Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 11/06/2012 alle  19:45:38, nella sezione SPORT,  1745 letture)

Due ex atlete della Rari Nantes Augusta, Giovanna Capuano e la kazaka naturalizzata augustana Svetlana Koroleva in Buscema, hanno vinto la medaglia d’oro ai campionati mondiali di master di pallanuoto che si sono svolti a Riccione. Le due atlete giocavano con le maglia del club Swim Priolo Gargallo, capitanato dall’augustana Giovanna Capuano che aveva avuto l’idea di partecipare alla competizione mondiale insieme al vulcanico presidente Luca Tricomi. Si è partiti in sordina, per puro divertimento, infatti dopo aver perso le prime due partite perché senza cambi, essendo solamente in 8, la squadra completava i ranghi rinforzandosi con l’atleta fuoriclasse kazaka Svetlana Koroleva e l’olimpionica medaglia d’oro e pluriscudettata Maddalena Musumeci, ex Orizzonte Catania. Da quel momento sono iniziati i dolori per le altre squadre.

Il percorso per arrivare all’oro:

PRELIMINARI

All Swim Priolo vs SC Argentario 3-15

All Swim Priolo vs English Roses 10-11

Dolphins Womens vs All Swim Priolo 6-9

SEMIFINALI

English Roses vs All Swim Priolo 4-7

FINALI

Dolphins Womens vs All Swim Priolo 2-8

I nomi delle campionesse mondiali del master W 35: 1 Marta Pulvirenti, 3 Mara Codalli, 4 Maddalena Musumeci, 5 Svetlana Koroleva, 6 Caterina Bonanno, 7 Giovanna Capuano, 8 Vincenza Falvo D’Urso, 9 Daria Orlando, 10 Francesca Rubulotta, 11 Anna Castorina, 12 Liliana Cammarata.

Allenatori: Alessandro Zoni e Luca Scollo.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 11/06/2012 alle  18:32:42, nella sezione CULTURA,  1138 letture)

L'idea di presentare un libro in un centro commerciale non è particolarmente nuova. La capacità di organizzarla in maniera squisita, è invece una piacevole sorpresa. Siamo all'Auchan di Melilli ed è il tardo pomeriggio di sabato 9 giugno. Mentre la consueta folla è impegnata a fare acquisti, nello spazio antistante la libreria Feltrinelli c'è un insolito movimento. È stata allestita una piccola arena, con un tavolo e sedie per il pubblico. L'evento è aperto da Patrizia Tidona, giornalista di Telestar, che presenta gli ospiti. Oltre all'autore del libro "... Io ho deciso" (Melino Nerella Edizioni), il consigliere alla Provincia Regionale di Siracusa Giuseppe Bastante, abbiamo la scrittrice Concetta Cimino, che con "Giustizia in contumacia" si è aggiudicata il Premio Vittorini 2010 e l'editore Silvio Aparo. "...Io ho deciso" è un libro molto particolare. Parte dalle esperienze autobiografiche del suo autore, che in gioventù aveva abbandonato la Sicilia per trovare quelle opportunità di lavoro che la sua terra gli negava. Quando ormai la carriera e la stabilità economica erano state raggiunte, decide di mollare tutto a causa di una situazione che si era verificata all'improvviso e tornare in Sicilia per ricominciare, affiancando l'impegno politico a tutto il resto. Nel testo leggiamo, con grande emozione, l'evoluzione del pensiero di Giuseppe Bastante e la sua dichiarazione di amore per la Sicilia. Gli interventi degli ospiti sono stati molto interessanti e sapientemente intervallati dalla lettura di alcuni brani del libro grazie alla splendida voce dell'attrice Rita Abela. Hanno inoltre partecipato anche l'assessore provinciale alla cultura Vito Brunetto e il consigliere provinciale Francesco Saggio.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 11/06/2012 alle  16:09:47, nella sezione CRONACA,  902 letture)

La Guardia di Finanza di Siracusa, dopo mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, ha scoperto una truffa ai danni dell’INPS di oltre 1 milione di euro. Ha infatti individuato 16 persone che hanno indebitamente ricevuto una pensione e una indennità di accompagnamento perché riconosciuti, ma senza esserlo, affetti da cecità “assoluta”. Un fenomeno assai diffuso in tutto il meridione, laddove vige una sorta di “welfare” alternativo che avvantaggia i soliti furbetti con la connivenza spesso di medici compiacenti. Dopo aver esaminato la pratiche di invalidità presso l’I.N.P.S. e l’A.S.P. di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno predisposto pedinamenti e riprese video-fotografiche a carico dei sospettati. Nonostante la “cecità assoluta”, certificata dalle commissioni mediche competenti, in tutti i casi esaminati si è potuta riscontrare una simulazione dello stato di infermità da parte di soggetti in grado di badare alle attività della propria vita quotidiana, in completa autonomia e senza alcun tipo di aiuto. L’attività investigativa è stata rivolta anche verso i sanitari che, mediante le loro certificazioni, hanno attestato una condizione di cecità risultata del tutto infondata. Le indagini dei finanzieri hanno portato alla individuazione di un medico che svolgeva un duplice ruolo, oculista e componente della commissione medica provinciale. Il medico è stato denunciato per concorso nel reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’autorità giudiziaria ha avviato le procedure per il blocco delle pensioni e delle indennità illecitamente percepite. Il danno all’INPS è stato quantificato dai finanzieri in oltre un milione di euro. Nel Paese degli scaltri, quella dei malati virtuali è una macchina che produce favori non solo per i beneficiati diretti ma anche per vari politicanti, visto che la catena di montaggio delle false pratiche è alimentata da soldi o da voti. C'è solitamente un collettore delle domande (lo "spicciafacenne") e un utilizzatore finale, il falso invalido. Ad aiutare i furbi concorre una vera e propria giungla di passaggi burocratici: domanda all'Asp, visita medica, trasmissione del verbale all'Inps, verifica della commissione periferica del Ministero del tesoro, esame del verbale da parte dell'Inps. Un iter che arriva a durare anche due anni in Sicilia. Le commissioni di verifica delle invalidità vengono pagate a cottimo: tot euro a pratica per ognuno dei 4 medici, tre dei quali nominati dal direttore generale dell'Asp, ed arrivano a smaltire 40 pratiche a seduta. Un'attività redditizia, che a un medico della commissione può assicurare parecchi euro in un pomeriggio. Un'attività alla quale guarda con attenzione anche chi cerca consensi elettorali di tipo clientelare.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 08/06/2012 alle  14:15:06, nella sezione CRONACA,  850 letture)

