Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/10/2013 alle  09:14:33, nella sezione CRONACA,  818 letture)

locandina manifestazioneE’ da un pezzo ormai che nei fine settimana, soprattutto nella sera del sabato, su tutto il territorio del comune di Augusta si avvertono terribili esalazioni puzzolenti provenienti dalla zona industriale. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che questo succede ma il fenomeno pare aggravarsi sempre più e i cittadini cominciano finalmente a svegliarsi e a chiedere a gran voce che qualcuno provveda ad accertare provenienza e gravità di questi odori, certamente fastidiosi e che costringono e tener chiuse le finestre, e ad accertare anche la loro effettiva incidenza sulla salute umana. Così viene proposta sulla rete l’iniziativa di una manifestazione che si terrà in piazza Duomo sabato mattina promossa da un gruppo di cittadini augustani che postano su un social network il seguente messaggio:

“A seguito delle continue emissioni di gas maleodoranti e sfiaccolate provenienti presumibilmente dalla zona industriale e dal deposito Maxcom, i cittadini di Augusta si stanno organizzando per sabato 26 p.v.,alle ore 10:30 in piazza Duomo, per una manifestazione di protesta pacifica, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni e gli organi preposti affinché, ognuno per le proprie competenze, intervenga per porre fine a questi gravi problemi ambientali. Bisogna che ognuno faccia la propria parte - conclude il comunicato. - Troppe giovani vite lasciano questo territorio dopo “lunghe sofferenze“.

D’altra parte sono tutti convinti che le emissioni che si è costretti a respirare tutti i giorni non siano soltanto maleodoranti, ma siano tossiche e inquinanti. Ci sono indagini effettuate dall’ARPA, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, che hanno accertato l'esistenza delle maleodoranze inquinanti e la presenza di acido solfidrico (H2S) nell’aria dei centri abitati di quello che ormai è il “quadrilatero industriale”, Melilli Priolo Augusta e Siracusa, in concentrazioni preoccupanti, in quantità cioè che destano allarme tra la popolazione, senza però che la stessa Arpa ne abbia stabilito la natura e la provenienza. È per questo motivo che i cittadini di Augusta vogliono, con la manifestazione di sabato, rinnovare l'appello ai tre commissari straordinari perché si attivino presso le aziende impattanti e richiedano l'immediata adozione di misure per ridurre l'inquinamento, chiedendo delucidazioni sugli effetti che queste sostanze possono avere sulla salute dei cittadini stessi. "Ci bruciano e ci lacrimano gli occhi e ci viene il mal di gola. – sostengono in tanti - È un nostro diritto sapere se è soltanto una questione di cattivo odore o se c'è in gioco qualcosa di più importante. La salute è uno dei primi diritti di ogni cittadino. Vogliamo sapere la verità”.

Già nel 2011, presso la prefettura di Siracusa, si era tenuta una riunione dei rappresentanti dei comuni di Melilli, Augusta, Priolo, delle istituzioni, del Cipa e dei rappresentanti degli stabilimenti industriali (allora Isab impianti nord; Isab impianti sud; Isab Energy e Esso italiana) che presentano acido solfidrico all’interno dei loro cicli produttivi. Presso la sede Arpa di Siracusa si erano formati tavoli tecnici di lavoro tra l’ente preposto e le industrie coinvolte, al fine di evitare e prevenire il ripetersi di tali eventi. Ma a quanto pare nulla si è fatto per risolvere il problema, anzi, con la cessione ai russi della Lukoil degli stabilimenti Isab, pare che ben poche risorse siano state devolute alla manutenzione degli impianti e alla loro messa in sicurezza. Da allora ad oggi le emissioni di H2S nel quadrilatero industriale Melililli, Priolo, Augusta e Siracusa non sono state bloccate e nemmeno ridotte. L’odore nauseabondo di uova marce e quello dei prodotti petroliferi di raffineria colpisce periodicamente, ma sempre più spesso, complici anche i venti o i processi atmosferici, ma è ora che si scenda in piazza per protestare. Purché questa protesta non sia solo episodica ma sia l’inizio di un nuovo corso di battaglie ecologiche per la salvaguardia della nostra salute e di quella dei nostri figli.

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di Redazione (pubblicato il 19/10/2013 alle  14:00:07, nella sezione LIBRI,  805 letture)

A detta dello scrittore britannico Chesterton, oggi abbiamo perso la capacità di stupirci e di meravigliarci, non per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di senso del meraviglioso. La società contemporanea, con i suoi miraggi e le false conquiste, ha abbandonato la via pulchritudinis, distogliendoci così dallo stupore e dall’ammirazione della bellezza in ciò che la rappresenta in tutto il mondo, a cominciare ovviamente dal campo delle arti, con il suo ricco patrimonio di valori, tramandato e apprezzato dal grande pubblico. L’iconografia ispirata al bello racchiude in sé il vero e il buono, e si lascia contemplare con la stessa obiettività con cui ammiriamo un ampio panorama e da cui ci lasciamo rapire per esserne, nello stesso tempo, edificati. bonadonna

Francesca Bonadonna (nella foto a destra) nelle 140 pagine del libro La bellezza salverà il mondo, pubblicato dall'editore siracusano Morrone in un'elegante veste grafica, raggruppa una serie di dipinti di artisti meno noti del XIX che raccontano spaccati della vita quotidiana di varie epoche storiche, affiancati da brevi descrizioni e interpretazioni delle opere a partire dall’elemento chiave della bellezza. Una bellezza intesa come armonia dell’uomo con la natura, con le creature e con Dio. Dalla figura della donna, immortalata nei diversi ruoli che si è via via ritagliata all'interno della famiglia e della società, alla bellezza della civiltà contadina, fino alla devozione dei nonni. La parte iconografica si alterna a citazioni bibliche, riflessioni e testimonianze dell’autrice e ad illustri firme della cultura cattolica attuale. Una rilettura di quella bellezza che sempre più spesso manca - o non viene percepita perché non ne siamo più in grado - nel mondo contemporaneo; un libro necessario per evadere dalla frenesia quotidiana, per intrattenerci con gusto e scuotere la nostra apatia facendoci riscoprire la nostra capacità di meravigliarci.

