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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 31/08/2015 alle  15:48:41, nella sezione EVENTI,  640 letture)

LOCANDINA EVENTOL'associazione "Per la città che vorrei" riparte con un programma di attività sempre più ambizioso. Il presidente Sergio Pillitteri, nel comunicato stampa, dichiara: "Siamo diventati un punto di riferimento per la città, il nostro patrimonio culturale è fatto dai tanti talenti siracusani. Ripartiamo l'11 settembre alle ore 19, presso la Chiesa dei Cavalieri di Malta in via Gargallo, nel centro storico siracusano di Ortigia, con un evento in programma veramente interessante: andrà in scena l’adattamento teatrale del fortunato romanzo di Luca Raimondi dal titolo “Tutto quell’amore disperso” (Edizioni Il Foglio), seconda parte (leggibile in modo autonomo) del dittico inaugurato nel 2013 da “Se avessi previsto tutto questo” che ha per protagonista il tragicomico personaggio del giovane universitario Carlo Piras, figlio unico alle prese con una difficoltosa formazione sentimentale nella seconda metà degli anni ’90.

"I prossimi mesi" aggiunge Sergio Pillitteri, "ci vedono impegnati con un programma pieno di eventi e progetti. Il nostro direttivo ha lavorato bene, è stato in grado di avviare una progettualità culturale utile alla città. Convegni, seminari, teatro, musica e approfondimenti sul nostro territorio saranno protagonisti nei mesi di settembre e ottobre, tutta dettagliatamente visualizzabile su www.perlacittachevorrei.it."

Lo spettacolo in programma l'11 Settembre è il primo allestimento scenico tratto da un’opera di Raimondi. L’adattamento e la regia sono opera di Silvana Scrofani, luci e suoni sono a cura di Pino Cultrera, per quanto riguarda il cast sarà il giovane Alessio Albi ad incarnare Carlo Piras, alter-ego dell’autore, mentre Ismenia Amari e Luana Iacono saranno le due ragazze a cui lui dedica le sue attenzioni e i suoi confusi sentimenti, la timida Sofia e la più disinvolta Natalie.

foto pillitteriCarlo Piras, attratto dalle maliziose provocazioni della seconda, finisce con il rompere precocemente il fidanzamento con Sofia, salvo pentirsene quando ormai forse è troppo tardi. Essendo uno studente di filosofia, non manca di porsi una serie di interrogativi esistenziali sospesi tra ragione e sentimento, producendosi però in umani, troppo umani, disperati e goffi tentativi di risollevare le sorti di quello che forse è un amore più grande e importante del previsto.

Il romanzo di Raimondi è aperto da una prefazione del popolare scrittore bolognese Gianluca Morozzi e ha ottenuto diverse recensioni lusinghiere, tra cui quella di Marina Bisogno sulla nota rivista letteraria “Satisfiction”, che così si è espressa: “Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?”.

Luca Raimondi, lo ricordiamo, è nato nel 1977 ad Augusta (Sr). Bilaureato, ha pubblicato con le Edizioni Dell’Ariete i romanzi “Cerniera lampo” (1996) e “Cuore del vuoto” (1998), con Aracne “Marenigma” (2009), con Melino Nerella il lungo racconto contenuto in “Amore, rabbia e verità” (2009) e quello più breve in “Le eccellenze del gusto” (2011). Nel 2013 ha pubblicato per le Edizioni Il Foglio “Se avessi previsto tutto questo. In cerca d’amore nella Catania di fine millennio”. È autore anche di alcuni saggi, tra cui “Nient’altro che un sogno. Pasolini e la Trilogia della vita” (Bastogi, 2005), “Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini” (Sampognaro & Pupi, 2006) e “Comunicare la cultura” (Bonanno, 2007). Regista, montatore e sceneggiatore, tra il 2002 e il 2008 ha diretto sei edizioni del festival Corto Siracusano, nel cui ambito ha pubblicato il volume “Fronte del corto. Scenari siciliani del film breve” (Sampognaro & Pupi, 2005).Nel 2015 gli è stato attribuito il “Premio Letterario Simone Tasca” per la Cultura.

Per chi fosse interessato ad assistere alla rappresentazione, è consigliabile la prenotazione al numero 338/8033361.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2015 alle  16:32:56, nella sezione ARTE,  513 letture)

claudio cavallaroIl MAR, Modulo A Residenza, è un progetto curato dall’artista Cristina LaRocca, ubicato in Ortigia, quartiere storico di Siracusa, e nato da un'idea di rigenerazione urbana di una vecchia abitazione ultrapopolare abbandonata fino al 2011. Lo spazio ricavato è destinato alle residenze artistiche e ad ospitare e supportare percorsi di ricerca e di sperimentazione nell'ambito delle pratiche delle Arti Contemporanee.

