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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 30/01/2012 alle  17:27:05, nella sezione CRONACA,  1042 letture)

Il Movimento “L’altra Augusta”, a firma di Mimmo Di Franco (nella foto a destra), fa pervenire una nota che riguarda la soppressione degli uffici del giudice di pace ad Augusta a seguito del decreto legge 138 del 13 agosto 2011 e della deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 dicembre 2011. “Ci può essere una deroga – scrive Di Franco – infatti su proposta del Ministero di Giustizia e con decreto presidenziale, sentiti i Comuni, possono essere istituite delle sedi distaccate. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge i Comuni interessati devono presentare domanda di mantenimento degli uffici del giudice di pace, di cui è proposta la soppressione, anche tramite accorpamento con altri comuni, ma facendosi carico delle spese di mantenimento e di erogazione del servizio, delle relative sedi, oltre alle spese del personale amministrativo. Qualora, entro un anno, l’Amministrazione richiedente non rispetti gli impegni, relativi al personale amministrativo e alle spese, l’ufficio del giudice di pace verrà definitivamente soppresso. Allo stesso modo il decreto legge 138,convertito in legge il 14 settembre 2011 n. 148, recante ulteriori misure per la stabilizzazione finanziaria, riduce gli uffici giudiziari di primo grado, cioè i tribunali di Avola,Lentini ed Augusta,trasferendoli a Siracusa. Si potrebbe derogare solo se si attuasse la stessa procedura già detta per il giudice di pace. Si chiede quindi all’amministrazione di attivarsi affinché ciò non avvenga, creando un accorpamento degli uffici ,così come previsto dalla legge all’art. 3 comma 2. Il caso contrario comporterebbe la chiusura definitiva degli uffici giudiziari, con disagi da parte degli utenti che saranno costretti a emigrare a Siracusa anche per banali liti condominiali con ulteriori aggravi di spese. Continua in tal modo la spogliazione degli uffici dislocati ad Augusta.”

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 30/01/2012 alle  09:33:52, nella sezione CRONACA,  840 letture)

Una nota firmata da un gruppo di sportivi augustani esprime disaccordo riguardo all’ipotesi ventilata e ormai probabilmente già definita di restaurare la vecchia piscina “Gigi Turchio” alla Badiazza, peraltro ridimensionandola al fine di eliminare il curvone di accesso alla città. “Gli ex atleti, veterani della pallanuoto augustana, - dice la nota - esprimono la loro profonda delusione per l’infelice scelta dell'amministrazione cittadina concernente la  volontà di riesumare la cosiddetta "piscina comunale", incredibilmente ridimensionata. E' tristemente noto che Augusta è detentrice di ben due primati negativi: è infatti l'unica città italiana priva di qualsivoglia impianto sportivo comunale e l'unica città europea che ha un ex cinematografo pieno d'acqua,che chiamiamo piscina. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Infatti l'adattamento dell'ex piscina all'aperto "Arena Badiazza" negli anni 80 fu accettata come soluzione provvisoria, considerando che all'epoca l'unica città della provincia che avesse un vero impianto natatorio era la potente Siracusa. Lo sport natatorio, canoistico e soprattutto pallanuotistico si è espresso nei decenni scorsi sempre a livelli di sicuro protagonismo in ambito regionale, nazionale ed internazionale, sino a che ci sono stati gli strumenti sufficienti per praticare tali passioni sportive. Gli Augustani sono sicuramente degli ottimi nuotatori. Basti ricordare alcune eccellenze emerse nei recenti anni scorsi, come dei veterani augustani siano stati allenatori e atleti di serie A maschile e femminile, protagonisti nella serie B, allenatori nazionali giovanili, arbitri internazionali e di serie A nazionale, campioni nazionali di canottaggio, partecipanti alle Olimpiadi di canottaggio,finalisti ai campionati mondiali ed europei Master di nuoto ecc.,ecc. Bene, tutto questo storico patrimonio sportivo natatorio è stato colpevolmente dissipato da quando la città è stata progressivamente privata di una vera piscina. Quella che vorrebbero attivare non potrebbe mai essere una piscina, infatti non sarebbe omologata per nessuna disciplina pallanuotistica, sarebbe fruibile solo per il periodo estivo non essendo riscaldata. Quello che è rimasto del vecchio impianto è totalmente distrutto, quindi quali sarebbero le società  che dovrebbero fruirne? In conclusione, con un impianto incompleto, con una scarsa utenza,inutilizzabile nei mesi invernali e quindi molto costoso, altro che risparmio!” Gli sportivi invitano il Sindaco e gli amministratori cittadini a impegnarsi piuttosto nel mettere in cantiere un progetto definitivo per donare alla città finalmente un vero impianto sportivo polivalente, tale che faccia emergere le potenzialità espresse dai giovani augustani.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 30/01/2012 alle  09:28:33, nella sezione CRONACA,  799 letture)

I tempi sono tristi, le tasche vuote, il lavoro manca e i nuovi e vecchi poveri diventano sempre più categorie marginali in balia delle onde di questo mare in tempesta che è l’Italia del tempo dello spread. Tempo in cui è necessario darsi una mano l’un l’altro e caricarsi di umanità, di generosità verso gli altri. In quest’ottica una interessante iniziativa parte a Siracusa: la creazione di uno sportello locale di tutela legale dedicato alle persone senza dimora, creato dall’Associazione nazionale Avvocato di strada Onlus. L’iniziativa è opera dell'Avv. Antonio Mumolo, Presidente dell’Associazione nazionale Avvocato di strada, dell'Avv. Corrado Giuliano, Coordinatore della sezione Avvocato di strada di Siracusa e del Parroco Don Carlo D'Antoni. Presso il nuovo sportello, ospitato dalla Parrocchia "Maria SS. Madre della Chiesa", i legali dell'Associazione Avvocato di strada offriranno tutela legale gratuita ai senza tetto. Tutte le persone senza dimora con problemi legali che vivono in città potranno presentarsi allo sportello anche senza appuntamento, negli orari stabiliti. Lo sportello locale sarà coordinato dagli avvocati Corrado Giuliano, Giorgio Mirisola e dal dott. Edoardo Di Mauro. Con la nuova sede di Siracusa diventano venticinque le città che ospitano uno sportello legale dell’Associazione Avvocato di strada. Le altre sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Milano, Macerata, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Piacenza, Roma, Reggio Emilia, Rovigo, Salerno, Taranto, Trieste, Vicenza. Fanno parte dell’Associazione oltre seicentocinquanta avvocati volontari, che dal 2001 ad oggi hanno aperto più di seimila pratiche. Sarebbe opportuno che altri sportelli si aprissero in provincia, in ognuno dei ventuno comuni del territorio, e che l’assistenza fosse estesa non solo ai senza tetto ma a tutti coloro che, non avendo un reddito minimo, subiscono un contenzioso cui non possono opporre assistenza legale a pagamento.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/01/2012 alle  13:28:08, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  863 letture)

