Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 09/12/2012 alle  10:38:33, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  782 letture)

E’ Natale e tra i regali per l’occasione c’è chi include la possibilità di donare ai propri bimbi o alla fidanzata un cucciolo di cane. Prima di tutto però dobbiamo essere sicuri che la persona a cui intendiamo donarlo desideri davvero prendersi cura di un cane o di un gatto e sia consapevole di ciò che questa decisione comporta. Ogni anno infatti uno su quattro fra questi “regali” finisce per strada entro pochi mesi, quando è ormai cresciuto e ci si rende conto che accudirlo richiede tempo e voglia, oppure semplicemente si è stanchi del giocattolo che ormai non rappresenta più una novità. Questo vale per i bambini ma purtroppo è vero anche per molti adulti e quindi è bene ripetere che un animale è un impegno per la vita e che quindi non va preso alla leggera. Accanto al pericolo abbandono cresce l’allarme truffe, perpetrate ai danni di chi, per ingenuità o per risparmiare qualcosa in periodi di magra, compra cani di razza da persone sbagliate che li importano dagli allevamenti lager dell’Est Europa, fabbriche di cuccioli dove l’unica etica è quella del guadagno e gli animali sono considerati una merce come un’altra, senza nessun rispetto per la loro condizione di esseri senzienti. Questi cagnolini vengono portati clandestinamente in Italia e molti muoiono durante il viaggio, ma anche quelli che arrivano fino alle vetrine dei negozi hanno problemi di salute e comportamentali causati dalla mancanza di cure e dall’essere stati strappati alle mamme troppo presto. Ma il miglior regalo di Natale secondo noi è quello che si può fare a un ospite di un canile, regalandogli una nuova vita e una vera casa. Quello che potremo fare noi per lui è sempre molto meno di quello che potrà fare lui per noi, in termini di affetto e di buonumore.

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di Mimmo Di Franco (pubblicato il 05/12/2012 alle  19:22:05, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1126 letture)

il palcoSi avvicinano le feste natalizie e come avviene da tanti anni le industrie che circondano la rada megarese omaggiano la città addobbando le piazze con i tradizionali alberi. Di questi giorni la notizia che il palco della musica, costruito nel 1891 e dotato di un’ottima acustica, è stato sventrato dall’incuria dell’uomo, per abbandono e mancata manutenzione, e dalla natura a causa del forte vento di questi giorni che ha divelto le lamiere di copertura. Alla luce di ciò si suggerisce alle suddette industrie, in considerazione della spending review e dalla mancanza di liquidità in cui versano le casse comunali, di dirottare il loro budget verso il restauro del palco musicale, oppure trovare una soluzione che intervenga e contribuisca in modo sostanzioso a questo scopo. Sappiamo che nel 2013 ricorrerà il 150 anniversario della fondazione della banda musicale Federico II di Svevia, oggi diretta dal maestro Gaetano Galofaro, la cittadinanza auspica che l’anniversario sia celebrato nella sede dove la banda musicale ha vissuto anni di gloria, riportata al suo splendore originario, cioè nel palco dei giardini pubblici, organizzando una settimana all’insegna della musica insieme ad altre bande delle zone limitrofe. Mi auguro che le industrie, sensibili alle problematiche della città, prendano in seria considerazione tale suggerimento.

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di Redazione (pubblicato il 04/12/2012 alle  22:02:54, nella sezione CINEMA,  1510 letture)

Galatea Ranzi con il direttore di DioramaNelle sale arriva “Un milione di giorni”, film girato nel 2011 per la regia del siracusano Manuel Giliberti, architetto che ha sempre alternato la pratica professionale con quella di scenografo per produzioni teatrali e cinematografiche di rilievo. Quattro storie per quattro donne. Figure in apparenza normali, ma in realtà straordinarie. Le protagoniste, colte ognuna in un momento particolarmente significativo della propria esistenza raccontano infatti il proprio destino legato a quello di un uomo. E con queste storie si sorride, ci si commuove, spesso anche si ride. E poi una quinta figura femminile, Concettina, una servetta ignorante ma intelligente che lega il racconto mentre un anello, passando di mano in mano ne costituisce la continuità, attraverso lo scorrere di un milione di giorni. Il film è ambientato nella Sicilia del 1966. Un duchino un po' svanito si è messo in testa di adempiere un voto paterno: raggiungere a piedi Gerusalemme. Non potendolo fare realmente, cammina ogni giorno nel giardino di casa contando il percorso compiuto seguito da Carmelina, una servetta dallo spirito brillante. Camminando le racconta delle storie che sono legate dalla presenza di un anello. Nella prima siamo nel 1197 e Costanza d'Altavilla racconta del proprio amore per il figlio Federico II, pari solo al disprezzo che nutre per il marito. Nel secondo siamo nel 1608 quando il Caravaggio dipinge una prostituta nei panni di una santa. Nel terzo ambientato nel 1920 Franca Florio riflette amaramente sul passato e sulla decadenza della sua famiglia. L'ultimo racconto è opera di Carmelina la quale racconta dell'inizio degli Anni Sessanta e di una Santa sull'altare impegnata ad ascoltare fatti e misfatti dei fedeli che a lei si rivolgono.

Il film di Manuel Giliberti è intriso di un'intensa sicilianità e gode di un cast d’eccezione: Nino Frassica, Galatea Ranzi, Piera Degli Esposti, Chiara Caselli, Lucia Sardo, Mita Medici, Luchino Giordana, Evelyn Famà, Giulia Gulino. Giliberti ama la terra che racconta e la conosce, sia sul piano della storia che su quello dell'umanità che la abita. Viene aiutato, nel mostrare questa sua passione, da attrici e attori pronti a prestazioni di carattere teatrale tra cui spicca la siracusana d’adozione Galatea Ranzi (nella foto col direttore di Diorama), attrice toscana con una lunga carriera teatrale e cinematografica alle spalle, che risiede oggi a Siracusa dove si è sposata, e una straordinaria Piera Degli Esposti, nel ruolo cameo della Santa.

