Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 11/08/2016 alle  14:00:21, nella sezione CRONACA,  368 letture)

foto1Sembra determinato il Comune di Siracusa nell'imboccare la strada della "tolleranza zero" sugli spazi pubblici abusivamente, in tutto o in parte, occupati dai tavolini e dagli ombrelloni degli esercizi di ristorazione nel centro storico di Ortigia. In questi giorni sono state comminate nove ordinanze di chiusura ad altrettante attività commerciali per il mancato rispetto del suolo pubblico. In testa alla crociata il neo assessore alle attività produttive, Gianluca Scrofani, subentrato nella rubrica dopo le dimissioni dell'assessore Gasbarro, che ha dichiarato: "Ortigia è mortificata dal dilagante fenomeno dell’abusivismo e dalla violazione delle più semplici regole comportamentali. Un atteggiamento culturale che deve virare di 180 gradi e che l’Amministrazione comunale combatterà con tutte le proprie forze”. A ciò si aggiunge il giro di vite sulla musica ad alto volume fino a tarda notte culminato nella chiusura del locale "Naka" di via Cavour e i controlli sulle alte emissioni sonore segnalate dai residenti di via dei Mergulensi.

A tal proposito registriamo un accorato commento di Paola Pisanelli, titolare del locale "Irma La Dolce": "Scopro che un numero non ben definito di residenti di Ortigia gira per strada chiedendo firme al fine di bloccare la musica tra questi vicoli. Per quale motivazione però, scusate io non ci arrivo. Per far chiudere i locali? Per far regredire un'isola che non riesce a spiccare il volo perché è piena, piena zeppa di zavorre? Voi raccogliete firme per bloccare la musica, noi raccoglieremo firme per poter lavorare, nel rispetto delle regole e questo lo metto al primo posto, ma credo che a voi questo non interessi molto, autorizzati o no la musica in Ortigia si deve bandire. E allora,bruciamo casse, strumenti musicali, radioline e amplificatori anzi no multiamo anche le casse cinesi da 8 euro purché non si senta musica per tutta l'isola. Bravi, bravi, bravi, bravi...noi le raccoglieremo quelle firme perché Ortigia non può morire, perché Ortigia è la nostra terra e ciascuno di noi commercianti, da via Roma a via Cavour a piazza Duomo a Piazza San Rocco alla Giudecca al Mercato e a alle zone centrali e non di quest'isola reca un contributo immenso a quella che voi definite la vostra casa".

ortigia foto2Anche Padre Rosario Lo Bello è intervenuto con queste belle e significative parole: "Io credo che Ortigia non appartiene ai ricchi, ai cocainomani, ai vitelloni e ai radical chic, a quanti hanno fatto della movida la loro ragione di esistere. Ma Ortigia appartiene anche e soprattutto al popolo. La politica attuale non può permettere che Ortigia si spopoli ancora di più; non può non assistere i ceti più bassi che la popolano, sperando solo che sgomberino; non può, con i divieti al traffico, chiudere ai normali ragazzi siracusani l'accesso all'isola, non trovando soluzioni da tutta la città per i mezzi di trasporto. Ovviamente tutto questo non sarà mai realizzato e Ortigia diventerà un free village a cielo aperto."

Di tutt'altro avviso l'avvocato Corrado Giuliano: "I Luna Park, i Live ed i decibel escludenti, non fanno parte del disegno di una città che vive che lavora che sa divertirsi ed offrirsi ad un uso includente....Siamo ad una delle grandi occasioni di sviluppo post industriale del nostro territorio, siamo forti di un brand, di una biodiversità che distingue il nostro centro storico, di spazi in cui le giovani generazioni riconoscono nelle sue mura, nelle sue piazze, nei suoi cortili, nelle sue strade non quinte di cartone senza nessuno dentro, ma una stratificazione di usi e costumi che nei secoli l'hanno attraversata, consegnandoli così come la godiamo, sino a noi tutti. Parcheggi sicuri, spazi dolci di convivenza dentro regole della cittadinanza, garanzie di sicurezza e di consuetudini a misura umana in cui le generazioni possano scambiarsi la ricchezza della loro energia vitale, condizioni tutte per una ritorno importante dei residenti di quelle fasce di popolazione meno garantita e di classe media che costituisce la normalità della nostra vita e delle nostre comunità, che non possiamo relegare in quartieri dormitorio, negli spazi violenti della città costruita dalla speculazione edilizia che genera esclusione e straniamento".

foto3Così Salvo Salerno: "Ci daranno sicuramente dei 'parrucconi', felice affabulazione renziana, che roviniamo tutto, che parliamo di astrattezze, di paesaggio, genius loci, assalto pecoreccio, consumo spregiudicato di siti storici, di perdita di valore..., che ci ostiniamo ad abitare semplicemente l'isola, che non comprendiamo le felici sorti del turismo da consumo, che trascuriamo il benessere da cartolina kitch, che ci ostiniamo a difendere il rispetto dei tramonti dietro gli Iblei...vizi da far perdere la cittadinanza ortigiana della 'modernità', ma ormai il dado è tratto, un'altra versione della storia sarà offerta alla cittadinanza".

Raimondo Raimondi, giornalista e critico d'arte, la pensa così: "Tante le eccelse menti che dedicano la loro attenzione alla viabilità e ai parcheggi nella città di Siracusa, ma i risultati paiono sempre assai modesti e gravati da problematiche che aumentano anziché diminuire, in attesa dei decantati provvedimenti che dovrebbero essere adottati per pedonalizzare sempre più il centro storico. Si vogliono buttare fuori da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti e dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera? Si vuole davvero questo? Il futuro a vocazione turistica deve pagare questi scotti? Si deve disumanizzare l'antico centro storico facendone un contenitore, un albergo galleggiante, invivibile d'estate perché strapieno di turisti e impossibile per il caro prezzi. E' questa la cultura imperante? E' vero, Ortigia Island dà a vario titolo lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma noi vorremmo un' Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

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di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:37:40, nella sezione CRONACA,  349 letture)

FRANCESCO ITALIAAria di bufera tutta interna al PD siracusano con il vicesindaco e assessore alle Politiche culturali Francesco Italia (nonchè componente della direzione del partito), che in una nota attacca il segretario provinciale Alessio Lo Giudice, reo a suo dire di assenteismo politico e di critica ingiustificata al suo lavoro nella rubrica assessoriale. Sostiene tra l'altro Italia: "Quando ci si interroga sulle politiche culturali in città, è lecito chiedersi dov’erano il segretario ed i suoi danti causa quando questa amministrazione sfilava in corteo per il primo gay pride della storia di Siracusa, ripetuto due anni dopo alla presenza della senatrice Cirinnà; dov’erano quando si riaprivano e restituivano alla fruizione spazi culturali chiusi da decenni inaugurando un sistema nuovo ed efficiente di gestione del patrimonio; quando parlavamo di mobilità sostenibile o di educazione alimentare; quando si parlava di Vittorini al monumento ai caduti; quando si realizzava la casa dei cittadini a Mazzarrona; quando ci si batteva per entrare nei tavoli delle AIA per affrontare seriamente il tema della qualità dell’aria; durante i workshop per Rebuilding the Future lungo la pista ciclabile; quando l’anno scorso si è parlato con i maggiori esperti internazionali di beni culturali all’Isisc; durante la settimana dedicata ad Archimede con le scuole; nelle giornate dei bambini al museo, alla Mazzarrona o alla Graziella con la biblioteca comunale; quando abbiamo inaugurato Officina Giovani; lanciando la street art nelle vie cittadine; durante il cinema in piazza Santa Lucia e gli altri eventi gratuiti in città; quando siamo entrati nelle scuole a parlare di violenza di genere, di sicurezza stradale, di legalità e sostenibilità; quando parlavamo di autismo e disabilità; durante le ultime due settimane in cui i maggiori esperti del design e della creatività italiana si riuniscono e tengono lezioni aperte all’antico mercato di Ortigia, tornato a risplendere, non per il pubblico dei soliti noti, ma per centinaia di giovani provenienti da tutta Italia e dalla nostra provincia che hanno invaso la nostra città per ripensarla, collaborare, esprimersi e partecipare."

