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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 29/08/2016 alle  23:25:04, nella sezione EVENTI,  352 letture)

I Mondiali di canoa polo sono stati inaugurati lunedì pomeriggio con una sfilata dei circa 700 atleti provenienti dalle 28 nazioni partecipanti, sfilata che è partita da piazza Marconi per raggiungere poi largo IV novembre. Non sono mancati gli entusiastici discorsi da parte delle autorità istituzionali presenti, in testa sindaco e vicesindaco. Testimonial alcuni atleti siracusani di ieri e di oggi: Sadro Campagna e Valentino Gallo della nazionale di pallanuoto, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio, l'apneista Patrizia maiorca, Stefano Barrera, campione di fioretto, il pattinatore Pippo Cantarella, il pugile Salvatore Melluzzo. Ma non c'è solo sport in questo evento mondiale, tra gli eventi collaterali alcuni interessano il mondo dell'arte, tra essi "Bicycle wheel - Homage a Duchamp"manifestazione organizzata da Arte in Movimento, in concomitanza con i festeggiamenti per il centenario del Dadaismo, un inedito percorso museale "diffuso" che costituisce un'occasione unica di dialogo tra la millenaria storia di Siracusa e le dinamiche dell'arte contemporanea. L'evento prevede anche la pubblicazione di un volume edito dalla casa editrice "LetteraVentidue Edizioni" ed è già iniziato il 25 agosto e durerà fino al 25 settembre. Ideatori sono Claudio Cavallaro e Salvatore Mauro. Gli spazi espositivi interessati sono diversi: l'Ex Carcere Borbonico, l'Impact Hub dell'Ex convento del Ritiro, Palazzo Montalto, Palazzo della Provincia, l'Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, il Teatro Comunale, il Museo di Palazzo Bellomo, la galleria S. Agostino, la Facoltà di Architettura, la Galleria Civica Montevergini, il Palazzo Vermexio, la Chiesa di San Cristoforo, l'Officina Giovani.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2016 alle  20:45:54, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  387 letture)

virginiaLa bella siracusana Virginia Quadarella (nella foto col direttore di Diorama) è passata alla prima selezione del concorso Miss Curvy 2016, quella del web, attraverso cui era possibile votare la propria miss preferita nella sezione riservata alle ragazze che vestono taglia 44-52. Questo primo successo le da la possibilità di partecipare alle semifinali di Jesolo dopo le quali potrebbe accedere direttamente alle finali di Miss Italia. Virginia Quadarella ha 21 anni ed è alta un metro e 83, è una sportiva, ha praticato il basket, come pivot, militando in serie B, è una ragazza solare con un bellissimo sorriso e ha fiducia che il suo ottimismo e la sua grinta nell'affrontare la vita le conquistino le simpatie dei giurati nelle prossime tappe del cammino verso Miss Italia. A Jesolo saranno in 19 ma ne resteranno soltanto due, che si ritroveranno con le altre finaliste del principale concorso di bellezza italiano a contendersi la fascia di miss Italia.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2016 alle  20:44:10, nella sezione CRONACA,  344 letture)

traghetto fotoE' stato finalmente messo a punto il regolamento comunale per il servizio di traghettamento a remi dallo Sbarcadero Santa Lucia a Riva della Posta. Siracusani e turisti potranno usufruire del tradizionale trasporto con la barca già in uso tanti anni fa, il “gozzo” siracusano, largo in pancia 2 metri e lungo 8 metri, che sarà opportunamente omologato al trasporto di passeggeri mediante idoneo certificato. Al momento il Comune rilascerà 7 autorizzazioni, ognuna valida per esercitare l’attività con al massimo due imbarcazioni. Il servizio potrà essere svolto per 24 ore al giorno e, in caso di servizio notturno, il traghettamento “deve avvenire con l’illuminazione tramite lampara posizionata a prua o a poppa dell’imbarcazione”. Il regolamento comunale istituisce anche l’apposito registro “degli esercenti il servizio di traghettamento a remi di passeggeri dallo sbarcadero Santa Lucia a Riva della Posta e viceversa”. Nei 14 articoli del regolamento sono indicati anche la forma e la lunghezza delle barche, l'abbigliamento dei conducenti e il prezzo del biglietto. I siracusani pagheranno 1 euro per tratta (ridotto a 50 centesimi per i bambini da 3 a 10 anni e per gli over 65), turisti e visitatori pagheranno 2,50 euro. I rematori dovranno vestire indossando i colori della città, camicia bianca e pantaloni verdi con fazzoletto al collo verde. E' previsto per tale servizio un sovvenzionamento attraverso la concessione di un contributo annuo secondo disponibilità da parte del Comune di Siracusa.

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di Redazione (pubblicato il 26/08/2016 alle  23:09:23, nella sezione EVENTI,  318 letture)

morelliL'Associazione artistico-culturale "Archiskenè" propone la Rassegna del teatro Amatoriale 2016 “La tavoletta Archimedea”, con la direzione artistica di Luca Morelli. Questo il calendario delle rappresentazioni: Sabato 3 settembre “Giufà e la luna”, Domenica 4 settembre "La famiglia Benegrazie”, Sabato 10 settembre "Guardani guardami”, Domenica 11 settembre “Don Pasquale”. Tutti gli spettacoli saranno ospitati nel Tecnoparco Archimede in Via Agnello n. 26 a Siracusa e avranno inizio alle ore 19,00. L'abbonamento ai 4 spettacoli costa 20 Euro, i posti sono limitati, fino ad esaurimento. Coordinatrice dell'evento, che si svolge sotto l'egida del Comitato Provinciale F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori) di Siracusa, è Enza Giuffrida, assistente alla regia è Agata Politi. Per info: +39.0931.758807 – cell. 39.347 482 66 70

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di Redazione (pubblicato il 25/08/2016 alle  14:14:49, nella sezione EVENTI,  351 letture)

