Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 08/08/2013 alle  10:27:49, nella sezione EVENTI,  871 letture)

concorsoL’Associazione Fotografica AUGUSTA PHOTO FREELANCE, presieduta da Romolo Maddaleni, organizza per i club cittadini Rotary – Kiwanis – Lions – Fidapa – Inner Wheel e Circolo Unione un concorso fotografico sul tema: “ Le immagini dell’estate 2013”. Il Concorso è aperto a tutti i soci dei club e ogni autore potrà parteciparvi con un massimo di n. 3 fotografie digitali. Le foto, sia a colori che in bianco e nero, dovranno avere una risoluzione tale da consentire la stampa in formato cm 30x40 e dovranno indicare il titolo dell’opera, il Nome e Cognome dell’autore, il Club di appartenenza e l’indicazione del luogo della foto. Non sono consentite fotografie manipolate pesantemente con programmi di fotoritocco. Ogni autore è responsabile di quanto forma oggetto delle foto presentate e salvo espresso divieto scritto, ne autorizza la eventuale pubblicazione gratuita, su catalogo, su TV locali e nazionali, riviste specializzate, CD/DVD e su Internet, da parte dell’Organizzazione o Enti Patrocinanti per attività senza finalità di lucro. Le opere dovranno essere presentate e consegnate a mano, in formato digitale entro il 6.9.2013, presso la sede di APF di Ronco Rossi 12, non verranno restituite e rimarranno di proprietà dell’organizzazione, che le utilizzerà per la realizzazione di un archivio fotografico.

L’ inaugurazione della mostra delle opere scelte, da una apposita commissione cui faranno parte n.1 socio per club partecipante e da n. 3 soci di APF, avverrà il giorno 29.9.2013 alle ore 17,00 presso i locali dell’Hotel Zuppello. Le foto rimarranno esposte dal 29/9 al 6/10 sempre presso i locali dell’Hotel Zuppello. Il giorno 6.10 saranno premiati le tre migliori opere, individuate da una apposita commissione tecnica formata dal Delegato Provinciale FIAF e da due noti fotografi professionisti locali. I tre premi consisteranno in coppe, targhe e medaglie; eventuali altri premi saranno comunicati preventivamente.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/08/2013 alle  13:35:18, nella sezione LIBRI,  923 letture)

IO SONO LE VOCICi sono piccole realtà editoriali che meriterebbero il successo, non fosse altro per l’impegno da talent-scout e per la cura con cui confezionano nuovi libri. Sappiamo che non è facile perché la concorrenza è agguerrita, ma soprattutto perché in Italia si legge poco e male, soprattutto si leggono libri inutili, spesso proposti a suon di classifiche e di strombazzamenti mediatici dalla grande editoria. Spezziamo una lancia, allora, in favore della piccola editoria e sfogliamo i libri che in questo torrido mese di agosto ci sono stati recapitati da Edizioni Anordest di Villorba. Ce n’è per tutti i gusti, dal fantastico al minimalista, passando per romanzo di formazione e genere sentimentale.

Danilo Arona è un nome che tutti gli amanti del fantastico conoscono, anche se - come lui stesso mi ha confidato una volta - scrivere fantastico in Italia è come vendere gelati al polo. Arona ci prova ancora, comunque, con Io sono le voci (pagine 358 - euro 12,90), inquietante thriller dalle atmosfere sadiche e morbose, ispirato dal suo amore per il cinema horror nordamericano. Se Arona fosse statunitense avrebbe fatto successo da un pezzo, oppure scriverebbe libri per Stephen King, ma in ogni caso i suoi libri vengono pubblicati da editori di tutto rispetto, anche Anordest è ben distribuita, inoltre dispone di uno zoccolo duro di lettori che lo segue. Io sono le voci non è il solito romanzo sul solito serial killer, né la solita indagine poliziesca condotta dal solito commissario di polizia. Se amate le cose originali, leggetelo. Altrimenti vi consiglio l’ultimo lavoro di Faletti oppure Dan Brown, anche se già li conoscete.

