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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 29/07/2013 alle  11:29:52, nella sezione CRONACA,  1010 letture)

pilastri del mercatoMimmo Di Franco segnala degli inconvenienti preoccupanti nella via X Ottobre e nella sottostante via Capitaneria. “Mi ero già occupato - ci dice il cittadino Di Franco - e preoccupato di questo potenziale pericolo circa 2 anni fa, ma mi fu risposto genericamente, dall’ultima amministrazione, che era una preoccupazione infondata. Dopo qualche anno, ritorno ancora a sollecitare il dislivello del tratto di via X Ottobre lato sud vicino all’angolo di via Alabo, dove si evince un abbassamento della strada di circa 25-30 cm, lato ovest in corrispondenza dei 3 pilastri semivuoti di calcestruzzo che si trovano nel sottostante mercato di via Capitaneria. A parte la pericolosità del manto stradale sconnesso, molto pericoloso per i motorini e per le auto che, in alcuni casi, strisciano la parte sottostante della vettura con l’asfalto, quello che non fa dormire sogni tranquilli è lo scivolamento impercettibile della strada nel sottostante mercato. via X ottobreNon siamo ai livelli di massimo allarmismo, ma sicuramente un’indagine approfondita della staticità della strada andrebbe fatta anche perché quando succedono certe cose non si è avvertiti da nessuno ma accadono all’improvviso. In questo tratto vi sono delle case sulla strada e di sotto la zona è adibita giornalmente al mercato rionale. Si chiede agli uffici competenti, considerato che le piogge ogni anno, infiltrandosi, creano un vuoto nel terreno sottostante, di fare un sopralluogo della zona tranquillizzando i residenti della via sopra menzionata”.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 29/07/2013 alle  11:06:22, nella sezione LIBRI,  873 letture)

foto cavallaro basilePresentato ieri ad Augusta, presso il ristorante “A Massaria”, la nuova raccolta di racconti dell’avvocato-scrittore di Acireale Salvo Cavallaro (a sinistra nella foto a fianco), edita dalle Edizioni Carthago. Il libro, degnamente introdotto dal professore e poeta Carmelo Giummo e dalla direttrice editoriale di Carthago Susanna Basile (nella foto, a destra), propone quattro racconti. Il primo dà il titolo alla raccolta, “Date da mangiare ai pesci”, ed è il più lungo e spassoso, un “diario di bordo” di un viaggio negli Stati Uniti in cui un anonimo alter-ego dell’autore si riappropria delle proprie radici, del piacere di essere siciliano e vivere in Sicilia, nel momento in cui mette un oceano tra sé e la propria terra.  I pesci rimasti nella propria casa siciliana di cui non bisogna mai dimenticarsi. Gli affetti, i ricordi, i sentimenti, l’Etna e le granite, un bagaglio a mano da non perdere sotto le luci di Las Vegas o le esperienze mistiche messicane. I pesci però non sono statici, nuotano, migrano, esplorano. I pesci sono anche i ragazzi protagonisti del racconto, ragazzi che hanno un disperato bisogno di nuovi stimoli, nuovi sogni, nuovi amori, che soltanto attraverso il viaggiare è possibile trovare, laddove la realtà da cui provengono si dimostra non degna delle loro aspettative e non sazia del tutto le loro legittime aspirazioni. copertina del libroSalvo scoprire che neanche l’America è il santuario dove celebrare il culto della felicità e che anche lì si può sempre imbattersi in un Nico, personaggio-chiave del racconto, che pur avendo abbandonato la Sicilia per New York non è felice, lavora troppo, non apprezza niente perché lontano da quelle persone con cui avrebbe voluto condividere la propria vita. Si ripropone quindi il dramma – apparentemente senza fine – di una gioventù siciliana combattuta tra l’amore per la propria terra, l’impossibilità ormai quasi oggettiva di realizzarvi i propri sogni o anche soltanto di costruirvi una degna sopravvivenza, la necessità di emigrare e la difficoltà di vivere in modo pienamente soddisfacente in una nuova realtà che comunque rimarrà a lungo estranea, diversa, solitaria.