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di Redazione (pubblicato il 19/10/2013 alle  10:33:46, nella sezione EVENTI,  841 letture)

locandina evento“Una cultura in tante Culture” è il titolo dell’evento che il 22 ottobre verrà ospitato nell’aula “Vallet” del Liceo Classico Megara di Augusta a partire dalle 8,30 del mattino, col patrocinio del Kiwanis Club di Augusta, presieduto dal dott. Raimondo Raimondi. Il Club di Augusta, da sempre sensibile alle problematiche dei minori e istituzionalmente votato ad agire in favore dei bambini di qualsiasi nazionalità, non poteva che accogliere entusiasticamente l’invito a collaborare con l’ADEI WIZO, Associazione Donne Ebree d’Italia, che è da oltre 80 anni attiva nel campo del volontariato sociale e culturale. L’associazione realizza un Corso di formazione per insegnanti sull’integrazione di alunni di etnie diverse tenuto da Ziva Fischer Modiano e Edna Angelica Calò Livne, direttrice della fondazione “Beresheet LaShalom” Teatro Arcobaleno, docente di madrelingua italiana esperta nel campo dell’integrazione scolastica e sociale in Israele.

Il corso parte dall’analisi dell’esperienza israeliana compiuta in un habitat difficile per l’annosa contrapposizione tra ebrei e palestinesi. Il presidente del Kiwanis Raimondi ha voluto sponsorizzare l’evento accogliendo la richiesta dell’Amm. Paolo Russotto, attuale vicepresidente del Club, prezioso e insostituibile nella sua opera di mediazione per promuovere questo incontro e consentirne la realizzazione. Organizzare un evento di questa portata in una regione, la Sicilia, ove non esistono istituzioni ebraiche è stata una sfida che l’ADEI WIZO ha vinto grazie alla determinazione delle protagoniste di questo progetto. E' stato possibile realizzare il corso a Catania (il 21 ottobre) e Augusta grazie alla collaborazione e sostegno dell' Università di Catania e del Kivanis International di Augusta, e a Siracusa (il 23 ottobre) presso l'istituto comprensivo”Salvatore Raiti”. Ad Augusta decisivo è stato il contributo della dirigente scolastica prof.ssa Maria Concetta Castorina che ha subito accettato di ospitare questo evento nei prestigiosi locali del Liceo Classico Megara di Augusta

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di Redazione (pubblicato il 16/10/2013 alle  21:20:39, nella sezione CRONACA,  849 letture)

pippo gianniPippo Gianni (nella foto a sinistra), segretario regionale del Centro Democratico e parlamentare all’Ars, ha chiesto al Presidente della Regione di utilizzare l’area del porto commerciale di Augusta per realizzare un centro di accoglienza provvisorio per i migranti che arrivano sulle nostre coste. “Un centro di accoglienza per i rifugiati sotto l’egida dell’Onu va realizzato - sostiene Gianni - nell’ hub europeo siciliano che è il porto di Augusta. Lo propongo al presidente della Regione Rosario Crocetta affinché attivi subito una partnership con il ministro degli Esteri, Emma Bonino, per chiedere un intervento delle Nazioni Unite a favore dell’accoglienza degli immigrati del Maghreb e delle aree di guerra del Medioriente che giungono in Sicilia”.

“Nello stesso tempo – aggiunge il deputato regionale – invito il presidente Crocetta a farsi promotore di un vertice con la Commissione Europea per avviare con il supporto degli Stati frontalieri un grande progetto di formazione professionale internazionale per gli immigrati che la Sicilia accoglie quotidianamente, per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro o il rimpatrio dopo aver conseguito un attestato di abilitazione all’esercizio di un mestiere”.

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di Redazione (pubblicato il 15/10/2013 alle  21:31:27, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  944 letture)

foto industrieScrive Mimmo Di Franco in una sua nota provocatoria riguardante a suo dire un’ipocrita usanza natalizia: “Fra qualche mese si festeggerà il Santo Natale! Negli ultimi anni, gli alberi di Natale sono stati offerti dalle industrie che operano nella rada di Augusta. Ci auguriamo che la Commissione Prefettizia, considerato che in precedenza c’era questa usanza intercorsa tra le industrie petrolchimiche ed i politici dell’epoca, interrompa questa donazione dell’albero di Natale, generalmente ubicati in piazza Duomo ed in piazza America. La targhetta in basso all’albero era più una forma pubblicitaria che una donazione volontaria. Se proprio avessero voluto spendere dei soldi per la nostra comunità, avrebbero dovuto investirli nella sicurezza degli impianti e non inquinando l’ambiente, questo sì sarebbe un bellissimo regalo!! La città di Augusta vive il suo primo Natale senza una guida politica eletta dal popolo, a causa dello scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose. Una città profondamente ferita e umiliata e con un debito di oltre 60 milioni di euro deve avere l’umiltà e la dignità di onorare il Santo Natale con i riti religiosi, non con le luminarie per la strada principale e l’albero in Piazza, offerto dalle industrie inquinanti. A tal proposito si vorrebbe chiedere a chi di competenza, considerato che durante l’anno e per moltissimi giorni respiriamo aria maleodorante e sicuramente non salutare, quante multe sono state elevate ed in che misura, alle industrie petrolchimiche, per emissioni di fumi e gas oltre i valori consentiti dalla legge. L’importo di queste multe dovrebbero essere inserite in un fondo da utilizzare per bonifiche, per attrezzature sanitarie, per la collettività locale”.

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di Redazione (pubblicato il 13/10/2013 alle  21:38:26, nella sezione ARTE,  1170 letture)

Continua fino al 20 ottobre presso il Palazzo della Provincia sito in via Roma, la mostra pittorica "Intra-Extra", organizzata dalla Galleria Passpartù. La mostra presenta opere del maestro Claudio Schifano e dell'artista Silvio Aparo ed è stata presentata il 5 ottobre scorso da Cinzia Giorgi, Giuseppe Licciardello, Marco Mastriani e Mario Di Luciano. Claudio Schifano è un artista informale con un ricco curriculum alle spalle di mostre e partecipazioni a collettive nazionali, Silvio Aparo, che è anche editore, si approccia all’arte in modo più tradizionale, potremmo dire che è un figurativo moderno che in alcune opere ricorda la prima pittura di Renato Guttuso.

