Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/07/2011 alle  09:18:19, nella sezione CRONACA,  3121 letture)

Primi segni di positiva accoglienza per il nuovo primario di Ginecologia dottoressa Lucia Lo Presti, da poco insediatosi nel nosocomio Muscatello di Augusta, da parte dell’utenza. sul social network Facebook l’augustana Caterina Logoteta ha fatto circolare questo messaggio:

“CARI CITTADINI IERI HO AVUTO IL GRANDE PIACERE DI CONOSCERE LA DOTTORESSA LUCIA LO PRESTI IL NUOVO PRIMARIO DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA. E’UNA PERSONA VERAMENTE SPECIALE. MI HA RASSICURATA SULLE MIE PAURE. INVITO TUTTE LE DONNE DI AUGUSTA A RIVOLGERSI A LEI CON TUTTA TRANQUILLITA’, SENZA ANDARE IN ALTRE STRUTTURE. IL NOSTRO OSPEDALE ADESSO SU QUESTO REPARTO HA QUALCOSA DI GRANDE. MI AUGURO CHE PRESTO ANCHE GLI ALTRI REPARTI DEL NOSTRO OSPEDALE POSSONO ACQUISIRE ALTRETTANTI PRIMARI DELLA STESSA PORTATA DELLA DOTTORESSA LO PRESTI SENZA FARE I VIAGGI DELLA SPERANZA IN ALTRI LUOGHI. VEDRETE CHE CON I NUMERI DELLE NOSTRE PRESENZE L'OSPEDALE NON CHIUDERA’. RIVOLGIAMOCI SEMPRE AI NOSTRI DOTTORI SENZA ALCUNA DIFFIDENZA.”

Ricordiamo che il dirigente medico proviene dall’Azienda Ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. L’Unità di Ginecologia ed Ostetricia di Augusta porrà particolare rilievo alla prevenzione e diagnosi delle patologie fetali, all’umanizzazione del percorso nascita nell’adozione delle linee guida rispettose degli standard nazionali ed internazionali in materia e, in ambito ginecologico, oltre ai programmi di prevenzione e diagnosi dei tumori femminili, disporrà tra l’altro l’attivazione di un ambulatorio di uro-ginecologia per la diagnosi e terapia riabilitativa e chirurgica dell’incontinenza urinaria.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/07/2011 alle  11:55:41, nella sezione ARTE,  1123 letture)

Lorenzo Filippone è uno psichiatra, avvezzo a scavare nell’anima umana e a percepirne il lato oscuro, il malessere esistenziale, il disagio psichico, il disconnettersi dei files mentali, l’esplodere primordiale della follia. Ma è anche un artista, sensibile come solo chi è a contatto con la sofferenza e il mistero dell’esistenza può essere. Come artista Filippone ha abbandonato tele e pennelli, inadatti ad esprimere il suo mondo, ha abbracciato una nuova forma di percezione scegliendo di dar vita ad opere d’arte costruite attorno ad elaborazioni digitali multimediali che, nello spazio virtuale del computer, si realizzano compiutamente.  Il suo mondo è essenzialmente onirico, basato su elaborazioni digitali di fotografie della sua realtà, su frattali che analizzano l’immagine e di fatto la trasformano, rendendola altra rispetto all’archetipo d’origine, consentendo viaggi fantastici ed iniziatici alla ricerca di se stesso nelle desolate vallate di un mondo virtuale, su ricostruzioni di rappresentazioni concettuali fatte di memorie e di scoperte, di ricerche e di smarrimenti. Il tutto nel segno di una operazione artistica in grado di offrire soluzioni insperate alla necessità di esprimere e comunicare, soluzioni affascinanti che coniugano dimensioni liriche e tecnologiche, utilizzando la virtualità di infinite variazioni del segno e del colore, mantenendo però l’inconfondibile autografia dell’autore, umano, troppo umano, nell’ininterrotto fluire spazio-temporale delle sue intime passioni, appena controllate, appena opacizzate dalla contraddizione in termini tra artista passionale e freddo tecnocrate. Così l’arte diventa essenzialmente verità, coraggio, cruda riflessione, implosione e, con molta probabilità, sofferenza. Il lavoro di post-produzione, il passaggio digitale, non rallenta l’attimo creativo, anzi consente all’artista di esprimersi in assoluta libertà, senza essere frainteso, dando di se un’immagine che, quanto più è sincera, tanto più lo allontana dalla banale dimensione della vita, concedendogli la possibilità di migrare nelle grandi praterie dell’immaginazione e della creatività visionaria.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/07/2011 alle  11:51:43, nella sezione ARTE,  977 letture)

E’ raro, per chi visiona ogni giorno opere d’arte delle più varie, trovarsi di fronte a qualcuna di esse che lo colpisca veramente in modo inequivocabile, serrando l’anima in una stretta di commozione e di autentica nostalgia, pur nel godimento che forme e colori, in perfetto equilibrio tra loro, producono. Questo è avvenuto a chi scrive nel confrontarsi con alcune opere di Franco Sciacca. Ha suscitato meraviglia, infatti, la magica atmosfera senza tempo dei suoi oli, fotografie d’epoca passate al filtro di una sensibilità artistica e cromatica che non ha eguali. Una capacità realistica che svela la presenza dell’uomo, immerso e partecipe in questi luoghi, in queste scenografie che si danno ai nostri occhi rinfocolando momenti perduti e pulizie d’ambiente di altre epoche. E’ un mondo interiore, un tempo della memoria, ai confini della realtà, che rielabora l’iconologia figurativa del pittore, il quale ritaglia per se stesso uno spazio silenzioso, solitario rifugio e felice sorgente di luminosità creativa, la cui memoria stratificata si esprime anche con modernità di linguaggio, liricamente sereno o drammaticamente compartecipato. Qualcuno ha parlato di richiami al “divisionismo”, corrente pittorica del tardo ottocento, nelle scelte cromatiche di Franco Sciacca, ma ciò produce una visone limitata della forza espressiva di questo artista che, malgrado qualche voluta licenza nostalgica e tradizionalista, si esprime con modernità e gioiosa inventiva, re-interpretando il suo mondo di elezione che è quello agricolo, naturalista, paesaggistico e mediterraneo, anzi tipicamente siciliano. Si avverte l’amore per le cose mute, per quel senso del tempo che è trascorso, seppure contrastato, rivissuto nel presente in modo da essere goduto nuovamente, come la sua storia di uomo nelle vicende sociali e personali, attraversate dal tumulto dello spirito e da sussulti interiori riconducibili ad una sensibilità esasperata, ad un misticismo accorato, ad una consapevolezza di essere profondamente artista. Il suo lungo viaggio non si è ancora concluso e Franco Sciacca può ancora regalarci la sua pittura fatta di sintesi magica tra forma e colore, una pittura fatta più per evocare che per rappresentare, una pittura che lo consegna definitivamente alla storia dell’arte.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/07/2011 alle  11:27:20, nella sezione ARTE,  1563 letture)

