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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Massimiliano Bellistrì (pubblicato il 31/01/2013 alle  16:14:28, nella sezione SPORT,  774 letture)

Memorial BellistrìSi è svolto al Palajonio di Augusta, che è stato concesso gratuitamente agli organizzatori, il 1° Memorial “Giuseppe Bellistrì”, atleta ed artista augustano scomparso il 24 Gennaio 2012 a seguito di una leucemia. L’evento è stato organizzato dalla ASD Augusta No.Ve. in collaborazione con la famiglia Bellistrì ed è stato caratterizzato da una prima parte sportiva nella quale si sono fronteggiate in un quadrangolare di Torball la squadra del Catania, il Ragusa, l’Enna e la squadra ospitante, nonché vincitrice, dell’Augusta. Di particolare interesse è stata la successiva ed ultima partita nella quale un gruppo di persone vedenti hanno voluto provare l’esperienza di questo gioco, bendandosi e confrontandosi con i vincitori non-vedenti, anche se il risultato è stato a favore di questi ultimi. Questo esperimento ha permesso di far immedesimare i cosiddetti “normodotati” nella condizione di difficoltà di coloro i quali purtroppo non possono vedere ed allo stesso tempo è stato un ottimo momento di integrazione nello sport, così come spesso li ha realizzati in vita lo stesso Pippo Bellistrì.

 A seguire una seconda parte dedicata alla musica, grazie all’intervento delle Corali Polifoniche “Anthea Odes”, della Corale dell’Unitre di Augusta in memoria “Giuseppe Bellistrì” e della Corale “San Francesco D’Assisi”, che hanno duettato con il tenore Carmelo Panebianco. In particolare con la canzone finale “Si può dare di più”, che è stata cantata con il coinvolgimento del pubblico presente e di tutti gli organizzatori dell’evento, si è raggiunto un momento di estrema commozione.

L’evento è stato diretto dalla presentatrice Michela Italia che negli intervalli ha intervistato alcune persone che hanno voluto rendere testimonianza in ricordo di Giuseppe Bellistri parlando di varie tematiche che lo hanno visto protagonista in vita quali lo sport, il volontariato e la solidarietà, esaltandone le doti ed enfatizzando il suo incredibile amore per la vita. Nel primo anniversario dalla sua scomparsa la sua città si riunita in suo ricordo ed il risultato è stato un brillante momento di spettacolo e commozione.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 27/01/2013 alle  12:23:01, nella sezione EDITORIALI,  830 letture)

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di Giusi Contrafatto (pubblicato il 26/01/2013 alle  14:12:41, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  860 letture)

Giusi ContrafattoSempre più messaggi, quasi subliminali, esortano al cambiamento per riappropriarci del valore della vita. Un cambiamento proiettato al futuro subordinato a quello che dobbiamo operare, in noi, singolarmente, come punto di partenza.

Ma, ahimè, anche il concepimento del cambiamento è il frutto del continuo evolversi, l’incognita senza prospettiva di risultato, poiché colta dal nostro tempo. Siamo come dei leoni cresciuti in cattività, che non hanno la possibilità di vivere spontaneamente la propria istintività associata all’habitat definito in natura, con una solo differenza, che noi, siamo prigionieri dei nostri stessi simili e abbiamo la possibilità di rinfrancare, avvalendoci del libero arbitrio, la dignità alla vita.

Annaspiamo cambiamenti mortificando il corpo o la dignità personale e civile, di un’essenza che comunque rimarrà immutata. Apparire nel modificarsi in nome del cambiamento?

Un tempo le donne donavano la prosperità dei propri seni istintivamente orgogliose per la continuità. Un atto d’amore alla vita. Nel nostro tempo si bandisce l’allattamento a favore di un seno rifatto, miseramente orgogliose, come sirene, di attrarre un uomo sempre più confuso costretto a travestirsi da grande puffo.

Il cambiamento di una intera società retta da quei pochi, sempre gli stessi messia, che per garantire il proprio vantaggio affossano di continuo, il diritto alla cultura, al benessere fisico, economico e mentale di un popolo semplicemente mutando simbolo e sminuendo antiche dottrine politiche nate per accomunare gli uomini in medesimi ideali. Viviamo un’epoca retta dal tormento dei pensieri che ha concepito, che offusca e impegna la mente al riproporsi degli stessi senza possibilità di reagire.

Se è vero che ogni periodo storico ha un inizio e una fine a causa del suo evolversi, dovrebbe essere anche vero che l’uomo giusto, è l’uomo nuovo più antico, è colui che decide il cambiamento.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 25/01/2013 alle  16:21:17, nella sezione LIBRI,  826 letture)