Il progetto Mar ha inaugurato nel 2012 con Present Revolutions (documents of an action) intervento di Zafos Xagoraris in occasione della VIII Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci. In questi giorni ospita una installazione dell’artista siracusano Claudio Cavallaro (nella foto), “Costellazione Ortigia”, che è un opera site-specific che prende spunto dalla mappa dei percorsi sotterranei ed ipogei di Ortigia, reinterpretati e trasformati in una costellazione, invertendo così la visione dello spazio: il sottosuolo diventa cielo. La visione dell’opera sarà duplice durante la giornata, di giorno sarà quasi impercettibile e per tre ore ogni notte sarà illuminata da luci di wood che caricando la pittura fosforescente la renderanno visibile anche a distanza.

E’ stato anche bandito dal MAR uno Special Project, la II edizione del concorso Artist in Residence: si tratta di una sezione del progetto Mar Modulo A Residenza dedicata all’arte pubblica. Ogni anno un artista viene invitato a realizzare un opera site specific da istallare all’ esterno del Mar. L’opera rimane visibile al pubblico per un anno. Il periodo di residenza inizia nel gennaio 2016.

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di Redazione (pubblicato il 28/08/2015 alle  16:28:34, nella sezione CRONACA,  613 letture)

marcello giordaniMarcello Giordani, il grande tenore augustano che ha tentato la scalata alla poltrona di primo cittadino di Augusta, cedendo infine alla stragrande maggioranza che ha sancito la vittoria della Di Pietro, continua comunque la sua attività per il rilancio della cittadina megarese soprattutto sul versante dell’arte e della cultura offrendo potenziali spettacoli di lirica che però abbisognano di adeguate location. E questo è quello che Giordani reclama dall’amministrazione in carica, chiedendo lumi sulla fruibilità o meno del Salone comunale per un evento particolare che non ha precedenti nella storia di Augusta, ma che potrebbe essere negato a norma di regolamento. Dal 25 al 29 novembre 2015 Augusta potrebbe diventare centro internazionale del V Concorso Internazionale Marcello Giordani che negli anni passati è stato itinerante in Italia (l'ultima edizione europea risale al settembre 2014 al Teatro Greco di Taormina), portando oltre 2000 partecipanti di tutto il mondo a spendere i loro denari nelle città che ospiterà l’evento.

“Vedo bene Augusta - ha dichiarato il tenore - soprattutto in questo momento storico/economico, come città ospitante ma mi preoccupa l'indifferenza, la cecità , la mancanza di lungimiranza e la capacità di comprendere tale evento. Il Salone comunale nasce, a suo tempo, per ospitare eventi culturali (letterari, musicali, etc.). L'idea "folle", quindi, di far arrivare oltre 150 giovani cantanti da tutto il mondo e far conoscere Augusta e il suo Comune - edificio storico - dovrebbe essere accolta con entusiasmo, anziché con riluttanza e pessimismo. Si discute se fare musica nel Salone comunale possa determinare un inquinamento acustico. Ne vogliamo parlare? Chiudiamo tutti i locali che fanno musica, proibiamo la circolazione delle macchine ... etc. etc. E poi, quale inquinamento acustico può causare la musica lirica? Quanti decibel può raggiungere la voce umana? Giordani conclude con una esortazione: “Signor Sindaco, faccia veramente BRILLARE LE STELLE su Augusta. Cominciamo da qui!”

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di Redazione (pubblicato il 27/08/2015 alle  17:18:06, nella sezione CRONACA,  562 letture)

pillitteri "L’amministrazione comunale deve farsi carico dei disagi dei cittadini che vivono nella zona compresa tra via Grammichele, via Riposto e via Giarre, dove da più di trent’anni si tiene giornalmente il mercato rionale". Il segretario del circolo del Pd Tiche Epipoli, Sergio Pillitteri, fa pervenire agli organi di stampa una nota in cui pone degli interrogativi ben precisi all'amministrazione comunale, con l'intento dichiarato di essere costruttivo.

"Quali sono le intenzioni programmatiche in merito alla rivoluzione dell'area in questione? Perché non si rendono efficienti i servizi indispensabili per consentire una fruizione ai cittadini dell'area mercatale? Ovvero servizi igienici, aree ristoro, servizio di sicurezza e controllo mediante l'ausilio di polizia municipale, oggi inesistente. Perché non si contribuisce a migliorare il lavoro quotidiano dei commercianti migliorando le condizioni tecniche e logistiche? Spero che vi siano immediate e concrete risposte alle questioni che pongo. Mi auguro anche che il mio partito sensibilizzi in tal senso un nuovo impulso su questo argomento."

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di Redazione (pubblicato il 27/08/2015 alle  15:49:18, nella sezione CRONACA,  635 letture)

portoIn fase avanzata ad Augusta i lavori per la realizzazione del porto turistico nel tratto di mare antistante le Grazie. Naturalmente non senza polemiche e diversità  di opinioni. Interessanti a tal proposito le osservazioni espresse da Giuseppe Vaccaro, che così analizza la disarmante condizione del territorio augustano:

1. il commercio muore... e al turista piace guardare le vetrine, scoprire i prodotti tipici dell'artigianato, della terra, della storia...

