Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 23/09/2015 alle  08:55:21, nella sezione CULTURA,  690 letture)

marcello giordaniIl tenore Marcello Giordani si sta impegnando nell'organizzazione della V edizione del Concorso internazionale a lui intitolato e comunica di aver protocollato al Comune di Augusta la richiesta per poter usufruire del Salone di rappresentanza del palazzo di città come sede per le prove.

"Questo luogo dall'indiscusso fascino – sostiene Giordani - artistico rappresenta il cuore pulsante della città, alla competizione parteciperanno oltre cento persone e tra loro giurati di fama internazionale. In assenza di un teatro il Salone di rappresentanza può essere un ottimo biglietto da visita per la città; auspico che Augusta possa diventare un punto di riferimento per la lirica. Il concorso può essere un primo passo importante per favorire un ritorno culturale, turistico ed economico per la città tutta. Confidando nella sensibilità dell'Amministrazione comunale, attendo una risposta affermativa che possa porre le basi per questo ambizioso progetto artistico”. Il tenore sosterrà le spese per l’affitto del salone che il nuovo sindaco concede dietro pagamento di un onere, ma si tratta in complesso di 5 giorni, fra prove e concerto. Il concorso si terrà dal 25 al 29 novembre e si concluderà con un concerto.

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di Redazione (pubblicato il 21/09/2015 alle  21:21:36, nella sezione CRONACA,  604 letture)

LILT LOGOSi illuminerà di rosa per tutto ottobre il palazzo comunale di Pachino in via XXV Luglio. L’amministrazione comunale ha aderito alla campagna internazionale della Lilt che ha come obiettivo la sensibilizzazione di un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando la popolazione femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. «Un messaggio importante quello che lancia Lilt – ha spiegato il sindaco, Roberto Bruno – da condividere e sostenere. Abbiamo scelto di stare a fianco della sezione pachinese della Lega italiana per lotta contro i tumori, in tutte le iniziative che mirano alla tutela della salute dei cittadini».

Nel corso degli anni, le “luci rosa” della campagna della Lilt hanno illuminato l’Empire State Building di New York, in Usa, le Cascate del Niagara, in Ontario, Canada, l’Opera House di Sidney, in Australia, il Ponte di Nan Pu, a Shangai in Cina, l’Arena di Amsterdam, in Olanda, il Campidoglio a Roma.

«Come ogni anno – fanno sapere dal centro Lilt di Pachino in viale Aldo Moro - nel corso del mese di Ottobre saranno disponibili gli esperti della LILT gratuitamente presso il centro di prevenzione LILT di Pachino per visite ed accertamenti mirati alla prevenzione».

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di Redazione (pubblicato il 20/09/2015 alle  21:18:34, nella sezione CRONACA,  648 letture)

Il deputato regionale on. Giambattista Coltraro in una nota si mostra critico nei confronti del governo regionale, ritenendo che anziché concentrarsi su questioni importanti, quali manovre tese ad un rilancio della economia, continui a discutere assetti di maggioranza al solo scopo di assicurare il mantenimento di poltrone, come nelle recenti vicende circa l'eventuale ingresso di NCD nell’esecutivo sicilano.

"Si continuano a paralizzare i lavori dell'assemblea – scrive Coltraro - e l'attenzione su questioni di scarso interesse per la collettività, con inaccettabili conseguenze e ritardi per una economia sofferente. Ci sono problemi seri sui quali, invece, occorre discutere. Tra i tanti, ad esempio, i recenti eventi atmosferici, con le conseguenze sul territorio, talvolta tragiche, impongono riflessioni su un'azione politica più opportuna per affrontare i rischi del dissesto idrogeologico, oltre che sulla progettualità e la programmazione degli interventi futuri.”

Il deputato regionale annuncia una precisa volontà di condurre un’azione politica per contrastare il dissesto idrogeologico, sia attraverso l’individuazione e la destinazione delle risorse disponibili alla messa in sicurezza, ma , soprattutto, attraverso una più attenta programmazione degli interventi necessari. Dopo la recente pubblicazione della delibera CIPE che sblocca ingenti somme per contrastare il dissesto idrogeologico, la necessità di impiegare queste risorse in modo efficiente non può essere lasciata al caso. La delibera CIPE sblocca circa 700 milioni di euro, dei quali ben l’80% per il sud. Una buona parte di queste risorse andranno ad una serie di interventi considerati prioritari per il loro livello di rischio. Adesso si impone un impegno più incisivo perché tutto ciò sia reso operativo in tempi stretti, se si vuole tutelare la vita dei cittadini e l’integrità del territorio. “Troppo a lungo la classe politica è rimasta indifferente a questo annoso problema del dissesto idrogeologico, nonostante le tragiche conseguenze degli anni passati evidenzino carenze su più fronti, a dispetto di una cultura che invece dovrebbe essere di prevenzione e cura dell’ambiente. Gli interventi già programmati e prioritari, che attendono le risorse necessarie per metterli in atto, interessano diverse province del territorio siciliano, da Trapani a Ragusa fino a Siracusa e non solo, ed é fondamentale che siano approntati in tempi brevi.”

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di Redazione (pubblicato il 19/09/2015 alle  14:59:17, nella sezione CRONACA,  1009 letture)

open land fotoIl Comune di Siracusa dovrà pagare alla società Open Land 2,8 milioni di euro per illeciti amministrativi legati alla realizzazione del centro commerciale di viale Epipoli: 1,7 milioni di euro (oltre agli interessi dal 9 gennaio 2014) per danni derivanti dalla perdita dei canoni di affitto dei negozi; 1,1 milioni di euro (senza interessi) per consulenze tecniche di riprogettazione. Lo ha deciso il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) con sentenza n. 601 del 17 settembre scorso. Per la liquidazione di eventuali ulteriori danni il CGA ha disposto un supplemento della consulenza tecnica d’ufficio (nei modi e termini specificati dal Collegio) e rinviato qualsiasi decisione all’udienza del 17 dicembre 2015.

