Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 14/01/2015 alle  20:17:00, nella sezione CRONACA,  437 letture)

racitiDopo il vertice catanese tra gli esponenti delle componenti del Pd siracusano e il segretario regionale Fausto Raciti (nella foto), il partito ha avviato una nuova fase di confronto interno che ha cominciato a produrre i suoi frutti con l’ingresso nella giunta Garozzo dell’assessore Coppa. «Grazie al nuovo clima nel PD siracusano si può e si deve recuperare il rapporto politico tra il partito e l’amministrazione. Attendiamo che si completi il percorso individuato dal segretario regionale, Fausto Raciti». A dichiararlo è stato il deputato regionale Bruno Marziano. «Prendo atto – ha detto - che dall’incontro svolto tra i rappresentanti delle varie componenti e Raciti sono emersi positivi segnali di apertura verso un percorso di ricomposizione del partito siracusano che, dal congresso ad oggi, ha vissuto una fase di tensione interna. Se questo percorso, così come sembrerebbe anche da quanto dichiarato dal sindaco, fosse ora confermato dagli ulteriori fatti, si potrebbe registrare una reale svolta positiva nei rapporti politici all’interno del PD ma, soprattutto, si potrebbe aprire una fase nuova tra lo stesso partito e l’amministrazione di Siracusa. Un’amministrazione che, a seguito delle scelte in contrapposizione col partito, si era trasformata in qualcosa di diverso dalla giunta di centrosinistra che avevamo votato. E a seguito del consolidamento di questo rapporto, il partito dovrà tornare ad essere il luogo del confronto politico sulle scelte amministrative, sia su quelle compiute dall’amministrazione in questo anno e mezzo, sia su quelle che dovranno compiersi. La gestione del servizio idrico, il nuovo appalto dei rifiuti solidi urbani e le politiche sociali: temi che torneranno ad essere discussi negli organismi interni di partito prima che sulla stampa. Mi auguro vivamente che possa essere ricostruito un proficuo rapporto tra gli organismi dirigenti del partito, il gruppo consiliare e l’amministrazione, in un meccanismo in cui i consiglieri diventino cerniera tra le scelte amministrative e gli indirizzi del gruppo dirigente del Pd. In questa ottica poco importa se ognuna delle componenti interne esprime presenze nell’amministrazione della città, più importante e rilevante è ritrovare le ragioni dello stare assieme e potere svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno assegnato quando Giancarlo Garozzo è diventato sindaco di Siracusa». Apprezzamento da parte del deputato regionale anche nei confronti del lavoro di mediazione svolto segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, con l’augurio che questa nuova fase che il segretario regionale ha voluto fortemente, avviata con un’apertura di dialogo interrotto bruscamente qualche mese fa, possa concludersi e portare agli obiettivi auspicati.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2015 alle  14:30:57, nella sezione EVENTI,  606 letture)

mina locandina eventoRiparte con la musica l'attività culturale del 2015 dell'associazione culturale "Per la città che vorrei". Venerdi 16 gennaio 2015 alle ore 19,30, presso l'Istituto Musicale Privitera in via Regina Margherita 19 è prevista una serata in compagnia di Alessandra Scorpo (voce solista), Pino Cultrera (tastierista) ed Ismenia Amari nelle vesti di presentatrice: in scena lo spettacolo musicale "Mina ... storia di un mito", un riproposizione dei brani più famosi dell'artista intercalati dalla narrazione della sua biografia e dalla videoproiezione di alcune foto e filmati della sua vita. "Stiamo lavorando alla predisposizione di un programma per il 2015 ricco di eventi" spiega il presidente Sergio Pillitteri. "Non solo eventi artistici, ma anche momenti d'approfondimento, convegni, conferenze, sui vari temi fondamentali per la città di Siracusa. Verranno affrontante tematiche utili e d'interesse per i cittadini. Esprimiamo grande soddisfazione, perché pur senza alcun contributo da parte di enti pubblici, ma con tanta passione, impegno e determinazione dei nostri soci e dell'intero direttivo abbiamo raggiunto ottimi risultati. Nei prossimi giorni presenteremo alla stampa il nuovo programma in cantiere."

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/01/2015 alle  14:18:26, nella sezione LIBRI,  803 letture)

sacha naspiniSacha Naspini torna a scrivere le storie che piacciono a noi, quelle ce l’hanno fatto conoscere e apprezzare, in piena sintonia con I cariolanti (Elliot, 2009) e Le nostre assenze (Elliot, 2012), ma anche con L’ingrato e I sassi (Il Foglio Letterario, 2009). Storie di vita quotidiana, romanzi di formazione, narrativa letteraria ai confini con il genere, come un regista sperimentale che racconta la realtà a base di inquietanti soggettive e poetici piani sequenza. Ciò che Dio unisce (Piano B Edizioni, pp. 176, euro 14) ricostruisce una vicenda matrimoniale - partendo dai rispettivi addii al celibato - da due diversi punti di vista, scanditi da capitoli alterni intitolati con il nome di lui (Michele) e di lei (Marta) che seguono il filo conduttore dei diversi pensieri. L’autore riesce a calarsi bene sia nella psicologia maschile che in quella femminile, non risultando invadente e non facendo trapelare il suo pensiero. Naspini racconta tramite i personaggi e scompare in loro, dote non comune nella narrativa ombelicale contemporanea pervasa da emuli - più o meno riusciti - di Proust.

