Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Luca Raimondi (pubblicato il 11/05/2012 alle  10:41:02, nella sezione LIBRI,  1654 letture)

Segnaliamo con piacere l’uscita in libreria di due volumi dello scrittore ed editore toscano Gordiano Lupi, con il quale “Diorama” da qualche tempo si onora di collaborare. Si tratta di due interessanti saggi editi da “Profondo rosso”, la casa editrice del regista Luigi Cozzi che, per chi non lo sapesse, oltre che autore di film come il popolare “Hercules” con Lou Ferrigno, è stato un abituale collaboratore di Dario Argento, al cui titolo più famoso è dedicata sia la sua impresa editoriale, sia il negozio di memorabilia che dal 1989, nel quartiere Prati, è un punto di riferimento per gli appassionati del cinema italiano. Entrambi i volumi riportano a galla nomi che negli anni settanta (e nei primi anni ottanta) guadagnarono una più o meno duratura celebrità nell’ambito della cosiddetta “commedia sexy”, un genere che spopolò prima nelle sale cinematografiche e poi sulle reti televisive soprattutto private. Un genere che, con la sua vasta schiera di libidinose infermiere, poliziotte, supplenti e liceali, ha condizionato l’immaginario erotico di un pubblico soprattutto maschile grazie alle generose nudità di attrici come Edwige Fenech, Lilli Carati, Carmen Russo e Orchidea De Santis (che firma anche una prefazione dal titolo Io e gli anni ruggenti del cinema italiano) spesso accompagnate (o più che altro “spiate”) da attori comici quali Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Lino Banfi. In cabina di regia, ad orchestrare il mix di erotismo e comicità, navigati professionisti come Sergio Martino, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini, Nando Cicero (analizzati nel dettaglio nel primo volume dal titolo “Nude…si ride”) e ancora Nello Rosati, Giuliano Carnimeo, Marino Girolami, Mario Gariazzo, Gianfranco Baldanello (autori su cui Lupi disquisisce nel secondo volume, “Grazie…zie”, gettando un po’ di luce anche su alcuni autori minori ormai quasi del tutto dimenticati).

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di Redazione (pubblicato il 11/05/2012 alle  09:56:38, nella sezione EVENTI,  826 letture)

Come ormai consuetudine da sabato 12 maggio alle ore 9.00 fino a domenica alle ore 19.30 il Parco dell'Hangar di Augusta ospiterà la Terza Festa dell’Aria con un programma di tutto rispetto:

Sabato 12 Maggio

09,00 – 13,00 Visite guidate del monumento Hangar. Esibizione degli Aquilonisti Internazionali. Laboratorio didattico di aquiloni per ragazzi. Attività sportive. Competizione di remoergometro a cura dell'ASD Juvenilia.

14,00 – 18,30 Esibizione degli Aquilonisti Internazionali.

15,30 – 18,30 Secondo Torneo Provinciale di MINI PARKVOLLEY a cura dell'ASD Pallavolo Augusta. Esibizione di aeromodelli dinamici a cura del gruppo GAMI. Corsa campestre per ragazzi a cura dell'ASD Atletica Augusta. Spazio tenda: presentazioni e proiezioni video.

18,30 – 19,30 Fiabe tra gli alberi con Anna Passanisi e Tiziana Bellassai (attori del piccolo Teatro di Catania).

Domenica 13 Maggio

09,00 – 12,30 Visite guidate del monumento Hangar. Preparazione al volo della Mongolfiera a cura dello Skydive Sicilia. Voli frenati in Mongolfiera: battesimo del volo. Attività sportive. Artisti di strada. Spazio Tenda: incontri, presentazioni e proiezioni video.

12,30 - 13,00 Esercitazione di pronto intervento a cura della Misericordia di Augusta.

16,00 - 19,00 Voli frenati in Mongolfiera. Spazio Tenda: incontri, presentazioni e proiezioni video. La festa è un evento organizzato dall’Hangar Team di Augusta.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 11/05/2012 alle  09:53:59, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  839 letture)

Mariela Castro, direttrice del Centro Nacional de Educación Sexual (CENESEX) e figlia di Raúl, ha detto durante una conferenza stampa che all’Avana verrà realizzata la V Giornata contro l’Omofobia. L’evento sarà una sorta di gay pride di Stato, non spontaneo ed espressione di un’esigenza che viene dal basso, ma organizzato da una struttura governativa. La Giornata contro l’Omofobia prevede incontri sul tema della diversità sessuale e riunioni contro l’omofobia. Tutto sarà dedicato alla memoria del grande scrittore cubano Virgilio Piñera (1912-1979), messo a tacere dal regime negli anni Settanta proprio per la sua omosessualità e recuperato dopo la sua morte. Nei giorni scorsi il cantante italiano Cristiano Malgioglio è stato ospite di Mariela Castro, visto che la reputa persona in grado di operare cambiamenti nella società cubana. Il nostro famoso connazionale non si è posto il problema dei gay non rivoluzionari e non si è fatto la domanda più semplice: perché un gay pride di Stato? Cuba vieta le libere associazioni di persone, preferisce organizzare il consenso e indirizzare i cittadini verso eventi decisi dall’alto, espressione della volontà governativa. Il disegnatore satirico Omar Santana, su El Nuevo Herald, stigmatizza questa “Quinta giornata contro l’omofobia” con una battuta arguta e irriverente rivolta ai gay: “Potete farvi vedere. Non ci sono problemi…” ma poi aggiunge: “Occhio, solo i rivoluzionari!”. Infatti sono previste manifestazioni spontanee organizzate dall’associazione omosessuale non legata al governo ma frutto della spontanea partecipazione dei cittadini. Ovviamente la loro sfilata sarà controllata e repressa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/05/2012 alle  09:52:49, nella sezione CRONACA,  1034 letture)

