Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 10/11/2013 alle  12:58:52, nella sezione CRONACA,  653 letture)

no muosCon l’ordinanza dell’8 novembre (695/2013), il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) di Palermo ha accolto la domanda di sospensiva cautelare presentata dal Comitato regionale siciliano di Legambiente sulla vicenda MUOS di Niscemi. Lo annuncia lo Studio legale Giuliano di Siracusa, incaricato, insieme agli avvocati di Legambiente, di rappresentare e difendere in giudizio il Comitato regionale siciliano dell’associazione ambientalista. Nel ricorso contro l’Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente ed altri, Legambiente ha chiesto l’annullamento previa sospensione dell'efficacia del provvedimento n. 32513 del 24 luglio 2013, firmato dal Dirigente Generale del Dipartimento dell’Ambiente dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, con il quale la Regione siciliana procedeva alla revoca dei provvedimenti di revoca della realizzazione del sistema di comunicazione satellitare della marina militare statunitense, noto con la sigla MUOS (Mobile user objective system), nel territorio del Comune di Niscemi (Caltanissetta). Il TAR ha infatti ritenuto che “la complessità delle questioni prospettate e soprattutto la evidente connessione con altri ricorsi per i quali si è già avuta la fissazione della udienza di merito consenta di ritenere che alle esigenze cautelari prospettate possa darsi adeguata tutela mediante la trattazione della controversia in tale data”. Il comma 10, dell'art. 55, del Codice sul processo amministrativo recita, infatti, che se il TAR “ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito”. La fissazione dell'udienza di merito nella stessa data degli altri ricorsi sul MUOS manifesta da parte del TAR un interesse per la trattazione congiunta e una consapevolezza della complessità delle questioni esposte.

 
di Redazione (pubblicato il 09/11/2013 alle  19:44:35, nella sezione CRONACA,  896 letture)

A seguito delle polemiche e degli annunci che da varie parti si sono susseguiti riguardo al contestatissimo congresso provinciale del PD, abbiamo raccolto una dichiarazione di Liddo Schiavo che pubblichiamo qui di seguito: “Su alcuni quotidiani locali leggo che il mio ricorso è stato rigettato dalle Commissioni per il Congresso Regionale e Nazionale. Tale notizia è stata inizialmente data, con nota di agenzia, come dichiarazione di autorevoli personaggi del Partito, nella tarda mattinata di ieri, ma non nel senso in cui è stata ripresa dalla stampa locale. La Commissione Regionale che dovrà discutere il ricorso in questione si riunirà lunedì 11 novembre e la Commissione Nazionale ha rimandato la discussione ai primi giorni della prossima settimana. Non mi risulta, pertanto, che gli organismi di Garanzia abbiamo rigettato le mie motivazioni per l'annullamento del Congresso provinciale di Siracusa e se ciò dovesse risultare veritiero sarebbe una seria violazione etica aver anticipato, da parte di alcuni componenti, quello che potrebbe essere l'esito collegiale.

Per quanto mi riguarda il Congresso provinciale di Siracusa rimane ancora sub judice e quindi non posso che restare serenamente in attesa di quelle che saranno le decisioni ufficiali degli Organismi di Garanzia del Partito”.

Ricordiamo che si era già annunciato che Carmen Castelluccio l’aveva spuntata sull’avversario candidato alla segreteria provinciale, il renziano Liddo Schiavo. Pertanto, l’area ex bersaniana e quella Dem cantavano già vittoria ma gli esponenti dell’area Renzi e Innovazione hanno protestato e avanzato diversi ricorsi sulla metodologia e le norme rigide applicate nella fasi congressuali dagli avversari interni che non hanno permesso il libero allargamento del numero dei tesserati del PD.

 
di Redazione (pubblicato il 08/11/2013 alle  15:07:03, nella sezione CRONACA,  766 letture)

Nel salone dell’Istituto Comprensivo “Domenico Costa” di Augusta ha avuto luogo la presentazione dei risultati di un questionario che era stato proposto in questi mesi a un campione di cittadini, su iniziativa congiunta del Kiwanis Club di Augusta e dell’Università delle tre età. Il questionario si proponeva di rilevare dati sulla “qualità della vita in Augusta”. Nel salone, gremito da circa 250 soci dell’Unitre, alla presenza del presidente Unitre dott. Giuseppe Caramagno, del past presidente del Kiwanis dott. Gaetano Roggio e dell’attuale presidente in carica dott. Raimondo Raimondi, il dott. Salvatore Cannavà, psicologo, ha illustrato le varie domande poste dal questionario commentandone i risultati che hanno messo in evidenza problematiche sentite dalla popolazione e che spaziano dall’inquinamento dell’aria alla raccolta differenziata, alla fruizione dei servizi sociali e pubblici e così via.

Aria, acqua, rifiuti, spazi urbani, verde pubblico, rumore, servizi sociali, carenze nei servizi, percezione delle criticità in vari uffici pubblici (comune, ospedale, asp, poste, enel, etc.), questi temi hanno registrato risposte del campione intervistato e suddiviso per sesso, età, istruzione e attività che evidenziano i problemi annosi di una cittadina da tempo abbandonata a se stessa a causa della cattiva amministrazione, culminata poi nello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Fatto grave che ha prodotto una ulteriore paralisi amministrativa e i cui effetti protraggono nel tempo tutte le problematiche, che a volte appaiono difficili da risolvere, se non impossibili. Una iniziativa questa del Kiwanis Club di Augusta e dell’Unitre che fotografa uno stato di fatto e i cui risultati verranno presentati ufficialmente agli attuali commissari straordinari del Comune, nella speranza che possano essere utili ad indirizzare interventi ed attività. Sempre che ci sia la volontà di migliorare le cose, per quanto possibile.

 
di Redazione (pubblicato il 05/11/2013 alle  17:39:27, nella sezione CRONACA,  824 letture)

parcoRiceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci da Marcello Lo Iacono, in merito alla perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa.

“Ho ascoltato con molta attenzione – scrive Lo Iacono - l'intervento dell'Assessore Sgarlata alla conferenza di presentazione del nuovo Soprintendente di Siracusa. Molte le assicurazioni date sul fronte della tutela del nostro Patrimonio, che oltre ad un rinnovato impegno vedrà la stessa attività degli uffici confrontarsi con la Città, richiedendone la partecipazione, in una sorta di larga concertazione e condivisione. E' interessante questa nuova prospettiva che ci fa comprendere come oramai sia stata raggiunta, su questo versante, una nuova sensibilità e maturazione sociale.

