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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Redazione (pubblicato il 30/09/2012 alle  10:21:25, nella sezione EVENTI,  1150 letture)

Sabato 29 Settembre si è svolta a Siracusa, dalle 19 alle 23 nel rione della Graziella nel cuore di Ortigia, la manifestazione “Com’è profondo il mare…un tuffo alla Graziella”. Una festa per il mare, per la tutela dell’ambiente e delle risorse ittiche, tra arte, folklore, religiosità, paganesimo e attualità – così hanno ulteriormente definito questo evento gli organizzatori. Un' idea lanciata online, su Facebook, che nel giro di poche ore ha raccolto centinaia di adesioni, proposte e tanto entusiasmo. L'idea è stata quella di organizzare a Siracusa una festa per il mare, per celebrarlo, in semplicità. Sono scese in campo le forze associative, il volontariato sociale e attraverso l'unione di diverse forze, aggregate dalla pura voglia di creare un evento di promozione turistica, di celebrazione e "tutela dell'ecosistema marino e delle risorse ittiche”, è nato un programma che ha visto rivivere il rione marinaro, che soffre di un antico abbandono, con bancarelle di artigianato vario, artisti, musicanti e sapori della cucina tradizionale siciliana e non solo. Musica popolare siciliana ma anche africana, e di contaminazione, laboratori del gusto, degustazione del pesce di stagione, video-documentari sulla pesca locale e l’ambiente marino. Ancora filmati e conferenze per rivivere la memoria storica, con la rappresentazione teatrale rievocativa di leggende pagane legate al mare e alla pesca ma anche al “sacro”. Il quartiere è stato allestito con una scenografia creata con le attrezzature della pesca tradizionale, reti, nasse, e oggetti dei lavoratori del mare. Notevoli le prestazioni artistiche di Giovanni Anzalone (voce recitante) e Laura Vinciguerra (arpa), del “RAMZI HARRABI ENSEMBLE” (Musica Tunisina & Cibo Berbero), di Cesare Politi che ha interpretato ”Il mito di Colapesce ed altre storie irriverenti”, di Claudio Giglio col suo SOUTH MUSIC ” QUARTET (Jazz Etnico) e del percussionista Paolo Greco. Interessanti video sono stati proiettati nei cortili interni: Quando a Siracusa si faceva (forse) il garum di Enzo Bongiovanni; Thalassa – uomini e mare di Gianluca Agati; Il sogno di zio Ciano di Christian Bonatesta, con Alessio Di Modica; Lognina di Elena Russo e Paolo Conti; Il pianeta dei bambini di Roberto Raffaele; La pesca tradizionale della lampuga di Enzo Incontro e Alici di menaica - ricordo di Angelo Vassallo …il Sindaco pescatore.

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di Redazione (pubblicato il 27/09/2012 alle  15:54:16, nella sezione CRONACA,  878 letture)

Grande Sud ha presentato la sua lista di candidati all’ARS. Il senatore Roberto Centaro, coordinatore provinciale del partito di Gianfranco Miccichè, ha indetto una conferenza stampa con i candidati nella sede del partito. Tre consiglieri provinciali spiccano presenti in lista dandole una prospettiva forte: Nino Iacono, che opera a Pachino e che rappresenta la zona sud, Maurizio Ranno, augustano che è già da un po’ in campagna elettorale avendo presentato la sua immagine in grandi manifesti 6x3 ancora senza logo di partito e che rappresenta la zona nord della provincia, il cardiologo di medicina dello sport Mariano Caldarella, che dovrebbe raccogliere i consensi dell’elettorato di Siracusa centro. Altri candidati siracusani, oltre a Caldarella, sono Costanza Castello, giovane pasionaria rampante vicina a Miccichè, che per la prima volta affronta una campagna elettorale, e il deputato regionale uscente, Titti Bufardeci. “Abbiamo voluto questa lista di Grande Sud perchè i nostri candidati sono con noi dalla prima ora, la precedenza è stata assegnata a coloro che per il partito si sono già spesi alla luce del sole” - questa la dichiarazione di Bufardeci, che si mette in gioco con candidati ritenuti forti come Iacono e Ranno, che potrebbero avere possibilità di competere sul filo di lana con lo stessoTitti Bufardeci, il quale ricordiamo è stato eletto nella precedente tornata nelle file del Pdl. A breve si dovrà conoscere il nominativo della seconda donna che entrerà nella lista accanto a Costanza Castello.

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di Redazione (pubblicato il 25/09/2012 alle  13:58:10, nella sezione CRONACA,  777 letture)

