Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 19/04/2013 alle  10:17:43, nella sezione ARTE,  831 letture)

Nei giorni 19-20-21 di aprile la Galleria Spaziotrenta di Mariola Tortorici in via Roma a Siracusa ospiterà una mostra dedicata a costumi tratti da opere liriche, realizzati dall'Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa. La mostra sarà curata da Prof. Paolo Giansiracusa

 

 
di Redazione (pubblicato il 25/03/2013 alle  14:59:24, nella sezione ARTE,  1854 letture)

Dal 23 marzo al 7 aprile 2013 a Siracusa la Galleria Spazio Trenta di Mariola Tortorici, in Via Roma, presenta la Mostra di pittura del Maestro Angelo Cassia dal titolo “Mito e Realtà” a cura di Giorgio Cassia e Rosalba Italia. Tantissimi gli amici e gli estimatori che hanno affollato il vernissage durante il quale hanno potuto ascoltare la dotta presentazione del professore Paolo Giansiracusa che si è tra l’altro soffermato sul valore dell’arte e dei beni culturali in un periodo di grave crisi culturale ed economica come quello che stiamo attraversando.

Angelo Cassia è nato il 16 Settembre 1931 a Siracusa, Allievo di Ferruccio Ferri, Orazio Nocera e Francesco Grillo, ha frequentato la Scuola d'arte di Siracusa presso l'ex Convento del Ritiro in Via Mirabella, dove ha poi insegnato Decorazione pittorica dal 1952 al 1992. Ha conseguito il Diploma di Maestro d'arte presso l'ISA di Palermo; amico di Paolo Scirpa, ha frequentato nel '63-'64 i corsi di Litografia, diretti, a Salisburgo, da Kokoschka e da Soucek. Cassia è soprattutto un pittore di severa formazione, schivo, tenacemente attaccato alla sua Siracusa, dove ha trovato la sua perenne ispirazione grazie ad un cromatismo intessuto dei colori caldi di Sicilia ed ha rappresentato al meglio la sua Siracusa, con i suoi santi e paladini in armi, dinamici cavalli e scattanti cavalieri, i volti scavati dei pescatori e dei calafatari, i solari paesaggi mediterranei, le nature morte: pittore della gente di mare e delle barche di Ortigia, Cassia è davvero un protagonista del Novecento pittorico siracusano assieme ai tanti artisti oggi scomparsi come Monica, Lucca, Tantillo, Migliara, Betta e tanti altri che lo stesso Cassia ha voluto ricordare in un suo intervento in coda alla presentazione inaugurale della mostra.

Così Paolo Giansiracusa si è espresso sulla pittura di Cassia: “I volti, i gesti e le espressioni dell'ambiente siciliano hanno trovato luogo e respiro nella luminosità delle sue scene naturali, alla stessa maniera e nella stessa misura delle ninfe e delle divinità mitologiche. Pittore dal carattere forte, ha popolato, in quasi settanta anni di pittura e disegno, il suo immaginario figurativo con pescatori e marinai, vescovi e contadini, paladini e santi, figure mitologiche e creature del nostro tempo, per raccontare un passaggio felice che ora purtroppo va offuscandosi sia per le tragedie del mare che per l'equilibrio incerto del sistema sociale. Se l'arte è risposta dell'artista alla quotidianità, la pittura di Angelo Cassia con coerenza e passione, con coraggio e sentimento, continua a essere osservazione puntuale dell'età presente. Ogni sua pennellata è poesia e giudizio, riflessione e denunzia, valori diretti all'umanità nuova, la stessa a cui va consegnato il testimone del divenire”.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/03/2013 alle  10:00:07, nella sezione ARTE,  1189 letture)

locandinaluca morrealeDa domenica 17 Marzo fino a sabato 20 Aprile sarà possibile visitare la mostra fotografica "4 o' Click", al Buzz, in via Perasso 10/12 a Siracusa. L'esposizione fotografica presenta le opere di Fausto Schilirò Rubino frutto di un reportage di viaggio ad Istanbul, le splendide foto di Luca Morreale (nella foto a destra) ispirate da sguardi ed emozioni catturate in affascinanti ritratti di uomini e donne, quelle di Nicolò Barreca che rifiuta il digitale e utilizza la vecchia e cara pellicola che evoca atmosfere magiche e le opere in bianco e nero di Jeppy Mortellaro, che suggeriscono il mistero ed l'incognito. Ci hanno colpito le opere di Luca Morreale, viaggiatore stregato dalla fotografia. Dopo esperienze all’estero, l'amore per la sua terra lo riporta in Sicilia, terra ancora vergine dai mille contrasti, dove è facile trovare nuovi spunti creativi. I suoi soggetti preferiti sono le persone e tutto ciò che è legato alla condizione umana. Le stesse persone con cui ama parlare e comunicare per poter cogliere l'essenza del loro spirito in modo da catturare quell'energia che li rende unici e meravigliosi, e trasformarla in immagine così che tutti possano apprezzarla per sempre. L'integrazione tra la progettazione, la realizzazione e la post produzione delle immagini, grazie ad un esperienza sempre crescente gli consente di produrre immagini di alto livello in tempi estremamente contenuti, privilegiando sempre la qualità.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 07/01/2013 alle  14:56:42, nella sezione ARTE,  1447 letture)

