Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 08/09/2009 alle  10:18:46, nella sezione EDITORIALI,  2727 letture)

L'Associazione “A.W.A. INTERNATIONAL” (International Academy of World Art) con sede a Siracusa è un sodalizio senza fini di lucro che persegue scopi di solidarietà sociale con l'azione diretta, personale e gratuita dei propri aderenti.

Si occupa di:

  • Promozione della cultura e dell'arte nel mondo;
  • Promozione degli scambi culturali e sociali tra i popoli;
  • Diffusione della cultura della Pace e della Tolleranza mediante l'arte;
  • Tutela dei diritti civili internazionali;
  • Beneficenza internazionale;
  • Istruzione e Formazione;
  • Tutela e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico;
  • Tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente;
  • Ricerca scientifica transnazionale.

 L'Associazione ha lo scopo di:

  • Inserirsi nel contesto sociale internazionale per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita;
  • Tutelare e valorizzare il patrimonio di conoscenze dei popoli mediante proposte e progetti di animazione, aggregazione creativa, culturale, sportiva, turistica e del tempo libero.
  • Promuovere iniziative artistiche, culturali, turistiche e ricreative.
  • Operare per la diffusione di valori di solidarietà e di pace tra le diverse generazioni e le diverse etnie nonché della tutela dei diritti della persona in ogni età della vita e in ogni nazione.
  • Stimolare la partecipazione dei cittadini alla loro crescita culturale, in particolare con attività teatrali, di recupero e di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale delle varie nazioni.
  • Promuovere attività e iniziative atte a favorire l'incontro tra i popoli al di là delle barriere etniche e religiose e favorire il loro sviluppo economico e sociale.
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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/08/2009 alle  11:34:42, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1270 letture)

“Il Tango Argentino rappresenta e promuove la diversità culturale e il dialogo”: è questa la motivazione con cui l'Unesco ha voluto premiare il ballo della seduzione nato sulle due sponde del Rio della Plata, tra Argentina e Uruguay, La decisione è venuta dal Comitato intergovernativo dei patrimoni intangibili dell'Unesco, l'agenzia Onu per la cultura, la scienza e l'educazione, che si è pronunciata durante un incontro ad Abu Dhabi. Il tango è stato scelto dai circa 400 esperti che hanno esaminato centinaia di candidature. Questa danza, spiegano gli esperti, "rappresenta l'essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato". Il tango, che il poeta e compositore Enrique Santos Discepolo ha definito un "sentimento triste che si balla", è soprattutto un tratto caratteristico dell'identità di Buenos Aires. E' nato all'inizio del 900, dall'incontro fra la cultura creola e le migliaia di immigrati che dall'Europa venivano a vivere e lavorare nei sobborghi di "Baires" e di altre città argentine. Questo ritmo svolgeva un importante ruolo di valvola di sfogo: si ballava alla sera, al termine di una dura giornata di lavoro, e rappresentava un momento di ricerca di libertà e un modo per sentirsi parte di una comunità. Questo ballo, anche in tempi più recenti, continua a svolgere una funzione di espressione di identità popolare, tanti che ha vissuto i suoi momenti di maggiore fioritura nei periodi in cui il Paese ha conosciuto un governo democratico, mentre si è indebolito negli anni della dittatura. Oggi la musica di Carlos Gardel e Astor Piazzola è diffusissima in tutto il mondo, grazie anche alla sua fusione con l'elettronica suonata da gruppi come "Gotan Project" o "Bajofondo tango club". Naturalmente il successo e la diffusione del tango conoscono i loro vertici in patria. Uno dei momenti più significativi è rappresentato dal Festival di Buenos Aires, che coinvolge oltre 200mila persone: in questa occasione 400 coppie di ballerini provenienti da tutto il mondo scendono in lizza per aggiudicarsi la vittoria, che corrisponde in pratica a un titolo mondiale. Nella capitale argentina le milonghe, ossia i locali tipici in cui si suona e si balla il tango, sono sempre affollatissimi, sia di persone del posto che di stranieri, soprattutto americani. Il turismo legato a questo ballo ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo e costituisce uno dei tratti più significativi di questo periodo, con una vera fioritura di alberghi a tema e un giro d'affari di tutto rispetto.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 03/06/2009 alle  11:20:33, nella sezione CULTURA,  1432 letture)