Artigianato siciliano KO per mancato rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Crias e del Comitato Tecnico ArtigianCassa. E’ la problematica affrontata in una interrogazione parlamentare all’Ars dal capogruppo di Grande Sud, on. Titti Bufardeci, che raccoglie il malcontento di Michele Marchese (nella foto), presidente Casartigiani di Siracusa il quale informa, nel sollecitare tali adempimenti di legge ed escludendo commissari straordinari, che saranno attivate azioni a tutela e rispetto della normativa in vigore. Bufardeci polemizza e affonda la spada, dichiarando: “Il governo di Raffaele Lombardo non smette di arrecare ulteriore danno alla Sicilia e, nella fattispecie, all’artigianato siciliano. Questo mancato rinnovo del CdA nei fatti crea un ulteriore danno a tutto il mondo delle attività produttive, già fortemente danneggiate in termini di spesa comunitaria, di bilancio e finanziaria regolarmente impegnate dal commissario dello Stato. Una situazione che rimanda al dramma ed in questo senso faccio mio questo sollecito da parte del presidente degli artigiani Michele Marchese , perchè ci sia la pronta risposta da parte del governo siciliano anziché del solito “collo di bottiglia” di Lombardo il quale, spero, non faccia il solito CdA formato da ex trombati dell’Mpa ma all’altezza del compito strategico che ha l’Ente per l’ attività artigianale siciliana”.

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di Redazione (pubblicato il 08/05/2012 alle  13:09:12, nella sezione CRONACA,  1064 letture)

Come previsto nei due comuni del siracusano dove si votava col sistema proporzionale si andrà al ballottaggio il 20 e 21 maggio prossimi. Ad Avola il ballottaggio si farà tra Albino Di Giovanni, già sindaco di Avola in una precedente legislatura, e Luca Cannata, esponente di Grande Sud, partito di Centaro e Bufardeci. A Floridia il ballottaggio si farà tra Orazio Scalorino, sostenuto dal Partito Democratico, ed Emanuele Faraci di Primavera Floridiana, creatura dell’onorevole Egidio Ortisi, appoggiato anche dall’UDC. Fibrillazione quindi nei due comuni per creare quelle alleanze che possano portare alla vittoria l’uno o l’altro dei contendenti. Nei comuni invece dove si è votato col sistema maggioritario le urne hanno già decretato i sindaci eletti dai cittadini: a Cassaro Nello Pisasale è stato confermato sindaco sostenuto dalla lista “Progetto Cassaro” ed ha ottenuto 208 voti, pari al 38,24%, battendo Mirella Garro e Vincenzo Garro, appoggiati da “Un impegno in Comune” e dalla lista Italia dei Valori; a Canicattini Paolo Amenta, esponente di Fli, che ha sfidato Paolo Tuccitto, tornerà riconfermato a palazzo di Città per altri 4 anni; a Solarino il vinciulliano Paolo Scorpo sostenuto dalla lista "Insieme con Scorpo sindaco" ha ottenuto 2.324 voti, pari al 44,99%. battendo il sindaco uscente Pietro Mangiafico, appoggiato dalla lista "Pietro sindaco", che ha ottenuto 2.124 voti, con il 41,12%.; a Melilli, infine, ce l'ha fatta Pippo Cannata (nella foto) con una coalizione inedita che ha messo insieme Grande Sud, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà per Melilli, Melilli dei Valori e Unione di Centro. Cannata, espressione del sindaco uscente, Pippo Sorbello, ex Mpa, oggi uno dei leader dell'Udc in provincia di Siracusa, che si è impegnato allo spasimo, che ha avuto ragione sull'aspirante sindaco sostenuto dall'Mpa di Lombardo e Gennuso, Nuccio Scollo di Villasmundo, il cui risultato è stato deludente. Sconfitto anche il candidato di Pippo Gianni, il dottor Remo Ternullo. Cannata ha ottenuto il 43,9% con 3.864 preferenze. Il partito che ha avuto più consensi dai melillesi è stato l'UDC.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 08/05/2012 alle  09:44:46, nella sezione EVENTI,  939 letture)