Bertrand e Raimondi Sabato 5 gennaio la Galleria Spazio 30 di via Roma a Siracusa, ampliata e rinnovata, ha presentato la mostra personale dell’artista siracusano Francesco Bertrand, figlio d’arte, pittore che si ispira ad atmosfere intimiste e potremmo dire minimaliste, con una delicatezza cromatica e una grafìa minuziosa e precisa, senza sbavature né vani orpelli. Oramai noto e apprezzato da un vasto pubblico, ha tenuto varie mostre personali degne di menzione soprattutto alla Galleria Quadrifoglio di Siracusa, al Palazzo Svevo di Francofonte, all’Art Box di Carpi, al Grand Hotel Ambasciatori di Sorrento, al Palazzo Beneventano di Siracusa, nell’ambito dell’evento Vittoria Arte e altrove, oltre a numerosissime mostre collettive. Paolo Giansiracusa ne sottolinea “lo spazio imprendibile che invita alla riflessione” e Corrado Di Pietro scrive di “colori solari, pittura d’aria e di luce”. Le sue tematiche tipiche sono i paesaggi campestri, i piccoli oggetti d’uso quotidiano, le ciotole, la frutta, quali icone di sicilianità. Coloristicamente Bertrand predilige i chiaroscuri e i toni del marrone e del terra di Siena. Amico di Angelo Cassia e Giovanni Migliara, Francesco Bertrand è pittore di realtà quotidiane, con le sue nature morte, le sue solari bianche case di Ortigia, le sue intimistiche ciotole sui muretti a secco, i suoi silenziosi, ma ariosi e luminosi, campi e paesaggi agresti che, con un uso appropriato e gradevole delle cromie e con intuizioni neoimpressionistiche, evocano immagini della memoria, di un tempo passato, del vuoto della memoria che accompagna la nostra vita. In questa mostra alla Galleria Spazio 30, che rimarrà aperta fino al 31 gennaio, compaiono alcuni nudi di donna e alcuni ritratti, tematiche poco affrontate in passato dall’artista, la cui tipicità era proprio l’assenza dell’umano nello spazio riempito di oggetti d’uso e di prodotti della natura. Un esercizio di stile o una nuova esigenza da esprimere da parte di un artista alla ricerca di nuovi stimoli al creare?

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 07/01/2013 alle  14:51:48, nella sezione ARTE,  1162 letture)

Ramzi HarrabiSabato 5 gennaio nei locali della Galleria Roma di Piazza San Giuseppe è stata presentata la mostra personale di pittura dell'artista tunisino Ramzi Harrabi, dal titolo “Maledetta primavera”, con evidente riferimento alla cosiddetta primavera araba. Per avvicinarsi alla pittura concettuale di Ramzi è necessario partire da lontano, ripercorrendo le fasi di un comportamento artistico anomalo ed incostante, nutrito da varie tentazioni e da tensioni contrapposte, segno della particolare inquietudine di questo artista che ha saputo mixare la cultura e la tradizione islamica con le espressioni d’arte più tipiche dell’occidente. Queste sue ultime opere, frutto di momenti spontanei e gestuali, non sono che, in definitiva, le ultime scelte del suo nomadismo pittorico, dentro e fuori il sistema dell’arte. Del resto la sua capacità di mestiere, il precoce talento di giovane pittore alle prese col piacere del colore e con l’intellettualismo dei concetti da esprimere, non è lontano da un intellettualismo linguistico e caratterizza l’avvio di un percorso che prende le mosse dalle esperienze degli anni settanta e dalla difficile convivenza tra culture diverse ma quanto mai affini, nonostante qualsivoglia difficoltà di contatto. Non a caso questo artista si esprime anche attraverso la musica, eseguendo i ritmi ossessivi delle percussioni, di cui è abile interprete, e attraverso la poesia, mescolando anche qui le sonorità della lingua araba col verseggiare italiano. In certi quadri l’artista inserisce citazioni, versetti del corano o proverbi islamici nel contesto delle forme e dei colori, versetti che, in forza dei tipici ghirigori e svolazzi dell’alfabeto arabo, diventano essi stessi sovrapposizione grafica in seno al cromatismo dell’opera concettuale.

 
di Redazione (pubblicato il 24/12/2012 alle  15:55:24, nella sezione ARTE,  842 letture)