Grazia Trovato è una pittrice, già nota nel variegato firmamento dell’arte contemporanea, che anima in senso dinamico le sue creazioni pittoriche attraverso vibrazioni di colore e ritmi compositivi perfettamente dosati, con un linguaggio personale che si sposta progressivamente dalle riflessioni intimistiche, tipicamente femminili, ad una oggettivazione rarefatta delle componenti spaziali e figurative.  La sua produzione può, a buon diritto, definirsi segnatamente “impressionista”, ma l’artista non si cristallizza negli stereotipi di un genere, bensì procede in una ricerca continua con l’intenzione di mediare tra la massima interiorizzazione possibile e la limpida rappresentazione del soggetto, badando più alla sua intima essenza che all’oggettiva realtà. E’ la sua terra di Sicilia la musa che ispira opere poderose quanto ad impegno costruttivo e a visione creativa, anche per le notevoli dimensioni di alcune di esse, realizzate con la difficile tecnica della “spatola” e con l’utilizzo di una gamma cromatica che perfettamente ricrea sulla tela le torpide e accalorate atmosfere di questa isola mediterranea dalla storia antica e dal fascino inalterato nel tempo. Immagini di una natura a volte sognata e spesso rimpianta appaiono a testimoniare una voglia di felicità e di armonia raggiunta o raggiungibile, ma il fuoco sacro che invade le vene di questa pittrice fa sì che ogni emozione e perfino ogni sofferenza si trasformi attraverso il pennello in opera d’arte. Tipiche nelle sue opere le campiture cariche di colore e di variabili fluttuazioni di luce e densità pittorica: le sue tele sono dotate di un senso d’antico e di un romanticismo non retorico e sono percorse da forme che assumono un figurale tessuto narrativo. Grazia Trovato, personaggio dotato anche sul piano umano di una personalità grintosa e comunicativa, farà parlare di se le cronache d’arte dei tempi a venire.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 19/07/2011 alle  09:28:22, nella sezione CRONACA,  1704 letture)

Ieri pomeriggio momenti drammatici sulla scogliera del Faro S. Croce ad Augusta. Avvistato da alcuni bagnanti il corpo di un uomo esamine che galleggiava nel mare a ridosso degli scogli. Immediato l’allarme: mentre veniva recuperato il corpo dell’uomo, portato a riva e adagiato sugli scogli, avvisata col cellulare arrivava una pattuglia della polizia e un’ambulanza del 118. Purtroppo inutili sono stati i tentativi di rianimare il poveretto da parte dei soccorritori, personale del 118 e agenti della volante della Polizia di Stato, che per oltre 45 minuti hanno tentato in tutti i modi di strapparlo alla morte, praticandogli ripetutamente il massaggio cardiaco e tentando la defibrillazione.

Il malcapitato era il cinquantenne augustano Domenico Spinali, residente con gli anziani genitori in via Enrico Millo, conosciuto negli ambienti della ristorazione per aver lavorato come barista e aiutante pasticciere e cameriere in diversi locali della città. Potrebbe essere stata una congestione a determinare l’arresto cardiaco fatale all’uomo. Sul posto è intervenuto su disposizione del sostituto magistrato di turno, Maurizio Musco, il medico legale Corrado Cro che ha eseguito una ispezione cadaverica. Il corpo in serata è stato restituito alla famiglia. Si dovrà attendere il nulla osta della Procura per i funerali.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/07/2011 alle  09:22:55, nella sezione ARTE,  965 letture)

Il 21 agosto 2011, a partire dalle ore 17.00, sul sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo a Scicli, la galleria d’arte contemporanea La Veronica di Corrado Gugliotta presenterà The Encounter, una performance di Adrian Paci, artista albanese che in quella occasione incontrerà alcune centinaia di persone per condividere con loro il gesto della stretta di mano. Un gesto semplice ma estremamente metaforico, ripetuto in maniera ossessiva fino a diventare rituale. Un rituale dove non si celebra nient’altro che il gesto stesso. Durante la performance gli spettatori-attori aspetteranno ai margini della piazza vuota, al centro della quale sarà posta una sedia.  L’artista, lasciato l’ingresso di un’abitazione, percorrerà la piazza e si siederà, aspettando finché ad una ad una le persone non cominceranno a raggiungerlo per stringergli la mano e proseguire lasciandoselo alle spalle. Come in una processione laica, una lunga fila lascerà il gruppo per comporre una barriera fitta e sottile di individui in movimento. L’azione replicata amplifica il gesto, caricandolo di un’importanza che nella consuetudine del suo ordinario sviluppo non è percepibile e il segno, ripetuto come parte di un rito che ne celebra lo svolgersi, si fa esclusivo in virtù della sua separazione dal contesto in cui il suo senso appare irrimediabilmente univoco e fine a se stesso. La piazza, luogo deputato in cui si esprimono e si sviluppano i caratteri di una comunità, è intesa come spazio privilegiato di incontro in cui produrre un evento che accomuni la performance con un luogo fortemente connotato con le proprie tradizioni. Scicli, città iblea affacciata sul Mediterraneo, dove la bellezza dell’arte barocca incrocia tradizioni antiche e di differenti provenienze in un coacervo di culture e civiltà, diventa il teatro di nuovi incontri tra identità diverse. Adrian Paci è nato a Shkoder (Albania) nel 1969. Vive e lavora a Milano. Ha esposto nelle più importanti kermesse internazionali, da Manifesta alla Biennale di Venezia, e all’interno di prestigiosi musei e spazi pubblici di tutto il mondo.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 18/07/2011 alle  10:21:31, nella sezione CULTURA,  1189 letture)