Ancora una volta (episodio analogo era appena accaduto il primo giugno) un forte odore (diciamo pura una puzza intollerabile) è stato avvertito nella mattinata di oggi nelle zone di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e nella zona Nord di Siracusa. In base alle prime ricostruzioni la puzza è stata causata dalla fuoriuscita di kerosene da una tubatura interrata gestita dall'Isab ma che fornisce materiale alla Sasol. E’ intervenuta la Capitaneria di Porto, la quale ha accertato che il liquido fuoriuscito ha anche raggiunto il torrente Cantera, sito nella zona di Megara Iblea, col rischio di versarsi in mare. Il liquido maleodorante è incolore per cui saranno necessarie le opportune analisi delle acque da parte dell'Arpa. E’ intervenuta anche una ditta che si occupa di bonifiche, mettendo in opera galleggianti e materiali antinquinamento con cui è stata delimitata la zona. La Provincia di Siracusa e l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), in seguito ai fenomeni di emissioni di fumi e cattivi odori ripetutisi più volte in questi ultimi mesi nel triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo, dichiara di aver aumentato la vigilanza sull’attuazione delle disposizioni del decreto varato per contenere le emissioni, ma a quanto pare tali fenomeni continuano puntualmente a ripetersi. Il dirigente della divisione Ambiente della Provincia, ingegnere Domenico Morello, ha recentemente affermato che la presenza di sostanze maleodoranti nell’aria in prossimità delle zone industrializzate, oltre a infastidire è causa di preoccupazione per gli eventuali effetti nocivi sulla salute. Ma nonostante si tratti di un fenomeno diffuso, le norme vigenti ancora non lo regolamentano. L’articolo n° 674 del codice penale, tra le fattispecie generiche, dispone che chiunque, in luogo pubblico o privato, ma di uso comune, getti o versi sostanze finalizzate a molestare le persone, a provocare emissioni di gas, vapori o fumo, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206 euro. La mancanza di norme e linee guida ha causato, dunque, una sottovalutazione del problema, che, pur non sempre associabile ad effetti tossici, è comunque molto sentito dalla popolazione, ingenerando preoccupazione e allarmismi. C’è da aggiungere infine che, dall’esame dell’origine di questi fastidiosi odori, si evince lo stato di vetustà e cattiva manutenzione delle condutture di gas delle società petrolchimiche presenti sul territorio, nelle quali, stante la grave crisi di tutto il settore, si investe ormai molto poco in tema di sicurezza.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 07/06/2012 alle  20:17:48, nella sezione CRONACA,  718 letture)

Dalla sua pubblicazione, il Piano Paesistico regionale ha prodotto l’entrata in vigore di rigide misure di salvaguardia dell’ambiente. Di conseguenza sono state bloccate tutte le attività nella nostra provincia, quelle a carattere industriale e agricolo e quelle a carattere turistico-edilizio. In un momento di grossa crisi occupazionale quello che era un progetto di buone intenzioni rischia di impedire la realizzazione di opere che potrebbero impiegare tanta mano d’opera. Da questa considerazione viene fuori la richiesta avanzata dall’on. Titti Bufardeci al presidente della Regione Raffaele Lombardo, tendente ad ottenere la revoca immediata del provvedimento relativo al Piano Paesistico della provincia di Siracusa, ribadendo la necessità di avviare una vera concertazione tra Regione e Territorio in tutte le sue rappresentanze istituzionali, imprenditoriali e sociali, assegnando un termine a breve scadenza, da tre a sei mesi, per consegnare finalmente uno strumento condiviso da tutto il Tavolo Permanente per lo Sviluppo e il Lavoro, nella suprema considerazione che il Piano, così com’è congegnato e come è dimostrato dal numero di ricorsi oltre che dalle osservazioni, non piace alla stragrande maggioranza degli operatori del territorio siracusano. Sulle altre questioni in ballo, dopo tante polemiche e indecisioni, pare che, per quanto riguarda il rigassificatore, il governatore Lombardo avrebbe affermato che darà presto il via libera per la sua realizzazione. Cosi come per l’autostrada Rosolini – Gela (per i tre lotti) e per la Catania-Siracusa per le quali entro la prossima settimana è prevista una riunione con il commissario Cas dott.ssa Corsello e con il presidente dell’Anas dott. Ciucci. Bufardeci sarà presente al prossimo incontro a Palermo durante il quale si discuterà della qualità della progettazione delle grandi vie di comunicazione che competono alla provincia siracusana.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/06/2012 alle  16:14:57, nella sezione LIBRI,  986 letture)

Adriana Pedicini, I luoghi della memoria, Arduino Sacco Editore, p. 110, 12 euro. 

Arduino Sacco è un editore che non chiede contributi agli autori e che non gode di finanziamenti pubblici”, recita il sito Internet della casa editrice - spartano ma efficace - che denota una struttura ai limiti dell’amatoriale, ma ben venga in questi tempi grami dove tutti si spacciano per professionisti della letteratura. Viva l’underground, che forse sarà la nostra salvezza! A proposito di Arduino Sacco vi invito a leggere I luoghi della memoria di Adriana Pedicini, un libro proustiano come tutti noi modesti scrittori abbiamo tentato (o siamo in procinto) di scrivere, una sfida alla ricerca del tempo perduto che ogni amante delle lettere cerca di intraprendere con esiti più o meno felici. Adriana Pedicini tocca le corde giuste con questi racconti sul filo della memoria, realisti, autobiografici, ebbri di ricordi, zeppi di odori e sapori del tempo passato. L’autrice rievoca il sapore dell’infanzia, personaggi indimenticabili del passato, lutti indelebili, mancanze che lasciano il segno, frammenti di amori perduti, esami di scuola vissuti con nostalgia, un esempio paterno e una fanciullezza lontana. I critici veri, che sanno di letteratura, storceranno il naso, diranno che Adriana Pedicini racconta i fatti suoi, che non si fa così, meglio inventare, costruire trame, affascinare il lettore con il solito giallo o con uno dei tanti inutili noir. Lasciamo ai soloni il loro compito, da tempo non ascoltiamo le campane che suonano il funerale della letteratura, accogliamo con entusiasmo questo libro di racconti e ricordi, perché l’autrice narrando i fatti propri racconta il passato di un’intera generazione. Da leggere e meditare.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 04/06/2012 alle  17:26:56, nella sezione CRONACA,  944 letture)

Il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare (nella foto) fa pervenire una nota nella quale affronta la delicata e annosa questione del porto commerciale di Augusta: “Ancora nel 2012 – sostiene Di Mare - dopo diversi anni dalla istituzione della Port Authority, dopo svariate amministrazioni cittadine che si sono succedute, dopo anni di annunci e promesse si torna nuovamente a parlare di porto moderno e dinamico, di piano regolatore portuale, di fondi europei da sbloccare, di apertura a nuovi traffici, in realtà siamo ai titoli di coda di una storia molto triste che sta vedendo il nostro porto sempre più perdere il ruolo di rilevanza che gli spetta”. “E’grave – continua l’esponente di Fli – che si utilizzi l’occasione di conferenze per affermare che l’impianto di rigassificazione “occorre che si faccia”. Mi risulta che più di una volta il Presidente della Port Authority sia stato invitato dalla Presidenza del Consiglio Comunale per relazionare l’Aula democraticamente eletta sullo stato dei lavori; ad oggi, però, nessun Consiglio Comunale è stato convocato nonostante la presenza di una mozione firmata da quasi tutti i Consiglieri per la convocazione di una seduta monotematica sul porto, mi auguro che a breve si ponga rimedio e che, alla luce anche del voto unanime del comitato portuale che autorizza il Presidente della Port Authority ad attivarsi per verificare le possibilità di una collaborazione con Catania, si presentino in Aula i responsabili a spiegarci cosa significa tutto ciò. Rimane l’amaro in bocca dinanzi alle solite conferenze organizzate con merito da chi le pensa, ma che di fatto si trasformano in inutili passerelle, addirittura due in meno di 10 giorni in città hanno visto protagonisti i vertici del porto augustano, gli stessi che (ribadisco) mi auguro presto si confronteranno con gli organi democraticamente eletti (e non nominati) dai cittadini. L’ultima trovata che riguarda il nostro porto è quella (per fortuna ritirata) della realizzazione di un muro, a mio giudizio inutile, che avrebbe privato ancora di più la Città del suo mare, rimane la perplessità di come si possa pensare ad un’opera del genere che avrebbe potuto cancellare secoli di storia. Dinanzi poi alle dichiarazioni del Primo Cittadino di Augusta – continua il Consigliere Comunale - verrebbe da chiedersi a cosa ha pensato in questi anni, non era forse lui il rappresentante del Comune in seno al comitato portuale fino a qualche tempo fa? O forse non ha nominato lo stesso Sindaco un nuovo rappresentante in seno a tale comitato che dovrebbe relazionare a lui direttamente?”. Di Mare infine si chiede che senso abbiano avuto gli episodi della società giapponese insediata ed andata via, le varie inaugurazioni di collegamenti di traghetti (Malta-Augusta, Chioggia-Augusta, Civitavecchia-Augusta), mai veramente realizzati, le varie “inaugurazioni burla” come quella del forte Vittoria, e conclude con l’amara riflessione che la cittadina megarese paga una scarsa attenzione politica da parte di tutti quei Ministri, Deputati nazionali e regionali che si sono succeduti negli anni e che non sono stati capaci di dar voce al consenso ricevuto e non hanno mai avuto un vero interesse a far decollare la Città di Augusta.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/06/2012 alle  19:13:35, nella sezione CRONACA,  1662 letture)