Ad arricchire le manifestazioni per i mondiali di canoa polo che si svolgeranno a Siracusa dal 29 Agosto al 4 Settembre saranno circa sessanta artisti coinvolti nella prima edizione del Festival "Uolart", festival internazionale dell'arte, patrocinato dal Comune di Siracusa e dalla Regione Sicilia. Protagonisti attori, cantanti, musicisti, ballerini, pittori, scultori, poeti, artisti di street art, che si esibiranno in mostre, workshop, conferenze e che accompagneranno il pubblico del grande evento sportivo dei mondiali nel mondo dell'arte. Si comincia il 26 agosto alle 10.00, presso l'Antico Mercato di Ortigia, dove si terrà la conferenza di apertura e verrà illustrato l'intero progetto che prevede esibizioni di artisti e talenti provenienti da tutta Italia. Scenario di Uolart sarà il centro storico di Ortigia con le location dell'Antico Mercato di Ortigia, di via dei Mergulensi, di via dei Santi Coronati, di piazzetta San Rocco, di via delle Vergini, di via Elorina e della terrazza del Talete. Proprio sulla terrazza del parcheggio Talete il festival si concluderà il 28 agosto. UolArt è un contenitore di creatività: suoni, colori, idee, voci, persone che si mescolano nell'ambiente urbano, facendo di quest'ultimo palcoscenico e tela dell'estro artistico.

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di Redazione (pubblicato il 24/08/2016 alle  20:57:39, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  381 letture)

La Consulta Civica di Siracusa per bocca del suo presidente Damiano De Simone e dell'Assessore alle Arti e allo Spettacolo della stessa Raimondo Raimondi (insieme nella foto), condivide una parte dei concetti espressi nella lettera aperta dell'avvocato Corrado Giuliano e di Pippo Ansaldi ed altri sulle possibili alternative alle scelte riguardanti l'isola di Ortigia e allo scempio perpetrato in nome di un "progetto" turistico che non intende salvaguardare il centro storico di Siracusa, patrimonio dell’Unesco, ma pensa solo al profitto economico che possa derivare dalle varie realtà, senza attenzione al degrado generale e ai danni del decoro. Con la conseguenza, tra l'altro, delle impossibili condizioni di vivibilità dei residenti, perché permettere l’occupazione delle strade con tavolini e la musica a tutto volume senza limiti di orario significa senza dubbio contribuire al degrado di Ortigia non certo alla sua qualificazione turistica. Raimondi inoltre parla anche a nome del Movimento socio-culturale "Cambiare" di cui è portavoce e che aderisce alla "Federazione x Siracusa": "Ortigia dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma questo non basta: bisogna osservare il contesto a trecentosessanta gradi. I siracusani vogliono anche un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti senza un criterio che ne rispetti il decoro, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

Aggiunge il Presidente della Consulta Civica De Simone: "Si devono creare le condizioni perché Siracusa possa proporsi ad una più vasta comunità turistica, non solo quella di massa. Per questo serve approntare una serie di investimenti, per l'intrattenimento, oltre che per la ricettività, che possano attirare anche ad una clientela d'elite, più colta e raffinata, per la quale la Città, vista la grande varietà culturale che offre, è già pronta. Diversamente se non ci si adegua, si va verso una brutta fine, soprattutto economica. Quei grandi alberghi che rivivono oggi hanno già conosciuto epoche splendide, poi sono decaduti come era decaduta fino a qualche anno fa l'intera città. Questo fatto ci sia d'insegnamento. I cicli storici s'inseguono nel tempo e ciò che oggi cresce e dà speranze domani potrebbe di nuovo miseramente morire, pertanto è necessario adeguarsi e rispondere alla stragrande e variegata domanda turistica. Non possiamo sfrattare da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti, dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera, ma si deve provvedere a creare nuove condizioni d’equilibrio che possano garantire armonia tra le varie realtà che oggi vivono Ortigia".

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 22/08/2016 alle  14:05:50, nella sezione CINEMA,  341 letture)

immagine filmConosciamo "Erba Celeste" dalle parole della sua autrice, Valentina Gebbia (scrittrice, regista, sceneggiatrice e tecnico del montaggio): “Il film è tratto da uno dei miei romanzi. Se hai visto il sito, saprai il miracolo produttivo che rappresenta, realizzato senza budget, con i tempi di una normale produzione, solo grazie a volontà e passione. Saprai anche che siamo stati invitati, finora, in tre Festival e che il film non è ancora uscito nelle sale. Dovrebbe essere una questione di settimane, ovviamente in un circuito di cinema indipendenti. Daniela Giordano è una delle gioie che questo film mi ha dato”.

Leggiamo la sinossi: “Celeste è una musicista che vive in una residenza per artisti nell’assolato entroterra siciliano, il Baglio Acquecalde. È ammalata di cancro e ha scelto di rompere col pensare comune per curarsi con l’alimentazione naturale, la fitoterapia, i libri e la cannabis. Amaranto, proprietario della residenza, è un affascinante architetto deluso dall’amore, con un carattere spigoloso e con grandi difficoltà a leggere nella propria anima. Insieme a loro, vivono il dottor Camillo, medico amante dell’alcol che ha girato il mondo, e artisti che in quel luogo hanno ritrovato una famiglia, immersi nel verde incontaminato e nell’amore di Celeste. Il loro microcosmo è violato da alcuni eventi: Daniela, scrittrice bizzarra e un po’ fuori di testa, è certa che proprio fra quelle mura, le abbiano rubato il suo ultimo manoscritto, mentre nel comportamento di alcuni anziani, c’è qualcosa di strano e inspiegabile. Amaranto cerca di scoprire cosa accada e, nell’indagare, si troverà a diffidare proprio della sua amica Celeste che, nei pomeriggi domenicali, offre agli amici un tè a base di erbe non identificate. L’uomo crede che Celeste droghi la gente e che i mali del posto scaturiscano da lei. Un anziano attore muore per un apparente attacco di cuore e la situazione si fa sempre più tesa perché anche Doriano, il direttore d’orchestra, si sente male nella notte. Il Baglio Acquecalde finirà per diventare una metafora del mondo, un mondo che spaccia per verità atroci bugie e chiama droghe solo alcune sostanze condannate dalla convenienza della storia. Nell’intrecciarsi di sentimenti forti, storie d’amore, colpi di scena e tenerezza, e soprattutto nell’amicizia tra Amaranto e Celeste, nel loro incontro-scontro, c’è tutta la speranza di chi crede ancora nel futuro della vita”.