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di Redazione (pubblicato il 13/10/2013 alle  21:37:40, nella sezione CRONACA,  765 letture)

bonoL'on. Nicola Bono, in merito alla notizia dell'avvenuta approvazione del disegno di legge di riforma delle città metropolitane da parte della Giunta di Governo della Regione, ha dichiarato che “non ha senso varare una riforma che lascia tutto com'era prima e cioè i Comuni , con i Sindaci e gli organi istituzionali al loro posto e, quindi, non produrrà alcun risparmio, né soprattutto alcuna razionalizzazione in termini di unificazione della gestione di territori fortemente urbanizzati. Anzi, viene proposta una nuova complicazione burocratica, e conseguente nuova spesa, costituita dalla istituzione del Sindaco della città metropolitana. E con quali poteri, visto che si prevede una elezione di secondo grado? Piuttosto che una riforma, sembra la duplicazione di un errore, quello della istituzione dei Consorzi di liberi Comuni in luogo delle Province Regionali, sulle cui competenze e utilità, non a caso nessuno è ancora riuscito a esprimere uno straccio di ipotesi di lavoro. Ma che importa se queste pseudo riforme, dettate da esigenze demagogiche e vittime di impulsi esasperatamente conservatori, oltre che del tutto insensibili a qualsivoglia oggettiva modernizzazione delle Istituzioni Pubbliche Siciliane non funzioneranno, determineranno spese aggiuntive e, soprattutto, non sazieranno la fame di servizi pubblici di una vasta platea di utenti sempre più abbandonata a se stessa? Sarebbe il caso che l'ARS su queste questioni, una volta tanto, non intervenisse in maniera approssimativa e demagogica, ma recuperasse le capacità riformatrici che in passato più volte ha mostrato di avere e di sapere mettere a profitto, anche anticipando riforme che lo Stato ha poi fatto proprie e riproposto su scala nazionale”.

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di Redazione (pubblicato il 13/10/2013 alle  17:03:11, nella sezione ARTE,  1550 letture)

La “Resa Libera Art Gallery”, nuova realtà artistica metropolitana creata da Aldo Palazzolo & company a Siracusa, nel cuore di Ortigia, a pochi passi dal tempio di Apollo, raccoglie e mostra le tracce dei maestri dell’arte visiva, espressa in pittura o in fotografia, ma sempre vibrante di creatività contemporanea. Sabato 12 ottobre 2013 si è quindi inaugurata, nello spazio della galleria, TRACCE, una mostra collettiva di vari autori già noti nell’universo dell’arte contemporanea. Dal ready made all’espressionismo astratto o informale il gruppo espone opere rappresentative della ricerca visiva offrendo al visitatore un panorama inusuale e intrigante in cui è possibile trovare una condivisione emozionale proprio per la varietà di codici adoperati. Davide Bramante, Kali Jones, Stefano Mariani e Armando Romeo Tomagra, sono gli artisti scelti per questo primo appuntamento della Resa Libera Art Gallery.

“In questa performance - sostiene Palazzolo – si mescolano le carte del gioco dell’arte. Gli uomini lasciano le loro tracce sempre. Spesso sono tracce scomode, da nascondere sotto il tappeto della storia. Gli artisti no, essi vivono per le loro tracce che con cura affideranno al futuro. Ed è su queste tracce che il mondo poggia per proseguire la sua corsa attraverso il tempo”.

Davide Bramante è conosciuto a livello internazionale ed è un artista di cui Siracusa si può vantare, a volte scomodo per le sue prese di posizione contro l’ingerenza o, al contrario, l’indifferenza della politica verso l’arte, ma sempre animato da buone intenzioni e geniale nella sua creatività fortemente contestualizzata nel mondo contemporaneo. Kali Jones coi suoi “bianco su bianco” riesce ad esprimere nel non colore un suo universo visionario: opere che ci si deve impegnare a scrutare con pazienza fino a intuirne le cifre e i contorni, le finezze e le scrostature simili a testimonianze graffite, a tracce antiche di civiltà remote. Stefano Mariani ci offre le sue composizioni policromatiche utilizzando fotografie e colori. Francesco Romeo Tomagra (a dx nella foto con Aldo Palazzolo) espone alcuni pezzi del suo progetto fotografico chiamato “Eteroplasmi” che nasce da una riflessione sull’anima che è ponte tra corpo fisico e spirito.

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di Redazione (pubblicato il 13/10/2013 alle  11:10:03, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  824 letture)

LAMPEDUSADa troppi anni si strumentalizzano Lampedusa e lo "spettacolo" della sua frontiera per alimentare ansie da "invasione", per raccontare che l'unica soluzione sono il controllo e l'approccio securitario alle migrazioni, per non parlare mai, paradossalmente, delle ragioni e delle storie di quelle migliaia di donne e uomini che migrano fuggendo da quell'ingiustizia sociale e globale che li rende le ultime e gli ultimi della terra. E ancora oggi, mentre dopo la morte di 300 persone si accendono finalmente i riflettori anche sulle altre 20.000 inghiottite dal Mediterraneo negli ultimi anni, per l'ennesima volta troppe voci stanno usando Lampedusa in modo strumentale, come accade con il susseguirsi di passerelle di politici sull'Isola che sta scatenando nuovamente la giusta rabbia degli abitanti. Parlare di Lampedusa, ripartire da Lampedusa, deve avere adesso invece un significato completamente diverso. In questo senso dalle pagine de Il Manifesto il sindaco Giusy Nicolini, invoca un cambiamento vero delle norme, della politica, dell'Europa intera, proponendo di ospitare questo auspicato processo proprio nell'Isola. Dal canto nostro sappiamo che la scrittura di nuove regole può avere segni differenti. E se proprio da Lampedusa ripartisse dal basso una spinta per cambiare radicalmente l'Europa, questo Paese, le sue norme e la sua politica?... Il dramma di Lampedusa ha di fatto messo in discussione la legittimità delle politiche europee ed italiane in materia di immigrazione. Di conseguenza le istituzioni europee e nazionali si trovano di fronte alla necessità di riscriverne le regole, o alcune di queste, di raffinarne i meccanismi, di annunciarne la cancellazione di attenuarne le spigolature, con lo scopo di poter riaffermare, nella sostanza, l'impianto stesso dell'Europa Fortezza.

Anche la paventata abolizione del reato di ingresso e soggiorno irregolare (che da sola cambia poco o nulla) parla lo stesso linguaggio. Per la politica istituzionale è urgente l’abbandono della simbologia e delle retoriche del pugno di ferro per mostrarsi oggi commossa, così da recuperare sul terreno della governance quel consenso che le morti di Lampedusa hanno affievolito. Ma come sappiamo l'abito non fa il monaco e vi è il rischio concreto che la politica istituzionale dica di voler cambiare tutto per poi invece non cambiare in concreto nulla, affogando nuovamente le speranze di milioni di donne e uomini nelle acque torbide delle larghe intese e degli egoismi europei.

