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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/01/2015 alle  21:10:02, nella sezione CRONACA,  601 letture)

calabroAugusta 2015. Sembra impossibile che ancora oggi, nell’indifferenza di tutti e soprattutto delle istituzioni locali e dei servizi sociali ed assistenziali, un uomo, neanche un vecchio barbone, ma un disoccupato di 41 anni, possa morire in una gelida notte di gennaio per “ipotermia”, termine scientifico per dire morto di freddo e di stenti. Eppure è successo e chissà se Barbara D’Urso ne parlerà nei suoi pomeriggi di ordinario orrore. Il cadavere dell’uomo giaceva all’interno della fatiscente ex piscina comunale di Augusta, una struttura sportiva abbandonata e lasciata al degrado, ricettacolo di topi e spazzatura, un vero immondezzaio all’entrata del paese che si incontra appena lasciato l’avveniristico cavalcavia che attraversa il mare di fronte al castello svevo. Stefano Calabrò (nella foto) questo il nome del senza fissa dimora, che, da tempo senza sostentamento, aveva trovato rifugio all’interno dei locali che prima erano adibiti a segreteria dell’impianto sportivo, un manovale disoccupato che per un certo tempo aveva vissuto nel capanno in legno per bird watching delle Saline Regina prospicienti il lungomare Granatello. Aveva qualche problema per il quale era in cura al Sert e aveva più volte lanciato attraverso i media accorate richieste di un aiuto concreto alle istituzioni per poter risollevare almeno in parte la sua esistenza. Senza una casa, senza un lavoro, senza riscontri da chicchessia, si era ridotto a vivere in un giaciglio di fortuna, un’ombra, un invisibile come ce ne sono tanti nelle grandi città, ma ad Augusta, paese in cui si sa tutto di tutti, paese generoso che ha accolto i minori migranti, ebbene qui il fatto fa maggiore impressione, simbolo dei tempi brutti che stiamo vivendo, nei quali la carità cristiana è sempre più un optional e l’indifferenza la fa da padrona, quando addirittura in certa gente non scantoni nella cattiveria senza ripensamenti. E infine segno anche di un vuoto amministrativo che, in un anno e mezzo di commissariamento, ha fatto si che Augusta abbia toccato il fondo in ogni settore; economico, culturale e sociale. Si attende ancora, i cittadini onesti la attendono, una rinascita civile che stenta ad arrivare.

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di Redazione (pubblicato il 27/01/2015 alle  17:27:28, nella sezione CRONACA,  546 letture)

ponteUno dei più conosciuti motori di ricerca di internet finalizzato al turismo, Skyscanner, ha stilato la lista dei 30 ponti più belli d'Italia.Tra essi, posizionato al ventottesimo posto per bellezza ed eleganza, anche il ponte Umbertino di Siracusa, che collega Ortigia alla terraferma. I Ponti d’Italia sono importanti testimonianze architettoniche, attraversano la storia, sono esempi del genio italico ed espressione della civiltà urbanistica di una antica nazione come la nostra. Il ponte di Siracusa prende il nome da Umberto I di Savoia, Re d’Italia al tempo in cui il ponte venne ricostruito, dopo le demolizioni delle parti spagnole, e rappresenta un prolungamento di corso Umberto I (“u rettifilu”, come veniva chiamato dal popolo). L'isola di Ortigia dai siracusani era chiamata “u scogghiu” e al tempo dei greci era unita alla terraferma mediante un terrapieno che consentiva il collegamento con gli antichi quartieri della Pentapoli. Il ponte Umbertino è il collegamento storico tra la vecchia Ortigia (da piazza Pancali) e i quartieri della città, insediamenti sorti intorno alla seconda metà dell'800. Il ponte è' interamente costruito in pietra sulla darsena e raccordato ad un "Rivellino", isoletta intermedia residuo della difesa a corona e dei famosi quattro canali a difesa della cittadella fortificata. Il ponte venne allargato e modificato in seguito all'abbattimento dei bastioni spagnoli avvenuti nel 1893,

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2015 alle  18:00:22, nella sezione CRONACA,  384 letture)

Prosegue l'interlocuzione del deputato regionale Giambattista Coltraro con i vertici della sanità pubblica per puntare l’attenzione sulla situazione del presidio ospedaliero di Augusta, anche e non solo in seguito alla recente chiusura delle sale operatorie. Nei giorni scorsi l’on. Coltraro aveva presentato un'interrogazione per chiedere maggiori chiarimenti, oltre che rassicurazioni su modi e tempi, circa il futuro dell'ospedale Muscatello di Augusta. “Ho chiesto e ottenuto un incontro con il direttore generale dell'Asp Salvatore Brugaletta e con il direttore sanitario dell'ospedale Alfio Spina – afferma l'on. Coltraro – nel corso del quale mi è stato garantito il massimo impegno per mantenere operativo l'ospedale di Augusta, come previsto già anche nel nuovo piano regionale. Il prossimo obiettivo è adesso l’individuazione di finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi di adeguamento della struttura oltre che, a stretto giro, l'attuazione di soluzioni transitorie che possano almeno garantire adeguata assistenza ai cittadini”. In conclusione l'on. Coltraro, che intende fornire le dovute rassicurazioni alla comunità megarese, precisa: “Confido negli impegni assunti a livello regionale per mantenere la struttura ospedaliera del Muscatello e nella precisa volontà che mi è stata manifestata anche dal direttore generale dell'Asp, ma ciò non toglie che, personalmente, non cesserò di monitorare la situazione e le sue evoluzioni, perché questa città veda realizzato al più presto l'annunciato polo oncologico provinciale”.