Questo primo segmento del libro si segnala per uno stile immediato e spontaneo. Più artefatti e letterariamente ambiziosi i successivi. Se il secondo racconto torna sul tema del viaggio in una chiave fantascientifica, operazione sempre coraggiosa per gli autori italiani (generalmente poco inclini a tale genere), il terzo racconta con toni grotteschi e pirandelliani una personalità che va in pezzi a causa dell’insegnamento del famoso Metodo concepito da Stanislavskij. Il quarto racconto si apre con una citazione di Kapuscinski che riassume un po’ il tema principale del libro, la visione della vita come viaggio di conoscenza degli altri ma prima ancora del proprio sé: “Un viaggio non inizia quando si esce né finisce quando si fa ritorno. In realtà inizia molto prima e mai finisce per davvero”. Il viaggio che propone questo racconto è infatti un viaggio interiore, relazionale e familiare, tra le quinte di quel grande teatro che è la vita: siamo ancora una volta dalla parti di Pirandello, autore significativo per Cavallaro non in quanto siciliano come lui, ma in quanto espressione letterariamente più alta – e non ancora superata - dei drammi e dei dubbi dell’uomo contemporaneo.

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di Redazione (pubblicato il 27/07/2013 alle  17:44:02, nella sezione EVENTI,  900 letture)
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di Redazione (pubblicato il 27/07/2013 alle  17:37:30, nella sezione CRONACA,  745 letture)
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di Redazione (pubblicato il 25/07/2013 alle  09:43:48, nella sezione CINEMA,  701 letture)
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di Redazione (pubblicato il 23/07/2013 alle  20:15:31, nella sezione CINEMA,  710 letture)
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di Mimmo Di Franco (pubblicato il 23/07/2013 alle  13:57:08, nella sezione CRONACA,  858 letture)
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di Michela Italia (pubblicato il 22/07/2013 alle  11:51:51, nella sezione EVENTI,  781 letture)
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di Redazione (pubblicato il 19/07/2013 alle  21:49:54, nella sezione CRONACA,  684 letture)
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di Redazione (pubblicato il 15/07/2013 alle  19:58:46, nella sezione CRONACA,  748 letture)
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di Redazione (pubblicato il 12/07/2013 alle  21:26:54, nella sezione CRONACA,  690 letture)

muosIl Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, con l’ordinanza 470/2013, ha rigettato le richieste di sospensiva presentate dal Ministero della difesa contro la Regione Siciliana, che aveva bloccato i lavori per la realizzazione del sistema di comunicazione satellitare della marina militare statunitense, noto con la sigla MUOS (Mobile user objective system), nella cittadina di Niscemi (Caltanissetta). Lo annuncia con soddisfazione lo Studio legale Giuliano incaricato, insieme agli avvocati di Legambiente, di rappresentare e difendere in giudizio il Comitato regionale siciliano dell’associazione ambientalista intervenuta ad opponendum nel ricorso contro il Ministero della difesa. Il TAR ha affermato la priorità e l’assoluta prevalenza del principio di precauzione e della tutela del diritto alla salute dei cittadini di Niscemi, “non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia giunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”. Secondo il Tribunale esistono, inoltre, seri dubbi sull’incidenza e pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo nella Sicilia orientale. “L’ordinanza del TAR, ha commentato l’avv. Corrado Giuliano, titolare dello Studio legale Giuliano, ha confermato il blocco dei lavori per la realizzazione del MUOS in corso a Niscemi e riaffermato, ancora un volta, il diritto alla tutela della salute dei cittadini siciliani. Ora, continua l’avv. Giuliano, spetta al Governo regionale e a quello nazionale, trovare una soluzione politica definitiva ad un problema la cui gestione si presenta sempre più complessa”. Il gruppo di legali che ha rappresentato in giudizio Legambiente è composto dagli avvocati Corrado V. Giuliano, Marilena Del Vecchio e dalla dott.ssa Donatella Crucitti dello Studio Legale Giuliano; dagli avvocati Nicola Giudice, Daniela Ciancimino, Antonella Bonanno, del Centro di Azione Giuridica Legambiente Sicilia.

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di Redazione (pubblicato il 12/07/2013 alle  21:01:39, nella sezione CINEMA,  671 letture)

Il tema dominante è quello della transizione, il passaggio da una condizione all’altra, un tema attuale, e non solo in Italia, ma ancor più nel nostro Paese dove il dibattito sullo “ius soli” (la cittadinanza come conseguenza dell’esser nati in un posto) rimarca come il passaggio da una frontiera – che può essere civile, morale, sociale e politica all’altra - è all’ordine del giorno. Ecco la filosofia che sottende i lungometraggi del XIII Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che saranno proiettati nella suggestiva piazza Regina Margherita del borgo marinaro siciliano dal 23 al 28 luglio.

