Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 11/05/2013 alle  09:17:35, nella sezione CRONACA,  884 letture)

via ponenteMimmo Di Franco ci scrive: “Ho seguito per tanto tempo l’iter burocratico amministrativo della concessione d’uso dal Demanio al Comune riguardante il segmento di strada da asfaltare relativo al prolungamento della via Marina Ponente, per unire ideologicamente la circonvallazione dell’isola, entrando dalla Porta spagnola per uscire dal ponte Federico senza attraversare il centro storico. Finalmente sono iniziati i lavori alcuni giorni orsono ma, ahimè, da informazioni sul posto, pare che i lavori siano terminati a metà. Nessuna colpa da attribuire alla Commissione prefettizia, per carità, che è fuori da questo pasticcio poiché l’iter era cominciato nel 2008, con un progetto che prevedeva la costruzione della strada, compresa l’illuminazione. Man mano che gli anni passavano, diminuivano i soldi a disposizione e di conseguenza i lavori da fare. ponente 2La determina che era di 148 mila euro circa, prevedeva l’asfaltatura della strada per 7 metri di larghezza, con un marciapiede, inoltre pare che sarebbe stato utilizzato il ribasso d’asta come finanziamento per ultimare i lavori per intero, compresa l’illuminazione. Purtroppo il ribasso d’asta si può utilizzare solo in casi di varianti progettuali, e questo non è il caso, quindi, queste sono consentite nei soli casi previsti dall’art. 132 del DLgs 163/06 e non possono modificare sostanzialmente il progetto originario e, in linea generale, devono essere determinate da eventi non noti o non prevedibili nella fase progettuale. A questo punto,si dovrà fare un’altra gara d’appalto per il completamento dell’opera di asfalto e di illuminazione? Si confida nella Commissione affinché, dopo tanta attesa, questa trazzera si possa chiamare interamente strada”.

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di Redazione (pubblicato il 08/05/2013 alle  14:46:55, nella sezione CRONACA,  819 letture)

GIANNI BRIANTEIl presidente del CENACO Akradina di Siracusa, Franco Veneziano, ha comunicato di aver iniziato un giro di consultazioni coi candidati sindaci: il primo è stato Gianni Briante (nella foto) incontrato il 7 maggio. La delegazione del Cenaco Acradina Grottasanta è stata accolta da Gianni Briante nella sede dell’affollato comitato elettorale di viale Tica. Una vecchia conoscenza del Cenaco, quella di Gianni Briante, che in tempi non sospetti, da tre anni almeno, ha avuto modo di collaborare fattivamente col Cenaco Acradina Grottasanta, sia come programmazione di eventi sia come addobbo floreale dell’area Tisia. “Mi è sembrato più che doveroso ascoltare il Cenaco e i commercianti siracusani. – ha esordito Gianni Briante - Da sempre ho ritenuto che l’attività commerciale ha bisogno di tutto il supporto della politica. Dunque, sono pronto, da sempre, ad ascoltare i commercianti, le loro lagnanze e i loro propositi. Ricordo a tutto, che tempo addietro, ebbi modo di presentare una mozione contro la realizzazione del centro commerciale di contrada Spalla. Figuriamoci quindi se non sono al fianco dei negozi di vicinato”.

Il programma di Briante è pronto così ad accogliere le istanze di tutte le associazioni, comprese quelle esposte dal Cenaco. “Non avendo interlocutori certi (in riferimento agli altri candidati sindaci) – ha detto Briante – ho preferito presentare per ultimo il mio programma elettorale, lo farò in concomitanza con la chiusura delle liste, tra qualche giorno. Anticipo soltanto che il Cenaco rientra sicuramente tra i miei obiettivi programmatici, e sarò ben lieto di intestarmi la lotta contro le tasse comunali, il suolo pubblico, e la spazzatura”.

Ma come evidenziato dal presidente Veneziano, i problemi Cenaco non finiscono qua. Dando uno sguardo alla lettera aperta indirizzata a tutti i candidati sindaci, ci sono 500 attività commerciali nell’area Tisia che chiedono alla politica locale, da tempo, maggiore attenzione verso i quartieri di periferia, ridotti sempre più a dormitorio pubblico. “Abbiamo necessità di un punto di riferimento certo – ha detto Veneziano – dunque di un sindaco attento e sensibile e che sappia interloquire con un certo vigore con la Regione. A nostro avviso, il Comune deve diventare un canale preferenziale per la comunicazione diretta col governo siciliano, che si faccia promotore di un tavolo di concertazione sul turismo, industria, commercio, artigianato. Un Comune che sia in grado di riprendere in mano la situazione in sospeso relativa al PUC (Piano Urbano Commerciale) e al PUT (Piano Urbano Traffico) e che dia impulso ai mercatini rionali, al progetto di riqualificazione urbana dell’area Cenaco, per il quale sono previsti sei milioni di euro, che sia in grado di regolamentare l’ambulantato selvaggio cosi come la cartellonistica abusiva, e che intervenga sul caso “caro affitti”, sulla annosa vicenda Serit e che contribuisca al dialogo con le banche per l’accesso al credito agevolato”. Il Cenaco Acradina Grottasanta incontrerà nei prossimi giorni gli altri candidati sindaco a cominciare dal candidato di Progetto Siracusa, Ezechia Paolo Reale.

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di Redazione (pubblicato il 06/05/2013 alle  20:04:46, nella sezione CRONACA,  1182 letture)

scoutAnche Siracusa adotta il sistema “scout” per il rilevamento delle infrazioni al codice della strada. Si tratta di telecamere installate a bordo di auto dei vigili urbani che riprendono le auto in divieto di sosta o in doppia fila o che, comunque, compiono infrazioni di qualsiasi genere che non vengono contestate subito come nel sistema tradizionale del verbale di contravvenzione elevato dal vigile in carne ed ossa, ma le relative multe vengono fatte pervenire al domicilio del proprietario dell’auto individuato a mezzo targa. Multe sostanziose e magari, a seconda della gravità dell’infrazione, una notifica di sottrazione di punti dalla patente.

Questa modalità per l'elevazione delle contravvenzioni pare sia legittima, visto che è stata adottata in varie città (ad Augusta è in funzione dal dicembre 2012), ma fioccano i ricorsi da parte dei cittadini contro questo tipo di sanzioni, proprio per la mancata contestazione del vigile.