La materia del romanzo è narrativa nera, alla Ammaniti dei tempi in cui scriveva storie dure e taglienti, stile Fango o Ti prendo e ti porto via, permeata da una psicologia di fondo che ricorda il Bergman di Scene da un matrimonio. Proprio come nel capolavoro cinematografico del maestro svedese, anche nel romanzo di Naspini le tensioni matrimoniali - dopo un lungo periodo di incubazione - giungono al culmine e a un certo punto esplodono. La gelosia di lui, i tradimenti di lei, il gruppo musicale e gli amici che imperversano, gli scherzi oltre ogni limite nella prima notte di nozze, tutto congiura verso un finale imprevedibile e sconvolgente. Naspini contamina noir e horror metropolitano, romanzo criminale e letteratura, cinema e cronaca nera. Trova una sua strada narrativa che lo distingue nel panorama contemporaneo, uno stile asciutto, freddo, senza fronzoli, efficace da un punto di vista comunicativo. Ottima l’ambientazione maremmana, in una Follonica notturna e decadente, teatro insolito di una cattiva storia di provincia. Non manca un pizzico di erotismo, come è presente la musica, vera passione dell’autore, che fa capolino con il gruppo inesistente dei Paturnia (in maremmano si dice: “Non ti fare tante paturnie!”, per convincere qualcuno a non porsi problemi inesistenti) e dal Quartiere Latino, locale follonichese che fa musica dal vivo. L’ultimo capitolo del romanzo è dedicato ai pensieri dell’amico di Michele, ai suoi ricordi, a ciò che ritiene possa accadere durante la prima notte di nozze, prima di partire per uno splendido viaggio intorno al mondo. Non sa quanto si sbaglia. Bravo Naspini che sei tornato all’ovile di quel che sai fare meglio. Altro che romanzi storici!

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2015 alle  17:34:31, nella sezione CINEMA,  663 letture)

francesco rosi con raimondo raimondiAlla veneranda età di 92 anni è scomparso uno dei nostri più grandi registi cinematografici, Francesco Rosi, nato a Napoli il 15 novembre 1922 e morto a Roma, dove si era trasferito diversi anni fa. Chi scrive ha avuto il grande privilegio di incontrarlo e intervistarlo a Taormina qualche anno or sono durante un’edizione del Taormina Film Festival. Rosi lavorò a fianco di Luchino Visconti per La terra trema (1948) e Senso (1953), con Aida Valli e, dopo aver sceneggiato Bellissima, del 1951, con Anna Magnani, e il successivo Processo alla città, del 1952, cominciò a diventare sempre più indipendente: dopo le pellicole melodrammatiche (Tormento, del 1950, con Amedeo Nazzari) arrivarono le collaborazioni a opere più importanti, come I vinti (1953), di Michelangelo Antonioni, e Proibito (1954), di Mario Monicelli. Nel 1956 fu coregista, insieme a Vittorio Gassman, di Kean - Genio e sregolatezza. Il 1958 segnò la sua completa emancipazione con il primo lungometraggio che porta la sua firma, La sfida, mentre l'anno successivo diresse Alberto Sordi nel film I magliari, nel quale raccontava la storia di un immigrato che, dalla Germania all'Italia, veniva a contatto con la camorra. Negli anni sessanta diede inizio al filone cinematografico d'inchiesta: Rosi si interessò all'evoluzione della società italiana, nel bene e soprattutto nel male. Puntò i riflettori sulla Sicilia nel suo capolavoro Salvatore Giuliano, del 1962, raccontando la vita del bandito e utilizzando una tecnica innovativa e molto efficace, fatta di flashback non in ordine cronologico. Arrivarono i primi grandi riconoscimenti, dopo gli applausi e la stima dei grandi registi della sua epoca: prima l'Orso d'Argento al Festival di Berlino e poi il Nastro d'Argento come miglior regista. Un anno dopo Rosi lavorò al suo secondo capolavoro Le mani sulla città con Rod Steiger, un'incursione più reale della realtà nell'Italia del boom economico e dei palazzinari, tornando a raccontare la sua Napoli, lo sfruttamento edilizio, la collusione tra malavita e Stato. Un colpo allo stomaco per il cinema italiano: il film per la sua tragica bellezza ottenne il Leone d'Oro al Festival di Venezia e due candidature ai Nastri d'Argento come miglior regista e miglior soggetto (scritto insieme a Raffaele La Capria). A quel punto Rosi entrò a pieno titolo tra i grandi autori italiani e la sua carriera culminò con un David di Donatello ricevuto nel 1965 come miglior regista.