Copertina del libroSi legge poca poesia nel nostro paese, purtroppo, anche se la lirica resta la prima forma letteraria conosciuta, insieme al teatro. Ma interessa ancora la letteratura in un panorama editoriale guidato dal profitto e gestito da manager? La domanda è retorica. Per fortuna che ci sono i piccoli editori e i traduttori intelligenti, tra i quali - immodestamente - mi ci metto pure io, visto che Il Foglio Letterario (grazie a Malini) traduce Polanski, ma anche (grazie a me) i cubani Viera, Navarrete, Padilla e Piñera, oltre a pubblicare italiani di valore (Garofalo e Polito su tutti). LietoColle compie un’opera meritoria, grazie all’attenta traduzione di Marisa Cecchetti che rende in un italiano raffinato e lirico alcune poesie scritte a Edimburgo, nel 1993, da Barolong Seboni (Botswana, 1957). Poesie scritte fuori dall’Africa, ma che parlano dei problemi e dei panorami della sua terra, profumano di nostalgia e di sconfinate praterie del Kalahari, pur scritte nel rigido clima scozzese. “La poesia di Seboni - come scrive la traduttrice in una dotta prefazione - passa attraverso il recupero della memoria dei padri, del loro orgoglio nazionale, è un processo di riscoperta delle radici che diventa riscoperta e costruzione di sé, con un ritorno nel grembo materno della sua tradizione, in un’esigenza di dignitoso riscatto della propria cultura dopo il tentativo dei bianchi di cancellare tale passato”. Un popolo senza passato è un popolo perso, afferma Seboni. Come dargli torto? Ognuno di noi è alla ricerca del suo passato, delle sue radici, ma nel caso di Seboni sono radici antirazziste, ricordano la lotta contro un colonizzatore bianco per il riscatto d’una terra libera. Il mio amore per Cuba fa sì che riesca ad apprezzare meglio di altri questa straordinaria opera poetica, perché sono molte le suggestioni che sento vicine. Alberi possenti come il baobab - nel Caribe si chiama ceiba ma è la stessa cosa - dove si seppelliscono i propri cari, simbolo di energia, di longevità e di forza. La leggenda cubana della ceiba che protegge perché contiene le anime dei genitori, della possente sequoia immortale che non va abbattuta ha radici africane. La jacaranda è un altro fiore che unisce Africa e Cuba, commistione razziale e paesaggi sconfinati tra terra e mare sono il ricordo che torna prepotente alla memoria. La poesia di Seboni ricorda liriche di Piñera e racconti di Cabrera Infante quando cita il fiore dal rosso colore, l’erba ingiallita, il vento capriccioso, i cespugli dannati e gli ossuti rovi. Le donne della Namibia sembrano contadine cubane di razza nera sedute all’ombra della loro bancarella, un vestito che è fluire di luce splendente, mentre cuciono pezze multicolori sulle bambole che vendono. E che dire delle stagioni? Come posso non amare una lirica che recita: “Non ci sono stagioni/ in Africa, dicono/ solo calde estati che fumano/ di nubi tonanti gonfie/ di pioggia del tipo convenzionale/ e notti invernali che fischiano/ sulle sabbie gialle del Kgalagadi”. Questa è Cuba, signori, non soltanto l’Africa, è anche la terra dei miei amati poeti che un tiranno fuori dalla storia mi impedisce di rivedere. Ecco perché non posso scrivere una recensione su questo piccolo gioiello di libro, ma solo testimoniare tutto il mio amore per liriche intense che raccontano un luogo dell’anima che non è patrimonio esclusivo del poeta. Due parole sulla traduttrice, Marisa Cecchetti, che ha scoperto un talento lirico ignoto al pubblico italiano. Pisana di San Giuliano Terme, lucchese di adozione, di cui abbiamo letto con piacere un intenso romanzo di formazione come La bici al cancello (Baroni, 2007). Vi lascio con due liriche particolarmente suggestive di Seboni. Leggere la sua opera fa bene al cuore.

Sanguedisole

Nelle sere
le donne di Soweto
con occhi arrossati
piangono
perché attraverso
il velo di fumo
densodipus
il loro sole
sanguina.

Coltello notturno

Al colpo
di un coltello
la notte si immerge
improvvisa sul tenero
fianco di Soweto.

La mattina grida
come sirene
insanguinate di rugiada.

E il giorno
si sparge vuoto
spalancandosi
in una sorpresa mortale
come una gola
fessa.

 

Barolong Seboni, Nell’aria inquieta del Kalahari (In the disquiet air of the Kalahari)
Traduzione di Marisa Cecchetti
LietoColle - Pag. 90 - Euro 13

 

 

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2013 alle  14:20:42, nella sezione CRONACA,  835 letture)

Durante una riunione convocata dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Amato, si è discusso della richiesta di revoca del mandato del commissario Antonio La Mattina, inoltrata dai consiglieri comunali Giuseppe Di Mare di Fli e Francesco Sessa dei Circoli Socialisti al presidente della Regione. Alla fine è venuto fuori un documento che rinnova fiducia al commissario straordinario, firmato da12 consiglieri: Salvatore Amato, Alessandro Tripoli, Carmelo Messina (Democratici per Carrubba); Memmo Garsia, Sebastiano Arena (Partito Democratico); Salvo Aviello (Pid –Cantiere Popolare); Fabio Cannavà (Grande sud); Giuseppe Ravalli, Agata Sortino, Mariella Miceli (Indipendenti); Gino Ponzio e Giulio Morello (Mpa). I 12 consiglieri, in sostanza, non si riconoscono nelle dichiarazioni rese da Sessa e Di Mare e condivise anche dal consigliere comunale indipendente Giuseppe Ramaci. La Mattina, forte di questo atto di fiducia e di sostegno, potrà continuare nel suo operato a favore della città di Augusta, nella quale d’altra parte si trova ad amministrare a seguito delle dimissioni di Massimo Carrubba ed in attesa di riconsegnare il paese ad una amministrazione regolarmente eletta dai suoi cittadini.

