Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 26/04/2022 alle  19:23:36, nella sezione ARTE,  405 letture)
Sarà inaugurata sabato 30 aprile alle 18,00 negli spazi espositivi della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 in Ortigia la mostra collettiva d'arte contemporanea dal titolo "I colori dell'anima", che vede esposte le opere di tre artisti che operano nel territorio siracusano: Monica Genovese, Raimondo Raimondi e Claudio Schifano. Si tratta di una ripartenza dopo due anni di inattività segnati dall'emergenza covid che ha visto scomparire dal centro storico tutte le attività legate all'arte e alla cultura. Ora, per quanto ancora sussistano impedimenti prudenziali, complice l'arrivo della bella stagione, si può cominciare a pensare a mettere in cantiere qualche iniziativa. Tre, abbiamo detto, gli autori che presentano le loro opere. L’opera pittorica di Monica Genovese è basata preva¬lentemente sul gesto e sul colore, elementi unificati dal collante delle sue personalissime emozioni e sensazioni. La sua astrazione è luminosità proveniente dal cosmo, la sua radice non è, come può sembrare al primo impatto, l’action painting americana, ma è una ricerca assai più sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, quella che lei stessa chiama fluid painting, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista e viene trasmesso con il suo mezzo ortografico e filologico: il segno. Segno rappresentato da guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi con i colori che si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono puri. La pittura concettuale di Raimondo Raimondi si srotola davanti agli occhi del fruitore, non accetta di restare contenuta nel limite di una tela e allora straripa, tracima, non trattiene la smania di vita passata, presente e futura e inonda la superficie prendendo forma ben oltre essa mediante schizzi di colore su figure e scritture e sembianti inusitati, forme d’insopprimibile necessità espressiva, autentica, limpida nella dichiarazione d’esordio del dipinto che non chiede d’essere visto, che risponde soltanto al richiamo trascendente dell'artista, che esprime così colore e vita. I colori e le forme nelle opere di Claudio Schifano convivono piacevolmente mossi da una brezza che li rende dinamici, luminosi e brillanti. Sono opere che esprimono una luminosa serenità e una commovente gioia di vivere. La ricca gamma cromatica e il disegno forte, escavatore di forme, concorrono a risultati di armonia che traspare anche nella scelta dei soggetti dipinti che sono caratterizzati da una rappresentazione serena, rispecchiata dall'equilibrio formale dei paesaggi che testimoniano l'attaccamento alla sua terra, alla cultura mediterranea, ma al tempo stesso appartengono alla tradizione informale. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 maggio nei giorni di venerdì, sabato e domenica con orario 10,00-12,00 e 18,00-20,00.
 
di Redazione (pubblicato il 06/04/2022 alle  09:03:14, nella sezione ARTE,  379 letture)

Domenica 10 aprile alle ore 18,00 si inaugura a Siracusa una nuova realtà artistica dopo due anni di assoluta inattività di un settore fortemente penalizzato dalla pandemia che ha bloccato manifestazioni culturali e afflusso turistico. Si tratta della Mirabella Art Gallery ospitata nelle splendide sale dai soffitti affrescati del Palazzo Abela – Danieli al civico 23 dell'omonima via Mirabella nel centro storico dell'isola di Ortigia. La galleria è posta al primo piano del palazzo risalente al XV secolo. La sua denominazione fa riferimento alle famiglie che ne furono proprietarie: Abela e Danieli e rappresenta un ragguardevole esempio di quell’architettura tardo-medievale che rispecchia lo stile della corona d’Aragona che a Siracusa poteva vantare una tra le più prestigiose sedi della Camera Reginale. Esiste infatti una Siracusa aragonese – catalana che si svela agli occhi del visitatore in maniera inaspettata nelle zone d’ombra ortigiane, nei suoi cortili, nei suoi vicoli, che ammalia con i suoi dettagli, con le sue scale a cielo aperto, con le sue logge, comunicando la valenza di una storia urbana antica e anche le trasformazioni subite nei secoli. Prova questa, non solo del fatto che il terremoto disastroso del 1693 non distrusse del tutto Siracusa, ma anche di come la città avesse un ruolo determinante nel Mediterraneo durante il Regno d’Aragona.
La galleria sarà gestita dallo scenografo Tony Fanciullo, noto operatore culturale del territorio che ha spesso validamente collaborato con l'INDA e curato le scenografie del Moscow Ballet diretto da Armando Randazzo. Ospiterà una ricca collettiva di opere di artisti del calibro di Fiume, Fanciullo, Parmigiani, Rotella, Messina, Schifano e le foto di Alessia Ancona. Inoltre alcune sale saranno dedicate alle fotografie di scena delle rappresentazioni classiche, opere di Franca Centaro, dal titolo "Il Teatro Racconta".
La serata inaugurale del 10 aprile sarà introdotta dal presidente di Mirabella Art Gallery Maurizio Provenza e presentata dal critico d'arte e scrittore Raimondo Raimondi che espone in galleria anche una sua opera pittorica. Un evento da non perdere per godere di belle opere d'arte ma anche per visitare un palazzo di grande pregio architettonico che non tutti i siracusani conoscono.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/02/2022 alle  17:47:24, nella sezione ARTE,  436 letture)

























