Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/05/2014 alle  10:09:56, nella sezione EDITORIALI,  698 letture)

migrantiImmigrazione: un esodo biblico, l’Africa intera vuole traghettare in Europa, inseguendo sogni di benessere e una vita migliore. O semplicemente una vita, visto che in certe parti del continente nero restare in questo mondo è un difficile traguardo, o si muore ammazzati o si muore affamati. E noi, popolo pingue e sovrappeso, abbiamo paura di questi poveretti, noi, una nazione di 60 milioni di abitanti, non riusciamo a organizzare un’accoglienza decente per trentamila rifugiati, anzi vorremmo i “respingimenti”, parola cruda ma asettica per dire: ributtiamoli a mare. Noi, popolo cattolicissimo devoto a Papa Francesco, non li vorremmo nemmeno vedere per strada questi giovanissimi abbronzati magri magri, con gli occhi spalancati verso un incerto futuro e la memoria dolente per i compagni annegati nel tragico viaggio della speranza su un barcone rattoppato. E pensare che un paio di secoli fa le navi negriere degli europei li andavano a caricare questi giovani abbronzati strappandoli con la forza ai loro villaggi, alle loro famiglie, alle loro donne, per trarli in catene a lavorare senza paga nelle piantagioni. Allora erano ricercati, forza lavoro a buon mercato, bestie da soma per arricchire gli speculatori inglesi, tedeschi, olandesi, spagnoli e americani. Ora questi esodati ci terrorizzano, pensiamo che possano rubarci l’osso rosicato che è la nostra economia, ciechi non vediamo le opportunità di un mondo che cambia, l’ineluttabilità di un movimento epocale dei popoli, inarrestabile come le orde dei unni, che voler contrastare è vano, impossibile, tanto vale accettarlo e gestirlo alla meglio, con buona pace dei cittadini fratelli d’Italia. Tanto poi loro, i migranti, non ci vogliono restare in questa Italia miserabile, piena di livore e di rabbia, asservita a politici ladri, dove impera la mafia e il puttanesimo. Loro, i migranti, andranno altrove transitando verso un’Europa più mitica e ricca, alla ricerca di un lavoro e di una nuova patria.

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di Redazione (pubblicato il 15/05/2014 alle  10:08:45, nella sezione CRONACA,  662 letture)

sa8 marzianoA fare chiarezza sui timori legati al personale per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua è stato il deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea regionale siciliana. “La legge – ha dichiarato Marziano – ha fugato ogni timore: i sindaci posso tornare serenamente alla gestione pubblica dell’acqua perché ci sono norme specifiche che consentono, durante il trasferimento di azienda, di poter acquisire il personale considerandolo non nuova assunzione. Sia che il soggetto sia pubblico che privato». La norma a cui si fa riferimento è l’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, che al comma 3 modifica l’art. 2112 del Codice Civile e al comma 4 detta che "il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento" e al comma 5 che "qualora il trasferimento riguardi [...] imprese nei confronti delle quali vi sia stata dichiarazione di fallimento [...], nel caso in cui la continuazione dell'attività non sia stata disposta [...], ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'acquirente non trova applicazione l'articolo 2112 del codice civile [...]”. Non pare che quest'ultimo caso ricorra perché è stata disposta la continuazione dell'attività, trattandosi di pubblico servizio. Ma, anche ove fosse, il rapporto di lavoro continuerebbe, comunque, con l'acquirente. Comunque, si tratta di una norma entrata in vigore a fine gennaio 1991 e non più modificata che, essendo di natura comunitaria, non distingue, né potrebbe, tra soggetti pubblici e privati. La norma in questione è stata applicata anche per altre vicende della Regione Siciliana, nel caso di imprese che perdevano l’appalto ed altre che subentravano. “Ritengo – ha concluso Marziano - che si possa fugare la preoccupazione dei sindaci che vogliono tornare alla gestione pubblica dell’acqua, così come è nello spirito della legge appena approvata all’Ars, anche se non fa riferimento alla salvaguardia dei lavoratori perché questo impedimento avrebbe potuto incappare nella impugnativa da parte del commissario dello Stato. Un problema che può essere superato perché non si fanno nuove assunzione, ma si acquisisce un servizio per cui è stata disposta la continuazione dopo il fallimento, indipendentemente che il soggetto sia pubblico o privato. Per cui non c’è pericolo di sforamento del patto di stabilità e i lavoratori possono essere garantiti e tranquillizzati”.

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di Redazione (pubblicato il 14/05/2014 alle  18:25:05, nella sezione CRONACA,  958 letture)

da sinistraE’ stato presentato il 13 maggio, nel salone del convento dei frati cappuccini di Melilli, il coordinamento cittadino del movimento Sal - Sviluppo, autonomia, lavoro, presieduto dall’on. Giambattista Coltraro, segretario della commissione Attività produttive dell’Ars. All'incontro sono intervenuti: il deputato regionale Giambattista Coltraro, il coordinatore cittadino di Sal, Andrea Castelli e il responsabile del Coordinamento per il 118 di Melilli, Vincenzo Girgenti. L’appuntamento ha infatti anche rappresentato l’occasione per parlare dell’emergenza 118, dato che Melilli non ha una sede operativa. Ed è proprio questo il primo obiettivo del coordinamento cittadino di Sal: riuscire a dotare il Comune di una postazione del 118. “Abbiamo già presentato all’assessorato regionale della Salute - ha spiegato il deputato regionale Giambattista Coltraro - una prima istanza per l’istituzione di una postazione del 118 a Melilli, per cui sono state raccolte oltre 1.300 firme. Ma adesso stiamo avviando un altro procedimento per una postazione di carattere transitorio. Questa seconda istanza sarà supportata da una relazione tecnica, indispensabile per far comprendere che si tratta della vita delle persone e di un problema reale del Comune di Melilli”. “Come coordinatore cittadino di Sal – ha aggiunto Andrea Castelli – mi impegnerò personalmente per questa causa perché credo che una postazione del 118 a Melilli sia un servizio indispensabile”. All'incontro è intervenuto anche il responsabile del Coordinamento per il 118, Vincenzo Girgenti, che ha ripercorso le principali tappe della battaglia. La relazione tecnica per supportare la seconda istanza da presentare all'assessorato regionale della Salute sarà curata dal responsabile provinciale della sanità di Sal, Francesco Ossino, che ha sottolineato come la postazione del 118 a Melilli sia necessaria “anche in considerazione dell’alta incidenza di patologie, respiratorie o cardiache, registrate nel territorio”.