Marco Candida è una scoperta di Giulio Mozzi, diamo a Cesare quel che è di Cesare, che per primo l’ha pubblicato a puntate sulla rivista on line Vibrisse. Per una volta sono d’accordo con lui e sono felice di aver consigliato all’editore trevigiano di pubblicarlo, anche se di questo non compare traccia da nessuna parte. Invece che Candida sia una scoperta di Mozzi viene messo in bella evidenza sulla fascetta di copertina, citare il nome del noto insegnante di scrittura creativa pare che serva a vendere copie. Magia da Re Mida. Ricordo un verso di Vecchioni: “Scambiare al mattino tutto Moravia per un Paperino/ oppure far credere alla gente che chi mi compra è intelligente”. Il ricordo di Daniel non è un romanzo facile, parte dall’amnesia di un uomo di 32 anni che cerca di ricordare il suo passato mentre si lascia soggiogare da una realtà piena di dubbi angosciosi. Un romanzo sulla ricerca interiore, sulla crisi d’identità personale e delle nuove generazioni, molto pirandelliano, da meditare al posto del solito Camilleri o di un Baricco d’annata.

Annick Emdin, invece è una mia scoperta, direbbe Pippo Baudo, e anche qui - visto che non lo dice nessuno - me lo dico da solo. Anordest pubblica l’intenso Lividi, un romanzo d’amore e rabbia, insolito, pasoliniano, non convenzionale, scritto con stile cinematografico, teatrale, tagliente, efficace. Sangue e lacrime, sesso e orrore, angoscia e passione, personaggi che si muovono come allucinati derelitti del presente in una New York cupa e perversa. Annick è nata nel 1991, ha un futuro davanti, ma al suo attivo ha già un sacco di lavori come scrittrice e regista di teatro. Il Foglio Letterario ha pubblicato la sua opera prima: Tempesta elettrica, nella prestigiosa collana Demian diretta da Sacha Naspini e Federico Guerri (insegnante di scrittura di Annick).

Il romanzo che amo meno tra le nuove proposte di Anordest è Smalltown Boy - un’altra storia d’amore di Marco Campogiani, ma è un mio limite, non mi appassionano le storie sentimentali, che invece vanno di gran moda. Il romanzo è stato finalista al Premio Calvino, è ben ambientato a Urbino ed è zeppo di citazioni musicali, inoltre lo stile di Campogiani non ha niente a che vedere con quello di Federico Moccia. Basterebbe questo per convincerci a comprarlo. Sceneggiatore e regista, ha vinto il premio Salinas, ha scritto e diretto La cosa giusta (2009). Se amate le storie d’amore giovanilistiche (non è in senso dispregiativo) è il libro che fa per voi.

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di Redazione (pubblicato il 02/08/2013 alle  17:21:29, nella sezione CRONACA,  939 letture)

euriDal 1° gennaio 2013 è entrata in vigore la TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi indivisibili), introdotta dal “decreto salva Italia”, in sostituzione della vecchia TARSU. Quest’ultima serviva esclusivamente a finanziare il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani; la TARES, invece, coprirà anche i costi dei “servizi indivisibili” (illuminazione pubblica, sicurezza, manutenzione strade, verde pubblico, ecc.). La TARSU andava esclusivamente ai Comuni, la TARES andrà in parte anche allo Stato. E’ un’imposta basata sulla superficie dell’immobile di riferimento e sulla numerosità del nucleo familiare, per le utenze domestiche, e sulla somma di metri quadrati dell’immobile e tipologia di attività ospitata per le utenze non domestiche. Ha come obiettivo la copertura economica per intero del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti del Comune. Vi è poi una maggiorazione obbligatoria di 30 centesimi al metro quadro dell’immobile o dell’area occupata dal contribuente, imposta dal Governo, per la copertura dei cosiddetti «servizi indivisibili» che comporterà un aumento medio di oltre il 20% rispetto alla TARSU. I Comuni non potranno decidere sconti su questa maggiorazione. Ancora peggio sarà per commercianti ed aziende: secondo alcune stime, la nuova tassa costerà il 60% in più, con rincari record per bar (fino a 370%) e ristoranti (fino a 550%). Insomma una ulteriore imposizione fiscale a carico delle famiglie e del mondo produttivo che potrebbe indurre qualche operatore economico alla chiusura della propria attività. Per giunta quest’anno nel mese di agosto si sovrappongono la quarta rata della Tarsu relativa al 2012 e la prima rata della Tares relativa al 2013, costringendo famiglie dal basso reddito a un doppio pagamento spesso non sostenibile e comunque difficoltoso. Altro che incrementare i consumi per diminuire crisi e disoccupazione, con questi numeri, se avanza qualche euro, viene subito ingoiato dai gravosissimi balzelli dello Stato e degli enti locali (a fronte di servizi pubblici sempre meno validi ed efficaci).

