Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  11:54:09, nella sezione SPORT,  939 letture)

Ennesimo appello accorato del presidente del gruppo parlamentare all’Ars di Grande Sud, on. Titti Bufardeci mentre i giorni passano inesorabili le polemiche si mettano da parte. “Andiamo in banca – dice Bufardeci in una nota - dalle banche che storicamente ci sono state vicine, vedi Unicredit, e la Banca di Siracusa che ha dimostrato sin da subito grande attenzione. Andiamo in banca per scongiurare il rischio patito negli anni Novanta con le ben note vicende legate alle gestioni precedenti. Basta chiacchiere, stupide gelosie e protagonismi inutili. Basta passare velocemente dall’euforia alla depressione, e viceversa. Piuttosto, ci si stringa tutti insieme attorno alla squadra, si cerchi di ottenere subito l’anticipazione dell’ultima tranche di contributo da parte della Erg e si solleciti la liquidazione immediata del credito vantato dalla società nei confronti della Lega Pro. Sono queste somme considerevoli delle quali le Banche non possono non tenere conto. I tanti tifosi, residenti e sparsi nel mondo, facciano la loro parte acquistando subito gli abbonamenti per la prossima stagione o comunque contribuendo in modo da dare un aiuto in vista delle imminenti scadenze e senza stare a preoccuparsi di come sarà composta la squadra. Oggi conta soltanto l’iscrizione e tentare di evitare nuove penalizzazioni. Gli imprenditori, sollecitati anche formalmente dalle istituzioni, aiutino la squadra compartecipando per la soluzione della questione “fideiussoria”. Solo così - conclude Bufardeci - si potrà salvare la squadra. Nulla è perduto. Con l’impegno di tutti ancora è possibile”.

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di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  10:33:08, nella sezione CULTURA,  1362 letture)

Mercoledì 27 Giugno alle 18,30 presso la Galleria Roma di Siracusa verrà presentato il nuovo numero del trimestrale di cultura “I siracusani” edito dalla casa editrice Morrone. La rivista “I Siracusani”, è tornata, rinnovata nello spirito, nell’organizzazione, nelle collaborazioni e con uno stile ecosostenibile, a grande richiesta di quel “mondo culturale” che non ha trovato degne alternative sul mercato. E’ uno sforzo che la casa editrice Morrone Editore ha voluto ancora una volta intraprendere poiché in campo editoriale, quando si parla di produzione, si chiamano in causa “le infrastrutture culturali” di un popolo. E di queste la casa editrice ha il polso della situazione, nel senso che ben conosce il bacino di risorse culturali che chiedono a gran voce una ribalta per non cadere nell’oblio che la pochezza delle politiche culturali odierne pretende. Considerare “I Siracusani” come le corde vocali di un corpo culturale che vuole ricordare, proporre, raccontare, evidenziare, far conoscere, illustrare è un dovere sociale soprattutto e merita il sostegno di tutti, affinché si ricopra quello spazio critico-culturale che altrimenti andrebbe deserto, così come vuole quella logica di mercato proiettata verso la riduzione della cultura a mero strumento di intrattenimento, e che ha generato un meccanismo perverso che si riflette nel disimpegno generalizzato di cui si nutre il comune sentire nazionale. Adottare o meglio abbonarsi a una così importante rivista è prima di tutto agire in difesa di un territorio fiero della propria identità e che molto ancora di nuovo ha da raccontare al fine di stabilire reti di relazioni che mettano in contatto “mondi sociali diversi” che, attraverso la condivisione di risorse, agevolino quel processo di tessitura di trame di rapporti socio-culturali di alto livello.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/06/2012 alle  10:04:27, nella sezione ARTE,  1063 letture)

Sabato 23 giugno il prof. Luigi Amato ha presentato la mostra "Pitture non conformi" dell’artista messinese Rosamaria Crupi. Rosamaria Crupi è una delle artiste più interessanti del panorama pittorico degli ultimi anni. Allieva di Delfo Tinnirello si distingue per un mix formidabile di astrazioni e figure inconsuete e sognanti fuori da ogni schema e da ogni catalogazione. Fautrice di un impegno sociale non-conforme nell'arte e nella vita è un raro esempio di pittura militante negli anni della globalizzazione. Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria oggi, insieme ad altri giovani artisti, gestisce uno spazio espositivo chiamato Gradivaarte in Piazza del Popolo a Messina, dove tiene anche corsi di disegno e pittura. Affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali, la Crupi realizza grandi tele graffianti in cui le forme paiono sottendere ad un concetto di infinito pieno di significati, da quelli universali a quelli più vicini alle corde dell’anima della pittrice che partecipa con sofferenza, ma anche con gioia, alle vibrazioni del mondo che la circonda, in un interminabile viaggio dell’arte che è paragonabile solo all’intrinseco viaggio alla scoperta di se stessi. Non è vana la ricerca che si avvale del sentimento, ma anche dei meccanismi del pensiero razionale, il Logos, per entrare nel corpo indistinto del reale e frantumare le barriere dell’ignoto, svelando i segreti dell’io che si relaziona col mondo. Non è una vana ricerca a condizione che si presti orecchio al fruscio della vita, che non si smetta di percepire i ritmi del giorno e della notte, che si guardi a tutto quello che avviene con animo limpido, che non si rinunci ad assaporare ogni goccia dell’esistenza, che si esplori ogni territorio del visibile e dell’invisibile. Ed è quello che Rosamaria Crupi fa ogni qual volta di pone davanti ad una tela bianca da riempire con i colori e le forme dettate dalla sua fantasia, guidata al fare creativo dalla passione e dall’amore per l’arte.

