Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/06/2012 alle  15:44:43, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1000 letture)

Viviamo in un paese strano in cui ciascuno da fiato alle trombe delle proprie idee senza troppo pensare a quello che dice. Due fatti contrapposti la dicono lunga sulla incapacità di trovare una sintesi corretta tra differenti idee.

Atto primo: all’ultimo consiglio comunale di Augusta si doveva ratificare “l’accordo di programma per la realizzazione di un porto turistico in località Cala Madonna del Carmine". Un progetto di porticciolo turistico che ha già avuto l’ok della Regione, una iniziativa commerciale dei fratelli Fazio che non impegna soldi pubblici ma capitale privato e che può essere una boccata d'ossigeno per l'economia cittadina e un cambio di rotta verso uno sviluppo diverso del territorio, che deve affrancarsi da una visone industriale che ha fatto il suo tempo e i suoi danni. Un investimento lievitato agli attuali 20 milioni di euro, un progetto che da decenni viene traghettato per uffici comunali, regionali, enti e sovrintendenze, una iniziativa che dopo tanti ostacoli ora rischia di essere bloccata da un consiglio comunale che ritiene (almeno così pensano i 5 consiglieri che hanno abbandonato l’aula per non approvare la ratifica) che questa opera infrastrutturale marittima possa costituire un pericolo per il territorio, possa cambiare il volto di un'area che allo stato dei fatti è nel degrado più assoluto. Un porto attrezzato che consentirà anche lavori di rimessaggio e che impegnerà molti artigiani e professionisti locali, diventa una “cementificazione del mare". Contro chi e cosa si protesti non si capisce, visto che il progetto è di una società privata che ci investe soldi propri e visto che le argomentazioni addotte appaiono solo pretesti per non approvarlo, ma naturalmente per alcuni è un momento di visibilità irresistibile farsi paladini del territorio oggi, dopo la rovina dell’industrializzazione, dopo un abbandono colpevole di un tratto di mare nel quale non si è riusciti nemmeno a mettere in funzione un depuratore che renda le acque balneabili. Il consiglio comunale ha approvato negli anni una miriade di piani di lottizzazione, ha consentito agli speculatori edilizi di cementificare il territorio augustano, ha supinamente accettato la cementificazione delle coste da parte della marina militare e oggi rinvia sine die la ratifica di un progetto che non può che far bene al rilancio turistico di questo paese.

Atto secondo: la Regione boccia il progetto di collocare un rigassificatore ad Augusta, accogliendo le tesi degli ambientalisti e dei cittadini comuni che non vogliono veder aumentare i rischi per la loro incolumità in una zona sismica già altamente compromessa dagli insediamenti industriali e piena di depositi di materiali pericolosi. Si plaude a questa decisione? Nemmeno per sogno. Basta leggere il titolo sulla Sicilia di un articolo a firma di Salvatore Maiorca “Rigassificatore addio, il sindacato si arrende”, sottotitolo “L’inizio della fine per la zona industriale”, nel quale si argomenta come si tratti di un fallimento, di una resa al volere di Lombardo e compagni, si colpevolizzano i tre segretari sindacali Zappulla, Sanzaro e Munafò, rei di essersi arresi ai voleri del Presidente e a chissà quali interessi, scordandosi che ogni cittadino augustano è contrario a svendere la propria salute e la propria sicurezza in cambio di quella manciata di vantaggi economici promessi in compensazione (ma proprio quattro euri) o di poche decine di posti di lavoro che certo non risolvono la pur grave crisi occupazionale.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/06/2012 alle  12:38:33, nella sezione CINEMA,  915 letture)

Si inaugura il 22 giugno al Palacultura di Messina il 58° TaorminaFilmFest con l’incontro “I Castellitto: una famiglia d’autore” a cui partecipano Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini e Pietro Castellitto. Un’edizione completamente rinnovata, quella di quest’anno, che vede Mario Sesti alla Direzione Editoriale e Tiziana Rocca, General Manager. Una nuova idea di Festival che propone differenti filoni: commedia, famiglia, horror e formazione sotto il comune denominatore del grande cinema. Il Teatro Antico di Taormina farà da scenario alle anteprime e alle proiezioni speciali, alle serate di solidarietà e agli incontri. A Paola Cortellesi il compito di inaugurare il 23 giugno la kermesse, a Sophia Loren madrina del Festival e a Carlo Verdone (nella foto) il compito di chiudere il 28 giugno la 58esima edizione. Sette giorni densi di appuntamenti, proiezioni e “pre-visioni- lavori in corso” una particolare sezione dove si racconteranno in anteprima i film italiani della prossima stagione presentati dagli autori: Fausto Brizzi, Michele Placido, Marco Risi, Massimiliano Bruno, Pupi Avati. Un occhio particolare anche alla Sicilia che da 58 anni ospita uno dei più prestigiosi festival del mondo, con proiezioni di pellicole di filmmakers siciliani e una sezione dedicata ai film che hanno come protagonista Taormina tra cui un inedito “L’altro piatto della bilancia” alla presenza di Catherine Spaak. Le TaoClass e i Campus per approfondire il cinema insieme ai suoi protagonisti aperti a studenti, appassionati e giornalisti, imbastiranno il palinsesto di un Festival che punta sulla formazione quanto sull’intrattenimento e la ricerca. Il TaorminaFilmFest è promosso dal Comitato Taormina Arte e sostenuto dall’Assessorato Regionale Turismo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Cinema.