Presentato alla stampa sabato mattina nei locali dell’Università Popolare di Augusta il concerto di beneficienza "Marcello Giordani and Friends" che avrà luogo sabato 30 luglio alle ore 21 nella Piazza Ex Campo Containers di Augusta a cura del Kiwanis Club Augusta e della Divisione Kiwanis Sicilia Sud Est a favore del Service Distrettuale "Diamo una Scuola all'Abruzzo" che ha come scopo la raccolta di somme per la ricostruzione di una scuola materna nel comune di Barisciano (L’Aquila) danneggiata a seguito del sisma del 6 aprile 2009. Parte della somma raccolta con la vendita dei biglietti verrà anche devoluta alla locale Società di volontariato “Misericordia”. Alla serata presenzierà il governatore del Distretto Kiwanis Italia-S.Marino prof. Salvatore Costanza. Oltre al grande tenore augustano, canteranno alcuni dei finalisti del I° Concorso Internazionale di Canto. Pertanto la serata godrà di una ricca partecipazione di artisti lirici: Marcello Giordani, tenore, supportato dalla Grande Orchestra Filarmonica Russa composta da 68 elementi e diretta dal maestro Giuseppe Acquaviva, e i suoi Friends: i soprani Audrey DuBois Harris, Noemi Muschetti, Jessica Nuccio, Mariella Arghiracopulos; i tenori Nelson Hebo e Giuseppe Talamo; la mezzosoprano Clara Calanna e il baritono augustano Giovanni Di Mare. Si esibiranno inoltre le corali polifoniche di Augusta “Jubilaeum” ed “Euterpe”. Erano presenti alla conferenza stampa il luogotenente del governatore ing. Domenico Morello, il presidente sig. Nicola Rizzotti, il segretario sig. Michele Purgino, il consigliere dott. Raimondo Raimondi e il governatore della “Misericordia” di Augusta dott. Salvatore Cannavà.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/07/2011 alle  10:00:19, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  903 letture)

Assistiamo a un degrado sempre più preoccupante dei valori elementari su cui si basa la convivenza civile.  Senza arrivare a parlare dei fatti drammatici di cui ci informa ogni giorno la cronaca, nel vivere quotidiano ci rendiamo conto che l'educazione, il rispetto per le persone, per le cose, per le tradizioni, per le idee altrui, costituiscono beni sempre più difficili da trovare. Episodi che in apparenza possono sembrare marginali e trascurabili sono invece emblematici della situazione che abbiamo appena descritto. Su uno dei monumenti più rappresentativi di Augusta, la Porta Spagnola, non passa giorno senza che non compaiano scritte che la imbrattano e la deturpano. E non è questo, purtroppo, un caso isolato. Quasi fosse una gara in cui vince chi riesce a causare il danno più grave, le scritte si moltiplicano sulle facciate di chiese, palazzi storici, monumenti di ogni tipo, senza alcun rispetto per un patrimonio che appartiene a tutti e che, come tale, ognuno dovrebbe sentire anche suo e proteggere. Dietro quelle che superficialmente si potrebbero classificare bravate, e che sono invece da definirsi come veri e propri atti vandalici, si nasconde un disagio più profondo e più grave, una povertà spirituale, non certo materiale, una povertà di valori e di ideali che affligge le generazioni più giovani che hanno avuto tutto, ma a cui è mancata la cosa più importante: la formazione che avrebbe dovuto renderli persone responsabili e consapevoli. È difficile individuare le responsabilità di questa situazione, né è possibile attribuire a una sola componente sociale la causa di questo disagio. Ma, di certo, è essenziale che la famiglia innanzitutto, la scuola, le parrocchie, le associazioni sportive e culturali di ogni tipo si riapproprino del loro compito più importante: quello di educare ai valori e formare alla vita. Insegnare che il rispetto verso le persone e le cose è alla base di ogni rapporto umano.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/07/2011 alle  09:53:17, nella sezione CRONACA,  887 letture)

Un’operazione di contrasto al fenomeno del lavoro nero messa a punto dalla guardia di finanza nel territorio della provincia di Siracusa ha dato risultati preoccupanti visto che su cento controllati venti lavoratori risultavano non in regola. Le fiamme gialle della compagnia siracusana, della tenenza di Noto, della brigata di Pachino e della sezione operativa navale del capoluogo in collaborazione operativa con i funzionari dell’Ispettorato del lavoro hanno passato al setaccio varie aziende da Siracusa a Portopalo.  In particolare sono stati intensificati i controlli agli esercizi commerciali obbligati al rilascio di scontrini e ricevute fiscali e le attività che impiegano lavoratori stagionali. Le tipologie commerciali sottoposte a controllo sono in particolare quelle operanti nel settore della ristorazione, stabilimenti balneari e bar. Sono state controllate le posizioni di circa 100 lavoratori, riscontrandone la posizione irregolare per circa il 20% di essi. In un caso è stato eseguito un provvedimento di sospensione della licenza, che scatta quando i lavoratori “in nero” sono superiori al 20% di quelli regolarmente assunti. Ai commercianti sono state comminate sanzioni che vanno da mille a 12 mila euro per ogni lavoratore irregolare scoperto, maggiorate di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo. Questo triste fenomeno si ricollega a un altro ancor più tragico del mondo del lavoro. Se i lavoratori sono irregolari, in nero, figurarsi se si bada alle norme sulla sicurezza e questo risulta evidente leggendo le cronache quotidiane che parlano di morti soprattutto nella zona industriale e nell’edilizia. Una tragedia che si replica continuamente, di cui le cronache parlano troppo spesso. Di poco tempo fa la morte di Gabriele Serrano, giovane operaio ventitreenne di Augusta, e di Luigi Catania, siracusano di 42 anni, i due operai feriti nell’incidente sul lavoro avvenuto in una raffineria nei pressi di Cagliari, costato la vita al loro collega Pierpaolo Pulvirenti, di 25 anni. I tre, dipendenti di una ditta di Catania, stavano operando la manutenzione di un serbatoio di un impianto in fermata. Questa della pulizia dei serbatoi che mai si riesce ad effettuare in piena sicurezza, come dimostrano i tanti casi di infortunio sul lavoro e le mortalità conseguenti avvenute nella nostra zona industriale, è una vecchia storia. Come ha ribadito Sanzaro della CISL “non si può barattare il lavoro con la sicurezza, un bene da preservare ad ogni costo e sempre. Ci deve essere una soluzione e per questo ci si deve impegnare su tutti i fronti con il massimo rigore. Parliamo di sicurezza degli impianti, di formazione dei lavoratori, ma torniamo a parlarne sempre dopo l’ennesima tragedia”.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/07/2011 alle  10:17:53, nella sezione CRONACA,  918 letture)