2. il mare è inquinato e la costa quasi inaccessibile... ai turisti (quelli che vengono in Sicilia) piacciono le zone balneari facilmente raggiungibili, ben identificate e accessibili e non quelle protette da segnali di divieto di balneazione o di pericolo per frane o smottamenti; piace avere a disposizione parcheggi, servizi igienici pubblici, servizi di assistenza ai bagnanti, visite guidate lungo la costa per scoprirne gli angoli più caratteristici e pure scogli puliti e cestini per l'immondizia, possibilmente svuotati più volte nell'arco della giornata...

3. I beni del nostro patrimonio storico sono chiusi o ridotti a ruderi o violentati da graffiti o abbandonati a se stessi... ai turisti piace avere qualcosa da visitare (avete presenti i musei?), eventi a cui partecipare, concerti, sagre, rappresentazioni teatrali...

4. Non credo che esistano siti web o uffici informativi che vendano il nostro paese come meta potenziale dei flussi di turisti in transito (il più delle volte per una sola notte e per la posizione centrale rispetto alle zone più a sud e a nord della costa est della Sicilia)... e la curiosità  dei turisti va solleticata con tutti gli strumenti possibili di marketing del territorio...

Potrei continuare ma vengo al dunque. Per far leva sul turismo, oltre ai servizi essenziali per il cittadino di cui tutti lamentiamo la mancanza (strade, servizi di trasporto pubblici, illuminazione, balneabilità  delle acque, ecc), le cose sono due: o si sfrutta una naturale vocazione del territorio che guidi spontaneamente gli investimenti nel turismo (non credo sia il caso di Augusta) o si pianifica accuratamente la realizzazione di tutti quegli interventi strategici (coordinati, integrati e finalizzati ad uno scopo) da mettere anche al servizio del turista e dei quali Augusta è palesemente carente. Stando così le cose, un altro porticciolo, anche se ben fatto, servirà  solo ad ormeggiare altre barchette, quelle con cui è di moda andare a fare il bagno a punta Izzo, agli archi vuoti, ai tre buchi o a punta tonnara (che in altre realtà, con un più spiccato senso civico della nostra, sarebbero fruibili per tutti anche via terra).

Sagge parole, in parte sconfortanti ma che fotografano una realtà. Replica un altro augustano Doc, Mimmo Di Franco, decisamente più ottimista: Mi chiedo perchè alcuni augustani, discutendo del porto turistico, parlano di cementificazione del mare mentre esaltano le località  adagiate sui porti turistici, pieno di barche, di persone, di movimento, di allegria. Abbiamo avuto il nostro periodo di splendore e di ricchezza con le industrie ma, negli anni 50, non c'era la cultura ambientalista e si usciva dal periodo bellico. Credo che sia il momento di riconvertire l'area da industriale a commerciale-turistica, bonificando la zona. La natura ci ha dato il sole, il porto,il golfo, le belle giornate per otto mesi l'anno, non facciamoci trovare impreparati. La realizzazione del depuratore darà  una grossa spinta in questa direzione!

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di Redazione (pubblicato il 27/08/2015 alle  15:46:49, nella sezione LIBRI,  462 letture)

astorinaIl 30 agosto presso il lido sottufficiali della Marina Militare di Augusta avrà luogo la presentazione del libro di Gino Astorina "Basta che non sudi". Astorina è un noto comico catanese, mattatore del Gatto Blu, storico locale di Catania, che ha fatto della sua inconfondibile ironia il suo marchio di fabbrica, il sigillo di garanzia con il quale ormai da decenni coinvolge un pubblico sempre crescente. Un pubblico che grazie a lui ha imparato a ridere di se stesso, tramutando le grottesche fattezze caratteriali del catanese verace, in comicità sagace ed irresistibile. E così, percorrendo il sentiero della naturale evoluzione artistica, dopo essersi cimentato in campo teatrale, pubblicitario e cinematografico, Gino Astorina ora si è inventato l’estro dello scrittore attraverso le pagine di un libro, il suo libro “Basta che non sudi”, raccolta ricca e variegata dei suoi più divertenti testi nati al Gatto Blu o nel corso dei suoi vari spettacoli e nelle performance radiofoniche e televisive. Sono brevi racconti che profumano d’infanzia, di vecchie abitudini genitoriali, che si perpetuano famiglia dopo famiglia, generazione dopo generazione, facendo diventare madri e figli macchiette farsesche che si rincorrono in un teatrino di botta e risposta, intriso di sicilianità ma tutto sommato di universale comprensione.