Si tratta di un primo importante successo della linea difensiva sostenuta dai legali di Legambiente e del Comune di Siracusa che avanti il CGA hanno insistito sull’infondatezza delle pretese economiche avanzate da Open Land per mancanza di valida prova. Se il valore del risarcimento da riconoscere ad Open Land sarà confermato, dunque, il Comune di Siracusa dovrà versare alla società una somma molto più bassa rispetto ai 24,7 milioni quantificati dal Consulente tecnico d’Ufficio (CTU), il cui operato è stato giudicato criticamente non solo da Legambiente, ma dallo stesso CGA.

Nelle sentenza emessa ieri si legge infatti: "Per quanto invece riguarda tutte le ulteriori voci di danno (escluse le due riconosciute dal CGA n.d.r), il Collegio non ritiene di poter condividere né i risultati, né i criteri utilizzati dal CTU per pervenire ad essi. In linea generale, al riguardo, ritiene il Collegio di poter muovere al CTU una critica di fondo, che consiste nell’avere valorizzato più le allegazioni di parte che la documentazione realmente esistente in atti e risalente al momento storico esatto in cui la vicenda originaria si è sviluppata”.

L’aspetto che maggiormente colpisce nella sentenza del CGA, – sostiene l’avv. Corrado Giuliano, che insieme all’avv. Nicola Giudice ha difeso in giudizio Legambiente Sicilia – oltre al forte ridimensionamento del danno riconosciuto rispetto alle richieste della società e a quelle del CTU, è l’ammissione dell’effettiva ingiustizia di un risarcimento che il Comune di Siracusa dovrà versare ad Open Land per una concessione edilizia, quella per la realizzazione del centro commerciale di viale Epipoli, che non si sarebbe dovuta rilasciare in quanto il terreno in questione è sottoposto a vincolo archeologico e paesaggistico. Malgrado i giudici abbiano riconosciuto che il danno è ingiusto la città dovrà comunque pagare milioni di euro per un abuso edilizio e per un centro commerciale che non è mai stato aperto.

Nei prossimi giorni i consulenti di parte incaricati da Legambiente, Francesco Licini e Giuseppe Ansaldi, approfondiranno i profili contabili della decisione del CGA in vista dell’udienza del dicembre prossimo.

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di Redazione (pubblicato il 18/09/2015 alle  15:29:34, nella sezione CINEMA,  667 letture)

valeria golinoAl Festival di Venezia trionfa Valeria Golino (nella foto col direttore di Diorama) come miglior attrice e le viene assegnata la prestigiosa Coppa Volpi per la sua interpretazione in” Per amor vostro” del regista Giuseppe Guadino. E’ una seconda volta: il riconoscimento le era stata già assegnato quasi trent’anni fa, nel 1986, con “Storia d'amore” e oggi l’esperienza si ripete.

Valeria Golino, nata a Napoli nel 1965, ha recitato in molti film ed è stata tra le protagoniste di molte pellicole di successo americane tra cui “Rain man - L'uomo della pioggia” a fianco di Tom Cruise e Dustin Hoffman, “Lupo solitario” con Sean Penn, “Four Rooms” di Quentin Tarantino e “ Frida”. Nel corso della sua carriera di attrice cinematografica ha vinto 2 David di Donatello, 4 Nastri d'argento, 3 Globi d'oro, e 3 Ciak d'oro. Per ben due volte è stata premiata con la Coppa Volpi alla migliore attrice nel corso della prestigiosa Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia: nel 1986 per “”Storia d'amore” e ora per il film “Per amor vostro”, vincendo inoltre il Premio Pasinetti alla migliore attrice. Nel 2013 ha debuttato nella regia cinematografica con il film “Miele”, presentato al Festival di Cannes 2013. Durante la mostra di Venezia è stato anche assegnato al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pierpaolo Pasolini il premio per il miglior film restaurato: "Si tratta di un film - è stato detto - che non aveva mai vinto un premio in 40 anni, un film difficile da vedere, prima respinto, poi censurato, una sala che lo proiettava fu oggetto di attacchi, un film che oggi si può vedere in modo diverso, può essere osservato per quello che è: un film profetico di uno straordinario artista e poeta, attualissimo poiché parla del genocidio delle diversità". A novembre il film tornerà nelle sale nella nuova versione restaurata.

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di Redazione (pubblicato il 18/09/2015 alle  11:53:45, nella sezione CRONACA,  873 letture)

hangarL’Hangar per dirigibili di Augusta è un monumento unico nel suo genere che molti appassionati di storia militare vorrebbero poter visitare ma che allo stato odierno è chiuso al pubblico. A questo proposito opportunamente perviene un comunicato del Consiglio di amministrazione dell’associazione “HANGAR TEAM AUGUSTA”, una onlus che ha curato il sito per tanti anni.

“Viste le numerose e pressanti richieste che pervengono all'Hangar Team – dice il comunicato - da parte di gruppi organizzati, agenzie turistiche, associazioni, ecc. per poter visitare l'Hangar, riteniamo opportuno ripetere ancora una volta come stanno le cose. Ricordiamo che in seguito alla caduta della passata Amministrazione, per sospette infiltrazioni mafiose, il parco dell'Hangar è stato chiuso. Da allora, anno 2012, né il Commissario Regionale, né i tre Commissari Prefettizi subentrati, né adesso la nuova Amministrazione sono stati sino ad ora capaci di riaprire il parco alla pubblica fruizione. Eppure, grazie all'opera volontaria e gratuita dell'Hangar Team, che vi ha operato dal 2006 in virtù di una Convenzione, il parco è stato aperto al pubblico nel maggio 2010 con la prima edizione della Festa dell'Aria. Il disinteresse diffuso, iniziato con la passata Amministrazione che colpevolmente ha fatto scadere la Concessione Demaniale e conseguentemente non ha rinnovato la Convenzione per la gestione del bene, ha fatto ripiombare il parco nel completo abbandono vanificando tutto il lavoro che l'Hangar Team ha fatto in sei anni per il recupero e la valorizzazione del parco. Nell'Agosto 2014, dopo ripetute ed estenuanti sollecitazioni, finalmente la Commissione Prefettizia, ottenuto il rinnovo, per un solo anno, a titolo gratuito della Concessione Demaniale, ha bandito un Avviso Pubblico per la selezione di una organizzazione di Volontariato per la gestione del Parco dell'Hangar. Dopo ben 4 rinvii della scadenza, l'ultimo al 3 luglio 2015, questo Avviso non è stato ancora concluso! E' trascorso più di un anno! Nel frattempo la Concessione Demaniale è scaduta il 28 Luglio 2015. Non sappiano se il Comune ha chiesto il rinnovo. Neanche da questa nuova amministrazione arrivano segnali incoraggianti: nessuna risposta agli atti formali con i quali l'Associazione si è messa a disposizione della nuova Amministrazione, nessuna risposta alle diverse richiesta di incontro, nessuna dichiarazione sulla volontà o meno di aprire il parco alla pubblica fruizione. Quindi – concludono gli amministratori dell’Hangar team - invitiamo tutti coloro che ci scrivono o che ci telefonano ad indirizzare le loro richieste al Comune nella speranza che ciò contribuisca a superare questo empasse”.