Un grande murale campeggia sulla parete di una casa in Ortigia, all'imbocco della Graziella, nei pressi del carcere borbonico: ritrae Salvatore Accolla e il suo cane Righel. E' un'opera di street art dell'artista brasiliano Marcos Gia Fernando che ha voluto commemorare il pittore ortigiano recentemente scomparso che tutti ricordano con affetto. Durante la sofferta esistenza di Salvatore Accolla abbiamo potuto assistere a uno di quegli eventi strordinari che si sono verificati ogni tanto nella storia dell'arte contemporanea: la scoperta e la condivisione di un artista, che d'improvviso, dai più celati vicoli di Ortigia esplose grazie a giornalisti, critici, mercanti d'arte e alla rappresentazione dei media nazionali, divenendo in un breve lasso di tempo un fenomeno degno di essere esposto nei templi istituzionali dell'arte. Salvatore Accolla è diventato, nell'immaginario di chi ne è venuto a contatto, un personaggio che ha operato nel fiabesco e idillico mondo di Ortigia, un pittore "bohemienne" che viveva alla giornata, ma che nell'arte pittorica aveva ritrovato una dimensione personale, una dignità espressiva, una valvola di sfogo per le sue innate capacità, contrappeso a un quoti¬diano incerto. L'arte per Accolla era la ragion d'essere, il significato-significante dell'umana esistenza, una luce nel buio della vita. E questa passione, questa assoluta unicità di vocazione, traspare tutta nelle sue tele riempite di getto, con pennellate ampie, vigorose, a volte pressoché mo¬nocromatiche, a volte invece capaci di cromatismi delicati ed audaci, rarefatte le forme ai limiti del figurativo, ai confini con l'espressionismo astratto. Una voce del sangue, quella pittura di Accolla, priva di fondamenta teoriche o di stratificazioni culturali, uno spontaneismo incanalato in una tecnica cromatica rapida ma di indubbio effetto. Spesso il pittore eseguiva velocemente le sue opere ma, allorché rallentava i suoi ritmi forsennati, appariva chiara una naturale capacità crea¬tiva e compositiva, insieme ad una inventiva cromatica che negli ultimi tempi veniva più correttamente eseguita e ancor più consapevolmente curata. Era un pittore spontaneo il nostro Salvatore, di sapore naive, affetto da una frenesia creativa che lo portava a dipingere quadri su quadri che un tempo smerciava sui marciapiedi di corso Matteotti ai tanti suoi estimatori che dimostrarono nel tempo di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Questi appassionati hanno assorbito centinaia e centinaia di quadri che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi Accolla fece un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte nelle quali ancor più fu tangibile l’attrazione esercitata dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, rimaste a futura memoria, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua cromia, fa si che, anche quando il soggetto ritratto potrebbe essere giudicato apparentemente banale, l’opera riesce comunque ad assumere una grande valenza estetica. Le opere di Accolla furono presentate al pubblico qualche anno fa nei prestigiosi locali della Galleria Civica di Montevergini a Siracusa ma poi l'artista dovette attendere una appassionata d'arte del nord Daniela Rosi, responsabile Lao Art e docente di "Progettazione per la pittura" all'Accademia di Belle Arti di Verona, che, folgorata sulla via di Ortigia, definì il nostro un artista "fuori serie" organizzandogli a tamburo battente una mostra a Torino, presso il Polo delle Arti Relazionali e Irregolari a Palazzo Barolo, in tal modo arricchendo di un ulteriore importante tassello la sua carriera pittorica. Una parte della produzione di Accolla fu raccolta in un grosso, poderoso volume di 500 pagine che riguarda però soltanto le opere eseguite dal 2001 al 2004, la cosiddetta "Collezione Ortigia" nella quale troviamo campioni esemplari di tutta la vasta tematica del pittore naive. Nel dettaglio, anzitutto animali: cavalli scalpitanti e uccelli in volo a simboleggiare l'anelito verso la libertà, negata all'artista in tanti anni della sua vita tormentata, pazienti asini che tirano carretti e buoi delle campagne siciliane, e i gatti, tanti gatti, i gatti di Ortigia, solenni e sornioni, accanto a un bestiario esotico fatto di leoni, giaguari, elefanti, fascinazione che Salvatore Accolla, come Antonio Ligabue, pittore naive a lui così vicino per vicissitudini di vita e ispirazione pittorica, subiva per quella autorevolezza e insieme ferocia degli animali africani, liberi nelle savane. E poi le barche: panciute, a riposo sulle spiagge e nelle calette, le barche dei pescatori di Ortigia, e ancora composizioni dedicate alla figura del Cristo, testimonianza di una religiosità primitiva di Accolla, e tante tantissime nature morte e infiniti paesaggi, quadri in cui il riferimento a Giorgio Morandi nella coloristica e nelle forme appare evidente per quanto sicuramente spontanea e non voluta. E infine una serie di volti e ritratti che richiamano incredibilmente l'espressionismo tedesco di Otto Dix e di George Grosz. Ebbene c'è di tutto nella pittura di Accolla: tracce perfettamente amalgamate, digerite e rimesse a nuovo nell'abito poetico del pittore di strada, riflessi della memoria di un uomo non colto ma che ha saputo stratificare dentro di se, in modo inconscio, i colori e le tematiche di Matisse, Cezanne, Carrà, De Chirico, Modigliani e Morandi, di tutti quegli artisti che l'hanno preceduto e che hanno fatto della pittura una ricerca non solo estetica ma soprattutto esistenziale. Egli aveva forse un vantaggio su quegli artisti che hanno tentato di ridiventare bambini, quello di esserlo fondamentalmente a dispetto dell'età e delle offese della vita. E i bambini hanno questo potere: più sono ignoranti (nel senso di inconsapevoli delle loro virtù) e più ci forniscono "esempi ricchi di lezioni e si deve per quanto possibile preservarli da ogni corruzione" - come diceva Paul Klee nel suo diario. Ecco, probabilmente questa è una possibile chiave di lettura: la pittura come gioco, come espressione della parte infantile dell'animo umano, laddove, sfuggendo alla razionalità saggia dell'età adulta, la creatività incontra nelle praterie del cielo un mondo fantastico, fiabesco, incontaminato e seducente. Il regista Paolo Boriani effettuò con lui giorni e giorni di riprese per ricavarne un film. Il titolo del lungometraggio fu "Accolla e il cavallino rosso a Siracusa", ambientato in un'isola nell'isola, Ortigia, dov'era la casa di Salvatore Accolla che pareva la casa di Van Gogh, un film che raccontava la storia del pittore, che raccontava la follia. Cosa è follia e cosa non è follia ma genialità incompresa. Ora questo imponente murale di Marcos Gia Fernando, collocato nella Graziella, quartiere di quell'Ortigia che Accolla amava, consegna ai siracusani la memoria di questo artista, sfortunato per le vicissitudini della vita, ma fortunato per aver ricevuto il divino dono della creatività.
 