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di Redazione (pubblicato il 04/12/2012 alle  15:07:34, nella sezione EVENTI,  900 letture)

Il presidente del Kiwanis club di Augusta, Gaetano Roggio (al centro nella foto), ha avuto il grande merito di offrire alla cittadinanza un evento culturale di rilievo finalizzato anche alla valorizzazione del restaurato Forte Vittoria, che ha ospitato per la prima volta un convegno patrocinato anche dall'Autorità portuale. In occasione del centenario della guerra Italo-Turca del 1911-1912, giorno 1 dicembre nella fortificazione spagnola realizzata all'interno del porto è stato trattato il tema “Augusta base passeggera verso il bel suol d'amore: diplomazia, giornali, navi ed orgoglio cittadino”, che ha registrato gli interventi dell’avvocato Francesco Attanasio, vice presidente della società siracusana di Storia Patria, di Giorgio Italia, giornalista della Sicilia, di Alberto Moscuzza, presidente dell'associazione culturale Lamba Doria, che ha parlato dell'Elmo coloniale da truppa del regio esercito mod. 1887, donato al Museo della Piazzaforte e per ora custodito dal Kiwanis in attesa che si proceda alla nomina del nuovo Direttore. Infine l’intervento dallo storico militare Antonello Forestiere che ha affrontato l'argomento «Navi da guerra, mercantili, batterie e depositi: la guerra cambia Augusta», il quale, brillantemente come suo solito, ha riportato alla memoria immagini di una Augusta poverissima beneficiata dall’arrivo della Marina Militare che portò lavoro e benessere a una popolazione di pescatori, anche se per breve tempo. Una rada allora assolutamente priva di banchine e strutture che per i suoi spazi e la sua posizione fu scelta, il 24 settembre del 1911, come base navale passeggera, cioè temporanea. Il forte Vittoria prima e l'ex convento di San Domenico poi, furono sede del comando navale. Una base temporanea perché nel maggio del 2012, finita la guerra, le speranze della popolazione, che con l'arrivo della Marina aveva smesso di patire la fame, furono disilluse. Ma la Marina sarebbe tornata in seguito, e definitivamente, con lo scoppio della prima guerra mondiale. Al termine della manifestazione il presidente Roggio ha donato ai relatori crest e gagliardetti a ricordo della bella giornata trascorsa, mentre il folto ed entusiasta pubblico si dedicava alla visita del forte, che dispone oggi di ampi spazi restaurati a regola d’arte che dovrebbero essere utilizzati per manifestazioni d’arte e cultura assai spesso, di concerto con l’autorità portuale, nella persona del presidente Aldo Garozzo, il quale si è dichiarato disponibile ad ogni valida iniziativa in tal senso.

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di Redazione (pubblicato il 03/12/2012 alle  20:45:27, nella sezione EVENTI,  2380 letture)

La festa dell’Immacolata, che avrà il suo clou sabato 8 dicembre, prosegue a Siracusa per tutta la settimana con liturgie pastorali assai sentite dai fedeli e festeggiamenti che includono vari momenti di intrattenimento e cultura. La soprano Jennifer Schittino (nella foto) ha incantato il pubblico con la sua la voce in un concerto assieme a Nunzia Luca. Spazio anche alle bancarelle con dolci tipici nella festa organizzata dalla parrocchia guidata da padre Marco Tarascio insieme alla Compagnia dei pupari Vaccaro e Mauceri. Sabato la processione del simulacro dell'Immacolata.

Jennifer Schittino, soprano leggero, si diploma nel 2004 con il massimo dei voti in Canto presso l’Istituto Musicale “V.Bellini” di Catania. Nel 2008, presso lo stesso Istituto, consegue la Laurea di 2° livello in Discipline Musicali con il massimo dei voti e la lode. Nel 2006 è vincitrice del 1° premio assoluto per la musica da camera al XII Concorso Internazionale “G. Campochiaro” di Pedara e nel 2008 è insignita 1° premio assoluto al Concorso Internazionale “V. Scaramuzza” di Crotone. Nel 2003 si diploma presso la Scuola d’Arte Drammatica “U. Spadaro” di Catania. Dal 2002 al 2008 partecipa a numerose produzioni del Teatro Stabile di Catania e del Piccolo Teatro sia in qualità di attrice che di cantante. Dal 2008 entra a far parte della compagnia del Teatro Biondo Stabile di Palermo, prendendo parte, sia in qualità di attrice che di cantante, a produzioni quali Amleto, La Locandiera, Festival della Canzone Napoletana, Marionette, che passione!, Sarto per signora, eseguendo le composizioni del M° Matteo D’Amico. Il 1 Giugno 2011 prende parte in qualità di cantante all’inaugurazione della LIV Biennale d’Arte di Venezia, eseguendo improvvisazioni vocali durante l’installazione luminosa “Notte di Luce” dell’artista Marco Nereo Rotelli con letture di Sabrina Colle e la performance alla tromba di Massimo Donà. È allieva del M° Luca Dordolo, del M° Sonia Prina e del M° Lavinia Bertotti nella classe di Canto Rinascimentale e Barocco presso il Conservatorio “V.Bellini” di Palermo. Si perfeziona con il basso Ugo Guagliardo e il mezzosoprano Monica Bacelli all’Accademia Filarmonica Romana.

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di Redazione (pubblicato il 03/12/2012 alle  20:42:12, nella sezione CRONACA,  986 letture)

Così anche Dino Cartia ci ha lasciato. Dopo il poeta Pippo Santuccio un altro esponente di un bel pezzo di storia della cultura siracusana scompare per sempre, lasciandoci amarezza e tanti ricordi. Giornalista televisivo, Cartia in gioventù aveva battuto le difficili strade dell'editoria e dello spettacolo. Aveva 71 anni, una grande passione per Elio Vittorini, tanta voglia di vivere, ma era gravemente malato. Unanime il cordoglio in città e in provincia. Per Siracusa Cartia è stato sempre un punto di riferimento, una memoria storica, perché sapeva tutto della città, dei siracusani e della sua classe politica, contro cui si scagliava spesso con editoriali di fuoco, bacchettando le degenerazioni delle varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo, spesso pronunciando la sua classica e pessimistica battuta: “Siracusa persa era e persa è”. La sua passione era il giornalismo e la siracusanità, era infatti un siracusano doc, che dopo gli anni romani tornò ad Ortigia per non abbandonarla mai più, fino alla morte.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 02/12/2012 alle  19:30:47, nella sezione ARTE,  972 letture)