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di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  09:50:38, nella sezione CRONACA,  844 letture)

Riceviamo e pubblichiamo in estrema sintesi una lunga nota del consigliere comunale augustano di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare (nella foto) riguardante una notizia riportata dalla stampa locale sull’approvazione del progetto di un porticciolo turistico: “In merito agli articoli apparsi sulla testata giornalistica www.augustaonline.it con il massimo rispetto e la stima per il lavoro quotidiano che da 20 anni ormai svolge per la Città, rimango perplesso in merito a frasi, pensieri e parole attribuitemi che non rispecchiano per la maggior parte gli interventi in Aula che in questi due giorni di lavori consiliari ho esternato. In entrambe le sedute non ho mai detto di esser contrario all’atto, si possono avere dei dubbi, ma basta leggere il testo integrale (e verificare comunque il mio voto) del mio intervento in Aula per capire che di ben altro ho parlato, e sicuramente non sono stato “attivo nel fronte del dissenso” nel senso che lascia intendere l’autore del articolo citato. Certo in Aula diversi consiglieri hanno detto di non sapere questa “boccata d’ossigeno per l’economia cittadina” in che numeri avrà una traduzione pratica, ma sono d’accordo con quanto affermato dal Consigliere Tripoli (lista Carrubba) quando dice che non si può presentare un progetto giustificandolo con quelli che sono i mali occupazionali del territorio perché così facendo si potrebbero giustificare tanti altri insediamenti meno nobili e più pericolosi. Nessun colpo di grazia è arrivato sul punto da parte mia, forse è sbagliato dire che realizzare un progetto del genere necessita anche una preparazione dell’entroterra dal sistema della viabilità, della sicurezza, della valorizzazione delle risorse esistenti….forse parlare di queste cose significa dire no al porto turistico? Forse attribuire all’Amministrazione cittadina, che è in carica da dieci anni e che quindi doveva conoscere questo iter del progetto, la colpa di non aver preparato la Città nelle sue varie espressioni ad un’immagine nuova per il volto della nostra Augusta significa essere contrari all’atto? In merito alla richiesta di rinvio della seduta che mi è stata attribuita la notizia è falsa…ho chiesto semplicemente per i motivi già su spiegati il rinvio del primo punto, specificando di voler continuare a lavorare su tutti gli altri punti. Per non parlare delle parole e delle similitudini finali in merito alla dichiarazione di voto che mi vengono attribuite, estrapolare solo alcune parole da tutto un concetto mi sembra una scelta scorretta prima eticamente e poi professionalmente, aggiungere quelle similitudini lascia intendere, mi auguro di sbagliarmi, un attacco personale o non ne riesco a capire il motivo, a maggior ragione, considerata l’attenzione nelle parole, l’assenza per esempio negli articoli di altri passaggi come quelli dei consiglieri che liberamente a mio giudizio hanno cambiato platealmente idea votando favorevole l’atto che avevano chiaramente criticato il giorno prima, o di alcuni punti che ho sottolineato già in precedenza. Probabilmente si tratta – conclude Di Mare - di uno strano equivoco, di una incomprensione dei fatti, di una lettura sbagliata degli stessi, volendo parafrasare un’altra parte molto discutibile di questi articoli “è facile giocare ad esprimere sentenze quando si gioca sulla pelle degli altri!”

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di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  09:44:25, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1131 letture)

Il Presidente dell’Ass. “Il Popolo della Rete”, Antonino Di Silvestro, ha realizzato un gruppo facebook aperto in cui i cittadini di Augusta possono scrivere un messaggio al Sindaco della propria Città. La Città in questione è Augusta ed il sindaco attualmente in carica è il Dott. Massimo Carrubba. Dai post inseriti dai cittadini sul web si evince senza ombra di dubbio un forte disagio espresso dagli abitanti del paese in questione che si sentono vittime di un grande degrado. Tra le righe dei messaggi inseriti all’interno del gruppo troviamo varie tematiche tra cui:

- Guard Rail che mancano nel Cavalcavia, o se esistenti non a norma;

- Referendum mai fatto sul tema della realizzazione del rigassificatore, come a dimostrare che il parere della cittadinanza non conta nulla;

- Mancanza di un Piano Regolatore che rispetti il decoro della Città e del centro urbano, che tuteli i siti extraurbani;

- Assenza di un campo sportivo, ormai da tempo chiuso perché all’interno del sottosuolo sono state trovate sostanze altamente inquinanti e nocive;

- Trasparenza sulle tasse che le aziende presenti nel polo industriale versano nella casse del comune;

- Delusione sulla gestione della vertenza riguardante l’Ospedale E. Muscatello;

- Ritardo dei pagamenti dei dipendenti comunali e delle spettanze da dare agli enti esterni, infatti molte aziende sono in forte crisi perché creditrici nei confronti del Comune di Augusta ed ormai senza liquidità;

- Carenza di investimenti per produrre posti di lavoro;

- Assenza di progetti che possano rilanciare l’economia della Città;

- Mancanza dei depuratori a mare, motivo per cui le acque dell’Isola sono inquinate;

- Poca collaborazione da parte dei cittadini nel mantenere più pulita il proprio paese e rispettare un decoro che faccia di una società una realtà civile;

- Mancanza di un canile funzionale e che rispetti gli amici a quattro zampe;

- Abbandono dei giardini pubblici, oggi invasi da ratti e sporcizia.

Questi i messaggi che i cittadini di Augusta hanno postato sul Gruppo Facebook e che attendono qualche cenno di riscontro da parte dell’amministrazione comunale.

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di Redazione (pubblicato il 25/06/2012 alle  09:41:11, nella sezione CULTURA,  1670 letture)

Dodici frammenti di laminette in bronzo con parti di iscrizioni in alfabeto calcidese rinvenuti da Paolo Orsi all’interno dell’anaktoron in un “occhio di terra carboniosa” a 30 cm dal piano di campagna. E’ il prezioso documento su cui sarà incentrata la Lectio magistralis dal titolo “La nascita della legalità: una legge conservata al Museo Paolo Orsi” che Eva Cantarella (nella foto) terrà martedì 26 giugno, alle ore 18,00, all’Auditorium del Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa. Insieme alla prima legge Ateniese (attribuita a Draconte e conservata al Museo Epigrafico di Atene), la legge contenuta nelle laminette in bronzo documenta, per il territorio siciliano, il momento di passaggio dal sistema della vendetta al mondo del diritto. Come la legge Ateniese la legge, attribuita a Caronda, stabiliva che colui che commetteva omicidio dovesse essere giudicato dai tribunali istituti a questo scopo e punito qualora ne fosse stata accertata la colpevolezza. Si tratta di un’importante e sinora unica testimonianza della legislazione scritta delle colonie calcidesi tramandataci dalle fonti storiche. Le laminette con le leggi farebbero supporre, nel corso del VI sec. a.C. la presenza nel centro di Monte S. Mauro, probabile fondazione gelese, di un’organizzazione sociale non aliena da orientamenti democratici. I dodici frammenti di laminette, conservate al Museo archeologico di Siracusa saranno esposti nell’Auditorium del Museo Paolo Orsi in occasione della Lectio magistralis. L’evento pubblico è promosso dall’Associazione Amici del Museo Paolo Orsi in collaborazione con il Museo Archeologico Paolo Orsi. Eva Cantarella è professoressa di Diritto romano e diritti dell’antichità presso l’Università di Milano, ed è stata visiting professor in vari atenei americani. Attraverso la ricostruzione delle regole giuridiche in Grecia antica e a Roma, i suoi studi mirano a individuare la connessione tra le vicende politico-economiche e la produzione normativa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/06/2012 alle  21:39:37, nella sezione ASTROLOGIA,  963 letture)