Fazzina e BonoSabato 22 dicembre, a Siracusa, presso il Palazzo del Governo di via Roma, è stato inaugurata la mostra di arte sacra contemporanea “I colori dell’Alleanza – Nell’anno della Fede, 40 artisti celebrano la luce che si manifesta al mondo”, che resterà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2013. Curata da padre Francesco Masseria per conto della Galleria d’Arte Sacra Contemporanea “Santa Maria” dei Padri Francescani del T.O.R. con la collaborazione dell’Associazione Russia Cristiana, la mostra, che si avvale della presentazione del noto critico d’arte, professoressa Ornella Fazzina, presenta le opere di 40 artisti che esprimono in forme e colori le emozioni dell’animo umano rispetto al tema del sacro nell’arte contemporanea con linguaggi e stili differenti che accrescono la ricchezza e la validità dell’esposizione. Ogni singolo lavoro di ogni singolo artista è la testimonianza di una sensibilità verso un tema così intimo e presente nell’uomo, sensibilità che nel creativo diventa esigenza di assolvere il delicato ed arduo compito di trasmettere il messaggio trascendente a tutti, cercando di svegliare le coscienze assopite attraverso l’osservazione, la conoscenza, il dialogo, la capacità critica e l’etica del fare. La mostra, inaugurata dal presidente della Provincia Regionale di Siracusa Nicola Bono, è stata pensata in modo da creare diversi itinerari che partendo dalla Genesi continuano con la Nascita, la Passione, la Morte e la Resurrezione. (Nella foto: da sx il presidente Nicola Bono, Raimondo Raimondi e la professoressa Ornella Fazzina)

 
di Redazione (pubblicato il 16/12/2012 alle  15:04:18, nella sezione ARTE,  1042 letture)

Mostra luci di nataleSi è inaugurata sabato 15 dicembre nei locali della Galleria Roma, in piazza San Giuseppe, una mostra collettiva dal titolo «Luci di Natale», visitabile fino al 31 dicembre, che è un appuntamento annuale per i soci della Galleria, che sono gli artisti che espongono le loro opere.

Raimondo Raimondi

I partecipanti di quest'anno sono: Salvatore Accolla, Laura Alessi, Nadia Belaid, Nello Benintende, Gianfranco Bevilacqua, Francesco Briganti, Laura Briganti, Antonella Carbonaro, Marika Cassone, Claudio Cristina, Margherita Davì, Stefania Federico, Angela Floriddia, Francesco Floriddia, Rosario Fortuna, Umberto Garro, Vittorio Giaracca, Marina Giuffrida, Elia Guardo, Marisa Leanza, Amedeo Nicotra, Valentina Nicotra, Luciano Paone, Giacomo Perticone e Raimondo Raimondi (nella foto). Mostra Luci di NataleL’organizzazione è, come sempre, di Corrado Brancato. Le opere esposte sono di vario genere e tecnica ma per lo più reinterpretano il Natale secondo l’ispirazione e la creatività di ogni artista spesso con originalità o con tentativi di sperimentazione pittorica apprezzati da pubblico e critica. Il presidente di galleria Roma Salvatore Zito si è soffermato a lungo sui singoli autori spiegando al folto pubblico di appassionati d’arte tematiche e tecniche. Un cocktail ha concluso la serata con un brindisi augurale e il tradizionale panettone.

 

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/12/2012 alle  19:30:47, nella sezione ARTE,  1046 letture)

A Siracusa presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini è stata inaugurata sabato 1 dicembre la mostra "Surrealismo Romantico", organizzata da Diapason Studio, che proseguirà fino al 20 dicembre e che segna il ritorno dell’artista siracusano, Paolo Morando (nella foto col direttore di Diorama), affiancato dal suo allievo Fabio Amato. Dopo dieci anni di silenzio e un lungo periodo di riflessione, Morando sceglie il cuore di Ortigia per presentare il frutto del suo percorso artistico e raccontare, attraverso i suoi lavori più recenti, dall’inconfondibile gusto classicista, la sua concezione dell’arte come strumento di definizione e interpretazione della realtà, attraverso il recupero del passato, della tradizione e del Mito. Fabio Amato, ormai diventato bravissimo, incarna il fascino della giovinezza quale fonte di azione e diviene il simbolo di un passaggio generazionale che conduce a una continuità di atteggiamenti, di pensieri, di tecniche. Il classicismo, cui egli si ispira, gli permette di manipolare a suo piacimento la luce, grande protagonista delle sue opere. Durante lo svolgimento della mostra fino al 20 dicembre avranno luogo eventi musicali, letterari e sociali e Fabio Amato farà dono di un suo dipinto, che rimarrà esposto per tutta la durata della mostra, all’Associazione di volontariato CIAO Onlus, contribuendo con questo gesto a sensibilizzare il pubblico sulle dinamiche sociali dell’ascolto oncologico praticato dai medici e dal personale volontario della suddetta associazione. Una testimonianza di amore per la città da parte di due artisti aretusei che dovrebbero essere amati e supportati dalle Istituzioni e dal pubblico molto di più di quanto avvenga, perché lo meritano per le doti umane, per il lungo percorso artistico e per la validità assoluta delle loro opere.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/11/2012 alle  17:26:14, nella sezione ARTE,  1125 letture)

