Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 07/02/2013 alle  19:48:35, nella sezione CRONACA,  734 letture)

Gianfranco FiniDomenica 10 febbraio 2013 alle ore 17 il Presidente della Camera On. Gianfranco Fini incontrerà la Cittadinanza di Augusta nel salone di rappresentanza Municipale, ne danno notizia il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare e il dirigente nazionale dello stesso partito Marco Stella. “Il percorso di Futuro e Libertà - affermano i dirigenti del partito - per dare una nuova forma e dignità alla destra italiana continua, grazie a quel dito puntato dal Presidente Fini oggi abbiamo l’onere e l’onore di custodire i valori della destra legalitaria, repubblicana e sociale che altri hanno dimenticato. Ancora una volta viene mostrata l’attenzione nei confronti della nostra Città che si appresta a vivere un periodo elettorale importante e che vede gli uomini e le donne di Futuro e Libertà in primo piano. Il Presidente Fini accompagnato dall’On. Fabio Granata aprirà di fatto la campagna elettorale per le nazionali nella nostra Città – concludono Di Mare e Stella - presentando i candidati augustani nelle liste di FLI Roberto Meloni e Maria Amara”.

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di Redazione (pubblicato il 06/02/2013 alle  13:56:39, nella sezione CRONACA,  931 letture)

Giuseppe ScrivanoConferenza stampa a Siracusa del candidato alla Camera dei Deputati per la Lega Nord Giuseppe Scrivano, sindaco di Alimena (nella foto). Una lunga carriera pubblica la sua che lo ha visto impegnato presso svariati enti regionali e commissioni nazionali. Vanta anche una pluriennale esperienza nel campo della formazione professionale. Una vita quindi spesa tra amministrazioni e burocrazia, una lotta continua alla ricerca del lato umano e fattivo di queste "macchine infernali" che contribuiscono, o molto più spesso creano, quel blocco alle idee, alla innovazioni o alla conservazione del patrimonio di un popolo dalla storia così ricca ed importante come quello siciliano. “E' inutile negarlo – sostiene Scrivano - amministrare non è mai facile, soprattutto in una terra che per anni si è dovuta piegare alla prepotenza e all'arroganza di gente incompetente, alle minacce di farabutti ed alle ingiustizie. Ma non bisogna mai scoraggiarsi o smettere di fare il proprio dovere”. Ed è per questo che il sindaco di Alimena ha deciso di candidarsi con la Lega Nord o meglio, come tiene a precisare, con la lista accorpata 3L, quella per capirci che fa capo a Giulio Tremonti. “Abbiamo bisogno – continua Scrivano - di persone serie, competenti che possano dare risposte concrete alle disperate richieste di una popolazione stremata e disillusa che non crede più alla politica ed ai politici dopo le tante azioni di sciacallaggio e malcostume diffuso. Bisogna ripartire dalla integrità delle persone, per riacquistare credibilità. Ci vuole pazienza e buona volontà, dimostrare di essere affidabili ma dimostrarlo con i fatti. Abbiamo la necessità di riprendere in mano la situazione, uscire dall'eterna emergenza nella quale vegetiamo da troppo tempo con determinazione ed onestà intellettuale e questo significa rendersi conto che ci vuole tempo, che le cose non cambieranno dall'oggi al domani e per questo la continuità è importante. Adesso è il momento di pensare in grande, di riappropriarci della nostra identità e dignità, di dare speranza ai nostri giovani. I valori di cui mi sento portatore – conclude il candidato alla Camera - sono declinati nei punti programmatici dichiarati dal Presidente della lista di cui faccio orgogliosamente parte, che ha come obiettivi a lungo termine di risanare la Sicilia e rilanciare lo sviluppo, passando attraverso riforme ed interventi sulle seguenti aree: legalità, efficienza della pubblica amministrazione, politiche sociali e formazione, rilancio dell’artigianato, del commercio e del turismo”.

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di Redazione (pubblicato il 05/02/2013 alle  14:11:23, nella sezione CULTURA,  927 letture)

Incontro con Elio SalernoUna volta insediato, il 23 gennaio, il Comitato di Direzione del Museo Civico della città di Augusta, si è subito dato da fare. Su richiesta del nuovo Direttore del Museo, la Dott.ssa Simona Sirugo, coadiuvata dai componenti del Comitato di Direzione, il Dott Fabio Gulino, il Dott. Raimondo Raimondi, la Dott.ssa Stefania Ramaci e il Dott. Carmelo Valastro, lo scorso 29 gennaio si è effettuato un sopralluogo a due immobili siti ad Augusta, per verificare la fattibilità dei locali e destinarli a sede museale. L'incontro, a cui hanno preso parte oltre ai componenti del museo, il Segretario Generale, Dott. D'Arrigo, il Dirigente del V settore, Ing. Bramato, e il Sig. Fazio dell'Ufficio di Gabinetto del Commissario Straordinario, ha aperto buone prospettive per un'imminente riqualificazione dell'Istituzione museale. Su quest'ultima, che in tempi passati ha avuto poche opportunità di sviluppo, l'Amministrazione comunale ha riposto la speranza di un rilancio, facendo leva sull'opera di tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare e condividere l'intento. Si attende, quindi, l'assegnazione definitiva dell'immobile da cui si partirà per pianificare le azioni che porteranno alla valorizzazione e alla fruizione e delle collezioni museali.