Dal 22 giugno e fino al 22 luglio siamo passati sotto il segno del Cancro. Il Cancro è un segno d'acqua, femminile, domicilio della Luna. E' il simbolo della gestazione, della maturazione del germe fecondato, rappresentato in natura dal periodo della fruttificazione. Il suo metallo è l'argento, la sua pietra preziosa la perla, il suo colore il bianco, il suo giorno il lunedì. E' un segno dalle caratteristiche complesse che spesso nasconde la sua fondamentale insicurezza sotto uno scudo impenetrabile di apparente aggressività. E' inquieto, istintivo, fragile, vulnerabile, dotato di enorme sensibilità che spesso può divenire sensitività. E' perennemente al centro di un conflitto che lo tormenta, sottoposto al flusso e riflusso di forze irrazionali ed emozionali, cui a volte si abbandona, che altre volte rifiuta per paura di soffrire. E' preda dei sentimenti, quelli positivi dell’amore, dell'istinto materno e paterno, degli affetti più cari, quelli negativi dell'ira, dell'orgoglio, della suscettibilità, con una massiccia dose di ipersensibilità che lo rende spesso scomodo per chi gli sta accanto, dovendo il Cancro essere continuamente rassicurato in modo tangibile sulla solidità dei sentimenti altrui. Così accade che i suoi amici non siano molti e che i rapporti sentimentali si deteriorino presto, complici in ciò il carattere capriccioso e un certo attaccamento alle cose concrete e materiali. E' però sempre mosso da sentimenti positivi, ama la propria casa, che considera un porto sicuro in cui rifugiarsi, e la morbidezza delle comodità avvolgenti, alle quali si abbandona per trovare riposo e nutrire le sue fantasticherie, a volte sconfinando nella pigrizia e nella sciatteria. Manca di combattività, ma la sua attività mentale è intensa. Sa essere, in qualche caso, tenace fino all'ostinazione. Sentimentale com'è ha un gran bisogno di ricevere amore, inteso quale rassicurazione ai propri timori, pronto però a darne generosamente ai figli e al proprio partner, che riesce a stimolare con la sua dolce sensualità. Essendo fantasioso può riuscire un buon scrittore, un archeologo, un antiquario o un valente uomo di mare. Lavora meglio in ambienti non troppo dispersivi, laddove è possibile un contatto più diretto tra colleghi e dove può sentirsi stimato ed apprezzato dai suoi superiori. Il segno del Cancro ha analogia col petto, con l'apparato digerente e il sistema linfatico, per cui le patologie più frequenti riguardano dispepsie, indigestioni, dilatazioni di stomaco, disturbi linfatici, stati d'ansia e di nervosismo, gastriti ed ulcere.

Il Cancro realizza unioni positive con il TORO, perché l'energia creativa di questi compensa la poca combattività del Cancro, con il GEMELLI, di cui il Cancro apprezza il dinamismo, con il LEONE, per la sua personalità esuberante e calorosa, con lo SCORPIONE, passionale e protettivo, col CAPRICORNO, segno fatale per il Cancro che in lui trova un solido appoggio, con il PESCI, del quale apprezza la natura generosa e materna, col SUO STESSO SEGNO, se tra loro riescono a trovare un giusto equilibrio tra il dare e il ricevere. Negativo, invece, il rapporto con l'ARIETE, troppo rude per la delicatezza cancerina, con la VERGINE, diffidente e asociale, con la BILANCIA, per la comune ipersensibilità che innervosisce entrambi, col SAGITTARIO, irrequieto ed infedele, con l'ACQUARIO, indipendente ed egoista.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/06/2012 alle  15:44:43, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1007 letture)

Viviamo in un paese strano in cui ciascuno da fiato alle trombe delle proprie idee senza troppo pensare a quello che dice. Due fatti contrapposti la dicono lunga sulla incapacità di trovare una sintesi corretta tra differenti idee.

Atto primo: all’ultimo consiglio comunale di Augusta si doveva ratificare “l’accordo di programma per la realizzazione di un porto turistico in località Cala Madonna del Carmine". Un progetto di porticciolo turistico che ha già avuto l’ok della Regione, una iniziativa commerciale dei fratelli Fazio che non impegna soldi pubblici ma capitale privato e che può essere una boccata d'ossigeno per l'economia cittadina e un cambio di rotta verso uno sviluppo diverso del territorio, che deve affrancarsi da una visone industriale che ha fatto il suo tempo e i suoi danni. Un investimento lievitato agli attuali 20 milioni di euro, un progetto che da decenni viene traghettato per uffici comunali, regionali, enti e sovrintendenze, una iniziativa che dopo tanti ostacoli ora rischia di essere bloccata da un consiglio comunale che ritiene (almeno così pensano i 5 consiglieri che hanno abbandonato l’aula per non approvare la ratifica) che questa opera infrastrutturale marittima possa costituire un pericolo per il territorio, possa cambiare il volto di un'area che allo stato dei fatti è nel degrado più assoluto. Un porto attrezzato che consentirà anche lavori di rimessaggio e che impegnerà molti artigiani e professionisti locali, diventa una “cementificazione del mare". Contro chi e cosa si protesti non si capisce, visto che il progetto è di una società privata che ci investe soldi propri e visto che le argomentazioni addotte appaiono solo pretesti per non approvarlo, ma naturalmente per alcuni è un momento di visibilità irresistibile farsi paladini del territorio oggi, dopo la rovina dell’industrializzazione, dopo un abbandono colpevole di un tratto di mare nel quale non si è riusciti nemmeno a mettere in funzione un depuratore che renda le acque balneabili. Il consiglio comunale ha approvato negli anni una miriade di piani di lottizzazione, ha consentito agli speculatori edilizi di cementificare il territorio augustano, ha supinamente accettato la cementificazione delle coste da parte della marina militare e oggi rinvia sine die la ratifica di un progetto che non può che far bene al rilancio turistico di questo paese.