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di Redazione (pubblicato il 18/09/2015 alle  11:49:02, nella sezione EVENTI,  725 letture)

mareluce locandinaL'Associazione MARELUCE ONLUS organizza una Giornata di Studio LA FORMA DEL CERCHIO tra scienza, arte, spiritualità e musica in occasione del X Anniversario MARELUCE ONLUS in collaborazione con Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio. Perché un evento di studio, ascolto e riflessione sulla forma del cerchio? Perché il cerchio può essere considerato una forma ancestrale, variamente presente nella storia del singolo essere umano e lungo tutta la storia dell’umanità. Il cerchio evoca un principio d’ordine, un’armonia possibile, una sintesi di finito ed infinito: è stato, ed è tuttora una forma privilegiata per rappresentare l’armonia degli elementi cosmologici, l’equilibrio umano, la perfezione divina.

La giornata di studio, articolata in Workshop e Convegno, si prefigge di favorire uno sguardo in modo interdisciplinare sul tema in oggetto. Data e orari: 10 ottobre 2015, dalle ore 8:00 alle ore 19:30. Sede Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio, via della Conciliazione 6 – 96100 Siracusa.

Relatori • Guido GOLDONI, Professore Associato di Fisica della Materia, Università di Modena e Reggio Emilia • Salvatore RUSSO, psichiatra, psicoterapeuta, psicologo dello sport • Fausto MIGNECO, docente invitato di Beni Culturali Ecclesiastici presso l’ISSR San Metodio, Siracusa • Sebastiana IEMMOLO, assistente sociale, UOC Oncologia Medica dell’ASP 8 Siracusa • Mariangela MARESCA docente invitato di Metodologia presso l’ISSR San Metodio Siracusa • Daniela RESPINI, psicoterapeuta, presidente Associazione MARELUCE ONLUS, docente invitato di Psicologia presso l’ISSR San Metodio Siracusa Moderatore • Dionisio CANDIDO, Direttore dell’ISSR San Metodio, Siracusa.

Il workshop è rivolto a tutti coloro che per motivi professionali e personali sono interessati alla tematica in oggetto. Per coloro che parteciperanno all’intera giornata è richiesto un contributo di € 15.00, che dà diritto al materiale didattico, al materiale divulgativo e al pranzo. La partecipazione alla sessione pomeridiana è rivolta a tutti ed è gratuita. La partecipazione ai lavori dell’intera giornata consente il conseguimento di un attestato a chi ne fa richiesta. Gli studenti dell’ISSR San Metodio possono conseguire i dovuti crediti ECTS, secondo quanto previsto dalle norme interne dell’ISSR. Sono stati riconosciuti n.8 crediti formativi per gli assistenti sociali.

Per Info e prenotazioni: cell 338.3057984 e-mail:mareluce@mareluce.it. Patrocini: Forum Terzo Settore. Ordine degli Assistenti Sociali. Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia. Centro Antistalking, Antiviolenza, La Nereide Onlus. Rivista "Notabilis".

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di Redazione (pubblicato il 17/09/2015 alle  20:01:20, nella sezione CRONACA,  627 letture)

industriaE’ il tormentone di sempre: su tutto il territorio del comune di Augusta si avvertono terribili esalazioni puzzolenti provenienti dalla zona industriale. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che questo succede ma il fenomeno pare aggravarsi sempre più e i cittadini cominciano chiedere a gran voce che qualcuno provveda ad accertare anche la loro effettiva incidenza sulla salute umana. Si tratta di un odore nauseabondo di uova marce che è quello dei prodotti petroliferi di raffineria e che colpisce sempre più spesso, complici anche i venti e le condizioni atmosferiche. Presso la sede Arpa di Siracusa si sono convocati periodicamente tavoli tecnici di lavoro tra l’ente preposto e le industrie coinvolte, al fine di evitare e prevenire il ripetersi di tali eventi. Ma a quanto pare nulla si è fatto per risolvere il problema, anzi, con la cessione ai russi della Lukoil degli stabilimenti Isab, pare che ben poche risorse siano state devolute alla manutenzione degli impianti e alla loro messa in sicurezza. Da allora ad oggi le emissioni nel quadrilatero industriale Melilli, Priolo, Augusta e Siracusa non sono state bloccate e nemmeno ridotte. Tutti sono convinti che le emissioni che si è costretti a respirare non siano soltanto maleodoranti, ma tossiche e inquinanti. Bruciano e lacrimano gli occhi e viene il mal di gola. È un diritto di ognuno sapere se è soltanto una questione di cattivo odore o se c'è in gioco qualcosa di più importante. La salute è uno dei primi diritti di ogni cittadino. Proprio recentemente, tramite una nota associazione ambientalista, una donna di Augusta aveva rivolto una preghiera, in seguito a dei persistenti fenomeni di odorizzazionimoleste: " Non voglio morire di cancro, ho tanta paura di morire". Basterebbe anche solo la preoccupazione, l’angoscia che sopravviene, anche in assenza di reale pericolo, a giustificare la protesta. Si tratta di convivere con una sensazione bruttissima di pericolo incombente, di minaccia alla propria salute. Numerose le segnalazioni di forti odori nauseabondi percepiti dalla popolazione augustana, fenomeno che riaccende i riflettori sull'effetto che il polo petrolchimico sortisce quotidianamente sulla popolazione. Non solo conseguenze per la salute, dunque. Non solo statistiche, numeri e percentuali di malati terminali. Un disturbo alla normale vita che viene dal senso di sfiducia e di sconforto percepito dagli abitanti: è viva la sensazione che non ci sia abbastanza trasparenza nelle modalità con cui le aziende operino all'interno degli impianti, che non ci sia possibilità di intervento sulla gestione di questa che oramai è una cattedrale nel deserto, ma che durante la metà del secolo scorso era vista dalla gente come un’opportunità di benessere economico. Oggi tutto è cambiato. Oggi si ha la piena consapevolezza che il lavoratore dell’ industria è un soggetto a rischio, esposto a devastanti tumori, e che a rischio è anche la popolazione civile del territorio, quale “danno collaterale” di una sporca guerra giocata sulla pelle dei cittadini.