Erba Celeste è un buon film indipendente dove la Giordano recita qualche posa, dopo trentacinque anni che non calcava le scene, poco utilizzata nel ruolo della degente Adele, quasi sempre ripresa seduta e con un ruolo non molto influente nell’economia della storia. Un tema difficile come l’uso terapeutico della marijuana ha reso complessa la pratica di autorizzazione legislativa. A nostro giudizio le parti peggiori, quelle più didascaliche e ridondanti, narrate come una lezione scolastica, sono da ricercarsi nelle poche sequenze in cui la regista - attrice tenta di giustificare l’uso della cannabis. Il film gode di molti pregi e di una confezione suntuosa a livello di fotografia e di colonna sonora, una messa in scena pregevole e una recitazione - pur non perfetta - più che passabile visto che gli attori non sono degli affermati professionisti. Molto bravo il protagonista Daniele Musso nei panni di Amaranto, credibile voce narrante e importante presenza come deus ex machina della storia che si sviluppa all’interno della residenza assistita e vede come filo conduttore l’amicizia tra il ragazzo e la degente Celeste. Bene Valentina Gebbia, sia come regista che come interprete, buona la sua performance (a parte le sequenze troppo didascaliche) e interessante la direzione degli attori. Ottimi piani sequenza, suggestive panoramiche, rapide dissolvenze, colore intenso nelle riprese diurne ed efficace fotografia notturna giallo ocra, espressivi volti di anziani ripresi in primo piano. Straordinaria la colonna sonora - una delle cose migliori della pellicola - che accompagna immagini fotografate con mirabile intensità poetica. Note di merito per Ugo Flandina (fotografia) e Maurizo Bignone (colonna sonora) che con il loro lavoro conferiscono alla pellicola un valore aggiunto importante. Non condivido una parola del tema portante del film ma questo non inficia il giudizio estetico che resta molto positivo, inoltre, a parte l’uso della cannabis, resta il condivisibile tema dei valori caduti e degli anziani ormai ritenuti inutili e abbandonati a loro stessi. Difetto di fondo una recitazione teatrale, troppo impostata, e una sceneggiatura - soprattutto i dialoghi - che risente di una scrittura lirica, a tratti persino retorica. La storia riesce comunque a decollare, sollevandosi dalle pastoie di un eccesso didascalico, terminando con un finale da film giallo. Restano pesanti come macigni le parole del protagonista: “Non cambierò il mondo ma d’ora in poi voglio cercare di cambiare un po’ il mio mondo”.

Il film vince con merito il Premio del Pubblico all’ottavo Sciaccia Film Festival, inoltre viene presentato alla sessantaduesima edizione del Taormina Film Festival e nella sezione Sguardi Altrove del Womens Film Festival. Erba Celeste è realizzato con passione e volontà, grazie a molti sponsor e a una produzione composta dagli stesi attori. Girato nella zona di Palermo, con suggestive riprese della spiaggia di Mondello, fiumi montani, palazzi storici e spaccati di lungomare della città sicula. Citazione cinefila da A qualcuno piace caldo di Billy Wilder con un brano del film durante una proiezione, il famoso finale dove si recita la battuta: “Nessuno è perfetto!”.

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di Redazione (pubblicato il 18/08/2016 alle  10:42:30, nella sezione ARTE,  406 letture)

foto opera chisesiDal 30 agosto al 30 settembre la Galleria civica d'arte contemporanea Montevergini di Siracusa ospiterà la mostra personale di Andrea Chisesi dal titolo “Matrem”. La mostra permette di ammirare 45 splendide opere dedicate alla natura, la madre di tutte le cose. I monocromi di Andrea Chisesi sono realizzati sovrapponendo immagini del Matrem Tanacetum Parthenium (particolare tipo di fiore). Simboli per eccellenza di quanto vi sia di più effimero sul nostro pianeta, i fiori hanno esercitato un fascino permanente sugli artisti.

"I fiori esprimono la naturalezza, il farsi e il disfarsi della natura. Con il loro effimero splendore rappresentano, meglio di ogni altro soggetto, la vita e la morte". Studiando il linguaggio dei fiori, l'artista cerca di penetrare nei segreti della natura, di risalire all'essenza della vita, della creazione. Ogni opera nasce da un esigenza, il dialogo tra la natura delle cose e la società che cambia, spesso fa capolino lo sgretolamento, l’erosione inesorabile del tempo, la fine delle cose. La scelta del fiore è dettata dalla delicatezza dei petali che, anche se mancanti o spezzati dal vento, non perdono la loro eleganza e leggerezza. I fiori simboleggiano la vita, quel viaggio che ognuno di noi affronta da solo.

chisesi“Nasciamo e moriamo soli - dice l’artista - colei che più ci ha amato ci ha donato la vita e con essa la morte”, che inesorabile arriva quando il destino chiama. Ogni simbolo, ogni tratto, ha un suo significato, nella pittura di Andrea Chisesi, il cerchio ad esempio rappresenta la coppia, la croce il sacrificio, tutto ha un codice ben preciso. Quando la preparazione ha raggiunto un suo equilibrio è pronta ad accoglie l’immagine, il rapporto che si crea tra la sua pittura e la fotografia diventa inscindibile, coesistono entrambe in un equilibrio di donazioni. Non a caso Andrea Chisesi sceglie le immagini dei grandi ed eterni eroi, sopravvissuti ai secoli come miti e leggende, rappresentanti dell’ego di ognuno di noi, ed essi prendono luce e vita dalla gioia dei matrem, dai fiori che l’uno sull’altro nella tela ci rivelano l’uomo, l’eroe, il mito. Una spasmodica ritmica pennellata guida il fruitore alla ricerca della corazza, nella superficie liscia e levigata del marmo, essa prende vita dalla gioia dei fiori che donano all’opera la tenerezza e la fragilità, così come il cuore di un eroe è puro, cosìsi lascia cogliere dalla tenerezza e dalla bellezza delle cose semplici. Chisesi muove dal fondo della tela le trasmutazione delle immagini, senza ossessioni progettuali ma con sapiente capacità di trarre forza da esse, attraverso le fusioni il soggetto ha una nuova vita, l’arte è l’esercizio provvisorio di una conoscenza poetica destinata a durare attraverso la reinterpretazione, con la quale acquisisce una nuova vita, una nuova dimensione.