Amareggia la vicenda dell’avvocato Elio Salerno, illustre uomo di cultura nonché presidente della Commissione comunale per gli studi di Storia Patria, di cui la città di Augusta si onora. Apprendiamo dagli organi di stampa e poi dallo stesso interessato che non gli sarebbe stata comunicata la revoca del mandato di direttore, incarico conferitogli dall'Amministrazione comunale pro-tempore nel lontano 1970, del Museo Civico. Infatti lo stesso dichiara di avere appreso dal discorso del sindaco Carrubba, durante la cerimonia di apertura del Museo della Piazzaforte, cui era presente anche chi scrive, della riapertura al pubblico, dopo 45 anni dalla sua istituzione, del Museo Civico che sarà allocato nei locali della vecchia biblioteca, con i contestuali complimenti, sempre da parte del sindaco, al nuovo direttore Giuseppe Carrabino, presente in sala nell’occasione. Amareggiato quindi, per i modi e non nella sostanza visto che Carrabino è stato suo valido collaboratore quale componente della Commissione di Storia Patria e che è un cultore di storia e tradizioni popolari, Salerno, avanti in età ma lucidissimo, ha inviato al primo cittadino una lettera in cui tra l’altro scrive: «Ho appreso dalle cronache della stampa locale che mi è stato revocato l'incarico di direttore del Museo, carica questa conferitami nel lontano 1970 dalla Giunta del tempo. Dagli atti di archivio del Comune, leggendo la copiosa corrispondenza lei si potrà rendere conto della mia totale disponibilità prestata in questi 45 anni. E se l'attività dell'importante istituzione è stata interrotta non è dipeso dalla mia inerzia». Salerno ha invitato quindi il sindaco a comunicargli ufficialmente la revoca dell'incarico, possibilmente motivata, revoca della quale non è stato preventivamente informato. Una caduta di stile da parte dell’Amministrazione, un trattamento che Elio Salerno non meritava, proprio lui che ha dimostrato in tutta la sua lunga vita di uomo di cultura e storico appassionato un grande amore per la città di Augusta.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 02/06/2012 alle  14:38:26, nella sezione CULTURA,  2079 letture)

E’ stata inaugurata venerdì 1 giugno, nei locali dell’ex Convento del Ritiro di via Mirabella, la mostra degli ex allievi e dei maestri dell'Istituto d'Arte di Siracusa del periodo 1960-1990, evento dal significativo titolo "Ritrovarsi in Via Mirabella 31", in omaggio alla vecchia sede dello storico Istituto siracusano in cui è stata allestita la mostra. Infatti, fino agli anni novanta, la gloriosa istituzione artistica era ospitata nei locali dell'ex Convento del Ritiro, prima immobile ecclesiastico che ospitava le Carmelitane, poi acquisito al demanio dello Stato con le leggi del 1866-67, come ha ricordato il professore Paolo Giansiracusa nella sua presentazione che ha reso al numerosissimo pubblico presente una dettagliata relazione storica degli eventi che hanno caratterizzato la vita di questa istituzione artistica che Arrigo Boito in uno scritto dei primi del novecento definiva “una scuoletta siracusana” ma non in senso dispregiativo, anzi come esempio di una realtà scolastica partita dal poco come scuola di artigianato e poi fiorita ad istituto d’arte statale che ha sfornato nei decenni docenti eccellenti e notevoli artisti. Alla mostra, nata da un'idea di Gigi Farieri, hanno aderito novanta espositori, tra ex allievi ed ex maestri della scuola, ed è stata arricchita durante la cerimonia di inaugurazione da una perfomance del musicista Paolo Greco dal titolo “Percussion Live”, un percorso sonoro al ritmo dei tamburi su musiche originali dell’artista e reso ancor più affascinante dalle danze orientaleggianti di alcune danzatrici locali. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 giugno.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 02/06/2012 alle  14:26:38, nella sezione CRONACA,  877 letture)

Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all’Ars, qualche giorno fa aveva attaccato il governatore Lombardo sulla vicenda del rigassificatore di Priolo, ritenuta emblematica del modo di gestire le cose da parte del presidente della Regione, che in troppe occasioni si sarebbe “distinto per opacità e reticenza”. “Evitando di assumere qualunque decisione di merito sul rigassificatore – aveva ancora sostenuto De Benedictis - è stato portato avanti un atteggiamento dilatorio, fuori da ogni regola e rispetto delle norme, nonché sordo a qualunque richiamo dei parlamentari come delle istituzioni della nostra provincia”. Una risposta polemica indirizzata all’onorevole siracusano arriva ora con una nota congiunta a firma di Giacinto Franco di AugustAmbiente, Luigi Solarino di Decontaminazione Sicilia, Eugenio Bonomo di Comitato NO Rigassificatore di Melilli e Paolo Pantano di Costituente Ecologista Siracusa, nella quale si afferma: "Egregio on. De Benedictis, in merito a quanto da Lei sostenuto ”sull’atteggiamento dilatorio del Presidente On. Lombardo sul rigassificatore, stiamo a precisarLe che il Presidente Lombardo ha ben sentito e recepito le corrette argomentazioni delle Associazioni ambientaliste, delle Popolazioni interessate e dei Tecnici non di parte, valutando al tempo stesso i risultati referendari, cosa che non hanno fatto certi politici ed i Sindacati. Da questo scaturisce l’atteggiamento dell’On. Lombardo che, in più occasioni, ha avanzato riserve sul rigassificatore, ed ancora oggi si rifiuta di firmare l’autorizzazione. Dopo la critica e le aggressioni verbali dell’On. Marziano alla On. Borsellino, rea di aver presentato un’interpellanza, in sede parlamentare europea, sulla pericolosità del rigassificatore di Melilli, arriva Lei con un intervento che, di fatto, condivide la svendita, per 80 milioni di euro, della sicurezza dei residenti nella zona industriale siracusana, come se non fosse bastata la svendita di Marina di Melilli. L’unico programma di interventi per l’occupazione e la tutela della salute delle popolazioni interessate, di cui parla Lei, esiste da tempo e non ha bisogno di compensazioni per il rischio-rigassificatore, ma necessita solo di volontà politica e determinazione da chi ci rappresenta a livello regionale e nazionale, cose che ad oggi non si sono verificate. Lo scopo vero del rigassificatore è quello di trasformare la nostra zona industriale in hub energetico, che significa poca occupazione e molti profitti per chi vuole realizzarlo. Non va dimenticato che l’impianto, di cui Lei sollecita l’autorizzazione, comporterà un notevole declassamento del porto commerciale e probabilmente lo smantellamento della Marina Militare, a causa delle disposizioni IMO (International Maritime Organization) e del potenziale aumento del rischio attentati. Ad un territorio che chiede, prima di ogni cosa, sviluppo e sicurezza, Lei propone un rigassificatore da realizzare tranquillamente in una zona a triplice rischio: sismico di 1° grado, militare nazionale, Nato (con relativi stoccaggi di armamenti) ed industriale. Avete dimenticato che detto impianto sorgerebbe in vicinanza di città, strade, autostrade, ferrovie e stoccaggi di tossici ed infiammabili, dove l’effetto domino è sempre in agguato”.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 01/06/2012 alle  14:22:15, nella sezione CULTURA,  1601 letture)

Chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo del Trio Calliope (nella foto) presso l’Istituto Musicale Privitera il 27 maggio, oltre ad essere rimasto colpito dalla bellezza di musica, canti e testi, deve di sicuro essersi chiesto come è nato uno spettacolo così cangiante e fuori dall’ordinario. Per soddisfare la curiosità, ne abbiamo parlato con una delle interpreti, Cristina Gianino, pianista di grande talento, giovane e simpatica.