«Partiamo con “Salvo” e chiudiamo con “Carlo!” – annuncia il direttore artistico, il regista Nello Correale -, due nomi di battesimo che in realtà richiamano due aspetti del cinema che hanno difficoltà a incontrare il loro pubblico». “Salvo” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, proiettato in apertura il 23 luglio, è un film “importante” che viene da un festival importante qual è Cannes dove ha vinto il Grand Prix a La semaine de la critique e il Prix Révélation; “Carlo!” di Fabio Ferzetti e Gianfranco Giagni, omaggio ad uno dei protagonisti del cinema italiano, Carlo Verdone, verrà proiettato in chiusura il 28 luglio: «Questi nomi che danno inizio e fine al nostro programma testimoniano l’importanza e la significanza del nostro festival, che dà voce a un cinema indipendente, attento a particolari temi, che parla allo stesso tempo nuovi linguaggi, nuove forme cinematografiche». Sei i film in concorso, caratteristica del festival dalla prima edizione del 2000. «Siamo gli unici in Sicilia a fare un festival di lungometraggi in concorso» aggiunge il regista.

La transizione dicevamo, questo il leit motiv della XXII edizione del Festival del cinema di Frontiera. «La tematica della transizione, passare da uno stato all’altro, lo trovo come un tema molto ma molto attuale. “Salvo” di Grassadonia e Piazza lo incarna il tema della transizione: Salvo è un uomo nato per fare le peggiori cattiverie ma che ha in se i germi di un’altra identità che lo porteranno alla sua salvezza. La transizione che è presente anche nel film “Il figlio dell’altra” di Lorraine Levy, storia di due ragazzi, uno israeliano e uno palestinese, che si accorgono di essere stati scambiati alla nascita, costringendo ognuno a interrogarsi sulle rispettive identità e convinzioni. E la transizione da un approccio sociale ad un’altro sta alla base del film serbo “The parade – La sfilata”, sul tema dei diritti civili e dell’omofobia in un contesto difficile come è quello ultranazionalista serbo per una manifestazione come il gay pride di Belgrado».

“Il caso Kerenes”, Orso d’oro a Berlino, traccia una mappa emotiva, non solo sociale, della nuova Romania: «Calin Netzer, il regista, getta uno sguardo all’interno della borghesia, con un tema universale, il rapporto “eccessivo” fra una madre un figlio».

“Infanzia clandestina” parla di un tema molto forte come quello degli anni della dittatura militare in Argentina visti con gli occhi disincantati di un ragazzo, preda delle sue prima pulsioni sentimentali: «Gli anni tragici per l’Argentina raccontati con un tono quasi da commedia. Il sud America, subcontinente molto presente in questo festival, sta producendo cose molto interessanti».

 Ancora una chiave di lettura nuova del Sud America e dei suoi recenti orrori storici nel film cileno “No, i giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larrain: «Anche qui c’è il tema del ribaltamento narrato attraverso una campagna pubblicitaria contro il regime da parte di un uomo che viene dalla borghesia compromessa con il regime militare ma che ha avuto il padre trucidato dal dittatore».

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di Redazione (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:53:14, nella sezione EVENTI,  753 letture)
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di Gordiano Lupi (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:40:50, nella sezione LIBRI,  707 letture)
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di Redazione (pubblicato il 10/07/2013 alle  11:35:19, nella sezione CRONACA,  802 letture)

