Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 25/02/2013 alle  17:59:46, nella sezione VIDEO,  3854 letture)

Michele PlacidoPer la prima volta al Teatro Cannata di Città della Notte, il grande attore e regista Michele Placido (presto nelle sale con il suo nuovo film "Il cecchino") presenta il suo spettacolo "Concierto de Alma". Il nostro collaboratore Giorgio Nanì La Terra lo ha intervistato a proposito del nuovo spettacolo, un viaggio poetico e musicale scandito dalla voce di un attore tra i più amati dal grande pubblico. In questo spettacolo originale le poesie di Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca si fondono felicemente alla musica che entrambi amavano: la sensualità del tango, l'intimismo malinconico e la passione ardente della musica spagnola ben sottolineano la bellezza dei loro versi. Ad accompagnare Michele Placido c'è Enselme de Alma.

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di Redazione (pubblicato il 25/02/2013 alle  13:47:40, nella sezione CRONACA,  787 letture)

rivolta ad AugustaScene di rivolta popolare davanti al portone del Palazzo Municipale di Augusta dove centinaia di cittadini infuriati si sono dati appuntamento venerdì mattina per protestare vivacemente contro l’aumento delle bollette della Tarsu, la tassa comunale sulla nettezza urbana, che stanno arrivando come una ulteriore mazzata sulle famiglie già provate dai numerosi balzelli che fioccano come neve distruggendo risparmi ed economie. Un giro di messaggi sulla rete internet ha messo insieme almeno 600 cittadini (o dovremmo meglio chiamarli sudditi?), tra cui qualcuno davvero arrabbiato e scalmanato. che hanno a gran voce chiesto di vedere il Commissario La Mattina, imprecando contro tutto il consiglio comunale che qualche tempo fa ha avallato in toto questi aumenti di tariffe con la sola eccezione di due astenuti. Sono aumenti consistenti intorno al trenta o quaranta per cento rispetto a quanto pagato negli anni precedenti. Ricordiamo che si paga in base ai metri quadrati della casa ove si risiede e non sulla base degli occupanti, criterio quanto mai ingiusto visto che la spazzatura la producono i singoli individui che vivono e consumano e non i metri quadrati degli immobili impropriamente assunti quali unità di misura. Per quanto vivaci ed irose le proteste siano state, pare comunque che non abbiano sortito grandi effetti. Il Commissario non si è fatto vedere ed ha comunque fatto sapere che l’aumento era un atto dovuto per ripianare il grave deficit delle casse comunali. La sera dello stesso giorno la piazza Duomo, presidiata da parecchi poliziotti e carabinieri, era ancora occupata da molti manifestanti, strettisi attorno ad alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle che hanno preannunciato interventi, ma solo dopo le elezioni, per non essere tacciati di voler cavalcare la protesta per fini elettorali. La questione è quindi solo rimandata, anche se appare assai improbabile che le bollette ormai emesse possano essere ritoccate o ridotte. E il furor di popolo certamente manterrà alta la tensione.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 23/02/2013 alle  09:27:29, nella sezione CINEMA,  1121 letture)

Manifesto di DjangoL’approssimarsi della notte degli Oscar mette sulla bilancia una serie di film che hanno contraddistinto l’ultimo scorcio cinematografico americano ma anche, di rimando, italiano. Vorrei soffermarmi in particolare su due film di due maestri del cinema, mi riferisco a “Lincoln” di Steven Spielberg e a “Django Unchained” di Quentin Tarantino. Si tratta di due film assai diversi, ma che rimandano al medesimo tema, quello dello schiavismo afroamericano. Vederli a distanza ravvicinata, come è avvenuto nel mio caso, inevitabilmente li pone in diretto confronto e non senza ragioni, come avrò modo di spiegare. Innanzitutto il film di Spielberg: script verboso, volutamente verboso, ma assai intelligente e colto, molto accurato nella descrizione di certe dinamiche parlamentari del tempo, pure troppo, tant’è che a tratti sembra di guardare il canale satellitare che trasmette le sedute della Camera, con la differenza che poco o nulla sa degli schieramenti del tempo uno spettatore medio che non sia cioè uno storico specializzato; ottimi attori, ben diretti, capitanati ovviamente da un Daniel Day Lewis che già sapevamo essere abile trasformista e che si cala con dedizione nei panni del Presidente (ma il doppiaggio non mi è sembrato degno della stima che i nostri doppiatori hanno acquisito nel tempo); confezione di lusso, com’era lecito attendersi, scenografie, costumi e direzione della fotografia impeccabili come sempre. E poi? Poi nient’altro. Da Spielberg non arriva alcun colpo d’ala registico, il film non prende, non emoziona, a tratti addirittura annoia; alcune scelte apparentemente coraggiose rimandano a soluzioni già consolidate nel teatro greco di migliaia di anni fa (l’assassinio di Lincoln non viene mostrato ma “annunciato” proprio durante una rappresentazione teatrale). Manifesto di LincolnSi capisce insomma che più che alla pancia Spielberg punta al cervello, peccato che proprio Spielberg sa quanto sia importante unire le ragioni intellettuali con quelle dello spettacolo. In questo caso rinuncia volontariamente ad utilizzare cinematografici marchingegni emotivi ma anche da un punto di vista storico il film non permette di cogliere alcuni aspetti importanti. Di Lincoln sono un po' confuse le reali (o almeno le verosimili) motivazioni che lo spingono a promuovere l’abolizione della schiavitù, della sua persona non intuiamo altro che una grande capacità affabulatoria (che nel film stesso non tutti sembrano gradire) che sconfina nella logorrea. Soprattutto, delle condizioni degli schiavi nulla si viene a sapere, dando per scontato che noi già le conosciamo. Di fatto l’abolizione della schiavitù è un discorso tra bianchi, astratto, e le uniche persone di colore che ci è dato vedere sono poche comparse nell’aula del Parlamento. Tarantino va oltre. Nello stile post-moderno che gli è proprio, frulla rimandi, citazioni e soluzioni adottate in tanti spaghetti western del passato per creare qualcosa di nuovo, personale e spettacolare. La schiavitù non è qualcosa di cui parlare la sera a cena con l’adorata mogliettina di fronte al fuoco del caminetto fumando sigari. La schiavitù è esibita, sofferta, vissuta sulla propria pelle. La sofferenza dello schiavo Django è adottata dallo Schultz del bravo Christoph Waltz e in seconda istanza dallo stesso spettatore. Il suo cammino per ritrovare la moglie è un viaggio nel cuore nero dello schiavismo, nel Sud dei grandi latifondisti di cui si fa interprete Leonardo Di Caprio, attore di non eccelse virtù ma che ha un’ammirevole gusto nella scelta dei copioni e dei registi con cui lavorare. Anziché spiegare accademicamente cosa fu lo schiavismo, cosa significò per milioni di persone, Tarantino ce lo fa vivere senza risparmiarne il sangue, l’orrore. Perché fu sangue, perché fu orrore. E Spielberg, che già ai tempi del pur lodevole “Schindler’s list” aveva in qualche modo “ammorbidito” l’Olocausto non mostrando per esempio le camere a gas (ma che invece in “Salvate il soldato Ryan” ci aveva immersi nella spaventosa, infernale, bolgia dello sbarco in Normandia), qui rimuove del tutto la visione, la percezione del problema, dandola per scontata, assecondando un copione elegante ma in definitiva asettico. Tarantino stimola invece la nostra empatia, senza autocensurarsi: con la scusa delle sparatorie e dei cowboys ci accompagna per la manina nel peggiore dei boschi stregati e lì ci abbandona, per venirci a prendere tre ore dopo. Spaventati, divertiti, soddisfatti di aver avuto il divertimento, ma anche qualcosa in più. Si può riflettere anche ridendo, si può imparare qualcosa anche giocando. E senza neanche troppe forzature si può, come ha recentemente scritto Roberto Saviano, accostare la storia di Django a quella di certi extracomunitari raccoglitori di pomodori in Puglia...