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2015 alle  17:56:30, nella sezione CRONACA,  408 letture)

cantieriA Pachino hanno effettuato le visite mediche i 45 lavoratori impiegati nel primo turno dei quattro cantieri di servizio finanziati dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, che ha destinato 213 mila euro per l’attivazione. Dopo le visite mediche, lunedì inizierà la formazione sulla sicurezza e il corso di addestramento al primo soccorso. Successivamente è prevista la fornitura dei dispositivi di protezione. Il primo cantiere costerà 29 mila 748 euro e riguarda lavori di lavanderia, stireria, pulizia degli ambienti e della cucina dei due asili nido comunali di via Catania e via Mazzini, di pulizia del Centro diurno e dell’ufficio Servizi sociali di via Nenni, il riordino e la sistemazione degli spazi esterni alle strutture destinate a verde. Saranno impiegati 10 lavoratori per 3 mesi. Il secondo cantiere, per un costo di 31 mila 475 euro, prevede il diserbo degli argini stradali, la rimozione del materiale ingombrante ed inerte, lo spazzamento straordinario del centro urbano e della frazione di Marzamemi, la sistemazione dei marciapiedi e delle strade. Anche in questo caso saranno impiegati 10 lavoratori per 3 mesi. Il terzo cantiere finanziato dalla Regione, per un costo di 31 mila 75 euro, prevede un intervento nel cimitero comunale: diserbo, pulizia e interventi di manutenzione delle stradelle, custodia anche in orari pomeridiani e festivi, sistemazione marciapiedi. Saranno impiegati per 3 mesi 10 lavoratori. I primi tre cantieri, verranno ripetuti per altri tre mesi coinvolgendo altri 30 lavoratori. Costerà 42 mila 974 euro il quarto cantiere di servizio, che prevede interventi nelle strutture scolastiche di proprietà comunale: il miglioramento delle condizioni e delle aree verdi interne alle scuole e la limitazione dei pericoli per studenti, insegnanti, personale e famiglie nelle fasi di ingresso ed uscita. I lavoratori impiegati nel quarto cantiere saranno 15 per 3 mesi. «Siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Carmelo Piccione - abbiamo scelto di mantenere gli stessi quattro cantieri, suddividendo i lavori in due turni, per dare la possibilità a 75 persone di potere lavorare alternandosi». I 75 lavoratori sono stati scelti nei mesi precedenti dalle liste prodotte dall’Ufficio servizi sociali e approvate dalla Regione. Il secondo periodo, in cui saranno impiegati altri 30 lavoratori, partirà a maggio. «I quattro cantieri – ha dichiarato il sindaco, Roberto Bruno – serviranno a migliorare alcuni servizi e a garantire, seppur per un periodo limitato, migliori condizioni economiche a 75 nuclei familiari indigenti. Ringrazio sia gli uffici comunali per il lavoro svolto e l’impegno profuso, sia l’assessore regionale, Bruno Caruso, per l’interesse e l’attenzione nei confronti del nostro territorio».

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 24/01/2015 alle  17:44:32, nella sezione EDITORIALI,  443 letture)

foto scarpetteL’ideologia nazista, mirando alla purezza della razza, generò il più grande eccidio della storia: l’olocausto. Ad essere deportati, rinchiusi nei campi di concentramento e barbaramente uccisi furono milioni di persone: ebrei, testimoni di Geova, prostitute, zingari, handicappati ed omosessuali; ovvero tutti coloro che venivano considerati “elementi inutili”, “inadatti alla vita”, “diversi” o che semplicemente minacciavano la “purezza “ della “razza ariana”. Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime dell'Olocausto. È stato così designato il 1º novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite durante la 42ª riunione plenaria. In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche. In Italia gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Nella foto: scarpette di bambini gassati nel campo di concentramento di Auschwitz

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2015 alle  15:53:09, nella sezione LIBRI,  1829 letture)

Raimondo Raimondi cita nella quarta di copertina de “L’intima essenza delle cose”, raccolta di scritti sull’arte recentemente edita per i tipi di Inforum Europa, una frase di Papa Giovanni Paolo II: “L'arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita”. Partendo da questa mirabile citazione l’autore di questo elegante libretto affronta i tanti aspetti dell’arte, nei vari capitoli dai titoli esplicativi: l’arte come alchimia, l’arte come catarsi, l’arte come energia, l’arte come mistero, l’arte come sogno, l’arte come valore. Secondo Raimondi “agire con la spontaneità creativa dell’artista, sentire con l’anima il flusso delle energie, ci porta assai vicini all’universale immutabile nei tempi: tutti gli altri, politici, filosofi, teologi, uomini di fede e di diritto, adottano comportamenti partigiani – sostiene l’autore - appartengono a un luogo e a una storia, non sono, né potranno mai essere, depositari della verità”. Raimondo Raimondi vive tra Augusta e Siracusa. Scrittore, giornalista e critico d’arte, ha pubblicato numerosi libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Componente del Comitato Direttivo del Museo Civico di Augusta, è direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline. Ultimi titoli pubblicati: Un filo di luna, Melino Nerella, 2010; Arte & Arte, Awa 2014; L’Undicesima, Il Foglio 2014; Sotto il ponte spagnolo, Awa 2014.