Bellissima serata domenica 6 maggio nei locali di Galleria Roma in piazza S. Giuseppe, dove l’attrice Bibi Bruschi ha messo in scena un recital di poesie dal titolo “Per amore, solo per amore”. Il tema dell’amore in poesia è un tema inesauribile, dalle mille sfaccettature, un tema che ha coinvolto e coinvolge gli uomini di ogni tempo. Il canto del poeta è un canto di emergenza l’emergenza del cuore che non contiene oltre i propri bisogni, siano essi per la libertà, per l’anima o per l’amore. E se i poeti scrivono, gli attori recitano. Gli attori ci aiutano a meglio comprendere il senso delle parole, il senso dei versi. Come direttori di un orchestra di parole, gli attori fanno vibrare ora questa, ora quella, ora il silenzio. Gli attori sanno quando i versi devono essere gridati e quando bisbigliati, quando tacere e quando srotolare la partitura in un andante travolgente. Bibi Bruschi ha sapientemente fatto tutto questo, ha svolto il suo compito di attrice nella religiosa attenzione di un pubblico presente che ha bevuto dalla bocca della valente interprete i versi magici di Saffo, di Neruda, di Garcia Lorca e di Edgar Lee Master fino alla prosa madida di passione della scrittrice francese Colette, verso cui l’attrice ha dichiarato affinità elettive che ineluttabilmente uniscono le anime di due donne che hanno interpretato la vita per ciò che è, nella sua immodificabile verità, fatta di passione, di gioia ma anche di amarezze e di sconfitte.

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di Redazione (pubblicato il 05/05/2012 alle  10:07:09, nella sezione VIDEO,  872 letture)

Pubblichiamo due video relativi al "Cinemavola Film Festival 2012", entrambi per la regia di Giorgio Nanì La Terra.

 

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di Redazione (pubblicato il 05/05/2012 alle  10:00:29, nella sezione CRONACA,  1531 letture)

Nominato ad Augusta il nuovo assessore della giunta Carrubba, in forza all’Mpa, che subentra a Salvo Madonia, dimissionario, nella rubrica Lavori Pubblici ed Edilizia Sportiva, nomina che rientra nel quadro degli accordi tra il Sindaco e il coordinamento dell’Mpa, che, con i suoi cinque consiglieri comunali, rappresenta una solida stampella di sostegno all’amministrazione in carica. La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione del coordinatore cittadino ing. Domenico Tringali e di altri elementi del gruppo consiliare del Movimento per l'Autonomia. Il nuovo assessore è Marco Arezzi (nella foto), giovane geometra che è anche il vicecoordinatore cittadino del movimento di Raffaele Lombardo, che entra in giunta nella fase conclusiva della legislatura già in vista delle prossime elezioni. Massimo Carrubba ha dichiarato: "L’Mpa ha scelto un professionista giovane e stimato. La nomina conferma un'alleanza e la determinazione a mantenere la quota di nove assessori. Se ci saranno le condizioni verrà nominato un decimo assessore. Essendo un tecnico Arezzi si concentrerà sugli appalti in corso e sulle piccole manutenzioni".

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/05/2012 alle  09:56:36, nella sezione CRONACA,  941 letture)

L’Unità Operativa di Oncologia Medica, attivata di recente presso il Presidio Ospedaliero Muscatello di Augusta, assicura assistenza ai pazienti neoplastici in regime ambulatoriale ( visite di controllo o prime visite nel pomeriggio di martedì e giovedì), in regime di Day Hospital ( indagini diagnostiche plurispecialistiche pre e post trattamento, trattamenti di supporto), in regime di Day Service ( terapie specifiche con farmaci chemioterapici, biologici, immunoterapici). In ambulatorio si accede con richiesta del medico di famiglia previa prenotazione al CUP. In DH\DS si accede in seguito a visita ambulatoriale o consulenza in altri reparti dell’Ospedale. A breve saranno attivati i posti letto in regime di ricovero ordinario, evento che chiuderà la filiera assistenziale del complesso iter del trattamento diagnostico e terapeutico a favore del malato oncologico. A giorni sta per iniziare un Corso educazionale ( di perfezionamento e di aggiornamento per taluni soggetti) indirizzato a volontari già presenti e attivi in altri reparti (volontari AVULSS), ma anche a persone di buona volontà, sensibili alla diuturna e sofferta problematica esistenziale che investe il paziente neoplastico e i suoi familiari. A tal proposito giorno 9 maggio alle ore 15,30, presso la Sala riunioni dell’Ospedale Muscatello, si terrà un incontro preliminare informativo in presenza dell’equipe medica ed infermieristica dell’U.O. di Oncologia di Augusta.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/05/2012 alle  21:32:42, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  852 letture)

