Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 11/02/2015 alle  00:03:45, nella sezione CINEMA,  711 letture)

Nasce a Siracusa la Sicily Film Project (www.sicilyfilmproject.com) un'associazione culturale che ha come fine il promuovere l'immagine e lo sviluppo del territorio siciliano attraverso il cinema, l'audiovisivo, la fotografia ed incentivarne il progresso come Industria di Produzione. Si rivolge a produttori, registi, autori, sceneggiatori e fotografi. La Sicilia ha una luce cinematografica unica al mondo, 365 giorni all'anno, non a caso sono centinaia i film che l'hanno scelta protagonista indiscussa: registi del calibro di Wenders, Brandauer e Soderbergh, Pasolini, Visconti e Tornatore, e ancora Coppola, Risi e Lucas hanno fatto della Sicilia terra di cinema. In Sicilia può essere ambientato qualunque tipologia di film, perfino il western (detto da Quentin Tarantino) e molteplici sono i vantaggi per sceglierla. Incentivare la produzione cinematografica nel territorio siciliano vale a dire costruire una vera e propria industria: "Chiunque produca spettacolo, in qualsiasi forma, ha obblighi precisi: essere capace di promuovere nuove idee; dimostrare credibilità professionale, pilotare un'azienda che è insieme industriale e culturale" (Franco Cristaldi). La Sicily Film Project è formata da professionisti del settore ne è Presidente la dott.ssa Mariarosa Grasso, Vicepresidente la dott.ssa Nelly Fonte. L'ufficio Stampa è curato dalla dott.ssa Mara Di Stefano. Nominato Ambasciatore Generale il regista Giorgio Nanì La Terra (nella foto a destra) ed annovera tra i soci onorari lo scrittore e sceneggiatore Luca Raimondi. la terraSicily Film Project è un bacino di servizi offerti a tutti coloro i quali scelgono i territori siciliani come set delle loro produzioni. E’ un’associazione culturale rivolta in particolar modo a registi, produttori e distributori cinematografici, televisivi, discografici e fotografici. Scopo primario è quello di promuovere il Made in Sicily, sia come territorio, che come storia e cultura. Si rivolge innanzitutto a produttori, registi, sceneggiatori e fotografi per la realizzazione di film, cortometraggi e servizi fotografici, ma anche per documentari, videoclip, spot, format televisivi, servizi giornalistici ecc. Intende promuovere il territorio siciliano attraverso qualsiasi evento si svolga in Sicilia: dalla musica allo sport e al teatro, ai festival, alle mostre e agli eventi e qualsiasi altra iniziativa che scelga la Sicilia come luogo. La Sicily Film Project dunque si offre alle produzioni per l'individuazione delle migliori location adatte alle Produzioni e, tramite gli uffici preposti, quali Film Commission ed Istituzioni, accedere alle autorizzazioni semplificandone i tempi e gli iter procedurali, mediando, ove possibile, per ottenerle gratuitamente (siano pure private). Sistemazione logistica per troupe e cast, dai pernottamenti al catering sul set. Casting. Ricerca e fornitura attrezzatura. Selezione professionalità e maestranze locali. Ricerca imprenditori, produttori, coproduttori, sponsor e partnership anche attraverso il "tax credit". Consulenza per la partecipazione ai bandi pubblici. E per ultimo, ma non per importanza strategie di Distribuzione. Sicily Film Project dunque promuove il Made in Sicily tramite la Sicilia stessa ed è in grado di sostenere qualsiasi produzione, dall’idea alla progettazione

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di Redazione (pubblicato il 10/02/2015 alle  23:59:10, nella sezione CRONACA,  368 letture)

provinciaAccelerato a Palermo in Commissione affari istituzionali l’iter per l’istituzione dei Liberi Consorzi che dovranno sostituire le province regionali. Il testo di riforma istituisce le Città metropolitane che coincidono con l'area territoriale delle Province di Palermo, Catania e Messina. Quindi in Sicilia avremmo sei Liberi consorzi e tre Città metropolitane di area. I nuovi enti avranno funzioni di coordinamento e compiti di gestione in continuità con le vecchie Province, e potranno acquisire ulteriori funzioni dalla Regione. Presidenti dei Liberi consorzi e sindaci metropolitani saranno espressione di elezioni di secondo livello, cui parteciperanno sindaci e consiglieri comunali. L'Assemblea, nel caso dei consorzi, e la Conferenza, nel caso delle città metropolitane, composte dai sindaci dei comuni, eleggerà la giunta, il cui numero di componenti varia a secondo della popolazione residente dei comuni consorziati. Gli organismi dei nove enti dureranno in carica 5 anni, i componenti non percepiranno alcun emolumento, saranno rimborsabili solo le spese effettivamente sostenute e documentate riguardanti il vitto, alloggio e l'utilizzo dei mezzi di trasporto. I Liberi consorzi avranno le seguenti competenze: la pianificazione territoriale generale ed urbanistica e delle reti infrastrutturali; la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici locali; l’organizzazione dei servizi pubblici locali di interesse generale; la mobilità e viabilità del territorio metropolitano; la promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale nell'area metropolitana: la promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione; la pianificazione, organizzazione, gestione e supporto in materia di formazione, ivi compresa la vigilanza, il monitoraggio e controllo sulle istituzioni formative accreditate; la motorizzazione civile. I Liberi Consorzi comunali e le Città Metropolitane si occuperanno anche di organizzazione e gestione del sistema di raccolta e smaltimento rifiuti, nonché del sistema di approvvigionamento e distribuzione delle risorse idriche. Il personale, compresi i dirigenti, delle Province conserverà la posizione giuridica ed economica in godimento all'atto del trasferimento, nonché l'anzianità di servizio maturata.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 09/02/2015 alle  17:25:36, nella sezione EDITORIALI,  484 letture)