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di Redazione (pubblicato il 22/01/2015 alle  16:45:50, nella sezione CRONACA,  405 letture)

paes«Una stretta sinergia istituzionale dei comuni della zona sud del siracusano per puntare sull’energia sostenibile». A dichiararlo è stato il sindaco di Pachino Roberto Bruno, che ha partecipato all’incontro del Patto dei sindaci che si è svolto lunedì scorso al palazzo municipale di Avola per la stesura conclusiva del Paes, il Piano di azione per l’energia sostenibile. La presentazione del Patto dei Sindaci e delle Linee guida del Paes è stata svolta dall’ingegnere Davide Maimone e dal presidente della struttura di gestione, l’assessore all’Urbanistica del comune di Avola, l’ingegnere Sebina Caruso. «Un momento di confronto e scambio – ha dichiarato il sindaco Bruno - finalizzato ad attivare un percorso di confronto e consultazione con gli operatori locali portatori di interesse nei territori dei Comuni aderenti all’Ats (associazione temporanea di scopo), Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini. L’obiettivo è di procedere ad un confronto allargato ed alla raccolta di dati, suggerimenti. Per questo invitiamo tutti i cittadini, aziende, imprese, tecnici e professionisti, a partecipare attraverso la compilazione dei questionari anonimi messi a disposizione sul sito del Comune di Avola (comune Capofila dell'Ats) e relativi ai Comuni». Il Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città europee nella strategia del pacchetto “20-20-20” verso la sostenibilità energetica ed ambientale. L’iniziativa rappresenta attualmente il principale strumento europeo di politica energetica, che ha riunito sindaci di stati membri dell’Unione europea e di paesi terzi che si impegnano a sottoscrivere il Patto dei Sindaci per migliorare la qualità della vita dei cittadini, contribuendo agli obiettivi energetici e climatici comunitari. Mediante misure di efficienza energetica e investimenti in energie rinnovabili, i firmatari del Patto dei Sindaci si pongono l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 sul proprio territorio di almeno il 20% entro il 2020. «La sinergia tra gli enti pubblici – ha proseguito Roberto Bruno – consentirà di sviluppare soluzioni autonome basate sulla partecipazione dei cittadini e volte ad affrontare questo problema globale di estrema urgenza». Nella foto: da sinistra Davide Maimone, Sebina Caruso e Roberto Bruno

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/01/2015 alle  16:22:30, nella sezione ARTE,  664 letture)

buaL’opera pittorica di Salvatore Bua, artista di Acireale appassionato anche di fotografia, è basata prevalentemente su un impressionismo che va alla ricerca dell’anima dei soggetti ritratti sulla tela. La sua rappresentazione è luminosa e proviene dalle profondità della psiche, la sua radice non è, come può sembrare al primo impatto, la pittura desueta dell’ottocento, ma è una ricerca assai più sapiente ed elaborata nel campo della sintesi, in cui il dato pittorico viene filtrato attraverso l’interpretazione dell’artista e viene trasmesso attraverso sapienti pennellate, caratterizzate da guizzi e tocchi fuggevoli e nervosi. I colori si affiancano, si sovrappongono, si amalgamano e si stendono diventando filamenti di anime che cercano ancora se stesse, ritratti che cercano nuove dimensioni visive e descrittive, che seguono nervosi percorsi dell’immaginazione e inquiete memorie di personaggi maschili e femminili incontrati nella vita e memorizzati, interiorizzati e infine riproposti col filtro della creatività artistica che li trasfigura, facendoli diventare icone rappresentative di una tipologia universale. opera di buaSalvatore Bua si è affacciato al mondo dell'arte avendo molto da dire e da esprimere mediante l'antica disciplina della pittura figurativa ad olio su tela. Questa sua qualità di ispirazione e di realizzazione è una caratteristica del suo impegno interiore, espressione di un'anima inquieta che cerca di veicolare il suo messaggio alla società che la circonda, non avendo ancora deciso se affidarsi al linguaggio certamente più popolare ma anche più limitato della figura umana, soprattutto femminile, raffigurata con sapiente tecnica e delicato vigore cromatico, e del paesaggio, pur se interpretato con assoluta originalità, oppure affidarsi al turbinio delle emozioni, meno comunicative nei confronti del grosso pubblico, ma tanto più in grado, se sfrondate dai limiti della costruzione figurativa, di concretizzare emozioni, pensieri e substrati onirici e psicologici.

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di Redazione (pubblicato il 21/01/2015 alle  15:16:39, nella sezione CRONACA,  557 letture)

cameriniIl contrammiraglio Roberto Camerini (nella foto al centro durante una cerimonia del Kiwanis Club di Augusta), comandante di MariSicilia, lascia Augusta dopo due anni di permanenza essendo stato promosso al grado di ammiraglio di divisione, con decorrenza dal 29 gennaio 2015, data nella quale prenderà il comando della base navale di La Spezia. Gli subentra al comando di MariSicilia il Contrammiraglio Nicola De Felice. La cerimonia di avvicendamento avverrà giovedì 29 gennaio, alle 11, presso il Comando Marittimo Sicilia di Terravecchia; alla cerimonia saranno presenti autorità civili e militari regionali, rappresentanze delle associazioni combattentistiche e cittadine.

L’ammiraglio Roberto Camerini, ex comandante di sommergibili, dal 6 ottobre 2008 al 19 luglio 2010 è stato il Comandante delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera, con il grado di contrammiraglio. Dal 20 luglio 2010 al 6 gennaio 2013 è stato Capo dell’Ufficio Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina. Dal novembre 2010 al 6 gennaio 2013 è stato anche Capo dell’Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne dello Stato Maggiore della Marina. Era ad Augusta dal 16 gennaio 2013. In questi due anni di permanenza nella cittadina megarese si è contraddistinto per le capacità relazionali con il tessuto civile del paese presenziando quale gradito ospite a tante iniziative dei club services e delle associazioni locali, sempre affabile e cortese, assieme alla sua gentile signora. Ha inoltre coordinato le operazioni di Mare Nostrum, che tante vite umane di migranti ha salvato dai naufragi nel canale di Sicilia.