Un lungo elenco di iniziative volute e patrocinate da Italia, magari a volte non ben pubblicizzate e rese note alla cittadinanza, ma, nei limiti delle possibilità economiche del suo assessorato e delle capacità tecniche e organizzative del suo staff, sicuramente di impatto efficace e spessore encomiabile.

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di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:34:55, nella sezione CRONACA,  398 letture)

manfiesto srE' comparso sui muri della città un manifesto a firma della "Federazione x Siracusa", insieme di movimenti civici rappresentati da Giancarlo Confalone, Michele Mangiafico, Concetto La Bianca, Franco Zappalà, Carmelo Fileti e Raimondo Raimondi, nel quale si esprime la propria opinione sulla questione dell'area dell'ex manicomio in contrada Pizzuta indicata come quella più idonea per allocarvi la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Recita il manifesto:

BASTA CON LE MENZOGNE ED IL TERGIVERSARE SULL’AREA DOVE COSTRUIRE IL NUOVO OSPEDALE PROVINCIALE DI SIRACUSA! L’UNICA AREA OSPEDALIERA (FS2) PREVISTA DA OLTRE UN DECENNIO E’ QUELLA INDICATA DAL PIANO REGOLATORE ALLA PIZZUTA CHE REALIZZA DI FATTO UN COMPRENSORIO NATURALE COSTITUITO DALL’EX MANICOMIO, DALL’EX TUBERCOLOSAIO, DA UN’AREA DI 46.000MQ GIA’ DI PROPRIETA’ DEL COMUNE E DESTINATA A SERVIZI, E DA UN AREA PRIVATA FS2 DI 109.000MQ, CHE SOMMANO OLTRE I 150.000MQ (SENZA ABBATTERE UN SOLO MANUFATTO DEL VECCHIO MANICOMIO CONSIDERANDO SOLO L’AREA LIBERA DELL’ EX ONP). L’ASP DI SIRACUSA HA DICHIARATO CHE OCCORRONO CIRCA 108.000 MQ, SE NE DEDUCE CHE UTILIZZANDO PARZIALMENTE L’AREA PRIVATA DICHIARATA FS2 SI REALIZZA UN RISPARMIO PER LE CASSE PUBBLICHE PLURIMILIONARIO.

IL “COMPRENSORIO”, SI SAPPIA, NON E’ SOTTOPOSTO A NESSUN PARTICOLARE VINCOLO UR¬BANISTICO, PAESAGGISTICO FATTA ECCEZIONE PER I MANUFATTI RELATIVI ALL’EX MANICOMIO PER EFFETTO DEL D.LGS 42/2004 – CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, PERALTRO DI NATURA GENERICA LA CUI IMPOSIZIONE RIENTRA NEI POTERI DISCREZIONALI DELLA LOCALE SOPRINTENDENZA. DAL PUNTO DI VISTA VIARIO IL “COMPRENSORIO”, UBICATO ALLA PIZZUTA, E’ ALLOCATO STRATEGICAMENTE A CINQUE MINUTI ESATTI DALL’USCITA NORD DI SIRACUSA DEL TRATTO DI AUTOSTRADA IN ESERCIZIO CATANIA GELA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DA FLORIDIA, SOLARINO E ZONA MONTANA.

IL DOTT. BURGARETTA, MANAGER DELL’ ASP DI SIRACUSA, SI FACCIA MENO STRUMENTALIZZARE DA CHI LO TIRA PER LA GIACCA SIA ESSO PALERMITANO O SIRACUSANO, E GARANTISCA LA NEUTRALITA’ TECNICA DELLA STRUTTURA CHE GUIDA. I SUOI INTERVENTI AD OROLOGERIA NON SERVONO, SONO DANNOSI E SVILISCONO LA CREDIBILITA’ DELL’ASP, ALTRIMENTI CI FACCIA LA CORTESIA DI TOGLIERE IL DISTURBO E SE NE TORNI NELLA BELLA RAGUSA, I SIRACUSANI SONO IN GRADO DI ESPRIMERE UN MANAGER ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.

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di Redazione (pubblicato il 05/08/2016 alle  17:36:43, nella sezione ARTE,  652 letture)

mostraChiusura alla grande giovedì 4 agosto negli spazi espositivi del Palazzo del Governo della manifestazione d'arte “Sulla scia del Caravaggio", voluta e realizzata da Angelo Cottone, scultore e presidente di SpazioArte, cui hanno preso parte 84 artisti tra pittori, scultori, fotografi e performers vari, provenienti da tante regioni italiane. La serata finale ha regalato ai presenti uno spettacolo di sketch teatrali a sostegno della causa contro la violenza sulle donne a cura di Elisabetta Cannuli e una sfilata di abiti da sposa, "Ortigia Sposa Arte", con le bellissime modelle della Elizabeth Kann Agency. Massiccia la partecipazione dei pittori siciliani selezionati dal Comitato artistico di cui hanno fatto parte il dott. Raimondo Raimondi, giornalista e critico d'arte, la dott.ssa fotoFlora Tumminello, critico d'arte, il dott. Damiano De Simone, presidente della Consulta Civica di Siracusa e il dott. Vincenzo Garufi. Collaboratori preziosi Roberta Ragusa, Marco Veneziano, Nicola Ciadamidaro e Tina Cuttone. Ospiti d'onore gli artisti invitati Gianfranco Bevilacqua, Giuseppe Branciforti, Carmelo Cozzo, Pippo Ragonesi, Elio Ruffo, Alfredo Scandurra, Franco Sciacca e Vittorio Sodo. A loro e ai numerosissimi artisti espositori sono state consegnate preziose targhe ricordo. Durante i giorni dell'esposizione, peraltro visitatissima da siracusani e turisti, si sono succedute varie performance di poesia e di musica affidate a Enza Giuffrida e alla bravissima violinista Cristina Fanara nonchè la proiezione di un video d'arte dal titolo "Il senso della vita", realizzato dalla pittrice Cetty Formosa. Un elegante catalogo d'arte è stato pubblicato per l'occasione.