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di Redazione (pubblicato il 10/01/2015 alle  09:12:25, nella sezione CRONACA,  561 letture)

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, si è recato alla moschea di Catania per incontrare la comunità musulmana siciliana e per pregare insieme contro ogni violenza. Crocetta aveva già, nell’immediatezza dei fatti di sangue alla sede di Charlie Hebdo, preso posizione contro il terrorismo islamico in una lettera di solidarietà inviata all’ambasciatore di Francia. «Le dichiarazioni nette dell’Imam di Catania contro ogni forma di terrorismo e violenza e di promozione della pace confermano i buoni rapporti che ci sono stati e ci sono in Sicilia tra comunità musulmana e popolo siciliano – ha dichiarato il presidente - se vogliamo combattere il terrorismo dobbiamo dialogare con l’Islam moderato e pacifico che non cerca di imporre la sua legge agli altri, ma rispetta le nostre leggi e lavora per una pacifica coesistenza. Dall’intensificazione del rapporto di cooperazione potrà sicuramente svilupparsi un’azione di isolamento totale di ogni estremismo che ha dimostrato solo morti, lutti, violenza. Dio è amore e pace e nessuno può uccidere in suo nome». Ricordiamo che a Catania in un vecchio cinema completamente ristrutturato è stata aperta la più grande moschea del sud, in pieno centro storico, in piazza Cutelli. Un luogo di culto che punta anche a diventare luogo di scambi culturali, per una comunità, quella islamica, che solo a Catania e provincia conta oltre diecimila persone. «Quello che è accaduto a Parigi – ha detto l’imam di Catania - per noi musulmani, è un atto criminale, un attacco terroristico che ci offende tutti. Offende la nostra etica, i nostri valori come musulmani e la nostra religione. Ci sono altri modi per protestare contro un giornale che spesso offendeva il profeta dell’Islam. Questo, però, non giustifica assolutamente un attacco del genere».

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di Redazione (pubblicato il 08/01/2015 alle  20:38:43, nella sezione ARTE,  987 letture)

locandina eventoSabato 10 gennaio alle ore 18,30 nei locali della Galleria Roma Artecontemporanea di Siracusa verrà inaugurata la mostra dal titolo “Atalanta Fugiens”, opere di piccolo formato di Paolo Morando. L’evento sarà presentato da Salvatore Rapisarda che così si è espresso in un suo testo critico: “Il Maestro Morando entra nei luoghi del mito facendo rivivere nella sua iconografia le energie dei valori universali. Processo alchemico, figure di colore, come geni, si strutturano in composizioni evocative, abitano le sue opere. Principia archetipali dei caratteri antropici sacrali, antica conoscenza, sapienza simbolica. Poiesis ricca, profonda, intensa estetica pittorica che supera il tempo e i luoghi del nostro quotidiano. Necessità di vita, di essere e non solo di avere, di riscoprire, di ritornare, alla riflessione, alla meditazione, alla contemplazione. Necessità di ascoltare in silenzio l’arte che ci vuole ancora parlare. Fuggire correndo e fermarsi solo per raccogliere i pomo d’oro di Afrodite, nel segno dell’amore della vita”. Paolo Morando, a Siracusa, è molto conosciuto. Il suo studio ortigiano è sempre stato un viavai continuo, una ribollente fucina di idee e attività e un’accogliente casa dell’Arte. Dopo una lunga pausa di riflessione, l’artista aretuseo ha deciso di rimettersi in gioco ed esporre alcuni quadri di piccolo formato, ultime fatiche di un prolifico logorio artistico. morandoMorando esalta il passato e le solide radici che affondano nei significati universali della classicità e che rappresentano gli strumenti per interpretare una contemporaneità contraddittoria in cui l’individuo fatica a trovare la propria dimensione. I frammenti immoti della storia, le rovine della nostra antichità, testimoniati dai resti architettonici e dai continui richiami ai grandi protagonisti della mitologia, concorrono all’edificazione di un nuovo presente sospeso tra realtà e immaginazione. Una pittura che si riallaccia alla grande tradizione del Seicento e del Settecento che Morando reinterpreta con la sua abilità nell’uso dei colori e con la ricchezza di particolari. La mostra sarà visitabile dal pubblico dal martedì alla domenica dalle 18,30 alle 20,30 fino a martedì 20 gennaio.

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di Redazione (pubblicato il 06/01/2015 alle  23:38:26, nella sezione EVENTI,  630 letture)

piccolo befanaIl Teatro Stabile di Augusta ha inaugurato il nuovo anno sociale con una festa. Tra le molteplici produzioni normalmente di tipo teatrale che caratterizzano l'associazione, questa volta si è inventato una festa dei bimbi, infatti in occasione della Befana ha organizzato nei locali del suo Piccolo un momento dedicato ai bambini. Animazione e giochi sono stati i protagonisti della serata con l'arrivo della tanto attesa befana che al galoppo della sua scopa impagliata è atterrata sul palcoscenico del Piccolo, e ha distribuito le tradizionali calze colme di regali e dolciumi offerte dallo Stabile. Gradita anche un esibizione canora da parte delle piccole Annalisa, Lucrezia e Ludovica. Dolci e rinfresco sono stati offerti anche ai genitori dei piccoli intervenuti che hanno accolto con pari entusiasmo l'evento. A coordinare la serata Giorgia Messina che con il gruppo delle donne dell'associazione: Maria Napoli, Ninetta Lavio, Antonia Greco e Corradina Firrincieli, che hanno gestito l'evento sotto l'attenta direzione artistica di Mauro Italia. “La semplicità deve essere al centro di questo nuovo anno e il Teatro Stabile – ha detto Mauro Italia - vuole dare alla città il suo modesto contributo, già il Piccolo inaugurato lo scorso anno ha regalato con grandi risposte un'isola culturale in pieno centro storico e un palcoscenico a tutti gli appassionati di teatro e di spettacolo in genere. Diverse le produzioni teatrali messe in scena al Piccolo con compagnie arrivate anche da altre città siciliane che con orgoglio e gratuita disponibilità si sono espresse con la loro arte, cosi come tantissimi diversi talenti augustani. Con l'augurio di un Buon 2015 Il Teatro Stabile di Augusta invita i cittadini a gustare la sua nuova produzione che debutta a metà marzo al Teatro Città della Notte”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 06/01/2015 alle  23:35:58, nella sezione CRONACA,  710 letture)