Ma per quanto riguarda la perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa e la sua successiva decretazione, ritengo che essa è e debba restare un mero adempimento consequenziale alle norme dettate dalla legge regionale n. 20 del 3.11.2000, che espressamente non prevedono alcuna concertazione con la Politica. Deve essere questo lo spirito giusto per decretare il Parco Archeologico di Siracusa.

Ormai, come sostiene lo stesso Prof. Cabianca, “il tempo, l’abusivismo e una dinamica edilizia spontanea hanno sostanzialmente travolto tutti, sconvolto valori, partiti, il territorio. Tutto è ora diverso,anche se i limiti di consapevolezza di ciò che si sta distruggendo non sono mutati.”

Oggi non serve neanche, come sostenuto dal Prof. Voza, “che debba essere ricercata l’idea della democrazia di procedimento, di costruzione democratica del Parco in dialogo con i cittadini attraverso la stampa, in colloquio continuo, con un invito al confronto e all’arricchimento delle idee e delle proposte.”

Le precedenti perimetrazioni, proprio a causa di una ricercata e per certi versi sospetta concertazione, sono tutte fallite miseramente. Eppure alla loro stesura si sono cimentate le massime autorità designate che non hanno mai difeso con coerenza quanto da loro proposto. Ho sempre immaginato che la tutela fosse una responsabilità in capo allo stesso Sopraintendente e che la perimetrazione fosse una precisa necessità della nostra società e che per realizzarla si dovesse partire da effettive evidenze scientifiche, storiche, documentali, scaturenti da una conoscenza diretta della nostra storia attraverso gli studi prodotti e che dovesse proiettarsi cautelativamente in una maggiore inclusione di aree a causa della forte ed antica antropizzazione del nostro territorio.

Era un loro preciso dovere salvare, perimetrando alcune aree inviolabili, quello che rimaneva di questo nostro patrimonio insidiato da assalti economici e speculativi di cittadini che la nostra Storia la sanno solo utilizzare seppellendola con le loro ruspe. Non era loro permesso che, a fronte di una cattiva concertazione con la città, la stessa venisse adoperata per rinunciare alla perimetrazione originale necessaria, ridimensionando e mortificando lo stesso principio posto a base della tutela messa in campo. Non si sarebbe mai dovuto consentire, dopo avere presentato un progetto di tutela di determinate aree supportate da studi e declaratorie varie, soprassedere a quelle convinzioni di tutela per rimodulare, restringendole, quelle stesse aree che poco tempo prima erano necessarie alla effettiva tutela della nostre emergenze. Non bisognava essere coinvolti in problemi di gestione e mediazione della perimetrazione ridimensionandola nel vano tentativo di salvarla da continui tentativi e richieste di modifiche ancor prima che venisse approvato il PRG della Città.

Oggi non sarà più permesso che ci si serva della concertazione per restringere le aree che declaratorie di salvaguardia hanno già individuato. Non sarà possibile tirarsi indietro e restringere aree e luoghi che la Politica vorrebbe destinare ad altri scopi ed interessi. Oggi, assessore Sgarlata, si faccia carico che la Soprintendenza trasmetta al Comune tutto l'incartamento, adempia al dettato della Legge di sentire l'Amministrazione Comunale e pretenda che entro 45 giorni venga esplicitata questa conoscenza. Dopodiché faccia la sua parte e decreti il Parco Archeologico di Siracusa.

Evitiamo di dare pretesti come quelli forniti nel recente passato, come ad esempio carte topografiche risibili o scambi di lettere informali con disparati percorsi utilizzati per accelerarne o rallentarne la consegna e la presa visione. Evitiamo protocolli ballerini e richieste di chiarimenti utili solo a perdere tempo.

La Legge stabilisce 45 giorni di tempo entro cui il Comune deve esprimere un parere e 45 giorni dovranno essere. Non un giorno in più per coloro che hanno tutto l'interesse ad affossare una perimetrazione che non li soddisfa.

Questa volta Il Prof. Cabianca non sarà solo - conclude Marcello Lo Iacono - “a combattere, termopili dopo termopili, contro una sfera enorme e lentamente rotolante di organizzazioni partitiche con idoli così diversi, e con l’alleanza di così poche figure locali disposte ad esporsi.” Oggi c'è un sentimento popolare conscio del grave scippo che subisce la Città che non lascerà nulla di intentato affinché “quell'utopia e quel sogno si realizzi trasformando la Città nello scenario del suo passato, in una trama spaziale di un immenso parco di resti archeologici immersi nella continuità di un contestuale tessuto verde che ne focalizzi il carattere e la continuità nel nuovo scenario urbano che possa risuscitare, per il mondo intero, un polo di riferimento storico-semiologico ed una reminiscenza primaria della grande storia della civiltà classica, matrice della nostra identità.”

 
di Redazione (pubblicato il 31/10/2013 alle  15:38:28, nella sezione CRONACA,  945 letture)

E’ guerra in casa Pd, lo scontro tra Renziani, Innovazione e Lettiani ed ex Bersaniani e alleati Dem si fa a colpi di ricorsi che vengono inviati alla Commissione provinciale per il Congresso. I renziani in modo particolare lamentano di essere stati tenuti, in un modo o in un altro, lontano dalla possibilità di candidarsi o di votare, nei centri dove, domenica scorsa, si è votato per eleggere il segretario provinciale e quelli locali. Altri ricorsi vengono presentati dai renziani nei comuni dove si voterà domenica prossima, e dove, sostengono, viene loro impedito di votare e di candidarsi attraverso l’applicazione di regole che valgono solo contro di loro. Turi Raiti, presidente della commissione provinciale, sostiene invece che si applicano le regole del partito e nulla di più. E’ una lotta senza quartiere tra rottamatori e conservatori che si oppongono al tesseramento incontrollato, una lotta che ha messo in discussione l’intero partito democratico e rischia di far saltare il Congresso. Ad Augusta si è registrato un fatto increscioso, di per se quasi risibile, ma indicativo se inserito nel clima complessivo e riportato dalla stampa: l'impossibilità di accedere alla sede del circolo di via Principe Umberto, la cui saracinesca era chiusa a chiave, ha suscitato le ire di uno dei coordinatori della sezione augustana, Francesca Furfaro (nella foto), rappresentante dell'area dei "renziani", che ha presentato una segnalazione al Comitato Provinciale, regionale e di garanzia per il Congresso e agli organi di controllo del partito, per denunciare il fatto ritenuto grave e compiuto ai danni del funzionamento del Coordinamento cittadino. “Ancora una volta un atto di abuso, un atto di ostruzionismo che ha impedito di fatto lo svolgimento di una seduta ufficiale di Coordinamento, già prevista ed ufficializzata in un verbale.” - ha dichiarato la Furfaro agli organi di stampa locali. Domenica prossima dovrebbe tenersi il congresso cittadino per l’elezione del segretario e dei membri del direttivo e il condizionale è d’obbligo vista la situazione di tensione al limite del paranoico.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/10/2013 alle  21:17:49, nella sezione CRONACA,  833 letture)