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di Redazione (pubblicato il 20/06/2012 alle  12:27:15, nella sezione CRONACA,  1149 letture)

Un fatto a ulteriore dimostrazione che per accaparrarsi la benevolenza dei cittadini elettori basta poco, ma quel poco vuol dire tanto in un paese anestetizzato da qualche annetto di amministrazione che pare distaccata dalle reali esigenze degli augustani: un paio di giorni fa il neo Assessore ai Lavori Pubblici Marco Arezzi ha messo in moto quei lavori che potevano essere fatti a costo zero o quasi: tra essi il più gradito è stato quello dell’apertura di due varchi nella recinzione che ostacola l’accesso a uno dei punti più belli e più frequentati del Faro Santa Croce, tra cui lo specchio d’acqua antistante il parcheggio comunale e uno dei bar a servizio della zona. Un semplice intervento che ha riaperto alla fruizione un tratto di scogli da tempo inaccessibile. Dopo i lavori di consolidamento della scogliera e il relativo collaudo tecnico, che ha attestato la mancanza di pericoli per la gente, la Capitaneria e il Comune hanno proceduto all’operazione di taglio della ringhiera in ferro e all’apposizione di gradini con l’ausilio di una ditta privata che ha operato a costo zero. Un terzo varco sarà aperto successivamente, dopo una modifica della ringhiera. All’operazione hanno partecipato i volontari de Guardia Costiera Ausiliaria che hanno predisposto un intervento di pulizia straordinaria della scogliera. A questo proposito è però da notare e da far notare come sia sempre manifesta una certa inciviltà diffusa come quella di cospargere gli scogli di rifiuti e soprattutto di mozziconi di sigaretta che, come tutti sanno, non sono biodegradabili se non in periodi di tempo enormi. Allora, se si chiede al Comune di operare per il bene dei cittadini, sarebbe anche opportuno che ognuno di noi pensasse che quel bene comune non va tutelato solo con i vigili urbani ma con una coscienza civica che non costa nulla e fa stare bene le nostre coscienze e il nostro ambiente.

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di Redazione (pubblicato il 19/06/2012 alle  15:41:49, nella sezione CRONACA,  968 letture)

“Lo sport deve tornare al centro della vita del cittadino e, innanzitutto, degli enti pubblici”. Questo in sintesi quanto dichiarato dell’on. Titti Bufardeci al convegno tenutosi presso il salone Borsellino di Palazzo Vermexio a proposito di sport, impiantistica e nuove regole per la gestione. Dal dibattito sono emersi interessanti spunti per un rilancio dello sport a Siracusa. Tutti d’accordo per l’ istituzione di una sorta di Stati Generali dello Sport che abbia sede in un centro direzionale in grado di raccogliere tutte le istanze derivanti dai vari ambiti , dalla gestione degli impianti, alla medicina sportiva, all’assistenza, alla formazione ed altro. A conclusione del convegno Bufardeci ha annunciato un suo prossimo emendamento all’ARS a favore dei medici dello sport. “L’assessore alla Sanità Russo deve capire – ha detto – che bisogna poter usufruire anche del servizio della certificazione agonistica, che comincia ad avere costi incompatibili oggi. Come gruppo politico ci stiamo adoperando perché la certificazione agonistica continui ad essere certificata dai medici specialistici in strutture idonee, come ambulatori convenzionati ed autorizzati”. E a proposito della mancanza di strutture sportive in città, l’idea sarebbe quella di aprire le palestre delle scuole alla fruizione pomeridiana a beneficio di tutti i cittadini sportivi. Lo sport deve stare al centro della vita di tutti e degli enti locali prima di tutto. Non fosse altro per l’economia indiretta che lo sport può mettere in movimento con l’organizzazione di tornei e manifestazioni agonistiche di rilievo anche mondiale. “Mi piacerebbe – ha concluso Bufardeci - che da questo incontro partisse nettamente determinata la volontà del rinnovo del protocollo del credito sportivo per ulteriori tre anni da parte degli enti locali con il Coni, uno strumento che si è dimostrato un volano per il circuito, che potrebbe essere il primo segnale di una effettiva rinascita sportiva nella nostra città, riavviandolo nella logica della destagionalizzazione per dieci mesi l’anno a Siracusa. Vorrei evitare che a Siracusa, che ha già perduto la gloriosa pallamano di Concetto Lo Bello, che tanti scudetti ha portato nella nostra città, si continuino a perdere altre squadre storiche come l’Albatros. Ecco che il nostro sforzo comune dovrà essere quello di riportare lo sport al centro del nostro interesse. Proporrei un’altra proroga di un anno per il Campo Scuola Di Natale in attesa di una rivisitazione complessiva dell’impiantistica sportiva che veda anche l’inserimento delle palestre delle scuole, dei quartieri, del parco Robinson, del Talete”.

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di Redazione (pubblicato il 18/06/2012 alle  15:56:43, nella sezione CRONACA,  1456 letture)

Si avvicinano le elezioni regionali e si fanno già i nomi dei probabili candidati nel collegio di Siracusa. Per il Partito Democratico, che ha le possibilità maggiori dato il momento storico (così almeno dicono i sondaggi), si schierano Bruno Marziano, Pippo Zappulla, Massimo Carrubba, Giovanni Cafeo, Marika Cirone Di Marco e probabilmente ci riprova Roberto De Benedictis. Per il Popolo della Libertà Vincenzo Vinciullo, Stefania Prestigiacomo e Bruno Alicata; per Grande Sud l’uscente Titti Bufardeci, e l’augustano Maurizio Ranno; per Cantieri Popolari Pippo Gianni e Giancarlo Confalone; per Futuro e Libertà Fabio Rodante, Paolo Amenta, Raffaele Di Grano, Costanza Messina e l’avolese Corrado Loreto; per il Movimento per la Sicilia Mario Bonomo; per l’MPA Nunzio Cappadona, mentre Pippo Gennuso potrebbe presentarsi con la Lista Zamparini, la nuova aggregazione "Movimento per la gente - Sicilia e Territorio" che ha anche un "padre spirituale", don Giuseppe Di Rosa, parroco di Avola, ispiratore delle lotte dei Forconi, che ha sposato le idee del presidente del Palermo il quale si erge a paladino del popolo “vessato da uno stato iniquo”. L’UDC schiererebbe Giuseppe Bastante, Edy Bandiera e Pippo Sorbello; Sinistra e Libertà Vincenzo Quadarella e Massimo Bosco; l’Italia dei valori Paolo Giansiracusa e il Movimento 5 Stelle candiderebbe i nomi nuovi e non meglio identificati Reale e Silluzio. Insomma un bel nugolo di aspiranti a una poltrona all’ARS ma il comprensorio provinciale mette a concorso solo 8/9 seggi, per il resto rimane la soddisfazione di essersi svenati per la gloria o per qualche posto di sottogoverno.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 18/06/2012 alle  15:20:03, nella sezione CINEMA,  911 letture)

Il film "Paura 3d" qui recensito è in proiezione a Siracusa presso il Multisala Planet di Siracusa (n.d.r.)