Il movimento politico l’Altra Augusta si fa promotore di una segnalazione rivolta alle autorità competenti del seguente tenore: “E' vergognoso – si esordisce nel comunicato pervenutoci - che, quando fra poco più di un mese ci sarà la commemorazione dei defunti, il viale d'ingresso del cimitero rimanga chiuso al transito di auto e pedoni. Infatti è dal febbraio di quest'anno, allorquando una settimana di forte vento creò forti disagi, che l’ingresso del cimitero rimane chiuso al traffico veicolare e pedonale per motivi di sicurezza. Prima perché gli alberi caduti ostruivano la strada e poi per la preoccupazione dell’instabilità dei rimanenti cipressi. Non si può essere in eterna emergenza. Dopo oltre sette anni il luogo di culto, caro agli augustani, rimane un cantiere edile dove regna il caos. Ancora vi sono lotti liberi che fungono da discarica di materiali di risulta, acqua che esce dai rubinetti da tubi di fortuna, lasciando pozzanghere, strade polverose che appena iniziano le prime piogge diventano fiumi in piena. Ricordiamo che la chiesetta del Cristo Redentore, all’interno del cimitero, è lesionata e puntellata dal 1990, anno del terremoto e che l’ingresso principale è in una situazione disastrosa compreso il muro di recinzione. Eppure più volte è stata data notizia di finanziamenti. Stendiamo un velo pietoso – conclude il comunicato - sul posizionamento delle cappelle lato est, ci auguriamo che non si faccia lo stesso errore nel lato ovest. Infatti la parte posteriore delle cappelle si affaccia sulla via principale del settore est, mentre la parte anteriore si affaccia all’interno di una sorta di casbah con un corridoio di appena un metro, dove la confusione regnerà sovrana, come se si stesse al mercato. Quando potremo vedere un cimitero degno di questo nome?”

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  21:06:19, nella sezione ARTE,  957 letture)

Presentata sabato 22 settembre dalla giovane critica Silvia Baiardo (nella foto con l’artista) la personale di pittura dell’artista Jehan Calvus presso la Galleria Roma di piazza S. Giuseppe a Siracusa. Calvus è nato a Cluj, in Romania, nel 1955 e oggi vive a Vienna, dove svolge la sua attività di pittore, filosofo e pantomimo. Nel corso della sua carriera artistica ha esposto in varie parti d’Europa insieme ad artisti ascrivibili alla pittura fantastica, surrealista e visionaria. Questa mostra siracusana si intitola “L’accademia interiore” L’opera di Jehan Calvus ha il potere di trasportarci in luoghi misteriosi e nascosti – ha detto Silvia Baiardo nella sua presentazione - dove lo spettatore presente ha la possibilità di esperire quel rapimento che si prova dinanzi all’opera d’arte ed essere catapultato attraverso le immagini nella realtà metafisica. L’artista lo invita, infatti, a compiere un affascinante viaggio attraverso immagini tratte dal mondo onirico-fantastico. Un viaggio nell’interiorità dell’artista e dell’essere umano in genere. Calvus recupera un’ispirazione originaria, salvaguardando l’arte dall’influenza dell’atteggiamento scientifico che oggigiorno tende a penetrarla e ci da l’occasione di evadere dalla prigione della ragione, di riscoprire lo stupore, la meraviglia, l’intuizione come approccio al reale. In un mondo dove domina la razionalità tecnica Calvus propone un’arte ispirata dall’immaginazione, energia che infiamma la libera creazione: riscopre il potere dell’immaginifico. Laddove la scienza quantifica, misura, cataloga e ordina i fatti della materia inerte, l’intuizione ci consente di immergerci nei processi più profondi della realtà e l’arte coglie le essenze, spostando l’asse dal relativo all’assoluto.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:32:44, nella sezione ARTE,  1027 letture)

Una mostra sorprendente quella in corso alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Montevergini” di Siracusa, che nei suoi ampi spazi ospita 45 opere del pittore-fotografo Andrea Chisesi. L’evento artistico si intitola “Fuochi e vortici siciliani” ed è in gran parte ispirata ai fuochi pirotecnici così tipici nella tradizione siciliana, tradizione che l’autore apprezza e conosce bene avendo avuto genitori di origine siciliana. Nato a Roma nel 1972, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura di Milano, città in cui oggi vive, Andrea Chisesi intraprende la professione di fotografo specializzandosi nel settore della moda e del ritratto. Parallelamente alla fotografia trova nella pittura un elemento distintivo della sua ricca personalità artistica. Pittura e fotografia sono infatti i linguaggi alla base dell’arte di Andrea Chisesi: due tecniche assai diverse che nelle sue opere spesso si fondono e si confondono a tutto vantaggio di una forza espressiva che coinvolge il fruitore dell’opera in un viaggio alla scoperta dell’essenza stessa dell’arte, un vero e proprio trip di colori e forme. Le due tecniche vengono messe a confronto e sperimentate, l’immagine reale fusa con quella immaginaria, con processi dalla struttura variabile: un’ opera interamente pittorica viene fotografata, elaborata digitalmente, stampata su tela e nuovamente dipinta, oppure una fotografia viene elaborata, stampata su tela e su questa poi l’artista dipinge. Questo processo di compenetrazione gli permette una continua sperimentazione e reinterpretazione in chiave cromatica e strutturale degli stessi soggetti. La mostra è stata inaugurata il 20 settembre alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Siracusa e presentata dal noto critico d’arte professoressa Ornella Fazzina, che ha parlato di “sincretismi estetici” e di “meticciato culturale” nel delineare con efficaci tratti la pittura di Andrea Chisesi.