di Redazione (pubblicato il 14/12/2021 alle  20:32:16, nella sezione ARTE,  359 letture)
Si potrà visitare fino al 14 marzo 2022 a Palermo nelle sale di Villa Zito, sede della Pinacoteca della Fondazione Sicilia, la mostra "Isgrò Dante e la Sicilia" curata da Marco Bazzini e Bruno Corà. Promossa da Fondazione Sicilia e Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò e la partecipazione di Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese, la mostra presenta una ventina di opere a tema dantesco provenienti da collezioni pubbliche e private che, dal 1966 ai lavori più recenti, raccontano sinteticamente il multiforme e profondo rapporto che Emilio Isgrò ha avuto con la cancellatura, che in questa occasione si è concentrata sul “De vulgari eloquentia” di Dante. L’esposizione celebra il trentesimo anno dalla nascita della Fondazione Sicilia e la recente acquisizione alla sua collezione del Seme d’arancia su pietra siciliana, opera di Emilio Isgrò che sarà presentata il 5 marzo 2022 a Palazzo Branciforte, prestigiosa sede della Fondazione restaurata da Gae Aulenti. Negli oltre cinquant’anni della sua attività artistica, Isgrò ha sempre avuto un corpo a corpo con l’opera dantesca. Per chi nasce poeta non poteva essere altrimenti. Fin da quando ha iniziato a cancellare parole e figure su materiali a stampa, la figura e i testi del sommo poeta sono stati oggetto di una sua riflessione nonché di una salvifica copertura attraverso la cancellatura, ormai riconosciuta a tutti gli effetti come l’originale linguaggio artistico a cui ha dato vita e che lo ha reso famoso uno degli artisti più importanti a livello internazionale. Quasi Isgrò volesse dar prova reale, per parodiare le stesse parole di Dante scritte nel XIII canto del Paradiso, “che sol per cancellare” si scrive o si disegna. Le prime opere dedicate all’autore della Divina Commedia risalgono alla metà degli anni sessanta del secolo scorso e proprio al grande capolavoro sono dedicate. A questa seguono molti altri tomi cancellati nei più diversi anni, alcuni anche “dipinti” con il colore bianco come quelli dedicati al Paradiso nei primi anni ottanta, fino ad arrivare al grande monumento realizzato per la IULM di Milano. Lo stesso Dante è stato soggetto di numerosi lavori tra cui quello di poesia visiva in cui si legge che “Dante and Beatryce never meet”, quasi un’anticipazione del concettuale per la carica tautologica che esprime. Ad accompagnare la scritta sono linee e frecce disposte in parallelo. Oppure, Isgrò di Dante ha ripreso il ritratto a figura intera “nascondendolo” sotto una griglia di cancellature nere o bianche, come nelle grandi tele realizzate negli ultimi anni. Stessa sorte è toccata ad Alessandro Manzoni e a molti altri (Galileo Galilei, Giacomo Puccini, Giotto, ecc.) a dimostrazione di come Isgrò si sia sempre confrontato con la cultura alta di tutti i secoli rendendola però comprensibile al più vasto pubblico attraverso il linguaggio rivoluzionario e penetrante della cancellatura. Potremmo dire che quanto Dante ha fatto con la lingua, trasformarla in qualcosa che permetteva di parlare di tutto, Isgrò ha fatto con la cancellatura: infatti, ora questa permette di dire molte più cose di quanto normalmente si pensi. La mostra avvia un importante progetto culturale della durata di quasi un anno, che può essere sintetizzato nell’espressione Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia, la cui seconda tappa avrà luogo nell’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico di Palermo, il prossimo 24 dicembre, quando sarà presentata l’opera inedita di Emilio Isgrò con la quale il Maestro offre al pubblico in presenza la sua personale riflessione sul tema, misurandosi con l’iconografia della Natività.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/12/2021 alle  11:28:03, nella sezione ARTE,  468 letture)













Era un pittore spontaneo, di naturale istinto naive, Salvatore Accolla, conosciutissimo ortigiano da oltre un anno mancato all'affetto dei suoi cari e di chi lo conosceva, pervaso da una frenesia creativa che lo portava a dipingere quadri su quadri che esponeva sui marciapiedi di corso Matteotti ai tanti suoi estimatori che nel tempo dimostrarono di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Pagavano poco allora, al tempo delle vecchie lire, ma questi appassionati hanno però assorbito centinaia e centinaia di opere che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi Accolla fece un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte. E i prezzi, naturalmente, lievitarono anche perché era apprezzato soprattutto dai turisti italiani e stranieri, attratti dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua coloristica, aggiungerei del suo segno inconfondibile, sono tutti elementi per i quali le sue opere sono riuscite sempre e comunque ad assumere una discreta valenza estetica. A memoria dell'artista sono rimasti quei “new jersey” decorati in Corso Matteotti che resistono alle intemperie come pietre monumentali di una genialità popolare che ha attraversato Siracusa in questi ultimi anni. Salvatore Accolla meriterebbe di essere ricordato con un premio a lui dedicato, protagonista come fu di un tempo pre covid quando Ortigia pullulava di pittori, di gallerie, di socialità artistica e culturale.
 
di Redazione (pubblicato il 01/08/2021 alle  16:28:51, nella sezione ARTE,  341 letture)

























Tomás Saraceno, artista argentino di origine italiana che vive e lavora a Berlino, è considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale e uno dei più influenti attivisti per la salvaguardia del pianeta che sfida, attraverso le sue opere, i modi dominanti di vivere e percepire l’ambiente. Nella mostra "AnarcoAracnoAnacro" presenta un progetto multimediale creato appositamente per l’Area monumentale della Neapolis di Siracusa, dove l’artista opera per la prima volta, uno dei più importanti complessi archeologici del Mediterraneo con una superficie di circa 240.000 metri quadrati che comprende il Teatro greco, il cosiddetto Santuario di Apollo Temenite, l’Ara di Ierone II, l’Anfiteatro romano, le latomie del Paradiso, Intagliatella e Santa Venera, fino alla cosiddetta Tomba di Archimede. Dal 29 luglio 2021 al 30 gennaio 2022, i tradizionali percorsi archeologici della Neapolis saranno attraversati e intercettati dal percorso narrativo sperimentale di Saraceno. Composta da diversi capitoli, dislocati in numerosi punti distanti tra loro, la mostra costruisce un proprio mondo sensoriale e semiotico, evolvendo come una vera e propria forma di vita nel corso dei mesi. Archeologia, ecologia, aracnomanzia, arte e attivismo sociale dialogheranno, tessendo nuove poetiche visive. La mostra, a cura di Paolo Falcone, è prodotta e organizzata da Civita Sicilia. La ragnatela, l’aracnomanzia, l’evocazione e la reinterpretazione dei miti, così come il concetto di metamorfosi diventano concetti guida per ripensare e riscoprire l’intreccio di forme di vita e di linee temporali che animano l’Area, portando l’attenzione del pubblico a rivolgersi a coloro che l’hanno abitata per milioni di anni, come le 46 specie di ragni che sono state ritrovate all’interno. I visitatori saranno condotti in un tour dell’Area, con un percorso performativo realizzato in collaborazione con l’Accademia d’Arte del Dramma Antico.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/07/2021 alle  09:59:44, nella sezione ARTE,  356 letture)