Nel contempo le attività del team museale non si fermano: il 4 febbraio, in forma amichevole, il Direttore e il Comitato sono stati ricevuti dall’avvocato Elio Salerno (vedi foto), grande cultore di Storia Patria e primo Direttore del Museo Civico, nella propria dimora. Dal proficuo incontro sono emerse indicazioni concrete e preziosi consigli di cui il Comitato farà tesoro, tenendo nella più alta considerazione l’esperienza di Elio Salerno, vera memoria storica di Augusta, in un continuum ideale tra Salerno e la giovane archeologa Simona Sirugo, che riceve il testimone in nome della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali della Città. Previsto, infine, per venerdì 8 c.m, l'incontro con l'uscente Direttore del Museo Civico, Sig. Carrabino, per concordare le modalità di consegna di quanto è stato sotto la sua tutela, prima delle attuali nomine.

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di Redazione (pubblicato il 04/02/2013 alle  20:19:50, nella sezione VIDEO,  940 letture)
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di Redazione (pubblicato il 02/02/2013 alle  17:47:23, nella sezione CRONACA,  1132 letture)

BambinaIl voto è un diritto costituzionale di tutti gli italiani e rappresenta un dovere civico; non vi è in sostanza alcun obbligo di legge né sanzione amministrativa se non lo si esercita, ma esso rappresenta una delle forme, la più importante, di partecipazione alla democrazia. Un diritto quindi, ma non per tutti. Secondo l’Aipd (Associazione italiana persone down) infatti, in Italia sarebbero circa 25mila i maggiorenni (quindi ammessi a votare) con sindrome di down; tuttavia molti di loro, pur potendolo fare, non vanno a votare per scarsità di informazione ed anche per la difficoltà di farsi un’opinione consapevole. Mancanza di chiarezza, un linguaggio politico in fase di dibattito elettorale troppo complicato, media che non tengono conto di realtà minoritarie, tutto questo comporta una conclusione piuttosto grave: le persone down rinunciano ad esercitare un proprio diritto (e non solo loro, ma anche altri aventi diritto al voto non in grado di avere un’informazione corretta). Ricordiamo che, da un punto di visto legislativo, la questione è regolamentata nel seguente modo: le persone con sindrome di Down, come tutte le persone con disabilità intellettiva, acquisiscono con la maggiore età gli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini, primo fra tutti quello di voto. Esse devono entrare in cabina elettorale da sole e non possono ricorrere all’opportunità del voto assistito, circostanza prevista esclusivamente in presenza di impedimenti di carattere fisico riconducibili a cecità, amputazioni delle mani, paralisi degli arti superiori o da altro impedimento di analoga gravità, a meno che ovviamente non presentino tali condizioni. (art. 55 e 56, Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche e, per le elezioni amministrative art. 41, D.P.R. 16 maggio 1960 n. 570). Andare incontro alle persone con sindrome di down in fase di dibattito politico per includerle maggiormente nella società è una pretesa sacrosanta, ma pretendere che i vari politicanti in campagna elettorale adattino il loro linguaggio per renderlo più semplice e comprensibile è forse una vera e propria utopia.

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di Redazione (pubblicato il 02/02/2013 alle  17:46:42, nella sezione CRONACA,  871 letture)

MIRIl coordinamento augustano del MIR (Moderati Italiani in Rivoluzione – vedi foto) ha inviato una lettera indirizzata al commissario straordinario Antonino La Mattina, manifestando apprezzamento per quanto il funzionario regionale sta facendo in favore del Comune di Augusta. Questa presa di posizione avviene a seguito degli attacchi cui il commissario La Mattina è stato sottoposto da più parti, per scelte operate nell'Amministrazione della città. “Le si è rimproverato- dice la lettera - l'utilizzo di un consulente esterno al fine di fornire una celere risposta alla Corte dei Conti sullo stato finanziario delle casse comunali, ma riteniamo sia nella discrezionalità di un commissario straordinario, nominato a seguito delle dimissioni anticipate di un sindaco sul quale sono in corso accertamenti della magistratura, di affidarsi a un tecnico di sua fiducia, non riuscendo ad avere risposte in tempi certi e celeri dagli uffici del settore economico-finanziario. Ci appaiono infondati gli attacchi politici di bassa lega le definizioni di “podestà”, come anche quelle sull’esistenza di “pupi e pupari”. La verità certificata è che Lei si trova ad avere per le mani un Comune in pieno dissesto finanziario, con debiti che, se non ammontano a 42 milioni di euro, comunque sono cospicui e in grado di impedire il normale svolgimento delle attività economico-amministrative del Comune stesso. Le rimproverano di ritenere di avere trovato dipendenti comunali “fannulloni”, considerando questa affermazione lesiva della dignità dei lavoratori, ma ciò avviene perché non è stato instaurato un metodo meritocratico nelle carriere. D’altra parte, al di là della difesa d’ufficio che qualche politicante fa per motivi elettorali, l’opinione corrente dei cittadini tutti sul rendimento lavorativo degli uffici comunali è risaputa e non dissimile alla Sua. Certo la città mantiene carenze ancestrali, stratificate negli anni, in un ventennio di cattiva amministrazione, e sarà difficile risolverle in breve tempo, ma almeno Lei ci prova – conclude la lettera - e ci mette una buona volontà che a noi pare evidente. Continui dunque così per il tempo che le sarà concesso. Avrà fatto sempre qualcosa in più di chi ha amministrato questa povera città prima di Lei”.

