Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 15/07/2017 alle  17:15:55, nella sezione EVENTI,  254 letture)

logo isiscInizierà ufficialmente Lunedì 17 Luglio presso la sede del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, il corso di formazione specialistica per avvocati intitolato “Casi relativi ai crimini internazionali concernenti riciclaggio di denaro, finanziamento alle organizzazioni terroristiche e reati ecologici”.
Il corso fa parte dell’International Defence Counsel Training Programme, il primo programma di formazione specialistica pluriennale rivolto specificatamente ad avvocati internazionalisti che si occupano di casi relativi a crimini internazionali innanzi alle giurisdizioni nazionali e internazionali.
Negli ultimi decenni il fenomeno della globalizzazione ha cambiato radicalmente il modo in cui gli individui interagiscono e comunicano con il resto del mondo. Le nuove tecnologie di comunicazione globale, se da un lato hanno portato tutta una serie di benefici, dall’altro hanno fornito nuovi strumenti per la globalizzazione del crimine organizzato e delle organizzazioni terroristiche. Il traffico di esseri umani e degli stupefacenti, il riciclaggio di denaro e spesso il finanziamento del terrorismo avviene difatti su scala globale. Per contrastare questi fenomeni, la comunità internazionale ha adottato una vasta gamma di convenzioni internazionali, fra cui la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.
Il corso di Specializzazione, partendo proprio da questo scenario, vedrà la partecipazione di numerosi avvocati, consulenti e giuristi provenienti da tutto il mondo e si focalizzerà sull’analisi delle nuove strategie per contrastare questi fenomeni, attraverso lo studio delle attuali normative nazionali e internazionali in materia e del ruolo dei diversi organi di vigilanza, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’Unità di Cooperazione Giudiziaria dell’Unione Europea (EUROJUST), L’Ufficio Europeo di Polizia (EUROPOL) e l’Organizzazione Internazionale della Polizia Crminale. (INTERPOL). Particolare attenzione sarà dunque dedicata agli aspetti procedurali della cooperazione giuridica internazionale in materia penale, attività che oggi risulta essere decisiva per combattere le organizzazioni criminali transnazionali.
Ad aprire i lavori del corso, lunedì 17 Luglio alle ore 9:00, vi saranno il Presidente del Siracusa International Institute, il Procuratore Generale Jean-François Thony, il Direttore del Programma di formazione, Dott. Andrea Chmielinski Bigazzi e il Direttore Legale del Fondo Monetario Internazionale, Dott. Sean Hagan. L’intero programma ha ricevuto il sostegno di prestigiose organizzazioni internazionali, fra cui l’Unione Internazionale degli Avvocati, la Scuola Superiore dell’Avvocatura Italiana, l’Associazione Internazionale di Diritto Penale, il Consiglio Nazionale degli Avvocati Francesi, l’Associazione degli Avvocati presso la Corte Penale Internazionale, il Consorzio Internazionale di Giustizia Penale e il Centro Studi sulla Sicurezza Internazionale e la Cooperazione Europea e vanta inoltre il patronato di un’accademia di giuristi ed esperti di fama mondiale che svolgono la funzione di docenti nei vari corsi.

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di Redazione (pubblicato il 15/07/2017 alle  17:12:00, nella sezione ARTE,  457 letture)

accolla fotoSalvatore Accolla è un pittore spontaneo, di sapore naive, ortigiano, affetto da una frenesia creativa che lo porta a dipingere quadri su quadri che spesso espone sui marciapiedi di corso Matteotti per la gioia dei tanti suoi estimatori che hanno dimostrato di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Questi appassionati hanno assorbito centinaia e centinaia di opere che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi accolla ha fatto un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte nelle quali ancor più è valsa l’attrazione esercitata dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua cromìa, fa si che, anche quando il soggetto ritratto risulta apparentemente banale, l’opera riesce comunque ad assumere una valenza estetica. Le opere di Accolla erano state presentate al pubblico qualche anno fa nei prestigiosi locali della Galleria Civica di Montevergini al tempo della gestione di Michele Romano, che così allora si era espresso in una brochure realizzata per l’occasione: ”Trovarlo è semplice (Ortigia-Corso Matteotti), scoprirlo artisticamente è più difficile. Chiunque osserva le sue opere rimane meravigliato dall’uso di un colore anti-accademico, con un segno o una pennellata sintetica e dalle geometrie asciutte e solitarie. “Solitario” è il suo vero nome, un artista di strada che dipinge le sue realtà anche a richiesta: “Vuoi una barca? Vuoi un arlecchino? Cosa vuoi che ti faccia? Tu, fruitore attento, hai fiducia e con pochi soldi ricevi un dono, un’opera d’arte aretusea”. Salvatore accolla è veloce nell’esecuzione, poco attento ai particolari, si affida al gesto veloce e graffiante e ad una coloristica amalgamata e giocata su poche gradazioni, dando a volte addirittura il senso di una monocromìa o di una bicromìa, spesso è approssimativo nella costruzione del quadro, ma è sempre originalissimo nell’immaginazione cromatica e nella sintesi del disegno, fino ai limiti di una astrazione pittorica degna di ben maggiore considerazione e di cui, come sempre avviene nelle terre di Sicilia che costantemente applicano l’antico detto “nemo propheta in patria”, si sono già accorti molti stranieri appassionati d’arte. Ora è la volta di Benedetto Speranza, manager dell'arte applicata e dei multipli d'arte, di occuparsi del nostro proponendolo in veste inedita nei nuovi locali espositivi nei pressi del tempio di Apollo. Di Accolla si sta anche interessando la storica dell'arte veronese Daniela Rosi, che intende organizzargli una mostra a livello nazionale. Nel frattempo il regista Paolo Boriani ha effettuato con lui giorni e giorni di riprese per ricavarne un film. Insomma qualcosa si smuove a favore di Salvatore, questo uomo ormai anziano che ha dedicato la vita alla pittura, a volte sottovalutato, deriso, ma che ha sempre mantenuto la sua passione, il suo buon umore, il suo amore incondizionato per il suo cagnone Righel, per Ortigia e per la vita.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 10/07/2017 alle  10:10:20, nella sezione LIBRI,  212 letture)