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di Redazione (pubblicato il 13/05/2014 alle  14:55:03, nella sezione CINEMA,  1075 letture)

NINO GIBILISCOSi girerà a giugno a Palazzolo Acreide il cortometraggio “Una scelta”, del regista siracusano Giorgio Nanì La Terra. Una storia realmente accaduta a Siracusa, un delicatissimo tema affrontato tramite l’amore: due amori per esattezza. Amori che al giorno d’oggi non possono convivere nella medesima vita. Un cortometraggio ambientato negli anni 50, in costume, la cui genesi è così rievocata da Nanì La Terra: “Mesi fa ho realizzato un video per promozionare i 25 anni dell’AVIS di Palazzolo Acreide e in quell’occasione ho intervistato il dott. Nino Gibilisco (nella foto a fianco), che attualmente ricopre la carica di presidente provinciale dell’Avis. In quel momento il dott. Gibilisco mi esponeva un soggetto, da lui realmente vissuto, che mi ha fatto riflettere. Mi raccontava che, a 11 anni entrò in seminario presso l’Arcivescovado di Siracusa. Iniziò così a frequentare il seminario, con nel cuore il desiderio di abbracciare la vita sacerdotale. Durante la pubertà conobbe una ragazza, che voleva dedicarsi alla vita claustrale (nel corto viene chiamata Jo) verso cui Nino ha cominciato a nutrire un sentimento. Nel tempo Nino “ha dovuto fare una scelta” e con questo corto ci vuole trasmettere il significato di vivere anche se la stessa crea rinunce e logorio interno. Nel cortometraggio - sceneggiato da Luca Raimondi, ormai noto scrittore siracusano - si evince il percorso di questa scelta, i sentimenti, le emozioni e i colori di un tempo che se anche ormai passato, dimostrano la introspezione dell’autore nel leggere interiormente i piani, che in questo caso lo stesso sente, di Dio su di lui”.

locandina castingGiovedì 15 Maggio si apriranno i casting per la scelta degli attori di questo corto e successivamente si terrà una conferenza stampa in cui saranno senz’altro ringraziati la Consigliera Comunale Simona Princiotta, l’Assessore alla Cultura Alessio Lo Giudice e il Sindaco di Palazzolo Acreide Carlo Scibetta, per l’aiuto che hanno apportato affinché questo corto si realizzasse. Nella stessa occasione saranno presentati gli attori principali, i protagonisti che interpreteranno l’anima di questa vicenda ma anche i membri della troupe. In primis Enzo Prisciandaro, portatore di servizi RAI TGR regione Lazio che fornirà un drone professionale per le riprese aeree e le carrellate orizzontali e verticali oltre a tutto il supporto tecnico professionale che una narrazione cinematografica impone. Quindi Stefano Frassetto, palazzolese, che oltre ad occuparsi della direzione della produzione fornirà le apparecchiature fondamentali per la distribuzione della luce con kit altamente professionali di fari e luci atti a curare la fotografia. Elemento importantissimo è Moris Verdiani, di Roma, noto costumista cinematografico e televisivo che vanta numerose collaborazioni anche con Mediaset, Rai e Sky. Il fonico per la presa diretta dell’audio sarà Mariano Blanco che recentemente ha partecipato alla realizzazione di un film che è arrivato a Cannes. La scenografa Lucia Pisana sarà collaborata da Loredana D’amico e quest’ultima si occuperà anche delle acconciature. A Soriana D’amico invece è stato affidato il trucco. Quindi i preziosi ed indispensabili aiuto regia, Mariarosa Grasso di Acicatena (collaboratrice di un’importante azienda operante nel settore cinematografico) e Alessandro Campanella che si sta occupando tra le altre cose dello spoglio della sceneggiatura. La colonna sonora invece è a cura del Maestro Massimiliano Distefano (Maxim in arte) reduce di firma di un importante contratto discografico. Santa Valvo, maestra di scuola primaria, sarà la coach dei piccoli attori, bambini palazzolesi con i quali il regista ha già lavorato nella realizzazione di un cortometraggio didattico.

Sono molto gradite partecipazioni speciali con auto d’epoca anni 1950/max 1960 si ricercano arredamenti e scenografie e ogni tipo di oggettistica di quel tempo. Ogni contributo proposto sarà gradito. L’ambientazione del cortometraggio sarà nella citta di Siracusa e a Palazzolo Acreide. Le date delle riprese sono dal 9 al 13 Giugno 2014. L’appuntamento per i casting è quindi per giovedì 15 presso l’ex biblioteca comunale di Palazzolo Acreide dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 19:00. La direttrice dei casting è Mariarosa Grasso. Qui di seguito la descrizione dei personaggi:

Protagonista Nino: BAMBINO (11 anni)-ADOLESCENTE (18/24 anni)-ANZIANO (sulla 60ina). Protagonista Femminile JO: capelli e occhi (piccoli) castani, tratti mediterranei. JO ADOLESCENTE (18/24 anni)- JO ANZIANA (sulla 60ina).MAMMA NINO (tra i 35 e i 45 anni): capelli castani e occhi neri, tratti mediterranei. RETTORE (dai 45 anni in su): capelli bianchi, occhiali (superfluo), alto, corporatura media. SEBASTIANINA (tra i 18 e i 21 anni): classica mediterraneaLUCIA: classica mediterranea(tra i 15 e i 18 anni)BAMBINA (nipote): 5/7 anni circa - può essere sia bionda che moraSIGNORA LUCIETTA: tra i 40 e i 50 anni (signora che incontrano per strada nella partenza di NinoPIPPO, SEBY, BRUNO E CARMELO (amici di Nino): 11/13 anniGIOVANE PRETE (sulla 30ina) RESPONSABILE SEMINARIO (sulla 50ina) COMPAGNI DI NINO (18/24anni circa)AMICA DI JO (18/24 anni circa) SACERDOTE (sulla 50ina) LAVANDAIE Donne dai 30 ai 60 anni, GENITORI E BAMBINI SEMINARIO.

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di Redazione (pubblicato il 12/05/2014 alle  14:56:18, nella sezione CRONACA,  855 letture)

granataHa preso il via con un comizio in piazza Duomo ad Augusta la campagna elettorale per le europee di Fabio Granata, candidato con la lista Green Italia-Verdi Europei. E’ stato presentato da Marco Stella che, ricordiamo, è stato il candidato del centrodestra nelle ultime elezioni comunali, battuto di stretta misura dal candidato del centrosinistra, incappato poi in una inchiesta della magistratura determinando il commissariamento per sospette infiltrazioni mafiose del comune megarese, in atto gestito da tre prefetti nominati dal Ministero dell’Interno. Ribaditi i punti cardine: stop all'industria della raffinazione e disco verde alla rigenerazione tramite le bonifiche, aprendo ai settori green. “La nostra campagna elettorale - ha detto Granata - è costruita sulla militanza e sulle battaglie che con coerenza e coraggio abbiamo portato avanti negli ultimi anni, sostenendo sempre che l'unica industria sostenibile sul nostro territorio è quella del turismo e dell'agricoltura”. Proprio ad Augusta Granata aveva presentato qualche tempo fa il movimento “Green Italia comunicando l’idea di lanciare una class action regionale “in nome del popolo inquinato” siciliano con il coinvolgimento dei cittadini di Siracusa, Melilli, Augusta, Priolo, Milazzo, Gela e altre aree inquinate, perché vengano accertate una volta per tutte le pesanti responsabilità della grande industria e delle istituzioni regionali e nazionali sulle immissioni inquinanti e velenose degli impianti esistenti, sui controlli compiacenti degli enti pubblici, sui sistemi di sicurezza non a norma e sulle mancate bonifiche. Fu sottolineata la mancanza di sicurezza e di controllo sui dati dell'inquinamento e i gravi rischi per la salute dei cittadini, che vogliono sapere la verità sulle cause e sugli effetti dell'inquinamento ambientale e quel che è ancora possibile fare in relazione alla sicurezza industriale. Cardine della campagna elettorale in corso il concetto che, venuta a mancare l’applicazione del principio di precauzione, si deve applicare il principio sancito a livello europeo che “chi inquina deve pagare”.