Augusta in piazza contro l’inquinamento. Era questo l’obiettivo del comitato promotore della manifestazione di sabato scorso. Obiettivo raggiunto solo a metà perché in piazza Duomo, a circondare coloro che hanno preso la parola per denunciare il grave stato di fatto venutosi a creare soprattutto per i continui “fuori servizio” nelle industrie, che producono immissioni in atmosfera di gas maleodoranti, erano solo gli studenti del Ruiz e del Liceo Megara, accorsi in tanti per assistere e partecipare. Ma dei cittadini augustani nemmeno l’ombra. Al netto di quelle poche decine di persone della stampa, del pensiero politico locale e della curiosità, non c’è stata alcuna partecipazione di popolo. Augusta è stanca. Demotivata, vecchia. Ha sentito troppe parole e non ha visto fatti. Decenni di parole e di propositi falliti, lontani gli anni dell’industrializzazione che portò benessere economico e innescò il seme del degrado ambientale. Già allora si decretava la morte di tanti cittadini per quel male indicibile e straziante chiamato cancro, diretta e dimostrata conseguenza dell’aria che respiriamo. Mimmo Di Franco, Parisi, Patanè, Zappulla, i rappresentanti degli studenti, il sacerdote Palmiro Prisutto, poi anche Marika Cirone Di Marco, membro della commissione ambiente della Regione, ognuno ha detto la sua, ha portato un contributo sincero e appassionato al tema in questione. Gli studenti, con le loro belle facce pulite, applaudivano. Ecco, l’unica speranza sono i giovani, pensavo. Noi abbiamo fallito, consegnando loro una società basata sul modello benessere a tutti i costi, soldi, soldi, soldi e nessun valore di riferimento. Augusta è il paese la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose nei gangli vitali della sua condizione sociale, economica e politica. Per cui non abbiamo niente da insegnare ai nostri figli, dobbiamo solo sperare che, per una strana ironia della vita, da loro ci arrivi qualcosa, magari un po’ di impegno, un po’ di passione per la cosa pubblica, qualcosa in più dei loro padri, di tutti quei cittadini augustani così pronti a lamentarsi nei bar, ma che sabato mattina erano al mercato a comprare il pesce (inquinato) per la domenica, oppure facevano jogging sul ponte, respirando a pieni polmoni e in iperventilazione l’aria (inquinata) satura di veleni. Ma che non hanno voluto sacrificare nemmeno un minuto della loro precaria esistenza per testimoniare ai loro figli una partecipazione e una coscienza, per indicare una qualche via verso un domani migliore, nel quale il suono di una tromba non celebri la memoria dei morti per cancro, ma squilli un segnale di rivolta e di risveglio delle coscienze.

 
di Redazione (pubblicato il 25/10/2013 alle  16:56:06, nella sezione CRONACA,  792 letture)

Qualche giorno fa il Governo ha bocciato la mozione del M5S con la quale si chiedeva una moratoria alla combustione dei rifiuti nei cementifici. Il decreto Clini del marzo 2013 prevede infatti che alcune tipologie di rifiuti, in particolare urbani e speciali non pericolosi, perdano la qualifica di rifiuti per diventare veri e propri prodotti utilizzabili in co-combustione nei cementifici. A supporto di questa scelta scellerata vengono citati dati, per lo più correlati a studi finanziati dagli stessi cementieri, che mostrerebbero come la combustione nei cementifici porterebbe ad una diminuzione delle emissioni di questi impianti.

“L’operazione in realtà – sostiene il M5S - aiuterebbe l’industria del cemento e potrebbe anche risolvere parte del problema di dove/come smaltire i rifiuti indifferenziati. Insomma 3 piccioni con una fava! Purtroppo è un’illusione e come spesso accade a pagarne il prezzo finale sono la salute dei cittadini e dell’ambiente. E’ bene essere molto chiari: la nostra posizione – continua il movimento di Grillo - assolutamente contraria a questa soluzione non è il frutto di una proiezione ideologica, ma deriva direttamente dall’analisi di dati reperiti nella letteratura scientifica in materia. I nostri interventi in Aula hanno dimostrato, dati alla mano e analizzando anche gli stessi articoli scientifici citati dalla maggioranza come, in realtà, seguendo la prassi del decreto Clini, i problemi per l’ambiente e per la salute umana sarebbero di gran lunga superiori ai benefici”.

Insomma da una parte si pensa che l’utilizzazione dei rifiuti come combustibile nei cementifici ridurrebbe anche il fabbisogno degli inceneritori evitando di costruire nuovi impianti di incenerimento che oltre ad essere costosi sono anche dannosi. Dall’altra parte l’Isde (Associazione dei medici per l’ambiente) sostiene che i danni per l’ambiente sarebbero comunque enormi. Un cementificio è un impianto altamente inquinante con o senza l’uso dei rifiuti come combustibile e produce almeno il triplo di CO2 rispetto a un inceneritore classico e la quantità di diossine immesse in atmosfera è proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati. In più bruciando anche copertoni (visto che i Combustibili Solidi Secondari, utilizzabili secondo il decreto Clini, sono composti anche da materiali ad elevato potere calorifico, inclusi pneumatici fuori uso) il rischio diossina aumenta. Nel nostro territorio esiste lo stabilimento dell’Unicem, proprio a ridosso del sito archeologico di Megara Iblaea, in un’area densamente occupata da insediamenti industriali di tutti i tipi, con emissioni catastrofiche che stanno rendendo impossibile abitare in questo inquinatissimo angolo di mondo, dove è più facile morire che sopravvivere.

 
di Redazione (pubblicato il 22/10/2013 alle  21:10:20, nella sezione CRONACA,  824 letture)

adei wizo foto1“Una cultura in tante culture”, evento patrocinato dal Kiwanis Club di Augusta, presieduto da Raimondo Raimondi, ha avuto luogo martedì 22 ottobre presso il Liceo Classico Megara, col prezioso contributo della dirigente scolastica Maria Concetta Castorina e l’intervento di tanta parte del corpo docente dell’istituto superiore augustano.