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di Redazione (pubblicato il 05/08/2016 alle  17:28:26, nella sezione CRONACA,  412 letture)

frigoAnche Ortigia, scelta come località dove svernare da parecchi clochard e senzatetto e con una popolazione anziana che certo bene non se la passa di questi tempi, potrebbe essere dotata dei "frigoriferi della solidarietà". La proposta viene dalla Consulta Civica, presieduta da Damiano De Simone, su input degli assessori Raimondo Raimondi e Antonella Quattropani. In qualche luogo idoneo del centro storico si potrebbero installare dei frigoriferi dove chiunque può lasciare del cibo che altrimenti andrebbe buttato. Tutti potrebbero partecipare, dai comuni cittadini ai ristoranti. L’iniziativa servirebbe sia a ridurre gli sprechi alimentari sia ad aiutare le persone in difficoltà economiche. Gettiamo nella spazzatura ogni anno un terzo del cibo che acquistiamo, ma il cibo avanzato (soprattutto a Ortigia dove insistono numerosissimi ristoranti) potrebbe diventare una risorsa per nutrire chi non può permettersi di fare la spesa. Il primo frigorifero della solidarietà venne installato a Rio su un marciapiede da Fernando Barcelos, uomo d’affari brasiliano, che voleva fare qualcosa per aiutare i bisognosi e prese spunto dai frigoriferi della solidarietà già installati in altri Paesi, come la Spagna, l’Olanda e l’Arabia Saudita. Ci sono alcune regole su ciò che non può essere donato: niente carne cruda, pesce o uova, o qualsiasi cosa oltre la sua data di scadenza. Il cibo fatto in casa è accettato, ma deve riportare l'etichetta che indica quando è stato fatto. Dei volontari controlleranno il frigo ogni giorno per assicurarsi che i contenuti siano appropriati. Già in città alcuni panifici e qualche supermercato lasciano a fine giornata un cestino o una scatola con il pane vicino all'entrata del negozio, invitando chi non può permettersi di comprare il pane di prenderne un pò senza problemi, pane che altrimenti, pur essendo perfettamente commestibile, sarebbe finito tra i rifiuti.

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di Redazione (pubblicato il 04/08/2016 alle  16:38:33, nella sezione CRONACA,  446 letture)

fotoPresa di posizione della Consulta civica di Siracusa per denunciare i gravi fatti di violenza avvenuti di recente nelle scuole materne ed elementari, dove inqualificabili maestre e operatrici hanno picchiato e maltrattato dei bambini. Lo ha fatto il presidente della Consulta Damiano De Simone, su input dell’Assessore all’Istruzione prof.ssa Maria Teresa Asaro, attraverso un documento ufficiale inviato al Ministero della Pubblica Istruzione affinché prenda le corrette misure di sicurezza contro il triste e preoccupante fenomeno.

“Sempre più spesso ascoltiamo testimonianze di questi vergognosi e ingiustificabili episodi di violenza – si scrive nel documento – non solo fisica, ma anche psicologica, esercitata da insegnanti che abusano dei mezzi di correzione e di disciplina. Ad avviso della Suprema Corte di Cassazione – sentenza 34492 – non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi (…). Costituisce abuso punibile il comportamento doloso dell’insegnante che umilia, svaluta, denigra o violenta psicologicamente un alunno, anche se è compiuto con una soggettiva intenzione educativa o di disciplina”.

“Alla luce degli incresciosi fatti che continuano a funestare la scuola e delle continue testimonianze che ci pervengono, la Consulta Civica di Siracusa chiede al Ministero della Pubblica Istruzione, a nome dei fruitori del servizio scolastico e delle rispettive famiglie, di provvedere non solo a una punizione esemplare con effetti irreversibili dei rei di tali crimini, ma anche a un’efficace prevenzione degli stessi affinché non abbiano più a ripetersi nelle scuole di un paese degno di esser definito civile. La Consulta chiede altresì che vengano attuati stretti controlli periodici della salute psichica degli insegnanti da parte di personale medico proveniente da aree geograficamente ben lontane dalla scuola oggetto di controllo, e che l’operato didattico di costoro, parimenti, venga attentamente monitorato da ispettori esterni tramite periodici colloqui non solo con gli insegnanti medesimi, ma anche con gli studenti e le rispettive famiglie”.

“Naturalmente, a nostro parere, sarebbe oltretutto cosa auspicabile sottoporre i futuri insegnanti anche a selettivi colloqui d’ingresso volti ad accertare sia un’accurata preparazione pedagogica e didattica, sia la reale attitudine a svolgere una simile delicata professione. Sappiamo bene che ci sono insegnanti che si dedicano con passione e competenza al loro lavoro, ed è anche a nome di questi ultimi che desideriamo un’accurata formazione e una rigida selezione del personale preposto all’istruzione ed educazione delle generazioni future”.

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di Redazione (pubblicato il 03/08/2016 alle  11:25:42, nella sezione CRONACA,  355 letture)

DANIELA TERNULLO FOTOIl Comune di Melilli ha risposto “No grazie” al Governo che aveva trasferito nelle casse dell’ente pubblico poco meno di 39 mila euro a destinazione non vincolata (fondi che Roma ha inviato ai territori che ospitano centri di accoglienza). La Giunta aveva deciso di utilizzarli per attività di promozione sportiva e culturale ma il provvedimento non ha superato l’esame del consiglio comunale, che ha bocciato la proposta. Conseguenza? Le risorse saranno congelate e torneranno nella disponibilità del Ministero. Da qui la rabbia dell’assessore allo sport, turismo e spettacolo, che ha definito la decisione del consiglio come una “vergogna politica”. Attacco duro, durissimo quello rivolto dall'assessore al ramo Daniela Ternullo (nella foto) a chi si è reso responsabile di una scelta “insensata, il cui unico scopo è di rendere ancor più difficile il mio lavoro. E’ stato un dispetto politico, credo vogliano mettermi con le spalle al muro – insiste Ternullo - costringendomi ad operare senza fondi. Sarebbe stata una bella boccata d’ossigeno in un periodo di crisi economica e invece ancora una volta abbiamo dovuto constatare che per alcuni esponenti politici locali conta di più bloccare l’azione amministrativa piuttosto che aiutare l’ente a reperire ed impiegare le risorse sul territorio per attività che possono contribuire alla crescita culturale ed economica della comunità”. Rabbia e amarezza nelle parole di Daniela Ternullo, che non si sarebbe aspettata tanto accanimento da parte di chi al momento in aula ha i numeri per “frenare” le decisioni adottate in Giunta. “A chi si è reso responsabile di un provvedimento che invece di aiutare i cittadini melillesi che vogliono spendersi nella cultura e nello sport – dice l’assessore - rende loro la vita più difficile, dico soltanto che la politica non è un mestiere, ma un servizio. Lo è nel senso di servire e non di servirsi del potere per fini personali. E credo che queste mie parole non abbiano bisogno di ulteriori commenti”.

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di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  20:31:19, nella sezione CULTURA,  377 letture)

consulta civica consoli fotoVisita da parte dei Consolati sottoscrittori dell’accordo di cooperazione internazionale “La Grande Intesa” (Turchia, Domenico Romeo – Malta, Chiara Calì – Azerbaijan, Domenico Coco e Senegal, Francesco Ruggeri) promosso dalla Consulta Civica di Siracusa, in occasione della mostra/museo allestita e promossa dalla Municipalità di Cassibile presieduta da Paolo Romano e le associazioni Kakiparis, Lamba Doria ed il Comitato “Cassibile Città Simbolo della Pace”, conclusasi lo scorso venerdì con nuove prospettive in programma, questa volta, in prospettiva del rilancio di Cassibile quale meta storica e culturale di interesse internazionale.

“Ritengo che Cassibile – dice il presidente della Consulta Civica, Damiano De Simone - possa diventare una meta importante in quanto ricca di cultura, storia e natura, visto il territorio ricco di bellezze, capace di sviluppare un’economia turistica di alto livello. La presenza dei Consolati è stata determinante e confermativa circa le prospettive di sviluppo che vogliamo predisporre per la Città di Siracusa, inserendo Cassibile tra le cui vantarsi e promuovere. A tal proposito chiedo all’Amministrazione di tenere conto dell’encomiabile lavoro di valorizzazione svolto dal Presidente della Municipalità di Cassibile Paolo Romano, quindi recepire ed affrontare tutti quegli interventi di recupero urbano, dei servizi non solo cittadini ma anche di ricezione turistica svariate volte richieste”.