Ospiti della serata saranno il maestro M. Netti che presenterà ad inizio serata un pezzo siciliano “N’funnu n’funnu” scritto da un augustano, Fortunato Spucches, cui seguirà l’esibizione del magico violino di Giovanni Di Mauro, che ha appena ricevuto il “Premio alla Sicilianità” e miete successi ovunque. Prevista la diretta televisiva con le telecamere di Happy Tv. L’organizzazione della serata è dell’infaticabile Marco Bertoni.

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di Redazione (pubblicato il 25/08/2015 alle  15:27:00, nella sezione ARTE,  455 letture)

manifestoContinuano le performance di quell’infaticabile organizzatore e artista che è Giuseppe Apa, presidente dell’associazione catanese Artenostop. Dopo la mostra di pittura, scultura, fotografia, digital art, moda e body art “Artisticamente”, manifestazione multidisciplinare che si è svolta nel giugno scorso negli ampi spazi espositivi del Borghetto Europa di Catania, ora è la volta della rassegna a tema “Acqua” che si svolgerà al Museo del Castello di Mola (Castelmola) dal 5 settembre fino al 13 settembre 2015.

La partecipazione è riservata agli Artisti invitati o selezionati da una Commissione Artistica dopo aver esaminato la documentazione inviata. Opere di pittura, scultura, fotografia, installazioni e altre espressioni artistiche saranno presenti a questa rassegna che culminerà in una premiazione a giudizio insindacabile di una Commissione Artistica formata da Esperti e da Critici d’Arte i cui nominativi saranno resi noti alla conclusione della Rassegna.

giuseppe apa al centroLa Rassegna verrà pubblicizzata tramite giornali, emittenti tv, manifesti e siti web online. Durante la serata inaugurale si svolgeranno performance di body art affidate all’artista Eleonora Catania, che dipingerà come sempre sui corpi di alcune modelle e realizzerà installazioni viventi, interventi musicali e uno ShootingArt con la partecipazione delle bellezze di Modella TV, tra cui Greta Bertone, Miss Europa in Italia 2015, e ad altre giovani e bellissime modelle per raccontare l’arte che sposa la bellezza al femminile.

Ospite tra gli altri Raimondo Raimondi, critico d'arte e direttore di Dioramaonline. Saranno presenti all’inaugurazione noti artisti, personalità del mondo dell’arte e della cultura e appassionati d’arte provenienti da ogni parte della Sicilia per questo evento imperdibile che dà l’opportunità anche di visitare un luogo bellissimo e caratteristico come il piccolo comune di Castelmola arroccato sul monte che domina Taormina, da cui si può ammirare un paesaggio unico al mondo.

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di Redazione (pubblicato il 25/08/2015 alle  15:22:13, nella sezione EVENTI,  696 letture)

Un evento artistico eccezionale quello che si è svolto sabato e domenica scorse nei suggestivi ambienti dell'Antico Mercato di Ortigia, dove Marisa Leanza e Veronica Parisi, artiste e organizzatrici, hanno presentato al pubblico la manifestazione "Sul filo della creatività". Si è¨ trattato di mettere insieme pittori, fotografi, poeti, artigiani e creatori di moda in un unico contenitore che ha fornito momenti di grande spettacolo con musica, ballo e sfilate di moda. Bellissime modelle acconciate da Giorgio Iacono hanno indossato capi che sono stati ideati dai soci del Rifugio dell'Arte, vere e proprie creazioni ispirate ai colori e ai simboli della Sicilia. Ha sfilato anche, incantando tutti i presenti con la sua smagliante bellezza, la modella Greta Bertone, greta bertoneMiss Europa 2015 (a destra con il direttore di "Diorama"). Presente l'assessore e vicesindaco di Siracusa Francesco Italia e gli artisti dell'associazione che fa capo a Laura Alessi, anch'ella brillante artista e organizzatrice di eventi d'arte a carattere nazionale. Oltre alle opere della stessa Alessi erano in mostra i quadri di Barbara Aronne, Lisa Barbera, Sebastiano, Belfiore, Silvana Belfiore, Giuseppe Cascina, Mirella Ciccio, Vincenza Favaloro, Iessica Ferrera, Alessia Ferri, Angela Floridia, Rosario Greco, Ornella Gullotta, Denise Insolia, Marisa Leanza, Anthea Lillo, Adua Menozzi, Angelo Moncada, Cristina Flora Moncada, Carmen Monaco, Michele Muscia, Amedeo Nicotra, Armando Nigro, Deborah Nigro, Vincenzo Nitto, Ketty Nitto, Silvia Orecchia, Vincenzo Rossitto, Cinzia Sipala, Graziamaria Toscano, Donata Tropiano, Mascia Vasile e Anna Zappulla. Presentati anche i gioielli che fanno parte delle "Creazioni di Remigia", atelier laboratorio gestito da Remigia Abela.