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2015 alle  17:55:43, nella sezione CRONACA,  434 letture)

Il deputato regionale Giambattista Coltraro (nella foto) ha riunito i numerosi aderenti al circolo locale di Augusta del Movimento “Sviluppo Autonomia Lavoro” (Sal), di cui è presidente, per discutere delle prossime amministrative per il Comune di Augusta, commissariato per presunte infiltrazioni mafiose e in attesa di una nuova amministrazione locale. All'ordine del giorno l’approfondimento delle principali problematiche di questo territorio, le sue potenzialità e i progetti per un suo rilancio, dopo un lungo periodo di stallo che, aggiunto a una generalizzata situazione di grave crisi economica e occupazionale, ha contribuito ulteriormente a peggiorare la situazione di questa realtà locale, precaria e insostenibile, da diversi punti di vista: economico, sociale, sanitario e ambientale. L’obiettivo alla base dell’incontro è stata l’individuazione di un programma politico per una nuova e responsabile gestione amministrativa del Comune di Augusta, frutto delle proposte concrete e condivise da un gruppo coeso. Sul tavolo sono stati discussi vari progetti e uno, in particolare, ha trovato entusiasmo tra i partecipanti, un nuovo servizio, inteso come un vero e proprio laboratorio di idee, denominato "Cambiamo insieme Augusta" e rivolto alla società civile, ai professionisti, ai cittadini in genere, che vogliono formulare proposte innovative e iniziative. In altre parole una fucina di idee dove ciascun componente della collettività possa fornire un contributo concreto per un rilancio e un proficuo sviluppo del territorio.

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di Redazione (pubblicato il 18/01/2015 alle  17:33:00, nella sezione CULTURA,  502 letture)

museoIn concomitanza con l'approvazione della legge regionale che consente di istituire i ticket d'ingresso negli Ecomusei, l'Ente Fauna Siciliana, Associazione Naturalistica di Ricerca e Conservazione, ha nominato il siracusano Marco Mastriani responsabile del settore Ecomusei a livello regionale. Con l'attuazione della norma approvata in aula l'8 gennaio 2015 si è realizzato un correttivo utile alle legge regionale che istituisce gli Ecomusei in Sicilia consentendo, in tutto il territorio regionale, di avviare un concreto percorso di tutela e valorizzazione di notevoli risorse, ambientali, culturali, etno-antropologiche e perfino eno-gastronomiche. Con l'approvazione della legge istitutiva, la regione Sicilia colma un ritardo di almeno venti anni e compie un passo avanti verso lo sviluppo e l'incremento dell'Ecoturismo in Sicilia, dove esistono grandi potenzialità in questo settore per valorizzare il territorio e creare un sistema di economia locale. Oggi gli Ecomusei possono essere delle strutture totalmente autonome e possono autofinanziarsi.

Anche ad Augusta, da diversi mesi, d'intesa con la Commissione Straordinaria del Comune, si lavora ad un'idea progettuale che intende dare al Museo Civico di Augusta, da oltre vent'anni dismesso, la capacità di riacquistare una propria identità, attraverso la lettura del territorio e delle sue peculiarità che, come tali, lo rendono unico. Da una idea di Simona Sirugo, attuale direttore del Museo Civico, e del comitato direttivo composto da Raimondo Raimondi, Carmelo Valastro, Fabio Gulino e Stefania Ramaci, è nato il progetto di un Ecomuseo della Città di Augusta. Con esso si è inteso definire un'esperienza museale concentrata principalmente su processi di riscoperta e rivalutazione della dimensione locale, delle componenti materiali come immateriali alla base dell’identità dei nostri luoghi, patrimonio diffuso e bene comune da salvaguardare e valorizzare. Tra i principali obiettivi dell’Ecomuseo della città di Augusta, dunque il territorio in quanto tessuto di relazioni vissute, passate e presenti, realtà sedimentata in specifici paesaggi, saperi, memorie, modi di vita, espressioni culturali e artistiche che costituiscono, di fatto, un patrimonio diffuso da godere e condividere in primo luogo fra gli stessi abitanti. L'organizzazione ecomuseale partirà da una fase di ricerca, conoscenza e trasmissione dei valori della nostra comunità, per suscitare in tutti la piena consapevolezza del bene comune. Questa fase propedeutica consentirà di definire, attraverso la realizzazione di Mappe di Comunità, percorsi tematici legati al Patrimonio Culturale e alle tradizioni del territorio, ascrivendo a questi due ambiti quell’articolato livello di beni materiali e immateriali che, intrecciandosi sul territorio, ne definiscono e caratterizzano l’identità. In un luogo nevralgico, già assegnato con delibera ma ancora da ristrutturare, sarà la sede dell'Ecomuseo, destinata ad indirizzare i visitatori verso le collezioni open air, ma anche punto di riferimento e polo di attrazione nel territorio per mostre temporanee, convegni, esposizioni, attività didattiche e quant’altro le scelte dell’ecomuseo abbiano identificato come importanti.