Quando, tempo addietro, la Sicilia tentò di usare l’autonomia fiscale scritta nel suo Statuto, che è legge costituzionale, l’allora Commissario Mario Monti bloccò ogni iniziativa in tal senso, bollandola come “aiuto di stato”. Ora simili potestà sono accordate a regioni come la Navarra o la Catalogna o la Scozia, ma la Sicilia potrebbe accontentarsi di emettere una moneta complementare regionale, che però abbia valore legale all’interno del suo territorio, in doppia circolazione con l’euro. Questa moneta, emessa da una Banca Centrale Regionale in totali mani pubbliche, ed emessa totalmente a beneficio del Governo siciliano, emanciperebbe da sola la Sicilia dallo strozzinaggio europeo. Per liberarci del tutto dell’Euro, i tempi non sono maturi. La Sicilia oggi è ancora debole, e forse deve accettare i compromessi di una sovranità limitata. Nondimeno l’Italia ha il dovere restituire alla Sicilia le riserve auree confiscate al Banco di Sicilia nel 1926 e da quelle si deve ripartire per costituire delle riserve auree e valutarie autonome, con le quali cominciare a giocare la nostra piccola partita, di stato regionale autonomo, peraltro come già previsto dallo Statuto del 1946, che voleva proprio che la Sicilia gestisse in autonomia le proprie riserve. Se così perdiamo i fondi FAS e in genere tutte le misure strutturali dell’Europa, pensiamo che in tanti anni hanno creato solo assistenzialismo e mai vere infrastrutture allo sviluppo. Sarà interesse dell’Europa concederci alcuni aiuti di carattere infrastrutturale sotto forma di cooperazione allo sviluppo, esattamente come si fa con i paesi decolonizzati. È del tutto inutile fingere di essere in Europa, quando siamo praticamente nel Maghreb; rischiamo di restare sospesi con il peggio di entrambe le condizioni: quella di essere e quella di non essere in Europa. Dobbiamo essere una regione veramente autonoma, e non solo sulla carta o per i privilegi dei deputati dell’ARS. E non più europea, almeno nel senso di sudditanza. Circa il consenso dei siciliani, se ci facciamo un giro per i mercati o per i bar a chiedere che cosa ne pensano dell’Euro, è da ritenere che questa uscita sarebbe acclamata a furor di popolo. D’altra parte ci vuole un referendum, anzi un plebiscito. Chi ha paura di ricorrere al voto popolare per sapere cosa pensano i siciliani? Quindi via dall’Europa, senza rimpianti, senza neanche pensarci due volte, questa Europa per noi è come appartenere ad un club che ci impone un tenore di vita insostenibile. Si ricordi che un anno di accise petrolifere lasciate alla Sicilia azzera il debito della Regione e due anni compensano anche il debito degli enti locali. Tutto questo è un progetto, un’idea, qualcuno potrebbe dire un’utopia, ma è anche la nostra unica e ultima speranza.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 25/01/2012 alle  16:33:06, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1175 letture)

Noi gente comune ci dobbiamo ribellare, non solo in Sicilia, sempre nel nome di quei valori che sono scritti nella Costituzione repubblicana, vero monumento di civiltà giuridica che stiamo archiviando un po’ troppo in fretta. Tutti quelli che oggi protestano e quelli che non hanno più nemmeno la forza di protestare saranno avvantaggiati da una vera autonomia. Con una nostra banca pubblica e regionale, la moneta emessa sarà sociale e gli istituti di credito con sede in Sicilia saranno assoggettati ad un nuovo regime etico, più vicino all’uomo e lontano dalla speculazione globale. I produttori e i coltivatori oggi affamati potranno vendere i loro prodotti nei supermercati siciliani e saranno competitivi sul mercato esterno. Gli autotrasportatori pagherebbero finalmente meno il carburante, e così anche tutti noi. Con la defiscalizzazione attireremo investimenti e occupazione. Gli imprenditori pagheranno meno tasse, gli studenti e i giovani troveranno lavoro in Sicilia, i pensionati e i lavoratori dipendenti avranno una busta paga più pesante. Insomma ci guadagneremmo tutti, tranne gli speculatori esterni e qualche potere forte nazionale. L’Italia non è solo “troppo grande per fallire”, è anche “troppo grande per uscire” dall’Europa. La sua uscita sarebbe un cataclisma al quale né l’Europa, né l’Euro sopravvivrebbero. Per la Sicilia, invece, è diverso: si tratta di una regione transfrontaliera e insulare, una terra di confine che può e deve ritagliarsi condizioni particolari nel proprio interesse, senza che questo traumatizzi l’economia mondiale. Se la Sicilia esce dall’Unione Europea va incontro ad un vero e proprio boom economico. Per l’Italia sarebbero maggiori redditi tributari, sia per quei pochi che dalla Sicilia prendono la via del Continente, sia per quelli prodotti nel Sud, senza parlare della vicinanza del nuovo mercato in espansione nel nordafrica. Se la sudditanza semicoloniale del Sud lo consideriamo un dogma, allora tutto questo può sembrare eversivo. Ma la vera eversione sta nella continua discriminazione dei Siciliani che, da 150 anni, sono cittadini di serie B. La Danimarca, che conta due regioni a statuto speciale, le ha viste uscire entrambe, una dopo l’altra, dall’Unione Europea. Le Isole del Canale e l’Isola di Man, formalmente piccole corone in unione personale con il Regno Unito, di fatto sue piccole regioni a statuto speciale, nell’Europa non sono mai entrate, come Gibilterra. Ci sono le regioni “ultraperiferiche”, che stanno dentro ma solo a metà, come le Canarie ad esempio, che sono fuori dalla linea doganale europea; poi ci sono eccezioni fiscali di ogni sorta, per regioni insulari come la Corsica, o di montagna come il Galles, o transfrontaliere o artiche. A quanto pare l’unica regione derelitta per cui non è possibile alcuna deroga in modo assoluto sembra essere proprio la Sicilia. Vuole dire che in questa Europa la legge “non è uguale per tutti”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/01/2012 alle  21:40:37, nella sezione CRONACA,  777 letture)