O siamo italiani, e allora avere pari infrastrutture è un nostro preciso diritto, o non lo siamo, e allora non di autonomia, ma di indipendenza a questo punto si deve parlare. Usciamo dall’Unione europea e da tutti i suoi obblighi, niente più direttive e regolamenti, niente più patti di stabilità, niente più obblighi di fusione del nostro mercato nel grande mercato europeo che ci vede per forza soccombenti. Creazione una zona franca di libero scambio al centro del Mediterraneo, e precisamente in Sicilia, questo è il nostro unico possibile futuro. Sulle materie che spettano all’Italia, dalla grande politica estera alle guerre, non possiamo mettere naso. Anche se lo Statuto siciliano – va ricordato – persino su queste materie ci concede un diritto di proposta. Quindi potremmo diremmo la nostra, ma lasciamo fare al Paese di cui facciamo parte. Se l’Italia su queste materie, o su quelle comunque statali, vuole delegare in tutto o in parte le proprie funzioni all’Europa, su quelle, solo su quelle, seguiremo l’Europa anche noi, ma perché in essa vedremmo l’equivalente dello Stato italiano. Su tutte le altre materie, sulle competenze siciliane l’Italia non può delegare materie che non erano di sua competenza alle istituzioni europee. Sulle materie a noi riservate dall’Autonomia del 1946, decidono i siciliani. Oggi subiamo un’economia di rapina. Le nostre risorse, in buona sostanza, sono degli altri, che le comprano a quattro soldi mentre dovrebbero pagarle. Non possono fare a meno delle nostre risorse energetiche né della nostra posizione geografica. E anche dei nostri beni culturali e ambientali. Siamo in una posizione di forza e di monopolio, ma dobbiamo essere al di fuori del raggio d’azione dell’ Europa e della BCE. Tutto questo va fatto per salvare la nostra democrazia e la nostra libertà, anche quella di mercato.

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di Redazione (pubblicato il 09/02/2015 alle  17:00:03, nella sezione EVENTI,  434 letture)

L'associazione culturale “Per la città che vorrei” affronta tematiche d'emergenza sociale con l'evento in programma "Ci sono donne..." di Silvana Scofani, la cui messa in scena è prevista venerdì 13 Febbraio 2015 alle ore 19.30 presso il salone Privitera di viale Regina Margherita, a Siracusa. Interverrà Natalina Marina, assistente sociale presso la cooperativa “Acquarius”. Le altre voci saranno quelle di Alessio Albi, Ismenia Amari, Luana Iacono, Giovanni Maira, Federica Pistritto, Vanessa Veneziano, Corrado Zocco. “Con l'evento del 13 Febbraio 2015”, spiega il presidente dell'associazione Sergio Pillitteri (nella foto a sinistra), “la nostra associazione ed il consiglio direttivo hanno inteso affrontare tematiche di carattere sociale, un vero e proprio laboratorio teatrale di denuncia, che intende essere pungolo in chiave costruttiva verso le emergenze sociali delle categorie svantaggiate ed emarginate presenti nelle nostre città e nella nostra società in generale. Una funzione educativa ambiziosa, in grado di far da stimolo alle istituzioni, agli organi competenti. È necessario dichiara il presidente Pillitteri, stimolare la società civile ad un assunzione di responsabilità verso un modo di vivere fatto di valori e punti di riferimento. Venerdì la nostra associazione porrà l'accento su temi forti con sensibilità, fornendo alla città una funzione sociale utile, che possa dare validi spunti di riflessione.” “Ci sono donne…” è un testo teatrale che tratta il problema di alcune categorie di emarginati: barboni, prostitute, carcerati. Con i precedenti due lavori teatrali già rappresentati a Siracusa, “Malamore” sulla violenza alle donne e “Cuore di mamma” su problematiche riguardanti i giovani, “Ci sono donne…” forma una trilogia di teatro-denuncia per sensibilizzare l’opinione pubblica.

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di Redazione (pubblicato il 08/02/2015 alle  16:05:08, nella sezione CULTURA,  531 letture)

Primi passi a Siracusa dell'Associazione di promozione sociale “Progetto per la Trinakria”, che aggrega cittadini che si identificano nella salvaguardia degli interessi morali, politici, sociali, economici, materiali e culturali della Sicilia. Un’assemblea operativa si è svolta sabato 7 febbraio nella sede di Ortigia per deliberare programmi e stabilire forme di organizzazione che consentano di operare attivamente nel sociale. Ricordiamo che l’associazione è nata con lo scopo di promuovere nel popolo siciliano la partecipazione diretta e personale all’attività politica secondo i metodi democratici fissati nello Statuto Speciale della Regione Siciliana, riconoscendo nella Rete Internet lo strumento capace di assicurare un modello di consultazione e partecipazione effettivamente democratico alla vita politica. Ribadita inoltre la democraticità della struttura, l’elettività delle cariche associative nel rispetto del principio dalla pari opportunità tra donne e uomini, e la gratuità delle cariche sociali.