(nella foto: il comitato direttivo del Museo Civico di Augusta all’epoca del suo insediamento con l’allora commissario La Mattina)

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di Redazione (pubblicato il 18/01/2015 alle  17:23:45, nella sezione CRONACA,  443 letture)

“Bisogna facilitare l’accesso al credito e controllare i prodotti che arrivano in Italia. E’ questa la duplice strada da seguire per provare a salvare le aziende agricole della provincia”. Lo afferma il direttore della Coldiretti Siracusa, Pietro Greco (nella foto), il quale, riferendosi agli incontri tenuti dall'assessore regionale all'Agricoltura Nino Caleca sulle opportunità di sviluppo del nuovo Psr (piano di sviluppo rurale), continua: “Bene i tempi e i modi della programmazione, ma tutto ciò rischia di essere vanificato senza un sostegno vero alle aziende, ormai prive di fondi”. Il motivo è semplice: “La programmazione del Psr - spiega il direttore della Coldiretti Siracusa - può avere seguito solo se l’azienda partecipa al bando. Ma perché ciò avvenga è necessario che il produttore agricolo intervenga con una quota parte. E qui è il problema: oggi le aziende sono indebitate, chiuse in una morsa di mercato strano e concorrenziale, costrette a combattere un’iniqua battaglia contro merce di dubbia provenienza”. Pietro Greco precisa: “Più controlli della merce che entra in Italia contribuirebbero senz'altro a dare una boccata d’ossigeno alle aziende agricole che, per lavorare e impostare una programmazione seria, necessiterebbero inoltre di un sostegno delle banche, di un accesso al credito facilitato”. A tal proposito Greco ipotizza per esempio “un accordo regionale con le banche per un mutuo a lungo termine all’1% di interesse. Inoltre - conclude - è importante prevedere un programma di ristrutturazione crediti, dato che molte aziende sono incagliate con le banche”.

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2015 alle  14:22:21, nella sezione CRONACA,  707 letture)

massimo morattiSabato 17 gennaio alle ore 10.30 presso l'Hotel Palazzo Zuppello di Augusta si è svolta una manifestazione organizzata dal "Diario1984" di Pino Guastella durante la quale si è voluto rendere omaggio ad Angelo Moratti, raccontandone la sua storia a cura di Alessandro Galimberti, giornalista del Sole 24 ore e membro del direttivo UNCI, e raccontando quella di Angelo Moratti, presidente dell'Inter campione del mondo a cura di Antonello Capone, capo redattore del Corriere dello Sport. Una onorificenza è stata consegnata a Massimo Moratti, figlio di Angelo, alla presenza del direttore del Diario Pino Guastella e della giornalista Adelaide Pandolfo.

Angelo Moratti fu il primo imprenditore a realizzare un grande insediamento industriale in Sicilia. moratti 2Acquistò una vecchia raffineria in Texas, trasportò via oceano i vari impianti e fondò ad Augusta nel 1948 la Rasiom, un polo di raffinazione petrolifera al centro delle rotte nel Mediterraneo, snodo delle grandi petroliere, successivamente ceduta alla Esso. Negli stessi anni aprì una società per il trasporto petrolifero marittimo, realizzando ad Augusta la prima raffineria indipendente in Europa, dotata di navi proprie per il commercio dei prodotti. La scelta di ospitare ad Augusta questa manifestazione in memoria di Moratti, imprenditore illustre ma per gli augustani artefice di una industrializzazione selvaggia del territorio oggi devastato, inquinando lo splendido mare e negando per sempre la vocazione turistica di queste coste, ha suscitato un vespaio di polemiche. Il popolo della rete ha invaso i social network con proteste e messaggi incendiari. Una targa ad un figlio di Angelo Moratti? E per di più ad Augusta? Una provocazione! Chi ha avuto questa idea? Il direttore di un giornale, per giunta di Siracusa?

moratti 3“Un premio può essere dato - dice una nota pervenuta in redazione - solo a qualcuno che nel suo operato è stato solare, senza ombre. Purtroppo il signor Moratti il sole lo ha coperto con le nubi dei suoi stabilimenti. Augusta sta piangendo un gran numero di morti per cancro a causa dell’inquinamento ambientale ormai da molti anni. Dare un premio, anche se consiste in una semplice targa, al “primo inquinatore” di Augusta per taluni rappresenta un insulto”. La celebrazione della Messa ogni 28 del mese da parte di padre Prisutto, durante la quale vengono letti i nomi delle vittime del cancro ha certamente contribuito a rompere la cultura della sottomissione rassegnata all’industria. È vero che ad Augusta non tutti la pensano così, e che ancora, per la crisi e per la paura della perdita del posto di lavoro, si accettano determinate condizioni di lavoro, ma l’indignazione è forte e si espande. “A Moratti potete dare coppe, targhe e medaglie, ma non a nome mio o di Augusta o degli augustani” – ha sostenuto fieramente un cittadino. Alcuni manifestanti sono stati bloccati dai Carabinieri impedendo loro l’accesso alla sala per motivi di ordine pubblico, mentre una rappresentante del Movimento 5 Stelle è riuscita a scandire alcuni slogan al momento dell’arrivo della macchina di Moratti. Certo non è stata una brillante idea questa premiazione che ha suscitato rabbia e indignazione in certi ambienti di Augusta e ha toccato la sensibilità di chi ha visto morire per cancro i propri familiari a causa dell’inquinamento causato dalle raffinerie della zona industriale.