O siamo italiani, e allora avere pari infrastrutture è un nostro preciso diritto, o non lo siamo, e allora non di autonomia, ma di indipendenza a questo punto si deve parlare. Usciamo dall’Unione e da tutti i suoi obblighi, niente più direttive e regolamenti che si applicano automaticamente, niente più criteri di convergenza e patti di stabilità, niente più corridoi europei o obblighi di fusione del nostro mercato nel grande mercato continentale che ci vede per forza soccombenti. Creazione una zona franca di libero scambio al centro del Mediterraneo, questo è il nostro futuro, l’unico possibile. Un accordo simile a quello della Norvegia, non a caso anch’essa produttrice di petrolio, cioè dentro lo Spazio Economico Europeo e Schengen, ma fuori da tutto il resto, eurozona inclusa. Anche se su questo punto il discorso è un po’ complesso. Sulle materie che spettano all’Italia, dalla grande politica estera alle guerre, non possiamo mettere naso. Anche se lo Statuto – va ricordato – persino su queste materie ci concede un diritto di proposta. Quindi, al massimo diremmo la nostra, ma lasciamo fare al Paese di cui facciamo parte. Se l’Italia su queste materie, o su quelle comunque statali, vuole delegare in tutto o in parte le proprie funzioni all’Europa, su quelle, solo su quelle, seguiremo l’Europa anche noi, ma perché in essa vedremmo l’equivalente dello Stato italiano. Su tutte le altre materie, sulle competenze siciliane l’Italia non può delegare materie che non erano di sua competenza alle istituzioni europee. Sulle materie a noi riservate dall’Autonomia del 1946, decidono i siciliani. Oggi subiamo un’economia di rapina. Le nostre risorse, in buona sostanza, sono degli altri, che le comprano a quattro soldi mentre dovrebbero pagarle. Non possono fare a meno delle nostre risorse energetiche né della nostra posizione geografica. E anche dei nostri beni culturali e ambientali. Siamo in una posizione di forza e di monopolio, ma dobbiamo essere al di fuori del raggio d’azione dell’ Europa e della BCE. Tutto questo va fatto per salvare la democrazia e la libertà, anche quella di mercato. In questa visione così alta e radicale le pur giuste rivendicazioni del Movimento dei forconi appaiono poca cosa, pannicelli caldi anche laddove si riuscisse ad ottenere buona parte di quanto richiesto. Mercoledì e' previsto l'incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti. Ma già si dice che i presidi, seppure meno duri, continueranno. Nella bozza del decreto infrastrutture all'esame del Consiglio dei ministri sono state previste misure a sostegno dell'autotrasporto. La norma prevede un anticipo del recupero delle accise per gli autotrasportatori e salta inoltre il tetto dei 250mila euro per le compensazioni dei crediti d'imposta. I “forconi” ritengono queste misure ancora insufficienti e non hanno torto. Il nodo reale resta la defiscalizzazione del costo del gasolio per i camionisti e per i pescatori e gli agricoltori.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/01/2012 alle  12:33:05, nella sezione CRONACA,  759 letture)

Il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha annunciato che sottoporrà al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti l’elenco delle rivendicazioni del Popolo Siciliano. I punti salienti di tale richiesta sono i seguenti: 1. Defiscalizzazione del carburante. 2. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica). 3. Rilascio del DURC anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (SERIT, EMPAIA, INPS) in anni 10, con interessi legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento). 4. Abolizione dell’IMU sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale. 5. Dotare la CRIAS di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricolo e delle PMI. 6. No agli interessi usurai della SERIT, sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento e blocco per due anni delle cartelle esattoriali. Nello specifico, per le categorie della Produzione Agricola si richiede di: 1. Arginare con leggi che limitino le strategie commerciali messe in atto dalla GDO che fa cartello nei confronti di un’offerta frazionata ed a tutela del consumatore pensare anche ad un ricarico massimo ammissibile. 2. Varare leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della Guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti. 3. Applicare una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta e prodotti ittici, devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l’agricoltura italiana e la pesca. 4. Abolire gli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali che la riforniscono e pagamenti più celeri secondo il modello francese. 5. Perequare i maggiori costi di produzione che sostengono le aziende agricole siciliane . 6. Erogare immediatamente tutte le spettanze delle calamità naturali ad oggi accertate ed in mancanza di fondi, creare di carta di credito per compensare tasse, Inps ed energia elettrica. 7. Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un massimo del 50% la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana. 8. Applicare una tassa su “cibi spazzatura”. 9. Allineare, in relazione agli oneri previdenziali, con gli altri Stati Europei, circa 5 Euro al giorno per agricoltura, pesca e cassa edile. In particolare per la categoria trasporto e logistica si richiede: 1. Abbattimento dei costi autostradali. 2. Abbattimento dei costi di attraversamento dello Stretto per continuità territoriale per le Imprese Siciliane (e per tutti i Residenti) 3. Allineamento dell’imposta sulle immatricolazioni rispetto alle Regioni Italiane a Statuto speciale. 4. Oltre allo stanziamento di Euro 30 milioni dell’ecobonus per l’anno 2010, si chiede l’ulteriore stanziamento per l’anno 2011 per un importo di Euro 70 milioni. 5. Individuazione di una Zona Franca. 6. Vigilanza sull’applicazione dei costi minimi di sicurezza sulla base dell’art. 83 bis. Infine, in favore della categoria Pesca e Marineria si affrontano i seguenti temi: 1. Caro Gasolio. 2. Defiscalizzazione carburante e olio motore. 3. Che il carburante ritorni ad essere dotazione di bordo. 4. Approccio migliore alla normativa per l’aumento dell’Iva al 21% sul pescato, anziché defiscalizzare. 5. A vantaggio della piccola pesca chiedere che la Regione Sicilia applichi il suo statuto autonomo a chiedere la gestione delle licenze entro le 12 miglia. 6. Leggi e normative – le nuove assurde ed inconcepibili normative U.E. – Leggi, D.M. e Leggi Regionali che sono sempre più restrittive sull’utilizzo degli attrezzi e delle zone di pesca. 7. Tonno Rosso – come si pensa di affrontare le problematiche relative alla cattura accidentale del tonno rosso da parte della piccola pesca inerenti lo sbarco assistito. 8. Pesce Spada – come si pensa di affrontare la proposta ICCAT di sottoporre a TAC la cattura del pesce spada. 9. Pesche speciali. 10. Che il Governo Regionale si faccia promotore della necessità della pesca con il Governo Nazionale e Comunitario.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/01/2012 alle  21:37:24, nella sezione CRONACA,  798 letture)

