Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 28/10/2012 alle  16:23:32, nella sezione ARTE,  1159 letture)

Espone dal 27 ottobre nei saloni del Palazzo del Governo, in via Roma a Siracusa, il noto pittore Claudio Schifano, presentato dal suo gallerista Franco Distasio. Schifano, artista contemporaneo, si distacca dal naturalismo e dall’esteriorità, per astrarsi e rivolgersi agli interessi profondi della sfera emotiva. Quello che egli presenta ai nostri occhi è una forma, che spesso si ripete, con variazioni sul tema, come in una sacra iterazione simbolica, ripresentandosi in mutazioni cromatiche, sottolineando un’ossessione, fruibile a più livelli. Sulla superficie di tante tele la fantasmagoria dei colori si ridefinisce come uno schermo potenziale per visioni che affiorano dalle profondità della psiche. Le sue opere pittoriche sono caratterizzate dalla spontaneità della pennellata, dalla pulizia del colore e dalla fantasia delle forme. Il tessuto pittorico viene arricchito dalla densità della materia con la quale l’artista raggruma, contorna ed amplia tutti i godibili dettagli delle sue composizioni. Una esplosione di forme e di colori che denuncia la preparazione pittorica rigorosa e una libera ispirazione fantastica, seguendo la naturalezza della propria indole e i confini della propria abilità, di cui l’artista è pienamente consapevole, usando il colore allo stato puro, amalgamandolo e creando composizioni che rendono il senso di una bellezza universale dalle radici lontane ed inesauribili. Schifano è il cantore dell’inconscio onirico contenuto nelle cromatiche forze vitali che incontrano la tela e vi si espandono come un magma. Sotto la spinta vivace del pennello vengono creati immaginifici paesaggi e astratte composizioni nelle quali ci si perde, come in un campo di papaveri improvvisamente invaso dai colori della primavera. Al vernissage della mostra ha presenziato il presidente del Consiglio Provinciale di Siracusa Michele Mangiafico.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 08/10/2012 alle  14:56:28, nella sezione ARTE,  1298 letture)

Presentata da Giorgia Romano la mostra “The Vacuum” della pittrice siracusana Sandra Rizza. Nata a Siracusa, città dove vive e lavora, la Rizza si avvicina alla pittura già in tenera età, a 14 anni si iscrive all'Istituto Statale d'Arte di Siracusa dove subito si impone per la sua originalità rispetto alle tendenze. Ha frequentato poi l'Accademia di Belle Arti di Catania, sezione scenografia, nell'anno 1983 e l'Accademia di Belle Arti "Mario Minniti" a Siracusa. Ha partecipato a numerosi concorsi di pittura vincendo anche molti premi. Dal 2008 si reca frequentemente a Roma per approfondire la sua sperimentazione artistica. Qui incontra i fotografi Claudio Abate e Stefano Esposito con i quali lavora e instaura rapporti d’amicizia. Sandra Rizza sperimenta e recupera i mezzi espressivi del fare arte con supporti spesso tradizionali, ma si avvale anche di installazioni utilizzando diversi materiali dislocati liberamente nello spazio espositivo. Queste ultime opere esposte alla Not’Art in piazza S. Giuseppe ribadiscono ancor più il senso della tematica dell’artista. Quel vuoto, quell’assenza – che è anche essenza – della femmina protagonista attraverso oggetti, le scarpe soprattutto e le scatole vuote, che la rappresentano in una magica atmosfera di erotismo rarefatto, sospeso in una indeterminatezza di tempo e di spazio che il fruitore di queste opere d’arte respira, rimanendone affascinato e stupito. Ha scritto Giorgia Romano: “Tra spazi urbani indefiniti, figure femminili frammentate, maglie più o meno fitte di trame e orditi da cui traspare un problematico senso dell’'esistenza, la voce dell’artista alla continua ricerca di una soluzione, dì punti fermi dai quali procedere per una nuova possibile ricostruzione, per un nuovo possibile equilibrio. Gli spazi senza volto rappresentati da Sandra Rizza lasciano percepire quanto gli esseri umani, attraverso azioni e interventi radicali, abbiano cambiato nel tempo - e continuino a modificare inesorabilmente - lo stato naturale delle cose, la dimensione primigenia. Luoghi senza identità capaci di suscitare precarie oscillanti sensazioni. Luoghi senza storia, forse senz'anima, che affidano al senso d'instabilità emozioni anch'esse costantemente in bilico. Stereotipa immagine della modernità di un non luogo opprimente. Paesaggi umani inconsistenti avvolti da silenzio temibile. Frammenti di figure femminili costrette, sospese, intrappolate parlano di un difficile rapporto tra donna, spazio, vuoto (vortice turbolento e ingordo capace di radere al suolo). Involucri svuotati anch'essi, gli uni sugli altri, gli uni accanto agli altri, accalcati come chicchi di melagrana, indicano la loro assenza più che la loro presenza. Alveare privo d'api e miele. Brandello di una frenetica metropoli universale senza voce né udito. Urgente precarietà di fragili apparizioni la cui sospensione nel vuoto contribuisce a sublimare la visione proiettandola altrove: le scarpe sospese a mezz'aria riassumono l'essenza del messaggio. L'artista tenta di stabilire un punto d'incontro nel quale possa convergere ogni forza nuova, ogni energia positiva e di indicare un percorso che si allontani dall'appannarsi dell'avvenire e dal meccanico funzionamento dei ruoli in cui l'individuo consuma tutto il suo senso. Credo che le opere di Sandra Rizza vogliano evidenziare e mettere in discussione una profonda e, purtroppo, indiscussa convinzione: quella di trovarsi nell'unica realtà possibile, nel solo mondo possibile, in cui ad ognuno anche i pensieri, le azioni, i desideri, appaiono come i soli possibili. A noi il compito di ricadere nella calda profondità di un ritmo umano.”