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di Redazione (pubblicato il 24/08/2015 alle  10:57:47, nella sezione LIBRI,  564 letture)

plemmirioNuova presentazione siracusana del romanzo di Luca Raimondi “Tutto quell’amore disperso” (Edizioni Il Foglio) il 27 agosto alle ore 19, nell’ambito della manifestazione dedicata al “bookcrossing”, pratica di scambio e circuitazione gratuita di libri ormai piuttosto consueta. Le nuove tragicomiche gesta del protagonista Carlo Piras (al centro anche del precedente volume “Se avessi previsto tutto questo) saranno rievocate in un’ambientazione balneare, quella fornita dal Lido Varco 23 al Plemmirio. La manifestazione, ideata da Simona Russo, coinvolge anche altre località balneari aretusee (come il Lido Terrazza della Fanusa e il Mizzika Cafè), nonché le librerie Gabò, Biblios e Mascali. Ad introdurre il romanzo, la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli.

Il romanzo di Raimondi (che proprio quest’anno ha ottenuto il Premio Tasca per la Cultura 2015) è aperto da una prefazione del popolare scrittore bolognese Gianluca Morozzi e ha ottenuto diverse recensioni lusinghiere, tra cui quella di Marina Bisogno su “Satisfiction” che così si è espressa: “Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?”

I prossimi appuntamenti della rassegna vedranno coinvolti altri importanti scrittori locali, come Salvo Zappulla e Alberto Minnella, rispettivamente il 3 e il 4 settembre (clicca sulla locandina a fianco per ingrandire il programma completo).

 

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di Redazione (pubblicato il 22/08/2015 alle  21:21:48, nella sezione CRONACA,  655 letture)

agnone bagniL’Associazione Intercomunale Agnone Bagni ha rappresentato al sindaco penta stellato di Augusta Cettina Di Pietro la necessità di pulire la spiaggia, operazione eseguita negli anni passati dalla Provincia regionale e non più avvenuta recentemente. Il Movimento 5 Stelle di Augusta ha raccolto l’istanza ed ha annunciato di organizzare per martedì 25 agosto l'intervento di pulizia con i propri volontari stante la carenza di fondi del comune megarese, coadiuvando così il Comitato Intercomunale che a sua volta si è reso disponibile a noleggiare il mezzo adatto alla pulizia dell'arenile. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini che volessero concretamente dare esempio di rispetto e salvaguardia dell'ambiente. Hanno già dato adesione gli attivisti e i consiglieri comunali del M5S, che hanno messo a disposizione gazebo e tavoli per l'accoglienza, oltre ai materiali (sacchi, guanti e mascherine). L’encomiabile iniziativa ha suscitato da una parte consenso, dall’altro critiche per il carattere giudicato propagandistico dell’iniziativa.

Una voce critica è quella del consigliere comunale PD Giancarlo Triberio che in una nota sostiene: “Si viene a conoscenza, tramite social network, di un evento organizzato dai consiglieri 5 stelle di Augusta per il 25 agosto per una pulizia del litorale di Agnone Bagni. Un evento a cui sono invitati a partecipare tutti i consiglieri comunali e i cittadini a seguito di una richiesta dell' associazione intercomunale di Agnone Bagni. Si vuole ricordare che il Movimento 5 stelle governa Augusta e chi governa ha il dovere di dare risposte concrete ai cittadini e questa iniziativa, per giunta tardiva, sembra alquanto una operazione meramente di facciata per cercare di contenere un evidente disagio della zona. I cittadini di Agnone Bagni pagano profumatissime tasse comunali riguardanti i rifiuti urbani pertanto si aspettano da chi li amministra, come tutti i cittadini di Augusta, che l'amministrazione risponda alle esigenze con soluzioni programmate e coordinate e non certo con operazioni di risoluzione temporanee legate solo a qualche ora da dedicare ad una zona o ad un'altra del nostro territorio. Certo il comune di Augusta è in dissesto, voluto dall'amministrazione 5 stelle e votato dai suoi consiglieri, ma che questo scudo non venga utilizzato come una difesa a tutto campo e per ogni stagione da qui a venire per l'inefficienza di attuare soluzioni definitive per mancanza di fondi adeguati. Ripropongo la mia totale disponibilità a concertare un tavolo di lavoro tecnico per affrontare le questioni inerenti la situazione rifiuti delle nostre coste e trovare soluzioni definitive”.

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di Redazione (pubblicato il 22/08/2015 alle  21:18:23, nella sezione CRONACA,  433 letture)

foto expoPromuovere e fare conoscere la Sicilia attraverso i video e le immagini di chi la vive, l’ha vissuta o l’ha conosciuta anche durante una semplice vacanza, e vuole trasferire l’amore o le emozioni che questa Isola gli ha suscitato. Questa è l’iniziativa del Social Film dal titolo “Sicily in Expo”, che nasce dall’idea di promuovere e mettere in evidenza, in occasione di Expo 2015, l’offerta turistica attraverso la proiezione di un filmato che faccia risaltare e valorizzi le bellezze del territorio, del patrimonio storico, culturale e popolare insieme ai prodotti della terra e della tradizione culinaria siciliana, il tutto condito con la rappresentazione di momenti di vita quotidiana che vede la Sicilia e i siciliani protagonisti.