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di Redazione (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:23:56, nella sezione CULTURA,  736 letture)

Lunedì 24 Settembre, alle ore 10, si apriranno i lavori del secondo Meeting International University Festival Science, Art and Technology promosso dal Consorzio Universitario Archimede, dalla struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa, in collaborazione con l’Università di Catania e la Provincia Regionale di Siracusa. A dare i saluti nel salone Costanza Bruno del Palazzo di via Malta sarà il presidente del Consorzio Roberto Meloni, la vice Giuseppina Ignaccolo e il presidente della struttura didattica speciale prof. Bruno Messina. Seguirà la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso internazionale “Il Messaggio di Archimede”. Il 16 luglio scorso la Commissione costituita dal Presidente della Struttura Didattica Speciale di Architettura prof. Bruno Messina, dai docenti Proff. Carmelo Strano, Nicola Impollonia, Fernanda Cantone e dalla Prof.ssa Giuseppina Ignaccolo, vicepresidente del Consorzio, dopo aver valutato i lavori pervenuti, ha deliberato di assegnare tre premi, consistenti in tre borse di studio, di 2000 euro ciascuna, alla sezione interna del concorso, riservata agli studenti della Facoltà di Architettura di Siracusa e agli studenti del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali e Tecnologie applicate alla conservazione e al restauro dei Beni Culturali di Siracusa e tre premi, consistenti in un soggiorno, per la durata del Meeting, nella provincia di Siracusa, alla sezione esterna, riservata agli studenti delle Facoltà di Architettura nazionali e straniere. Tra i progetti vincitori, sezione interna, la realizzazione di un centro antiviolenza per donne e il ripristino delle Latomie dei Cappuccini di Siracusa. Per la sezione esterna, uno dei gruppi di lavoro premiato proviene dall’Università degli Studi di Firenze che ha condotto uno studio su “Marzamemi Seawall”, un’architettura di percorsi tra centro cittadino e mare.

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di Redazione (pubblicato il 23/09/2012 alle  17:16:02, nella sezione CRONACA,  705 letture)

“Avevamo ragione, sindaco e amministrazione avrebbero dovuto avere il buon senso e l’umiltà di ascoltare. E invece”. E’ quanto sostengono Titti Bufardeci e il gruppo consiliare comunale e provinciale di Grande Sud a proposito del bando per la raccolta dei rifiuti, dopo la notizia che la Regione ha dichiarato l’incompetenza del Comune di Siracusa a predisporre ed emanare un bando che è ormai, in seguito alla modifiche normative intervenute, di competenza delle SRR (società costituita dagli stessi Enti Locali). “Sarebbe bastato accogliere le infinite sollecitazioni rivolte a Visentin e alla sua giunta, – dice Bufardeci - sedersi attorno ad un tavolo, approfondire la materia ed oggi avremmo evitato le spiacevoli conseguenze di una cosi clamorosa cattiva figura. Si corra adesso per definire e completare tutti i passaggi necessari alla costituzione delle SRR, si approfondiscano le questioni inerenti gli aspetti finanziari ed occupazionali, gli ambiti e l’oggetto dell’appalto. E la prossima volta un po’ di giudizioso buon senso. Discutere ed approfondire è sempre meglio”.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 22/09/2012 alle  09:49:25, nella sezione LIBRI,  779 letture)

Tommaso Carbone, Niente è come sembra, Rusconi Libri, 9,90 euro.

La notte del 20 febbraio del 1989 Lucia trova, nel bagno di casa, i corpi senza vita della figlia Miriam e del suo fidanzato Francesco. Il referto medico parla di morte per elettrocuzione provocata dal cattivo funzionamento di uno scaldabagno e la polizia chiude subito il caso. La madre di Francesco è però convinta che la morte dei ragazzi non sia accidentale. Dopo una serie di contraddittorie perizie, si rivolge a Max Ferretti, titolare di un’agenzia investigativa ed ex poliziotto, espulso dal corpo perché accusato di aver sparato deliberatamente a un pericoloso, ma disarmato serial killer. Quando i corpi vengono riesumati, Miriam presenta una frattura all’osso ioide... Chi ha ucciso i due giovani? E soprattutto, perché? Scampando miracolosamente a un attentato, tra reticenze e probabili collusioni politiche, toccherà al consumato investigatore e a Gaia, sua giovane socia, scoprire i colpevoli e dimostrare che spesso nella realtà Niente è come sembra.

Una storia ambigua che suscita numerosi sospetti. Morti nebulose, attribuite a un tragico incidente, che a sei anni di distanza non sono state ancora chiarite del tutto. Un caso aperto, che può rappresentare il giusto riscatto per un ex poliziotto come Max Ferretti, investigatore privato, marito in crisi, incaricato di seguire una storia che può cambiargli la vita. Miriam e Francesco, due fidanzatini, sono morti sei anni prima in quello che viene considerato un tragico incidente. La storia della ragazza è offuscata da vicende che Max, insieme alla collega Gaia, è deciso a chiarire per mettere in luce, una volta per tutte, la verità. Un passato di sesso, droga e conoscenze poco raccomandabili hanno segnato l’adolescenza di Miriam. Famiglie importanti, magistrati corrotti e mafiosi spietati fanno da contorno a un giallo che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. La verità verrà a galla, ma niente sarà più come prima. Un buon esordio narrativo per Tommaso Carbone, che alcuni anni fa aveva già pubblicato con Il Foglio Letterario (www.ilfoglioletterario.it), ma che adesso conquista un posto in una collana di narrativa di genere di un grande gruppo editoriale.