All’inizio della stradina in discesa che attraversa il boschetto attorno al Castello Svevo ad Augusta fu posto qualche tempo fa, per iniziativa di Legambiente sponsorizzata dall’Eni, un bel cartello a colori che riproduceva la planimetria del camminamento all’interno del suddetto boschetto, ricco di piante d’alto fusto, che una volta era attraversato da tutti noi ragazzi quando si voleva scendere in borgata dall’isola accompagnando le nostre fidanzatine dell’epoca, magari tentando teneri approcci complici le “fresche frasche”. Un piccolo esempio di civiltà il cartello elegante e ad uso dei turisti (?) e dei visitatori. Ma tant’è, la mano sporcacciona di beceri vandali, chissà se giovani o anziani, hanno ridotto il gradevole cartello nelle condizioni che si vedono nella foto. Un piccolo esempio, minimo in confronto a ben altre lordure e a ben altre brutture, ma indicativo dello stato di civiltà di un popolo che non solo non è riuscito ad eleggere amministratori all’altezza della situazione, ma nemmeno ad educare i propri figli al rispetto per le cose comuni e per il patrimonio culturale della città. Infatti il tour delle brutture continua tutt’attorno alle mura del castello lordate da scritte orrende, che peraltro nulla hanno a che fare con quella “street art” di derivazione americana, che comunque ha (avrebbe) un senso solo nelle dimensioni megametropolitane. Tra queste brutture e l’abbandono delle cadenti muraglie spagnole c’è davvero poco da stare allegri.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 03/05/2012 alle  16:34:31, nella sezione SPORT,  1195 letture)

Ha fatto registrare una notevole partecipazione di pubblico e di partecipanti il primo trofeo di dama intitolato al grande maestro Michele Borghetti. Sono ben 42 i giocatori che si sono sfidati per aggiudicarsi la vittoria, suddivisi in due gruppi di gioco: il primo costituito da Maestri, Candidati maestri, Nazionali e Regionali, il secondo da giocatori Provinciali e non tesserati. Ad aggiudicarsi la vittoria nel primo gruppo è stato il candidato maestro G.B. Di Stefano di Palermo, seguito da Sebastiano Montoneri, Sebastiano Greco, Severino Sapienza e Massimo Ciarcià. Nel secondo gruppo vittoria dell’avolese Corrado Cannata che ha battuto di misura Michele Di Falco. Terzo posto per Giorgio Nanì La Terra (anche organizzatore dell’evento) seguito da Corrado Santoro e Paolo Bianca. Nella sfida fra i vincitori dei due gruppi ha prevalso Corrado Cannata, che ha così ottenuto la vittoria finale. L’intera sfida è stata seguita con interesse dal grande maestro Michele Borghetti. Grande interesse ha suscitato la sua esibizione in simultanea: dei suoi agguerriti 31 avversari (fra i quali 3 maestri 4 candidati e molti nazionali) soltanto in quattro sono riusciti a strappargli un pareggio: si tratta dei già citati Di Stefano e Montoneri, oltre a Giovanni Catanzaro e a Santo Randazzo. Agli altri è rimasto soltanto il piacere di aver potuto sfidare il più grande damista di tutti i tempi, congratulandosi con lui con una stretta di mano. Premiazioni alla presenza dell’Assessore allo Sport del Comune di Avola Simone Libro, del Delegato regionale FID Severino Sapienza, del Delegato provinciale FID Massimo Ciarcià. Ha diretto il tutto lo staff arbitrale costituito da Benito Cataldi, Massimo Ciarcià e Sebastiano Greco.

 

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di Redazione (pubblicato il 02/05/2012 alle  20:10:30, nella sezione EVENTI,  942 letture)

Giovedì 3 maggio nei locali di Galleria Roma in piazza s. Giuseppe, alle ore 18,30, l’attrice Bibi Bruschi reciterà un monologo tratto dalle pagine del romanzo “L’erede” scritto da Gaetano Gulizia. Un gesto d’affetto nei confronti di un amico scomparso da poco tempo ed esternato alla maniera di chi ha vissuto e vive sul palcoscenico. Le comuni esperienze condivise in una Siracusa di qualche anno fa, ricca di fermenti culturali e sociali forse mai maturati e soprattutto il rapporto d’amicizia, si condenseranno nella performance di giovedì che si inserisce nella mostra di pittura dedicata allo stesso artista Gulizia, in corso presso la Galleria Roma, organizzata da Anna Rudilosso, compagna di Tanino per tutta una vita. La lettura recitata di Bibi Bruschi, che lei stessa ha tratto dalle pagine del romanzo, scorre in un susseguirsi di scenografie tutte siracusane, imbevute di mito e di storia, in cui i personaggi, anch’essi dai forti tratti locali, vivono storie comuni alle nostre, angosce e gioie, amori e tradimenti quasi fossimo noi stessi a raccontare la nostra vita in un eterno presente in cui l’antico convive con il moderno. Ed è in tal modo che personaggi dai nomi antichi come Amiclea o Fillide simbolizzano i valori dei sentimenti umani in un contesto attuale evidenziando il contrasto tra l’eterno e l’effimero per aiutarci un poco a capire anche la nostra storia e forse pure il senso delle cose in questa nostra città dalle tante contraddizioni e dalle tante potenzialità inespresse.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/05/2012 alle  14:28:02, nella sezione CRONACA,  863 letture)

