Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 10/09/2012 alle  14:58:12, nella sezione CRONACA,  819 letture)

Il deputato regionale di Grande Sud, Titti Bufardeci, interviene all’indomani dell’abbandono di Roberto Di Mauro dal partito e fa un’analisi precisa su questa sorta di accadimenti assai spesso frequenti ad ogni vigilia elettorale di un certo peso. “Un tradimento politico e umano” è il suo drastico commento. Abbiamo raccolto le sue dichiarazioni in merito alla vicenda. “Nei casi come quelli che hanno al centro l’assessore Di Mauro la regola impone che chi tradisce avverta il pudore di stare in silenzio. Il nostro, invece, è alla continua ricerca di motivare un classico caso di semplice tradimento dovuto soltanto da ciò che gli viene offerto. Stipendio di assessore e possibilità di difendere i propri interessi. In un sms Di Mauro, in piena contraddizione con quanto dichiarato pubblicamente in conferenza stampa e privatamente, in merito alle incapacità del sindaco, mi ha fatto sapere che ha deciso di lasciare il gruppo perchè non si sentiva coinvolto dal nostro partito che, invece, lo aveva garantito in quella posizione, nonostante il forte mal di pancia dei consiglieri comunali che lo avvertivano lontano dalle loro scelte politiche, a partire da quelle relative al bilancio. Il fatto che nei suoi confronti i nostri consiglieri mostrassero una mancanza di fiducia gioca a beneficio della lungimiranza di questi ultimi che hanno saputo leggere i segnali che provenivano dai comportamenti dell’assessore sempre incline ad accettare i suggerimenti e a sposare le tesi di chi, oggi, lo premia ridandogli la carica tanto agognata. La libera interpretazione di Di Mauro lo porta a dire che abbiamo chiesto un secondo assessore perchè non riconoscevamo come nostro rappresentante. Sa bene di mentire perché conosce quante volte abbiamo sollecitato incontri e riunioni che anche lui riteneva indispensabili per superare al meglio le problematiche e dare attuazione alla cosiddetta linea di continuità amministrativa, viceversa disattesa continuamente. Di Mauro – conclude Titti Bufardeci - si dichiara anche dispiaciuto del fatto che Grande Sud ha deciso di uscire dalla maggioranza a otto mesi dalle elezioni amministrative. E questo, dobbiamo ammetterlo, è stato un errore perchè avremmo dovuto molto prima uscire dall’amministrazione. Di Mauro smetta i suoi tentativi di trovare giustificazioni impossibili a quello che è un tradimento politico e umano”. (Nella foto Bufardeci e Di Mauro ai tempi del loro sodalizio)

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di Redazione (pubblicato il 09/09/2012 alle  10:14:09, nella sezione ARTE,  953 letture)

Inaugurata sabato 8 settembre, nei locali della Galleria Roma di Siracusa in piazza San Giuseppe 2, la Mostra collettiva d'Arte contemporanea dal titolo "CHIAVI DI LETTURA". Si tratta di una esposizione dei lavori di alcuni artisti associati quali Salvatore Accolla, Cristien Alferink, Luigi Bengala, Gianfranco Bevilacqua, Corrado Brancato, Gaspare Calì, Fiorella Cascieri, Giulia Cappuccio, Margherita Davì, Giuseppe De Luca, Gino Di Frenna, Angela Floriddia, Francesco Floriddia, Stefania Floriddia, Marina Giuffrida, Elia Guardo, Salvatore Li Puma, Amedeo Nicotra, Valentina Nicotra, Tomie Nomiya, Luciano Paone, Gina Pardo e Palmira Pugliara. La mostra è stata presentata dal professor Luigi Amato (nella foto), docente di estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

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di Redazione (pubblicato il 08/09/2012 alle  18:52:17, nella sezione CRONACA,  1464 letture)

Riportato alla ribalta sul web ad opera del solito Mimmo Di Franco un dannosissimo problema che riguarda due incroci augustani dove il caos impera sovrano e i cittadini fanno i propri comodi a danno di altri cittadini, creando disagi e rischi di incidenti, senza che avvenga mai uno straccio di controllo da parte dei vigili urbani sempre e comunque in tutt’altre faccende affaccendati. Si tratta del trivio al Monte Tauro nel quale insiste la farmacia e il panificio, sulla strada panoramica, dove ci vorrebbe un senso unico e un’isoletta spartitraffico, e dell’incrocio della borgata all’altezza di Villa delle Rose, dove ci vorrebbe un cordolo di cemento che isoli la rotatoria dall’esercizio. Questo comporterebbe l’ingresso in una corsia per entrare nel bar-tabacchi, uscendo dalla stessa corsia senza intralciare con il movimento di marcia indietro lo scorrimento del traffico veicolare. Sul web riguardo all’argomento in questione i commenti si sprecano. Uno di questi recita: “L’assoluta e totale inciviltà nel parcheggiare la macchina al monte a cominciare dalla farmacia e per finire ai vari bar e tabacchi....qualcosa di assurdo. Macchine parcheggiate a ridosso del curvone a gomito (in salita) un lungo serpentone di macchine continua fino a quasi l' entrata del supermercato Sidis. Non voglio immaginare quando arriva un autobus e deve svoltare per andare in direzione Monte Amara, cosa che sicuramente è già successa, io dico che così non si può continuare... chiedo al signor Mimmo Di Franco da sempre attento a queste problematiche nel centro storico e alla borgata di venire a dare un occhiata per documentare il tutto perché davvero non si può vedere assolutamente una cosa del genere. Io sono passato verso le 18 ma credo che sia così in tutti gli orari di punta”. Di Franco ci ha scritto e Diorama parla del problema, ma a giudicare dall’andazzo delle cose, che dura da anni, mettendo insieme l’assenteismo degli organi preposti al traffico, il menefreghismo e la cattiva educazione dei cittadini e la tragica dislocazione degli esercizi commerciali interessati, farmacia e bar tabacchi, non ci facciamo molte illusioni su una positiva risoluzione del problema.