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di Redazione (pubblicato il 22/09/2012 alle  09:41:01, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  714 letture)

Augusta è quotidianamente vandalizzata da una ciurma di imbecilli, presumibilmente giovani, che la scuola e la famiglia non sono riuscite a dotare di alcun senso civico nè di amore per la città dove essi stessi vivono. E’ quanto emerge dai vari e continui episodi di danneggiamento di panchine, di fioriere, di segnali stradali, di cestini per l'immondizia, perfino di quelli sistemati da poco in lungomare Rossini, la strada che si affaccia sul golfo Xifonio, meta apprezzata dagli amanti dello jogging e delle passeggiate. I contenitori per l'immondizia sono stati capovolti nottetempo senza alcun motivo, fortunatamente non si sono rotti perché sono in cemento e sono stati raddrizzati dagli stessi fruitori della "pista sul mare". Nessuno vede e nessuno segnala ai vigili urbani che peraltro dovrebbero cogliere i vandali sul fatto per potere efficacemente reprimere questo che si configura come un vero e proprio reato di danneggiamento. Per non parlare delle scritte sui muri pubblici che deturpano alcuni monumenti storici come quello già cancellato sul frammento di sommergibile, monumento alla Marina Militare, davanti la porta Spagnola, o la scritta sul bastione del castello svevo proprio di fronte. Anche la Porta spagnola è spesso presa di mira e non è stato risparmiato nemmeno il muro perimetrale della Marina Militare. Gli "artisti" che tappezzano di scritte i monumenti agiscono di notte e certo non è facile sorprenderli, ma riteniamo basterebbe un pattugliamento notturno e qualche arresto con conseguente condanna per arginare il triste fenomeno. Scritte di una stupidità assoluta campeggiano sui muri di recinzione della zona del monte, su molte case private appena restaurate e nei prospetti di tutte le scuole. Non sono casi isolati, si assiste piuttosto a un degrado sempre più preoccupante dei valori elementari su cui si basa la convivenza civile. Quasi fosse una gara in cui vince chi riesce a causare il danno più grave, le scritte si moltiplicano sulle facciate di chiese, palazzi storici, monumenti di ogni tipo, senza alcun rispetto per un patrimonio che appartiene a tutti e che, come tale, ognuno dovrebbe sentire anche suo e proteggere. Dietro quelle che superficialmente si potrebbero classificare bravate, e che sono invece da definirsi come veri e propri atti vandalici, si nasconde un disagio più profondo e più grave, una povertà spirituale, non certo materiale, una povertà di valori e di ideali che affligge le generazioni più giovani che hanno avuto tutto, ma a cui è mancata la cosa più importante: la formazione che avrebbe dovuto renderli persone responsabili e consapevoli.

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di Redazione (pubblicato il 22/09/2012 alle  09:33:06, nella sezione CULTURA,  989 letture)

Il baritono augustano Giovanni Di Mare è stato ospite del Premio “Francesca Pobbe” 2012, tenutosi nella splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza. Il premio Pobbe, dedicato al grande soprano vicentino, è giunto alla settima edizione e viene conferito ogni anno ad un grande soprano lirico spinto. Quest’anno è toccato a Francesca Patanè. Alla serata, che ha come scrigno il gioiello architettonico del Teatro Olimpico, partecipano critici musicali, giornalisti del settore e un pubblico di amici della lirica provenienti da tutta Italia. Il baritono augustano Giovanni Di Mare è stato invitato come ospite dal direttore artistico della manifestazione, il tenore di fama internazionale Cristian Ricci. L’intervento musicale del baritono Di Mare ha destato un grande successo, in particolare l’interpretazione della romanza dell’Elisir d’Amore di Donizetti che ha suscitato molta ilarità nel pubblico, tanto da chiedere persino il bis e da costringere il baritono Di Mare a tornare ben due volte alla ribalta, chiamato dagli applausi lunghi e fragorosi che hanno osannato le virtù attoriali oltre che vocali del nostro baritono augustano. Notevole è stata anche l’interpretazione del duetto “Suoni la tromba intrepido”, in coppia con un basso cinese, terminato da una puntatura al la bemolle acuto tenuto con baldanza d’accento e sicurezza, il che ha dimostrato una estrema facilità nel registro acuto. Al termine della serata il baritono Di Mare è stato insignito di una medaglia d’argento creata da un artigiano orafo e raffigurante il volto a bassorilievo del soprano Francesca Pobbe, titolare del premio lirico. Prossimi impegni vedranno il baritono augustano impegnato in una tournee toscana che girerà i teatri Verdi di Pisa, Giglio di Lucca e Goldoni di Livorno nell’opera “Napoli Milionaria” di Nino Rota ed una tournee in India nel ruolo di Dulcamara nell’Elisir D’Amore.

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di Redazione (pubblicato il 22/09/2012 alle  09:23:09, nella sezione SPORT,  857 letture)

Nei giorni 7, 8 e 9 settembre si sono svolti i Campionati Italiani Assoluti di Canoa Kayak presso l'Idroscalo di Milano. L'atleta augustana Cristina Petracca ha ottenuto grandi risultati vincendo buona parte dei titoli in palio. La siciliana, da quest'anno tesserata per la Marina Militare, ha ottenuto ottimi risultati, vincendo 5 titoli Italiani in K1 e in K2 in coppia con la collega Alessandra Galiotto nelle categorie Senior e Under 23.

TITOLI VINTI :

K1 200 mt Senior (Petracca)

K1 200 mt Under 23 (Petracca)

K1 500 mt Under 23 (Petracca)

K2 1000 mt Senior (Petracca - Galiotto)

K2 200 mt Senior (Petracca – Galiotto)

Nella foto sul podio a sx Sofia Campana delle Fiamme Azzurre, al centro la campionessa italiana Cristina Petracca, a dx Francesca Capodimonte della Canottieri Sabazia. Alla campionessa augustana, l’augurio della redazione di vederla gareggiare nelle prossime Olimpiadi.