Il Video avrà la sceneggiatura del Social Film, risultante dalla raccolta e dalla selezione delle immagini che gli attori del territorio, siano essi semplici cittadini, Enti e associazioni, operatori economici, professionisti o amatori delle riprese video o fotografiche, potranno inviare con format e modalità predefinite, e che verranno montate per rappresentare in formato social (cioè in maniera spontanea e veloce) le varie sfaccettature della Sicilia. L’obiettivo che si prefigge il “Social Film” è quello di rappresentare la Sicilia in maniera semplice e naturale, suscitando curiosità e interesse per una vacanza in Sicilia, consentendo altresì anche alle più piccole realtà produttive, che difficilmente saranno presenti ad Expo, un momento di visibilità. Il contenuto del materiale inviato per partecipare a “Sicily in Expo”, sia esso video che foto, è a soggetto libero purché venga realizzato nell’ambito territoriale della Regione Sicilia. Ogni partecipante potrà inviare un video, con una durata massima di 60 secondi, o n. 5 foto.

Per la realizzazione del social film è nata una collaborazione, a titolo gratuito, con il musicista siciliano Mario Incudine che in questi giorni è in tour con il suo nuovo lavoro “ItaliaTalia”. La sensibilità di Mario Incudine, quale siciliano e amante della propria terra, lo ha portato a sposare l’iniziativa mettendo a disposizione le musiche sia per lo spot promozionale che per il Film.

Per partecipare (partecipazione aperta a tutti) ed essere protagonisti dell’iniziativa, basta collegarsi al sito http://www.siracusaturismo/sicilyinexpo e seguire le modalità riportate di registrazione e di invio del materiale, che dovrà pervenire entro il 7 settembre 2015. “Sicily in Expo” è un progetto di Siracusa Turismo, che è una società a partecipazione maggioritaria della Camera di Commercio di Siracusa, e si occupa di promozione turistica di valorizzazione del territorio sempre più in un ottica regionale. L’iniziativa è stata selezionata, senza attribuzione di alcun contributo economico, nell’ambito delle attività promozionali che l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia sta realizzando in occasione di Expo 2015 nell’utilizzo di Piazzetta Sicilia. Il Social Film “Sicily in Expo” verrà presentato e sarà protagonista a Milano in Expo 2015 e precisamente in Piazzetta Sicilia nei giorni del 19, 20 e 21 settembre.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/08/2015 alle  16:36:12, nella sezione LIBRI,  570 letture)