Queste “cinque giornate siciliane” che sembra non debbano finire qui ma impegnare i movimenti promotori in una protesta a oltranza che non si sa dove potrà portare, inducono a una seria riflessione sui delicati termini di una questione che affonda le sue radici nell’immediato dopoguerra, quando la Sicilia venne dotata di uno “statuto speciale”, per la verità sempre disatteso. Ma il problema vero è che forse non ha senso parlare di sopravvivenza economica (e quindi anche sociale, culturale, demografica, etc.) della Sicilia, cioè di “applicazione dello Statuto”, dentro questa Europa. Un’Europa che non è quella che aveva in mente Altiero Spinelli o quella che ci hanno raccontato da ragazzi, un’Europa dove non è possibile alcuna autonomia regionale per la semplice ragione che non è possibile neanche alcuna autonomia statale, né alcuna democrazia. Il recente accordo sulla rinunzia da parte dei singoli stati delle potestà fiscali e la loro messa sotto tutela delle istituzioni centrali europee (e quindi, in buona sostanza, della BCE, e quindi delle oligarchie bancarie che chiamiamo “i mercati finanziari”) ci porta a dire che l’unica soluzione per la sopravvivenza della Sicilia è soltanto la fuoriuscita unilaterale dall’Unione Europea, magari dopo un plebiscito o dopo un referendum, ma che sia molto rapido e gestito con mano ferma e senza titubanze. Non è pensabile che la Sicilia sopravviva senza che detenga una qualche forma reale di autogoverno, poiché essa è un sistema economico equivalente a quello di una qualunque media nazione europea. L’unico possibile autogoverno che non metta in discussione l’unità politica dell’Italia, e quindi l’unico praticabile senza troppi traumi, è l’attuazione integrale e immediata dello Statuto del 1946. Ma lo Statuto del 1946, dopo il Trattato di Lisbona, e ancor più dopo il recente accordo fiscale, non potrebbe che sopravvivere a brandelli, con l’aggravante che le poche decisioni in cui gli stati continuano a partecipare, sarebbero prese dall’Italia al posto nostro. In una parola l’Europa oggi equivale all’azzeramento della nostra Autonomia e allora bisogna scegliere: o schiavi in Europa o liberi in Sicilia e fuori dall’Europa. Talvolta la lettera dello Statuto siciliano è superata ma lo spirito, in ogni sua parte, è chiarissimo ed attuale. Si tratta di adattare agli istituti attuali un rapporto radicalmente confederale lasciando vivo l’impianto originale, che mantiene tutta la sua validità. Con lo Statuto che l’Italia non ci ha fatto mai applicare, non chiediamo niente a nessuno, tranne la perequazione infrastrutturale, che è un diritto di tutti i cittadini, e qualche fiscalità di vantaggio che non è un favore dello Stato ma un doveroso rimborso per ciò che ci è stato rubato in termini di inquinamento dell’ambiente e di salute dei nostri figli.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/01/2012 alle  18:27:31, nella sezione CRONACA,  804 letture)

Un grande sommovimento (rivolta?) sta coinvolgendo gran parte del popolo siciliano, tra ombre e luci, con formule nuove di organizzazione dal basso, senza il coinvolgimento dei politici regionali, anzi mettendoli al bando e individuando in essi il germe di un pernicioso disinteresse unito a una fondamentale incapacità non solo di amministrare, ma perfino di rappresentare le istanze dei siciliani che non riescono a intravedere uno straccio di futuro. Alla luce di tutto ciò diventa sempre più urgente elaborare un nuovo meridionalismo in un contesto dove la politica è in crisi, e urge agevolare la formazione di una nuova cultura dello sviluppo delle regioni più deboli del Paese, con particolare riferimento alla Regione Sicilia. Le sfide che attendono nei prossimi anni il Sud e la Sicilia in particolare, sono piuttosto impegnative, a cominciare dal federalismo fiscale che rischia di essere iniquo. Non può essere il ricco Nord a valutare il Sud. Necessitano standard equi, per fare un esempio, anche per la valutazione delle nostre Università che potrebbero non essere uguali, mancando al Sud i finanziatori privati ed un retroterra produttivo. Allora, se il metro di riconoscimento delle capacità formative di una Università è il lasso di tempo che un giovane laureato impiega a trovare un lavoro, è chiaro che le Università meridionali non possono rientrare nel novero delle più virtuose. Quindi, avranno meno finanziamenti pubblici. Analogo ragionamento va fatto per i costi standard che si vogliono introdurre nella sanità che condanneranno i nosocomi siciliani ad avere sempre meno risorse e a costringere i cittadini ai viaggi della salute che significano oltre a disagi di vita dei cittadini anche esborsi ulteriori di somme agli ospedali del nord tramite il sistema dei DRG. Rilanciare la questione meridionale non significa volere tornare al passato, non significa attrarre più risorse al fine di garantire un'economia di mera sussistenza, ma significa fare dei vecchi e nuovi problemi del Sud una questione nazionale, spiegando soprattutto alle giovani generazioni che un Paese in cui prevale la legge della giungla a causa di una difesa aggressiva dei particolarismi, in cui quindi la distribuzione delle risorse nel territorio è destinata ad essere sempre più iniqua, sarà inevitabilmente un Paese più povero, più sfiduciato, più disordinato, anche a causa dei flussi migratori massicci che prendono la via del Nord. Se non si pone mano ad una politica di valorizzazione delle risorse umane, il Sud non ha futuro e rischia di essere sempre più abbandonato a se stesso. Mezzogiorno in primo piano, dunque, ma con la te-sta ed il cuore rivolti verso i Paesi della sponda sud del Mare Mediterraneo. È qui che si creeranno le condizioni per un dialogo fra il mondo occidentale e il mondo finora senza sviluppo. E' questa area il laboratorio naturale delle politiche della tolleranza e della cooperazione economica: la Questione Meridionale sempre più si identificherà con la grande Questione Mediterranea.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/01/2012 alle  22:01:46, nella sezione ASTROLOGIA,  902 letture)