kiba ed ela“Controindicazioni a doppio effetto collaterale” è una mostra d’arte di Elena Lucca e Kiba ospitata nel centro storico di Augusta, sempre più abbandonato, ma che a volte sembra voglia aprirsi a nuove attività gestite da giovani, come quelli dell’associazione Quattro Terzi, che tentano di vivacizzare il deserto con modesti spazi espositivi di aggregazione autogestita e certamente non aiutata dalla latitante amministrazione commissariale. Kiba è un artista talentuoso e sui generis la cui pittura è caratterizzata dal segno graffiante e dall’utilizzo del nero, colore spesso scartato nella tradizione classica ma presente in tanta produzione contemporanea, a volte temperato da modesti interventi di colore, tracce di una bitonalità che rende fascinose le sue tele spesso di grandi dimensioni e piuttosto inquietanti, opere in cui si esprime il travaglio dell’artista in simbiosi con quello dell’umanità attraverso volti segnati, graffiati, quasi dilaniati, di personaggi dagli occhi vitrei che scrutano nel profondo e lasciano traccia nella nostra psiche, uno spaccato di umanità dolente che guarda incerta verso un futuro che appare disperante. Questa produzione artistica di Kiba sembra avere una scaturigine “storica”, riecheggia l’espressionismo tedesco di George Groz o l’angoscia lacerante dell’urlo del norvegese Edvard Munch.

Giovanni Saraceno, Joe per gli amici, Kiba in arte, ama popolare i suoi quadri con ritratti di Marlon Brando, del bambino di Fukushima, di Charlie Chaplin, di un gruppo di “baluba”, di un pugile in azione, e di tanti altri soggetti protagonisti di un universo creato dalla sua fantasia ma con un occhio attento alla realtà che lo circonda e che egli fissa sulla tela dopo una spietata analisi che unisce l’incubo visionario alla ricerca sociologica. Elena Lucca (si firma Ela) è giovane e veleggia in un complicato mondo fantastico, a volte col gusto dell’ironia, altre col sapore denso della passione, con sentimenti profondi e stratificati da custodire e magari da rivelare al più presto a se stessa e agli altri. Le sue tele, di chiara matrice “pop art”, raffigurano stilizzate immagini femminili (spesso autoritratti: “mi amo grigia con un tocco di rosso, i colori le mie emozioni”) in un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico: la riconoscibilità immediata di un quadro di Ela, la tipicità della sua tematica e della sua cromìa, per cui l’opera riesce comunque ad assumere un'eccellente valenza estetica.

 

 

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di Redazione (pubblicato il 06/01/2015 alle  23:35:06, nella sezione CRONACA,  504 letture)

rudini«Misure specifiche del Psr (Programma di sviluppo rurale) per i danni subiti dalla filiera Pachino e richiesta di intervento immediato degli istituti regionali del credito». Queste le direttrici di azione emerse nel primo incontro della Consulta comunale “Agricoltura e Agroalimentare”, che si è riunita per la prima volta oggi nell’aula consiliare di Pachino. Presenti 9 rappresentanti di associazioni e consorzi che operano nel comparto agricolo, che si sono confrontati col sindaco, Roberto Bruno, il vicesindaco, Andrea Rabito e i componenti della commissione consiliare “Agricoltura”, Sebastiano Spataro e Giuseppe Tuminello. «Gli obiettivi della consulta – ha dichiarato il primo cittadino -, sono la programmazione dell’attività tradizionale e la discussione sulle soluzioni per i danni subiti dalle aziende a seguito dello straordinario evento meteorologico del primo gennaio». Il sindaco ha anche comunicato una ulteriore proroga del termine di iscrizione alla consulta “Agricoltura ed Agroalimentare”, ed anche di tutte le altre consulte “Scuola”, “Pro Marzamemi”, “Attività produttive” e “Politiche giovanili”: sarà possibile presentare istanza negli uffici comunali entro il 16 gennaio 2015. Inoltre, si sta preparando un documento che verrà presentato dall’amministrazione comunale nell’ambito della presentazione del Psr, prevista venerdì 9 gennaio 2015 al palmento Di Rudinì, a cui saranno presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, e i funzionari del dipartimento. «Bisogna – ha continuato il sindaco – trovare una intesa con la Regione per individuare misure del Psr da destinare alla filiera Pachino per aiutare le aziende danneggiate dal maltempo. Inoltre, chiederemo un intervento immediato degli istituti regionali deputati al finanziamento attraverso un fondo di rotazione». Intanto oggi il sindaco, accompagnato dal presidente della commissione consiliare “Agricoltura”, il consigliere Sebastiano Spataro, ha effettuato un sopralluogo in una parte della aziende maggiormente colpite dal maltempo.