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/10/2012 alle  14:48:18, nella sezione ARTE,  921 letture)

Sabato 6 ottobre alle 18.30 verrà inaugurata la mostra di pittura "ArteInsieme" negli spazi della Galleria Roma in Piazza San Giuseppe 2, dove verranno esposte alcune opere di Salvatore Accolla ed Elia Guardo. Accolla è un personaggio che opera nel fiabesco e idillico mondo di Ortigia, un pittore "bohemienne", ma che nell'arte pittorica ha ritrovato una dimensione personale, una dignità espressiva, una valvola di sfogo per le sue innate capacità, contrappeso ad un quotidiano incerto. L'arte per Accolla è la ragion d'essere e questa passione, questa assoluta unicità di vocazione, traspare tutta nelle sue tele riempite di getto, con pennellate ampie, vigorose, a volte pressoché monocromatiche, a volte invece capaci di cromatismi delicati ed audaci, rarefatte le forme ai limiti del figurativo, ai confini con l'espressionismo astratto. E’ una pittura di sapore naive, che un tempo veniva smerciata sui marciapiedi di corso Matteotti, ma ora che tanti suoi estimatori hanno dimostrato di apprezzare la sua arte, Accolla espone in galleria. La sua compagna di sempre è Elia Guardo, pittrice figurativa dalle morbide cromie, dotata di un immaginario diverso da quello di Accolla ma anch’esso valido. Questa mostra alla Galleria Roma verrà presentata da Paolo Morando che così si è espresso in un suo scritto: “Fra i prodigi di questa città, ve n’è uno in particolare che attira l’attenzione del passante distratto. Accolla è un artista del quale ci si accorge quando manca. Abituati a vederlo sempre nell’angolo della strada, passiamo rapidi dandogli uno sguardo veloce e affettuoso. Il suo stile inconfondibile lo riconosciamo subito sulle pareti di quasi tutte le ristorazioni di Ortigia e questo diviene confortante anche quando siamo trascinati da un giudizio frettoloso e superficiale. Il suo altro da sé è rappresentato da Elia Guardo sua compagna con la quale condivide esperienze dure e esaltanti. Legata ad un figurativismo da cartolina, il più delle volte lo trascende con sensibilità coloristica forte e decisa, delicata e struggente nell’affanno di andare oltre un atto formale e dovuto, che si risolve in un’accusa sociale verso un giudizio che rimane solo alla superficie e che, invece, vorrebbe essere approfondito e libero da pregiudizi. Due artisti diversi in stile e profondità, che il caso ha voluto che fossero insieme a testimoniare i talenti che questa città ci elargisce copiosamente”.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  21:06:19, nella sezione ARTE,  1072 letture)

