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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 24/08/2016 alle  20:57:39, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  865 letture)

La Consulta Civica di Siracusa per bocca del suo presidente Damiano De Simone e dell'Assessore alle Arti e allo Spettacolo della stessa Raimondo Raimondi (insieme nella foto), condivide una parte dei concetti espressi nella lettera aperta dell'avvocato Corrado Giuliano e di Pippo Ansaldi ed altri sulle possibili alternative alle scelte riguardanti l'isola di Ortigia e allo scempio perpetrato in nome di un "progetto" turistico che non intende salvaguardare il centro storico di Siracusa, patrimonio dell’Unesco, ma pensa solo al profitto economico che possa derivare dalle varie realtà, senza attenzione al degrado generale e ai danni del decoro. Con la conseguenza, tra l'altro, delle impossibili condizioni di vivibilità dei residenti, perché permettere l’occupazione delle strade con tavolini e la musica a tutto volume senza limiti di orario significa senza dubbio contribuire al degrado di Ortigia non certo alla sua qualificazione turistica. Raimondi inoltre parla anche a nome del Movimento socio-culturale "Cambiare" di cui è portavoce e che aderisce alla "Federazione x Siracusa": "Ortigia dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma questo non basta: bisogna osservare il contesto a trecentosessanta gradi. I siracusani vogliono anche un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti senza un criterio che ne rispetti il decoro, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

Aggiunge il Presidente della Consulta Civica De Simone: "Si devono creare le condizioni perché Siracusa possa proporsi ad una più vasta comunità turistica, non solo quella di massa. Per questo serve approntare una serie di investimenti, per l'intrattenimento, oltre che per la ricettività, che possano attirare anche ad una clientela d'elite, più colta e raffinata, per la quale la Città, vista la grande varietà culturale che offre, è già pronta. Diversamente se non ci si adegua, si va verso una brutta fine, soprattutto economica. Quei grandi alberghi che rivivono oggi hanno già conosciuto epoche splendide, poi sono decaduti come era decaduta fino a qualche anno fa l'intera città. Questo fatto ci sia d'insegnamento. I cicli storici s'inseguono nel tempo e ciò che oggi cresce e dà speranze domani potrebbe di nuovo miseramente morire, pertanto è necessario adeguarsi e rispondere alla stragrande e variegata domanda turistica. Non possiamo sfrattare da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti, dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera, ma si deve provvedere a creare nuove condizioni d’equilibrio che possano garantire armonia tra le varie realtà che oggi vivono Ortigia".

 
di Redazione (pubblicato il 16/08/2016 alle  15:50:09, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  727 letture)

fotoRiceviamo e pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta alla città e alle istituzioni: “Lo sviluppo turistico di Ortigia è una delle poche voci positive dell’economia siracusana. La salvaguardia del nostro centro storico, patrimonio dell’Unesco, non è solo un dovere culturale e civile, ma anche una concreta speranza di reddito per molti siracusani. Lo sviluppo, però, non può essere anarchia, deregulation.

Lo sviluppo senza regole è solo scempio e impoverimento.

Accettare di fatto che chiunque possa occupare strade e piazze con tavolini moltiplicandone a piacere il numero, invadere l’isola di un persistente olezzo di fritture, consentire musica a tutto volume e rumori molesti oltre ogni soglia ammessa e oltre ogni orario, non significa facilitare la vita agli esercenti ma provocare il degrado di Ortigia.

Questa situazione sta da tempo provocando la fuga dei residenti, da un luogo che somiglia sempre meno a una città e sempre più ad un Luna Park. Le lamentele dei turisti più attenti sono il segnale che presto potrebbero anche loro essere in fuga.

Gli stessi ristoratori ed i commercianti e la nostra stessa comunità che su Ortigia ha puntato come investimento non solo economico, potrebbero a breve dover affrontare difficoltà non prevedibili.

Ortigia non può continuare ad essere questo Far West.

Dovere dell’amministrazione è guidare lo sviluppo della città impedendone l’abbrutimento, tutelandone la preziosità e unicità del nostro centro storico e nello stesso tempo evitare il dilagare senza regole e senza qualità delle attività economiche che potrebbe distruggere le stesse potenzialità di sviluppo che Ortigia esprime. Tutto questo è il frutto di una malintesa idea di sviluppo che vede Ortigia come un luogo da spremere e che alimenta l’impressione che ognuno possa fare ciò che vuole a tutto discapito di chi tenta di operare nel rispetto delle regole.

All'amministrazione comunale chiediamo con forza una inversione di tendenza ed il ripristino in Ortigia delle condizioni di vivibilità e di legalità. Agli organi preposti al rispetto delle regole ci appelliamo perché esse vengano fatte rispettare”.

L'iniziativa è di Corrado V. Giuliano – Pippo Ansaldi – Salvo Salerno – Peppe Giliberti – Roberto De Benedictis – Giovanni Randazzo – Giovanni Trigilio

La lettera è stata sottoscritta ad oggi da altre 236 persone.