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di Redazione (pubblicato il 05/01/2015 alle  17:07:35, nella sezione CRONACA,  558 letture)

All’età di 75 anni è scomparso ad Augusta Pietro Quartarone, storico fotografo augustano. Era ricoverato da giorni presso l’ospedale Muscatello, in pensione dopo una vita trascorsa a fare il fotografo professionista, memoria storica di tanti avvenimenti del suo paese e autore di tanti ritratti dei suoi concittadini, davvero il fotografo di intere generazioni di augustani. Allievo di Roccaforte, il più anziano dei fotografi di Augusta, assieme a Giuseppe Bottino e Francesco Sanfilippo era uno dei fotografi più noti e stimati della città. Recentemente era stato premiato con una targa quale riconoscimento alla carriera dal Kiwanis Club di Augusta in occasione del Passaggio della Campana al Circolo Unione (vedi foto) dove contemporaneamente aveva presentato una mostra di alcune sue splendide fotografie d’arte.

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di Redazione (pubblicato il 02/01/2015 alle  16:17:37, nella sezione CRONACA,  1005 letture)

Mimmo Di Franco fa sapere di aver segnalato ai vigili urbani di Augusta una situazione di pericolo per tutti coloro che sono costretti, per non camminare sulla strada, ad usufruire del marciapiede per andare all'ufficio tecnico. Il distacco dell'architrave da una finestra del sempre più decadente e abbandonato Cinema Kursaal ai giardini pubblici (vedi foto) può causare danni fisici alle persone sottostanti o danni materiali alle auto parcheggiate. “Bisognerebbe intervenire - dice Di Franco - una volta per tutte, su tutte le strutture pubbliche e private esistenti sul territorio. Rovinano il decoro urbano, sono ricettacoli di immondizia e animali e, soprattutto, mettono a rischio l'incolumità e la sicurezza dei cittadini! L'atto più immediato sarebbe transennare il marciapiede tutto attorno, in attesa delle decisioni definitive e drastiche”. Il Kursaal che fu onore e vanto dei cittadini augustani nel tempo della nostra gioventù e che fu anche teatro in tempi ormai lontani, il cui palco venne calcato da famosi attori, da cantanti noti, da grandi orchestre di operette, una mega struttura per quei tempi di carattere ludico, recettivo e alberghiero, da anni versa in condizioni pietose di abbandono, vittima di liti tra privati e di incuria dell’amministrazione che non ha mai fatto nulla per intervenire neanche per una doverosa messa in sicurezza. Ora la situazione è diventata ancor più drammatica, l’ingresso è sfondato, la facciata è fatiscente, tutto l’intero stabile rischia di crollare da un momento all’altro. Automobili e pedoni passano indisturbati senza neanche alzare gli occhi, nonostante l’evidente pericolo oggi evidenziato ancora una volta dal cittadino Mimmo Di Franco.

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di Redazione (pubblicato il 02/01/2015 alle  16:15:27, nella sezione CRONACA,  468 letture)

La giunta comunale di Pachino delibererà la richiesta di stato di calamità. È il primo provvedimento per il 2015 dell’amministrazione guidata dal sindaco, Roberto Bruno, che cercherà di accedere a fondi destinati ai danni causati da effetti meteorici straordinari. «Lo straordinario evento meteorico di fine anno – ha dichiarato il primo cittadino - ha causato notevoli disagi alla popolazione ed ingenti danni all'economia agricola di Pachino. Stiamo intervenendo, con il gruppo comunale della Protezione Civile, per consentire la ripresa della viabilità e con la rimozione di rami, pali della luce e quant'altro è venuto a cadere per le strade, creando situazioni di pericolo e arrecando difficoltà alla circolazione veicolare. Abbiamo convocato una giunta straordinaria per chiedere la proclamazione dello stato di calamità naturale”. Solidarietà agli agricoltori di Pachino e Portopalo è stata chiesta anche dal deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea Regionale Siciliana. «Il maltempo che si è abbattuto nell’estremo sud – ha detto il parlamentare regionale – arrecando ingenti danni in gran parte delle aziende, aggrava la situazione dell’intero comparto agricolo, già afflitto da grosse difficoltà economiche e finanziarie. Congiuntamente all’amministrazione comunale chiederò l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca e del ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina». Venerdì 9 gennaio al Palmento Di Rudinì a Marzamemi è prevista la presentazione del nuovo Psr, il Programma di sviluppo rurale dei fondi 2014-2020, a cui parteciperanno l’assessore Nino Caleca, il deputato regionale Bruno Marziano e i funzionari dell’assessorato regionale. Sarà un primo momento di confronto tra i produttori di Pachino e Portopalo e i rappresentanti del Governo regionale.