Oltre al ricorso allo stesso comando dei vigili urbani “in autotutela”, gli utenti possono presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto per evitare abusi o errori. Ed è bene che i comuni tengano conto dei limiti del sistema elettronico e della possibilità concreta di errori, visto che la soccombenza in giudizio potrà gravare sulle casse comunali con la condanna alle spese.

Ad Augusta per esempio dove mancano parcheggi, corsie preferenziali e un Piano del traffico, lo scout è già considerato più un modo per punire gli automobilisti senza offrire servizi che un sistema per l'educazione stradale o ancor meglio solo un sistema per rastrellare risorse a danno dei cittadini. Ad Augusta è stato già sperimentato che una multa per divieto di sosta costa il 37 per cento in più di quanto previsto dal codice a causa delle spese di notifica, piuttosto consistenti anche perché l’amministrazione comunale uscente, quella sciolta in odore di infiltrazioni malavitose, decise di usare una ditta privata per notificare le contravvenzioni elevate con il sistema “scout”. Passa l’auto dei vigili equipaggiata con l’occhio elettronico, il software rileva automaticamente l’auto che “trasgredisce”, e la multa è fatta. Poi la multa arriva direttamente a casa. Solo che, oltre la sanzione, bisogna anche pagare 10 euro e 50 della raccomandata, più 5 euro per le spese di notifica, che non vanno a rimpinguare le esauste casse comunali, ma vanno a una ditta privata cui il Comune ha affidato il servizio di notifica delle contravvenzioni. Così ad Augusta la multa per divieto di sosta non viene a costare i 41 euro previsti dalla legge, bensì 56 euro e 50 centesimi. Un ulteriore balzello a carico dei cittadini che ora con l’adozione dello scout a Siracusa riguarderà anche i siracusani.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/05/2013 alle  16:39:28, nella sezione CINEMA,  907 letture)

Diego Mondella raduna un gruppo di autori (Della Casa, Giusti, Zagarrio, Spagnoletti, D’Agostini, Zanello, Chiesi, Cotroneo, Caldiron, Rossi, Monetti, Marelli, Savatteri, Dottorini, Cairola, Bajani, Abbate) per realizzare un’antologia di scritti finalizzati a ricordare Elio Petri, cineasta impegnato ingiustamente sottovalutato dalla critica. Ne viene fuori "L'ultima trovata-Trent'anni di cinema senza Elio Petri": un buon testo, con tutti i limiti dei lavori antologici, poco uniformi e frammentari, ma che ha il suo punto di forza in un interessante apparato di interviste agli amici e in una stupenda conversazione tra Elio Petri e Dacia Maraini. Degni di nota il capitolo "Eliopensiero" e una completa filmografia. Il libro ci fornisce lo spunto per parlare di un regista da noi sempre amato e sul quale abbiamo scritto qualcosa a proposito di Un tranquillo posto di campagna, Il maestro di Vigevano e Todo modo.

Elio Petri (Roma, 1929 - 1982), cinefilo sin da giovane, appassionato frequentatore di cineclub, comincia a occuparsi di politica seguendo le convinzioni della sinistra parlamentare. Unisce le due passioni quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità e subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore e aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 - 1960, poi transfuga verso un cinema meno sovietico e più attento alle esigenze del pubblico. Ricordiamo Elio Petri sceneggiatore di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini e I mostri (1963) di Dino Risi. La prima prova dietro la macchina da presa è L’assassino (1961), un thriller anomalo che racconta l’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca, ma il vero scopo del regista è quello di analizzare la mediocrità umana e l’ambiente in cui viviamo.

Il debutto di Elio Petri mostra un cineasta padrone del mezzo espressivo dopo un apprendistato fatto di documentari, critica, sceneggiatura e aiuto regia. Regista impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio e ideologia anche attraverso la struttura di un giallo. Il suo tema portante sarà quello dell’alienazione dell’uomo contemporaneo all’interno di una società che uniforma e banalizza.

I giorni contati (1962) è ancora più esplicito nel narrare la voglia di fuga dall’omologazione, da un quotidiano sempre uguale che annichilisce e distrugge la creatività. Il protagonista scopre sin dalla prima sequenza di avere i giorni contati perché vede un morto in autobus. Elio Petri subisce l’influenza della nouvelle vague, ama raccontare i problemi che affliggono la società contemporanea, gira anche cinema di genere ma solo per trasmettere un messaggio politico. Da questo film Petri comincia a fare uso del piano sequenza secondo la lezione di Antonioni, modificando il montaggio e inserendo nuovi elementi visivi e sonori che rappresentano la sua cifra stilistica. I tempi cominciano a essere dilatati, i gesti quotidiani del protagonista sono ripresi con attenzione. Il maestro di Vigevano (1963), interpretato da Alberto Sordi, tratto da un romanzo di Mastronardi, è un buon lavoro commerciale, come Peccato nel pomeriggio, episodio di Alta infedeltà (1964), girato con Salce, Monicelli e Rossi. La decima vittima (1965) è cinema fantastico allo stato puro, sceneggiato da Flaiano, Guerra e Salvioni sulla base del racconto di Robert Sheckley, girato all’Eur e interpretato da un ottimo Marcello Mastroianni. L’alienazione è sempre in primo piano in una società del futuro dove il potere mediatico mette in scena squallidi giochi al massacro. Petri comincia a collaborare con Gian Maria Volontè, che diventa il suo attore di riferimento a partire da A ciascuno il suo (1967), una pellicola contro la mafia tratta dal romanzo di Leonardo Sciascia. Ugo Pirro diventa il suo sceneggiatore di fiducia e ne condizionerà la poetica futura. In questo periodo Elio Petri studia la condizione dell’uomo nella società contemporanea, anche se nella pellicola Un tranquillo posto di campagna (1968) la riflessione è limitata alla figura dell’artista che non trova tranquillità nel mondo circostante. Altri temi prediletti da Petri sono il rapporto tra uomo e autorità, configurata nel datore di lavoro che aliena l’operaio e lo conduce verso la follia, ma anche nella giustizia che assolve sempre se stessa. La vita politica italiana diventa il nodo centrale del suo cinema e una visione critica del sistema accompagna uno stile che diventa sempre più ermetico.