 
di Redazione (pubblicato il 15/07/2016 alle  22:25:48, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  791 letture)

fotoInaugurato a Siracusa giovedì 14 luglio nello spazio sovrastante la fonte Aretusa il Gay Pride 2016 con una tavola rotonda moderata da Salvo La Delfa sul tema "gender". Una interessante iniziativa di confronto e di approfondimento su temi importanti come i diritti civili individuali e collettivi. "È importante portare il nostro orgoglio ancora una volta nel cuore del Mediterraneo - ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - soprattutto in queste ore in cui ancora una volta nei Paesi che si affacciano su questo mare si piangono le vittime di un orrore che ci lascia sconcertati. Al corteo del Pride più a sud organizzato in Italia, porteremo anche il ricordo delle vittime della strage di Nizza e di tutte le altre che abbiamo pianto nelle scorse settimane. Il nostro coraggio, l'orgoglio di chi non si piega alle leggi della guerra del terrore, sono la nostra Resistenza. Perciò è importante essere domani nelle strade, come saremo noi a Siracusa, per ribadire con ostinazione che in tema di libertà noi non arretriamo". Anche il Siracusa Pride fa parte dell'Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale per i diritti delle persone lgbti convocata da Arcigay assieme alle altre associazioni. L'appuntamento conclusivo sabato 16 luglio è fissato per le 18,30 a Riva Garibaldi, nei pressi del Ponte di Santa Lucia. Da lì il corteo si muoverà e raggiungerà Largo della Fonte Aretusa, dove sono previsti i discorsi finali. L'Onda Pride è abbinata a una campagna che lancia lo slogan "la diversità ci rende uguali". La campagna è stata studiata dall'artista e stilista Angelo Cruciani, le immagini sono invece del giovane regista e fotografo spagnolo Sergi Planas da un anno operativo in Italia.

 
di Redazione (pubblicato il 04/07/2016 alle  18:38:45, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  719 letture)

handicapLa sopravvivenza in città di barriere architettoniche, che rendono difficile la vita ai portatori di handicap motori, costituiscono un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di tanti anni dalla sua emanazione ancora non è sempre osservata. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento in taluni edifici pubblici è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi delineato con le strisce gialle. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. Probabilmente la coscienza civile, in questo campo come in tanti altri, va formata a partire dai ragazzi delle scuole, nella consapevolezza che i giovani siano più bravi dei grandi a capire tutto questo e che proprio da loro si deve cominciare per far sì che la solidarietà non sia solo un sostantivo privo di contenuti, ma un reale e concreto atteggiamento per poter coesistere tutti insieme, disabili e normodotati, in una città civile a misura d’uomo. Perché la diversità è un bene prezioso cui l’umanità può attingere per progredire, senza bisogno di sancire per legge percentuali di partecipazione al potere pubblico, perché “pari opportunità” è un concetto che vale erga omnes – per tutte le categorie sociali svantaggiate - e non riguarda solo il gentil sesso. Anche in politica, in un momento storico come questo in cui il cittadino ha perso ogni fiducia nella nobile arte, sostituire quantitativamente politicanti femmine a politicanti maschi è cosa risibile, ben altra cosa è trovare qualità d’alto livello in chiunque - uomini, donne, disabili, omosessuali e migranti - meriti di essere valorizzato e di lavorare per il progresso civile della città dove vive e della nazione che lo ospita.

 
di Redazione (pubblicato il 29/06/2016 alle  21:46:10, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  691 letture)

fotoPrima occasione di approfondimento e confronto a Siracusa sulla nuova legge sulle Unioni civili e le convivenze registrate approvata dal Parlamento l'11 maggio scorso. La Biblioteca Fedro dello Studio legale Giuliano e l'Ordine degli Avvocati della Provincia di Siracusa, con il patrocinio del Comune di Siracusa, hanno promosso un seminario formativo sulla norma nata dal disegno di legge che porta il titolo "Regolazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze". L'evento si è tenuto mercoledì a Siracusa presso il salone Borsellino di Palazzo Vermexio in Piazza Duomo. Relatori del seminario sono stati Salvatore Patti, Ordinario di Diritto privato all'Università degli studi "La Sapienza" di Roma, Luigi Alessandro Scarano, Consigliere della III Sezione civile della Corte di Cassazione, e Monica Velletti, Giudice della I Sezione civile del Tribunale di Roma. Ha presieduto i lavori Cesare Massimo Bianca, Professore emerito di Diritto civile dell'Università degli studi "La Sapienza" di Roma. L'iniziativa, aperta a tutti, ha visto susseguirsi interventi programmati e domande del pubblico. La partecipazione ha dato diritto all'attribuzione di 3 crediti formativi agli iscritti all'Ordine degli avvocati di Siracusa. I materiali informativi sulla legge erano stati pubblicati nel sito internet dello Studio legale Giuliano.

 
di Redazione (pubblicato il 26/06/2016 alle  19:59:30, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  771 letture)

prideI preparativi dell'organizzazione del Siracusa Pride procedono bene. Così afferma il presidente di Arcigay Armando Caravini. In città si discute quotidianamente sull'evento, soprattutto nei social network, e il confronto è positivo, significa che Siracusa partecipa nel bene o nel male all'evento. Si riscontra anche una grande adesione da parte delle associazioni cittadine e provinciali oltre che dalla rappresentanza politica e sindacale. Venerdì pomeriggio per le vie del centro storico, in Ortigia, rappresentanti di Arcigay porteranno con se il totem dei manifesti per una grande campagna fotografica dal titolo "un selfie per l'uguaglianza, un selfie per il Siracusa Pride". I manifesti sono quelli che richiamano il titolo del Siracusa Pride "Se fosse amore...", per far comprendere che due persone dello stesso sesso sanno anche amare e prendersi cura l'uno dell'altro, sanno anche essere una famiglia. Perché la famiglia- spiega Armando Caravini - non si crea in base all'orientamento sessuale ma si crea partendo dall'amore. Basta con "noi e voi", è maturato il tempo di cominciare a parlare di integrazione e uguaglianza". Il 28 giugno a Officina Giovani, in Largo della Graziella a Ortigia, dalle ore 18,30 è prevista la riunione di tutte le associazioni siracusane che hanno aderito al Pride, per gestire gli spazi del Pride village e del corteo finale.

