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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Gordiano Lupi (pubblicato il 30/04/2012 alle  21:04:19, nella sezione LIBRI,  854 letture)

Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie, pag. 256, 16,80 euro.

Qualcosa di scritto è tra gli undici finalisti al Premio Strega per opere di narrativa, il suo editore lo classifica come romanzo, anche se Emanuele Trevi, quasi per giustificarsi, inserisce in apertura la citazione da una lettera che Pasolini scrisse a Moravia parlando di Petrolio: “È un romanzo ma non è scritto come i romanzi veri: la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia”. Qualcosa di scritto non è un romanzo ma resta un grande libro, un piccolo capolavoro che ogni cultore di Pasolini non può fare a meno di leggere per capire a fondo la personalità e le idee del nostro più grande intellettuale del Novecento. Trevi racconta un Pasolini che ha studiato con passione attraverso la sua opera, ma narra anche l’amore viscerale di Laura Betti per un poeta visionario, la passione con cui questa attrice di talento ha cercato per tutta la vita di non far dimenticare un grande scrittore. Qualcosa di scritto è un’opera di saggistica su Pasolini, soprattutto sul romanzo postumo Petrolio, scritta come un romanzo, intervallata da momenti autobiografici di grande interesse universale. Per fare un paragone irriverente niente a che vedere con La casa sotto i portici di Carlo Verdone, scritto da un dilettante, infarcito di luoghi comuni e di pettegolezzi inutili. Qualcosa di scritto è letteratura allo stato puro, opera di un autore che dai venti ai trent’anni si è preoccupato soltanto di imparare a scrivere bene - per usare le sue parole - e ci è riuscito alla perfezione. Il libro ti fa venire voglia di andare a cercare Petrolio - il solo libro di Pasolini che non ho letto -, definito da Trevi “un grosso frammento, quello che resta di un’opera folle e visionaria, fuori dai codici, rivelatrice… una bestia selvaggia… una provocazione, una confessione, un’esplorazione, un testamento… tutto macchiato di sangue”. Petrolio è un romanzo che proviene da un’altra epoca, da un’altra dimensione, incomprensibile in una stagione letteraria dominata dalla bella storia, confezionata da un editor, resa omogenea e uniforme, a misura di lettore. Pasolini non avrebbe capito, perché non è mai esistito un intellettuale più anarchico di lui, più refrattario all’uniformità, al gusto unico nazionale, alla società berlusconizzata da consumi, pubblicità e televisione. Pasolini era una forza del passato che odiava la mediocrità, un autore da continuare a leggere perché specchio dei tempi e rivelatore di quel che siamo diventati. La sua lotta contro l’omologazione culturale, combattuta con le armi del cinema, della narrativa e della poesia, continua a far da monito anche in un mondo popolato dai nuovi barbari di una realtà postatomica. “Adesso non è più la borghesia a fare da modello alla plebe, ma è questa che, assorbito tutto quello che c’era da assorbire, si afferma come oggetto di imitazione, è il modello di tutti i borghesi, si accampa nei quartieri alti come accadeva nella visione apocalittica di Zola”, scrive Trevi. Come non condividere? Pasolini comprende a cinquant’anni compiuti di aver perso per sempre la gioia erotica, perché il mondo è ridotto a merce, per lui è uno scenario insostenibile, un inferno che si impadronisce della vita. Trevi ci induce a leggere Petrolio e a vedere un film estremo ma illuminante come Salò alla luce di questa considerazione: Pasolini adotta il punto di vista di un morto, si proietta ai confini della sua stessa vita. Trevi racconta la trama di Petrolio, insiste sulla poetica del doppio, sulla vita di Carlo che si scinde in due esistenze diverse, una da uomo e l’altra da donna, ci fa apprezzare i capitoli più violenti sotto una luce nuova, come la catarsi di un uomo che ha perso la voglia di vivere. Secondo Trevi, Pasolini era convinto che nella nostra società si stesse perpetrando un genocidio: “i compiti che i nazisti affidavano ai campi di concentramento, adesso venivano svolti dai supermercati”. Non c’è solo la figura di Pasolini in questo splendido lavoro di Trevi che ho riempito di sottolineature con la matita nera, viene fuori anche una genuina Laura Betti, la Pazza cinica e rabbiosa, la doppiatrice del demonio ne L’Esorcista. In un ricordo dell’autore afferma: “La verità è che s’invecchia sempre male, e se qualcuno vi dice il contrario mente, ma io a mentire non ce la faccio, non ho la vergogna di ammetterlo, possono avere un’aria più o meno decorosa, ma all’interno le persone della mia età sono tutte come me, i nonni felici sono solo alla tv”. E ancora: “Per farcela davvero ci vuole la rabbia. Pier Paolo l’aveva capito. La rabbia è un dono raro, bisogna coltivarlo…”. Un libro troppo bello per vincere lo Strega, dove di solito trionfa la mediocrità, così poco pasoliniana. Un libro troppo utile per essere capito da un pubblico anestetizzato da anni di Fabio Volo, Moccia, cantanti, registi e calciatori scrittori. Un libro scritto da un narratore sopraffino, da un nostalgico del Novecento incapace di amare la letteratura e il cinema del niente. Per dirla con il suo autore: “una macchia calda di sperma spruzzata sulla faccia del mondo”.