Il Kiwanis Club di Augusta, da sempre sensibile alle problematiche dei minori e istituzionalmente votato ad agire in favore dei bambini di qualsiasi nazionalità, ha accolto la delegazione dell’Adei Wizo, Associazione Donne Ebree d’Italia, composta da Ziva Fischer Modiano, organizzatrice del Corso di formazione per insegnanti sull’integrazione di alunni di etnie diverse, e da Edna Angelica Calò Livne, direttrice della fondazione “Beresheet LaShalom” Teatro Arcobaleno, docente di madrelingua italiana esperta nel campo dell’integrazione scolastica e sociale in Israele, che ha mostrato un video sulla sua esperienza in Israele di incontro e dialogo tra ebrei e palestinesi. Paolo Russotto, vicepresidente del Club Kiwanis, si è assunto l’onere di coordinare questo incontro e consentirne la realizzazione. adei wizo foto 2Dopo l’ntervento introduttivo della professoressa Castorina, ha preso la parola il presidente Raimondi che ha posto l’accento sulla necessità di dialogo tra docenti e genitori, ancor più nel caso delle famiglie immigrate, in quanto il supporto degli insegnanti può aiutare i bambini stranieri e i loro genitori a sentirsi maggiormente integrati nel sistema italiano. Sviluppare un approccio interculturale a scuola é indispensabile per favorire il dialogo fra culture e l’integrazione dei bambini immigrati, non solo nel sistema scolastico ma anche, più in generale, nella società nel suo complesso. “Gli insegnanti - ha concluso Raimondi - possono far molto in tal senso, aiutando ad esempio gli alunni italiani a comprendere le diversità culturali e a sviluppare curiosità e rispetto verso usanze e costumi diversi”.

Presente alla manifestazione il Prefetto Maria Carmela Librizzi, commissario straordinario del Comune di Augusta, che ha portato il suo saluto, accompagnata dal Comandante dei Vigili Urbani.

(nella foto 1 da sx: Russotto, Ziva Fischer, Castorina, Edna Calò, Raimondo Raimondi)

(nella foto 2 al centro: Maria Carmela Librizzi)

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/10/2013 alle  09:14:33, nella sezione CRONACA,  829 letture)

locandina manifestazioneE’ da un pezzo ormai che nei fine settimana, soprattutto nella sera del sabato, su tutto il territorio del comune di Augusta si avvertono terribili esalazioni puzzolenti provenienti dalla zona industriale. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che questo succede ma il fenomeno pare aggravarsi sempre più e i cittadini cominciano finalmente a svegliarsi e a chiedere a gran voce che qualcuno provveda ad accertare provenienza e gravità di questi odori, certamente fastidiosi e che costringono e tener chiuse le finestre, e ad accertare anche la loro effettiva incidenza sulla salute umana. Così viene proposta sulla rete l’iniziativa di una manifestazione che si terrà in piazza Duomo sabato mattina promossa da un gruppo di cittadini augustani che postano su un social network il seguente messaggio:

“A seguito delle continue emissioni di gas maleodoranti e sfiaccolate provenienti presumibilmente dalla zona industriale e dal deposito Maxcom, i cittadini di Augusta si stanno organizzando per sabato 26 p.v.,alle ore 10:30 in piazza Duomo, per una manifestazione di protesta pacifica, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni e gli organi preposti affinché, ognuno per le proprie competenze, intervenga per porre fine a questi gravi problemi ambientali. Bisogna che ognuno faccia la propria parte - conclude il comunicato. - Troppe giovani vite lasciano questo territorio dopo “lunghe sofferenze“.

D’altra parte sono tutti convinti che le emissioni che si è costretti a respirare tutti i giorni non siano soltanto maleodoranti, ma siano tossiche e inquinanti. Ci sono indagini effettuate dall’ARPA, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, che hanno accertato l'esistenza delle maleodoranze inquinanti e la presenza di acido solfidrico (H2S) nell’aria dei centri abitati di quello che ormai è il “quadrilatero industriale”, Melilli Priolo Augusta e Siracusa, in concentrazioni preoccupanti, in quantità cioè che destano allarme tra la popolazione, senza però che la stessa Arpa ne abbia stabilito la natura e la provenienza. È per questo motivo che i cittadini di Augusta vogliono, con la manifestazione di sabato, rinnovare l'appello ai tre commissari straordinari perché si attivino presso le aziende impattanti e richiedano l'immediata adozione di misure per ridurre l'inquinamento, chiedendo delucidazioni sugli effetti che queste sostanze possono avere sulla salute dei cittadini stessi. "Ci bruciano e ci lacrimano gli occhi e ci viene il mal di gola. – sostengono in tanti - È un nostro diritto sapere se è soltanto una questione di cattivo odore o se c'è in gioco qualcosa di più importante. La salute è uno dei primi diritti di ogni cittadino. Vogliamo sapere la verità”.

Già nel 2011, presso la prefettura di Siracusa, si era tenuta una riunione dei rappresentanti dei comuni di Melilli, Augusta, Priolo, delle istituzioni, del Cipa e dei rappresentanti degli stabilimenti industriali (allora Isab impianti nord; Isab impianti sud; Isab Energy e Esso italiana) che presentano acido solfidrico all’interno dei loro cicli produttivi. Presso la sede Arpa di Siracusa si erano formati tavoli tecnici di lavoro tra l’ente preposto e le industrie coinvolte, al fine di evitare e prevenire il ripetersi di tali eventi. Ma a quanto pare nulla si è fatto per risolvere il problema, anzi, con la cessione ai russi della Lukoil degli stabilimenti Isab, pare che ben poche risorse siano state devolute alla manutenzione degli impianti e alla loro messa in sicurezza. Da allora ad oggi le emissioni di H2S nel quadrilatero industriale Melililli, Priolo, Augusta e Siracusa non sono state bloccate e nemmeno ridotte. L’odore nauseabondo di uova marce e quello dei prodotti petroliferi di raffineria colpisce periodicamente, ma sempre più spesso, complici anche i venti o i processi atmosferici, ma è ora che si scenda in piazza per protestare. Purché questa protesta non sia solo episodica ma sia l’inizio di un nuovo corso di battaglie ecologiche per la salvaguardia della nostra salute e di quella dei nostri figli.