“Cassibile deve tornare al centro degli interessi comunali – conclude De Simone – riconoscendone la legittima autonomia gestionale e finanziaria prevista dall’art. 40, comma 4 dallo statuto della città di Siracusa, pertanto si programmino investimenti produttivi e valorizzativi, non solo il recupero delle tasse per le quali si è sempre puntuali a chiedere”.

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di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  20:27:41, nella sezione CRONACA,  380 letture)

pillitteriE’ emergenza in via Giarre a Siracusa, dove le radici degli alberi sono entrate dentro le case, ma il Comune non interviene. A lanciare il grido di allarme è Sergio Pillitteri (nella foto) segretario del circolo del Pd Tiche Epipoli: "Sulle abitazioni in pericolo di via Giarre – dice – bisogna intervenire con assunzione di responsabilità. Non possiamo attendere che si faccia il bilancio comunale. La politica risolva queste emergenze, ci è giunta la risposta dagli uffici competenti dei lavori pubblici ed urbanistica del comune di Siracusa al nostro documento con petizione allegata di centinaia di firme, tuttavia su queste emergenze vi è bisogno di una assunzione di responsabilità, che non può attendere l’iter del bilancio comunale. Si tratta della sicurezza dei cittadini. Insieme ai residenti abbiamo avviato una petizione per denunciare tale condizione. Siamo dinanzi ad una situazione incredibile presente in via Giarre, nel cuore del quartiere Tiche dove le radici degli alberi presenti (pini ad alto fusto) stanno generando danni consistenti alle abitazioni ricandenti nella via in questione. È una situazione già presente da anni, nessuno mai ha posto attenzione a questa emergenza". Pillitteri pone degli interrogativi ben precisi all’amministrazione comunale in chiave costruttiva: "Dobbiamo attendere che le case crollino? Perché l’ufficio tecnico più volte sollecitato negli anni ad approntare una soluzione non è mai intervenuto?" Questo tema sollevato dal segretario del circolo del pd Tiche Epipoli Sergio Pillitteri vedrà nei prossimi giorni la sottoscrizione di una petizione popolare da parte di tutti i residenti della zona in oggetto, sperando così di ottenere immediate e concrete risposte.

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di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  14:39:48, nella sezione CRONACA,  1198 letture)

In data 1 Settembre alle 19,00 presso il Teatro Greco di Siracusa si svolgerà un seminario internazionale sul tema "Europa, migrazione, rifugiati“, alla presenza del Commissario Europeo Frans Timmermans (nella foto), Primo Vicepresidente della Commissione europea. La posizione del Commissario Timmermans sul tema del dialogo interreligioso e non confessionale, può essere ricavata da questo stralcio di un comunicato stampa del 2 giugno 2015: “Frans Timmermans, il primo vicepresidente della Commissione europea, ha indetto una riunione di alto livello con undici rappresentanti di organizzazioni filosofiche e non confessionali provenienti da tutta Europa. In occasione della sesta riunione annuale, che si è svolta nell’ambito del dialogo attualmente in corso con le chiese, le religioni e le organizzazioni filosofiche e non confessionali sulla base dell’articolo 17 del trattato di Lisbona, si è discusso sul tema “Vivere insieme e accettare le diversità". Frans Timmermans ha dichiarato: “Nelle nostre eterogenee società europee, il dialogo è essenziale al fine di creare una comunità in cui ognuno possa sentirsi a casa. Vivere insieme significa riuscire ad accettare le differenze anche quando vi è un profondo disaccordo. Grazie ai loro contatti con i cittadini le organizzazioni non confessionali oggi possono aiutarci a trovare soluzioni pratiche per affrontare le problematiche legate alla società e a capire in che modo le risposte politiche possano essere di aiuto.” Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento europeo responsabile per l’attuazione del dialogo, ha dichiarato: “Il dialogo con le religioni e le organizzazioni non confessionali svolge un ruolo fondamentale nella promozione del progetto di pace, un tema chiave della nostra Unione europea. Si tratta di una condizione vitale per comprendere la nostra diversità; dobbiamo riuscire a vivere insieme pur essendo in disaccordo”. I risultati di queste riunioni ad alto livello sono stati oggetto di dibattito nel primo convegno sui diritti fondamentali dell’UE che si è tenuto il 1° e 2 ottobre 2015. Il tema centrale del convegno è stato “Tolleranza e rispetto: prevenire e combattere l’odio antisemita e antimusulmano in Europa”. Nel corso della riunione sono stati affrontati diversi temi: come promuovere la fiducia tra i cittadini e le comunità; come vivere insieme e costruire una società in cui ciascun individuo e ciascuna comunità che creda nei valori fondamentali europei possa sentirsi a casa; e infine come gestire le differenze in una società eterogenea. La Commissione europea contribuisce allo sviluppo dello spirito comunitario mediante il dialogo e il finanziamento di progetti volti a creare una migliore comprensione interculturale, interreligiosa e interconfessionale. E' un onore per Siracusa essere stata scelta come sede per questo incontro internazionale del 1 settembre 2016, soprattutto per le caratteristiche della prestigiosa location, il Teatro Greco, capace di contenere i grandi numeri dei partecipanti che sono previsti in arrivo da più parti.

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di Redazione (pubblicato il 02/08/2016 alle  14:38:58, nella sezione CRONACA,  366 letture)

Domenica 7 agosto alle 10 presso la spiaggetta del Lungomare Granatello di Augusta il coordinamento per la smilitarizzazione e la tutela di Punta Izzo promuove un presidio cittadino. “L’intento della manifestazione – dicono gli organizzatori – è quello di creare un momento di confronto e dibattito con la cittadinanza, in merito alla proposta di smilitarizzazione, bonifica e istituzione di un parco naturale e culturale a Punta Izzo. Al coordinamento aderiscono Legambiente Augusta, il Coordinamento dei comitati No Muos, Decontaminazione Sicilia e l'associazione Marilighèa. Punta Izzo è esempio emblematico della generale privazione di spazi sociali e di accessi al mare subita dalla comunità di Augusta, a causa delle servitù militari, dell’inquinamento industriale, degli scarichi fognari, delle privatizzazioni e del connesso abusivismo edilizio. Una problematica, questa, particolarmente avvertita dalla collettività, specie da coloro (su tutti, i bambini, gli anziani e i diversamente abili) che non dispongono di mezzi di trasporto per raggiungere le contrade del Monte o le altre spiagge lontane dal centro abitato. Fino a pochi anni fa, nel promontorio di Punta Izzo era attivo un poligono di tiro per lo svolgimento di esercitazioni militari con armi da fuoco. Oggi, nonostante la struttura sia di fatto dismessa, il sito non è stato ancora bonificato e si rileva la presenza di bossoli di vario tipo e calibro abbandonati tra le rocce. "Nel ribadire - hanno dichiarato i portavoce del coordinamento - la nostra forte contrarietà alla ripresa di qualsiasi esercitazione militare nell’area in questione, vogliamo rivendicare la restituzione alla città del comprensorio costiero che da Punta Izzo si estende fino alle soglie di Capo Santa Croce. Una vasta e preziosa porzione di territorio, da più di un secolo destinata a uso militare, che presenta una notevole importanza per la ricchezza di valori naturalistici, etnografici, storici, archeologici e socio-culturali”.