 

 

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2012 alle  19:01:16, nella sezione EVENTI,  882 letture)

Si è svolta a Siracusa sabato 28 aprile e domenica 29 una manifestazione dedicata alla cultura tunisina, nell'ambito della quarta “Carovana artistica Sicilia-Tunisia”, coordinata come sempre dall'artista tunisino Ramzi Harrabi. La carovana si è esibita, con il patrocinio del Comune di Siracusa, in vari luoghi per dare vita a un incontro di civiltà nella città di Siracusa, per la pace e per sostenere anche la libertà del popolo tunisino, appena conquistata con una rivoluzione. Sabato sera concerto in piazza Duomo e subito dopo nei locali della Galleria Civica di Montevergini dove si sono esibite con percussioni, suoni e danze tipiche tunisine le band: Abadallah Dhouadi Troupe, Sofien Safta e Ramzi Harrabi Ensemble. Durante la manifestazione si sono potuti fare assaggi di cibi e dolci della Tunisia. Presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Siracusa Mariella Muti e Dario Scarfì. Le suggestive sonorità della musica araba e nordafricana hanno allietato spettatori e turisti che numerosi hanno affollato il cortile interno di Montevergini. L’indomani, domenica 29 aprile, lo spettacolo è stato reiterato di mattina, alle ore 10,00, nella piazza S. Lucia di Siracusa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2012 alle  18:29:42, nella sezione CRONACA,  1024 letture)

Durante la seduta del consiglio comunale del 17 febbraio scorso, relativo alle problematiche dell’ospedale Muscatello di Augusta, il consigliere Dr. Biagio Ternullo, noto chirurgo del nosocomio megarese, comunicò ufficialmente che la società Esso, a mezzo del suo rappresentante legale, dr. Fernando Salazar, nell’ambito dell’attività svolta a favore del territorio, aveva donato all’Ospedale Muscatello di Augusta, in data 9 febbraio, un duodenoscopio al servizio E.R.C.P.(acronimo di colangiopancreatografia retrograda endoscopica.). Si tratta di una tecnica che studia le vie biliari e pancreatiche (ovvero l'insieme dei "canali" attraversati dalla bile, ottenendo anche informazioni su fegato e pancreas). L'ERCP è una tecnica mista radiologica (che utilizza i raggi X per eseguire una radiografia) ed endoscopica (che "agisce" non dall'esterno come avviene per le normali radiografie, ma dall'interno dell'organismo). Per eseguire l'esame si utilizza un particolare strumento chiamato duodenoscopio, un tubo di circa un centimetro di diametro, che è introdotto attraverso la bocca e spinto lungo l'esofago (che è il "tubo" che collega la bocca allo stomaco) fino a raggiungere l'intestino (duodeno). Il duodenoscopio, unico in tutta la provincia di Siracusa, rende possibile visualizzare la papilla di Vater (il punto in cui le vie biliari e pancreatiche s'immettono nell'intestino) attraverso il quale è iniettato un mezzo di contrasto, ovvero un materiale che rende possibile visualizzare parti dell'organismo che altrimenti non sarebbero messe in evidenza dai raggi X. Si disse che questo tipo di strumento avrebbe fatto risparmiare all’Azienda Sanitaria Provinciale siracusana qualcosa come 500 mila euro annui, non sono pochi considerando i tagli alla sanità, poiché avrebbe evitato non solo l’emigrazione di quei pazienti che erano costretti a recarsi negli ospedali di Catania o di Acireale, ma avrebbe acquisito anche pazienti da altre province limitrofe. Sono trascorsi alcuni mesi e Mimmo Di Franco, del Movimento l’Altra Augusta, rileva che nessuno si è sottoposto a questo tipo di esame con il duodenoscopio presso l’ospedale Muscatello che ha ricevuto questo dono, e si chiede che fine abbia fatto tale strumento e se si trovi conservato ancora dentro il suo involucro in qualche angolo dell’Ospedale di Augusta. “Qualche mese addietro – continua Di Franco - si ricorda la polemica della camera iperbarica ad Augusta, comprata circa 500 milioni delle vecchie lire quasi 20 anni orsono, mai usata per mancanza di tecnici, ma nessuno ha pagato per questo danno alla comunità, non vorremmo ritrovarci fra 20 anni con un caso analogo. La comunità augustana, nel ringraziare la società Esso, che ha voluto donare questo strumento affinché gli augustani ne usufruissero, sollecita l’ASP 8 di Siracusa di mettere a disposizione dei cittadini tale strumento che, oltre al beneficio degli utenti, porterebbe benefici economici anche all’Azienda sanitaria, considerando le vari vicissitudini di questi giorni cui è sottoposto l’Ospedale Muscatello, con i ritardi e lo slittamento dei lavori, aspettando il pieno regime dei reparti di neurologia e di oncologia, cui questo strumento potrà dare un valido aiuto”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  21:26:49, nella sezione CRONACA,  816 letture)

Elezioni alle porte, si vota per le amministrative a maggio e in ottobre potrebbe essere la volta delle regionali. Il vicesegretario provinciale dell`Udc siracusana, Marco Capillo (nella foto), alza il livello di guardia. "Ho un terribile sospetto – dice Capillo. - Non vorrei che la pesantissima crisi economica venisse manipolata e gestita dai soliti poteri forti. Anziché combatterla, lottando per eliminare le differenze e migliorare le condizioni di vita di tutti, chi riveste incarichi di potere, a qualsiasi livello, potrebbe farsi tentare dalla pessima abitudine di speculare sulle difficoltà attuali di molte famiglie per ottenere consenso elettorale in cambio di “un piatto di pasta”. Pessima abitudine di un vecchio manierismo politico convinto della necessità di avere a disposizione una fascia debole e povera di popolazione, da mantenere in stato precario, per favorire la creazione di sacche elettorali a cui prontamente attingere. Ma adesso si sta esagerando, con un’intera popolazione in regime di austerity. I siracusani in primis e gli italiani in generale – continua Capillo - ambiscono legittimamente, e soprattutto ora, ad una politica diversa, alta e altra. A chi si recherà alle urne da qui ai prossimi mesi chiedo di non regalare la preferenza. Il voto è uno strumento altamente democratico, il solo che possa realmente cambiare le cose, trasformandoci finalmente in un paese normale. Date il giusto valore al diritto/dovere del voto, dotato di dignità costituzionale e non cadete nei giochetti di quanti hanno il solo merito di averci ridotto in questo pietoso stato".