Presentata sabato 22 settembre dalla giovane critica Silvia Baiardo (nella foto con l’artista) la personale di pittura dell’artista Jehan Calvus presso la Galleria Roma di piazza S. Giuseppe a Siracusa. Calvus è nato a Cluj, in Romania, nel 1955 e oggi vive a Vienna, dove svolge la sua attività di pittore, filosofo e pantomimo. Nel corso della sua carriera artistica ha esposto in varie parti d’Europa insieme ad artisti ascrivibili alla pittura fantastica, surrealista e visionaria. Questa mostra siracusana si intitola “L’accademia interiore” L’opera di Jehan Calvus ha il potere di trasportarci in luoghi misteriosi e nascosti – ha detto Silvia Baiardo nella sua presentazione - dove lo spettatore presente ha la possibilità di esperire quel rapimento che si prova dinanzi all’opera d’arte ed essere catapultato attraverso le immagini nella realtà metafisica. L’artista lo invita, infatti, a compiere un affascinante viaggio attraverso immagini tratte dal mondo onirico-fantastico. Un viaggio nell’interiorità dell’artista e dell’essere umano in genere. Calvus recupera un’ispirazione originaria, salvaguardando l’arte dall’influenza dell’atteggiamento scientifico che oggigiorno tende a penetrarla e ci da l’occasione di evadere dalla prigione della ragione, di riscoprire lo stupore, la meraviglia, l’intuizione come approccio al reale. In un mondo dove domina la razionalità tecnica Calvus propone un’arte ispirata dall’immaginazione, energia che infiamma la libera creazione: riscopre il potere dell’immaginifico. Laddove la scienza quantifica, misura, cataloga e ordina i fatti della materia inerte, l’intuizione ci consente di immergerci nei processi più profondi della realtà e l’arte coglie le essenze, spostando l’asse dal relativo all’assoluto.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:32:44, nella sezione ARTE,  1143 letture)

Una mostra sorprendente quella in corso alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Montevergini” di Siracusa, che nei suoi ampi spazi ospita 45 opere del pittore-fotografo Andrea Chisesi. L’evento artistico si intitola “Fuochi e vortici siciliani” ed è in gran parte ispirata ai fuochi pirotecnici così tipici nella tradizione siciliana, tradizione che l’autore apprezza e conosce bene avendo avuto genitori di origine siciliana. Nato a Roma nel 1972, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura di Milano, città in cui oggi vive, Andrea Chisesi intraprende la professione di fotografo specializzandosi nel settore della moda e del ritratto. Parallelamente alla fotografia trova nella pittura un elemento distintivo della sua ricca personalità artistica. Pittura e fotografia sono infatti i linguaggi alla base dell’arte di Andrea Chisesi: due tecniche assai diverse che nelle sue opere spesso si fondono e si confondono a tutto vantaggio di una forza espressiva che coinvolge il fruitore dell’opera in un viaggio alla scoperta dell’essenza stessa dell’arte, un vero e proprio trip di colori e forme. Le due tecniche vengono messe a confronto e sperimentate, l’immagine reale fusa con quella immaginaria, con processi dalla struttura variabile: un’ opera interamente pittorica viene fotografata, elaborata digitalmente, stampata su tela e nuovamente dipinta, oppure una fotografia viene elaborata, stampata su tela e su questa poi l’artista dipinge. Questo processo di compenetrazione gli permette una continua sperimentazione e reinterpretazione in chiave cromatica e strutturale degli stessi soggetti. La mostra è stata inaugurata il 20 settembre alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Siracusa e presentata dal noto critico d’arte professoressa Ornella Fazzina, che ha parlato di “sincretismi estetici” e di “meticciato culturale” nel delineare con efficaci tratti la pittura di Andrea Chisesi.

 
di Redazione (pubblicato il 09/09/2012 alle  10:14:09, nella sezione ARTE,  1032 letture)

Inaugurata sabato 8 settembre, nei locali della Galleria Roma di Siracusa in piazza San Giuseppe 2, la Mostra collettiva d'Arte contemporanea dal titolo "CHIAVI DI LETTURA". Si tratta di una esposizione dei lavori di alcuni artisti associati quali Salvatore Accolla, Cristien Alferink, Luigi Bengala, Gianfranco Bevilacqua, Corrado Brancato, Gaspare Calì, Fiorella Cascieri, Giulia Cappuccio, Margherita Davì, Giuseppe De Luca, Gino Di Frenna, Angela Floriddia, Francesco Floriddia, Stefania Floriddia, Marina Giuffrida, Elia Guardo, Salvatore Li Puma, Amedeo Nicotra, Valentina Nicotra, Tomie Nomiya, Luciano Paone, Gina Pardo e Palmira Pugliara. La mostra è stata presentata dal professor Luigi Amato (nella foto), docente di estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 
di Redazione (pubblicato il 13/08/2012 alle  09:05:54, nella sezione ARTE,  1186 letture)

Il pittore bolognese Andrea Benetti, oggi 13 agosto inaugura una mostra a Montevergini, la galleria d'arte contemporanea di Siracusa, dove saranno esposte 42 opere, in maggioranza di grande formato e sarà focalizzata l'attenzione su quello che è, a tutti gli effetti, un neo-simbolismo, creato dal suo pennello, in cui vivono ominidi stilizzati, forme embrionali e/o palesate, attraverso una geometria propria dell'artista, attori dell'opera d’arte, ma al tempo stesso elementi a se stanti, quasi isolati nella loro forma interiore.