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di Redazione (pubblicato il 16/08/2016 alle  15:59:52, nella sezione SPORT,  395 letture)

fotoSi disputeranno a Siracusa dal prossimo 29 agosto fino al 4 settembre i Mondiali di Canoa Polo 2016. Le gare si svolgeranno nello specchio d'acqua tra i due ponti che collegano Ortigia alla terra ferma, e rappresenterà una grande vetrina internazionale per Siracusa con ricadute turistiche, sia per lo spettacolo che sarà seguito in tutto il mondo sia anche per le ambizioni realizzabili di una squadra, quella azzurra, composta in gran parte da siracusani. Una grande squadra, la Canoa Polo Kst Siracusa, compagine siracusana di Serie A, la massima divisione del campionato italiano maschile di canoa polo, fornisce quattro dei suoi migliori atleti alla nazionale Italiana. La squadra da anni ormai si distingue in Italia e nel mondo e sarà ancora una volta protagonista di un grandissimo evento nella propria città, con l'entusiasmo dei suoi sostenitori.

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di Redazione (pubblicato il 16/08/2016 alle  15:50:09, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  348 letture)

fotoRiceviamo e pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta alla città e alle istituzioni: “Lo sviluppo turistico di Ortigia è una delle poche voci positive dell’economia siracusana. La salvaguardia del nostro centro storico, patrimonio dell’Unesco, non è solo un dovere culturale e civile, ma anche una concreta speranza di reddito per molti siracusani. Lo sviluppo, però, non può essere anarchia, deregulation.

Lo sviluppo senza regole è solo scempio e impoverimento.

Accettare di fatto che chiunque possa occupare strade e piazze con tavolini moltiplicandone a piacere il numero, invadere l’isola di un persistente olezzo di fritture, consentire musica a tutto volume e rumori molesti oltre ogni soglia ammessa e oltre ogni orario, non significa facilitare la vita agli esercenti ma provocare il degrado di Ortigia.

Questa situazione sta da tempo provocando la fuga dei residenti, da un luogo che somiglia sempre meno a una città e sempre più ad un Luna Park. Le lamentele dei turisti più attenti sono il segnale che presto potrebbero anche loro essere in fuga.

Gli stessi ristoratori ed i commercianti e la nostra stessa comunità che su Ortigia ha puntato come investimento non solo economico, potrebbero a breve dover affrontare difficoltà non prevedibili.

Ortigia non può continuare ad essere questo Far West.

Dovere dell’amministrazione è guidare lo sviluppo della città impedendone l’abbrutimento, tutelandone la preziosità e unicità del nostro centro storico e nello stesso tempo evitare il dilagare senza regole e senza qualità delle attività economiche che potrebbe distruggere le stesse potenzialità di sviluppo che Ortigia esprime. Tutto questo è il frutto di una malintesa idea di sviluppo che vede Ortigia come un luogo da spremere e che alimenta l’impressione che ognuno possa fare ciò che vuole a tutto discapito di chi tenta di operare nel rispetto delle regole.

All'amministrazione comunale chiediamo con forza una inversione di tendenza ed il ripristino in Ortigia delle condizioni di vivibilità e di legalità. Agli organi preposti al rispetto delle regole ci appelliamo perché esse vengano fatte rispettare”.

L'iniziativa è di Corrado V. Giuliano – Pippo Ansaldi – Salvo Salerno – Peppe Giliberti – Roberto De Benedictis – Giovanni Randazzo – Giovanni Trigilio

La lettera è stata sottoscritta ad oggi da altre 236 persone.

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di Redazione (pubblicato il 15/08/2016 alle  13:47:22, nella sezione CRONACA,  345 letture)

giuliano fotoUna lettera aperta sulla questione di Ortigia è stata scritta da Corrado Giuliano (nella foto), Pippo Ansaldi, Salvo Salerno, Peppe Giliberti, Roberto De Benedictis, Giovanni Randazzo e Giovanni Trigilio, ed ha già raccolto parecchi firmatari tra residenti e turisti. Si tratta di indicare una via alternativa alle scelte fin quì perpetrate e allo scempio perpetrato in barba a ogni regolamento comunale e a ogni saggia e razionale gestione dell'isola che tutto il mondo ci invidia. alla deregulation che sta impoverendo l’isolotto. Nella lettera in sintesi si dice: “La salvaguardia del nostro centro storico, patrimonio dell’Unesco“non è solo un dovere culturale e civile, ma anche una concreta speranza di reddito per molti siracusani. Chiediamo con forza una all’amministrazione comunale una nversione di tendenza ed il ripristino in Ortigia delle condizioni di vivibilità e di legalità, perché permettere l’occupazione di strade e piazze con tavolini e musica a tutto volume ed oltre ogni orario, non significa facilitare la vita agli esercenti ma provocare il degrado di Ortigia. Dovere dell’amministrazione è guidare lo sviluppo della città impedendone l’abbrutimento, tutelando la preziosità e unicità del nostro centro storico e nello stesso tempo evitare il dilagare senza regole e senza qualità delle attività economiche che potrebbe distruggere le stesse potenzialità di sviluppo che Ortigia esprime”.

cambiare movimento fotoAnche il Movimento socio-culturale "Cambiare" (nella foto alcuni esponenti), che aderisce alla Federazione x Siracusa, esprime la sua opinione su Ortigia, fiore all'occhiello del turismo siracusano: "Ma si vuole disumanizzare l'antico centro storico facendone una sorta di parco dei divertimenti volgare e senza regole? E' vero, Ortigia Island dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma i siracusani vogliono un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico. Volgiamo più arte e artigianato e meno spazzatura, meno topi e scarafaggi e più cultura, che forse non nutre le pance ma certamente nutre lo spirito".