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di Massimiliano Bellistrì (pubblicato il 31/01/2013 alle  16:14:28, nella sezione SPORT,  857 letture)

Memorial BellistrìSi è svolto al Palajonio di Augusta, che è stato concesso gratuitamente agli organizzatori, il 1° Memorial “Giuseppe Bellistrì”, atleta ed artista augustano scomparso il 24 Gennaio 2012 a seguito di una leucemia. L’evento è stato organizzato dalla ASD Augusta No.Ve. in collaborazione con la famiglia Bellistrì ed è stato caratterizzato da una prima parte sportiva nella quale si sono fronteggiate in un quadrangolare di Torball la squadra del Catania, il Ragusa, l’Enna e la squadra ospitante, nonché vincitrice, dell’Augusta. Di particolare interesse è stata la successiva ed ultima partita nella quale un gruppo di persone vedenti hanno voluto provare l’esperienza di questo gioco, bendandosi e confrontandosi con i vincitori non-vedenti, anche se il risultato è stato a favore di questi ultimi. Questo esperimento ha permesso di far immedesimare i cosiddetti “normodotati” nella condizione di difficoltà di coloro i quali purtroppo non possono vedere ed allo stesso tempo è stato un ottimo momento di integrazione nello sport, così come spesso li ha realizzati in vita lo stesso Pippo Bellistrì.

 A seguire una seconda parte dedicata alla musica, grazie all’intervento delle Corali Polifoniche “Anthea Odes”, della Corale dell’Unitre di Augusta in memoria “Giuseppe Bellistrì” e della Corale “San Francesco D’Assisi”, che hanno duettato con il tenore Carmelo Panebianco. In particolare con la canzone finale “Si può dare di più”, che è stata cantata con il coinvolgimento del pubblico presente e di tutti gli organizzatori dell’evento, si è raggiunto un momento di estrema commozione.

L’evento è stato diretto dalla presentatrice Michela Italia che negli intervalli ha intervistato alcune persone che hanno voluto rendere testimonianza in ricordo di Giuseppe Bellistri parlando di varie tematiche che lo hanno visto protagonista in vita quali lo sport, il volontariato e la solidarietà, esaltandone le doti ed enfatizzando il suo incredibile amore per la vita. Nel primo anniversario dalla sua scomparsa la sua città si riunita in suo ricordo ed il risultato è stato un brillante momento di spettacolo e commozione.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 27/01/2013 alle  12:23:01, nella sezione EDITORIALI,  950 letture)

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di Giusi Contrafatto (pubblicato il 26/01/2013 alle  14:12:41, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  956 letture)

Giusi ContrafattoSempre più messaggi, quasi subliminali, esortano al cambiamento per riappropriarci del valore della vita. Un cambiamento proiettato al futuro subordinato a quello che dobbiamo operare, in noi, singolarmente, come punto di partenza.

Ma, ahimè, anche il concepimento del cambiamento è il frutto del continuo evolversi, l’incognita senza prospettiva di risultato, poiché colta dal nostro tempo. Siamo come dei leoni cresciuti in cattività, che non hanno la possibilità di vivere spontaneamente la propria istintività associata all’habitat definito in natura, con una solo differenza, che noi, siamo prigionieri dei nostri stessi simili e abbiamo la possibilità di rinfrancare, avvalendoci del libero arbitrio, la dignità alla vita.

Annaspiamo cambiamenti mortificando il corpo o la dignità personale e civile, di un’essenza che comunque rimarrà immutata. Apparire nel modificarsi in nome del cambiamento?

Un tempo le donne donavano la prosperità dei propri seni istintivamente orgogliose per la continuità. Un atto d’amore alla vita. Nel nostro tempo si bandisce l’allattamento a favore di un seno rifatto, miseramente orgogliose, come sirene, di attrarre un uomo sempre più confuso costretto a travestirsi da grande puffo.