 
di Redazione (pubblicato il 16/10/2013 alle  21:20:39, nella sezione CRONACA,  857 letture)

pippo gianniPippo Gianni (nella foto a sinistra), segretario regionale del Centro Democratico e parlamentare all’Ars, ha chiesto al Presidente della Regione di utilizzare l’area del porto commerciale di Augusta per realizzare un centro di accoglienza provvisorio per i migranti che arrivano sulle nostre coste. “Un centro di accoglienza per i rifugiati sotto l’egida dell’Onu va realizzato - sostiene Gianni - nell’ hub europeo siciliano che è il porto di Augusta. Lo propongo al presidente della Regione Rosario Crocetta affinché attivi subito una partnership con il ministro degli Esteri, Emma Bonino, per chiedere un intervento delle Nazioni Unite a favore dell’accoglienza degli immigrati del Maghreb e delle aree di guerra del Medioriente che giungono in Sicilia”.

“Nello stesso tempo – aggiunge il deputato regionale – invito il presidente Crocetta a farsi promotore di un vertice con la Commissione Europea per avviare con il supporto degli Stati frontalieri un grande progetto di formazione professionale internazionale per gli immigrati che la Sicilia accoglie quotidianamente, per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro o il rimpatrio dopo aver conseguito un attestato di abilitazione all’esercizio di un mestiere”.

 
di Redazione (pubblicato il 13/10/2013 alle  21:37:40, nella sezione CRONACA,  775 letture)

bonoL'on. Nicola Bono, in merito alla notizia dell'avvenuta approvazione del disegno di legge di riforma delle città metropolitane da parte della Giunta di Governo della Regione, ha dichiarato che “non ha senso varare una riforma che lascia tutto com'era prima e cioè i Comuni , con i Sindaci e gli organi istituzionali al loro posto e, quindi, non produrrà alcun risparmio, né soprattutto alcuna razionalizzazione in termini di unificazione della gestione di territori fortemente urbanizzati. Anzi, viene proposta una nuova complicazione burocratica, e conseguente nuova spesa, costituita dalla istituzione del Sindaco della città metropolitana. E con quali poteri, visto che si prevede una elezione di secondo grado? Piuttosto che una riforma, sembra la duplicazione di un errore, quello della istituzione dei Consorzi di liberi Comuni in luogo delle Province Regionali, sulle cui competenze e utilità, non a caso nessuno è ancora riuscito a esprimere uno straccio di ipotesi di lavoro. Ma che importa se queste pseudo riforme, dettate da esigenze demagogiche e vittime di impulsi esasperatamente conservatori, oltre che del tutto insensibili a qualsivoglia oggettiva modernizzazione delle Istituzioni Pubbliche Siciliane non funzioneranno, determineranno spese aggiuntive e, soprattutto, non sazieranno la fame di servizi pubblici di una vasta platea di utenti sempre più abbandonata a se stessa? Sarebbe il caso che l'ARS su queste questioni, una volta tanto, non intervenisse in maniera approssimativa e demagogica, ma recuperasse le capacità riformatrici che in passato più volte ha mostrato di avere e di sapere mettere a profitto, anche anticipando riforme che lo Stato ha poi fatto proprie e riproposto su scala nazionale”.

 
di Redazione (pubblicato il 12/10/2013 alle  17:19:19, nella sezione CRONACA,  1115 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta si è riunito venerdì 11 ottobre al Venus Sea Garden Resort per il tradizionale Passaggio della Campana che ha sancito l’avvicendarsi tra il presidente uscente del Club dott. Gaetano Roggio e il Presidente subentrante per l’anno sociale 2013-2014 dott. Raimondo Raimondi. Alla presenza del Luogotenente del Governatore del Distretto Italia-S.Marino Divisione Sicilia Sud-Est, dott. Luigi Barone, ha presentato la serata il cerimoniere ing. Domenico Morello. Dopo il formale passaggio delle consegne ha preso la parola il neopresidente Raimondi, che ha ricordato come, tra le centinaia di vittime della recente spaventosa tragedia di Lampedusa, ci siano tanti bambini, « anello debole di una catena di umana povertà che il progresso non è ancora riuscito a debellare, mostrando ai nostri occhi impotenti e attoniti lo spettacolo macabro dei cadaveri allineati dentro i sacchi di plastica, sulla banchina del porto di Lampedusa come sulla spiaggia di Sampieri». Il presidente ha poi illustrato il programma per l’anno sociale appena iniziato.

A breve, dal 20 al 23 ottobre il Kiwanis Club di Augusta sarà tra i promotori del Progetto “Una cultura in tante culture”, corso di formazione per insegnanti sull’integrazione di alunni di etnie diverse nelle scuole di ogni ordine e grado, organizzato da Ziva Fischer Modiano dell’Adei Wizo, associazione israeliana che si occupa di integrazione scolastica e sociale. Un evento di portata internazionale promosso dal Club di Augusta. Nel programma per l’anno sociale, oltre le consuete attività associative e conviviali, ci saranno alcune conferenze, e, durante la Giornata mondiale del Kiwanis verrà presentato un progetto scolastico di educazione alla legalità, “La sconfitta della mafia e del bullismo da parte dei giovani”, con proiezioni cinematografiche e incontri diretti con gli studenti.

In programma anche la Prima edizione del Premio “Kiwanis Augusta for children”, nel quale personalità della politica, della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e dello sport saranno premiate per il loro impegno a favore dei bambini.