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di Redazione (pubblicato il 08/09/2012 alle  11:17:54, nella sezione CINEMA,  1207 letture)

Presentato dal Sindaco di Priolo in conferenza stampa il cortometraggio “Neanche i cani”, girato in questi giorni nel territorio comunale per la regia di Alfio D'Agata. Un breve film per veicolare l’idea che Priolo non è solamente industrie e ciminiere, ma ha nel suo tessuto storico-culturale tante cose da valorizzare. Il cortometraggio prende spunto dal precariato, odierna piaga sociale, e sarà portato in vari festival cinematografici e diffuso via internet e televisione. Alle riprese hanno preso parte molti priolesi, che hanno partecipato alle riprese come figuranti. L’iniziativa è stata proposta circa un anno e mezzo fa al sindaco di Priolo, Antonello Rizza, che ha subito ritenuto di dare piena disponibilità alla troupe di produzione, formata prevalentemente da giovani, a girare a Priolo il cortometraggio ospitando nel paese il protagonista, l’attore siciliano Nino Frassica (nella foto). L’idea di promuovere Priolo attraverso un cortometraggio serve a trasmettere un messaggio positivo presentando diversamente dal solito un comune che è stato d’altra parte interessato da un ampio processo di riqualificazione, puntando sullo sviluppo turistico del territorio. Nino Frassica, protagonista del cortometraggio “Neanche i cani”, rappresenta sul set la società odierna, caratterizzata dalla cosiddetta “doppia – faccia”, in quanto si mostra come una persona aperta al prossimo in pubblico, mentre, nella vita privata, si manifesta cinica e spietata. “Sono entusiasta – ha detto Frassica - di partecipare ad un cortometraggio caratterizzato da una bella sceneggiatura e girato in una bella location, che trovo positivamente trasformata, in particolare Marina di Priolo, che oggi presenta anche una bella passeggiata a mare. Sono stato felice di scoprire una Priolo rinnovata, mi sono sentito ben accolto da tutti, ed è sempre bello recitare nella propria terra e in lingua dialettale”.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 08/09/2012 alle  10:26:24, nella sezione LIBRI,  1119 letture)

Wendy Guerra, Tutti se ne vanno, Le Lettere, pag. 280, 18 euro.

Wendy Guerra (nella foto) è un’eccellente scrittrice cubana, nata nel 1970 all’Avana, laureata in regia cinematografica e radiotelevisiva presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Istituto Superiore d’Arte. A Cuba, tra le cose positive costruite dopo il 1959, non si diventa registi per caso, ma esiste un vero e proprio corso di studi dove si studia tecnica e storia del cinema, grazie a lezioni impartite da veri maestri che si sono cibati di neorealismo, Godard, Fellini e cinema nordamericano indipendente. Wendy Guerra è un’allieva di Tomás Gutiérrez Alea, il suo stile letterario abbonda di piani sequenza descrittivi e di rapide pennellate che costruiscono caratteri e situazioni. Todos se van, tradotto in maniera egregia da Antonella Ciabatti per la collana Latinomericana, diretta da Martha Canfield per i tipi de Le Lettere, è scritto sotto forma di diario e comincia con una citazione tratta dal Diario di Anna Frank: “Potremmo chiudere gli occhi davanti a tutta questa miseria, ma pensiamo a coloro che ci erano cari, e per i quali temiamo il peggio, senza poterli aiutare”. Inutile dire che l’autrice parla di Cuba sotto metafora. Il diario è diviso in due parti. Nella prima parte abbiamo una bambina di nove anni che racconta la sua infanzia come un viaggio attraverso il dolore, contesa tra i genitori divorziati, in balia di un padre violento che la picchia, non la manda a scuola e spesso torna a casa ubriaco. “Ho pagato un prezzo molto alto per crescere da sola mentre tutti se ne andavano dall’isola”, afferma la protagonista. E vive un’esistenza costellata di abbandoni, per motivi sentimentali o politici, economici e di semplice vita quotidiana. La ragazzina cresce mentre tutti se ne vanno. Inesorabilmente. La seconda parte del romanzo è la più disperata. La bambina diventa adolescente proprio mentre i regimi socialisti vanno in crisi e crollano uno dopo l’altro, fino alla caduta del muro di Berlino. Wendy Guerra racconta con magistrali pagine di taglio cinematografico e con tono lirico la fine di un sistema, le fughe e la solitudine di una ragazzina che osserva il mondo cambiare mentre vede gli amici scappare. Il Diario potrebbe essere in parte autobiografico, in ogni caso l’autrice ha vissuto in prima persona certe situazioni, perché è nata nel 1970 e alla caduta del muro di Berlino compiva diciannove anni. Wendy Guerra racconta la Cuba dei black-out energetici (apagón), dei poveri solar dove vivono famiglie senza possibilità economiche, dei giovani nascosti in umidi sottoscala per ascoltare i Beatles (“erano più proibiti che mangiare carne”), delle raccolte fallimentari di canna da zucchero, delle persecuzioni agli omosessuali, delle ideologie perdute. Racconta “la guerra fredda del silenzio adolescente”, mixata con la guerra fredda della politica, con un isolamento culturale che allontana i giovani sempre più dal sistema. “Il mio Diario è un lusso, è la mia medicina, è ciò che mi mantiene in piedi. Senza di lui non arriverei ai venti anni. Io sono lui e lui è me. Entrambi non ci fidiamo”. Racconta di una ragazzina che vuole scappare dagli slogan e dalle ideologie, che non sopporta più quel che accade, ma si rende conto che fuggire dalla politica significa andare via da Cuba. E poi il romanzo è costellato di stupende immagini letterarie: “L’Avana odora di gas liquido e di pesce fresco, che viene dall’aria salata del Malecón”. Tutti se ne vanno racconta anche la paura del futuro, perché crollano i muri, i giovani scappano, ma i vecchi non sanno vivere senza muri e temono quel che potrà accadere. La conclusione non lascia scampo: “Sono all’Avana, ci provo, cerco di avanzare ogni giorno un po’ di più. Ma una volta gelato il mare dei Caraibi, non c’è alcuna possibilità di arrivare in nessun posto. Da questa parte continuo a scrivere il mio Diario, a svernare nelle mie idee, senza potermi spostare, per sempre condannata all’immobilità”. Questo è il destino della ragazzina, ma anche della scrittrice, che pubblica i suoi romanzi in tutto il mondo, ma che - come Cabrera Infante e Reinaldo Arenas - è inedita a Cuba, a parte alcune innocue raccolte di poesie.