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2015 alle  14:04:09, nella sezione CRONACA,  476 letture)

Il deputato regionale Giambattista Coltraro ha rivolto un'interrogazione al Governo regionale sull'annosa questione dell’ospedale Muscatello di Augusta: "Servono chiarimenti – ha detto Coltraro - sugli interventi in atto nella struttura ospedaliera di Augusta. Li esigono i cittadini di Augusta, già ampiamente provati da un’estenuante lotta per mantenere questo presidio ospedaliero che rischiava di essere ingiustificatamente scippato a un territorio che, al contrario, ha la necessità di avere adeguati servizi, proprio per la sua pericolosa collocazione all'interno di un polo industriale". I fatti parlano chiaro: dopo la chiusura delle sale operatorie disposta lo scorso lunedì per lavori di adeguamento, come motivato dall’Asp, incompatibili con le attività chirurgiche, è salita la preoccupazione nella comunità e il timore di una chiusura definitiva, preludio della fine di questa struttura. E l’on. Coltraro continua: “Prendo atto di quanto comunicato dall'Asp circa l'intento di avviare lavori volti al miglioramento dei servizi per il territorio e mi auguro che si tratti di interventi finalizzati alla realizzazione, peraltro già formalizzata amministrativamente, di un Polo oncologico provinciale, per il quale personalmente ho avuto modo di discutere con l'assessore regionale alla sanità. Ma mi preme comprendere anche i tempi stimati e, soprattutto, chiedere una maggiore celerità in questo processo evolutivo del Muscatello, considerato che lungaggini burocratiche non vanno a braccetto con l’esigenza di tutelare la salute dei cittadini. A questo bisogna aggiungere il pesante fardello che questa comunità, già da anni, sopporta e che si è reso evidente anche nei numeri emersi dal Registro dei Tumori. Un motivo ulteriore per cui ho ritenuto doveroso quantomeno richiedere a supporto del cittadino un servizio integrativo. Mi riferisco a un trasporto gratuito al servizio delle fasce deboli della cittadinanza che, avendo la necessità in questo periodo, se non l'urgenza, di affrontare un intervento chirurgico, possibilmente anche di una lunga degenza, si trovano a dover fronteggiare ulteriori oneri di trasporto per se stessi o per i familiari che vogliono assisterli. Penso che sia un gesto dovuto – conclude l’on. Coltraro - in un periodo così difficile anche dal punto di vista economico”.

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di Redazione (pubblicato il 15/01/2015 alle  14:35:12, nella sezione CINEMA,  567 letture)

giorgioIl siracusano Giorgio Nanì La Terra e la catenota Mariarosa Grasso (nella foto), registi del cortometraggio "La Scelta", prodotto da Antonino Gibilisco e co-prodotto da Stefano Frassetto e Mario Matarazzo, sceneggiato da Luca Raimondi, sono stati ammessi al prestigioso concorso "David di Donatello". Sono oltre 400 i cortometraggi che si contenderanno l'unica statuetta dedicata al "Miglior cortometraggio". Un traguardo ambito da professionisti e non, del cinema italiano. Il corto è stato girato a Palazzolo Acreide ed è ambientato a Siracusa. Una produzione che ha visto coinvolte centinaia di persone. Protagonisti del corto sono Sebastiano Tinè e Alice Canzonieri, ma il corto annovera la presenza di Marta Lìmoli e Francesco Carbone. La storia è realmente accaduta. Ambientato nella Sicilia degli anni '50, un bambino viene iscritto al seminario per diventare prete. Così a 11 anni la madre lo accompagna a Siracusa, in piazza Duomo, presso l'Arcivescovado. Anni dopo, in piena adolescenza, conosce una ragazza. Nasce un’amicizia che imbocca presto la via dell’amore, sia pure platonico. Anche lei è devota a Cristo e vorrebbe farsi monaca, ma poi si scoprirà che è stata promessa dalla famiglia ad un giovane con rendita economica sicura. I due si frequentano, restando comunque fedeli alla loro scelta, la dedizione a Cristo e alla fine è lei stessa a consigliare lui di procedere per la strada del Sacerdozio. Il protagonista si troverà a riflettere sul percorso di vita che sta vivendo e affronterà una scelta. Il corto sostiene un tema di vita affrontato da tanti Seminaristi e cioè la “Scelta” tra due Ideali che possono essere vissuti fortemente ed intensamente con grande AMORE: IL SACERDOZIO e LA FAMIGLIA. Anche il Papa sta affrontando queste tematiche.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2015 alle  20:23:43, nella sezione ARTE,  662 letture)

gino bSi inaugurerà a Siracusa domenica 18 Gennaio 2015 alle ore 17 la Mostra antologica di Gino Cilio presso l’ ex Convento del Ritiro in Via Mirabella. La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio e prevede interventi degli artisti Saverio Bertrand, Salvo Bonnici, Germana Falco, Laleña Kurtz, Salvatore Mauro, Anna Milano Carè, Irene Penzin, Salvatore Puzzo, Aldo Taranto e Maria Rosa Tripodi. Gino B. Cilio è un artista che ha speso una vita per l’arte e l’arte stessa è stata motivo di vita, offre al pubblico stavolta una ricchissima e complessa mostra antologica in ben tre spazi espositivi: Galleria d’Arte Contemporanea, il Convento del Ritiro e la Galleria Quadrifoglio. A completamento della kermesse, come ogni buon maestro, Gino B. Cilio ha coinvolto un certo numero di artisti che parteciperanno con delle installazioni di Libri d’Artista in uno degli ambienti dell’ex Convento del Ritiro. Tutte le opere in mostra, sia che si tratti di Digital Art che di Scrittura Visuale o di Libri d’artista oppure di Conformazioni Tridimensionali vogliono “recuperare” il concetto di bellezza e poesia, categorie estetiche che l’arte contemporanea, soprattutto made in Usa, sembra aver dimenticato secondo la teoria per cui realtà ed arte coincidono. Ne conseguono le domande: “Allora, perché il pensiero che cerca di comprendere?” Oppure: “L’arte perché?”. Gino B. Cilio, che nella sua lunga carriera ha esposto in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, attraverso le opere dà a suo modo le proprie risposte sia dal punto di vista strettamente estetico ed artistico sia contenutistico. Ogni fenomeno (dal greco: phos, luce, e phaìnomai, appaio) dice se stesso e nello stesso tempo allude ad altro da sé, suggerisce cioè ulteriori significazioni, così le figurazioni dell’artista in questione in quanto fenomeno, nell’accezione di cui si diceva, stabiliscono una rosa di relazioni che si aprono a inedite allusioni sia come detto, e cioè come immagine in sé, sia come non detto. E sul non detto si gioca la partita con il riguardante, secondo un flusso di relazioni non rigide ma duttili, appunto perché diverso è il pensiero da fruitore a fruitore. E Gino B. Cilio attraverso la molteplicità e varietà delle immagini, degli stilemi e delle invenzioni ne dà ampia testimonianza con questa vasta mostra. Equilibri di forme e di colore, di segno e di ritmo del segno, di detto e non detto, di bellezza e poesia... inducono ogni astante a pensare che contro la violenza esiste ancora la bellezza.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2015 alle  20:17:00, nella sezione CRONACA,  306 letture)