Petri gira pellicole importanti come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) - Oscar per il miglior film straniero - e La classe operaia va in Paradiso (1971) - Palma d’Oro a Cannes. Le pellicole del registra romano sono raffinate, colte, ridondanti e fin troppo intellettuali, ma riescono a mantenere un equilibrio grazie alla valida denuncia sociale e alla recitazione di Gian Maria Volontè. La denuncia antigovernativa di Elio Petri perde forza con gli ultimi lavori, a partire da La proprietà non è più un furto (1973), film molto politico, confuso e di complessa interpretazione, sia per lo stile con cui è girato che per una recitazione teatrale molto sopra le righe. Todo modo (1976) è la trasposizione di un altro romanzo di Sciascia, ma è girato secondo un registro grottesco che ne stempera la forza polemica di denuncia nei confronti del potere. Ricordiamo Ciccio Ingrassia in un’intensa parte drammatica e Gian Maria Volontè nei panni di un uomo politico molto simile ad Aldo Moro. Gli ultimi lavori di Petri sono il televisivo Le mani sporche (1979), tratto da un lavoro di Sartre, e Buone notizie (1979), un atto di accusa intriso di pessimismo contro il potere dei media. Il cinema di Elio Petri è stato spesso accusato di eccessivo intellettualismo, di ermetismo e di scarsa concessione allo spettacolo per inseguire un discorso politico. Resta comunque un cinema importante in un panorama di scarso impegno che caratterizza i nostri anni Settanta cinematografici, perché ha saputo mettere il dito nella piaga e denunciare i mali di un Paese ostaggio della mafia e di una classe politica corrotta. Non solo. Si tratta di un cinema ispirato da molti autori del teatro dell’assurdo, gente come Ionesco, Beckett, Borges e Sartre, caratterizzato dal suo essere antirealista, se non addirittura iperrealista e surreale.

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di Redazione (pubblicato il 05/05/2013 alle  10:14:56, nella sezione CULTURA,  1263 letture)

13 maggioL'11 maggio del 1943 arrivò nella rada di Augusta una nave cisterna per rifornire di combustibili gli idrovolanti e gli aerei tedeschi di base a Comiso e a Catania. Questo arrivo provocò la reazione degli alleati anglo-americani che precedentemente avevano bombardato sporadicamente la città e invece il 13 maggio intensificarono il bombardamento sulla zona abitata di Augusta anziché colpire la nave-cisterna o le navi militari. Quel giorno c'era foschia ed i bombardieri volavano ad alta quota, quindi la contraerea poté fare ben poco per la difesa della città. Questo attacco provocò la morte di 62 persone e molti feriti. I danni al patrimonio furono ingenti. Si chiede ai componenti della Commissione di Storia Patria, del Museo della Piazzaforte, degli Enti con esperienza in materia e ai rappresentanti delle forze politiche, di promuovere presso la Commissione Prefettizia una iniziativa significativa per i cittadini augustani: l’intitolazione di una strada del centro storico di Augusta a questa data fatidica creando una "Via 13 Maggio", per ricordare questa giornata storica di lutto cittadino.

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di Redazione (pubblicato il 05/05/2013 alle  10:10:59, nella sezione CRONACA,  897 letture)

giudice di pace fotoSulla chiusura di tanti uffici pubblici strategici che sta avvenendo nel comune di Augusta registriamo l’opinione di un cittadino attento come Mimmo Di Franco, che ci scrive: “Mi sono sorpreso questa mattina, leggendo sulla stampa, che anche gli uffici del giudice di pace lasciano Augusta trasferendosi a Siracusa. Il motivo di quest’altra perdita di uffici pubblici, nel Comune di Augusta, è da attribuire alla mancata partecipazione dei comuni di Priolo e Melilli nel dividersi le spese di gestione degli uffici, affitto locale e del personale. Considerata la situazione economica del Comune e non potendosi caricare da solo le spese, giacché la legge sul riordino della giustizia, come nel campo sanitario, imponeva la riunificazione degli uffici per la diminuzione dei costi, dopo varie riunioni e colloqui con gli Enti interessati, si è giunti a questa decisione. Questo vuol dire andare a Siracusa anche per fare ricorso per una multa stradale, con spese ulteriori sia per il cittadino che per il Comune. Lo Stato, per evitare la chiusura, aveva invitato i Comuni a consorziarsi accollandosi le spese, dando una scadenza ben precisa. Inoltre, anche gli uffici del tribunale dislocati a Meccano 2 vicino l’hangar saranno trasferiti, per lo stesso motivo, poiché i procedimenti pendenti sono stati assegnati al tribunale di Siracusa. A questo punto lo Stato è assente ad Augusta come presidio di giustizia. La domanda nei cittadini nasce spontanea: se ad Augusta il Consiglio Comunale è stato sciolto per mafia, perché lo Stato abbandona la trincea anziché rafforzarla? Oppure le motivazioni sono altre, facendo l’equazione: se nel triangolo della morte, Priolo-Melilli-Augusta, si muore di cancro con alta percentuale, l’ospedale a che serve? Se ad Augusta per tantissimi anni ci sono stati amministratori incapaci di gestire la cosa pubblica e mafiosi, che senso ha tenere un tribunale e un ufficio di giudice di pace?”

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di Redazione (pubblicato il 03/05/2013 alle  11:35:46, nella sezione CULTURA,  913 letture)

locandina presentazione siracusanaOggi alle 18.30 si terrà in Ortigia, presso la Galleria Roma Arte Contemporanea in piazza San Giuseppe, la prima presentazione siracusana del romanzo di Luca Raimondi “Se avessi previsto tutto questo. In cerca d’amore nella Catania di fine millennio”, edito dalle Edizioni Il Foglio, la cui collana di narrativa è diretta dallo scrittore, saggista e traduttore toscano Gordiano Lupi. Il romanzo è stato definito dallo scrittore Roberto Alajmo “un’epopea quotidiana tardo-adolescenziale in cui l’amore e l’amicizia sono i valori da esaltare e (occasionalmente) tradire”. Relatori dell’evento saranno il professore Luigi Amato (ordinario di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria) e il direttore artistico del Cine Aurora di Belvedere e del Floridia Film fest, il giovane Renato Scatà, scelta quest’ultima dettata dall’amore per il cinema da sempre manifestato da Raimondi (in passato anche regista e sceneggiatore, curatore di sei edizioni del “Corto Siracusano Film Festival” e di numerosi saggi sull’argomento). L’attore Giuseppe Cottone, già presente in alcuni cortometraggi diretti da Raimondi, leggerà alcuni brani del romanzo. Dopo la partecipazione ad “In-chiostro letterario”, manifestazione benefica tenutasi ad Acireale lo scorso 13 aprile, riprende dunque il mini-tour di presentazione del volume che toccherà anche Ragusa (il 10 maggio presso Le Fate Cafè), Catania il 17 maggio (presso la Feltrinelli Libri & Musica di via Etnea) e, a giugno, Augusta e Pedara (CT).