Marco Manetti (1968) e Antonio Manetti (1970) sono due registi - sceneggiatori noti come Manetti Bros e si sono sempre caratterizzati per l’amore verso il cinema di genere. Il loro debutto risale al 1995 con l’episodio Consegna a domicilio, contenuto nel film collettivo De Generazione. Nel 1977 dirigono Torino Boys, prodotto dalla Rai, che racconta le vicissitudini di alcuni nigeriani e lancia i fratelli nel mondo del cinema perché vince il Premio speciale della giuria al Torino Film Festival. Nel 2000 dirigono Zora la vampira, un horror a metà strada tra commedia e dramma che si avvale dell’interpretazione di Carlo Verdone, ma riscuote scarsi consensi di critica e di pubblico. Nel 2005 è la volta di un buon thriller - costato settantamila euro e girato in digitale - come Piano 17, ambientato quasi tutto all’interno di un ascensore. Il regista Enzo G. Castellari interpreta una piccola parte da guardia giurata, una sorta di citazione a se stesso e al poliziottesco. Valerio Mastandrea partecipa in amicizia e Massimo Ghini regala una grande interpretazione. Un thriller teatrale, girato quasi completamente in interni, ben fotografato, ben recitato, intenso, claustrofobico, pieno di colpi di scena, tensione e sequenze estreme. Per la televisione hanno diretto alcuni cortometraggi per il programma Stracult, diversi episodi della serie L’ispettore Calandro e di Crimini. Molto attivi anche come registi di videoclip per cantanti e gruppi: Piotta, Alex Britti, Mietta, Mariella Nava, Max Pezzali, Flaminio Maphia, Assalti Frontali e Tiromancino. I Manetti Bros hanno girato anche una serie di corti gratuiti scaricabili dal web, intitolati SCUM - The web series. Nel 2012 sono usciti al cinema L’arrivo di Wang - un fantascientifico distribuito in poche copie dalla Iris Film, che hanno visto solo nei festival - e Paura 3 D, distribuito nel circuito Medusa. Paura 3 D è un torture porn girato a imitazione del cinema anglosassone, di lavori come Hostel (2005), Saw (2004), sicuramente realizzati meglio, con attori professionisti e mezzi più imponenti. Non se ne sentiva la necessità, non se ne vede l’originalità e non si comprendono le recensioni entusiaste dedicate da Nocturno Cinema, niente meno che da Manlio Gomarasca e Davide Pulici. Gli accostamenti al cinema di Hitchcock fanno gridare vendetta, frasi come “I Manetti Bros firmano il loro capolavoro”, ma anche “In Italia non si vedeva un film così’ cattivo e violento da molto tempo” - dopo aver visionato la pellicola - lasciano interdetti. La storia si riassume in poche righe. Tre ragazzi pensano di spassarsela nella villa di un marchese che credono libera nel fine settimana, ma quando lui torna inaspettatamente si rendono conto di essere finiti nella casa di un sadico. Scoprono una ragazza incatenata in un sottoscala, tentano di liberarla, ma restano coinvolti in un crescendo di follia e di violenza sempre più claustrofobico. I registi credono di realizzare un finale sconvolgente, ma in realtà non c’è niente di imprevedibile, lo spettatore smaliziato capisce tutto e non si lascia sorprendere dal folle gesto finale. Non anticipiamo altro.

Paura 3 D è girato in un modesto digitale, con una pessima tecnica tridimensionale che infastidisce e obbliga a togliersi gli occhiali più volte per capire le sequenze. Non si vede il bisogno di girare un simile film in 3 D, perché nessuna scena è esaltata dalla tecnica, le sole cose buone sono gli effetti speciali di Stivaletti, ottimi anche senza il tridimensionale. Da salvare qualche soggettiva della vittima, soprattutto le sequenze in cui uno dei ragazzi osserva le torture praticate dal sadico sequestratore. Buone le interpretazioni di Peppe Servillo nei panni del marchese - orco, e di Francesca Cuttica come vittima sacrificale. Scadenti i tre ragazzi - Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele e Claudio Di Biagio - che recitano a livello dilettantistico. La location è buona ma l’azione si svolge in un interno: una villa e uno scantinato, che ben riproducono una situazione di orrore claustrofobico. Altre cose interessanti per gli addetti ai lavori (i soli interessati al film) sono Antonio Tentori nel cammeo di un professore di storia del cinema che spiega la poetica di Mario Bava e i ragazzi che nella villa guardano I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973) di Sergio Martino (un vero film violento e originale scritto da Ernesto Gastaldi!). Mario Bava è citato anche nella sigla animata con la bambina che tiene in mano il pallone de I tre volti della paura, mentre Antonio Manetti ci regala un cammeo come proprietario di un albergo. Paura 3 D si può paragonare a lavori come In the market (2009) di Lorenzo Lombardi, Il bosco fuori (2006) di Antonio Albanesi, alcune pellicole di Ivan Zuccon (Bad Brains, 2005 - Nimpha, 2006) ma esce perdente dai confronti, nonostante goda di una distribuzione superiore. Ho visto il film al multisala di Livorno, mi sono fatto ottanta chilometri da Piombino convinto da recensioni entusiaste che avrei visto un capolavoro, mentre sono uscito infastidito dalle risate di uno scarso pubblico che non solo non era terrorizzato ma sghignazzava a più riprese.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 14/06/2012 alle  21:04:06, nella sezione ASTROLOGIA,  954 letture)