Il cambiamento di una intera società retta da quei pochi, sempre gli stessi messia, che per garantire il proprio vantaggio affossano di continuo, il diritto alla cultura, al benessere fisico, economico e mentale di un popolo semplicemente mutando simbolo e sminuendo antiche dottrine politiche nate per accomunare gli uomini in medesimi ideali. Viviamo un’epoca retta dal tormento dei pensieri che ha concepito, che offusca e impegna la mente al riproporsi degli stessi senza possibilità di reagire.

Se è vero che ogni periodo storico ha un inizio e una fine a causa del suo evolversi, dovrebbe essere anche vero che l’uomo giusto, è l’uomo nuovo più antico, è colui che decide il cambiamento.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 25/01/2013 alle  16:21:17, nella sezione LIBRI,  898 letture)

Copertina del libroSi legge poca poesia nel nostro paese, purtroppo, anche se la lirica resta la prima forma letteraria conosciuta, insieme al teatro. Ma interessa ancora la letteratura in un panorama editoriale guidato dal profitto e gestito da manager? La domanda è retorica. Per fortuna che ci sono i piccoli editori e i traduttori intelligenti, tra i quali - immodestamente - mi ci metto pure io, visto che Il Foglio Letterario (grazie a Malini) traduce Polanski, ma anche (grazie a me) i cubani Viera, Navarrete, Padilla e Piñera, oltre a pubblicare italiani di valore (Garofalo e Polito su tutti). LietoColle compie un’opera meritoria, grazie all’attenta traduzione di Marisa Cecchetti che rende in un italiano raffinato e lirico alcune poesie scritte a Edimburgo, nel 1993, da Barolong Seboni (Botswana, 1957). Poesie scritte fuori dall’Africa, ma che parlano dei problemi e dei panorami della sua terra, profumano di nostalgia e di sconfinate praterie del Kalahari, pur scritte nel rigido clima scozzese. “La poesia di Seboni - come scrive la traduttrice in una dotta prefazione - passa attraverso il recupero della memoria dei padri, del loro orgoglio nazionale, è un processo di riscoperta delle radici che diventa riscoperta e costruzione di sé, con un ritorno nel grembo materno della sua tradizione, in un’esigenza di dignitoso riscatto della propria cultura dopo il tentativo dei bianchi di cancellare tale passato”. Un popolo senza passato è un popolo perso, afferma Seboni. Come dargli torto? Ognuno di noi è alla ricerca del suo passato, delle sue radici, ma nel caso di Seboni sono radici antirazziste, ricordano la lotta contro un colonizzatore bianco per il riscatto d’una terra libera. Il mio amore per Cuba fa sì che riesca ad apprezzare meglio di altri questa straordinaria opera poetica, perché sono molte le suggestioni che sento vicine. Alberi possenti come il baobab - nel Caribe si chiama ceiba ma è la stessa cosa - dove si seppelliscono i propri cari, simbolo di energia, di longevità e di forza. La leggenda cubana della ceiba che protegge perché contiene le anime dei genitori, della possente sequoia immortale che non va abbattuta ha radici africane. La jacaranda è un altro fiore che unisce Africa e Cuba, commistione razziale e paesaggi sconfinati tra terra e mare sono il ricordo che torna prepotente alla memoria. La poesia di Seboni ricorda liriche di Piñera e racconti di Cabrera Infante quando cita il fiore dal rosso colore, l’erba ingiallita, il vento capriccioso, i cespugli dannati e gli ossuti rovi. Le donne della Namibia sembrano contadine cubane di razza nera sedute all’ombra della loro bancarella, un vestito che è fluire di luce splendente, mentre cuciono pezze multicolori sulle bambole che vendono. E che dire delle stagioni? Come posso non amare una lirica che recita: “Non ci sono stagioni/ in Africa, dicono/ solo calde estati che fumano/ di nubi tonanti gonfie/ di pioggia del tipo convenzionale/ e notti invernali che fischiano/ sulle sabbie gialle del Kgalagadi”. Questa è Cuba, signori, non soltanto l’Africa, è anche la terra dei miei amati poeti che un tiranno fuori dalla storia mi impedisce di rivedere. Ecco perché non posso scrivere una recensione su questo piccolo gioiello di libro, ma solo testimoniare tutto il mio amore per liriche intense che raccontano un luogo dell’anima che non è patrimonio esclusivo del poeta. Due parole sulla traduttrice, Marisa Cecchetti, che ha scoperto un talento lirico ignoto al pubblico italiano. Pisana di San Giuliano Terme, lucchese di adozione, di cui abbiamo letto con piacere un intenso romanzo di formazione come La bici al cancello (Baroni, 2007). Vi lascio con due liriche particolarmente suggestive di Seboni. Leggere la sua opera fa bene al cuore.

Sanguedisole

Nelle sere
le donne di Soweto
con occhi arrossati
piangono
perché attraverso
il velo di fumo
densodipus
il loro sole
sanguina.