Come nasce il Trio Calliope?

Si tratta di una formazione piuttosto insolita, che vede insieme un’attrice, Rita Abela, una soprano, Rita Patania e una pianista. Il Trio Calliope è venuto al mondo diciamo per caso. Circa quattro anni fa ho conosciuto Rita Patania e siamo diventate amiche, oltre ad aver fatto dei lavori insieme. L’idea del trio e di uno spettacolo basato sulla “contaminazione” tra varie specialità è venuto in mente a lei, che già conosceva Rita Abela. Così è nato il Trio Calliope, dove tre donne artiste si cimentano nelle proprie specialità dedicandosi a lavori che abbiano a che fare con l’universo femminile. Non a caso il nostro primo spettacolo si è svolto in concomitanza della ricorrenza dell’otto marzo, nel 2010 a Floridia.

Scegliete voi il materiale per un determinato spettacolo?

La scelta di tutto il materiale che presentiamo nei nostri spettacoli dipende esclusivamente da noi. Facciamo un collage di lavori di vario tipo. Ed è sorprendente rendersi conto ogni volta di quanto l’accostamento tra musica e parola riesca a migliorare entrambe. La musica illumina il testo e viceversa. Perché il canto nasce insieme alla musica, un testo di teatro invece no. Eppure mi rendo conto che seguire con i miei brani la voce di Rita Abela, anche se non è facile adattare la musica ai tempi della recitazione, dà vita a qualcosa di unico e irripetibile.

Parliamo di “contaminazione”.

Cominciamo col dire che circa da un secolo a questa parte, la “contaminazione” riesce a dare, quasi sempre, ottimi risultati. Il jazz che contamina la musica classica, per esempio, musica popolare e lirica, insomma, si inventa di meno e cambia il modo di proporre quello che si è già ascoltato e sentito da molto tempo. La nostra formula, in particolare, unisce la musica e il canto al testo di teatro. Mescoliamo brani e testi di epoche diverse, che siano però unite da un filo conduttore. Cosa che richiede, naturalmente, competenze musicali, canore e teatrali. Dietro uno spettacolo come quello di domenica c’è davvero tanto lavoro, sia di ricerca che di tecnica.

Qual è il filo conduttore dello spettacolo di domenica?

Ci siamo collegate alle tragedie classiche in scena quest’anno. In particolare le Baccanti, di cui abbiamo presentato un brano del coro su un tango di Astor Piazzolla, Michelangelo ’70, con un risultato incredibile, sembrava di essere dentro a un vortice di musica capace di strapparti dalla realtà. Poi vari monologhi femminili di tante tragedie: Medea, Elena (da Le Troiane), Antigone, per citarne alcuni, accostati a brani musicali come Sposa son disprezzata di Vivaldi e tanti altri che non riferisco per motivi di spazio. Il comune denominatore era che non appartenessero al periodo Romantico, perché, secondo noi, lo spirito non combaciava con quello dei testi teatrali proposti. Così siamo arrivate fino a Mozart per poi saltare direttamente agli autori del novecento, con un risultato che ci è parso ideale: musiche pulite, perfette nei pre-romantici e tormentate nel ’900.

Infine raccontaci qualcosa di te.

Ho cominciato a studiare il pianoforte a dieci anni, in casa lo suonavano sia mia mamma che mia zia, quindi per me è stato naturale. L’incontro che mi ha veramente cambiato la vita è stato quello con Agatella Catania, grande maestra di tecnica e interpretazione, che mi ha dato la scrittura per poter affrontare le musiche più diverse, mi ha dato tantissimo. Ora suono, oltre che con il Trio Calliope, anche con l’AM TRIO da circa sei anni, composto, oltre che dal pianoforte, da un violino e un clarinetto e interpretiamo musiche del novecento e contemporanea. Poi collaboro con l’orchestra siracusana diretta dal maestro Michele Pupillo, in cui ho curato come maestro collaboratore la preparazione del coro e dei cantanti nella Tosca e nella Cavalleria Rusticana, oltre a suonare. Insegno pianoforte a Siracusa, Floridia e Melilli.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 31/05/2012 alle  10:35:27, nella sezione LIBRI,  987 letture)

Francesco Guccini, Dizionario delle cose perdute, Mondadori, p. 140, 10 euro.

Premetto che sono un fan di Francesco Guccini cantante. Possiedo tutti i suoi dischi in vinile che ho cominciato a comprare nei primi anni Settanta, persino Radici, Francesco due anni dopo, Stanze di vita quotidiana, Via Paolo Fabbri. Ritengo che Guccini sia un poeta, degno di finire nelle antologie scolastiche, un cantastorie capace di raccontare in musica la nostra realtà, anche si lascia prendere da derive politiche non sempre condivisibili, ma questo fa parte delle idee e non è contestabile. Guccini è un mito per la mia generazione, un uomo imprescindibile, un personaggio fondamentale, uno dei pochi cantanti capaci di scaldare la platea di un concerto popolata tanto da ragazzi che da uomini della mia generazione. Tutto questo per dire che ho acquistato con entusiasmo il suo Dizionario delle cose perdute, edito da Mondadori, convinto che tra quelle pagine avrei trovato tutta la poesia delle ballate di Guccini. Mi è andata male, purtroppo. A ciascuno il suo, direbbero i latini. Se uno è bravo a suscitare emozioni usando la musica perché deve tentare di farlo scrivendo? Il libro di Guccini - introdotto da una pessima poesia di Raffaele La Capria che dovrebbe essere il logo della collana - è piatto, senza sangue, monocorde, procede con incedere nostalgico senza produrre fremiti di commozione. Un vero peccato, perché gli argomenti ci sarebbero stati, ma vengono trattati come in un tema scolastico di uno studente svogliato, scritti con una penna che non ha visto neppure da lontano l’inchiostro della letteratura. Il primo capitolo parla della pettinatura a banana che negli anni Sessanta andava di moda per i bambini piccoli, ma la narrazione ricorda una puntata del programma di Carlo Conti e non ha niente a che vedere con la scrittura. Si va avanti con il chewing-gum e di nuovo leggiamo un racconto pedissequo su tutto quello che gli americani hanno portato in Italia, ma senza un briciolo di partecipazione emotiva. In questi casi sarebbe utile interessare il lettore raccontando esperienze personali, non è possibile limitarsi a fare elenchi di cose perdute, non è questo il compito della letteratura. Il capitolo migliore è dedicato al cinema di terza visione, al rumore dei ragazzini, ai semi di zucca che adesso non mangia più nessuno, ma tutto il resto è noia, direbbe Califano. Un’occasione perduta per una rievocazione proustiana del tempo perduto. La cosa più bella è la copertina che riproduce un vecchio pacchetto di sigarette nazionali, ma che fastidio il nome dell’autore (richiamo per le allodole) a caratteri cubitali e il titolo quasi nascosto! Questo è proprio genere di editoria che non amo e contro la quale ho polemizzato in tre libercoli che nessuno ha letto. Visto che ogni tanto ci casco pure io, vuol dire che sono proprio bravi. Non come editori ma come venditori.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 31/05/2012 alle  10:16:28, nella sezione LIBRI,  1016 letture)

Álvaro Vargas Llosa,Una principessa tra due mondi - La meticcia di Pizarro, Edizioni Anordest, p. 262, 15 euro.