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di Redazione (pubblicato il 16/09/2012 alle  15:00:55, nella sezione CRONACA,  752 letture)

L’impressione è che si sia voluto precorrere i tempi annunciando la candidatura a sindaco di Augusta di Marco Stella, esponente di spicco di Fli che, nella sede di via P. Umberto qualche giorno fa, è stato presentato alla stampa da Roberto Meloni e da Giuseppe Di Mare, con l’intervento del deputato nazionale Fabio Granata e del consigliere provinciale Sebastiano Butera. Dopo un doveroso e sentito minuto di raccoglimento dedicato a Giacinto Franco, recentemente scomparso, Giuseppe Di Mare ha precisato che il Fli è in condizioni già da adesso di indicare il proprio candidato a sindaco perché non ha dubbi nell’individuare, senza se e senza ma, Marco Stella quale l’uomo giusto per la città. Ricordiamo che Stella era già stato protagonista della dura battaglia elettorale con Massimo Carrubba le scorse elezioni, nelle quali perse per appena 150 voti di scarto, quando tutto faceva presagire una vittoria che avrebbe cambiato il corso delle cose ad Augusta ed evitato un periodo che non è stato per niente produttivo per la pubblica amministrazione di questa cittadina. Di Mare ha elencato gli ultimi criticabili provvedimenti presi da Carrubba prima delle sue dimissioni, avvenute il 30 settembre per poter correre per la carica di deputato regionale. E precisamente: il pagamento di una cospicua indennità premio al direttore generale del Comune, lo storno di 600mila euro che erano destinati al recupero della piscina verso altri lavori non meglio identificati, fino all’episodio increscioso del consiglio comunale convocato per il saluto al sindaco dimissionario, consiglio che si è riunito senza la presenza del sindaco stesso. Meloni ha ricordato che c’è bisogno di un sindaco che si veda in giro, che si interessi fortemente ai problemi, e sono tanti, di Augusta, e ha ricordato che nel tempo sono stati messi a disposizione a titolo gratuito dal suo partito e dal suo studio tanti progetti esecutivi dei quali il sindaco non ha tenuto alcun conto. Breve l’intervento di Butera, presidente provinciale di Fli e conclusivo quello di Fabio Granata, che ha annunciato che a tutti i candidati di Fli a qualsiasi carica verrà richiesto di sottoscrivere il codice etico, per evitare candidature che possano nuocere al futuro di Augusta.

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di Redazione (pubblicato il 15/09/2012 alle  16:31:46, nella sezione CRONACA,  983 letture)

Presentata la Lista Crocetta in provincia di Siracusa. Carmelo Spataro, consigliere provinciale del Pd ha personalmente comunicato i nominativi dei componenti la lista del presidente. “Ho il piacere di rendere note – scrive Spadaro - le prime significative ed autorevoli adesioni nella lista Crocetta che concorreranno alla probabile elezione a presidente della regione siciliana dell’on. Rosario Crocetta attuale europarlamentare e già sindaco di Gela. Sono il sindaco di Canicattini, Paolo Amenta, il notaio Giambattista Coltraro, l’avv. Giovanni Giuca, già sindaco di Rosolini. Abbiamo inoltre la disponibilità di altre autorevoli candidature che saranno ufficializzate nei prossimi giorni e che risponderanno alle linee guide e programmatiche espresse da Crocetta nel corso della sua campagna elettorale, anche in termini di discontinuità rispetto al recente passato. La “lista Crocetta Presidente “ è una lista aperta fuori dagli schemi rigidi dei partiti e legata profondamente al territorio che accoglie e fa propria la dirompente e prestigiosa personalità di Rosario Crocetta, concorrendo sia in provincia di Siracusa che in tutta la Sicilia al superamento della soglia di sbarramento prevista dalla legislazione elettorale. Sono sicuro dell’ottimo risultato e convinto che esprimerà in provincia di Siracusa un rappresentante alla prossima assemblea regionale”. Paolo Amenta proviene da Fli, Giovanni Giuca, da Sel, e il notaio Giambattista Coltraro dall’Udc in qualche modo a significare una convergenza sul candidato espresso dal Pd con un prelievo di voti con tutta probabilità nell’area di centrodestra da una parte e nell’area di sinistra dall’altra. Ci si chiede come la pensano i militanti di Sel, che candida Claudio Fava in alternativa a Crocetta, e di Fli, le cui molte anime vivono diversamente e con travaglio questo spostamento di fatto verso un’area di sinistra che non appartiene alle tradizioni politico-culturali di chi proviene dalla disciolta An.

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di Redazione (pubblicato il 10/09/2012 alle  14:58:12, nella sezione CRONACA,  805 letture)