Coltello notturno

Al colpo
di un coltello
la notte si immerge
improvvisa sul tenero
fianco di Soweto.

La mattina grida
come sirene
insanguinate di rugiada.

E il giorno
si sparge vuoto
spalancandosi
in una sorpresa mortale
come una gola
fessa.

 

Barolong Seboni, Nell’aria inquieta del Kalahari (In the disquiet air of the Kalahari)
Traduzione di Marisa Cecchetti
LietoColle - Pag. 90 - Euro 13

 

 

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2013 alle  14:20:42, nella sezione CRONACA,  895 letture)

Durante una riunione convocata dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Amato, si è discusso della richiesta di revoca del mandato del commissario Antonio La Mattina, inoltrata dai consiglieri comunali Giuseppe Di Mare di Fli e Francesco Sessa dei Circoli Socialisti al presidente della Regione. Alla fine è venuto fuori un documento che rinnova fiducia al commissario straordinario, firmato da12 consiglieri: Salvatore Amato, Alessandro Tripoli, Carmelo Messina (Democratici per Carrubba); Memmo Garsia, Sebastiano Arena (Partito Democratico); Salvo Aviello (Pid –Cantiere Popolare); Fabio Cannavà (Grande sud); Giuseppe Ravalli, Agata Sortino, Mariella Miceli (Indipendenti); Gino Ponzio e Giulio Morello (Mpa). I 12 consiglieri, in sostanza, non si riconoscono nelle dichiarazioni rese da Sessa e Di Mare e condivise anche dal consigliere comunale indipendente Giuseppe Ramaci. La Mattina, forte di questo atto di fiducia e di sostegno, potrà continuare nel suo operato a favore della città di Augusta, nella quale d’altra parte si trova ad amministrare a seguito delle dimissioni di Massimo Carrubba ed in attesa di riconsegnare il paese ad una amministrazione regolarmente eletta dai suoi cittadini.

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2013 alle  14:12:39, nella sezione CRONACA,  1015 letture)

Si è insediato ufficialmente mercoledì scorso il Comitato di Direzione del Museo Civico dei Augusta che dovrà collaborare a norma di regolamento con il nuovo Direttore, la Dott.ssa Simona Sirugo, archeologa (nella foto col commissario La Mattina). L’incontro è avvenuto nell’ufficio del Commissario Straordinario Antonio La Mattina alla presenza del Segretario Generale del Comune di Augusta, Vincenzo Scarcella. I componenti del Comitato, nominati con apposita delibera a seguito di concorso per titoli, sono Fabio Gulino, Raimondo Raimondi, Stefania Ramaci e Carmelo Valastro, tutti laureati che vantano un solido curriculum di studi e pubblicazioni (foto di gruppo). La giunta comunale aveva approvato il 13 luglio 2012 il regolamento e pertanto il Museo Civico potrà organizzarsi per iniziare l'attività di raccolta, catalogazione, studio ed esposizione dei reperti storici esistenti, tenendo presente anche “la finalità di tutela e valorizzazione dei beni culturali diffusi sul territorio”. Il museo fu istituito nel 1970 dall'amministrazione comunale del tempo che affidò la direzione all’avvocato Elio Salerno che all'epoca era anche Ispettore Onorario ai Monumenti, uomo di cultura e attento conoscitore della realtà locale. Il museo però non ha avuto mai una sede e tutto il materiale è di fatto disperso, per cui creare una raccolta per ridare vita ad una struttura museale non è cosa di poco conto, perché occorre ripartire quasi da zero. Mancano all'appello diversi dipinti settecenteschi, il simulacro ligneo della Cena di Emmaus di proprietà della Confraternita del SS. Sacramento del ceto dei Massari, l'antica e pregevole "cappa" canonicale del parroco Francesco Di Giacomo ed altri reperti importanti di cui per negligenza e disattenzione si sconosce l’attuale esistenza ed ubicazione. Per creare la raccolta museale bisognerà rivolgersi ai cittadini, alle associazioni di volontariato, alle confraternite, e chiedere il sostegno e la collaborazione dei club service e delle aziende locali. Il Commissario La Mattina ha augurato al Direttore e ai componenti del Comitato di Direzione un buon lavoro ed ha garantito il sostegno morale e materiale dell’Amministrazione e degli Uffici competenti.