NELLE CASE DELLA GENTEMirko Tondi l’ho conosciuto da editore, nel senso che alcuni giorni fa mi ha proposto di pubblicare il suo nuovo romanzo. Molti editori che conosco non leggono neppure il testo che viene proposto, fanno contratti che prevedono un contributo e stop, altri rifiutano per principio, la narrativa non si vende, dicono. E allora andiamo avanti così, leggiamo Fabio Volo e Federico Moccia, tanto tanto Genovesi che avrebbe voglia di darsi al western ma non lo farà perché in Italia leggono solo le donne (parole sue) e quello del Bar Lume, che non mi ricordo neppure come si chiama, ma scrive gialli, ché in Italia tutti leggono gialli e allora scriviamoli. A me piace andare controtendenza. Ho letto qualche pagina del testo proposto, lo stile mi piaceva, sono andato a scorrere la biografia, ho visto che Mirko è toscano come me - fiorentino del 1977 - ha vinto diversi concorsi (valgono quel che valgono, ma tutti finiamo per farli), ha pubblicato racconti su riviste e antologie (idem come sopra), collabora con blog letterari, radio web, segue laboratori di scrittura, materia che mi sta a cuore, come ben sanno i venticinque lettori di Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura. Perlustrando la bibliografia di Mirko Tondi scopro che ha appena pubblicato Nelle case della gente, un romanzo che contraddice tutte le regole della scrittura creativa, quelle che insegna il buon Giulio Mozzi, autore di alcuni tra i racconti più inutili della letteratura italiana contemporanea. Protagonista del romanzo di Tondi è un aspirante scrittore che per gran parte del libro racconta i fatti suoi, seguendo la lezione di Cechov: Io so scrivere solo sui ricordi. Un protagonista che ripercorre tutte le sue difficoltà con la vita, il complesso rapporto con il padre e con il mondo circostanze regalandoci perle di vera letteratura, sgorgata dalle ferite dell’esistenza: “Tutto questo leggere e vedere film e documentarsi e ascoltare musica e comprare oggetti è aria anche quello, oggi lo sa, perché oggi è un giorno cattivo”. L’autore si descrive in maniera impietosa, ma è una descrizione universale di un se stesso visto come “una specie d’uomo che ha imparato a complicarsi l’esistenza trascinando un carico ingombrante di aspettative e ambizioni”. Firenze onnipresente nella storia come sfondo cittadino ben riprodotto: Porta Romana, Piazzale Michelangelo, le vie strette del centro, l’Arno che scorre pensieroso, la squadra di calcio viola. Una colonna sonora malinconica si confonde alle parole rimarcando i ricordi, contaminando la musica di Led Zeppelin, Queen, Venditti, Pooh, Lucio Dalla. Non manca la letteratura: Philip Roth, Paul Schrader (si dovrebbe scrivere su qualcosa che ci disturba), Proust, Joyce, il romanzo La strada con il bambino che stringe forte la mano del padre, Bolaño, Orwell, Bradbury, Thompson, De Lillo, Virginia Woolf… e tutti i libri disposti alla rinfusa nella biblioteca come nella confusa esistenza. Un libro sui libri, non solo un romanzo, un vero e proprio corso di scrittura corredato di preziose indicazioni di lettura. I libri visti come contenitori e produttori di ricordi, libri che segnano una vita, colpevoli di averla complicata, di aver accresciuto le velleità di chi sa di non aver ancora composto l’opera fondamentale, il libro sempre in procinto d’essere scritto. Eterne domande sul senso della vita, anche se forse ha ragione Vasco Rossi, ma questa frase è mia, mentre l’autore si chiede: “È davvero questo il senso della vita, mettere su famiglia, fare figli per passare il testimone della nostra esistenza a chi rimarrà dopo di noi?”. Immanente al testo il sogno della scrittura, che pervade la vita di chi scrive bene ma non così bene e sogna il romanzo che di sicuro un giorno o l’altro troverà il modo di scrivere. Leggere Nelle case della gente è stato come ripercorrere parte della mia vita e dei miei pensieri. Giulio Mozzi permettendo, credo che sia proprio questa la funzione della letteratura. Molti potranno immedesimarsi nella storia narrata da Mirko Tondi e capire qualcosa di più sul senso della vita, anche se questa vita - purtroppo - un senso vero non ce l’ha…

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di Redazione (pubblicato il 05/08/2015 alle  16:06:31, nella sezione LIBRI,  1559 letture)

MIGRAZIONIPubblicata una raccolta di poesie di Raimondo Raimondi dal titolo “Migrazioni” per i tipi di VERSUS edizioni d’arte contemporanea. Si tratta di una breve silloge di undici poesie ispirate dal drammatico tema dei migranti che attraversano il Mediterraneo verso l’Europa spesso rimettendoci la vita. Il volumetto ha in copertina un dipinto di Ramzi Harrabi artista tunisino da tempo trapiantato a Siracusa, musicista e mediatore culturale,che di recente ha esposto in Ortigia nella mostra “Uprooted”.

“Immigrazione: un esodo biblico – scrive l’autore in una sua prefazione ai versi - l’Africa intera vuole traghettare in Europa, inseguendo sogni di benessere e una vita migliore. O semplicemente una vita, visto che in certe parti del continente nero restare in questo mondo è un difficile traguardo, o si muore ammazzati o si muore affamati. E noi, popolo pingue e sovrappeso, abbiamo paura di questi poveretti, noi, una nazione di 60 milioni di abitanti, non riusciamo a organizzare un’accoglienza decente per questi rifugiati, anzi vorremmo i “respingimenti”, parola cruda e asettica per dire: ributtiamoli a mare. Noi, popolo cattolicissimo devoto a Papa Francesco, non li vorremmo nemmeno vedere per strada questi giovanissimi colorati e magri, con gli occhi spalancati verso un incerto futuro e la memoria dolente per i compagni annegati nel tragico viaggio della speranza su un barcone rattoppato. E pensare che un paio di secoli fa le navi negriere degli europei li andavano a caricare questi giovani abbronzati strappandoli con la forza ai loro villaggi, alle loro famiglie, alle loro donne, per trarli in catene a lavorare senza paga nelle piantagioni. Allora erano ricercati, forza lavoro a buon mercato, bestie da soma per arricchire gli speculatori inglesi, tedeschi, olandesi, spagnoli e americani. Ora questo esodo ci terrorizza, pensiamo che gli immigrati possano rubarci l’osso rosicato che è la nostra economia, ciechi non vediamo le opportunità di un mondo che cambia, un movimento epocale dei popoli, inarrestabile come le orde dei unni, che voler contrastare è vano, impossibile, tanto vale accettarlo e gestirlo al meglio, con buona pace di tutti. Tanto poi loro, i migranti, non ci vogliono nemmeno restare in questa Italia piena di livore e di rabbia, asservita a politici ladri, dove impera la corruzione e il malcostume. Loro, i migranti, - conclude Raimondi - vorrebbero andare altrove transitando verso un’Europa più mitica e ricca, alla ricerca di un lavoro e di una nuova patria”.