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di Redazione (pubblicato il 21/07/2016 alle  13:55:05, nella sezione CINEMA,  446 letture)

marzamemiPresentato nel monastero dei Benedettini a Catania il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, di cui Nello Correale è ideatore e direttore artistico. proiprio Correale ha sottolineato il grande spazio che quest'anno il Festival dedicherà al cinema dell'America Latina, attenzionando Cuba e un regista cileno, Patricio Guzman, autore, tra gli altri, della pellicola "La memoria dell'acqua", Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura al Festival di Berlino 2015. La Sicilia e Cuba sono due isole continentali, terre di frontiere geografiche e storiche che si confronteranno, tramite il cinema, al Festival di Marzamemi. Ricco il parterre degli ospiti: Egidio Eronico, regista; Claudia Gerini, attrice; Claudio Giovannesi, regista; Miriam Leone, attrice; Achille Occhetto, scrittore; Alessandro Piva, regista; Galatea Ranzi, attrice; Davide Riondino, attore e regista; Lucia Sardo, attrice; Andrea Stucoviz, produttore; Egidio Termine, regista.

Sette giorni di proiezioni, 4 schermi in contemporanea, 80 film tra lunghi, corti e documentari, 22 incontri con gli autori e 50 ospiti nazionali ed internazionali. Questi i numeri della XVI edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che avrà come madrina l'attrice Miriam Leone. La manifestazione, in programma nel borgo marinaro dal 25 al 31 luglio, presenta quindi un cinema indipendente, interculturale, attento ai temi delle frontiere geografiche, artistiche e culturali e al confronto tra i popoli e le culture. Ma il Festival punta anche a incentivare un turismo di qualità, attirando spettatori provenienti da ogni angolo della Sicilia e non solo, che ogni anno scelgono il periodo delle vacanze in coincidenza con i giorni in cui si svolge il festival.

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di Redazione (pubblicato il 17/07/2016 alle  14:37:39, nella sezione ARTE,  890 letture)

presentazione fotoSabato 16 luglio è stata presentata a Siracusa, negli spazi espositivi del Palazzo del Governo, la manifestazione d'arte “Sulla scia del Caravaggio", che sarà possibile visitare fino al 5 agosto. Del Comitato artistico hanno fatto parte il dott. Raimondo Raimondi, giornalista e critico d'arte, la dott.ssa Flora Tumminello, critico d'arte, il dott. Damiano De Simone, presidente della Consulta Civica di Siracusa e il dott. Vincenzo Garufi. Hanno collaborato Roberta Ragusa, Marco Veneziano, Nicola Ciadamidaro e Tina Cuttone. Ospiti d'onore gli artisti Gianfranco Bevilacqua, Giuseppe Branciforti, Carmelo Cozzo, Pippo Ragonesi, Elio Ruffo, Alfredo Scandurra, Franco Sciacca e Vittorio Sodo. Artisti espositori: Giovanna Abbate, Rocco Altamore, Giuseppina Anzalone, Lia Barbera, Pia Bellissimo, Gabriella Caggegi, Daniela Cannia, Maria Cappuro, Giuseppe Caruso, Gianni Castagnetta, Maria Rosella Cetani, Paola Cetani, Nicola Chiaromonte, Manilo Coco, Maria Luisa Consoli, Andrea Consolo, Giusy Crimi, Anna Esposito, M. Nicoletta Ferrari, Daniela Ferrier, Denise Luci Figuccia, Cetty Formosa, Tonino Furnari, Lucia Galvagno, Pippo Galvagno, Cristina Gerbino, Enza Giuffrida, Giusy Grasso, Michela Grasso, Rossana Grasso, Rosa Iorio, Marisa Leanza, G. Michele Lo Giudice, Filippo Lo Iacono, Giuseppe Lo Mastro, Leandro Lo Mastro, Ana Maria Longo, Donatella Lunetta, Katya Marchese, Rina Menzo, Marcello Merlino, Alfina Miceli, Ileana Milazzo, Nino Minasseri, Angelo Moncada, Cristiana Moncada, Franco Morelli, Tiberiu Mursa, Armando Nigro, Cinzia Oieni, Vito Papa, Maria Pepe, Francesco Pessei, Letizia Pirrone, Luigi Previti, Francesca Privitera, Francesco Raciti, Piera Elisa Ragusa, Roberta Ragusa, Lella Raimondi, Carmela Ricciardi, Maurizio Sanfilippo, M. Angela Sarchiello, Bruno Sauza, Rudy Sest, Elvira Severino, Pamela Siciliano, Vincenza Spataro, Salvatore Tomaselli, Carmelo Vella, Angela Vicari, Rita Vitaloni e Giusy Zuccarello.

presentazione foto 2Al critico d'arte Raimondo Raimondi è stato affidato il compito di introdurre la manifestazione. Ecco il testo della sua prolusione: "Michelangelo Merisi detto il Caravaggio arrivò a Siracusa nel 1608 dopo una fuga improvvisa e rocambolesca da Malta, e la sosta a Siracusa fu all'origine della creazione di una grande e superba pala d'altare ispirata al Seppellimento di Santa Lucia. L'animo sempre inquieto di uno dei più grandi pittori della storia, ha accompagnato i momenti creativi di tutte le opere, opere innovative per la sua epoca, che anticipano per certi versi nell'impianto della luce le moderne atmosfere di un certo cinema d'autore e innovative anche per la rappresentazione della iconografia sacra utilizzando come modelli gente del popolo, contadini e cortigiane, in un amalgama dissacrante e insieme altamente poetico, in opere pittoriche di grande potenza espressiva. A Siracusa Caravaggio fu accolto con tutti gli onori, per la fama che lo precedeva e per l'amicizia risalente agli anni romani con Mario Minniti, pittore anche lui, e in questa città letterati ed eruditi gli riservarono grande attenzione. Fu l'esperto di antichità Vincenzo Mirabella che lo accompagnò a vedere i resti archeologici di cui Siracusa era ricca. Caravaggio rimane impressionato dalle Latomie, una in particolare a forma di padiglione auricolare che lui stesso chiamò, lasciando questo nome alla storia, "Orecchio di Dionisio". Questa grotta suggestiva lo ispirò proprio per l'ambientazione del "Seppellimento", una grande tela che misura 4 metri per 3, che il senato di Siracusa gli commissionò per la chiesa di Santa Lucia extra moenia, situata vicino alle catacombe, proprio nel luogo del sepolcro della Vergine. Era molto importante per la città già allora rivendicare la sepoltura siracusana di Lucia, le cui reliquie erano finite a Venezia: questo elemento diventa, nel quadro di Caravaggio, parte della potenza drammatica della scena, ambientata in uno spazio profondo, in dissolvimento, con la santa sdraiata per terra, esile e minuscola rispetto alle figure gigantesche degli scavatori. I toni pallidi e bruni caratterizzano l'intera composizione: un gruppo di amici in lacrime, il vescovo che benedice con dolenti gesti teatrali, dove l'unico flash coloristico è affidato al manto rosso del diacono, con le mani intrecciate in un gesto di dolente accettazione del destino. Osservando l'enorme tela che oggi si può ammirare nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo, non si può non rimanere incantati per tanta bellezza, ma i nostri occhi che corrono nello spazio vuoto e lugubre del quadro e si soffermano sui visi dei personaggi che lo compongono non possono non notare l'enorme solitudine e un senso greve, quasi insopportabile, di dolore che assale le nostre anime. Così come le nostre anime sono colpite dalle opere degli artisti che Angelo Cottone, famoso scultore e abile organizzatore di eventi artistici, nonché presidente dell’associazione culturale SpazioArte, è riuscito a riunire in questa grande mostra dedicata al Caravaggio, elemento unificatore e insieme ispiratore, con la magica bellezza delle sue atmosfere di interni, della creatività di tutti questi pittori, apprezzabili ognuno al suo livello. Il mondo dell’arte esiste in quanto esistono questi artisti che vogliono condividere col grande pubblico le loro opere e tutti loro, nessuno escluso, sono indispensabili a costruire e mantenere quel fantastico mondo della creatività che ci regala tante emozioni".