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di Redazione (pubblicato il 29/07/2013 alle  11:29:52, nella sezione CRONACA,  1131 letture)

pilastri del mercatoMimmo Di Franco segnala degli inconvenienti preoccupanti nella via X Ottobre e nella sottostante via Capitaneria. “Mi ero già occupato - ci dice il cittadino Di Franco - e preoccupato di questo potenziale pericolo circa 2 anni fa, ma mi fu risposto genericamente, dall’ultima amministrazione, che era una preoccupazione infondata. Dopo qualche anno, ritorno ancora a sollecitare il dislivello del tratto di via X Ottobre lato sud vicino all’angolo di via Alabo, dove si evince un abbassamento della strada di circa 25-30 cm, lato ovest in corrispondenza dei 3 pilastri semivuoti di calcestruzzo che si trovano nel sottostante mercato di via Capitaneria. A parte la pericolosità del manto stradale sconnesso, molto pericoloso per i motorini e per le auto che, in alcuni casi, strisciano la parte sottostante della vettura con l’asfalto, quello che non fa dormire sogni tranquilli è lo scivolamento impercettibile della strada nel sottostante mercato. via X ottobreNon siamo ai livelli di massimo allarmismo, ma sicuramente un’indagine approfondita della staticità della strada andrebbe fatta anche perché quando succedono certe cose non si è avvertiti da nessuno ma accadono all’improvviso. In questo tratto vi sono delle case sulla strada e di sotto la zona è adibita giornalmente al mercato rionale. Si chiede agli uffici competenti, considerato che le piogge ogni anno, infiltrandosi, creano un vuoto nel terreno sottostante, di fare un sopralluogo della zona tranquillizzando i residenti della via sopra menzionata”.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 29/07/2013 alle  11:06:22, nella sezione LIBRI,  1079 letture)

foto cavallaro basilePresentato ieri ad Augusta, presso il ristorante “A Massaria”, la nuova raccolta di racconti dell’avvocato-scrittore di Acireale Salvo Cavallaro (a sinistra nella foto a fianco), edita dalle Edizioni Carthago. Il libro, degnamente introdotto dal professore e poeta Carmelo Giummo e dalla direttrice editoriale di Carthago Susanna Basile (nella foto, a destra), propone quattro racconti. Il primo dà il titolo alla raccolta, “Date da mangiare ai pesci”, ed è il più lungo e spassoso, un “diario di bordo” di un viaggio negli Stati Uniti in cui un anonimo alter-ego dell’autore si riappropria delle proprie radici, del piacere di essere siciliano e vivere in Sicilia, nel momento in cui mette un oceano tra sé e la propria terra.  I pesci rimasti nella propria casa siciliana di cui non bisogna mai dimenticarsi. Gli affetti, i ricordi, i sentimenti, l’Etna e le granite, un bagaglio a mano da non perdere sotto le luci di Las Vegas o le esperienze mistiche messicane. I pesci però non sono statici, nuotano, migrano, esplorano. I pesci sono anche i ragazzi protagonisti del racconto, ragazzi che hanno un disperato bisogno di nuovi stimoli, nuovi sogni, nuovi amori, che soltanto attraverso il viaggiare è possibile trovare, laddove la realtà da cui provengono si dimostra non degna delle loro aspettative e non sazia del tutto le loro legittime aspirazioni. copertina del libroSalvo scoprire che neanche l’America è il santuario dove celebrare il culto della felicità e che anche lì si può sempre imbattersi in un Nico, personaggio-chiave del racconto, che pur avendo abbandonato la Sicilia per New York non è felice, lavora troppo, non apprezza niente perché lontano da quelle persone con cui avrebbe voluto condividere la propria vita. Si ripropone quindi il dramma – apparentemente senza fine – di una gioventù siciliana combattuta tra l’amore per la propria terra, l’impossibilità ormai quasi oggettiva di realizzarvi i propri sogni o anche soltanto di costruirvi una degna sopravvivenza, la necessità di emigrare e la difficoltà di vivere in modo pienamente soddisfacente in una nuova realtà che comunque rimarrà a lungo estranea, diversa, solitaria.