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di Redazione (pubblicato il 31/12/2014 alle  11:07:42, nella sezione EVENTI,  645 letture)

sem pubb ammSi è svolto il 29 dicembre il seminario sul tema “La prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione”, ospitato nell’ex Palmento Di Rudinì a Marzamemi, ed organizzato dalle amministrazioni comunali di Pachino e Monterosso Almo, con il supporto del segretario generale dei due enti, Carmelo Innocente. Relatore d’eccezione è stato il professore Antonio Barone, ordinario di diritto amministrativo della Libera Università Mediterranea di Bari e componente della commissione di studio dell’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, per la riforma della legge 190/2012, ovvero sulla prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. In prima fila nella lotta alla corruzione il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, ed il sindaco di Monterosso, Paolo Buscema.

«La nostra comunità – ha dichiarato Bruno – sconta un ritardo in materia di prevenzione della corruzione che di fatto ha frenato la vita economica, sociale e culturale, ponendo il nostro Ente fra quelli inadempienti rispetto all’attuazione delle nuove disposizioni di legge. È per questo che la mia amministrazione vuole puntare proprio sulla prevenzione del fenomeno, per garantire l’integrità morale dei funzionari e dell’apparato amministrativo, per migliorare l’attività dell’ente ed a garanzia dei cittadini da cui abbiamo ricevuto il mandato. Soprattutto, bisogna migliorare la trasparenza nell’ottica di una riqualificazione etica della Pubblica Amministrazione. In maniera concreta, stiamo adottando tutta una serie di misure, dal regolamento sul codice di comportamento dei pubblici dipendenti a quello sui controlli di gestione interna, che verrà deliberato al termine del seminario in un’apposita giunta da me convocata, al piano comunale anticorruzione che è ormai in dirittura d’arrivo». Il sindaco di Monterosso Almo ha detto che «le cose stanno cambiando e abbiamo bisogno che determinati atteggiamenti ce li impongano dall’alto. Non sarà facile attuare questa trasformazione, né a farlo capire. Ma attuarla è dovere morale di noi amministratori». Il professore Antonio Barone ha parlato di una serie di misure attraverso i piani di prevenzione che le Pubbliche Amministrazioni dovranno adottare, in funzione della legge 190 del 2012 e del decreto legislativo n. 33 del 2013. «Alla base della prevenzione – ha detto il professore Barone - ci sono la ricerca della legalità e il perseguimento del bene pubblico. La vera sfida delle Pubbliche amministrazioni sarà quella di prevenire il rischio corruzione, un compito istituzionale gravoso. E la competitività di un territorio passa anche dalla capacità di ridurre il fenomeno corruttivo». All’evento hanno partecipato anche il sindaco di Floridia, Orazio Scalorino ed i funzionari dei comuni di Pachino, Monterosso Almo, Rosolini e Noto.

(Nella foto: da sinistra il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, il professore Antonio Barone e il sindaco di Monterosso Almo, Paolo Buscema)

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 28/12/2014 alle  16:15:35, nella sezione EDITORIALI,  583 letture)

In ognuno di noi persistono tracce di un cervello antico, primordiale, dove albergano le passioni e gli impulsi predatori. Perché l’uomo primitivo era essenzialmente un predatore che doveva prevalere sull’ambiente circostante per cibarsi, quindi per sopravvivere e salvaguardare la sua prole. Questo ci portiamo appresso nel nostro dna e questo resiste anche oggi che non dobbiamo più cacciare per mangiare, né guardarci dal pericolo per salvare la pelle. Ancora oggi come i nostri progenitori vogliamo le femmine più belle e più prolifiche per perpetuare la razza, e loro, le donne, scelgono ancora il maschio più forte e più dotato per essere protette e mantenute. Naturalmente oggi non servono pelli di animali, né provviste di grano e nemmeno conquistare un regno, oggi per avere il potere serve il denaro e con questa motivazione si giustifica ogni nefandezza, ogni prevaricazione, sopraffacendo e corrompendo per nutrire al meglio il proprio io con la conquista dei simboli propri del potere odierno: ostentazioni di ricchezza, macchine ruggenti e donne bellissime per affermare anche e soprattutto la propria potenza sessuale. Come i pavoni aprono la coda o i cervi ostentano ramificate corna quali attrattivi richiami, gli uomini d’oggi ancora una volta ignorano etica e morale per accumulare denaro e privilegi, dominati ancora e sempre da una cieca ingordigia.

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di Redazione (pubblicato il 28/12/2014 alle  16:11:18, nella sezione CRONACA,  570 letture)

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha detto “si” alla realizzazione di “Vega B”, la piattaforma marina che affiancherà la “Vega A”, operante da più di 30 anni a largo della costa siciliana di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Ad annunciare la notizia della firma del decreto è stato il deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza Commissione “Attività produttive” dell’Assemblea Regionale Siciliana. «Si conclude un percorso di autorizzazioni – ha dichiarato Marziano - teso a garantire il massimo rispetto per l’ambiente, la sicurezza totale della piattaforma e l’adozione di tutte le nuove tecniche utili a garantire la salvaguardia della fauna e della flora marina». Ottenuto l’ “ok” dal ministero dell’Ambiente, ritenuto il parere più importante e vincolante, si attendono le altre due autorizzazioni dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni Culturali che, a questo punto, avranno un percorso assai più agevole. E alcuni dei benefici per al nascita di “Vega B” potrebbero riversarsi nel Siracusano. «Esprimo soddisfazione per questa decisione importante – ha continuato il deputato regionale - che potrà determinare, ove la Edison società decidesse di realizzare strutturalmente in Sicilia, a punta Cugno ad Augusta o a Marina di Melilli, le uniche due aree attrezzate per la costruzione delle piattaforme, il rilancio della zona industriale nel settore della metalmeccanica. Oltre a diventare un polo di eccellenza, si schiuderebbero possibilità di lavoro per decine di imprese e per oltre duemila addetti».