Todos se van (2006) è il debutto letterario di Wendy Guerra, il libro ha riscosso un enorme successo in Spagna, dove ha vinto il premio Bruguera, è stato tradotto in molte lingue, ma in Italia è uscito nel 2007, passando inosservato, come quasi tutti i libri che raccontano il vero volto di Cuba e che sono invisi al regime. Molto spesso mi faccio una domanda alla quale non so dare risposta: l’apparato castrista dirige la nostra politica culturale? Resta il fatto che Wendy Guerra è una grande scrittrice di cui ci priviamo, a vantaggio di inutili e ripetitivi titoli commerciali. La Guerra ha pubblicato anche Nunca fui Primera Dama (Bruguera - Barcellona, 2008), mentre da poco è uscito Posar desnuda en La Habana (Alfaguara, 2012), entrambi inediti nel nostro paese. Ha dato alle stampe tre raccolte di poesie: Platea oscura (L’Avana, 1987), Cabeza rapada (L’Avana, 1996) e Ropa interior (Bruguera - Barcellona, 2008). Scrive un blog interessante intitolato Habaname per il periodico spagnolo El Mundo: http://www.elmundo.es/blogs/elmundo/habaname/. Leggiamo un capitolo tratto da Tutti se ne vanno. I giorni dell’attesa - 1989 (pagina 197):

Ogni mattina mia madre mi chiama per dirmi quale governo dell’Europa dell’Est è caduto. Si gode tutto ciò come se fosse un grande show. Osvaldo chiama poco da Parigi. Quando lo fa mi chiede di prepararmi al viaggio. Io mi occupo di suddividere i messaggi per le mogli degli altri pittori che se ne stanno andando via poco a poco. Non voglio compromettere nessuno su questo Diario. E neppure raccontare alla lettera i miei piani. C’è bisogno di molto silenzio e di molta discrezione per uscire da Cuba in questo momento. Noi artisti siamo presi di mira. Ci sono più poliziotti che critici in mezzo a noi. Non esco quasi di casa, non vado a trovare nessuno perché la maggior parte dei miei amici se n’è andata. Lucia e sua madre sono a Madrid. Se ne sono andate senza dirlo. Di tutti quelli che avevano iniziato la scuola, saremo in pochi a diplomarci. Jesús continua a vendere i quadri di Osvaldo e a procurare borse di studio per allungare il soggiorno dei pittori che se ne sono andati con lui. Ha ottenuto l’appoggio della fondazione Mitterand. Il suo progetto va avanti. Il libro di Cleo sta per uscire in Francia. Mi resta solo da dire addio. La mia rubrica telefonica è piena di segni rossi. Non posso più fare quei numeri. Non mi risponderebbe nessuno. La città è abitata quasi solo da sconosciuti. Tutti se ne vanno. Mi lasciano sola. Il telefono non suona più. Io aspetto il mio turno in silenzio.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2012 alle  17:17:48, nella sezione EVENTI,  877 letture)

Brucoli in festa, magari un po’ fuori stagione visto che, tutto sommato, la kermesse organizzata dall'associazione "Amunì” non ha registrato in prima serata un pienone di visitatori pari a quello che, si può ipotizzare, ci sarebbe stato se la manifestazione fosse avvenuta durante l’estate piena. Comunque, per due giorni Brucoli è stata animata da musicisti e artisti di strada che hanno intrattenuto grandi e bambini in diversi punti del borgo marinaro. Abbiamo rivisto nell’occasione il vecchio amico Giovanni Anzalone, eclettico attore e cantastorie originario di Carlentini, che ha recitato brani della tradizione leggendaria siciliana accompagnato dalla bravissima arpista umbra Laura Vinciguerra. Gran finale sabato sera con la band augustana "Oltre il silenzio" che si è esibita nella piazzetta ed ha attirato un pubblico più numeroso. In ultima analisi un bilancio positivo per l’associazione che ha organizzato il tutto coinvolgendo tutti gli esercenti locali, con una finalità di attrazione turistica e tentando di vivacizzare la deliziosa frazione marinara che però avrebbe bisogno di una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale per migliorarne viabilità, parcheggi, pulizia e controllo da parte della polizia municipale. Il turismo possibile di questa zona passa attraverso la valorizzazione culturale dei siti, primo tra tutti il castello di Brucoli che, recentemente aperto al pubblico, non pare abbia trovato una giusta dimensione attrattiva per i cittadini e i visitatori.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2012 alle  16:41:18, nella sezione CRONACA,  887 letture)

Sabato prossimo ancora una volta i cittadini volontari di Augusta che hanno già dato vita sabato pomeriggio scorso in Piazza America all’iniziativa “Prendiamoci Cura della Nostra Città”, evento creato a seguito di un passa parola su Facebook, scenderanno in campo per pulire altre zone del paese. Si tratta di un gruppo di augustani che si sono dati appuntamento per raccogliere i rifiuti nella popolare piazza della borgata a loro giudizio non sufficientemente tenuta pulita dal comune. Visto il successo e la partecipazione si è deciso di ripetere l’appuntamento sabato prossimo, questa volta occupandosi del Parco Giochi dei Bambini che insiste sull’area di Piazza Nuova. L’invito alla partecipazione è rivolto a tutta la cittadinanza e si spera in un sempre maggiore intervento di volontari sensibili a questa problematica e pronti a sbracciarsi e a dare un fattivo contributo rivolto a sensibilizzare l’amministrazione perché esplichi un maggior controllo sugli organi preposti alla pulizia della città ed allo stesso tempo a sensibilizzare i cittadini a mantenerla pulita, perché “se rispettiamo il Territorio rispettiamo Noi stessi”. Alla manifestazione erano presenti una quindicina di cittadini volontari che con scopa in mano, guanti e sacchetti distinti per effettuare la raccolta differenziata hanno pulito tutta la Piazza America e l’aiuola della fontana, recandosi subito dopo davanti al portone del Palazzo Municipale di Augusta dove hanno depositato i sacchetti raccolti con i rifiuti differenziati, per mandare un messaggio all’amministrazione di buon esempio e di incentivazione alla raccolta differenziata, Si è trattato ovviamente di un gesto simbolico, infatti subito dopo i rifiuti sono stati depositati all’interno dei cassonetti per la raccolta differenziata. I due promotori dell’iniziativa sul web Antonino Di Silvestro e Nadia Sicari hanno dichiarato: “ci piacerebbe che oltre alla raccolta differenziata si avvii un progetto per la riconversione della spazzatura in beni utilizzabili”. Vedremo se sabato prossimo riusciranno a raccogliere un più numeroso gruppo di volenterosi.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2012 alle  13:09:45, nella sezione EVENTI,  829 letture)