Questo primo segmento del libro si segnala per uno stile immediato e spontaneo. Più artefatti e letterariamente ambiziosi i successivi. Se il secondo racconto torna sul tema del viaggio in una chiave fantascientifica, operazione sempre coraggiosa per gli autori italiani (generalmente poco inclini a tale genere), il terzo racconta con toni grotteschi e pirandelliani una personalità che va in pezzi a causa dell’insegnamento del famoso Metodo concepito da Stanislavskij. Il quarto racconto si apre con una citazione di Kapuscinski che riassume un po’ il tema principale del libro, la visione della vita come viaggio di conoscenza degli altri ma prima ancora del proprio sé: “Un viaggio non inizia quando si esce né finisce quando si fa ritorno. In realtà inizia molto prima e mai finisce per davvero”. Il viaggio che propone questo racconto è infatti un viaggio interiore, relazionale e familiare, tra le quinte di quel grande teatro che è la vita: siamo ancora una volta dalla parti di Pirandello, autore significativo per Cavallaro non in quanto siciliano come lui, ma in quanto espressione letterariamente più alta – e non ancora superata - dei drammi e dei dubbi dell’uomo contemporaneo.

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di Redazione (pubblicato il 27/07/2013 alle  17:44:02, nella sezione EVENTI,  1147 letture)
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di Redazione (pubblicato il 27/07/2013 alle  17:37:30, nella sezione CRONACA,  880 letture)
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di Redazione (pubblicato il 25/07/2013 alle  09:43:48, nella sezione CINEMA,  858 letture)
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di Redazione (pubblicato il 23/07/2013 alle  20:15:31, nella sezione CINEMA,  884 letture)
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di Mimmo Di Franco (pubblicato il 23/07/2013 alle  13:57:08, nella sezione CRONACA,  1034 letture)
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di Michela Italia (pubblicato il 22/07/2013 alle  11:51:51, nella sezione EVENTI,  907 letture)
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di Redazione (pubblicato il 19/07/2013 alle  21:49:54, nella sezione CRONACA,  816 letture)
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di Redazione (pubblicato il 15/07/2013 alle  19:58:46, nella sezione CRONACA,  908 letture)
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di Redazione (pubblicato il 12/07/2013 alle  21:26:54, nella sezione CRONACA,  844 letture)