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  15:43:33, nella sezione CRONACA,  958 letture)

Vittorio Lucca premiato ad AugustaVittorio Lucca, un altro dei protagonisti di quel variegato universo artistico siracusano, ci ha lasciato per sempre. E’ una grave perdita, come tante altre recentemente registrate. Ma la vita umana è delimitata nel tempo e solo ad alcuni è riservato il grande privilegio di lasciare un segno, una traccia, del proprio breve percorso su questa terra. Vittorio Lucca era un artista avanti negli anni anagraficamente, ma giovane quanto a creatività ed entusiasmo per la pittura. Suoi i colori “della terra e del fuoco” arricchiti da una intuizione cromatica che gli consentiva di esprimersi con la delicatezza d’un impressionista d’altri tempi. Per Corrado Di Pietro "appaiono chiare ed evidenti le varie fasi che ha attraversato: i rimandi ed i richiami alle varie scuole che hanno attraversato il Novecento europeo". Nel corso del suo lungo percorso pittorico, è stato un grande manipolatore di linguaggi artistici, diversi ed alternativi, un artista libero dalle mode e grande interprete dei luminosi colori del Mediterraneo. Nel 2010 aveva partecipato ad Augusta alla mostra di pittura “Castello Svevo” con un delicato scorcio paesaggistico molto apprezzato dal pubblico. Noi vogliamo ricordarlo così, allegro e vitale come lo era in quei giorni (nella foto Vittorio Lucca premiato ad Augusta).

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  14:12:19, nella sezione CRONACA,  976 letture)

Sulle strisce blu che stanno per essere adottate ad Augusta nelle vie del centro storico perviene una ulteriore nota di Mimmo Di Franco che queste strisce blu proprio non riesce a digerirle (e, per la verità, anche tanti altri cittadini augustani). “Questa importantissima operazione di facciata – sostiene Di Franco - per dire ”ho lasciato il segno anche ad Augusta” serve solo ad allontanare i cittadini dalle istituzioni, un modo per fare cassa senza risolvere il problema. Nell’ordinanza del dirigente della P.M., n. 11/2013, si confermano le aree di sosta di tutta via Umberto, via Roma lato nord, Piazza s. Andrea (Poste) lato nord, via Lavaggi e viale Italia per intero. Si è provveduto a fare un controllo dei pass disabili, usufruiti anche dai parenti che abusano delle agevolazioni? Sono stati eliminati tutti quegli stalli personalizzati,di persone ormai defunte? Nell’ordinanza si fa riferimento all’esenzione del ticket agli organi di Polizia e i mezzi di soccorso, in situazione di emergenza, e ai medici di famiglia in visita domiciliare muniti di apposito tesserino. Anche per i possessori di pass per persone diversamente abili ci sarà l’esenzione ticket del parcheggio se gli stalli a loro riservati sono occupati. Chi controllerà queste eccezioni ed in che modo? Non si capisce perché il medico deve essere esentato, nell’esercizio del suo lavoro, mentre l’idraulico o altra professione deve pagare il ticket, l’esenzione è già prevista per i mezzi di soccorso in situazione di emergenza. Perché per i residenti non vi è nessuna agevolazione? C’è molta convinzione che questa delibera sia stata più un atto di forza per fare cassa che per risolvere il problema dei parcheggi. Chiediamo al Commissario – conclude Di Franco - di soprassedere all’istituzione delle strisce blu fin quando ci saranno le condizioni per poterlo fare, che ribadiamo sono: il PUT, un servizio urbano efficiente, le aree di parcheggio libere”.

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  10:36:19, nella sezione CRONACA,  795 letture)

Presentato martedì 22 gennaio a Palazzo Zuppello il coordinamento augustano del M.I.R. – Moderati Italiani in Rivoluzione – movimento politico che fa capo a Gianpiero Samorì, presidente della Banca di Modena, che da anni porta avanti una campagna di informazione e mobilitazione per reclamare una politica di gestione delle banche più attenta alle esigenze dell’economia reale e porre un argine agli incredibili privilegi di cui gode la casta dei Banchieri (compensi milionari, clientelismi, affidamenti). Alla presenza di molti giovani venuti ad applaudire il candidato locale del MIR alla Camera dei Deputati Marco Arezzi, ha aperto gli interventi Raimondo Raimondi, responsabile stampa e comunicazione, che ha relazionato sui moderati oggi in rivoluzione rispetto al liberalismo populista di Berlusconi, ottimista fino allo spasimo e spesso fino al ridicolo, e allo statalismo del PD, condizionato da una sinistra estrema ormai fuori tempo, cancellata dalla storia e dai tempi moderni, globalizzati e a volte purtroppo spregiudicati. Il modello sociale di riferimento cui il MIR si rifà deve garantire, ora e in futuro, l'indissolubilità del trinomio: Sviluppo nel benessere diffuso, Libertà e Democrazia. E il come questo si realizzi è indicato nell'analitico programma che il M.I.R. ha predisposto e che intende sottoporre all'attenzione e al dibattito dell'area dei Moderati italiani, contribuendo alla formazione di una nuova sensibilità e all'affermarsi di una rinnovata Classe Dirigente, fatta prevalentemente da giovani. Raimondi ha poi passato la parola al consigliere provinciale Francesco Saggio e al candidato siracusano Giacomo Ferrazzano. Ha preso la parola poi il coordinatore comunale Graziano Riera, un giovane architetto che ha messo l’accento sulle problematiche del territorio di Augusta e sulla necessità di un ricambio generazionale. Una ulteriore testimonianza è stata resa dalla rappresentante del gruppo femminile Anna Fronterrè, una laureanda in Scienze Politiche. Infine Marco Arezzi che ha evidenziato il declino di Augusta ma ha auspicato che i cittadini si impegnino in un progetto di rinascita puntando sui giovani e partecipando, senza rifugiarsi nel non voto, perché dai comportamenti e dalle decisioni di oggi dipenderà il nostro domani.