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di Redazione (pubblicato il 21/02/2013 alle  10:29:08, nella sezione CRONACA,  1075 letture)

Spazzatura ad AugustaArrivano come belle sorprese l’una accanto all’altra le lettere di Berlusconi che chiede il voto in cambio del rimborso IMU e le missive che recapitano le bollette Tarsu con aliquote aumentate in misura esponenziale a seguito delle ultime disposizioni. Bollette da capogiro che hanno ancor più angustiato le famiglie già messe a dura prova dalla disoccupazione e dalla crisi economica. Sull’argomento dice la sua Mimmo Di Franco in una nota inviata agli organi di stampa: “Ormai la misura è colma – dice Di Franco - non si possono chiedere sempre sacrifici ai cittadini. Chi ha delle responsabilità deve riconoscere che la causa di questi aumenti è dovuta alla manifesta incapacità di amministrare, quindi si chiedono, per correttezza nei confronti di tutti cittadini che stanno pagando esosi aumenti di tasse e non per strumentalizzazione politica, le dimissioni immediate di tutto il Consiglio Comunale. La mia non è una voce isolata ma raccolgo tutte le lamentele dei cittadini. Non si capisce perché la TARSU non debba essere pagata per nucleo familiare anziché per i mq dell’immobile. Gestisco una pagina sul social network Facebook e i cittadini manifestano rabbia per questo ulteriore aumento che serve solo a coprire il deficit creato in questi anni dalle amministrazioni che si sono succedute. Il Commissario non può amministrare alla Monti, aumentando le tasse senza dare i servizi in cambio. Non vedo una città più pulita, non vedo una raccolta differenziata, i tombini sono tappati, i rifiuti ingombranti sono ovunque, il randagismo permane. Lo scorso ottobre fu votato il bilancio preventivo 2012 e inserito al suo interno l’aumento della TARSU, un modo per far votare il bilancio altrimenti ci sarebbe stato il commissariamento con conseguente dissesto finanziario. Da cittadino farò qualsiasi passo pur di non pagare questo aumento. Tra l’altro l’art. 52 della L. n. 446/97 così recita: “I regolamenti sono approvati con deliberazione del comune e della provincia non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione e non hanno effetto prima del 1° gennaio dell’anno successivo”. L’art. 54 della medesima legge, come integrato dall’art. 54 della L. n. 388/2000, dispone che: “Le provincie e i comuni approvano le tariffe e i prezzi pubblici contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione. Le tariffe e i prezzi pubblici possono comunque essere modificati, in presenza di rilevanti incrementi nei costi relativi ai servizi stessi, nel corso dell’esercizio finanziario. L’incremento delle tariffe non ha effetto retroattivo”. Chiedo agli avvocati, – conclude Di Franco - alle associazioni dei consumatori, se ne esiste qualcuna ad Augusta, di farsi portavoce e seguire i cittadini nei meandri degli articoli di legge. Non posso chiedere aiuto ai partiti politici che, rappresentano i cittadini, perché sono stati gli artefici dell’inefficienza amministrativa”.