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di Redazione (pubblicato il 24/01/2013 alle  14:12:39, nella sezione CRONACA,  912 letture)

Si è insediato ufficialmente mercoledì scorso il Comitato di Direzione del Museo Civico dei Augusta che dovrà collaborare a norma di regolamento con il nuovo Direttore, la Dott.ssa Simona Sirugo, archeologa (nella foto col commissario La Mattina). L’incontro è avvenuto nell’ufficio del Commissario Straordinario Antonio La Mattina alla presenza del Segretario Generale del Comune di Augusta, Vincenzo Scarcella. I componenti del Comitato, nominati con apposita delibera a seguito di concorso per titoli, sono Fabio Gulino, Raimondo Raimondi, Stefania Ramaci e Carmelo Valastro, tutti laureati che vantano un solido curriculum di studi e pubblicazioni (foto di gruppo). La giunta comunale aveva approvato il 13 luglio 2012 il regolamento e pertanto il Museo Civico potrà organizzarsi per iniziare l'attività di raccolta, catalogazione, studio ed esposizione dei reperti storici esistenti, tenendo presente anche “la finalità di tutela e valorizzazione dei beni culturali diffusi sul territorio”. Il museo fu istituito nel 1970 dall'amministrazione comunale del tempo che affidò la direzione all’avvocato Elio Salerno che all'epoca era anche Ispettore Onorario ai Monumenti, uomo di cultura e attento conoscitore della realtà locale. Il museo però non ha avuto mai una sede e tutto il materiale è di fatto disperso, per cui creare una raccolta per ridare vita ad una struttura museale non è cosa di poco conto, perché occorre ripartire quasi da zero. Mancano all'appello diversi dipinti settecenteschi, il simulacro ligneo della Cena di Emmaus di proprietà della Confraternita del SS. Sacramento del ceto dei Massari, l'antica e pregevole "cappa" canonicale del parroco Francesco Di Giacomo ed altri reperti importanti di cui per negligenza e disattenzione si sconosce l’attuale esistenza ed ubicazione. Per creare la raccolta museale bisognerà rivolgersi ai cittadini, alle associazioni di volontariato, alle confraternite, e chiedere il sostegno e la collaborazione dei club service e delle aziende locali. Il Commissario La Mattina ha augurato al Direttore e ai componenti del Comitato di Direzione un buon lavoro ed ha garantito il sostegno morale e materiale dell’Amministrazione e degli Uffici competenti.

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  15:43:33, nella sezione CRONACA,  839 letture)

Vittorio Lucca premiato ad AugustaVittorio Lucca, un altro dei protagonisti di quel variegato universo artistico siracusano, ci ha lasciato per sempre. E’ una grave perdita, come tante altre recentemente registrate. Ma la vita umana è delimitata nel tempo e solo ad alcuni è riservato il grande privilegio di lasciare un segno, una traccia, del proprio breve percorso su questa terra. Vittorio Lucca era un artista avanti negli anni anagraficamente, ma giovane quanto a creatività ed entusiasmo per la pittura. Suoi i colori “della terra e del fuoco” arricchiti da una intuizione cromatica che gli consentiva di esprimersi con la delicatezza d’un impressionista d’altri tempi. Per Corrado Di Pietro "appaiono chiare ed evidenti le varie fasi che ha attraversato: i rimandi ed i richiami alle varie scuole che hanno attraversato il Novecento europeo". Nel corso del suo lungo percorso pittorico, è stato un grande manipolatore di linguaggi artistici, diversi ed alternativi, un artista libero dalle mode e grande interprete dei luminosi colori del Mediterraneo. Nel 2010 aveva partecipato ad Augusta alla mostra di pittura “Castello Svevo” con un delicato scorcio paesaggistico molto apprezzato dal pubblico. Noi vogliamo ricordarlo così, allegro e vitale come lo era in quei giorni (nella foto Vittorio Lucca premiato ad Augusta).

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  14:12:19, nella sezione CRONACA,  918 letture)

Sulle strisce blu che stanno per essere adottate ad Augusta nelle vie del centro storico perviene una ulteriore nota di Mimmo Di Franco che queste strisce blu proprio non riesce a digerirle (e, per la verità, anche tanti altri cittadini augustani). “Questa importantissima operazione di facciata – sostiene Di Franco - per dire ”ho lasciato il segno anche ad Augusta” serve solo ad allontanare i cittadini dalle istituzioni, un modo per fare cassa senza risolvere il problema. Nell’ordinanza del dirigente della P.M., n. 11/2013, si confermano le aree di sosta di tutta via Umberto, via Roma lato nord, Piazza s. Andrea (Poste) lato nord, via Lavaggi e viale Italia per intero. Si è provveduto a fare un controllo dei pass disabili, usufruiti anche dai parenti che abusano delle agevolazioni? Sono stati eliminati tutti quegli stalli personalizzati,di persone ormai defunte? Nell’ordinanza si fa riferimento all’esenzione del ticket agli organi di Polizia e i mezzi di soccorso, in situazione di emergenza, e ai medici di famiglia in visita domiciliare muniti di apposito tesserino. Anche per i possessori di pass per persone diversamente abili ci sarà l’esenzione ticket del parcheggio se gli stalli a loro riservati sono occupati. Chi controllerà queste eccezioni ed in che modo? Non si capisce perché il medico deve essere esentato, nell’esercizio del suo lavoro, mentre l’idraulico o altra professione deve pagare il ticket, l’esenzione è già prevista per i mezzi di soccorso in situazione di emergenza. Perché per i residenti non vi è nessuna agevolazione? C’è molta convinzione che questa delibera sia stata più un atto di forza per fare cassa che per risolvere il problema dei parcheggi. Chiediamo al Commissario – conclude Di Franco - di soprassedere all’istituzione delle strisce blu fin quando ci saranno le condizioni per poterlo fare, che ribadiamo sono: il PUT, un servizio urbano efficiente, le aree di parcheggio libere”.