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di Redazione (pubblicato il 15/09/2015 alle  15:03:09, nella sezione CULTURA,  858 letture)

ORTIGIA SOTTERRANEA FOTODomenica 20 Settembre alle ore 10.00 l'associazione culturale "Per la città che vorrei" presieduta da Sergio Pillitteri dà appuntamento a tutti i soci, e non solo, per un'attività aperta a tutti i cittadini, dinanzi l'ingresso degli Ipogei di Siracusa, indirizzata alla scoperta di una "Ortigia sotterranea".

"Un'attività particolarmente interessante", spiega il presidente Sergio Pillitteri, "in quanto andremo alla riscoperta del nostro patrimonio archeologico sotterraneo a Siracusa, accompagnati dal prof. Giancarlo Germanà, docente dell'Accademia di Belle Arti di Catania. Alcuni dei luoghi più suggestivi di Ortigia si trovano al di sotto del piano stradale, nascosti allo sguardo di chi ne percorre velocemente le strade moderne."

Queste ampie cavità sotterrane, di formazione naturale, furono utilizzate in vario modo dall’antichità fino a tempi più recenti. L’ipogeo più esteso si trova sotto la moderna Piazza Duomo ed è costituito da una galleria principale dalla quale partono poi le gallerie minori. Il primo nucleo delle gallerie si riferisce ad un uso più antico come cava. Una delle gallerie secondarie si ricollega alla cisterna situata nel cortile del Palazzo Arcivescovile. Tale cisterna, che fa parte di un complesso idrico voluto dal vescovo Paolo Faraone (1619-1629), ha avuto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dei siracusani poiché serviva a raccogliere le riserve idriche del palazzo vescovile e dell’intera isola di Ortigia.

L’ipogeo di Piazza Duomo rappresenta anche un’importante testimonianza di tristi eventi più recenti. Durante l’ultimo conflitto mondiale, i siracusani trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei proprio all’interno di questo ipogeo sotterraneo. In uno altro di questi ambienti sotterranei fu realizzato il bagno ebraico (Miqwé), situato nel cuore della Giudecca, uno dei principali quartieri medievali di Ortigia. Il termine Il Miqwéindica generalmente una “raccolta d’acqua”, come si trova anche nella Genesi, successivamente questo termine è stato usato per indicare un “bagno di purificazione”. Le condizioni necessarie per la realizzazione di un Miqwé erano: la presenza di vasche realizzate secondo misure prestabilite: ognuna deve avere una capienza di 12 – 20 litri, per un totale di almeno 500 litri d’acqua;le vasche devono essere scavate nella roccia e, quindi, fisse e non trasportabili e si devono riempire non artificialmente, ma naturalmente (una sorgente, un fiume o acqua piovana). Il Miqwédi Siracusa, oltre la sua grandezza insolita ed il suo ottimo stato di conservazione, soddisfaceva entrambe queste condizioni. La scoperta di questo luogo è avvenuta durante la ristrutturazione del Palazzo Bianca. Ad esso si accede tramite una scalinata di 52 gradini, che scendono fino ad un livello di 18 m. sotto la strada. Le vasche, disposte a trifoglio, sono coperte da una struttura a volta retta da quattro colonne. In queste vasche si purificavano obbligatoriamente le donne, un settimana dopo la fine del periodo mestruale (il periodo non fertile di un donna era considerato come un momento di peccato), coloro che si convertivano all’ebraismo, come tappa conclusiva ed il vasellame comprato da non credenti, che doveva essere purificato non essendo realizzato secondo i criteri prestabiliti dalle leggi (misure, materiale). Per gli altri la frequentazione del Miqwé era facoltativa. L’immersione avveniva in vasche profonde m. 1,40, che misurano m. 1,20 × m. 1. Il fedele doveva essere completamente nudo, le donne non dovevano portare neanche gioielli o trucco, e si immergeva per tre volte nell’acqua, riemergendo a vita nuova. Il rito era accompagnato dalla recita di benedizioni. Alla base di ciascuna vasca si trovava una piccola conca, che veniva utilizzata per l’espulsione dell’acqua, che non era resa meno pura dalla presenza di fanghiglia. Nel caso del Miqwé di Ortigia ci troviamo di fronte ad un lavoro di intaglio nella roccia. Le volte a botte non hanno nessuna funzione statica. La grandiosità del complesso fa pensare che si tratti di un luogo di rappresentanza, usato dalla comunità di Siracusa, che era una delle più prestigiose. Al suo interno si possono individuare tre vasche principali ed altre due secondarie. Le due vasche secondarie, realizzate in un secondo momento, erano chiuse da cancellate, di cui restano le tracce, e probabilmente erano destinate a personalità importanti. Nell’ambiente ricavato a sinistra della stanza centrale si trova un pozzo greco, il cui collo segue tutto il dislivello fino alla superficie. Questo fu scavato per individuare la falda acquifera, prima della costruzione del Miqwé.

La storia di questi ambienti sotterranei, nascosti nel cuore di Ortigia, è parte integrante di quella della città e la loro riscoperta può donare ai visitatori delle emozioni davvero uniche.