A Siracusa presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini è stata inaugurata sabato 1 dicembre la mostra "Surrealismo Romantico", organizzata da Diapason Studio, che proseguirà fino al 20 dicembre e che segna il ritorno dell’artista siracusano, Paolo Morando (nella foto col direttore di Diorama), affiancato dal suo allievo Fabio Amato. Dopo dieci anni di silenzio e un lungo periodo di riflessione, Morando sceglie il cuore di Ortigia per presentare il frutto del suo percorso artistico e raccontare, attraverso i suoi lavori più recenti, dall’inconfondibile gusto classicista, la sua concezione dell’arte come strumento di definizione e interpretazione della realtà, attraverso il recupero del passato, della tradizione e del Mito. Fabio Amato, ormai diventato bravissimo, incarna il fascino della giovinezza quale fonte di azione e diviene il simbolo di un passaggio generazionale che conduce a una continuità di atteggiamenti, di pensieri, di tecniche. Il classicismo, cui egli si ispira, gli permette di manipolare a suo piacimento la luce, grande protagonista delle sue opere. Durante lo svolgimento della mostra fino al 20 dicembre avranno luogo eventi musicali, letterari e sociali e Fabio Amato farà dono di un suo dipinto, che rimarrà esposto per tutta la durata della mostra, all’Associazione di volontariato CIAO Onlus, contribuendo con questo gesto a sensibilizzare il pubblico sulle dinamiche sociali dell’ascolto oncologico praticato dai medici e dal personale volontario della suddetta associazione. Una testimonianza di amore per la città da parte di due artisti aretusei che dovrebbero essere amati e supportati dalle Istituzioni e dal pubblico molto di più di quanto avvenga, perché lo meritano per le doti umane, per il lungo percorso artistico e per la validità assoluta delle loro opere.

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di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  14:25:01, nella sezione CULTURA,  983 letture)

Foto rosolinesiLo scorso 24 novembre 2012, presso la sala multimediale della Provincia Regionale di Siracusa si è svolta una serata culturale organizzata dall’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” nell’ambito dei festeggiamenti del 300° anniversario della fondazione di Rosolini. Un sala piena di soci, amici, parenti e rappresentanti di altre associazioni. L’iniziativa è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione Corrado Di Stefano, il quale ha elencato tutti gli eventi promossi e svolti per festeggiare il 300° anniversario della fondazione di Rosolini, manifestazione che ha l’intento di ricordare, di raccontare e di promuovere la storia, la cultura, le tradizioni di Rosolini. Ha preso quindi la parola la prof.ssa Ignazia Iemmolo Portelli la quale ha iniziato la relazione sul tema: “Luigi Terminello: l’umano e l’eroico”.

Terminello era nato il 25 febbraio 1825 e morto il 4 novembre 1891, persona autorevole e di grande prestigio frequentò a Rosolini le scuole elementari e poi venne avviato agli studi superiori presso il Liceo classico di Modica. Compì con successo gli studi universitari a Roma laureandosi in medicina e chirurgia e fu allievo dei più famosi clinici del tempo: il chirurgo prof. Durante, il medico Vittorio D’Ascoli, l’anatomo-patologo Ettore Marchia Fava. Dopo la laurea entrò nell’istituto fondato da Baccelli dove conobbe i professori Missiroli e Raffaele e con essi approfondì gli studi sulla malaria che a quei tempi mieteva vittime nelle zone paludose. Prestò servizio militare come sottotenente medico e nel ’29, in pieno regime fascista, vinse una borsa di studio che gli permise di approfondire i suoi studi in America presso l’Istituto di malariologia John Hopking di Baltimora. Tornato in Italia gli venne affidata la più importante stazione sperimentale di malariologia italiana, quella di Terracina, dove grazie alla sua esperienza e competenza contribuì alla “ bonifica delle paludi Pontine” Dopo la guerra fu nominato dal Prefetto capo dell’amministrazione di Rosolini. Con questo ruolo, che assolse con autorevolezza e senso di giustizia, quando ci fu lo sbarco degli Anglo-americani decise, per evitare inutile spargimento di sangue e ulteriori rovine, di issare la bandiera bianca di resa in cima alla chiesa e di andare incontro agli invasori. Così cessarono i bombardamenti e gli alleati occuparono pacificamente il paese. Dopo l’occupazione alleata Luigi Terminello vinse il concorso di ufficiale sanitario nonché di dirigente della stazione antimalarica di Rosolini ed in seguito fu nominato malariologo provinciale. Fu un uomo di ingegno, di cultura , di scienza e i fede: un uomo che sapeva riconoscere i propri limiti e con grande umiltà sapeva chiedere perdono.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 02/12/2012 alle  10:00:57, nella sezione LIBRI,  869 letture)

POLPOT COPERTINA DEL LIBRODomenico Vecchioni è un esperto saggista che si è specializzato in agili volumetti di biografie storiche, esaurienti e semplici, cosa non facile da abbinare, utili per la conoscenza di personaggi del nostro passato. Abbiamo letto un suo lavoro su Evita Peron, ma anche un bel profilo di Raúl Castro, senza dimenticare due libri che raccontano la vita di Richard Sorge e di Raoul Wallemberg. Opere di grande interesse, in modo particolare la biografia del nuovo (si fa per dire) Capo di Stato cubano, frutto della conoscenza diretta dell’ultimo sistema comunista come ambasciatore italiano sull’isola dei fratelli Castro. Pol Pot - L’assassino sorridente è un libro che si legge tutto d’un fiato, come un allucinante romanzo horror, ma Vecchioni racconta un storia vera, riassume in poco più di 150 pagine la follia di un uomo al potere e il genocidio compiuto da un esercito di sanguinari ragazzini. I Khmer rossi - per anni esaltati da una strana sinistra italiana - hanno ridotto la Cambogia allo spettro di se stesa, riempiendo il territorio di ossari e fosse comuni, dopo aver celebrato processi farsa, torture, decapitazioni e aver preso assurde misure anticapitaliste. Vecchioni scrive di getto, come un romanziere, racconta una rivoluzione compiuta per realizzare l’uguaglianza perfetta, trasformata in un assurdo e feroce sistema di eliminazione di massa. Un manipolatore delle menti come Pol Pot (Saloth Sar è il suo vero nome), uno folle ignorante geniale, un contadino - oratore che indottrina le masse, le spinge a lottare contro monarchia e corruzione per costruire un sistema perverso, figlio del suo delirio di onnipotenza. Pochi anni al potere bastano per uccidere due milioni di uomini, compiendo un genocidio storico che mette in ginocchio la Cambogia. Pol Pot chiude gli ospedali, caccia i medici, elimina le scuole, definite inutili perché la vera scuola sono le risaie e le campagne. Malati terminali si aggirano per strada come zombi, bambini denutriti muoiono sotto gli occhi di madri costernate, soldati bambini fucilano controrivoluzionari. “Meglio uccidere dieci nemici che lasciare vivo un solo nemico”, afferma Pol Pot. I suoi uomini lo prendono alla lettera: torturano e massacrano, senza pietà.