 
di Redazione (pubblicato il 17/05/2016 alle  18:50:42, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  809 letture)

tiziana biondiMartedì mattina 17 maggio nel piazzale dinanzi al Tempio di Apollo in Ortigia si è svolto un incontro sul tema "Stop omofobia" organizzato dal circolo Gltb "Stonewall" di Siracusa. Dice Tiziana Biondi (nella foto), responsabile dell'associazione: "E' evidente, che nel 2016 c’è ancora bisogno di tanto lavoro per cambiare culturalmente un paese etero normativo che considera gay, lesbiche, bisessuali e transessuali "identità non previste". Gay, lesbiche, bisex, transessuali “visibili” e impegnati nella lotta per “la visibilità” e i diritti di tutti, sono orgogliosi di se stessi, delle loro famiglie e dei loro amori, ma possono fare di più con l’aiuto di tutte e tutti coloro che a prescindere dal proprio orientamento affettivo, la propria identità di genere, il proprio credo, vogliono impegnarsi per costruire una società che possa essere definita veramente “civile”, dove tutte e tutti possano essere semplicemente se stessi e possano godere degli stessi diritti oltre che degli stessi doveri. Ed è con questo spirito che l’associazione ha lanciato la nuova "Campagna fotografica 2016" per dire #STOPOMOFOBIA, senza “se” e senza “ma”, oggi, domani, sempre". L'associazione Stonewall inoltre ha presentato domenica 15 maggio la campagna "Semi di speranza contro l'omofobia" organizzata in collaborazione con la chiesa cattolica di Bosco Minniti e la chiesa Evangelica Battista di Siracusa.

Intanto si apprende che sarà la senatrice Monica Cirinnà, promotrice del disegno di legge sulle unioni civili approvato definitivamente dal Parlamento, la madrina del Siracusa Pride che si terrà in città dal 14 al 16 luglio prossimo.
 
di Redazione (pubblicato il 25/04/2016 alle  13:40:45, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1133 letture)

scarpe shoefitiAnche a Siracusa in via della Dogana, nel cuore di Ortigia sono apparse tante paia di scarpe appese ai cavo dell'elettricità. Si tratta del fenomeno dello "Shoefiti", italianizzato in "scarpe volanti", presenti ormai in tante altre città come nella vicina Catania, dove è diventato usuale alzare gli occhi al cielo e vedere scarpe appese ai fili del telefono o della corrente. Shoefiti è un termine che si riferisce alla pratica di legare tra loro i lacci di due scarpe e di scagliare queste ultime in aria, in modo da farle restare appese ai cavi delle linee elettriche o telefoniche. Le scarpe quindi, legate tra loro dai lacci, vengono lanciate verso i fili come una sorta di bolas. Il fenomeno prende il nome dall'unione delle parole "shoe" (scarpa) e "graffiti" e nasce nelle zone rurali e urbane degli Stati Uniti come manifestazione del folklore adolescenziale. Sulle shoefiti esitsono varie tesi sociologiche: i boy scout lanciano le scarpe sui fili elettrici prima di entrare al campo base, i militari lanciano i propri anfibi per festeggiare il congedo. Ma la tesi maggiormente accreditata tra gli studiosi del fenomeno è che si usi tra i ragazzi per celebrare un passaggio di vita importante come la fine della scuola, un nuovo lavoro oppure un amore o per annunciare ai loro coetanei la loro prima esperienza sessuale. La televisione e il cinema hanno contribuito al diffondersi di quest'uso, riportato tra l'altro in alcuni film tra cui "Stanno tutti bene" di Giuseppe Tornatore e "Creed-nato per combattere" di Sylvester Stallone.

 
di Redazione (pubblicato il 18/03/2016 alle  17:45:54, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  852 letture)

Il Comune di Pachino, insieme ad altri 50 comuni italiani, parteciperà quest’anno alla quarta edizione di RAEE@scuola, un progetto nazionale di comunicazione ed educazione ambientale volto a insegnare agli studenti delle scuole primarie (classi IV e V) e secondarie di 1° grado come gestire e smaltire correttamente i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). I ragazzi saranno protagonisti di un programma che unirà alle attività di informazione sui RAEE anche una vera e propria attività di raccolta delle piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche (PAED) nelle scuole, realizzata con il supporto operativo della Azienda Dusty. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), dal Centro di Coordinamento Raee (CdC RAEE) e a cura di Ancitel Energia e Ambiente, avrà una durata di tre settimane. Testimonial d’eccezione del progetto è uno dei personaggi del mondo dello spettacolo più amato da grandi e bambini: Baz (nella foto), il comico della trasmissione Colorado, entrato recentemente fra i dieci personaggi con più fan su Facebook. Oltre apparire su tutto il materiale informativo che verrà distribuito alle scuole, Baz ha già realizzato tre filmati a sostegno dell’iniziativa, visibili sul sito del progetto (www.raeescuola.it) o tramite Youtube.