fotoRileggere un libro da lettore non è come leggerlo da editore, per decidere se pubblicarlo o meno. Per prima cosa il supporto è diverso. Non ci sono fogli stampati dal computer, né la matrice bianca digitale, ma un vero e proprio libro che si apre con una copertina evocativa di un binario morto che finisce in mare. Non è la stessa cosa, soprattutto, perché non devi valutare niente, ma soltanto abbandonarti al piacere della lettura. Ti rendi conto che la seconda volta è quella giusta, ché quel romanzo te lo gusti per davvero, ne assapori profumi e parole fino in fondo. A partire dalla citazione da Rabbia di Chuck Palahniuk sul perché si fugge dai paesi di provincia ("per sognare di tornarci") e per cui si resta ("sognare di andarsene"). Tutta la storia di Andata e ritorno di Elena Ciurli (Edizioni Il Foglio, pp. 160, 12 euro) è permeata da un profondo senso di inadeguatezza, narrata in prima persona da Marco, un protagonista per niente eroico che non riesce a essere felice da nessuna parte. La giovane scrittrice dà voce a una generazione di figli educati da genitori immaturi, da famiglie frantumate per colpa di genitori che rincorrono egoismi, tratteggia una madre assente e un padre inadeguato che si sposa di nuovo con una polacca micidiale quando decide di cucinare. Marco torna a Livorno e riscopre i luoghi che l’hanno visto adolescente, dopo aver vagato per molte città europee, da Madrid a Berlino, passando per Londra. rivede il Romito, gli scogli, la sua casa, assapora la tristezza, pensando solo al momento in cui potrà fuggire di nuovo verso un incerto futuro. Ricordi di donne nel passato di Marco, visioni di film anni Settanta che hanno contribuito alla sua iniziazione sessuale, ma anche di cibi caratteristici cucinati dalla nonna (la panzanella), visioni infantili di Super Tele, ginocchia sbucciate, panini al tonno per merenda e quel mare dove tutto finiva, nelle lunghe giornate estive, da ragazzi. Marco e la musica. Marco e gli amici. Francesco è l’amico fedele che non se n’è mai andato da Livorno. Jimi Hendrix è la colonna sonora del viaggio, sul lungomare di Antignano. "La musica è una delle ragioni per cui vale la pena non suicidarsi", dice Marco, che si è appassionato al rock grazie al nonno, uno dei personaggi positivi della storia, un vero e proprio punto di riferimento. Il nonno di Marco è il solo mito familiare, la sola persona capace di consigliare libri e musica, quello che l’accompagnava al negozio di dischi per scegliere i vinili da ascoltare. Sono importanti i Ramones nel libro di Elena, che "se fossero stati livornesi sarebbero andati in giro con una panda scassata" proprio come quella del protagonista. La musica del gruppo rock pervade le pagine come un profumo intenso. Capitoli con nomi di piatti e bevande, segnati da musica rock e momenti culinari, ma soprattutto da ricordi, incontri, amici perduti e ritrovati, genitori inadeguati, nonni fantastici e voglia di fuga.
"Fin da bambino mi sono sentito come un ospite nella mia vita, intento a sopravvivere per non dare troppo fastidio al prossimo e forse, neanche a me stesso. Ho sempre visto i miei genitori come degli esseri alieni, che si facevano chiamare mamma e babbo, ma che in realtà non sapevano neanche loro da quale pianeta provenissi. Insomma io rimanevo sull’uscio e non sapevo mai se dovevo entrare o uscire, per non tornare più".
Andata e ritorno è un romanzo proustiano: "Quant’era bella Livorno in quelle foto in bianco e nero, quando a Castiglioncello c’erano Mastroianni, Sordi e Gassmann e la vita sembrava scorrere a colori". E ancora: "Questa valigia rotta mi sta tormentando, fin da piccolo ho sempre creduto che gli oggetti abbiano un’anima o meglio assorbano gli umori di chi li possiede". In fondo Marco è alla ricerca del suo tempo perduto, riscopre gli odori e i sapori del suo passato, consapevole che le cose vissute nell’infanzia e nell’adolescenza saranno eterne, finiranno per scandire il tempo della sua vita. "Ci sono luoghi in cui le emozioni si dilatano e riescono a crescere anche senza acqua, tutto è talmente precario tra quelle mura che ci si attacca l’un l’altro ancora più forte. E come la gramigna quella sensazione di condivisione e solidarietà, ti rimane attaccata addosso per non andarsene più". Se non è Proust questo…
Andata e ritorno è un romanzo scritto con stile secco e asciutto, in prima persona, con un incedere incalzante e coinvolgente. E di tanto in tanto scopri pennellate di letteratura, descrizioni poetiche efficaci, come uno stupendo panorama che si ammira da Populonia Alta sul golfo di Baratti, la casa della madre, che Marco chiama "la stronza", ma che deve salutare prima di ripartire. Sentori di vecchio cinema italiano affiorano tra le pagine della storia, da Amarcord di Fellini - un film che ha condizionato la cultura del Duemila - a I vitelloni (Monaldo che parte da Rimini per non tornare e saluta mentre il bambino chiede: "Perché te ne vai? Non stavi bene qui?"), passando per Gli amici del Bar Margherita di Pupi Avati (grande cantore della nostra provincia e del ricordo). Marco è diventato - come molti ragazzi della sua generazione - un pacco postale che cerca lavoretti estivi per guadagnare un po’ di soldi che gli consentano di scappare di nuovo, in fuga per l’Europa, lontano da una provincia diventata troppo stretta. Marco deve tenere duro fino alla prossima partenza. Forse tornerà a Livorno, ma in un futuro diverso. Vorrebbe aggrapparsi a questa idea, sentire sue "quelle radici che ha sempre strappato come erbacce". Vorrebbe tanto "trovare un paio di scarpe dal numero giusto", le scarpe di un uomo che a un certo punto decide di restare, di smettere di fuggire dal suo passato. Il Bar da Paolino è un capolavoro di bar avatiano, profuma di passato, di amici che si incontrano per tirare tardi facendo il niente, parlando di donne e bevendo vino, giocando a biliardo e organizzando scherzi atroci. Marco è un protagonista sconfitto, uno che sente sulle sue spalle tutta la pesantezza del vivere. "Mi siedo sul mio scoglio, il sole sta tramontando e posa il suo mantello di luce su queste oscure acque salate; mi mancherà". Come Monaldo decide di partire, sa che deve farlo, ma sa pure che la nostalgia del passato sarà compagna della sua vita. Finale straordinario, poetico e suadente, scandito dal ricordo della caduta del muro di Berlino, metafora del cambiamento, di una vita che non potrà più essere la stessa. Ma il presente e il futuro sono ancora da costruire.
Andata e ritorno è un romanzo che ti riconcilia con la letteratura, ti fa capire la sua funzione salvifica e spiazzante. Un romanzo che solleva il morale di un piccolo editore che dopo averlo letto e sottolineato lo pubblica con entusiasmo, perché è una storia che avrebbe voluto scrivere lui, narrata benissimo da una giovane autrice che - buon per lei! - non ha un grande futuro dietro le spalle. Per noi il futuro è già passato, purtroppo, e non ce ne siamo neppure accorti.