Vecchioni descrive il ruolo ambiguo del principe Norodom Sianouk (recentemente scomparso), la strana posizione degli Stati Uniti, i rapporti con il Vietnam, prima nemico storico della Cambogia, quindi esercito liberatore, per finire con gli atti del processo di Phnom Pen. Pol Pot - l’assassino sorridente è un testo importante per conoscere un triste episodio della storia contemporanea, approfondire le gesta assurde di un governo sanguinario, fondato su ignoranza e repressione, guidato da un gruppo di sadici assassini che non hanno esitato a compiere uno sterminio deliberato di un popolo. Leggendo il libro di Vecchioni mi sono venute a mente alcune tragiche sequenze del Salò di Pasolini, opera terminale di un grande intellettuale nemico di ogni dittatura. Giovanni Scuderi, uno pseudo giornalista italiano che spero sia scomparso nel niente, alla morte di Pol Pot ebbe il coraggio di scrivere un articolo celebrativo sul dittatore cambogiano, definendolo salvatore della patria. I servi sciocchi del potere sono peggiori dei dittatori che ne armano la penna intrisa di sangue. Leggete questo libro e fatelo leggere ai vostri figli, perché la follia non assurga mai più a sistema di potere.

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di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  09:54:33, nella sezione CULTURA,  892 letture)

Giovedì 6 dicembre alle 19.30, nel salone «Vandone» del Circolo Ufficiali di Augusta, in collaborazione con la Marina Militare, il Rotary Club Augusta, presieduto per l'anno sociale in corso dall’avvocato Pietro Amara, presenterà una conferenza dal tema «Archimede, un uomo venuto dal futuro. L'invenzione della Fisica Moderna e la progettazione della nave». Il relatore sarà l’ingegnere Umberto Di Marco (a sinistra nella foto), noto professionista siracusano appassionato cultore dello scienziato aretuseo, che farà un excursus sugli studi, a molti sconosciuti, che Archimede ha svolto nel campo dell'ingegneristica navale. Un genio universale ante litteram, quello del grande Archimede, che aprì le porte della conoscenza scientifica in molti campi. Umberto Di Marco. da sempre un innamorato di Archimede che ha ricostruito alcune delle sue incredibili macchine da guerra, pensa che Siracusa non lo abbia onorato come merita, oggi come ieri, infatti quando Cicerone andò in Sicilia un secolo dopo la sua morte e chiese di vedere la sua tomba, scoprì che i siracusani non sapevano dov'era e nemmeno chi egli fosse. Eppure Archimede - ritiene Di Marco - è "la cosa più grande che ci ha lasciato la Grecia. Il grande teatro ellenico, per esempio, è cosa non trapiantabile fuori dalla nostra cultura. Il teorema sul galleggiamento dei corpi, invece, funziona ovunque. Siamo di fronte a un genio più universale persino di Leonardo. Ma non se ne parla". "Dicono che lui tracciasse formule sulla sabbia, che vivesse fuori dal mondo, e che il legionario romano che lo uccise lo fece perché esasperato dal suo straniamento. Ma fu un delitto di stato. Lui era il Von Braun della situazione. Una mente militare del nemico. Era il prototipo di ciò che i Romani detestavano: un Greco costruttore di stratagemmi e inganni. Ai loro occhi soprattutto un imbroglione". Così fu decretata la sua morte.

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di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  09:48:09, nella sezione LIBRI,  935 letture)

Presentazione del nuovo romanzo di Barbara Becheroni “Morire per amore” (Eclissi editrice) alla Biblioteca Comunale di Floridia, oggi 2 dicembre alle ore 18. Interverranno Cristina Gianino ed Elio Miano, che leggerà alcuni brani del romanzo. Si tratta di un giallo ambientato in Sicilia, terra di adozione dell’Autrice. Ritroviamo il commissario di polizia Marzia Leone, milanese trapiantata al Sud, che deve risolvere un intricato mistero ambientato nel mondo dell’ippica, fra scuderie, cavalli, fantini e scommesse clandestine. Ancora una volta Barbara Becheroni ci svela tramite il giallo un mondo ben diverso da come appare, pieno di lati oscuri e di contraddizioni. Un romanzo ben scritto, caratterizzato uno stile asciutto e chiaro e venato da arguzia e ironia.

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di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  09:41:01, nella sezione CRONACA,  919 letture)