 
di Redazione (pubblicato il 14/03/2016 alle  16:23:00, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  867 letture)

statua archimedeFrancesco Pappalardo, Socio fondatore del Club Rotary Siracusa Ortigia e capogruppo PD commenta così l’avvenuta inaugurazione della statua dedicata ad Archimede, figlio illustre di Siracusa: “In qualità di socio fondatore del Club Rotary Siracusa Ortigia, nonché di capogruppo del Pd, mi preme soffermarmi su taluni aspetti. La mancanza di un vestigio dedicato ad uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i cui contributi spaziano dalla geometria all’idrostatica, dall’ottica alla meccanica, oltre a suonare come un’ingratitudine della comunità siracusana nei confronti di Archimede, ha costituito una deminutio per la città. Il posizionamento dell’imponente monumento nello spiazzo della Darsena, al Rivellino, di fronte al mare, è, inoltre, un inno alla trasparenza e alla meritocrazia. La realizzazione della tanto attesa statua, per cui si è battuta, come componente del comitato ad hoc, la professoressa, Cettina Pipitone Voza, anche lei tra i soci fondatori del Club Rotary Siracusa Ortigia, è avvenuta tramite l’espletamento di un iter, conclusosi con l’indizione di un bando pubblico per individuare l’artista idoneo. Come si ricorderà, la commissione giudicante ha fatto cadere la scelta su Pietro Maltese e sull’architetto, Virgina Rossella, i quali non si sono limitati a creare un manufatto da ammirare, ma anche da fruire. La statua, infatti, poggia su una base, lo Stomachion, ritenuto, a torto, un semplice gioco matematico, ma con cui Archimede voleva, invece, far capire che bisognava inventare problemi che costringessero la matematica ad affrancarsi dalla povertà linguistica del gioco. In tale basamento, tra l’altro, sono tracciate alcune iscrizioni riepilogative della vita e delle opere di Archimede. Infine, mi preme sottolineare come il risultato raggiunto sia il frutto della sinergia tra gli Enti locali e il Club service, che, rappresentativo del territorio nella società, si pone quale obiettivo primario la soddisfazione di un bisogno pubblico, dunque, di un servizio, per il miglioramento del benessere sociale.”

 
di Redazione (pubblicato il 18/02/2016 alle  15:10:16, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  702 letture)

mauro carusoDurante l’ultimo consiglio comunale ad Augusta si è discusso su una mozione di indirizzo, presentata dai consiglieri di Attivamente: Biagio Tribulato e Angelo Pasqua.

La mozione intendeva impegnare l’Amministrazione nel riattivare uno sportello universitario. L’impegno, come recita la mozione, chiede la “realizzazione di un servizio in termini di supporto al disbrigo pratiche utili all’iscrizione dei cittadini all’università, dando anche la possibilità alle categorie più svantaggiate di poter essere assistite nel processo di iscrizione al mondo dell’Università”. Bisogna dire che l’Amministrazione Comunale in data 14 Agosto 2012 ha inviato il modulo per rinnovare la convenzione con l’Ateneo di Catania. Il 3 Ottobre 2012 lo stesso Ateneo rispose di non ritenere necessario rinnovare la convenzione, in concomitanza dell’entrata in vigore della normativa sulla decertificazione della pubblica amministrazione.

Il capogruppo consiliare del M5S Mauro Caruso (nella foto) a questo proposito a sua firma invia una precisazione: “Per questo motivo gli atenei hanno adeguato i propri siti web: tutte le richieste dovranno pervenire solo tramite trasmissione elettronica. Infatti, basta visitare una delle pagine, come quella del CUMI, e ci si rende conto che sono in evidenza tutte le documentazioni, richieste e segnalazioni da inviare o scaricare per l’ateneo. Non abbiamo nemmeno tralasciato la possibilità di precludere il servizio alle famiglie che subiscono uno stato di disagio, in quanto possono rivolgersi, in forma gratuita, presso diversi CAF, che prestano assistenza su tutta la documentazione da produrre, che, ribadiamo, è ormai solo telematica. Tutto si genera “online”, quindi uno sportello non assistito dagli atenei è considerato inutile dagli stessi istituti universitari. Gli interventi in aula dei proponenti hanno dato chiara sensazione di sottovalutare le capacità dei cittadini augustani, come se fossero totalmente scollegati da un mondo che viaggia in rete. Se poi consideriamo la fascia di età, per la quale era stata avanzata tale mozione, ci si rende conto che la stessa usa le comunicazioni via web in maniera molto semplificata grazie alla rete capillare formata da Pc, Tablet, Smartphone ecc.., mezzi che oggi sono in possesso di tutti”.

 
di Redazione (pubblicato il 30/11/2015 alle  19:22:07, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  967 letture)

Giulietto Chiesa e Raimondo RaimondiE adesso siamo davvero in guerra. «Tutta la vita politica europea sarà sconvolta per sempre», lo dice Giulietto Chiesa, giornalista e scrittore, secondo cui d’ora in avanti ogni disagio sociale sarà rubricato come problema di ordine pubblico, e lo sanno bene i politici che anno balbettato di fronte alla strage di Parigi, che ha posto in ridicolo l’intero dispositivo francese della sicurezza. Giulietto Chiesa da tempo cerca di mettere in luce le verità nascoste dai media di regime e spiegare alcuni aspetti contraddittori della politica estera nazionale con particolare riferimento alle verità negate, quei fatti scomodi che le veline di regime non riportano neanche, fatti negati o travisati come ad esempio la questione ucraina. Il suo libro recente “E’ arrivata la bufera” assume oggi alla luce degli accadimenti e delle tensioni un sapore profetico. Irrealtà, falsità, una informazione manipolata perché i grandi proprietari dei media, televisioni e carta stampata, controllano le notizie e ben poche voci si staccano dal coro, mentre sarebbe necessaria una possibilità di attingere ad una informazione attendibile, cosa prima d’ora assai difficile ma che oggi, grazie alla rete, comincia a diffondersi per far si che il cittadino esca dall’ignoranza e spezzi la coltre delle nebbie che avvolgono i fatti. Per esempio i detentori del potere sanno che quest’epoca sta per finire ma noi, cittadini comuni, non lo dobbiamo sapere. Il petrolio non sarà più sufficiente a produrre energia appena tra 30 anni, allorché costerà troppo e non tutti potranno averlo. Chiesa cita spesso una interessante legge di natura che esiste da sempre: “in un sistema di risorse finito non è possibile uno sviluppo infinito”. La lettura della realtà corrente e del prossimo futuro che Giulietto Chiesa compie con lucida analisi è, per certi versi, apocalittica arrivando perfino a pronosticare una guerra totale di cui già si mostrano le prime avvisaglie e che avrà come epicentro lo scontro tra gli Stati Uniti e la Russia di Putin. E, al netto degli opportuni scongiuri, i fatti sembrano dargli ragione ammantando di nubi oscure il prossimo futuro.