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di Damiano De Simone (pubblicato il 14/08/2016 alle  10:22:19, nella sezione CULTURA,  272 letture)

fotoVenerdì pomeriggio presso il salone della Camera di Commercio di Siracusa si è svolta un'attività culturale senza precedenti, di carattere nazionale, intitolata "Il Mediterrano, un luogo per la storia, tante storie per un luogo", organizzata dall'AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), cui è Presidente regionale e responsabile nazionale sezione cultura Liddo Schiavo, che per l'occasione ha magistralmente moderato la discussione. Intervenuti ospiti d'eccellenza e conoscitori della disciplina quali Mariarita Sgarlata (vicedirettore scuola di specializzazione in Beni Archeologici), Paolo Patanè (Direttore Coordinamento dei Comuni UNESCO) e Sebastiano Tusa (Sovrintendente del Mare Regione Sicilia).

Cosa dire?Da cittadino mediterraneo ho avuto il piacere di conoscere il percorso fenomenologico del grande mosaico che lega la nostra terra alle altre, attraverso la grande rete che è, per l'appunto, il Mediterraneo. Luogo dalle innumerevoli forme che prendono sembianze in ogni costa che bagna, regalando inedite caratteristiche che vanno riconoscendosi in questo meraviglioso "grembo" di culture, civiltà, modelli da cui la nostra società ha avuto fondamento ed ha attinto. L'argomento non poteva non trattare il fenomeno immigratorio che oggi vale da riconferma ciclica delle vicende storiche che nel tempo si sono susseguite a cadenza naturale, e che hanno caratterizzato l'occidentalizzazione delle culture interessate, mescolandole in un concetto di globalizzazione che tende, invece, a sradicare le peculiarità dei popoli, oggi sottoposti ad un processo di unificazione errato, imposto dalla capitalizzazione militarizzata dell'occidente. Oggi l'Europa considera la nostra Sicilia "il fanalino di coda" del Continente. Un errore concettuale che, ahinoi, determina l'involuzione di politiche estere, applicate con un certo distacco culturale e conoscitivo dei fatti, che sembrano non tenere conto dei riferimenti storici, geografici ma soprattutto sociologici che nei millenni, il Mediterraneo ha permesso. Oggi l'immigrazione viene concepita come un problema da risolvere, ma non è così. E' il punto di vista che cambia, una battaglia culturale il cui compito spetta a noi Siciliani intestarci, dimostrando che la Sicilia non è per niente quel fanalino di coda attribuito da Bruxelles, ma la locomotiva a cui spetta la guida verso un modello di sistema globale e virtuoso, in cui il termine "frontiera" viene sostituito con "cerniera", in favore dello sviluppo economico e culturale, in un amplesso di fenomenologie sociali che solo il Mediterraneo, culla del Mondo, può ricostituire determinando l'equilibrio tra le comunità orientali ed occidentali oggi in conflitto. La Pace è frutto di una cooperazione fondata sul rispetto delle svariate identità che aderiscono al mosaico delle culture.

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di Redazione (pubblicato il 14/08/2016 alle  10:08:22, nella sezione ARTE,  427 letture)

ballarinoSabato 13 agosto presso la Galleria Civica d'Arte Contemporanea Montevergini, con il patrocinio del Comune di Siracusa, è stata presentata la mostra "Ciauru di fimmina", ultima fatica artistica della fotografa siracusana Maria Pia Ballarino (nella foto con Michele Romano e Raimondo Raimondi), che ha voluto realizzare una vero e proprio omaggio alla sensualità delle femmine siciliane, che è anche una storia d'amore tra la fotografa e la sua terra natia. Negli scatti della Ballarino, che sono i tanti tasselli del progetto fotografico, si mostra attraverso il nudo, esplicito ma mai volgare, l'intima essenza dell'artista, immagini accompagnate da scritti e poesie di scrittori siciliani e non solo, per dare risalto ad una sicilianità che diventa "sicilianitudine", attraverso gli umori di questa terra vigorosa, che nel corpo delle donne, nella loro carnalità, diventano momenti di magia. Maria Pia Ballarino ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Catania nella sezione decorazione pittorica. Ha poi collaborato con il fotografo Aldo Palazzolo, che considera suo maestro. Ha vissuto a Londra dove ha lavorato come fotografa di moda. Tornata a Siracusa ha tenuto numerose mostre e ha partecipato a molte manifestazioni d'arte tra cui "She has a dream" (Metropole di Taormina), Secret Beds, La Divina Vita e Perversioni Corporee. Ha inoltre collaborato con Antonio Presti nel progetto "Fiumara D'Arte". E' attualmente fotografa ufficiale dell'INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico). La mostra resterà aperta al pubblico fno al 28 agosto.

 

foto ballarino

 

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/08/2016 alle  16:12:06, nella sezione EDITORIALI,  330 letture)

nino bixioIn un torrido Agosto del 1860 il generale garibaldino Nino Bixio, personaggio che nella nostra infanzia studentesca a scuola veniva decantato come devoto braccio destro di Garibaldi, si presentò a Bronte con due battaglioni di bersaglieri, deciso a ristabilire l’ordine turbato dai popolani e dai contadini della ducea di Nelson che si erano ribellati rivendicando il diritto all’assegnazione delle terre ed al riscatto sociale promesso loro dai recenti decreti garibaldini. Bronte, insorse al grido “Abbassu li cappeddi, vulimi li terri”, ma le aspettative del popolo nei confronti dei “cappeddi” ( i latifondisti e i ricchi proprietari terrieri) furono represse con il piombo e nel sangue da quei garibaldini che avevano promesso loro terre, giustizia e libertà. Quello stesso piombo che, 34 anni dopo, nel 1894, il presidente del Consiglio Francesco Crispi ordinò di usare sui contadini siciliani che rivendicavano le terre, reprimendo nel sangue con centinaia di vittime innocenti l’epopea dei Fasci Siciliani. Appena giunto a Bronte il “liberatore” Bixio decretò lo stato d’assedio e la consegna delle armi imponendo una tassa di guerra, dichiarando il paese di Bronte colpevole di “lesa umanità” dando inizio a feroci rappresaglie senza concedere alcuna minima garanzia alla cittadinanza. Infatti, il 9 Agosto fu decretata la condanna a morte di cinque cittadini che niente avevano avuto a che fare con i tumulti, e che la mattina del giorno dopo, il 10 agosto, furono fucilati nella piazzetta della chiesa di San Vito. L’avvocato Nicolò Lombardo, vecchio liberale, Nunzio Spitaleri Nunno, Nunzio Samperi Spiridione, Nunzio Longhitano Longi, Nunzio Ciraldo Fraiunco, quest’ultimo lo scemo del paese che sopravvisse alla scarica di fucileria e fu finito con un colpo di pistola alla testa dall’ufficiale che aveva comandato il plotone d'esecuzione. I corpi delle vittime rimasero esposti ed insepolti per molto tempo. Inoltre presso la Corte di Assise di Catania furono comminate 37 condanne di cui 25 ergastoli a carico di altrettanti poveracci che avevano osato alzare la testa. Nino Bixio ribadì con assurda prosopopea: “Gli assassini e i ladri di Bronte sono stati puniti e a chi tenta altre vie crede di farsi giustizia da sé, guai agli istigatori e ai sovvertitori dell’ordine pubblico. Se non io, altri in mia vece rinnoverà le fucilazioni di Bronte se la legge lo vuole”. A questi personaggi, come Nino Bixio e Giuseppe Garibaldi, sono state intitolate in Sicilia una infinità di strade, piazze, scuole ed eretti monumenti. Ma la giustizia divina infine si abbattè su Gerolamo Bixio detto Nino, facendolo morire tra atroci dolori, sofferenze e tormenti, in preda alla febbre gialla e al colera, a bordo della sua nave, il 16 dicembre del 1873. L'eccidio di Bronte è appena accennato nei libri di storia delle nostre scuole asservite a una storiografia di comodo, intruppata e connivente.