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di Redazione (pubblicato il 23/01/2013 alle  10:36:19, nella sezione CRONACA,  708 letture)

Presentato martedì 22 gennaio a Palazzo Zuppello il coordinamento augustano del M.I.R. – Moderati Italiani in Rivoluzione – movimento politico che fa capo a Gianpiero Samorì, presidente della Banca di Modena, che da anni porta avanti una campagna di informazione e mobilitazione per reclamare una politica di gestione delle banche più attenta alle esigenze dell’economia reale e porre un argine agli incredibili privilegi di cui gode la casta dei Banchieri (compensi milionari, clientelismi, affidamenti). Alla presenza di molti giovani venuti ad applaudire il candidato locale del MIR alla Camera dei Deputati Marco Arezzi, ha aperto gli interventi Raimondo Raimondi, responsabile stampa e comunicazione, che ha relazionato sui moderati oggi in rivoluzione rispetto al liberalismo populista di Berlusconi, ottimista fino allo spasimo e spesso fino al ridicolo, e allo statalismo del PD, condizionato da una sinistra estrema ormai fuori tempo, cancellata dalla storia e dai tempi moderni, globalizzati e a volte purtroppo spregiudicati. Il modello sociale di riferimento cui il MIR si rifà deve garantire, ora e in futuro, l'indissolubilità del trinomio: Sviluppo nel benessere diffuso, Libertà e Democrazia. E il come questo si realizzi è indicato nell'analitico programma che il M.I.R. ha predisposto e che intende sottoporre all'attenzione e al dibattito dell'area dei Moderati italiani, contribuendo alla formazione di una nuova sensibilità e all'affermarsi di una rinnovata Classe Dirigente, fatta prevalentemente da giovani. Raimondi ha poi passato la parola al consigliere provinciale Francesco Saggio e al candidato siracusano Giacomo Ferrazzano. Ha preso la parola poi il coordinatore comunale Graziano Riera, un giovane architetto che ha messo l’accento sulle problematiche del territorio di Augusta e sulla necessità di un ricambio generazionale. Una ulteriore testimonianza è stata resa dalla rappresentante del gruppo femminile Anna Fronterrè, una laureanda in Scienze Politiche. Infine Marco Arezzi che ha evidenziato il declino di Augusta ma ha auspicato che i cittadini si impegnino in un progetto di rinascita puntando sui giovani e partecipando, senza rifugiarsi nel non voto, perché dai comportamenti e dalle decisioni di oggi dipenderà il nostro domani.

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:44:16, nella sezione CRONACA,  874 letture)

AugustaInsomma il neonato movimento civico “AugustaInsieme” l’ha fatta grossa. Dopo la comparsa sui muri del paese del manifesto verde in cui si invita il consiglio comunale di Augusta ad “evitare alla città la vergogna incancellabile dello scioglimento per mafia, le reazioni a catena originate da questa provocazione non sono tardate ad arrivare. Il più pesante è stato l’intervento del consigliere comunale Giuseppe Ravalli che ha detto: "Lo scioglimento, per pseudo infiltrazioni mafiose a cui tanto fate riferimento, è un ruolo che a voi non compete, né da cittadini, né da aspiranti sindaci" riferendosi evidentemente ai membri del movimento e all’ing. Domenico Morello, tra i fondatori dello stesso e in aria di candidatura.

D’accordo con quanto si sostiene nel manifesto di AugustaInsieme è l’ex ministro del Pdl Stefania Prestigiacomo, che dice: "I consiglieri di Augusta dovrebbero avere un sussulto di dignità e dimettersi. Si dimettano subito i consiglieri di tutti i partiti, per evitare alla loro città e a tutti i cittadini onesti la vergogna dello scioglimento del consiglio comunale per mafia, che sarebbe un marchio infamante per la comunità. Il probabile risultato delle ispezioni amministrative disposte dal Ministero dell'Interno sarà la proposta dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Questo va evitato. Se ci sono stati illeciti i responsabili ne rispondano nelle sedi giudiziarie dove avranno modo di difendersi, ma intanto occorre salvaguardare l'immagine di Augusta".

Prende posizione anche il coordinatore cittadino del PdS (ex Mpa) Domenico Tringali che dice: "Quella del manifesto è stata un'iniziativa maldestra, certo non si eviterà lo scioglimento del Consiglio se Prefettura e Ministero della Giustizia, competenti in materia, decideranno di procedere in tal senso. Una strategia politica errata quella del movimento cittadino, non è il miglior modo per affacciarsi alla politica cittadina. Avremmo preferito, anziché un manifesto demagogico contro il consiglio comunale, un documento programmatico per il futuro della città. Visti i problemi sul tappeto il consiglio comunale dovrebbe essere riunito in seduta permanente per superare il difficile momento del deficit, non certo per continuare ad approvare piani costruttivi, l'unica cosa che riesce a fare senza divisioni e spaccature".