 
di Francesco Lombardo (pubblicato il 01/09/2015 alle  10:07:43, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1134 letture)

La nautica da diporto ha i suoi numeri: le stime dicono valga circa 2,5 miliardi di euro, occupi circa 20 mila addetti tra diretti e indiretti che finiscono inevitabilmente per interagire con i 429 porti (più 617 punti di ormeggio) della Penisola. Intorno ai quali si calcola poi che gravitino – per un motivo o per l’altro – sei milioni di italiani: equipaggi, cantieristica, ristoratori, personale di marina, commercianti etc. L’Italia resta pur sempre una penisola cinta da 7.375 chilometri di coste e il rilancio del turismo nautico è rallentato proprio dalla scarsità di infrastrutture: secondo i dati pubblicati dall’Ucina a giugno 2015 la Penisola riesce a dare un ormeggio soltanto al 33% delle sue imbarcazioni, contro il 66% della Spagna, il 41% della Francia e il 38% dei Paesi Bassi. Tuttavia il mercato potrebbe essere ancora più grande ove si consideri il flusso delle imbarcazioni straniere gravitanti nel mediterraneo. (Nota dell’avv. Raffaele Migneco apparsa su facebook)

 Riprendo dai “numeri” interessanti sul turismo nautico riportati dell’Avv. Raffaele Migneco e da un suo commento su fb sul costruendo porto turistico di Augusta per esprimere alcune mie riflessioni.

Si può dire che storicamente il Mediterraneo è stato una meta ambita da parte dei popoli del Nord Europa a cui, da un decennio, si sono aggiunti anche i Russi e gli orientali comprendendo in tali flussi turistici Giapponesi, Cinesi ed Arabi. Augusta, strategicamente posizionata, per sua fortuna, tra Siracusa e Catania, potrebbe assumere un ruolo importante per il diporto turistico di imbarcazioni a vela mediamente di 30 - 60 piedi ed oltre (circa 10-20 mt) che hanno la necessità di un approdo riparato a causa del loro maggiore pescaggio, mediamente 2,5 mt. ed oltre, rispetto alle imbarcazioni da diporto a motore.

Catania ed il suo hinterland, rappresentano oltre 1 milione di abitanti, i diportisti di questa macro area gravitano principalmente sul porto di Riposto e sul porto di Catania. Ma a detta degli stessi, oltre a preferire la costa in direzione Sud, raggiungere il porto di Catania espone a difficoltà a causa dell’intenso traffico veicolare ed in più, il porto essendo attracco anche di portacontainers e di grandi navi da crociera, è soggetto ad interferenze proprio a scapito della navigazione minore.

Ricordo che molto probabilmente la città di Augusta entrerà a far parte della grande area metropolitana di Catania che rappresenta “Il Distretto del Sud-Est quale l’area più ricca e attiva della Sicilia e tra le più importanti dell’intero Mezzogiorno” come ha detto recentemente il Sindaco di Catania, Enzo Bianco in un suo intervento per far rifinanziare dal Ministero dei trasporti la realizzazione dell’autostrada CT-RG.

In tale ottica è pacifico che creare delle sinergie con la città di Catania per tutto quello che riguarda i trasporti marittimi e la logistica via mare sia, per il diporto che, per il traffico delle grandi navi portacontainers che interesserebbe il porto megarese (sull’altra sponda dell’isola di Augusta) sarebbe cosa, a mio avviso, auspicabile e di merito per la nuova amministrazione della città, recentemente insediatasi. Con un ritardo ventennale, forse nel corso dei prossimi anni, con un commissario nominato ad hoc, si riuscirà a convogliare i reflui urbani di Augusta nel depuratore consortile. Ciò potrà restituire le pendici di levante dell’isola alla possibile fruizione balneare anche con la creazione di solarium, così come si è fatto negli ultimi anni nell’isola di Ortigia a Siracusa e presso il lungomare di Catania. I due interventi, il porto turistico con alle spalle il centro cittadino e la depurazione delle acque reflue, sono 2 tasselli importanti che potrebbero dare slancio alla città di Augusta operando naturalmente anche una riqualificazione di tutta l’area delle pendici di levante il cosiddetto “waterfront” dell’isola con un lungomare attrezzato principalmente per il passeggio e per percorsi ciclabili che certamente rivitalizzerebbero la città (soprattutto nel periodo estivo) prevedendo in tale intervento anche la piantumazione di alberi, palme ecc... Il waterfront del golfo Xifonio sarebbe “il biglietto da visita” della città o meglio dell’isola di Augusta per chi giungesse dal mare, come farebbero proprio i diportisti che arrivando su Yacht o su barche a vela potrebbero usufruire dei servizi del costruendo porto turistico.