Benetti, dopo aver presentato alla 53a. Biennale di Venezia il "Manifesto dell'arte Neorupestre", sta riportando la sua pittura alle origini, ovvero all'interno di grotte e similari (a Castellana Grotte la mostra che ha realizzato dentro la caverna "la Grave" è entrata a far parte del programma di ricerca sull'arte contemporanea dell'Università del Salento e prossimamente l’artista dovrà affrescare il tunnel delle Grotte di Frasassi). Andrea Benetti è molto apprezzato da musei ed istituzioni per quella che va oltre la pittura e diventa ricerca, cultura, creazione; ed è per questo che a marzo è stata acquisita una sua opera nella Collezione del Quirinale e subito dopo dal Museion di Bolzano ed a settembre donerà di persona una sua opera dedicata a Wojtyla al Papa, per le Collezioni del Vaticano. Importanti le acquisizioni antecedenti di musei ed istituzioni che annoverano un'opera di Benetti, tra cui una per tutti, la Segreteria Generale dell' Onu, nel palazzo di Vetro a New York.

 
di Redazione (pubblicato il 25/07/2012 alle  14:29:24, nella sezione ARTE,  1499 letture)

Inaugurata il 21 luglio presso l’ex Monastero del Ritiro di via Mirabella a Siracusa la mostra “In fieri” sarà visitabile fino al 12 agosto. Ospita i lavori degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania presentati in catalogo dai docenti Ornella Fazzina (nella foto), Giuseppe Frazzetto, Giuseppina Radice, Michele Romano, Ambra Stazzone e Gianpiero Vincenzo. La mostra è itinerante e, come dice nella prefazione al catalogo Carmelo Nicosia, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catania, intende contribuire alla “promozione dei giovani artisti e dell'arte contemporanea in Sicilia e costituisce nello scenario attuale un anello forte che lega l'arte all'economia, permettendo anche ai giovani emergenti di poter entrare nel cosiddetto "sistema dell'arte" e in un mercato che li possa degnamente rappresentare”. I docenti dell'Accademia di Belle Arti di Catania, esperti nel settore della critica, hanno segnalato giovani artisti che frequentano o hanno frequentato l’Accademia, creando un circuito di emersione di talenti e progettualità quale vero e unico motore di sviluppo per la ricerca, obiettivo primario per una struttura accademica che coniuga da sempre tradizione e sperimentazione. Gli allievi o ex allievi partecipanti alla mostra sono Daniele Alonge, Chiara Amore, Francesco Lucifora, Mario Cantarella, Valeria Genuardi, Marilisa Spironello, Sarah Manganaro, Rossano Petrone, Mario Scuderi, Giovanni Di Giovanni, Vincenzo Salvo (Zerov), Marco Santuccio, Mariacristina Di Carlentini, Riccardo Puglisi, Clara Saitta, Luigi Smeraldi, Giuliana Vitaliti e Maria Malaponte, autrice di alcuni quadri monocromatici di ispirazione morandiana e di un trittico dal titolo “Identità-omaggio a Pirandello" (nella foto), la quale sembra attingere alle cromie di Piero Guccione e per la quale valgono le parole che Gesualdo Bufalino dedicò al maestro di Scicli, che riesce a realizzare una “fusione armoniosa tra vista, visione e visibilio”.

 
di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  14:34:15, nella sezione ARTE,  1154 letture)

L’ex Convento del Ritiro di Via Mirabella a Siracusa ha ospitato sabato 23 giugno l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Metamorfosi delle anime luminescenti” presentata da Paolo Giansiracusa che vede esposte opere delle artiste Dalila Lionti e Iolanda Vecchio. Due giovani donne, due pittrici dalla profonda conoscenza tecnica acquisita negli anni universitari, all'Accademia di Belle Arti "Rosario Gagliardi" di Siracusa, due creature da tempo impegnate nel campo dell'emancipazione sociale della donna. Al centro della loro ricerca pittorica c'è la donna in tutte le sue sfaccettature, la donna difficile che lotta con tutte le proprie forze per essere madre e figlia, sorella e amica. “Attraverso evanescenze cromatiche e luminescenze tonali – scrive Giansiracusa nella presentazione in catalogo - i volti si incastrano in un mosaico contemporaneo, tessuto in maniera fitta e continua dagli sguardi decisi. Non c'è titubanza nel gesto, non c'è incertezza nell'espressione. Tutto si afferma con contegno, senza esasperazioni ideologiche ma con una tenerezza del fare che ricorda le carezze materne”. Durante l’inaugurazione si è svolta una performance di Sara Petrolito dal titolo “Entelechia”, un movimento tra danza e mimo significante l’anima che prende forma e consapevolezza di se, performance supportata da una interpretazione teatrale del bravissimo attore Eugenio Maria Santovito (foto). La performance che ha aperto il vernissage vedrà la sua ideale continuazione durante il finissage del 17 luglio. Fino a tale data la mostra resterà aperta al pubblico.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/06/2012 alle  10:04:27, nella sezione ARTE,  1023 letture)