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di Redazione (pubblicato il 04/07/2017 alle  13:37:38, nella sezione LIBRI,  333 letture)

museo reba logoSarà presentato a Catania domenica 23 luglio alle ore 20,00 nei suggestivi spazi del Monumento ai Caduti, in piazza Tricolore,lungomare di Catania, gestiti dal Museo ReBa, il romanzo "La cattiveria del silenzio" di Raimondo Raimondi, Edizioni Il Foglio, con la prefazione dello scrittore catanese Davide Crimi. Il Museo ReBa. è un progetto dell’architetto Renato Basile che è da sempre uno dei maggiori promotori della rinascita del quartiere di San Berillo. E proprio qui ha deciso di creare il museo che ospita numerose iniziative a sfondo culturale e artistico in questo piccolo gioiello nel cuore del quartiere popolare. copIn questo periodo estivo l'attività culturale del sodalizio si è estesa al Monumento ai Caduti in Piazza Tricolore, nel lungomare di Catania, prima spazio degradato, oggi grazie all'opera di Basile e dei volontari del Museo Reba riportato a nuova vita e in condizione di ospitare concerti, eventi culturali e spettacoli. Durante la serata del 23 luglio dopo la presentazione del libro di Raimondi curata da Davide Crimi, avrà luogo un concerto del gruppo "Povera Patria": Franco Battiato rock tribute. Si tratta di un quartetto pop/rock che ripercorre la carriera del grande Franco Battiato, eseguendo tutti i brani storici del Maestro ri-arrangiati in versione rock, rigorosamente live, utilizzando sia suoni classici che elettronici ed armonizzazioni vocali, uno spettacolo adrenalinico, colorato, emozionante e pieno di momenti intensi. I oomponenti del gruppo sono Max Bac: voce, armoniche, pad; Massimo Costanzo: tastiere, basso, cori; Andrea Marchese: chitarre, cori; Nuccio Palumbo: batteria, cori.

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di Redazione (pubblicato il 04/07/2017 alle  13:33:40, nella sezione EVENTI,  265 letture)
foto luxuriaInizia il countdown, per il tanto atteso Siracusa Pride 2017 che partirà tra 10 giorni esatti. Ad invitare a partecipare alla manifestazione, nei giorni 13-14-15 luglio, la madrina d’eccezione: la conduttrice televisiva, ex deputata della XV legislatura e attivista Vladimir Luxuria. Il documento politico del Siracusa Pride 2017 avrà come titolo “Dalla cultura al corpo: la Trans-Formazione”, cultura come storia e conoscenza di sé, identità e rivendicazione, libertà di essere e affermarsi. Quest’anno il pride vuole incentrarsi sulla conoscenza-autocoscienza della comunità LGBT, della sua storia, del suo agire e del suo linguaggio. Vladimir Luxuria, nel suo video clip, invita a partecipare alla manifestazione evidenziando che non sarà una manifestazione solo rivolta per la comunità LGBT ma sarà per tutti gli amici etero, colleghi, familiari, per tutti coloro i quali credono nell’uguaglianza. Inoltre nel messaggio invita mediante conferenze stampa a pubblicizzare l’evento attraverso interviste, attraverso la sua presenza, anche attraverso i social e simpaticamente esorta ad invitare anche attraverso il citofono. Vladimir Luxuria conclude il video clip elogiando Siracusa, terra di cultura, terra di buon vivere, terra di accoglienza e di rispetto.
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di Redazione (pubblicato il 04/07/2017 alle  13:31:06, nella sezione CRONACA,  264 letture)

fotoLe Sezioni Riunite della Cassazione hanno definitivamente riconosciuto il diritto per i dipendenti di avere rimborsate le trattenute versate in eccedenza rispetto all'aliquota del 10 per cento indicata dalla legge sul terremoto di Santa Lucia. L'importo si aggira mediamente intorno i 6 mila euro a contribuente. Lo ha comunicato l'onorevole Pippo Zappulla, deputato di Articolouno Movimento Democratico e Progressista, nel corso di una conferenza svoltasi a Siracusa, nella segreteria provinciale di Mdp. Con la sentenza numero 15026 del 16 giugno 2017, i giudici dell'Alta corte hanno messo la parola fine a tutti i tentativi dell'Agenzia Centrale delle Entrate e del Ministero dell'Economia e Finanze, per tenersi i soldi in più che avevano versato oltre 70 mila lavoratori della provincia di Siracusa, e circa 90 mila delle province di Catania e Ragusa.
"Insieme al deputato dei democratici Giuseppe Berretta - ha dichiarato Zappulla - abbiamo già chiesto all’Agenzia delle Entrate e al Ministero di conoscere le modalità e i tempi con cui intendono procedere al rimborso. A nostro avviso, intanto devono essere utilizzati entro il 31 dicembre 2017 i primi 90 milioni di euro già in bilancio, per prevedere negli anni finanziari successivi le altre risorse. L’Agenzia deve interrompere i contenziosi, inutili e dannosi anche per le stesse casse dello Stato, e cominciare a pagare in ordine di presentazione e sulla base dei contenziosi già attivati. Ai contribuenti stanno chiedendo la documentazione relativa al periodo interessato ma, al fine di accelerare le pratiche, è necessario attingere dalla propria banca dati. In ogni caso abbiamo già chiesto di conoscere come intendono procedere, con quali modalità e tempi".

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di Redazione (pubblicato il 30/06/2017 alle  12:15:48, nella sezione LIBRI,  246 letture)

