazione turistica deve pagare questi scotti? Si deve disumanizzare l'antico centro storico facendone un contenitore, un albergo galleggiante, invivibile d'estate perché strapieno di turisti e impossibile per il caro prezzi. E' questa la cultura imperante? E' vero, Ortigia Island dà a vario titolo lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma noi vorremmo un' Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

 
di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:37:40, nella sezione CRONACA,  680 letture)

FRANCESCO ITALIAAria di bufera tutta interna al PD siracusano con il vicesindaco e assessore alle Politiche culturali Francesco Italia (nonchè componente della direzione del partito), che in una nota attacca il segretario provinciale Alessio Lo Giudice, reo a suo dire di assenteismo politico e di critica ingiustificata al suo lavoro nella rubrica assessoriale. Sostiene tra l'altro Italia: "Quando ci si interroga sulle politiche culturali in città, è lecito chiedersi dov’erano il segretario ed i suoi danti causa quando questa amministrazione sfilava in corteo per il primo gay pride della storia di Siracusa, ripetuto due anni dopo alla presenza della senatrice Cirinnà; dov’erano quando si riaprivano e restituivano alla fruizione spazi culturali chiusi da decenni inaugurando un sistema nuovo ed efficiente di gestione del patrimonio; quando parlavamo di mobilità sostenibile o di educazione alimentare; quando si parlava di Vittorini al monumento ai caduti; quando si realizzava la casa dei cittadini a Mazzarrona; quando ci si batteva per entrare nei tavoli delle AIA per affrontare seriamente il tema della qualità dell’aria; durante i workshop per Rebuilding the Future lungo la pista ciclabile; quando l’anno scorso si è parlato con i maggiori esperti internazionali di beni culturali all’Isisc; durante la settimana dedicata ad Archimede con le scuole; nelle giornate dei bambini al museo, alla Mazzarrona o alla Graziella con la biblioteca comunale; quando abbiamo inaugurato Officina Giovani; lanciando la street art nelle vie cittadine; durante il cinema in piazza Santa Lucia e gli altri eventi gratuiti in città; quando siamo entrati nelle scuole a parlare di violenza di genere, di sicurezza stradale, di legalità e sostenibilità; quando parlavamo di autismo e disabilità; durante le ultime due settimane in cui i maggiori esperti del design e della creatività italiana si riuniscono e tengono lezioni aperte all’antico mercato di Ortigia, tornato a risplendere, non per il pubblico dei soliti noti, ma per centinaia di giovani provenienti da tutta Italia e dalla nostra provincia che hanno invaso la nostra città per ripensarla, collaborare, esprimersi e partecipare."

Un lungo elenco di iniziative volute e patrocinate da Italia, magari a volte non ben pubblicizzate e rese note alla cittadinanza, ma, nei limiti delle possibilità economiche del suo assessorato e delle capacità tecniche e organizzative del suo staff, sicuramente di impatto efficace e spessore encomiabile.

 
di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:34:55, nella sezione CRONACA,  699 letture)

manfiesto srE' comparso sui muri della città un manifesto a firma della "Federazione x Siracusa", insieme di movimenti civici rappresentati da Giancarlo Confalone, Michele Mangiafico, Concetto La Bianca, Franco Zappalà, Carmelo Fileti e Raimondo Raimondi, nel quale si esprime la propria opinione sulla questione dell'area dell'ex manicomio in contrada Pizzuta indicata come quella più idonea per allocarvi la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Recita il manifesto:

BASTA CON LE MENZOGNE ED IL TERGIVERSARE SULL’AREA DOVE COSTRUIRE IL NUOVO OSPEDALE PROVINCIALE DI SIRACUSA! L’UNICA AREA OSPEDALIERA (FS2) PREVISTA DA OLTRE UN DECENNIO E’ QUELLA INDICATA DAL PIANO REGOLATORE ALLA PIZZUTA CHE REALIZZA DI FATTO UN COMPRENSORIO NATURALE COSTITUITO DALL’EX MANICOMIO, DALL’EX TUBERCOLOSAIO, DA UN’AREA DI 46.000MQ GIA’ DI PROPRIETA’ DEL COMUNE E DESTINATA A SERVIZI, E DA UN AREA PRIVATA FS2 DI 109.000MQ, CHE SOMMANO OLTRE I 150.000MQ (SENZA ABBATTERE UN SOLO MANUFATTO DEL VECCHIO MANICOMIO CONSIDERANDO SOLO L’AREA LIBERA DELL’ EX ONP). L’ASP DI SIRACUSA HA DICHIARATO CHE OCCORRONO CIRCA 108.000 MQ, SE NE DEDUCE CHE UTILIZZANDO PARZIALMENTE L’AREA PRIVATA DICHIARATA FS2 SI REALIZZA UN RISPARMIO PER LE CASSE PUBBLICHE PLURIMILIONARIO.

IL “COMPRENSORIO”, SI SAPPIA, NON E’ SOTTOPOSTO A NESSUN PARTICOLARE VINCOLO UR¬BANISTICO, PAESAGGISTICO FATTA ECCEZIONE PER I MANUFATTI RELATIVI ALL’EX MANICOMIO PER EFFETTO DEL D.LGS 42/2004 – CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, PERALTRO DI NATURA GENERICA LA CUI IMPOSIZIONE RIENTRA NEI POTERI DISCREZIONALI DELLA LOCALE SOPRINTENDENZA. DAL PUNTO DI VISTA VIARIO IL “COMPRENSORIO”, UBICATO ALLA PIZZUTA, E’ ALLOCATO STRATEGICAMENTE A CINQUE MINUTI ESATTI DALL’USCITA NORD DI SIRACUSA DEL TRATTO DI AUTOSTRADA IN ESERCIZIO CATANIA GELA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DA FLORIDIA, SOLARINO E ZONA MONTANA.

IL DOTT. BURGARETTA, MANAGER DELL’ ASP DI SIRACUSA, SI FACCIA MENO STRUMENTALIZZARE DA CHI LO TIRA PER LA GIACCA SIA ESSO PALERMITANO O SIRACUSANO, E GARANTISCA LA NEUTRALITA’ TECNICA DELLA STRUTTURA CHE GUIDA. I SUOI INTERVENTI AD OROLOGERIA NON SERVONO, SONO DANNOSI E SVILISCONO LA CREDIBILITA’ DELL’ASP, ALTRIMENTI CI FACCIA LA CORTESIA DI TOGLIERE IL DISTURBO E SE NE TORNI NELLA BELLA RAGUSA, I SIRACUSANI SONO IN GRADO DI ESPRIMERE UN MANAGER ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.

 
di Redazione (pubblicato il 05/08/2016 alle  17:28:26, nella sezione CRONACA,  747 letture)

frigoAnche Ortigia, scelta come località dove svernare da parecchi clochard e senzatetto e con una popolazione anziana che certo bene non se la passa di questi tempi, potrebbe essere dotata dei "frigoriferi della solidarietà". La proposta viene dalla Consulta Civica, presieduta da Damiano De Simone, su input degli assessori Raimondo Raimondi e Antonella Quattropani. In qualche luogo idoneo del centro storico si potrebbero installare dei frigoriferi dove chiunque può lasciare del cibo che altrimenti andrebbe buttato. Tutti potrebbero partecipare, dai comuni cittadini ai ristoranti. L’iniziativa servirebbe sia a ridurre gli sprechi alimentari sia ad aiutare le persone in difficoltà economiche. Gettiamo nella spazzatura ogni anno un terzo del cibo che acquistiamo, ma il cibo avanzato (soprattutto a Ortigia dove insistono numerosissimi ristoranti) potrebbe diventare una risorsa per nutrire chi non può permettersi di fare la spesa. Il primo frigorifero della solidarietà venne installato a Rio su un marciapiede da Fernando Barcelos, uomo d’affari brasiliano, che voleva fare qualcosa per aiutare i bisognosi e prese spunto dai frigoriferi della solidarietà già installati in altri Paesi, come la Spagna, l’Olanda e l’Arabia Saudita. Ci sono alcune regole su ciò che non può essere donato: niente carne cruda, pesce o uova, o qualsiasi cosa oltre la sua data di scadenza. Il cibo fatto in casa è accettato, ma deve riportare l'etichetta che indica quando è stato fatto. Dei volontari controlleranno il frigo ogni giorno per assicurarsi che i contenuti siano appropriati. Già in città alcuni panifici e qualche supermercato lasciano a fine giornata un cestino o una scatola con il pane vicino all'entrata del negozio, invitando chi non può permettersi di comprare il pane di prenderne un pò senza problemi, pane che altrimenti, pur essendo perfettamente commestibile, sarebbe finito tra i rifiuti.