Augusta è al buio da mesi in varie parti del suo vasto territorio, da Terravecchia alla Borgata fino alle nuove zone di insediamento urbano del Monte Tauro. Le traverse della Contrada Cavalera, tutt’attorno all’albergo che ospita anche la piscina sportiva (l’unica esistente nel comprensorio) meta di tanti augustani che vi portano i propri figli per una sana attività fisica, sono circondate da un buio pauroso e poco rassicurante. Sono tante le segnalazioni e le richieste di interventi urgenti agli organi preposti ma pare che non vi siano lampadine né soldi in cassa al comune per acquistarle. Eppure il buio aumenta il rischio di incidenti per gli automobilisti soprattutto al Monte Tauro ma anche al lungomare Rossini, dove si trovano due distributori di benzina e diversi esercizi commerciali e che è anche una delle vie d'uscita dall’isola per raggiungere il cavalcavia. Non si capisce peraltro come mai nell’incrocio di Villa delle Rose gli impianti fotovoltaici costati un occhio della testa e che dovrebbero essere autosufficienti in quanto accumulano la luce diurna per rilasciarla di notte siano anch’essi quasi tutti spenti. Lampadine bruciate o una carente manutenzione degli impianti? Certo che, in vista del prossimo Natale, la situazione appare più grave del solito perché i tratti al buio sono estesi e riguardano anche zone frequentate della città, il che è veramente deprimente, come se non bastasse la crisi pecuniaria. Il commissario straordinario Antonino La Mattina, interpellato sull’argomento, ha notiziato che il Comune provvederà in proprio a ripristinare gli impianti di illuminazione e a procedere alla sostituzione di lampadine. Infatti finora tale servizio è stato appaltato a una ditta esterna. Ciò comporterà un risparmio pari a 15 mila euro per le casse comunali, procedendo così sulla strada del contenimento della spesa. In un modo o nell’altro i cittadini si aspettano che al più presto le strade cittadine tornino ad essere illuminate.

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di Redazione (pubblicato il 02/12/2012 alle  09:29:47, nella sezione CRONACA,  804 letture)

Il Comitato spontaneo per il Castello Svevo segnala che si è giunti al termine dell’iniziativa promossa dal FAI in collaborazione con la Banca Intesa S. Paolo e si tirano le somme della lunga corsa per aggiudicarsi le migliori posizioni. Il censimento proposto dal Fondo Ambiente Italiano era volto alla segnalazione di luoghi simbolo, più o meno noti, che oltre ad occupare un posto speciale nella vita di chi li ha a cuore, fanno parte del patrimonio artistico, monumentale e naturalistico del nostro Paese. Attraverso questo censimento il FAI si impegna a sollecitare le Istituzioni locali e nazionali competenti affinché riconoscano il vivo interesse dei cittadini nei confronti delle bellezze del Paese e mettano a disposizione le forze necessarie per salvaguardarle, senza escludere l’eventualità di contributi per il recupero delle opere più votate. Un’adesione senza precedenti, quella mostrata dai cittadini augustani, ma anche da quelli provenienti da diverse parti della Sicilia e del mondo, per segnalare il Castello Svevo come Luogo del Cuore. Specie nelle ultime settimane, Augusta ha visto gran parte dei suoi cittadini impegnati nella diffusione e nella raccolta di “voti” per il Castello Svevo, attraverso continui appelli e condivisioni online, attraverso stand per le votazioni, coinvolgendo numerose attività commerciali e anche le scuole. Il comitato spontaneo per il Castello Svevo, sintesi di singoli cittadini, associazioni e movimenti, dopo un conteggio dei moduli raccolti, ha stimato circa 10 mila firme, alle quali si andranno ad aggiungere le oltre 2500 segnalazioni online. Più di un terzo di tutta la cittadinanza ha quindi espresso un contributo affinché possano finalmente accendersi i riflettori sulla problematica situazione del Castello Svevo di Augusta. Sono numeri che ripagano l’entusiasmo e la dedizione con cui i cittadini si sono spesi per ottenere questo grande risultato. Questi i luoghi salvati,nelle precedenti partecipazioni: 1° censimento nel 2003, fu salvato il Mulino di Roncobello (BG) con 1.299 voti giunto in 2^ posizione; nel 2004 furono salvati la chiesetta di SS. Trinità a Sondrio con 3.142 voti giunta in 4^ posizione e l’oratorio di S Martino giunto in 7^ posizione; nel 2005 vi furono 5 luoghi sotto osservazione; nel 2010 fu segnalato il restauro del Piè di marmo, luogo caro ai romani, con 1.728 voti e la 54^ posizione che insieme ad altri 10 luoghi è stato individuato come luogo da restaurare. (nella foto il pacco di petizioni raccolte pronto per essere spedito al FAI)

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 28/11/2012 alle  16:20:51, nella sezione LIBRI,  970 letture)

2025. Notte. Sull’Europa si affaccia l’ombra di una nuova dittatura con cervello a Berlino, guidata dalla Macros, multinazionale che ha fuso tutte le reti europee per poi gettare il continente nel buio di un lungo blocco energetico. In questa cornice, in cui anche Internet collassa, sulle sponde del Lago di Lucerna si sveglia un androide, Luther, l’ultima creatura di un geniale scienziato morto misteriosamente, Joseph Hermann. Presto inizierà un viaggio dalla Svizzera a Cracovia insieme a un programmatore cieco, Christoph Krueger, mentre l’antica capitale polacca viene inghiottita da un’enigmatica nube bianca che avanza dalle periferie. Qui uno studioso irlandese di teologia, Desmond O’Rourke, colpito da amnesia dopo un lontano incidente e rimasto da poco vedovo, tenta disperatamente di ritrovare il suo passato, attraversando il Bianco col solo aiuto dell’ultima invenzione della sua amata Leyla. Tutto questo mentre a Berlino un funzionario ribelle della Macros, Piotr WoŸniak, cerca di dar vita a un barlume di resistenza, e da Stoccolma la sua compagna, la scrittrice Kristine Klemens, tenta di raggiungerlo, ispirata da suggestioni e visioni che sembrano prender corpo dai suoi romanzi.

Una storia a più voci, un patchwork di luoghi, paesi e culture in cui la tecnologia è pretesto e sfondo di una vicenda corale che ha per obiettivo il ritorno alla Fonte, a una fusione con la radice dell’Essere. Il Chakra del Castello di Cracovia, oscure minacce provenienti dagli ambienti clericali e l’emergere di una vocazione intima imperniata sul Desiderio, consonante con il testo originale di un'antica preghiera capace di scardinare le resistenze della mente. Un romanzo figlio della poetica del movimento connettivista (http://criticaimpura.wordpress.com/2012/05/12/il-connettivismo-come-sensibilita-sottile-e-archetipica-del-se-unintervista-impura-con-giovanni-agnoloni), ma anche di una lunga e seria ricerca spirituale condotta dall’autore. Una fusione di suggestioni filosofiche e psicologiche, intessute in una trama dalle tinte fantascientifiche ma radicata nel mondo reale e nella recente storia d’Europa, viscerale e perturbante. Abbiamo avvicinato Giovanni Agnoloni per una breve intervista.