Un caro amico ci ha lasciati pochi giorni fa: Renzino Barbera, umorista, poeta dialettale, attore, cabarettista; un uomo che ha vissuto molti anni della sua vita a Taormina, fino a costituirne quasi un simbolo, un vanto, un uomo che ha calcato da protagonista i difficili palcoscenici dell'arte e dello spettacolo. «Nessuno di noi sceglie niente della propria vita – soleva dire Renzino - Non scegliamo di venire al mondo, non scegliamo il nostro nome, non scegliamo il nostro corpo. Io il desiderio di raccontare, di recitare, di disegnare, ce l' avevo nel sangue. Da ragazzino facevo statue con un pennino e un gessetto. Ero un predestinato.” Renzino scrisse la sua prima poesia a 14 anni: «Non era dedicata alla mamma né alla fidanzata bensì alla Sicilia. La scrissi quando mio padre mi portò con sé a Roma: era la prima volta che lasciavo la Sicilia e sentii fortissime le mie radici». Per oltre cinquant’anni anni Renzino è stato una sorta di simbolo di Taormina, l'angolo dorato che si era scelto abitando in quella villetta vista mare e vulcano lungo la strada per Castelmola, un porto quieto dove poteva «parlare con le pietre». Ci vedevamo ogni anno a giugno sulla terrazza dell' hotel Timeo, durante i fasti del Festival del Cinema di Taormina, ed era lui il padrone di casa, riverito e rispettato assieme alla moglie norvegese, la bella Greta. Un festival che seguiva con passione fin dal 1952 dagli anni in cui Taormina era la capitale del divismo e della mondanità, complice la presenza del casinò. Eppure Renzino non ebbe l’opportunità di fare molto cinema, preferendo la ribalta dei teatri, dei Circoli del tennis, dello Stabile di Catania, della Rai siciliana. E per diventare apprezzato uomo di teatro e di cabaret Renzino dovette faticare. Oggi basta partecipare al Grande Fratello per ritrovarsi ogni sera in televisione e ogni giorno sui giornali. Lui cominciò facendo divertire i palermitani nei salotti raccontando quello che vedeva per strada. Don Totò, uno dei suoi più riusciti personaggi macchiettistici, era nato dalla strada, dai suoi incontri, dalle sue chiacchierate con la gente, divenne una maschera simbolo del palermitano saggio, scaltro e senza peli sulla lingua, conquistando prima la radio, poi le televisioni private e anche le colonne dei giornali. L’ultima volta che ci incontrammo, nel regalarmi con tanto di dedica una copia dell’ultimo suo libro di poesie e di aforismi, mi ripeté ancora una volta quella frase che era solito dire assieme alle barzellette e alle rime che rendevano sempre piacevole la conversazione con questo bellissimo vecchio dalla folta capigliatura candida, felice d’aver vissuto ma con una vena malinconica nella voce ormai lieve e arrochita: “Mi sono imposto di svegliarmi ogni giorno come se stessi nascendo e di addormentarmi ogni notte come se stessi morendo. In questo modo io ho vissuto molto di più di qualsiasi altra persona”.

 

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/05/2009 alle  11:11:39, nella sezione ARTE,  907 letture)

Peccato per chi si è perso la mostra fotografica della giornalista e fotografa Sheila McKinnon “Invisible women e l’ambiente” svoltasi a Siracusa qualche tempo fa. Invisibile Women è una mostra itinerante di Sheila McKinnon dedicata a tutte quelle instancabili, straordinarie donne che dall'origine, in tutto il mondo, hanno avuto un ruolo determinante nel lungo cammino dell'umanità. Le immagini, di grande bellezza formale, ricche di colore e contrasto, ritraggono donne del Sud del mondo colte nei gesti essenziali anche se discreti (tanto da essere invisibili) del loro rapporto con la terra, l’acqua, gli alberi, il cibo. Alcune delle fotografie avevano fatto parte di varie personali che Sheila McKinnon ha organizzato a Roma, Milano, Bologna, Fondi e Sassuolo. La mostra fu organizzata in collaborazione con AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo. Sheila McKinnon è nata in Canada e vive da molti anni in Italia. Ha lavorato come fotografa e giornalista per varie testate europee e nord americane: The New York Times, Newsweek, The International Herald Tribune, Die Welt, Beaux Arts Magazine, Wellesley Magazine ed altre. In occasione della mostra fu presentato in anteprima il video “Waiting for light”, un cortometraggio della stessa McKinnon con musiche di Tonj Acquaviva, fondatore del noto gruppo musicale “Agricantus”. Un video sulle drammatiche trasformazioni ecologiche viste e sentite tramite i suoni e le immagini della fotografa e del musicista. Un flusso di immagini provenienti dai cinque continenti, sostenuto e rafforzato da una potente miscela di strumenti antichi e contemporanei. Una costante evoluzione dall'energia della creazione alle creazioni dell’umanità. Il crollo di tutto ciò in una sterile solitudine del pianeta e dentro di noi. Ma c’è spazio per una fragile speranza di rinascita.

 

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