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di Redazione (pubblicato il 11/05/2014 alle  21:12:45, nella sezione CRONACA,  684 letture)

scuola«I finanziamenti per l’innovazione tecnologica nelle scuole non sono più in pericolo: la problematica è stata risolta». A comunicarlo è il deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea regionale siciliana, che si è occupato dell’accelerazione dell’iter per le gare di appalto relative al bando PON FESR “Ambienti per l’apprendimento” a cui hanno partecipato diverse scuole siciliane, ottenendo l’autorizzazione alla realizzazione di progetti per una somma pro capite di circa 75 mila euro. E lo ha fatto con una interrogazione e con un intervento diretto nei confronti dell’assessore alla Pubblica istruzione, Nelli Scilabra. A seguito delle autorizzazioni le scuole hanno provveduto ad indire bandi pubblici di gara per l’acquisizione delle attrezzature previste, adottando quale criterio di scelta del contraente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e selezionando commissari tra i funzionari delle stazioni appaltanti e non mediante sorteggio pubblico tra gli iscritti all’albo regionale Urega, Ufficio regionale per le gare d’appalto, come prevede la normativa regionale. Così sono stati sollevati vizi di legittimità riguardanti la composizione del seggio di gara e le scuole hanno chiesto chiarimenti al Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. Il Miur ha scritto alla Regione dando ragione ai criteri utilizzati dalle scuole e chiedendo l’adeguamento. La Regione non aveva ancora fornito alcuna risposta e le scuole, tenute a rendicontare entro il 31 maggio 2014 le somme effettivamente impegnate, rischiavano di perdere i finanziamenti e quindi l’opportunità di ampliare le proprie dotazioni tecnologiche per la didattica.

«La problematica – ha dichiarato il deputato regionale, Bruno Marziano – è stata risolta. L’assessorato regionale, infatti, ha riconosciuto pertinenti le posizioni del ministero ed i finanziamenti non sono più in pericolo. Penso di poter dire con soddisfazione che l’intervento su questa vicenda ha determinato la soluzione di un problema delicato per decine e decine di scuole siciliane».

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di Redazione (pubblicato il 11/05/2014 alle  12:49:10, nella sezione EVENTI,  781 letture)

teatro grecoE’ iniziata venerdì 9 maggio la nuova stagione del Teatro Classico di Siracusa. Il Teatro Greco ha ospitato il primo spettacolo del 50° ciclo festeggiando quest’anno il centenario dell’Inda. Numeroso il pubblico delle grandi occasioni con le massime autorità cittadine e cariche istituzionali, tra cui l’onorevole Sofia Amoddio, gli assessori regionali Ezechia Paolo Reale e Mariarita Sgarlata, gli onorevoli Enzo Vinciullo e Pippo Gianni, il sindaco Giancarlo Garozzo e il vicesindaco Francesco Italia, il leader di Green Italia Fabio Granata. Presente in teatro l’artista Arnaldo Pomodoro, autore delle scene e dei costumi. Regista Luca De Fusco, interpreti Elisabetta Pozzi, non nuova alle scene del Teatro Greco, nelle vesti di Clitemnestra, la regina moglie di Agamennone, interpretato da Massimo Venturiello, Mariano Rigillo (Araldo), Mauro Avogadro (Sentinella), Giovanna Di Rauso (Cassandra) e Andrea Renzi (Egisto). Tra i corifei spiccano Massimo Cimaglia, Francesco Biscione e Piergiorgio Fasolo. La trama è nota: ad Argo, sul tetto della reggia degli Atridi, una sentinella attende da anni il segnale di fuoco che deve annunciare la presa di Troia. Finalmente il fuoco appare dalle vette dei monti: Troia è caduta e la sentinella ne porta notizia alla regina Clitemnestra. Il Coro dei vecchi argivi esulta, ma le espressioni di gioia per la fine dell’annosa guerra sono venate di toni angosciosi, agitate da oscuri presagi. Annunciato dall’araldo, Agamennone vittorioso torna alla reggia su un carro: accanto a lui è la concubina Cassandra, la figlia di Priamo sua preda di guerra. Clitemnestra lo accoglie, esultante. Dopo un lungo e animato dialogo con lo sposo, reduce dopo dieci anni di assenza, Agamennone entra nel palazzo, accettando di percorrere il sentiero tracciato dalla corsia di preziosa porpora rossa che Clitemnestra gli impone di calpestare. Rimane sulla scena Cassandra che, in preda al delirio profetico, è scossa dalle visioni di tutti i delitti, passati e futuri, che insanguinano la casa degli Atridi: la sventurata figlia di Priamo entra infine in scena e predice al Coro, sconvolto e incredulo, la sua propria morte, l’uccisione imminente del re per mano della regina, e quella futura di Clitemnestra (e del suo amante Egisto) per mano del figlio Oreste. Dall’interno della reggia si odono le grida di Agamennone, colpito a morte da Clitemnestra che irretisce lo sposo in un rito di macabra accoglienza e poi lo finisce con le sue stesse mani, colpendolo con la spada: la morte di Agamennone è anche una vendetta per il sacrificio di Ifigenia, la figlia prediletta sacrificata dal padre all’inizio della spedizione perché i venti spirassero propizi e consentissero alle navi degli Achei di salpare per Troia. Appare sulla porta della reggia Clitemnestra, dritta dinanzi ai cadaveri di Agamennone e Cassandra. Alle accuse del Coro che condanna la regina per l’uccisione dello sposo, Clitemnestra risponde rivendicando la giustizia del suo delitto, ultimo capitolo della sanguinosa maledizione che incatena da generazione la casata regale. Esce dal palazzo anche Egisto, figlio di Tieste che era stato vittima della crudeltà di Atreo, e rivendica un suo ruolo nel regicidio e le sue pretese sul trono di Argo: il Coro sbeffeggia l’arroganza e la boriosa prepotenza del vile Egisto, “donnicciola” che non ha saputo affrontare il cugino Agamennone ma ha lasciato alla regina il ruolo di protagonista nella progettazione e nell’esecuzione del piano omicida. L’intervento di Clitemnestra impedisce la colluttazione delle guardie di Egisto con il Coro dei vecchi argivi. “Basta sangue. Governeremo, insieme, da re” – queste le ultime parole di Clitemnestra, che si ritira nella reggia con a fianco il suo imbelle amante.