Ha presentato l'evento Elisabetta Cannuli e durante la serata inaugurale si sono succedute varie performance di poesia e di musica affidate rispettivamente a Enza Giuffrida e alla bravissima violinista Cristina Fanara. Nella serata conclusiva, il 4 agosto, avverrà la consegna delle targhe agli artisti partecipanti e uno spettacolo di sketch teatrali a sostegno della causa contro la violenza sulle donne a cura di Elisabetta Cannuli, con una sfilata di abiti da sposa.

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di Redazione (pubblicato il 15/07/2016 alle  22:25:48, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  406 letture)

fotoInaugurato a Siracusa giovedì 14 luglio nello spazio sovrastante la fonte Aretusa il Gay Pride 2016 con una tavola rotonda moderata da Salvo La Delfa sul tema "gender". Una interessante iniziativa di confronto e di approfondimento su temi importanti come i diritti civili individuali e collettivi. "È importante portare il nostro orgoglio ancora una volta nel cuore del Mediterraneo - ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - soprattutto in queste ore in cui ancora una volta nei Paesi che si affacciano su questo mare si piangono le vittime di un orrore che ci lascia sconcertati. Al corteo del Pride più a sud organizzato in Italia, porteremo anche il ricordo delle vittime della strage di Nizza e di tutte le altre che abbiamo pianto nelle scorse settimane. Il nostro coraggio, l'orgoglio di chi non si piega alle leggi della guerra del terrore, sono la nostra Resistenza. Perciò è importante essere domani nelle strade, come saremo noi a Siracusa, per ribadire con ostinazione che in tema di libertà noi non arretriamo". Anche il Siracusa Pride fa parte dell'Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale per i diritti delle persone lgbti convocata da Arcigay assieme alle altre associazioni. L'appuntamento conclusivo sabato 16 luglio è fissato per le 18,30 a Riva Garibaldi, nei pressi del Ponte di Santa Lucia. Da lì il corteo si muoverà e raggiungerà Largo della Fonte Aretusa, dove sono previsti i discorsi finali. L'Onda Pride è abbinata a una campagna che lancia lo slogan "la diversità ci rende uguali". La campagna è stata studiata dall'artista e stilista Angelo Cruciani, le immagini sono invece del giovane regista e fotografo spagnolo Sergi Planas da un anno operativo in Italia.

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di Redazione (pubblicato il 14/07/2016 alle  20:19:38, nella sezione CRONACA,  349 letture)

ospedaleVincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS ed i consiglieri comunali Salvatore Castagnino e Fabio Alota hanno espresso in un comunicato il loro punto di vista sulla vicenda dell'allocazione del nuovo ospedale provinciale. “Dopo quasi 70 giorni di discussione - hanno scritto - la Commissione Urbanistica del Comune di Siracusa ha partorito il classico topolino e ha deciso di perdere il finanziamento del nuovo ospedale, scegliendo come area dove costruirlo quella dell’ex ospedale neuropsichiatrico di contrada Pizzuta dove, è a tutti noto tranne ai componenti della commissione, vi sono dei vincoli previsti nel Piano Regolatore Generale”. “Come è noto – hanno aggiunto – già nel 1991 la Soprintendenza di Siracusa ha espresso parere contrario al progetto presentato dal consorzio Prometeo in quanto l’ospedale neuropsichiatrico è stato realizzato più di 80 anni fa e quindi è sottoposto a vincolo assoluto. Pertanto, la non scelta operata dalla Commissione Urbanistica ha un solo obiettivo: quello di far perdere i 110 milioni di euro stanziati per il nuovo ospedale". Di tutt'altro avviso la Federazione "X Siracusa", rappresentata da Giancarlo Confalone, Michele Mangiafico, Concetto La Bianca, Franco Zappalà, Carmelo Fileti e Raimondo Raimondi, che ha espresso la propria soddisfazione per il voto della Commissione Consiliare che ha indicato l’area dell’ex manicomio come quella più idonea per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, ma denuncia come distorcente la realtà delle cose le dichiarazioni rese da taluni personaggi della politica siracusana, che tendono ad avvalorare la tesi della non fruibilità dell’area di cui trattasi, in quanto gravata da un vincolo di tutela della Soprintendenza che ne impedirebbe l'edificabilità. La Federazione fa presente che l’attuale strumento urbanistico identifica l'intera area dell’ex manicomio quale “area ospedaliera” FS2; che come “area ospedaliera”, già circoscritta nello strumento urbanistico, non necessita di nessun vaglio, né da parte del Consiglio Comunale né tanto meno da parte della Giunta, ma è immediatamente disponibile; che l’area di cui trattasi non rientra in alcun modo nella tutela ambientale esercitata dalla Soprintendenza con il gravame di vincoli, basta visionare l’apposito piano di tutela ambientale; che la tutela degli edifici del vecchio manicomio è esercitata nell’ambito di un generico vincolo culturale che insiste su ogni edificio (pubblico e/o privato) che abbia la vetustà degli edifici di cui si tratta; che la tutela del “vincolo culturale” tuttavia è esercitata in maniera discrezionale da parte della Soprintendenza; tant’è che l’art. 12 del D. lgs. n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) prevede la possibilità, perfino da parte del privato proprietario di un edificio su cui grava, in via di principio, il suddetto “vincolo culturale”, di chiedere alla competente Soprintendenza se intenda esercitare o meno tale vincolo.

"Al contrario di quanto si afferma - è scritto nel comunicato di X Siracusa - nelle imprudenti dichiarazioni sopra richiamate, se occorre essere celeri, pena la perdita dei sospirati finanziamenti per la costruzione del nuovo nosocomio, non si perda più tempo in baggianate, quali ad esempio la scelta di aree fuori dalla previsione di piano, che necessita dell’approvazione di una apposita variante di piano regolatore, peraltro di gestione interamente palermitana, il cui iter burocratico ad essere ottimisti si esaurirebbe in non meno di sei mesi. Si convochi, piuttosto, immediatamente, una conferenza di servizi (comune, genio civile, soprintendenza, asp, vigili del fuoco, etc.) che, nel prendere atto della individuazione dell’area ex manicomio, già individuata dal vigente strumento urbanistico, esprima il parere di competenza e conseguentemente si proceda al bando".