L’UDC di Siracusa ha promosso un incontro giovedì 14 luglio presso la sala convegni dell’hotel del Santuario (già Casa del pellegrino) rivolto a tutte le componenti della società siracusana allo scopo di raccogliere i punti di vista e le criticità con l’obiettivo di giungere tra settembre e ottobre ad un documento programmatico che rappresenterà la linea guida dell’azione del partito nella realtà cittadina. All’incontro avrebbe dovuto presenziare il Coordinatore regionale, senatore Giampiero D’Alia, trattenuto però a Roma per la votazione della finanziaria. Presente invece il Coordinatore Provinciale dott. Michele Stornello che ha tra l’altro dichiarato: “La situazione economica, sociale, strutturale della nostra Provincia e della nostra Città capoluogo, in particolare, vivono una stagione critica la cui gravità non necessita di essere denunciata essendo nella sua misura a tutti evidente. Come sempre la crisi che il Paese attraversa si riflette ancor più drammaticamente sul meridione. Nel contesto di questo, la nostra realtà sociale registra un aggravarsi ulteriore dei problemi congiunturali in conseguenza di ritardi strutturali, inadempienze e carenze progettuali, diseconomie di sistema con scarsa attrazione di investimenti. La consolidata cronicità di questa situazione ancor più aggrava una sofferenza sociale che, anche se palpabile, è confermata da dati macro e microeconomici, da marcatori finanziari e dal tragico andamento del mercato del lavoro soprattutto per ciò che attiene alle fasce giovanili. Queste stanno vivendo una nuova spinta alla emigrazione, peraltro questa volta intellettuale, che ancor più così impoverisce il nostro patrimonio umano di risorse significativamente importanti per il rilancio del nostro territorio. Per le ragioni accennate l’UDC si apre, più ancora che al confronto, alla Società riconducendo le ragioni della politica a quello che sempre dovrebbero essere e che invece in questa epoca appaiono essersi smarrite: i partiti vivono e sono per la società e non la società per i partiti”. Sono intervenuti anche il sindaco di Melilli Pippo Sorbello e il presidente del consiglio comunale Edy Bandiera. Interessanti interventi del folto pubblico accorso all’appuntamento malgrado il caldo afoso tra i quali quello del Presidente del CONI avvocato Pino Corso, del dottor Aldo Garozzo, presidente provinciale dell’Associazione Industriali e del notaio Coltraro, responsabile UDC regionale per le attività produttive. Altri interventi, per così dire di categoria, sono stati portati dal musicista Maurizio Agrò, dal pedagogista Fabio Accolla, dal preside Fatuzzo e dalla professoressa Ornella Fazzina. Prossimo appuntamento quindi a ottobre per fare il punto su un programma politico definito e condiviso.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/07/2011 alle  10:15:10, nella sezione CRONACA,  1819 letture)

Oggi 16 luglio conferenza stampa per l’insediamento all’ospedale Muscatello di Augusta del nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia del Distretto ospedaliero Sr 2, dott.ssa Lucia Lo Presti. Il dirigente medico proviene dall’Azienda Ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. Nella sala riunioni dell’ospedale megarese, la dott.ssa Lo Presti ha incontrato i rappresentanti della stampa, assente per altri impegni istituzionali il direttore generale Franco Maniscalco, il nuovo primario di Ginecologia è stato presentato dal coordinatore del Distretto ospedaliero Sr 2, dottor Alfio Spina, i capi Dipartimento e i responsabili delle Unità operative, oltre che il personale del reparto di Ginecologia e i rappresentanti delle associazioni di volontariato locali. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le linee programmatiche dell’attività dell’Unità di Ginecologia ed ostetricia di Augusta con particolare riferimento alla prevenzione e diagnosi delle patologie fetali, all’umanizzazione del percorso nascita nell’adozione delle linee guida rispettose degli standard nazionali ed internazionali in materia. In ambito ginecologico, oltre ai programmi di prevenzione e diagnosi dei tumori femminili, si prevede tra l’altro l’attivazione di un ambulatorio di uro-ginecologia per la diagnosi e terapia riabilitativa e chirurgica dell’incontinenza urinaria.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/07/2011 alle  11:48:07, nella sezione ARTE,  980 letture)