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:40:10, nella sezione CRONACA,  704 letture)

Gli impianti petrolchimiciIn un incontro organizzato a Palermo all'ospedale Cervello esperti e studiosi si sono confrontati sul tema della "Cancerogenesi ambientale e aree a rischio". Nell’incontro si è evidenziato un aumento di mortalità dei residenti in prossimità di grandi centri industriali. «Bisogna mettere al riparo l'Isola - ha detto Aurelio Angelini, sociologo dell'Ambiente - da opere che mettono a serio rischio la salute dei cittadini e per questo bisogna attuare efficaci politiche ambientali».

L’allarme sanitario e ambientale è pienamente giustificato se si considerano i dati del territorio dove insistono gli impianti petrolchimici come Augusta-Priolo-Melilli, Gela e Milazzo e dove vi è un'alta diffusione di malattie dell'apparato respiratorio, di tumori e una presenza consistente di nati con malformazioni. A queste si aggiunge la città di Biancavilla costruita in parte con fluoro-edenite, materiale simile all'amianto, proveniente dalla cava del monte Calvario. L’elenco di territori contaminati continua con la zona del Belìce che, oltre a registrare la lenta dismissione dell'amianto utilizzato per costruire le baracche dopo il sisma del 1968, rischia di essere invaso dal petrolio a causa delle trivellazioni in atto. In ultimo c’è Niscemi, dove le onde elettromagnetiche del Muos potrebbero costituire un ulteriore pericolo per i cittadini e il territorio. Tutte le zone vicine a discariche di rifiuti giunte ormai al collasso non garantiscono più sicurezza e a tutto questo si aggiunge l'aria irrespirabile dei grandi centri urbani pregni di smog.

Altro che isola di sole e mare, quindi, in Sicilia muoiono ogni anno 800 persone a causa di inquinamento urbano e ben ottomila sono colpite da malattie polmonari e cardiovascolari. Sarebbe davvero ora di correre ai ripari.

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di Redazione (pubblicato il 20/01/2013 alle  10:34:06, nella sezione CULTURA,  685 letture)

turiddu bella foto di gruppoIl Centro Studi Turiddu Bella ha aperto il nuovo anno con un intrigante trattenimento musicale “DUE STRUMENTI IN CONCERTO” che ha visto esibirsi due eccezionali artisti Corrado e Salvino Strano, padre e figlio, che hanno allietato la serata con brani per fisarmonica e per pianoforte (nella foto i protagonisti della manifestazione). Alcuni poeti hanno recitato nell’intervallo le loro composizioni. Il Centro prosegue le sue attività per dare spazio ai soci che con i loro lavori, le loro ricerche, gli studi e le loro espressioni artistiche contribuiscono, attraverso l’Associazione, a diffondere la cultura siciliana in ogni suo aspetto. Giorno 26 Gennaio, alle ore 18,00 presso il saloncino di Viale Cadorna 160, la socia Nunzia Loligato presenterà il suo primo libro “MISTERO SULLE SPONDE DELL’ANAPO”, un giallo esoterico ambientato a Palazzolo, nella valle dell'Anapo, che, in conclusione, si dimostra un inno alla speranza e all’amore. La presentazione del romanzo sarà a cura di Antonino Risuglia, che commenterà le letture dei brani interpretati da Silvana Scofani e gli intermezzi musicali e canori.

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di Redazione (pubblicato il 17/01/2013 alle  14:21:50, nella sezione CULTURA,  1207 letture)

AD MATAI LOCANDINAIl 27 gennaio, Giornata della memoria per le vittime della Shoah, il Centro di Cultura Ebraica Tiqqun di Siracusa, presenterà presso il salone dell'INDA uno spettacolo che invita a riflettere sulla shoah. Con questo incontro il Centro di cultura ebraica Tiqqun, diretto dal Prof. Dario Sutter (nella foto col nostro direttore), vuole offrire una riflessione sulla Shoah da un punto di vista teologico ed etico. ebrei a siracusaL’interrogativo posto che vuole una risposta è: dov’era Dio quando i nazisti hanno sterminato 6 milioni di ebrei? Se lo chiedevano i deportati nei campi di concentramento, ce lo chiediamo noi della generazione successiva. La domanda ha cambiato il modo di pensare Dio dopo Auschwitz. È nata una teologia di Auschwitz? O il problema è strettamente storico ed etico? Cercare di comprendere i criteri e le finalità del pensiero divino si scontra con quelli che noi sappiamo essere gli attributi divini. Ogni riflessione si scontra con l’inconoscibilità di Dio e del suo progetto sul mondo. Perché Dio onnipotente non ha fermato la barbarie nazista? Si sono date alcune risposte. La prima è che la conseguenza di questo massacro è l’aprirsi di una nuova epoca per l’umanità e ha consentito il ritorno in Israele. Così si vede la Shoah come l’attuazione di un disegno divino che prevedeva l’offerta sacrificale del popolo ebraico. Nell’ebraismo ortodosso si è sostenuto invece che l’assimilazione della popolazione ebraica europea fra '800 e '900 e la progressiva perdita identitaria e religiosa conduceva all’idolatria che il Signore ha pesantemente punito nel racconto della Torah, perché l’idolatria è il peccato assoluto contro Dio. Quindi la Shoah sarebbe servita a ricompattare Israele. Anche questa tesi appare insostenibile. Rimane solo la teoria secondo cui dovrebbe riconoscersi l’impotenza di Dio, perché quando ha donato all’uomo il libero arbitrio avrebbe perso il contatto con la sua creatura. Il margine della autodeterminazione umana è il limite della potenza divina. Lontano dunque dal concetto di predestinazione agostiniana, l’uomo seguirebbe un percorso che lui stesso determina.