Dal 22 gennaio e fino al 19 febbraio ci troviamo sotto il segno dell’Acquario, un segno d'aria, maschile, domicilio di Saturno. E' simbolo di fraternità e di amicizia e coincide in natura con il vento, con la corrente d'aria rapida e improvvisa, emblema di assoluta libertà. Il suo metallo è l'uranio, usato per la produzione di energia nucleare, la sua pietra l'ametista, il suo colore il viola, il suo giorno il sabato. Il nato sotto questo segno è dotato di forte volontà e intelligenza, di altruismo e soprattutto di spiccato senso d'indipendenza. Spirito pratico, spesso geniale, eccentrico, vuole innovare ogni cosa, rendendola originale. Per lui tutto è sempre perfezionabile, quindi vale la pena di studiare, di approfondire, per questo la sua curiosità è insaziabile. Ha un alto concetto di se stesso e non ama la banalità; può, quindi, sconfinare nel bizzarro ed essere ostinato nelle sue convinzioni. Capace di grande concentrazione mentale viene giudicato dagli altri a volte distratto, a volte indifferente. Non sopporta le inutili chiacchiere e le ipocrisie e tiene particolarmente alla sua privacy, pur riuscendo a socializzare ugualmente poiché è un amico leale e un collega perfetto, rispettoso dell'altrui personalità. Essendo un tipo cerebrale eccelle nelle attività di scrittore, inventore, psicologo, filosofo, docente universitario. Unico suo limite il perseguimento di sogni utopistici che possono fargli perdere tempo prezioso. Non è sentimentale né passionale, per cui stenta a provare e a suscitare emozioni d'amore. Più che un amante è portato ad essere un amico, magari un buon compagno di vita, piacevole e comprensivo, sempre a patto di rispettare la sua indipendenza. Di temperamento sanguigno questo segno è in analogia con le caviglie e il sistema nervoso e circolatorio. E', quindi, predisposto alle artriti, alle slogature, ma soprattutto agli stati d'ansia che possono provocargli pericolose depressioni. Ottimi i suoi rapporti con l'ARIETE, che lo stimola, con il TORO, che lo trascina, con la VERGINE, con la quale ha molti punti di contatto, con la BILANCIA, che rispetta il suo desiderio di indipendenza, con lo SCORPIONE, complice la passionalità di quest'ultimo, di impedimento la sua soffocante gelosia, col SAGITTARIO, al quale lo accomuna il desiderio di novità, con il SUO STESSO SEGNO, malgrado col tempo l’unione possa naufragare nell'abitudine. Problematici, invece, i rapporti con il GEMELLI, che lo innervosisce con la sua irrequietezza spesso invadente, con il CANCRO, che ha bisogno di una passionalità sconosciuta all' Acquario, col LEONE, che esige una maggiore sottomissione, col CAPRICORNO, malgrado l'esistenza di interessi comuni legati alla curiosità e alla sete di conoscenza, col PESCI, per la freddezza dell'Acquario che delude l'ipersensibile Pesci.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/01/2012 alle  15:26:34, nella sezione CRONACA,  859 letture)

Forte presa di posizione dell’onorevole Giuseppe Gennuso, esponente di spicco dell’MPA, riguardo al movimento di protesta che sta sconvolgendo la Sicilia, peraltro neanche citato dalle testate e dai videogiornali nazionali, malgrado sia un evento dal punto di vista giornalistico tutt’altro che trascurabile. “Migliaia di persone sono da due giorni in strada – ha detto Gennuso - contro il caro gasolio e la sospensione dei tributi, in un momento di grande crisi. La pacifica protesta dei Forconi, però, non viene raccolta dal governo dei professori, che non ha avviato alcun interlocuzione con i Movimenti. Se domani i rappresentanti del governo non sentiranno le ragioni dei Forconi, mi incatenerò davanti alla linea ferroviaria di Rosolini”. Il parlamentare regionale del Movimento per le Autonomie, ha aggiunto: “ Condivido in pieno la protesta del Movimento, ma resto stupefatto per la grave inadempienza del governo centrale, ma anche dei mass media. La protesta siciliana degli autotrasportatori, dei contadini dell’intero comparto dell’agricoltura, sta passando inosservato e questa è un’ingiustizia. Domani mi incatenerò in segno di protesta fino a quando, i Forconi non avranno risposte concrete”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/01/2012 alle  22:18:26, nella sezione CRONACA,  779 letture)