 
di Redazione (pubblicato il 04/08/2016 alle  16:38:33, nella sezione CRONACA,  760 letture)

fotoPresa di posizione della Consulta civica di Siracusa per denunciare i gravi fatti di violenza avvenuti di recente nelle scuole materne ed elementari, dove inqualificabili maestre e operatrici hanno picchiato e maltrattato dei bambini. Lo ha fatto il presidente della Consulta Damiano De Simone, su input dell’Assessore all’Istruzione prof.ssa Maria Teresa Asaro, attraverso un documento ufficiale inviato al Ministero della Pubblica Istruzione affinché prenda le corrette misure di sicurezza contro il triste e preoccupante fenomeno.

“Sempre più spesso ascoltiamo testimonianze di questi vergognosi e ingiustificabili episodi di violenza – si scrive nel documento – non solo fisica, ma anche psicologica, esercitata da insegnanti che abusano dei mezzi di correzione e di disciplina. Ad avviso della Suprema Corte di Cassazione – sentenza 34492 – non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi (…). Costituisce abuso punibile il comportamento doloso dell’insegnante che umilia, svaluta, denigra o violenta psicologicamente un alunno, anche se è compiuto con una soggettiva intenzione educativa o di disciplina”.

“Alla luce degli incresciosi fatti che continuano a funestare la scuola e delle continue testimonianze che ci pervengono, la Consulta Civica di Siracusa chiede al Ministero della Pubblica Istruzione, a nome dei fruitori del servizio scolastico e delle rispettive famiglie, di provvedere non solo a una punizione esemplare con effetti irreversibili dei rei di tali crimini, ma anche a un’efficace prevenzione degli stessi affinché non abbiano più a ripetersi nelle scuole di un paese degno di esser definito civile. La Consulta chiede altresì che vengano attuati stretti controlli periodici della salute psichica degli insegnanti da parte di personale medico proveniente da aree geograficamente ben lontane dalla scuola oggetto di controllo, e che l’operato didattico di costoro, parimenti, venga attentamente monitorato da ispettori esterni tramite periodici colloqui non solo con gli insegnanti medesimi, ma anche con gli studenti e le rispettive famiglie”.

“Naturalmente, a nostro parere, sarebbe oltretutto cosa auspicabile sottoporre i futuri insegnanti anche a selettivi colloqui d’ingresso volti ad accertare sia un’accurata preparazione pedagogica e didattica, sia la reale attitudine a svolgere una simile delicata professione. Sappiamo bene che ci sono insegnanti che si dedicano con passione e competenza al loro lavoro, ed è anche a nome di questi ultimi che desideriamo un’accurata formazione e una rigida selezione del personale preposto all’istruzione ed educazione delle generazioni future”.

 
di Redazione (pubblicato il 03/08/2016 alle  11:25:42, nella sezione CRONACA,  640 letture)