I cento anni dell’Inda sono stati così celebrati con una tragedia che richiama appassionati e cultori del teatro classico. Sabato 10 maggio è andato in scena anche Coefore /Eumenidi, regia di Daniele Salvo, con Paola Gassman, Francesco Scianna, Ugo Pagliai, Elisabetta Pozzi e con la partecipazione straordinaria di Piera Degli Esposti. Si recita fino al 22 giugno.

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di Redazione (pubblicato il 05/05/2014 alle  20:29:25, nella sezione CULTURA,  824 letture)

manganaro felliniIl 6 maggio alle ore 18, presso il Salone Borsellino di Palazzo Vermexio a Siracusa, si terrà il secondo incontro del ciclo "Terra da scrivere", con Jean-Paul Manganaro e il suo Federico Fellini, presentato da Giovanni Di Maria, Fernando Gioviale e Salvo Gennuso. Introduce l’incontro Alessio Lo Giudice, Assessore alle Politiche Culturali. "Terra da scrivere": ovvero il rapporto fra scrittura e territorialità, laddove il tema del racconto si declina attraverso linguaggi e forme che narrano la storia di un paese, una terra che ci appartiene per nascita o per adesione. E’ un percorso simile quello che fanno Fellini e Manganaro: Fellini racconta l’Italia attraverso Roma, e attraverso un linguaggio che è quello del cinema. Manganaro, dentro un territorio che gli è appartenuto ma che vive da lontano, francese di origine italiana, si serve di Fellini per raccontarci a sua volta l’Italia. Fellini, il libro, diventa così il campo di sperimentazione di una lingua che serve a dire una storia che è la storia del cinema di quello che forse è il più grande regista della storia del cinema, ma è una lingua che racconta di un Fellini narratore, inventore di fiabe, cantore dell’Italia, una lingua quindi che narra essa stessa un paese: nessun regista più di Federico Fellini ha contribuito a costruire e diffondere nel ventesimo secolo il mito dell'italianità. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant'anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. Jean-Paul Manganaro procede in un’intima esplorazione dell’opera felliniana lasciando ampio spazio ai film – a ciascuno è dedicato un capitolo del libro – di cui svela l’architettura e definisce il codice estetico. Si compone così una moltitudine di echi, associazioni, eterni ritorni, mentre davanti ai nostri occhi scorre un’inedita storia dell’Italia contemporanea, insieme ai fotogrammi di una vicenda umana e artistica straordinaria. Jean-Paul Manganaro è professore emerito di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Lille III. Profondo conoscitore dell’Italia, suo paese d’origine, ha pubblicato per Seuil Le Baroque et l’Ingénieur. Essai sur l’écriture de Carlo Emilio Gadda (1994) e Italo Calvino. Romancier et conteur (2000). Ha tradotto in italiano opere di Artaud e Deleuze e, in francese, romanzi e saggi di Gadda, Tomasi di Lampedusa, Calvino, Testori, Mari, Del Giudice, oltre alle Opere di Carmelo Bene, di cui è stato grande amico e sodale.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/05/2014 alle  20:19:42, nella sezione LIBRI,  791 letture)

MARCO MIELEMarco Miele è uno scrittore di Piombino, terra ricca di tradizioni in provincia di Livorno - quasi Grosseto - un promontorio che si affaccia sull’Isola d’Elba, posto a me caro, ci sono nato e ci ho ambientato l’ultimo romanzo (Calcio e acciaio - Dimenticare Piombino, Acar). Nato nel 1963, pubblica dal 2011, ha al suo attivo due romanzi: L’umore del caffè (Multistampa srl, 2011 - ristampato da Govane Holden), Un pesce da aprire (Giovane Holden, 2013) e un paio di racconti lunghi usciti in antologie edite dal mio Foglio Letterario: Raccontare Piombino (2013) e Piombino in Giallo (2014). Marco Miele usa il giallo per raccontare la vita quotidiana della provincia maremmana, impiegando al meglio un personaggio seriale: il commissario Franco Danzi, detto il Nero, che torna da Roma a Piombino dopo un matrimonio fallito, rivede i vecchi amici e riscopre i sapori della vita passata. Nel primo libro il Nero deve risolvere un mistero d’annata, un omicidio sulla spiaggia le cui indagini vengono riaperte e conducono a un’imprevista soluzione. Nel secondo romanzo - più maturo e anche ben realizzato a livello editoriale - deve risolvere un omicidio contemporaneo e scagionare un vecchio amico da un’accusa infamante. I due romanzi sono ambientati in una perfetta scenografia maremmana, scritti ricorrendo al dialogo, dosando pittoresche espressioni vernacolari e inserendo piccanti situazioni erotiche. I due romanzi tecnicamente sono definibili come gialli, perché c’è un mistero da risolvere, tra l’altro appassionante, ben mimetizzato tra indizi contraddittori, ma sono anche racconti ironici, frizzanti e scorrevoli, scritti in modo appassionato e divertente. Il Nero ritrova una banda di amici dei vecchi tempi, ricorda la giovinezza, preti sporcaccioni, amiche disponibili ed esperte nell’arte amatoria, compagni d’avventura dai nomignoli strani (L’Ora, Legno, Zero…); con quel gruppo trascorre serate sul mare davanti a un tramonto e in locali del centro bevendo birra e consumando patatine fitte. Ginepre è una minuscola Piombino, un paese di fantasia localizzabile nei pressi di Populonia Stazione, tra San Vincenzo e Baratti, un luogo popolato da mille anime, ma che possiede la sua Scuola Magistrale, piena zeppa di femmine da tampinare. Molto camilleriana come scelta, anche perché nel racconto convivono location realistiche (Piombino, Cecina, Isola d’Elba…) e il paese fantastico ideato dall’autore. Il Nero, paradossalmente, è il personaggio meno tratteggiato psicologicamente rispetto al gruppo, ma nel secondo volume resta memorabile uno scontro generazionale tra padre e figlio che si conclude con una cena a base di stoccafisso.

MARCO MIELEAbbiamo avvicinato Marco Miele - senza grande difficoltà perché entrambi piombinesi - per avere qualche informazione di prima mano sulla sua attività di giallista.

Perché il giallo?

Il giallo, oltre a essere un appassionato, mi ha dato l’opportunità di raccontare storie che con il genere hanno poco da spartire. L’amicizia e la vita reale, sono temi che mi sono più cari. Il giallo è un pretesto.