Continua la protesta degli autotrasportatori siciliani dell’Aias e dei produttori agricoli del Movimento dei forconi. Ad Augusta di nuovo i camion hanno bloccato le vie principali della città, mentre chiudono le pompe di benzina a secco di carburante e si riducono le derrate alimentari nei supermercati. A Lentini un uomo ha ferito con una coltellata al volto uno dei manifestanti che voleva impedirgli di superare il blocco organizzato dagli autotrasportatori. Si tratta di un venditore ambulante di frutta di Catania che è stato denunciato con l’accusa di lesioni e porto abusivo di arma da taglio. La vittima, un bracciante agricolo lentinese, è stato soccorso e condotto all'ospedale civile di Lentini e giudicato guaribile in 25 giorni. La protesta, comunque la si voglia valutare, finirà per mettere in ginocchio l’economia già traballante dell’Isola. Tra le ragioni della protesta l’aumento del costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata. In provincia di Siracusa hanno trascorso la notte dentro le tende i manifestanti aderenti al movimento 'Forza d’urto'. Permangono i presidi sulla statale 114, a ridosso dell’ingresso della raffineria Isab Nord di Priolo, in contrada Spalla, tra Siracusa e Priolo, all’altezza della rotatoria che porta all’Auchan, agli svincoli autostradali di Avola, Rosolini e Lentini e sulla statale "194". Il movimento ha trovato il sostegno di alcune associazioni ambientaliste locali che, insieme ai padroncini e ai produttori, hanno creato un blocco sulla statale 114 con la conseguenza di creare file interminabili di auto a passo d’uomo; infatti, anche se la protesta è pacifica, vi sono esasperanti rallentamenti per la circolazione stradale. Bloccati i binari in vari punti con pesanti disagi per i viaggiatori sia per quelli a bordo dei treni sia per quelli in partenza, anche se Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo mediante autobus. Sul web impazzano commenti per lo più favorevoli a questa levata di scudi contro il governo centrale, ma i giornali nazionali non sembrano dare alla notizia il giusto risalto di rivolta di un’intera regione, così come avrebbero voluto gli organizzatori dello sciopero. Intanto si registra nelle ultime ore l’intervento del Presidente di Confindustria Siracusa Aldo Garozzo, il quale, con una nota inviata al Prefetto di Siracusa, ha richiesto che vengano adottate adeguate misure di controllo del territorio per evitare che le iniziative del movimento di protesta che sta paralizzando le vie di accesso alla provincia di Siracusa e alla zona industriale “si traducano in una inaccettabile limitazione alla libertà d'impresa e un danno gravissimo alle attività produttive. Senza entrare nel merito delle motivazioni e del fondamento delle rivendicazioni del movimento, dichiara Garozzo, un fermo dell'economia è dannoso ed inopportuno oltre che difficile da accettare in momenti così critici per il paese". Garozzo sottolinea infine che le associazioni di categoria degli autotrasportatori stanno trattando a Roma con il Vice Ministro Ciaccia e hanno già dichiarato la loro estraneità al movimento che sta protestando.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/01/2012 alle  18:30:46, nella sezione CRONACA,  901 letture)

Partita stamattina anche ad Augusta malgrado la pioggia la manifestazione organizzata dal Movimento Forza d’Urto che dovrebbe durare nelle intenzioni fino al 20 gennaio. Gli autotrasportatori dell'Aias e i produttori agricoli del Movimento dei Forconi protestano contro l'aumento del costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata. Queste categorie produttive stanno soffrendo di più rispetto al resto d'Italia perché la Sicilia è oggettivamente periferica e nessun intervento dello Stato è stato adottato in maniera da non allontanare ulteriormente dall'Europa la pur operosa realtà agricola siciliana che, unitamente ai trasportatori, subisce fortemente gli ultimi rincari del mercato del carburante sovraccaricato oltretutto dalle eccessive accise statali. Uno sciopero spontaneo che però rischia di produrre un eccessivo caos e che almeno ad Augusta non è ben visto dai cittadini che stamani hanno dovuto muoversi per le principali strade cittadine immersi nello smog creato da centinaia di marmitte dei camion incolonnati col motore acceso. Il Movimento dei Forconi su internet posta trionfalmente: “Trasporto su gomma bloccato in tutta la Sicilia, 100 mila siciliani, oltre 100 presidi, la stampa internazionale punta i riflettori sull'isola per capire se l'esperienza del nuovo vespro siciliano può essere esportato in tutto il mondo così come è successo con al rivoluzione del 1848”. Ma la manifestazione, che dovrebbe continuare ed essere articolata fino al 20, non è ben vista neanche dal CNA, che per bocca del segretario provinciale Pippo Gianninoto, ha fatto sapere di non approvare le modalità e i tempi di uno sciopero inscenato in un momento di confronto costruttivo col governo. Infine la Fai Sicilia, la federazione degli autotrasportatori siciliani, non condivide la scelta dell’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani di unirsi alla protesta degli aderenti al movimento dei Forconi e al movimento Forza d'urto poiché gli autotrasportatori non soffrono delle stesse difficoltà di agricoltori, artigiani, allevatori e pastori. I problemi degli autotrasportatori non devono e non possono essere confusi con quelli di altri soggetti. Pur nella consapevolezza della pesante situazione in cui versano gli autotrasportatori dell’isola la Fai Sicilia ribadisce la contrarietà ad una protesta di carattere territoriale. Le difficoltà oggetto della vertenza riguardano tutti gli autotrasportatori italiani. Se il Governo nazionale non dovesse confermare ufficialmente e nel brevissimo periodo gli intenti prospettati nell’incontro dello scorso 11 gennaio a Roma, solo allora la Fai Sicilia si unirà al fermo nazionale.

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di Redazione (pubblicato il 15/01/2012 alle  11:10:15, nella sezione EVENTI,  861 letture)

Oggi, 15 gennaio, ultimo giorno della “Settimana del libro” promossa dal Comune di Siracusa, dalla casa editrice Verbavolant di Fausta di Falco e dalla libreria Biblios di Luisa Fiandaca e a cui hanno preso parte diversi editori siciliani come Morrone, Emanuele Romeo, Navarra, Discovery Edition, LetteraVentidue, oltre alla Società Siracusana di Storia Patria, la Società Dante Alighieri, i periodici Tribeart e Oh! Magazine. In questi quattro giorni, alla’Antio Mercato di Ortigia, si sono avvicendate presentazioni di libri, dibattiti (molto interessante in particolare quello condotto da Maurizio Agrò sul confronto tra l’editoria tradizionale e quella digitale degli ebook), performance attoriali e persino degustazioni di vini. Inoltre, anche oggi sarà possibile assistere ai cortometraggi selezionati da Luca Raimondi, inizialmente previsti soltanto il primo giorno e poi replicati a grande richiesta. Si tratta di undici lavori che spaziano tra quelli che hanno ricevuto premi o sono stati presentati al “Corto Siracusano Film Fest” (come “Anita sogna” di Lorenzo Falletti, "Il dito sull'orologio" di Francesco Lo Bianco o “Giro di giostra” di Ivano Fachin) e quelli appositamente invitati a partecipare all’evento (tra gli altri, “Paranoico” di Giacomo Mantovani, filmaker di Carpi emigrato a Londra, “Fumetti all’italiana” di Alessandro Marinaro, “Levanzo” di Vincenzo Mineo, “Facciamola finita” di Manrico Gammarota, “Il frutto proibito” di Roberto Capucci).