Caterina Lucia Sciacca, fresca di brillanti risultati accademici, dimostra di essere un'artista dotata di buona conoscenza tecnica e ricca immaginazione, elementi questi necessari a qualsivoglia creazione pittorica. In più la giovane creativa ha anche ricevuto da madre natura una buona dose di fiducia in se stessa e nelle proprie capacità, corredo genetico questo ereditato dalla madre. la nota pittrice Grazia Trovato. Il suo mondo è onirico, spaziale, narrativo e affascinante, affonda nel mistero le sue radici e nella dimensione del femminile come animalità sublime. Questa del divino femminile è un aspetto della sua poetica che riappare in numerose tele con varie declinazioni, a volte echeggia atmosfere ed evidenti accenni al surrealismo e al simbolismo, altre volte la sua fervida immaginazione vola alto, come nel caso del dipinto "Mental influence" scelto per illustrare la copertina del libro di Raimondo Raimondi "Satanassi e belle signore", racconti del paranormale. D'altra parte chi crea un’opera d’arte è, in buona sostanza, un medium, poiché rende visibile ciò che è percepito a livello intimo ed inconscio, fa emergere emozioni e stati dell’animo reconditi e, per sovrappiù, li rende percepibili agli altri attraverso l’universalità dell’immagine e della parola o il codice convenzionale dei segni e dei colori. I pittori creano un dipinto attingendo a quella parte del mondo immaginifico congeniale alla levatura del loro pensiero, tanto più misterioso e difficile da decifrare quanto più profonda e complessa è la personalità dei soggetti. L'illustre genitrice, Grazia Trovato, ha da anni affrontato altre tematiche (e altre tecniche pittoriche): è regina incontrastata della pittura paesaggistica siciliana, bravissima e apprezzata ben oltre i confini della regione, valida docente di arti pittoriche nella sua “Junior Art Academy”, oggi in veste di organizzatrice e curatrice di una Rassegna d'arte contemporanea e del Premio “Aetna Expo” che accorpa come un unicum arte, cultura e spettacolo sotto l'ombrello eccezionale del vulcano più attivo e scoppiettante del mondo. Chi è nato e vive (come le nostre due artiste) da queste parti non può che aver ricevuto grandi energie e irrefrenabili spinte creative, elementi indispensabili per ogni realizzazione artistica di alto livello.
 
di Redazione (pubblicato il 07/07/2021 alle  12:34:17, nella sezione ARTE,  522 letture)
Nell'ambito di Aetna Expo, rassegna d'arte contemporanea, cultura e spettacolo organizzata dalla pittrice Grazia Trovato, che verrà inaugurata sabato 17 luglio alle ore 19,00 presso la Villa Manganelli Biscari di Viagrande (Museo di Storia, via Garibaldi 303), saranno consegnati premi alla carriera a personalità del mondo dell'arte, della cultura e dello spettacolo: alla poetessa Francesca Curcuruto per la cultura, a Giuseppe Mangano per lo sport, ai Taverna Umberto 1° per la musica, a Raimondo Raimondi per la narrativa e la critica d'arte, a Gaetano Privitera per l'arte pittorica, e al giovane artista emergente Ludovico Calanna. Proprio di questi due ultimi artisti parla diffusamente il critico d'arte Raimondo Raimondi che così si esprime: "Gaetano Privitera nella parte più interessante della sua produzione, crea forme, soffocate da lacerazioni, che si evolvono in una sintesi lirica che amalgama la spontaneità della pennellata alla nervosa partecipazione emotiva. Dipinge come un fatto naturale, uno sfogo dell’anima che ha concede di esprimere al meglio se stesso. D’altronde l’arte è una poderosa forma di comunicazione che rende partecipe il fruitore dell’opera alle emozioni provate dall’artista, che (è il caso di Privitera) propone una pittura basata prevalentemente sul gesto e sul colore, elementi unificati dal collante delle sue personalissime sensazioni, una ricerca sapiente ed elaborata, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista. Insomma, in queste gradevoli e coloratissime tele egli rappresenta un mondo interiore magnificamente espresso e oggettivizzato, suscitando emozioni rare in chi in esse si imbatte e sa capirle e apprezzarle". Sul giovane Calanna il critico dice: "Ludovico Calanna nelle sue opere, frutto di tenacia nell'apprendere la difficile disciplina pittorica dalla sua maestra Grazia Trovato e di innate capacità artistiche, abbraccia iperrealismo, impressionismo e astrattismo senza alcuna difficoltà. Il suo mondo è onirico, spaziale, narrativo e affascinante, affonda nel mistero le sue radici e nella dimensione dell'animo umano. D'altra parte chi crea un’opera d’arte è, in buona sostanza, un medium, poiché rende visibile ciò che è percepito a livello intimo ed inconscio, fa emergere emozioni e stati dell’animo reconditi e, per sovrappiù, li rende percepibili agli altri attraverso l’universalità dell’immagine o il codice convenzionale dei segni e dei colori. La creazione artistica è perciò un evento misterioso, legato a possibilità percettive più estese rispetto al sentire comune e quotidiano. A volte queste possibilità percettive sono così vaste che nemmeno gli stessi autori ne hanno piena coscienza, bensì agiscono d’istinto, abbandonandosi ai sensi e alle emozioni. Così ci appare il giovane Ludovico, “artista emergente”, destinato a trovare presto una sua precisa collocazione nel panorama artistico contemporaneo". (nelle foto: in alto un'opera di Calanna, in basso un'opera di Privitera)
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/06/2020 alle  21:12:10, nella sezione ARTE,  628 letture)
Segnali di riavvio delle attività artistiche a Siracusa dopo i mesi di blocco per la pandemia. Per primo osa Giuseppe Piccione con una sua personale al Moon di via Roma dal 27 giugno al 31 luglio, nella cornice della rinascente isola di Ortigia ancora per poco orfana di turisti stranieri. Artista interessante e creativo, Piccione esporrà alcune sue opere ispirate alla pop art, con installazioni e fotografie digitalizzate. La mostra, intitolata "The moon tribe", sarà presentata da Antonio Casciaro, scrittore e studioso di dottrine orientali che così si esprime in uno scritto sul pittore siracusano: "L'uso neo pop dei segni-graffiti trovati su materiali diversi, che fanno da supporto fisico alle opere, viene ad essere fonte di ispirazione proprio perché già corrotti, già usati: imperfetto che ricerca l'imperfetto". Per le restrizioni dettate dalla normativa anti covid la mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle 18,30 alle 23, escluso il martedì, rispettando le misure di distanziamento. In una pagina facebook dedicata sarà possibile anche un tour virtuale delle opere in esposizione.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/12/2019 alle  19:17:22, nella sezione ARTE,  980 letture)
Un bellissimo quadro di Angelo Moncada è stato in mostra per alcuni giorni nella Mediterranea Art Gallery di via Dione in Ortigia. Si tratta del "Sacrificio di Santa Lucia", una tela di grandi dimensioni che è ora esposta nelle vetrina di un noto negozio di Corso Matteotti dove il 13 dicembre transiterà la processione della Patrona di Siracusa. Moncada è un pittore che ripercorre la tradizione neoclassica e ama rappresentare la figura umana immersa in luoghi, in architetture, in scenografie che si danno ai nostri occhi rinfocolando tempi perduti e allegorie d’ambiente di altre epoche. E’ un mondo interiore il suo che si manifesta con precisi tratti di iconologia figurativa nella quale il pittore ritaglia per se stesso e per i suoi estimatori uno spazio silenzioso, un solitario rifugio e una felice sorgente di luminosità creativa, la cui memoria antica si esprime anche, a volte, con modernità di linguaggio, liricamente sereno o drammaticamente compartecipato.
 