Sabato 23 giugno il prof. Luigi Amato ha presentato la mostra "Pitture non conformi" dell’artista messinese Rosamaria Crupi. Rosamaria Crupi è una delle artiste più interessanti del panorama pittorico degli ultimi anni. Allieva di Delfo Tinnirello si distingue per un mix formidabile di astrazioni e figure inconsuete e sognanti fuori da ogni schema e da ogni catalogazione. Fautrice di un impegno sociale non-conforme nell'arte e nella vita è un raro esempio di pittura militante negli anni della globalizzazione. Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria oggi, insieme ad altri giovani artisti, gestisce uno spazio espositivo chiamato Gradivaarte in Piazza del Popolo a Messina, dove tiene anche corsi di disegno e pittura. Affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali, la Crupi realizza grandi tele graffianti in cui le forme paiono sottendere ad un concetto di infinito pieno di significati, da quelli universali a quelli più vicini alle corde dell’anima della pittrice che partecipa con sofferenza, ma anche con gioia, alle vibrazioni del mondo che la circonda, in un interminabile viaggio dell’arte che è paragonabile solo all’intrinseco viaggio alla scoperta di se stessi. Non è vana la ricerca che si avvale del sentimento, ma anche dei meccanismi del pensiero razionale, il Logos, per entrare nel corpo indistinto del reale e frantumare le barriere dell’ignoto, svelando i segreti dell’io che si relaziona col mondo. Non è una vana ricerca a condizione che si presti orecchio al fruscio della vita, che non si smetta di percepire i ritmi del giorno e della notte, che si guardi a tutto quello che avviene con animo limpido, che non si rinunci ad assaporare ogni goccia dell’esistenza, che si esplori ogni territorio del visibile e dell’invisibile. Ed è quello che Rosamaria Crupi fa ogni qual volta di pone davanti ad una tela bianca da riempire con i colori e le forme dettate dalla sua fantasia, guidata al fare creativo dalla passione e dall’amore per l’arte.

 
di Redazione (pubblicato il 22/05/2012 alle  13:56:17, nella sezione ARTE,  1439 letture)

Inaugurata ad Augusta, nell’ambito dei festeggiamenti di S. Domenico, col patrocinio del Comune di Augusta, Assessorato alla Cultura, la mostra di pittura e fotografia “Immagini e suoni nell’isola di S. Domenico” realizzata in sinergia tra le associazioni culturali “Augusta Photo Freelance", "Fotografare Augusta” e “Università Popolare di Augusta Giovanna d’Aragona”. L’evento durerà tre giorni, il 21-22-23 maggio, ed è ospitato nella restaurata Piazza Turati di Augusta, sede storica del vecchio mercato coperto del pesce. Grande successo di pubblico ieri con centinaia di visitatori, si reitera stasera e domani gran finale con l’esibizione degli Swing Around, quartetto jazz di cui è anima Marco Moschitto. Esposte opere dei pittori Franco Condorelli, Giuseppe Di Salvo, Sebastiano Guerriero, Raimondo Raimondi, Giovanni Saraceno e Adele Turchio, ispirate ad angoli caratteristici di Augusta. Numerosissima la schiera dei fotografi augustani aderenti alle succitate associazioni, che espongono bellissime fotografie sul tema del paesaggio augustano, della festa di S. Domenico e sul tema musicale. La manifestazione, organizzata dall’associazione “Augusta Photo Freelance",  il cui presidente è Romolo Maddaleni, "Fotografare Augusta” e “Università Popolare di Augusta Giovanna d’Aragona” il cui presidente è Raimondo Raimondi, è stata fortemente voluta dal dinamico assessore alla Cultura avvocato Giovanna Fraterrigo e intende riportare all’attenzione dei cittadini un sito caratteristico destinato ad eventi culturali, che potrà essere utilizzato nel prossimo futuro per esposizioni ed incontri a carattere artistico e culturale.

 
di Redazione (pubblicato il 16/05/2012 alle  16:55:29, nella sezione ARTE,  1568 letture)