Edizioni Anordest propone una collana di autori latinoamericani e ispanici molto interessante. Sotto il titolo di Celebres Inéditos vengono raccolte opere che hanno riscosso un grande successo di critica e di pubblico oltreoceano, ma che da noi sono praticamente sconosciute. Il primo titolo è La moglie del colonnello del cubano Carlos Alberto Montaner, di ambientazione italiana, un romanzo erotico classico ricco di implicazioni politico - sociali e molto critico nei confronti della Cuba castrista. Il secondo - uscito da pochi giorni - è Una principessa tra due mondi - La meticcia di Pizarro, frutto della felice penna di un figlio d’arte come Álvaro Vargas Llosa, un autore peruviano già noto in Italia per i polemici Manuale del perfetto idiota latinoamericano e Il ritorno dell’idiota, scritti con la collaborazione di Montaner e Apuleyo Mendoza.

Una principessa tra due mondi non è un romanzo, ma un saggio storico, una biografia di una donna eccezionale come Francisca, figlia meticcia del conquistatore Pizarro, principessa dei due mondi, perché erede della tradizione Inca ma al tempo stesso la prima donna costretta a inaugurare l’età moderna. Álvaro Vargas Llosa racconta la vita di Francisca, rievocando la storia del Perù, gli albori della formazione come nazione creola, erede di vecchie tradizioni Inca e pronta a farsi sedurre da nuove commistioni ispaniche. Una biografia che si legge come un romanzo, perché l’autore ci porta a braccetto durante le guerre di successione, le lotte intestine tra i capi tribù e la morte di Pizarro, realizzando un affresco epocale della nascita del Nuovo Mondo. Francisca è costretta ad abbandonare la terra natia ma si rifà una vita accanto allo zio Hernando prefiggendosi il compito di riscattare il nome e l’eredità del padre. Álvaro Vargas Llosa narra con partecipazione le gesta eroiche di una donna affascinante e misteriosa, raccontando la conquista del Perù e di tutta l’America Latina da un punto di vista femminile. Lo stile è fresco, asciutto, senza tanti fronzoli, una scrittura che affascina e coinvolge, irretisce il lettore come se stesse leggendo un romanzo storico. In realtà niente è inventato nella narrazione di Álvaro Vargas Llosa, che ricostruisce gli eventi della conquista basandosi su fonti rigorose e verificabili.

Il prossimo titolo della collana Celebres Inéditos sarà Le porte della notte del cubano Amir Valle, esule da tempo in Germania e autore celebrato di romanzi noir. Seguirà Fernando Vélasquez Medina con Ultima rumba all’Avana, una storia di crudo realismo cubano in sintonia con lo stile e gli argomenti trattati da Pedro Juan Gutiérrez. Non lasciatevi sfuggire le proposte di questa intraprendente casa editrice che sta lanciando anche giovani italiani di talento partendo con la nuova edizione de Il vuoto intorno, romanzo di Claudio Volpe, nella collana Pensieri d’autori, edito in prima battuta da Il Foglio Letterario e presentato al Premio Strega.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 31/05/2012 alle  09:45:39, nella sezione CRONACA,  1974 letture)

L’augustano Gianni Balistreri, amministratore delegato della NICO S.p.A e de LA GINESTRA - Hotel Venus S.p.A., è stato eletto all’unanimità alla presidenza dei giovani imprenditori di Confindustria Siracusa per il prossimo triennio. Nel corso dell’assemblea svoltasi il 30 maggio, sono state rinnovate anche le altre cariche in seno al direttivo: vice presidenti Luca Di Gaetano (SBSETEC S.p.A.), Giuseppe Giardina Papa (GLEF S.r.l.) e Francesco Lombardo (Lombardo Autotrasporti); componenti del nuovo consiglio direttivo Orazio Agrò, Giovanni Aprile, Maria Josè Porrovecchio, Alberta Romano, Fabio Romano, Federico Romano. Inoltre fanno parte di diritto del direttivo Gianluca Gemelli già Vice Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori e attuale componente della Giunta di Confindustria e Roberto Bramanti past-president del gruppo di Siracusa ed attuale Vice Presidente Regionale dei Giovani. Slogan propositivo dei nuovo presidente è: “Accrescere la diffusione della cultura d’impresa, continuare la collaborazione con gli Istituti scolastici, puntare sulla formazione e sulla creazione d’impresa tra i giovani”.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Barbara Becheroni (pubblicato il 30/05/2012 alle  16:37:06, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1016 letture)

Una interessante e utile iniziativa si sta svolgendo nella Riserva Saline di Priolo, organizzata dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta del progetto “Go-green”, volontari per natura, iniziato il 14 aprile di quest’anno e che si protrarrà fino a febbraio del 2013. Ne parliamo con la professoressa Alvice Cartelli (nella foto), una degli otto volontari impegnati nel programma.

In che cosa consiste esattamente Go-green?

Il progetto “Go green”, volontari per natura, rappresenta un incontro tra mondo dei giovani e ambiente. È diretto ai ragazzi dai 14 ai 17 anni che per un anno circa saranno seguiti da operatori volontari che li guideranno verso un importante processo di crescita personale, culturale e professionale. Durante il percorso formativo i giovani acquisiranno conoscenze relative alla flora e alla fauna, nozioni di storia locale, cenni di geologia e zoologia, svilupperanno inoltre competenze relazionali per gestire dinamiche di gruppo e saranno in grado di realizzare oggetti in cartapesta da destinare ad un museo naturalistico.

Come si svolge il Progetto Go-green?

Prevede un impegno settimanale alla Riserva e poi alcuni campi estivi in altri siti importanti come Eloro, Pantalica e anche a Messina per assistere alla migrazione degli uccelli. Durante il corso delle attività, i giovani partecipanti testimonieranno la loro esperienza filmandone i momenti più significativi attraverso un documentario che racconta il loro “viaggio”, con l’aiuto di un documentarista esperto. Il documentario e i risultati della valutazione del progetto costituiscono il punto di partenza per l’organizzazione di un convegno sui giovani e il volontariato ambientale, in cui i partecipanti saranno i protagonisti assoluti e che aiuterà a diffondere il valore dell’impegno rivolto alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Quali sono le Riserve che attuano Go-Green?

Siamo soltanto in tre in tutta Italia, oltre a noi ci sono le Oasi di Cesano Maderno e di Castel di Guido a Roma. In futuro, speriamo di assistere a una diffusione più capillare di Go-green all‘interno di molte Oasi e Riserve italiane.

Quali sono i ruoli svolti da voi volontari nell’ambito del progetto?