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/07/2016 alle  12:48:37, nella sezione CINEMA,  353 letture)

corrado farinaMuore Corrado Farina e per me muore un amico, non il regista di Hanno cambiato faccia e Baba Yaga. Muore l’intellettuale colto, gentile e raffinato che conobbi a Livorno, in occasione di un Joe D’Amato Horror Festival dove incontrai un sacco di gente sgradevole e poco interessante, al punto che fu in tale occasione decisi di non frequentare più i festival di cinema. Il solo bel ricordo legato a quelle tre giornate livornesi di quasi quindici anni fa resta Corrado Farina, che presentò al Cinema Gran Guardia il suo Hanno cambiato faccia su grande schermo. Adesso quel che resta del Gran Guardia è solo il nome, non è lo stesso cinema ma una tristezza. Muore Corrado Farina e io ricordo l’umiltà di un grande regista nello scendere a Piombino per ritirare un Premio Cappelletti alla carriera, parlare di cinema in una saletta di periferia, raccontare i suoi sogni. Muore Corrado Farina e io mi ricordo tutti i libri che ci siamo scambiati nel corso di tanti anni passati a vergare passioni sui fogli. Ricordo la sua rubrica su Nocturno, dove scrisse molto bene di un mio libro su Fellini e la lunga intervista che mi concesse per la Storia del Cinema Horrior Italiano volume 4 (“Cosa cavolo c’entro io con l’horror?” mi chiedeva stupito). Ma tra di noi era scoccata una scintilla, una sorta di affinità elettiva, un reciproco concederci che entrambi qualcosa di interessante l’avevamo fatto, lo stavamo facendo. Certo, lui molto più di me, in tutti i sensi. E se c’è una cosa di cui vado orgoglioso è di aver pubblicato la sua autobiografia, Attraverso lo specchio - film fatti e film visti, che nasce da una mia idea, da un mio input. Ci vedemmo in uno squallido bar di Venturina, in una giornata di pioggia per firmare il contratto, come se tra me e lui fossero serviti i contratti, ma Corrado era un uomo preciso, al limite della pignoleria. E il contratto andava firmato. Venne da me a Venturina, in compagnia della sua signora, ci vedemmo per l’ultima volta, gli detti il mio libro su Franco & Ciccio, poi ci siamo messi a fare il libro, che per fortuna è uscito. Ricordo che a un certo punto lo chiamò al telefono suo figlio Alberto e lui con la grande modestia che lo contraddistingueva gli disse: “Sai che c’è un editore folle che vuole pubblicare un libro sulla vita di tuo padre?”. Ecco tutto quel che mi resta di Corrado, a parte i suoi film, i suoi libri, le sue parole. Ecco che mi viene ancora a mente il suo stupore: “Ma tu pensi che ci sia davvero qualcuno disposto a leggere quel pensa Corrado Farina sul cinema?” Penso proprio di sì, Corrado. Penso proprio di sì. Come so che mi mancherai.

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di Redazione (pubblicato il 13/07/2016 alle  17:35:43, nella sezione CRONACA,  417 letture)

mercatoSvolta storica per il tradizionale mercato di Ortigia. L'amministrazione comunale ha deciso di consentire l'apertura anche di sera, addirittura fino alle 24, agli operatori del settore alimentare e d'altro genere che svolgono la loro attività tra le vie De Benedictis, Giaracà, Lanza, in piazza Cesare Battisti e nella stessa via del Mercato. Anche i titolari di licenza di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico nelle stesse vie potranno restare aperti ed effettuare le vendite dalle 8 alle 24, con sospensione dalle 14 alle 15, per consentire la pulizia giornaliera dell’area. Contestualmente è stata disposta la chiusura alla circolazione veicolare in tutta l'area mercatale, al fine anche di poter svolgere manifestazioni musicali e canore, previa autorizzazione, fino al 30 settembre. Fino a tale data, quindi, tutti i giorni compresi i festivi, vigerà il divieto di transito e di sosta con rimozione coatta ambo i lati nelle sotto indicate vie, fatta eccezione per i veicoli degli esercenti, per il tempo strettamente necessario al carico e allo scarico delle merci: in via Giaracà nel tratto interposto tra via Trento e via De Benedictis, in via Lanza nel tratto interposto tra via Trento e via De Benedictis, in via del Mercato, in via De Benedictis. Inoltre in piazza Cesare Battisti, sul lato destro del senso unico di marcia, è stato istituito il divieto di sosta con rimozione coatta, tutti i giorni, compresi i festivi.

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di Redazione (pubblicato il 13/07/2016 alle  17:31:54, nella sezione ARTE,  768 letture)

accolla harrabiNuovo appuntamento d'arte a Siracusa, presso la restaurata chiesa di Gesù e Maria in via Capodieci, nei pressi del Museo Bellomo, intitolato UPROOTED, collettiva che presenta in mostra opere dell’inglese Elizabeth Atkinson, del tunisino Ramzi Harrabi, dell’ortigiano Salvatore Accolla e del francese Francois Koltes. Tema trattato l’integrazione delle diverse culture e la questione dei migranti, temi cari anche al rettore della chiesa, una splendida cappella medioevale perfettamente restaurata, don Alfredo Andronico, che ha concesso i locali per la significativa manifestazione. Tutti i giorni, fino al 20 luglio, dalle ore 10 a mezzanotte, sarà possibile visitare l'esposizione durante la quale si succederanno anche vari eventi interculturali promossi dall'ufficio diocesano per la pastorale Migrantes.

Elizabeth Atkinson, inglese che ha scelto di vivere ad Ortigia da cui è affascinata, ha una pittura pregna di ingenuità, e recupera il senso di antichi stupori, di inquietudini non sopite, di felicità fanciullesche mai scordate. Può essere anche il mezzo per trasferire in un non-luogo, il un giardino della mente, in una terra di mezzo, sogni e tensioni che sarebbero insopportabili se vissuti nel quotidiano presente. Ciò avviene, in questa giovane artista, attrezzata di solida preparazione accademica, avendo conseguito una laurea in belle arti, e stimolata da esperienze di viaggio, attraverso un figurare poetico fatto di semplicità e di minimalismo.

La pittura concettuale del tunisino Ramzi Harrabi presenta un comportamento artistico anomalo ed originale, carico della particolare inquietudine di questo artista che ha saputo mixare la cultura e la tradizione islamica con le espressioni d’arte più tipiche dell’occidente. Queste sue ultime opere non sono che, in definitiva, le ultime scelte del suo nomadismo pittorico, unificate dalla tematica: le barche dei migranti stilizzate e ripetute in modo seriale in una iterazione simbolica assai incisiva. L’artista si esprime attraverso la musica, eseguendo i ritmi ossessivi delle percussioni, di cui è abile interprete, e attraverso la poesia, mescolando anche qui le sonorità della lingua araba col verseggiare italiano.

Salvatore Accolla, conosciutissimo ortigiano, è un pittore affetto da una frenesia creativa che lo porta a dipingere quadri che espone sui marciapiedi di corso Matteotti. Nel tempo Accolla ha fatto passi in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte. Le sue tele raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, come l’Urlo di Munch, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche ma tutte con una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico: la riconoscibilità immediata dei suoi quadri.

François Koltès vive tra Parigi, Ortigia e l’Africa. Architetto e documentarista, lavora in Africa da oltre venti anni ed è il fondatore dell’associazione Direct Action Sahel (Associazione per la Ricerca e la diffusione di acqua in Africa occidentale). Premio Grand Lions 2009 per la letteratura regionale con “Piccolo uomo stai piangendo”(Galaade 2008), ha scritto anche il romanzo “Nero Vespri”.