muosIl Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, con l’ordinanza 470/2013, ha rigettato le richieste di sospensiva presentate dal Ministero della difesa contro la Regione Siciliana, che aveva bloccato i lavori per la realizzazione del sistema di comunicazione satellitare della marina militare statunitense, noto con la sigla MUOS (Mobile user objective system), nella cittadina di Niscemi (Caltanissetta). Lo annuncia con soddisfazione lo Studio legale Giuliano incaricato, insieme agli avvocati di Legambiente, di rappresentare e difendere in giudizio il Comitato regionale siciliano dell’associazione ambientalista intervenuta ad opponendum nel ricorso contro il Ministero della difesa. Il TAR ha affermato la priorità e l’assoluta prevalenza del principio di precauzione e della tutela del diritto alla salute dei cittadini di Niscemi, “non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia giunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”. Secondo il Tribunale esistono, inoltre, seri dubbi sull’incidenza e pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo nella Sicilia orientale. “L’ordinanza del TAR, ha commentato l’avv. Corrado Giuliano, titolare dello Studio legale Giuliano, ha confermato il blocco dei lavori per la realizzazione del MUOS in corso a Niscemi e riaffermato, ancora un volta, il diritto alla tutela della salute dei cittadini siciliani. Ora, continua l’avv. Giuliano, spetta al Governo regionale e a quello nazionale, trovare una soluzione politica definitiva ad un problema la cui gestione si presenta sempre più complessa”. Il gruppo di legali che ha rappresentato in giudizio Legambiente è composto dagli avvocati Corrado V. Giuliano, Marilena Del Vecchio e dalla dott.ssa Donatella Crucitti dello Studio Legale Giuliano; dagli avvocati Nicola Giudice, Daniela Ciancimino, Antonella Bonanno, del Centro di Azione Giuridica Legambiente Sicilia.

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di Redazione (pubblicato il 12/07/2013 alle  21:01:39, nella sezione CINEMA,  769 letture)

Il tema dominante è quello della transizione, il passaggio da una condizione all’altra, un tema attuale, e non solo in Italia, ma ancor più nel nostro Paese dove il dibattito sullo “ius soli” (la cittadinanza come conseguenza dell’esser nati in un posto) rimarca come il passaggio da una frontiera – che può essere civile, morale, sociale e politica all’altra - è all’ordine del giorno. Ecco la filosofia che sottende i lungometraggi del XIII Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che saranno proiettati nella suggestiva piazza Regina Margherita del borgo marinaro siciliano dal 23 al 28 luglio.

«Partiamo con “Salvo” e chiudiamo con “Carlo!” – annuncia il direttore artistico, il regista Nello Correale -, due nomi di battesimo che in realtà richiamano due aspetti del cinema che hanno difficoltà a incontrare il loro pubblico». “Salvo” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, proiettato in apertura il 23 luglio, è un film “importante” che viene da un festival importante qual è Cannes dove ha vinto il Grand Prix a La semaine de la critique e il Prix Révélation; “Carlo!” di Fabio Ferzetti e Gianfranco Giagni, omaggio ad uno dei protagonisti del cinema italiano, Carlo Verdone, verrà proiettato in chiusura il 28 luglio: «Questi nomi che danno inizio e fine al nostro programma testimoniano l’importanza e la significanza del nostro festival, che dà voce a un cinema indipendente, attento a particolari temi, che parla allo stesso tempo nuovi linguaggi, nuove forme cinematografiche». Sei i film in concorso, caratteristica del festival dalla prima edizione del 2000. «Siamo gli unici in Sicilia a fare un festival di lungometraggi in concorso» aggiunge il regista.

La transizione dicevamo, questo il leit motiv della XXII edizione del Festival del cinema di Frontiera. «La tematica della transizione, passare da uno stato all’altro, lo trovo come un tema molto ma molto attuale. “Salvo” di Grassadonia e Piazza lo incarna il tema della transizione: Salvo è un uomo nato per fare le peggiori cattiverie ma che ha in se i germi di un’altra identità che lo porteranno alla sua salvezza. La transizione che è presente anche nel film “Il figlio dell’altra” di Lorraine Levy, storia di due ragazzi, uno israeliano e uno palestinese, che si accorgono di essere stati scambiati alla nascita, costringendo ognuno a interrogarsi sulle rispettive identità e convinzioni. E la transizione da un approccio sociale ad un’altro sta alla base del film serbo “The parade – La sfilata”, sul tema dei diritti civili e dell’omofobia in un contesto difficile come è quello ultranazionalista serbo per una manifestazione come il gay pride di Belgrado».