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di Redazione (pubblicato il 26/12/2014 alle  14:34:08, nella sezione CRONACA,  595 letture)

«Il prezzo del pomodoro “crolla” nella fase di acquisto al produttore, a fronte di importi di vendita alti al consumatore: c’è il timore di accesso incontrollato di prodotti provenienti da altri territori». È la denuncia del sindaco di Pachino, Roberto Bruno che, su sollecitazione di un gruppo di agricoltori, ha scritto a Giacomo Gagliano, direttore dell’ufficio “Repressione e frode” del ministero dell’Agricoltura. «Ho deciso di contattare gli uffici ministeriali – ha dichiarato il primo cittadino - a seguito di reiterate richieste da parte di alcuni produttori di pomodoro del territorio i quali lamentano i miserrimi prezzi del loro prodotto (in particolare il ciliegino venduto a circa 70 centesimi al chilogrammo) a fronte di prezzi di vendita al consumatore che, da fonti direttamente acquisite dagli stessi nelle principali centrali di vendita, specialmente delle città del Nord Italia, arriverebbero a 2 euro e 50 centesimi per confezioni di 250 grammi (ovvero 10 euro al chilogrammo). Gli stessi, su mia esplicita domanda, lamenterebbero un incontrollato accesso al porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa, di prodotto non di questo territorio che verrebbe pertanto successivamente contraffatto e venduto come prodotto di Pachino. Non c’è ancora certezza su quanto questa ipotesi possa essere suffragata da veridicità, ma mi sento tuttavia in dovere di intervenire chiedendo all’ufficio “Repressione e frode” di accertare la fondatezza delle informazioni pervenutemi e, soprattutto, la correttezza della concorrenza. Chiederò, inoltre, l’intervento diretto del ministro, Maurizio Martina, a tutela delle aziende e dei lavoratori del comparto agricolo di Pachino e Portopalo».

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di Redazione (pubblicato il 21/12/2014 alle  19:48:09, nella sezione CRONACA,  762 letture)

porto augusta«Si all’accoglienza in tutte le sue forme, ma l’ormeggio di navi mercantili di migranti al porto di Augusta non è più sostenibile, sia per gli effetti economici e sociali, e anche per un problema di sicurezza e salute pubblica». A dichiararlo è stato il presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea regionale siciliana, il deputato regionale Bruno Marziano, in occasione della segnalazione dell’ennesimo sbarco di centinaia di migranti sulla costa siciliana. In questi giorni è previsto l’arrivo di una “carretta del mare” al porto di Augusta, con a bordo 800 migranti ma senza equipaggio. «Lungi da me – ha dichiarato il parlamentare regionale - mettere minimamente in discussione l’accoglienza dei migranti, in tutte le sue forme e nel massimo rispetto per la dignità e la salute di chi giunge in condizioni disperate, però l’ormeggio della seconda nave mercantile al porto di Augusta potrebbe causare danni gravi ed irreparabili all’operatività del porto, con dirette conseguenze sulle imprese concessionarie e sull’intero cluster portuale. Ho informato della vicenda i parlamentari nazionali del Partito Democratico, affinché si possa chiedere l’intervento sia del ministro degli Interni, che del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, per trovare una soluzione a quello che potrebbe rappresentare un ostacolo alle attività del porto di Augusta».

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di Redazione (pubblicato il 21/12/2014 alle  19:47:12, nella sezione CRONACA,  599 letture)

Il 18 dicembre si è svolta la serata conclusiva dei festeggiamenti del XV anniversario della fondazione dell’Associazione Rosolinesi in Siracusa, presieduta da Corrado Di Stefano, il quale ha elencato le varie manifestazioni che si sono state svolte durante l’anno 2014 . L’Anteas di Siracusa ha omaggiato l’Associazione, tramite il suo Presidente Agostino La Fata, di un medaglione a ricordo dei tre lustri di attività svolta a favore dei soci e si è complimentato con tutti per le iniziative mirate a rispolverare antiche tradizioni, modi di dire, arte, dialetto, ricordare e riproporre alcuni aspetti della cultura rosolinese. Momenti particolarmente toccanti si sono avuti quando la socia Giovanna Covato ha letto una lettera di ringraziamento della Signora Susanna Poidimani di origine rosolinese, in occasione della sua venuta a Rosolini, proveniente dall’Argentina, ospite dell’Associazione, che vale la pena riportare: “Un giorno i nostri nonni dovettero lasciare la loro terra, la loro famiglia e i loro amici in cerca di opportunità, in cerca di pace in mezzo alle guerre assurde, fame e povertà. Questa è la storia dei miei nonni che un giorno lasciarono la loro Sicilia e la loro Rosolini per arrivare in Argentina lontana e sconosciuta ai confini del pianeta, navigando tanti giorni e tante notti fino ad arrivare al porto di Buenos Aires, città di accoglienza, che diede loro lavoro e una nuova vita, ma dove piansero la tristezza di non poter tornare nel luogo di origine, di non poter più rivedere molti dei loro cari. Per questa ragione decisi di andare in Sicilia, a Rosolini, decisi di fare il viaggio di ritorno che i miei nonni mai poterono realizzare. Attraverso internet mi misi in contatto con Corrado Di Stefano che vive a Siracusa, attualmente Presidente dell’Associazione Rosolinese di quella città, che mi ha incoraggiato a intraprendere il viaggio in Italia. Il momento più emozionante del viaggio è stato vissuto a Rosolini, dove con sorpresa è stata organizzata nel Palazzo Comunale, una festa in mio onore e in onore a quegli emigranti che non sono mai tornati. Oggi rimangono nella mia mente immagini che non potrò mai dimenticare: l’omaggio fatto ai miei antenati, la città che ricorda coloro che partirono e l’accoglienza ricevuta dimostra che non sono stati dimenticati e che la loro terra sarà sempre quella di origine sebbene i loro corpi riposino altrove. Un grande abbraccio dall’Argentina.”