L’architetto Giuseppe Insolia affronta, a volte, nei suoi quadri i grandi temi dell’umanità: la solitudine dell’uomo su questo pianeta, il rapporto con la natura madre e matrigna, il mistero dell’infinito e della morte, l’inquietudine dello spazio stellare e la risorsa della fede. Altre volte si lascia tentare da una rappresentazione in chiave figurativa del paesaggio urbano che lo circonda. Ma non v’è dubbio che le sue qualità migliori in campo artistico si estrinsechino più compiutamente laddove egli si abbandona al senso del colore, alla costruzione dell’equilibrio nella composizione pittorica, alla sperimentazione con materiali diversi, all’espressione di un suo personalissimo mondo concettuale che rimane impresso sulla superficie levigata della tela. Allora il gesto veloce, rapido, crea campiture di colore intersecate da linee di estrema purezza, acquistando espressività dalla violenza dell’azione che pure risulta meditata, intrappolando nella finita superficie della tela una sensazione di infinito che a malapena riusciamo a contenere visivamente e a percepire mentalmente. Sono piccoli enigmi architettonici queste sue ultime opere, dal forte sapore simbolico, decisamente concettuali, motivate dal voler creare stupori, incertezze, magie.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 09/07/2011 alle  10:29:17, nella sezione CRONACA,  1054 letture)

Si è svolta a Lecce l’Assemblea Nazionale della CNUPI, la Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane presieduta dal prof. Antonio Di Mezza, presso la sala consiliare della città salentina, alla presenza dei massimi esponenti della Confederazione e dei rappresentanti di numerose Università Popolari. E’ intervenuto il prof. Giuseppe Albano, nella sua qualità di Responsabile del Dipartimento Formazione, Sviluppo e Ricerca, il quale ha illustrato ai convenuti i termini e i vantaggi derivanti dall’accordo che è stato siglato fra CNUPI e la Società Certipass s.r.l., un Protocollo d’intesa per la erogazione della certificazione EIPASS, inserita nel quadro dei titoli valutabili a diversi livelli per il personale Docente e ATA delle Scuole di ogni ordine e grado, nonché come attestazione delle competenze ICT nell’ambito dei percorsi TFA degli aspiranti alla carriera docente. Oltre che nelle Scuole, il titolo EIPASS, nei suoi differenti profili, è idoneo ad attestare competenze ICT nei diversi settori del pubblico impiego e delle Amministrazioni private e riconosciuto come equipollente rispetto alle altre certificazioni presenti sul territorio nazionale. Può contare su procedure d’esame agevoli e tali da garantire la massima obiettività ed efficienza grazie all’impiego di una piattaforma multicanale ad accesso telematico. Con la stipula del Protocollo d’intesa, la Confederazione acquisisce un ulteriore valore aggiunto nella proposizione dei servizi al territorio da parte delle Università Popolari associate: le stesse, infatti, potranno accreditarsi in qualità di “Ei-Center” autorizzati a erogare sessioni d’esame per il conseguimento della certificazione EIPASS nei previsti profili, potendo contare sulle particolari condizioni riservate agli Enti facenti parte della rete CNUPI, che prevedono, fra l’altro, la gratuità della procedura di accreditamento di due Esaminatori da impiegare nel corso delle sessioni. Il Presidente dell’Università Popolare di Augusta, dottor Raimondo Raimondi, ha commentato in merito alla nuova possibilità didattica offerta alle U.P.: “Questo protocollo d’intesa in linea con la filosofia di base dell’associazione rafforza l’area prettamente formativa delle Università Popolari, rinfocolando l’entusiasmo e la professionalità dei nostri docenti, professionisti e soci che intendono offrire al nostro territorio un contributo di istruzione e di trasmissione del sapere. Le proposte formative spazieranno da argomenti relativi all’educazione scientifica e tecnica, ai settori umanistico e linguistico ed includono anche l’ambito artistico”. Ricordiamo che l’Università Popolare di Augusta “Giovanna D’Aragona” è nata il 22 ottobre del 2008 e la sua attività è rivolta a persone che vogliono apprendere e partecipare in un rapporto nuovo con la formazione e i formatori.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 09/07/2011 alle  10:26:42, nella sezione CRONACA,  1024 letture)

L’assessore all’Urbanistica del comune di Augusta Licciardello ha reso noto che il Comune di Augusta e l’Università di Catania ratificheranno tra breve una convenzione finalizzata alla redazione del Piano Regolatore Generale. Del Piano Regolatore si parla da trentanni ma finora, malgrado i tanti e ripetuti tentativi di metterci mano, la città non si è saputa dotare di questo fondamentale strumento urbanistico, la cui assenza ha costituito la giustificazione speciosa per una edilizia selvaggia, costruzioni abusive e uno scempio del territorio sotto gli occhi di tutti. I più recenti piani di lottizzazione sono stati infatti approvati in consiglio comunale in variante al vecchio strumento urbanistico vigente consentendo il sorgere di complessi abitativi senza alcun criterio di programmazione e di sviluppo omogeneo del territorio in diverse aree, anzi spesso approvando piani di lottizzazione in zone C, agricole o non definite. Questo nuovo Piano Regolatore in fieri dovrebbe nascere da una rivisitazione e un recupero dello strumento urbanistico già esistente con i dovuti adeguamenti ed è certamente un atto necessario per bloccare la cementificazione selvaggia in atto sul territorio. Secondo l’assessore Licciardello se da ora in poi si lavorerà rispettando i tempi previsti, l’amministrazione comunale sarà in grado di dotare la città del nuovo strumento urbanistico entro la fine della legislatura dato che oltretutto la redazione del Prg era uno dei punti prioritari del programma elettorale del sindaco Massimo Carrubba. Dopo la riqualificazione del centro storico si dovrebbe procedere con quella della frazione di Brucoli e delle aree costiere, dove l’abusivismo l’ha fatta ancor più da padrone..