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  15:00:10, nella sezione EVENTI,  1091 letture)

Si terrà ad Augusta, presso la Sala Congressi dell’Hotel Palazzo Zuppello, il prossimo 30 Aprile alle ore 20,00, il concerto in forma semiscenica “L’opera in Italia dalla seconda metà dell’800 ai primi venti anni del 900” con la regia di Alberto Paloscia e Sergio Licersi. Il concerto, organizzato dal baritono Giovanni Di Mare, vedrà esibirsi alcuni cantanti di varie nazionalità che sono apprezzati interpreti dell’opera italiana nel mondo: il tenore Stefan Mullan (scozzese), il soprano Azuza Dodo (giapponese), il mezzosoprano Giulia Kunyavskaya (russa) il tenore Dario Adamo (siciliano), il baritono Salvatore Terrazzino (agrigentino) ed il padrone di casa Giovanni Di Mare. Il concerto, in forma semiscenica, ha la prestigiosa regia di Alberto Paloscia direttore artistico da oltre vent’anni del Teatro Goldoni di Livorno, musicologo e ricercatore, scopritore di voci, il quale ha legato il suo nome a doppio filo ala riscoperta del Mascagni minore, che durante la direzione artistica di Paloscia è stato rappresentato sul palcoscenico della sua città natale, Livorno. Il maestro Paloscia sarà coadiuvato da un'altra prestigiosa figura del Teatro Italiano il M° Sergio Licersi, drammaturgo e regista, che ha firmato spettacoli, teatrali, lirici e cinematografici di successo. Pianisti accompagnatori saranno William Grosso compositore, pianista, direttore di coro catanese dal prestigioso curriculum e Alberto Maniaci pianista, compositore e direttore d’orchestra palermitano. Il concerto è organizzato dall’associazione culturale “I.S.D.A.M.S.” Barone Emanuele D’Astorga di Augusta in collaborazione con l’associazione “Sicilia Opera Academy”. Il concerto costituisce il lavoro finale da portare al pubblico, del laboratorio teatrale, che ha visto come docenti Alberto Paloscia, Sergio Licersi, e i due maestri William Grosso e Alberto Maniaci. Il laboratorio che si è svolto nel nostro territorio nei giorni precedenti, ha elaborato lo spettacolo, attraverso l’approfondimento tra maestri e solisti, delle tematiche culturali della Storia del Teatro lirico a cavallo dell’800 e del 900, delle tematiche interpretative dal punto vista vocale e scenico. “Sicilia Opera Academy” è un’associazione culturale con sede a Catania, che ha come scopo sociale quello di mettere in contatto i giovani cantanti lirici con il mondo del lavoro, invitando Direttori artistici di Enti lirici, agenti lirici e importanti operatori del settore a svolgere master classes e audizioni.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  14:58:55, nella sezione CRONACA,  828 letture)

I Giudici della Corte Europea hanno deciso di escludere i progetti di rilancio del Porto Commerciale di Augusta dai finanziamenti della Comunità Europea. Il progetto del terminal di Messina è stato accolto tra i progetti finanziabili, invece quello del porto di Augusta no. Un’altra bella notizia che si aggiunge alle tante che mettono in cattiva luce questa martoriata cittadina, un altro fallimento la cui responsabilità va attribuita a coloro che avevano il compito di gestire le attività di progettazione del porto di Augusta. I motivi che hanno determinato l’esclusione del porto di Augusta dai finanziamenti Europei sono duplici: da una parte la mancanza di una programmazione del traffico merci da parte della Port Authority augustana e dall’altro una generale mancanza di strategia globale dei porti siciliani, compito che attiene alla Regione. Addio quindi ad ogni prospettiva di sviluppo occupazionale ed economico connessa al progetto dello scalo merci intercontinentale di Augusta, le cui potenzialità, in termini economici e occupazionali, potevano essere notevoli. In particolare sono stati valutati insoddisfacenti i lavori portuali (banchine, attracchi, edifici, marciapiedi, barriere, sistemi di reti) per consentire al porto commerciale di divenire un'alternativa logisticamente ed economicamente valida per il traffico che attraversa lo stretto di Messina. inoltre la regione Sicilia non ha predisposto un piano di sviluppo portuale a lungo termine e una valutazione dei bisogni su cui basare la selezione dei progetti per infrastrutture portuali. D’altra parte, nonostante i lavori già realizzati ad Augusta, il porto è vuoto e da più parti questo dato di fatto viene interpretato come un fallimento dell’autorità di gestione, quella Port Authority che avrebbe dovuto monitorare i propri programmi per garantirne la compatibilità con le politiche dell'Unione Europea, nonché procedere all'esame annuale dei principali risultati dell'anno precedente attraverso i "comitati di sorveglianza" e servirsi di indicatori appropriati per monitorare il programma e i progressi compiuti. Evidentemente tutto questo, peraltro raccomandato dalle normative europee e dagli organismi comunitari che assegnano i fondi, non è stato fatto. Da qui la bocciatura di Augusta e l’esclusione dei finanziamenti per il suo porto.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  14:57:55, nella sezione ARTE,  959 letture)