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di Redazione (pubblicato il 16/02/2013 alle  10:29:39, nella sezione CRONACA,  863 letture)

castello svevoAlla luce dei risultati definitivi pubblicati dal FAI nel sito de “i Luoghi del Cuore”, il comitato spontaneo per il Castello Svevo di Augusta esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto, ovvero il riconoscimento di 14.386 segnalazioni ufficiali. Il sedicesimo posto, su oltre 10 mila luoghi segnalati e in una classifica dei 100 più votati è sicuramente un grande traguardo, considerando soprattutto che più di un terzo della popolazione ha contribuito a segnalare il Castello Svevo come “luogo del cuore”. Inoltre Augusta risulta essere al primo posto tra i luoghi siciliani segnalati. In questi mesi il FAI ha mostrato grande interesse per il nostro Castello, richiedendoci materiale fotografico e relazioni sulle condizioni del bene, che sono stati prontamente spediti alla sede “I luoghi del cuore”. Siamo fiduciosi che questa iniziativa accenderà i riflettori sul Castello Svevo e che l’impegno e la dedizione dei cittadini susciteranno l’interesse e l’attenzione delle istituzioni affinché questo simbolo della città di Augusta possa essere tutelato e recuperato. Ci teniamo a precisare che dalla classifica non dipende necessariamente la scelta degli interventi di recupero sui vari luoghi segnalati, in quanto i beni saranno selezionati in base a diversi requisiti e alla discrezionalità del Fondo Ambiente Italiano; in questo senso il Comitato e la città resteranno in attesa di eventuali comunicazioni del FAI con immutata fiducia e speranza. Questa esperienza di partecipazione collettiva lascia nell’animo di tutti la grande consapevolezza che i cittadini di Augusta, insieme, hanno dimostrato, con un’adesione senza precedenti, grande affezione verso la propria città e il proprio patrimonio artistico e monumentale. Invitiamo quindi le istituzioni a prenderne atto e ad adoperarsi con ogni strumento possibile affinché il Castello Svevo possa tornare fruibile da parte dei cittadini di Augusta e di ogni parte del mondo. Notizia dell’ultima ora: il Fai ha assicurato che la risposta definitiva sull’intervento sarà comunicata tra giugno e luglio di quest’anno.

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di Giorgio Nanì La Terra (pubblicato il 12/02/2013 alle  20:45:29, nella sezione EVENTI,  1198 letture)

Alessandro SpitaleriS’intitola “No limits” il nuovo concerto di Alessandro Spitaleri (nella foto a destra), cantante siracusano in ascesa che in questi giorni sta preparando anche il suo primo videoclip musicale per il brano inedito che proietterà in occasione del suo show. La cornice sarà una cena spettacolo. E’ definita con sicurezza invece la data fissata appunto per il 20 di Aprile con inizio alle ore 20:30. La cornice: un noto locale nostrano, ovvero il ristorante Sahara. Presentatrice d’eccezione la bellissima Ilenia Schiavo (nella foto a sinistra), già nota le sue apparizioni sul piccolo schermo e per la sua bravura nelle danze orientali, bravura che l’ha portata a competere in concorsi nazionali con lusinghieri risultati. Ilenia sarà anche coreografa e ballerina nella serata e guiderà il suo gruppo di danza “Iaset e le Perle Del Nilo”. L’evento sarà ripreso e messo in onda in differita da Video66, canale 286 del digitale terrestre. ILENIA SCHIAVONel frattempo è in produzione uno spot pubblicitario che anticiperà l’evento con la presenza dei professionisti del team di AS record di Alessandro Spitaleri. Il service audio e luci è affidato alla S.B. audio di Seby Bianca, confermato dopo lo straordinario successo dei suoi effetti luce al Pacevillabeach, che ha ospitato il concerto “Insieme”, che vide Alessandro Spitaleri dividersi la scena con Luca Franzò (ospite anche in questa nuova occasione). Alle tastiere suonerà il Maestro Pucci . Fotografia video e di scena a cura di Elojsa’s Photo.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/02/2013 alle  19:44:05, nella sezione CINEMA,  887 letture)

Sophia (2012) - episodio del film collettivo Amores, che probabilmente non sarà realizzato - è l’ultimo lavoro di Stefano Simone, che gira un corto di 19’, dal taglio fantastico, ben fotografato nel suggestivo paesaggio montano della Svizzera Italiana. La storia parte da un vecchio libro di leggende del Canton Ticino, riecheggia Lovecraft con la tesi del volume maledetto, ma anche certi film di Lucio Fulci e Dario Argento. Una ragazzina si lascia con il fidanzato, prende in prestito dalla biblioteca un volume di leggende e - poco a poco - si rende conto che ogni storia letta provoca un’incredibile scomparsa o un omicidio efferato. I passi del libro maledetto recitati in sottofondo introducono una storia tenebrosa che segue le tracce d’una leggenda, sia quella del tosatore, dei folletti che popolano il fiume o di un killer imprendibile che uccide e nasconde i corpi in un sacco.