di Redazione (pubblicato il 05/12/2019 alle  12:20:20, nella sezione ARTE,  880 letture)
Sabato 14 dicembre alle ore 18,00 si inaugura una mostra collettiva organizzata da Anna Mirone, presidente FIAFi (Federazione Italiana Arti Figurative sezione di Siracusa) e da Raimondo Raimondi, critico d'arte e direttore artistico della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21. Si tratta di un evento denominato "ARTE INSIEME" ospitato nello spazio espositivo di via Dione, l'antico decumano, strada caratteristica del centro storico. Saranno esposte opere di pittura, scultura, poesia e storia del costume. Faranno bella mostra di se anche alcune sculture del compianto maestro Santo Paolo Guccione, valente artista di Grammichele recentemente scomparso. Numerosi gli artisti siracusani che hanno aderito e partecipato all'evento artistico. Tra essi Maria Pia Bartolone, Vincenzo Bellante, Lucia Caccamo, Michele Cubisino, Salvatore Di Rosa, Santo Paolo Guccione, Maria Teresa Matraxia, Luigi Messina, Cetty Midolo, Tiziana Miraglia, Anna Mirone, Adua Menozzi, Nunzia Puglisi, Silvana Salinaro e Cetty Urso. Le opere in esposizione, pazientemente raccolte dalla presidente del sodalizio, Anna Mirone, dimostrano un significativo impegno produttivo degli artisti, un serrato ed autentico percorso di dialogo e di confronto e una maturazione stilistica ed espressiva viva e sempre attenta a cogliere l'ispirazione e gli stimoli che vengono dal contesto sociale e culturale, dalla memoria e dagli archetipi e che nell'arte si possono esprimere al meglio. La mostra sarà visitabile sabato 14 e domenica 15 dicembre.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/12/2019 alle  20:19:42, nella sezione ARTE,  647 letture)

























Sabato 7 dicembre presso la galleria d’arte Quadrifoglio in Ortigia verrà inaugurata la mostra personale “Il respiro della natura” di Delfo Tinnirello, lentinese, docente di pittura all’accademia di Belle Arti di Palermo. Le sue prime mostre, curate da critici come Demetrio Paparoni o Achille Bonito Oliva, risalgono agli anni Ottanta. Entrato a far parte del gruppo artisti antropologici di Francesco Carbone negli anni Novanta, è stato protagonista di prestigiose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, curate da alcuni tra i maggiori critici italiani. Le sue opere sono presenti su importanti cataloghi d’arte e fanno parte di collezioni pubbliche e private. Tinnirello s’interroga sulla possibilità della pittura figurativa di partorire significati che travalichino il piacere di una visione estetica. Sensibile alle problematiche ambientali e naturali, l’artista realizza opere che nascono dall’osservazione della Natura. “Il respiro della natura” trae quindi ispirazione dal bisogno dell’artista di una ideale comunione col nostro habitat e mostra dieci lavori di dimensioni medio/grandi, realizzati negli ultimi tre anni. L’artista rielabora immagini di tronchi d’alberi, folti arbusti spinosi, piante del sottobosco, quasi ricercando nelle forme e nei dettagli vegetali la fisionomia della Natura. lavorando sul disegno amplificato del reale con leggere velature di colori acrilici diluiti, come se fossero acquerelli; poi, sopra, altre velature aiutano a compattare il colore e quindi il carboncino per ridisegnare e sottolineare la forma, per creare le ombre e svelare i pieni e i vuoti. Il risultato è decisamente grafico, richiama infatti il processo serigrafico, così da non riuscire più a vedere l’aspetto esteriore della forma, ma riconoscerne, piuttosto, la proiezione immaginifica. La mostra resterà aperta fino al 28 dicembre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.



 
di Redazione (pubblicato il 17/11/2019 alle  13:11:00, nella sezione ARTE,  1053 letture)



















