Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 26/07/2017 alle  09:46:25, nella sezione CINEMA,  196 letture)

FOTOL’eterna lotta tra ricchi e poveri rivive in una guerra tra due bande di adolescenti, sullo scenario di una Puglia magica dove è bandita ogni presenza adulta. “La guerra dei cafoni” di Davide Barletti e Lorenzo Conte (Italia 2017, 91') ha inaugurato le proiezioni dei lungometraggi della XVII edizione del Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, in piazza Regina Margherita che, fino al 30 luglio, si trasformerà nella sala cinematografica en plein air più grande e più a Sud d’Europa. Quest’anno, infatti, l’inaugurazione del Cinema di Frontiera è coincisa con il “compleanno” di Vitaliano Brancati, il grande scrittore pachinese che, per l’occasione, è stato ricordato anche nella sezione “Frontiera del libro”, con gli interventi di Antonia Brancati, figlia dello scrittore, e Grazia Sena, studiosa brancatiana.
La sezione dedicata al “Concorto – concorso di cortometraggi” è stata inaugurata nel cortile di Villadorata con le proiezioni fuori concorso di “Hollywood sul Simeto” (Italia 2017, 38'), Progetto scuola M. M. Lazzaro di Catania; “Alice dipinge un gozzo al cantiere Rodolico” di Riccardo Napoli e Vincenzo Drago (Italia 2017, 23') e “Il segreto dei caminanti” di Rita Mirabella e Giuseppe Tumino (Italia 2016, 63').
“Chiacchiere sotto il fico - incontri con gli autori”, l’ormai tradizionale sezione della manifestazione, in programma nel cortile di Villadorata, rappresenta l’occasione per presentare la VXII edizione del Festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi e, subito dopo, il progetto scuola: “Hollywood sul Simeto tramite l’incontro con il liceo artistico M. M. Lazzaro e gli interventi di Elena Russo (tutor interna), Sebastiano Pennisi (esperto esterno) e Maria Giovanna Panebianco (vicepreside).

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 06/06/2017 alle  18:15:04, nella sezione CINEMA,  475 letture)
Il 1° giugno 2017 alle Ciminiere di Catania, in occasione di Etna Comics, noto Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop giunto alla settimana edizione con un nuovo record di presenze, è stato proiettato il cortometraggio "Senza Ritorno”. L’attore emergente Dario Giarrizzo, anche soggettista e sceneggiatore del corto, ringrazia il Responsabile dell’Area Movie Cateno Piazza per l’occasione concessa all’opera a cui ha collaborato, prodotta con un budget minimo. Presenti in sala anche il filmmaker e regista Francesco Maricchiolo, fondatore del centro sperimentale di produzione cinematografica “LABORATORIOdiCINEMA”. “Ho fatto richiesta per partecipare al concorso all’ultimo momento, ma ormai il programma era stato completato. Ma non importa, per me, vedere il corto nella stessa sala dove hanno proiettato un film di Dario Argento, grande regista ospite della manifestazione, è più di un onore” ha dichiarato Giarrizzo. “Senza Ritorno” è visibile on line, gratuitamente, su YouTube.

 
di Redazione (pubblicato il 30/03/2017 alle  21:24:54, nella sezione CINEMA,  268 letture)

logoLa diciassettesima edizione del Festival internazionale del Cinema di Frontiera sarà presentata al Salone internazionale del libro che si svolgerà a Torino dal 18 al 22 maggio. Il Salone è la più grande libreria italiana del mondo e la più grande fiera editoriale della area culturale del Mediterraneo e il tema dell’edizione 2017 è “Oltre il confine”. Una tematica che si sposa con i valori su cui si fonda il Cinema di Frontiera, che verrà inserito nell’ambito del Superfestival, un progetto che ha l’obiettivo di raccogliere per la prima volta in un’unica «casa» i principali festival culturali italiani. La XVII edizione del Cinema di Frontiera si svolgerà dal 24 al 30 luglio a Marzamemi, organizzata dal Centro commerciale naturale “Marzamemi” e dal cinecircolo Cinefrontiera, con il sostegno dell’assessorato al Turismo della Regione Sicilia, il Comune di Pachino e la Banca di credito cooperativo di Pachino.

«Una occasione di confronto – ha dichiarato Nello Correale, direttore artistico del Cinema di Frontiera - sia "interno" (per organizzatori, direttori artistici, sponsor e istituzioni, operatori culturali), sia rivolto al pubblico che visita il Salone, che ci consentirà di presentare il nostro Festival nell’ambito di una importante vetrina culturale internazionale». Oltre al direttore artistico, alla presentazione saranno presenti le presidenti del Ccn Marzamemi, Barbara Fronterrè, e del cinecircolo Cinefrontiera, Rosita Pignanelli.

 
di Redazione (pubblicato il 11/10/2016 alle  10:21:59, nella sezione CINEMA,  447 letture)

campoArcigay Siracusa sposa il progetto di collaborazione per la realizzazione del film “L’altra metà di me” prodotto dalla South pictures con la regia curata dalla produttrice e regista siciliana Annarita Campo, ultima erede della scuola del Neorealismo italiano nonché, per l’appunto, fondatrice del cosiddetto ‘Neorealismo al femminile’ in quanto scrive e dirige solo film con protagoniste le donne.

“L’altra metà di me” è un film - ha dichiarato Annarita Campo- nato per raccontare l’amore vero, quell’amore che non ha sesso, non ha limiti e soprattutto non ha pregiudizi. Due ragazze si innamorano l’una dell’altra, mettendo al primo posto il forte e profondo sentimento che provano, non curandosi di quello che può pensare la gente bigotta che le giudica solo per poter dare fiato alla bocca, pretendendo di manipolare e gestire la vita delle persone senza essere capace di gestire la loro. Il film racconta di come la nostra metà potrebbe anche essere, inaspettatamente, proprio una persona del nostro stesso sesso. Per questo film la casa di produzione ha chiesto il patrocinio ad Arcigay Siracusa perché ci tenevamo a sostenere una realtà locale e nazionale, a collaborare con piacere con un’associazione che si occupa di sostenere le persone omosessuali; sarà donato all’associazione il 40% netto degli incassi al botteghino››.