 Sabato 3 novembre inaugurazione presso la Galleria Roma di Siracusa, in piazza San Giuseppe 2, della mostra personale di Maria Pia Bartolone dal titolo "Dinamismo della visione". La Bartolone è una pittrice di straordinaria sensibilità, i cui dipinti suggeriscono momenti di riflessione alternati a situazioni di pura bellezza, in un contesto astratto e concettuale, ma anche dal sapore surreale. L’artista si cimenta in immagini della fantasia inconscia, soggetti che prendono spunto dal ricordo e dalla realtà presente, ma che si concretizzano poi in nitide visioni, oniriche, inquietanti, di una completezza descrittiva ammirevole, spesso abbandonandosi ad una ricerca materica che accompagna il suo gusto per gli accostamenti coraggiosi, per i forti contrasti cromatici, senza mai, tuttavia, apparire troppo violenti o fuori tono. Le sue scelte artistiche, che tendono a porre in evidenza lo stretto legame tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, testimoniano il desiderio di ritrovare un equilibrio tra l’essere umano e la sua grande madre terra, quella simbiosi inscindibile e perfetta che sembra oggi ormai perduta. Artista fortemente espressiva, donna delicata e schiva, testimone silenziosa della vita quotidiana, la Bartolone ha fatto della sua pittura un veicolo di comunicazione, cosicché il dato più raggiungibile della sua tematica è costituito dalla forza evocativa dell’immagine e dall’assoluta efficacia della narrazione. Le sue ultime opere risentono delle esperienze del nostro novecento, indirizzandosi però chiaramente verso le avanguardie americane, caratterizzate dalle elaborazioni cromatiche e dalle campiture iperspaziali, per quanto l’artista siracusana dimostri uno stile del tutto personale e una sapiente padronanza della tecnica più raffinata, assieme a una voglia di fare e di imporsi che traspare nei suoi elaborati creativi, in aperto contrasto col suo usuale atteggiamento, vagamente intimista e rinunciatario. La nostalgia di un’arte liberatoria e catartica vive ancora nelle ricorrenti espressioni geometriche e nei giochi prospettici, segnali di una razionalità vanamente inseguita e mai raggiunta, che restano, però, come annotazioni a margine, perché tutto lo spessore del colore e della materia tendono al metafisico, al trionfo dell’irrazionalità finalmente e compiutamente espressa.

Così si è espresso sulla sua opera il prof. Paolo Giansiracusa in un intervento critico: “Maria Pia Bartolone dipinge l'inquietudine dell'umanità nuova, il tormento più intimo di una società alla deriva dove le identità si dissolvono, si frantumano, si trasfigurano in maschere macabre. Deformazioni ottiche, costruite con orditure cromatiche mosse dal vento, spinte dall'onda, tormentare dalla passione, riempiono il suo spazio iconico e rivelano la crisi del tempo presente. Le tele, gonfie come vele , sembrano sogni pronti a volare, immagini misteriose di un intimo sentire. La materia cromatica si intreccia e si distende, poi si annoda e va in tensione: tutto vive in attesa di un nuovo moto, di una nuova spinta che restituisca l'immagine della visione pura. Quella della Bartolone è una ricerca che parte da lontano e ora si rivela in uno scenario di frammenti che, nell'articolazione complessa delle strutture compositive, cercano l'equilibrio dell'essere, il riposo dello spirito”.

 
di Redazione (pubblicato il 28/10/2012 alle  16:23:32, nella sezione ARTE,  1202 letture)

Espone dal 27 ottobre nei saloni del Palazzo del Governo, in via Roma a Siracusa, il noto pittore Claudio Schifano, presentato dal suo gallerista Franco Distasio. Schifano, artista contemporaneo, si distacca dal naturalismo e dall’esteriorità, per astrarsi e rivolgersi agli interessi profondi della sfera emotiva. Quello che egli presenta ai nostri occhi è una forma, che spesso si ripete, con variazioni sul tema, come in una sacra iterazione simbolica, ripresentandosi in mutazioni cromatiche, sottolineando un’ossessione, fruibile a più livelli. Sulla superficie di tante tele la fantasmagoria dei colori si ridefinisce come uno schermo potenziale per visioni che affiorano dalle profondità della psiche. Le sue opere pittoriche sono caratterizzate dalla spontaneità della pennellata, dalla pulizia del colore e dalla fantasia delle forme. Il tessuto pittorico viene arricchito dalla densità della materia con la quale l’artista raggruma, contorna ed amplia tutti i godibili dettagli delle sue composizioni. Una esplosione di forme e di colori che denuncia la preparazione pittorica rigorosa e una libera ispirazione fantastica, seguendo la naturalezza della propria indole e i confini della propria abilità, di cui l’artista è pienamente consapevole, usando il colore allo stato puro, amalgamandolo e creando composizioni che rendono il senso di una bellezza universale dalle radici lontane ed inesauribili. Schifano è il cantore dell’inconscio onirico contenuto nelle cromatiche forze vitali che incontrano la tela e vi si espandono come un magma. Sotto la spinta vivace del pennello vengono creati immaginifici paesaggi e astratte composizioni nelle quali ci si perde, come in un campo di papaveri improvvisamente invaso dai colori della primavera. Al vernissage della mostra ha presenziato il presidente del Consiglio Provinciale di Siracusa Michele Mangiafico.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 08/10/2012 alle  14:56:28, nella sezione ARTE,  1353 letture)