racitiDopo il vertice catanese tra gli esponenti delle componenti del Pd siracusano e il segretario regionale Fausto Raciti (nella foto), il partito ha avviato una nuova fase di confronto interno che ha cominciato a produrre i suoi frutti con l’ingresso nella giunta Garozzo dell’assessore Coppa. «Grazie al nuovo clima nel PD siracusano si può e si deve recuperare il rapporto politico tra il partito e l’amministrazione. Attendiamo che si completi il percorso individuato dal segretario regionale, Fausto Raciti». A dichiararlo è stato il deputato regionale Bruno Marziano. «Prendo atto – ha detto - che dall’incontro svolto tra i rappresentanti delle varie componenti e Raciti sono emersi positivi segnali di apertura verso un percorso di ricomposizione del partito siracusano che, dal congresso ad oggi, ha vissuto una fase di tensione interna. Se questo percorso, così come sembrerebbe anche da quanto dichiarato dal sindaco, fosse ora confermato dagli ulteriori fatti, si potrebbe registrare una reale svolta positiva nei rapporti politici all’interno del PD ma, soprattutto, si potrebbe aprire una fase nuova tra lo stesso partito e l’amministrazione di Siracusa. Un’amministrazione che, a seguito delle scelte in contrapposizione col partito, si era trasformata in qualcosa di diverso dalla giunta di centrosinistra che avevamo votato. E a seguito del consolidamento di questo rapporto, il partito dovrà tornare ad essere il luogo del confronto politico sulle scelte amministrative, sia su quelle compiute dall’amministrazione in questo anno e mezzo, sia su quelle che dovranno compiersi. La gestione del servizio idrico, il nuovo appalto dei rifiuti solidi urbani e le politiche sociali: temi che torneranno ad essere discussi negli organismi interni di partito prima che sulla stampa. Mi auguro vivamente che possa essere ricostruito un proficuo rapporto tra gli organismi dirigenti del partito, il gruppo consiliare e l’amministrazione, in un meccanismo in cui i consiglieri diventino cerniera tra le scelte amministrative e gli indirizzi del gruppo dirigente del Pd. In questa ottica poco importa se ognuna delle componenti interne esprime presenze nell’amministrazione della città, più importante e rilevante è ritrovare le ragioni dello stare assieme e potere svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno assegnato quando Giancarlo Garozzo è diventato sindaco di Siracusa». Apprezzamento da parte del deputato regionale anche nei confronti del lavoro di mediazione svolto segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, con l’augurio che questa nuova fase che il segretario regionale ha voluto fortemente, avviata con un’apertura di dialogo interrotto bruscamente qualche mese fa, possa concludersi e portare agli obiettivi auspicati.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2015 alle  14:30:57, nella sezione EVENTI,  456 letture)

mina locandina eventoRiparte con la musica l'attività culturale del 2015 dell'associazione culturale "Per la città che vorrei". Venerdi 16 gennaio 2015 alle ore 19,30, presso l'Istituto Musicale Privitera in via Regina Margherita 19 è prevista una serata in compagnia di Alessandra Scorpo (voce solista), Pino Cultrera (tastierista) ed Ismenia Amari nelle vesti di presentatrice: in scena lo spettacolo musicale "Mina ... storia di un mito", un riproposizione dei brani più famosi dell'artista intercalati dalla narrazione della sua biografia e dalla videoproiezione di alcune foto e filmati della sua vita. "Stiamo lavorando alla predisposizione di un programma per il 2015 ricco di eventi" spiega il presidente Sergio Pillitteri. "Non solo eventi artistici, ma anche momenti d'approfondimento, convegni, conferenze, sui vari temi fondamentali per la città di Siracusa. Verranno affrontante tematiche utili e d'interesse per i cittadini. Esprimiamo grande soddisfazione, perché pur senza alcun contributo da parte di enti pubblici, ma con tanta passione, impegno e determinazione dei nostri soci e dell'intero direttivo abbiamo raggiunto ottimi risultati. Nei prossimi giorni presenteremo alla stampa il nuovo programma in cantiere."