Da saggista tolkeniano ad autore di romanzi. Cosa ti appassiona di più?

In effetti è una continuità di lavoro, perché scrivendo i miei saggi su Tolkien e gli autori classici (Letteratura del fantastico, Spazio Tre, 2004) e del Novecento (Nuova letteratura fantasy, Eumeswil, 2010), nonché sul rapporto tra le valenze emotive della letteratura tolkienana e quelle dei rimedi floreali del Dr. Edward Bach (Tolkien e Bach, 2011) - e peraltro anche scrivendo i miei articoli per varie riviste (tra cui “Yacht Capital” e “Minas Tirih”) e per i blog http://lapoesiaelospirito.wordpress.com, www.postpopuli.it, e http://giovanniag.wordpress.com –, ho finito per sviluppare una poetica personale, eppur spontaneamente coerente con le linee generali del movimento connettivista (http://poesia.blog.rainews24.it/2011/07/10/i-connettivisti-lavanguardia-italiana). Poi, a un certo punto, ho sentito vibrare in me la lezione di Tolkien, secondo cui uno scrittore deve fondamentalmente raccontare delle storie. E mi sono accorto che, dopo anni di studio, avevo trovato la mia voce artistica. Perciò adesso mi riconosco appieno come narratore, ed è questa è la mia grande passione.

Prima di Sentieri di notte avevi mai scritto narrativa?

Oltre ad aver scritto dei romanzi e dei memoir di viaggio narrativi, che sono in attesa di pubblicazione, avevo partecipato a varie antologie connettiviste e di carattere fantastico, in particolare Noir No War (ed. Giulio Perrone, 2006) Diversa sintonia – Fantastic-Zen Stories & Histories e AFO – Avanguardie Futuro Oscuro (2009), queste ultime due edite dalle Edizioni Diversa Sintonia (AFO è in seguito nuovamente uscita con Kipple Officina Libraria: (http://www.kipple.it/index.php?route=product/product&keyword=avanguardie&product_id=62), e avevo pubblicato vari racconti in rete, anche in lingua straniera, su riviste americane e spagnole.

Perchè il fantasy? Una moda del momento o una passione?

Beh, in realtà Sentieri di notte è un romanzo che si può far rientrare nel “fantastico” solo in senso molto generale. Di fantasy, se c’è qualcosa, c’è l’eco remota del senso tolkieniano della quest, della ricerca eroica e avventurosa, e insieme la dimensione onirica (penso al viaggio di Desmond nel Bianco cracoviano) e il tentativo di dar vita a un’esperienza radicalmente subcreativa, cioè che faccia sentir lì il lettore, innescando in lui percorsi spontanei di autoconsapevolezza. Se dovessi definire in qualche modo il mio romanzo, lo definirei un noir (o un trhiller) dalle tinte fantascientifiche, fortemente impregnato di atmosfere connettiviste di derivazione cyberpunk e crepuscolare, e un romanzo di viaggio. Lungi dall’essere un ibrido, però, è un romanzo tour court, con una pluralità di livelli di lettura ma, insieme, un alto livello di leggibilità. La mia adesione al Connettivismo e la rispondenza della trama di Sentieri di notte alle mie ricerche spirituali e di psicologia junghiana sono fatti profondi, viscerali. Lirismo e visceralità sono le parole-chiave della mia poetica, che cerca, a livello di romanzo, di far affacciare per la prima volta il movimento connettivista sullo scenario della letteratura mainstream (ovvero “non di genere”), pur restando fedele alle suggestioni di fondo del suo Manifesto (http://www.next-station.org/nxt-ex-1.shtml).

Mi dici qualcosa del tuo lavoro di saggista?

Beh, in parte ho già risposto a questa domanda, ma posso dire che i miei precedenti lavori da saggista - tra i quali devo anche inserire la raccolta Tolkien. La Luce e l’Ombra (Senzapatria, 2011), di cui sono curatore, traduttore e co-autore, con contributi di alcuni dei massimi studiosi di Tolkien al mondo - sono un tentativo di dimostrare come si possa fare opera di letteratura comparata basandosi non tanto su derivazioni e assonanze di natura tecnico-filologica o storica tra autori di paesi ed epoche differenti, ma muovendosi su un terreno emotivo ed estetico. In tutti i miei lavori, fin da Letteratura del fantastico e Nuova letteratura fantasy, dove mi occupavo dei classici e dei contemporanei accostandoli a Tolkien, ma anche in Tolkien e Bach, dove mi spostavo sul filone della psicologia del profondo e della medicina olistica, il tema di fondo era sempre la vibrazione emotiva, l’archetipo evocato da un certo personaggio, un certo paesaggio o un certo oggetto della Terra di Mezzo. Conoscere le vibrazioni emotive è la base per poter tornare, da un’esperienza in un “altro mondo” (l’Evasione di cui parla Tolkien nel suo saggio Sulle fiabe), in questa realtà con occhi rinnovati e capaci di coglierne nuovamente la bellezza e l’entusiasmo intimo (ecco il Recupero di cui parla sempre il creatore di Bilbo e Frodo). Io trovo che questo effetto possa essere riscontrato anche in vari autori che nei loro libri hanno parlato del mondo reale, e che la loro lettura consapevole (così come l’assunzione degli appropriati rimedi floreali del Dr. Edward Bach) sia un modo per risintonizzarsi su queste frequenze armoniche.

E le traduzioni?

Sono l’altra mia grande passione (e il mio lavoro). In realtà c’è una perfetta continuità tra la mia opera di scrittore e quella di traduttore. Tradurre (soprattutto narrativa, ma anche saggistica, e pure le stesse guide turistiche) è un’eccellente scuola di scrittura, perché permette di acquisire maggior consapevolezza proprio delle summenzionate vibrazioni emotive legate a ogni parola. Insomma, rende letterariamente più consapevoli, e inoltre alimenta la curiosità per il mondo (infatti sono un appassionato viaggiatore). In questo senso, e anche per ragioni di amicizia personale, sono fiero e felice di essere il traduttore italiano del grande scrittore cubano Amir Valle (http://amirvalle.com) di cui ho tradotto per le Edizioni Anordest il bellissimo romanzo "Non lasciar mai che ti vedano piangere" e del quale tradurrò anche degli avvincenti noir ambientati a Cuba. Altra grande soddisfazione, perché è un libro che sposa appieno il mio approccio alle tematiche tolkieniane, è stato tradurre il saggio La saggezza della Contea, dell’autore americano Noble Smith: un libro edito da Sperling & Kupfer che ci fa concretamente vedere come l’approccio alla vita tipico degli Hobbit possa renderci molto più lieta l’esistenza terrena.