Dal 4 al 6 settembre si svolgerà a Siracusa, nell’aula consiliare di via del Labirinto, il Workshop internazionale “Asy-Eos 2012” che affronterà problemi avanzati di fisica moderna con riferimento all’evoluzione della dinamica delle interazioni fondamentali tra ioni pesanti. Si tratta di studi che vanno dal microcosmo invisibile fino a problematiche stellari di astrofisica nucleare con un approccio interdisciplinare. Tra le finalità del workshop vi è il radicamento della cultura scientifica e della fisica nel territorio siracusano. Proprio per questo motivo una speciale sezione-evento, parte integrante del workshop, sarà dedicata alla figura di Archimede, genio dell’umanità. La conferenza stampa di presentazione ha visto presenti il presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico (nella foto), Paolo Russotto, Santo Reito, Giuseppe Verde, ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e Gioachinpaolo Tortorici direttore scientifico dell’Associazione Fondazione Archimede e della rete scuole Siracusa. Michele Mangiafico ha parlato del significato del workshop che tra l’altro si propone di dare risalto al genio di Archimede, considerato il padre putativo della scienza e accennando alla cosiddetta particella di Dio ha ricordato che duemila e trecento anni fa Archimede riuscì a calcolare la grandezza dell’Universo. Va ricordato infine che giovedì 6 settembre dalle 16 alle 19 presso l’auditorium del museo archeologico Regionale “Paolo Orsi” avrà luogo l’evento dedicato ad Archimede “Eureka! Creatività, genio e mistero in Archimede precursore della ricerca scientifica moderna”.

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di Redazione (pubblicato il 26/08/2012 alle  21:21:01, nella sezione CRONACA,  834 letture)

I locali della popolosa circoscrizione Borgata di Augusta si presentano in pessime condizioni. Lo afferma il consigliere di circoscrizione Alessandro Tocco (nella foto) che segnala l’impianto elettrico fatiscente, infiltrazioni d’acqua, presenza di scarafaggi, pilastri portanti corrosi, sporcizia dappertutto, pareti ammuffite, sedie e tavolo delle riunioni sporche, cestini mai svuotati e immondizia sparsa. “Queste sono le condizioni dei luoghi istituzionali dell’amministrazione, continua Tocco - l’incuria e il totale disinteresse che ha caratterizzato la gestione, è inaccettabile che i consiglieri di circoscrizione svolgano il proprio incarico con impegno, ma in condizioni di degrado indegne di un paese civile. Ho deciso di portare a conoscenza dei cittadini e pubblicare le foto all’interno della sede della Circoscrizione Borgata, perché è bene che tutti sappiano le vergognose condizioni del nostro lavoro. La circoscrizione ha dei compiti e delle responsabilità ben precisi. Questi compiti comprendono l’ascolto del territorio, il coinvolgimento dei cittadini e delle altre realtà presenti sul territorio e la presa in carico dei problemi. Ancora oggi l’amministrazione è sorda alle lamentele dei cittadini e non da risposte a chi vive nel quartiere e rappresenta più da vicino le esigenze della comunità. E’ risaputo che le istanze discusse nei consigli di circoscrizione rappresentano i veri problemi della collettività e sono stupito della mancanza di risoluzioni. Noi consiglieri di quartiere – conclude Tocco - siamo considerati dal Sindaco e company l’ultima ruota del carro, infatti siamo convocati a Palazzo S. Biagio dal Presidente del Consiglio solo nelle deliberazioni e pareri in cui c’è il passaggio obbligatorio delle 3 circoscrizioni”. Il consigliere di circoscrizione chiede la pulizia e la disinfestazione della sede di Via Benedetto Croce, sperando che in questo scorcio di legislatura si possa attuare un dialogo costruttivo con l’amministrazione che voglia ascoltare la voce del consiglio di quartiere e affrontare i reali problemi del territorio.

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di Redazione (pubblicato il 26/08/2012 alle  21:20:05, nella sezione CRONACA,  830 letture)

In un comunicato stampa la compagine politica di Titti Bufardeci, Grande Sud, prende atto delle decisioni adottate unilateralmente dal Sindaco di Siracusa senza confronto con i partiti componenti della maggioranza e contestualmente prende atto che né il PDL, né il suo Sindaco hanno ritenuto di dover convocare un tavolo di discussione tra i partiti per confrontarsi e discutere problemi fondamentali per Siracusa, quali i servizi, il bilancio, il bando sulla raccolta dei rifiuti con le attuali criticità nel servizio alla cittadinanza, il sistema dei trasporti, le questioni aperte sul piano urbanistico. Ritiene, pertanto, di non poter ulteriormente proseguire la presenza in Giunta. Grande Sud ha cercato fino all’ultimo di attuare i programmi posti a fondamento della coalizione ma si è scontrato con l’impossibilità di confrontarsi con gli alleati. Ciò ha comportato gravi problemi per la cittadinanza, divenuti intollerabili, che inducono Grande Sud a ritenere chiusa l’esperienza. La decisione pone fine anche a polemiche strumentali sulla ricerca di poltrone da parte di Grande Sud, rinunciando al posto di assessore attualmente coperto. Tutto questo è stato messo ulteriormente in chiaro in una conferenza stampa tenutasi in via Brenta dove sono stati illustrati i motivi della scelta adottata. Presenti il senatore Roberto Centaro (nella foto) , il deputato regionale Titti Bufardeci, i consiglieri comunali Alberto Palestro, Pippo Impallomeni, Italo Bufardeci, e i consiglieri provinciali Gianni Briante e Mariano Caldarella.