Presentata da Giorgia Romano la mostra “The Vacuum” della pittrice siracusana Sandra Rizza. Nata a Siracusa, città dove vive e lavora, la Rizza si avvicina alla pittura già in tenera età, a 14 anni si iscrive all'Istituto Statale d'Arte di Siracusa dove subito si impone per la sua originalità rispetto alle tendenze. Ha frequentato poi l'Accademia di Belle Arti di Catania, sezione scenografia, nell'anno 1983 e l'Accademia di Belle Arti "Mario Minniti" a Siracusa. Ha partecipato a numerosi concorsi di pittura vincendo anche molti premi. Dal 2008 si reca frequentemente a Roma per approfondire la sua sperimentazione artistica. Qui incontra i fotografi Claudio Abate e Stefano Esposito con i quali lavora e instaura rapporti d’amicizia. Sandra Rizza sperimenta e recupera i mezzi espressivi del fare arte con supporti spesso tradizionali, ma si avvale anche di installazioni utilizzando diversi materiali dislocati liberamente nello spazio espositivo. Queste ultime opere esposte alla Not’Art in piazza S. Giuseppe ribadiscono ancor più il senso della tematica dell’artista. Quel vuoto, quell’assenza – che è anche essenza – della femmina protagonista attraverso oggetti, le scarpe soprattutto e le scatole vuote, che la rappresentano in una magica atmosfera di erotismo rarefatto, sospeso in una indeterminatezza di tempo e di spazio che il fruitore di queste opere d’arte respira, rimanendone affascinato e stupito. Ha scritto Giorgia Romano: “Tra spazi urbani indefiniti, figure femminili frammentate, maglie più o meno fitte di trame e orditi da cui traspare un problematico senso dell’'esistenza, la voce dell’artista alla continua ricerca di una soluzione, dì punti fermi dai quali procedere per una nuova possibile ricostruzione, per un nuovo possibile equilibrio. Gli spazi senza volto rappresentati da Sandra Rizza lasciano percepire quanto gli esseri umani, attraverso azioni e interventi radicali, abbiano cambiato nel tempo - e continuino a modificare inesorabilmente - lo stato naturale delle cose, la dimensione primigenia. Luoghi senza identità capaci di suscitare precarie oscillanti sensazioni. Luoghi senza storia, forse senz'anima, che affidano al senso d'instabilità emozioni anch'esse costantemente in bilico. Stereotipa immagine della modernità di un non luogo opprimente. Paesaggi umani inconsistenti avvolti da silenzio temibile. Frammenti di figure femminili costrette, sospese, intrappolate parlano di un difficile rapporto tra donna, spazio, vuoto (vortice turbolento e ingordo capace di radere al suolo). Involucri svuotati anch'essi, gli uni sugli altri, gli uni accanto agli altri, accalcati come chicchi di melagrana, indicano la loro assenza più che la loro presenza. Alveare privo d'api e miele. Brandello di una frenetica metropoli universale senza voce né udito. Urgente precarietà di fragili apparizioni la cui sospensione nel vuoto contribuisce a sublimare la visione proiettandola altrove: le scarpe sospese a mezz'aria riassumono l'essenza del messaggio. L'artista tenta di stabilire un punto d'incontro nel quale possa convergere ogni forza nuova, ogni energia positiva e di indicare un percorso che si allontani dall'appannarsi dell'avvenire e dal meccanico funzionamento dei ruoli in cui l'individuo consuma tutto il suo senso. Credo che le opere di Sandra Rizza vogliano evidenziare e mettere in discussione una profonda e, purtroppo, indiscussa convinzione: quella di trovarsi nell'unica realtà possibile, nel solo mondo possibile, in cui ad ognuno anche i pensieri, le azioni, i desideri, appaiono come i soli possibili. A noi il compito di ricadere nella calda profondità di un ritmo umano.”

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/10/2012 alle  14:48:18, nella sezione ARTE,  941 letture)

Sabato 6 ottobre alle 18.30 verrà inaugurata la mostra di pittura "ArteInsieme" negli spazi della Galleria Roma in Piazza San Giuseppe 2, dove verranno esposte alcune opere di Salvatore Accolla ed Elia Guardo. Accolla è un personaggio che opera nel fiabesco e idillico mondo di Ortigia, un pittore "bohemienne", ma che nell'arte pittorica ha ritrovato una dimensione personale, una dignità espressiva, una valvola di sfogo per le sue innate capacità, contrappeso ad un quotidiano incerto. L'arte per Accolla è la ragion d'essere e questa passione, questa assoluta unicità di vocazione, traspare tutta nelle sue tele riempite di getto, con pennellate ampie, vigorose, a volte pressoché monocromatiche, a volte invece capaci di cromatismi delicati ed audaci, rarefatte le forme ai limiti del figurativo, ai confini con l'espressionismo astratto. E’ una pittura di sapore naive, che un tempo veniva smerciata sui marciapiedi di corso Matteotti, ma ora che tanti suoi estimatori hanno dimostrato di apprezzare la sua arte, Accolla espone in galleria. La sua compagna di sempre è Elia Guardo, pittrice figurativa dalle morbide cromie, dotata di un immaginario diverso da quello di Accolla ma anch’esso valido. Questa mostra alla Galleria Roma verrà presentata da Paolo Morando che così si è espresso in un suo scritto: “Fra i prodigi di questa città, ve n’è uno in particolare che attira l’attenzione del passante distratto. Accolla è un artista del quale ci si accorge quando manca. Abituati a vederlo sempre nell’angolo della strada, passiamo rapidi dandogli uno sguardo veloce e affettuoso. Il suo stile inconfondibile lo riconosciamo subito sulle pareti di quasi tutte le ristorazioni di Ortigia e questo diviene confortante anche quando siamo trascinati da un giudizio frettoloso e superficiale. Il suo altro da sé è rappresentato da Elia Guardo sua compagna con la quale condivide esperienze dure e esaltanti. Legata ad un figurativismo da cartolina, il più delle volte lo trascende con sensibilità coloristica forte e decisa, delicata e struggente nell’affanno di andare oltre un atto formale e dovuto, che si risolve in un’accusa sociale verso un giudizio che rimane solo alla superficie e che, invece, vorrebbe essere approfondito e libero da pregiudizi. Due artisti diversi in stile e profondità, che il caso ha voluto che fossero insieme a testimoniare i talenti che questa città ci elargisce copiosamente”.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  21:06:19, nella sezione ARTE,  1099 letture)