L’organigramma della neonata associazione è il seguente: presidente Giancesare Cacciola, storico sicilianista, vicepresidente Sebastiano Caruso, architetto, segretario Sebastiano Guerriero, tesoriere Sebastiano Interlandi. Eletti anche i seguenti responsabili di settore: responsabile Ambiente Giacinto Avola, ispettore tecnico della prevenzione, responsabile Sanità Giovanni Raddino, medico oncologo, responsabile per le Politiche Giovanili Carmen Interlandi, responsabile Stampa e Comunicazione Raimondo Raimondi, giornalista, responsabili per i Contatti con altri gruppi sicilianisti Giancesare Cacciola e Sebastiano Caruso. Il Presidente nel suo intervento ha affermato che in un momento in cui il confronto politico-culturale-progettuale sul destino economico-sociale della Sicilia langue, e la stessa crisi materiale di parti consistenti della società (disoccupazione, assenza di prospettive per i giovani, emigrazione verso il Nord o paesi esteri da parte di giovani siciliani in cerca di opportunità lavorative) vede consolidarsi segni profondi di disimpegno civico e politico, è compito importante di chi vuole la rinascita della Sicilia saper cogliere e corrispondere alle istanze di partecipazione dei cittadini. Sarebbe opportuno che, oltre alle sollecitazioni promosse dalla società civile, si mettessero in campo iniziative da parte dell’Amministrazione comunale di Siracusa, sui temi soprattutto della cultura e del turismo, ma anche negli altri settori, per accogliere e condividere con ampi segmenti dell’opinione pubblica le scelte e gli orientamenti amministrativi che si intendono perseguire nel governo del territorio. Concetto ripreso dal responsabile Stampa e Comunicazione Raimondo Raimondi che ritiene che la costituzione di una permanente cabina di regia delle scelte sulla Cultura sia in grado di far uscire la città da logiche occasionali, prive di quel respiro strategico che l’attuale condizione impone di realizzare. Primo obiettivo strategico sarebbero i Bandi dell’U.E. 2014-2020, quindi la verifica delle scelte dei servizi culturali da mettere in campo (gestione degli spazi, immobili e strutture, “eventi culturali” da promuovere,etc,), già questo costituirebbe un terreno di scelte strategiche che non possono non essere condivise con il vasto mondo della cultura e dell’associazionismo cittadino. Fin d’ora “Progetto per la Trinakria” si dichiara disposto a discutere e a collaborare con chiunque, istituzioni e associazioni, abbia a cuore il futuro di Siracusa, che è città turistica e che nel turismo vede opportunità di sviluppo economico ed occupazionale.

Nella foto da sx: gli imprenditori Francesco Raniolo e Mariano Giardina, il giornalista Raimondi, il presidente Cacciola, l’ispettore Avola e l’architetto Caruso.

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di Redazione (pubblicato il 07/02/2015 alle  15:52:43, nella sezione ARTE,  744 letture)

Immediatamente dopo l’apertura della mostra “Arte Sotto La Mole” presso la Sala Gallery Annunziata di Torino l’infaticabile Angelo Cottone, scultore e organizzatore, nonché presidente dell’associazione culturale SpazioArte, comunica le norme di partecipazione alla prossima manifestazione “Eco Dimensione Arte”, la rassegna che si svolgerà a Torino, ancora nell’Arte Gallery Annunziata (via Po), dal 27 febbraio al 5 marzo 2015. La partecipazione è per accettazione e possono partecipare tutti gli artisti che lo richiedano. Si può partecipare con una opera di cm. 50 di base x cm. 70 per le opere a parete , c. 50x50 cm di base e di altezza non superiore a cm 120 per le sculture o opere equivalenti. Tutte le opere devono riportare (pena l’esclusione dalla Rassegna), un’etichetta scritta a stampatello con titolo, tecnica, anno di esecuzione, valore, nome e cognome dell’autore. Sono previsti riconoscimenti per tutti gli artisti partecipanti, la realizzazione di una brochure e un attestato di partecipazione. Fra tutti i partecipanti soci di Spazio Arte verrà anche assegnato il premio prestigioso di “Artista dell’anno”. Il Vernissage con rinfresco e l’apertura della Rassegna avverrà il 27 febbraio alle ore 17,30, con la presenza del noto critico d’arte Aldo Albani.

Pur garantendo la massima cura, l’organizzazione non risponderà di eventuali furti o danni alle opere che si dovessero verificare prima, durante e dopo lo svolgimento della Rassegna. E' facoltà dell'ente organizzatore, qualora concorrano opportuni motivi, variare luogo e data della manifestazione, dandone tempestiva notizia a tutti gli interessati.

Informazioni alla seguente mail: spazioarte.it@gmail.com e al seguente indirizzo : Spazio Arte Via Mazzini 3 10060 Castagnole Piemonte TO. E’ possibile consegnare le opere il giorno dell’apertura fino alle ore 12 direttamente nella Sede espositiva. Il ritiro delle opere potrà avvenire subito dopo la chiusura della rassegna, non è ammesso ritirarle prima. Le opere pervenute per corriere, saranno rispedite agli autori con spese a loro carico. Organizzazione Spazio Arte direzione Centrale di Torino.

La Rassegna può essere seguita su Facebook:

https://www.facebook.com/spazio.arte

https://www.facebook.com/groups/gruppo.spazioarte/nord

https://www.facebook.com/groups/spazioartcenter/Sicilia

https://www.facebook.com/Artcenter/ StudioGallery

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 06/02/2015 alle  19:17:36, nella sezione EDITORIALI,  580 letture)