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di Redazione (pubblicato il 24/08/2012 alle  17:22:46, nella sezione CRONACA,  939 letture)

Il deputato regionale uscente Enzo Vinciullo, ex An poi confluito nel Pdl, ha aperto il suo comitato elettorale ad Augusta in via Roma 80, in vista della ormai prossima competizione elettorale di ottobre. Presenti all’inaugurazione molti esponenti del centro destra megarese, da Francesco Papale ad Angelo Pasqua, da Puccio Forestiere ad Enzo Inzolia, da Enzo Puntillo a Giovanni Patania, assente Paolo Amato, elemento di punta del Pdl augustano, consigliere provinciale, capogruppo consiliare e vicecoordinatore provinciale del partito di Berlusconi, che pare non sia stato invitato, magari per pura dimenticanza o forse a marcare una certa differenza tra gli ex An e gli ex forzisti. Vinciullo, vicepresidente della Commissione “Affari Istituzionali” all’ARS, vanta una serie impressionante di interventi in assemblea e moltissime proposte di legge, a testimonianza di una attività politica intensa e vissuta ben conoscendo i problemi del territorio. Battagliero come sempre proprio oggi ha denunciato in questura un episodio accaduto, a Melilli dove un suo manifesto è stato strappato e reso illeggibile. “Se anche quest’anno, a Melilli – ha dichiarato l’on. Vinciullo – si vuole iniziare ad esasperare i toni e ad intimidire i candidati, sappiano che non sarò disposto a sopportare quanto è accaduto nelle scorse elezioni regionali, dove, ai giovani attivisti del mio Partito, è stato perfino impedito, di fare il volantinaggio. Questo episodio fa seguito a un altro, quasi simile, successo a Rosolini la scorsa settimana, dove, però, i danni al cartellone sono stati minori rispetto a oggi. Con la denuncia presentata questa mattina intendo, fin da adesso, fare sapere a tutti, in maniera chiara e netta, che non sono disposto a sopportare o accettare intimidazioni in questa Campagna Elettorale. Nello stesso tempo, con la stessa fermezza, faccio appello, a tutti i candidati, a non esasperare lo scontro e a tenere un comportamento consono al momento difficile che sta attraversando il nostro Paese

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di Redazione (pubblicato il 24/08/2012 alle  10:22:56, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  963 letture)

Un nuovo fenomeno sociale portato all’esasperazione dalla crisi economica in corso rischia di trasformare le nostre città in sobborghi miserabili dove i cittadini vengono letteralmente aggrediti da una schiera di professionisti della pubblica carità: dall’alcolista sdentato al “punkabbestia” con branco di meticci al seguito, dalla madre rom con prole attaccata al seno al mendìco che espone le sue deformità per impietosire ed indurre all’elemosina, dai ragazzini zingari spediti dai padri in giro per i tavoli dei bar ai venditori di pianetini della fortuna, dai fastidiosi percussionisti “rasta” agli (stonati) strimpellatori di fisarmoniche e altri strumenti. Ora, se il fenomeno è difficilmente gestibile dalla forza pubblica, considerato il numero impressionante dei questuanti, diventando quindi un dato di fatto della nostra quotidianità, un dazio da pagare sull’altare della sperequazione tra ricchi e poveri in questa nostra società dei consumi ad oltranza, non sempre è tollerabile come un ulteriore tormentone a carico di chi si avventura in una città annegata nel traffico, dopo aver parcheggiato con enormi difficoltà e aver avuto a che fare coi parcheggiatori abusivi, facendo un vero e proprio percorso ad ostacoli tra gli straccioni e i loro cani, subendo un continuo gravame della coscienza contro il quale non resta che indurire l’animo, anche perché se dovessimo dare cinquanta centesimi a ognuno di costoro ogni volta che passiamo loro davanti (e nessuno ti ringrazierà per cinquanta centesimi, il minimo sindacale è un euro), non basterebbe uno stipendio. Questa è la situazione del centro storico di Ortigia nelle zone più eleganti di corso Matteotti, nella piazza Duomo oramai bazaar di “caminanti” che propinano mercanzie cinesi per bambini, nessuna in regola CEE anzi a volte assai rischiose o nocive. Così, ancora una volta, meglio i centri commerciali, dove questo fenomeno viene “gestito” dalla vigilanza interna, assai più efficiente dei vigili urbani e delle altre forze dell’ordine, la quale opera una tolleranza zero, almeno all’interno della grande struttura commerciale. Invece in città i mendicanti si sono divisi il territorio e litigano tra di loro se qualcuno “sconfina”, perché è assai più remunerativo e poco faticoso raggranellare spiccioli con questo sistema piuttosto che lavare scale nei condomini. Insomma, quella del mendicante è diventata una professione remunerativa, una condizione sociale, uno “status” che agisce sulle coscienze dei cittadini che vengono stimolati nel senso di pena, con la complicità delle coscienze sporche dei governanti che sanno di non fare nulla per alleviare la triste vita dei diseredati e per eliminare questo spettacolo, indegno d’una civiltà evoluta, dalle nostre strade.