Questa, in sintesi, la trama del romanzo: Carlo Piras, studente all'Università di Catania, vive i suoi diciotto anni incastonati nella metà degli anni '90. È qui che Carlo spera di trovare nuovi amici e - forse, magari - il grande amore. Attorno a lui il mondo si muove contromano, però. Le lezioni lo lasciano perplesso, le notti sembrano stordirlo e le ragazze sono enigmi che si muovono su gambe bellissime. Il primo vero scacco coincide col mancato conseguimento della patente, ma è la cugina installata in casa a destabilizzare Carlo, che comincia a fare i conti col proprio passato di ragazzo e col futuro da uomo. L'insonnia morde, la solitudine divora. I suoi comici e a volte drammatici tentativi di conquistare le ragazze di cui si innamora rivelano la sua inadeguatezza alla vita. L’inadeguatezza, forse, di un’intera generazione. Il blog del romanzo è www.seavessiprevisto.blogspot.it.

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di Redazione (pubblicato il 30/04/2013 alle  15:12:54, nella sezione CRONACA,  1131 letture)

palazzo ex essoRiceviamo e pubblichiamo una nota di Mimmo Di Franco: “Si ritorna a parlare di edifici abbandonati e inutilizzati che deturpano il decoro urbano, minano l’incolumità delle persone e sono ricettacoli di rifiuti e animali. Un tavolo tecnico per discutere di questo tema, considerando la crisi occupazionale e trovando la soluzione, sarebbe un modo per rimettere in moto l’economia edilizia con gli effetti collaterali positivi. Si citano i casi più clamorosi che sono: il biglietto da visita all’ingresso di Augusta in via Umberto angolo via C. Colombo dove da tantissimi anni insiste un pianoterra, con tetto in eternit, abbandonato, l’ex cinema Kursaal che domina gli abbandonati giardini pubblici, l’ex cinema Impero, l’ex macello comunale, la ricetta di Malta oltre alle tante case private con porte e finestre murate e senza tetto. Tra questi edifici risalta, in via X Ottobre, un immobile abbandonato da oltre un decennio (nella foto), ricettacolo di immondizia e animali. Inizialmente, molti anni fa, tale edificio fu utilizzato dalla Esso come foresteria, successivamente, passato di proprietà alla Marina Militare, fu utilizzato per alcuni anni come uffici. In seguito la Marina Militare non ha più ritenuto opportuno utilizzare tal edificio, avendo costruito delle palazzine all’interno del recinto militare, in zona Comando Marina a Terravecchia e nella vecchia Darsena. A tal proposito ci si chiede se non sia opportuno che il Comune verifichi la necessità di rilevare tale struttura e utilizzarla per le proprie necessità. Il sito, essendo di proprietà dello Stato, potrebbe far evitare spese di affitti al Comune, oppure pagandolo direttamente allo Stato, ci sarebbe un giro conto. Per il momento molti uffici pubblici sono dislocati in vari siti privati, tra l’altro arretrati nei pagamenti, considerati i debiti e la mancanza di liquidità del Comune. Sicuramente la Marina Militare cederebbe volentieri tale struttura, poiché sarebbe oneroso pagare l’IMU e la TARSU per un immobile non utilizzato che comunque deve essere ripulito dalle erbacce e rimesso in sicurezza”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2013 alle  19:18:36, nella sezione ARTE,  1106 letture)

kraser 1La Galleria Spazio 30 di Siracusa presenta l’11 maggio una mostra d’arte in “tandem” dei pittori Kraser, uno street artist spagnolo attento ai dettagli, tecnicamente perfetto, che ha scelto di comunicare in modo forte e chiaro le sue idee, e l’italiano Emanuele Vittorioso.

Kraser Tres (nella foto) è molto noto negli ambienti artistici e affronta tematiche fantastiche nelle quali protagonisti sono gli animali: aquile, scimmie, elefanti, salamandre.

Per la verità si potrebbe dire che egli rappresenta l’essere umano attraverso scene o sentimenti di altri esseri viventi, perché ritiene che l’uomo non sia differente dal resto degli animali, anzi ha molto in comune con essi ed abitualmente si comporta come loro. Per questo motivo le figure, i personaggi delle sue tele sono, alla fine, la fusione tra animali e frammenti umani e si comportano come umani come gli umani si comportiamo da animali.

Kraser foto“L’ Italia come la Spagna - dice l’artista in una intervista rilasciata - sono paesi mediterranei che hanno le loro piccole differenze ma hanno molto di più in comune, persino la lingua è molto simile. Con riferimento all’arte, in questi due paesi c’è ancora una mentalità estremamente classica e la “street art” non è ancora vista come un movimento classico. Oggi incontro paesi nei quali è molto interessante lavorare, come Stati Uniti, Germania, Inghilterra. La realtà è che ogni città è buona per lasciare un segno della mia arte. Io sono cresciuto con l’arte del Graffiti e per molti anni mi sono mosso in questo circolo ed evidentemente questo mi ha molto influenzato. Sono anche un amante dell’arte classica, concettuale, ecc…e anche questo mi ha influenzato abbastanza. Il periodo che più mi piace è quello attuale, ci sono molti grandi artisti in tutto il mondo che fanno un lavoro eccezionale, qualunque sia il loro genere. Anche se esiste questa libertà così grande di lavoro ed espressione per realizzare cose geniali, si possono tuttavia vedere lavori di “artisti consacrati” che realizzano schifezze che vengono considerate arte e questo non mi piace”.

Parlando di Kraser bisogna sapere che è sulla scena di diverso tempo, lo Street Artist spagnolo ha iniziato la sua attività da giovanissimo, dimostrandosi all’altezza e soprattutto padroneggiando abilmente la bomboletta. Partito come graffiti artist il suo percorso si è poi evoluto con l’approdo a nuove forme di espressione all’interno delle quali ha sperimentato ed evoluto la propria concezione di arte. In questo inizio d’anno Kraser è tornato a lavorare su parete e direttamente nella sua Cartagena, ultimamente presa d’assalto dagli artisti spagnoli, dove ha proposto splendide pitture nelle quali il blu la fa da padrone e tutto l’intricato e inconfondibile stile dell’artista spagnolo emerge nella sua grandezza. Nelle sue opere c’è una grande attenzione al dettaglio: questo è un piccolo valore aggiunto che viene offerto alla persona che viene a vedere i suoi lavori, siano essi in una galleria d’arte che in strada.