Atto secondo: la Regione boccia il progetto di collocare un rigassificatore ad Augusta, accogliendo le tesi degli ambientalisti e dei cittadini comuni che non vogliono veder aumentare i rischi per la loro incolumità in una zona sismica già altamente compromessa dagli insediamenti industriali e piena di depositi di materiali pericolosi. Si plaude a questa decisione? Nemmeno per sogno. Basta leggere il titolo sulla Sicilia di un articolo a firma di Salvatore Maiorca “Rigassificatore addio, il sindacato si arrende”, sottotitolo “L’inizio della fine per la zona industriale”, nel quale si argomenta come si tratti di un fallimento, di una resa al volere di Lombardo e compagni, si colpevolizzano i tre segretari sindacali Zappulla, Sanzaro e Munafò, rei di essersi arresi ai voleri del Presidente e a chissà quali interessi, scordandosi che ogni cittadino augustano è contrario a svendere la propria salute e la propria sicurezza in cambio di quella manciata di vantaggi economici promessi in compensazione (ma proprio quattro euri) o di poche decine di posti di lavoro che certo non risolvono la pur grave crisi occupazionale.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/06/2012 alle  12:38:33, nella sezione CINEMA,  919 letture)

Si inaugura il 22 giugno al Palacultura di Messina il 58° TaorminaFilmFest con l’incontro “I Castellitto: una famiglia d’autore” a cui partecipano Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini e Pietro Castellitto. Un’edizione completamente rinnovata, quella di quest’anno, che vede Mario Sesti alla Direzione Editoriale e Tiziana Rocca, General Manager. Una nuova idea di Festival che propone differenti filoni: commedia, famiglia, horror e formazione sotto il comune denominatore del grande cinema. Il Teatro Antico di Taormina farà da scenario alle anteprime e alle proiezioni speciali, alle serate di solidarietà e agli incontri. A Paola Cortellesi il compito di inaugurare il 23 giugno la kermesse, a Sophia Loren madrina del Festival e a Carlo Verdone (nella foto) il compito di chiudere il 28 giugno la 58esima edizione. Sette giorni densi di appuntamenti, proiezioni e “pre-visioni- lavori in corso” una particolare sezione dove si racconteranno in anteprima i film italiani della prossima stagione presentati dagli autori: Fausto Brizzi, Michele Placido, Marco Risi, Massimiliano Bruno, Pupi Avati. Un occhio particolare anche alla Sicilia che da 58 anni ospita uno dei più prestigiosi festival del mondo, con proiezioni di pellicole di filmmakers siciliani e una sezione dedicata ai film che hanno come protagonista Taormina tra cui un inedito “L’altro piatto della bilancia” alla presenza di Catherine Spaak. Le TaoClass e i Campus per approfondire il cinema insieme ai suoi protagonisti aperti a studenti, appassionati e giornalisti, imbastiranno il palinsesto di un Festival che punta sulla formazione quanto sull’intrattenimento e la ricerca. Il TaorminaFilmFest è promosso dal Comitato Taormina Arte e sostenuto dall’Assessorato Regionale Turismo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Cinema.

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di Redazione (pubblicato il 20/06/2012 alle  12:27:15, nella sezione CRONACA,  1166 letture)

Un fatto a ulteriore dimostrazione che per accaparrarsi la benevolenza dei cittadini elettori basta poco, ma quel poco vuol dire tanto in un paese anestetizzato da qualche annetto di amministrazione che pare distaccata dalle reali esigenze degli augustani: un paio di giorni fa il neo Assessore ai Lavori Pubblici Marco Arezzi ha messo in moto quei lavori che potevano essere fatti a costo zero o quasi: tra essi il più gradito è stato quello dell’apertura di due varchi nella recinzione che ostacola l’accesso a uno dei punti più belli e più frequentati del Faro Santa Croce, tra cui lo specchio d’acqua antistante il parcheggio comunale e uno dei bar a servizio della zona. Un semplice intervento che ha riaperto alla fruizione un tratto di scogli da tempo inaccessibile. Dopo i lavori di consolidamento della scogliera e il relativo collaudo tecnico, che ha attestato la mancanza di pericoli per la gente, la Capitaneria e il Comune hanno proceduto all’operazione di taglio della ringhiera in ferro e all’apposizione di gradini con l’ausilio di una ditta privata che ha operato a costo zero. Un terzo varco sarà aperto successivamente, dopo una modifica della ringhiera. All’operazione hanno partecipato i volontari de Guardia Costiera Ausiliaria che hanno predisposto un intervento di pulizia straordinaria della scogliera. A questo proposito è però da notare e da far notare come sia sempre manifesta una certa inciviltà diffusa come quella di cospargere gli scogli di rifiuti e soprattutto di mozziconi di sigaretta che, come tutti sanno, non sono biodegradabili se non in periodi di tempo enormi. Allora, se si chiede al Comune di operare per il bene dei cittadini, sarebbe anche opportuno che ognuno di noi pensasse che quel bene comune non va tutelato solo con i vigili urbani ma con una coscienza civica che non costa nulla e fa stare bene le nostre coscienze e il nostro ambiente.