Raimondo Raimondi, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l'edizione di numerosi cataloghi d'arte. E' componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta e Direttore responsabile della testata “Dioramaonline”. Nel 2014 per le Edizioni Il Foglio di Piombino ha pubblicato il libro di narrativa dal titolo “L’undicesima” ed ha ricevuto il prestigioso Premio ConfCulture. Si noti che far poesia è cosa diversa dallo scrivere letteratura. Un romanzo ha bisogno, oltre che dell’intuizione di una trama, anche e soprattutto di un lavoro costante e continuo che, giorno dopo giorno consente di stendere un numero di pagine congruo alle esigenze dell’editoria. Scrivere una poesia è altra cosa. E’ un lampo, un’intuizione veloce, un’emozione dell’anima, che si concretizza in un componimento breve, in poche immagini originali, in alcune parole accuratamente scelte e soppesate, scritte per far emergere dalla psiche un proprio stato d’animo e comunicarlo agli altri, rendendo in tal modo universale ciò che è nato da un sentimento personalissimo ed intimo. Emblematici alcuni titoli delle poesie di Raimondo Raimondi: Corri ragazzo nero, Dove i piedi ti portano, Nel tuo villaggio desolato, Ciò che il mare donava, Dio, Allah o chiunque tu sia, Cambia il mondo, Dopo il soffio nudo delle dune, Sagoma aurea d’un isola incerta, Scendono dalla nave in lunga teoria, Arrivammo, Naufragammo all’alba. Nel suo verseggiare chiuso a tenaglia ogni immagine si stempera in una breve perifrasi e gode di una vibrata formulazione sintetica, elementi questi che fanno si che il suo metro si dinamizzi con elastica plasticità in una scansione ritmica antica e modernissima. E l’autore riesce a far provare a noi le sue stesse emozioni per i grandi temi della guerra, della morte, dell’immigrazione, insomma poesia la sua che è cronaca ma anche riflessione e compartecipazione verso un’umanità dolente in cerca di redenzione e salvezza.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/08/2015 alle  16:00:39, nella sezione LIBRI,  471 letture)

LONGANESI GIUBILEIFrancesco Giubilei è un giovane editore - scrittore che seguo sin da quando ha cominciato a muovere i primi passi in un ambiente complesso, ammirandolo per la tenacia sin qui dimostrata nel perseguire obiettivi e realizzare risultati. Non è il primo a scrivere una biografia su Longanesi (Leo Longanesi, Odaya editore, euro 18) - inimitabile quella di Indro Montanelli - ma è importante che sia un piccolo editore a raccontare un vero e proprio modello editoriale, descrivendo la vita di un uomo basata su scrittura e invenzione di media (pronunciatelo come una parola latina, per favore) giornalistici. Giubilei non è alla prima prova saggistico - narrativa, ma questa volta dimostra maturità stilistica e grande talento per la divulgazione storico - biografica, perché coinvolge il lettore nelle imprese quotidiane di Longanesi e lo fa sentire vicino come un fratello spirituale. Un intellettuale controcorrente e polemico, non abbastanza fascista con Mussolini al potere - anche se inventò il motto: Mussolini ha sempre ragione! -, per diventare nostalgico del regime in piena democrazia. Longanesi era alieno da compromessi, uomo poliedrico e brillante, inventore di aforismi dissacranti (Sono conservatore in un paese in cui non c'è niente da conservare, Soltanto sotto una dittatura riesco a credere nella democrazia...), ideatore di riviste (L'Italiano, Omnibus, Il Libraio, Il Borghese...), scopritore di talenti e di libri scomodi (Il deserto dei tartari di Dino Buzzati), autore di poche opere graffianti e sincere (In piedi e seduti, Parliamo dell'elefante, Un morto fra noi...). Il capolavoro di Leo Longanesi resta la gloriosa e omonima Casa Editrice che contende il mercato ai colossi del periodo storico con un'immortale collana di pocket. Longanesi anticipa pensatori come Pasolini e Bianciardi: "La televisione è basata sulla convinzione che esista moltissima gente che non ha nulla da fare e che è pronta a perdere il tempo a guardare gente che non è buona a fare nulla". Aveva proprio capito tutto. In tempi culturalmente bui come quelli che stiamo vivendo - tra isole dei famosi, amici e reality sulle montagne - un giovane editore come Francesco Giubilei - pure lui romagnolo! - fa bene a ricordare Longanesi, modello di vero intellettuale. Due parole sul prodotto editoriale, ben confezionato, un oggetto libro corredato di illustrazioni e ben impaginato. Unico difetto: il prezzo troppo alto per un libro popolare. Odoya è un ottimo editore che sa fare il proprio mestiere. Mica è così scontato, credetemi.

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