Così è trascorso il 1° maggio, festa dei lavoratori sempre di meno in questa Italia di disoccupati e di esodati. Solo in tv il tradizionale concertone di piazza S. Giovanni a Roma con un Capareza scatenato, ma nella città aretusea nulla. La CGIL da sola ha preferito effettuare una modesta manifestazione il giorno prima, 30 aprile, in piazza Archimede, manifestazione significativa per come è stata congegnata con un Mimmo Contestabile a presentare e una Stefania Bongiovanni a leggere testimonianze toccanti, con Paolo Zappulla e giovani precari e disoccupati e tanto jazz di sottofondo in una piazza per la verità poco gremita per quanto svolazzassero bandiere rosse e palloncini colorati. Dicevamo poca partecipazione pur di fronte ai dati drammatici del lavoro che manca, agli espulsi dal mercato del lavoro e ai tanti giovani, in particolare donne, che in questa provincia non hanno futuro. Celebrare la Festa dei Lavoratori il 1° maggio sarebbe stato un controsenso in un momento di grande crisi e di pericolo anche per chi un lavoro oggi ce l’ha. Sarebbe stata una ulteriore violenza ed umiliazione nei confronti di quarantamila disoccupati della provincia, di fronte a una realtà fatta da giovani e meno giovani che restano a casa, che un lavoro non l’hanno mai avuto. Così il sindacato di Susanna Camusso e di Paolo Zappulla, ha preferito fare festa il 30 aprile, nel centro storico di Siracusa, in Piazza Archimede, proprio “per il lavoro che non c’è”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/05/2012 alle  14:21:21, nella sezione ARTE,  1017 letture)

Una mostra strana ma avvincente quella che è stata inaugurata lunedì 30 aprile alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini, in Via Santa Lucia alla Badia a Siracusa. E’ il fotografo-artista napoletano Massimo Pastore a presentare la sua personale “Bianco Cold Landscapes” a cura di Antonio Maiorino, con il Patrocinio del Comune di Siracusa, Assessorato alle Politiche Culturali. Bianco, bianco e ancora bianco poi tenui tonalità di grigi e queste figure sofferenti di uomini nudi come nuda è la nostra anima quando ci scrolliamo di dosso gli orpelli della civiltà, stratificata sulle nostre vere emozioni come un sudario. E proprio l’approccio alla morte, momento comune a tutti, inevitabile e pauroso, atteso ma esorcizzato, è l’archetipo comune di queste opere in cui la mancanza di colore (ma il bianco è il colore sintesi di tutti i colori) conferisce un “fuori dal tempo e dallo spazio” che raggela l’anima dei fruitori di queste opere d’arte, ma al contempo la riscalda con la luce della speranza, con la sospensione del tempo in uno spazio neutro, in un limbo di apparizioni, in un “altro da se” che presagisce un mondo onirico, un grembo materno, una terra promessa che ci sarà data. E’ scritto nella presentazione: “Si espone Pastore al pubblico prestando il suo corpo a quei personaggi che non sono più ma che hanno fatto parte della sua storia familiare, gioca quindi con il paradosso temporale sincronia/diacronia. Quel che è già accaduto lentamente si liquefa nel bianco, oppure quello che è ancora da venire nel bianco si compone. Il bianco diventa elemento di autosospensione, di azzeramento volontario e fittizio della coscienza affinché sia l’occhio a comprendere quanto ci sia di cinereo e quanto di niveo”. Il trittico, dal titolo “è quel sono che ci rende uguali”, pensato come pala d’altare suddiviso in tre ‘tavole’ fotografiche, posto alla parete di fondo della navata unica dell’ ex convento Montevergini, è l’opera che più di tutte vede il prezioso equilibrio di un lungo ciclo creativo che Massimo Pastore ha negli anni composto in luoghi distanti e diversi, in una poetica ricerca dei luoghi fisici e di quelli della memoria, in avvicendamenti e sovrapposizioni emotive che si sono stratificate. Lo scenario dell’opera è l’Etna innevato e, nella pala centrale, un atto performativo profondamente simbolico è stato eseguito sull’altro vulcano, il Vesuvio, sottolineando così fortemente il legame tra queste terre.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 01/05/2012 alle  16:11:53, nella sezione LIBRI,  1024 letture)

Francesco Troccoli, Ferro sette, Armando Curcio Editore, pag. 320, 15,90 euro.

Francesco Troccoli è traduttore e speaker radiofonico, tra le sue tante attività scrive, anche se - come la maggior parte di noi - deve condurre una vita alternativa (che molti si ostinano a definire normale) come impiegato in una grande azienda. Quale migliore evasione della scrittura? Soprattutto se è narrativa fantastica, se la storia ci conduce in un futuro lontanissimo nel quale l’umanità ha perso le basi della sua stessa natura. Ora, non che siamo così lontani da un simile futuro, la fantascienza è sempre stata premonitrice di infausti eventi e purtroppo quasi sempre ci ha azzeccato. Il futuro postatomico, tanto per dire, me lo sento scivolare dietro le spalle, non è roba solo per il cinema, storie come Fuga da New York e tante imitazioni italiane alla Enzo G. Castellari potrebbero diventare presto triste realtà. Il protagonista di Ferro sette cerca la libertà, come ogni uomo che si rispetti, finisce per trovarla nel luogo più impensato, in mezzo a una comunità di reietti che vivono nelle viscere di un piccolo pianeta minerario ai confini dell’Alleanza. Una scoperta che gli cambierà la vita, al punto che prenderà coscienza di molti valori a lui ignoti. La conquista del segreto che rende liberi darà vita a un conflitto tra i Dominatori e il gruppo di rivoluzionari che rappresenta il nucleo fondamentale del romanzo. Un ottimo lavoro d’esordio che piacerà agli amanti del fantasy e del fantastico, scritto da un blogger molto attivo, animatore del sito internet Fantascienza e dintorni che coinvolge diversi appassionati. Scritto con uno stile che non ambisce a essere letterario - ed è un bene perché la narrativa di genere deve restare tale - adatto a un pubblico di ogni età, consigliato per i giovanissimi che cercano narrativa avventurosa e fantastica. L’autore padroneggia il dialogo, si trova a suo agio nel far incedere la narrazione facendo interagire tra loro i personaggi e non lascia pagine morte, prive di eventi importanti da raccontare. L’edizione è di taglio economico, l’editing curato, l’impaginazione senza errori di sorta. Armando Curcio si dimostra editore serio e competente anche nel settore libri.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 30/04/2012 alle  21:04:19, nella sezione LIBRI,  1020 letture)

Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie, pag. 256, 16,80 euro.

Qualcosa di scritto è tra gli undici finalisti al Premio Strega per opere di narrativa, il suo editore lo classifica come romanzo, anche se Emanuele Trevi, quasi per giustificarsi, inserisce in apertura la citazione da una lettera che Pasolini scrisse a Moravia parlando di Petrolio: “È un romanzo ma non è scritto come i romanzi veri: la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia”. Qualcosa di scritto non è un romanzo ma resta un grande libro, un piccolo capolavoro che ogni cultore di Pasolini non può fare a meno di leggere per capire a fondo la personalità e le idee del nostro più grande intellettuale del Novecento. Trevi racconta un Pasolini che ha studiato con passione attraverso la sua opera, ma narra anche l’amore viscerale di Laura Betti per un poeta visionario, la passione con cui questa attrice di talento ha cercato per tutta la vita di non far dimenticare un grande scrittore. Qualcosa di scritto è un’opera di saggistica su Pasolini, soprattutto sul romanzo postumo Petrolio, scritta come un romanzo, intervallata da momenti autobiografici di grande interesse universale. Per fare un paragone irriverente niente a che vedere con La casa sotto i portici di Carlo Verdone, scritto da un dilettante, infarcito di luoghi comuni e di pettegolezzi inutili. Qualcosa di scritto è letteratura allo stato puro, opera di un autore che dai venti ai trent’anni si è preoccupato soltanto di imparare a scrivere bene - per usare le sue parole - e ci è riuscito alla perfezione. Il libro ti fa venire voglia di andare a cercare Petrolio - il solo libro di Pasolini che non ho letto -, definito da Trevi “un grosso frammento, quello che resta di un’opera folle e visionaria, fuori dai codici, rivelatrice… una bestia selvaggia… una provocazione, una confessione, un’esplorazione, un testamento… tutto macchiato di sangue”. Petrolio è un romanzo che proviene da un’altra epoca, da un’altra dimensione, incomprensibile in una stagione letteraria dominata dalla bella storia, confezionata da un editor, resa omogenea e uniforme, a misura di lettore. Pasolini non avrebbe capito, perché non è mai esistito un intellettuale più anarchico di lui, più refrattario all’uniformità, al gusto unico nazionale, alla società berlusconizzata da consumi, pubblicità e televisione. Pasolini era una forza del passato che odiava la mediocrità, un autore da continuare a leggere perché specchio dei tempi e rivelatore di quel che siamo diventati. La sua lotta contro l’omologazione culturale, combattuta con le armi del cinema, della narrativa e della poesia, continua a far da monito anche in un mondo popolato dai nuovi barbari di una realtà postatomica. “Adesso non è più la borghesia a fare da modello alla plebe, ma è questa che, assorbito tutto quello che c’era da assorbire, si afferma come oggetto di imitazione, è il modello di tutti i borghesi, si accampa nei quartieri alti come accadeva nella visione apocalittica di Zola”, scrive Trevi. Come non condividere? Pasolini comprende a cinquant’anni compiuti di aver perso per sempre la gioia erotica, perché il mondo è ridotto a merce, per lui è uno scenario insostenibile, un inferno che si impadronisce della vita. Trevi ci induce a leggere Petrolio e a vedere un film estremo ma illuminante come Salò alla luce di questa considerazione: Pasolini adotta il punto di vista di un morto, si proietta ai confini della sua stessa vita. Trevi racconta la trama di Petrolio, insiste sulla poetica del doppio, sulla vita di Carlo che si scinde in due esistenze diverse, una da uomo e l’altra da donna, ci fa apprezzare i capitoli più violenti sotto una luce nuova, come la catarsi di un uomo che ha perso la voglia di vivere. Secondo Trevi, Pasolini era convinto che nella nostra società si stesse perpetrando un genocidio: “i compiti che i nazisti affidavano ai campi di concentramento, adesso venivano svolti dai supermercati”. Non c’è solo la figura di Pasolini in questo splendido lavoro di Trevi che ho riempito di sottolineature con la matita nera, viene fuori anche una genuina Laura Betti, la Pazza cinica e rabbiosa, la doppiatrice del demonio ne L’Esorcista. In un ricordo dell’autore afferma: “La verità è che s’invecchia sempre male, e se qualcuno vi dice il contrario mente, ma io a mentire non ce la faccio, non ho la vergogna di ammetterlo, possono avere un’aria più o meno decorosa, ma all’interno le persone della mia età sono tutte come me, i nonni felici sono solo alla tv”. E ancora: “Per farcela davvero ci vuole la rabbia. Pier Paolo l’aveva capito. La rabbia è un dono raro, bisogna coltivarlo…”. Un libro troppo bello per vincere lo Strega, dove di solito trionfa la mediocrità, così poco pasoliniana. Un libro troppo utile per essere capito da un pubblico anestetizzato da anni di Fabio Volo, Moccia, cantanti, registi e calciatori scrittori. Un libro scritto da un narratore sopraffino, da un nostalgico del Novecento incapace di amare la letteratura e il cinema del niente. Per dirla con il suo autore: “una macchia calda di sperma spruzzata sulla faccia del mondo”.