foibeIl 10 febbraio ricorre la “Giornata del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo di 350 mila italiani costretti a fuggire dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, dopo la firma dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, allorché in quelle terre i partigiani slavi si vendicarono degli italiani perseguitando e massacrando anche coloro che non erano stati fascisti e neanche comunisti, cittadini comuni con la sola colpa di essere italiani. Fra il 1943 e il 1947 furono gettati nelle foibe, vivi o morti, quasi quindicimila italiani, di cui oltre 200 siciliani. Le foibe sono diventate il simbolo di un eccidio, avvenuto durante la seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente seguenti, commesso per motivi etnici o politici ai danni della popolazione italiana dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia. Con la legge n° 92 del 30 marzo 2004, venne istituito il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo dei profughi istriani e delle vicende del confine orientale. Recentemente il tema delle foibe è stato portato in teatro dal cantautore Simone Cristicchi con lo spettacolo Magazzino 18, per la regia di Antonio Calenda. Il Magazzino 18 è un edificio realmente esistente nel porto vecchio di Trieste, dove furono portati e custoditi mobili e masserizie dei trecentocinquantamila esuli istriani, mai recuperati dai proprietari per oltre sessant’anni. Un luogo che è diventato un cimitero della memoria. Nel Magazzino 18 a Trieste c’era il contenuto di intere case. Si trovava l’intimità di quegli sventurati perché oltre ai mobili c’erano anche le lettere d’amore o le pagelle scolastiche. C’era il senso della famiglia, e la cosa particolare è che nel primo magazzino ogni famiglia aveva il proprio “recinto” con dentro le proprie masserizie, ma – sottolinea lo stesso Cristicchi - nello spostamento da un magazzino all’altro, tutte queste cose erano sono mescolate tra loro, come un terremoto, come un’ulteriore distruzione di un’identità. I proprietari di queste cose le abbandonarono lì fuggendo verso altre destinazioni, spargendosi per l’Italia, esuli e profughi. Molti di loro raggiunsero anche la Sicilia e la provincia di Siracusa e ne abbiamo conosciuti tanti, persone rispettabili e seri professionisti che si rifecero una vita ma sempre, quando capitava loro di parlare dell’esodo, mantenevano ancora dopo tanti anni un senso di amarezza e di sconforto per la violenza subita, per lo sradicamento dalle loro radici, per la perdita dei ricordi e della identità.

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di Redazione (pubblicato il 05/02/2015 alle  21:28:18, nella sezione ARTE,  448 letture)

rassegna arteSabato 28 febbraio alle ore 17.00 il Palazzo della Cultura di Catania ospiterà la cerimonia di apertura della rassegna internazionale di Arte Espressiva patrocinata dal Comune di Catania, a cura di Arte No Stop, associazione artistica presieduta da Giuseppe Apa. La Rassegna “TOP MODEL” ha lo scopo di sensibilizzare ed incentivare lo sviluppo creativo della persona, offrendo l’opportunità di una ribalta ad artisti italiani e stranieri di grande notorietà o meno noti. Gli artisti che parteciperanno all’evento primeggiano nelle discipline pittoriche, grafiche, scultoree e fotografiche. Fra gli artisti reclutati vi sono anche appassionati d’arte digitale, artisti installatori, stilisti del suono, di moda e design. Inaugurerà l’evento il Prof. Orazio Licandro, Assessore ai Saperi del Comune di Catania.

Le installazioni d’arte saranno visitabili sino all’otto marzo durante gli orari di apertura del Palazzo della Cultura. La Rassegna “Top Model” prevede tre riconoscimenti agli artisti più meritevoli e targhe di partecipazione a tutti gli espositori e la realizzazione di una brochure descrittiva. Alla cerimonia di inaugurazione del 28 febbraio interverranno il critico d’arte siracusano Raimondo Raimondi, direttore della rivista Dioramaonline, la professoressa Giovanna Trefiletti, nota pittrice, i maestri Giovanni Longo e Pippo Consolo, la professoressa Francesca Raffone, il famoso percussionista Paolo Greco, la scultrice Miriam Innoceta e la modella Elisabetta Cannuli con le sue ragazze che renderanno vive le opere d’arte esposte.

Per Info: Giuseppe Apa 3275959275 – email: http://mailto:giuseppeapa@yahoo.it

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di Redazione (pubblicato il 05/02/2015 alle  10:25:07, nella sezione LIBRI,  503 letture)

presentazione sortino locandinaUna nuova presentazione di “Tutto quell’amore disperso”, il nuovo romanzo dello scrittore siracusano Luca Raimondi, si terrà domenica 8 febbraio a Sortino alle 19,30, presso la sala “I libri di Morfeo”, sede dell’omonima associazione culturale, in piazza Cappuccini 2. A conversare con l’autore saranno lo scrittore e counsellor Matteo Pugliares (clicca qui per saperne di più) e lo psicopedagogista Nuccio Giaccotto. In questo nuovo romanzo torna Carlo Piras, già protagonista del precedente “Se avessi previsto tutto questo”: un figlio unico un po’ viziato, fragile, confuso, sempre sospeso tra la sua città d’origine, Siracusa, e la vita universitaria nella Catania di fine millennio. Infarcito di innumerevoli citazioni musicali relative agli anni ’90, “Tutto quell’amore disperso" è il lungo autodafé di un personaggio che si dibatte tra ragione e sentimento per costruire la propria identità e scoprire la propria capacità di amare. Come ha scritto su “Parole a colori” Maria Cristina Ruggieri, potrebbe essere definito un “simil-mémoire” in cui Luca Raimondi mette in scena conflitti e psicomanie universali, come la condizione dei figli unici che non crescono mai: “colti dalla sindrome di Peter Pan, giocano tutta la vita ma a differenza di Peter Pan, senz’allegria ma in perfetta e malinconica solitudine”.