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di Redazione (pubblicato il 10/07/2016 alle  19:49:47, nella sezione ARTE,  567 letture)

KOARTSplendida mostra quella ospitata negli ampi spazi della Galleria Civica Montevergini di Siracusa, realizzata in collaborazione con la galleria catanese Kôart: unconventional place e l’Associazione fiorentina Fund4Art, che presenta opere di artisti validissimi, protagonisti delle cronache d'arte del nostro tempo, testimonianza preziosa di ciò che sono gli aspetti molteplici e variegati del Contemporaneo. Artisti italiani e stranieri che restituiscono una visione del mondo ‘diversa’ e ‘nuova’, in antitesi con il conformismo imperante. Antonella Ludovica Barba, Michael Bergt, Sara Berti, Francisco Benitez, Salvatore Borzì, Gabriele Buratti, Roberto Calò, Crizzo, Ladyled, Stefania Di Filippo, Antonio Finelli, Alessandro La Motta, Andrea Lanzafame, Arianna Matta, Milena Nicosia, Nina for the dogs, Lorenzo Pacini, Fiorenza Panke, Filippo Papa, Danilo Pavone, Corrado Peligra, Benedetto Poma, Ernesto Romano, Alessandro Romeo, Marcella Savino, Laura Scalia, Gianluca Sità, Samantha Torrisi, Alice Valenti sono lucide espressioni di creatività, emozionalità e militanza attiva in un campo che richiede impegno, sacrifico e costanza. Dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia ogni artista trasforma in atto quel potenziale che è sotteso nella materia e dona vita e vigore ad idee, che rimarrebbero altrimenti imprigionate in un ambito recondito della mente.

«Anamorfosi - dicono Aurelia Nicolosi (nella foto) e Marilisa Yolanda Spironello, curatrici della mostra - significa formare di nuovo, concedere un’altra prospettiva per ottenere una visione completa dell’opera che assume valenze inaspettate e originali. Se il significato viene traslato e lo si ribalta a ciò che è lo ‘sguardo’ dello spettatore, la parola diventa metafora di una realtà rappresentata, apparentemente incomprensibile, che ritorna ad essere intellegibile, solo entrando in empatia con l’opera stessa. koart 2Ragione ed emozioni sono strettamente legate tra di loro e promuovono la crescita e il cambiamento di ogni individuo: colui che crea diventa lo ‘strumento’ attraverso cui attuare la sintesi. Di conseguenza, come scriveva il filosofo Samuel Taylor Coleridge, «l’Arte, intendendo il termine per indicare collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo in tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione»...Concepita come una relazione dialogica fra medium e dimensioni artistiche eterogenee, la mostra apre ad un pensiero nuovo e divergente, soffermandosi sull’azione antropica nell’era del virtuale, sull’importanza del segno come testimonianza di verità e di un pensiero che non può esser scomposto in pixel, ma fruito in tutta la sua intera unitarietà. I multipli dimensionali, i nuovi codici, le nuove unità di misure digitali non vanno demonizzate, ma esaminate e ricomposte in un unicum ordinato e leggibile in cui l'originalità di un pensiero creativo non può e non deve soccombere di fronte all’istinto tecnologico che ha deficitato capacità di esperire, di osservare e di fruire la realtà”. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 17 luglio.

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di Redazione (pubblicato il 09/07/2016 alle  11:17:34, nella sezione ARTE,  643 letture)

arte insiemeLa mostra collettiva intitolata ARTE INSIEME, è stata inugurata l'8 luglio dalla F.I.A.Fi. (Federazione Italiana Arti Figurative) di Siracusa, associazione culturale presieduta da Anna Mirone, negli ampi saloni della Camera di Commercio della città aretusea, gentilmente concessi per questo evento che vede come espositori 25 artisti tra pittori, scultori, ceramisti, poeti e stilisti. La manifestazione, che ha preso il via venerdì 8 luglio e resterà aperta al pubblico fino al 18 luglio, è stata realizzata in collaborazione con Artisti Med inTour ed è stata presentata dal critico d'arte Raimondo Raimondi, direttore della testata giornalistica Dioramaonline. Al vernissage era presente anche l'attrice Lalla Bruschi che ha proposto un recital di poesie con l'intrattenimento musicale del duo "Syraka" composto da Valerio Massaro e Giuseppa Modica. La mostra gode del contributo del Comune di Melilli e della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Quì di seguito i nomi degli artisti che hanno partecipato alla rassegna: Vincenzo Bellante, Anastasia Beanza, Francesco Brigandi, Lucia Caccamo, Andrea Calabrò, Mariagrazia Cassiba, Michele Cubisino, Francesco Giliberto, Santo Paolo Guccione, Martina Iacono, Maria Teresa Matraxia, Adua Menozzi, Luigi Messina, Cetty Midolo, Tiziana Miraglia, Anna Mirone, Laura Nicotra, Marika Pozzi, Nunzia Puglisi, Salvatore Rubino, Silvana Salinaro, Angela Maria Sarchiello, Roswitha Schablauer, Antonella Sidoti e Cetty Urso.

Il critico d'arte Raimondo Raimondi così si è espresso durante la sua presentazione della rassegna: "Mi piace paragonare questo INSIEME di artisti a un muretto a secco, di quelli che numerosi popolano il paesaggio delle campagne siciliane, composto da tante pietre concatenate tra di loro, così strettamente interconnesse che risulta impossibile toglierne una senza far crollare il tutto. Così il mondo dell’arte esiste in quanto esistono tanti artisti che vogliono condividere col grande pubblico le loro opere e tutti loro, nessuno escluso, sono indispensabili a costruire e mantenere quel fantastico mondo della creatività che ci regala tante emozioni. ARTE INSIEME è il titolo che Anna Mirone, pittrice e organizzatrice, presidente della locale sezione della Federazione Italiana Arti Figurative, ha voluto dare a questo evento, già proposto con successo negli anni passati, consentendo a tutti noi di poter conoscere la crescita artistica di tanti pittori che sono i protagonisti delle cronache d’arte dei nostri tempi. Concettuali e figurativi insieme in questa manifestazione, perché il figurativo non è mai stato messo da parte come dimostrano le tante opere qui esposte, e che questa tendenza artistica sia di nuovo in auge non può che stimolare la creatività dei pittori contemporanei, perfino di quelli non figurativi che dal sano agonismo dell’arte potrebbero ricevere input positivi. E, naturalmente non si può fare a meno di recepire i mutamenti e di adeguarsi alla tecnologia, guardando con interesse le nuove sperimentazioni, però senza aggirarsi in cimiteri dell’arte, dove qualche pittore si ostina a ripercorrere sentieri già ampiamente tracciati e ancor più consumati. Il critico d’arte e il pubblico tutto si rianima davanti alla considerazione che chi sa dipingere è certamente più moderno di chi non lo sa fare e si nasconde dietro una sedicente avanguardia che non fa che riprodurre all’infinito qualcosa che è stato e che ora non è più. Che sia ancora possibile dipingere lo dimostrano gli artisti che in questa manifestazione hanno esposto le loro opere con caparbia convinzione ed eccellenti risultati, regalando a tutti noi emozioni ottiche e sensoriali. E che le abbiano esposte è cosa essenziale per loro e per noi: perché ogni artista prova una esigenza categorica, quella di pubblicare, nel senso di rendere pubblica la sua opera. Qualunque sia la disciplina artistica, poeti, pittori, scultori o fotografi devono portare a conoscenza del pubblico le loro opere, farle vivere in mezzo alla gente. Si può paradossalmente dire che l’opera d’arte viene data alla luce non quando l’artista la crea nella solitudine del suo studio, ma quando la rende pubblica mostrandola agli altri. Ed è questa la funzione, che potremmo definire sociale, di eventi artistici come questo che Anna Mirone ha organizzato e promosso con sacrificio e abnegazione, spesso con fatica anche fisica. A lei a agli artisti presenti va quindi il nostro plauso e la nostra riconoscenza".

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