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di Redazione (pubblicato il 28/11/2012 alle  16:13:04, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  825 letture)

Una delle conseguenze, la più piccola ma pur significativa, dello stop ad ogni lavoro nella città di Augusta dovuto alle premature dimissioni del sindaco Carrubba e al subentrare del commissario La Mattina è la mancata entrata in funzione dell'ascensore di collegamento tra piazza Sant'Andrea, dove insiste il palazzo delle poste centrali, e la sottostante via Marina Ponente, un meccanismo utile che l’assessore uscente Marco Arezzi aveva garantito di ripristinare. L’ascensore era stato realizzato parecchi anni fa spendendo soldi pubblici per un’opera che non ha mai funzionato. Problemi di sicurezza, mancati collaudi e una buona dose di menefreghismo amministrativo hanno vanificato questo prezioso strumento a favore di anziani e disabili. L'assessore ai lavori pubblici fece sapere che i tecnici della ditta incaricata avrebbero provveduto all'installazione della scheda necessaria alla messa in funzione dell'impianto. L'attivazione dell'ascensore avrebbe reso accessibile il mercato rionale, da tempo spostatosi da via X Ottobre a via Ponente nel parcheggio sottostante dove le persone anziane trovano difficoltà a scendere o viceversa a salire per le ripide scalinate di collegamento tra le due arterie, che sono anche pericolose e scivolose. Nei mesi scorsi erano stati effettuati dalla Sai 8 interventi propedeutici alla manutenzione straordinaria dell'impianto necessaria al suo funzionamento. I lavori di ripristino dell'ascensore avevano subito notevoli ritardi a causa delle infiltrazioni d'acqua nella struttura, di conseguenza la Sai 8 aveva effettuato la captazione idrica e posizionato una pompa attraverso la quale il drenaggio dell’acqua dal terreno era stato confluito nella rete fognaria. Ma ora tutto è di nuovo fermo e l’entrata in funzione si allontana nel tempo.

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di Redazione (pubblicato il 26/11/2012 alle  16:52:15, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  888 letture)

Riceviamo da parte dell’associazione “Stonewall” una mail che riteniamo opportuno pubblicare: “Martedì si è tolto la vita. E’ tornato nella sua casa romana, dopo essere stato redarguito da un’insegnante per essersi smaltato le unghie e per quel modo di vestire poco consono, e si è impiccato davanti agli occhi del fratello minore. Lo ha trovato il padre, quando ormai non c’era più niente da fare. I suoi compagni hanno minimizzato l’accaduto in una lettera aperta definendo il loro comportamento come “uno sfottò innocente e senza omofobia, un gioco tra ragazzi”. Un gioco finito male però, il loro gioco ha ucciso il loro compagno di scuola. Appreso quanto successo, Tiziana Biondi, presidente di STONEWALL, associazione che da anni offre sostegno psicologico e consulenza medica e legale a tutte le persone Gay Lesbiche Bisex e Trans della provincia aretusea e che sin dalla sua fondazione ha attuato progetti e campagne informative sull’omosessualità e la transessualità, contro l’omo e la transfobia, esprime profondo rammarico e tristezza per il grave episodio di omofobia che ha fatto l’ennesima vittima innocente. L’associazione denuncia l’assordante silenzio delle istituzioni e delle scuole e lancia l’allarme bullismo omofobico anche a Siracusa viste le numerose segnalazioni pervenute all’associazione da parte di studenti siracusani i quali hanno anche riferito che spesso gli insegnanti sanno ma minimizzano o fanno finta di non vedere. Omertà che si perfeziona nella sordità di alcuni dirigenti di istituti siracusani che nonostante le numerose richieste di intervento, non si sono nemmeno degnati di rispondere. Sabato 24 novembre l’associazione ha tenuto una conferenza stampa urgente nella quale ha lanciato un appello a tutte le scuole siracusane di ogni ordine e grado, nonché agli amministratori della città, alla consulta studentesca e all’unione degli studenti con l’obiettivo di poter concertare ed attuare strategie educative e campagne informative sull’argomento all’interno degli istituti scolastici in oggetto. La scuola ha il compito di formare i cittadini di domani, di fare cultura e corretta informazione anche su questi importantissimi temi. Non si può più aspettare, anche l’omofobia è un’emergenza. Come tale va affrontata seriamente, con determinazione”.

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di Redazione (pubblicato il 26/11/2012 alle  15:10:53, nella sezione CULTURA,  844 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta organizza una conferenza che avrà luogo Sabato 1 dicembre nella sala convegni del Forte Vittoria, luogo storico di Augusta dove i partecipanti verranno condotti a mezzo di barche fornite dal Gruppo Barcaioli. La conferenza verte sul tema “Augusta base passeggera verso il Bel Suol d’Amore: diplomazia, giornali, navi ed orgoglio cittadino”e si caratterizza nell’ambito del centenario della guerra italo-turca 1911-1912. Il programma prevede la partecipazione come relatori dell’avv. Antonello Forestiere, storico militare, già direttore del Museo della Piazzaforte, sul tema “Navi da guerra, mercantili, batterie e depositi; la guerra cambia Augusta”, del dott. Alberto Moscuzza, presidente dell’associazione culturale Lamba Doria, sul tema “L’elmo coloniale da truppa del regio esercito mod. 1887”, del giornalista del quotidiano La Sicilia dott. Giorgio Italia, sul tema “L’influenza della stampa nelle guerre del novecento”, e dell’avv. Francesco Atanasio, vicepresidente della Società Siracusana di Storia Patria, sul tema “Una guerra tra le Cancellerie europee”. Nell’occasione verrà presentato un elmo coloniale da truppa del Regio Esercito mod.1887, cimelio d’epoca, che successivamente verrà donato al Museo della Piazzaforte del Comune di Augusta. Il presidente del Kiwanis dott. Gaetano Roggio, accompagnato dal vicepresidente avv. Antonello Forestiere, dal segretario dott. Raimondo Raimondi e dal tesoriere sig. Francesco Rattizzato, si è incontrato ufficialmente qualche giorno fa col Presidente dell’Autorità Portuale dott. Aldo Garozzo (vedi foto), il quale, apprezzando l’iniziativa, ha concesso l’uso del Forte Vittoria e il patrocinio non oneroso alla manifestazione. L’appuntamento è quindi per sabato 1 dicembre alle ore 9,30 del mattino alla darsena nuova per l’imbarco verso il Forte Vittoria.