bibliosVenerdì 30 Giugno II mercato di Ortigia al Biblios Cafè: l’occasione è data dall’aperitivo di presentazione del libro “Lische di Pesce”, che raccoglie interviste, aneddoti e ricette provenienti dalla storia dei protagonisti del mercato siracusano. Alle 19.30 al Biblios Cafè saranno presenti l’autrice Maria Cristina Picciolini, pittrici, illustratrice e scrittrice, e alcuni dei protagonisti che, ogni giorno, animano di colori e sapori il Mercato. Già confermata la presenza di Andrea Borderi, fondatore di Caseificio Borderi che porterà con sé, oltre che la sua irrefrenabile carica, anche alcune delle selezioni dei formaggi prodotti dal caseificio, da gustare durante la presentazione. L’ingresso è libero. Biblios cafè è in via del Consiglio Reginale 11, nell’Isola di Ortigia a Siracusa.
Maria Cristina Picciolini è nata nel Sud della Toscana e si formata all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo gli studi ha insegnato disegno e pittura presso la Freie Accademy di Monaco di Baviera. Dal 2015 ha scelto di vivere a Siracusa. È sposata e ha tre figli: Gaia, Allegra e Luca. Ha pubblicato nel 2012 come illustratrice, con lo scrittore Alberto Pellai, Distanze edito da Erickson, Trento. Autrice nel 2014 del libro Mare Magnum. (40 storie di vita e di Arte fuori e dentro l’Italia), nel 2016 di una raccolta di 45 poesie dal titolo La vita che a me guarda e ancora mi ispira, nonché del saggio Generazione Futura edito da Omnia One Group edizioni. Del 2017 è il saggio Lische di pesce. Fenomenologia del mercato di Ortigia, edito da Sampognaro &Pupi di Siracusa. Collabora con la rivista italo-tedesco “Interventi” di Monaco di Baviera e con “Notabilis” di Siracusa.

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di Redazione (pubblicato il 23/06/2017 alle  20:44:57, nella sezione ARTE,  355 letture)

iudiceVenerdì 30 giugno 2017 alle ore 19.30 sarà inaugurata alla Galleria Lo Magno arte contemporanea di Modica la mostra itinerante “Hotel Eros”. “Lontano dalla volgarità e dalla pornografia, l’eros – scrive la curatrice Alba Romano Pace - è eccitazione e desiderio ed innanzitutto poesia. Soggetto prediletto dagli artisti di ogni epoca e stile, l’erotismo è un tema che da sempre interroga ed ispira la fantasia e la creatività. Motore di energia e sublimazione, l’eros è anche metafora della creazione artistica”. Tredici gli artisti, italiani e internazionali, coinvolti nel progetto: Philippe Berson, Barbara Cammarata, Daniele Cascone, Giulio Catelli, Gaetano Costa, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Kali Jones, Isa Kaos, Frédéric Léglise, Ignazio Schifano, Marco Stefanucci, Jojo Wang.
“La mostra – continua la curatrice - vuole mettere in luce una produzione intima e provocatoria, che spesso rimane nell’oscurità quando non viene rifiutata per il suo lato scandaloso. L’esposizione è un invito ad entrare nel misterioso Hotel Eros e a sbirciare nelle camere di questo luogo di passaggio, una dimora dell’effimero dove gli artisti sono invitati a svelare e soprattutto affermare la libertà dell’arte e del pensiero artistico che, dall’antichità alla contemporaneità, si nutre ed alimenta un immaginario libero, gioioso, vivo e vero, che non deve e non può riconoscere limitazioni né tanto meno proibizioni”.
L’esposizione sarà strutturata in quattro sezioni strettamente collegate tra di loro: Eros Amore, Il Perturbante, Eros organico, Eros e Thanatos. La mostra sarà visibile in galleria fino all’11 agosto, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 13. Le prossime tappe, invece, verranno ospitate al Museo Archeologico di Gela (a settembre) e alla Galleria Bobez di Palermo (a novembre).
Nella foto un'opera di Giovanni Iudice

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di Redazione (pubblicato il 20/06/2017 alle  16:09:38, nella sezione LIBRI,  313 letture)

fotoPer la rassegna “Romanzi alla Spirduta” organizzata dalla Biblioteca Comunale di Siracusa, sarà presentato giorno 22 giugno, alle ore 18.30, nella piazzetta di via dei Mergulensi il romanzo "L’altro addio”, ultima fatica letteraria della scrittrice e giornalista Veronica Tomassini. Il libro sarà presentato da Maria Longo, che dialogherà con l’autrice. Momenti di musica e spettacolo con la presenza della cantante folk Alessandra Ristuccia, accompagnata dal musicista Fabio Melilli, e dell’attore Lorenzo Gelardi, che leggerà alcuni brani tratti dal libro, che narra una storia d’amore tra diseredati, come sempre nelle corde dell'autrice che è sensibile al mondo spietato ma spesso ricco di sentimenti degli "homeless". Saranno presenti anche Pucci Piccione, presidente dell'associazione "Amici dell’Inda", Benedetto Speranza e Salvatore Accolla con i suoi quadri. Farò gli onori di casa Mascia Quadarella, direttrice di Oranews.
Di Veronica Tomassini ricordiamo il precedente libro “Sangue di cane”, che ha portato la scrittrice a una notorietà nazionale. Veronica Tomassini è siciliana, ma di origini umbre, come lei tiene a precisare. Giornalista, ama le ambientazioni suburbane, gli outsider, gli immigrati, gli sfrattati ad oltranza dal sentire borghese. Ama i perdenti perché neanche lei ha vinto mai qualcosa, nella vita in generale. Collaboratrice del "Fatto Quotidiano" ha in Marco Travaglio un suo grande estimatore.
"L’altro addio" (Marsilio editore) riprende la storia già raccontata in "Sangue di cane" libro del suo esordio: se quel romanzo affrontava il grande amore, difficile e dolorosissimo, della giovane donna per il bel ragazzo polacco che chiede soldi ai semafori, qui il racconto si concentra su di lui, sulla Polonia sedotta e abbandonata dall’Occidente, su una vita di soldi facili e di rapine, di violenza e d’alcool, e poi sulla fuga in Italia e la vita in strada, la miseria, la tubercolosi. È in sanatorio che lei lo ritrova: e in un monologo ripercorre ogni passo dell’inesorabile caduta.

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POLEMICA SULLE ASSUNZIONI NELLA "PRIOLO SERVIZI"
di Redazione (pubblicato il 17/06/2017 alle  10:30:33, nella sezione CRONACA,  252 letture)