Ottimo il soggetto, meno brillante la sceneggiatura, troppo impostata e didascalica, vittima anche di un montaggio lento e a tratti confuso. Il tono è suggestivo, le riprese esterne sono molto buone, sembrano citare Cappuccetto rosso (2009), un vecchio medio metraggio del regista, ma anche il notevole Unfacebook (2011). La musica sintetica accompagna un crescendo di tensione, spesso stemperato e poco efficace, come non dovrebbe accadere in un thriller fantastico. Interessante l’uso della soggettiva, con la macchina da presa che segue il protagonista dell’evento macabro per sfumare al momento opportuno. Il regista sceglie di non mostrare i delitti ma lascia intuire, accompagnando lo spettatore fino al momento terminale, per poi staccare sulla lama, sul corpo che cade, sul killer che uccide. L’amante del cinema horror più efferato resterà deluso dal taglio non esplicito che il regista ha voluto dare alla sua ultima opera, anche perché Simone aveva abituato il pubblico a particolari gore e splatter molto cruenti. Teniamo conto che Sophia è un corto nato all’interno di un progetto scolastico che doveva coinvolgere altri autori, quindi è condivisibile non aver insistito sul macabro. La recitazione merita un capitolo a parte. Premesso che nessuno vuol gettare la croce addosso a tanti ragazzi volenterosi che hanno dato il massimo, riteniamo che il regista debba rendersi conto che per fare un buon film servono buoni attori. Impossibile uscire da questa lapalissiana realtà. Sophia è mal recitato, zeppo di dialoghi impostati, di sequenze lentissime che vedono personaggi uno di fronte all’altro intenti a dire battute delle quali sono i primi a non essere convinti. Peccato, perché l’idea del corto è valida, la storia interessante, la fotografia suggestiva, la musica intensa e il montaggio sufficiente. Il regista mostra di saperci fare con la gestione delle immagini, soprattutto nelle riprese in esterno, mentre è meno abile nella direzione degli attori (un difetto che lo accomuna a Dario Argento!). Attendiamo Simone alla prova di un nuovo lungometraggio, consideriamo Sophia una pausa di riflessione, un lavoro di passaggio, che presenta elementi positivi da sviluppare in pellicole di più ampio respiro.

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di Mimmo Di Franco (pubblicato il 10/02/2013 alle  20:48:30, nella sezione CRONACA,  922 letture)

Chiesetta del Cristo redentoreSi ritorna sugli stessi problemi, perché fin quando non saranno risolti bisogna pure che ci sia qualcuno ad evidenziarli. Mi occupo della chiesetta del Cristo Redentore dentro il cimitero di Augusta ormai da anni, ricordo che per essa sono state date più volte notizie di finanziamento e rese dichiarazioni per un inizio lavori in brevissimo tempo. Il terremoto del 1990, oltre alla chiesetta del Cristo, interessò pure l’ingresso e il muro di cinta del cimitero, lasciandoli in una situazione disastrosa.

Dopo diversi solleciti, nel maggio del 2012, fu pubblicato uno dei tanti articoli di stampa che recitava: "Finalmente la Regione ha predisposto l'invio delle somme, quindi gli uffici stanno predisponendo la conclusione del lungo iter. Si spera, con quest'ultimo atto, di completare la sistemazione della chiesetta cimiteriale ed il muro di cinta con annesso ingresso". Il progetto, finanziato per 750 mila euro dal dipartimento di Protezione civile, è stato approvato definitivamente dalla Giunta. Di questi finanziamenti, giunti a buon fine, anche gli onorevoli Pippo Gianni e Vincenzo Vinciullo, pretesero di aver merito. Appena insediatosi, il Commissario del Comune, dottor La Mattina, dichiarò che avrebbe al più presto sollecitato gli uffici affinché si portasse a termine la ristrutturazione della chiesetta e tutto ciò che riguardava le problematiche cimiteriali e assicurò che entro l’anno avrebbe indetto la gara d’appalto per i lavori. Tutto ciò a seguito di un altro articolo di stampa in cui si sollecitava anche la fine degli interminabili lavori delle cappelle e il ripristino del cimitero a luogo di culto. Considerati i tempi lunghi per chiudere l’iter, la lentezza della burocrazia degli uffici, a tutti i livelli istituzionali, ci auguriamo che per la prossima ricorrenza dei defunti la chiesetta, l’ingresso ed il muro di cinta siano stati ristrutturati o quantomeno che i lavori siano in corso d’opera, in modo da riconsegnare ai nostri cari defunti il loro meritato riposo e la pace eterna.

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di Redazione (pubblicato il 10/02/2013 alle  20:43:42, nella sezione CRONACA,  832 letture)

Piscina di AugustaChe fine ha fatto l’ipotesi ventilata di restaurare la vecchia piscina “Gigi Turchio” alla Badiazza, peraltro ridimensionandola al fine di eliminare il curvone di accesso alla città? Si trattò dell’ultima infelice scelta dell'amministrazione cittadina sciolta nel commissariamento e concernente la volontà di riesumare la cosiddetta "piscina comunale". I cittadini e gli sportivi sperano che questa ipotesi inutile, buona solo a sprecare altri soldi pubblici, sia stata abbandonata del tutto.

Augusta detiene oggi, nello stato di fatto, due primati negativi: è infatti l'unica cittadina italiana in riva al mare priva di impianti natatori comunali e l'unica cittadina europea che aveva un ex cinematografo pieno d'acqua che fu chiamato piscina e che oggi è addirittura una fossa piena di schifezze e putridume. L’adattamento dell'ex piscina all'aperto "Arena Badiazza" negli anni 80 fu accettata come soluzione provvisoria, considerando che all'epoca l'unica città della provincia che avesse un vero impianto natatorio era Siracusa. Il nuoto, la canoa e soprattutto la pallanuoto ad Augusta si sono espressi nei decenni scorsi sempre a livelli apicali in ambito regionale, nazionale ed internazionale, sino a che ci sono stati gli strumenti sufficienti per praticare tali passioni sportive. Basti ricordare alcune eccellenze emerse negli anni scorsi, veterani augustani che sono stati allenatori e atleti di serie A maschile e femminile, arbitri internazionali e di serie A nazionale, campioni nazionali di canottaggio, partecipanti alle Olimpiadi di canottaggio, finalisti ai campionati mondiali ed europei di nuoto e così via.