La mostra “Attraversamenti” di Vincent Pirruccio, organizzata dal collezionista Diego Uccello e curata da Ornella Fazzina, ha lo scopo di valorizzare alcuni spazi del centro storico e della zona archeologica di Siracusa (11 maggio - 30 giugno), di Palazzolo Acreide (9 maggio – 30 giugno) e di Noto (1 luglio - 30 settembre) con grandi sculture che, modificando la percezione dello spazio, restituiscono una nuova visione urbana. Le opere, disposte lungo un percorso prestabilito, dialogano con i luoghi e con il pubblico che interagiscono con le stesse. A Siracusa sono state esposte sei opere lungo l’asse che dallo spazio antistante Casina Cuti (zona archeologica) si snoda fino ad arrivare al Tempio di Apollo e a Piazza Archimede. Nello stesso periodo dodici sculture medio-piccole dell’artista si possono ammirare nel cortile e nella sala espositiva del Palazzo del Governo in via Roma, sempre a Siracusa. A Palazzolo Acreide in mostra altre sei opere in sintonia sia con lo spazio urbano circostante che con il paesaggio. Le opere successivamente saranno collocate lungo il percorso urbano del centro storico di Noto. Le installazioni, realizzate in ferro, ricalcano, nella poetica dell’artista, uno schema formale molto rigoroso che nella costruzione geometrica trova la sua massima manifestazione. Pulizia tecnica e composizione matematica sono le caratteristiche di questi lavori che creano un felice connubio tra studio razionale della forma e la forma urbis che connota la nostra realtà storica. L’esperienza artistica di Pirruccio esprime nella sua ricerca una matrice plastica che genera movimento in strutture che progressivamente si espandono.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/05/2012 alle  20:37:52, nella sezione ARTE,  1026 letture)

Sabato 12 maggio la Galleria Roma di Siracusa ha presentato la mostra personale della giovane artista calabrese Valentina Chillè, che nelle sue opere dimostra una personalità artistica assai ricca e complessa. “Personality” si intitola infatti la sua mostra, introdotta dal prof. Luigi Amato che così si è espresso sulla giovane pittrice: ”Un'artista figurativa che opera attraverso tematiche primarie e strutturali che attraversano una filosofia di elementi primari e vitali. Artista giovane, ma dalle profonde venature estetiche frutto di diverse esperienze intellettuali…Un artista è una persona che partecipa con comprensione alla creazione di un’opera d’arte. Un’opera d’arte è un tipo di artefatto creato per essere presentato a un pubblico che appartiene a un mondo dell’arte. Un pubblico è un insieme di persone i cui membri sono preparati in qualche misura a comprendere un oggetto che viene loro presentato. Il mondo dell’arte è la totalità di tutti i sistemi di mondo dell’arte. Un sistema di mondo dell’arte è la cornice per la presentazione di un’opera d’arte da parte di un artista a un pubblico che appartiene a un mondo dell’arte”. La mostra, che ha registrato un intervento iniziale del presidente di Galleria Roma, Salvatore Zito, resterà aperta fino al 22 maggio.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/05/2012 alle  15:29:38, nella sezione ARTE,  1898 letture)

Inaugurata sabato 12 maggio all’ex Convento del Ritiro di Siracusa, in Ortigia, la Rassegna internazionale di Arte Moderna “Artes Magnae” organizzata da Spazio Arte e Art Center col patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa. Tantissimi gli artisti partecipanti e numeroso il pubblico presente che ha assistito a una performance poetica di Marco Veneziano e della sua Equipe e a un concerto del percussionista siracusano Paolo Greco (foto in alto a sinistra) affiancato dalle due brave danzatrici Nadia Hekmat e Marzia Fede, che si sono esibite in fascinose danze mediorientali al ritmo incessante dei tamburi suonati da Paolo Greco. Tra gli artisti espositori un cenno a parte meritano la giapponese Tomie Nomiya, la giovane e bravissima pittrice Margherita Davì, l’astrattista Claudio Schifano e il noto scultore e ceramista Gianfranco Bevilacqua (nella foto in alto a destra). Tomie Nomiya (nella foto in basso a sinistra) persegue tra occidente e oriente la sua ricerca che traccia una interiorità espressiva di sguardi e di gesti rappresentati in una delicatezza chiaroscurale, in una pulizia delle linee, in una armonia delle proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Margherita Davì (nella foto in basso a destra), diplomatasi Maestro d’Arte nel 2004, oggi affronta nelle sue opere attuali una ritrattistica originale e una puntigliosa tematica pittorica originale ed onirica, caratterizzata da una ricerca spirituale e da una libera espressione dell’anima. La mostra resterà aperta fino al 27 maggio registrando altri due momenti di intrattenimento: il 20 maggio “De Andrè, musica, ritmo e tormento di un cantautore”, con le musiche del maestro Claudio Massaro, “Coloriamo un mondo di pace”, spettacolo poetico e musicale a cura di Marco Veneziano; il 27 maggio un movimento coreografico a cura di Valentina Romano, le poesie dialettali di Francesca Privitera e un’altra performance “percussion live” di Paolo Greco.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/05/2012 alle  14:21:21, nella sezione ARTE,  1017 letture)