foto"Melilli pretende rispetto e, se le aziende della zona industriale continueranno a fare di testa loro senza confronti con noi, quella che ci attende sarà un’estate molto, molto calda". Sono le dichiarazioni di Giuseppe Carta, il neo sindaco di Melilli che non ha proprio digerito la decisione di “Priolo Servizi” di procedere all’assunzione di tre giovani, due dei quali provenienti da fuori provincia (l’altro è di Priolo). Per questo, stamattina, insieme al sindaco di Priolo, Antonello Rizza, ha tenuto una protesta pacifica davanti all’ingresso dell’azienda partecipata Eni-Lukoil. Presenti anche i neo consiglieri comunali della sua coalizione, oltre ad un centinaio di persone.
"Una mancanza di rispetto assoluta verso il territorio – ha detto durante il comizio il primo cittadino melillese – La ditta ha peccato anche di mancanza di delicatezza perché ha formalizzato le tre assunzioni sospette un minuto dopo aver saputo della mia elezione a sindaco. Questi neo assunti avranno il compito di garantire la sicurezza non solo interna ma anche esterna al sito e vorrei capire con quale criterio sono stati ingaggiati. Sono all’altezza di questo compito? Come sono stati selezionati? La nostra protesta non si fermerà qui. Adesso ci aspettiamo di essere contattatti dall’azienda. Vogliamo spiegazioni sul metodo e sul merito. Le pretendiamo. Priolo Servizi ci illustri il suo piano occupazionale che deve investire il territorio, altrimenti continueremo a denunciare pubblicamente tutto ciò che, come in questo caso, consideriamo sospetto".
Ad alzare il tiro, il sindaco di Priolo, Antonello Rizza. "Magra consolazione – dice – il fatto che uno degli assunti sia di Priolo. Manca la rappresentanza melillese e questo è inaccettabile. Priolo Servizi ha manifestato una necessità impellente di assumere. Troppa fretta sospetta. L’azienda – incalza Rizza - ha avuto il cattivo gusto di non attendere nemmeno l’insediamento del nuovo sindaco di Melilli. Ci sono almeno altre 15 assunzioni da effettuare, in quanto gli organici sono sottostimati. Ci chiediamo come mai si assume un discontinuo di Catania, con soli tre mesi di esperienza, mentre da anni vengono utilizzati i discontinui locali, impiegati per cinque mesi e poi mandati a casa per un anno".

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INCONTRO CON L'ASSOCIAZIONE DUEPPIÙ LA CITTÀ CHE VORREI
di Damiana Spadaro (pubblicato il 17/06/2017 alle  10:25:40, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  634 letture)

fotoPonendosi, in maniera attiva e concreta nonché come punto di riferimento per l’ascolto delle istanze dei cittadini, l’associazione “Dueppiù per la città che vorrei” di Siracusa rappresenta un valido esempio di realtà civica e di natura sociale che cerca di dare il proprio contributo per il miglioramento della nostra città.
Di tale sforzo, che coniuga in sé, e non certo da oggi ma oramai da molti anni, abnegazione, determinazione, entusiasmo, voglia di fare, contatto e conoscenza profonda del territorio, emblematica risulta, tra le tantissime iniziative messe in campo durante tutta la sua programmazione annuale, l’organizzazione e la magistrale conduzione di una vero e proprio momento di studio, confronto, ma soprattutto proposta concreta e programmatica per la città, come quello proposto con quello che è stato definito “Incontro riepilogativo Viaggio nei Quartieri”.
Nella sala “Vittorini” in via Brenta, davanti ad un folto pubblico arricchito dalla presenza degli studenti dell’istituto “Paolo Orsi”, tutto il direttivo dell’associazione è stato protagonista di un momento di altissimo valore non soltanto culturale ma dal più ampio significato ideologico e “politico”.
Attraverso la creazione di un vero e proprio report, di natura sociologico-statistica, che ha accolto al suo interno il lungo e laborioso lavoro di analisi e sintesi dei dati emersi da oltre un anno di attività itinerante, nei vari quartieri e vie strategiche della città, a contatto con i cittadini siracusani per chiedere loro, con dei questionari, quali fossero le aree di intervento percepite come più urgenti per il miglioramento delle condizioni di vita della nostra città, si è presentato alla cittadinanza una fotografia aggiornata e completa delle criticità e delle istanze dei siracusani nei confronti di coloro che hanno il compito di amministrarla. Tra i dati più significativi è emersa, con percentuali che sfiorano quasi il 30% l’istanza di intervenire nel campo urbanistico e nella manutenzione stradale, al fine di migliorare la viabilità oramai giunta a livelli da città del “terzo mondo”, città “bombardata”.
Appare poi drammaticamente urgente operare politiche serie che restituiscano quel “decoro urbano” sentito dagli abitanti della patria di Archimede come gravemente carente. Ma ciò che più colpisce e che, deve far riflettere, è la rassegnazione, la disperazione, il non porsi più il problema, tanto è diffuso il senso di inutilità e impotenza ad agire da parte della politica, dell’aspetto legato al lavoro, al potenziamento dell’occupazione nel nostro territorio. Soltanto l’1% degli intervistati, inserendolo come ultimo tema dell’elaborazione delle priorità per la nostra città, ha sentito il bisogno di parlare di lavoro! Stessa sorte, non certo lusinghiera, è “toccata” per tematiche come la cultura, il turismo, la fiducia nella politica, menzionate dai cittadini di ogni quartiere della città con percentuali che non superano il 4%.
Una fotografia dunque del tutto impietosa, feroce, devastante, che getta lunghissime ombre su ciò che i cittadini apprezzano del presente ma soprattutto si augurano per il futuro. Una fotografia segnata dalla totale rassegnazione, dal disincanto, da un malessere così diffuso e profondo da non sembrare avere via di scampo. Una fotografia che denuncia, implacabilmente, l’assenza di politica, l’assenza di visione progettuale, l’assenza di capacità di ascolto delle istanze dei cittadini, capacità di ascolto che, prima ancora che della fase di risoluzione concreta dei problemi della comunità, denuncia il bisogno di una classe dirigente, di politici, di amministratori che sappiano, finalmente, compiere il proprio ruolo a servizio non di interessi particolaristici, quando non anche affaristico-clientelari, ma puntando il baricentro della propria azione solo e soltanto sul benessere della collettività.
Ogni singolo componente del direttivo dell’associazione ha contribuito al successo di tale iniziativa a cominciare dal presidente, il Dott. Sergio Pillitteri, dalla Dott.ssa Carlotta Mirisola, che ha elaborato il report grafico-statistico derivante dalle risposte di migliaia e migliaia di questionari nel tempo distribuiti, dal Dott. Antonino Risuglia, che ha fornito una lettura più ampia ed argomentata di tali risultati contestualizzandoli nel tessuto antropologico e storico che vive Siracusa in questi anni, senza dimenticare il lavoro quotidiano della Dott.ssa Floriana Greco, dalla Dott.ssa Sebastiana Mozzicato, dalla Dott.ssa Damiana Spadaro, dalla Dott.ssa Daria di Paola, l’infaticabile e prezioso lavoro di Pino Cultrera, Rosario Zimmitti e tanti altri. Tutti si sono spesi per contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione di questo importante documento. Tutti si sono spesi, si spendono e continueranno a spendersi, in assoluto spirito civico e di gratuità, per contribuire a rendere Siracusa la città che tutti vorremmo.