“In qualità di Presidente di Arcigay Siracusa- ha affermato Armando Caravini - ho incontrato la nota regista Annarita Campo, la quale mi ha proposto la collaborazione di Arcigay per la progettazione del film scegliendo la nostra città per le riprese del film riguardante l’amore tra due donne. Sono rimasto, subito, entusiasta della trama del film, dell’idea della regista e in particolar modo onorato di aver scelto Siracusa e la nostra collaborazione; pertanto abbiamo deciso di aiutarla per quanto riguarda i casting, dall’inizio delle riprese fino alla conclusione del film. Sono fiero di iniziare questa nuova collaborazione tra la South Picture e Arcigay Siracusa. Invitiamo tutti ai casting che si terranno il 27-28-29 ottobre nel locale Il Borgo di Città Giardino sito in via Edoardo Garrone dalle ore 16 alle ore 20. Possono partecipare persone di qualsiasi sesso e orientamento sessuale dai 18 anni ai 50 anni. Per partecipare ai provini è necessario munirsi di documento di riconoscimento e di una fototessera. La produzione è anche alla ricerca delle due protagonisti femminili che avranno l’occasione di essere dirette da una delle più giovani maestre del cinema italiano”.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 22/08/2016 alle  14:05:50, nella sezione CINEMA,  341 letture)

immagine filmConosciamo "Erba Celeste" dalle parole della sua autrice, Valentina Gebbia (scrittrice, regista, sceneggiatrice e tecnico del montaggio): “Il film è tratto da uno dei miei romanzi. Se hai visto il sito, saprai il miracolo produttivo che rappresenta, realizzato senza budget, con i tempi di una normale produzione, solo grazie a volontà e passione. Saprai anche che siamo stati invitati, finora, in tre Festival e che il film non è ancora uscito nelle sale. Dovrebbe essere una questione di settimane, ovviamente in un circuito di cinema indipendenti. Daniela Giordano è una delle gioie che questo film mi ha dato”.

Leggiamo la sinossi: “Celeste è una musicista che vive in una residenza per artisti nell’assolato entroterra siciliano, il Baglio Acquecalde. È ammalata di cancro e ha scelto di rompere col pensare comune per curarsi con l’alimentazione naturale, la fitoterapia, i libri e la cannabis. Amaranto, proprietario della residenza, è un affascinante architetto deluso dall’amore, con un carattere spigoloso e con grandi difficoltà a leggere nella propria anima. Insieme a loro, vivono il dottor Camillo, medico amante dell’alcol che ha girato il mondo, e artisti che in quel luogo hanno ritrovato una famiglia, immersi nel verde incontaminato e nell’amore di Celeste. Il loro microcosmo è violato da alcuni eventi: Daniela, scrittrice bizzarra e un po’ fuori di testa, è certa che proprio fra quelle mura, le abbiano rubato il suo ultimo manoscritto, mentre nel comportamento di alcuni anziani, c’è qualcosa di strano e inspiegabile. Amaranto cerca di scoprire cosa accada e, nell’indagare, si troverà a diffidare proprio della sua amica Celeste che, nei pomeriggi domenicali, offre agli amici un tè a base di erbe non identificate. L’uomo crede che Celeste droghi la gente e che i mali del posto scaturiscano da lei. Un anziano attore muore per un apparente attacco di cuore e la situazione si fa sempre più tesa perché anche Doriano, il direttore d’orchestra, si sente male nella notte. Il Baglio Acquecalde finirà per diventare una metafora del mondo, un mondo che spaccia per verità atroci bugie e chiama droghe solo alcune sostanze condannate dalla convenienza della storia. Nell’intrecciarsi di sentimenti forti, storie d’amore, colpi di scena e tenerezza, e soprattutto nell’amicizia tra Amaranto e Celeste, nel loro incontro-scontro, c’è tutta la speranza di chi crede ancora nel futuro della vita”.

Erba Celeste è un buon film indipendente dove la Giordano recita qualche posa, dopo trentacinque anni che non calcava le scene, poco utilizzata nel ruolo della degente Adele, quasi sempre ripresa seduta e con un ruolo non molto influente nell’economia della storia. Un tema difficile come l’uso terapeutico della marijuana ha reso complessa la pratica di autorizzazione legislativa. A nostro giudizio le parti peggiori, quelle più didascaliche e ridondanti, narrate come una lezione scolastica, sono da ricercarsi nelle poche sequenze in cui la regista - attrice tenta di giustificare l’uso della cannabis. Il film gode di molti pregi e di una confezione suntuosa a livello di fotografia e di colonna sonora, una messa in scena pregevole e una recitazione - pur non perfetta - più che passabile visto che gli attori non sono degli affermati professionisti. Molto bravo il protagonista Daniele Musso nei panni di Amaranto, credibile voce narrante e importante presenza come deus ex machina della storia che si sviluppa all’interno della residenza assistita e vede come filo conduttore l’amicizia tra il ragazzo e la degente Celeste. Bene Valentina Gebbia, sia come regista che come interprete, buona la sua performance (a parte le sequenze troppo didascaliche) e interessante la direzione degli attori. Ottimi piani sequenza, suggestive panoramiche, rapide dissolvenze, colore intenso nelle riprese diurne ed efficace fotografia notturna giallo ocra, espressivi volti di anziani ripresi in primo piano. Straordinaria la colonna sonora - una delle cose migliori della pellicola - che accompagna immagini fotografate con mirabile intensità poetica. Note di merito per Ugo Flandina (fotografia) e Maurizo Bignone (colonna sonora) che con il loro lavoro conferiscono alla pellicola un valore aggiunto importante. Non condivido una parola del tema portante del film ma questo non inficia il giudizio estetico che resta molto positivo, inoltre, a parte l’uso della cannabis, resta il condivisibile tema dei valori caduti e degli anziani ormai ritenuti inutili e abbandonati a loro stessi. Difetto di fondo una recitazione teatrale, troppo impostata, e una sceneggiatura - soprattutto i dialoghi - che risente di una scrittura lirica, a tratti persino retorica. La storia riesce comunque a decollare, sollevandosi dalle pastoie di un eccesso didascalico, terminando con un finale da film giallo. Restano pesanti come macigni le parole del protagonista: “Non cambierò il mondo ma d’ora in poi voglio cercare di cambiare un po’ il mio mondo”.

Il film vince con merito il Premio del Pubblico all’ottavo Sciaccia Film Festival, inoltre viene presentato alla sessantaduesima edizione del Taormina Film Festival e nella sezione Sguardi Altrove del Womens Film Festival. Erba Celeste è realizzato con passione e volontà, grazie a molti sponsor e a una produzione composta dagli stesi attori. Girato nella zona di Palermo, con suggestive riprese della spiaggia di Mondello, fiumi montani, palazzi storici e spaccati di lungomare della città sicula. Citazione cinefila da A qualcuno piace caldo di Billy Wilder con un brano del film durante una proiezione, il famoso finale dove si recita la battuta: “Nessuno è perfetto!”.

 
di Redazione (pubblicato il 21/07/2016 alle  13:55:05, nella sezione CINEMA,  418 letture)

marzamemiPresentato nel monastero dei Benedettini a Catania il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, di cui Nello Correale è ideatore e direttore artistico. proiprio Correale ha sottolineato il grande spazio che quest'anno il Festival dedicherà al cinema dell'America Latina, attenzionando Cuba e un regista cileno, Patricio Guzman, autore, tra gli altri, della pellicola "La memoria dell'acqua", Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura al Festival di Berlino 2015. La Sicilia e Cuba sono due isole continentali, terre di frontiere geografiche e storiche che si confronteranno, tramite il cinema, al Festival di Marzamemi. Ricco il parterre degli ospiti: Egidio Eronico, regista; Claudia Gerini, attrice; Claudio Giovannesi, regista; Miriam Leone, attrice; Achille Occhetto, scrittore; Alessandro Piva, regista; Galatea Ranzi, attrice; Davide Riondino, attore e regista; Lucia Sardo, attrice; Andrea Stucoviz, produttore; Egidio Termine, regista.