Tutto questo storico patrimonio sportivo è stato dissipato allorché la città è stata privata di una vera piscina. Quello che è rimasto del vecchio impianto è totalmente distrutto e si rende necessaria la realizzazione di un nuovo impianto adeguato e omologato. inutilizzabile anche nei mesi invernali. Il Commissario straordinario, per quanto di sua competenza, dovrebbe verificare la possibilità di mettere in cantiere un progetto definitivo per donare alla città finalmente un vero impianto sportivo polivalente, prezioso per fare emergere le potenzialità espresse dai giovani sportivi augustani.

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di Redazione (pubblicato il 07/02/2013 alle  19:48:35, nella sezione CRONACA,  762 letture)

Gianfranco FiniDomenica 10 febbraio 2013 alle ore 17 il Presidente della Camera On. Gianfranco Fini incontrerà la Cittadinanza di Augusta nel salone di rappresentanza Municipale, ne danno notizia il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare e il dirigente nazionale dello stesso partito Marco Stella. “Il percorso di Futuro e Libertà - affermano i dirigenti del partito - per dare una nuova forma e dignità alla destra italiana continua, grazie a quel dito puntato dal Presidente Fini oggi abbiamo l’onere e l’onore di custodire i valori della destra legalitaria, repubblicana e sociale che altri hanno dimenticato. Ancora una volta viene mostrata l’attenzione nei confronti della nostra Città che si appresta a vivere un periodo elettorale importante e che vede gli uomini e le donne di Futuro e Libertà in primo piano. Il Presidente Fini accompagnato dall’On. Fabio Granata aprirà di fatto la campagna elettorale per le nazionali nella nostra Città – concludono Di Mare e Stella - presentando i candidati augustani nelle liste di FLI Roberto Meloni e Maria Amara”.

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di Redazione (pubblicato il 06/02/2013 alle  13:56:39, nella sezione CRONACA,  1012 letture)

Giuseppe ScrivanoConferenza stampa a Siracusa del candidato alla Camera dei Deputati per la Lega Nord Giuseppe Scrivano, sindaco di Alimena (nella foto). Una lunga carriera pubblica la sua che lo ha visto impegnato presso svariati enti regionali e commissioni nazionali. Vanta anche una pluriennale esperienza nel campo della formazione professionale. Una vita quindi spesa tra amministrazioni e burocrazia, una lotta continua alla ricerca del lato umano e fattivo di queste "macchine infernali" che contribuiscono, o molto più spesso creano, quel blocco alle idee, alla innovazioni o alla conservazione del patrimonio di un popolo dalla storia così ricca ed importante come quello siciliano. “E' inutile negarlo – sostiene Scrivano - amministrare non è mai facile, soprattutto in una terra che per anni si è dovuta piegare alla prepotenza e all'arroganza di gente incompetente, alle minacce di farabutti ed alle ingiustizie. Ma non bisogna mai scoraggiarsi o smettere di fare il proprio dovere”. Ed è per questo che il sindaco di Alimena ha deciso di candidarsi con la Lega Nord o meglio, come tiene a precisare, con la lista accorpata 3L, quella per capirci che fa capo a Giulio Tremonti. “Abbiamo bisogno – continua Scrivano - di persone serie, competenti che possano dare risposte concrete alle disperate richieste di una popolazione stremata e disillusa che non crede più alla politica ed ai politici dopo le tante azioni di sciacallaggio e malcostume diffuso. Bisogna ripartire dalla integrità delle persone, per riacquistare credibilità. Ci vuole pazienza e buona volontà, dimostrare di essere affidabili ma dimostrarlo con i fatti. Abbiamo la necessità di riprendere in mano la situazione, uscire dall'eterna emergenza nella quale vegetiamo da troppo tempo con determinazione ed onestà intellettuale e questo significa rendersi conto che ci vuole tempo, che le cose non cambieranno dall'oggi al domani e per questo la continuità è importante. Adesso è il momento di pensare in grande, di riappropriarci della nostra identità e dignità, di dare speranza ai nostri giovani. I valori di cui mi sento portatore – conclude il candidato alla Camera - sono declinati nei punti programmatici dichiarati dal Presidente della lista di cui faccio orgogliosamente parte, che ha come obiettivi a lungo termine di risanare la Sicilia e rilanciare lo sviluppo, passando attraverso riforme ed interventi sulle seguenti aree: legalità, efficienza della pubblica amministrazione, politiche sociali e formazione, rilancio dell’artigianato, del commercio e del turismo”.

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di Redazione (pubblicato il 05/02/2013 alle  14:11:23, nella sezione CULTURA,  981 letture)

Incontro con Elio SalernoUna volta insediato, il 23 gennaio, il Comitato di Direzione del Museo Civico della città di Augusta, si è subito dato da fare. Su richiesta del nuovo Direttore del Museo, la Dott.ssa Simona Sirugo, coadiuvata dai componenti del Comitato di Direzione, il Dott Fabio Gulino, il Dott. Raimondo Raimondi, la Dott.ssa Stefania Ramaci e il Dott. Carmelo Valastro, lo scorso 29 gennaio si è effettuato un sopralluogo a due immobili siti ad Augusta, per verificare la fattibilità dei locali e destinarli a sede museale. L'incontro, a cui hanno preso parte oltre ai componenti del museo, il Segretario Generale, Dott. D'Arrigo, il Dirigente del V settore, Ing. Bramato, e il Sig. Fazio dell'Ufficio di Gabinetto del Commissario Straordinario, ha aperto buone prospettive per un'imminente riqualificazione dell'Istituzione museale. Su quest'ultima, che in tempi passati ha avuto poche opportunità di sviluppo, l'Amministrazione comunale ha riposto la speranza di un rilancio, facendo leva sull'opera di tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare e condividere l'intento. Si attende, quindi, l'assegnazione definitiva dell'immobile da cui si partirà per pianificare le azioni che porteranno alla valorizzazione e alla fruizione e delle collezioni museali.