 Ti trovi bene a gestire un personaggio seriale?

Il protagonista dei due racconti, Franco Danzi detto il Nero, è suo malgrado il carattere descritto meno, viene intuito dai comportamenti, suoi e dei suoi amici, comprimari, coprotagonisti. Il protagonista seriale si muove in diversi spazi temporali, e mi è piaciuto tratteggiarne i cambiamenti nel tempo, suoi degli amici e del territorio che li circonda.

La scenografia dei luoghi conosciuti (Piombino e Val di Cornia) quanto è importante nei tuoi romanzi?

Ginepre è un luogo di fantasia, ma tutto quello che c’è intorno è reale. Il territorio della Maremma è il protagonista silenzioso. I luoghi dove si ambientano gli eventi salienti di entrambi i racconti, sono verificabili, passo dopo passo, i luoghi veri e reali, e soprattutto indispensabili e insostituibili.

Perché l'uso del vernacolo toscano?

Ho cercato di trasferire la lingua parlata nella realtà, specie in certe fasce d’età, per rendere ancora più realistici i protagonisti. poi diciamo la verità noi toscani in generale, i maremmani in particolare, anche i più ostinati non riusciamo a togliere del tutto il “nostro” vernacolo.

Progetti per il futuro…

Quest’estate, partecipo alla raccolta Piombino in Giallo, spero di pubblicare prima della fine del 2014, dopo i primi due, il terzo e conclusivo episodio di quella trilogia da me definita da me del Caffè. Poi si vedrà quel che sarà…

Marco Miele è un talento naturale, imbastisce storie avvincenti, le ambienta con naturalezza in location conosciute, rende a dovere la suspense ricorrendo a trucchi del mestiere, racconta lo scorrere del tempo, il cambiamento di luoghi e situazioni. In una parola fa letteratura, con la elle minuscola, certo, ma letteratura…

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di Redazione (pubblicato il 04/05/2014 alle  09:40:26, nella sezione CRONACA,  704 letture)

coltraroLunedì 5 maggio, alle 10,30, i responsabili regionali del "Movimento SAL" (Sviluppo, Autonomia, Lavoro) e di "Articolo 4" terranno una conferenza stampa su alcuni temi politici. L’incontro avverrà nella sala conferenze del Grande Albergo Alfeo, in via Nino Bixio 5 a Siracusa. Saranno presenti il deputato regionale presidente del Movimento SAL, notaio Giambattista Coltraro (nella foto), che ha appena lasciato il Megafono, il segretario regionale di "Articolo 4", Lino Leanza, il coordinatore provinciale Salvo Sorbello e l'assessore regionale all'Agricoltura Paolo Ezechia Reale. Presentati alcuni progetti politici condivisi, in particolare nel settore dell'agricoltura, e ipotesi di convergenze per alcuni appuntamenti di elezioni amministrative che si terranno in concomitanza alle europee a partire da quella sul candidato sindaco di Pachino Emanuele Rotta. Secondo il presidente del SAL, Giambattista Coltraro, il progetto del Megafono è ormai tramontato perché non ha saputo mantenere le caratteristiche iniziali di un rapporto costante con il territorio e la gente, per questo motivo il deputato regionale ritiene che adesso sia “necessario ripartire con un nuovo progetto politico che possa riunire tutte le anime moderate del centrosinistra”, e in particolare avere come riferimento l'azione di Matteo Renzi attraverso un dialogo preferenziale con Davide Faraone, che in Sicilia rappresenta il Presidente del Consiglio.

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di Redazione (pubblicato il 03/05/2014 alle  13:35:05, nella sezione CULTURA,  720 letture)

loc sicilia scriveSalvo Cavallaro, specializzato in racconti; Valentina Carmen Chisari, giornalista, il cui primo libro è dedicato alla letteratura per l’infanzia; Luca Raimondi, autore di saggi e romanzi: tre autori, introdotti da Cristina Gianino e moderati dalla giornalista Rosa Tomarchio, che converseranno riguardo le diverse forme con cui la letteratura può raccontare le sue storie e racconteranno le loro traversie di scrittori in una terra, la Sicilia, tanto ricca di spunti e stimoli quanto avara in termini di lettori e di attenzione verso la cultura e verso coloro che, nel loro piccolo, se ne fanno promotori. L’evento si terrà domenica 4 maggio alle 18,30 presso il Biblios Cafè di Luisa Fiandaca, in via del Consiglio Regionale 11 Ortigia, nel centro storico di Siracusa, Ortigia.

I tre autori si riuniscono per la terza volta, dopo essere stati già ospitati ad Acireale e a Catania. Salvo Cavallaro, acese di professione avvocato, si è finora dedicato alle “short stories” , esordendo nel 2011 con “Ma di cosa stiamo ancora parlando” e diventando direttore della collana di racconti “Vervain” della casa editrice Carthago, presso cui ha di recente pubblicato una seconda raccolta dal titolo “Date dai mangiare ai pesci”.

Nata e cresciuta a Catania, Valentina Carmen Chisari si laurea in Scienze Politiche nel 2005 discutendo una tesi sperimentale sul giornalismo e riportando il massimo dei voti; nello stesso anno ottiene l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti. La sua passione è da sempre la scrittura che coltiva attraverso la collaborazione con il quotidiano “La Sicilia”, con altre testate giornalistiche e mediante la stesura di racconti; del gennaio 2013 è la pubblicazione del suo primo libro di racconti illustrati per bambini "Racconti dall'isola magica. La Sicilia e i suoi colori", Inkwell edizioni, avente come protagonisti i frutti della Sicilia che si fanno portavoce di valori umani.

Luca Raimondi augustano trapiantato a Siracusa, ha esordito nel lontano 1996 e successivamente si è laureato due volte presso l’Università di Catania; tra la provincia aretusea e il mondo accademico etneo ha ambientato il suo ultimo romanzo “Se avessi previsto tutto questo”, così come il prossimo che uscirà tra qualche mese, sempre le Edizioni Il Foglio e sempre con lo stesso protagonista, Carlo Piras, che continua così il suo percorso di formazione temporalmente collocato negli anni Novanta. Appassionato di cinema e fondatore del “Corto Siracusano Film Fest”, è attivo anche come regista e sceneggiatore.

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di Redazione (pubblicato il 29/04/2014 alle  10:00:33, nella sezione CRONACA,  736 letture)

assemblea kiwanisSi è svolta lunedì 28 aprile presso i locali dell’Università Popolare di Augusta l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del Kiwanis Club per l’elezione del Comitato Direttivo dell’anno sociale 2014-2015. All’unanimità votata la presidenza per il prossimo anno sociale del dott. Salvatore Cannavà che succederà quindi nella conduzione del prestigioso sodalizio augustano all’attuale presidente in carica dott. Raimondo Raimondi. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i rappresentanti del Club, i tre effettivi (di cui due, Presidente e Presidente Designato, definiti dallo Statuto del Club) e i tre supplenti, alle prossime Convention del Distretto (Ferrara 13/14 Giugno 2014), del Kief (Annecy Francia 28/31 maggio 2014) e del KI (Tokio 17/20 luglio 2014).