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di Redazione (pubblicato il 12/09/2015 alle  20:46:48, nella sezione ARTE,  1174 letture)

Laura Alessi e Raimondo RaimondiPresso la Galleria Roma di Piazza S. Giuseppe a Siracusa sarà presentata la mostra collettiva d’arte “Collimando” a cura di Laura Alessi (nella foto accanto al direttore di "Diorama on line"). L’inaugurazione è prevista per le 18,30 di sabato 19 settembre. Saranno esposte le opere di un gruppo di pittori augustani, artisti che negli anni ‘70 diedero vita allo storico “Gruppo MEG” che operò nella cittadina megarese per un lungo periodo di tempo, ospitando nella propria galleria d’arte anche tanti artisti già affermati della vicina Siracusa. Si ammireranno quindi negli spazi espositivi di Galleria Roma le opere di Amedeo Nicotra, artista versatile che ha operato con successo nel campo della pittura, della poesia e della ceramica artistica, di Giuseppe Corbino, del compianto Giuseppe Bertoni, di Vittorio Ribaudo, di Sebastiano Fanciullo, di Lucia Fazio e di Giuseppe Di Salvo. Durante la serata di inaugurazione interverranno lo scrittore Corrado Di Pietro, il critico d’arte Raimondo Raimondi, Salvo Zito, Oriana Romano e Lalla Bruschi. Alcuni testi saranno recitati da Giuseppe Corbino, Sergio Sillato, Carmelo Strazzulla e Giovanni Strazzulla.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre. Un momento storico e artistico della cittadina di Augusta fu l’esperienza del Gruppo MEG nato nel 1973 da una idea di Pippo Corbino, per una sua passione verso l’arte, convincendo e coinvolgendo in quegli anni ormai lontani gli amici di comitiva. Così fu fondato il Gruppo «Centro Artistico Culturale» e, dopo alcune peripezie alla ricerca di una sede, la galleria d’Arte si realizzò in Via XIV ottobre n. 3, in una casa molto malandata nella quale si misero all’opera tutti, rifacendo pareti, soffitto e pavimento con un fai da te che accomunò tutti i componenti del gruppo e gli amici. Insieme fu dato vita alla prima galleria d’arte in Augusta, che fu inaugurata da una mostra di Vittorio Ribaudo.

I nomi che contavano allora nel panorama artistico del paese erano Di Blasi, Ciresi, Ortisi, Di Salvo, Orfeo, Amedeo Nicotra, Bertoni, per i loro lodevoli tentativi e, nel tempo, altri artisti che tentarono di vivificare l’ambiente con qualche personale e qualche collettiva con sempre gli stessi nomi in questo paese caratterizzato dalla Porta Spagnola. Poi ci fu il Gruppo MEG, che significava “Mentre Eravamo Giovani”, e il “Poliedro” di Santi Migneco. E fu grazie all’esperimento del Gruppo Meg che tanti rari talenti passarono per Augusta e vere e proprie celebrità. Sebastiano Italia espose nel 76 e nel 78 al Meg, Armando Tantillo espose nel 76, Salvatore Russo di Acireale partecipò al Primo Trofeo Nazionale di Pittura organizzato dal Meg nel 1974, Luigi Paolelli nella stessa collettiva e tanti altri validi artisti. Qualche anno dopo il gruppo si sciolse e ciascuno imboccò la sua via, alcuni abbracciarono altre professioni, altri perpetrarono nel tempo la loro passione per l’arte, tra essi Amedeo Nicotra fu uno dei più attivi cumulando nel tempo esperienze diverse e collaborazioni importanti prima con la Mediterranea Art Gallery poi con la stessa Galleria Roma.

Corbino, Raimondi, Ribaudo e Nicotra

Da sinistra Giuseppe Corbino, Raimondo Raimondi, Vittorio Ribaudo e Amedeo Nicotra

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di Redazione (pubblicato il 12/09/2015 alle  20:39:21, nella sezione CULTURA,  695 letture)

foto 1La sera dell’11 settembre i suggestivi locali della ex Chiesa dei Cavalieri di Malta hanno ospitato un allestimento scenico tratto dal romanzo di Luca Raimondi "Tutto quell'amore disperso". L’adattamento e la regia sono stati opera di Silvana Scrofani, luci e suoni a cura di Pino Cultrera, Alessio Albi ha impersonato Carlo Piras, alter-ego dell’autore, mentre Ismenia Amari e Luana Iacono sono le attrici (bravissime) interpreti delle due ragazze cui il protagonista dedica le proprie attenzioni e i confusi sentimenti, la timida Sofia e la più disinvolta Natalie. Piras, attratto dalle maliziose provocazioni della seconda, finisce con il rompere precocemente il fidanzamento con Sofia, salvo pentirsene quando ormai forse è troppo tardi. Essendo uno studente di filosofia, non manca di porsi una serie di interrogativi esistenziali sospesi tra ragione e sentimento, producendosi però in umani, troppo umani, disperati e goffi tentativi di risollevare le sorti di quello che forse è un amore più grande e importante del previsto.

foto 2Il romanzo di Raimondi è aperto da una prefazione del popolare scrittore bolognese Gianluca Morozzi; ha ottenuto diverse recensioni lusinghiere, tra cui quella di Marina Bisogno sulla nota rivista letteraria “Satisfiction”, che così si è espressa: “Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?”. Lo spettacolo, che ha registrato il “tutto esaurito”, è stato voluto e organizzato dall'associazione "Per la città che vorrei" che riparte in autunno con un programma di attività sempre più ambizioso. Il presidente Sergio Pillitteri aveva dichiarato in conferenza stampa: "Siamo diventati un punto di riferimento per la città, il nostro patrimonio culturale è fatto dai tanti talenti siracusani. Ripartiamo l'11 settembre presso la Chiesa dei Cavalieri di Malta in via Gargallo, nel centro storico siracusano di Ortigia, con un evento in programma veramente interessante: andrà in scena l’adattamento teatrale del fortunato romanzo di Luca Raimondi dal titolo “Tutto quell’amore disperso” (Edizioni Il Foglio), seconda parte (leggibile in modo autonomo) del dittico inaugurato nel 2013 da “Se avessi previsto tutto questo” che ha per protagonista il tragicomico personaggio del giovane universitario Carlo Piras, figlio unico alle prese con una difficoltosa formazione sentimentale nella seconda metà degli anni ’90. I prossimi mesi ci vedranno impegnati con un programma pieno di eventi e progetti. Il nostro direttivo ha lavorato bene, è stato in grado di avviare una progettualità culturale utile alla città. Convegni, seminari, teatro, musica e approfondimenti sul nostro territorio saranno protagonisti nei mesi di settembre e ottobre, tutta dettagliatamente visualizzabile su www.perlacittachevorrei.it."