DANIELA TERNULLO FOTOIl Comune di Melilli ha risposto “No grazie” al Governo che aveva trasferito nelle casse dell’ente pubblico poco meno di 39 mila euro a destinazione non vincolata (fondi che Roma ha inviato ai territori che ospitano centri di accoglienza). La Giunta aveva deciso di utilizzarli per attività di promozione sportiva e culturale ma il provvedimento non ha superato l’esame del consiglio comunale, che ha bocciato la proposta. Conseguenza? Le risorse saranno congelate e torneranno nella disponibilità del Ministero. Da qui la rabbia dell’assessore allo sport, turismo e spettacolo, che ha definito la decisione del consiglio come una “vergogna politica”. Attacco duro, durissimo quello rivolto dall'assessore al ramo Daniela Ternullo (nella foto) a chi si è reso responsabile di una scelta “insensata, il cui unico scopo è di rendere ancor più difficile il mio lavoro. E’ stato un dispetto politico, credo vogliano mettermi con le spalle al muro – insiste Ternullo - costringendomi ad operare senza fondi. Sarebbe stata una bella boccata d’ossigeno in un periodo di crisi economica e invece ancora una volta abbiamo dovuto constatare che per alcuni esponenti politici locali conta di più bloccare l’azione amministrativa piuttosto che aiutare l’ente a reperire ed impiegare le risorse sul territorio per attività che possono contribuire alla crescita culturale ed economica della comunità”. Rabbia e amarezza nelle parole di Daniela Ternullo, che non si sarebbe aspettata tanto accanimento da parte di chi al momento in aula ha i numeri per “frenare” le decisioni adottate in Giunta. “A chi si è reso responsabile di un provvedimento che invece di aiutare i cittadini melillesi che vogliono spendersi nella cultura e nello sport – dice l’assessore - rende loro la vita più difficile, dico soltanto che la politica non è un mestiere, ma un servizio. Lo è nel senso di servire e non di servirsi del potere per fini personali. E credo che queste mie parole non abbiano bisogno di ulteriori commenti”.

 
di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  20:27:41, nella sezione CRONACA,  676 letture)

pillitteriE’ emergenza in via Giarre a Siracusa, dove le radici degli alberi sono entrate dentro le case, ma il Comune non interviene. A lanciare il grido di allarme è Sergio Pillitteri (nella foto) segretario del circolo del Pd Tiche Epipoli: "Sulle abitazioni in pericolo di via Giarre – dice – bisogna intervenire con assunzione di responsabilità. Non possiamo attendere che si faccia il bilancio comunale. La politica risolva queste emergenze, ci è giunta la risposta dagli uffici competenti dei lavori pubblici ed urbanistica del comune di Siracusa al nostro documento con petizione allegata di centinaia di firme, tuttavia su queste emergenze vi è bisogno di una assunzione di responsabilità, che non può attendere l’iter del bilancio comunale. Si tratta della sicurezza dei cittadini. Insieme ai residenti abbiamo avviato una petizione per denunciare tale condizione. Siamo dinanzi ad una situazione incredibile presente in via Giarre, nel cuore del quartiere Tiche dove le radici degli alberi presenti (pini ad alto fusto) stanno generando danni consistenti alle abitazioni ricandenti nella via in questione. È una situazione già presente da anni, nessuno mai ha posto attenzione a questa emergenza". Pillitteri pone degli interrogativi ben precisi all’amministrazione comunale in chiave costruttiva: "Dobbiamo attendere che le case crollino? Perché l’ufficio tecnico più volte sollecitato negli anni ad approntare una soluzione non è mai intervenuto?" Questo tema sollevato dal segretario del circolo del pd Tiche Epipoli Sergio Pillitteri vedrà nei prossimi giorni la sottoscrizione di una petizione popolare da parte di tutti i residenti della zona in oggetto, sperando così di ottenere immediate e concrete risposte.

 
di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  14:39:48, nella sezione CRONACA,  1574 letture)