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di Redazione (pubblicato il 03/02/2015 alle  17:03:22, nella sezione CULTURA,  664 letture)

spazio sudRiapre i battenti a Taormina “SPAZIO al SUD”, la manifestazione ideata ed organizzata dall’associazione “Arte & Cultura a Taormina” presieduta da Maria Teresa Papale che ne firma la direzione artistica. L’edizione 2015, tra caffè letterari e vetrine artistiche, si snoderà per otto mesi proponendo a turisti, residenti ed ospiti in visita eventi ed appuntamenti culturali di rilievo. Un progetto composito che vuole dare visibilità a voci e realtà artistiche originati da quell’ “humus” culturale che caratterizza il Meridione d’Italia, da sempre ricca fucina di professionalità e talenti. Un progetto che, grazie alla sua riconosciuta validità, anche quest’anno è stato giudicato meritevole di sostegno da enti, associazioni di categoria e aziende di grande prestigio, potendo così sfoggiare la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina e ottenere il patrocinio di partners di rilievo quali Comune di Taormina, Taormina Arte, Associazione Imprenditori per Taormina, Ristorante Baronessa, avvalersi della collaborazione dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì”, usufruire di locations di prestigio, come l’Hotel Isabella del “Gais Hotels Group” e la seicentesca ex- chiesa del Carmine. Proprio nella suggestiva Sala “Le Naumachie” del centralissimo Hotel Isabella, in pomeriggi di sabato espressamente dedicati aperti gratuitamente al pubblico oltre che alla clientela dell’albergo, si terrà il “Caffè Letterario” condotto con taglio volutamente informale dalla giornalista Milena Privitera, vice presidente e capo-ufficio stampa dell’associazione.

Tra gli ospiti che si susseguiranno nella rassegna, scrittori di prestigio quali Massimo Maugeri, che è anche conduttore radiofonico ed operatore culturale tra i più noti nel web grazie al suo blog letteratitudine.it; Luigi La Rosa, giornalista, scrittore, insegnante di scrittura creativa, Giuseppe Firrincieli, giornalista e docente, in servizio alle Relazioni Esterne del Centro Documentale dell’Esercito, autore di “Noi Italiani e voi Siciliani”, un romanzo-thriller che mette in luce trame, intrecci, collusioni e intrighi di quella durissima stagione siciliana di sangue che accompagnò le vicende del Movimento Indipendentista Siciliano, poi Maria Angela Casano, autrice, insieme al filosofo e teologo Angelo Cacciato, di “Misteri e verità nella vita di un medium”. Appuntamento a maggio con “Tutto quell’amore disperso” del siracusano Luca Raimondi. Lauree in filosofia e in Scienza della formazione, regista, sceneggiatore, direttore di sei edizioni del Festival del Corto Siracusano, Raimondi è un esponente di spicco di quella sorta di prolifica incubatrice di talenti che negli ultimi anni si è rivelato essere il Sud-Est siciliano: una nutrita schiera di giovani scrittori, cresciuti tra Siracusa e Catania, che con le loro opere sono diventati la punta di diamante della new wave letteraria italiana. Il libro è il ritratto di uno studente, Carlo Piras già protagonista del romanzo precedente, figlio unico, viziato ed un po’ fragile, che naviga a vista tra “ragione e sentimento” per costruire la propria identità.

A luglio, sulla panoramica terrazza dell’Hotel Isabella con magnifica vista sul Teatro Antico e sui tetti della città, il taorminese Stefano Veroux, presenterà “L’Uomo che guariva i morti”. Tra gli eventi artistici in programma la “Personale” di pittura di Carlo Malacarne. Dopo la pausa estiva, il “Caffè letterario” riprenderà i suoi incontri fino al 5 dicembre, concludendo con Paolo Sidoti, uomo di teatro, sceneggiatore, regista, mimo a Parigi, che presenterà “Pietra lavica” di Algra Editore, con cui si chiude la rassegna e si abbassa il sipario sull’edizione 2015 di “SPAZIO al SUD”, nella consapevolezza di aver offerto ai residenti ed agli ospiti la visione di un percorso culturale completo e frastagliato dove radici, tradizione e innovazione coesistono e si completano.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/02/2015 alle  16:59:31, nella sezione EDITORIALI,  446 letture)

sicilianistiUn grande sommovimento sta coinvolgendo gran parte del popolo siciliano, tra ombre e luci, con formule nuove di organizzazione dal basso, senza il coinvolgimento dei politici regionali, anzi mettendoli al bando e individuando in essi il germe di un pernicioso disinteresse unito a una fondamentale incapacità non solo di amministrare, ma perfino di rappresentare le istanze dei siciliani che non riescono a intravedere uno straccio di futuro. Alla luce di tutto ciò diventa sempre più urgente elaborare un nuovo meridionalismo in un contesto dove la politica è in crisi, e urge agevolare la formazione di una nuova cultura dello sviluppo delle regioni più deboli del Paese, con particolare riferimento alla Regione Sicilia. Le sfide che attendono nei prossimi anni il Sud e la Sicilia in particolare, sono piuttosto impegnative, a cominciare dalla fiscalità che rischia di essere iniqua. Necessitano standard equi, per fare un esempio, anche per la valutazione delle nostre Università che potrebbero non essere uguali a quelle del Nord, mancando al Sud i finanziatori privati ed un retroterra produttivo. Allora, se il metro di riconoscimento delle capacità formative di una Università è il lasso di tempo che un giovane laureato impiega a trovare un lavoro, è chiaro che le Università meridionali non possono rientrare nel novero delle più virtuose. Quindi, avranno meno finanziamenti pubblici. Analogo ragionamento va fatto per i costi standard che si vogliono introdurre nella sanità che condanneranno i nosocomi siciliani ad avere sempre meno risorse e a costringere i cittadini ai viaggi della salute che significano oltre a disagi di vita dei cittadini anche esborsi ulteriori di somme agli ospedali del nord tramite il sistema dei DRG. Rilanciare la questione meridionale non significa volere tornare al passato, non significa attrarre più risorse al fine di garantire un'economia di mera sussistenza, ma significa fare dei vecchi e nuovi problemi del Sud una questione nazionale, spiegando soprattutto alle giovani generazioni che un Paese in cui prevale la legge della giungla a causa di una difesa aggressiva dei particolarismi, in cui quindi la distribuzione delle risorse nel territorio è destinata ad essere sempre più iniqua, sarà inevitabilmente un Paese più povero, più sfiduciato, più disordinato, anche a causa dei flussi migratori massicci di giovani che prendono la via del nord o dell’estero. Se non si pone mano ad una politica di valorizzazione delle risorse umane, il Sud non ha futuro e rischia di essere sempre più abbandonato a se stesso. Mezzogiorno in primo piano, dunque, ma con la testa ed il cuore rivolti verso i Paesi della sponda sud del Mare Mediterraneo. È qui che si creeranno le condizioni per un dialogo fra il mondo occidentale e il mondo finora senza sviluppo. E' questa area il laboratorio naturale delle politiche della tolleranza e della cooperazione economica: la Questione Meridionale sempre più si identificherà con la grande Questione Mediterranea.