Fino al 21 giugno ci troviamo sotto il segno dei Gemelli. Il Gemelli è un segno d'aria, maschile, domicilio del pianeta Mercurio, rappresenta il messaggero, l'intermediario, colui che inatteso arriva e veloce se ne va. In natura simbolizza la stagione di transito, il dualismo, l'indecisione e l'incertezza del passaggio dalla primavera all'estate. Il suo metallo è il mercurio, pesante ma fluido, la sua pietra preziosa l'opale, solida e trasparente, il suo colore l'indefinito grigio chiaro, il suo giorno il mercoledì. Il Gemelli ha carattere irrequieto, agile, in perenne movimento, capace di adattarsi ad ogni situazione e ad ogni ambiente, ma incapace di fermarsi a lungo, di resistere in una posizione di stabilità e di immobilismo. Ha intelligenza attenta e curiosa, per cui assimila ed elabora complessi concetti ed è in grado di comprendere fenomeni fisici e psicologici sottili, è portato quindi ad utilizzare l'arte della persuasione e dell'eloquenza, a sfruttare la sua innata dote che gli facilita i rapporti umani, procurandosi innumerevoli contatti che, necessariamente, nel suo continuo dinamismo, finiscono per essere in larga parte superficiali e leggeri. Egli è incapace, infatti, di andare in profondità e di reggere a lungo un qualsiasi sforzo. Il nato sotto questo segno è dotato di una personalità complessa e spesso contraddittoria, è nel suo intimo onesto e sincero, ma il suo modo di agire lo fa apparire agli altri, per mera superficialità, infedele e ingannatore. Ha intelligenza superiore alla media, ma l'incostanza e la vaghezza del carattere fanno sì che gli sia difficile realizzare grandi imprese o raggiungere risultati tangibili che durino nel tempo. Allegro e diplomatico il Gemelli si trova a suo agio ovunque e con chiunque, è buon conversatore, brillante, per cui risulta simpatico e ben accetto, ma presto ci si accorge di non poter fare alcun affidamento su di lui nei momenti di bisogno e di non poter tenere in alcuna considerazione le sue promesse, mai mantenute appieno. Nei rapporti affettivi è premuroso, ma la sua volubilità ha spesso il sopravvento. Per ottenere quella stabilità che gli manca il Gemelli, ma solo nell'età matura, potrà legarsi a persone solide, serie, equilibrate. Riesce bene in professioni che esigono facilità ad esprimersi, quali il venditore, l'agente di commercio, l'intermediario o anche il giornalista, l'avvocato e lo scrittore. Bisogna, però, che mantenga una corretta linea morale, perché è facile che indulga ad attività ai limiti dell'onesto e del lecito; infatti gli può venire spontaneo abusare della sua abilità a danno degli altri. Certo è che il lavoro sedentario non fa per lui, a riprova di un'irrequietezza ai limiti del patologico. Il Gemelli è soggetto a malattie inerenti l'apparato respiratorio, per cui può essere affetto da bronchiti, polmoniti ed asma, nonché da dolori artritici alle mani e da reu-matismi alle braccia e alle spalle.

Ha un buon rapporto con il CANCRO, che apprezza il suo dinamismo, con la BILANCIA, segno sensìbile e ricco di calore umano, con il SAGITTARIO, col quale ha in comune l'irrequietezza e la voglia di viaggiare, con l'ARIETE, la cui passionalità soddisfa le pretese del Gemelli e, a volte, col TORO, quando la gelosia di quest'ultimo non porta a seri screzi. Sono più numerosi i segni con cui il bizzarro Gemelli non va d'accordo: col LEONE, innanzitutto, per la sua superficialità affettiva, con la VERGINE, che con la sua personalità razionale e riservata scontenta il Gemelli, con lo SCORPIONE, caratterizzato da un'acuta gelosia certo non rasserenata dal Gemelli tendenzialmente infedele, con il CAPRICORNO, che il Gemelli alla lunga riesce ad innervosire, con L'ACQUARIO il cui senso d'indipendenza contrasta con l'invadenza del Gemelli, con il PESCI, malgrado l'alto grado di indulgenza di questi e con il suo STESSO SEGNO, perché due spiriti irrequieti non possono trovare un felice accordo.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:37:37, nella sezione EVENTI,  2036 letture)

Alcuni giorni fa si è svolto nella sala «Costanza Bruno» della Provincia Regionale di Siracusa il congresso nazionale dei Cavalieri di Pitia. Presente il Gran Cancelliere dottor Stefano Di Mauro (nella foto), rabbino della comunità ebraica di Siracusa, il quale ha parlato dei principi universali del sodalizio pitiano, un’associazione nata negli Stati Uniti d’America dove conta più di 3000 logge e da pochi anni impiantatasi anche in Italia con sede principale proprio a Siracusa, dove si originò la leggenda di Damone e Pitia, personaggi simbolo dell'amicizia e della fratellanza tra gli uomini, unico valore che può garantire la crescita civile e spirituale della società. Presente anche il segretario organizzativo dell’associazione, GianCesare Cacciola. Avvincente l'intervento dell’avvocato Ettore Del Vecchio, che, in forma recitativa ed ispirata, ha messo in risalto il ruolo dei Pitagorici nella Siracusa del IV secolo a. C., uomini che “si astenevano, per quanto fosse possibile, da gemiti, lacrime, da adulazioni, preghiere, suppliche e cose simili. Questo non significa che fossero impassibili agli eventi della vita, ma che intendessero un'accettazione consapevole della stessa». L'amicizia profonda tra Pitia e Damone, la saggezza e la generosità di entrambi di fronte al pericolo della morte è un valore da recuperare in questi tempi di individualismo e di corruzione. E su questo valore ha focalizzato l'attenzione il Gran Cancelliere Stefano Di Mauro, valore che presume una presa di coscienza da parte dell'uomo sulla qualità della propria vita. Per Di Mauro, i Cavalieri di Pitia hanno il dovere di assumersi quelle responsabilità che la società odierna consente spesso ad ogni individuo di ignorare e il compito di portare avanti la regola dell'amicizia e della compartecipazione. Ha fatto seguito l’intervento di Giovanni Iozzia, giornalista televisivo catanese, che ha passato poi la parola a Carlo Lo Re, giornalista finanziario e saggista, il quale ha sapientemente tratteggiato gli accadimenti storici degli ultimi quattro anni di vita pubblica italiana dal punto di vista economico e sociale. Interventi non preordinati del pubblico presente, attento e interessato, hanno concluso la giornata congressuale.