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SUCCESSO DI PUBBLICO PER AGON 2017 AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA
di Redazione (pubblicato il 16/06/2017 alle  17:24:46, nella sezione CULTURA,  269 letture)

fotoOltre duemila persone hanno partecipato giovedì sera al Teatro Greco di Siracusa all’undicesima edizione di “Agòn”: Dal dramma classico alla simulazione processuale”, organizzato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights (ISISC), dalla Fondazione INDA, dall’associazione Amici dell’Inda e dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa.
Mettendo assieme la rappresentazione teatrale con le dinamiche processuali, Agòn ha trattato ieri il tema dell’esistenza della “guerra giusta”, simulando il processo a Polinice (interpretato dall’attore Gianmaria Martini), accusato del crimine internazionale di aggressione per aver programmato l’attacco alla città di Tebe con lo scopo di obbligare il fratello Eteocle a riconoscergli la carica di re, in virtù di un patto di alternanza stipulato con formula sacramentale.
fotoAd aprire la serata i saluti dell’avvocato Ezechia Paolo Reale, segretario Generale del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, del commissario straordinario della Fondazione Inda, Pier Francesco Pinelli, del presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Favi e del presidente dell’associazione “Amici dell’Inda“, Giuseppe Piccione. L’evento di ieri sera è stato dedicato alla memoria dell’avvocato Ettore Randazzo. A ritirare un premio in sua memoria Elisabetta Guidi, moglie del penalista recentemente scomparso. A ricordare l’umanità, la forza e la passione per la sua professione anche Vincenzo Militello, ordinario dell’Università di Palermo, ideatore con Randazzo di Agòn nel lontano 2006. Il tribunale teatrale ha visto il giornalista di Rai3 Sicilia, Nino Amante, in qualità di giudice. I rappresentanti dell’accusa e della difesa, rispettivamente Eugenio Albamonte, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e l’avvocato Valerio Spigarelli, hanno chiamato a testimoniare gli attori Isa Danieli (Giocasta), Guido Caprino (Eteocle) e Anna della Rosa (Antigone). Al termine di un appassionante dibattito, il magistrato Michele Consiglio ha invitato il pubblico, attraverso cartellino, a giudicare Polinice. A larghissima maggioranza il pubblico si è espresso a favore dell’assoluzione dell’imputato, giudizio che però è stato ribaltato dalla sentenza emanata dal “giudice”, Nino Amante, il quale ha condannato Polinice, reo di aver scatenato una guerra sanguinosa contro la sua stessa città, culminata peraltro con la sua stessa morte e del fratello Eteocle.

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ARTICOLOUNO FAVOREVOLE ALLA CANDIDATURA DI PIETRO GRASSO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIA
di Redazione (pubblicato il 16/06/2017 alle  17:21:22, nella sezione CRONACA,  236 letture)

fotoIl Coordinamento Regionale Sicilia di Articolo 1 Mdp fa pervenire una nota nella quale Angelo Capodicasa, Mariella Maggio e Pippo Zappulla si dichiarano favorevoli alla candidatura del Presidente del Senato Pietro Grasso come risolutiva per una visione unitaria di tutto il centrosinistra.
"Il Pd - dice il comunicato - la smetta di giocare ed esca dall’equivoco. La Sicilia ha necessità di una svolta profonda sul terreno del progetto politico, del programma e del personale politico. Al disagio sociale, economico, occupazionale ed etico diffusissimo in Sicilia si risponde con nomi e un progetto di forte e concreta discontinuità. Solo così il centrosinistra potrà fermare il rischio della deriva populista e della restaurazione del centrodestra. Per queste ragioni ribadiamo che quello del Presidente del Senato rappresenta per Art1 Mdp il profilo giusto per costruire un'alleanza del centrosinistra e del variegato e ricco mondo del civismo siciliano. Al Partico Democratico chiediamo, però, di smetterla con i giochini da vecchissima politica; non si può chiedere, infatti, contemporaneamente la disponibilità di Grasso e indicare date per tenere le primarie. Una apparente schizofrenia che temiamo possa invece essere sintomo di manovre ed equilibrismi interni con il rischio evidente di minare un progetto unitario e disincentivare la disponibilità di forti personalità come quella del Presidente del Senato Pietro Grasso".
Ricordiamo che ncora nessuna decisione ufficiale è stata presa da parte del presidente del Senato. L'ex capo della Direzione nazionale antimafia non ha sciolto la riserva ma starebbe valutando con grande attenzione la proposta di candidarsi a governatore della Sicilia avanzata da Matteo Renzi.

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IL PROCESSO A POLINICE AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA: ESISTE LA GUERRA GIUSTA?
di Redazione (pubblicato il 15/06/2017 alle  15:44:05, nella sezione CULTURA,  271 letture)

agonAndrà in scena oggi giovedì 15 Giugno alle ore 21:00, al Teatro Greco di Siracusa, la nuova edizione di Agòn dal titolo “Processo a Polinice: esiste la guerra giusta?”. L’evento, voluto dal The Siracusa International Institute, è dedicato alla memoria dell'Avvocato Ettore Randazzo, scomparso prematuramente pochi mesi fa. Agòn è una simulazione processuale in forma teatrale: l’esistenza della “guerra giusta” sarà il tema dell’edizione 2017, un vero e proprio “processo” che vedrà sul banco degli imputati il personaggio di Polinice (interpretato dall’attore Gianmaria Martini). Polinice è imputato del crimine internazionale di aggressione per aver programmato l’attacco armato alla città di Tebe al fine di obbligare il fratello Eteocle a riconoscergli la carica di re, in virtù di un patto di alternanza stipulato con formula sacramentale. Saranno in scena i personaggi: Giocasta (Isa Daniele), Eteocle (Guido Caprino) e Antigone (Anna della Rosa). Eugenio Albamonte, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, sosterrà le tesi dell’accusa, mentre l’avvocato Valerio Spigarelli rappresenterà la difesa. La giuria popolare sarà chiamata a esprimere il proprio verdetto, in attesa della sentenza ufficiale emanata dal giornalista Rai Nino Amante, presidente della giuria. Giunto quest’anno all’undicesima edizione, Agòn è un evento che utilizza le analogie fra la rappresentazione processuale dei fatti e quella teatrale, con l’intento di richiamare l’attenzione sulla compresenza di classico e moderno nel sistema penale. Organizzato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, in collaborazione con la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), l’Associazione Amici dell’INDA di Siracusa e l’Ordine degli Avvocati di Siracusa, AGÒN è diventato sempre più un appuntamento di estremo rilievo, coinvolgendo di anno in anno migliaia di spettatori.