Emanuele Vittorioso, l’altro espositore, è un artista concettuale anch’egli proveniente da quel mondo di writer, rapper e street artist che per molti giovani sono i diversi modi di fare arte, di riappropriarsi delle architetture urbane e di raccontare le loro storie. Un’arte pubblica, che preferiva stare fuori dai musei, visibile in strada o che dalla strada nasce, ma che oggi entra in Galleria, allo Spazio 30 di Siracusa fino al 2 giugno.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 28/04/2013 alle  14:50:24, nella sezione ARTE,  844 letture)

giusy novelloE’ alla sua prima personale Giusy Novello, artista pachinese che ha compiuto i suoi studi presso l’Istituto Statale d’Arte di Siracusa, la cui pittura è basata prevalentemente sul gesto e sul colore, elementi unificati dal collante delle sue personalissime emozioni. La mostra è ospitata presso la Galleria Roma di Siracusa dove è stata inaugurata il 27 aprile. La radice di questa artista è chiaramente mediterranea, tendendo a una ricerca sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione e la creatività e viene trasmesso con il mezzo filologico più congeniale al suo carattere. La pittrice utilizza larghe pennellate, a volte compie guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi con tocchi cromatici che si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono sulla superficie della tela. Nella sua tematica sono presenti personaggi della tradizione siciliana, ma filtrati da un’anima che cerca ancora se stessa, immagini che cercano nuove avventure visive e descrittive, che seguono i percorsi della fantasia, che toccano miti e leggende. Una ricerca basata su una impaginazione spaziale dominata da una gamma cromatica che crea forza e profondità, inventando masse formali che fanno entrare l’osservatore dentro il quadro, dentro una pittura praticata per determinare uno stimolo ottico di ordine psicologico, un’espressione artistica quanto mai contemporanea e per niente superata dalle ultime esperienze nel campo delle arti visive, anzi in linea con esse. La mostra resterà aperta fino al 7 maggio.

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di Redazione (pubblicato il 26/04/2013 alle  09:07:17, nella sezione EVENTI,  1092 letture)

TOLOKIN 1Si è svolto il 24 e 25 aprile 2013 presso la sede del Centro Studi MURO di Siracusa, in via Dione 21, il seminario sul tema "Respiro di Vita", tenuto da Oleg Tolokin, spiritualista e sensitivo russo, psicologo professionista, direttore dell’Associazione Sociale Internazionale di Beneficenza «Collaborazione», in questi giorni ospite della città di Siracusa. Il seminario è stato organizzato dall’Associazione INFORUM Europa e vi hanno partecipato numerosi appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, richiamati dalla fama internazionale del maestro Tolokin. “Viviamo per imparare a vivere meglio. – ha detto Tolokin - Se una persona apprende come risolvere i suoi problemi, poi non ha più nulla da fare su questa terra e sarà il momento di prepararsi a un mondo migliore. Il nostro mondo è per sua natura vibratorio. Viviamo secondo le leggi della risonanza. Ognuno di noi emette una vibrazione. TOLOKIN 2Perché siamo attratti da un certo gruppo di persone con le quali ci sentiamo piacevolmente a nostro agio? Perché le loro vibrazioni coincidono con le nostre. Quando non c’è questa risonanza, le persone non si capiscono l'un l'altre, hanno difficoltà a comunicare fra di loro. Le migliori qualità creano pensieri belli e puri che facilmente e immediatamente si realizzano”. Sulle guarigioni prodigiose che si possono ottenere Tolokin dice: “Un miracolo lo può vedere solo chi è preparato per questo. Non c'è niente da dimostrare a nessuno. Ciò deve essere sperimentato. Meglio non rifiutare niente, fino all’acquisizione di una certa esperienza. Questo non significa che dobbiamo credere ad ogni sciocchezza, ma è necessario raccogliere informazioni, anche se sembrano inverosimili, ed estrarre da esse la verità, se volete capire il mondo e voi stessi”.

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di Salvo Sequenzia (pubblicato il 23/04/2013 alle  20:18:20, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  820 letture)

Salvo SequenziaIl PD si sta sgretolando perché non esistono più, nella nostra società, le ideologie "forti", legate a motivazioni e ad istanze che hanno caratterizzato la formazione e la vita di queste forme di rappresentanza nel secolo scorso. Viviamo un'età di cambiamento. Ed il cambiamento implica la "crisis". La fine delle grandi "narrazioni" che tenevano unita la sinistra rappresenta la fine dell'ultimo grande partito della storia dell'occidente. Popolari e Socialisti, a Strasburgo, non sono altro che i fantasmi, i "simulacra" dietro cui si celano nebulose di interessi e nuove forme di espressione rappresentativa mosse da valori e da ideali "altri". Gli scenari della politica globale si sono spostati al medio e all'estremo oriente. Nessuno vuole il Mediterraneo quale "omphalos" di civiltà e progresso. Tutt'altro! La depressione programmata di questa parte del mondo sarà la linfa che nutrirà e farà rifiorire, da un lato, la primazia degli stati teutonici, e dall'altro trasformerà il sud dell'Europa e l'Africa nel terreno di pascolo dei cinesi, dei nipponici, degli indiani e dei russi, con la compiacenza degli Stati Uniti. Saremo presto una provincia della periferia dell'Impero mal governata da satrapi asserviti a banche e a multinazionali.

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di Redazione (pubblicato il 22/04/2013 alle  14:35:11, nella sezione LIBRI,  808 letture)

SANCHEZ LUPIEsce il 24 aprile il nuovo libro di Gordiano Lupi, “Yoani Sanchez. In attesa della primavera”, edito da Anordest. Yoani Sánchez nell'aprile del 2007 ha creato il blog Generación Y, dove pubblica regolarmente storie di vita cubana, caratterizzate da un tono critico nei confronti del governo. È una delle più influenti voci sulla realtà cubana. Il suo blog è stato bloccato dal 2008 al 2011 agli utenti cubani ed è spesso perseguitata dalle autorità. In Italia, i suoi post sono pubblicati dal quotidiano La Stampa, tradotti da Gordiano Lupi. È stata candidata al premio Nobel per la Pace 2012.