Presentata sabato 22 settembre dalla giovane critica Silvia Baiardo (nella foto con l’artista) la personale di pittura dell’artista Jehan Calvus presso la Galleria Roma di piazza S. Giuseppe a Siracusa. Calvus è nato a Cluj, in Romania, nel 1955 e oggi vive a Vienna, dove svolge la sua attività di pittore, filosofo e pantomimo. Nel corso della sua carriera artistica ha esposto in varie parti d’Europa insieme ad artisti ascrivibili alla pittura fantastica, surrealista e visionaria. Questa mostra siracusana si intitola “L’accademia interiore” L’opera di Jehan Calvus ha il potere di trasportarci in luoghi misteriosi e nascosti – ha detto Silvia Baiardo nella sua presentazione - dove lo spettatore presente ha la possibilità di esperire quel rapimento che si prova dinanzi all’opera d’arte ed essere catapultato attraverso le immagini nella realtà metafisica. L’artista lo invita, infatti, a compiere un affascinante viaggio attraverso immagini tratte dal mondo onirico-fantastico. Un viaggio nell’interiorità dell’artista e dell’essere umano in genere. Calvus recupera un’ispirazione originaria, salvaguardando l’arte dall’influenza dell’atteggiamento scientifico che oggigiorno tende a penetrarla e ci da l’occasione di evadere dalla prigione della ragione, di riscoprire lo stupore, la meraviglia, l’intuizione come approccio al reale. In un mondo dove domina la razionalità tecnica Calvus propone un’arte ispirata dall’immaginazione, energia che infiamma la libera creazione: riscopre il potere dell’immaginifico. Laddove la scienza quantifica, misura, cataloga e ordina i fatti della materia inerte, l’intuizione ci consente di immergerci nei processi più profondi della realtà e l’arte coglie le essenze, spostando l’asse dal relativo all’assoluto.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:32:44, nella sezione ARTE,  1166 letture)

Una mostra sorprendente quella in corso alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Montevergini” di Siracusa, che nei suoi ampi spazi ospita 45 opere del pittore-fotografo Andrea Chisesi. L’evento artistico si intitola “Fuochi e vortici siciliani” ed è in gran parte ispirata ai fuochi pirotecnici così tipici nella tradizione siciliana, tradizione che l’autore apprezza e conosce bene avendo avuto genitori di origine siciliana. Nato a Roma nel 1972, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura di Milano, città in cui oggi vive, Andrea Chisesi intraprende la professione di fotografo specializzandosi nel settore della moda e del ritratto. Parallelamente alla fotografia trova nella pittura un elemento distintivo della sua ricca personalità artistica. Pittura e fotografia sono infatti i linguaggi alla base dell’arte di Andrea Chisesi: due tecniche assai diverse che nelle sue opere spesso si fondono e si confondono a tutto vantaggio di una forza espressiva che coinvolge il fruitore dell’opera in un viaggio alla scoperta dell’essenza stessa dell’arte, un vero e proprio trip di colori e forme. Le due tecniche vengono messe a confronto e sperimentate, l’immagine reale fusa con quella immaginaria, con processi dalla struttura variabile: un’ opera interamente pittorica viene fotografata, elaborata digitalmente, stampata su tela e nuovamente dipinta, oppure una fotografia viene elaborata, stampata su tela e su questa poi l’artista dipinge. Questo processo di compenetrazione gli permette una continua sperimentazione e reinterpretazione in chiave cromatica e strutturale degli stessi soggetti. La mostra è stata inaugurata il 20 settembre alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Siracusa e presentata dal noto critico d’arte professoressa Ornella Fazzina, che ha parlato di “sincretismi estetici” e di “meticciato culturale” nel delineare con efficaci tratti la pittura di Andrea Chisesi.

 
di Redazione (pubblicato il 09/09/2012 alle  10:14:09, nella sezione ARTE,  1071 letture)