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 14/01/2015 alle  14:18:26, nella sezione LIBRI,  510 letture)

sacha naspiniSacha Naspini torna a scrivere le storie che piacciono a noi, quelle ce l’hanno fatto conoscere e apprezzare, in piena sintonia con I cariolanti (Elliot, 2009) e Le nostre assenze (Elliot, 2012), ma anche con L’ingrato e I sassi (Il Foglio Letterario, 2009). Storie di vita quotidiana, romanzi di formazione, narrativa letteraria ai confini con il genere, come un regista sperimentale che racconta la realtà a base di inquietanti soggettive e poetici piani sequenza. Ciò che Dio unisce (Piano B Edizioni, pp. 176, euro 14) ricostruisce una vicenda matrimoniale - partendo dai rispettivi addii al celibato - da due diversi punti di vista, scanditi da capitoli alterni intitolati con il nome di lui (Michele) e di lei (Marta) che seguono il filo conduttore dei diversi pensieri. L’autore riesce a calarsi bene sia nella psicologia maschile che in quella femminile, non risultando invadente e non facendo trapelare il suo pensiero. Naspini racconta tramite i personaggi e scompare in loro, dote non comune nella narrativa ombelicale contemporanea pervasa da emuli - più o meno riusciti - di Proust.

La materia del romanzo è narrativa nera, alla Ammaniti dei tempi in cui scriveva storie dure e taglienti, stile Fango o Ti prendo e ti porto via, permeata da una psicologia di fondo che ricorda il Bergman di Scene da un matrimonio. Proprio come nel capolavoro cinematografico del maestro svedese, anche nel romanzo di Naspini le tensioni matrimoniali - dopo un lungo periodo di incubazione - giungono al culmine e a un certo punto esplodono. La gelosia di lui, i tradimenti di lei, il gruppo musicale e gli amici che imperversano, gli scherzi oltre ogni limite nella prima notte di nozze, tutto congiura verso un finale imprevedibile e sconvolgente. Naspini contamina noir e horror metropolitano, romanzo criminale e letteratura, cinema e cronaca nera. Trova una sua strada narrativa che lo distingue nel panorama contemporaneo, uno stile asciutto, freddo, senza fronzoli, efficace da un punto di vista comunicativo. Ottima l’ambientazione maremmana, in una Follonica notturna e decadente, teatro insolito di una cattiva storia di provincia. Non manca un pizzico di erotismo, come è presente la musica, vera passione dell’autore, che fa capolino con il gruppo inesistente dei Paturnia (in maremmano si dice: “Non ti fare tante paturnie!”, per convincere qualcuno a non porsi problemi inesistenti) e dal Quartiere Latino, locale follonichese che fa musica dal vivo. L’ultimo capitolo del romanzo è dedicato ai pensieri dell’amico di Michele, ai suoi ricordi, a ciò che ritiene possa accadere durante la prima notte di nozze, prima di partire per uno splendido viaggio intorno al mondo. Non sa quanto si sbaglia. Bravo Naspini che sei tornato all’ovile di quel che sai fare meglio. Altro che romanzi storici!

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2015 alle  17:34:31, nella sezione CINEMA,  477 letture)

francesco rosi con raimondo raimondiAlla veneranda età di 92 anni è scomparso uno dei nostri più grandi registi cinematografici, Francesco Rosi, nato a Napoli il 15 novembre 1922 e morto a Roma, dove si era trasferito diversi anni fa. Chi scrive ha avuto il grande privilegio di incontrarlo e intervistarlo a Taormina qualche anno or sono durante un’edizione del Taormina Film Festival. Rosi lavorò a fianco di Luchino Visconti per La terra trema (1948) e Senso (1953), con Aida Valli e, dopo aver sceneggiato Bellissima, del 1951, con Anna Magnani, e il successivo Processo alla città, del 1952, cominciò a diventare sempre più indipendente: dopo le pellicole melodrammatiche (Tormento, del 1950, con Amedeo Nazzari) arrivarono le collaborazioni a opere più importanti, come I vinti (1953), di Michelangelo Antonioni, e Proibito (1954), di Mario Monicelli. Nel 1956 fu coregista, insieme a Vittorio Gassman, di Kean - Genio e sregolatezza. Il 1958 segnò la sua completa emancipazione con il primo lungometraggio che porta la sua firma, La sfida, mentre l'anno successivo diresse Alberto Sordi nel film I magliari, nel quale raccontava la storia di un immigrato che, dalla Germania all'Italia, veniva a contatto con la camorra. Negli anni sessanta diede inizio al filone cinematografico d'inchiesta: Rosi si interessò all'evoluzione della società italiana, nel bene e soprattutto nel male. Puntò i riflettori sulla Sicilia nel suo capolavoro Salvatore Giuliano, del 1962, raccontando la vita del bandito e utilizzando una tecnica innovativa e molto efficace, fatta di flashback non in ordine cronologico. Arrivarono i primi grandi riconoscimenti, dopo gli applausi e la stima dei grandi registi della sua epoca: prima l'Orso d'Argento al Festival di Berlino e poi il Nastro d'Argento come miglior regista. Un anno dopo Rosi lavorò al suo secondo capolavoro Le mani sulla città con Rod Steiger, un'incursione più reale della realtà nell'Italia del boom economico e dei palazzinari, tornando a raccontare la sua Napoli, lo sfruttamento edilizio, la collusione tra malavita e Stato. Un colpo allo stomaco per il cinema italiano: il film per la sua tragica bellezza ottenne il Leone d'Oro al Festival di Venezia e due candidature ai Nastri d'Argento come miglior regista e miglior soggetto (scritto insieme a Raffaele La Capria). A quel punto Rosi entrò a pieno titolo tra i grandi autori italiani e la sua carriera culminò con un David di Donatello ricevuto nel 1965 come miglior regista.

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