Tocca a tutti noi giocare la partita che si è aperta perché ogni discorso di cambiamento prenda un'altra traiettoria. Non esistono scorciatoie. Esiste invece la possibilità di ripartire insieme perché l'incredibile disponibilità a mettersi in gioco che abbiamo registrato da parte di molti dopo i tragici avvenimenti di giovedì scorso, possa trasformarsi in un percorso di migliaia di persone, in una riscrittura delle regole attraverso un'elaborazione giuridica, politica, culturale, che sia veramente collettiva. In questi anni ci abbiamo provato in molti. Ma oggi abbiamo la possibilità di farlo in tantissimi. A partire da Lampedusa. Ritrovandoci a stretto giro insieme sull'Isola, con chi sull'Isola oggi chiede un cambiamento, insieme a chi ha sottoscritto gli appelli di questi giorni, insieme a chi in questi anni ha elaborato proposte, a chi vuole giocare questa sfida fino in fondo, per dare vita ad un grande meeting, un momento di discussione aperto, tra associazioni, collettivi, organizzazioni e singoli. Per un momento di elaborazione di proposte ma anche di costruzione di una campagna nazionale ed europea per un'Italia senza la legge Bossi-Fini, per un'Europa diversa, senza detenzione, respingimenti, cittadinanze negate e diritti violati. Per far si che proprio il luogo che in questi anni ha dovuto subire le scelte della politica europea, diventi invece motore di un'ipotesi di cambiamento. Ritroviamoci a Lampedusa per scrivere insieme la Carta di Lampedusa.

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di Redazione (pubblicato il 12/10/2013 alle  17:19:19, nella sezione CRONACA,  1098 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta si è riunito venerdì 11 ottobre al Venus Sea Garden Resort per il tradizionale Passaggio della Campana che ha sancito l’avvicendarsi tra il presidente uscente del Club dott. Gaetano Roggio e il Presidente subentrante per l’anno sociale 2013-2014 dott. Raimondo Raimondi. Alla presenza del Luogotenente del Governatore del Distretto Italia-S.Marino Divisione Sicilia Sud-Est, dott. Luigi Barone, ha presentato la serata il cerimoniere ing. Domenico Morello. Dopo il formale passaggio delle consegne ha preso la parola il neopresidente Raimondi, che ha ricordato come, tra le centinaia di vittime della recente spaventosa tragedia di Lampedusa, ci siano tanti bambini, « anello debole di una catena di umana povertà che il progresso non è ancora riuscito a debellare, mostrando ai nostri occhi impotenti e attoniti lo spettacolo macabro dei cadaveri allineati dentro i sacchi di plastica, sulla banchina del porto di Lampedusa come sulla spiaggia di Sampieri». Il presidente ha poi illustrato il programma per l’anno sociale appena iniziato.

A breve, dal 20 al 23 ottobre il Kiwanis Club di Augusta sarà tra i promotori del Progetto “Una cultura in tante culture”, corso di formazione per insegnanti sull’integrazione di alunni di etnie diverse nelle scuole di ogni ordine e grado, organizzato da Ziva Fischer Modiano dell’Adei Wizo, associazione israeliana che si occupa di integrazione scolastica e sociale. Un evento di portata internazionale promosso dal Club di Augusta. Nel programma per l’anno sociale, oltre le consuete attività associative e conviviali, ci saranno alcune conferenze, e, durante la Giornata mondiale del Kiwanis verrà presentato un progetto scolastico di educazione alla legalità, “La sconfitta della mafia e del bullismo da parte dei giovani”, con proiezioni cinematografiche e incontri diretti con gli studenti.

In programma anche la Prima edizione del Premio “Kiwanis Augusta for children”, nel quale personalità della politica, della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e dello sport saranno premiate per il loro impegno a favore dei bambini.

Ancora, tra i progetti che il Kiwanis promuoverà, ci sarà quello di trasmettere l’amore per la lettura ai bambini tramite il progetto “Leggiamo Intorno al Mondo”, un programma di service che coinvolge attivamente i giovani e li incoraggia a intraprendere un viaggio di lettura che durerà tutta la vita. “L’amicizia – ha detto il presidente Raimondi - si rinsalda nell’impegno a raggiungere obiettivi comuni e, in quegli eccitanti momenti, non contano le cariche, non conta sapere chi avrà maggiore evidenza, ma la gioia è nel centrare insieme l’obiettivo. Abbiamo la volontà di affermare il Club come leader per i diritti ed i bisogni dell’infanzia, anche localmente”. Il Presidente ha concluso il suo discorso di apertura ribadendo l’orgoglio di “appartenere al Kiwanis, di essere socio di questo eccezionale sodalizio e ora presidente del nostro club”. Ha quindi chiamato accanto a se per la foto di rito il nuovo Comitato Direttivo così composto: Gaetano Roggio past president, Salvatore Cannavà presidente eletto, Paolo Russotto vicepresidente, Antonino Valastro segretario, Franco Rattizzato tesoriere, Marco Arezzi, Antonello Forestiere, Emilena Iacieri, Romolo Maddaleni, Giuseppe Pisasale, Michele Purgino e Franco Pustizzi consiglieri, Domenico Morello cerimoniere, Romolo Maddaleni addetto stampa, Renato Giummo chairperson formazione ed Emilena Iacieri chairperson del Service. Tra gli ospiti della splendida serata il Direttore dell’Arsenale Militare Marittimo di Augusta Contrammiraglio Giuseppe Abbamonte, il Comandante della Base di Augusta Capitano di Vascello Giuseppe Barbera e i Presidenti dei Club Services cittadini, Rotary, Lions, Inner Wheel e Fidapa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 09/10/2013 alle  14:53:37, nella sezione EDITORIALI,  1323 letture)

saracinesche abbassate ad augustaI cartelli “chiusa attività”, “affittasi”, “ vendesi” si susseguono l’uno dopo l’altro sulle saracinesche abbassate, nelle strade una volta dense di commercio al minuto come la via Principe Umberto di Augusta. E’ l’ecatombe dei negozi, alcuni di antica tradizione, che sono stati falciati dalla crisi, dalle tasse, dalla mancanza di liquidità che costringe i cittadini a tirare la cinghia e spendere il meno possibile. Quante nubi si addensano sui commercianti augustani, anzi si tratta di un vero e proprio nubifragio in atto! Perfino i negozi dei cinesi, dove a poco prezzo si acquista ogni sorta di inutileria, sono oggi in sofferenza e perfino i supermercati devono fare i conti con le tasche vuote: resiste qualche hard discount dove si compra merce magari non di grande qualità ma certamente conveniente perché prodotta in paesi dove la mano d’opera costa stipendi da fame e guarentigie sindacali zero. La fascia sociale appena appena più abbiente si serve dei vari centri commerciali che sono alle porte di Siracusa.