Inaugurata sabato 8 settembre, nei locali della Galleria Roma di Siracusa in piazza San Giuseppe 2, la Mostra collettiva d'Arte contemporanea dal titolo "CHIAVI DI LETTURA". Si tratta di una esposizione dei lavori di alcuni artisti associati quali Salvatore Accolla, Cristien Alferink, Luigi Bengala, Gianfranco Bevilacqua, Corrado Brancato, Gaspare Calì, Fiorella Cascieri, Giulia Cappuccio, Margherita Davì, Giuseppe De Luca, Gino Di Frenna, Angela Floriddia, Francesco Floriddia, Stefania Floriddia, Marina Giuffrida, Elia Guardo, Salvatore Li Puma, Amedeo Nicotra, Valentina Nicotra, Tomie Nomiya, Luciano Paone, Gina Pardo e Palmira Pugliara. La mostra è stata presentata dal professor Luigi Amato (nella foto), docente di estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 
di Redazione (pubblicato il 13/08/2012 alle  09:05:54, nella sezione ARTE,  1229 letture)

Il pittore bolognese Andrea Benetti, oggi 13 agosto inaugura una mostra a Montevergini, la galleria d'arte contemporanea di Siracusa, dove saranno esposte 42 opere, in maggioranza di grande formato e sarà focalizzata l'attenzione su quello che è, a tutti gli effetti, un neo-simbolismo, creato dal suo pennello, in cui vivono ominidi stilizzati, forme embrionali e/o palesate, attraverso una geometria propria dell'artista, attori dell'opera d’arte, ma al tempo stesso elementi a se stanti, quasi isolati nella loro forma interiore.

Benetti, dopo aver presentato alla 53a. Biennale di Venezia il "Manifesto dell'arte Neorupestre", sta riportando la sua pittura alle origini, ovvero all'interno di grotte e similari (a Castellana Grotte la mostra che ha realizzato dentro la caverna "la Grave" è entrata a far parte del programma di ricerca sull'arte contemporanea dell'Università del Salento e prossimamente l’artista dovrà affrescare il tunnel delle Grotte di Frasassi). Andrea Benetti è molto apprezzato da musei ed istituzioni per quella che va oltre la pittura e diventa ricerca, cultura, creazione; ed è per questo che a marzo è stata acquisita una sua opera nella Collezione del Quirinale e subito dopo dal Museion di Bolzano ed a settembre donerà di persona una sua opera dedicata a Wojtyla al Papa, per le Collezioni del Vaticano. Importanti le acquisizioni antecedenti di musei ed istituzioni che annoverano un'opera di Benetti, tra cui una per tutti, la Segreteria Generale dell' Onu, nel palazzo di Vetro a New York.

 
di Redazione (pubblicato il 25/07/2012 alle  14:29:24, nella sezione ARTE,  1592 letture)

Inaugurata il 21 luglio presso l’ex Monastero del Ritiro di via Mirabella a Siracusa la mostra “In fieri” sarà visitabile fino al 12 agosto. Ospita i lavori degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania presentati in catalogo dai docenti Ornella Fazzina (nella foto), Giuseppe Frazzetto, Giuseppina Radice, Michele Romano, Ambra Stazzone e Gianpiero Vincenzo. La mostra è itinerante e, come dice nella prefazione al catalogo Carmelo Nicosia, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catania, intende contribuire alla “promozione dei giovani artisti e dell'arte contemporanea in Sicilia e costituisce nello scenario attuale un anello forte che lega l'arte all'economia, permettendo anche ai giovani emergenti di poter entrare nel cosiddetto "sistema dell'arte" e in un mercato che li possa degnamente rappresentare”. I docenti dell'Accademia di Belle Arti di Catania, esperti nel settore della critica, hanno segnalato giovani artisti che frequentano o hanno frequentato l’Accademia, creando un circuito di emersione di talenti e progettualità quale vero e unico motore di sviluppo per la ricerca, obiettivo primario per una struttura accademica che coniuga da sempre tradizione e sperimentazione. Gli allievi o ex allievi partecipanti alla mostra sono Daniele Alonge, Chiara Amore, Francesco Lucifora, Mario Cantarella, Valeria Genuardi, Marilisa Spironello, Sarah Manganaro, Rossano Petrone, Mario Scuderi, Giovanni Di Giovanni, Vincenzo Salvo (Zerov), Marco Santuccio, Mariacristina Di Carlentini, Riccardo Puglisi, Clara Saitta, Luigi Smeraldi, Giuliana Vitaliti e Maria Malaponte, autrice di alcuni quadri monocromatici di ispirazione morandiana e di un trittico dal titolo “Identità-omaggio a Pirandello" (nella foto), la quale sembra attingere alle cromie di Piero Guccione e per la quale valgono le parole che Gesualdo Bufalino dedicò al maestro di Scicli, che riesce a realizzare una “fusione armoniosa tra vista, visione e visibilio”.

 
di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  14:34:15, nella sezione ARTE,  1188 letture)