Sabato 28 aprile alle ore 18,30 presso gli spazi espositivi della Galleria Roma, in piazza S. Giuseppe a Siracusa, Paolo Morando presenterà la mostra antologica dedicata a Gaetano Gulizia, un caro amico, architetto, uomo di lettere, poeta e pittore, che ci ha lasciati qualche anno fa. Dice di lui Paolo Morando nella presentazione: ”La bellezza e l’amore: erano forse due sinonimi per Tanino? Certo furono due compagni di viaggio per un uomo che sembrava di tutti e per tutti, ma che in effetti fu solo di pochi e per pochi. Le figure stampate sulle tele testimoniano di una impaziente volontà di affetti: l’amicizia sincera per gli amici, spesso sottesa e l’Amore per le donne, voluto, ardentemente desideroso di “Eros” ma combattuto tra qui e un “altrove” nel quale desiderare una trasfigurazione che mai avvenne, se non nel sogno dei pomeriggi afosi delle estati della nostra Ortigia. Sensualità nei quadri di Tanino? Forse: ma certamente, se c’era, la sensualità ingenua di un bimbo che perennemente si meravigliava delle sue continue scoperte. Le scoperte sempre uguali di una donna sempre uguale, creduta diversa nel carattere, nei tratti nel colore…Il colore, conoscenza profonda della scoperta della forma. Approfondimento di un sé, cercato e mai raggiunto. Il colore che plasma, intriga, forma e sostanza di figure diafane a volte e a volte carnali che parlano il linguaggio di occhi trasfigurati e trasfiguranti, occhi che penetrano l’animo di chi guarda e dicono: io sono qui!”

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 24/04/2012 alle  21:26:29, nella sezione CRONACA,  853 letture)

Sempre attento ai fatti e misfatti di Augusta Mimmo Di Franco del movimento “L’Altra Augusta” segnala in un comunicato stampa pervenuto in redazione il preoccupante allungarsi dei tempi per i lavori di ristrutturazione del nuovo padiglione del Muscatello. “Si continua a controllare – dice Di Franco - che siano rispettati i tempi e il crono programma, a suo tempo siglato, relativo all'ospedale Muscatello. La gara, per un valore di circa 2 milioni e 202 mila euro, che avrebbe dovuto decretare la ditta vincitrice dell'appalto per la ristrutturazione del nuovo padiglione dell’Ospedale Muscatello di Augusta, fissata per il 29 febbraio scorso e successivamente slittata al 18 aprile, è stata ulteriormente prorogata al 15 maggio. Ciò ha comportato un ritardo di 70 giorni rispetto alla tabella di marcia cosicché, considerando che l’impegno dei lavori della ristrutturazione assorbe altri 544 giorni, si arriverebbe alla consegna del nuovo padiglione con i lavori finiti nel giugno del 2014. Poiché i lavori superano la cifra di 1 milione e 250 mila euro la competenza spetta all'UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare di Appalto) il che, avendo questo ente altre gare in corso, porterebbe ad uno slittamento dei tempi. Ci auguriamo che ciò non intralci il completamento dei reparti che dovevano realizzarsi entro luglio di quest’anno”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 24/04/2012 alle  16:01:43, nella sezione EDITORIALI,  883 letture)

Siamo in guerra e non ce ne rendiamo conto. Siamo in guerra perché c’è una economia di guerra, grandi masse che si impoveriscono, ceti medi e mondo del lavoro, e una elite che diventa sempre più ricca, speculando e intrallazzando, come durante l’ultima guerra accadeva con la borsa nera e l’industria bellica. Qualcosa dovrà succedere, come negli anni 20 del secolo scorso. Perché c’è una crisi intergenerazionale che ci mette gli uni contro gli altri, padri contro figli, un bel guaio se non troveremo una sintesi, un progetto unico, un comune ideale. L’urto della volontà popolare unificata potrà essere tremendo e risolutivo. L’Italia deve ritrovare un impeto nazionale, perché oggi siamo terra di conquista per tutte le potenze economiche straniere. E non è lontano il passaggio per tanti dalla povertà alla disperazione. Ci può aiutare solo un ritorno alla sobrietà, una educazione alla sobrietà, che in fondo è un valore cristiano. Sui muri delle città ritornano scritte di grande violenza che ci ricordano tempi passati, ma non troppo lontani, tempi deprecabili di odio sociale e di piombo. Non deve vincere l’ideologia dello scontro, dell’antagonismo sociale, ma per questo dobbiamo riconquistare il grande valore della giustizia, della legalità, perché la povertà non è buonista, se i poveri, spinti dalla disperazione, si arrabbiano, saranno guai. E non dobbiamo essere caritatevoli, ma giusti: Don Milani diceva “la carità senza giustizia è una truffa”. I poveri oggi non sono riconoscibili perché vestono come noi, non sono straccioni ma sono “lavoratori poveri”, gente che vive a stento, non arrivando alla fine del mese, gente che è cascata nella trappola del credito al consumo così in voga nel mercato dei network. Sostiene Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, il più accreditato istituto di statistica, che 18 o 19 milioni di italiani sarebbero messi in grave difficoltà da una spesa imprevista di appena 600/700 euro. C’è da credergli. E’ il polso di quel baratro sull’orlo del quale la società opulenta e ognuno di noi danza al suono della speculazione finanziaria e della recessione senza speranza.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/04/2012 alle  17:11:58, nella sezione ARTE,  1221 letture)

Inaugurata sabato 21 aprile la mostra personale di Alfredo Romano (nella foto) presso la galleria Not’Art di Piazza S. Giuseppe a Siracusa, un nuovo spazio espositivo che si aggiunge ai tanti che la città aretusea offre agli artisti siciliani. La mostra presenta opere su carta alcune delle quali inedite e di grandi dimensioni realizzate dall'artista siciliano durante la fine degli anni Settanta. Le carte di Romano si offrono come un ventaglio di esiti inediti e proteiformi: in alcuni casi una scrittura straniante, interprete di una forte esigenza d'introspezione e di una impellente urgenza espressiva, insegue vaghe suggestioni spirituali, portando in superficie squarci d'interiorità; in altri il tratto incisivo rivela immagini capaci di evocare anche velate lontane mitologie di cui la terra di Sicilia è imbevuta. Lavori che è possibile percepire e respirare, oltre che osservare. Tracce cartacee, frammenti di una storia intima, di un foglio immaginario che riveste lo spazio e congela il tempo. Alfredo Romano è un artista ormai notissimo per le sue installazioni e per le tante mostre in Italia e all’estero che testimoniano un valido percorso creativo che nella sua città, Siracusa, trae spunto ed ispirazione.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/04/2012 alle  11:28:21, nella sezione CRONACA,  792 letture)