La prefazione del libro è a firma del direttore della “Stampa”, Mario Calabresi, che così si esprime: “Due persone sono state decisive per convincermi definitivamente dell’importanza del lavoro che Yoani Sánchez porta avanti da anni: Barack Obama e il mio barbiere. Nel 2009 Yoani inviò alla Casa Bianca sette domande sul futuro di Cuba, indirizzate al presidente Obama. Una persona qualunque poteva attendersi come replica, al massimo, due righe cortesi di ringraziamento redatte da qualcuno dello staff presidenziale. Passarono invece poche settimane e a casa di Yoani arrivò una risposta scritta di Obama, che si dilungava nel dettagliare la linea della sua Amministrazione nei confronti del regime castrista. «Il suo blog» scrisse tra l’altro il presidente alla Sánchez «offre al mondo una finestra unica per scoprire la realtà della vita quotidiana a Cuba». Il settimanale Time aveva già inserito poco tempo prima Yoani nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta. Ma la mossa di Obama significava qualcosa di più, perché faceva della blogger cubana un interlocutore diretto per il governo degli Stati Uniti, un modo per l’America di raggiungere direttamente il popolo cubano. Nel nostro piccolo, noi de La Stampada questo punto di vista avevamo preceduto il presidente americano di diversi mesi, riconoscendo l’eccezionale opportunità di capire Cuba che ci offrivano i racconti di Yoani. Il governo de L’Avana nella primavera 2009 le vietò di partecipare al Salone del Libro di Torino: l’espatrio per Yoani era solo un sogno e sarebbero passati altri quattro anni di battaglie prima che le fosse concesso di avere il passaporto e lasciare l’isola. Visto che il regime all’epoca non la lasciava andare in giro per il mondo e ostacolava in ogni modo il suo lavoro sul web, decidemmo di darle ospitalità sul nostro giornale e su LaStampa.it, diventato la casa italiana del blog Generaciòn Y di Yoani. Da allora, è diventata una di “famiglia” per noi della Stampa, una testimone eccezionale che ci ha aiutato a scoprire la complessa evoluzione delle vicende cubane. Attraverso Yoani, però, sono stati soprattutto i lettori italiani a vivere l’altalena di frustrazioni e piccole e grandi conquiste che caratterizzano la vita quotidiana sotto uno degli ultimi regimi comunisti al mondo. Yoani ha storie da raccontare che colpiscono chiunque, dal presidente degli Stati Uniti alla gente comune. A farmelo capire è stato il mio barbiere. Un giorno sono entrato nel suo negozio, mi sono seduto per attendere il mio turno e sul tavolino in bella evidenza, dove di solito dominano le riviste di gossip, ho visto il libro Cuba Libre di Yoani. «Cosa ci fa qui?», ho chiesto al barbiere. «L’ho comprato perché ero incuriosito dall’autrice» mi ha risposto «e ho scoperto che ci racconta come si vive davvero a Cuba, senza censure. Lo tengo a disposizione dei clienti nella speranza che lo sfoglino, così il tempo che passano nell’attesa serve a qualcosa. Gli ho regalato una finestra su Cuba...». Il mio barbiere a Torino la pensava esattamente come Barack Obama a Washington. E allora buon viaggio con Yoani”.

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di Redazione (pubblicato il 20/04/2013 alle  15:12:39, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1022 letture)

amici animaliC’è del surreale che aleggia sull’Agenzia delle entrate d’Italia. Gli spettatori di Ballarò hanno ascoltato trasecolati le dichiarazioni di un ufficiale giudiziario che riteneva, a norma di legge, pignorabili gli animali domestici. Oggetti impignorabili sono la fede nuziale, gli utensili della cucina e il letto, nient’altro, quindi il cane o il gatto di casa si possono sequestrare all’inadempiente. Perché gli animali sono cose, e non elementi affettivi centrali nella vita di milioni di persone. Invece di agevolare con facilitazioni e sgravi fiscali, gli anziani che fanno di cani e gatti i compagni della propria solitaria esistenza, lo Stato ce la mette tutta ad opprimere, cosa che da sempre fa, dal medio evo fino ai nostri giorni. Non c’è assistenza veterinaria pubblica, anzi si fattura al ventun per cento di IVA, salvo l’operato delle Asl che a spese del contribuente hanno potere assoluto sui randagi, ma non propongono mai prestazioni private a costi agevolati. Così accedere alle cure è oneroso, anzi gli animali domestici sono considerati bene di lusso, tanto che molti, per paura, preferiscono evitare l’inserimento del microchip obbligatorio e la compilazione dei libretti sanitari. Insomma, le politiche finanziarie ritengono fruttuoso tartassare e minacciare chi combatte la solitudine grazie all’amore per il cagnolino o il micetto. I proprietari di animali dovrebbero essere rispettati come acquirenti di cibo, mangimi, foraggio, medicine, scatolette, prestazioni veterinarie, accessori contribuendo così al commercio e alla crescita del Pil. E soprattutto l’Agenzia delle Entrate dovrebbe capire che va contro ogni umanità considerare pignorabile un animale domestico che da e riceve un bene raro e impignorabile: l’amore. Cosa poi si possa ricavare dalla vendita di un animale adulto in tempi di crisi come questi è un mistero che andrebbe disvelato dai cervelloni che sovrintendono alla riscossione delle gabelle dai sudditi di questo sconquassato impero.

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di Redazione (pubblicato il 20/04/2013 alle  14:50:06, nella sezione ARTE,  2007 letture)

Sarà consegnato oggi, 20 aprile, alle ore 16,00 a Venezia il prestigioso riconoscimento alla carriera “LEONE DEI DOGI”, Premio Biennale per le Arti Visive, al Maestro siracusano Giovanni Alfano (nella foto). L’artista sarà l’unico a rappresentare la Sicilia nella città lagunare e verrà premiato da una prestigiosa giuria internazionale di critici d’arte della Artexpò Gallery. Alfano, pittore, inizia la sua lunga attività artistica nel 1958, incoraggiato dalle famiglie Vittorini e Quasimodo e soprattutto dal Maestro Renato Guttuso. Dipinge in prevalenza paesaggi, fiori e figure. Innumerevoli sono le mostre personali e collettive in Italia e all’estero con artisti di prestigio, amico di Treccani, Migneco, Fontana. I prestigiosi conferimenti accademici, oltre 200 premi ricevuti, hanno spinto poeti, giornalisti, critici d’arte a descriverne la personalità artistica e ad esaltarne il costante successo. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha sinteticamente apprezzato le sue opere definendolo “Giovanni Alfano: al centro dell’arte”.