In data 1 Settembre alle 19,00 presso il Teatro Greco di Siracusa si svolgerà un seminario internazionale sul tema "Europa, migrazione, rifugiati“, alla presenza del Commissario Europeo Frans Timmermans (nella foto), Primo Vicepresidente della Commissione europea. La posizione del Commissario Timmermans sul tema del dialogo interreligioso e non confessionale, può essere ricavata da questo stralcio di un comunicato stampa del 2 giugno 2015: “Frans Timmermans, il primo vicepresidente della Commissione europea, ha indetto una riunione di alto livello con undici rappresentanti di organizzazioni filosofiche e non confessionali provenienti da tutta Europa. In occasione della sesta riunione annuale, che si è svolta nell’ambito del dialogo attualmente in corso con le chiese, le religioni e le organizzazioni filosofiche e non confessionali sulla base dell’articolo 17 del trattato di Lisbona, si è discusso sul tema “Vivere insieme e accettare le diversità". Frans Timmermans ha dichiarato: “Nelle nostre eterogenee società europee, il dialogo è essenziale al fine di creare una comunità in cui ognuno possa sentirsi a casa. Vivere insieme significa riuscire ad accettare le differenze anche quando vi è un profondo disaccordo. Grazie ai loro contatti con i cittadini le organizzazioni non confessionali oggi possono aiutarci a trovare soluzioni pratiche per affrontare le problematiche legate alla società e a capire in che modo le risposte politiche possano essere di aiuto.” Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento europeo responsabile per l’attuazione del dialogo, ha dichiarato: “Il dialogo con le religioni e le organizzazioni non confessionali svolge un ruolo fondamentale nella promozione del progetto di pace, un tema chiave della nostra Unione europea. Si tratta di una condizione vitale per comprendere la nostra diversità; dobbiamo riuscire a vivere insieme pur essendo in disaccordo”. I risultati di queste riunioni ad alto livello sono stati oggetto di dibattito nel primo convegno sui diritti fondamentali dell’UE che si è tenuto il 1° e 2 ottobre 2015. Il tema centrale del convegno è stato “Tolleranza e rispetto: prevenire e combattere l’odio antisemita e antimusulmano in Europa”. Nel corso della riunione sono stati affrontati diversi temi: come promuovere la fiducia tra i cittadini e le comunità; come vivere insieme e costruire una società in cui ciascun individuo e ciascuna comunità che creda nei valori fondamentali europei possa sentirsi a casa; e infine come gestire le differenze in una società eterogenea. La Commissione europea contribuisce allo sviluppo dello spirito comunitario mediante il dialogo e il finanziamento di progetti volti a creare una migliore comprensione interculturale, interreligiosa e interconfessionale. E' un onore per Siracusa essere stata scelta come sede per questo incontro internazionale del 1 settembre 2016, soprattutto per le caratteristiche della prestigiosa location, il Teatro Greco, capace di contenere i grandi numeri dei partecipanti che sono previsti in arrivo da più parti.

 
di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  14:38:58, nella sezione CRONACA,  665 letture)

Domenica 7 agosto alle 10 presso la spiaggetta del Lungomare Granatello di Augusta il coordinamento per la smilitarizzazione e la tutela di Punta Izzo promuove un presidio cittadino. “L’intento della manifestazione – dicono gli organizzatori – è quello di creare un momento di confronto e dibattito con la cittadinanza, in merito alla proposta di smilitarizzazione, bonifica e istituzione di un parco naturale e culturale a Punta Izzo. Al coordinamento aderiscono Legambiente Augusta, il Coordinamento dei comitati No Muos, Decontaminazione Sicilia e l'associazione Marilighèa. Punta Izzo è esempio emblematico della generale privazione di spazi sociali e di accessi al mare subita dalla comunità di Augusta, a causa delle servitù militari, dell’inquinamento industriale, degli scarichi fognari, delle privatizzazioni e del connesso abusivismo edilizio. Una problematica, questa, particolarmente avvertita dalla collettività, specie da coloro (su tutti, i bambini, gli anziani e i diversamente abili) che non dispongono di mezzi di trasporto per raggiungere le contrade del Monte o le altre spiagge lontane dal centro abitato. Fino a pochi anni fa, nel promontorio di Punta Izzo era attivo un poligono di tiro per lo svolgimento di esercitazioni militari con armi da fuoco. Oggi, nonostante la struttura sia di fatto dismessa, il sito non è stato ancora bonificato e si rileva la presenza di bossoli di vario tipo e calibro abbandonati tra le rocce. "Nel ribadire - hanno dichiarato i portavoce del coordinamento - la nostra forte contrarietà alla ripresa di qualsiasi esercitazione militare nell’area in questione, vogliamo rivendicare la restituzione alla città del comprensorio costiero che da Punta Izzo si estende fino alle soglie di Capo Santa Croce. Una vasta e preziosa porzione di territorio, da più di un secolo destinata a uso militare, che presenta una notevole importanza per la ricchezza di valori naturalistici, etnografici, storici, archeologici e socio-culturali”.