 

 

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2012 alle  19:01:16, nella sezione EVENTI,  987 letture)

Si è svolta a Siracusa sabato 28 aprile e domenica 29 una manifestazione dedicata alla cultura tunisina, nell'ambito della quarta “Carovana artistica Sicilia-Tunisia”, coordinata come sempre dall'artista tunisino Ramzi Harrabi. La carovana si è esibita, con il patrocinio del Comune di Siracusa, in vari luoghi per dare vita a un incontro di civiltà nella città di Siracusa, per la pace e per sostenere anche la libertà del popolo tunisino, appena conquistata con una rivoluzione. Sabato sera concerto in piazza Duomo e subito dopo nei locali della Galleria Civica di Montevergini dove si sono esibite con percussioni, suoni e danze tipiche tunisine le band: Abadallah Dhouadi Troupe, Sofien Safta e Ramzi Harrabi Ensemble. Durante la manifestazione si sono potuti fare assaggi di cibi e dolci della Tunisia. Presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Siracusa Mariella Muti e Dario Scarfì. Le suggestive sonorità della musica araba e nordafricana hanno allietato spettatori e turisti che numerosi hanno affollato il cortile interno di Montevergini. L’indomani, domenica 29 aprile, lo spettacolo è stato reiterato di mattina, alle ore 10,00, nella piazza S. Lucia di Siracusa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2012 alle  18:29:42, nella sezione CRONACA,  1191 letture)

Durante la seduta del consiglio comunale del 17 febbraio scorso, relativo alle problematiche dell’ospedale Muscatello di Augusta, il consigliere Dr. Biagio Ternullo, noto chirurgo del nosocomio megarese, comunicò ufficialmente che la società Esso, a mezzo del suo rappresentante legale, dr. Fernando Salazar, nell’ambito dell’attività svolta a favore del territorio, aveva donato all’Ospedale Muscatello di Augusta, in data 9 febbraio, un duodenoscopio al servizio E.R.C.P.(acronimo di colangiopancreatografia retrograda endoscopica.). Si tratta di una tecnica che studia le vie biliari e pancreatiche (ovvero l'insieme dei "canali" attraversati dalla bile, ottenendo anche informazioni su fegato e pancreas). L'ERCP è una tecnica mista radiologica (che utilizza i raggi X per eseguire una radiografia) ed endoscopica (che "agisce" non dall'esterno come avviene per le normali radiografie, ma dall'interno dell'organismo). Per eseguire l'esame si utilizza un particolare strumento chiamato duodenoscopio, un tubo di circa un centimetro di diametro, che è introdotto attraverso la bocca e spinto lungo l'esofago (che è il "tubo" che collega la bocca allo stomaco) fino a raggiungere l'intestino (duodeno). Il duodenoscopio, unico in tutta la provincia di Siracusa, rende possibile visualizzare la papilla di Vater (il punto in cui le vie biliari e pancreatiche s'immettono nell'intestino) attraverso il quale è iniettato un mezzo di contrasto, ovvero un materiale che rende possibile visualizzare parti dell'organismo che altrimenti non sarebbero messe in evidenza dai raggi X. Si disse che questo tipo di strumento avrebbe fatto risparmiare all’Azienda Sanitaria Provinciale siracusana qualcosa come 500 mila euro annui, non sono pochi considerando i tagli alla sanità, poiché avrebbe evitato non solo l’emigrazione di quei pazienti che erano costretti a recarsi negli ospedali di Catania o di Acireale, ma avrebbe acquisito anche pazienti da altre province limitrofe. Sono trascorsi alcuni mesi e Mimmo Di Franco, del Movimento l’Altra Augusta, rileva che nessuno si è sottoposto a questo tipo di esame con il duodenoscopio presso l’ospedale Muscatello che ha ricevuto questo dono, e si chiede che fine abbia fatto tale strumento e se si trovi conservato ancora dentro il suo involucro in qualche angolo dell’Ospedale di Augusta. “Qualche mese addietro – continua Di Franco - si ricorda la polemica della camera iperbarica ad Augusta, comprata circa 500 milioni delle vecchie lire quasi 20 anni orsono, mai usata per mancanza di tecnici, ma nessuno ha pagato per questo danno alla comunità, non vorremmo ritrovarci fra 20 anni con un caso analogo. La comunità augustana, nel ringraziare la società Esso, che ha voluto donare questo strumento affinché gli augustani ne usufruissero, sollecita l’ASP 8 di Siracusa di mettere a disposizione dei cittadini tale strumento che, oltre al beneficio degli utenti, porterebbe benefici economici anche all’Azienda sanitaria, considerando le vari vicissitudini di questi giorni cui è sottoposto l’Ospedale Muscatello, con i ritardi e lo slittamento dei lavori, aspettando il pieno regime dei reparti di neurologia e di oncologia, cui questo strumento potrà dare un valido aiuto”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  21:26:49, nella sezione CRONACA,  934 letture)