In un comunicato stampa Grande Sud rivendica il merito di avere portato all’approvazione una serie di interventi fondamentali soprattutto in considerazione della crisi che stiamo vivendo. Titti Bufardeci, presidente del gruppo Grande Sud ritiene che la proroga di 24 mesi concessa alle cooperative edilizie sia per l’avvio dei programmi costruttivi sia per l’utilizzazione degli stanziamenti di legge è importantissima per un settore strategico sotto il profilo occupazionale e sociale. La possibilità di sospensiva per 12 mesi del pagamento delle rate a scadere relativamente alle operazioni di finanziamento concesse dall’Ircac (Istituto regionale di credito alla cooperazione) a favore delle cooperative e dei loro consorzi nonché quelle concesse dalla Crias (Cassa regionale per le imprese artigiane siciliane) alle imprese agricole per la formazione delle scorte e dall’Irfis (Istituto regionale per il finanziamento delle industrie in Sicilia) a tutte le imprese del territorio siciliano è fondamentale a dare una boccata di ossigeno alle attività produttive. “Le norme relative all’antifrode e le altre in materia di agricoltura - dice il deputato siracusano - sono state fortemente volute da noi di Grande Sud come tangibile segno di attenzione nei confronti dell’imprese agricole e del mantenimento degli impegni assunti con le categorie di rappresentanza e con il movimento dei Forconi. Consideriamo nostro cavallo di battaglia anche la norma in materia di attività alberghiera che consente alla Sicilia di non perdere finanziamenti europei e alle imprese alberghiere di non subire la revoca del contributo ottenuto per mancato rispetto dell’indicatore occupazionale. Queste sono alcune battaglie vinte da noi di Grande Sud - conclude Bufardeci - che insieme alle altre forze di opposizione abbiamo mantenuto il numero legale ad un governo privo della necessaria maggioranza e questo noi l’abbiamo fatto solo per senso di responsabilità nei confronti dei siciliani che da tanto tempo aspettavano l’approvazione del bilancio e della finanziaria necessarie per far uscire dall’immobilismo la nostra Isola”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/04/2012 alle  11:03:20, nella sezione ARTE,  1310 letture)

Continuerà fino all’8 maggio la mostra collettiva d’arte contemporanea dal titolo “Il tesoro dell’artista”, inaugurata il 20 aprile scorso negli spazi espositivi del Palazzo del Governo di Siracusa, in via Roma 31. Ad esporre sono le pittrici Laura Alessi, Palmira Pugliara e Valentina Raudino, affiancate da Antonio e Marco Ciaffaglione, Mario Matera e Paolo Montineri, valenti artisti che si esprimono in pittura, scultura, fotografia e arte applicata. Un particolare cenno meritano Santina Laura Alessi, allieva del maestro Angelo Cassia, e Palmina Pugliara, in arte Pupa, che viene da esperienze di alta moda che riesce a trasferire nelle sue composizioni, nelle quali affianca alla pittura ad olio innesti di vari e preziosi materiali, ispirandosi alla moda del burlesque. Valentina Raudino, laureata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa, espone quadri dalla coloristica vivace, descrivendo paesaggi onirici e favolistiche atmosfere. La fotografia è l’elemento creativo di Marco Ciaffaglione, ma sono fotografie così elaborate ed interpretate con una grande sensibilità artistica tali da costituire opere d’arte di grande spessore e godimento estetico. A tutti questi artisti va il plauso della cittadinanza che in questi giorni sta visitando numerosa la mostra.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/04/2012 alle  14:53:46, nella sezione CRONACA,  752 letture)

La Provincia è l’ente gestore della riserva naturale Ciane – Saline di Siracusa, che da due anni promuove la campagna “tolleranza zero” contro le discariche abusive. La meritevole iniziativa di repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non la esime dal mantenere curati e puliti i siti, come la Riserva del Ciane, di cui ha la gestione e la responsabilità. “Se la Provincia regionale vuole essere credibile nel trasmettere e diffondere tra i cittadini, in particolare tra i giovani, una cultura di tutela e valorizzazione del territorio – ritiene Legambiente - i suoi comportamenti devono essere coerenti e conseguenti”. Abbiamo contattato l’ing. Domenico Morello (nella foto), dirigente del Settore Ambiente della Provincia Regionale di Siracusa per sentire la sua versione sul contestato abbandono della “plaja” e sulla generale scarsa manutenzione della riserva del Ciane. Il dirigente comunica che purtroppo, come tutti gli anni, il maltempo e le mareggiate hanno nelle scorse settimane riversato lungo tutto il litorale della provincia una quantità di rifiuti proveniente dai fiumi. “Già da tempo abbiamo messo in cantiere – continua Morello - una serie di iniziative che si realizzeranno a partire dalla seconda decade di maggio e mi riferisco al servizio di pulizia deglia arenili, la cui gara d’appalto, ad evidenza pubblica, sarà celebrata il 3 maggio e subito dopo inizieranno i relativi lavori che interesseranno, non solo la parte a mare della riserva del Ciane Saline, ma anche tutti gli arenili di competenza provinciale che vanno dal S. Leonardo fino a Porto Palo, passando dalla foce dell’Anapo in territorio di Avola; quindi, individuata la ditta aggiudicataria dell’appalto, entro il mese di maggio la pulizia verrà effettuata capillarmente. Desidero precisare che questo inconveniente avviene perché, non essendoci più alcuna pulizia degli argini dei fiumi, il materiale trasportato dalle acque arriva alle foci accumulandosi durante tutta la stagione invernale. Il problema è noto alla Divisione Ambiente della Provincia e viene costantemente monitorato e attenzionato ed entro il mese di maggio tutto sarà riportato alla normalità”.