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di Redazione (pubblicato il 10/09/2015 alle  15:13:05, nella sezione CRONACA,  755 letture)

morti sul lavoroAltre due morti nel triangolo industriale. Due giovani operai deceduti durante la manutenzione di impianti a rischio della Versalis (ex Icam) in territorio di Priolo. Infortuni sul lavoro li chiamano, sarebbe meglio dire omicidi bianchi o morti annunciati. In nome del risparmio e della logica del profitto si appalta e si subappalta. Si muore anche se si è in regola con l’ingaggio sindacale e con l’osservanza delle leggi sulla sicurezza sul lavoro. Poi, se i lavoratori sono irregolari, in nero, figurarsi se si bada alle norme sulla sicurezza e questo risulta evidente leggendo le cronache quotidiane che parlano di morti soprattutto nella zona industriale e nell’edilizia. Una tragedia che si replica continuamente, di cui le cronache parlano troppo spesso.

Di poco tempo fa la morte di Gabriele Serrano, giovane operaio ventitreenne di Augusta, e di Luigi Catania, siracusano di 42 anni, i due operai feriti nell’incidente sul lavoro avvenuto in una raffineria nei pressi di Cagliari, costato la vita al loro collega Pierpaolo Pulvirenti, di 25 anni. I tre, dipendenti di una ditta di Catania, stavano operando la manutenzione di un serbatoio di un impianto in fermata.

Ora queste due giovani vittime, Michele Assente, 33 anni, di Siracusa e Salvatore Pizzolo, 37 anni, di Melilli, dipendenti della ditta Xilonia. Quella della pulizia dei serbatoi che mai si riesce ad effettuare in piena sicurezza, come dimostrano i tanti casi di infortunio e di mortalità avvenuti nella nostra zona industriale, è una vecchia storia. Perché non si può barattare il lavoro con la sicurezza, un bene da preservare ad ogni costo e sempre. Ci deve essere una soluzione e per questo ci si deve impegnare su tutti i fronti con il massimo rigore per la sicurezza degli impianti, per la formazione dei lavoratori, e non parlarne solo e sempre dopo ogni tragedia.

"Questo ennesimo incidente – scrivono in una nota congiunta Giuseppe Giaquinta di Legambiente Priolo ed Enzo Parisi di Legambiente Sicilia - è l’ulteriore conferma che le morti sul posto di lavoro nel petrolchimico non sono una fatalità ma la colpevole conseguenza di una miserabile politica di gestione degli appalti di manutenzione che strozza e taglia soprattutto sulle spese della sicurezza. Una scelta criminale di cui pagano le conseguenze i lavoratori con la propria vita, i cittadini e l’ambiente. Alle istituzioni tutte chiediamo di indagare non solo le cause e le responsabilità di questi ultimi “omicidi bianchi” e perseguire i responsabilità ma anche di individuare e fermare coloro che hanno stravolto il sistema degli appalti fino a farlo diventare uno strumento di ricatto e di morte”.

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di Redazione (pubblicato il 08/09/2015 alle  15:25:18, nella sezione CRONACA,  627 letture)

foto ospedaleRiceviamo e pubblichiamo una nota del cittadino augustano Mimmo di Franco: “Il 23 luglio scorso,considerata la paralisi dei lavori nel nostro nosocomio,proposi un sit-in per conoscere lo stato di salute dell’Ospedale Muscatello. Il 29 luglio, dopo mesi di silenzio, il Direttore Gen. dell’ASP di Siracusa illustrò al nostro Sindaco Avv. Di Pietro, un cronoprogramma per la definizione dei lavori, comunicandolo alla stampa. Dopo aver comunicato un sopralluogo da parte dei cittadini, per il 1 Settembre, giorno di apertura delle sale operatorie per verificare il rispetto delle date, un successivo comunicato dell’azienda ospedaliera informava il Sindaco di Augusta dello slittamento di qualche giorno. Siamo a tutt’oggi, 8 settembre e si attende ancora la riapertura delle sale operatorie. Per motivi personali mi sono recato al Muscatello e ho constatato che forse nemmeno a fine mese si riuscirà a rispettare le date previste. Si consideri che i lavori di adeguamento alle leggi per la mancanza di locali, servizi e spazi necessari per lo svolgimento delle attività mediche, in difformità a norme che regolano la materia sanitaria, di sicurezza e antincendio, motivi che hanno portato alla chiusura del blocco operatorio da parte della Magistratura, sarebbero dovuto durare 2 mesi ed invece le sale operatorie sono chiuse dal 12 gennaio. Perché per questi ritardi debbono pagare sempre e solo gli utenti? La ditta operante ha delle scadenze da rispettare? Qualcuno è responsabile dell’esecuzioni dei lavori? Invito il nostro Sindaco, il Consiglio Comunale e i deputati della provincia ad attivarsi affinché, oltre ai reparti di Ginecologia, Ostetricia e Pediatria, la città di Augusta non perda pure la Chirurgia. Per quanto riguarda la Neurologia e l’Oncologia, ne riparleremo a novembre quando sarà fatta la pianta organica e relative assunzioni nell’ospedale megarese”.

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di Redazione (pubblicato il 07/09/2015 alle  21:24:45, nella sezione CINEMA,  1068 letture)

BUYMargherita Buy (nella foto) e Sabrina Ferilli, due icone del cinema italiano, diventano una coppia lesbica per opera della regista Maria Sole Tognazzi che ha presentato il suo film “Io e lei” in anteprima al Festival di Tavolara, film che uscirà il primo ottobre nel circuito nazionale per la casa di distribuzione Lucky Red.