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di Redazione (pubblicato il 12/08/2016 alle  15:00:50, nella sezione EVENTI,  549 letture)

cannuliDomenica 21 agosto presso l'anfiteatro di San Giovanni La Punta avrà luogo la prima edizione del concorso regionale di bellezza Miss Sicily 2016. L' evento è organizzato da Mirko Vecchio in collaborazione con il Comune di San Giovanni La Punta e prevede vari momenti di spettacolo, con l'esibizione sul palco della vincitrice di Amici 2015 Virginia Tomarchio e del comico Marco Mazzaglia. Madrina della manifestazione la finalista di Miss Italia Vanessa Cozza, eletta in quella occasione Miss Sicilia. Presentatrice della serata la bella e brava Elisabetta Cannuli (nella foto) che abbiamo avuto modo di apprezzare recentemente durante l'evento artistico "Sulla scia di Caravaggio", al palazzo del Governo di Siracusa. Presidente di Giuria, l'attore Jacopo Cavallaro che vanta importanti collaborazioni nel cinema italiano. Trenta le ragazze in gara per contendersi la fascia di Miss Sicily, provenienti da tutta la Sicilia. Leit motiv dell'evento sarà "NO alla violenza sulle donne", tema caro a Elisabetta Cannuli che a Siracusa ha fatto recitare alle sue modelle un atto unico riguardante questa delicata e attualissima problematica.

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di Redazione (pubblicato il 12/08/2016 alle  14:57:09, nella sezione CRONACA,  349 letture)

FED SRLa Federazione x Siracusa, in riferimento ad un recente articolo pubblicato sul quotidiano "La Sicilia" dal titolo “Siracusa, la cultura può attendere”, pone alcuni interrogativi all'Amministrazione Comunale: "Vorremmo capire meglio - chiedono i rappresentanti dei movimenti che aderiscono alla Federazione x Siracusa - le motivazioni dell'attuale rinuncia dell'Amministrazione Comunale di Siracusa a partecipare al bando di concorso nazionale “Capitale della Cultura 2018”. La mancata partecipazione è sicuramente una importante occasione mancata per la città di Siracusa visto che gli obiettivi fissati dal bando (Miglioramento offerta culturale - Sviluppo partecipazione pubblica - Incremento attrattiva turistica - Utilizzo nuove tecnologie - Promozione innovazione e imprenditorialità nei settori culturali e creativi - Sostenibilità dei risultati in ambito innovazione culturale) dovrebbero costituire il terreno su cui una buona amministrazione quotidianamente lavora per valorizzare e rendere maggiormente fruibili i beni culturali di una città riconosciuta fra le più ricche di fascino e storia. E allora una domanda si impone: dal momento dell’esclusione, nel 2013, cosa si è fatto per recuperare il terreno perduto sul fronte delle attività culturali e porre Siracusa in grado di competere con le offerte di altre città (tra le 21 selezionate) come Iglesias e Alghero in Sardegna, Altamura e Ostuni in Puglia o, in Sicilia, Piazza Armerina e i Comuni Ericini della provincia di Trapani? Dobbiamo continuare a pensare che “Coinvolgere in un unico progetto le realtà economiche e sociali del territorio”, in una ormai accettata concezione di Museo Diffuso, rimanga, per Siracusa, una irraggiungibile chimera?

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di Redazione (pubblicato il 11/08/2016 alle  14:14:01, nella sezione CRONACA,  346 letture)

marzamemiUn patto di collaborazione tra Amministrazione comunale e cittadini che si rafforza sempre più. In questi giorni è stato completato il murales in viale Paolo Calleri a Marzamemi, che da il benvenuto a chi accede nel borgo marinaro e serve, oltretutto, anche a mascherare la vecchia e fatiscente struttura che ospitava in passato la capitaneria di porto. "Un'idea - ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici e alle Attività produttive, Gianni Scala - che nasce dalla collaborazione tra i privati e l'amministrazione: nel giro di poche settimane siamo riusciti a rendere più gradevole il primo impatto dei visitatori di Marzamemi". Pochi i costi di realizzazione del murales (lungo quasi 15 metri ed alto 2,50 metri) realizzato gratuitamente dall'artista pachinese Denise Spicuglia: sono stati acquistati i pannelli dall'assessorato alle Attività Produttive e i colori e il materiale artistico sono stati messi a disposizione da Mariella Arangio, titolare di un esercizio commerciale nella frazione.

"Un altro tassello - ha detto il sindaco, Roberto Bruno - aggiunto al patto di cooperazione tra cittadini ed ente pubblico per la rigenerazione dei beni comuni e il decoro urbano già avviato col parco urbano: ritengo che questa sinergia debba essere ulteriormente sostenuta come è stato fatto anche in altre precedenti occasioni.