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 09/07/2011 alle  10:24:33, nella sezione CRONACA,  1057 letture)

Il capogruppo del PDL in Consiglio Provinciale Paolino Amato interviene a sostegno di una assestamento migliorativo della viabilità in contrada Monte Tauro divenuta, a seguito degli insediamenti abitativi numerosissimi, una arteria di grande traffico e in alcuni punti assolutamente inadatta a smaltire il flusso delle automobili degli oltre diecimila cittadini augustani che hanno scelto di abitare in questa che non è più una zona di campagna o di villeggiatura ma parte integrante del centro abitato e sempre in ulteriore sviluppo. Infatti oltre alle scuole e ai servizi sorgono quì nuovi ipermercati che fanno affluire ancor più automobili congestionando in certe ore il traffico. Peraltro la strada di Monte Tauro rappresenta il collegamento preferenziale per Brucoli, atteso che la vecchia provinciale per la frazione marinara è sempre meno praticata. Ancora si rileva che la presenza di vigili urbani in questa zona è inesistente e il comportamento di guida dei cittadini assai criticabile per cui non sarebbe una cattiva idea un maggior controllo del traffico e una presenza costante delle forze dell'ordine come deterrente per i tanti automobilisti indisciplinati. Dice Paolo Amato a questo proposito: “Da dicembre stiamo aspettando il parere urbanistico per completare l'iter del progetto della rotonda che la provincia dovrebbe realizzare, sulla SP 61, all'altezza della traversa di via Panoramica. Questa opera viaria potrebbe consentire di trasformare l'arteria che attraversa il quartiere Monte Tauro da provinciale a comunale e la conseguente realizzazione del senso unico che potrebbe risolvere i problemi di sicurezza che quotidianamente creano disagi e incidenti. Gli automobilisti che transitano per via Epicarmo Corbino segnalano i pericoli causati dal parcheggio selvaggio ai bordi della strada, in prossimità dei numerosi esercizi commerciali, non rispettando le basilari regole del codice della strada. La creazione di un senso unico potrebbe evitare gli incidenti stradali e le situazioni di pericolo causate dalle numerose autovetture parcheggiate in zona vietata. Non si riesce a comprendere come mai l'ufficio comunale preposto non ha ancora dato il parere urbanistico che sbloccherebbe l'iter del progetto della rotatoria”.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 06/07/2011 alle  10:06:28, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1104 letture)

In un vecchissimo numero del Giornale di Augusta del 1980, diretto da Giorgio Casole, in prima pagina strillava un articolo dall’emblematico titolo “Ci impediscono l’accesso al mare!” con una foto della strada che porta al mare di Costa Pergola vistosamente sbarrata da un cancello abusivo. Lo stesso argomento venne affrontato nell’estate del 2008 da alcune associazioni ambientaliste e da una campagna di stampa sul quotidiano la Sicilia. Ma nulla è cambiato. L'estate 2011 nel territorio augustano sarà ancora all’insegna del mare negato. Si tratta del conflitto tra "liberi" bagnanti e occupanti privati a vario titolo dei litorali e delle strade che portano al mare, fatto che, complice un'estrema varietà di interpretazioni della legge, ha sempre scatenato gigantesche problematiche. La legge dello Stato recita (articolo 1, comma 251, legge 296/2006): «È fatto obbligo ai titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia...”. In pratica, chiunque può entrare in qualsiasi stabilimento balneare e, a maggior ragione, in qualunque insediamento, attraversarlo e raggiungere la battigia (la striscia di 5 metri prima della zona della risacca sugli scogli o sull'arenile). Questo almeno teoricamente, perché in pratica la faccenda si complica quando si passa all'interpretazione della legge. Prima di tutto ci sono alcune leggi regionali che emendano, almeno in parte, l'articolo prima citato. Diverse regioni, e tra queste la Sicilia, hanno infatti stabilito che l’ingresso è obbligatorio solo se non vi sono altri accessi liberi nel raggio di 150 metri. Dalle nostre parti si aggiunge il fatto che su tutto il litorale dal golfo Xifonio in poi, per un bel po’ di chilometri di costa, imperano ovunque i cartelli dissuasori “mare non balneabile” a causa della mancanza di un depuratore che possa evitare lo sversamento direttamente a mare dei reflui delle abitazioni vacanziere. Del collegamento al depuratore consortile IAS si parla da anni ma finora è tutta aria fritta. E intanto nel nostro mare, già provato da inquinamento industriale, mercurio e chi più ne ha più ne metta, si riversano anche i liquami delle abitazioni aggiungendo i colibatteri fecali a tutte le altre schifezze galleggianti nelle fresche acque. Cancellati dalle mappe catastali gli accessi al mare sono finiti per essere “inglobati” dalle ville progettate dagli architetti o nate “spontaneamente”, come si soleva dire “in economia”, a partire dagli anni settanta e sono diventati anch'essi proprietà privata, muniti di cancelli con tanto di catene e catenacci o azionati da sofisticati dispositivi automatici, le cui chiavi o telecomandi sono in possesso di pochi eletti. Ormai l'unica discesa a mare a disposizione dei cittadini è quella che porta al Faro Santa Croce ma le pessime condizioni della strada stretta l'hanno resa sempre più rischiosa. La chiusura incontrollata ed indisturbata degli accessi al mare, che erano naturalmente pubblici, non ha soltanto negato un elementare diritto a chi non ha la fortuna di possedere una villa ma ha fatto sì che sugli scogli, che non possono certamente essere ritenuti proprietà privata, «fiorissero», piazzole di cemento armato su cui piazzare ombrelloni e sdraio, naturalmente con uso vietato agli estranei o meglio agli intrusi, e perfino scivoli in cemento per calare le barche. Spesso per ragioni di “privacy” le piazzole di cemento armato realizzate sugli scogli sono state munite di reti di recinzione in ferro, in dispregio di tutti i vincoli ambientali, paesaggistici e comunitari che gravano sulla zona costiera. La carenza di varchi è praticamente assoluta e la possibilità che il problema possa essere risolto in tempi brevi, visto i precedenti, sono pressoché nulle. Alleghiamo due foto del cancello sulla strada di costa Pergola, proprio quel varco ostruito di cui parlava il Giornale di Augusta nel 1980, la foto di allora e quella di oggi: nulla è cambiato in trent’anni.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/07/2011 alle  14:33:51, nella sezione CRONACA,  1027 letture)