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di Redazione (pubblicato il 14/01/2013 alle  20:58:54, nella sezione CRONACA,  1907 letture)

ROBERTO CAMERINIPassaggio di consegne nel Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia di Augusta tra l’Ammiraglio di Divisione Raffaele Caruso e il Contrammiraglio Roberto Camerini (nella foto). La Cerimonia di avvicendamento sarà effettuata alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli. Prenderanno parte alla cerimonia Autorità civili e militari, rappresentanze di tutte le Forze Armate della Sicilia e le Associazioni combattentistiche e d’arma. L’Ammiraglio Raffaele Caruso lascia il Comando di Marisicilia dopo circa un anno di attività per assumere la Direzione dell’Ufficio Generale del Personale della Marina Militare, con sede a Roma. Il Contrammiraglio Roberto Camerini, che proviene dallo Stato Maggiore della Marina dove dal 2010 è stato Capo dell’Ufficio Comunicazione e Capo dell’Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne, è già stato ad Augusta in passato ricoprendo il ruolo di comandante della flotta corvette. L’ammiraglio Camerini sarà probabilmente l’ultimo comandante di Marisicilia, poiché il Ministero della Difesa pare intenda abolire questo comando periferico e spostare il tutto a Taranto.

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di Redazione (pubblicato il 13/01/2013 alle  14:57:45, nella sezione CRONACA,  1603 letture)

AugustaIl commissario straordinario del Comune di Augusta Antonio La Mattina ha reso noti i nomi dei direttori e dei componenti dei Comitati di Direzione delle strutture culturali comunali: Museo della Piazzaforte, Museo Civico e Commissione di Storia Patria. Era stato lo stesso la Mattina qualche tempo fa ad azzerare le precedenti nomine rimettendo a concorso la composizione dei vari organismi. Avevano presentato istanze e relativi curricula 97 concorrenti così suddivisi: 11 per direttore del Museo Civico, 22 per il Comitato di Direzione del Museo Civico, 3 per Direttore del Museo della Piazzaforte, 19 per il Comitato di direzione del Museo della Piazzaforte, 4 per il Collegio di controllo e verifica del Museo della Piazzaforte, 32 per la Commissione comunale di Storia Patria, 6 per il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia Parisi-Zuppello. La Commissione esaminatrice, presieduta dal Commissario straordinario e composta dal Segretario generale Alberto D'Arrigo e dal Dirigente del secondo settore Lucia Cipriano, ha valutato i curricula pervenuti ed ha nominato Direttore del Museo della Piazzaforte Antonello Forestiere, riconfermandolo quindi nell’incarico. Il comitato che affiancherà Forestiere è composto da Domenico Catalano, Elena Piccolo, Concetta Pugliares e Gaetano Russotto. Al Collegio di controllo e verifica del Museo della Piazzaforte sono stati nominati Domenico Ciccarello, Antonio Gaeta e Giuseppe Sardo. Direttore del Museo Civico è stata nominata Simona Sirugo, che sarà affiancata dal Comitato di Direzione composto da Raimondo Raimondi, Stefania Ramaci, Carmelo Valastro e Fabio Gulino. La Commissione comunale di Storia Patria sarà composta da Giuseppe Cacciaguerra, Giuseppe Carrabino, Giacomo Casole, Maria Rita Corallo, Carla Ortisi, Angelo Patania, Salvatore Romano, Ivana Sarcià, Adele Tringali e Maria Concetta Vaccaro, ed esprimerà poi al suo interno il Presidente della Commissione stessa. I rappresentanti per il comune in seno al Consiglio di amministrazione dell'Opera Pia Parisi-Zuppello saranno Gaetano Gulino e Domenico Morello.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 12/01/2013 alle  10:43:46, nella sezione LIBRI,  736 letture)

copertina del libroL’Italia letteraria è da tempo patria di giallisti. Non solo quasi tutti i romanzi che escono per grandi editori sembrano scritti con la mente rivolta a una possibile sceneggiatura televisiva. Niente di deprecabile, ci mancherebbe. Siamo un popolo di investigatori, amiamo perlustrare la scena del crimine, ci piacciono le congetture intorno ai delitti più impensati e le trame con il finale a sorpresa. Paolo Roversi è scrittore intelligente e raffinato, asseconda i gusti del pubblico, intesse un giallo padano, ironico e piacevole, ambientato in un piccolo centro della Bassa, dove si passano noiose giornate al bar e tutti sono comunisti. Il maresciallo Omar Valdes, nuovo investigatore seriale ideato da Roversi, indaga per scoprire l’autore di un efferato delitto. Lo scemo del paese, uno squilibrato che minaccia di compiere una strage, è il primo sospettato. Ma sarebbe tutto troppo facile. Abbiamo avvicinato l’autore per rivolgergli alcune domande.

"Milano criminale" era un romanzo di ispirazione cinematografica, una sorta di omaggio a Scerbanenco. È stato il tuo debutto con Rizzoli. Ti ha portato fortuna?