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di Redazione (pubblicato il 19/06/2012 alle  15:41:49, nella sezione CRONACA,  979 letture)

“Lo sport deve tornare al centro della vita del cittadino e, innanzitutto, degli enti pubblici”. Questo in sintesi quanto dichiarato dell’on. Titti Bufardeci al convegno tenutosi presso il salone Borsellino di Palazzo Vermexio a proposito di sport, impiantistica e nuove regole per la gestione. Dal dibattito sono emersi interessanti spunti per un rilancio dello sport a Siracusa. Tutti d’accordo per l’ istituzione di una sorta di Stati Generali dello Sport che abbia sede in un centro direzionale in grado di raccogliere tutte le istanze derivanti dai vari ambiti , dalla gestione degli impianti, alla medicina sportiva, all’assistenza, alla formazione ed altro. A conclusione del convegno Bufardeci ha annunciato un suo prossimo emendamento all’ARS a favore dei medici dello sport. “L’assessore alla Sanità Russo deve capire – ha detto – che bisogna poter usufruire anche del servizio della certificazione agonistica, che comincia ad avere costi incompatibili oggi. Come gruppo politico ci stiamo adoperando perché la certificazione agonistica continui ad essere certificata dai medici specialistici in strutture idonee, come ambulatori convenzionati ed autorizzati”. E a proposito della mancanza di strutture sportive in città, l’idea sarebbe quella di aprire le palestre delle scuole alla fruizione pomeridiana a beneficio di tutti i cittadini sportivi. Lo sport deve stare al centro della vita di tutti e degli enti locali prima di tutto. Non fosse altro per l’economia indiretta che lo sport può mettere in movimento con l’organizzazione di tornei e manifestazioni agonistiche di rilievo anche mondiale. “Mi piacerebbe – ha concluso Bufardeci - che da questo incontro partisse nettamente determinata la volontà del rinnovo del protocollo del credito sportivo per ulteriori tre anni da parte degli enti locali con il Coni, uno strumento che si è dimostrato un volano per il circuito, che potrebbe essere il primo segnale di una effettiva rinascita sportiva nella nostra città, riavviandolo nella logica della destagionalizzazione per dieci mesi l’anno a Siracusa. Vorrei evitare che a Siracusa, che ha già perduto la gloriosa pallamano di Concetto Lo Bello, che tanti scudetti ha portato nella nostra città, si continuino a perdere altre squadre storiche come l’Albatros. Ecco che il nostro sforzo comune dovrà essere quello di riportare lo sport al centro del nostro interesse. Proporrei un’altra proroga di un anno per il Campo Scuola Di Natale in attesa di una rivisitazione complessiva dell’impiantistica sportiva che veda anche l’inserimento delle palestre delle scuole, dei quartieri, del parco Robinson, del Talete”.

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di Redazione (pubblicato il 18/06/2012 alle  15:56:43, nella sezione CRONACA,  1463 letture)

Si avvicinano le elezioni regionali e si fanno già i nomi dei probabili candidati nel collegio di Siracusa. Per il Partito Democratico, che ha le possibilità maggiori dato il momento storico (così almeno dicono i sondaggi), si schierano Bruno Marziano, Pippo Zappulla, Massimo Carrubba, Giovanni Cafeo, Marika Cirone Di Marco e probabilmente ci riprova Roberto De Benedictis. Per il Popolo della Libertà Vincenzo Vinciullo, Stefania Prestigiacomo e Bruno Alicata; per Grande Sud l’uscente Titti Bufardeci, e l’augustano Maurizio Ranno; per Cantieri Popolari Pippo Gianni e Giancarlo Confalone; per Futuro e Libertà Fabio Rodante, Paolo Amenta, Raffaele Di Grano, Costanza Messina e l’avolese Corrado Loreto; per il Movimento per la Sicilia Mario Bonomo; per l’MPA Nunzio Cappadona, mentre Pippo Gennuso potrebbe presentarsi con la Lista Zamparini, la nuova aggregazione "Movimento per la gente - Sicilia e Territorio" che ha anche un "padre spirituale", don Giuseppe Di Rosa, parroco di Avola, ispiratore delle lotte dei Forconi, che ha sposato le idee del presidente del Palermo il quale si erge a paladino del popolo “vessato da uno stato iniquo”. L’UDC schiererebbe Giuseppe Bastante, Edy Bandiera e Pippo Sorbello; Sinistra e Libertà Vincenzo Quadarella e Massimo Bosco; l’Italia dei valori Paolo Giansiracusa e il Movimento 5 Stelle candiderebbe i nomi nuovi e non meglio identificati Reale e Silluzio. Insomma un bel nugolo di aspiranti a una poltrona all’ARS ma il comprensorio provinciale mette a concorso solo 8/9 seggi, per il resto rimane la soddisfazione di essersi svenati per la gloria o per qualche posto di sottogoverno.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 18/06/2012 alle  15:20:03, nella sezione CINEMA,  920 letture)

Il film "Paura 3d" qui recensito è in proiezione a Siracusa presso il Multisala Planet di Siracusa (n.d.r.)

Marco Manetti (1968) e Antonio Manetti (1970) sono due registi - sceneggiatori noti come Manetti Bros e si sono sempre caratterizzati per l’amore verso il cinema di genere. Il loro debutto risale al 1995 con l’episodio Consegna a domicilio, contenuto nel film collettivo De Generazione. Nel 1977 dirigono Torino Boys, prodotto dalla Rai, che racconta le vicissitudini di alcuni nigeriani e lancia i fratelli nel mondo del cinema perché vince il Premio speciale della giuria al Torino Film Festival. Nel 2000 dirigono Zora la vampira, un horror a metà strada tra commedia e dramma che si avvale dell’interpretazione di Carlo Verdone, ma riscuote scarsi consensi di critica e di pubblico. Nel 2005 è la volta di un buon thriller - costato settantamila euro e girato in digitale - come Piano 17, ambientato quasi tutto all’interno di un ascensore. Il regista Enzo G. Castellari interpreta una piccola parte da guardia giurata, una sorta di citazione a se stesso e al poliziottesco. Valerio Mastandrea partecipa in amicizia e Massimo Ghini regala una grande interpretazione. Un thriller teatrale, girato quasi completamente in interni, ben fotografato, ben recitato, intenso, claustrofobico, pieno di colpi di scena, tensione e sequenze estreme. Per la televisione hanno diretto alcuni cortometraggi per il programma Stracult, diversi episodi della serie L’ispettore Calandro e di Crimini. Molto attivi anche come registi di videoclip per cantanti e gruppi: Piotta, Alex Britti, Mietta, Mariella Nava, Max Pezzali, Flaminio Maphia, Assalti Frontali e Tiromancino. I Manetti Bros hanno girato anche una serie di corti gratuiti scaricabili dal web, intitolati SCUM - The web series. Nel 2012 sono usciti al cinema L’arrivo di Wang - un fantascientifico distribuito in poche copie dalla Iris Film, che hanno visto solo nei festival - e Paura 3 D, distribuito nel circuito Medusa. Paura 3 D è un torture porn girato a imitazione del cinema anglosassone, di lavori come Hostel (2005), Saw (2004), sicuramente realizzati meglio, con attori professionisti e mezzi più imponenti. Non se ne sentiva la necessità, non se ne vede l’originalità e non si comprendono le recensioni entusiaste dedicate da Nocturno Cinema, niente meno che da Manlio Gomarasca e Davide Pulici. Gli accostamenti al cinema di Hitchcock fanno gridare vendetta, frasi come “I Manetti Bros firmano il loro capolavoro”, ma anche “In Italia non si vedeva un film così’ cattivo e violento da molto tempo” - dopo aver visionato la pellicola - lasciano interdetti. La storia si riassume in poche righe. Tre ragazzi pensano di spassarsela nella villa di un marchese che credono libera nel fine settimana, ma quando lui torna inaspettatamente si rendono conto di essere finiti nella casa di un sadico. Scoprono una ragazza incatenata in un sottoscala, tentano di liberarla, ma restano coinvolti in un crescendo di follia e di violenza sempre più claustrofobico. I registi credono di realizzare un finale sconvolgente, ma in realtà non c’è niente di imprevedibile, lo spettatore smaliziato capisce tutto e non si lascia sorprendere dal folle gesto finale. Non anticipiamo altro.