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di Redazione (pubblicato il 01/02/2015 alle  19:29:38, nella sezione CRONACA,  496 letture)

Si è costituita a Siracusa l'Associazione di promozione sociale “Progetto per la Trinakria” che aggrega cittadini che si identificano nella salvaguardia degli interessi morali, politici, sociali, economici, materiali e culturali della Sicilia. L’associazione nasce per consentire al popolo siciliano di partecipare direttamente e personalmente all’attività politica secondo i metodi democratici fissati nello Statuto Speciale della Regione Siciliana, riconoscendo nella Rete Internet lo strumento capace di assicurare un modello di consultazione e partecipazione effettivamente democratico alla vita politica. Lo statuto sancisce democraticità della struttura, elettività delle cariche associative nel rispetto del principio dalla pari opportunità tra donne e uomini, e la gratuità delle cariche sociali. “Progetto per la Trinakria” opererà in maniera specifica con l'elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l'attuazione di iniziative socio educative e culturali. Quali sono gli obiettivi di questo nuovo sodalizio? Lo abbiamo chiesto al presidente Giancesare Cacciola: “Rafforzare l’unità dei Siciliani, sia in Sicilia che all’estero, intorno ad un comune progetto politico di autonomia e indipendenza dell’Isola, applicando finalmente lo Statuto speciale Siciliano, cosi da attuare una vera, ampia e completa autonomia politica, legislativa, amministrativa e finanziaria. Non è escluso che si avvii una raccolta di firme per l’autodeterminazione del popolo Siciliano. (come da risoluzione ONU n1514/XV del 1960)”. Sono previste anche attività culturali finalizzate a studiare, approfondire, dibattere e diffondere, attraverso tavole rotonde, convegni, mostre e seminari, la cultura e le tradizioni locali, ed iniziative formative, ricreative ed editoriali.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/01/2015 alle  21:10:02, nella sezione CRONACA,  615 letture)

calabroAugusta 2015. Sembra impossibile che ancora oggi, nell’indifferenza di tutti e soprattutto delle istituzioni locali e dei servizi sociali ed assistenziali, un uomo, neanche un vecchio barbone, ma un disoccupato di 41 anni, possa morire in una gelida notte di gennaio per “ipotermia”, termine scientifico per dire morto di freddo e di stenti. Eppure è successo e chissà se Barbara D’Urso ne parlerà nei suoi pomeriggi di ordinario orrore. Il cadavere dell’uomo giaceva all’interno della fatiscente ex piscina comunale di Augusta, una struttura sportiva abbandonata e lasciata al degrado, ricettacolo di topi e spazzatura, un vero immondezzaio all’entrata del paese che si incontra appena lasciato l’avveniristico cavalcavia che attraversa il mare di fronte al castello svevo. Stefano Calabrò (nella foto) questo il nome del senza fissa dimora, che, da tempo senza sostentamento, aveva trovato rifugio all’interno dei locali che prima erano adibiti a segreteria dell’impianto sportivo, un manovale disoccupato che per un certo tempo aveva vissuto nel capanno in legno per bird watching delle Saline Regina prospicienti il lungomare Granatello. Aveva qualche problema per il quale era in cura al Sert e aveva più volte lanciato attraverso i media accorate richieste di un aiuto concreto alle istituzioni per poter risollevare almeno in parte la sua esistenza. Senza una casa, senza un lavoro, senza riscontri da chicchessia, si era ridotto a vivere in un giaciglio di fortuna, un’ombra, un invisibile come ce ne sono tanti nelle grandi città, ma ad Augusta, paese in cui si sa tutto di tutti, paese generoso che ha accolto i minori migranti, ebbene qui il fatto fa maggiore impressione, simbolo dei tempi brutti che stiamo vivendo, nei quali la carità cristiana è sempre più un optional e l’indifferenza la fa da padrona, quando addirittura in certa gente non scantoni nella cattiveria senza ripensamenti. E infine segno anche di un vuoto amministrativo che, in un anno e mezzo di commissariamento, ha fatto si che Augusta abbia toccato il fondo in ogni settore; economico, culturale e sociale. Si attende ancora, i cittadini onesti la attendono, una rinascita civile che stenta ad arrivare.

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di Redazione (pubblicato il 27/01/2015 alle  17:27:28, nella sezione CRONACA,  565 letture)

ponteUno dei più conosciuti motori di ricerca di internet finalizzato al turismo, Skyscanner, ha stilato la lista dei 30 ponti più belli d'Italia.Tra essi, posizionato al ventottesimo posto per bellezza ed eleganza, anche il ponte Umbertino di Siracusa, che collega Ortigia alla terraferma. I Ponti d’Italia sono importanti testimonianze architettoniche, attraversano la storia, sono esempi del genio italico ed espressione della civiltà urbanistica di una antica nazione come la nostra. Il ponte di Siracusa prende il nome da Umberto I di Savoia, Re d’Italia al tempo in cui il ponte venne ricostruito, dopo le demolizioni delle parti spagnole, e rappresenta un prolungamento di corso Umberto I (“u rettifilu”, come veniva chiamato dal popolo). L'isola di Ortigia dai siracusani era chiamata “u scogghiu” e al tempo dei greci era unita alla terraferma mediante un terrapieno che consentiva il collegamento con gli antichi quartieri della Pentapoli. Il ponte Umbertino è il collegamento storico tra la vecchia Ortigia (da piazza Pancali) e i quartieri della città, insediamenti sorti intorno alla seconda metà dell'800. Il ponte è' interamente costruito in pietra sulla darsena e raccordato ad un "Rivellino", isoletta intermedia residuo della difesa a corona e dei famosi quattro canali a difesa della cittadella fortificata. Il ponte venne allargato e modificato in seguito all'abbattimento dei bastioni spagnoli avvenuti nel 1893,