“Il caso Kerenes”, Orso d’oro a Berlino, traccia una mappa emotiva, non solo sociale, della nuova Romania: «Calin Netzer, il regista, getta uno sguardo all’interno della borghesia, con un tema universale, il rapporto “eccessivo” fra una madre un figlio».

“Infanzia clandestina” parla di un tema molto forte come quello degli anni della dittatura militare in Argentina visti con gli occhi disincantati di un ragazzo, preda delle sue prima pulsioni sentimentali: «Gli anni tragici per l’Argentina raccontati con un tono quasi da commedia. Il sud America, subcontinente molto presente in questo festival, sta producendo cose molto interessanti».

 Ancora una chiave di lettura nuova del Sud America e dei suoi recenti orrori storici nel film cileno “No, i giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larrain: «Anche qui c’è il tema del ribaltamento narrato attraverso una campagna pubblicitaria contro il regime da parte di un uomo che viene dalla borghesia compromessa con il regime militare ma che ha avuto il padre trucidato dal dittatore».

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di Redazione (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:53:14, nella sezione EVENTI,  857 letture)
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di Gordiano Lupi (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:40:50, nella sezione LIBRI,  861 letture)
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di Redazione (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:35:19, nella sezione CRONACA,  1001 letture)

A dieci giorni dalla pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia (sentenza n. 605/2013) sulla vicenda Open Land, gli avvocati Corrado Giuliano, Giovanni Sallicano, Marilena Del Vecchio e Paolo Tuttoilmondo, del collegio difensivo delle associazioni Legambiente Sicilia e Grilli Artusei, e del Centro studi Davide contro Golia, informano che è stato costituito un gruppo di lavoro composto da esperti in diritto urbanistico e ambientale per la definizione della strategia processuale conseguente alle conclusioni dei giudici amministrativi. Occorre ricordare che il CGA ha condannato il Comune di Siracusa a pagare i danni, che dovranno essere quantificati, alla società Open Land in seguito al diniego della concessione che ha ritenuto illegittimo nella forma, ma ha anche negato nella sostanza, ciò che più conta, la legittimità della concessione edilizia rilasciata successivamente dallo stesso Comune per la realizzazione del centro commerciale. In particolare, i giudici hanno sottolineato la difformità dell'opera con il Piano Regolatore Generale che nell’area in questione prevede la destinazione fieristica, non quella commerciale. Su quest’ultimo aspetto e sulla possibilità di contrastare il progetto di costruzione del centro commerciale della società Open Land si concentrerà, in particolare, l’approfondimento del gruppo di esperti. Visto il grande interesse e sostegno della società civile alle motivazioni rappresentate in giudizio dalle associazioni ambientaliste, le nuove argomentazioni del collegio difensivo saranno rese note durante un incontro pubblico che si terrà in tempi brevi.

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di Redazione (pubblicato il 09/07/2013 alle  21:07:50, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  968 letture)

di francoSi continua a discutere di episodi di inciviltà – sostiene Mimmo Di Franco in una sua nota - che coinvolgono i portatori di handicap, i quali vedono trasgredire quanto la legge sancisce per favorire la loro già difficile vita quotidiana. “Ad Augusta, posteggiare le auto davanti agli scivoli per disabili è una cosa normalissima, sono talmente tanti i “distratti” oltre a quelli incivili. Ci vorrebbe una campagna stampa per scoraggiare gli automobilisti a posteggiare davanti agli scivoli, con la speranza di scuotere la coscienza di coloro che imperterriti bloccano il passaggio di disabili, mamme con bebè in carrozzina e anziane con il carrello della spesa. Ci vorrebbe pure maggior controllo da parte delle autorità, non solo elevando le multe ai trasgressori, ma utilizzando il carro attrezzi per liberare lo scivolo. Inoltre, si ricorda che i pass vanno rilasciati alle persone con ridottissima deambulazione e non a chiunque abbia fatto richiesta d’invalidità. Si è fatto un censimento attuale dei pass e degli stalli personalizzati? Il problema è molto sentito in città”.