Paura 3 D è girato in un modesto digitale, con una pessima tecnica tridimensionale che infastidisce e obbliga a togliersi gli occhiali più volte per capire le sequenze. Non si vede il bisogno di girare un simile film in 3 D, perché nessuna scena è esaltata dalla tecnica, le sole cose buone sono gli effetti speciali di Stivaletti, ottimi anche senza il tridimensionale. Da salvare qualche soggettiva della vittima, soprattutto le sequenze in cui uno dei ragazzi osserva le torture praticate dal sadico sequestratore. Buone le interpretazioni di Peppe Servillo nei panni del marchese - orco, e di Francesca Cuttica come vittima sacrificale. Scadenti i tre ragazzi - Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele e Claudio Di Biagio - che recitano a livello dilettantistico. La location è buona ma l’azione si svolge in un interno: una villa e uno scantinato, che ben riproducono una situazione di orrore claustrofobico. Altre cose interessanti per gli addetti ai lavori (i soli interessati al film) sono Antonio Tentori nel cammeo di un professore di storia del cinema che spiega la poetica di Mario Bava e i ragazzi che nella villa guardano I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973) di Sergio Martino (un vero film violento e originale scritto da Ernesto Gastaldi!). Mario Bava è citato anche nella sigla animata con la bambina che tiene in mano il pallone de I tre volti della paura, mentre Antonio Manetti ci regala un cammeo come proprietario di un albergo. Paura 3 D si può paragonare a lavori come In the market (2009) di Lorenzo Lombardi, Il bosco fuori (2006) di Antonio Albanesi, alcune pellicole di Ivan Zuccon (Bad Brains, 2005 - Nimpha, 2006) ma esce perdente dai confronti, nonostante goda di una distribuzione superiore. Ho visto il film al multisala di Livorno, mi sono fatto ottanta chilometri da Piombino convinto da recensioni entusiaste che avrei visto un capolavoro, mentre sono uscito infastidito dalle risate di uno scarso pubblico che non solo non era terrorizzato ma sghignazzava a più riprese.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 14/06/2012 alle  21:04:06, nella sezione ASTROLOGIA,  962 letture)

Fino al 21 giugno ci troviamo sotto il segno dei Gemelli. Il Gemelli è un segno d'aria, maschile, domicilio del pianeta Mercurio, rappresenta il messaggero, l'intermediario, colui che inatteso arriva e veloce se ne va. In natura simbolizza la stagione di transito, il dualismo, l'indecisione e l'incertezza del passaggio dalla primavera all'estate. Il suo metallo è il mercurio, pesante ma fluido, la sua pietra preziosa l'opale, solida e trasparente, il suo colore l'indefinito grigio chiaro, il suo giorno il mercoledì. Il Gemelli ha carattere irrequieto, agile, in perenne movimento, capace di adattarsi ad ogni situazione e ad ogni ambiente, ma incapace di fermarsi a lungo, di resistere in una posizione di stabilità e di immobilismo. Ha intelligenza attenta e curiosa, per cui assimila ed elabora complessi concetti ed è in grado di comprendere fenomeni fisici e psicologici sottili, è portato quindi ad utilizzare l'arte della persuasione e dell'eloquenza, a sfruttare la sua innata dote che gli facilita i rapporti umani, procurandosi innumerevoli contatti che, necessariamente, nel suo continuo dinamismo, finiscono per essere in larga parte superficiali e leggeri. Egli è incapace, infatti, di andare in profondità e di reggere a lungo un qualsiasi sforzo. Il nato sotto questo segno è dotato di una personalità complessa e spesso contraddittoria, è nel suo intimo onesto e sincero, ma il suo modo di agire lo fa apparire agli altri, per mera superficialità, infedele e ingannatore. Ha intelligenza superiore alla media, ma l'incostanza e la vaghezza del carattere fanno sì che gli sia difficile realizzare grandi imprese o raggiungere risultati tangibili che durino nel tempo. Allegro e diplomatico il Gemelli si trova a suo agio ovunque e con chiunque, è buon conversatore, brillante, per cui risulta simpatico e ben accetto, ma presto ci si accorge di non poter fare alcun affidamento su di lui nei momenti di bisogno e di non poter tenere in alcuna considerazione le sue promesse, mai mantenute appieno. Nei rapporti affettivi è premuroso, ma la sua volubilità ha spesso il sopravvento. Per ottenere quella stabilità che gli manca il Gemelli, ma solo nell'età matura, potrà legarsi a persone solide, serie, equilibrate. Riesce bene in professioni che esigono facilità ad esprimersi, quali il venditore, l'agente di commercio, l'intermediario o anche il giornalista, l'avvocato e lo scrittore. Bisogna, però, che mantenga una corretta linea morale, perché è facile che indulga ad attività ai limiti dell'onesto e del lecito; infatti gli può venire spontaneo abusare della sua abilità a danno degli altri. Certo è che il lavoro sedentario non fa per lui, a riprova di un'irrequietezza ai limiti del patologico. Il Gemelli è soggetto a malattie inerenti l'apparato respiratorio, per cui può essere affetto da bronchiti, polmoniti ed asma, nonché da dolori artritici alle mani e da reu-matismi alle braccia e alle spalle.