Elezioni alle porte, si vota per le amministrative a maggio e in ottobre potrebbe essere la volta delle regionali. Il vicesegretario provinciale dell`Udc siracusana, Marco Capillo (nella foto), alza il livello di guardia. "Ho un terribile sospetto – dice Capillo. - Non vorrei che la pesantissima crisi economica venisse manipolata e gestita dai soliti poteri forti. Anziché combatterla, lottando per eliminare le differenze e migliorare le condizioni di vita di tutti, chi riveste incarichi di potere, a qualsiasi livello, potrebbe farsi tentare dalla pessima abitudine di speculare sulle difficoltà attuali di molte famiglie per ottenere consenso elettorale in cambio di “un piatto di pasta”. Pessima abitudine di un vecchio manierismo politico convinto della necessità di avere a disposizione una fascia debole e povera di popolazione, da mantenere in stato precario, per favorire la creazione di sacche elettorali a cui prontamente attingere. Ma adesso si sta esagerando, con un’intera popolazione in regime di austerity. I siracusani in primis e gli italiani in generale – continua Capillo - ambiscono legittimamente, e soprattutto ora, ad una politica diversa, alta e altra. A chi si recherà alle urne da qui ai prossimi mesi chiedo di non regalare la preferenza. Il voto è uno strumento altamente democratico, il solo che possa realmente cambiare le cose, trasformandoci finalmente in un paese normale. Date il giusto valore al diritto/dovere del voto, dotato di dignità costituzionale e non cadete nei giochetti di quanti hanno il solo merito di averci ridotto in questo pietoso stato".

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  15:00:10, nella sezione EVENTI,  1204 letture)

Si terrà ad Augusta, presso la Sala Congressi dell’Hotel Palazzo Zuppello, il prossimo 30 Aprile alle ore 20,00, il concerto in forma semiscenica “L’opera in Italia dalla seconda metà dell’800 ai primi venti anni del 900” con la regia di Alberto Paloscia e Sergio Licersi. Il concerto, organizzato dal baritono Giovanni Di Mare, vedrà esibirsi alcuni cantanti di varie nazionalità che sono apprezzati interpreti dell’opera italiana nel mondo: il tenore Stefan Mullan (scozzese), il soprano Azuza Dodo (giapponese), il mezzosoprano Giulia Kunyavskaya (russa) il tenore Dario Adamo (siciliano), il baritono Salvatore Terrazzino (agrigentino) ed il padrone di casa Giovanni Di Mare. Il concerto, in forma semiscenica, ha la prestigiosa regia di Alberto Paloscia direttore artistico da oltre vent’anni del Teatro Goldoni di Livorno, musicologo e ricercatore, scopritore di voci, il quale ha legato il suo nome a doppio filo ala riscoperta del Mascagni minore, che durante la direzione artistica di Paloscia è stato rappresentato sul palcoscenico della sua città natale, Livorno. Il maestro Paloscia sarà coadiuvato da un'altra prestigiosa figura del Teatro Italiano il M° Sergio Licersi, drammaturgo e regista, che ha firmato spettacoli, teatrali, lirici e cinematografici di successo. Pianisti accompagnatori saranno William Grosso compositore, pianista, direttore di coro catanese dal prestigioso curriculum e Alberto Maniaci pianista, compositore e direttore d’orchestra palermitano. Il concerto è organizzato dall’associazione culturale “I.S.D.A.M.S.” Barone Emanuele D’Astorga di Augusta in collaborazione con l’associazione “Sicilia Opera Academy”. Il concerto costituisce il lavoro finale da portare al pubblico, del laboratorio teatrale, che ha visto come docenti Alberto Paloscia, Sergio Licersi, e i due maestri William Grosso e Alberto Maniaci. Il laboratorio che si è svolto nel nostro territorio nei giorni precedenti, ha elaborato lo spettacolo, attraverso l’approfondimento tra maestri e solisti, delle tematiche culturali della Storia del Teatro lirico a cavallo dell’800 e del 900, delle tematiche interpretative dal punto vista vocale e scenico. “Sicilia Opera Academy” è un’associazione culturale con sede a Catania, che ha come scopo sociale quello di mettere in contatto i giovani cantanti lirici con il mondo del lavoro, invitando Direttori artistici di Enti lirici, agenti lirici e importanti operatori del settore a svolgere master classes e audizioni.

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