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di Redazione (pubblicato il 19/04/2013 alle  17:52:16, nella sezione CRONACA,  860 letture)

RomanoSandro Romano (nella foto), Presidente di Confcommercio Siracusa, fa pervenire un comunicato stampa relativo a un nuovo ed opportuno (visti i tempi e le notizie di cronaca) servizio di assistenza agli imprenditori in difficoltà: “Ascoltiamoci” – riferisce il comunicato - è un progetto di Confcommercio e dell’associazione di volontariato “In-Dipendenza” rivolto ad offrire un sostegno psicologico agli imprenditori e ai professionisti che vivono situazioni di disagio dovuto alle crisi economiche, professionali e a rischio usura. Esperti psicoterapeuti saranno pronti ad ascoltare coloro che vivono condizioni economiche difficili, stressanti e a volte traumatiche, intervenendo attraverso tecniche utili ad attivare le capacità individuale per superare la crisi che purtroppo incomincia a mietere le sue vittime”. La presentazione del progetto, unico in Sicilia, è avvenuta sabato 13 aprile alle ore 10,00 presso la sede di Confcommercio in via Laurana n. 4. Hanno relazionato, alla presenza del vice presidente nazionale di Confcommercio Pietro Agen, il presidente provinciale di Confcommercio Sandro Romano e la psicologa e ricercatrice Barbara Zammitti. Il servizio prevederà un numero telefonico dedicato, un indirizzo e-mail e un collegamento skype, per poter garantire un’assistenza continua.

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di Redazione (pubblicato il 19/04/2013 alle  10:23:45, nella sezione CRONACA,  875 letture)

strada del cimitero fotoAlcuni cittadini augustani hanno segnalato che, nei weekend e nei giorni festivi, si può accedere con la propria auto dentro il recinto del cimitero con relativo permesso rilasciato dalla polizia urbana. A questi cittadini sembra assurdo che ciò possa accadere in un luogo sacro che, da oltre otto anni è un cantiere aperto per la costruzione di cappelle e altro (vedi foto), dove succedono furti e si nota l’assenza di un vigile urbano. “Se si vuole essere sensibili a risolvere i problemi delle persone diversamente abili o anziane, . dice in una nota Mimmo Di Franco - bisognerebbe abbattere le barriere architettoniche che ancore persistono anche nella maggior parte degli uffici pubblici, come gli scivoli dei marciapiedi da fare in via Umberto angolo via Generale La Ferla e altri sempre occupati da auto in sosta. Da qualche tempo si sollecita un censimento dei permessi per disabili, di cui parecchi scaduti e altri che ne abusano non avendone diritto. Troppi stalli personalizzati e concentrati in pochi metri. Se si vuole dare un servizio ai disabili, con difficoltà di deambulazione, basta rifornirsi di 3-4 carrozzine, che su cauzione saranno utilizzate per la visita ai defunti e riconsegnate. Le persone che hanno difficoltà di deambulazione e hanno la carrozzina in comodato d’uso, da parte dell’ASP, possono benissimo entrare senza l’auto”. Ci pare una buona soluzione per evitare disagi e intasamenti nell’area cimiteriale a causa del transito di automobili all’interno.

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di Redazione (pubblicato il 19/04/2013 alle  10:17:43, nella sezione ARTE,  839 letture)

Nei giorni 19-20-21 di aprile la Galleria Spaziotrenta di Mariola Tortorici in via Roma a Siracusa ospiterà una mostra dedicata a costumi tratti da opere liriche, realizzati dall'Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa. La mostra sarà curata da Prof. Paolo Giansiracusa

 

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di Barbara Becheroni (pubblicato il 18/04/2013 alle  14:24:32, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1059 letture)

Lo so, ci sono cose più importanti. La crisi, gli esodati, la minaccia della guerra nucleare, gli attentati. Tutte molto più importante di quello che capita in una miserabile traversa nel territorio di Siracusa. Però vorrei parlarne. Perché quello che succede nelle Traverse Cannarella e Serramendola rappresenta in piccolo quello che accade in tutta Italia, cioè la continua aggressione ai diritti dei comuni cittadini da parte di chi è prepotente e l’ignavia costante delle istituzioni. Forse non tutti sanno che, da qualche tempo, a causa della costruzione dello svincolo autostradale, la strada Maremonti è stata chiusa e il transito degli autoveicoli in direzione e provenienza Canicattini Bagni deviato verso Floridia. A questo lungo itinerario, lungo ma su strade ben transitabili e capaci di sopportare un traffico anche pesante, esistono altre alternative, tra cui, purtroppo, Traversa Cannarella e Serramendola, che tagliano il cantiere. Peccato che si tratti di viottoli di campagna, le cui carreggiate sono di larghezza inferiore ai tre metri e mezzo e, nel tratto in cui si costeggia l’alveo del Cifalino, senza alcun sistema di recinzione. Su queste traverse sboccano i cancelli di un gran numero di abitazioni. Il fondo stradale è sconnesso e pieno di buche e i muri di cinta delle abitazioni fiancheggiano gran parte della lunghezza delle traverse. Bene, anzi, male, malissimo. Possiamo affermare per esperienza diretta che la quasi totalità del traffico da e per Canicattini si è riversato sulle Traverse Cannarella e Serramendola, infischiandosene della direzione obbligata per Floridia e della segnaletica, che vieta l’accesso ai non residenti. Non so se sono stata chiara: camion, furgoni, trattori, mega-SUV, oltre alle auto di grande cilindrata, quelle di media e piccola, imboccano le minuscole traverse, causando ingorghi continui, incidenti, oltre a danneggiare sempre più il manto stradale e a investire i muri di cinta delle abitazioni (a proposito, volevo qui ricordare che, narrano alcune leggende, in un Paese civile, quando occasionalmente e senza volontà, viene danneggiata una cosa di proprietà altrui, è buona norma risarcire il malcapitato, non scappare in tutta fretta). Questo è quanto. I poveri abitanti della traversa hanno il terrore di uscire di casa, perché l’arroganza di chi transita, commettendo reato, nelle Traverse Cannarella e Serramendola è tale da non rallentare neanche un minimo quando si incontra il timido muso di un’auto che tenta disperatamente di immettersi sulla carreggiata. Gli appelli alle autorità competenti di mettere un freno a questa situazione sono stati moltissimi, e hanno tutti ottenuto l’identico risultato: niente, nulla, nada de nada. A questo punto c’è chi, facendo magari della trita dietrologia, oppure nato malpensante, insinua che faccia comodo non bloccare la traversa anche a coloro che dovrebbero far rispettare la legge, ma, ripeto, trattasi di volgare dietrologia, pensieri prodotti da menti abituate a cavillare nelle altrui ragioni, da cui ci allontaniamo con tutto il nostro ardore.