Il commercio ad Augusta è morto e forse la città sta morendo, complice il commissariamento che ha reso tutto silente, rassegnato, come in attesa di chissà cosa, di quale miracolo o salvatore della patria. I commercianti vengono cacciati nell’oblio dei fallimenti, perché nessuno di essi può reggere a lungo la concorrenza della grande distribuzione e le tenaglie della crisi e delle tasse. Un mondo antico che si chiude, che si avvita su se stesso, portandosi dietro amarezze e disillusioni di chi ha retto un’azienda commerciale, magari tramandata da padre in figlio, per anni e che ora è costretto alla resa, alla prematura scomparsa, al suicidio commerciale, al karakiri senza onore e senza speranza. E’ una fetta di cultura che se ne va, che scompare nelle nebbie di una società massificata e arida, dove non vi è più posto per il rapporto personale e di fiducia che correva tra il commerciante o l’artigiano e i propri clienti, sostituiti dal prelievo solitario ed autistico della merce dalle mensole dei megastore, sostituito dai carrelli a gettone e in ultimo perfino dalle casse automatiche, dove lo stesso cliente si pesa la merce, la imbusta, viene istruito sulla procedura dalla voce metallica del computer e paga mediante bancomat o carta di credito salutato dalla macchinetta cibernetica con tutta la cordialità che una macchina può conferire al proprio messaggio preregistrato. L’incertezza del futuro, unita al default economico ma anche alla narcotizzazione di questo paese, non fanno presagire nulla di buono a meno che un scossone di dignità condito da legittima rabbia non risvegli le coscienze dei cittadini augustani.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 08/10/2013 alle  18:00:04, nella sezione LIBRI,  853 letture)

copertina alcazarLa collezione Sabotage delle Edizioni e/o di Roma - che non finirò mai di ringraziare per aver tradotto in Italia il grande Pedro Juan Gutiérrez - si propone di raccogliere voci, scritture, storie di qualità per dare spazio a un narrativa senza steccati di genere ma aperta ai contenuti. La dichiarazione d’intenti è scritta da Massimo Carlotto - curatore della collana - uno che se ne intende di narrativa di genere capace di indagare il mondo circostante. Dirige il tutto Colomba Rossi, nome meno noto, ma editor competente, artefice di una collezione ricca di nomi interessanti come Massimo Maugeri (Trinacria Park), Matteo Strukul (La ballata di Mila e Regina nera), Carlo Mazza (Lupi di fronte al mare), Piergiorgio Pulixi (Una brutta storia), Tersite Rossi (Sinistri), Eduardo Savarese (Non passare per il sangue) e Roberto Riccardi (Undercover. Niente è come sembra, Venga ancora la fine). In tempi editoriali difficili è già un merito investire sulla buona narrativa italiana, soprattutto di genere, campo nel quale la concorrenza straniera è molto dura. Stefania Nardini è una brillante giornalista, per lungo tempo animatrice di pagine culturali (Scritture e pensieri del Corriere Nazionale), biografa di Jean-Claude Izzo (Perdisa Pop), autrice di un noir interessante come Gli scheletri di via Duomo e di Matrioska (tradotto in Ucraina), un libro sulla condizione della donna nella ex repubblica socialista. stefania nardiniIn questo nuovo romanzo la Nardini, con un scrittura lineare ma profonda, racconta un storia d’amore nata a Marsiglia, tra un contrabbandiere italiano e la bella Silvana. Siamo in pieno periodo fascista (1939), ci sono le leggi razziali, Marsiglia è italiana, una compagnia teatrale s’imbarca da Napoli per raggiungere la città di confine e portare in scena Pioggia di stelle al teatro Alcazar. Stefania Nardini ambienta la storia in due luoghi dell’anima: Napoli e Marsiglia; si documenta, racconta con dovizia di particolari l’occupazione nazista e la resistenza degli italiani, ricostruisce l’ambiente dei contrabbandieri, trafficanti di formaggio, cocaina, armi e degli sfruttatori della prostituzione. Una storia racchiusa in una cornice mirabile composta da italiani che fuggono dal fascismo e dalla miseria. Un libro per capire il nostro recente passato, imperdibile per gli appassionati di storia della seconda Guerra Mondiale e per tutti i fan di Jean-Claude Izzo.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/10/2013 alle  18:01:28, nella sezione LIBRI,  919 letture)

A volte ti capitano dei libri che riesci a leggere in meno di un’ora, ma non perché vuoti e composti di storie che scorrono come acqua fresca. Non stiamo parlando di Moccia e Volo. No davvero. Sono libri che ti prendono e non ce la fai a smettere di leggere, perché impregnati di profondità, intensi e poetici. Imperfetto di Matteo Pugliares, edito da un imprenditore onesto come Gianluca Ferrara di Edizioni Creativa, è uno di questi. Imperfetto non è un romanzo vero e proprio, sono diciassette capitoli di riflessioni e poesie che indagano il senso della vita, domanda eterna che ogni giorno ci facciamo senza mai trovare risposta adeguata. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”, canta De Andrè, l’autore segue la filosofia del cantautore, si guarda allo specchio, si aggrappa alle speranze per rimanere a galla, pensa al futuro, cerca di rendere la vita degna d’essere vissuta. Racconta la storia d’un bambino e della sua innocenza violata, vuole vivere fuori dagli schemi, dalle mode, camminando sulla strada, lontano dalle cattive abitudini, in mezzo a sogni, ideali e pensieri positivi. Fermiamoci un istante - come ci chiede più volte dalle sue pagine intense questo interessante autore siracusano, nato nel 1972 - e leggiamo uno dei racconti migliori, compreso nel capitolo dieci di Imperfetto. 

CAPITOLO 10

«Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più stronzo del reame?»

Ci sono molte cose che non mi piacciono del mio corpo.

So che mi stai ascoltando. Me lo ricordo bene che sono creatura perché è difficile lavorare sempre al buio.

Guardo ancora lo specchio e vedo il mio alone aureo e mi chiedo perché esistono gli aghi, questi bastardi che violentano la tua pelle. È così difficile inventare una siringa con un ago che non fori la pelle? Eppure avete inventato tanta merda: la plastica, le centrali nucleari, i supermercati, gli allevamenti di polli.

È così difficile inventare una siringa con un ago che non fori la pelle?

Allora mi rendo conto che sono felice che siete lontani da me, che la vegetazione invade quasi tutto il mio spazio vitale, che quando annaffio il mio geranio lo sento ringraziarmi perché vive grazie a me.

Mmm… forse è arrivato il momento di accorciarmi la barba.

E mi chiedo a cosa serve la mia mano. Ad accarezzare i bambini o a schiaffeggiare gli stronzi? E poi penso alle fabbriche di armi, ai centri commerciali, al caffè servito nei bicchieri di plastica. E penso ai cataloghi, ai nonni abbandonati, alle farfalle che non ci sono più.

So che mi stai ascoltando… Poi quel virus l’ho vinto. È stato come battere un nemico più forte che proprio perché sa di esserlo si perde nella sua superbia e si espone agli stratagemmi di chi ha solo la disperazione dalla sua. Ed io ho fatto così. Ho dato voce alla mia disperazione e l’ho sconfitto col pensiero. E quello l’ha smesso di attaccarmi perché il mio pensiero era un’arma che non aveva previsto. Il mio pensiero inferocito ne ha fatto poltiglia. Ripassa un’altra volta stronzo di un virus, gli ho detto.