Ha un buon rapporto con il CANCRO, che apprezza il suo dinamismo, con la BILANCIA, segno sensìbile e ricco di calore umano, con il SAGITTARIO, col quale ha in comune l'irrequietezza e la voglia di viaggiare, con l'ARIETE, la cui passionalità soddisfa le pretese del Gemelli e, a volte, col TORO, quando la gelosia di quest'ultimo non porta a seri screzi. Sono più numerosi i segni con cui il bizzarro Gemelli non va d'accordo: col LEONE, innanzitutto, per la sua superficialità affettiva, con la VERGINE, che con la sua personalità razionale e riservata scontenta il Gemelli, con lo SCORPIONE, caratterizzato da un'acuta gelosia certo non rasserenata dal Gemelli tendenzialmente infedele, con il CAPRICORNO, che il Gemelli alla lunga riesce ad innervosire, con L'ACQUARIO il cui senso d'indipendenza contrasta con l'invadenza del Gemelli, con il PESCI, malgrado l'alto grado di indulgenza di questi e con il suo STESSO SEGNO, perché due spiriti irrequieti non possono trovare un felice accordo.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:37:37, nella sezione EVENTI,  2051 letture)

Alcuni giorni fa si è svolto nella sala «Costanza Bruno» della Provincia Regionale di Siracusa il congresso nazionale dei Cavalieri di Pitia. Presente il Gran Cancelliere dottor Stefano Di Mauro (nella foto), rabbino della comunità ebraica di Siracusa, il quale ha parlato dei principi universali del sodalizio pitiano, un’associazione nata negli Stati Uniti d’America dove conta più di 3000 logge e da pochi anni impiantatasi anche in Italia con sede principale proprio a Siracusa, dove si originò la leggenda di Damone e Pitia, personaggi simbolo dell'amicizia e della fratellanza tra gli uomini, unico valore che può garantire la crescita civile e spirituale della società. Presente anche il segretario organizzativo dell’associazione, GianCesare Cacciola. Avvincente l'intervento dell’avvocato Ettore Del Vecchio, che, in forma recitativa ed ispirata, ha messo in risalto il ruolo dei Pitagorici nella Siracusa del IV secolo a. C., uomini che “si astenevano, per quanto fosse possibile, da gemiti, lacrime, da adulazioni, preghiere, suppliche e cose simili. Questo non significa che fossero impassibili agli eventi della vita, ma che intendessero un'accettazione consapevole della stessa». L'amicizia profonda tra Pitia e Damone, la saggezza e la generosità di entrambi di fronte al pericolo della morte è un valore da recuperare in questi tempi di individualismo e di corruzione. E su questo valore ha focalizzato l'attenzione il Gran Cancelliere Stefano Di Mauro, valore che presume una presa di coscienza da parte dell'uomo sulla qualità della propria vita. Per Di Mauro, i Cavalieri di Pitia hanno il dovere di assumersi quelle responsabilità che la società odierna consente spesso ad ogni individuo di ignorare e il compito di portare avanti la regola dell'amicizia e della compartecipazione. Ha fatto seguito l’intervento di Giovanni Iozzia, giornalista televisivo catanese, che ha passato poi la parola a Carlo Lo Re, giornalista finanziario e saggista, il quale ha sapientemente tratteggiato gli accadimenti storici degli ultimi quattro anni di vita pubblica italiana dal punto di vista economico e sociale. Interventi non preordinati del pubblico presente, attento e interessato, hanno concluso la giornata congressuale.

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di Redazione (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:18:47, nella sezione CULTURA,  1076 letture)

Giovedì 14 giugno alle 18,30 la Galleria Roma di Siracusa proporrà una lettura politica de Il Gattopardo tra arte e mito dal titolo “Carte Segrete”,a cura di Salvo Sequenzia (nella foto). Quando Giuseppe Tomasi di Lampedusa intraprese finalmente il suo vecchio progetto di scrivere un romanzo ‘storico’ sul proprio casato, «sentiva di non aver più nulla da discutere né da insegnare né da imparare; voleva solo scrivere». L’opera che ne uscì non fu però un romanzo storico né un romanzo autobiografico, ma una storia che intendeva salvare qualcosa che stava ormai soltanto in lui al di là della storia, al di là della stessa autobiografia: il senso della morte che si era sedimentato nel suo spirito, dopo la perdita della casa avita, il palazzo Lampedusa. Tutto Il Gattopardo è immerso in una atmosfera di morte che l’ironia, l’umorismo, il vitalismo diffusi non nascondono, ma esaltano ancor più. E tutta la storia è come percorsa, attraversata da un tourbillon fecondo di “altre storie”. Che sono i romanzi “mancati” che Lampedusa avrebbe voluto scrivere, e che non completò mai, inscrivendoli, però, dentro Il Gattopardo, affidandoli ai recessi e ai labirinti di una narrazione mitica e fluviale, alle “stanze” di un universo mobile e denso in cui è dominante la rievocazione – anzi, le evocazione – di elementi mitologici legati al vitalismo, alla rigenerazione e alla morte attraverso l’insistente rappresentazione di motivi artistici e decorativi. Dall’esame delle “carte segrete” di Lampedusa – l’epistolario pubblicato recentemente da Gioacchino Lanza Tomasi e Silvano Nigro, abbozzi e appunti di viaggio, uno zibaldone di spunti, idee e riflessioni – affiora un volto nuovo, inedito e sorprendente, del romanzo. Da tale esame, che in modo particolare si concentra su metafore e su simboli che si ripetono in modo ossessivo entro le strutture narrative del romanzo, e che rimbalzano dall’epistolario allo zibaldone, emerge prepotentemente non solo l’antirisorgimentalismo del Lampedusa, ma anche il suo antifascismo. E anche alla Chiesa non vengono risparmiate dal Nostro note sarcastiche e polemiche. Sulla strada delle denuncia degli esiti del Risorgimento nel meridione, e sui “presentimenti” nefasti dell’avvento del fascismo, che prendono corpo, tra le pieghe del romanzo, nell’ironica e sarcastica rappresentazione delle parate, delle schiere dei balilla «mirmidoni», della meschinità e mediocrità di «iene» e «sciacalli» che costituiscono la classe dirigente del nuovo regime, la lezione politica di Tomasi di Lampedusa avrà un approdo felice negli esordi narrativi di Sciascia. “È sul terreno dell’antirisorgimento e della disillusione politica – sostiene il professore Salvo Sequenza - sulla condanna di ogni impostura e di ogni mistificazione del potere e dei suoi emblemi, e di ogni forma di governo di una comunità che si regga sulla menzogna e sulla violenza, che Sciascia entra in sintonia, a distanza, con Il Gattopardo”.