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di Redazione (pubblicato il 21/12/2014 alle  19:46:14, nella sezione CRONACA,  547 letture)

coldirettiDomenica mattina a Siracusa si è celebrata la sessantaquattresima Giornata del Ringraziamento della Coldiretti. L’evento, molto sentito dagli agricoltori, si è tenuto nella Cattedrale di Siracusa, dove si trovano le Sacre spoglie di Santa Lucia, con una Santa messa presieduta dall'Arcivescovo Monsignor Salvatore Pappalardo e concelebrata da padre Amenta, assistente provinciale della Coldiretti e da padre Sessa, diocesano di Noto. Nel corso dell’offertorio sono stati portati all'altare oltre 50 cesti con i “frutti” di un anno di lavoro nel segno dell’acqua, della terra e dei semi: agrumi, frutta, verdura e ortaggi diversi che saranno donati alle mense per i poveri curate dalle parrocchie. All'appuntamento hanno partecipato i vertici della Coldiretti Siracusa, tra cui il direttore Pietro Greco, il quale ha affermato: “La Giornata del Ringraziamento rappresenta per tutti noi un evento molto sentito, in grado per un attimo di farci lasciare alle spalle i problemi del settore agricolo”.

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di Redazione (pubblicato il 21/12/2014 alle  17:18:04, nella sezione ARTE,  615 letture)

fotoincontrarteIl 19 dicembre si è inaugurata presso l’ex Convento del Ritiro di Siracusa la mostra “Incontrarte", presentata dal critico d’arte dott. Raimondo Raimondi e dal semiologo prof. Salvo Sequenzia. La mostra è stata organizzata dalla pittrice Adele Caruso che vuole rendere gli spazi espositivi siracusani luogo di incontro vivi e vitali. Questa mostra non vuole quindi essere una veloce, fugace e disinteressata visione delle opere bensì un momento di scambio di opinioni, di critiche e di emozioni. In tal modo il visitatore potrà capire l’animo di chi ha creato l’opera, si porrà interrogativi, scambierà con l’artista le proprie impressioni. In mostra le belle opere di pittura e scultura di Adele Caruso, i dipinti informali di Paolo Carnemolla, le magnifiche composizioni di Giovanna Trefiletti, le fantasie visionarie di Federica Mangiafico e le “pietre” fotografate da Salvatore Zito.

Raimondi ha parlato della pittura, di come abbia subito traumi straordinari: soprattutto per effetto dell’avvento del cinema, della fotografia e delle innovazioni tecnologiche ed informatiche. “Nonostante la resistenza di tanti artisti – ha detto il critico d’arte - non si può fare a meno di recepire il nuovo e di adeguarsi alla tecnologia. Oggi ci si aggira spesso in cimiteri dell’arte, laddove qualche pittore si ostina a ripercorrere sentieri già ampiamente tracciati e ancor più consumati, ma si rianima davanti alla considerazione che chi sa dipingere è paradossalmente più moderno di chi non lo sa fare e si nasconde dietro una sedicente avanguardia che non fa che riprodurre all’infinito qualcosa che è stato e che ora non è più. Insomma lo stato dell’arte appare di questi tempi disperante, Ma che sia ancora possibile dipingere lo dimostrano gli artisti che in questa mostra espongono le loro opere con caparbia convinzione ed eccellenti risultati, regalando al pubblico emozioni ottiche e sensoriali”. Sequenzia ha esposto con la sua solita dotta ricercatezza le caratteristiche dei singoli artisti espositori e delle loro opere ribadendo come “IncontrArte” sia “un’iniziativa di arte e cultura itinerante ideata da un gruppo di artisti siracusani e non solo, provenienti da formazioni diverse che si sono uniti intorno a un progetto di sperimentazione artistica intraprendendo un percorso comune di condivisione di stili, di linguaggi, di tecniche e di “visioni” per meglio comprendere la realtà nella sua varietà di fenomeni, di accadimenti, di codici e di eterotopie”. La mostra resterà aperta la pubblico fino al 7 gennaio.

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