Nel contempo le attività del team museale non si fermano: il 4 febbraio, in forma amichevole, il Direttore e il Comitato sono stati ricevuti dall’avvocato Elio Salerno (vedi foto), grande cultore di Storia Patria e primo Direttore del Museo Civico, nella propria dimora. Dal proficuo incontro sono emerse indicazioni concrete e preziosi consigli di cui il Comitato farà tesoro, tenendo nella più alta considerazione l’esperienza di Elio Salerno, vera memoria storica di Augusta, in un continuum ideale tra Salerno e la giovane archeologa Simona Sirugo, che riceve il testimone in nome della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali della Città. Previsto, infine, per venerdì 8 c.m, l'incontro con l'uscente Direttore del Museo Civico, Sig. Carrabino, per concordare le modalità di consegna di quanto è stato sotto la sua tutela, prima delle attuali nomine.

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di Redazione (pubblicato il 04/02/2013 alle  20:19:50, nella sezione VIDEO,  979 letture)
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di Redazione (pubblicato il 02/02/2013 alle  17:47:23, nella sezione CRONACA,  1242 letture)

BambinaIl voto è un diritto costituzionale di tutti gli italiani e rappresenta un dovere civico; non vi è in sostanza alcun obbligo di legge né sanzione amministrativa se non lo si esercita, ma esso rappresenta una delle forme, la più importante, di partecipazione alla democrazia. Un diritto quindi, ma non per tutti. Secondo l’Aipd (Associazione italiana persone down) infatti, in Italia sarebbero circa 25mila i maggiorenni (quindi ammessi a votare) con sindrome di down; tuttavia molti di loro, pur potendolo fare, non vanno a votare per scarsità di informazione ed anche per la difficoltà di farsi un’opinione consapevole. Mancanza di chiarezza, un linguaggio politico in fase di dibattito elettorale troppo complicato, media che non tengono conto di realtà minoritarie, tutto questo comporta una conclusione piuttosto grave: le persone down rinunciano ad esercitare un proprio diritto (e non solo loro, ma anche altri aventi diritto al voto non in grado di avere un’informazione corretta). Ricordiamo che, da un punto di visto legislativo, la questione è regolamentata nel seguente modo: le persone con sindrome di Down, come tutte le persone con disabilità intellettiva, acquisiscono con la maggiore età gli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini, primo fra tutti quello di voto. Esse devono entrare in cabina elettorale da sole e non possono ricorrere all’opportunità del voto assistito, circostanza prevista esclusivamente in presenza di impedimenti di carattere fisico riconducibili a cecità, amputazioni delle mani, paralisi degli arti superiori o da altro impedimento di analoga gravità, a meno che ovviamente non presentino tali condizioni. (art. 55 e 56, Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche e, per le elezioni amministrative art. 41, D.P.R. 16 maggio 1960 n. 570). Andare incontro alle persone con sindrome di down in fase di dibattito politico per includerle maggiormente nella società è una pretesa sacrosanta, ma pretendere che i vari politicanti in campagna elettorale adattino il loro linguaggio per renderlo più semplice e comprensibile è forse una vera e propria utopia.

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di Redazione (pubblicato il 02/02/2013 alle  17:46:42, nella sezione CRONACA,  931 letture)

MIRIl coordinamento augustano del MIR (Moderati Italiani in Rivoluzione – vedi foto) ha inviato una lettera indirizzata al commissario straordinario Antonino La Mattina, manifestando apprezzamento per quanto il funzionario regionale sta facendo in favore del Comune di Augusta. Questa presa di posizione avviene a seguito degli attacchi cui il commissario La Mattina è stato sottoposto da più parti, per scelte operate nell'Amministrazione della città. “Le si è rimproverato- dice la lettera - l'utilizzo di un consulente esterno al fine di fornire una celere risposta alla Corte dei Conti sullo stato finanziario delle casse comunali, ma riteniamo sia nella discrezionalità di un commissario straordinario, nominato a seguito delle dimissioni anticipate di un sindaco sul quale sono in corso accertamenti della magistratura, di affidarsi a un tecnico di sua fiducia, non riuscendo ad avere risposte in tempi certi e celeri dagli uffici del settore economico-finanziario. Ci appaiono infondati gli attacchi politici di bassa lega le definizioni di “podestà”, come anche quelle sull’esistenza di “pupi e pupari”. La verità certificata è che Lei si trova ad avere per le mani un Comune in pieno dissesto finanziario, con debiti che, se non ammontano a 42 milioni di euro, comunque sono cospicui e in grado di impedire il normale svolgimento delle attività economico-amministrative del Comune stesso. Le rimproverano di ritenere di avere trovato dipendenti comunali “fannulloni”, considerando questa affermazione lesiva della dignità dei lavoratori, ma ciò avviene perché non è stato instaurato un metodo meritocratico nelle carriere. D’altra parte, al di là della difesa d’ufficio che qualche politicante fa per motivi elettorali, l’opinione corrente dei cittadini tutti sul rendimento lavorativo degli uffici comunali è risaputa e non dissimile alla Sua. Certo la città mantiene carenze ancestrali, stratificate negli anni, in un ventennio di cattiva amministrazione, e sarà difficile risolverle in breve tempo, ma almeno Lei ci prova – conclude la lettera - e ci mette una buona volontà che a noi pare evidente. Continui dunque così per il tempo che le sarà concesso. Avrà fatto sempre qualcosa in più di chi ha amministrato questa povera città prima di Lei”.