Sette giorni di proiezioni, 4 schermi in contemporanea, 80 film tra lunghi, corti e documentari, 22 incontri con gli autori e 50 ospiti nazionali ed internazionali. Questi i numeri della XVI edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che avrà come madrina l'attrice Miriam Leone. La manifestazione, in programma nel borgo marinaro dal 25 al 31 luglio, presenta quindi un cinema indipendente, interculturale, attento ai temi delle frontiere geografiche, artistiche e culturali e al confronto tra i popoli e le culture. Ma il Festival punta anche a incentivare un turismo di qualità, attirando spettatori provenienti da ogni angolo della Sicilia e non solo, che ogni anno scelgono il periodo delle vacanze in coincidenza con i giorni in cui si svolge il festival.

 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/07/2016 alle  12:48:37, nella sezione CINEMA,  333 letture)

corrado farinaMuore Corrado Farina e per me muore un amico, non il regista di Hanno cambiato faccia e Baba Yaga. Muore l’intellettuale colto, gentile e raffinato che conobbi a Livorno, in occasione di un Joe D’Amato Horror Festival dove incontrai un sacco di gente sgradevole e poco interessante, al punto che fu in tale occasione decisi di non frequentare più i festival di cinema. Il solo bel ricordo legato a quelle tre giornate livornesi di quasi quindici anni fa resta Corrado Farina, che presentò al Cinema Gran Guardia il suo Hanno cambiato faccia su grande schermo. Adesso quel che resta del Gran Guardia è solo il nome, non è lo stesso cinema ma una tristezza. Muore Corrado Farina e io ricordo l’umiltà di un grande regista nello scendere a Piombino per ritirare un Premio Cappelletti alla carriera, parlare di cinema in una saletta di periferia, raccontare i suoi sogni. Muore Corrado Farina e io mi ricordo tutti i libri che ci siamo scambiati nel corso di tanti anni passati a vergare passioni sui fogli. Ricordo la sua rubrica su Nocturno, dove scrisse molto bene di un mio libro su Fellini e la lunga intervista che mi concesse per la Storia del Cinema Horrior Italiano volume 4 (“Cosa cavolo c’entro io con l’horror?” mi chiedeva stupito). Ma tra di noi era scoccata una scintilla, una sorta di affinità elettiva, un reciproco concederci che entrambi qualcosa di interessante l’avevamo fatto, lo stavamo facendo. Certo, lui molto più di me, in tutti i sensi. E se c’è una cosa di cui vado orgoglioso è di aver pubblicato la sua autobiografia, Attraverso lo specchio - film fatti e film visti, che nasce da una mia idea, da un mio input. Ci vedemmo in uno squallido bar di Venturina, in una giornata di pioggia per firmare il contratto, come se tra me e lui fossero serviti i contratti, ma Corrado era un uomo preciso, al limite della pignoleria. E il contratto andava firmato. Venne da me a Venturina, in compagnia della sua signora, ci vedemmo per l’ultima volta, gli detti il mio libro su Franco & Ciccio, poi ci siamo messi a fare il libro, che per fortuna è uscito. Ricordo che a un certo punto lo chiamò al telefono suo figlio Alberto e lui con la grande modestia che lo contraddistingueva gli disse: “Sai che c’è un editore folle che vuole pubblicare un libro sulla vita di tuo padre?”. Ecco tutto quel che mi resta di Corrado, a parte i suoi film, i suoi libri, le sue parole. Ecco che mi viene ancora a mente il suo stupore: “Ma tu pensi che ci sia davvero qualcuno disposto a leggere quel pensa Corrado Farina sul cinema?” Penso proprio di sì, Corrado. Penso proprio di sì. Come so che mi mancherai.

 
di Redazione (pubblicato il 05/07/2016 alle  15:19:53, nella sezione CINEMA,  359 letture)

filmfestOttava edizione per l'Ortigia Film Festival, la kermesse cinematografica dedicata alle opere prime e seconde del cinema italiano, ai documentari e ai cortometraggi italiani e internazionali. Quest'anno il festival renderà omaggio a una delle più grandi icone del cinema italiano: Marcello Mastroianni, di cui nel 2016 ricorre il ventennale della morte. Due i documentari a lui dedicati: "Marcello" di Mimma Nocelli, realizzato in collaborazione con Rai Movie, e "Marcello, una vita dolce" di Mario Canale e Annarosa Morri. Tra i numerosi ospiti la più importante è Laura Morante. Il festival, tra i tanti eventi collaterali prevede la presentazione del libro "Pane, Film e Fantasia" di Laura Delli Colli e la tavola rotonda "Il cinema italiano è donna? Attrici italiane a confronto", a cui prenderanno parte Valentina Lodovini, Veronica Pivetti, Lorenza Indovina e Barbara Tabita. Tra gli eventi collaterali la masterclass con Laura Morante, "Laura Morante, dalla carriera di attrice al debutto alla regia", condotta da Laura Delli Colli, e quella con Niccolò Ammaniti, Andrea Purgatori e Carmine Amoroso sul mestiere dello sceneggiatore, condotta da Stefano Amadio. Presidente di giuriadell'ottava edizione del festival per i Lungometraggi sarà Niccolò Ammaniti, affiancato da Valentina Lodovini e Carmine Amoroso. Per la sezione Cortometraggi presidente di giuria sarà Veronica Pivetti con i giurati Lorenza Indovina e Maurizio Tedesco. Ortigia Film Festival è diretto da Lisa Romano, con la consulenza artistica di Paola Poli, ed è organizzato dall'associazione culturale "Sa.Li.Rò."