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di Redazione (pubblicato il 20/04/2012 alle  22:01:22, nella sezione CRONACA,  757 letture)

Il Consiglio provinciale di Siracusa ha adottato una delibera su proposta del consigliere Paolo Amato sulla nota vicenda dei due marò italiani detenuti in India con l’accusa di aver usato le armi per proteggere il mercantile loro affidato dall’attacco di pirati e di aver ucciso alcuni pescatori. La vicenda si sta protraendo nel tempo e con incerti esiti malgrado i fatti siano accaduti in acque internazionali e su una nave battente bandiera italiana e quindi, in forza di una tradizione giuridica secolare, sul territorio italiano e quindi su territorio inviolabile. In premessa la delibera considera le norme dei trattati internazionali che prevedono la cosiddetta "immunità funzionale" per i militari in servizio antipirateria e che la commissione delle Nazioni unite sul diritto del mare ha sancito il diritto di applicare sulle navi che si trovano in acque internazionali la giurisdizione dello stato in cui battono bandiera, principio che l'Italia ha sempre rispettato ed in casi analoghi non ha mai trattenuto i colpevoli, sottraendoli alla giurisdizione dei loro paesi di origine. Per questi motivi il Consiglio provinciale di Siracusa ha chiesto al Governo Italiano un concreto intervento risolutorio anche attraverso negoziati in cui vengano coinvolti altri paesi, cosi che tramite l'azione congiunta di più diplomazie si raggiunga l'obbiettivo di rimpatriare immediatamente i nostri marò ingiustamente detenuti dallo stato indiano e che vengano eventualmente giudicati in base alle convenzioni internazionali dallo Stato di appartenenza.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/04/2012 alle  22:00:29, nella sezione CRONACA,  982 letture)

Si torna a parlare di chiusura dell’ufficio di Sanità Marittima di Augusta, alla luce della bozza del decreto del ministero della Salute avente come oggetto l'accorpamento automatico degli uffici di sanità marittima di Augusta e Siracusa. Questa bozza di decreto sarebbe un fatto molto grave per la comunità augustana e senza alcun dubbio comporterebbe una lievitazione di costi e di tempi a carico di chi si serve del porto di Augusta. E’ quanto sostenuto dal consigliere provinciale augustano Paolo Amato che ricorda anche come l'ufficio di sanità marittima di Augusta superi di gran lunga per traffico l'insieme di quello di Siracusa e di Pozzallo, essendo il porto più importante del meridione d'Italia, dotato di una Port-Autority. L’accorpamento sarebbe stato pensato per abbattere i costi, ma già lo scorso anno l’ufficio di Sanità Marittima aveva chiesto alla Port Authorithy di Augusta disponibilità di locali all’interno dell’area commerciale di Punta Cugno, al fine di trasferire gli attuali uffici. Gli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera (USMAF), svolgono le proprie attività in corrispondenza dei principali porti, aeroporti e punti d'ingresso terrestri nazionali e svolgono compiti e funzioni di profilassi internazionale (controllo merci di importazione, controllo mezzi di trasporto, visite mediche e vaccinazioni). Hanno inoltre competenza al rilascio delle libere pratiche sanitarie obbligatorie per i mezzi di trasporto con provenienza dall' estero al fine di controllare l'applicazione del regolamento sanitario nazionale 2005 e all'applicazione delle normative in materia di igiene ed abitabilità delle navi mercantili battenti bandiera italiana, incluse quelle relative alla verifica delle dotazioni di medicinali e materiale di medicazione. Queste ed altre attività sono fondamentali per il concreto svolgimento delle attività portuali di Augusta. Il trasferimento dell’ufficio di sanità marittima di Augusta a Siracusa comporterebbero ingiustificati oltre che onerosissimi ritardi al traffico navale mercantile. Per questi motivi il consigliere del PDL Amato ha chiesto al segretario nazionale del suo partito Angelino Alfano e ai rispettivi capi gruppo di Camera e Senato, On. Claudio Cicchitto e Sen. Maurizio Gasparri e ai rappresentati della Provincia di Siracusa eletti al parlamento nazionale, di fare in modo che tutto ciò non accada e di battersi con tutti mezzi a loro disposizione.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/04/2012 alle  21:59:25, nella sezione ASTROLOGIA,  789 letture)