Sento la mia energia sempre più debole e un terremoto interno che mi sta devastando, ma ho ancora il mio pensiero che mi fa da parafulmine. Rimango nell’attesa di ulteriori sviluppi.

Torno a guardarmi allo specchio e mi vedo un po’ più bello. So che mi stai ascoltando… E allora ti chiedo perché stai a chattare quattro ore al giorno al computer di casa tua.

Il tuo sorriso non mi ha convinto, secondo me stai diventando paraplegico nel cervello. Ma scendi in strada, innamorati, abbraccia le persone. Fai ciò che io non riesco a fare. Esci di casa perfino allegro se ci riesci e poni fine a questo strazio.

Sono almeno cinque anni che non prendo la febbre. Sarà grazie ai miei piccioni del parco. Quando do loro le molliche di pane mi fanno l’inchino e tengono lontana da me la febbre. Ed io raccolgo le loro uova e le conservo. Scrivo sopra la data per vedere quanto tempo ci stanno a marcire. E poi me li sogno spesso i miei piccioni.

So che mi stai ascoltando… Forse ha ragione il mio amico Valter: è tutta colpa dei giudici, o delle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki.

Facile parlare… Opportuno parlare… Inevitabile parlare… Inevitabile, tanto quanto ci siano al mondo dei disperati e dei perfidi. Ne parleremo allora.

Forse ha ragione il mio amico Valter: gli alieni buoni non ne possono più di noi e gli alieni cattivi pensano a modificarci geneticamente in peggio. Valter dice che se non la smettiamo immediatamente, rimarremo schiacciati dai tumori dell’anima. Forse ha ragione il mio amico Valter.

Sono un po’ stanco adesso. Potrei andare a dormire sotto il letto, oppure sdraiarmi fuori, davanti alla casa, ma non sopporterei quella gente insolente che ti guarda come un pazzo solo perché dormi davanti casa tua. Che idioti! Che superficiali! Non hanno capito che il senso della vita è il sorriso di chi ti ama o le fusa del tuo gatto. E non l’ho capito nemmeno io, perché non mi ama nessuno e perché non ho un gatto.

So che mi stai ascoltando… Ma dovrai vedertela con il mio folletto protettivo che, anche se a volte mi fa i dispetti, ha giurato davanti al gran consiglio di proteggermi per sempre. È bello quando insieme ci fermiamo a guardare la luna che, come la camomilla, ha su di noi effetti diuretici e soporiferi. Sempre meglio che prendere quelle bastarde pillole rosa che mi fanno dormire e vomitare. Sempre meglio che far finta di non star male da morire. Sempre meglio che raccontare agli angeli che tu fai tutto ciò che vuole Dio. Che ne sanno loro di Dio?

Che ne sanno loro di Dio? Io lo conosco bene. Ogni tanto andiamo insieme a passeggiare sulla spiaggia, di notte, e ci fumiamo una sigaretta. Dio tossisce molto, chissà quante ne fuma.

Che ne sanno loro di Dio? Io ogni tanto lo seguo, a distanza per non farmi vedere. Ho scoperto che la sigaretta non la fuma solo con me. Va a fumarsela anche con Greta, quella che per pochi euro ti vende il suo corpo. Quando Dio va da lei, le accarezza il volto e le dice: Quanto sei bella Greta! E Greta, ogni volta, si mette a piangere, perché che è bella non glielo dice mai nessuno. Poi, Dio le asciuga le lacrime con la sua lunga barba e le offre una sigaretta. E fumano. E Greta, solo per il tempo di quella sigaretta, è felice.

Che ne sanno loro di Dio?

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di Redazione (pubblicato il 05/10/2013 alle  15:55:30, nella sezione CRONACA,  789 letture)

Alla prossima riunione del Consiglio Comunale di Siracusa si annuncia una seduta calda e tante polemiche su uno dei punti all’ordine del giorno: la cittadinanza onoraria al ministro Cecile Kyenge. La proposta è stata presentata dalla consigliera del Pd, Carmen Castelluccio. E’ anche probabile una visita della ministra a Siracusa tra breve.

Su questa decisione, che va discussa in aula consiliare, non sono tutti d’accordo. Salvo Castagnino, consigliere comunale e capo gruppo di “Siracusa Protagonista”, tra gli altri, sostiene: “Sulle capacità del ministro, niente da dire. Ma quello che mi chiedo è cosa abbia mai fatto per Siracusa per meritarsi il nostro riconoscimento? A me sembra tutto uno spot politico locale ma senza basi. Ripeto, che energie ha speso o che tempo ha dedicato a Siracusa nel suo incarico da ministro la Kyenge? Non mi risulta che per la collettività siracusana abbia prodotto un qualche risultato tale da giustificare la cittadinanza onoraria”. Ancora il consigliere comunale lamenta “la sua assenza e il suo silenzio sull’emergenza migranti che Siracusa sta fronteggiando con grande dignità e impegno. Non si è precipitata qui né ha rivolto parole dedicata a Siracusa ed ai siracusani”.

Compatto invece il Pd a favore della richiesta della Castelluccio. D’altra parte già nel luglio di quest’anno Marika Cirone Di Marco, deputato regionale PD, aveva indirizzato al Sindaco di Siracusa una richiesta assai simile: “Gentilissimo Sindaco, - scriveva Marika Cirone - i recenti sbarchi di immigrati sulle coste siracusane segnalano quanto la nostra città e la provincia siano diventati un punto di particolare interesse per l’accesso all’Europa, con tutto il carico di problemi che simili fenomeni comportano. Siamo da sempre terra di accoglienza e questa attuale occorrenza è solo l’ultima di una lunga storia. Non mi sfugge il fatto che questi fenomeni possano determinare tensioni, specie se non ben governate, ma sono certa che sapremo trovare i modi e le risorse necessarie per trasformare la tragedia della fuga dalla povertà e dalle guerre di migliaia di migranti in una occasione per nuove relazioni, più ampie conoscenze e nuove occasioni di sviluppo. Sono convinta che questa scelta politica vada accompagnata con gesti forti e significativi, specie in un Paese come il nostro dove, invece, le spinte alla chiusura e al razzismo trovano sponda in alte cariche dello Stato, come è accaduto con le dichiarazioni del vicepresidente del Senato, Calderoli, a danno del Ministro Kyenge. Tralascio le considerazioni da me già espresse nell’appello per le dimissioni di Calderoli, che le allego in copia, per dire che comunque il Ministro ha bisogno di segni di sostegno e solidarietà da parte del Paese tanto quanto noi, a Siracusa e in Sicilia, abbiamo bisogno di solidarietà da parte del Paese e delle sua autorità di governo per una efficace politica di accoglienza e di tolleranza. E’ per queste ragioni che Le chiedo se non ritenga opportuno conferire al Ministro Kyenge la cittadinanza onoraria di Siracusa rendendola partecipe dello spirito della nostra città, dei suoi problemi e delle scelte di accoglienza che la maggioranza della popolazione esprime attraverso la Sua amministrazione”.