Nella foto da sinistra l'assessore Gianni Scala, Mariella Arangio, Denise Spicuglia e il presidente del consiglio, Turi Borgh.

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di Redazione (pubblicato il 11/08/2016 alle  14:00:21, nella sezione CRONACA,  349 letture)

foto1Sembra determinato il Comune di Siracusa nell'imboccare la strada della "tolleranza zero" sugli spazi pubblici abusivamente, in tutto o in parte, occupati dai tavolini e dagli ombrelloni degli esercizi di ristorazione nel centro storico di Ortigia. In questi giorni sono state comminate nove ordinanze di chiusura ad altrettante attività commerciali per il mancato rispetto del suolo pubblico. In testa alla crociata il neo assessore alle attività produttive, Gianluca Scrofani, subentrato nella rubrica dopo le dimissioni dell'assessore Gasbarro, che ha dichiarato: "Ortigia è mortificata dal dilagante fenomeno dell’abusivismo e dalla violazione delle più semplici regole comportamentali. Un atteggiamento culturale che deve virare di 180 gradi e che l’Amministrazione comunale combatterà con tutte le proprie forze”. A ciò si aggiunge il giro di vite sulla musica ad alto volume fino a tarda notte culminato nella chiusura del locale "Naka" di via Cavour e i controlli sulle alte emissioni sonore segnalate dai residenti di via dei Mergulensi.

A tal proposito registriamo un accorato commento di Paola Pisanelli, titolare del locale "Irma La Dolce": "Scopro che un numero non ben definito di residenti di Ortigia gira per strada chiedendo firme al fine di bloccare la musica tra questi vicoli. Per quale motivazione però, scusate io non ci arrivo. Per far chiudere i locali? Per far regredire un'isola che non riesce a spiccare il volo perché è piena, piena zeppa di zavorre? Voi raccogliete firme per bloccare la musica, noi raccoglieremo firme per poter lavorare, nel rispetto delle regole e questo lo metto al primo posto, ma credo che a voi questo non interessi molto, autorizzati o no la musica in Ortigia si deve bandire. E allora,bruciamo casse, strumenti musicali, radioline e amplificatori anzi no multiamo anche le casse cinesi da 8 euro purché non si senta musica per tutta l'isola. Bravi, bravi, bravi, bravi...noi le raccoglieremo quelle firme perché Ortigia non può morire, perché Ortigia è la nostra terra e ciascuno di noi commercianti, da via Roma a via Cavour a piazza Duomo a Piazza San Rocco alla Giudecca al Mercato e a alle zone centrali e non di quest'isola reca un contributo immenso a quella che voi definite la vostra casa".

ortigia foto2Anche Padre Rosario Lo Bello è intervenuto con queste belle e significative parole: "Io credo che Ortigia non appartiene ai ricchi, ai cocainomani, ai vitelloni e ai radical chic, a quanti hanno fatto della movida la loro ragione di esistere. Ma Ortigia appartiene anche e soprattutto al popolo. La politica attuale non può permettere che Ortigia si spopoli ancora di più; non può non assistere i ceti più bassi che la popolano, sperando solo che sgomberino; non può, con i divieti al traffico, chiudere ai normali ragazzi siracusani l'accesso all'isola, non trovando soluzioni da tutta la città per i mezzi di trasporto. Ovviamente tutto questo non sarà mai realizzato e Ortigia diventerà un free village a cielo aperto."

Di tutt'altro avviso l'avvocato Corrado Giuliano: "I Luna Park, i Live ed i decibel escludenti, non fanno parte del disegno di una città che vive che lavora che sa divertirsi ed offrirsi ad un uso includente....Siamo ad una delle grandi occasioni di sviluppo post industriale del nostro territorio, siamo forti di un brand, di una biodiversità che distingue il nostro centro storico, di spazi in cui le giovani generazioni riconoscono nelle sue mura, nelle sue piazze, nei suoi cortili, nelle sue strade non quinte di cartone senza nessuno dentro, ma una stratificazione di usi e costumi che nei secoli l'hanno attraversata, consegnandoli così come la godiamo, sino a noi tutti. Parcheggi sicuri, spazi dolci di convivenza dentro regole della cittadinanza, garanzie di sicurezza e di consuetudini a misura umana in cui le generazioni possano scambiarsi la ricchezza della loro energia vitale, condizioni tutte per una ritorno importante dei residenti di quelle fasce di popolazione meno garantita e di classe media che costituisce la normalità della nostra vita e delle nostre comunità, che non possiamo relegare in quartieri dormitorio, negli spazi violenti della città costruita dalla speculazione edilizia che genera esclusione e straniamento".

foto3Così Salvo Salerno: "Ci daranno sicuramente dei 'parrucconi', felice affabulazione renziana, che roviniamo tutto, che parliamo di astrattezze, di paesaggio, genius loci, assalto pecoreccio, consumo spregiudicato di siti storici, di perdita di valore..., che ci ostiniamo ad abitare semplicemente l'isola, che non comprendiamo le felici sorti del turismo da consumo, che trascuriamo il benessere da cartolina kitch, che ci ostiniamo a difendere il rispetto dei tramonti dietro gli Iblei...vizi da far perdere la cittadinanza ortigiana della 'modernità', ma ormai il dado è tratto, un'altra versione della storia sarà offerta alla cittadinanza".

Raimondo Raimondi, giornalista e critico d'arte, la pensa così: "Tante le eccelse menti che dedicano la loro attenzione alla viabilità e ai parcheggi nella città di Siracusa, ma i risultati paiono sempre assai modesti e gravati da problematiche che aumentano anziché diminuire, in attesa dei decantati provvedimenti che dovrebbero essere adottati per pedonalizzare sempre più il centro storico. Si vogliono buttare fuori da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti e dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera? Si vuole davvero questo? Il futuro a vocazione turistica deve pagare questi scotti? Si deve disumanizzare l'antico centro storico facendone un contenitore, un albergo galleggiante, invivibile d'estate perché strapieno di turisti e impossibile per il caro prezzi. E' questa la cultura imperante? E' vero, Ortigia Island dà a vario titolo lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma noi vorremmo un' Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

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di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:37:40, nella sezione CRONACA,  326 letture)