“Sono stata fulminata dal pensiero stravagante di una storia d’amore tra due donne – ha detto la regista - una specie di Vizietto, quarant’anni dopo, al femminile, con Buy e Ferilli. Così ho chiesto ad Ivan Cotroneo e Francesca Marciano di scrivere la sceneggiatura di Io e lei». Il Vizietto è un film del 1978 interpretato da suo padre Ugo Tognazzi: «Io ero solo una bambina – continua la regista – e rammento solo che il mio papà mi veniva a prendere a scuola dove andavo, dalle suore, vicino a Castel Gandolfo, ovvero vicino al Papa, con una splendida tutina rosa perché era appena arrivato dal set. Ma Io e lei con Il Vizietto non c’entra nulla e non mi permetterei di affrontare con leggerezza il remake di un capolavoro. Il mio è solo un omaggio. Volevo fare una commedia sentimentale, raccontare una storia d’amore tra due donne dell’età delle mie splendide attrici, raccontare la normalità». BUY FERILLI«Nel film – aggiunge Maria Sole Tognazzi – non c’è infatti un’idea di diversità o di trasgressione, quello che accade potrebbe accadere anche tra un uomo e una donna. Quando la gente capirà che una storia d’amore è solo una storia d’amore e nient’altro, forse anche la politica può darsi che faccia qualche passo in avanti. Per questo la mia generazione, quella dei quarantenni, anche attraverso un semplice film, può fare qualcosa». Io e lei racconta di Marina e Federica: la prima (Sabrina Ferilli) è omosessuale da tempo; mentre la seconda (Margherita Buy) che ha anche un ex marito e due figli, è alla sua prima esperienza. Ma quando il film inizia, la storia tra le due donne ha già alle spalle cinque anni. Come a dire che non si vuole raccontare la scoperta della sessualità, ma parlare di emozioni mature senza inibizioni o preconcetti.

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di Redazione (pubblicato il 05/09/2015 alle  16:06:46, nella sezione CRONACA,  770 letture)

garaviniE’ stato siglato qualche giorno fa un patto d’intesa tra le associazioni “Arcigay- Siracusa” e “Giovani Giuristi”. La prima è presieduta da Armando Caravini, la seconda, presieduta da Marina Drago, è formata da studenti universitari di Giurisprudenza e praticanti avvocati, che hanno come scopo statutario prestare assistenza legale ai propri soci e, a seguito della convenzione con l’Arcigay, dar vita ad uno sportello di consulenza giuridica in grado di far fronte a tutti i casi di violenza omofoba, sia fisica che verbale.

Marina Drago ha dichiarato: “E’ un’opportunità per i futuri avvocati, fare un’esperienza che non si impara da nessun libro e da nessun docente. Siamo già pronti a collaborare con l’associazione Arcigay di Siracusa, attraverso le nostre attività di consulenza ed assistenza giuridica che avverranno sia per via telematica, tramite l’e-mail consulenzagiuridiche@libero.it che nella sede di Arcigay; e già si parla di tante altre convenzioni con studi legali e di trattamenti dedicati ai nostri soci”.

Armando Caravini ha a sua volta ribadito: “Sono entusiasta del risultato raggiunto a seguito della nuova convenzione, ma ricordo che non è la sola proficua collaborazione, importante anche quella con la dottoressa Maria Vittoria Zaccagnini che attraverso lo sportello “Chiedilo a noi” offre consulti online ai diretti interessati, amici, parenti e a supporto delle Istituzioni, su tutti quegli aspetti che riguardano l’identità sessuale, poiché, l‘omosessualità è un modo di essere, non una scelta e questo sportello ha come obiettivo quello di sostenere chiunque voglia comprendere meglio questa realtà”.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2015 alle  22:04:27, nella sezione CULTURA,  667 letture)

gusto della luceUn interessante workshop si svolgerà presso la sede di Impact Hub Siracusa, in via Mirabella 29, dalle 10 alle 18 di sabato 5 settembre, nel quale si cercherà di analizzare i cambiamenti del rapporto con il cibo, ma anche l'approccio ormai diverso tra consumatore, produttori e distributori, dimostrando come tutta la filiera ha bisogno di innovazione, per poter costruire sistemi cibo più efficienti, efficaci, sostenibili e sicuri. L’evento è legato al progetto del ministero dell'Ambiente in occasione di Expo Milano 2015, a cura dell'Area Marina Protetta del Plemmirio, e si intitola “Il Gusto della Luce”. In concreto, i partecipanti partiranno dall’analisi e dallo studio del cibo come prodotto, sistema, territorio, location, legato al campo agro-alimentare di loro interesse e degli strumenti correlati, e analizzeranno brevemente la loro evoluzione storica culturale. Lavorando in gruppo, su obiettivi di progettazione da loro stessi individuati, saranno in grado di scegliere su quale scenario (produzione, distribuzione, selezione, trasformazione o fruizione del cibo) concentrare il focus di studio e sviluppare la progettazione. Ogni partecipante potrà quindi individuare soluzioni e novità da applicare al proprio campo di lavoro. Il progetto migliore avrà l’opportunità di essere presentato alla prima conferenza europea su “Understanding Food Design”, che si svolgerà dall’8 al 10 Ottobre a Milano.

A curare il workshop sarà Sonia Massari, direttrice del Gustolab International Institute for Food Studies e docente universitario presso l'ISIA Design School e SDP - Scuola Politecnica di Design, Milano. La partecipazione al workshop è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria al seguente link su EventBrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-food-design-come-progettare-nuove-.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2015 alle  21:58:30, nella sezione ARTE,  758 letture)

CUSCUNAVenerdì 4 settembre alle ore 18,30, nei locali espositivi di galleria Roma in piazza San Giuseppe a Siracusa si inaugurerà la mostra personale di pittura dell’artista Giulia Cuscunà, una giovane promessa dell’arte contemporanea siciliana che vuole rimodulare e rimuovere schemi e stilemi obsoleti. Presenterà l’artista e le sue opere, l’Arch. Salvatore Rapisarda.