Tra noi non ci sono gerarchie né ruoli specifici, ognuno dà il proprio contributo, in base alle proprie conoscenze e abilità. In particolare io mi occupo degli aspetti organizzativi, cerco di individuare i contenuti delle linee generali che la LIPU nazionale ci ha fornito, adesso sto creando dei moduli didattici con slides, immagini, informazioni varie di storia della Sicilia, inoltre tengo aggiornato il “diario di bordo” dell’attività, come supporto al documentario. Abbiamo anche pensato di realizzare un micro intervento su arti e tradizioni locali, una sorta di laboratorio sulla vendemmia, panificazione, conserve e sapone naturale, come espressioni caratterizzanti della nostra civiltà contadina che riteniamo degne di essere mantenute e trasmesse alle nuove generazioni.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 28/05/2012 alle  11:24:52, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1933 letture)

paolo daniel scirpoLa Grecia è tornata suo malgrado al centro dell’attenzione europea e mondiale per la sua spiacevole posizione nella più generale crisi mondiale dell’economia. Per tastare il polso della situazione, ci siamo rivolti ad un giovane archeologo e scrittore siracusano, Paolo Daniele Scirpo (nelle foto), che, dopo la laurea in Lettere Classiche ottenuta all’Università di Catania, si è trasferito ad Atene, dove risiede da ben 11 anni e dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia Classica discutendo una tesi sui "culti rodio-cretesi a Gela e Akragas in età arcaica".

Innanzitutto, quali sono i motivi che hanno spinto un siracusano a trasferirsi ad Atene?

Ho origini greche da parte di madre. E grazie a lei, ho toccato per la prima volta il suolo ellenico durante il mio primo viaggio fuori dalla Sicilia, ad undici mesi, per essere presentato ufficialmente alla sua parentela. Crescendo, ho appreso grazie a mia nonna la lingua greca (la dimotikì) e dopo il liceo classico (ovviamente nella sede storica in via Gargallo ad Ortigia) mi sono definitivamente dedicato allo studio della antichità classica. Quando presi la decisione di trasferirmi ad Atene per motivi di studio, sapevo benissimo che avrei lasciato una realtà a me familiare per un’altra altrettanto familiare. Conseguita la laurea a Catania in lettere classiche, decisi di realizzare il mio progetto di vita, e mi inscrissi al dottorato di ricerca presso l’Università Nazionale Kapodistriana di Atene (il più antico ed importante ateneo ellenico, n.d.r.) per tentare la scalata al difficile traguardo del mondo accademico. Ho avuto molte soddisfazioni da allora. Ho partecipato a convegni (ne ho organizzato anche nella mia Siracusa dedicato ad Archimede), partecipato a scavi e, sebbene la Sicilia e Siracusa in particolare mi mancassero, ho sempre mantenuto i contatti fra le due sponde del mar Ionio. La mia permanenza mi ha permesso di conoscere bene la società e la mentalità ateniese (e greca in generale) che non si discosta poi molto da quella di una comunissima società siciliana.

Come era la vita prima della crisi e com’è ora?

Vivendo qui fin dal 2001, posso dire di aver visto tutta la parabola ascendente e ahimé discendente del “secondo miracolo” greco. In effetti, con l’ingresso nell’Euro, l’economia greca s’è ringalluzzita e sebbene, a mio avviso, si siano fatte delle scelte che si sono rivelate sbagliate (come quella per esempio, del progressivo abbandono della produzione agricola), il paese è sembrato in netta crescita. Le banche elleniche avevano cominciato a diffondersi nei Balcani col risultato di uno sviluppo della alta borghesia….

E poi?

E poi… ci si è accorti che ancora una volta s’era commessa hybris. I conti pubblici sempre più in rosso sono diventati un geloso segreto da custodire e mascherare. La politica del carpe diem ha prevalso e si è iniettata a dosi massicce nella coscienza collettiva. Le industrie (quelle poche rimaste) si sono trasferite all’estero (soprattutto Bulgaria e FYROM), la produzione agricola s’è ridotta ed ha subito la concorrenza di altri prodotti similari stranieri (soprattutto cinesi) ma a basso costo. Il terziario per anni è stato lo sfogo collettivo che ha retto il peso della produzione ma in un paese non produttore, commerciare il nulla è peccato… I Greci sono degli ottimi commercianti ma hanno smesso di produrre quasi tutto, preferiscono piazzare prodotti cinesi o italiani (con le dovute differenze di prezzo), comprare auto giapponesi o tedesche che rafforzare o meglio rifondare una industrializzazione manifatturiera che possa dare lavoro a qualcuno. Il turismo è la sua corazzata, il suo immenso patrimonio culturale (archeologico e monumentale), il suo asso nella manica. Alle spiagge dorate di Mikonos ed ai boschi incantati della Macedonia, quasi tutti i paesi del Mediterraneo (Sicilia in primis) potrebbero ribattere con altrettanti posti incantevoli ma alla magia del passato, il fascino di un orgogliosa appartenenza ad una civiltà, fondante e fondatrice come quella ellenica, ben pochi avrebbero la possibilità di vantarsene.

Cosa pensa la gente dell’Europa?

La Grecia ha abbracciato da subito l’idea di Europa unita, un’Europa di popoli e culture diverse certo ma tutte con delle radici profonde nel mondo classico del quale la Grecia si sente a ragione la legittima erede e custode. È altresì vero che certe ferite antiche e recenti fanno ancora male nella coscienza collettiva ellenica, che in momenti di crisi (come quello che stiamo vivendo) demonizza l’Europa, rea di averla abbandonata a se stessa ed alla sorte avversa. Spesso nei mass media, si utilizza il termine di “Europei” in senso dispregiativo, intendendovi il “diverso”, il non Greco, dimenticando che anche la Grecia è Europa, ma senza giungere al livello di un termine quale “barbaro” così come lo intendevano gli antichi.

Esistono ancora delle ideologie?

Nel paese dove è nata (e direi anche morta) la vera democrazia, è assurdo pensare che le ideologie sia di destra che di sinistra siano sparite, anzi. Quasi anacronisticamente, qui esistono ancora sia un Partito Comunista (di stampo marxista-leninista) che ha da sempre una buona rappresentanza parlamentare che un “movimento” di estrema destra («Alba d’Oro») che si inspira ai dettami del "Mein Kampf" in salsa balcanica.

La classe politica è adeguata?

A questa domanda rispondo senza esitazione: NO. È questo il motivo principale per cui è toccato alla Grecia essere ora il bersaglio ed al contempo il capro espiatorio di un crimine commesso in alto loco. Dalla fine della dittatura militare dei colonnelli nel 1974, con una nuova costituzione più democratica, la Grecia si affaccia al mondo con un nuovo volto pulito, fatto di speranza e voglia di fare. Fu così creata la Repubblica “dinastica”, dove i protagonisti quasi indiscussi furono i membri di due famiglie: Papandrèu e Karamanlìs. Alternandosi al governo, i loro due partiti, di sinistra, il «Movimento Socialista Panellenico (PA.SO.K.) e di destra Nuova Democrazia (N.D.) hanno accompagnato la nazione verso mete importanti ma si sono altresì rese complici di un patto tacito di impunità reciproca. La corruzione è così divenuta la moneta corrente, più della gloriosa dracma e del neonato euro, e in nome della suddivisione del potere, ci si è semplicemente scordati dell’interesse del paese. Certo anche i partiti di “opposizione” hanno fatto la loro parte, soprattutto a livello delle amministrazioni locali.

Si riscontrano ancora i valori umani che hanno reso viva la nozione di "humanitas"?