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di Redazione (pubblicato il 23/08/2012 alle  11:03:38, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  782 letture)

Il Garante per la privacy è intervenuto ponendo paletti alla normativa secondo cui le banche e gli altri intermediari finanziari dovranno inviare all'Anagrafe tributaria una copia dei nostri estratti conto relativi al 2011 entro ottobre 2012. L’annullamento del segreto bancario potrebbe essere rimandato, impedendo di fatto nell’immediato l'attuazione della misura che dovrebbe fornire un contributo fondamentale al recupero dell'evasione, che erode 120 miliardi alle casse dello Stato. Per l'Agenzia delle Entrate il canale individuato per l’invio dei dati al super computer Serpico è l’Entratel, ma per il garante questa scelta metterebbe a rischio la sicurezza del dato informatico. Occorre, secondo l'autorità preposta alla protezione della privacy, una struttura tecnologica indipendente, in grado di reggere l'entità del traffico dati previsto e di tutelarne la sicurezza, a prova di hackers. La misura che ha deciso la trasparenza dei conti correnti era stata scritta alla fine dell'anno scorso nella manovra "salva Italia". Nell'ambito della lotta all'evasione fiscale, l'art. 11 del decreto ha reso automatico il controllo delle movimentazioni finanziarie, per cui Banche, Poste, Sim, ecc. devono comunicare regolarmente al fisco le operazioni relative ai rapporti di tutti i clienti. Secondo il Garante per la privacy per la lotta all’evasione si sta rinunciando allo stato di diritto, allorché l’amministrazione tributaria avrà accesso diretto ai dati contenuti in circa 40 milioni di conti correnti evidenziando le posizioni "a rischio” e chiamando a risponderne i titolari in base a mere supposizioni.

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di Redazione (pubblicato il 22/08/2012 alle  14:16:44, nella sezione CRONACA,  1806 letture)

Augusta potrà forse avere un rappresentante all’ARS che, se non è proprio augustano di nascita, nella cittadina megarese vive ed esercita la sua professione, quindi conosce le problematiche del territorio. E’ il notaio Giambattista Coltraro (nella foto), già responsabile regionale alle Attività produttive dell'Udc, che però si candida alle elezioni regionali nell’"Italia dei valori". "Ho deciso di scendere in campo – scrive sul suo blog l’aspirante deputato regionale - soltanto nell'interesse dei cittadini della provincia di Siracusa, perché vedo ogni giorno questo territorio in una inesorabile agonia. Le regionali di ottobre rappresentano l'occasione della svolta, di un nuovo modo di fare politica, lontano dalle logiche clientelari, di quella politica affaristica che ha portato alla rovina la Sicilia. E' tempo di meritocrazia e soprattutto di legalità. I risultati ottenuti dalla deputazione siracusana uscente sono sotto gli occhi di tutti, scadenti. Nomine clientelari, l'occupazione dei catanesi nel sottogoverno, nessun investimento in termini occupazionali a beneficio del territorio. Una politica miope che va fermata. Per non parlare di Sanità. Oggi ad Augusta si muore soltanto e non si nasce più, manca un polo d'eccellenza oncologico in uno dei distretti petrolchimici più a rischio in Europa. E non va meglio neppure la situazione sanitaria nella zona sud del siracusano dove il Trigona di Noto è stato ridotto ad un pronto soccorso. Nel rispetto della legge e dell'ambiente occorre attrarre investimenti nazionali ed esteri per rilanciare il turismo che non può solo essere mordi e fuggi, incentivare le imprese sane, diminuire la pressione fiscale, aiutare l'agricoltura e la pesca da Avola a Portopalo di Capo Passero. Per fare questo occorre meno burocrazia e più celerità nelle decisioni degli apparati istituzionali. Occorre un'inversione di marcia, ovvero cambiare le regole della politica.". Lo slogan di Giambattista Coltraro per la prossima competizione elettorale è "Legalità e sviluppo" che racchiude in due parole la sintesi di un programma che punta sulla valorizzazione di tutti i settori produttivi del nostro territorio nel rispetto delle regole.

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di Redazione (pubblicato il 22/08/2012 alle  13:43:44, nella sezione CRONACA,  1235 letture)

Appare finalmente possibile il completamento dell’impianto fognario e la realizzazione del depuratore di acque reflue nel territorio di Augusta. Infatti è di qualche giorno fa la notizia di un finanziamento previsto in una delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica che, tra i tanti articoli, prevede l’istituzione di una ”Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acque” deputata, tra l’altro, a predisporre il metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato che tenga conto anche del costo finanziario della fornitura del servizio e dei costi ambientali e delle risorse, nonché a vigilare sull’applicazione delle tariffe e ad approvare le tariffe predisposte dalle autorità competenti. Per gli agglomerati urbani con oltre 15.000 abitanti che scaricano in aree così dette «normali» è stato deliberato un finanziamento di € 1.819.040.782,46 di cui 1.161.020.472,14 euro solo per la Sicilia.

Al comune di Augusta spetterebbero le seguenti somme: per la costruzione del collettore da Augusta Isola e Borgata al depuratore euro 4.489.820; per il completamento dell’impianto line 2 biologica euro 4.450.000; per la realizzazione della rete fognaria euro 1.549.370; per il completamento della rete fognaria euro 644.906; per la realizzazione dello scarico a servizio impianto euro 2.944.121; per la rete Monte Tauro –Zona Faro euro 1.939.741; per la zona Monte Tauro– Cipollazzo euro 3.614.948; per la zona Monte Tauro euro 3.650.970; per Monte Tauro –Campolato euro 3.710.428; per la realizzazione del collettore di Agnone euro 3.609.600; per l’impianto di depurazione di Agnone euro 3.892.120; per interventi di verifica e messa in esercizio delle opere previste euro 2.821.000.

Coerentemente con gli obiettivi di urgenza e di accelerazione della spesa, le risorse assegnate con la presente delibera non impegnate entro il termine del 30 giugno 2013, attraverso obbligazioni giuridicamente vincolanti da parte delle Amministrazioni destinatarie, saranno revocate, su proposta del citato Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, con successiva delibera di questo Comitato. Sull’argomento interviene Mimmo Di Franco (nella foto), rappresentante del Movimento cittadino” L’Altra Augusta”, che dichiara: “Si tratta di un’occasione storica e irripetibile per restituire il mare ai cittadini di Augusta, realizzando un’opera attesa da decenni e che una serie di vicissitudini ha fin qui reso impossibile. L’auspicio è che tutti gli enti coinvolti, ciascuno per le proprie competenze, si attivino con la massima tempestività per fare in modo che venga rispettata la data del 30 giugno del prossimo anno. Ritardi e assenze metterebbero a rischio il finanziamento e sarebbe davvero intollerabile”.