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:44:16, nella sezione CRONACA,  978 letture)

AugustaInsomma il neonato movimento civico “AugustaInsieme” l’ha fatta grossa. Dopo la comparsa sui muri del paese del manifesto verde in cui si invita il consiglio comunale di Augusta ad “evitare alla città la vergogna incancellabile dello scioglimento per mafia, le reazioni a catena originate da questa provocazione non sono tardate ad arrivare. Il più pesante è stato l’intervento del consigliere comunale Giuseppe Ravalli che ha detto: "Lo scioglimento, per pseudo infiltrazioni mafiose a cui tanto fate riferimento, è un ruolo che a voi non compete, né da cittadini, né da aspiranti sindaci" riferendosi evidentemente ai membri del movimento e all’ing. Domenico Morello, tra i fondatori dello stesso e in aria di candidatura.

D’accordo con quanto si sostiene nel manifesto di AugustaInsieme è l’ex ministro del Pdl Stefania Prestigiacomo, che dice: "I consiglieri di Augusta dovrebbero avere un sussulto di dignità e dimettersi. Si dimettano subito i consiglieri di tutti i partiti, per evitare alla loro città e a tutti i cittadini onesti la vergogna dello scioglimento del consiglio comunale per mafia, che sarebbe un marchio infamante per la comunità. Il probabile risultato delle ispezioni amministrative disposte dal Ministero dell'Interno sarà la proposta dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Questo va evitato. Se ci sono stati illeciti i responsabili ne rispondano nelle sedi giudiziarie dove avranno modo di difendersi, ma intanto occorre salvaguardare l'immagine di Augusta".

Prende posizione anche il coordinatore cittadino del PdS (ex Mpa) Domenico Tringali che dice: "Quella del manifesto è stata un'iniziativa maldestra, certo non si eviterà lo scioglimento del Consiglio se Prefettura e Ministero della Giustizia, competenti in materia, decideranno di procedere in tal senso. Una strategia politica errata quella del movimento cittadino, non è il miglior modo per affacciarsi alla politica cittadina. Avremmo preferito, anziché un manifesto demagogico contro il consiglio comunale, un documento programmatico per il futuro della città. Visti i problemi sul tappeto il consiglio comunale dovrebbe essere riunito in seduta permanente per superare il difficile momento del deficit, non certo per continuare ad approvare piani costruttivi, l'unica cosa che riesce a fare senza divisioni e spaccature".

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:40:10, nella sezione CRONACA,  753 letture)

Gli impianti petrolchimiciIn un incontro organizzato a Palermo all'ospedale Cervello esperti e studiosi si sono confrontati sul tema della "Cancerogenesi ambientale e aree a rischio". Nell’incontro si è evidenziato un aumento di mortalità dei residenti in prossimità di grandi centri industriali. «Bisogna mettere al riparo l'Isola - ha detto Aurelio Angelini, sociologo dell'Ambiente - da opere che mettono a serio rischio la salute dei cittadini e per questo bisogna attuare efficaci politiche ambientali».

L’allarme sanitario e ambientale è pienamente giustificato se si considerano i dati del territorio dove insistono gli impianti petrolchimici come Augusta-Priolo-Melilli, Gela e Milazzo e dove vi è un'alta diffusione di malattie dell'apparato respiratorio, di tumori e una presenza consistente di nati con malformazioni. A queste si aggiunge la città di Biancavilla costruita in parte con fluoro-edenite, materiale simile all'amianto, proveniente dalla cava del monte Calvario. L’elenco di territori contaminati continua con la zona del Belìce che, oltre a registrare la lenta dismissione dell'amianto utilizzato per costruire le baracche dopo il sisma del 1968, rischia di essere invaso dal petrolio a causa delle trivellazioni in atto. In ultimo c’è Niscemi, dove le onde elettromagnetiche del Muos potrebbero costituire un ulteriore pericolo per i cittadini e il territorio. Tutte le zone vicine a discariche di rifiuti giunte ormai al collasso non garantiscono più sicurezza e a tutto questo si aggiunge l'aria irrespirabile dei grandi centri urbani pregni di smog.

Altro che isola di sole e mare, quindi, in Sicilia muoiono ogni anno 800 persone a causa di inquinamento urbano e ben ottomila sono colpite da malattie polmonari e cardiovascolari. Sarebbe davvero ora di correre ai ripari.