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di Redazione (pubblicato il 13/06/2012 alle  13:18:52, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  844 letture)

Il fenomeno dell'abbandono dei cani è una gravissima piaga che caratterizza ogni giorno ed ogni mese dell'anno, ma nei mesi estivi raggiunge un apice spaventoso. Ogni anno sono oltre 140mila gli 'amici a quattro zampe' che rischiano di essere abbandonati, dei quali l'80% muore per strada. Le cause maggiori di tale inciviltà sono tante e tante sono le categorie dei soggetti che si macchiano di questo vero e proprio delitto: cacciatori che abbandonano i cani 'sfruttati' durante la stagione di caccia; vacanzieri che non sanno dove lasciare i propri animali e soprattutto proprietari di cani che mettono alla luce cuccioli 'indesiderati'. Tutto questo succede nonostante l’esistenza della legge n°189 del 2004 che prevede anche la pena d'arresto fino ad un anno per l’abbandono di animali, oltre che ad una ammenda che va da 1.000 a 10.000 euro per tale reato. Vale la pena di ricordare il noto aforisma di Arthur Schopenhauer: “Chi non ha mai posseduto un cane non sa cosa significhi essere amati”, ma soltanto l’uomo è capace di ricambiare questo amore con l’azione criminale dell’abbandono.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:31:43, nella sezione CRONACA,  843 letture)

Il versamento nel torrente Cantera di circa 400mila litri di cherosene senza che da parte di nessuna azienda ci siano stati segnalazioni di anomalie ai propri oleodotti, mette ancora una volta in evidenza impianti troppo obsoleti e una sicurezza precaria che comporta per il territorio gravi rischi per la salute pubblica. Tali impianti industriali sono troppo datati nel tempo e il più delle volte la mera convenienza economica allunga o elimina i tempi della necessaria manutenzione. “Come sia possibile pensare alla installazione di nuovi impianti in quest’area rimane veramente un mistero, sembra quasi che esita un retropensiero che individua il nostro territorio come la “pattumiera d’Italia” – afferma il consigliere di Fli Giuseppe Di Mare in una nota - altro che rigassificatore, altro che misure di compensazione, le paure aumentano sempre più, legate ad un’assenza di controllo sulle linee dismesse ed alla presenza concatenata di troppi impianti poco sicuri vicini. Si pensi piuttosto urgentemente alla manutenzione periodica, al monitoraggio dello stato delle tubazioni, ai regimi di sicurezza in un’area ad alto rischio sismico, altrimenti – continua Di Mare - non ci resta che sperare ed affidarci veramente nelle mani del Padre Eterno, l’unico che può salvare la nostra Città se si pensa ai rischi quotidiani che corriamo ed al grado di preparazione nell’affrontarli. Purtroppo vedere il torrente rosso, in quell’area che è il cuore della storia del territorio megarese ancora una volta rappresenta un oltraggio alla nostra storia, ma anche dimostra l’appiattimento totale di buona parte della classe politica, sociale, sindacale, che ha rappresentato questa provincia negli ultimi anni, in generale mostra il decadimento culturale di generazioni passate ed in parte anche moderne che hanno indirizzato il futuro di questa terra su un modello di sviluppo certamente oggi non più sostenibile”.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:29:03, nella sezione CRONACA,  827 letture)

Il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare comunica che venerdì 15 giugno. il direttivo provinciale di Futuro e Libertà si terrà ad Augusta e darà il via ad un tour per le piazze della provincia per dar seguito alla petizione di Futuro e Libertà “fuori dalla pubblica amministrazione e dalla vita politica i corrotti”. Ci sarà un gazebo presso la sede di Via P. Umberto 210 per consentire a tutti i cittadini di apporre la propria firma ad una petizione pubblica affinché la politica si liberi di condannati, malfattori e corrotti. “La petizione – dice Di Mare – che Futuro e Libertà invita a condividere chiede che tutti i partiti e i movimenti politici si impegnino subito, con apposite ed inderogabili norme statutarie a NON CANDIDARE NELLE LORO LISTE E A NON INDICARE PER LA NOMINA AD INCARICHI PUBBLICI quanti siano stati condannati, anche in via non definitiva, per i seguenti reati: associazione per delinquere, anche di stampo mafioso, peculato, malversazione, concussione, corruzione, turbativa degli appalti, frode nelle pubbliche forniture, rapina, estorsione, usura e traffico illecito di rifiuti”.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:23:07, nella sezione CRONACA,  747 letture)

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Mimmo Di Franco, cittadino augustano, il quale fa notare un disservizio comune spesso a tutti i lavori pubblici che si mettono in opera nel territorio e non solo nel comune megarese. “Alcuni giorni fa – dice Di Franco - è stata asfaltata via Gramsci ad Augusta. Dopo 2 giorni degli operai hanno scavato un solco per depositare dei cavi sulla stessa via. Possibile che non ci sia un coordinamento tra l'ufficio lavori pubblici e la ditta? La logica vuole che i lavori di interramento dei cavi sarebbero dovuti finire prima o che l'asfaltatura della strada doveva essere fatta dopo. Pare che i lavori di asfaltatura della via Gramsci fossero a carico del privato in quanto sono opere primarie e quindi compresi nel piano di lottizzazione della zona, purtroppo non sono stati concordati con i lavori dell'Enel. Il Comune dovrebbe controllare che il lavoro di rattoppo sia fatto a regola d’arte. Ci auguriamo maggiore attenzione per i prossimi lavori di scavo, specialmente quando è in programma l’asfaltatura completa di una strada”.

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