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/01/2012 alle  10:50:40, nella sezione CRONACA,  777 letture)

“La zona industriale è ormai al tracollo a causa di una politica miope, un sindacato connivente con gli interessi di pochi imprenditori del Nord. Occorre difendere con tutte le forze, il nostro territorio che rischia di essere abbandonato dopo oltre mezzo secolo di sfruttamento di risorse". E’ l’opinione di Domenico Tringali (nella foto a sinistra), coordinatore cittadino dell’MPA. L'esponente degli autonomisti tocca anche lo spinoso capitolo portuale, attività che sembra essere costantemente nell'ombra e fuori dai circuiti economici che contano, nonostante le annunciate e roboanti relazioni internazionali che sono pubblicate da testate del Nord che poco o nulla sanno delle reali attività della rada megarese. "Non capiamo - commenta Tringali - perché per conoscere gli esiti di una gara d'appalto, che potrebbe servire per rilanciare in parte il porto di Augusta, sono passati già nove mesi ed ancora non si è partorito nulla. Così facendo si rischia un vero e proprio aborto spontaneo. Infatti, in tempo di crisi, i cento milioni di euro, previsti per il completamento del porto commerciale, potrebbero servire per non far collassare del tutto un'economia territoriale sempre più debole". Altre riflessioni riguardano l’assetto amministrativo che vede gli autonomisti di supporto nella giunta Carrubba. "I nostri due assessori di riferimento, Salvo Madonia e Giuseppe Cassisi - continua Tringali - stanno offrendo un fattivo contributo e nuova energia all'amministrazione comunale. Certo dalla conferenza di fine anno del primo cittadino è apparso evidente una certa serenità ritrovata. Forse dettata dal fatto che, grazie al nostro apporto, in consiglio comunale possiede oggi una robusta maggioranza. Stiamo assumendo un ruolo di responsabilità, in un momento in cui ai più appare opportuno rifarsi una verginità politica, quando gestire la cosa pubblica è molto difficile a causa dell'appariscente riduzione dei trasferimenti statali e regionali. Abbiamo intrapreso un confronto schietto con il Pd e la lista Carrubba, in un clima di correttezza reciproca. Adesso il sindaco più che pensare alla futura coalizione, dia la giusta carica all'attuale giunta di governo della città, magari per percorrere tutti i possibili canali di finanziamento per il completamento del piano fognaria e la realizzazione della depurazione delle acque reflue".

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/01/2012 alle  10:46:35, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1215 letture)

In questi giorni capita spesso di vedere nello specchio d’acqua delle saline di Augusta una miriade di uccelli migratori che fanno sosta nel loro viaggio invernale verso terre più calde. Uno spettacolo meraviglioso che da la possibilità di osservare specie di grande interesse ornitologico, come cicogne, aironi, fenicotteri e perfino qualche rapace. Nelle saline di Augusta esiste anche un capanno costruito col contributo del locale Kiwanis Club che consente l’osservazione delle specie aviarie e dal quale è possibile scattare fotografie eccezionali. Dal 14 di questo mese un evento rivolto a tutti gli appassionati di ornitologia è stato organizzato da tutti gli enti che in provincia di Siracusa si occupano di aree umide-costiere e che in queste settimane stanno lavorando ad un accordo di programma per il rilancio del sistema della Rete Natura 2000 della Provincia. La LIPU, Ente Gestore della R.N.O. Saline di Priolo, il Dipartimento Azienda Foreste Demaniali Ufficio di Siracusa, Ente Gestore della R.N.O. Oasi Faunistica di Vendicari, la Provincia Regionale di Siracusa, Ente Gestore della R.N.O. Fiume Ciane e Saline di Siracusa, la Ripartizione Faunistico Venatoria e Ambientale di Siracusa, il Comune di Augusta e il Centro di Educazione Ambientale di Augusta hanno proposto un corso gratuito di birdwatching che si articola in 5 lezioni teoriche, che si tengono presso la sede del Centro di Educazione Ambientale (C.E.A.) di Augusta, via Corso Sicilia 118. Le esperienze pratiche si tengono nelle aree di maggior interesse naturalistico della nostra provincia come le Saline di Priolo e il Biviere di Lentini con lezioni ed escursioni dedicate anche alla fauna cittadina a dimostrazione di come il birdwatching può essere praticato da tutti e in ogni luogo. L’attrezzatura per il birdwatching consiste in un binocolo, una macchina fotografica, un taccuino ed una guida al riconoscimento degli uccelli, e naturalmente tanta curiosità che assicura grandi emozioni e nuove scoperte.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/01/2012 alle  14:51:08, nella sezione CRONACA,  793 letture)

La Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5 gennaio 2012 ha pubblicato il Decreto del 2 dicembre 2011 riguardante la ridefinizione dei punti nascita in Sicilia. Emerge che l’ospedale Muscatello non avrà più un punto nascite né i reparti di ginecologia e pediatria: tutte specialità che andranno nel nuovo nosocomio di Lentini. Ginecologia, ostetricia e pediatria rappresentano, o per meglio dire rappresentavano, un terzo circa dei posti letto dell’ospedale di Augusta, si può dire pertanto che i reparti per acuti saranno trasferiti a Lentini e che ad Augusta rimarranno solo i cronici e i convalescenti. Si parla tanto di "compensazione" per l'ospedale ma i cittadini di fatto assistono allo smantellamento annunciato in gazzetta ufficiale regionale del nosocomio megarese. I posti letto di oncologia e psichiatria basteranno, se e quando istituiti, ad assicurare la vita futura di questa struttura ospedaliera sul viale del tramonto? Nell’occhio del ciclone, a seguire i numerosi post dei social network più diffusi, è l’Mpa, che in molti legano alle sorti dell'ospedale Muscatello, individuando nel governatore Raffaele Lombardo e nel suo assessore alla sanità Massimo Russo le menti perverse di questa spogliazione di un ospedale prezioso per i cittadini augustani e per il territorio di riferimento, Priolo, Melilli, Sortino. “Sia chiaro che sulla vicenda dell'ospedale saremo critici anche con i nostri leaders - ha però dichiarato in un intervento il coordinatore cittadino dell’MPA Domenico Tringali. - Il presidente Lombardo sta cercando di risanare la sanità siciliana. Purtroppo altri non hanno fatto nulla per evitare la costruzione di una mega cattedrale nel deserto. Oggi qualche dirigente sanitario vuole riempire quella struttura a scapito di Augusta. La politica - continua Tringali - non è solo appartenenza a un partito, ma è la capacità di intessere relazioni, di lottare per difendere i diritti di una comunità, di preservare i più deboli, di vivere i tempi in maniera libera con un pensiero che si esplicita nella realtà con cui ci si confronta quotidianamente. Ci è stata promessa una contestualità nei trasferimenti, se non sarà rispettato il patto di avere i nuovi reparti, quali il polo di eccellenza oncologico e la permanenza di pediatria, completi ed operativi prima del trasferimento dei reparti a Lentini, siamo pronti ad azioni eclatanti di protesta".