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:34:06, nella sezione CULTURA,  736 letture)

turiddu bella foto di gruppoIl Centro Studi Turiddu Bella ha aperto il nuovo anno con un intrigante trattenimento musicale “DUE STRUMENTI IN CONCERTO” che ha visto esibirsi due eccezionali artisti Corrado e Salvino Strano, padre e figlio, che hanno allietato la serata con brani per fisarmonica e per pianoforte (nella foto i protagonisti della manifestazione). Alcuni poeti hanno recitato nell’intervallo le loro composizioni. Il Centro prosegue le sue attività per dare spazio ai soci che con i loro lavori, le loro ricerche, gli studi e le loro espressioni artistiche contribuiscono, attraverso l’Associazione, a diffondere la cultura siciliana in ogni suo aspetto. Giorno 26 Gennaio, alle ore 18,00 presso il saloncino di Viale Cadorna 160, la socia Nunzia Loligato presenterà il suo primo libro “MISTERO SULLE SPONDE DELL’ANAPO”, un giallo esoterico ambientato a Palazzolo, nella valle dell'Anapo, che, in conclusione, si dimostra un inno alla speranza e all’amore. La presentazione del romanzo sarà a cura di Antonino Risuglia, che commenterà le letture dei brani interpretati da Silvana Scofani e gli intermezzi musicali e canori.

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2013 alle  14:21:50, nella sezione CULTURA,  1297 letture)

AD MATAI LOCANDINAIl 27 gennaio, Giornata della memoria per le vittime della Shoah, il Centro di Cultura Ebraica Tiqqun di Siracusa, presenterà presso il salone dell'INDA uno spettacolo che invita a riflettere sulla shoah. Con questo incontro il Centro di cultura ebraica Tiqqun, diretto dal Prof. Dario Sutter (nella foto col nostro direttore), vuole offrire una riflessione sulla Shoah da un punto di vista teologico ed etico. ebrei a siracusaL’interrogativo posto che vuole una risposta è: dov’era Dio quando i nazisti hanno sterminato 6 milioni di ebrei? Se lo chiedevano i deportati nei campi di concentramento, ce lo chiediamo noi della generazione successiva. La domanda ha cambiato il modo di pensare Dio dopo Auschwitz. È nata una teologia di Auschwitz? O il problema è strettamente storico ed etico? Cercare di comprendere i criteri e le finalità del pensiero divino si scontra con quelli che noi sappiamo essere gli attributi divini. Ogni riflessione si scontra con l’inconoscibilità di Dio e del suo progetto sul mondo. Perché Dio onnipotente non ha fermato la barbarie nazista? Si sono date alcune risposte. La prima è che la conseguenza di questo massacro è l’aprirsi di una nuova epoca per l’umanità e ha consentito il ritorno in Israele. Così si vede la Shoah come l’attuazione di un disegno divino che prevedeva l’offerta sacrificale del popolo ebraico. Nell’ebraismo ortodosso si è sostenuto invece che l’assimilazione della popolazione ebraica europea fra '800 e '900 e la progressiva perdita identitaria e religiosa conduceva all’idolatria che il Signore ha pesantemente punito nel racconto della Torah, perché l’idolatria è il peccato assoluto contro Dio. Quindi la Shoah sarebbe servita a ricompattare Israele. Anche questa tesi appare insostenibile. Rimane solo la teoria secondo cui dovrebbe riconoscersi l’impotenza di Dio, perché quando ha donato all’uomo il libero arbitrio avrebbe perso il contatto con la sua creatura. Il margine della autodeterminazione umana è il limite della potenza divina. Lontano dunque dal concetto di predestinazione agostiniana, l’uomo seguirebbe un percorso che lui stesso determina.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2013 alle  20:58:54, nella sezione CRONACA,  2073 letture)

ROBERTO CAMERINIPassaggio di consegne nel Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia di Augusta tra l’Ammiraglio di Divisione Raffaele Caruso e il Contrammiraglio Roberto Camerini (nella foto). La Cerimonia di avvicendamento sarà effettuata alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli. Prenderanno parte alla cerimonia Autorità civili e militari, rappresentanze di tutte le Forze Armate della Sicilia e le Associazioni combattentistiche e d’arma. L’Ammiraglio Raffaele Caruso lascia il Comando di Marisicilia dopo circa un anno di attività per assumere la Direzione dell’Ufficio Generale del Personale della Marina Militare, con sede a Roma. Il Contrammiraglio Roberto Camerini, che proviene dallo Stato Maggiore della Marina dove dal 2010 è stato Capo dell’Ufficio Comunicazione e Capo dell’Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne, è già stato ad Augusta in passato ricoprendo il ruolo di comandante della flotta corvette. L’ammiraglio Camerini sarà probabilmente l’ultimo comandante di Marisicilia, poiché il Ministero della Difesa pare intenda abolire questo comando periferico e spostare il tutto a Taranto.

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