 
di Redazione (pubblicato il 14/07/2016 alle  20:19:38, nella sezione CRONACA,  500 letture)

ospedaleVincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS ed i consiglieri comunali Salvatore Castagnino e Fabio Alota hanno espresso in un comunicato il loro punto di vista sulla vicenda dell'allocazione del nuovo ospedale provinciale. “Dopo quasi 70 giorni di discussione - hanno scritto - la Commissione Urbanistica del Comune di Siracusa ha partorito il classico topolino e ha deciso di perdere il finanziamento del nuovo ospedale, scegliendo come area dove costruirlo quella dell’ex ospedale neuropsichiatrico di contrada Pizzuta dove, è a tutti noto tranne ai componenti della commissione, vi sono dei vincoli previsti nel Piano Regolatore Generale”. “Come è noto – hanno aggiunto – già nel 1991 la Soprintendenza di Siracusa ha espresso parere contrario al progetto presentato dal consorzio Prometeo in quanto l’ospedale neuropsichiatrico è stato realizzato più di 80 anni fa e quindi è sottoposto a vincolo assoluto. Pertanto, la non scelta operata dalla Commissione Urbanistica ha un solo obiettivo: quello di far perdere i 110 milioni di euro stanziati per il nuovo ospedale". Di tutt'altro avviso la Federazione "X Siracusa", rappresentata da Giancarlo Confalone, Michele Mangiafico, Concetto La Bianca, Franco Zappalà, Carmelo Fileti e Raimondo Raimondi, che ha espresso la propria soddisfazione per il voto della Commissione Consiliare che ha indicato l’area dell’ex manicomio come quella più idonea per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, ma denuncia come distorcente la realtà delle cose le dichiarazioni rese da taluni personaggi della politica siracusana, che tendono ad avvalorare la tesi della non fruibilità dell’area di cui trattasi, in quanto gravata da un vincolo di tutela della Soprintendenza che ne impedirebbe l'edificabilità. La Federazione fa presente che l’attuale strumento urbanistico identifica l'intera area dell’ex manicomio quale “area ospedaliera” FS2; che come “area ospedaliera”, già circoscritta nello strumento urbanistico, non necessita di nessun vaglio, né da parte del Consiglio Comunale né tanto meno da parte della Giunta, ma è immediatamente disponibile; che l’area di cui trattasi non rientra in alcun modo nella tutela ambientale esercitata dalla Soprintendenza con il gravame di vincoli, basta visionare l’apposito piano di tutela ambientale; che la tutela degli edifici del vecchio manicomio è esercitata nell’ambito di un generico vincolo culturale che insiste su ogni edificio (pubblico e/o privato) che abbia la vetustà degli edifici di cui si tratta; che la tutela del “vincolo culturale” tuttavia è esercitata in maniera discrezionale da parte della Soprintendenza; tant’è che l’art. 12 del D. lgs. n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) prevede la possibilità, perfino da parte del privato proprietario di un edificio su cui grava, in via di principio, il suddetto “vincolo culturale”, di chiedere alla competente Soprintendenza se intenda esercitare o meno tale vincolo.

"Al contrario di quanto si afferma - è scritto nel comunicato di X Siracusa - nelle imprudenti dichiarazioni sopra richiamate, se occorre essere celeri, pena la perdita dei sospirati finanziamenti per la costruzione del nuovo nosocomio, non si perda più tempo in baggianate, quali ad esempio la scelta di aree fuori dalla previsione di piano, che necessita dell’approvazione di una apposita variante di piano regolatore, peraltro di gestione interamente palermitana, il cui iter burocratico ad essere ottimisti si esaurirebbe in non meno di sei mesi. Si convochi, piuttosto, immediatamente, una conferenza di servizi (comune, genio civile, soprintendenza, asp, vigili del fuoco, etc.) che, nel prendere atto della individuazione dell’area ex manicomio, già individuata dal vigente strumento urbanistico, esprima il parere di competenza e conseguentemente si proceda al bando".

 
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