Ancora, tra i progetti che il Kiwanis promuoverà, ci sarà quello di trasmettere l’amore per la lettura ai bambini tramite il progetto “Leggiamo Intorno al Mondo”, un programma di service che coinvolge attivamente i giovani e li incoraggia a intraprendere un viaggio di lettura che durerà tutta la vita. “L’amicizia – ha detto il presidente Raimondi - si rinsalda nell’impegno a raggiungere obiettivi comuni e, in quegli eccitanti momenti, non contano le cariche, non conta sapere chi avrà maggiore evidenza, ma la gioia è nel centrare insieme l’obiettivo. Abbiamo la volontà di affermare il Club come leader per i diritti ed i bisogni dell’infanzia, anche localmente”. Il Presidente ha concluso il suo discorso di apertura ribadendo l’orgoglio di “appartenere al Kiwanis, di essere socio di questo eccezionale sodalizio e ora presidente del nostro club”. Ha quindi chiamato accanto a se per la foto di rito il nuovo Comitato Direttivo così composto: Gaetano Roggio past president, Salvatore Cannavà presidente eletto, Paolo Russotto vicepresidente, Antonino Valastro segretario, Franco Rattizzato tesoriere, Marco Arezzi, Antonello Forestiere, Emilena Iacieri, Romolo Maddaleni, Giuseppe Pisasale, Michele Purgino e Franco Pustizzi consiglieri, Domenico Morello cerimoniere, Romolo Maddaleni addetto stampa, Renato Giummo chairperson formazione ed Emilena Iacieri chairperson del Service. Tra gli ospiti della splendida serata il Direttore dell’Arsenale Militare Marittimo di Augusta Contrammiraglio Giuseppe Abbamonte, il Comandante della Base di Augusta Capitano di Vascello Giuseppe Barbera e i Presidenti dei Club Services cittadini, Rotary, Lions, Inner Wheel e Fidapa.

 
di Redazione (pubblicato il 05/10/2013 alle  15:55:30, nella sezione CRONACA,  803 letture)

Alla prossima riunione del Consiglio Comunale di Siracusa si annuncia una seduta calda e tante polemiche su uno dei punti all’ordine del giorno: la cittadinanza onoraria al ministro Cecile Kyenge. La proposta è stata presentata dalla consigliera del Pd, Carmen Castelluccio. E’ anche probabile una visita della ministra a Siracusa tra breve.

Su questa decisione, che va discussa in aula consiliare, non sono tutti d’accordo. Salvo Castagnino, consigliere comunale e capo gruppo di “Siracusa Protagonista”, tra gli altri, sostiene: “Sulle capacità del ministro, niente da dire. Ma quello che mi chiedo è cosa abbia mai fatto per Siracusa per meritarsi il nostro riconoscimento? A me sembra tutto uno spot politico locale ma senza basi. Ripeto, che energie ha speso o che tempo ha dedicato a Siracusa nel suo incarico da ministro la Kyenge? Non mi risulta che per la collettività siracusana abbia prodotto un qualche risultato tale da giustificare la cittadinanza onoraria”. Ancora il consigliere comunale lamenta “la sua assenza e il suo silenzio sull’emergenza migranti che Siracusa sta fronteggiando con grande dignità e impegno. Non si è precipitata qui né ha rivolto parole dedicata a Siracusa ed ai siracusani”.

Compatto invece il Pd a favore della richiesta della Castelluccio. D’altra parte già nel luglio di quest’anno Marika Cirone Di Marco, deputato regionale PD, aveva indirizzato al Sindaco di Siracusa una richiesta assai simile: “Gentilissimo Sindaco, - scriveva Marika Cirone - i recenti sbarchi di immigrati sulle coste siracusane segnalano quanto la nostra città e la provincia siano diventati un punto di particolare interesse per l’accesso all’Europa, con tutto il carico di problemi che simili fenomeni comportano. Siamo da sempre terra di accoglienza e questa attuale occorrenza è solo l’ultima di una lunga storia. Non mi sfugge il fatto che questi fenomeni possano determinare tensioni, specie se non ben governate, ma sono certa che sapremo trovare i modi e le risorse necessarie per trasformare la tragedia della fuga dalla povertà e dalle guerre di migliaia di migranti in una occasione per nuove relazioni, più ampie conoscenze e nuove occasioni di sviluppo. Sono convinta che questa scelta politica vada accompagnata con gesti forti e significativi, specie in un Paese come il nostro dove, invece, le spinte alla chiusura e al razzismo trovano sponda in alte cariche dello Stato, come è accaduto con le dichiarazioni del vicepresidente del Senato, Calderoli, a danno del Ministro Kyenge. Tralascio le considerazioni da me già espresse nell’appello per le dimissioni di Calderoli, che le allego in copia, per dire che comunque il Ministro ha bisogno di segni di sostegno e solidarietà da parte del Paese tanto quanto noi, a Siracusa e in Sicilia, abbiamo bisogno di solidarietà da parte del Paese e delle sua autorità di governo per una efficace politica di accoglienza e di tolleranza. E’ per queste ragioni che Le chiedo se non ritenga opportuno conferire al Ministro Kyenge la cittadinanza onoraria di Siracusa rendendola partecipe dello spirito della nostra città, dei suoi problemi e delle scelte di accoglienza che la maggioranza della popolazione esprime attraverso la Sua amministrazione”.

 
di Redazione (pubblicato il 05/10/2013 alle  15:49:23, nella sezione CRONACA,  755 letture)

E’ del 2 ottobre scorso la sentenza del TAR di Catania che ha rigettato i ricorsi della società AM Group, titolare di un progetto di urbanizzazione di 71 villette in località Epipoli a Siracusa. Nel ricorso è intervenuto ad opponendum il Comitato regionale siciliano di Legambiente, rappresentato in giudizio dagli avvocati Marilena Del Vecchio, Corrado Giuliano e Paolo Tuttoilmondo. Sull’argomento riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dello Studio legale Giuliano:

 “Il TAR di Catania, con sentenza del 2 ottobre scorso, ha rigettato per infondatezza i ricorsi di Am Group contro l'Assessorato ai Beni culturali ed ambientali e all'identità siciliana per l'annullamento del provvedimento della Soprintendenza di Siracusa (n. 15118 del 20 settembre 2011), che negava il nullaosta per la realizzazione di 71 villette e di altre strutture ricettive all'Epipoli su un terreno di proprietà della società, e del decreto dell'Assessore regionale ai Beni culturali (n. 98 del 1 febbraio 2012) che disponeva l'adozione del Piano paesaggistico per il territorio della provincia di Siracusa.

Il TAR ha quindi dato ragione al Comitato regionale siciliano di Legambiente, intervenuto ad opponendum, sull'infondatezza del ricorso in seguito all'adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa che prevede, per l'area in questione, il massimo livello di tutela ed un divieto assoluto di edificazione. Nella sentenza si legge, inoltre, che la Soprintendenza, all'epoca del diniego del nullaosta, quando il Piano paesaggistico non era ancora stato adottato, aveva osservato che nell'area oggetto del ricorso risultavano compatibili, con il vigente vincolo archeologico indiretto, solo interventi connessi alla "ordinaria conduzione del fondo ed alle normali opere di trasformazione agricola eventualmente necessarie".