Agitata ma partecipata assemblea quella di sabato 2 luglio nel teatro comunale di Augusta, convocata dal Comitato cittadino a difesa del presidio ospedaliero “Muscatello”. Malgrado la calura estiva moltissimi i cittadini presenti a ulteriore riprova che l’argomento è sentito e la temperatura alta. Il reparto di psichiatria potrebbe tornare ad essere allocato al Moscatello, così ha comunicato il sindaco Carruba dando lettura di una nota a firma del direttore generale dell’Asp di Siracusa. Malgrado gli inviti diramati a tutte le forze politiche all’assemblea hanno preso parte due soli deputati: Roberto De Benedictis e Pippo Gianni e il sindaco di Melilli, Pippo Sorbello. Ma alla riunione erano state invitate a partecipare le deputazioni regionali e nazionali della provincia di Siracusa e della Sicilia orientale; il presidente della Provincia regionale di Siracusa, i sindaci di Augusta, Melilli, Priolo, Sortino e dei comuni di Gela e Milazzo. “Ad oggi – ha detto il portavoce del coordinamento Riccardo Fazio - nonostante l’intervento del Prefetto nulla è cambiato ed il decreto che penalizza l’ospedale è sempre in vigore. Lanciamo un appello al presidente della Regione Lombardo affinché intervenga per la modifica del decreto assessoriale”. Il deputato del Pd all’Ars Roberto De Benedictis ha accennato a una possibilità di modifica del decreto visto che esistono 500 posti letto non ancora assegnati. Occorre quindi battersi per far si che parte di questi posti venga destinata ad Augusta. E’ intervenuto anche l’assessore provinciale Nicky Paci, protagonista di una scaramuccia col sindaco Carruba da lui sollecitato ad attivarsi maggiormente. A margine dell’evento si registra la presa di posizione del generale dei carabinieri in congedo Enzo Inzolia, presente alla manifestazione ma che non ha potuto prendere la parola. Inzolia sostiene che gli è stato sostanzialmente impedito di esprimere il suo pensiero e comunica quanto segue agli organi di stampa: “Sabato scorso ho assistito all'ennesima inutile e inconcludente riunione indetta dal Comitato; riunione nella quale sono stati profusi fiumi di parole, sempre le stesse ormai da anni, con gli stessi angosciosi toni di autoflagellazione (o di autocompiacimento, a seconda dei casi) nella ormai sempre più evidente incapacità di comprendere, prima, e gestire, poi, il problema della sopravvivenza del Muscatello. Non si contano più le riunioni, le assemblee, il consigli comunali "monotematici", tutte quelle attività orgogliosamente elencate dal sindaco nel suo recente e costoso pieghevole. Iniziative - sottolinea Inzolia - inconcludenti e, alla prova dei fatti, inutili tantè che un mese dopo i toni trionfali del dopo riunione in Prefettura invece di un'assemblea sorridente e positiva è sembrato di assistere alla messa di suffragio del trigesimo. Ecco perché Russo e la sua corte hanno sempre buon gioco nel prendere in giro questo comitato e, di seguito, i cittadini".

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/07/2011 alle  14:42:57, nella sezione ARTE,  1581 letture)

Pina Mazzaglia, nota pittrice nativa di Santa Maria di Licodia, esporrà quanto prima i suoi quadri nei prestigiosi ambienti del Palazzo del Governo di Siracusa, nella centralissima via Roma, nel cuore della mitica Ortigia. Artista, giornalista, scrittrice e direttore del periodico catanese “L’Editoriale”, Pina Mazzaglia ha presentato le sue più recenti opere nel novembre dello scorso anno nella mostra “Ipotesi di contemporaneo” ospitata nelle sale del Castello Ursino di Catania. Ora Siracusa avrà l’occasione di apprezzare questa artista di notevole spessore. Per Pina Mazzaglia dipingere è stato sempre un fatto naturale, uno sfogo dell’anima che le ha concesso di esprimere al meglio se stessa.  D’altronde l’arte è una poderosa forma di comunicazione che rende partecipe il fruitore dell’opera alle emozioni  provate dall’artista creativo. Nel caso della Mazzaglia la sua pittura ripercorre i sentieri della pop-art americana, rifacendosi a Andy Warhol, ai manifesti pubblicitari, ai fumetti, alla grande cartellonistica, con una tematica precisa che è quella del sottile erotismo, della femminilità espressa senza falsi pudori, anzi col coraggio di comunicare le proprie sensazioni in un formidabile affresco che diventa emblema di un’epoca, nella quale, finalmente, la donna ha potuto conquistare una propria autonomia di pensiero, affrancata dal ruolo riduttivo di casalinga, e una sofferta libertà di espressione. E’ una pittura straordinaria, vivace e squillante nei colori e nelle dimensioni, sempre grandi, delle sue tele. La parte plastica e quella fortemente cromatica si fondono nei suoi lavori che sono un esempio di come la sensibilità femminile riesca a tirar fuori dalla “normalità” la magica essenza dell’arte. In queste “apparizioni” di immagini sulla tela regnano equilibrio spirituale e delizia dei sensi, riuscendo l’artista, con un unico gesto compositivo, a trasformare le immagini in musica e le note della vita in parole di autentica poesia. La sua opera pittorica è quindi basata preva­lentemente sul gesto e sul colore, elementi unificati dal collante delle sue personalissime emozioni e sensazioni. La sua figurazione è luminosità proveniente dal cosmo, la sua radice è una ricerca assai sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista e viene trasmesso con il suo mezzo ortografico e filologico: il segno. Segno spesso rappresentato da guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi con i colori che si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono puri. Filamenti dell’anima che cerca ancora se stessa, graffiti che sognano nuove avventure visive e descrittive, che seguono i percorsi dell’immaginazione. Una ricerca basata su una impaginazione spaziale dominata da una vasta gamma cromatica che dà forza e profondità all’insieme, inventando affascinanti forme prospettiche che fanno entrare l’osservatore dentro il quadro, alla ricerca di ciò che non è visibile, di ciò che è al di fuori della convenzionale dimensione delle cose. Ne risulta una pittura praticata per determinare uno stimolo di ordine psicologico, un’espressione artistica quanto mai contemporanea e per niente superata dalle ultime esperien­ze nel campo delle arti visive, anzi in linea con esse.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/07/2011 alle  10:03:06, nella sezione EDITORIALI,  1089 letture)