 
di Redazione (pubblicato il 02/04/2016 alle  10:37:40, nella sezione CINEMA,  401 letture)

tonacciLa sedicesima edizione del Festival internazionale del cinema di frontiera, che si svolgerà a Marzamemi dal 25 al 31 luglio, sarà nel segno della collaborazione con i festival del Brasile e di Cuba. Ieri pomeriggio in visita a Marzamemi c’erano il regista e produttore brasiliano, Andrea Tonacci, che collabora con gli eventi cinematografici “Forum doc” di Belo Horizonte e “Cinema de fronteira” di Goiania, accompagnato dal figlio, Daniel Tonacci, dell’Agenzia nazionale brasiliana del cinema. I due brasiliani hanno incontrato l’organizzazione del Festival del cinema di frontiera e l’assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Pachino, Gisella Calì (nella foto con i due Tonacci), e nei prossimi giorni discuteranno con il direttore artistico della manifestazione, Nello Correale, sui modi di collaborazione tra i festival cinematografici brasiliani e il Cinema di frontiera di Marzamemi. «Stiamo volgendo lo sguardo al Sudamerica - dice Correale - e non ci sarà solo il Brasile, ma stiamo valutando un rapporto di collaborazione con Cuba». Intanto il “cantiere” per l’organizzazione della sedicesima edizione riapre: in prima fila ancora una volta il consorzio Centro commerciale naturale “Marzamemi” e il cinecircolo Cinefrontiera. Il catalogo 2015-2016 della manifestazione contiene: concorso internazionale di lungometraggi, concorso internazionale di cortometraggi, rassegna cinema e musica, incontro con gli autori, Lampi sul Mediterraneo, rassegna di documentari e fuori formato, omaggio all’autore. Partner istituzionali si confermano il Comune di Pachino, l’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, la Banca di credito cooperativo di Pachino. «Crediamo fortemente al Festival - dichiara il sindaco di Pachino, Roberto Bruno - come uno degli strumenti più importanti per accrescere lo sviluppo culturale del territorio siciliano. Un evento che punta anche a incentivare un turismo di qualità, coltivando spettatori provenienti da ogni parte della Sicilia, e non solo, che ogni anno puntualmente scelgono il periodo delle vacanze in coincidenza con i giorni in cui si svolge il festival».

 
di Redazione (pubblicato il 19/12/2015 alle  20:55:12, nella sezione CINEMA,  478 letture)

locandina aresHa aperto i battenti questa mattina il Festival Internazionale del Film di Siracusa “Ares”, il cui direttore artistico è Antonio Casciaro. Dopo la conferenza stampa, nella sala conferenze dell’Isisc (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali), in via Logoteta, si è tenuto l’incontro-dibattito “I linguaggi dell’inchiesta: cinema, giornalismo, letteratura e giurisprudenza””. Il seminario costituisce, insieme ad altre iniziative, la cornice culturale delle rassegne fuori concorso 2015 dell’Ares Film & Media Festival. La rassegna che ha ispirato il convegno organizzato dalla sezione siracusana dell’Associazione della Stampa e dall’Ordine degli Avvocati è quella dedicata a Francesco Rosi e ai suoi film-inchiesta. A relazionare, Riccardo Arena, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, cronista del Giornale di Sicilia e scrittore (“Anche oggi non mi ha sparato nessuno” Edizioni Leima, il suo ultimo romanzo); Elio Cappuccio, presidente Collegio Siciliano di Filosofia, docente di filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose “S. Metodio”; Luca Raimondi, pedagogista, scrittore, nonchè critico cinematografico; il Procuratore Fabio Scavone; Santi Terranova, avvocato e scrittore (“Filivespiri, un anno con l’avvocato Valenti”, il suo ultimo libro di racconti edito da Melino Nerella). Previsti anche gli interventi programmati di Sebi Grimaldi, Direttore della Scuola Forense Avvocati di Siracusa e Loredana Faraci, docente di Storia dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il festival è proseguito nel pomeriggio con un vernissage presso la Galleria Montevergini, dov’è stata inaugurata la mostra di artefatti multimediali.

Il ricco programma prevede due serate cine-musicali al Moon di via Roma prima di dare il via alle tantissime proiezioni che si terranno presso il Salone Monsignor Carabelli (ex Cinema Lux) in via Torres. Il concorso internazionale prevede 19 opere dei generi più disparati: il compito di giudicarli è affidato a Luca Raimondi e a due registi slavi, il bulgaro Tsanko Vasilev e il serbo Miomir Rajcevic.

 
di Redazione (pubblicato il 18/09/2015 alle  15:29:34, nella sezione CINEMA,  482 letture)

valeria golinoAl Festival di Venezia trionfa Valeria Golino (nella foto col direttore di Diorama) come miglior attrice e le viene assegnata la prestigiosa Coppa Volpi per la sua interpretazione in” Per amor vostro” del regista Giuseppe Guadino. E’ una seconda volta: il riconoscimento le era stata già assegnato quasi trent’anni fa, nel 1986, con “Storia d'amore” e oggi l’esperienza si ripete.

Valeria Golino, nata a Napoli nel 1965, ha recitato in molti film ed è stata tra le protagoniste di molte pellicole di successo americane tra cui “Rain man - L'uomo della pioggia” a fianco di Tom Cruise e Dustin Hoffman, “Lupo solitario” con Sean Penn, “Four Rooms” di Quentin Tarantino e “ Frida”. Nel corso della sua carriera di attrice cinematografica ha vinto 2 David di Donatello, 4 Nastri d'argento, 3 Globi d'oro, e 3 Ciak d'oro. Per ben due volte è stata premiata con la Coppa Volpi alla migliore attrice nel corso della prestigiosa Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia: nel 1986 per “”Storia d'amore” e ora per il film “Per amor vostro”, vincendo inoltre il Premio Pasinetti alla migliore attrice. Nel 2013 ha debuttato nella regia cinematografica con il film “Miele”, presentato al Festival di Cannes 2013. Durante la mostra di Venezia è stato anche assegnato al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pierpaolo Pasolini il premio per il miglior film restaurato: "Si tratta di un film - è stato detto - che non aveva mai vinto un premio in 40 anni, un film difficile da vedere, prima respinto, poi censurato, una sala che lo proiettava fu oggetto di attacchi, un film che oggi si può vedere in modo diverso, può essere osservato per quello che è: un film profetico di uno straordinario artista e poeta, attualissimo poiché parla del genocidio delle diversità". A novembre il film tornerà nelle sale nella nuova versione restaurata.

 
di Redazione (pubblicato il 07/09/2015 alle  21:24:45, nella sezione CINEMA,  630 letture)

BUYMargherita Buy (nella foto) e Sabrina Ferilli, due icone del cinema italiano, diventano una coppia lesbica per opera della regista Maria Sole Tognazzi che ha presentato il suo film “Io e lei” in anteprima al Festival di Tavolara, film che uscirà il primo ottobre nel circuito nazionale per la casa di distribuzione Lucky Red.