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2015 alle  18:00:22, nella sezione CRONACA,  389 letture)

Prosegue l'interlocuzione del deputato regionale Giambattista Coltraro con i vertici della sanità pubblica per puntare l’attenzione sulla situazione del presidio ospedaliero di Augusta, anche e non solo in seguito alla recente chiusura delle sale operatorie. Nei giorni scorsi l’on. Coltraro aveva presentato un'interrogazione per chiedere maggiori chiarimenti, oltre che rassicurazioni su modi e tempi, circa il futuro dell'ospedale Muscatello di Augusta. “Ho chiesto e ottenuto un incontro con il direttore generale dell'Asp Salvatore Brugaletta e con il direttore sanitario dell'ospedale Alfio Spina – afferma l'on. Coltraro – nel corso del quale mi è stato garantito il massimo impegno per mantenere operativo l'ospedale di Augusta, come previsto già anche nel nuovo piano regionale. Il prossimo obiettivo è adesso l’individuazione di finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi di adeguamento della struttura oltre che, a stretto giro, l'attuazione di soluzioni transitorie che possano almeno garantire adeguata assistenza ai cittadini”. In conclusione l'on. Coltraro, che intende fornire le dovute rassicurazioni alla comunità megarese, precisa: “Confido negli impegni assunti a livello regionale per mantenere la struttura ospedaliera del Muscatello e nella precisa volontà che mi è stata manifestata anche dal direttore generale dell'Asp, ma ciò non toglie che, personalmente, non cesserò di monitorare la situazione e le sue evoluzioni, perché questa città veda realizzato al più presto l'annunciato polo oncologico provinciale”.

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2015 alle  17:56:30, nella sezione CRONACA,  429 letture)

cantieriA Pachino hanno effettuato le visite mediche i 45 lavoratori impiegati nel primo turno dei quattro cantieri di servizio finanziati dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, che ha destinato 213 mila euro per l’attivazione. Dopo le visite mediche, lunedì inizierà la formazione sulla sicurezza e il corso di addestramento al primo soccorso. Successivamente è prevista la fornitura dei dispositivi di protezione. Il primo cantiere costerà 29 mila 748 euro e riguarda lavori di lavanderia, stireria, pulizia degli ambienti e della cucina dei due asili nido comunali di via Catania e via Mazzini, di pulizia del Centro diurno e dell’ufficio Servizi sociali di via Nenni, il riordino e la sistemazione degli spazi esterni alle strutture destinate a verde. Saranno impiegati 10 lavoratori per 3 mesi. Il secondo cantiere, per un costo di 31 mila 475 euro, prevede il diserbo degli argini stradali, la rimozione del materiale ingombrante ed inerte, lo spazzamento straordinario del centro urbano e della frazione di Marzamemi, la sistemazione dei marciapiedi e delle strade. Anche in questo caso saranno impiegati 10 lavoratori per 3 mesi. Il terzo cantiere finanziato dalla Regione, per un costo di 31 mila 75 euro, prevede un intervento nel cimitero comunale: diserbo, pulizia e interventi di manutenzione delle stradelle, custodia anche in orari pomeridiani e festivi, sistemazione marciapiedi. Saranno impiegati per 3 mesi 10 lavoratori. I primi tre cantieri, verranno ripetuti per altri tre mesi coinvolgendo altri 30 lavoratori. Costerà 42 mila 974 euro il quarto cantiere di servizio, che prevede interventi nelle strutture scolastiche di proprietà comunale: il miglioramento delle condizioni e delle aree verdi interne alle scuole e la limitazione dei pericoli per studenti, insegnanti, personale e famiglie nelle fasi di ingresso ed uscita. I lavoratori impiegati nel quarto cantiere saranno 15 per 3 mesi. «Siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Carmelo Piccione - abbiamo scelto di mantenere gli stessi quattro cantieri, suddividendo i lavori in due turni, per dare la possibilità a 75 persone di potere lavorare alternandosi». I 75 lavoratori sono stati scelti nei mesi precedenti dalle liste prodotte dall’Ufficio servizi sociali e approvate dalla Regione. Il secondo periodo, in cui saranno impiegati altri 30 lavoratori, partirà a maggio. «I quattro cantieri – ha dichiarato il sindaco, Roberto Bruno – serviranno a migliorare alcuni servizi e a garantire, seppur per un periodo limitato, migliori condizioni economiche a 75 nuclei familiari indigenti. Ringrazio sia gli uffici comunali per il lavoro svolto e l’impegno profuso, sia l’assessore regionale, Bruno Caruso, per l’interesse e l’attenzione nei confronti del nostro territorio».