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di Redazione (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:18:47, nella sezione CULTURA,  1071 letture)

Giovedì 14 giugno alle 18,30 la Galleria Roma di Siracusa proporrà una lettura politica de Il Gattopardo tra arte e mito dal titolo “Carte Segrete”,a cura di Salvo Sequenzia (nella foto). Quando Giuseppe Tomasi di Lampedusa intraprese finalmente il suo vecchio progetto di scrivere un romanzo ‘storico’ sul proprio casato, «sentiva di non aver più nulla da discutere né da insegnare né da imparare; voleva solo scrivere». L’opera che ne uscì non fu però un romanzo storico né un romanzo autobiografico, ma una storia che intendeva salvare qualcosa che stava ormai soltanto in lui al di là della storia, al di là della stessa autobiografia: il senso della morte che si era sedimentato nel suo spirito, dopo la perdita della casa avita, il palazzo Lampedusa. Tutto Il Gattopardo è immerso in una atmosfera di morte che l’ironia, l’umorismo, il vitalismo diffusi non nascondono, ma esaltano ancor più. E tutta la storia è come percorsa, attraversata da un tourbillon fecondo di “altre storie”. Che sono i romanzi “mancati” che Lampedusa avrebbe voluto scrivere, e che non completò mai, inscrivendoli, però, dentro Il Gattopardo, affidandoli ai recessi e ai labirinti di una narrazione mitica e fluviale, alle “stanze” di un universo mobile e denso in cui è dominante la rievocazione – anzi, le evocazione – di elementi mitologici legati al vitalismo, alla rigenerazione e alla morte attraverso l’insistente rappresentazione di motivi artistici e decorativi. Dall’esame delle “carte segrete” di Lampedusa – l’epistolario pubblicato recentemente da Gioacchino Lanza Tomasi e Silvano Nigro, abbozzi e appunti di viaggio, uno zibaldone di spunti, idee e riflessioni – affiora un volto nuovo, inedito e sorprendente, del romanzo. Da tale esame, che in modo particolare si concentra su metafore e su simboli che si ripetono in modo ossessivo entro le strutture narrative del romanzo, e che rimbalzano dall’epistolario allo zibaldone, emerge prepotentemente non solo l’antirisorgimentalismo del Lampedusa, ma anche il suo antifascismo. E anche alla Chiesa non vengono risparmiate dal Nostro note sarcastiche e polemiche. Sulla strada delle denuncia degli esiti del Risorgimento nel meridione, e sui “presentimenti” nefasti dell’avvento del fascismo, che prendono corpo, tra le pieghe del romanzo, nell’ironica e sarcastica rappresentazione delle parate, delle schiere dei balilla «mirmidoni», della meschinità e mediocrità di «iene» e «sciacalli» che costituiscono la classe dirigente del nuovo regime, la lezione politica di Tomasi di Lampedusa avrà un approdo felice negli esordi narrativi di Sciascia. “È sul terreno dell’antirisorgimento e della disillusione politica – sostiene il professore Salvo Sequenza - sulla condanna di ogni impostura e di ogni mistificazione del potere e dei suoi emblemi, e di ogni forma di governo di una comunità che si regga sulla menzogna e sulla violenza, che Sciascia entra in sintonia, a distanza, con Il Gattopardo”.

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di Redazione (pubblicato il 13/06/2012 alle  13:18:52, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  834 letture)

Il fenomeno dell'abbandono dei cani è una gravissima piaga che caratterizza ogni giorno ed ogni mese dell'anno, ma nei mesi estivi raggiunge un apice spaventoso. Ogni anno sono oltre 140mila gli 'amici a quattro zampe' che rischiano di essere abbandonati, dei quali l'80% muore per strada. Le cause maggiori di tale inciviltà sono tante e tante sono le categorie dei soggetti che si macchiano di questo vero e proprio delitto: cacciatori che abbandonano i cani 'sfruttati' durante la stagione di caccia; vacanzieri che non sanno dove lasciare i propri animali e soprattutto proprietari di cani che mettono alla luce cuccioli 'indesiderati'. Tutto questo succede nonostante l’esistenza della legge n°189 del 2004 che prevede anche la pena d'arresto fino ad un anno per l’abbandono di animali, oltre che ad una ammenda che va da 1.000 a 10.000 euro per tale reato. Vale la pena di ricordare il noto aforisma di Arthur Schopenhauer: “Chi non ha mai posseduto un cane non sa cosa significhi essere amati”, ma soltanto l’uomo è capace di ricambiare questo amore con l’azione criminale dell’abbandono.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:31:43, nella sezione CRONACA,  836 letture)

Il versamento nel torrente Cantera di circa 400mila litri di cherosene senza che da parte di nessuna azienda ci siano stati segnalazioni di anomalie ai propri oleodotti, mette ancora una volta in evidenza impianti troppo obsoleti e una sicurezza precaria che comporta per il territorio gravi rischi per la salute pubblica. Tali impianti industriali sono troppo datati nel tempo e il più delle volte la mera convenienza economica allunga o elimina i tempi della necessaria manutenzione. “Come sia possibile pensare alla installazione di nuovi impianti in quest’area rimane veramente un mistero, sembra quasi che esita un retropensiero che individua il nostro territorio come la “pattumiera d’Italia” – afferma il consigliere di Fli Giuseppe Di Mare in una nota - altro che rigassificatore, altro che misure di compensazione, le paure aumentano sempre più, legate ad un’assenza di controllo sulle linee dismesse ed alla presenza concatenata di troppi impianti poco sicuri vicini. Si pensi piuttosto urgentemente alla manutenzione periodica, al monitoraggio dello stato delle tubazioni, ai regimi di sicurezza in un’area ad alto rischio sismico, altrimenti – continua Di Mare - non ci resta che sperare ed affidarci veramente nelle mani del Padre Eterno, l’unico che può salvare la nostra Città se si pensa ai rischi quotidiani che corriamo ed al grado di preparazione nell’affrontarli. Purtroppo vedere il torrente rosso, in quell’area che è il cuore della storia del territorio megarese ancora una volta rappresenta un oltraggio alla nostra storia, ma anche dimostra l’appiattimento totale di buona parte della classe politica, sociale, sindacale, che ha rappresentato questa provincia negli ultimi anni, in generale mostra il decadimento culturale di generazioni passate ed in parte anche moderne che hanno indirizzato il futuro di questa terra su un modello di sviluppo certamente oggi non più sostenibile”.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:29:03, nella sezione CRONACA,  822 letture)