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FICARRA E PICONE A BREVE NE "LE RANE" DI ARISTOFANE
di Redazione (pubblicato il 11/06/2017 alle  20:01:35, nella sezione EVENTI,  257 letture)

fotoDal 29 giugno cominceranno al Teatro greco di Siracusa gli spettacoli de "Le rane" di Aristofane per la regia di Giorgio Barberio Corsetti con Ficarra e Picone, i due comici siciliani che interpreteranno questa commedia, innescando quei “meccanismi” della risata, che sono loro particolarmente congeniali, con cui si riescono ad affrontare con leggerezza temi scottanti e "politici". La comicità serviva, allora come ora, a “risvegliare” la coscienza di popoli stanchi, affamati, spenti. Salvo Ficarra e Valentino Picone si caleranno quindi nei panni di Dioniso e Xantia sotto la guida esperta del regista, che ha effettuato uno studio attento dell’opera, con una chiave interpretativa. rispettosa ma originale, utilizzando alcuni espedienti come le grandi marionette ispirate alle sculture di Gianni Dessì. Corsetti è giudicato dai suoi collaboratori un “simpatico stacanovista”, uno che ha coinvolto gli allievi dell’Accademia e che ha pure ad alcuni di loro offerto la possibilità di acquisire nuove competenze, come quelle relative alla conduzione delle marionette, personaggi questi ultimi, senza anima, che però sono in grado di raccontare, anche solo con la loro imponente presenza scenica.
La trama è nota: Dioniso, dio del teatro, decide di raggiungere l'Ade per riportare in vita Euripide. Riportare Euripide in vita è l'unico modo per salvare la tragedia dal declino. Dioniso e il suo servo Xantia chiedono ad Eracle quale sia la strada più rapida per giungere all'Ade; quest'ultimo, dopo qualche presa in giro, risponde che è necessario attraversare una palude, l'Acheronte. Il traghettatore Caronte fa salire Dioniso sulla sua barca per portarlo sull'altra riva, mentre Xantia è costretto a girare intorno alla palude a piedi. Durante la traversata, Dioniso e Caronte incontrano le rane che col loro gracidare intonano un canto in onore di Dioniso, ma senza accorgersi che il dio è proprio là con loro. Dioniso è presto infastidito dal loro canto e protesta, ma le rane continuano, non riconoscendolo nemmeno. Alla fine il dio imita il loro verso e questo le zittisce. Alla fine Dioniso e Xantia si rivedono alle soglie dell'Ade, dove incontrano un gruppo di anime e poi Eaco, che scambia Dioniso per Eracle (il primo infatti si era vestito a imitazione del secondo) e comincia a insultarlo e minacciarlo. Eaco era infatti furioso nei confronti di Eracle, che aveva rubato il suo cane Cerbero. Spaventato, il dio scambia i suoi abiti con Xantia, che è meno impaurito del suo padrone. I due vengono entrambi frustati, ma alla fine l'equivoco è chiarito. Euripide viene finalmente trovato, mentre è nel mezzo di un litigio con Eschilo a proposito di chi meriti di sedere sul trono di miglior tragediografo di tutti i tempi: ognuno dei due si ritiene il migliore. Comincia allora una gara, con Dioniso come giudice: i due autori citano a turno versi delle loro tragedie, e tentano di sminuire quelli del contendente. Alla fine viene portata in scena una bilancia e ognuno dei due autori viene invitato a recitare alcuni suoi versi; la citazione che "pesa" di più farà pendere la bilancia in favore del proprio autore. Eschilo esce vincitore da questa gara, ma a quel punto Dioniso, che inizialmente intendeva riportare in vita Euripide, non sa più a chi sia meglio concedere questo onore. Decide che sceglierà l'autore che darà il miglior consiglio su come salvare Atene dal declino. Euripide dà una risposta generica e poco comprensibile mentre Eschilo dà un consiglio più pratico. Infine Dioniso decide di riportare in vita Eschilo, che, prima di andare, affida a Plutone il compito di riservare il trono di miglior tragediografo a Sofocle, raccomandandogli di non lasciarlo mai ad Euripide.

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LE CONNESSIONI SCULTOREE DI FOTOTECA SIRACUSANA
di Redazione (pubblicato il 11/06/2017 alle  12:42:29, nella sezione ARTE,  268 letture)

fototecaInaugurata sabato 10 giugno, presso la Fototeca Siracusana di Piazza S. Giuseppe a Ortigia, la tripersonale di scultura degli artisti, Gianni Andolina, Doris Bouffard e Johanne Ricard dal titolo "Connessioni interne(t)". La mostra è allestita a cura di Salvatore Zito, responsabile artistico della Galleria di Fototeca Siracusana. foto
L'esposizione – che resterà nel calendario della Galleria sino al 9 luglio – presenta una interessante e inedita lettura congiunta del lavoro dei tre autori accomunati dal materiale adoperato per le loro “connessioni scultoree”: la pietra di Noto.

A proposito di questa performance artistica lo scultore Gianni Andolina dice: "Dal microcosmo usciamo per capire il mondo. In arte non esistono distanza e tempo."

Anche questa è una chiave di lettura per coloro che visitano questa mostra.

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PERSONALE DI ANDREA CHISESI A TAORMINA
di Redazione (pubblicato il 10/06/2017 alle  09:38:42, nella sezione ARTE,  312 letture)

quadro di chisesiDomenica 18 giugno negli spazi della ex “Chiesa del Carmine” di Taormina, si terrà l’inaugurazione della mostra “Saligia” dell’artista Andrea Chisesi, milanese oramai trapiantato a Siracusa, organizzata dal Comune di Taormina e realizzata in collaborazione con l’Associazione TraOrmina Forum e l’Atelier Andrea Chisesi. L’esposizione, dal titolo enigmatico (è l’acronimo dei 7 vizi capitali) racconta, attraverso 36 opere, dislocate tra nicchie e cappelle antiche, quanto complessa e connotata sia la percezione della debolezza umana nel sentire comune. Accidia, superbia, lussuria, sono davvero vizi o non piuttosto opportunità di felicità per l’uomo e la donna? Luogo della mostra, che durerà fino al 20 agosto, l’ex Chiesa del Carmine di Taormina, edificata in stile barocco nel 1666, a pianta centrale, che fu più volte saccheggiata dai saraceni. Dopo essere stata radicalmente distrutta dai bombardamenti del 1943, fu ricostruita e da quel momento sconsacrata, diventando sede di mostre prestigiose. Andrea Chisesi ha vissuto a Milano dove ha frequentato il Liceo Artistico e il Politecnico. Le sue opere necessitano di una rigorosa progettualità: la tela viene preparata pittoricamente per accogliere la fotografia, che successivamente viene dipinta e ultimata. A volte l'artista dà libero sfogo all'istintività e al gesto che caratterizza soprattutto le sue "live performance". Proprio questa esigenza di essere rapido, incisivo, spettacolare davanti a un pubblico attento lo ha indotto ad utilizzare la tecnica del "dripping", tecnica pittorica caratteristica dell'Action Painting americana, elaborata nella sua forma più tipica alla fine degli anni ‘40 da Jackson Pollock.