A dieci giorni dalla pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia (sentenza n. 605/2013) sulla vicenda Open Land, gli avvocati Corrado Giuliano, Giovanni Sallicano, Marilena Del Vecchio e Paolo Tuttoilmondo, del collegio difensivo delle associazioni Legambiente Sicilia e Grilli Artusei, e del Centro studi Davide contro Golia, informano che è stato costituito un gruppo di lavoro composto da esperti in diritto urbanistico e ambientale per la definizione della strategia processuale conseguente alle conclusioni dei giudici amministrativi. Occorre ricordare che il CGA ha condannato il Comune di Siracusa a pagare i danni, che dovranno essere quantificati, alla società Open Land in seguito al diniego della concessione che ha ritenuto illegittimo nella forma, ma ha anche negato nella sostanza, ciò che più conta, la legittimità della concessione edilizia rilasciata successivamente dallo stesso Comune per la realizzazione del centro commerciale. In particolare, i giudici hanno sottolineato la difformità dell'opera con il Piano Regolatore Generale che nell’area in questione prevede la destinazione fieristica, non quella commerciale. Su quest’ultimo aspetto e sulla possibilità di contrastare il progetto di costruzione del centro commerciale della società Open Land si concentrerà, in particolare, l’approfondimento del gruppo di esperti. Visto il grande interesse e sostegno della società civile alle motivazioni rappresentate in giudizio dalle associazioni ambientaliste, le nuove argomentazioni del collegio difensivo saranno rese note durante un incontro pubblico che si terrà in tempi brevi.

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di Redazione (pubblicato il 09/07/2013 alle  21:07:50, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  781 letture)

di francoSi continua a discutere di episodi di inciviltà – sostiene Mimmo Di Franco in una sua nota - che coinvolgono i portatori di handicap, i quali vedono trasgredire quanto la legge sancisce per favorire la loro già difficile vita quotidiana. “Ad Augusta, posteggiare le auto davanti agli scivoli per disabili è una cosa normalissima, sono talmente tanti i “distratti” oltre a quelli incivili. Ci vorrebbe una campagna stampa per scoraggiare gli automobilisti a posteggiare davanti agli scivoli, con la speranza di scuotere la coscienza di coloro che imperterriti bloccano il passaggio di disabili, mamme con bebè in carrozzina e anziane con il carrello della spesa. Ci vorrebbe pure maggior controllo da parte delle autorità, non solo elevando le multe ai trasgressori, ma utilizzando il carro attrezzi per liberare lo scivolo. Inoltre, si ricorda che i pass vanno rilasciati alle persone con ridottissima deambulazione e non a chiunque abbia fatto richiesta d’invalidità. Si è fatto un censimento attuale dei pass e degli stalli personalizzati? Il problema è molto sentito in città”.

E’ questo un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita, malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di quasi 15 anni dalla sua emanazione ancora non è del tutto operativa. Tutto ciò è ampiamente documentato dallo stato di fatto esistente ad Augusta, dove peraltro, accanto alle barriere ancora esistenti, esistono anche strutture che invece hanno saputo adeguarsi alle normative vigenti. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento di tanti edifici pubblici, negli uffici comunali, nelle scuole e altrove è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. Coloro che danneggiano i disabili sono soprattutto i parenti degli stessi, perché abusano del pass e lo usano più come un privilegio di famiglia che un’agevolazione del parente disabile. In questi giorni si stanno aggiungendo altri stalli senza eliminare quelli scaduti o quelli personalizzati i cui titolari sono deceduti.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 06/07/2013 alle  18:04:54, nella sezione LIBRI,  694 letture)

bonannoConosco Mario Bonanno, musicologo catanese del 1964, grazie alla Casa Editrice Bastogi di Foggia, per la quale diversi anni fa ho pubblicato Un’isola a passo di son - Viaggio nel mondo della musica cubana. A quel tempo Bonanno dirigeva la rivista Musica & Parole, un prezioso strumento per musicofili che scandagliava con numeri monografici la canzone d’autore italiana. Mi propose di collaborare con lui ma alla fine non ne facemmo di niente. Bonanno è un purista, non è interessato a divagazioni caraibiche, il suo programma riguarda solo la musica italiana di qualità. Ricordo ancora quei volumetti agili che raccontavano l’opera di Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, piccoli gioielli per collezionisti, strumenti di lavoro indispensabili. La rivista ha chiuso i battenti, come la maggior parte delle pubblicazioni cartacee di argomento letterario - musicale, soppiantata dal web che fagocita tutto con la sua onnipresenza e gratuità. Bonanno, invece, continua il suo lavoro di ricercatore musicale, collaborando con piccoli e medi editori, sensibili alle istanze culturali. Stampa Alternativa è uno di questi, Marcello Baraghini è da sempre alfiere della cultura popolare, scopritore di talenti e divulgatore di notizie su grandi musicisti dimenticati (Claudio Lolli, Sergio Endrigo…). Bonanno ha pubblicato tre gioielli per Stampa Alternativa: Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso (2011), Rosso è il colore dell’amore - Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli (2012) e Io se fossi Dio - L’apocalisse secondo Gaber (2013).