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di Redazione (pubblicato il 18/08/2012 alle  11:00:02, nella sezione CRONACA,  758 letture)

Prove di alleanze politiche in vista delle regionali, aperture anche tra antichi avversari, oggi suadenti possibilisti, in un panorama politico quanto mai variegato e innovativo, assediato dalla disistima degli elettori e dalla cosiddetta antipolitica. Mps, Api, ex Mpa e Fli hanno costituito all'Ars il gruppo "Nuovo Polo” e Fabio Granata (nella foto) di Fli getta un ponte al candidato del PD dichiarando sul suo blog: “Futuro e Libertà e Nuovo Polo saranno determinanti nella costruzione di un Governo regionale autorevole e innovativo. Sulla valorizzazione del patrimonio materiale, immateriale e delle eccellenze, sulla trasparenza e le regole, sul recupero idrogeologico e sulla bonifica delle aree industriali, sullo stop a un consumo sfrenato del territorio e sulla riqualificazione delle coste e dei water front, sui collegamenti interni e sulla risorsa mare e i porti e, come precondizione, su una rigorosa applicazione del codice etico antimafia e anticorruzione sulla formazione delle liste, demarcheremo la nostra specificità e le nostre possibili alleanze. Crocetta dovrebbe dismettere perimetri asfittici, schemi precostituiti a tavolini o veti riferiti al passato e aprire, come sa fare, al futuro”. Risponde a stretto giro di blog Rosario Crocetta, candidato alla presidenza della Regione Sicilia: “La politica siciliana dovrà da oggi caratterizzarsi per un grande processo di discontinuità col passato. Spero che le forze politiche trovino unità piuttosto che argomenti di divisione. Io lavoro ad un patto civico per il risanamento della Sicilia, il lavoro e la legalità. Sui contenuti programmatici voglio aprire una discussione franca e senza steccati. Apprezzo l’apertura di Fabio Granata e a lui dico che bisogna fare un fronte degli onesti”. Crocetta è pronto anche a sperimentare l'alleanza tra Pd e Udc, insomma le opzioni sono varie ed in continua evoluzione. Il Pdl pare versare in stato comatoso mentre affina le sue armi, in area centro destra, il buon Miccichè di Grande Sud.

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di Redazione (pubblicato il 18/08/2012 alle  10:59:17, nella sezione EVENTI,  1041 letture)

Dal 22 al 26 agosto si svolgerà a Siracusa la manifestazione culturale, sportiva e turistica organizzata dall’associazione culturale “Il Gozzo di Marika”, che culminerà nelle due le regate in programma nelle acque dei due porti siracusani, il porto piccolo e il porto grande, con gare di remo e di vela.. Gareggeranno le tipiche barche in legno siracusane, che l’associazione tutela insieme alle tradizioni marinare del nostro territorio, e veloci barche a vela d’altura. L’evento avrà inizio il 22 agosto con l’apertura del “Villaggio della Regata”, presso il piazzale IV Novembre, dove si svolgerà per 5 giorni una kermesse gastronomica che vedrà come prodotto principe il pesce, oltre che pizza, dolci e altre prodotti tipici locali.

Una conferenza stampa si terrà il 21 agosto, alle ore 10,30, nella sala stampa Archimede in piazza Minerva 5, con la partecipazione del sindaco di Siracusa Roberto Visentin, del presidente della Provincia Nicola Bono e del comandante della Capitaneria di porto, capitano di vascello Luca Sancilio. Si tratta della Sesta edizione della “Regata dei quartieri storici di Siracusa”, evento di grande interesse sportivo, storico, turistico e di recupero delle tradizioni siracusane legate al mare.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 16/08/2012 alle  14:03:13, nella sezione LIBRI,  915 letture)

Davide e Francesco Barilli, La ragazza di Alamar, Fedelo's Editrice, p. 80, 11,50 euro.

La ragazza di Alamar è un nuovo racconto cubano di Davide Barilli, anche se sarebbe meglio dire che si tratta di una serie di pennellate caraibiche riunite sotto il comune denominatore dell’amore per Cuba. Il libro segue il successo di Carte d’Avana, premio Microeditoria di qualità 2011, e si avvale dei dipinti del grande regista Francesco Barilli (Il profumo della signora in nero e Pensione paura), da un po’ di tempo dedito alle arti figurative. Il libro è in duplice versione, italiana e spagnola.

La frase finale del breve testo sintetizza il tono lirico della raccolta. “Restò lì a lungo, fino a quando vide rosseggiare il tramonto sulla baia. Senza smettere di riflettere sul fatto che la ragazza delle rocce di Alamar e anche l’Avana erano proprio come quella fetta di torta sulla guagua. Bellissime, in bilico, fragili, segrete; oscillanti in un miracoloso e precario equilibrio che sembrava poter crollare da un momento all’altro”.

L’autore compone brevi racconti che vogliono incuriosire il lettore su molteplici aspetti della vita cubana: Almendrón, Barbacoa, Cambolero, Despues de la lluvia, Escarcha de uñas, Fumigador, Yerbero, Avenida de Italia, Llega y pón, Guagua, Malecon. Terminata la lettura sappiamo qualcosa di più su Cuba, ci togliamo alcune curiosità sulle auto antiche che percorrono le strade della capitale, conosciamo gli autobus cittadini, scopriamo che anche a Cuba esistono le baracche, veniamo sapere che una droga fatta di pietre viene spacciata lungo le vie avanere e percorriamo il lungomare più romantico del mondo. Le descrizioni sono intense, liriche, profonde, gli spaccati di vita realistici, privi di luoghi comuni e mai consolatori. Muoviamo solo un rimprovero a Davide Barilli, che ama Cuba incondizionatamente, quello di non prendere una posizione politica precisa, di tenersi lontano da giudizi di merito, un po’ come fanno gli scrittori che vivono a Cuba e non vogliono avere problemi con la dittatura. Ma va bene lo stesso, tra le pieghe di tanto amore, si nota una tensione verso la libertà…