Per fortuna, l’immagine oscura che ho evidenziato è comunque alleggerita dalla presenza ancora di una parte sana della società ellenica. C’è in effetti, una voglia di cambiamento, soprattutto nelle nuove generazioni, e soprattutto tra i giovani che hanno avuto la fortuna di viaggiare e di conoscere altre realtà. Si vorrebbe importare (e non, ahimè, creare) un modello di sviluppo delle coscienze (oltre che dell’economia), basandosi sul rispetto del bene collettivo che è l’ambiente. Così si spiega come, nel giro di poco tempo, sia cresciuto il movimento ambientalista che cerca di attenuare le gravi offese che sono state arrecate negli anni passati alla fauna e alla flora locale.

Dal punto di vista lavorativo, cosa è cambiato?

È cambiato molto ed in peggio purtroppo. La disoccupazione è salita alle stelle soprattutto per le categorie dei giovani (18-35 anni) e l’emigrazione all’estero (Australia, USA, Germania) non è più un’opzione scartata a cuor leggero. Il settore privato già di per sé in crisi per la mancanza di investimenti, ha ridotto al limite il suo potere di assorbire il numero elevato di disoccupati che nel settore pubblico, antico sogno ormai proibito, non hanno speranza di accesso. Nel periodo che ho battezzato “Repubblica dinastica”, si è creato il falso mito del posto fisso nel settore pubblico e con quell’obiettivo le famiglie hanno speso tutte le loro energie per raggiungerlo con ogni mezzo, anche illegale. Qui i dipendenti pubblici fino a ieri avevano dei privilegi fiscali ed economici non indifferenti. Persino la categoria degli studenti (alla quale appartenevo anch’io) è tutelata dallo Stato ed ha forti agevolazioni che in Italia, ad esempio, i loro colleghi si sognano.

E nel tuo campo, l’Università?

Due dati importanti: innanzitutto, nella costituzione greca è stabilito che l’educazione è un bene pubblico e soprattutto gratuito, fornito dallo Stato senza alcun tipo di compartecipazione economica da parte del cittadino. Purtroppo la realtà differisce dalla meravigliosa teoria esposta nell’articolo, perché fiorisce (almeno fino a ieri) la para-educazione, ovvero un sistema di istruzione di supporto che invece, sostituisce (a pagamento) quello privato (gratuito) spesso incapace di assolvere al suo compito. È chiaro che l’Università, quale ultimo stadio della formazione, qui in Grecia è solamente pubblica e, come tale, soffre di tutti i malanni avuti in eredità dalle fasi precedenti (scuola elementare, medie e superiori). Certo ci sono delle piacevole eccezioni, dei punti di eccellenza, ma sono delle mosche bianche. Un'altra cancrena dell’Università è la sua politicizzazione. Gli studenti universitari sono il bacino di utenza preferito dai partiti che hanno delle rispettive sezioni giovanili ospitate con uffici propri all’interno delle facoltà. Questo di recente si è tentato di limitarlo ma senza grandi risultati. Il diritto sancito dalla nuova costituzione post-dittatura dell’«asilo» all’interno delle strutture universitarie è stato abusato fino all’inverosimile. Criminali e truffatori, anarchici e terroristi, sbandati e tossicodipendenti, hanno tutti trovato un rifugio all’interno della cittadella Universitaria a Zografou (demos di Atene dove si trovano la maggior parte delle facoltà) e del Politecnico (lì dove è iniziata la rivolta del 1974, in pieno centro, a pochi passi da piazza Omonia), senza che le forze dell’ordine potessero intervenire. Io stesso alcuni anni fa, sono stato vittima di un furto e non ho potuto denunciarlo perché il fatto era avvenuto alla mensa universitaria.

Il risultato delle recenti elezioni francesi è stato accolto con gioia o timore?

Con speranza, direi. Perché è sembrato un segnale di solidarietà da parte del popolo francese verso la Grecia. Un modo di avvisare la Merkel (e tutto il blocco di interessi dietro di lei) che l’austerity senza finanziamenti per lo sviluppo non basta a salvare la baracca.

Non si rischia di ignorare le responsabilità elleniche?

Ovviamente non si possono negare. Il popolo greco deve fare certo la sua parte, ovvero tante (ma ritengo giuste) riforme strutturali per eliminare tutti i difetti legislativi che hanno permesso il naufragio della sua economia. Il problema è che vengono richieste ex abrupto e tutte assieme. Faccio un esempio banale. Fino a pochi anni fa non esisteva nemmeno un catasto nazionale (edilizio e fondiario), quindi non erano tassati (o solo in parte) i patrimoni della maggior parte dei cittadini che dichiarava solo il minimo indispensabile. Il sistema sanitario, complesso e intricato, è stato uno dei maggiori grattacapi per i vari ministri, che hanno dovuto far fronte agli interessi della classe medica, dei farmacisti, delle industrie farmaceutiche e ovviamente quella dei pazienti.

Le elezioni del 6 Maggio cosa hanno indicato?

La ovvia delusione e sfiducia della gente verso la politica tradizionale e verso i due partiti (PASOK e ND) in particolare, data che l’astensionismo ha toccato la punta del 37%. Poi, per quei responsabili che sono andati a votare, è chiara la richiesta di un cambio di rotta.

Cosa dobbiamo aspettarci allora dalle prossime elezioni del 17 Giugno?

Una risposta chiara del popolo greco alla fatidica domanda: siamo Europa (e come tale dobbiamo fare la nostra parte nella costruzione di un’identità sovrannazionale) oppure no, non vogliamo esserlo?

L’Europa può vivere senza la Grecia?

No. Sarebbe un corpo senza anima. Sarebbe il fallimento dell’idea stessa d’Europa. La Grecia, d'altro canto, a sua volta non può vivere senza l’Europa. Solo come parte integrante dell’UE la Grecia avrebbe un futuro migliore ad attenderla, un ombrello sotto il quale difendersi…

Qual è la percezione che i greci hanno dell’Italia e della Sicilia in particolare?

Strano a dirsi ma il rapporto di malcelato amore e gelosia fra le due sponde dello Ionio, non ha ancora intaccato l’immagine tristemente nota della nostra Sicilia nella mente del cittadino medio greco. Se è vero che la classe intellettuale conosce ed apprezza la bellezza della nostra isola, la maggior parte invece ci accosta maldestramente al resto d’Italia….

Ti chiedono spesso perché non sei rimasto in Italia?

Sempre. Molti credono sia una sorta di paradiso, una visione certo formata dalla falsa immagine di splendore economico macchiato appena da qualche inconveniente come la presenza della chiesa cattolica e dalle stragi di mafia.

Quale futuro vedi per la Grecia?

Un futuro fatto di lacrime e sangue ma con una meta sempre sognata e mai raggiunta: la maturità di una nazione che è rinata in mondo dove gli ideali da lei fondati sono in parte cambiati, una nazione che, senza nessuna guida, s’è comunque data una rotta.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 28/05/2012 alle  10:38:02, nella sezione CRONACA,  844 letture)

L'assessorato regionale ai Beni culturali ha deciso di consentire ai giornalisti e ai rappresentanti della stampa, per l'esercizio della loro attività professionale, l'ingresso libero nei siti e nelle sedi espositive di sua competenza. Lo ha comunicato l'assessore, Sebastiano Missineo (nella foto), in una nota diramata ai suoi dipartimenti e inviata per conoscenza anche all'Ordine dei giornalisti di Sicilia, che aveva chiesto di estendere all'Isola una regola vigente da anni nel resto d'Italia. Missineo, nell'accogliere la richiesta dell'Ordine, ha finalmente rilevato l'esistenza di una disposizione dirigenziale, la numero 62984, che prevedeva, già dal 23 giugno 2008, l'applicazione della normativa nazionale. La disposizione di Missineo risolva una questione che era stata più volte posta per ottenere l'applicazione uniforme, a livello nazionale, di regole elementari, dirette a garantire il libero esercizio dell'attività giornalistica anche nel campo culturale.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 28/05/2012 alle  10:32:42, nella sezione CRONACA,  817 letture)