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di Massimiliano Bellistrì (pubblicato il 31/01/2013 alle  16:14:28, nella sezione SPORT,  904 letture)

Memorial BellistrìSi è svolto al Palajonio di Augusta, che è stato concesso gratuitamente agli organizzatori, il 1° Memorial “Giuseppe Bellistrì”, atleta ed artista augustano scomparso il 24 Gennaio 2012 a seguito di una leucemia. L’evento è stato organizzato dalla ASD Augusta No.Ve. in collaborazione con la famiglia Bellistrì ed è stato caratterizzato da una prima parte sportiva nella quale si sono fronteggiate in un quadrangolare di Torball la squadra del Catania, il Ragusa, l’Enna e la squadra ospitante, nonché vincitrice, dell’Augusta. Di particolare interesse è stata la successiva ed ultima partita nella quale un gruppo di persone vedenti hanno voluto provare l’esperienza di questo gioco, bendandosi e confrontandosi con i vincitori non-vedenti, anche se il risultato è stato a favore di questi ultimi. Questo esperimento ha permesso di far immedesimare i cosiddetti “normodotati” nella condizione di difficoltà di coloro i quali purtroppo non possono vedere ed allo stesso tempo è stato un ottimo momento di integrazione nello sport, così come spesso li ha realizzati in vita lo stesso Pippo Bellistrì.

 A seguire una seconda parte dedicata alla musica, grazie all’intervento delle Corali Polifoniche “Anthea Odes”, della Corale dell’Unitre di Augusta in memoria “Giuseppe Bellistrì” e della Corale “San Francesco D’Assisi”, che hanno duettato con il tenore Carmelo Panebianco. In particolare con la canzone finale “Si può dare di più”, che è stata cantata con il coinvolgimento del pubblico presente e di tutti gli organizzatori dell’evento, si è raggiunto un momento di estrema commozione.

L’evento è stato diretto dalla presentatrice Michela Italia che negli intervalli ha intervistato alcune persone che hanno voluto rendere testimonianza in ricordo di Giuseppe Bellistri parlando di varie tematiche che lo hanno visto protagonista in vita quali lo sport, il volontariato e la solidarietà, esaltandone le doti ed enfatizzando il suo incredibile amore per la vita. Nel primo anniversario dalla sua scomparsa la sua città si riunita in suo ricordo ed il risultato è stato un brillante momento di spettacolo e commozione.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 27/01/2013 alle  12:23:01, nella sezione EDITORIALI,  993 letture)

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di Giusi Contrafatto (pubblicato il 26/01/2013 alle  14:12:41, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1020 letture)

Giusi ContrafattoSempre più messaggi, quasi subliminali, esortano al cambiamento per riappropriarci del valore della vita. Un cambiamento proiettato al futuro subordinato a quello che dobbiamo operare, in noi, singolarmente, come punto di partenza.

Ma, ahimè, anche il concepimento del cambiamento è il frutto del continuo evolversi, l’incognita senza prospettiva di risultato, poiché colta dal nostro tempo. Siamo come dei leoni cresciuti in cattività, che non hanno la possibilità di vivere spontaneamente la propria istintività associata all’habitat definito in natura, con una solo differenza, che noi, siamo prigionieri dei nostri stessi simili e abbiamo la possibilità di rinfrancare, avvalendoci del libero arbitrio, la dignità alla vita.

Annaspiamo cambiamenti mortificando il corpo o la dignità personale e civile, di un’essenza che comunque rimarrà immutata. Apparire nel modificarsi in nome del cambiamento?

Un tempo le donne donavano la prosperità dei propri seni istintivamente orgogliose per la continuità. Un atto d’amore alla vita. Nel nostro tempo si bandisce l’allattamento a favore di un seno rifatto, miseramente orgogliose, come sirene, di attrarre un uomo sempre più confuso costretto a travestirsi da grande puffo.

Il cambiamento di una intera società retta da quei pochi, sempre gli stessi messia, che per garantire il proprio vantaggio affossano di continuo, il diritto alla cultura, al benessere fisico, economico e mentale di un popolo semplicemente mutando simbolo e sminuendo antiche dottrine politiche nate per accomunare gli uomini in medesimi ideali. Viviamo un’epoca retta dal tormento dei pensieri che ha concepito, che offusca e impegna la mente al riproporsi degli stessi senza possibilità di reagire.