Il deputato regionale di Grande Sud, Titti Bufardeci, interviene all’indomani dell’abbandono di Roberto Di Mauro dal partito e fa un’analisi precisa su questa sorta di accadimenti assai spesso frequenti ad ogni vigilia elettorale di un certo peso. “Un tradimento politico e umano” è il suo drastico commento. Abbiamo raccolto le sue dichiarazioni in merito alla vicenda. “Nei casi come quelli che hanno al centro l’assessore Di Mauro la regola impone che chi tradisce avverta il pudore di stare in silenzio. Il nostro, invece, è alla continua ricerca di motivare un classico caso di semplice tradimento dovuto soltanto da ciò che gli viene offerto. Stipendio di assessore e possibilità di difendere i propri interessi. In un sms Di Mauro, in piena contraddizione con quanto dichiarato pubblicamente in conferenza stampa e privatamente, in merito alle incapacità del sindaco, mi ha fatto sapere che ha deciso di lasciare il gruppo perchè non si sentiva coinvolto dal nostro partito che, invece, lo aveva garantito in quella posizione, nonostante il forte mal di pancia dei consiglieri comunali che lo avvertivano lontano dalle loro scelte politiche, a partire da quelle relative al bilancio. Il fatto che nei suoi confronti i nostri consiglieri mostrassero una mancanza di fiducia gioca a beneficio della lungimiranza di questi ultimi che hanno saputo leggere i segnali che provenivano dai comportamenti dell’assessore sempre incline ad accettare i suggerimenti e a sposare le tesi di chi, oggi, lo premia ridandogli la carica tanto agognata. La libera interpretazione di Di Mauro lo porta a dire che abbiamo chiesto un secondo assessore perchè non riconoscevamo come nostro rappresentante. Sa bene di mentire perché conosce quante volte abbiamo sollecitato incontri e riunioni che anche lui riteneva indispensabili per superare al meglio le problematiche e dare attuazione alla cosiddetta linea di continuità amministrativa, viceversa disattesa continuamente. Di Mauro – conclude Titti Bufardeci - si dichiara anche dispiaciuto del fatto che Grande Sud ha deciso di uscire dalla maggioranza a otto mesi dalle elezioni amministrative. E questo, dobbiamo ammetterlo, è stato un errore perchè avremmo dovuto molto prima uscire dall’amministrazione. Di Mauro smetta i suoi tentativi di trovare giustificazioni impossibili a quello che è un tradimento politico e umano”. (Nella foto Bufardeci e Di Mauro ai tempi del loro sodalizio)

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di Redazione (pubblicato il 09/09/2012 alle  10:14:09, nella sezione ARTE,  939 letture)

Inaugurata sabato 8 settembre, nei locali della Galleria Roma di Siracusa in piazza San Giuseppe 2, la Mostra collettiva d'Arte contemporanea dal titolo "CHIAVI DI LETTURA". Si tratta di una esposizione dei lavori di alcuni artisti associati quali Salvatore Accolla, Cristien Alferink, Luigi Bengala, Gianfranco Bevilacqua, Corrado Brancato, Gaspare Calì, Fiorella Cascieri, Giulia Cappuccio, Margherita Davì, Giuseppe De Luca, Gino Di Frenna, Angela Floriddia, Francesco Floriddia, Stefania Floriddia, Marina Giuffrida, Elia Guardo, Salvatore Li Puma, Amedeo Nicotra, Valentina Nicotra, Tomie Nomiya, Luciano Paone, Gina Pardo e Palmira Pugliara. La mostra è stata presentata dal professor Luigi Amato (nella foto), docente di estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

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di Redazione (pubblicato il 08/09/2012 alle  18:52:17, nella sezione CRONACA,  1449 letture)

Riportato alla ribalta sul web ad opera del solito Mimmo Di Franco un dannosissimo problema che riguarda due incroci augustani dove il caos impera sovrano e i cittadini fanno i propri comodi a danno di altri cittadini, creando disagi e rischi di incidenti, senza che avvenga mai uno straccio di controllo da parte dei vigili urbani sempre e comunque in tutt’altre faccende affaccendati. Si tratta del trivio al Monte Tauro nel quale insiste la farmacia e il panificio, sulla strada panoramica, dove ci vorrebbe un senso unico e un’isoletta spartitraffico, e dell’incrocio della borgata all’altezza di Villa delle Rose, dove ci vorrebbe un cordolo di cemento che isoli la rotatoria dall’esercizio. Questo comporterebbe l’ingresso in una corsia per entrare nel bar-tabacchi, uscendo dalla stessa corsia senza intralciare con il movimento di marcia indietro lo scorrimento del traffico veicolare. Sul web riguardo all’argomento in questione i commenti si sprecano. Uno di questi recita: “L’assoluta e totale inciviltà nel parcheggiare la macchina al monte a cominciare dalla farmacia e per finire ai vari bar e tabacchi....qualcosa di assurdo. Macchine parcheggiate a ridosso del curvone a gomito (in salita) un lungo serpentone di macchine continua fino a quasi l' entrata del supermercato Sidis. Non voglio immaginare quando arriva un autobus e deve svoltare per andare in direzione Monte Amara, cosa che sicuramente è già successa, io dico che così non si può continuare... chiedo al signor Mimmo Di Franco da sempre attento a queste problematiche nel centro storico e alla borgata di venire a dare un occhiata per documentare il tutto perché davvero non si può vedere assolutamente una cosa del genere. Io sono passato verso le 18 ma credo che sia così in tutti gli orari di punta”. Di Franco ci ha scritto e Diorama parla del problema, ma a giudicare dall’andazzo delle cose, che dura da anni, mettendo insieme l’assenteismo degli organi preposti al traffico, il menefreghismo e la cattiva educazione dei cittadini e la tragica dislocazione degli esercizi commerciali interessati, farmacia e bar tabacchi, non ci facciamo molte illusioni su una positiva risoluzione del problema.