Rosso e Bertoli sono due cantanti importanti della musica leggera italiana, due veri e proprio intellettuali rimossi, dei quali non si parlava da tempo, mentre - in periodi culturalmente poveri come quelli che stiamo vivendo - si sentiva la necessità di una loro riscoperta. I due libri contengono allegati preziosi: un CD con un concerto semi inedito di Stefano Rosso e un DVD con intervista - concerto di Pierangelo Bertoli. Il lettore - ascoltatore avrà modi di apprezzare le note irridenti de Lo spinello ma anche lo struggente impegno politico di Rosso colore. Non solo. Conoscerà in maniera approfondita le motivazioni dell’opera culturale di due cantautori impegnati, ma non soporiferi e non necessariamente tristi e pesanti. Io se fossi Dio, invece, è un libro monografico sulla canzone più discussa scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riproposta nelle due versioni (1980 e 1991), tra interviste, esegesi, storia e un pizzico di gossip. Mario Bonanno è uno di quei personaggi che fanno bene alla cultura italiana, la vera cultura popolare, che non si vergogna di parlare di cinema di genere e musica leggera. Tra i suoi libri migliori ricordiamo: Paolo Conte. Sotto le stelle del jazz (2000), Angelo Branduardi. Futuro antico (2002), Francesco De Gregori. Cercando un altro Egitto (2003), Ivan Graziani. Il chitarrista (2005), Anni affollati. Italia e i cantautori. 1973-1983, Storia di dischi andati (2009), Roberto Vecchioni. Samarcanda (2010). Cercateli. Ne vale la pena.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 05/07/2013 alle  11:35:34, nella sezione LIBRI,  748 letture)

padre a tempoLa casa editrice lancia il libro con uno strillo intrigante: “il primo libro in Europa con colonna sonora integrata”. Spiega l’ufficio stampa: “Per la prima volta un libro completo di colonna sonora: grazie a PLAY.ME, leggendo il romanzo, sarà possibile ascoltare in streaming su smartphone una playlist di canzoni scelte dall’autore”. Lascio al pubblico questo privilegio, ché io non possiedo smartphone - e non ho nessuna intenzione di comprarlo! - ho capito da poco (forse grazie a Grillo, ecco a cosa è servito il Movimento Cinque Stelle!) cosa significa streaming, mentre playlist è l’unico vocabolo che - obtorto collo - è entrato a far parte del mio linguaggio. Mi scuso per il latino. So che non va più di moda. Vediamo la trama del romanzo.

Michael è un giovane di successo, arrogante, saccente, misogino e sociopatico. Dopo un anno passato a Los Angeles, torna a lavorare a Milano in una famosa agenzia di comunicazione. Ha un unico obiettivo: rendere l’ufficio un inferno e le sue colleghe miserabili, documentando ogni nuovo sadico stratagemma sul suo diario di bordo. Il destino decide di dargli un calcio nel sedere e Michael scopre di aver lasciato a Los Angeles qualcosa in più di un semplice souvenir: una figlia che non sapeva di avere e di cui adesso deve prendersi cura. Con una tazza di caffè americano in una mano e un biberon nell’altra, quest’uomo dal sarcasmo scorretto si prepara al lavoro più difficile della sua carriera: diventare padre a tempo indeterminato. Il romanzo racconta con ironia la storia di un cambiamento inaspettato: da bastardo part-time a padre a tempo indeterminato. Al romanzo è abbinato un book-trailer (poteva mancare in un prodotto così tecnologico?), in collaborazione con Nokia, L’Uomo Elite Milano e MSGM, Andrea Olivo e Fabrizio Martinelli hanno realizzato un filmato interamente girato con il nuovo Nokia Lumia 920. Il video è disponibile dal 4 luglio e vede come protagonista il modello di Elite, Mario Scalia, nei panni di Michael.