Bagno di folla sabato 16 novembre presso lo spazio espositivo della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 in Ortigia per il vernissage della mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia dedicata ai colori della Sicilia. Ventisette gli artisti espositori: Barbara Arnone, Valentina Barcellona, Luisa Barrano, Salvatore Casalino, Grazyna Czogala, Salvatore Di Rosa, Veronica Diquattro, Nelly Fonte, Rosario Fortuna, Stefania Gagliano, Monica Genovese, Vittorio Giaracca, Gaetano Interlandi, Khadra Yusuf, Domenico Lo Bue, Mario Matera, Chiara Melilli, Gioele Migliore, Angelo Moncada, Armando Nigro, Vincenzo Nitto, Luciano Paone, Rosanna Scarcella, Claudio Schifano, Stefania Di Stefano, Angela Tiralongo e Maurizio Zivillica. L'evento è stato presentato da Raimondo Raimondi, direttore artistico della Mediterranea, coadiuvato nelle lettura del testo critico da Rosetta Barcio che ha dato l'imbeccata all'intervento teatrale dell'attrice Lalla Bruschi, interprete di un brano tratto dalla Lupa di Verga. Apprezzato anche l'intervento musicale di Angelo Moncada che ha cantato una canzone popolare siciliana. Chiamati a uno a uno tutti i 27 artisti partecipanti all'evento a ognuno dei quali è stato consegnato un diploma di merito con un cenno critico personalizzato. Dopo le fotografie di rito un simpatico e ricco cocktail ha concluso la serata consentendo momenti di socializzazione e di convivialità. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 23 novembre con orario di apertura dalle 17,30 alle 20,00.



 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/10/2019 alle  11:12:21, nella sezione ARTE,  875 letture)
Dedicata stavolta ai colori della Sicilia la mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia a tema ospitata dal 16 al 23 novembre presso lo spazio espositivo della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 in Ortigia, che vede esposte le opere di numerosi artisti di varia provenienza e tecnica. "BELLA SICILIA, I colori dell'isola" è il titolo della mostra che quindi ha voluto stimolare gli artisti ad esprimersi, ognuno con la propria tecnica e diversità, i quello che è un vero e proprio atto d'amore verso questa meravigliosa isola del Mediterraneo, crocevia di civiltà e di destini, piena di bellezze paesaggistiche donate da una benigna natura e di vestigia architettoniche stratificate in secoli di storia. I 26 artisti che partecipano con le loro opere all'evento sono: Barbara Arnone, Valentina Barcellona, Luisa Barrano, Salvatore Casalino, Grazyna Czogala, Salvatore Di Rosa, Veronica Diquattro, Nelly Fonte, Rosario Fortuna, Stefania Gagliano, Monica Genovese, Vittorio Giaracca, Gaetano Interlandi, Khadra Yusuf, Domenico Lo Bue, Mario Matera, Chiara Melilli, Gioele Migliore, Angelo Moncada, Armando Nigro, Vincenzo Nitto, Rosanna Scarcella, Claudio Schifano, Stefania Di Stefano, Angela Tiralongo e Maurizio Zivillica. L'evento sarà presentato da Raimondo Raimondi, direttore artistico della Mediterranea, con il vernissage di sabato 16 novembre alle ore 18,30 durante il quale saranno consegnati diplomi di merito a tutti gli espositori. "Sono gli artisti - dice il curatore Raimondi - i veri, forse unici difensori di un territorio bellissimo, minacciato da pericoli dettati da incuria e ignoranza, e delle ancestrali tradizioni della cultura siciliana, proprio loro, gli artisti, gli irrazionali per eccellenza, i viaggiatori della fantasia e del sogno. Le loro opere sono personalissimi "luoghi mentali" nei quali si coglie il senso di una scelta tematica pro-natura trasposta o trasfigurata in modi e simboli di estrema sintesi." La mostra resterà aperta al pubblico fino al 23 novembre con orario di apertura dalle 17,30 alle 20,00. Durante tale periodo si svolgeranno eventi collaterali di musica e poesia.
 
di Redazione (pubblicato il 20/10/2019 alle  09:15:08, nella sezione ARTE,  911 letture)
Un gallerista artista, o meglio, un artista che ha deciso di aprire uno spazio espositivo, questo mi è parso di incontrare nella mia vacanza ad Ortigia. Alle pareti dei tre ambienti della sua bella galleria tre artisti. Raimondo Raimondi è il "gallerista che, con assemblaggi e collage in tecnica mista, propone volti e temi sociali, d'attualità o tratti dalla storia. Volti di donne, amate, desiderate, quasi come ossessioni, travolte dalla scrittura come fossero lettere d'amore. Colori e pennellate dense, a volte vagamente trasparenti, in grado di evocare la stratificazione di emozioni e sentimenti, in un vortice di segni che è il vortice nel quale è immersa la vita umana. Colori profondi, della terra, della carne, del sangue, del passato che ingiallisce ma rende preziosa ogni pagina, ogni immagine. Scrittura e volti si intrecciano e coinvolgono in un misterioso percorso creativo ed emozionale, quasi come in un'indagine nei ricordi, nella memoria. Un artista che interroga il suo tempo, che si interroga, con una forza personale che da potenza alle sue opere e alle sue stesse fascinazioni. Opere che spingono a riflettere su che posto occupiamo nel mondo, e che tempi viviamo. Tutt'altra indagine quella realizzata nella stanza successiva dall'artista Veronica Diquattro. Vi si legge un'astrazione che cerca la sintesi, che scende in profondità e trova, dentro di sé più che fuori, le risposte necessarie per proseguire, per vivere nello spazio e nel tempo. La forza del femminile e maschile insieme emerge, in questa artista che mostra il coraggio di un'indagine dettagliata, senza risparmio di energie, espressa nella libera gestualità, nel rischio dell'effetto imprevisto, nella forza di scoprire di sé ciò che non sa ma vuole portare alla luce ed elaborare. I colori, come in un test di Luscher, mostrano le sfaccettature della sua personalità ricca di vibrazioni, e la sicura conoscenza dell'arte. Una tastiera vasta la sua, i suoi "fondi oro" pur essendo astrazioni, appaiono come citazioni di un grande passato dell'arte, certamente conosciuto e riverberante in lei. Una pittura analitica, vissuta in assoluta libertà d'espressione, con la forza di chi si esprime nella completezza e nella totalità della persona, da apprezzare assolutamente. Guardando queste opere intense, nasce il desiderio di guardarsi allo specchio per indagare e sciogliere il "caos" insito in ognuno di noi, rivelatore delle nostre tante possibilità realizzative. Perché è dal Caos che tutto inizia. Di tutt'altro impatto la terza sala, occupata dai dipinti dell'abilissimo sognatore Claudio Schifano. L'azzurro avvincente che è presente in tutte o quasi le sue opere, scioglie ogni tensione, e gli oggetti o elementi astratto-figurativi o viceversa, sembrano galleggiare come può accadere nello spazio interstellare oltre che in mare. Ologrammi, simboli, figure impreviste, paiono quasi realizzate dalla realtà virtuale e aiutano a sentirsi senza peso, alleggeriti dalle fatiche e i problemi quotidiani. Una serenità intrigante emerge da ogni tela e suggerisce, come fanno le porte aperte, di procedere verso nuovi orizzonti per entrare in quei mondi, per lasciarsi trasportare e per scoprire la leggerezza dell'essere. Opere per un certo relax, ma attenzione, con sorprese in agguato. Calibrate l'intraprendenza perché questa pittura è piena di stupore e imprevisti, ma vale la pena di entrare in ogni porta. Non ve ne pentirete. Dicevo all'inizio, un "gallerista artista" e due artisti, che incrociano il fioretto in un incontro a tre davvero singolare ed intrigante. Felice di essere stata al vernissage. A tutti i miei complimenti.
*giornalista e critico d'arte della rivista OK ARTE di Milano
 