FRANCESCO ITALIAAria di bufera tutta interna al PD siracusano con il vicesindaco e assessore alle Politiche culturali Francesco Italia (nonchè componente della direzione del partito), che in una nota attacca il segretario provinciale Alessio Lo Giudice, reo a suo dire di assenteismo politico e di critica ingiustificata al suo lavoro nella rubrica assessoriale. Sostiene tra l'altro Italia: "Quando ci si interroga sulle politiche culturali in città, è lecito chiedersi dov’erano il segretario ed i suoi danti causa quando questa amministrazione sfilava in corteo per il primo gay pride della storia di Siracusa, ripetuto due anni dopo alla presenza della senatrice Cirinnà; dov’erano quando si riaprivano e restituivano alla fruizione spazi culturali chiusi da decenni inaugurando un sistema nuovo ed efficiente di gestione del patrimonio; quando parlavamo di mobilità sostenibile o di educazione alimentare; quando si parlava di Vittorini al monumento ai caduti; quando si realizzava la casa dei cittadini a Mazzarrona; quando ci si batteva per entrare nei tavoli delle AIA per affrontare seriamente il tema della qualità dell’aria; durante i workshop per Rebuilding the Future lungo la pista ciclabile; quando l’anno scorso si è parlato con i maggiori esperti internazionali di beni culturali all’Isisc; durante la settimana dedicata ad Archimede con le scuole; nelle giornate dei bambini al museo, alla Mazzarrona o alla Graziella con la biblioteca comunale; quando abbiamo inaugurato Officina Giovani; lanciando la street art nelle vie cittadine; durante il cinema in piazza Santa Lucia e gli altri eventi gratuiti in città; quando siamo entrati nelle scuole a parlare di violenza di genere, di sicurezza stradale, di legalità e sostenibilità; quando parlavamo di autismo e disabilità; durante le ultime due settimane in cui i maggiori esperti del design e della creatività italiana si riuniscono e tengono lezioni aperte all’antico mercato di Ortigia, tornato a risplendere, non per il pubblico dei soliti noti, ma per centinaia di giovani provenienti da tutta Italia e dalla nostra provincia che hanno invaso la nostra città per ripensarla, collaborare, esprimersi e partecipare."

Un lungo elenco di iniziative volute e patrocinate da Italia, magari a volte non ben pubblicizzate e rese note alla cittadinanza, ma, nei limiti delle possibilità economiche del suo assessorato e delle capacità tecniche e organizzative del suo staff, sicuramente di impatto efficace e spessore encomiabile.

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di Redazione (pubblicato il 10/08/2016 alle  20:34:55, nella sezione CRONACA,  368 letture)

manfiesto srE' comparso sui muri della città un manifesto a firma della "Federazione x Siracusa", insieme di movimenti civici rappresentati da Giancarlo Confalone, Michele Mangiafico, Concetto La Bianca, Franco Zappalà, Carmelo Fileti e Raimondo Raimondi, nel quale si esprime la propria opinione sulla questione dell'area dell'ex manicomio in contrada Pizzuta indicata come quella più idonea per allocarvi la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Recita il manifesto:

BASTA CON LE MENZOGNE ED IL TERGIVERSARE SULL’AREA DOVE COSTRUIRE IL NUOVO OSPEDALE PROVINCIALE DI SIRACUSA! L’UNICA AREA OSPEDALIERA (FS2) PREVISTA DA OLTRE UN DECENNIO E’ QUELLA INDICATA DAL PIANO REGOLATORE ALLA PIZZUTA CHE REALIZZA DI FATTO UN COMPRENSORIO NATURALE COSTITUITO DALL’EX MANICOMIO, DALL’EX TUBERCOLOSAIO, DA UN’AREA DI 46.000MQ GIA’ DI PROPRIETA’ DEL COMUNE E DESTINATA A SERVIZI, E DA UN AREA PRIVATA FS2 DI 109.000MQ, CHE SOMMANO OLTRE I 150.000MQ (SENZA ABBATTERE UN SOLO MANUFATTO DEL VECCHIO MANICOMIO CONSIDERANDO SOLO L’AREA LIBERA DELL’ EX ONP). L’ASP DI SIRACUSA HA DICHIARATO CHE OCCORRONO CIRCA 108.000 MQ, SE NE DEDUCE CHE UTILIZZANDO PARZIALMENTE L’AREA PRIVATA DICHIARATA FS2 SI REALIZZA UN RISPARMIO PER LE CASSE PUBBLICHE PLURIMILIONARIO.

IL “COMPRENSORIO”, SI SAPPIA, NON E’ SOTTOPOSTO A NESSUN PARTICOLARE VINCOLO UR¬BANISTICO, PAESAGGISTICO FATTA ECCEZIONE PER I MANUFATTI RELATIVI ALL’EX MANICOMIO PER EFFETTO DEL D.LGS 42/2004 – CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, PERALTRO DI NATURA GENERICA LA CUI IMPOSIZIONE RIENTRA NEI POTERI DISCREZIONALI DELLA LOCALE SOPRINTENDENZA. DAL PUNTO DI VISTA VIARIO IL “COMPRENSORIO”, UBICATO ALLA PIZZUTA, E’ ALLOCATO STRATEGICAMENTE A CINQUE MINUTI ESATTI DALL’USCITA NORD DI SIRACUSA DEL TRATTO DI AUTOSTRADA IN ESERCIZIO CATANIA GELA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DA FLORIDIA, SOLARINO E ZONA MONTANA.

IL DOTT. BURGARETTA, MANAGER DELL’ ASP DI SIRACUSA, SI FACCIA MENO STRUMENTALIZZARE DA CHI LO TIRA PER LA GIACCA SIA ESSO PALERMITANO O SIRACUSANO, E GARANTISCA LA NEUTRALITA’ TECNICA DELLA STRUTTURA CHE GUIDA. I SUOI INTERVENTI AD OROLOGERIA NON SERVONO, SONO DANNOSI E SVILISCONO LA CREDIBILITA’ DELL’ASP, ALTRIMENTI CI FACCIA LA CORTESIA DI TOGLIERE IL DISTURBO E SE NE TORNI NELLA BELLA RAGUSA, I SIRACUSANI SONO IN GRADO DI ESPRIMERE UN MANAGER ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.

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