Il TAR ha quindi sottolineato che in sede di approvazione del Piano regolatore generale sarebbe stata auspicabile una più attenta valutazione della compatibilità fra le previsioni di vincolo indiretto e i diritti di edificazione dei privati. La convenzione stipulata tra AM Group e il Comune di Siracusa nel marzo 2011 contemplava, infatti, il diritto della società di realizzare, previo rilascio di una o più concessioni edilizie, l'importante intervento urbanistico al centro del ricorso”.

 
di Redazione (pubblicato il 29/09/2013 alle  13:00:52, nella sezione CRONACA,  1044 letture)

parcoL’Associazione Culturale Lamba Doria di Siracusa, presieduta da Alberto Moscuzza, ha reso noto di aver inviato una lettera aperta ai rappresentanti politici all’Assemblea Regionale Siciliana affrontando il tema della mancata conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa. “Gentili Onorevoli – recita il testo della lettera - lo scrivente, nella qualità di Presidente e legale rappresentante pro-tempore dell’Associazione Culturale di Storia militare “Lamba Doria” operante in tutto il territorio nazionale con iniziative di tutela e valorizzazione di siti storici militari, interviene sulla mancata conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco della Neapolis, per l’istituendo Parco ricadente nel sito storico del Castello Eurialo, gioiello di architettura militare unico nel suo genere nel periodo classico. La legge regionale 20, che stabilisce le norme per la istituzione del sistema dei Parchi archeologici siciliani. risale al 2000. E’ di tutta evidenza che se sono trascorsi invano 13 anni e come siracusani dobbiamo chiederci dove vanno cercate le responsabilità delle inadempienze per la mancata istituzione di detto Parco. Probabilmente, non c’è stata la volontà politica di istituire il Parco di Siracusa, perché la sua istituzione toccherebbe gli interessi di privati. Forse c’è stata la volontà di guardare a interessi privati piuttosto che tutelare il pubblico interesse che dovrebbe salvaguardare un paesaggio archeologico unico al mondo (il complesso delle mura dionigiane che culminano nel Castello Eurialo); paesaggio che, è bene ricordarlo, è un valore costituzionalmente difeso dall’art. 9 della nostra costituzione! La storia della perimetrazione del Parco di Siracusa, presenta aspetti alquanto singolari con tanti punti interrogativi. Dopo 13 anni di ritardo, ci si chiede perché ancora oggi le Istituzioni competenti non abbiano trasmesso al Comune della città, come previsto dalla legge, la perimetrazione proposta dagli uffici addetti. A questo punto ci si chiede se risponde al vero la voce riportata dai giornali locali relativamente alla revoca dell’incarico della perimetrazione a suo tempo affidata ad alcuni dirigenti della soprintendenza di Siracusa. Ed é forse vero che è stato negato l’accesso agli atti relativi al Parco Archeologico al Presidente del Consiglio del Quartiere Neapolis avv. Culotti, che aveva formulato richiesta in tal senso? Gentili Onorevoli, - conclude Moscuzza - rappresentanti dei nostri interessi all’Assemblea Regionale Siciliana, vi chiedo, come Presidente dell’Associazione culturale “Lamba Doria” e come siracusano, d’intervenire energicamente sugli organi istituzionali per risolvere una volta per tutte un mistero siracusano”.

 
di Redazione (pubblicato il 28/09/2013 alle  17:27:33, nella sezione CRONACA,  769 letture)

gazeboSabato 28 e domenica 29 settembre ad Augusta, come in altre 200 piazze italiane, i volontari della Protezione Civile sono stati in piazza Duomo coi loro gazebi per fornire informazioni sul rischio sismico con la campagna denominata “Terremoto - io non rischio”. Infatti mediamente ogni dieci anni l’Italia è colpita da un sisma con effetti catastrofici come quello dell’Aquila del 2009. Prevedere dove accadrà di nuovo è impossibile, ma si possono prendere delle contromisure per limitarne le conseguenze. Tutti i Comuni italiani possono subire danni dalle scosse telluriche, quindi l’iniziativa riguarda l’intero territorio nazionale. Sono in tutto 210 le piazze dove saranno fornite informazioni ai cittadini. In caso di scossa possono bastare piccoli accorgimenti per salvare una vita e i volontari sono a disposizione proprio per dare consigli e chiarimenti. La campagna, giunta alla terza edizione, è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. Una campagna di informazione sul rischio sismico per promuovere una cultura della prevenzione, con la speranza che i cittadini incontrati nelle piazze recepiscano e ricordino nel tempo quanto loro spiegato.

 
di Redazione (pubblicato il 28/09/2013 alle  17:26:48, nella sezione CRONACA,  743 letture)

busLe scuole si sono riaperte e con esse ripartono le difficoltà degli studenti, specialmente per i pendolari o comunque per tutti quelli che sono costretti a far uso dei mezzi pubblici per il tragitto casa - scuola. Se poi si tratta di utilizzare corse interurbane da Augusta verso Siracusa, i ragazzi devono sopportare un’ora di viaggio in piedi per l’inadeguatezza del numero di autobus e con il caldo che ancora in questi giorni ci attanaglia non è impresa da poco. Tanto che spesso si viaggia con la bussola aperta. Di questi disagi i ragazzi si sfogano sui social network, con rabbia e giovanile disillusione. Sulla tratta Augusta-Siracusa, poiché sono tanti i giovani augustani che viaggiano per frequentare alcune scuole superiori che sono soltanto nel capoluogo di provincia, come l’Istituto Nautico o l’Alberghiero, si lamentano i maggiori disagi considerato anche il costo della corsa che, tra andata e ritorno, ammonta a ben sei euro e venti giornalieri.