E’ vero, venendo dal mare i diportisti che entreranno nel golfo Xifonio prima di avvicinarsi all’isola vedranno in lontananza le ciminiere del polo petrolchimico, a tal proposito, le autorità locali e la cittadinanza potrebbero attivarsi per sviluppare l’idea avanzata da alcuni studenti del politecnico di Milano dal titolo “doppio parco: laboratorio augusta-siracusa” in cui si fa l’ipotesi di un parco eco-industriale e culturale proprio nella fascia costiera che va da Augusta a Siracusa, certamente condivisibile e perfezionabile.

Dal lavoro svolto con la collaborazione ed il coinvolgimento di soggetti istituzionali locali, Confindustria Siracusa, Università di Catania, rappresentanti delle industrie allocate nell’area ed associazioni di volontariato è stata tratta una pubblicazione che potrebbe essere spunto utile per attivare il piano di risanamento ambientale della provincia di Siracusa decretato dal Presidente della Repubblica da 20 anni ed, ad oggi, purtroppo rimasto solo sulla carta.

Oltre a ciò, a completare l’opera, sarebbe auspicabile per migliorare l’offerta turistica della città la riqualificazione dei giardini pubblici e la ripresa dell’interessante struttura dell’ex cine-teatro “Kursaal” posizionato nel cuore degli stessi giardini pubblici senza dimenticare la creazione di una stagione estiva della città di Augusta intrisa di eventi in città e fuori città puntando ad una sinergia tra l’Amministrazione e le associazioni culturali cittadine. Infine, sarebbe anche opportuno in tale ottica, proporsi insieme con la vicina Brucoli che potrebbe presentarsi come un caratteristico “borgo marinaro” che con suo castello ed il suo porto canale diventerebbe, meta ambita di flussi turistici.

 
di Graziella Fortuna (pubblicato il 30/06/2015 alle  10:57:29, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1097 letture)

fotoCome ogni estate, ecco ritorna impellente ed indifferibile il cavilloso dilemma se far svolgere i compiti per le vacanze o lasciare i propri figli liberi di esprimere il loro “dolce far niente”. Al riguardo sono tanti i dubbi e la moderna pedagogia insiste sul fatto che obbligare i bambini a rimanere seduti ed eseguire anche un esercizio didattico o dei calcoli matematici, non accresce l’intelligenza, né aumenterà il grado di cultura. Cosa fare allora? Fin da piccoli è bene orientare il proprio figlio a fare della lettura il proprio passatempo preferito. Come? Non ci sono ricette miracolose, ma il metodo più efficace è quello del contagio. Vedere i genitori leggere offre al figlio stimoli e modelli fondamentali per avvicinarsi al piacere della lettura. Un libro può essere sfogliato, annusato, toccato e infine scelto. Un libro è magia e fa sognare. Una lettura, continua e costante, fa aumentare i propri punti di vista, libera la mente da vincoli e pregiudizi, sviluppa il pensiero critico, accresce l’immaginazione e la fantasia, arricchisce di un lessico vario e articolato, mantiene l’attenzione e la concentrazione, stimola la memoria, amplia le proprie conoscenze, migliora certamente il rispetto delle altrui idee e il rispetto delle persone. Lasciamo allora il fanciullo libero di dare sfogo alla propria espressione per ricordare che, un bambino che gioca tanto durante il periodo fanciullesco, sarà un uomo sereno e felice…e, al contempo, l’impiego di un po’ di tempo dedicato alla lettura non implica costrizione, né imposizione, ma la pratica di una buona condotta educativa e sociale. Ogni libro che si legge ci aiuta a diventare persone migliori nell’aridità della vita di tutti i giorni e come diceva Cicerone “I libri sono l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia”.

 
di Graziella Fortuna (pubblicato il 11/06/2015 alle  13:22:01, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  974 letture)

immagineChi non ricorda le donne del ’68 sventolare i reggiseni per rivendicare la libertà di essere femmina? Una libertà sognata, sperata, pretesa, confidata, trepidata. Mai temuta. Ma quale libertà? La nostra è una società ancora al maschile, anche se la rappresentanza femminile è garantita per legge, le cosiddette quote rosa, una vergogna costituzionale, e la professionalità delle donne, pur avallata, è pseudamente annichilita. Di donne se ne parla. Parlano le percosse che registrano diuturnamente i giornali di donne brutalmente picchiate e umiliate, derise, vituperate e maltrattate. Le donne sono brave a mascherare, a far finta di niente, a nascondere i soprusi subiti e a convivere nella loro vergogna, come se la colpa fosse loro. Continuano a rimanere in silenzio, a tacere la violenza fisica, psicologica e sessuale che sia, e a continuare ad essere persone dal sorriso spento. L’Istat ha registrato che sono state circa 70 milioni le donne che nel 2014 hanno subito violenza. Una realtà allucinante, senza confini e senza limiti ed è questo quello che emerge dai fatti di cronaca che costantemente siamo consapevoli testimoni di una realtà che è solo maschile, ma che riguarda le donne, il tutto mascherato da un falso buonismo che rende la donna sottomessa nella sua casa, trasformata, per l’occorrenza in una prigione. Si parla dell’incomprensibile e illogica leggerezza dell’uomo, il quale ha perso la lucida consapevolezza del cammino verso la ragione, fermo nelle sue radicate convinzioni che sono la risultante di millenaria supremazia. L’uomo non riesce a cambiare, rischia di apparire debole. Non può cambiare le regole della vita! Così ha fatto suo padre e il padre di suo padre, ai tempi dei tempi. L’uomo, negli anni, ha sviluppato il peggiore degli istinti: la violenza, la sopraffazione, l’annullamento della propria compagna…e la donna è sempre lì a raccogliere i cocci della propria vita, a ricomporli e fortunatamente non sempre a conservarli. Il cammino della donna è veloce e dinamico…è quello dell’uomo che va a rilento, inconsapevole che solo la libertà della mente può renderlo veramente uomo. Cronaca docet