Una mostra strana ma avvincente quella che è stata inaugurata lunedì 30 aprile alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini, in Via Santa Lucia alla Badia a Siracusa. E’ il fotografo-artista napoletano Massimo Pastore a presentare la sua personale “Bianco Cold Landscapes” a cura di Antonio Maiorino, con il Patrocinio del Comune di Siracusa, Assessorato alle Politiche Culturali. Bianco, bianco e ancora bianco poi tenui tonalità di grigi e queste figure sofferenti di uomini nudi come nuda è la nostra anima quando ci scrolliamo di dosso gli orpelli della civiltà, stratificata sulle nostre vere emozioni come un sudario. E proprio l’approccio alla morte, momento comune a tutti, inevitabile e pauroso, atteso ma esorcizzato, è l’archetipo comune di queste opere in cui la mancanza di colore (ma il bianco è il colore sintesi di tutti i colori) conferisce un “fuori dal tempo e dallo spazio” che raggela l’anima dei fruitori di queste opere d’arte, ma al contempo la riscalda con la luce della speranza, con la sospensione del tempo in uno spazio neutro, in un limbo di apparizioni, in un “altro da se” che presagisce un mondo onirico, un grembo materno, una terra promessa che ci sarà data. E’ scritto nella presentazione: “Si espone Pastore al pubblico prestando il suo corpo a quei personaggi che non sono più ma che hanno fatto parte della sua storia familiare, gioca quindi con il paradosso temporale sincronia/diacronia. Quel che è già accaduto lentamente si liquefa nel bianco, oppure quello che è ancora da venire nel bianco si compone. Il bianco diventa elemento di autosospensione, di azzeramento volontario e fittizio della coscienza affinché sia l’occhio a comprendere quanto ci sia di cinereo e quanto di niveo”. Il trittico, dal titolo “è quel sono che ci rende uguali”, pensato come pala d’altare suddiviso in tre ‘tavole’ fotografiche, posto alla parete di fondo della navata unica dell’ ex convento Montevergini, è l’opera che più di tutte vede il prezioso equilibrio di un lungo ciclo creativo che Massimo Pastore ha negli anni composto in luoghi distanti e diversi, in una poetica ricerca dei luoghi fisici e di quelli della memoria, in avvicendamenti e sovrapposizioni emotive che si sono stratificate. Lo scenario dell’opera è l’Etna innevato e, nella pala centrale, un atto performativo profondamente simbolico è stato eseguito sull’altro vulcano, il Vesuvio, sottolineando così fortemente il legame tra queste terre.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  14:57:55, nella sezione ARTE,  1065 letture)

Sabato 28 aprile alle ore 18,30 presso gli spazi espositivi della Galleria Roma, in piazza S. Giuseppe a Siracusa, Paolo Morando presenterà la mostra antologica dedicata a Gaetano Gulizia, un caro amico, architetto, uomo di lettere, poeta e pittore, che ci ha lasciati qualche anno fa. Dice di lui Paolo Morando nella presentazione: ”La bellezza e l’amore: erano forse due sinonimi per Tanino? Certo furono due compagni di viaggio per un uomo che sembrava di tutti e per tutti, ma che in effetti fu solo di pochi e per pochi. Le figure stampate sulle tele testimoniano di una impaziente volontà di affetti: l’amicizia sincera per gli amici, spesso sottesa e l’Amore per le donne, voluto, ardentemente desideroso di “Eros” ma combattuto tra qui e un “altrove” nel quale desiderare una trasfigurazione che mai avvenne, se non nel sogno dei pomeriggi afosi delle estati della nostra Ortigia. Sensualità nei quadri di Tanino? Forse: ma certamente, se c’era, la sensualità ingenua di un bimbo che perennemente si meravigliava delle sue continue scoperte. Le scoperte sempre uguali di una donna sempre uguale, creduta diversa nel carattere, nei tratti nel colore…Il colore, conoscenza profonda della scoperta della forma. Approfondimento di un sé, cercato e mai raggiunto. Il colore che plasma, intriga, forma e sostanza di figure diafane a volte e a volte carnali che parlano il linguaggio di occhi trasfigurati e trasfiguranti, occhi che penetrano l’animo di chi guarda e dicono: io sono qui!”