La vecchia scuola democristiana insegnava che la politica è l’arte della mediazione, della realizzazione del possibile, dello scongiurare scontri sociali troppo acuti, e questa concezione, questa visione ancestrale, torna oggi alla ribalta perché cruenti scontri sociali dovuti alla crisi economica sono alle porte. La gente, i cittadini, affronta problematiche quotidiane che riguardano soprattutto il lavoro, le capacità di prospettare un futuro, le difficoltà del vivere e/o del sopravvivere, le vecchie e nuove povertà, l’eterna crisi del meridione, le emarginazioni di varia natura. La politica dovrebbe saper dare risposte in tempi brevi, ascoltare i lamenti dell’elettore, risolvere i disagi del cittadino, ma questa nostra classe dirigente fatta di “onorevoli” a vita, la cosiddetta “casta”, di assessori regionali “unti dal Signore”, di deputati che vengono eletti in forza di un maggioritario dominato dalle alleanze e sempre meno bisognoso del singolo voto dell’elettore, non ha più tempo da dedicare all’attività di segreteria, a ricevere e sentire la gente, a costituire un punto d’appoggio per il singolo cittadino che, in forza di un’appartenenza, si trovi nella necessità di essere assistito e consigliato.  Si torna quindi a riconsiderare con occhi diversi un passato, mondandolo dalle frasche secche del clientelismo, per portare alla luce quanto di positivo una certa concezione della politica come “servizio” poteva avere, con l’umanizzazione dei rapporti tra il politico di turno e il cittadino elettore. Berlusconi appariva a molti come un riformatore. Ma alcune delle sue promesse sono state disattese durante il suo mandato, anche se in buona parte per i noti motivi di congiuntura internazionale, ma ugualmente Berlusconi ha pagato il conto di tutto questo alle recenti amministrative e perfino nei referendum. Insomma, siamo in una fase di stallo della politica e si naviga a vista con maggioranze risicate in questa nostra Italia sull’orlo di una crisi di nervi, in questa nazione che mantiene inalterate le sue contraddizioni e le sue sperequazioni, tra nord industriale e sud “turistico”, tra ricchi che spendono e poveri che non possono neppure risparmiare, tra lavoratori che non possono andare in pensione e giovani disoccupati ai quali è interdetto l’ingresso nel mondo del lavoro o ai quali vengono offerti soltanto contratti temporanei di sfruttamento o umiliante precariato a vita. C’è bisogno di tornare velocemente a più moderati ma nello stesso tempo più efficaci comportamenti della politica, di ricercare momenti di equilibrio rispetto alle tensioni estreme, di far prevalere regole e ragionamenti, di rafforzare la democrazia, mediante la rappresentanza degli interessi che, nella complessa pluralità di una società moderna ed avanzata, sono molti, moltissimi, e tali da poter essere meglio espressi probabilmente con un sistema proporzionale, per quanto corretto e meditato.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/06/2011 alle  11:23:00, nella sezione ARTE,  2464 letture)

Nella sua più recente produzione artistica Giovanni D’Amico presenta una serie di opere che raccontano un percorso evolutivo che nasce dalla pittura per poi arrivare alle forme tridimensionali di una scultura moderna e trasgressiva per materiali, forme e tecniche di realizzazione: diversi passaggi concettuali accomunati da un linguaggio unico e diversificato allo stesso tempo. E’ il risultato di anni di ricerca e di innovazione sui concetti della pittura che, tra mille varianti, contamina la creatività contemporanea e ne diviene anima e metafora ispirante insieme. D’Amico e' un artista che ha intuito il legame tra il colore e l'innovazione possibile delle forme. A questo ha lavorato incessantemente, supportato dalla tecnologia di un’azienda industriale nella quale egli può operare sul pvc estruso ad alte temperature. La contaminazione nei suoi lavori è un concetto presente a tutti i livelli: pittura e scultura, da sempre legate, possono dare origine a nuove forme espressive. Colore e pensiero possono far nascere nuove idee, come la liquefazione delle forme che D’Amico ottiene lavorando la materia a 250 gradi, intervenendo manualmente a plasmarla e successivamente colorando il manufatto con vernici che donano all’opera una particolare attrattiva magnetica. Arte e tecnologia possono originare progetti che assumono forme e articolazioni visionarie. D’Amico è e resta un pittore, che riprende il cammino verso un'arte totale ed evolve verso il futuro, cambiando dalla pittura alla scultura, attraverso forme concettuali astratte. Giovanni D’Amico unisce l'istintiva gestualità, la sua primitiva forza scevra da contaminazioni e sovrastrutture, a tecniche diverse, tecnologiche, industriali, che conferiscono forma fisica all’incorporeità dell’idea creativa. La materia è il terminale comunicativo che esprime l'organicità del proprio esistere, nel linguaggio delle strutture apparentemente casuali della massa filamentosa, che si avviluppa come una matassa, vincolando la lettura dell'opera d’arte alla capacità dell'artista di creare, rigenerare, modificare, e rendere compiuto un abbozzo di idea. Intuizioni che illuminano i territori dell'immaginazione e trascinano in percorsi di prospettive infinite, di logiche innovative che estendono la portata dei nostri sensi e sollecitano momenti emozionali.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 

 1763 persone collegate

Cerca per parola chiave
 

Titolo
ARTE (246)
ASTROLOGIA (8)
CINEMA (60)
COSTUME E ATTUALITA' (117)
CRONACA (733)
CULTURA (199)
EDITORIALI (26)
EVENTI (352)
LIBRI (205)
SPORT (24)
VIDEO (18)

Catalogati per mese:
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             


Titolo

 



Titolo
fotografie (3)
intestazione (1)

Le fotografie più cliccate


Titolo


16/10/2019 @ 07:32:55
script eseguito in 354 ms