“Sono stata fulminata dal pensiero stravagante di una storia d’amore tra due donne – ha detto la regista - una specie di Vizietto, quarant’anni dopo, al femminile, con Buy e Ferilli. Così ho chiesto ad Ivan Cotroneo e Francesca Marciano di scrivere la sceneggiatura di Io e lei». Il Vizietto è un film del 1978 interpretato da suo padre Ugo Tognazzi: «Io ero solo una bambina – continua la regista – e rammento solo che il mio papà mi veniva a prendere a scuola dove andavo, dalle suore, vicino a Castel Gandolfo, ovvero vicino al Papa, con una splendida tutina rosa perché era appena arrivato dal set. Ma Io e lei con Il Vizietto non c’entra nulla e non mi permetterei di affrontare con leggerezza il remake di un capolavoro. Il mio è solo un omaggio. Volevo fare una commedia sentimentale, raccontare una storia d’amore tra due donne dell’età delle mie splendide attrici, raccontare la normalità». BUY FERILLI«Nel film – aggiunge Maria Sole Tognazzi – non c’è infatti un’idea di diversità o di trasgressione, quello che accade potrebbe accadere anche tra un uomo e una donna. Quando la gente capirà che una storia d’amore è solo una storia d’amore e nient’altro, forse anche la politica può darsi che faccia qualche passo in avanti. Per questo la mia generazione, quella dei quarantenni, anche attraverso un semplice film, può fare qualcosa». Io e lei racconta di Marina e Federica: la prima (Sabrina Ferilli) è omosessuale da tempo; mentre la seconda (Margherita Buy) che ha anche un ex marito e due figli, è alla sua prima esperienza. Ma quando il film inizia, la storia tra le due donne ha già alle spalle cinque anni. Come a dire che non si vuole raccontare la scoperta della sessualità, ma parlare di emozioni mature senza inibizioni o preconcetti.

 
di Luca Raimondi (pubblicato il 02/06/2015 alle  19:50:33, nella sezione CINEMA,  685 letture)

Lo devo ammettere: nonostante adori i fumetti e siano presenti decine di star della sceneggiatura e del disegno, il mio primo obiettivo, entrando alla Ciminiere di Catania, era la star del cinema Rutger Hauer. Il nome più altisonante delle cinque edizioni di questo sempre più stupefacente “Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop” che risponde al nome di Etna Comics. Nel "taglio del nastro" era accanto ad Enzo Bianco e vedendo quella foto mi sembrava di essere tornato davvero in quegli anni delle "estati catanesi" in cui si vedevano per Catania i grandi nomi della musica e della cultura, ché perlomeno quest'aspetto damagogico tipo "panem et circenses" con Bianco non è mai mancato.

hauer 2C'è bisogno che ripercorra le gesta di Rutger? Un nome attivo nel cinema olandese già negli anni ’70 e approdato a Hollywood nel 1981 nello strepitoso film d’azione con Sylvester Stallone “Nighthawks” (“I falchi della notte”), entrando già nella memoria collettiva con uno dei suoi tanti cattivi di culto, il temibile terrorista Wulfgar. Di lì a poco, poi, eccolo nel ruolo della vita: il “replicante” Roy Batty, il cattivo (ma in questo caso con non poche giustificazioni esistenziali, a differenza del “male puro” incarnato nel precedente film) di "Blade Runner", il film di Ridley Scott che ha cambiato i canoni della fantascienza cinematografica pur fallendo al botteghino dell’epoca (rifacendosi soltanto negli anni, man mano che il suo status di “cult movie” cresceva in maniera esponenziale). Un film per me (e per tanti altri della mia generazione) a dir poco fondamentale, come in qualche modo anche i successivi “The Hitcher” e “Ladyhawke” (quest'ultimo inserito nel programma della manifestazione, riproposto in lingua originale). Un film che ha reso Rutger una leggenda, anche se la sua carriera poi ha vissuto fasi alterne, contraddistinta da ruoli sempre più marginali nei film della grande industria e da tantissimi B-movie interpretati per scopi puramente alimentari. Da sottolineare le collaborazioni con tanti registi italiani, alcune felici, in particolare quelle con Ermanno Olmi (due film con il regista bergamasco, tra cui il successo di matrice letteraria “La leggenda del santo bevitore”), altre meno azzeccate (basti citare il triste “Dracula 3D” di un Dario Argento ormai alla frutta).

Alle 12.00 di lunedi 1 giugno era prevista la cosiddetta “masterclass”. E lì purtroppo ho dovuto registrare la parziale delusione del pubblico. Hauer si presenta con un’oretta e passa di ritardo. Dice poche battute, poi si rintana fuori dalla “Sala Etna” perché, anziché spendere parole “live”, preferisce mandare una sua intervista di ben 50 minuti presa da YouTube, dall'audio peraltro pessimo. Mi dicono sia stato proprio lui a impuntarsi per far vedere quell'intervista anziché sottoporsi a una certo più interessante ed emozionante conversazione dal vivo. Con vivo sprezzo del pericolo, mentre il pubblico si sorbisce quell'intervista che avrebbe potuto tranquillamente vedersi anche nel pc di casa, lo vado a importunare. hauer3Per fortuna, sia lui che gli organizzatori sono accondiscendenti e ho la possibilità di scambiare due chiacchiere con lui, ponendogli un paio di domande. Sono reduce da un romanzo ("Tutto quell'amore disperso") che, per spiegare la passione cinematografica del protagonista, utilizza proprio una memoria relativa a “Blade runner”. Un lungo capitolo, il mio, che ricorda con nostalgia certe visioni in un cinema di paese enorme che, di lì a qualche anno, avrebbe subito la decadente parabola del “Cinema Paradiso” di Tornatore: prima i film porno, poi la chiusura. Poiché anche Hauer, dopo la strepitosa decade anni ’80, ha trascorso più tempo a lavorare per film “straight-to-video” che destinati alle sale cinematografiche, gli voglio chiedere proprio un suo punto di vista sulla diminuzione delle sale e sulla conseguente riduzione di spettatori. “I film che vengono distribuiti nelle sale devono sempre rispondere a delle regole, sono sempre più generalisti, devono essere per tutti. Per questo è sempre più difficile trovare bei film al cinema, bisogna semmai appoggiarsi ai festival per trovare delle perle. Indubbiamente internet consente una diffusione pazzesca, perché la vera difficoltà è sempre la distribuzione”. Grande fiducia dunque in Internet, e devo dire che fa un certo effetto ascoltare “Roy Batty” che esprime una certa fiducia nell’avvenire e nel progresso, a differenza del sottoscritto che ancora ricorda con nostalgia la celluloide delle pellicole: sembra lui il più giovane dei due, anche se ogni ruga sul suo volto sembra un canyon, senza il "filtro" di montaggio, fotografia, trucco. Rutger Hauer è qui anche per accompagnare un film italiano in cui appare, “Wax” di Lorenzo Corvino, girato tra Roma e la Costa Azzurra. Inevitabile dunque chiedergli cosa si provi, a livello umano e recitativo, a passare da grandi produzioni (nonostante non sia più un nome di grande richiamo, almeno negli Stai Uniti, negli ultimi anni è apparso comunque in film come “Batman Begins” di Nolan, “Sin City”, “Il rito” con Anthony Hopkins) a film di portata più ridotta. E ancora una volta Rutger esprime un entusiasmo giovanile nel voler abbracciare queste avventure che garantiscono, dice, maggiore libertà. “Hollywood è come un supermercato, anche se ogni tanto provano a girare film un po’ diversi, sono intrappolati in un sistema industriale che non gli consente quella libertà che, invece, hanno i film indipendenti. C’è una vera, benedetta, libertà, specie nei film che vengono distribuiti in modo alternativo, come appunto sfruttando internet, anche se certo le difficoltà non mancano. Ma non manca neanche il divertimento!” Purtroppo ho finito il breve tempo a mia disposizione e questo “giovanotto” di 71 anni dagli occhi azzurri profondi e intensi (che posso osservare a pochi centimetri di distanza) deve andare. Gli chiedo una foto perché, sai caro Rutger, “all those moments will be lost in time like tears in rain”… mi accosto adagio, rispettoso del suo spazio vitale. Con il suo braccio ancora possente mi afferra e mi stringe a sé. Intrappolato da Roy Batty! E neanche Harrison Ford avrebbe potuto divincolarsi…