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di Redazione (pubblicato il 08/09/2012 alle  11:17:54, nella sezione CINEMA,  1186 letture)

Presentato dal Sindaco di Priolo in conferenza stampa il cortometraggio “Neanche i cani”, girato in questi giorni nel territorio comunale per la regia di Alfio D'Agata. Un breve film per veicolare l’idea che Priolo non è solamente industrie e ciminiere, ma ha nel suo tessuto storico-culturale tante cose da valorizzare. Il cortometraggio prende spunto dal precariato, odierna piaga sociale, e sarà portato in vari festival cinematografici e diffuso via internet e televisione. Alle riprese hanno preso parte molti priolesi, che hanno partecipato alle riprese come figuranti. L’iniziativa è stata proposta circa un anno e mezzo fa al sindaco di Priolo, Antonello Rizza, che ha subito ritenuto di dare piena disponibilità alla troupe di produzione, formata prevalentemente da giovani, a girare a Priolo il cortometraggio ospitando nel paese il protagonista, l’attore siciliano Nino Frassica (nella foto). L’idea di promuovere Priolo attraverso un cortometraggio serve a trasmettere un messaggio positivo presentando diversamente dal solito un comune che è stato d’altra parte interessato da un ampio processo di riqualificazione, puntando sullo sviluppo turistico del territorio. Nino Frassica, protagonista del cortometraggio “Neanche i cani”, rappresenta sul set la società odierna, caratterizzata dalla cosiddetta “doppia – faccia”, in quanto si mostra come una persona aperta al prossimo in pubblico, mentre, nella vita privata, si manifesta cinica e spietata. “Sono entusiasta – ha detto Frassica - di partecipare ad un cortometraggio caratterizzato da una bella sceneggiatura e girato in una bella location, che trovo positivamente trasformata, in particolare Marina di Priolo, che oggi presenta anche una bella passeggiata a mare. Sono stato felice di scoprire una Priolo rinnovata, mi sono sentito ben accolto da tutti, ed è sempre bello recitare nella propria terra e in lingua dialettale”.

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di Gordiano Lupi (pubblicato il 08/09/2012 alle  10:26:24, nella sezione LIBRI,  1101 letture)

Wendy Guerra, Tutti se ne vanno, Le Lettere, pag. 280, 18 euro.

Wendy Guerra (nella foto) è un’eccellente scrittrice cubana, nata nel 1970 all’Avana, laureata in regia cinematografica e radiotelevisiva presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Istituto Superiore d’Arte. A Cuba, tra le cose positive costruite dopo il 1959, non si diventa registi per caso, ma esiste un vero e proprio corso di studi dove si studia tecnica e storia del cinema, grazie a lezioni impartite da veri maestri che si sono cibati di neorealismo, Godard, Fellini e cinema nordamericano indipendente. Wendy Guerra è un’allieva di Tomás Gutiérrez Alea, il suo stile letterario abbonda di piani sequenza descrittivi e di rapide pennellate che costruiscono caratteri e situazioni. Todos se van, tradotto in maniera egregia da Antonella Ciabatti per la collana Latinomericana, diretta da Martha Canfield per i tipi de Le Lettere, è scritto sotto forma di diario e comincia con una citazione tratta dal Diario di Anna Frank: “Potremmo chiudere gli occhi davanti a tutta questa miseria, ma pensiamo a coloro che ci erano cari, e per i quali temiamo il peggio, senza poterli aiutare”. Inutile dire che l’autrice parla di Cuba sotto metafora. Il diario è diviso in due parti. Nella prima parte abbiamo una bambina di nove anni che racconta la sua infanzia come un viaggio attraverso il dolore, contesa tra i genitori divorziati, in balia di un padre violento che la picchia, non la manda a scuola e spesso torna a casa ubriaco. “Ho pagato un prezzo molto alto per crescere da sola mentre tutti se ne andavano dall’isola”, afferma la protagonista. E vive un’esistenza costellata di abbandoni, per motivi sentimentali o politici, economici e di semplice vita quotidiana. La ragazzina cresce mentre tutti se ne vanno. Inesorabilmente. La seconda parte del romanzo è la più disperata. La bambina diventa adolescente proprio mentre i regimi socialisti vanno in crisi e crollano uno dopo l’altro, fino alla caduta del muro di Berlino. Wendy Guerra racconta con magistrali pagine di taglio cinematografico e con tono lirico la fine di un sistema, le fughe e la solitudine di una ragazzina che osserva il mondo cambiare mentre vede gli amici scappare. Il Diario potrebbe essere in parte autobiografico, in ogni caso l’autrice ha vissuto in prima persona certe situazioni, perché è nata nel 1970 e alla caduta del muro di Berlino compiva diciannove anni. Wendy Guerra racconta la Cuba dei black-out energetici (apagón), dei poveri solar dove vivono famiglie senza possibilità economiche, dei giovani nascosti in umidi sottoscala per ascoltare i Beatles (“erano più proibiti che mangiare carne”), delle raccolte fallimentari di canna da zucchero, delle persecuzioni agli omosessuali, delle ideologie perdute. Racconta “la guerra fredda del silenzio adolescente”, mixata con la guerra fredda della politica, con un isolamento culturale che allontana i giovani sempre più dal sistema. “Il mio Diario è un lusso, è la mia medicina, è ciò che mi mantiene in piedi. Senza di lui non arriverei ai venti anni. Io sono lui e lui è me. Entrambi non ci fidiamo”. Racconta di una ragazzina che vuole scappare dagli slogan e dalle ideologie, che non sopporta più quel che accade, ma si rende conto che fuggire dalla politica significa andare via da Cuba. E poi il romanzo è costellato di stupende immagini letterarie: “L’Avana odora di gas liquido e di pesce fresco, che viene dall’aria salata del Malecón”. Tutti se ne vanno racconta anche la paura del futuro, perché crollano i muri, i giovani scappano, ma i vecchi non sanno vivere senza muri e temono quel che potrà accadere. La conclusione non lascia scampo: “Sono all’Avana, ci provo, cerco di avanzare ogni giorno un po’ di più. Ma una volta gelato il mare dei Caraibi, non c’è alcuna possibilità di arrivare in nessun posto. Da questa parte continuo a scrivere il mio Diario, a svernare nelle mie idee, senza potermi spostare, per sempre condannata all’immobilità”. Questo è il destino della ragazzina, ma anche della scrittrice, che pubblica i suoi romanzi in tutto il mondo, ma che - come Cabrera Infante e Reinaldo Arenas - è inedita a Cuba, a parte alcune innocue raccolte di poesie.