Dal 21 aprile si entra nel segno del Toro, un segno di terra, femminile, domicilio del pianeta Venere, che coincide in natura con la fioritura e rappresenta la campagna e colui che la lavora, arandola e predisponendola al raccolto. È, pertanto, simbolo di ostinazione, perseveranza e potenza creatrice. Il suo metallo è il rame, la sua pietra preziosa l'acquamarina, il suo colore il verde e il suo giorno il venerdì. Il nato sotto questo segno è un tipo calmo, riflessivo, che pondera con prudenza l'azione da intraprendere e la conduce a termine metodicamente, secondo schemi prestabiliti. È un lavoratore, operoso, perseverante, solido, recettivo come la terra fertile e pronto all'azione, ma sempre con metodo, con ordine, con scru¬polo. Una vita la sua basata sulle buone abitudini, infatti diffida delle novità ed è sostanzialmente un conservatore. Difficile per lui assimilare velocemente nuovi concetti, ma, allorché vi riesce, viene avvantaggiato da un'ottima memoria, da una pazienza notevole, da un'ostinata costanza, da una visione positiva dei rapporti sociali. Calmo e tranquillo, evita le discussioni, anzi, tende a far da paciere tra chi litiga. Così si trova attorno molti amici, che mantiene nel tempo per innata fedeltà, ma anche per sostanziale ostinazione. Ed è questo il suo principale difetto, che può impedirgli di deviare dalla via intrapresa, anche se sta andando diritto incontro ad una sicura sconfitta. Altro requisito negativo di questo segno è l'amore per il denaro, per gli agi e le comodità. È un abile amministratore dei propri averi, attento al lato materiale dell'esistenza, ma, a volte, questo terrestre sentimento sconfina nella grettezza. Ha un fondo di esibizionismo che estrinseca nell'apparire, per cui può avere successo nel mondo dello spettacolo. In amore è premuroso, spesso geloso; pur essendo di carattere stabile e solido prova passioni forti e subisce il richiamo di una sessualità trasgressiva, sempre però tenuta sotto il controllo della ragione. È la natura esibizionista del Toro a farne un ottimo artista, ma il suo vero talento riguarda la terra: riesce bene, infatti, come agricoltore, coltivatore o allevatore, ma anche come costruttore edile. Lavora duro e seriamente, pretende molto dai suoi dipendenti, per cui a costoro spesso non riesce simpatico. Diverso è il suo rapporto con gli altri nei momenti di rilassatezza, perché la sua compagnia è trascinante e divertente, a patto di fargli condurre ogni gioco. Di costituzione decisamente robusta, il nato sotto il segno del Toro ha i suoi punti deboli nel collo e nella gola, per cui tende a sviluppare disfunzioni alle ghiandole tiroidee e infiammazioni alle vie aeree, nonché disturbi alla cervicale. Essendo un tipo godereccio, che indulge alla buona tavola, è facile che presenti disturbi al fegato o insufficienze renali. Il Toro realizza positive unioni con il CANCRO, del quale compensa la passività e l'insicurezza, con la VERGINE, segno con il quale ha in comune il realismo e il senso pratico, con la BILANCIA, del quale apprezza la delicatezza dei sentimenti, con lo SCORPIONE, col quale ha molte intese soprattutto nel campo sentimental-sessuale, ma col quale, tuttavia, a volte non ingrana a causa della forte gelosia di entrambi, col CAPRICORNO, perché il Toro compensa i lati negativi di quest’ultimo, quali il pes-simismo e la timidezza, con il PESCI, che accetta con indulgenza il carattere esube-rante del Toro e con l'ARIETE, l'impulsività del quale si accorda con la passionalità taurina. Un buon carattere, quindi, che va d'accordo con molti. Lo mettono in crisi soltanto il GEMELLI, indeciso ed irrequieto, il LEONE, il cui desiderio di comando incontrastato trova resistenze nel forte temperamento del Toro, il SAGITTARIO, per l'incostanza di quest'ultimo, e il suo STESSO SEGNO, perché le similitudini, soprattutto l'esibizionismo e la gelosia, possono portare ad aspri scontri.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/04/2012 alle  20:18:40, nella sezione CRONACA,  823 letture)

Conferenza stampa venerdì mattina in via S. Lorenzo del Circolo territoriale di Sinistra, Ecologia e Libertà, il partito di Nichi Vendola, presieduto dal dirigente provinciale dott. Carlo Patania, chirurgo presso il nosocomio megarese. Una conferenza stampa nella quale sono stati affrontati vari temi: dal piano regolatore generale al depuratore, fino a toccare il pianeta sanità nel quale si avverte sempre più la volontà politica di favorire le cliniche private siciliane a scapito delle strutture pubbliche. Patania ritiene che il sindaco Carrubba abbia “svenduto” la sanità augustana con una posizione da sempre piuttosto “morbida” e acquiescente, mentre il comitato cittadino per l’ospedale non ha mai avuto chiaro quello che doveva fare. Malgrado l’ASP siracusana abbia sempre avuto piena contezza che questo territorio è una zona a rischio, ciò nonostante sono state fatte scelte gravi come il trasferimento del punto nascita a Lentini che comunque non avrebbe dovuto essere compensato da un semplice reparto di oncologia ma da un vero e proprio polo oncologico di eccellenza con medicina, chirurgia e ginecologia oncologica. Riguardo al punto nascite, Augusta nello storico ha sempre registrato intorno a 600 parti all’anno, ben più dei 500 richiesti dalla legge. La prospettiva è che l’ospedale di Lentini non arrivi a fare i 500 parti richiesti dalla normativa per la sopravvivenza del punto nascita, ma questo non tornerà più ad Augusta ma con tutta probabilità in futuro verrà espletato da cliniche private. E’ questo il disegno voluto dalla regione per interessi più che evidenti. SEL si è strutturato ad Augusta con un circolo territoriale e un circolo tematico che recentemente si è occupato quasi esclusivamente della questione del rigassificatore. Patania ha concluso dicendo di essere disponibile a dialogare con tutti gli altri partiti purché si lavori per il superiore interesse di Augusta e dei suoi cittadini.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/04/2012 alle  20:08:11, nella sezione CRONACA,  805 letture)