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di Redazione (pubblicato il 27/04/2014 alle  21:49:58, nella sezione EVENTI,  705 letture)

kiwanisI soci del Kiwanis Club di Vittoria hanno fatto visita domenica 27 aprile alla città di Augusta, ricevuti da una delegazione del Kiwanis augustano composta dal presidente in carica dott. Raimondo Raimondi, dal vicepresidente amm. Paolo Russotto, dal presidente eletto dott. Salvatore Cannavà e dal past luogotenente ing. Domenico Morello. Presente l’avv. Antonello Forestiere, anch’egli kiwaniano, ma nelle vesti di direttore del Museo della Piazzaforte sito in piazza Duomo che è stato visitato dagli amici di Vittoria i quali hanno potuto ammirare gli interessanti e rari reperti in esso contenuti. E’ stato ricordato il fondatore del Museo della Piazzaforte, l’Ing. Tullio Marcon, e illustrata l’attività del museo. Si continua a lavorare per l'apertura di una terza sala per l'esposizione dei reperti museali e un'attività che viene svolta periodicamente è quella di manutenzione delle armi per preservarle dal deterioramento, così per le divise e per tutto ciò che il tempo logora. In questi ultimi anni numerosi cittadini augustani hanno donato i propri cimeli affinché questa istituzione si arricchisca di nuove testimonianze. Un momento cerimoniale di scambio dei rispettivi guidoncini tra i presidenti dei due clubs, Salvatore Migliore per Vittoria e Raimondo Raimondi per Augusta (insieme nella foto), ha ravvivato la mattinata. Era presente anche il Luogotenente Governatore della Divisione Sicilia Sud Est Luigi Barone. Visitata anche la Chiesa Madre, il gruppo si è spostato alla banchina torpediniere, dove i natanti del gruppo barcaioli hanno caricato i visitatori portandoli nei forti Garsia e Vittoria che sorgono proprio in mezzo al porto di Augusta. Dopo il pranzo in un noto ristorante della città tutto il gruppo si è spostato verso l’hangar per i dirigibili, monumento militare unico nel suo genere in tutta Europa, aperto per l’occasione alla fruizione turistica. L'hangar dirigibili di Augusta, costruito in cemento armato tra il 1917 e il 1920, nel contesto della prima guerra mondiale, rappresenta un'opera ingegneristica di valore storico e tecnico. Il parco circostante, una collina di eucalipti di quasi 30 ettari aspetta ancora di essere valorizzato e consegnato alla fruizione dei cittadini.

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di Marcello Lo Iacono (pubblicato il 27/04/2014 alle  21:45:44, nella sezione CULTURA,  1142 letture)

plemmirioLa Storia raccontata in diretta ed a colori. Questa in sintesi l’esperienza vissuta a Capo Murro di Porco domenica 27 aprile durante la visita guidata alla batteria militare della Lamba Doria, organizzata dall'Associazione Plemmirio Blu nell'ambito del grand tour della Maddalena di SOS Siracusa. Attraverso le spiegazioni della guida e le letture di documenti da parte di alcuni soci dell'Associazione abbiamo rivissuto uno spicchio della nostra Storia più recente. Il sito della Lamba Doria occupa una porzione d’altura del Plemmirio di circa 48 mila mq nella parte meridionale della Penisola della Maddalena interamente di proprietà del demanio pubblico dello Stato ramo Marina e con una quota che va da 20 a 34 metri sul livello del mare. E’ risaputo che il Plemmirio è stato importante per la difesa e lo sviluppo di Siracusa e Virgilio descrive, in modo superbo, l’allocazione e la funzione di questo promontorio, che lega il suo nome e la sua ragion d’essere alla difesa di Ortigia chiudendo con la sua mole il porto grande. Ma tale natura difensiva si è ulteriormente accentuata durante l’ultimo conflitto mondiale durante il quale fu protagonista diretta delle vicende belliche. Risale difatti agli anni trenta la costruzione delle due batterie navali di grosso calibro che il Genio Militare edificò: la Lamba Doria a Capo Murro di Porco e la Emanuele Russo a Punta della Mola che facevano della Penisola Maddalena un punto di forza nel sistema difensivo della piazzaforte Augusta-Siracusa nell'ultima guerra mondiale. Sono stati, appunto, gli edifici e le strutture della batteria Lamba Doria oggetto della visita guidata, che attraverso le informazioni e le spiegazioni date è servita a tracciare la storia dello sbarco alleato presso le nostre coste. Questo è un luogo reale con i suoi edifici storici e le sue strutture militari che hanno visto svolgersi fatti significativi legati all’ultimo conflitto mondiale. Questo sito possiede una storia letterale che è stata ricavata attraverso la testimonianza dei militi della Batteria e questi scritti sono stati letti, con evidente commozione, dai soci di Plemmirio Blu, e sono serviti per stabilire un contatto e una connessione con le esperienze del passato che appartengono a noi ed al nostro territorio e rappresentano anch'essi l’identità storica della nostra comunità. Queste strutture, questi eventi, riguardano una parte del Plemmirio e servono a farci percepire una vicinanza con le comunità che un tempo occupavano il sito e metterci così in contatto con il nostro passato collettivo. Questa nostra costa ha visto genti d’ogni parte approdarvi nel corso degli ultimi millenni; dalle genti greche che fondarono Siracusa, ai romani, ai bizantini, agli arabi e quelle che a seguire la occuparono, non ultimi quelli che arrivarono con lo sbarco alleato sulle nostre coste.

Oggi, che è stato permesso che il nostro territorio subisse in modo incontrollato una forte antropizzazione della delicatissima fascia costiera, dobbiamo impegnarci per farlo ridiventare nuovo crocevia di interessi indirizzati ad un corretto utilizzo ed alla tutela intelligente dell’ambiente, per un futuro sostenibile.

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di Marcello Lo Iacono (pubblicato il 27/04/2014 alle  19:48:03, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  692 letture)

La recente dichiarazione dell'Assessore Alessio Lo Giudice relativa al reperimento delle risorse per tamponare l'ammaloramento delle strutture della Villa Reimann non si può accogliere che positivamente. Non possiamo che essere d'accordo per la presa di conoscenza e di coscienza su una problematica che è attualmente all'ordine del giorno del dibattito cittadino. Come è noto Siracusa è stata beneficiata dalla ND danese Christiane Reimann con il lascito della Villa di via Necropoli Grotticelle con tutte le sue dipendenze e con il meraviglioso parco botanico che la circonda. Sicuramente la nobildonna danese, che è stata ammaliata dalla forza e dalla bellezza della nostra Città tanto da sceglierla come sua dimora eterna, conosceva fin troppo bene il patrimonio genetico della nostra classe politica e per tale motivo si è voluta immunizzare pensando anche al modo di come reperire le risorse economiche per la manutenzione della proprietà ceduta.