Giulia Cuscunà è un’artista tipicamente siciliana, che fa della sua Sicilia, ricca di luce e di colori, l’unica fonte d’ispirazione per la “sua” arte, ne individua la poesia, intima e silenziosa ma anche sociale e festosa, trasponendola in uno spettacolo in cui la natura e l’uomo si armonizzano in molteplici accordi. Le opere di Giulia Cuscunà sono il risultato filtrato delle esperienze di generazioni intere di pittori locali, intrise di cultura popolare e di una forte componente di realismo nostrano. Sono la moderna raffigurazione di un popolo e di un territorio che pur mantenendo le sue connotazioni ha profondamente mutato il suo rapporto con il mondo e con la storia. Cosa si aspetti il pubblico dagli artisti che affollano le pareti delle gallerie d’arte lo sappiamo benissimo. Il pubblico vuole e cerca le emozioni per le quali l’arte svolge il suo ruolo. Lo svolge meglio attraverso il lavoro di quegli artisti che non rispondono ai meccanismi del mercato. Anzi è proprio ciò che è fuori mercato che fa l’arte nella controtendenza necessaria per arrivare a toccare il cuore della gente, per innescare quei sentimenti di ricchezza interiore così difficili da scorgere nei marasmi della quotidianità malvissuta. I fluidi di una spiritualità laica e popolare che pervadono i luoghi sacri dell’arte, i musei, le gallerie, i libri di storia. Può darsi che l’arte in alcuni casi faccia anche politica ma è inevitabile non lasciare fuori dal discorso la geografia di questi fenomeni, la tesi degli artisti del Sud, per esempio, che vivono in dipendenza di un vincolo di sangue e di terra inalienabile, un magma intellettuale profondo che si muove nelle viscere di ognuno di essi, anche di quelli che vivono altrove. Si pensi a Guttuso o a Migneco, portatori universali di assoluti fisiognomici legati alle loro origini geografiche. Pertanto non si può fare critica se non si capisce che la differenza basata sulla geografia degli artisti esiste, pure se di una strana differenza si tratta. Una differenza che unisce invece che separare l’artista dal mondo delle sue relazioni.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2015 alle  14:27:07, nella sezione EVENTI,  716 letture)

viniDal 4 al 6 settembre l’Antico Mercato di Siracusa, in Ortigia, ospiterà la manifestazione “Sudest wine fest”, vetrina delle eccellenze enogastronomiche delle province di Siracusa, Catania e Ragusa. L’evento era stato presentato in una conferenza stampa dall’assessore alle Attività produttive, Teresa Gasbarro, e dall’assessore alla Cultura, Francesco Italia, assieme al presidente della “Strada del vino e dei sapori del Val di Noto”, Sebastiano Gulino. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è promossa dal ministero per i Beni e le attività culturali e vede protagonisti assoluti delle tre giornate siracusane il vino, l’olio e i prodotti tipici del territorio che costituiscono la base dell’enogastronomia del sud est. Oltre alle degustazioni ci sarà spazio anche per parlare degli aspetti commerciali e salutistici, con incontri tra operatori economici e degli aspetti benefici della dieta mediterranea, con dietologi e nutrizionisti. Previsto anche un cartellone di concerti jazz, curati dal maestro Rino Cirinnà ed un’esibizione del Teatro dell’Opera dei Pupi.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2015 alle  14:25:17, nella sezione EVENTI,  606 letture)

Dal 2 al 6 settembre il Grand Hotel Minareto di Siracusa ospiterà la Conferenza Internazionale “Art and Psyche in Sicily: Aree di confine e di sovrapposizione: il limen appena percettibile. L’Universalità dell’arte: tra prevenzione, educazione sanitaria e riabilitazione”. In questa occasione si riuniscono psichiatri, psicanalisti e artisti che si confrontano su vari temi che riguardano gli aspetti psicologici e simbolici della creatività espressa nell’arte, nell’architettura, nell’archeologia, proprio qui in terra di Sicilia, dove strati di diverse civiltà si incontrano e si sovrappongono nella storia e nel mito. L’evento è organizzato dall’Istituto per l’Italia meridionale e per la Sicilia del Cipa e dall’International of Analytical Psychology Association, insieme all’Art and Psyche Working Group, che hanno collaborato affinché in questa prestigiosa occasione possa emergere all’interno del concetto di universalità dell’arte la sua importanza per la promozione della salute, nei suoi molteplici aspetti della prevenzione, dell’educazione sanitaria e della riabilitazione. Sono presenti studiosi di varie discipline provenienti da ogni parte del mondo.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2015 alle  14:19:22, nella sezione ARTE,  837 letture)

streghe monteverginiSabato 5 settembre Siracusa ospiterà negli spazi espositivi della Galleria Civica Montevergini la mostra fotografica "CHIAMATECI STREGHE" che resterà aperta fino al 27 settembre. L’evento è curato da Marilisa Yolanda Spironello e Carmen Cardillo e metterà in mostra i lavori dei giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Dipartimento di progettazione e arti applicate - Scuola di fotografia. La mostra è il risultato dei lavori artistici degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania, prodotti in seno ad una tematica delicata e attuale quale è quella della violenza di genere. Gli allievi hanno tracciato un percorso per immagini, racchiuso in una mostra di denuncia sugli abusi e sulle violenze subite dalle donne. L’intento progettuale è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi drammi che spesso sono taciuti e nascosti. Pur essendo quotidiana e cocente, tale realtà è portata all'attenzione solamente in seguito a trattazioni mediatiche, eppure il fenomeno è costantemente in aumento con casi di donne che arrivano a perdere la vita a causa dei maltrattamenti subiti. Il progetto nasce dall’idea di chiamare in causa l'utilità della fotografia in ambito sociale: parlare attraverso le immagini, di qualcosa che, in realtà, interessa tutta la società civile, raccontare una condizione e sensibilizzare le persone a certe tematiche eticamente non ignorabili. Il progetto si propone di evidenziare il lato propositivo che un'operazione di sensibilizzazione delle coscienze può creare, suggerendo con forza che dal vortice della violenza si può provare ad uscire senza temerne né vergogna, né umiliazione perché è nel silenzio che si alimenta la forza, il senso di potere e l'impunità dell'aguzzino. Una narrazione fotografica che dalla violenza porta al riscatto della donna. Attraverso le immagini si traccia un percorso singolare e nello stesso tempo collettivo, partendo dalla condizione della donna assoggettata alla violenza, attraversando le fasi della presa di coscienza, della richiesta di aiuto fino ad arrivare ad una liberazione interiore ed al contempo fisica e reale: la capacità di dire basta. In un momento storico in cui la violenza di genere ha raggiunto proporzioni allarmanti, i giovani artisti e le giovani artiste hanno elaborato il progetto “CHIAMATECI STREGHE” volto ad accrescere la consapevolezza di un fenomeno così complesso e delicato, con l'intento di sensibilizzare il pubblico, proponendo concretamente un’occasione in cui emerga un deciso no alla violenza sulle donne.

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