di Redazione (pubblicato il 07/10/2019 alle  13:40:32, nella sezione ARTE,  605 letture)



Inaugurata in pompa magna il 5 ottobre presso la Mediterranea Art Gallery di Ortigia la bipersonale di due validi artisti siciliani di area concettuale: il siracusano Claudio Schifano e la ragusana Veronica Diquattro, Questa giovane artista è laureata in Arti Visive all'Accademia di Belle Arti e reinterpreta l'action painting facendo vibrare le sue tele di una infinita gamma di tessiture coloristiche e di segni graffianti. Claudio Schifano è il più giovane di una "stirpe" di artisti che ha segnato le cronache d'arte contemporanee: difatti è cugino del famoso Mario Schifano, scomparso nel 1998, protagonista della "Pop Art" italiana, ed è fratello minore di Luciano Schifano. La mostra è stata curata dal critico d'arte Raimondo Raimondi, direttore della Mediterranea, e, nel vernissage, si è avvalsa di un intervento della giornalista e critica milanese Clara Bertolino che si è soffermata sui caratteri femminili e maschili dei due autori in mostra. Un brano teatrale è stato interpretato mediante un audiovisivo da Elisabetta Tagliamonte, giovane attrice costretta per motivi familiari a una improvvisa partenza mentre uno scritto sulla pittura concettuale ed astratta dello stesso Raimondi è stato letto da Rosetta Barcio. Ai due espositori è stato poi consegnato un attestato di iscrizione all’Albo Europeo degli Artisti gestito dalla International Academy of World Art, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, con opportuna motivazione. Un momento conviviale ha fatto seguito per il folto pubblico intervenuto alla mostra, che resterà aperta fino a sabato 13 ottobre con orario dalle 17,30 alle 20,00.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 28/07/2019 alle  16:26:29, nella sezione ARTE,  712 letture)



















Si è conclusa sabato 27 luglio la mostra collettiva "Fuochi d'Estate" ospitata nella Mediterranea Art Gallery di Ortigia e inaugurata in pompa magna sabato 13 luglio alla presenza dei 29 artisti espositori. Numerosi i visitatori soprattutto stranieri che in questo lasso di tempo hanno ammirato le opere esposte. Evento collaterale martedì 23 luglio che ha visto esibirsi l'attrice Lalla Bruschi nell'interpretazione di brani dall'Elena di Euripide e dalla Lupa di Verga. Altro evento in chiusura, sabato 27 luglio, la manifestazione Mediterranea Poetry Slam organizzata in collaborazione con Poetaretusei432, tappa siracusana del campionato nazionale di Poetry Slam 2019/2020 della rete Slam Italia. La gara, cui hanno partecipato quattordici poeti, si è svolta a eliminazione diretta con i vincitori decretati da una giuria popolare, composta dal pubblico presente, che ha espresso la propria preferenza per alzata di mano. Ai primi 3 classificati (Villari, Leone e Marletta) in premio delle opere d'arte messe a disposizione dal pittore Claudio Schifano e dal direttore di Mediterranea Art Gallery Raimondo Raimondi. Vincitrice assoluta, che si è così qualificata alla finale nazionale del circuito Slam Italia, che si svolgerà a Milano presso la "Casa delle Arti - Spazio Alda Merini" nel mese di giugno 2020, è stata la giovane poetessa Marta Villari. Bravi tutti i partecipanti tra cui Angelo Magnano, Lalla Bruschi, Daniela Evoli, Ludovico Leone, Gaetano Interlandi, Flora Incontro, Maria Bisignani, Eleonora Marletta, Gianna Parisi, Alessandra Corso, Linda Pizzo, Daniela Nicolosi e Francesco Messina e la stessa Marta Villari.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/07/2019 alle  13:43:07, nella sezione ARTE,  498 letture)
 