Il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare comunica che venerdì 15 giugno. il direttivo provinciale di Futuro e Libertà si terrà ad Augusta e darà il via ad un tour per le piazze della provincia per dar seguito alla petizione di Futuro e Libertà “fuori dalla pubblica amministrazione e dalla vita politica i corrotti”. Ci sarà un gazebo presso la sede di Via P. Umberto 210 per consentire a tutti i cittadini di apporre la propria firma ad una petizione pubblica affinché la politica si liberi di condannati, malfattori e corrotti. “La petizione – dice Di Mare – che Futuro e Libertà invita a condividere chiede che tutti i partiti e i movimenti politici si impegnino subito, con apposite ed inderogabili norme statutarie a NON CANDIDARE NELLE LORO LISTE E A NON INDICARE PER LA NOMINA AD INCARICHI PUBBLICI quanti siano stati condannati, anche in via non definitiva, per i seguenti reati: associazione per delinquere, anche di stampo mafioso, peculato, malversazione, concussione, corruzione, turbativa degli appalti, frode nelle pubbliche forniture, rapina, estorsione, usura e traffico illecito di rifiuti”.

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di Redazione (pubblicato il 12/06/2012 alle  13:23:07, nella sezione CRONACA,  745 letture)

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Mimmo Di Franco, cittadino augustano, il quale fa notare un disservizio comune spesso a tutti i lavori pubblici che si mettono in opera nel territorio e non solo nel comune megarese. “Alcuni giorni fa – dice Di Franco - è stata asfaltata via Gramsci ad Augusta. Dopo 2 giorni degli operai hanno scavato un solco per depositare dei cavi sulla stessa via. Possibile che non ci sia un coordinamento tra l'ufficio lavori pubblici e la ditta? La logica vuole che i lavori di interramento dei cavi sarebbero dovuti finire prima o che l'asfaltatura della strada doveva essere fatta dopo. Pare che i lavori di asfaltatura della via Gramsci fossero a carico del privato in quanto sono opere primarie e quindi compresi nel piano di lottizzazione della zona, purtroppo non sono stati concordati con i lavori dell'Enel. Il Comune dovrebbe controllare che il lavoro di rattoppo sia fatto a regola d’arte. Ci auguriamo maggiore attenzione per i prossimi lavori di scavo, specialmente quando è in programma l’asfaltatura completa di una strada”.

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di Redazione (pubblicato il 11/06/2012 alle  19:45:38, nella sezione SPORT,  1716 letture)

Due ex atlete della Rari Nantes Augusta, Giovanna Capuano e la kazaka naturalizzata augustana Svetlana Koroleva in Buscema, hanno vinto la medaglia d’oro ai campionati mondiali di master di pallanuoto che si sono svolti a Riccione. Le due atlete giocavano con le maglia del club Swim Priolo Gargallo, capitanato dall’augustana Giovanna Capuano che aveva avuto l’idea di partecipare alla competizione mondiale insieme al vulcanico presidente Luca Tricomi. Si è partiti in sordina, per puro divertimento, infatti dopo aver perso le prime due partite perché senza cambi, essendo solamente in 8, la squadra completava i ranghi rinforzandosi con l’atleta fuoriclasse kazaka Svetlana Koroleva e l’olimpionica medaglia d’oro e pluriscudettata Maddalena Musumeci, ex Orizzonte Catania. Da quel momento sono iniziati i dolori per le altre squadre.

Il percorso per arrivare all’oro:

PRELIMINARI

All Swim Priolo vs SC Argentario 3-15

All Swim Priolo vs English Roses 10-11

Dolphins Womens vs All Swim Priolo 6-9

SEMIFINALI

English Roses vs All Swim Priolo 4-7

FINALI

Dolphins Womens vs All Swim Priolo 2-8

I nomi delle campionesse mondiali del master W 35: 1 Marta Pulvirenti, 3 Mara Codalli, 4 Maddalena Musumeci, 5 Svetlana Koroleva, 6 Caterina Bonanno, 7 Giovanna Capuano, 8 Vincenza Falvo D’Urso, 9 Daria Orlando, 10 Francesca Rubulotta, 11 Anna Castorina, 12 Liliana Cammarata.

Allenatori: Alessandro Zoni e Luca Scollo.

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di Barbara Becheroni (pubblicato il 11/06/2012 alle  18:32:42, nella sezione CULTURA,  1132 letture)

L'idea di presentare un libro in un centro commerciale non è particolarmente nuova. La capacità di organizzarla in maniera squisita, è invece una piacevole sorpresa. Siamo all'Auchan di Melilli ed è il tardo pomeriggio di sabato 9 giugno. Mentre la consueta folla è impegnata a fare acquisti, nello spazio antistante la libreria Feltrinelli c'è un insolito movimento. È stata allestita una piccola arena, con un tavolo e sedie per il pubblico. L'evento è aperto da Patrizia Tidona, giornalista di Telestar, che presenta gli ospiti. Oltre all'autore del libro "... Io ho deciso" (Melino Nerella Edizioni), il consigliere alla Provincia Regionale di Siracusa Giuseppe Bastante, abbiamo la scrittrice Concetta Cimino, che con "Giustizia in contumacia" si è aggiudicata il Premio Vittorini 2010 e l'editore Silvio Aparo. "...Io ho deciso" è un libro molto particolare. Parte dalle esperienze autobiografiche del suo autore, che in gioventù aveva abbandonato la Sicilia per trovare quelle opportunità di lavoro che la sua terra gli negava. Quando ormai la carriera e la stabilità economica erano state raggiunte, decide di mollare tutto a causa di una situazione che si era verificata all'improvviso e tornare in Sicilia per ricominciare, affiancando l'impegno politico a tutto il resto. Nel testo leggiamo, con grande emozione, l'evoluzione del pensiero di Giuseppe Bastante e la sua dichiarazione di amore per la Sicilia. Gli interventi degli ospiti sono stati molto interessanti e sapientemente intervallati dalla lettura di alcuni brani del libro grazie alla splendida voce dell'attrice Rita Abela. Hanno inoltre partecipato anche l'assessore provinciale alla cultura Vito Brunetto e il consigliere provinciale Francesco Saggio.