Previdente come era e come di solito sono le persone anziane, volle donare al Comune di Siracusa anche alcuni agrumeti in zona Carancino e Case Bianche che dovevano, con il loro reddito, sostenere la manutenzione e la conservazione della stessa Villa. Probabilmente non aveva immaginato che i nostri amministratori locali avrebbero fatto deperire e prosciugare anche questa fonte di reddito aggiuntivo ed avrebbero consegnato quei terreni al loro degrado facendoli diventare incolti, non curati ed abbandonati.

Anche la Villa è ormai arrivata ad un punto di degrado tale che le risorse reperite dall'Assessore Lo Giudice potranno solo tamponare i guasti apportati dalle infiltrazioni di acqua. Tutto il resto dei lavori di restauro e di sistemazione dei locali hanno, invece, necessità di essere intrapresi nel più breve tempo possibile e sicuramente dopo che verrà definito il futuro testamentario della Villa e del suo prezioso Parco. Per rispettare le volontà testamentarie della testatrice, diverse associazioni socio-culturali, consiglieri comunali e di quartiere e tanti cittadini hanno richiesto da tempo di assegnare la Villa ad attività che ne consentano, da un lato,il rispetto puntuale della volontà testamentarie della nobildonna e dall'altro di consentire un utilizzo che ne assicuri l'autonomia economica e gestionale. Abbiamo da tempo indicato che le strutture della Villa devono accogliere con dignità l'Archivio Storico Comunale che è abbandonato in uno scantinato. Unitamente a questa sistemazione possono essere affiancate altre iniziative per rendere autonoma e sostenibile la stessa vita della Villa Reimann. Questo non può darlo certamente la destinazione di museo d'arte o i cineforum e neanche le più disparate attività svolte recentemente, molte delle quali non corrispondenti alle volontà della Reimann.

 Occorrerebbe un' idea generosa e temeraria da affidare a fondazioni di studi e di ricerca che possano apportare le risorse economiche e gestionali tali da garantire un futuro sicuro per questo prezioso patrimonio.

Intanto la preoccupazione maggiore è che, mentre si discute e si perde tempo, la Villa ed il suo meraviglioso giardino sono soggetti a lento degrado, per fermare il quale dovrebbe venir coinvolta la Forestale, affidandole la responsabilità delle opportune cure del parco e il recupero immediato di tantissime specie botaniche.

Questo consentirebbe di curare il giardino in modo professionale in attesa di analoghi interventi conservativi delle strutture della Villa e far si che “mentre i dottori discutono il malato non muoia".

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di Redazione (pubblicato il 26/04/2014 alle  14:10:44, nella sezione ARTE,  838 letture)

mostra gallaroAncora aperta fino al 27 aprile nei restaurati locali della ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, in via Gargallo a Siracusa, la mostra "L'altra parte del cielo" patrocinata dal Comune di Siracusa ed organizzata dalla Galleria Gallaro. L’evento per la sua importanza culturale ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese e dall'Assessorato Regionale dei Beni culturali e dell'identità siciliana. L'ambasciata cinese è stata rappresentata, in occasione dell’inaugurazione della mostra il 13 aprile, dal signor Zhang Jianda, consigliere culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese. Erano presenti gli autori, il fotografo Enrico Porcaro e l'artista Angela Gallaro, oltre al curatore della mostra Marco Goracci. E’ intervenuto il sindaco Giancarlo Garozzo accompagnato dal suo vice Francesco Italia, l'assessore regionale Mariarita Sgarlata, e l'assessore Alessio Lo Giudice. Presentati al pubblico ritratti di donne cinesi e scene di vita della popolosa nazione, fotografati in uno sfavillio di colori da Enrico Porcaro e una interpretazione contemporanea della lanterna cinese, installazione di Angela Gallaro. L’artista siracusana, scenografa e costumista, ha lavorato in produzioni nei teatri antichi di Siracusa e Segesta e si è misurata con i grandi spazi archeologici, dove la sua sensibilità per il segno antico ha avuto modo di scaturire fluentemente dalla sua anima. Siracusa, la città natale, è il luogo dove ha scelto di continuare il suo lavoro percorrendo l'affascinante tracciato della rappresentazione, subito vivificato dall'universo cromatico della natura e dell'arte della terra e del mare. L'esperienza teatrale che per decenni ha assorbito la sua creatività ha presto trovato nuove cellule espressive ricavando ispirazione dall'ambiente circostante, ridondante degli echi dell'antichità dei luoghi, in una ricerca di forme e di materiali cromatici e plastici che è la sintesi di una memoria antica e di una estrema e sentita contemporaneità.

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di Redazione (pubblicato il 24/04/2014 alle  09:51:44, nella sezione CRONACA,  820 letture)

realeSi parlerà della situazione del comparto agricolo ed in particolare di quello vitivinicolo nella prossima riunione della Terza commissione “Attività produttive e Agricoltura” dell’Assemblea regionale siciliana, che si svolgerà il 7 maggio e a cui parteciperà il nuovo assessore regionale alle Risorse agricole, Ezechia Paolo Reale (nella foto). Ad annunciarlo è stato il presidente della commissione, il deputato regionale Bruno Marziano, che ha scritto all’ assessore elencando tutte le criticità del comparto segnalate direttamente dai produttori agricoli e dai vitivinicoltori. «L’assessore Reale – ha dichiarato Bruno Marziano - illustrerà il suo programma e in che modo intenderà affrontare le problematiche». Il parlamentare regionale sottoporrà all’interesse del neo assessore alcuni punti che interessano il settore vitivinicolo, soprattutto nelle aree di alto livello in cui insistono vini ad Indicazione geografica protetta e vini a Denominazione di origine controllata. Le problematiche più sentite sono l’accesso al credito e la commercializzazione dei prodotti agricoli, strettamente legate alla nuova programmazione del nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020. «Sarebbe necessario – ha detto Marziano - un intervento della Regione per superare, nei modi dovuti, le barriere poste dal sistema bancario». «Sarebbe utile in questa fase – ha dichiarato ancora il presidente della terza commissione - intercettare tutti i progetti già realizzati in tutto o in parte che essendo già in possesso di fatture non potrebbero partecipare a nuovi bandi, e finanziarli ». Su questi temi l’assessore Reale e i componenti della commissione “Agricoltura ed Attività produttive” saranno impegnati il 7 maggio in un confronto programmatico.