Si conclude sabato 27 luglio la mostra collettiva "Fuochi d'Estate" ospitata nella Mediterranea Art Gallery di Ortigia e inaugurata in pompa magna sabato 13 luglio alla presenza dei 29 artisti espositori. Numerosi i visitatori soprattutto stranieri che in questo lasso di tempo hanno ammirato le opere esposte. Evento collaterale martedì 23 luglio che ha visto esibirsi l'attrice Lalla Bruschi nell'interpretazione di brani dall'Elena di Euripide e dalla Lupa di Verga. Una lettura teatrale, presentata da Elisabetta Tagliamonte, con in sottofondo la musica di Paolo Greco, del personaggio di Elena e di quello sanguigno della Lupa, donna rude e sensuale, presa dalla passione per Nanni, più giovane di lei, e che pur di stargli vicino gli dà in sposa la figlia Maricchia. Nanni, dopo reiterati rifiuti, cede alle sue lusinghe diaboliche. Da qui si origina un abietto rapporto di cui il giovane vorrebbe liberarsi, perché consumato dai sensi di colpa nei confronti della moglie. Purtroppo, tutti i tentativi di Nanni sono destinati a fallire poiché la lupa esercita su di lui una perversa e soggiogante seduzione che gli obnubila la mente. In questo stato d’impotenza e frustrazione egli d’impulso si libera della donna uccidendola. Avvincente l'interpretazione della Bruschi cui ha fatto seguito la lettura di alcune poesie di Prevert in tandem con Salvatore Randazzo Piazza. Altro evento in chiusura, sabato 27 luglio, la manifestazione Mediterranea Poetry Slam organizzata da Poetaretusei432, aperta a tutti i poeti, tappa siracusana del campionato nazionale di Poetry Slam 2019/2020 della rete Slam Italia. La gara, cui hanno partecipato una ventina di poeti, si svolge a eliminazione diretta con i vincitori decretati da una giuria popolare, composta dal pubblico presente, che esprime la propria preferenza per alzata di mano. Ai primi 3 classificati in premio delle opere d'arte messe a disposizione dal maestro Claudio Schifano. Il vincitore assoluto si qualifica alla finale nazionale del circuito Slam Italia, che si svolgerà a Milano presso la "Casa delle Arti - Spazio Alda Merini" nel mese di giugno 2020.
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/07/2019 alle  08:25:58, nella sezione ARTE,  588 letture)























Veronica Diquattro giovane artista ragusana, laureata in arti visive all'Accademia di Belle Arti, reinterpreta l'action painting facendo vibrare le sue tele di una infinita gamma di tessiture coloristiche e di segni graffianti. La sua tecnica di pittura è il "drip painting", un modo di dipingere in cui il colore viene fatto sgocciolare (drip in inglese) spontaneamente, lanciato o macchiato sulle tele. L'opera che ne risulta enfatizza l'atto fisico della pittura stessa. Quindi queste opere non nascono come “arte studiata” ma si affidano in parte anche al caso, dipingendo in modo impulsivo e istintivo. Veronica Diquattro ha metabolizzato tutto questo dopo anni di studio della figura e delle opere di quel grande e innovativo artista americano che fu Jackson Pollock. Negli anni quaranta del 900 Pollock aveva assistito a delle dimostrazioni di sand painting ("pittura con la sabbia") da parte di nativi americani. Pollock negava l'esistenza del "caso", generalmente aveva un'idea precisa dell'aspetto che una particolare opera avrebbe dovuto avere e per ottenerlo si serviva di una gestualità su cui però aveva il controllo, unito al viscoso scorrere del colore, alla forza di gravità e al modo in cui la tela assorbiva il colore. Si trattava dell'unione del controllabile e dell'incontrollabile. L'artista si muoveva energicamente attorno alle tele spruzzando il colore o facendolo colare e sgocciolare quasi in una danza e non si fermava finché non vedeva ciò che voleva in origine vedere. Ora nelle tele di Veronica Diquattro questo mondo torna a rivivere, un universo pittorico che è quasi una intensa preghiera perché si torni ad una spiritualità e a una istintività che è poi la vera essenza dell'arte, quella che vuole esprimere e comunicare la nostra intima umanità, un'arte non descrittiva o meramente decorativa ma profondamente emozionale. E queste emozioni Veronica, che sta esponendo due sue belle opere nella collettiva "Fuochi d'estate" in Ortigia, le offre al suo vasto pubblico di estimatori.
 
di Redazione (pubblicato il 08/07/2019 alle  14:12:29, nella sezione ARTE,  730 letture)
Dal 13 al 27 luglio 2019 lo spazio espositivo della Mediterranea Art Gallery di via Dione 21 a Ortigia, il centro storico di Siracusa, ospita una mostra collettiva dal titolo "Fuochi d'estate", Artisti in Ortigia, che vede esposte le opere di 29 artisti di varia provenienza e tecnica: Luisa Barrano, Maria Pia Bartolone, Salvatore Cilio, Alessandro Cimbali, Elio Comisso, Lucia D'aleo, Veronica Diquattro, Salvatore Di Rosa, Luigi Drago, Nelly Fonte, Stefania Gagliano, Monica Genovese, Giovanna Giaquinta, Martina Iacono, Gaetano Interlandi, Salvo Li Puma, Elena Lucca, Nelly Marlier, Rosalba Nicotra, Vincenzo Nitto, Giovanni Pace, Giovanni Picarella, Lucio Pintaldi, Maria Teresa Scarso, Gianni Schembari, Claudio Schifano, Gianni Serra, Mario Strati e Angela Tiralongo.
Le numerose opere esposte forniscono ai fruitori della mostra un excursus quanto mai esemplare dei vari modi di interpretare creativamente la realtà attraverso la sensibilità dell’artista che la modifica, sia quando rimane ancorato alla forma reinventandola nel surrealismo o nell’impressionismo, sia quando se ne discosta del tutto con la pittura cosiddetta concettuale o astratta. L'evento è stato presentato da Raimondo Raimondi, direttore artistico della Mediterranea, durante il vernissage di sabato 13 luglio durante il quale sono stati consegnati i diplomi di partecipazione a tutti di artisti. "C’è la volontà negli artisti contemporanei - sostiene il critico d'arte Raimondo Raimondi - di distaccarsi dal naturalismo o dall’esteriorità, di astrarsi e di rivolgersi agli interessi profondi della sfera emotiva. Quelle che si presentano ai nostri occhi, in ogni caso, sono sempre creazioni artistiche con variazioni sul tema, che si ripresentano in mutazioni magiche, sottolineando un’ossessione, una voglia di rileggere la storia e di provare ad aprire le pagine della mente secondo i dettami di un discorso iconico e stilistico, la cui lettura, non chiusa ed ermetica, ma allusiva ed intelligibile, risulta fruibile a più livelli". La mostra resterà aperta al pubblico fino al 27 luglio con orario di apertura dalle 18.00 alle 21,00. Durante il periodo si svolgono eventi collaterali: sabato 20 luglio alle ore 19,00 un recital dell'attrice Lalla Bruschi che interpreta brani dall'Elena di Euripide e dalla Lupa di Verga; sabato 27 luglio avrà luogo la manifestazione Mediterranea Poetry Slam organizzata da Poetaretusei432, aperta a tutti i poeti, tappa siracusana del campionato nazionale di Poetry Slam 2019/2020 della rete Slam Italia.
 
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