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di Redazione (pubblicato il 11/06/2012 alle  16:09:47, nella sezione CRONACA,  893 letture)

La Guardia di Finanza di Siracusa, dopo mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, ha scoperto una truffa ai danni dell’INPS di oltre 1 milione di euro. Ha infatti individuato 16 persone che hanno indebitamente ricevuto una pensione e una indennità di accompagnamento perché riconosciuti, ma senza esserlo, affetti da cecità “assoluta”. Un fenomeno assai diffuso in tutto il meridione, laddove vige una sorta di “welfare” alternativo che avvantaggia i soliti furbetti con la connivenza spesso di medici compiacenti. Dopo aver esaminato la pratiche di invalidità presso l’I.N.P.S. e l’A.S.P. di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno predisposto pedinamenti e riprese video-fotografiche a carico dei sospettati. Nonostante la “cecità assoluta”, certificata dalle commissioni mediche competenti, in tutti i casi esaminati si è potuta riscontrare una simulazione dello stato di infermità da parte di soggetti in grado di badare alle attività della propria vita quotidiana, in completa autonomia e senza alcun tipo di aiuto. L’attività investigativa è stata rivolta anche verso i sanitari che, mediante le loro certificazioni, hanno attestato una condizione di cecità risultata del tutto infondata. Le indagini dei finanzieri hanno portato alla individuazione di un medico che svolgeva un duplice ruolo, oculista e componente della commissione medica provinciale. Il medico è stato denunciato per concorso nel reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’autorità giudiziaria ha avviato le procedure per il blocco delle pensioni e delle indennità illecitamente percepite. Il danno all’INPS è stato quantificato dai finanzieri in oltre un milione di euro. Nel Paese degli scaltri, quella dei malati virtuali è una macchina che produce favori non solo per i beneficiati diretti ma anche per vari politicanti, visto che la catena di montaggio delle false pratiche è alimentata da soldi o da voti. C'è solitamente un collettore delle domande (lo "spicciafacenne") e un utilizzatore finale, il falso invalido. Ad aiutare i furbi concorre una vera e propria giungla di passaggi burocratici: domanda all'Asp, visita medica, trasmissione del verbale all'Inps, verifica della commissione periferica del Ministero del tesoro, esame del verbale da parte dell'Inps. Un iter che arriva a durare anche due anni in Sicilia. Le commissioni di verifica delle invalidità vengono pagate a cottimo: tot euro a pratica per ognuno dei 4 medici, tre dei quali nominati dal direttore generale dell'Asp, ed arrivano a smaltire 40 pratiche a seduta. Un'attività redditizia, che a un medico della commissione può assicurare parecchi euro in un pomeriggio. Un'attività alla quale guarda con attenzione anche chi cerca consensi elettorali di tipo clientelare.

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di Redazione (pubblicato il 08/06/2012 alle  14:15:06, nella sezione CRONACA,  842 letture)

Ancora una volta (episodio analogo era appena accaduto il primo giugno) un forte odore (diciamo pura una puzza intollerabile) è stato avvertito nella mattinata di oggi nelle zone di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e nella zona Nord di Siracusa. In base alle prime ricostruzioni la puzza è stata causata dalla fuoriuscita di kerosene da una tubatura interrata gestita dall'Isab ma che fornisce materiale alla Sasol. E’ intervenuta la Capitaneria di Porto, la quale ha accertato che il liquido fuoriuscito ha anche raggiunto il torrente Cantera, sito nella zona di Megara Iblea, col rischio di versarsi in mare. Il liquido maleodorante è incolore per cui saranno necessarie le opportune analisi delle acque da parte dell'Arpa. E’ intervenuta anche una ditta che si occupa di bonifiche, mettendo in opera galleggianti e materiali antinquinamento con cui è stata delimitata la zona. La Provincia di Siracusa e l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), in seguito ai fenomeni di emissioni di fumi e cattivi odori ripetutisi più volte in questi ultimi mesi nel triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo, dichiara di aver aumentato la vigilanza sull’attuazione delle disposizioni del decreto varato per contenere le emissioni, ma a quanto pare tali fenomeni continuano puntualmente a ripetersi. Il dirigente della divisione Ambiente della Provincia, ingegnere Domenico Morello, ha recentemente affermato che la presenza di sostanze maleodoranti nell’aria in prossimità delle zone industrializzate, oltre a infastidire è causa di preoccupazione per gli eventuali effetti nocivi sulla salute. Ma nonostante si tratti di un fenomeno diffuso, le norme vigenti ancora non lo regolamentano. L’articolo n° 674 del codice penale, tra le fattispecie generiche, dispone che chiunque, in luogo pubblico o privato, ma di uso comune, getti o versi sostanze finalizzate a molestare le persone, a provocare emissioni di gas, vapori o fumo, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206 euro. La mancanza di norme e linee guida ha causato, dunque, una sottovalutazione del problema, che, pur non sempre associabile ad effetti tossici, è comunque molto sentito dalla popolazione, ingenerando preoccupazione e allarmismi. C’è da aggiungere infine che, dall’esame dell’origine di questi fastidiosi odori, si evince lo stato di vetustà e cattiva manutenzione delle condutture di gas delle società petrolchimiche presenti sul territorio, nelle quali, stante la grave crisi di tutto il settore, si investe ormai molto poco in tema di sicurezza.

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di Redazione (pubblicato il 07/06/2012 alle  20:17:48, nella sezione CRONACA,  715 letture)