E’ questo un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita, malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di quasi 15 anni dalla sua emanazione ancora non è del tutto operativa. Tutto ciò è ampiamente documentato dallo stato di fatto esistente ad Augusta, dove peraltro, accanto alle barriere ancora esistenti, esistono anche strutture che invece hanno saputo adeguarsi alle normative vigenti. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento di tanti edifici pubblici, negli uffici comunali, nelle scuole e altrove è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. Coloro che danneggiano i disabili sono soprattutto i parenti degli stessi, perché abusano del pass e lo usano più come un privilegio di famiglia che un’agevolazione del parente disabile. In questi giorni si stanno aggiungendo altri stalli senza eliminare quelli scaduti o quelli personalizzati i cui titolari sono deceduti.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/07/2013 alle  18:04:54, nella sezione LIBRI,  874 letture)

bonannoConosco Mario Bonanno, musicologo catanese del 1964, grazie alla Casa Editrice Bastogi di Foggia, per la quale diversi anni fa ho pubblicato Un’isola a passo di son - Viaggio nel mondo della musica cubana. A quel tempo Bonanno dirigeva la rivista Musica & Parole, un prezioso strumento per musicofili che scandagliava con numeri monografici la canzone d’autore italiana. Mi propose di collaborare con lui ma alla fine non ne facemmo di niente. Bonanno è un purista, non è interessato a divagazioni caraibiche, il suo programma riguarda solo la musica italiana di qualità. Ricordo ancora quei volumetti agili che raccontavano l’opera di Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, piccoli gioielli per collezionisti, strumenti di lavoro indispensabili. La rivista ha chiuso i battenti, come la maggior parte delle pubblicazioni cartacee di argomento letterario - musicale, soppiantata dal web che fagocita tutto con la sua onnipresenza e gratuità. Bonanno, invece, continua il suo lavoro di ricercatore musicale, collaborando con piccoli e medi editori, sensibili alle istanze culturali. Stampa Alternativa è uno di questi, Marcello Baraghini è da sempre alfiere della cultura popolare, scopritore di talenti e divulgatore di notizie su grandi musicisti dimenticati (Claudio Lolli, Sergio Endrigo…). Bonanno ha pubblicato tre gioielli per Stampa Alternativa: Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso (2011), Rosso è il colore dell’amore - Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli (2012) e Io se fossi Dio - L’apocalisse secondo Gaber (2013).

Rosso e Bertoli sono due cantanti importanti della musica leggera italiana, due veri e proprio intellettuali rimossi, dei quali non si parlava da tempo, mentre - in periodi culturalmente poveri come quelli che stiamo vivendo - si sentiva la necessità di una loro riscoperta. I due libri contengono allegati preziosi: un CD con un concerto semi inedito di Stefano Rosso e un DVD con intervista - concerto di Pierangelo Bertoli. Il lettore - ascoltatore avrà modi di apprezzare le note irridenti de Lo spinello ma anche lo struggente impegno politico di Rosso colore. Non solo. Conoscerà in maniera approfondita le motivazioni dell’opera culturale di due cantautori impegnati, ma non soporiferi e non necessariamente tristi e pesanti. Io se fossi Dio, invece, è un libro monografico sulla canzone più discussa scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riproposta nelle due versioni (1980 e 1991), tra interviste, esegesi, storia e un pizzico di gossip. Mario Bonanno è uno di quei personaggi che fanno bene alla cultura italiana, la vera cultura popolare, che non si vergogna di parlare di cinema di genere e musica leggera. Tra i suoi libri migliori ricordiamo: Paolo Conte. Sotto le stelle del jazz (2000), Angelo Branduardi. Futuro antico (2002), Francesco De Gregori. Cercando un altro Egitto (2003), Ivan Graziani. Il chitarrista (2005), Anni affollati. Italia e i cantautori. 1973-1983, Storia di dischi andati (2009), Roberto Vecchioni. Samarcanda (2010). Cercateli. Ne vale la pena.

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