Decine di copertoni di automobili, diversi contenitori con residui di vernice, centinaia di bottiglie di plastica e vetro, rifiuti di ogni genere. E’ questo lo spettacolo che si è presentato agli studenti della 2^ D dell’Istituto nautico di Siracusa in visita didattica alla spiaggia della Riserva naturale orientata del Ciane – saline di Siracusa (foto). L’iniziativa è parte integrante del progetto “La città si fa a scuola” promosso dallo Studio legale Giuliano nell’anno scolastico 2011-2012. Il progetto prevede il coinvolgimento degli studenti di alcune scuole superiori di Siracusa in una attività di valorizzazione di alcuni siti della provincia, ritenuti meritevoli di maggiore attenzione e cura. Tra le aree considerate particolarmente critiche e interessanti gli studenti hanno individuato la Riserva naturale del Ciane, progettando una visita alla riserva che contemplava anche un intervento educativo di pulizia della spiaggia, più conosciuta con il nome di “plaja”. Da qui la sgradevole sorpresa per gli studenti e per il professor Sebastiano Russo che li accompagnava. Ci si aspettava, infatti, di trovare bottiglie di plastica portate sulla spiaggia dalle ultime mareggiate, ma nessuno avrebbe immaginato di scoprire una vera e propria discarica all’interno di una riserva naturale. Gli studenti del nautico in un’ora e mezza hanno contribuito a migliorare quasi cento metri di spiaggia vicino alla foce dei fiumi Ciane e Anapo. Al termine dell’attività hanno raccolto 18 sacchi, da 120 litri, di bottiglie e contenitori di plastica e vetro.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/04/2012 alle  17:46:30, nella sezione EVENTI,  1374 letture)

Gli studenti del 4° Istituto comprensivo “Domenico Costa” hanno partecipato in massa all’incontro sul tema: “La solidarietà: i mille modi di aiutare gli altri”, organizzato dal Kiwanis Club di Augusta, presieduto dall’avvocato Silvia Rita Feccia. Si è trattato del momento iniziale della manifestazione “La settimana del fanciullo” intitolata “…con i giovani per la legalità e la solidarietà”. Ospiti del dirigente dell’Istituto prof. Michele Accolla sono intervenuti per portare la loro testimonianza ai giovani, volontari di varie associazioni cittadine che operano in diversi campi: giovani educatrici che si occupano di bambini a rischio, volontari del Buon Samaritano che ogni giorno cucinano pasti caldi per i poveri sempre più numerosi, rappresentanti della Fratres di Misericordia e dell’Avis, che hanno parlato della donazione di sangue e della donazione di organi come atti di generosa solidarietà cui bisogna sensibilizzarsi fin da piccoli. Educare i giovani a questi gesti di compartecipazione con il prossimo più bisognoso è necessario e propedeutico per una società futura migliore e solidale. Sempre nell’ambito della manifestazione seguirà venerdì 20 aprile alle ore 20,00 presso il Teatro Comunale di Augusta messa in scena da parte della compagnia “L’Allegra Brigata” della commedia “La buon’anima di mia suocera” di Giambattista Spampinato. L’incasso della serata sarà devoluto in beneficenza per la riparazione del pulmino delle suore di S. Anna e per il progetto Eliminate del Kiwanis International. Sabato 21 aprile ci sarà la raccolta di provviste alimentari dinanzi ai maggiori supermercati di Augusta destinata alle associazioni “Il buon Samaritano” e “Sacro Cuore di Brucoli”; sabato 28 aprile dalle ore 9,30 in poi, presso il Teatro Comunale, incontro dibattito con Claudio Luca Mammano, funzionario esperto in informatica del Compartimento della Polizia Postale di Catania che intratterrà gli studenti del Liceo classico-scientifico “Megara” prima, e del 1° Istituto comprensivo “Principe di Napoli” poi, sul tema “Internet e non solo. Nuovi ed attuali mezzi di comunicazione: pregi e pericoli”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/04/2012 alle  17:14:11, nella sezione CRONACA,  1159 letture)

Gli avvocati Corrado Giuliano (nella foto), Paolo Tuttoilmondo e Marilena Del Vecchio, legali rappresentanti del Comitato regionale siciliano di Legambiente, hanno presentato una memoria difensiva davanti al TAR di Catania, contro il ricorso di A.M. Group, al quale ha aderito anche il Comune di Siracusa. I legali di Legambiente chiederanno che i ricorsi siano respinti in quanto nulli, improcedibili ed inammissibili, carenti di interesse o comunque infondati nel merito. Nel ricorso la società dei Frontino ha impugnato il mancato nulla-osta della Soprintendenza di Siracusa per la costruzione di 70 ville in un’area, quella tra l’Epipoli e Targia, che, con la recente adozione del Piano paesaggistico, è soggetta a vincoli più estesi rispetto al passato. Per tutelare i propri interessi nell’area in questione, l’A.M Group Srl ha richiesto anche l’annullamento del decreto assessoriale di adozione del Piano paesaggistico. Richiesta di annullamento che anche il Comune di Siracusa ha fatto proprio. I legali degli ambientalisti sosterranno davanti al TAR l’insussistenza dell’interesse pubblico alla partecipazione al giudizio e chiederanno l’inammissibilità del ricorso contro il Piano paesistico di AM Group e del Comune di Siracusa in quanto il piano adottato non è ancora un provvedimento definitivo. Gli avvocati sostengono anche l’infondatezza della tesi della famiglia Frontino e del Comune di Siracusa che affermano l’obbligo di sottoporre il Piano paesaggistico adottato alla valutazione ambientale strategica (VAS). La VAS, si chiarisce nella memoria difensiva, è applicabile esclusivamente per quei piani e quelle programmazioni suscettibili di produrre effetti negativi significativi sull’ambiente e che comportino un aumento rilevante del carico urbanistico. In ogni caso, nella fase attuale del procedimento, il piano non necessita della VAS in quanto si tratta di una semplice proposta. Il ricorso che si discuterà domani al TAR è solo il primo attacco al Piano paesaggistico provinciale. Sono già 60, infatti, i ricorsi di privati ed enti pubblici, tra cui Comune e Provincia, presentati allo scopo di snaturare e togliere efficacia ai suoi contenuti e alle sue disposizioni.

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