Dalla sua pubblicazione, il Piano Paesistico regionale ha prodotto l’entrata in vigore di rigide misure di salvaguardia dell’ambiente. Di conseguenza sono state bloccate tutte le attività nella nostra provincia, quelle a carattere industriale e agricolo e quelle a carattere turistico-edilizio. In un momento di grossa crisi occupazionale quello che era un progetto di buone intenzioni rischia di impedire la realizzazione di opere che potrebbero impiegare tanta mano d’opera. Da questa considerazione viene fuori la richiesta avanzata dall’on. Titti Bufardeci al presidente della Regione Raffaele Lombardo, tendente ad ottenere la revoca immediata del provvedimento relativo al Piano Paesistico della provincia di Siracusa, ribadendo la necessità di avviare una vera concertazione tra Regione e Territorio in tutte le sue rappresentanze istituzionali, imprenditoriali e sociali, assegnando un termine a breve scadenza, da tre a sei mesi, per consegnare finalmente uno strumento condiviso da tutto il Tavolo Permanente per lo Sviluppo e il Lavoro, nella suprema considerazione che il Piano, così com’è congegnato e come è dimostrato dal numero di ricorsi oltre che dalle osservazioni, non piace alla stragrande maggioranza degli operatori del territorio siracusano. Sulle altre questioni in ballo, dopo tante polemiche e indecisioni, pare che, per quanto riguarda il rigassificatore, il governatore Lombardo avrebbe affermato che darà presto il via libera per la sua realizzazione. Cosi come per l’autostrada Rosolini – Gela (per i tre lotti) e per la Catania-Siracusa per le quali entro la prossima settimana è prevista una riunione con il commissario Cas dott.ssa Corsello e con il presidente dell’Anas dott. Ciucci. Bufardeci sarà presente al prossimo incontro a Palermo durante il quale si discuterà della qualità della progettazione delle grandi vie di comunicazione che competono alla provincia siracusana.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/06/2012 alle  16:14:57, nella sezione LIBRI,  975 letture)

Adriana Pedicini, I luoghi della memoria, Arduino Sacco Editore, p. 110, 12 euro. 

Arduino Sacco è un editore che non chiede contributi agli autori e che non gode di finanziamenti pubblici”, recita il sito Internet della casa editrice - spartano ma efficace - che denota una struttura ai limiti dell’amatoriale, ma ben venga in questi tempi grami dove tutti si spacciano per professionisti della letteratura. Viva l’underground, che forse sarà la nostra salvezza! A proposito di Arduino Sacco vi invito a leggere I luoghi della memoria di Adriana Pedicini, un libro proustiano come tutti noi modesti scrittori abbiamo tentato (o siamo in procinto) di scrivere, una sfida alla ricerca del tempo perduto che ogni amante delle lettere cerca di intraprendere con esiti più o meno felici. Adriana Pedicini tocca le corde giuste con questi racconti sul filo della memoria, realisti, autobiografici, ebbri di ricordi, zeppi di odori e sapori del tempo passato. L’autrice rievoca il sapore dell’infanzia, personaggi indimenticabili del passato, lutti indelebili, mancanze che lasciano il segno, frammenti di amori perduti, esami di scuola vissuti con nostalgia, un esempio paterno e una fanciullezza lontana. I critici veri, che sanno di letteratura, storceranno il naso, diranno che Adriana Pedicini racconta i fatti suoi, che non si fa così, meglio inventare, costruire trame, affascinare il lettore con il solito giallo o con uno dei tanti inutili noir. Lasciamo ai soloni il loro compito, da tempo non ascoltiamo le campane che suonano il funerale della letteratura, accogliamo con entusiasmo questo libro di racconti e ricordi, perché l’autrice narrando i fatti propri racconta il passato di un’intera generazione. Da leggere e meditare.

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di Redazione (pubblicato il 04/06/2012 alle  17:26:56, nella sezione CRONACA,  935 letture)

Il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare (nella foto) fa pervenire una nota nella quale affronta la delicata e annosa questione del porto commerciale di Augusta: “Ancora nel 2012 – sostiene Di Mare - dopo diversi anni dalla istituzione della Port Authority, dopo svariate amministrazioni cittadine che si sono succedute, dopo anni di annunci e promesse si torna nuovamente a parlare di porto moderno e dinamico, di piano regolatore portuale, di fondi europei da sbloccare, di apertura a nuovi traffici, in realtà siamo ai titoli di coda di una storia molto triste che sta vedendo il nostro porto sempre più perdere il ruolo di rilevanza che gli spetta”. “E’grave – continua l’esponente di Fli – che si utilizzi l’occasione di conferenze per affermare che l’impianto di rigassificazione “occorre che si faccia”. Mi risulta che più di una volta il Presidente della Port Authority sia stato invitato dalla Presidenza del Consiglio Comunale per relazionare l’Aula democraticamente eletta sullo stato dei lavori; ad oggi, però, nessun Consiglio Comunale è stato convocato nonostante la presenza di una mozione firmata da quasi tutti i Consiglieri per la convocazione di una seduta monotematica sul porto, mi auguro che a breve si ponga rimedio e che, alla luce anche del voto unanime del comitato portuale che autorizza il Presidente della Port Authority ad attivarsi per verificare le possibilità di una collaborazione con Catania, si presentino in Aula i responsabili a spiegarci cosa significa tutto ciò. Rimane l’amaro in bocca dinanzi alle solite conferenze organizzate con merito da chi le pensa, ma che di fatto si trasformano in inutili passerelle, addirittura due in meno di 10 giorni in città hanno visto protagonisti i vertici del porto augustano, gli stessi che (ribadisco) mi auguro presto si confronteranno con gli organi democraticamente eletti (e non nominati) dai cittadini. L’ultima trovata che riguarda il nostro porto è quella (per fortuna ritirata) della realizzazione di un muro, a mio giudizio inutile, che avrebbe privato ancora di più la Città del suo mare, rimane la perplessità di come si possa pensare ad un’opera del genere che avrebbe potuto cancellare secoli di storia. Dinanzi poi alle dichiarazioni del Primo Cittadino di Augusta – continua il Consigliere Comunale - verrebbe da chiedersi a cosa ha pensato in questi anni, non era forse lui il rappresentante del Comune in seno al comitato portuale fino a qualche tempo fa? O forse non ha nominato lo stesso Sindaco un nuovo rappresentante in seno a tale comitato che dovrebbe relazionare a lui direttamente?”. Di Mare infine si chiede che senso abbiano avuto gli episodi della società giapponese insediata ed andata via, le varie inaugurazioni di collegamenti di traghetti (Malta-Augusta, Chioggia-Augusta, Civitavecchia-Augusta), mai veramente realizzati, le varie “inaugurazioni burla” come quella del forte Vittoria, e conclude con l’amara riflessione che la cittadina megarese paga una scarsa attenzione politica da parte di tutti quei Ministri, Deputati nazionali e regionali che si sono succeduti negli anni e che non sono stati capaci di dar voce al consenso ricevuto e non hanno mai avuto un vero interesse a far decollare la Città di Augusta.

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