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di Redazione (pubblicato il 24/04/2014 alle  09:46:25, nella sezione EVENTI,  738 letture)

ricucciSabato 26 aprile, alle 18, a Siracusa, nel salone Borsellino di palazzo Vermexio, avrà luogo la conferenza dal titolo “YallaYalla Siria. Il coraggio e la dignità del popolo siriano. Tre anni di conflitto ignorato”. Si parlerà di una guerra a due passi da noi che ha già causato oltre 150 mila vittime e più di 2 milioni e mezzo di rifugiati. Tra di loro oltre un milione di bambini. La tragedia che sta vivendo il popolo siriano sarà rievocata dal giornalista Rai Amedeo Ricucci (nella foto), rapito in Siria il 3 aprile del 2013 e poi rilasciato dopo 11 giorni. Ricucci da inviato speciale ha seguito i più importanti conflitti degli ultimi 20 anni in zone di guerra come Algeria, Somalia, Bosnia, Afghanistan, Iran, Iraq e Siria. Oltre a Ricucci, interverranno la giornalista italo-siriana Asmae Dachan e la cooperante internazionale israelo-siriana Tytty Cherasien che tracceranno il quadro di quanto sta accadendo in Siria. L’incontro sarà anche un’occasione per fare il punto sull’emergenza sbarchi che ha investito la Sicilia e le coste della provincia di Siracusa fino ad Augusta. A parlarne saranno il Capitano di fregata Ernesto Cataldi, che descriverà l’azione portata avanti per prestare soccorso ai migranti che affrontano viaggi a bordo di “carrette del mare” per raggiungere le coste siciliane, e il giornalista Gaspare Urso che si è occupato del fenomeno degli sbarchi sul territorio di Siracusa e provincia. Coordinerà il dibattito Joshua Evangelista, direttore di Frontiere News, interverranno il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo e l’Assessore comunale alle Politiche Culturali Alessio Lo Giudice.

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di Redazione (pubblicato il 24/04/2014 alle  09:37:09, nella sezione ARTE,  826 letture)

Giuseppe Forzisi (nella foto) espone la sua ultima produzione artistica presso la Galleria Quadrifoglio di Siracusa, dal 27 aprile al 13 maggio 2014. La mostra dal titolo Luminosa propone un percorso evocativo in cui la metafora del risveglio attinge alla tradizione antica e moderna, attraverso una narrazione frammentata di segni e immagini che sono tracce in divenire. “Le opere presentate – scrive Giuseppe Carrubba - sono cartografie dell’anima e sedimentazioni della coscienza dove la luce rivela possibilità di interpretazione formale, svela lo spazio e la materia come mezzo di comunicazione, moltiplica il significato delle superfici stabilendo variazioni nella ripetizione differente. In questo senso il lavoro dell’artista è essenzialmente scultoreo, anche quando affronta il linguaggio della bidimensionalità del disegno e della pittura, con indicazioni materiali a rilievo, in quanto viene ricondotto ad un pensiero di tridimensionalità che ricerca l’effetto della luce assorbita o riflessa”.

Giuseppe Forzisi è un artista visivo che si esprime nell’ambito della scultura, della pittura e del disegno come supporto progettuale e poetico. Il suo lavoro lo porta a sconfinare nello spazio con l’installazione dando forma a figure e assemblando diversi materiali. Si forma nel clima artistico e culturale degli anni Sessanta e Settanta attraverso la frequentazione delle mostre romane dedicate all’arte povera e all’arte concettuale, dove studia la produzione artistica di quegli anni, il linguaggio delle avanguardie, e ne trae suggestioni e stimoli per lo sviluppo di un progetto personale. Dopo il breve soggiorno romano, legato agli anni giovanili della ricerca, ritorna a Siracusa, la città natale, dove attualmente risiede, e, contemporaneamente all’attività artistica, inizia nel 1974 l’attività didattica, portata avanti fino al 2006, in qualità di docente di Scultura presso l’Istituto d’Arte. La mostra Luminosa rappresenta un aspetto della recente progettazione poetica ed estetica dell’artista. Diversi i progetti di scenografie di Forzisi per il cinema e il teatro, e numerose le partecipazioni a mostre collettive con curatori e critici d’arte come Gino Cilio, Nicolò D’Alessandro, Enzo Di Grazia, Francesco Gallo, Gino Gini, Diego Gulizia, Fernando Miglietta, Demetrio Paparoni, Francesco Poli, Giuseppina Radice, Barbara Tosi, Antonio Vitale e Giuseppe Vitale.

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di Redazione (pubblicato il 22/04/2014 alle  12:41:46, nella sezione CULTURA,  1853 letture)

carmelo stranoPrima conferenza del ciclo “Lezione Extra” mercoledì 23 aprile alle ore 16 nell’aula conferenze della Scuola Didattica Speciale di Architettura, in Piazza Federico di Svevia. A salire in cattedra sarà Carmelo Strano (nella foto), filosofo, critico delle arti visive, professore ordinario di Estetica e di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Catania. E' il teorico dell'estetica del quotidiano. Ha dato nuovi contributi nell'ambito della filosofia sociologica e dell'estetica, sul leitmotiv della complessità e della globalizzazione, delle nuove economie correlate e talvolta sulla base di un confronto dialettico soprattutto con Jacques Derrida, Hans Georg Gadamer e Benoit Mandelbrot. Tra i volumi pubblicati: Il segno della devianza, 1984 (nuova edizione: 2005); Dall'Opera aperta all'Opera ellittica, 1989 (entrambi nella collana di estetica di Mursia diretta da Luigi Pareyson e Luciano Anceschi); Mai visto un tempo così-come sentiamo, pensiamo, agiamo all'apertura del nuovo millennio, Lupetti editori di Comunicazione, 2004. La conferenza di Carmelo Strano avrà come discussant: Zaira Dato, professore ordinario di progettazione architettonica e urbana, SDS Architettura di Siracusa, e Aldo César Fagà, teorico e artista. La conferenza è aperta al pubblico.

Prossime Lecture di Lezione Extra: 30 aprile Silvio Cherubini e il 14 maggio Nicola Impollonia. Lunedì 28 aprile alle ore 12 nella stessa sede verrà presentato il bando del concorso per idee per la progettazione di un padiglione gonfiabile. Partecipazione aperta a tutti gli studenti della scuola regolarmente iscritti all’anno accademico. Scopo del concorso è l’opportunità di lavorare con del materiale plastico conoscere e sviluppare tecniche costruttive, e le vaste possibilità che l’architettura gonfiabile può fornire. I gruppi vincitori parteciperanno prima al work shop per l’2 e 3 maggio per l’avvio dei lavori per la realizzazione di un prototipo di padiglione gonfiabile, subito dopo al seminario che si terrà dal 9 al 10 maggio con l’azienda partner quando verranno approfonditi temi, obiettivi, modalità d’uso e tecniche del gonfiabile. Work shop conclusivo 16 e 17 maggio.

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