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/04/2012 alle  17:11:58, nella sezione ARTE,  1386 letture)

Inaugurata sabato 21 aprile la mostra personale di Alfredo Romano (nella foto) presso la galleria Not’Art di Piazza S. Giuseppe a Siracusa, un nuovo spazio espositivo che si aggiunge ai tanti che la città aretusea offre agli artisti siciliani. La mostra presenta opere su carta alcune delle quali inedite e di grandi dimensioni realizzate dall'artista siciliano durante la fine degli anni Settanta. Le carte di Romano si offrono come un ventaglio di esiti inediti e proteiformi: in alcuni casi una scrittura straniante, interprete di una forte esigenza d'introspezione e di una impellente urgenza espressiva, insegue vaghe suggestioni spirituali, portando in superficie squarci d'interiorità; in altri il tratto incisivo rivela immagini capaci di evocare anche velate lontane mitologie di cui la terra di Sicilia è imbevuta. Lavori che è possibile percepire e respirare, oltre che osservare. Tracce cartacee, frammenti di una storia intima, di un foglio immaginario che riveste lo spazio e congela il tempo. Alfredo Romano è un artista ormai notissimo per le sue installazioni e per le tante mostre in Italia e all’estero che testimoniano un valido percorso creativo che nella sua città, Siracusa, trae spunto ed ispirazione.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/04/2012 alle  11:03:20, nella sezione ARTE,  1490 letture)

Continuerà fino all’8 maggio la mostra collettiva d’arte contemporanea dal titolo “Il tesoro dell’artista”, inaugurata il 20 aprile scorso negli spazi espositivi del Palazzo del Governo di Siracusa, in via Roma 31. Ad esporre sono le pittrici Laura Alessi, Palmira Pugliara e Valentina Raudino, affiancate da Antonio e Marco Ciaffaglione, Mario Matera e Paolo Montineri, valenti artisti che si esprimono in pittura, scultura, fotografia e arte applicata. Un particolare cenno meritano Santina Laura Alessi, allieva del maestro Angelo Cassia, e Palmina Pugliara, in arte Pupa, che viene da esperienze di alta moda che riesce a trasferire nelle sue composizioni, nelle quali affianca alla pittura ad olio innesti di vari e preziosi materiali, ispirandosi alla moda del burlesque. Valentina Raudino, laureata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa, espone quadri dalla coloristica vivace, descrivendo paesaggi onirici e favolistiche atmosfere. La fotografia è l’elemento creativo di Marco Ciaffaglione, ma sono fotografie così elaborate ed interpretate con una grande sensibilità artistica tali da costituire opere d’arte di grande spessore e godimento estetico. A tutti questi artisti va il plauso della cittadinanza che in questi giorni sta visitando numerosa la mostra.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/04/2012 alle  17:15:04, nella sezione ARTE,  905 letture)

Alle ore 18,30 del 14 Aprile, presso i locali espositivi dell’Amministrazione Provinciale di via Brenta n. 67 a Siracusa, verrà inaugurata la mostra di beneficenza denominata “L’ARTE PER LA VITA”. Alla manifestazione partecipano oltre 68 artisti, non tutti siracusani, che donano le loro opere per incentivare le sottoscrizioni di adozioni a distanza tramite l’Istituto dei Salesiani di Milano. Si tratta della quattordicesima edizione di tale manifestazione che annualmente ha visto incrementare sempre più la corale adesione di molti cittadini che hanno adottato, nel corso degli anni, centinaia di bambini del terzo mondo bisognosi di assistenza. La manifestazione è organizzata dalla “Associazione Galleria Roma” con l’apporto diretto del proprio socio fondatore Giacomo Perticone e degli altri artisti espositori, i quali regalano le tante opere esposte (non meno di 200) a chi adotta a distanza uno dei bambini assistiti dai Salesiani nelle proprie missioni nel terzo mondo. L’esposizione riceverà il pubblico nei giorni successivi all’inaugurazione dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 (con esclusione delle domeniche) fino al 24 Aprile.

 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 10/04/2012 alle  21:05:43, nella sezione ARTE,  873 letture)

Giovedì 12 aprile alle ore 18,30 Alessandra Privitera presenterà il libro LA CADUTA DEGLI DEI di Luigi Mirabella. L’evento, che sarà coordinato da Eleonora Romano, avrà luogo presso la Galleria Roma di Piazza S. Giuseppe a Siracusa, diretta da Corrado Brancato (nella foto). L’autore, Luigi Nicolò Mirabella, vive a Siracusa, dove è nato il 22 luglio 1981. Laureato in Tecnologie Applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali, ha sempre amato la storia, sia antica che contemporanea. Leggere è da sempre il suo passatempo preferito. La caduta degli Dei è il suo primo romanzo e tratta di una vicenda storica assai particolare e poco conosciuta. Nel dicembre del 1941, un commando delle SS assalta un mercantile alleato in partenza dal Congo Belga. Scopo dell'attacco è mettere le mani su centinaia di tonnellate di minerale d'uranio con lo scopo di utilizzarlo per realizzare l'arma più devastante mai concepita dalla mente umana. Prima di Hiroshima e Nagasaki, Stati Uniti e Inghilterra avevano solo una vaga idea del terrore e della devastazione che un'arma del genere avrebbe provocato... Dopo, ne ebbero la certezza. E il mondo non fu più lo stesso.

 
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