 
di Redazione (pubblicato il 22/05/2015 alle  14:54:41, nella sezione CINEMA,  640 letture)

LOCANDINAArriva anche a Siracusa il lungometraggio “MAURO C’HA DA FARE”, diretto da Alessandro di Robilant, prodotto e distribuito dalla catanese 094 MM srl. Presentato ieri in anteprima da Manuel Giliberti, alla presenza del regista, del produttore e sceneggiatore Alessandro Marinaro e delle attrici Raffaella Bella e Cettina Bonaffini, il film sarà riproposto in due proiezioni quotidiane (ore 19 e ore 21) da oggi fino al 24 maggio presso il Cinema Aurora di Belvedere.

Laureato in regia presso la London Film School, Alessandro di Robilant inizia a lavorare nel mondo del cinema come assistente di registi del calibro di Monicelli, Lattuada e Comencini. Tra i suoi film più significativi “Il Giudice Ragazzino”, sulla vita di Rosario Livatino – premiato con l'"Angelo azzurro" al festival del cinema di Berlino, e con il David di Donatello per il protagonista Giulio Scarpati; “La Voce del Sangue”, sempre con Giulio Scarpati; “Per Sempre” con Giancarlo Giannini e Francesca Neri; “MarPiccolo”, che racconta le vicissitudini di un giovane criminale nella città di Taranto, devastata dai fumi dell’Ilva. “Mauro c’ha da fare” narra la storia di Mauro Magazzino, un trentenne con due lauree e nessuna possibilità di futuro nel piccolo paese del sud Italia in cui vive. Frustrato dall'impossibilità di far fruttare il suo talento, Mauro finisce per diventare preda della sua stessa intelligenza, che si aggroviglia su se stessa, dando vita a tragicomiche ribellioni contro la società. Il riferimento è ad un certo tipo di commedia francese, dove il personaggio centrale è sempre un vulcano di idee e di energia spesso strampalate, ma non prive di ingegno. Nel personaggio principale, raccontato da Alessandro Marinaro e Alessandro di Robilant (sceneggiatori dell’opera), c'è un po' di Louis de Funes, grande funambolo del cinema francese degli anni 60/70.

“A ciò vorrei aggiungere la voglia di raccontare una storia siciliana lontana dai soliti argomenti trattati quando si parla di Sicilia. Questo è un film che racconta una Sicilia che non si differenzia più, come una volta, dal resto del Paese, essendo afflitta dagli stessi problemi che ormai accomunano l'intera nazione. E’ uno dei pochi film girati in Sicilia che non parla di mafia”, dichiara il regista di Robilant.

Il lungometraggio è stato girato nel 2012 a Catania, ed è stato interamente realizzato con maestranze locali – sono siciliani gli attori e tutti i membri della troupe. Il protagonista è interpretato da Carlo Ferreri, attore poliedrico che dal 1990 lavora al fianco di attori del calibro di Gianrico Tedeschi, Luigi Lo Cascio, Luca Zingaretti, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina. Ha girato in tournée nazionali, diretto da importanti registi italiani (Antonio Calenda, Armando Pugliese, Lamberto Puggelli). Decine le partecipazioni al cinema e in tv, in film come “Il capo dei capi”, “Borsellino”, “I cento passi”. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti con il ruolo protagonista nel mediometraggio “Motore!” di Alessandro Marinaro (vincitore de La 25ora di La7 e come miglior attore al Quadra FilmFest). E’ anche impegnato in alcune regie teatrali di grande successo: il pluripremiato spettacolo “Morir di fama”, di e con Evelyn Famà, e “Libero Amleto”, con Saro Minardi. Il cast è inoltre formato da: Evelyn Famà (Laura, fidanzata di Mauro), Massimo Leggio (Pino, amico di Mauro), Andrea Borrelli (padre di Mauro), Cettina Bonaffini (madre di Mauro), Luana Toscano (colf), Marcello Perracchio (professore universitario).

095mm si impegna per la prima volta nella produzione di un lungometraggio. La società catanese, che opera nel settore audiovisivo da 11 anni, si è già distinta per i suoi lavori cinematografici in ambito nazionale ed internazionale. “Buongiorno, sig. Bellavista” ha ottenuto oltre 15 premi in circuiti festivalieri, tra cui miglior cortometraggio all’“Italian Contemporary Film Festival 2013” di Toronto (gemellato al TIFF). “Motore!” è stato vincitore del Festival del Corto 2010 de “La 25ora” su La7. Entrambe le opere sono state scritte e dirette da Alessandro Marinaro.

 
di Redazione (pubblicato il 21/03/2015 alle  17:10:35, nella sezione CINEMA,  667 letture)