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di Alessandro Mascia (pubblicato il 14/08/2012 alle  13:58:26, nella sezione CRONACA,  1246 letture)

L’augustana Concettina Apollo (nella foto) ha compiuto 101 anni. Signorina per amore, si direbbe, dato che è rimasta fedele al promesso sposo caduto in guerra. Però i nipoti ci sono e anche i pronipoti, un folto gruppo di affettuosi parenti che il 12 agosto scorso hanno festeggiato l'ultracentenaria zia Tina con una variopinta torta alla frutta. Per l'occasione la zia "ha recitato poesie - ha riferito il nipote Francesco Natoli - filastrocche e barzellette siciliane, concludendo con "Faccetta nera" e le rime di "Sicilia bedda"". Ha abitato a Bengasi, in Libia, durante la guerra. Ma il resto della sua vita l'ha trascorsa ad Augusta, da casalinga, nella sua dimora di via Cordai. Tina è la maggiore di quattro figli, due scomparsi a una buona età, Iano (80 anni) e Lina (96 anni), e una sorella ancora in vita, Aurelia, di 96 anni.

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di Redazione (pubblicato il 13/08/2012 alle  17:09:55, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1668 letture)

Ancora una volta nel carcere di Piano Ippolito sulla strada per Brucoli si è registrato il tentativo di suicidio di un detenuto che è stato trovato dalle guardie della Polizia penitenziaria con un lenzuolo intorno al collo nell'estremo tentativo (non riuscito) di togliersi la vita. E’ l’ennesimo atto autolesionista espressione di un malessere che ha coinvolto perfino alcune guardie carcerarie come dimostra il suicidio pochi giorni fa dell’agente Giuseppe Gagliano e che denuncia l'urgenza del problema della carenza di personale di Polizia Penitenziaria ulteriormente aggravata da distacchi di agenti dal penitenziario megarese ad altri istituti di pena. Ricordiamo che il carcere di Brucoli è balzato spesso agli onori delle cronache per problematiche riguardanti il rapporto numerico tra i posti previsti e il numero reale dei detenuti e per carenze igieniche e sanitarie, specialmente nel periodo estivo, dovute al razionamento dell’acqua. Ma sono soprattutto la carenza di personale penitenziario e il sovraffollamento i problemi che attanagliano questa istituzione che peraltro gode di una struttura edilizia abbastanza recente e moderna. Ma quando in celle di pochi metri quadrati devono coabitare anche quattro detenuti, la situazione non è certo delle migliori.

Le gravi carenze che affliggono la casa di reclusione di Augusta sono state già denunciate alla Procura della Repubblica di Siracusa dalla segreteria generale del Cnpp (Coordinamento nazionale polizia penitenziaria). Una denuncia scaturita dai continui solleciti del segretario provinciale, Massimiliano Di Carlo che ha più volte interessato dei fatti la direzione nazionale del sindacato. Una nota, a firma del segretario generale Giuseppe Di Carlo, era stata inoltre inviata al capo del Dap, al provveditore regionale della Sicilia e al direttore del carcere di contrada Piano Ippolito. In essa si chiedeva l’immediata soluzione delle varie problematiche di cui soffre il penitenziario, soluzione che potrà arrivare solo con incisivi interventi. L’istituto, come si è detto, oltre ai problemi strutturali è gravato da carenza d’organico e da sovraffollamento poiché ha nettamente oltrepassato la capienza tollerabile divenendo preoccupante il disagio lavorativo del personale addetto e la sofferenza dei reclusi.

Da anni sono sempre accesi i riflettori sulle problematiche del carcere di Augusta ma purtroppo la situazione precipita ormai in tutte le carceri italiane, nelle quali i detenuti si tolgono la vita con una frequenza 19 volte maggiore rispetto alle persone libere e, spesso, lo fanno negli istituti dove le condizioni di vita sono peggiori. Forse è nella "perdita di ogni speranza" la spiegazione per la maggior parte dei suicidi che avvengono nelle carceri. "Si uccide chi conosce il proprio destino e ne teme l’ineluttabilità", una ragione che spesso molti operatori, anche medici, sembrano non vedere e capire, cercando sempre la "giustificazione" nello squilibrio mentale e per lo più l’unica risposta che predispongono è l’isolamento nelle celle "lisce", cioè completamente vuote, oppure il ricovero in psichiatria, dove il paziente viene imbottito di sedativi, nell’attesa che abbandoni i suoi "insani" propositi.

Si tratta, comunque, di interventi a posteriori, sui "sopravvissuti", mentre nel campo della prevenzione c’è quasi il vuoto. Nessuna prospettiva di riottenere la rispettabilità persa per chi, da detenuto, attende il processo per mesi ed anni: anche se sarà assolto, non potrà più liberarsi dal marchio del sospetto. Nessuna prospettiva di poter trascorrere utilmente la detenzione, per chi sa di dover scontare molti anni: in tante carceri, spesso proprio quelle dove sono più frequenti i suicidi, il tempo della pena è tempo vuoto, dissipato lentamente aspettando il fine pena. Nessuna prospettiva di poter tornare a vivere "normalmente", per chi è entrato e uscito troppe volte dal carcere e si sente condannato ad una vita ai margini. Sarebbe necessaria la tutela della dignità sociale delle persone incarcerate nell’attesa del processo. Oggi basta un "avviso di garanzia", cioè l’avvertimento che ci sono delle indagini in corso, perché giornali e televisioni distruggano la vita della persona indagata.

Un punto essenziale riguarda la "qualità della pena", infatti il carcere non riesce a svolgere la funzione rieducativa che la Costituzione gli assegna, eppure gli operatori penitenziari dovrebbero sapere bene che i detenuti, quando possono frequentare un’attività che li faccia uscire dalla cella, hanno comportamenti molto più corretti. Dove c’è una direzione intelligente, una scuola attenta, un volontariato dotato d’inventiva, il tempo della pena può essere riempito costruttivamente, in qualsiasi istituto. Un altro punto, non meno importante degli altri, riguarda il reinserimento nella società al termine della pena. Ma in una società in piena crisi economica ed occupazionale figurarsi che cosa può aspettarsi un ex detenuto.

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