Se è vero che ogni periodo storico ha un inizio e una fine a causa del suo evolversi, dovrebbe essere anche vero che l’uomo giusto, è l’uomo nuovo più antico, è colui che decide il cambiamento.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 25/01/2013 alle  16:21:17, nella sezione LIBRI,  967 letture)

Copertina del libroSi legge poca poesia nel nostro paese, purtroppo, anche se la lirica resta la prima forma letteraria conosciuta, insieme al teatro. Ma interessa ancora la letteratura in un panorama editoriale guidato dal profitto e gestito da manager? La domanda è retorica. Per fortuna che ci sono i piccoli editori e i traduttori intelligenti, tra i quali - immodestamente - mi ci metto pure io, visto che Il Foglio Letterario (grazie a Malini) traduce Polanski, ma anche (grazie a me) i cubani Viera, Navarrete, Padilla e Piñera, oltre a pubblicare italiani di valore (Garofalo e Polito su tutti). LietoColle compie un’opera meritoria, grazie all’attenta traduzione di Marisa Cecchetti che rende in un italiano raffinato e lirico alcune poesie scritte a Edimburgo, nel 1993, da Barolong Seboni (Botswana, 1957). Poesie scritte fuori dall’Africa, ma che parlano dei problemi e dei panorami della sua terra, profumano di nostalgia e di sconfinate praterie del Kalahari, pur scritte nel rigido clima scozzese. “La poesia di Seboni - come scrive la traduttrice in una dotta prefazione - passa attraverso il recupero della memoria dei padri, del loro orgoglio nazionale, è un processo di riscoperta delle radici che diventa riscoperta e costruzione di sé, con un ritorno nel grembo materno della sua tradizione, in un’esigenza di dignitoso riscatto della propria cultura dopo il tentativo dei bianchi di cancellare tale passato”. Un popolo senza passato è un popolo perso, afferma Seboni. Come dargli torto? Ognuno di noi è alla ricerca del suo passato, delle sue radici, ma nel caso di Seboni sono radici antirazziste, ricordano la lotta contro un colonizzatore bianco per il riscatto d’una terra libera. Il mio amore per Cuba fa sì che riesca ad apprezzare meglio di altri questa straordinaria opera poetica, perché sono molte le suggestioni che sento vicine. Alberi possenti come il baobab - nel Caribe si chiama ceiba ma è la stessa cosa - dove si seppelliscono i propri cari, simbolo di energia, di longevità e di forza. La leggenda cubana della ceiba che protegge perché contiene le anime dei genitori, della possente sequoia immortale che non va abbattuta ha radici africane. La jacaranda è un altro fiore che unisce Africa e Cuba, commistione razziale e paesaggi sconfinati tra terra e mare sono il ricordo che torna prepotente alla memoria. La poesia di Seboni ricorda liriche di Piñera e racconti di Cabrera Infante quando cita il fiore dal rosso colore, l’erba ingiallita, il vento capriccioso, i cespugli dannati e gli ossuti rovi. Le donne della Namibia sembrano contadine cubane di razza nera sedute all’ombra della loro bancarella, un vestito che è fluire di luce splendente, mentre cuciono pezze multicolori sulle bambole che vendono. E che dire delle stagioni? Come posso non amare una lirica che recita: “Non ci sono stagioni/ in Africa, dicono/ solo calde estati che fumano/ di nubi tonanti gonfie/ di pioggia del tipo convenzionale/ e notti invernali che fischiano/ sulle sabbie gialle del Kgalagadi”. Questa è Cuba, signori, non soltanto l’Africa, è anche la terra dei miei amati poeti che un tiranno fuori dalla storia mi impedisce di rivedere. Ecco perché non posso scrivere una recensione su questo piccolo gioiello di libro, ma solo testimoniare tutto il mio amore per liriche intense che raccontano un luogo dell’anima che non è patrimonio esclusivo del poeta. Due parole sulla traduttrice, Marisa Cecchetti, che ha scoperto un talento lirico ignoto al pubblico italiano. Pisana di San Giuliano Terme, lucchese di adozione, di cui abbiamo letto con piacere un intenso romanzo di formazione come La bici al cancello (Baroni, 2007). Vi lascio con due liriche particolarmente suggestive di Seboni. Leggere la sua opera fa bene al cuore.

Sanguedisole

Nelle sere
le donne di Soweto
con occhi arrossati
piangono
perché attraverso
il velo di fumo
densodipus
il loro sole
sanguina.

Coltello notturno

Al colpo
di un coltello
la notte si immerge
improvvisa sul tenero
fianco di Soweto.

La mattina grida
come sirene
insanguinate di rugiada.

E il giorno
si sparge vuoto
spalancandosi
in una sorpresa mortale
come una gola
fessa.

 

Barolong Seboni, Nell’aria inquieta del Kalahari (In the disquiet air of the Kalahari)
Traduzione di Marisa Cecchetti
LietoColle - Pag. 90 - Euro 13

 

 

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2013 alle  14:20:42, nella sezione CRONACA,  953 letture)

Durante una riunione convocata dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Amato, si è discusso della richiesta di revoca del mandato del commissario Antonio La Mattina, inoltrata dai consiglieri comunali Giuseppe Di Mare di Fli e Francesco Sessa dei Circoli Socialisti al presidente della Regione. Alla fine è venuto fuori un documento che rinnova fiducia al commissario straordinario, firmato da12 consiglieri: Salvatore Amato, Alessandro Tripoli, Carmelo Messina (Democratici per Carrubba); Memmo Garsia, Sebastiano Arena (Partito Democratico); Salvo Aviello (Pid –Cantiere Popolare); Fabio Cannavà (Grande sud); Giuseppe Ravalli, Agata Sortino, Mariella Miceli (Indipendenti); Gino Ponzio e Giulio Morello (Mpa). I 12 consiglieri, in sostanza, non si riconoscono nelle dichiarazioni rese da Sessa e Di Mare e condivise anche dal consigliere comunale indipendente Giuseppe Ramaci. La Mattina, forte di questo atto di fiducia e di sostegno, potrà continuare nel suo operato a favore della città di Augusta, nella quale d’altra parte si trova ad amministrare a seguito delle dimissioni di Massimo Carrubba ed in attesa di riconsegnare il paese ad una amministrazione regolarmente eletta dai suoi cittadini.

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