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di Redazione (pubblicato il 05/10/2013 alle  15:49:23, nella sezione CRONACA,  749 letture)

E’ del 2 ottobre scorso la sentenza del TAR di Catania che ha rigettato i ricorsi della società AM Group, titolare di un progetto di urbanizzazione di 71 villette in località Epipoli a Siracusa. Nel ricorso è intervenuto ad opponendum il Comitato regionale siciliano di Legambiente, rappresentato in giudizio dagli avvocati Marilena Del Vecchio, Corrado Giuliano e Paolo Tuttoilmondo. Sull’argomento riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dello Studio legale Giuliano:

 “Il TAR di Catania, con sentenza del 2 ottobre scorso, ha rigettato per infondatezza i ricorsi di Am Group contro l'Assessorato ai Beni culturali ed ambientali e all'identità siciliana per l'annullamento del provvedimento della Soprintendenza di Siracusa (n. 15118 del 20 settembre 2011), che negava il nullaosta per la realizzazione di 71 villette e di altre strutture ricettive all'Epipoli su un terreno di proprietà della società, e del decreto dell'Assessore regionale ai Beni culturali (n. 98 del 1 febbraio 2012) che disponeva l'adozione del Piano paesaggistico per il territorio della provincia di Siracusa.

Il TAR ha quindi dato ragione al Comitato regionale siciliano di Legambiente, intervenuto ad opponendum, sull'infondatezza del ricorso in seguito all'adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa che prevede, per l'area in questione, il massimo livello di tutela ed un divieto assoluto di edificazione. Nella sentenza si legge, inoltre, che la Soprintendenza, all'epoca del diniego del nullaosta, quando il Piano paesaggistico non era ancora stato adottato, aveva osservato che nell'area oggetto del ricorso risultavano compatibili, con il vigente vincolo archeologico indiretto, solo interventi connessi alla "ordinaria conduzione del fondo ed alle normali opere di trasformazione agricola eventualmente necessarie".

Il TAR ha quindi sottolineato che in sede di approvazione del Piano regolatore generale sarebbe stata auspicabile una più attenta valutazione della compatibilità fra le previsioni di vincolo indiretto e i diritti di edificazione dei privati. La convenzione stipulata tra AM Group e il Comune di Siracusa nel marzo 2011 contemplava, infatti, il diritto della società di realizzare, previo rilascio di una o più concessioni edilizie, l'importante intervento urbanistico al centro del ricorso”.

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di Redazione (pubblicato il 04/10/2013 alle  11:50:08, nella sezione EVENTI,  824 letture)

Il Kiwanis Club di Augusta si riunisce venerdì 11 ottobre al Venus Sea Garden Resort per il tradizionale Passaggio della Campana che sancisce l’avvicendarsi tra il presidente uscente del Club dott. Gaetano Roggio e il Presidente subentrante per l’anno sociale 2013-2014 dott. Raimondo Raimondi (insieme nella foto). Presenzierà alla manifestazione il Luogotenente del Governatore del Distretto Italia-S.Marino, Divisione Sicilia Sud-Est, dott. Luigi Barone. Il nuovo Comitato Direttivo per l’anno sociale 2013-2014 è così composto: Raimondo Raimondi presidente, Gaetano Roggio past presidente, Salvatore Cannavà presidente eletto, Paolo Russotto vicepresidente, Antonino Valastro segretario, Franco Rattizzato tesoriere, Marco Arezzi, Antonello Forestiere, Emilena Iacieri, Romolo Maddaleni, Giuseppe Pisasale, Michele Purgino e Franco Pustizzi consiglieri, Domenico Morello cerimoniere, Romolo Maddaleni chairperson stampa e comunicazione, Renato Giummo chairperson formazione.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/10/2013 alle  20:05:08, nella sezione EDITORIALI,  921 letture)

Le immagini televisive che giungono da Lampedusa non rendono l’orrore dei fatti. Forse ci siamo oramai abituati alle abusate cartoline di corpi allineati, immobili fantocci di carne pietosamente coperti da teli e cerate, fantocci inanimati che prima erano uomini, esseri viventi, magari dal colore della pelle più scuro, ma di sangue uguale al nostro, del colore rosso vermiglio che è comune a tutti gli appartenenti alla razza umana.

E‘ un mondo violento quello che ci circonda, violento in ogni sua espressione, violento è l’uomo fin dagli albori della cosiddetta civiltà, perché in natura si procede per rapporti di forza e la violenza non è che un uso eticamente non accettabile della forza. Il vero problema è che, nell'accezione comune, il termine "violenza" è associato al concetto di criminalità: il violento è colui che in qualche modo infrange una legge o un diritto usando in modo sconsiderato la sua forza sia esso individuo o gruppo o folla. Ma è violento anche l’individuo comune quando ogni giorno alla guida della sua auto infrange il codice della strada e, correndo o ubriacandosi, spegne giovani vite innocenti, o quando impreca contro chi non la pensa come lui.

E è violento chi non prova pietà verso questi poveri che fuggono dall’indigenza, dalla guerra e dalla fame, che in 500 su un guscio di noce affrontano il mare aperto e perdono la vita in modo atroce. Sono nostri fratelli che hanno riempito il mare nostrum, il Mediterraneo, di 6000 corpi annegati, rendendolo uno spettrale cimitero, in un’ecatombe epocale, in una nuovo e silente olocausto.

Non si può rimanere in silenzio innanzi alle immani tragedie di Lampedusa e Scicli, bisogna che del problema si faccia carico l’Europa intera, smuovendo le acque stagnanti dell’indifferenza e del pensiero a scarica barile.

Siano di sprone le parole di Papa Francesco: «Parlando di pace, parlando della inumana crisi economica mondiale, sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo, non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell’ennesimo tragico naufragio avvenuto a largo di Lampedusa…Non ci può essere vera pace e armonia se non lavoriamo per una società più giusta e solidale, se non superiamo egoismi, individualismi, interessi di gruppo e questo a tutti i livelli... Preghiamo insieme per chi ha perso la vita: uomini donne bambini, per i familiari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle».