Mi ha portato molta fortuna devo dire. Oltre a tanti nuovi lettori in Italia (ha avuto due edizioni qui da noi) il romanzo è già stato tradotto con successo in Francia e lo sarà presto in Spagna e in Germania. In questo paese, in particolare, l’editore Ullstein ha deciso di farlo uscire, l’8 marzo prossimo, come titolo di punta del proprio catalogo con un’altissima tiratura. Ci sarà una campagna promozionale su radio e televisioni per il lancio e la cosa mi fa molto piacere visto che la Germania è uno dei mercati editoriali più importanti d’Europa.

"L’ira funesta" è il primo caso del maresciallo Valdes. Presentaci il tuo nuovo personaggio.

Il maresciallo Omar Valdes è un tipo burbero e poco ciarliero, amante della pesca al pesce siluro - per questo, per prenderlo in giro quando non sente, la gente l’ha soprannominato Tenente Siluro -  e con un passato oscuro alle spalle, nelle forze speciali. Per un castigo che i suoi superiori hanno deciso d’infliggergli si trova confinato in un piccolo paese della Bassa, ribattezzato Piccola Russia per via delle idee politiche dei suoi abitanti, dove, volente o nolente, dovrà occuparsi di uno strano caso di omicidio il cui indiziato principale sarà un matto di paese, il Gaggina, un omone che si crede la reincarnazione di un samurai e che, per questa ragione, se ne va a spasso per il paese con una katana, la famosa spada giapponese...

Il giallo di provincia è un tuo marchio di fabbrica. Ami ambientare le tue storie nella Bassa Lombarda. Segui una tradizione italiana importante, da Chiara a Soldati... La provincia italiana ti permette di dare spessore alla narrazione e di raccontare il malessere contemporaneo?

Certamente. Questo romanzo, per me, è un ritorno alle atmosfere de "La mano sinistra del diavolo", un libro che mi ha portato molta fortuna e regalato grandi soddisfazioni. Quando scrivo della mia terra, e della provincia quindi, m’ispiro in modo particolare a Guareschi che ha descritto benissimo e con ironia la Bassa. Credo che raccontare le vicissitudini di una piccola comunità permetta, in ultima analisi, di raccontare tutto un Paese con le sue paure, i suoi difetti, le sue ossessioni. Raccontando la Piccola Russia, insomma, ho cercato di scattare una fotografia ironica e  al tempo stesso disincantata dell’Italia di oggi.

Il tuo amore per Bukowski - di cui sei un cultore - a tuo parere condiziona le storie che scrivi?

Lo condiziona forse solo come stile: frasi brevi e incisive, ritmo serrato. Quanto al contenuto e al tipo di storie raccontate invece siamo davvero molto distanti.

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di Redazione (pubblicato il 11/01/2013 alle  15:25:04, nella sezione EVENTI,  859 letture)

logo 5 stelleOggi e domani dalle ore 18.00 alle ore 21.00 iniziativa di sensibilizzazione in Piazza Duomo ad Augusta organizzata dal locale Movimento Cinque Stelle, che sarà in piazza con un gazebo per incontrare i cittadini e parlare di sensibilizzazione in difesa delle vittime di violenza realizzando “un'attività in cui sarà protagonista la solidarietà". A seguire il prossimo venerdì 18 Gennaio alle ore 18.00 a Palazzo S. Biagio avrà luogo la conferenza dal titolo "CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE", che vedrà come relatori Alessandra Messina (Dr.ssa in Psicologia) sul tema "Lo Stalking", Nunziella Cianci (Presidente Centro Antiviolenza NESEA) su "Come Reagire?", Nunzia Catalfo (Movimento Cinque Stelle CT) su "Mobbing Familiare", Nello Ruscica (Sociologo) su "La Violenza Legata alla Crisi e alla Frenesia dei Nostri Giorni", Raffaella Mauceri (Presidente Regionale Coordinamento Donne Siciliane Contro la Violenza) su "Le Associazioni e la Realtà del C.D.S.". Modererà l’incontro Antonino Di Silvestro (Movimento Cinque Stelle). La Conferenza sarà in diretta Streaming su www.augustaeventi.com, con possibilità di intervenire da casa. L’iniziativa è dedicata a Francesca Ferraguto, la sventurata ragazza augustana assassinata brutalmente qualche anno fa dal proprio fidanzato.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2013 alle  14:29:07, nella sezione CINEMA,  792 letture)

http://www.dioramaonline.org/public/MariangelaMelato.JPGUn pezzo importante di storia del cinema italiano è venuto a mancare stamani con la scomparsa di Mariangela Melato, indimenticabile attrice che combatteva da anni contro una brutta malattia. Nata a Milano nel 1941 è deceduta a 71 anni in una clinica romana. La sua carriera si è sempre divisa tra il teatro, il cinema e la televisione. Con il teatro iniziò alla fine degli anni '60, portando in scena L'Orlando Furioso di Luca Ronconi, ma ebbe successo anche affermandosi come protagonista del grande schermo, alternando interpretazioni drammatiche, come in “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri a commedie leggere come “Mimì metallurgico ferito nell'onore” e “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini. Negli ultimi anni la sua carriera è stata legata quasi esclusivamente al Teatro Stabile di Genova, con cui ha portato in scena grandi successi. Avendo avuto l’occasione di incontrarla personalmente qualche anno fa a Taormina, nell’ambito del FilmFest, ho potuto conoscere la sua carica umana, il suo sagace senso dello humor, la sua unicità di donna e di attrice. La sua dipartita ci addolora, perché a uno a uno stanno scomparendo i protagonisti di quella commedia italiana di costume che ci hanno accompagnato negli anni della gioventù e della maturità, a partire dal grande Alberto Sordi. Ricordo che nella breve intervista che le feci ebbe modo di comunicarmi il suo bisogno forte ed intimo di recitare come esigenza vitale. Una grande attrice, una grande donna. Ci mancherà.