 
di Redazione (pubblicato il 02/03/2015 alle  14:38:34, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  568 letture)

new normalLa nuova avventura di Arcigay Siracusa “The New Normal – le molteplici normalità” si pone come obiettivo principe quello di aprire un dibattito tra chi è interessato alle tematiche dell’orientamento sessuale. Attraverso la visione di spezzoni di film, telefilm e/o documentari, si avvierà un dibattito per meglio comprendere vissuti diversi da quelli ritenuti standard. Arcigay auspica la partecipazione anche di chi vuole capire e conoscere realtà diverse dalla propria e offrire in questo modo un punto di vista diverso e per questo arricchente. Il ciclo inizierà con la proiezione di spunti presi da una serie televisiva che ci porta all’interno di una problematica oggi al centro del dibattito e causa di controversie. Attraverso stereotipi, luoghi comuni e vissuti “dietro le quinte” lo spettatore sarà accompagnato all’interno di un mondo tutto da scoprire. Questa è un’altra iniziativa del Presidente Arcigay di Siracusa Armando Caravini, dopo l’apertura dello sportello di consulenza online “Chiedilo a noi” gestito con grande professionalità ed esperienza dalla Dott.ssa Maria Vittoria Zaccagnini, che svolge la sua consulenza settimanale direttamente nella sede sita in via Brenta 65 a Siracusa presso l’Associazione TempiNuovi, attività importante per continuare a dare supporto alla comunità LGBT aretusea e alle proprie famiglie.

 
di Redazione (pubblicato il 06/11/2014 alle  10:02:36, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  752 letture)

vernice rossaAugusta procede imperterrita in discesa lungo una brutta china di degrado civile e morale. Molto più che dai fumi dell’industria appaiono inquinati dalla maleducazione e dall’indifferenza i rapporti sociali come dimostrano una serie di sgradevoli eventi che si sono susseguiti in questi giorni: prima l’imbrattamento con della vernice rossa del portone delle Chiesa Madre, delle pareti e del sagrato (nella foto) durante la serata di Halloween. Un danno morale più che economico, un messaggio di inciviltà col sospetto amaro che gli autori siano i nostri figli che con eccessiva tolleranza abbiamo cresciuto senza trasmettere il valore del rispetto per uomini e cose. Nessuno ha visto nulla, come sempre, denotando omertà affiancata alla mancanza di educazione civica. Nello stesso periodo il crollo parziale dell’ex Cinema Impero, il cosiddetto “Pidocchietto”, ridotto a struttura fatiscente senza che le autorità siano mai intervenute né abbiano mai intimato ai proprietari dell’immobile di mettere in sicurezza l’edificio, che pure era un gioiellino dove molti di noi si sono accostati al cinema, magari, allora, quello delle pellicole di terza visione. Eppure la legge prevede che è obbligo dei proprietari preservare il decoro e la sicurezza degli immobili. Da tempo cittadini e associazioni chiedono agli amministratori di fare un censimento degli edifici pericolanti, molti dei quali si trovano nel centro storico di Augusta. Edifici fatiscenti ce ne sono tanti e sono anche ricettacolo di animali di ogni genere e spesso diventano discariche abusive. Ancora, nello stesso periodo di tempo, una ventina di panchine di ferro sono state trafugate dai viali dei giardini pubblici, sedili che si trovavano nella parte della villa comunale che si affaccia nel golfo Xifonio e anche nella zona adiacente al palco della musica. Probabilmente vendute come ferro vecchio o in qualche mercatino dell’usato. Infine, per non farci mancare nulla, ignoti hanno rubato la batteria e la centralina elettronica di avviamento del motore del furgone della stazione mobile di rilevamento dei dati ambientali situato nel sito dell’area dell’ex campo Palma, per monitorare, in particolare, il quartiere della Borgata, da sempre afflitto dalla presenza del deposito costiero di carburante della Maxcom, la cui ubicazione in pieno centro abitato è fonte di cattivi odori e di inquinamento.

Insomma episodi, senza voler esagerare troppo, che marcano il degrado di una città che ha bisogno al più presto di una amministrazione e di un sindaco eletto dai cittadini e ben scelto, in grado di raddrizzare la rotta e ambire a un migliore futuro, dopo questo periodo di commissariamento che, se ha aggiustato qualche conto e sanato qualche debito, ha anche allontanato sempre più i cittadini dalla politica e dalla condivisione gestionale del loro paese.

 
di Redazione (pubblicato il 08/10/2014 alle  16:42:32, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  779 letture)

biondiDecisa presa di posizione di Tiziana Biondi (nella foto), presidente dell'associazione Stonewall riguardo alla polemica nata dal provvedimento del ministro Alfano contro la registrazione in Italia, operata da alcuni sindaci, di matrimoni celebrati all’estero da persone dello stesso sesso. “Penso che Alfano abbia una strana fissa contro gli omosessuali, questa non è la sua ultima dichiarazione in merito – ha dichiarato la Biondi - alcuni avvocati di Glbt ci hanno detto che il prefetto non ha alcuna competenza e dunque quelli di Alfano sono solo attacchi strumentali. La posizione di Ncd è anacronistica per quanto riguarda una destra che si definisce moderata, visto che le destre europee sono su altre posizioni, e non si capisce bene quale sia il suo problema. Ormai non ci meravigliamo più di tanto, ma atteggiamenti come questi servono solo a far nascere un clima di discriminazione, così come accaduto per le sentinelle in piedi, fomentata da questo tipo di politica fatta di informazioni fallaci senza alcun fondamento scientifico o legale”.