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di Redazione (pubblicato il 19/11/2012 alle  21:00:33, nella sezione CRONACA,  776 letture)

Parlando di Augusta non si può che evidenziare lo stato disastroso delle sue finanze, senza liquidità, con somme cospicue che vengono a mancare e debiti cui far fronte. Il commissario straordinario La Mattina (nella foto) sta valutando con attenzione le possibilità di manovre da adottare ed ha già trasmesso una relazione sulla situazione debitoria ai consiglieri comunali, al collegio dei Revisori, al segretario generale e per conoscenza alla Corte dei conti, al presidente della Regione e all'Assessorato regionale alle Autonomie Locali. Secondo i dati forniti dal commissario i debiti contratti dal Comune ammontano a 42 milioni di euro. Un debito che le previsioni di entrata per la verità potrebbero ridurre in maniera non indifferente, vista la mancata riscossione di tributi vari, della Tarsu relativa all'anno in corso, e il mancato recupero delle somme che avrebbero dovuto essere versate dagli evasori e visti anche i trasferimenti ancora non effettuati ma dovuti da Stato e Regione. Comunque di fatto non c’è liquidità di cassa e questo fatto condiziona ogni attività dell'Amministrazione che non è in grado di far fronte a vari impegni. Il commissario sta operando vari tagli alle spese con decisione e malgrado le polemiche. Ha perfino azzerato le nomine di organismi volontaristici e gratuiti come il Museo della Piazzaforte, il Museo Civico e la Commissione di Storia Patria ab immemore affidate alle stesse persone, proponendosi per una questione di correttezza di esaminare curricola alternativi di eventuali aspiranti, in una sorta di bando pubblico aperto a tutti. Per quanto ininfluente sulla spesa pubblica anche questo provvedimento è pur sempre un segnale di trasparenza che però dovrà essere applicato ad altri ben più importanti settori.

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di Redazione (pubblicato il 15/11/2012 alle  15:08:51, nella sezione EVENTI,  850 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta organizza, in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell'Infanzia, una manifestazione che avrà luogo in piazza Duomo ad Augusta il 20 novembre dalle ore 16,00 alle 20,00, e che prevede l’installazione di un gazebo, l’apporto di animatori, la distribuzione di materiale stampato ed altro per sensibilizzare i ragazzi sul progetto Eliminate del Kiwanis Internazional per la raccolta di fondi da destinare all’acquisto di vaccini contro il tetano neonatale nei paesi del terzo mondo. All’evento parteciperanno gli alunni degli Istituti Comprensivi di Augusta “Costa”, “Principe di Napoli” e “Todaro”. Alla manifestazione prenderanno parte in maniera fattiva i giovani del Kiwanis Junior. Gli obiettivi di questa attività sono quelli di ricordare alle Istituzioni che i bambini sono soggetti di diritti; coinvolgere direttamente i bambini, rendendoli protagonisti; presentare il Kiwanis come l'organizzazione che è al "servizio dei bambini di tutto il mondo"; lanciare iniziative successive nelle quali il Kiwanis raccoglierà fondi per salvare più bambini possibili dal tetano materno/neonatale; dare visibilità al club, sul territorio, incontrando i bambini delle scuole. « Se crediamo in quello che facciamo – afferma il presidente del Kiwanis Club di Augusta Dott. Gaetano Roggio (nella foto) - dobbiamo mettercela sempre tutta, specie quando ci rivolgiamo ai bambini. Ciò comporta un impegno ed una passione particolare da parte di tutti i soci, ma in particolare dei presidenti di club che, quest'anno, hanno l'onore e l'onere di guidare il club. Alla fine saremo sicuramente più soddisfatti per quanto (nel nostro piccolo) avremo portato alla grande causa del Kiwanis e del suo service internazionale ». L'iniziativa della “Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia” vuole anche richiamare l’attenzione sulle tante violenze che l’infanzia subisce e si propone di sollecitare il mondo adulto, rappresentato dalla famiglia, dalla scuola, dalla società e dalle Istituzioni, ad un preciso impegno nel tutelare i fanciulli da ogni sopruso e per dare loro la possibilità di preparare con serenità il loro domani.

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di Redazione (pubblicato il 12/11/2012 alle  19:56:50, nella sezione LIBRI,  808 letture)

Il Centro Studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa organizza per Venerdì 16 novembre alle ore 18,00 presso la sala conferenze della biblioteca “Innocenziana” dei frati cappuccini, la presentazione del libro del dott. Pippo Bufardeci dal titolo “BASALATU” - “Parole e modi di dire del parlare dialettale”. Sempre attento alle tradizioni e ai costumi del suo paese d’origine, l’autore, originario di Pachino, nella zona sud della provincia di Siracusa, ha voluto avventurarsi nella ricerca di parole ed espressioni tipiche, raccolte dalla viva voce dei suoi conterranei che parlano ancora il dialetto, condensandole poi in un glossario. La lettura di questo libro, se per le persone di una certa età può essere un ricordo di conoscenze già acquisite, per i giovani è un utile strumento di conoscenza del dialetto, così come viene parlato in un’ampia zona della nostra isola, la zona del “ciù”, come la definisce lui stesso, per distinguerla da quella del “chiù”. Il libro sarà presentato da Corrado Di Pietro, noto cultore di etnografia. Seguirà un intervento della dott.ssa Assunta Rizza, presidente della Coperativa socio-culturale “Leonardo” di Pachino. Saranno presenti l’editore Carlo Morrone e il poeta e pittore Angelo Rullini, autore delle illustrazioni del libro.

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