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di Redazione (pubblicato il 10/01/2013 alle  14:33:55, nella sezione CRONACA,  793 letture)

Giorno 12 gennaio 2013 alle ore 11,00 a Siracusa, nei locali dell’Associazione culturale Lamba Doria in viale Luigi Cadorna 24, alla presenza di Istituzioni civili e militari verrà inaugurata la sala espositiva permanente di cimeli storico militari, con oltre 500 pezzi esposti. E’ stato così recuperato e reso accessibile a tutti un patrimonio storico e culturale, permettendo di vedere e conoscere quanto gli uomini hanno inventato per vivere e resistere nei campi di battaglia di tutte le guerre. Il giorno dell’inaugurazione della sala espositiva di cimeli storico militari non è casuale, ma ricade in occasione del 5° anniversario della scomparsa del socio fondatore del sodalizio Nuccio Piccione, ideatore del progetto e nel 70° anniversario della Battaglia di Sicilia. La sala espositiva dell’associazione presieduta da Alberto Moscuzza, mostra permanente di cimeli storico militari, potrà essere visitata tutti i lunedì dalle ore 18,30 alle 20,00, o su richiesta al numero telefonico 3495948765, o per e-mail albertomoscuzza.lambadoria@gmail.com.

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di Mimmo Di Franco (pubblicato il 10/01/2013 alle  14:08:28, nella sezione CRONACA,  975 letture)
Il Muscatello

Purtroppo alle promesse non seguono i fatti. L’attivazione del duodenoscopio, donato dalla ESSO all’Ospedale Muscatello di Augusta nel febbraio del 2012, è ancora bloccata dall’iter burocratico o dall’inefficienza di chi dovrebbe curare gli interessi dell’azienda e dei pazienti della provincia siracusana? In data 28 aprile con un comunicato stampa si sollecitava l’attivazione di tale strumento per accelerare i tempi di prevenzione e diagnosi oltre al beneficio economico che l’Azienda Sanitaria Provinciale ne traeva, quantificabile in circa 600 mila euro. L’ASP, in data 5 maggio, rispondeva assicurando l’ex assessore alla sanità megarese che nell’immediato si sarebbe risolto il problema. In un successivo convegno sulla sanità, nel settembre del 2012 a palazzo S. Biagio, dove erano presenti le massime autorità della sanità provinciale, il commissario Mario Zappia, ancora una volta, assicurò che tutto era stato risolto e che il duodenoscopio sarebbe entrato in funzione nel giro di pochi giorni, dopo aver espletato i passaggi fondamentali.

Agli inizi di novembre, affidati tali passaggi al direttore del dipartimento area medica Giuseppe Daidone, il Commissario Zappia ha deliberato una convenzione con l’ASP di Catania che, accogliendo tale richiesta, ha reso disponibile il dr. Giovanni Magrì, direttore dell’unità operativa gastroendologica di Acireale, uno dei maggiori esperti del campo di ERCP e inoltre avrebbe messo a disposizione una seconda apparecchiatura in caso di necessità, oltre al training per il personale medico ed infermieristico. Ci si chiede perché, dopo un anno, ancora l’apparecchio diagnostico-terapeutico non è stato attivato, producendo un danno economico all’Azienda e il pellegrinare dei pazienti, costretti ad emigrare in altre strutture fuori provincia per essere sottoposti a tale strumento. Ancora non si hanno notizie che il duodenoscopio sia stato attivato ad Augusta, anzi, pare che gli interventi con l’equipe del Dr. Giovanni Magrì siano stati dirottati a Siracusa. Malgrado i recenti lavori, l’Ospedale ha ancora i soliti problemi di acqua calda nei reparti. Si è ancora in attesa della nomina dei primari di neurologia, oncologia e chirurgia. Tra l’altro, non sono stati attivati i posti letto di neurologia e oncologia ma solo il day hospital, contrariamente a quanto previsto dal decreto, nessun medico il sabato, la domenica e le notti. Per eventuali ricoveri ci si appoggia in Medicina, reparto già stracolmo. In Chirurgia ci sono gravi carenze di organico, quattro medici su sei. Due medici non sono stati sostituiti e, malgrado ciò, l’equipe con gravi sacrifici continua ad effettuare interventi di alto profilo, garantendo le urgenze con grave stress del personale medico.

Ci auguriamo che, oltre ai trasferimenti degli uffici dai locali in affitto all’Ospedale Muscatello, qualcuno si sia preoccupato del collegamento, cioè di un trasporto urbano più frequente da e per l’Ospedale. Si attende ancora, oltre ai lavori di completamento del nosocomio, l’apertura dell’eliporto nelle ore notturne, una struttura necessaria in una zona industriale come la nostra.

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