Due parole sull’autore. Ne sentiremo parlare, credo. Marcello Signore, 24 anni, è nato a Napoli. Dopo un’esperienza negli Stati Uniti vive a Milano, dove si occupa di social media. Grazie al successo web della serie Pausa Pranzo, nel 2011 approda in tv, su La3, dove conduce Mi chiamo NERD, una nuova trasmissione interattiva scritta e pensata da lui per i giovani. Nel 2012 diventa blogger di Huffington Post Italia. Non solo. Si tratta di uno dei nuovi volti di Occupy Deejay su DeejayTV. Con oltre 10.000 followers fra Facebook, Twitter e YouTube, Marcello è un “social writer”, i suoi post e i suoi racconti vengono seguiti ogni giorno da centinaia di utenti e sono fra i più commentati del web. Dopo il successo di alcune storie brevi pubblicate su Facebook e sul suo blog, questo è il suo primo romanzo. Il libro sarà presentato il 4 luglio, presso la Libreria Hoepli di Milano (Via Ulrico Hoepli, 5) alle ore 18, con un evento in partnership con Nokia su “Lo scrittore al tempo dei social media”. Insieme all’autore interverranno Alessandro Rimassa (direttore del Centro Ricerche dello IED), Giuliano Federico (direttore di Swide.com), Silvia Vianello (conduttrice di Smart&App su La3) e Alessandro Cusmano (brand manager di Nokia Italia). Il dibattito sarà moderato da Paolo Maria Noseda, interprete di Che tempo che fa e autore de La voce degli altri. La presentazione sarà trasmessa in streaming via Google Hangout sul canale di Marcello Signore http://www.youtube.com/marcellosignore.

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di Redazione (pubblicato il 03/07/2013 alle  10:33:37, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  916 letture)

costa pergolaCon le ristrettezze di parcheggio nella zona del Faro S. Croce di Augusta, cui si è tentato di far fronte consentendo l’accesso nella piazzetta più a nord (ma certamente insufficiente a contenere le auto dei bagnanti nei prossimi mesi di calura estiva) si riapre anche quest’anno l’eterno conflitto tra "liberi" bagnanti e occupanti privati a vario titolo dei litorali e delle strade che portano al mare, fatto che, complice un'estrema varietà di interpretazioni della legge, scatena gigantesche problematiche. La legge dello Stato recita (articolo 1, comma 251, legge 296/2006): «È fatto obbligo ai titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione». In pratica, chiunque può entrare gratis in qualsiasi stabilimento e, a maggior ragione, in qualunque insediamento, attraversarlo e raggiungere la battigia (la striscia di 5 metri prima della zona della risacca sugli scogli o sull'arenile). Questo almeno teoricamente, perché in pratica la faccenda si complica quando si passa all'interpretazione della legge.

Prima di tutto ci sono alcune leggi regionali che emendano, almeno in parte, l'articolo prima citato. Diverse regioni e tra queste la Sicilia hanno infatti stabilito che l’ingresso gratuito è obbligatorio solo se non vi sono altri accessi liberi nel raggio di 150 metri.

Su tutto il litorale augustano dal golfo Xifonio in poi, per un bel po’ di chilometri di costa, imperano ovunque i cartelli dissuasori “mare non balneabile” a causa della carenza di un depuratore che possa evitare lo sversamento direttamente a mare dei reflui delle abitazioni. Del collegamento al depuratore consortile IAS si parla da anni ma finora è tutta aria fritta. E intanto nel nostro mare, già provato da inquinamento industriale, mercurio e chi più ne ha più ne metta, si riversano anche i liquami civili (si fa per dire), aggiungendo una bella frotta di colibatteri fecali a tutte le altre schifezze galleggianti nelle fresche acque.

Cancellati dalle mappe catastali gli accessi al mare sono finiti per essere “inglobati” dalle ville progettate dagli architetti o nate “spontaneamente”, come si soleva dire “in economia”, a partire dagli anni settanta e sono diventati, anch'essi, proprietà privata, muniti di cancelli da galera con tanto di catene e catenacci o azionati da sofisticati dispositivi automatici, le cui chiavi o telecomandi sono in possesso di pochi eletti.