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 02/10/2013 alle  16:59:17, nella sezione CINEMA,  765 letture)

locandina come non dettoCome non detto è l’esempio pratico di come si possa fare cinema indipendente di qualità, senza disporre di grandi budget, raccontando piccole storie, interpretate da attori capaci e girate in maniera diligente. Ivan Silvestrini è al debutto, ma sembra un veterano della macchina presa, aiutato da una sceneggiatura priva di punti morti scritta da Roberto Proia. In breve la storia. Mattia (Josafat Vagni) è un giovane gay, fidanzato con lo spagnolo Eduard (José Dammert), ma non ha il coraggio di rivelarlo ai genitori (Monica Guerritore e Ninni Bruschetta) e alla sorella (Valentina Correani). Ha un’amica del cuore - Stefania (Valeria Bilello) - che lo aiuta nell’avventura con lo spagnolo e un amico (Francesco Montanari) che lo sostiene. Eduard non si fa i problemi di Mattia, viva l’omosessualità in maniera naturale e rimprovera al compagno di nascondere ai genitori la loro relazione. Nonostante tutto, il castello di bugie costruito da Mattia non regge. Quando il ragazzo decide di confessare il suo orientamento sessuale si trova di fronte una famiglia che attendeva soltanto quella dichiarazione.

Come non detto è una commedia corale sul mondo gay che non cede a facili sentimentalismi e non si ferma ai luoghi comuni, si sviluppa per flashback e scenette divertenti, ricca di momenti commoventi e intrisa di originalità. Amicizia, amore, rapporti familiari, tematica gay, sono gli elementi di una storia psicologica e introspettiva che affronta problemi importanti con leggerezza. Bravissimi gli attori. Monica Guerritore - non la scopriamo oggi -ricopre con autorevolezza il ruolo di madre separata che soffre nel veder partire il figlio. Josafat Vagni è quasi un debuttante ma esce fuori alla grande come imbranato protagonista. Bene anche Valeria Bilello, nei panni di Stefania, amica di Mattia, che soffre per la sua partenza ma è felice di vedere realizzato un sogno. Ninni Bruschetta è il padre, rude allenatore di rugby, burbero ma comprensivo, un uomo che si nasconde per non affrontare i problemi, personaggio complesso, dalle molte sfaccettature. Il film gode di una buona fotografia romana, un montaggio adeguato e di un’ottima colonna sonora basata sul brano omonimo interpretato da Syria e dal rapper Ghemon. In tempi di Fausto Brizzi e Federico Moccia, finalmente una piccola storia ben scritta, secondo la tradizione del miglior cinema italiano.

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di Redazione (pubblicato il 01/10/2013 alle  10:51:01, nella sezione EVENTI,  911 letture)

renato scatàI direttori artistici del Cineteatro Aurora di Belvedere, Nino Motta e Renato Scatà (nella foto a destra), ci hanno trasmesso il seguente comunicato, che pubblichiamo di seguito:

Dopo la pausa estiva, ritorna il cinema di qualità a Siracusa e lo fa in grande stile. Abbiamo preparato una programmazione ampia e ben strutturata che ricopre tutta la stagione 2013/2014. Non ci siamo fatti mancare niente, dal martedi d'autore del Cinema Aurora, con alcuni tra i migliori film d'essai nazionali ed internazionali, sino agli eventi speciali con la presentazione di opere inedite alla presenza degli autori. Novità dell'anno sarà la presenza del festival del cinema "Giornate di Cinema Italiano" che si svolgerà a fine ottobre, con ospiti e opere in anteprima. Martedi 1 ottobre, alle 19,30, vogliamo dedicare a voi una serata speciale ad ingresso gratuito (fino ad esaurimento dei posti), in cui presenteremo ufficialmente il programma e discuteremo di buon cinema. Durante l'evento verranno proiettati, in anteprima, i trailer di alcune opere in concorso al festival ed un omaggio al carosello italiano. Inoltre, verrà presentata una gradita sorpresa. La vostra presenza aumenterà il nostro impegno a difesa del cinema di qualità.

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di Redazione (pubblicato il 29/09/2013 alle  13:00:52, nella sezione CRONACA,  1031 letture)

parcoL’Associazione Culturale Lamba Doria di Siracusa, presieduta da Alberto Moscuzza, ha reso noto di aver inviato una lettera aperta ai rappresentanti politici all’Assemblea Regionale Siciliana affrontando il tema della mancata conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa. “Gentili Onorevoli – recita il testo della lettera - lo scrivente, nella qualità di Presidente e legale rappresentante pro-tempore dell’Associazione Culturale di Storia militare “Lamba Doria” operante in tutto il territorio nazionale con iniziative di tutela e valorizzazione di siti storici militari, interviene sulla mancata conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco della Neapolis, per l’istituendo Parco ricadente nel sito storico del Castello Eurialo, gioiello di architettura militare unico nel suo genere nel periodo classico. La legge regionale 20, che stabilisce le norme per la istituzione del sistema dei Parchi archeologici siciliani. risale al 2000. E’ di tutta evidenza che se sono trascorsi invano 13 anni e come siracusani dobbiamo chiederci dove vanno cercate le responsabilità delle inadempienze per la mancata istituzione di detto Parco. Probabilmente, non c’è stata la volontà politica di istituire il Parco di Siracusa, perché la sua istituzione toccherebbe gli interessi di privati. Forse c’è stata la volontà di guardare a interessi privati piuttosto che tutelare il pubblico interesse che dovrebbe salvaguardare un paesaggio archeologico unico al mondo (il complesso delle mura dionigiane che culminano nel Castello Eurialo); paesaggio che, è bene ricordarlo, è un valore costituzionalmente difeso dall’art. 9 della nostra costituzione! La storia della perimetrazione del Parco di Siracusa, presenta aspetti alquanto singolari con tanti punti interrogativi. Dopo 13 anni di ritardo, ci si chiede perché ancora oggi le Istituzioni competenti non abbiano trasmesso al Comune della città, come previsto dalla legge, la perimetrazione proposta dagli uffici addetti. A questo punto ci si chiede se risponde al vero la voce riportata dai giornali locali relativamente alla revoca dell’incarico della perimetrazione a suo tempo affidata ad alcuni dirigenti della soprintendenza di Siracusa. Ed é forse vero che è stato negato l’accesso agli atti relativi al Parco Archeologico al Presidente del Consiglio del Quartiere Neapolis avv. Culotti, che aveva formulato richiesta in tal senso? Gentili Onorevoli, - conclude Moscuzza - rappresentanti dei nostri interessi all’Assemblea Regionale Siciliana, vi chiedo, come Presidente dell’Associazione culturale “Lamba Doria” e come siracusano, d’intervenire energicamente sugli organi istituzionali per risolvere una volta per tutte un mistero siracusano”.

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