tony sperandeoTony Sperandeo è tra i protagonisti del film “Il ragazzo della Giudecca”, progetto cinematografico del regista Alfonso Bergamo che ha cominciato a girarlo ad Ortigia e che annovera un cast d’eccezione. La trama narrative del film racconta la vicenda giudiziaria del noto cantante di origini siracusane, Carmelo Zappulla. Una rosa di attori del calibro di Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luigi Maria Burruano, il già citato Tony Sperandeo, Mario Donatone, lo stesso Carmelo Zappulla e suo figlio Massimo, che interpreterà il ruolo del padre in gioventù, e ancora Barbara Bacci, Loretta Rossi Stuart, Cristian Stelluti, Iacopo Cavallaro, Enrica Pintore, Pietro delle Piane e la cantante Chiara Iezzi, ex componente del duo “Paola&Chiara”. Il primo ciak è stato effettuato il 16 marzo a Siracusa nell’isola di Ortigia, nel quartiere della Giudecca dove Zappulla è cresciuto. La sceneggiatura trae ispirazione dagli atti del maxiprocesso che ha visto imputato Zappulla e dalla sua autobiografia “Quel ragazzo della Giudecca. Un artista alla sbarra”. La vicenda giudiziaria di Carmelo Zappulla ebbe una forte eco nell’Italia dei primi anni ’90, l’artista viene arrestato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio, quale mandante per aver commissionato al boss siracusano Agostino Urso l’uccisione del compagno di sua madre, Salvatore Assenza. Trascorsi ventidue giorni in isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, Zappulla fu scagionato per mancanza di prove. Una nuova ordinanza di custodia cautelare venne però emessa nei suoi confronti sempre con l’accusa di omicidio e fu rinviato a giudizio. Non volle tornare in carcere e si diede alla latitanza proclamandosi innocente. Nel 1994 al processo il Pubblico Ministero chiese l’ergastolo. Zappulla visse gli anni della latitanza tra fughe e travestimenti, sempre con l’ansia di essere catturato. Dopo 4 anni di odissea giudiziaria, la sentenza di primo grado e quella d’appello lo scagionarono definitivamente. La Corte di Assise di Siracusa e la Corte d’Appello di Catania lo assolsero per non aver commesso il fatto. Terminate le sei settimane di riprese del film si partirà con la post-produzione e il montaggio per uscire nelle sale nella primavera del 2016. Tony Sperandeo, che nel film “I cento passi” prestò il volto a Gaetano Badalamenti vincendo, grazie a questo ruolo, il David di Donatello come miglior attore non protagonista, è un bravo attore caratterista che ha spesso interpretato ruoli di mafioso ed ha alle spalle un interminabile curriculum di film e di fiction televisive.

 
di Redazione (pubblicato il 11/02/2015 alle  00:03:45, nella sezione CINEMA,  683 letture)

Nasce a Siracusa la Sicily Film Project (www.sicilyfilmproject.com) un'associazione culturale che ha come fine il promuovere l'immagine e lo sviluppo del territorio siciliano attraverso il cinema, l'audiovisivo, la fotografia ed incentivarne il progresso come Industria di Produzione. Si rivolge a produttori, registi, autori, sceneggiatori e fotografi. La Sicilia ha una luce cinematografica unica al mondo, 365 giorni all'anno, non a caso sono centinaia i film che l'hanno scelta protagonista indiscussa: registi del calibro di Wenders, Brandauer e Soderbergh, Pasolini, Visconti e Tornatore, e ancora Coppola, Risi e Lucas hanno fatto della Sicilia terra di cinema. In Sicilia può essere ambientato qualunque tipologia di film, perfino il western (detto da Quentin Tarantino) e molteplici sono i vantaggi per sceglierla. Incentivare la produzione cinematografica nel territorio siciliano vale a dire costruire una vera e propria industria: "Chiunque produca spettacolo, in qualsiasi forma, ha obblighi precisi: essere capace di promuovere nuove idee; dimostrare credibilità professionale, pilotare un'azienda che è insieme industriale e culturale" (Franco Cristaldi). La Sicily Film Project è formata da professionisti del settore ne è Presidente la dott.ssa Mariarosa Grasso, Vicepresidente la dott.ssa Nelly Fonte. L'ufficio Stampa è curato dalla dott.ssa Mara Di Stefano. Nominato Ambasciatore Generale il regista Giorgio Nanì La Terra (nella foto a destra) ed annovera tra i soci onorari lo scrittore e sceneggiatore Luca Raimondi. la terraSicily Film Project è un bacino di servizi offerti a tutti coloro i quali scelgono i territori siciliani come set delle loro produzioni. E’ un’associazione culturale rivolta in particolar modo a registi, produttori e distributori cinematografici, televisivi, discografici e fotografici. Scopo primario è quello di promuovere il Made in Sicily, sia come territorio, che come storia e cultura. Si rivolge innanzitutto a produttori, registi, sceneggiatori e fotografi per la realizzazione di film, cortometraggi e servizi fotografici, ma anche per documentari, videoclip, spot, format televisivi, servizi giornalistici ecc. Intende promuovere il territorio siciliano attraverso qualsiasi evento si svolga in Sicilia: dalla musica allo sport e al teatro, ai festival, alle mostre e agli eventi e qualsiasi altra iniziativa che scelga la Sicilia come luogo. La Sicily Film Project dunque si offre alle produzioni per l'individuazione delle migliori location adatte alle Produzioni e, tramite gli uffici preposti, quali Film Commission ed Istituzioni, accedere alle autorizzazioni semplificandone i tempi e gli iter procedurali, mediando, ove possibile, per ottenerle gratuitamente (siano pure private). Sistemazione logistica per troupe e cast, dai pernottamenti al catering sul set. Casting. Ricerca e fornitura attrezzatura. Selezione professionalità e maestranze locali. Ricerca imprenditori, produttori, coproduttori, sponsor e partnership anche attraverso il "tax credit". Consulenza per la partecipazione ai bandi pubblici. E per ultimo, ma non per importanza strategie di Distribuzione. Sicily Film Project dunque promuove il Made in Sicily tramite la Sicilia stessa ed è in grado di sostenere qualsiasi produzione, dall’idea alla progettazione

 
di Redazione (pubblicato il 15/01/2015 alle  14:35:12, nella sezione CINEMA,  567 letture)

giorgioIl siracusano Giorgio Nanì La Terra e la catenota Mariarosa Grasso (nella foto), registi del cortometraggio "La Scelta", prodotto da Antonino Gibilisco e co-prodotto da Stefano Frassetto e Mario Matarazzo, sceneggiato da Luca Raimondi, sono stati ammessi al prestigioso concorso "David di Donatello". Sono oltre 400 i cortometraggi che si contenderanno l'unica statuetta dedicata al "Miglior cortometraggio". Un traguardo ambito da professionisti e non, del cinema italiano. Il corto è stato girato a Palazzolo Acreide ed è ambientato a Siracusa. Una produzione che ha visto coinvolte centinaia di persone. Protagonisti del corto sono Sebastiano Tinè e Alice Canzonieri, ma il corto annovera la presenza di Marta Lìmoli e Francesco Carbone. La storia è realmente accaduta. Ambientato nella Sicilia degli anni '50, un bambino viene iscritto al seminario per diventare prete. Così a 11 anni la madre lo accompagna a Siracusa, in piazza Duomo, presso l'Arcivescovado. Anni dopo, in piena adolescenza, conosce una ragazza. Nasce un’amicizia che imbocca presto la via dell’amore, sia pure platonico. Anche lei è devota a Cristo e vorrebbe farsi monaca, ma poi si scoprirà che è stata promessa dalla famiglia ad un giovane con rendita economica sicura. I due si frequentano, restando comunque fedeli alla loro scelta, la dedizione a Cristo e alla fine è lei stessa a consigliare lui di procedere per la strada del Sacerdozio. Il protagonista si troverà a riflettere sul percorso di vita che sta vivendo e affronterà una scelta. Il corto sostiene un tema di vita affrontato da tanti Seminaristi e cioè la “Scelta” tra due Ideali che possono essere vissuti fortemente ed intensamente con grande AMORE: IL SACERDOZIO e LA FAMIGLIA. Anche il Papa sta affrontando queste tematiche.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2015 alle  17:34:31, nella sezione CINEMA,  477 letture)