Visti i risultati finora ottenuti, non resta altro che fare un ultimo comunicato, questa volta non alle Autorità, non vogliamo distrarre le signorie loro dallo svolgimento di compiti più importanti e urgenti, bensì ad autisti e automobilisti.

APPELLO

Gentili automobilisti, autisti, motociclisti che transitate quotidianamente per Traversa Cannarella, facendo finta di non vedere che l’accesso è consentito ai soli residenti e commettendo quindi un reato, Vi preghiamo gentilmente di rispettare almeno il limite di velocità, che NON è di 120 Km/h come la maggior parte di Voi crede, ma di soli 30 km/h (TRENTA CHILOMETRI ORARI). Se tra gli autisti di camion e furgoni, nonché tra gli automobilisti alla guida di SUV e jeep varie esiste qualcuno dotato di buon senso, educazione, rispetto per il prossimo e un minimo di coscienza civica, perché non imbocca la strada del Ciane, che non è molto più lunga di Traversa Cannarella e Serramendola, ma è più larga, comoda e sicura? Consigliamo poi, data la strettezza della carreggiata, di sollevare momentaneamente il piede dal pedale dell’acceleratore quando si incrociano veicoli provenienti dalla direzione opposta. Il sollevamento del piede dall’acceleratore non comporta un trauma nel guidatore, né una sintomatologia parossistica, non è faticoso né letale, ma produce un effetto empatico a domino, che ha come diretta conseguenza una più facile percorrenza delle Traverse Cannarella e Serramendola per tutti. Se incrociate veicoli di indigeni delle traverse che cercano di uscire dalle abitazioni, provate simpaticamente a facilitare la loro manovra, perché sono una specie in via di estinzione, la loro caccia è vietata e non ci sono premi per chi li colpisce. Chi, in maniera del tutto accidentale, danneggia muri di cinta delle abitazioni o auto parcheggiate, dovrebbe, con un pizzico di responsabilità, far fronte al danno commesso. Ricordiamo inoltre che è del tutto inutile strombazzare come se l’Italia avesse vinto i mondiali di calcio durante il tragitto lungo Traversa Cannarella e Serramendola, perché non è che passa prima chi fa più rumore.

Vogliamo solo aggiungere che se provate a fare la Vostra buona azione quotidiana circolando con educazione in una strada dove non potreste circolare, la Vostra salute migliorerà, perché comportarsi bene provoca un naturale aumento delle endorfine endogene, è un antiossidante naturale più potente delle bacche di goji, riduce le cefalee, è antidepressivo e antipertensivo, aiuta la digestione e favorisce la libido. Provare per credere!

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di Redazione (pubblicato il 17/04/2013 alle  14:00:55, nella sezione CRONACA,  818 letture)

MR SGARLATAItalia Nostra e Legambiente polemizzano con l’Assessore Maria Rita Sgarlata (nella foto) dopo la conferenza stampa intesa ad illustrare i particolari del finanziamento per l’ampliamento del porto commerciale di Augusta, alla quale partecipavano il presidente dell’Autorità Portuale Aldo Garozzo e il deputato regionale del Pdl Enzo Vinciullo. Le due associazioni hanno interpretato la presenza dell’assessore a quel tavolo come un disconoscimento di quanto le associazioni stesse vanno facendo a tutela di questa parte del territorio siciliano. Ciò in relazione all’ipotesi di cementificazione di una rilevante porzione dell’area umida delle ex Saline del Mulinello, una zona di altissimo valore naturalistico che per incomprensibili ragioni non ha ancora trovato adeguata tutela, proprio per ampliare il porto commerciale. Tutto questo si innesta nella vergognosa precarietà in cui versano i beni storici, archeologici e culturali di Augusta, cui l’assessore regionale dovrebbe cercare immediata soluzione e non avallare in qualche modo con la sua presenza tavoli di lavoro che progettano aggressioni al territorio. Altra problematica in difesa del territorio riguarda l’area di Megara Hyblaea.

“Le chiediamo di esprimere e condividere con noi – si dice nella lettera a firma congiunta delle due associazioni ambientaliste inviata all’assessore - la sua più ferma avversità ad un eventuale revisione o annullamento del parere negativo a suo tempo emesso dalla Sovrintendenza di Siracusa in relazione al progetto di modifica della Cementeria Buzzi Unicem di Augusta ed all’impiego di combustibili come il CDR e rifiuti speciali nel processo di produzione del cemento dello stabilimento. Tale parere negativo, a coerente tutela dell’area di Megara Hyblaea sottoposta a vincolo archeologico, va riconfermato dalla Sovrintendenza di Siracusa e non si può né si deve deflettere dal compito istituzionale di preservare i gioielli di famiglia di questo territorio. Anche su questa vicenda, se ce ne vorrà offrire la possibilità, siamo pronti a darle tutti gli approfondimenti del caso”.

La Sgarlata, siracusana, neo assessore ai Beni Culturali della giunta Crocetta, scrive sul suo sito internet: “Il ruolo che mi ha dato più soddisfazione è, ancora oggi, quello che ricopro dal 1996 perché mi impegna in un’opera costante di tutela e di valorizzazione del patrimonio archeologico cristiano, in qualità di ispettrice per le Catacombe della Sicilia Orientale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e perché mi ha resa sensibile ai temi della difesa del paesaggio da un eccessivo consumo del suolo e dal degrado, consapevole della necessità di recuperare la vocazione turistico-culturale del nostro territorio attraverso scelte sostenibili e non più condizionate dagli speculatori”. Confidiamo nella bontà delle sue intenzioni e nella coerenza delle idee.

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