Il Comune di Siracusa conta di ricavare sei milioni di euro della tassa sulla casa. L’IMU dovrebbe portare nelle casse municipali 40 milioni di euro. Quanto graverà la tassa su ogni contribuente? Basta fare una semplice operazione, dividere cioè 40 milioni per 120 mila, cioè il numero degli abitanti di Siracusa. Il risultato è 333. Cioè se ogni siracusano fosse proprietario di una casa dovrebbe pagare 333 euro. Se ne deduce facilmente che le famiglie proprietarie di due case saranno gravate di più di mille euro. Tra queste ci saranno anche le novecento famiglie che lo scorso anno non hanno pagato perchè l'immobile risultava dato in comodato gratuito a un familiare ma che ora saranno considerati proprietari di seconda casa anche se ci abita un figlio privo di reddito. L’unica voce del dissenso in tanta bieca indifferenza è quella di Salvo Sorbello (nella foto), assessore alle politiche sociali e alla famiglia nella giunta Visentin, che ha dichiarato: «Se le cifre del bilancio fossero realmente queste e l'amministrazione non accettasse di ridiscuterle io non ci penserei due volte ad andarmene. Non si può semplicisticamente aumentare le tasse. Non si possono drenare così tante risorse alle famiglie. Significherebbe ridimensionare drasticamente le potenzialità di spesa dei cittadini con effetti deleteri per l'economia. Si cerchi altrove parte delle risorse di cui c'è bisogno. Si taglino prima di tutto le spese inutili, si correggano le incongruenze che certamente ci sono». Una di queste incongruenze, secondo Sorbello, è rappresentata dalla spesa per combattere il randagismo. Come gli altri anni la previsione in bilancio è di 700 mila euro. «Se questa somma continua a rimanere invariata - afferma Sorbello - vuole dire che le misure contro il randagismo sin qui attuate sono inefficaci e bisogna cambiare registro. Ma trovo inaccettabile che si decida di spendere 700 mila euro per combattere il randagismo mentre per i sussidi alle famiglie indigenti si stanziano solo trentamila euro».

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 27/05/2012 alle  16:14:01, nella sezione CRONACA,  968 letture)

In vista dell’incardinamento del bilancio comunale del comune di Siracusa, Grande Sud apre il dialogo con il sindaco Roberto Visentin e la sua giunta e lo fa non risparmiando critiche per l’amministrazione. Critiche che riguardano il ventilato aumento di ben tre punti dell’Imu e il costo ingiustificabile del rimborso ai datori di lavori dei consiglieri comunali che hanno lavorato presso aziende private. Costi che si impennano sensibilmente quando il consigliere, nello specifico, svolge ruolo di manager o di consulente. Ne consegue che da una spesa di 400.000 euro l’anno, il Comune va incontro ad un aumento significativo che tocca il milione e 200.000 euro. Titti Bufardeci, capogruppo all’Ars di Grande Sud, a tal proposito dichiara: “Resto senza parole di fronte ad un bilancio che prevede l’aumento di 3 punti dell’Imu per rispettare un patto di stabilità voluto follemente dall’Europa che ingessa ulteriormente l’amministrazione, non solo dal punto di vista economico, ma anche finanziario, impedendo nella sostanza qualsiasi iniziativa di investimento. Tale bilancio prevede peraltro un incremento del 200%, da 400 mila circa a un milione e 200 mila euro, del costo del rimborso da parte del Comune ai datori di lavoro dei consiglieri comunali che operano presso ditte private. Viste queste derive, trovo necessaria una rivisitazione della legge regionale. Io stesso me ne farò interprete presso l’Ars. Come trovo anche opportuno che si rivedano e si riducano una serie di costi che il Comune sostiene, ivi compresi quelli della vigilanza ovvero quelli connessi ai costi delle dismissioni degli immobili. Ritengo che il bilancio che sarà approvato dal punto di vista tecnico formale entro lunedì prossimo, dovrà essere sicuramente oggetto di ulteriori significativi approfondimenti per renderlo più rispondente all’esigenze della città”.

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Redazione (pubblicato il 27/05/2012 alle  09:26:38, nella sezione EVENTI,  1363 letture)

Il Palazzo Zuppello di Augusta ha ospitato venerdì pomeriggio un convegno sul tema "Il porto di Augusta- Una grande risorsa da valorizzare" voluto da Giovanni Ranno, socio fondatore della fondazione "Nuovo Mezzogiorno" che fa capo a Salvo Andò. Il convegno voleva mettere a fuoco le azioni da intraprendere per valorizzare questa grande risorsa augustana che dovrebbe diventare un hub competitivo nel sistema dei trasporti del Mediterraneo. Relatori del convegno Francesco Russo, docente di trasporti e logistica presso l'università Mediterranea di Reggio Calabria, Francesco Frisone comandante del porto di Augusta, Aldo Garozzo presidente dell’autorità portuale, Luigi Mastroviti, presidente dell’Assoporto e Salvo Andò, presidente della fondazione "Nuovo Mezzogiorno". Francesco Russo è stato lapidario: "l'Europa parla di scambi merci e passeggeri, ma per entrare in questi mercati occorrono strategie strutturali e istituzionali più precise. La regione Sicilia fino al 2004 aveva fatto bene, poi si è distratta”. Francesco Frisone ha spiegato che il porto sta attraversando un trend negativo, di non crescita, registrando un aumento delle merci liquide e una diminuzione delle merci solide. A questi numeri si aggiunge una diminuzione del 9% degli approdi. Da ciò si capisce che c'é l'urgente necessità di intervenire. La strada maestra è quella della progettualità per raccogliere finanziamenti. Aldo Garozzo ha parlato della creazione di un’area commerciale che comprenda tre porti e due aeroporti, progetti megagalattici che ci sembra mal si sposino con la realtà piuttosto esangue del porto di Augusta dove sbarcano poche merci solide che sono quelle che concorrono al mantenimento dell'ente come prevede la legge 84, che fissa i requisiti minimi del volume di traffico di merci non inferiore a tre milioni di tonnellate annue. Luigi Mastroviti ha sottolineato come la partita si giochi sulla creazione di infrastrutture efficienti a servizio dei carichi secchi e della cantieristica. La rinascita del porto di Augusta deve partire da uno snellimento delle pratiche burocratiche che devono assicurare a chiunque intenda investire in qualità dei servizi una velocità ed efficienza di realizzazione. Salvo Andò, presidente della fondazione, ha infine concluso il convegno tirando le somme e precisando che compito della fondazione è dare un contributo alla società. “I temi affrontati questa sera sono certo ritorneranno nel tempo”, ha detto Andò, e di questo nella platea erano tutti convinti visto che della tematica del porto augustano tanto si parla ma poco si conclude..

Articolo Articolo   Storico Storico  Stampa Stampa
 

 1626 persone collegate

Cerca per parola chiave
 

Titolo
ARTE (246)
ASTROLOGIA (8)
CINEMA (60)
COSTUME E ATTUALITA' (117)
CRONACA (733)
CULTURA (199)
EDITORIALI (26)
EVENTI (352)
LIBRI (205)
SPORT (24)
VIDEO (18)

Catalogati per mese:
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             


Titolo

 



Titolo
fotografie (3)
intestazione (1)

Le fotografie più cliccate


Titolo


16/10/2019 @ 06:23:36
script eseguito in 305 ms