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 24/01/2015 alle  17:44:32, nella sezione EDITORIALI,  450 letture)

foto scarpetteL’ideologia nazista, mirando alla purezza della razza, generò il più grande eccidio della storia: l’olocausto. Ad essere deportati, rinchiusi nei campi di concentramento e barbaramente uccisi furono milioni di persone: ebrei, testimoni di Geova, prostitute, zingari, handicappati ed omosessuali; ovvero tutti coloro che venivano considerati “elementi inutili”, “inadatti alla vita”, “diversi” o che semplicemente minacciavano la “purezza “ della “razza ariana”. Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime dell'Olocausto. È stato così designato il 1º novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite durante la 42ª riunione plenaria. In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche. In Italia gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Nella foto: scarpette di bambini gassati nel campo di concentramento di Auschwitz

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2015 alle  15:53:09, nella sezione LIBRI,  1874 letture)

Raimondo Raimondi cita nella quarta di copertina de “L’intima essenza delle cose”, raccolta di scritti sull’arte recentemente edita per i tipi di Inforum Europa, una frase di Papa Giovanni Paolo II: “L'arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita”. Partendo da questa mirabile citazione l’autore di questo elegante libretto affronta i tanti aspetti dell’arte, nei vari capitoli dai titoli esplicativi: l’arte come alchimia, l’arte come catarsi, l’arte come energia, l’arte come mistero, l’arte come sogno, l’arte come valore. Secondo Raimondi “agire con la spontaneità creativa dell’artista, sentire con l’anima il flusso delle energie, ci porta assai vicini all’universale immutabile nei tempi: tutti gli altri, politici, filosofi, teologi, uomini di fede e di diritto, adottano comportamenti partigiani – sostiene l’autore - appartengono a un luogo e a una storia, non sono, né potranno mai essere, depositari della verità”. Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato numerosi libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline. Ultimi titoli pubblicati: Un filo di luna, Melino Nerella, 2010; Arte & Arte, Awa 2014; L’Undicesima, Il Foglio 2014; Sotto il ponte spagnolo, Awa 2014.

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di Redazione (pubblicato il 22/01/2015 alle  16:45:50, nella sezione CRONACA,  410 letture)

paes«Una stretta sinergia istituzionale dei comuni della zona sud del siracusano per puntare sull’energia sostenibile». A dichiararlo è stato il sindaco di Pachino Roberto Bruno, che ha partecipato all’incontro del Patto dei sindaci che si è svolto lunedì scorso al palazzo municipale di Avola per la stesura conclusiva del Paes, il Piano di azione per l’energia sostenibile. La presentazione del Patto dei Sindaci e delle Linee guida del Paes è stata svolta dall’ingegnere Davide Maimone e dal presidente della struttura di gestione, l’assessore all’Urbanistica del comune di Avola, l’ingegnere Sebina Caruso. «Un momento di confronto e scambio – ha dichiarato il sindaco Bruno - finalizzato ad attivare un percorso di confronto e consultazione con gli operatori locali portatori di interesse nei territori dei Comuni aderenti all’Ats (associazione temporanea di scopo), Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini. L’obiettivo è di procedere ad un confronto allargato ed alla raccolta di dati, suggerimenti. Per questo invitiamo tutti i cittadini, aziende, imprese, tecnici e professionisti, a partecipare attraverso la compilazione dei questionari anonimi messi a disposizione sul sito del Comune di Avola (comune Capofila dell'Ats) e relativi ai Comuni». Il Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città europee nella strategia del pacchetto “20-20-20” verso la sostenibilità energetica ed ambientale. L’iniziativa rappresenta attualmente il principale strumento europeo di politica energetica, che ha riunito sindaci di stati membri dell’Unione europea e di paesi terzi che si impegnano a sottoscrivere il Patto dei Sindaci per migliorare la qualità della vita dei cittadini, contribuendo agli obiettivi energetici e climatici comunitari. Mediante misure di efficienza energetica e investimenti in energie rinnovabili, i firmatari del Patto dei Sindaci si pongono l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 sul proprio territorio di almeno il 20% entro il 2020. «La sinergia tra gli enti pubblici – ha proseguito Roberto Bruno – consentirà di sviluppare soluzioni autonome basate sulla partecipazione dei cittadini e volte ad affrontare questo problema globale di estrema urgenza». Nella foto: da sinistra Davide Maimone, Sebina Caruso e Roberto Bruno

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/01/2015 alle  16:22:30, nella sezione ARTE,  688 letture)

buaL’opera pittorica di Salvatore Bua, artista di Acireale appassionato anche di fotografia, è basata prevalentemente su un impressionismo che va alla ricerca dell’anima dei soggetti ritratti sulla tela. La sua rappresentazione è luminosa e proviene dalle profondità della psiche, la sua radice non è, come può sembrare al primo impatto, la pittura desueta dell’ottocento, ma è una ricerca assai più sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista e viene trasmesso attraverso sapienti pennellate, caratterizzate da guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi. I colori si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono diventando filamenti di anime che cercano ancora se stesse, ritratti che cercano nuove dimensioni visive e descrittive, che seguono nervosi percorsi dell’immaginazione e inquiete memorie di personaggi maschili e femminili incontrati nella vita e memorizzati, interiorizzati e infine riproposti col filtro della creatività artistica che li trasfigura, facendoli diventare icone rappresentative di una tipologia universale. opera di buaSalvatore Bua si è affacciato al mondo dell'arte avendo molto da dire e da esprimere mediante l'antica disciplina della pittura figurativa ad olio su tela. Questa sua qualità di ispirazione e di realizzazione è una caratteristica del suo impegno interiore, espressione di un'anima inquieta che cerca di veicolare il suo messaggio alla società che la circonda, non avendo ancora deciso se affidarsi al linguaggio certamente più popolare ma anche più limitato della figura umana, soprattutto femminile, raffigurata con sapiente tecnica e delicato vigore cromatico, e del paesaggio, pur se interpretato con assoluta originalità, oppure affidarsi al turbinio delle emozioni, meno comunicative nei confronti del grosso pubblico, ma tanto più in grado, se sfrondate dai limiti della costruzione figurativa, di concretizzare emozioni, pensieri e substrati onirici e psicologici.

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