francesco rosi con raimondo raimondiAlla veneranda età di 92 anni è scomparso uno dei nostri più grandi registi cinematografici, Francesco Rosi, nato a Napoli il 15 novembre 1922 e morto a Roma, dove si era trasferito diversi anni fa. Chi scrive ha avuto il grande privilegio di incontrarlo e intervistarlo a Taormina qualche anno or sono durante un’edizione del Taormina Film Festival. Rosi lavorò a fianco di Luchino Visconti per La terra trema (1948) e Senso (1953), con Aida Valli e, dopo aver sceneggiato Bellissima, del 1951, con Anna Magnani, e il successivo Processo alla città, del 1952, cominciò a diventare sempre più indipendente: dopo le pellicole melodrammatiche (Tormento, del 1950, con Amedeo Nazzari) arrivarono le collaborazioni a opere più importanti, come I vinti (1953), di Michelangelo Antonioni, e Proibito (1954), di Mario Monicelli. Nel 1956 fu coregista, insieme a Vittorio Gassman, di Kean - Genio e sregolatezza. Il 1958 segnò la sua completa emancipazione con il primo lungometraggio che porta la sua firma, La sfida, mentre l'anno successivo diresse Alberto Sordi nel film I magliari, nel quale raccontava la storia di un immigrato che, dalla Germania all'Italia, veniva a contatto con la camorra. Negli anni sessanta diede inizio al filone cinematografico d'inchiesta: Rosi si interessò all'evoluzione della società italiana, nel bene e soprattutto nel male. Puntò i riflettori sulla Sicilia nel suo capolavoro Salvatore Giuliano, del 1962, raccontando la vita del bandito e utilizzando una tecnica innovativa e molto efficace, fatta di flashback non in ordine cronologico. Arrivarono i primi grandi riconoscimenti, dopo gli applausi e la stima dei grandi registi della sua epoca: prima l'Orso d'Argento al Festival di Berlino e poi il Nastro d'Argento come miglior regista. Un anno dopo Rosi lavorò al suo secondo capolavoro Le mani sulla città con Rod Steiger, un'incursione più reale della realtà nell'Italia del boom economico e dei palazzinari, tornando a raccontare la sua Napoli, lo sfruttamento edilizio, la collusione tra malavita e Stato. Un colpo allo stomaco per il cinema italiano: il film per la sua tragica bellezza ottenne il Leone d'Oro al Festival di Venezia e due candidature ai Nastri d'Argento come miglior regista e miglior soggetto (scritto insieme a Raffaele La Capria). A quel punto Rosi entrò a pieno titolo tra i grandi autori italiani e la sua carriera culminò con un David di Donatello ricevuto nel 1965 come miglior regista.

 
di Redazione (pubblicato il 22/09/2014 alle  15:22:39, nella sezione CINEMA,  547 letture)

disanzoSi è conclusa ieri la quinta edizione del Floridia Film Fest. Inserito all’interno dell’iniziativa internazionale denominata “Slow”, il festival, curato come sempre dal critico cinematografico Renato Scatà, ha richiamato numerosi spettatori presso piazza Melbourne: numerosi i cortometraggi proiettati e, se nella serata di sabato gli ospiti di eccezione sono stati il regista Paolo Benvenuti (con il bellissimo film “Segreti di stato”) e l’attore Sebastiano Lo Monaco, impegnato in un monologo tratto da “Per non morire di mafia” di Pietro Grasso, ieri sera è stata la volta di Alessandra Di Sanzo (nella foto, al centro con l'abito scuro). Nata in Piemonte con il nome di Alessandro e scegliendo successivamente un'identità femminile, è stata tra i protagonisti di “Mery per sempre” (dove interpretava appunto Mery) e di “Ragazzi fuori”, film di grande successo entrambi diretti da Marco Risi. Il suo percorso di attrice comprende anche ruoli minori analoghi ma in film di successo come "Le buttane" di Aurelio Grimaldi e "Ragazzi della notte" di Jerry Calà. Per il piccolo schermo ha interpretato fiction come "Errore fatale" con Patricia Millardet, "Il prezzo del denaro" con Massimo Ranieri e "La tenda nera" con Luca Barbareschi. Il film documentario “Temporary road” dedicato alla vita di Franco Battiato e diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani, ha chiuso in bellezza la manifestazione.

 
di Redazione (pubblicato il 28/07/2014 alle  22:54:54, nella sezione CINEMA,  545 letture)

finocchiaroE’ “La jaula de oro” (La gabbia dorata) di Diego Quemada il lungometraggio vincitore della XIV edizione del Festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi. La giuria, composta dai registi Monica Stambrini e Roland Sejko e dal giornalista Mario Serenellini, ha deciso di premiare il film messicano del 2013 “Per aver affrontato la realtà dell’emigrazione in un crescendo tragico di livelli di videogame verso il bug del confine, reso da un’elegante narrazione per immagini”.

Il Festival ha inoltre premiato l’attrice Donatella Finocchiaro, protagonista del film “Marina” di Stijn Coninx “Per la sincera e autentica interpretazione con cui riesce a portare sullo schermo la difficile condizione di una delle tante donne che negli Cinquanta vivevano la condizione dell’emigrazione come una costrizione”.

Per Con-corto, il concorso di cortometraggi, ha vinto “Eppure, io l’amavo” di Cristina Puccinelli “Per la freschezza del soggetto e la capacità autoriale e attoriale di creare empatia con il pubblico; la regista Cristina Puccinelli rivela una buona conoscenza tecnica e padronanza del mezzo cinematografico”. La giuria dei cortometraggi, composta dalla cine-giornalista Laura Silvia Battaglia e dai registi Sebastiano Riso e Lisa Romano ha inoltre premiato “Cargo” di Carlo Sironi, “Un’opera filmica in cui la camera si muove con grande delicatezza e maestria. Una buona fotografia asseconda le scelte narrative”. Assegnata anche una menzione speciale all’attore Danilo Esposito, protagonista del cortometraggio “Thriller” di Giuseppe Marco Albano perché, “Nonostante la sua giovane età, dimostra buone capacità attoriali e un eclettismo artistico non comune”. Con la consegna dei premi sul palcoscenico di piazza Regina Margherita si è conclusa la XIV edizione del Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi che ieri ha vissuto uno dei momenti più emozionanti con le esibizioni musicali dei fratelli Mancuso e dell’Ensemble Darshan.

Soddisfatto l’ideatore e direttore artistico del Festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi, Nello Correale: “Anche quest’anno abbiamo registrato un grande successo che, grazie anche agli ospiti internazionali, può crescere ancora di più”.

 
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