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A TAORMINA IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL LIBRO
di Redazione (pubblicato il 10/06/2017 alle  09:34:47, nella sezione CULTURA,  252 letture)

logoA Taormina dal 24 al 28 giugno 2017 si svolgerà la VII edizione di Taobuk, International Book Festival, il Festival Internazionale del libro, ideato e diretto da Antonella Ferrara. L'evento pone l'attenzione sulla letteratura e sul dialogo con il cinema, la musica, il teatro, le arti visive, il grande giornalismo e l'enogastronomia. Scrittori, giornalisti, artisti, sia italiani che stranieri, parteciperanno a incontri, tavole rotonde, momenti musicali e di spettacolo, reading, mostre di fotografie, botteghe del gusto, itinerari turistici, proiezioni di film, corsi di scrittura. Il tema di questa edizione è "Padri & Figli". Cosa abbiamo ricevuto in eredità e cosa vogliamo rendere alle generazioni future, in quel delicatissimo passaggio del testimone che si chiama civiltà? Sabato 24 giugno, alle ore 20,30, nel Teatro Antico di Taormina, si svolgerà l’inaugurazione di Taobuk. La serata prevede la cerimonia di consegna dei Taobuk Awards, quest’anno assegnati agli scrittori Abraham Yehoshua e Domenico Starnone (Taobuk Award for Literary Excellence), al magistrato e saggista Nicola Gratteri (Taobuk Award all’impegno civile), al regista Gianni Amelio (Taobuk Award per il film "La tenerezza"), agli attori Luigi Lo Cascio (Premio Una vita per l’Arte) e Christian De Sica (Premio come protagonista del film "Fräulein"). A concludere la cerimonia sarà l’artista israeliana Noa che si esibirà in concerto con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretta dal maestro Domenico Sanfilippo. La serata sarà presentata dal giornalista Alessio Zucchini affiancato da Antonella Ferrara.

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FESTIVAL D'ESTATE SUL TEMA DELLA BELLEZZA E DELL'ARTE
di Redazione (pubblicato il 10/06/2017 alle  09:33:05, nella sezione EVENTI,  290 letture)

fotoIn corso di svolgimento il "Festival d'Estate" sul delicato e affascinante tema de "Le Logiche dell'Inconscio in Arte, Cultura, Bellezza". Iniziato l'8 giugno e ospitato nel salone al primo piano dell'ex Convento del Ritiro, in via Mirabella 31 a Siracusa, sarà aperto ai vari eventi e reistrerà numerosi interventi di qualificati relatori fino all'11 giugno. Anima dell'iniziativa Letizia Lampo, psicologa e pedagogista clinico, nonché presidente del Centro Studi ExDucere.

"Credo che ispirarsi a qualcosa che ci rappresenti anche pallidamente e che viva al nostro interno - sottolinea Letizia Lampo - sia il primo step di un desiderio soggettivo volto al conoscersi e al sapere di sé. Dentro, nei propri costrutti interiori, nel proprio linguaggio più intimo, nelle immagini che ci hanno cullato sin da bambini sarà probabilmente possibile ritrovare vere e proprie fonti di ispirazioni che motivano le risposte alle domande più importanti della nostra esistenza. Forse non risponderanno mai compiutamente, ma il condursi in tale direzione motiva il secondo step che mi piace chiamare costruzione. Come un artista che costruisce un'opera che parla di sé, così chi ha deciso di far della propria vita un'opera d'arte ha da impegnarsi a realizzare un'opera prima, originale, autentica, ispirata dal proprio moore interiore... e ci sarà da scavare, solcare, tracciare, sottrarre materiale, aggiungerne pezzi. Ci sarà da faticare, da insistere, da non dormire e non mangiare... ma è il lavoro per eccellenza, quello che limita i confini con la semplice curiosità su se stessi. Il terzo step, forse il più coraggioso, parla di esposizione... perché quale potrebbe mai essere il fine stesso di un'opera se non quello di lasciarsi ammaliare dallo sguardo dell'altro nel suo essere presente, nel suo esibirsi per quel che si è senza vergogna, paura o disagio? O forse anche con tutto ciò, ma senza abbandonare il gesto coraggioso di esserci, per sé e per gli altri... chissà, magari per divenire, ancora, ispirazione per altre opere prime, altre opere maestre, in cui ci si possa trovare soggettivamente".

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VICE/VERSA DI RAS DEDO ALLA GALLERIA SPAZIO TRENTA
di Redazione (pubblicato il 07/06/2017 alle  18:56:45, nella sezione ARTE,  285 letture)

fotoÈ in corso la mostra “ViceVersa” di Ras Dedo (al centro nella foto) presso la Galleria Spazio 30 di via Roma a Siracusa. Matteo De Domenico, il cui pseudonimo è Ras Dedo, è un artista affascinato dalla cultura Rastafari dalla quale ha subito una forte influenza sia nella vita personale che nel suo lavoro di pittore e di musicista, pioniere della musica reggae in Sicilia. La mostra presenta i suoi ultimi lavori insieme ad una selezione di dipinti di periodi precedenti. La disposizione delle opere non segue una logica lineare e cronologica, ma ciclica, seguendo i principi della filosofia Rastafari, per cui il passato si riflette nel futuro, e viceversa. L'esposizione si snoda in due sezioni: Under Pressure/Overstanding e Myth_Ochondiali. Il primo ambiente ospita una serie di opere di nuova concezione, mentre il secondo ambiente accoglie opere in prevalenza appartenenti al primo periodo. La prima sala espone grandi tele bianche cariche di tracce, simboli e oggetti trovati concettualizzati dall’artista. Una sorta di racconto tra figure danzanti e maschere colorate sono invece le opere che popolano la seconda stanza e che portano il visitatore in un’atmosfera calda e ricca di movimento, con chiari riferimenti alle origini africane dei ritmi e delle campiture pittoriche. Il 24 giugno la danzatrice Stefania Zefiro effettuerà una performance legata alle opere di Dedo con una danza del ventre durante l’ultimo giorno della mostra.

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