Ormai l'unica discesa a mare a disposizione dei cittadini è quella che porta al Faro Santa Croce ma le pessime condizioni della strada stretta l'hanno resa sempre più rischiosa e la carenza di parcheggi scoraggia tanti cittadini che ormai hanno rinunciato ad andare a Sant‘Elena. Ma la chiusura incontrollata ed indisturbata degli accessi al mare (vedi foto di un cancello ostruttivo in costa Pergola), che erano naturalmente pubblici, non ha soltanto negato un elementare diritto a chi non ha la fortuna di possedere una villa ma ha fatto sì che sugli scogli, che non possono certamente essere ritenuti proprietà privata, «fiorissero», piazzole di cemento armato su cui piazzare ombrelloni e sdraio, naturalmente con uso vietato agli estranei o meglio agli intrusi, e perfino scivoli in cemento per calare le barche. Spesso per ragioni di “privacy” le piazzole di cemento armato realizzate sugli scogli sono state munite di reti di recinzione in ferro, in dispregio di tutti i vincoli ambientali, paesaggistici e comunitari che gravano sulla zona costiera. “Non ci risulta che il Comune si sia mai fatto carico di questo problema” ci hanno detto molti cittadini. Per fare un bagno a mare ormai non c'è che un modo: essere ospite in una delle tante ville che si susseguono, protette dal verde e dai cancelli, su tutta la costa augustana.

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di Redazione (pubblicato il 03/07/2013 alle  10:32:50, nella sezione EVENTI,  1168 letture)

ornella giustoOrnella Giusto (nella foto col direttore di Diorama), attrice nata a Catania ma trasferitasi a Roma, ha deliziato i soci del Lyons Club di Augusta, riunitisi a Palazzo Zuppello per la tradizionale Charter, interpretando magistralmente alcuni passi della “Storia di una capinera” di Giovanni Verga. La Giusto, che ho conosciuto durante il Taormina BNL Film Fest 2004, nel quale frequentò un master class di recitazione con illustri docenti quali Peter Weir, Margarethe Von Trotta, Jane Campion, Francesco Rosi, Michael Douglas, Luigi Magni e altri, riconfermando la sua presenza un anno dopo in Lezioni di Cinema del Taormina BNL Film Fest 2005 con Virna Lisi, Malcolm McDowell, Hugh Hudson, Bob Rafelson, Irene Papas, Laura Morante, ha lavorato per il cinema con diversi registi di fama internazionale, italiani e stranieri, tra cui possiamo citare Giuseppe Tornatore (Malèna), Paolo Virzì ("My Name Is Tanino"), Emidio Greco ("Il Consiglio d’Egitto"), Guerino Sciulli, ("Sei Come Sei - L’Ospite" che ha partecipato ai Festival di Berlino, Mosca, Toronto e premiato al Festival di Montreal), e Mel Gibson ("The Passion"). Per la Rai ha interpretato "L’Attentatuni- il grande attentato e Soldati di pace" diretti dal regista Claudio Bonivento.

La “Storia di una capinera” è un romanzo epistolare. La trama, probabilmente ispirata a un fatto vero, racconta le vicende della giovanissima Maria, adolescente siciliana orfana di madre, che il padre, succube della nuova moglie, ha destinato ad una vita di clausura in un convento catanese. La monacazione forzata era all’epoca assai diffusa, e Verga focalizza la sua attenzione sulla figura femminile principale e sulle sue molteplici reazioni intime. Infatti, quando un’epidemia di colera costringe Maria a soggiornare provvisoriamente presso la famiglia, in campagna, alla scoperta appassionata della bellezza del mondo naturale segue l’incontro con Nino, un vicino di casa di cui l’ingenua ragazza s’innamora immediatamente. Lo scrittore usa la forma epistolare nell’opera, che si compone delle lettere tramite cui la protagonista confessa i propri turbamenti ad un’altra educanda, Marianna. In particolare, lo strumento della missiva serve a far emergere in primo piano la personalità tormentata della giovane, esaltando le componenti di pathos melodrammatico della vicenda, che Ornella Giusto nella sua lettura ha opportunamente messo in evidenza. Al divieto da parte della matrigna di frequentare Nino, seguono la malattia di Maria e il rientro a Catania e alla vita conventuale. Qui le sofferenze della protagonista assumono fosche tinte per la notizia che Nino si sposerà con la sorellastra Giuditta, il che altera definitivamente il suo fragile equilibrio psichico: Maria cade nella follia, e l’esplosione dell'ossessione maniacale della protagonista (che dal “belvedere” del convento può, per una perfida ironia della sorte, contemplare la casa dei due sposi) la conduce ad un estremo tentativo di fuga e alla reclusione nella “cella della monaca pazza”, dove la giovane morirà.

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