Sull’argomento si è espressa anche l'assessore comunale alle Pari Opportunità di Siracusa Silvana Gambuzza: “Questo è un diritto che non si nega a nessuno – ha detto l’assessore della giunta Garozzo - partiamo da questo principio fondamentale. Poi, però, sono d'accordo che si debba legiferare in merito. Ma attenzione, l'unione civile ha valore legale solo per quanto riguarda il registro dell'unione civile, noi non abbiamo ancora mai registrato all'anagrafe un matrimonio registrato all'estero. Che è ciò a cui si riferisce il ministro”.

 Ricordiamo che proprio a Siracusa la prima coppia omosessuale si è iscritta nel registro delle unioni civili in una cerimonia officiata dal sindaco Giancarlo Garozzo nella ex chiesa dei Cavalieri di Malta.

 
di Redazione (pubblicato il 28/09/2014 alle  10:45:45, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1018 letture)

opera piaCi scrive Mimmo Di Franco a proposito della Fondazione Parisi Zuppello di Augusta: “Forse molti non sanno di un patrimonio lasciato dalla Fondazione Parisi Zuppello, sito nel vicolo Orfanotrofio,che serve a promuovere iniziative a favore dei minori, nonché alla realizzazione di feste, gite, vacanze estive e di istruzione. Tutte queste attività avrebbero dovuto essere finanziate dai soci e dagli assistiti, con i contributi previsti dalle leggi regionali e statali, con lasciti di qualunque genere e le offerte dei benefattori. Tutt’ora di quest’edificio usufruisce l’associazione “Il buon samaritano” che offre gratuitamente 32 pasti giornalieri ai più bisognosi e ad alcune persone emarginate.

L’opera pia “Orfanotrofio Parisi Zuppello Santangelo lasciò in eredità questo immobile, una grossa quantità di denaro e una vasta superficie di terreno per i fini sopraindicati. Poiché l’art.8 dello statuto della Fondazione recita che la stessa è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da 5 membri, nominati con decreto dall’assessore regionale agli Enti Locali, su proposta del Comune 2 consiglieri, altri 2 consiglieri proposti dalla parrocchia Maria SS Annunziata-Chiesa Madre di Augusta ed 1 consigliere delegato dalla Regione, assessorato Enti Locali. La carica ha la durata di 4 anni a decorre dal decreto assessoriale di nomina. L’ultimo commissario fu l’ing. Roberto Punginelli, Commissario Straordinario dell' I.P.A.B. Orfanotrofio Parisi Zuppello Santangelo di Augusta, dal luglio 2007 al giugno 2008.

Dopo qualche anno di presidenza, senza ombre e luci, a tutt’oggi, la Fondazione è di nuovo commissariata. Si chiede quale sia il patrimonio dell’Ente, considerata la partecipazione del Comune e quindi dei cittadini. Perché si trova in stato di abbandono, malgrado i soldi spesi per il rifacimento delle mura esterne, mentre gli infissi rimangono aperti facendo entrare acqua piovana e umidità insieme alle deiezioni di colombe? Perché non si utilizza l’immobile per fare un asilo nido comunale, considerata la mancanza di tale struttura educativa ad Augusta? Perché non è stato preso in uso per la distribuzione dei generi alimentari alle persone indigenti, evitando così di assistere allo spettacolo indecoroso di persone sulla strada in attesa del pacco alimentare?”.

 
di Redazione (pubblicato il 22/09/2014 alle  15:06:57, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1271 letture)

muralesCosì Siracusa sarà la prima città d’Italia a regolamentare i murales, conferendo dignità d’opera d’arte ai graffiti che oramai adornano tanti spazi della città. Naturalmente quelli di un certo pregio, non gli scarabocchi senza capo né coda, e nemmeno quelli che deturpano elementi architettonici. Il Comune è al lavoro per il primo regolamento sui murales che prevede percorsi autorizzativi e un elenco di siti nei quali si possono realizzare i dipinti. Saranno indicate anche le caratteristiche che le opere devono avere per essere considerate "artistiche”. A tal proposito è stato indetto un forum che durerà una trentina di giorni per acquisire consigli e suggerimenti dalla cittadinanza. Insomma i muri di cemento potranno essere trasformati in opere d'arte. La prima bozza del regolamento è stata redatta dal dirigente dell'ufficio urbanistica, Giuseppe Prestifilippo, in collaborazione con Andrea Tuccio e Alessandro Vasquez, i due siracusani che avevano invitato, il mese scorso, cinque artisti di fama internazionale a decorare i muri dell'istituto "Santa Lucia" di Siracusa, con il consenso della preside. Il Comune ha pensato di disciplinare questa attività, trasformando quello che il più delle volte è un atto vandalico in una forma di arte urbana, utile a migliorare il decoro urbano in zone degradate della città, dove il grigio del cemento impera sovrano e dove il colore potrebbe rendere più gradevole il contesto. Così peraltro si da opportunità agli artisti di mostrare il loro talento senza danneggiare monumenti e architetture. Un vero e proprio progetto nazionale sarà intitolato "Murarte", con la possibilità che le opere di arte urbana siano inserite all'interno di un network condiviso. Ricordiamo che Vittorio Sgarbi definì i graffiti e i murales della sede del Leoncavallo di Milano come la “Cappella Sistina della contemporaneità”, un luogo d’arte permanente da visitare, un pezzo di storia della città.

 
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