L’ex Convento del Ritiro di Via Mirabella a Siracusa ha ospitato sabato 23 giugno l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Metamorfosi delle anime luminescenti” presentata da Paolo Giansiracusa che vede esposte opere delle artiste Dalila Lionti e Iolanda Vecchio. Due giovani donne, due pittrici dalla profonda conoscenza tecnica acquisita negli anni universitari, all'Accademia di Belle Arti "Rosario Gagliardi" di Siracusa, due creature da tempo impegnate nel campo dell'emancipazione sociale della donna. Al centro della loro ricerca pittorica c'è la donna in tutte le sue sfaccettature, la donna difficile che lotta con tutte le proprie forze per essere madre e figlia, sorella e amica. “Attraverso evanescenze cromatiche e luminescenze tonali – scrive Giansiracusa nella presentazione in catalogo - i volti si incastrano in un mosaico contemporaneo, tessuto in maniera fitta e continua dagli sguardi decisi. Non c'è titubanza nel gesto, non c'è incertezza nell'espressione. Tutto si afferma con contegno, senza esasperazioni ideologiche ma con una tenerezza del fare che ricorda le carezze materne”. Durante l’inaugurazione si è svolta una performance di Sara Petrolito dal titolo “Entelechia”, un movimento tra danza e mimo significante l’anima che prende forma e consapevolezza di se, performance supportata da una interpretazione teatrale del bravissimo attore Eugenio Maria Santovito (foto). La performance che ha aperto il vernissage vedrà la sua ideale continuazione durante il finissage del 17 luglio. Fino a tale data la mostra resterà aperta al pubblico.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/06/2012 alle  10:04:27, nella sezione ARTE,  1054 letture)

Sabato 23 giugno il prof. Luigi Amato ha presentato la mostra "Pitture non conformi" dell’artista messinese Rosamaria Crupi. Rosamaria Crupi è una delle artiste più interessanti del panorama pittorico degli ultimi anni. Allieva di Delfo Tinnirello si distingue per un mix formidabile di astrazioni e figure inconsuete e sognanti fuori da ogni schema e da ogni catalogazione. Fautrice di un impegno sociale non-conforme nell'arte e nella vita è un raro esempio di pittura militante negli anni della globalizzazione. Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria oggi, insieme ad altri giovani artisti, gestisce uno spazio espositivo chiamato Gradivaarte in Piazza del Popolo a Messina, dove tiene anche corsi di disegno e pittura. Affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali, la Crupi realizza grandi tele graffianti in cui le forme paiono sottendere ad un concetto di infinito pieno di significati, da quelli universali a quelli più vicini alle corde dell’anima della pittrice che partecipa con sofferenza, ma anche con gioia, alle vibrazioni del mondo che la circonda, in un interminabile viaggio dell’arte che è paragonabile solo all’intrinseco viaggio alla scoperta di se stessi. Non è vana la ricerca che si avvale del sentimento, ma anche dei meccanismi del pensiero razionale, il Logos, per entrare nel corpo indistinto del reale e frantumare le barriere dell’ignoto, svelando i segreti dell’io che si relaziona col mondo. Non è una vana ricerca a condizione che si presti orecchio al fruscio della vita, che non si smetta di percepire i ritmi del giorno e della notte, che si guardi a tutto quello che avviene con animo limpido, che non si rinunci ad assaporare ogni goccia dell’esistenza, che si esplori ogni territorio del visibile e dell’invisibile. Ed è quello che Rosamaria Crupi fa ogni qual volta di pone davanti ad una tela bianca da riempire con i colori e le forme dettate dalla sua fantasia, guidata al fare creativo dalla passione e dall’amore per l’arte.

 
di Redazione (pubblicato il 22/05/2012 alle  13:56:17, nella sezione ARTE,  1488 letture)

Inaugurata ad Augusta, nell’ambito dei festeggiamenti di S. Domenico, col patrocinio del Comune di Augusta, Assessorato alla Cultura, la mostra di pittura e fotografia “Immagini e suoni nell’isola di S. Domenico” realizzata in sinergia tra le associazioni culturali “Augusta Photo Freelance", "Fotografare Augusta” e “Università Popolare di Augusta Giovanna d’Aragona”. L’evento durerà tre giorni, il 21-22-23 maggio, ed è ospitato nella restaurata Piazza Turati di Augusta, sede storica del vecchio mercato coperto del pesce. Grande successo di pubblico ieri con centinaia di visitatori, si reitera stasera e domani gran finale con l’esibizione degli Swing Around, quartetto jazz di cui è anima Marco Moschitto. Esposte opere dei pittori Franco Condorelli, Giuseppe Di Salvo, Sebastiano Guerriero, Raimondo Raimondi, Giovanni Saraceno e Adele Turchio, ispirate ad angoli caratteristici di Augusta. Numerosissima la schiera dei fotografi augustani aderenti alle succitate associazioni, che espongono bellissime fotografie sul tema del paesaggio augustano, della festa di S. Domenico e sul tema musicale. La manifestazione, organizzata dall’associazione “Augusta Photo Freelance",  il cui presidente è Romolo Maddaleni, "Fotografare Augusta” e “Università Popolare di Augusta Giovanna d’Aragona” il cui presidente è Raimondo Raimondi, è stata fortemente voluta dal dinamico assessore alla Cultura avvocato Giovanna Fraterrigo e intende riportare all’attenzione dei cittadini un sito caratteristico destinato ad eventi culturali, che potrà essere utilizzato nel prossimo futuro per esposizioni ed incontri a carattere artistico e culturale.

 
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