Todos se van (2006) è il debutto letterario di Wendy Guerra, il libro ha riscosso un enorme successo in Spagna, dove ha vinto il premio Bruguera, è stato tradotto in molte lingue, ma in Italia è uscito nel 2007, passando inosservato, come quasi tutti i libri che raccontano il vero volto di Cuba e che sono invisi al regime. Molto spesso mi faccio una domanda alla quale non so dare risposta: l’apparato castrista dirige la nostra politica culturale? Resta il fatto che Wendy Guerra è una grande scrittrice di cui ci priviamo, a vantaggio di inutili e ripetitivi titoli commerciali. La Guerra ha pubblicato anche Nunca fui Primera Dama (Bruguera - Barcellona, 2008), mentre da poco è uscito Posar desnuda en La Habana (Alfaguara, 2012), entrambi inediti nel nostro paese. Ha dato alle stampe tre raccolte di poesie: Platea oscura (L’Avana, 1987), Cabeza rapada (L’Avana, 1996) e Ropa interior (Bruguera - Barcellona, 2008). Scrive un blog interessante intitolato Habaname per il periodico spagnolo El Mundo: http://www.elmundo.es/blogs/elmundo/habaname/. Leggiamo un capitolo tratto da Tutti se ne vanno. I giorni dell’attesa - 1989 (pagina 197):

Ogni mattina mia madre mi chiama per dirmi quale governo dell’Europa dell’Est è caduto. Si gode tutto ciò come se fosse un grande show. Osvaldo chiama poco da Parigi. Quando lo fa mi chiede di prepararmi al viaggio. Io mi occupo di suddividere i messaggi per le mogli degli altri pittori che se ne stanno andando via poco a poco. Non voglio compromettere nessuno su questo Diario. E neppure raccontare alla lettera i miei piani. C’è bisogno di molto silenzio e di molta discrezione per uscire da Cuba in questo momento. Noi artisti siamo presi di mira. Ci sono più poliziotti che critici in mezzo a noi. Non esco quasi di casa, non vado a trovare nessuno perché la maggior parte dei miei amici se n’è andata. Lucia e sua madre sono a Madrid. Se ne sono andate senza dirlo. Di tutti quelli che avevano iniziato la scuola, saremo in pochi a diplomarci. Jesús continua a vendere i quadri di Osvaldo e a procurare borse di studio per allungare il soggiorno dei pittori che se ne sono andati con lui. Ha ottenuto l’appoggio della fondazione Mitterand. Il suo progetto va avanti. Il libro di Cleo sta per uscire in Francia. Mi resta solo da dire addio. La mia rubrica telefonica è piena di segni rossi. Non posso più fare quei numeri. Non mi risponderebbe nessuno. La città è abitata quasi solo da sconosciuti. Tutti se ne vanno. Mi lasciano sola. Il telefono non suona più. Io aspetto il mio turno in silenzio.

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di Redazione (pubblicato il 02/09/2012 alle  17:17:48, nella sezione EVENTI,  865 letture)

Brucoli in festa, magari un po’ fuori stagione visto che, tutto sommato, la kermesse organizzata dall'associazione "Amunì” non ha registrato in prima serata un pienone di visitatori pari a quello che, si può ipotizzare, ci sarebbe stato se la manifestazione fosse avvenuta durante l’estate piena. Comunque, per due giorni Brucoli è stata animata da musicisti e artisti di strada che hanno intrattenuto grandi e bambini in diversi punti del borgo marinaro. Abbiamo rivisto nell’occasione il vecchio amico Giovanni Anzalone, eclettico attore e cantastorie originario di Carlentini, che ha recitato brani della tradizione leggendaria siciliana accompagnato dalla bravissima arpista umbra Laura Vinciguerra. Gran finale sabato sera con la band augustana "Oltre il silenzio" che si è esibita nella piazzetta ed ha attirato un pubblico più numeroso. In ultima analisi un bilancio positivo per l’associazione che ha organizzato il tutto coinvolgendo tutti gli esercenti locali, con una finalità di attrazione turistica e tentando di vivacizzare la deliziosa frazione marinara che però avrebbe bisogno di una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale per migliorarne viabilità, parcheggi, pulizia e controllo da parte della polizia municipale. Il turismo possibile di questa zona passa attraverso la valorizzazione culturale dei siti, primo tra tutti il castello di Brucoli che, recentemente aperto al pubblico, non pare abbia trovato una giusta dimensione attrattiva per i cittadini e i visitatori.

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