Sempre ad Augusta, paese che si è allargato a dismisura con la delocalizzazione delle unità abitative dal centro storico alla zona del Monte Tauro e oltre, i ragazzi usano abbondantemente i motorini con i conseguenti rischi per la loro incolumità e per il traffico urbano, e questo perché gli autobus sono pochi, spesso in ritardo, comunque inaffidabili per chi ha orari fissi, e non c’è neanche la mentalità dell’utilizzo dei “mezzi”, come dicono a Roma,che al Nord invece costituiscono una valida alternativa all’uso di veicoli privati.

 
di Redazione (pubblicato il 27/09/2013 alle  17:58:38, nella sezione CRONACA,  1215 letture)

POPOLO DELLA RETE LOGOIl Portavoce del “Popolo della Rete” di Augusta, Antonino Di Silvestro, fa pervenire il seguente comunicato: “Da qualche giorno si vocifera in città dei cosiddetti cantieri scuola (anche se il termine corretto è Cantieri di Servizi), i cittadini mi fermano per strada comunicandomi che nessuno agli uffici comunali ne all’ufficio collocamento sa dare una risposta in merito ad un’eventuale bando o sulla modulistica per fare richiesta di ammissione in graduatoria. Non accusiamo nessuno della disinformazione, ma chiediamo ai commissari di attenzionare maggiormente l’informazione e la comunicazione con gli uffici che si occupano delle relazioni con il pubblico, cosicché il cittadino riceva una risposta soddisfacente, e si evitino situazioni di confusione. Noi abbiamo letto e stiamo divulgando quanto espresso nella delibera 179 del 18 settembre 2013 e facciamo un plauso ai commissari per l’ottima scelta dei progetti presentati ma come già espresso i cittadini, sopratutto i disoccupati e gli inoccupati hanno bisogno di risposte certe e non è umanamente corretto farli vagare da ufficio in ufficio per ricevere solo risposte vaghe. Per quanto sopra - conclude Di Silvestro - chiediamo all’amministrazione di Informare la Città con maggiore chiarezza, magari affiggendo dei manifesti che descrivano accuratamente come partecipare al bando e come presentare la domanda per l’inserimento in graduatoria, e magari istruire l’URP e l’Ufficio di collocamento in modo che la comunicazione dia soddisfazione a chi oggi ha poco da essere soddisfatto proprio per la mancanza del lavoro”.

 
di Redazione (pubblicato il 27/09/2013 alle  17:57:35, nella sezione CRONACA,  930 letture)

ortisiMarco Ortisi (nella foto), in rappresentenza del Meetup 2.0, si è presentato lo scorso lunedì di fronte all'assessore Fabio Moschella, ufficializzando la sua disponibilità e quella dei privati cittadini che fanno parte del Meetup 2.0 (ciascuno mettendo a disposizione in modo gratuito le proprie competenze professionali) a collaborare alla pianificazione e stesura del Piano d'Azione per le energie sostenibili (PAES) che è il principale documento che deve essere prodotto a seguito della firma del Patto dei Sindaci ed indica quali interventi l'amministrazione comunale siracusana intende compiere per raggiungere, entro il 2020, l'obiettivo della riduzione di almeno il 20% delle emissione di anidride carbonica nell'atmosfera. Il Comune di Siracusa ha siglato il patto dei sindaci nel febbraio del 2013. Entro 1 anno dalla sua firma è però necessario presentare il PAES, pena l'inserimento di Siracusa nella “lista nera” delle città inadempienti, aspetto che potrebbe avere pensati ripercussioni anche sull'entità dei prestiti e dei finanziamenti erogati.

 "C'erano tante aree in cui potevamo attivarci" - ha dichiarato Ortisi - "ma questa indubbiamente era una di quelle a maggiore priorità, considerata l'impellenza della scadenza e gli impatti positivi, anche in termini di liquidità di cassa, che la presentazione del PAES potrebbe avere sulla nostra comunità".

Il Meetup 2.0 ritiene infatti che il Patto dei sindaci rappresenti uno strumento importante che, se ben applicato, potrebbe contribuire a dare respiro all'economia locale, in particolare alle aziende che ruotano attorno al comparto delle rinnovabili. L'assessore Moschella nell'incontro di lunedì scorso si è dimostrato sensibile alla tematica ed interessato ad evitare che Siracusa finisca nella lista nera dell'Unione Europea. I funzionari comunali presenti all'incontro hanno dimostrato altrettanto interesse, mettendo sul tavolo una serie di dati ed informazioni sui consumi energetici degli edifici comunali raccolti nei mesi passati, dati che saranno di grande utilità ai fini della redazione del PAES. A loro spetterà stilare nel breve termine un piano di lavoro che dovrà dettare i tempi delle attività necessarie da svolgere.

 
di Redazione (pubblicato il 23/09/2013 alle  21:04:12, nella sezione CRONACA,  928 letture)

Riceviamo e pubblichiamo ancora una nota di Mimmo Di Franco che puntualizza su un fatto preoccupante: “Da alcuni mesi - scrive il cittadino augustano - sono stati sospesi i lavori della nuova Caserma dei Carabinieri, in fase di costruzione, nei pressi della rotatoria di Villa delle Rose. Rifinire la stessa opera, dopo una sospensione, costa il 20% in più che nei tempi prestabiliti dai contratti in quanto, alla ripresa dei lavori, incidono sui costi gli aumenti dei materiali e il ripristino dei pezzi in degrado o rubati da vandali nel sito abbandonato. Un enorme edificio, già quasi finito all’esterno, mancante delle rifiniture interne e dell’arredamento degli uffici che poteva ospitare una compagnia Carabinieri con tutti i suoi reparti operativi. Rimarrà un’altra cattedrale nel deserto in attesa di nuovi fondi? Ecco come lo Stato spende i soldi dei cittadini che pagano le tasse, allo stesso modo in cui, dopo aver speso milioni di euro, sono stati sospesi i lavori dell’ex convento di S. Domenico. Mi chiedo, insieme a tanti cittadini, quali siano i motivi di questo spreco di denaro pubblico, perché di questo si tratta, in un momento in cui mancano i soldi anche per le più piccole spese? Per quanto tempo rimarrà come opera incompiuta, prima che qualcuno da Roma si ricordi di ultimarla? Come si può spiegare tutto questo in una città dove, a marzo di quest’anno, il Consiglio Comunale è stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose? Quest’opera poteva soddisfare le esigenze dei cittadini della borgata per un maggior controllo del territorio, mentre nel centro storico sarebbe rimasto il presidio della Guardia di Finanza e il Commissariato di P.S. Inoltre, a conferma di quanto sopra e per mancanza di soldi, sono stati chiusi altri due baluardi della giustizia come il Tribunale e gli uffici del Giudice di Pace. C’è un disegno politico nel considerare Augusta una frazione di Siracusa, oppure sono le incongruenze italiane, cui nessuno può contrapporsi? La spending rewiew non convince più, perché altrimenti si dovrebbe risparmiare su tutto e non solamente sulla giustizia, sulla sicurezza e sulla sanità che sono i cardini su cui si misura una società civile. Forse a queste domande non seguiranno delle risposte – conclude la nota - da parte degli uffici competenti ma saranno i cittadini a darle, al momento del voto, alla classe politica a tutti i livelli, ai responsabili del degrado e della disgregazione di molti uffici pubblici”.

 
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