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/01/2012 alle  15:09:52, nella sezione CRONACA,  778 letture)

L’ingegnere augustano Domenico Morello, dirigente del Settore Ambiente ed Ecologia della Provincia Regionale di Siracusa comunica che l'ente provinciale ha presentato due progetti riguardanti azioni di recupero e tutela della qualità dell'aria nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale. Il primo intervento prevede l'aggiornamento dell'attuale rete di monitoraggio, in base alle nuove normative. Si provvederà, quindi, alla sostituzione degli analizzatori delle Pm 10 (materiale presente in atmosfera in forma di particelle microscopiche) non a norma con quelli provvisti di analizzatori bi-canale, in grado di determinare sia la frazione Pm 10 che quella Pm 2,5 del particolato. Si tratta, cioè, di macchinari con una maggiore capacità di rilevamento anche di particelle infinitesimali. Si procederà, inoltre, alla sostituzione di un analizzatore di monossido di carbonio, di 10 generatori idrogeno, di 3 analizzatori di benzene, toluene e xilene, nonché all'installazione di 3 nuovi analizzatori, di cui 1 per i composti organici volatili, 2 per i mercaptani e composti odorigeni solforati. Per ciò che concerne il secondo progetto incentrato sul traffico, Morello ha precisato che sulle principali direttrici stradali di competenza della Provincia, in accordo con i Comuni della coalizione del Pist (piano integrato di sviluppo territoriale) saranno allocate 15 postazioni di rilevamento dei flussi di traffico. Anche grazie alla simulazione dinamica e tridimensionale del trasporto, nonché alla diffusione e trasformazione chimica degli inquinanti in atmosfera, si potranno elaborare mappe di concentrazione per tutti i parametri statistici e per i diversi inquinanti.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2012 alle  15:10:54, nella sezione EVENTI,  1856 letture)

Domenica 15 gennaio dalle 18.00 fino alle 20.00 il Salone Carabelli (Ex Cinema Lux), sito in via G. Torres, 10 in Ortigia ospiterà il Concerto dell’Astana Chamber Orchestra un ensemble di archi che eseguirà musiche di J. Haydn, W. A. Mozart, J. Sibelius e Y. Akutagawa. E’ un evento organizzato dall’ASAM di Siracusa e fortemente voluto dal direttore artistico di questa associazione musicale, Corrado Genovese. Quest’ultimo si è formato musicalmente alla scuola degli insegnanti Sergei Girshenko e Umberto Oliveti e ha compiuto gli studi accademici di violino al Conservatorio "A. Corelli" di Messina, con il massimo dei voti e la lode. Ha frequentato, al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, lezioni di formazione orchestrale da camera, ottenendo la qualifica professionale. Ha svolto una cospicua attività concertistica con affermati solisti e direttori. Ha inciso per Radio Vaticana, Dauphine-Italia, Mediaset e varie etichette discografiche. Membro del Quartetto d'archi Archimede, si è esibito da camerista in importanti festival europei. Ha collaborato, con “Unicef” e “Avsi”, all'organizzazione di concerti no-profit. Si è occupato per due anni di critica musicale per la Gazzetta del Sud e, dal '99, scrive per il Giornale di Sicilia. Genovese, come già detto, è il direttore artistico dell'A.S.A.M. Associazione Siracusana Amici della Musica oltre che docente di violino all'Istituto Musicale "G. Privitera" di Siracusa.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2012 alle  12:18:14, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  751 letture)

Mariarita Sgarlata, componente del movimento di cittadini "Energie nuove" di Siracusa, ha fatto pervenire agli organi di stampa un interessante comunicato sulla traballante situazione della città di Siracusa. Energie Nuove è una libera Associazione politica e culturale il cui nome è preso in prestito dalla rivista fondata da Piero Gobetti nell’anno 1918. Come ricorda Gaetano Salvemini, Energie Nuove fu «un sintomo prezioso del rinnovamento che si è andato maturando nello spirito della nostra gioventù durante questi anni di guerra. Quando i giovani cominciano a pensare con la loro testa e dimostrano di saper pensare, vuol dire che è prossimo a finire il dominio dei vecchi». L’Associazione, che si ispira agli ideali del liberalsocialismo, si propone il perseguimento di finalità culturali, sociali, educative e formative nell’ambito delle materie umanistiche e della cultura civile, la loro divulgazione, anche attraverso opuscoli, manifesti, convegni e seminari. Inoltre Energie Nuove si impegna nell’azione politica, nonché in ogni altra forma di diffusione di tipo associativo di principi ispirati alla crescita politico culturale della società civile. "In questi anni – dice il comunicato di Energie Nuove - siamo stati abituati a Siracusa a sentire da una parte le voci della propaganda, che ostinatamente hanno pubblicizzato i grandi risultati raggiunti dalla nostra città, dall’altra a riscontrare nelle classifiche della stampa nazionale la cruda realtà dei dati statistici, che fanno emergere chiaramente gli errori di un’amministrazione miope e autoreferenziale. Un’amministrazione che non ha mai avuto una linea unica e ferrea sulla questione della ZTL, come invece avviene in molte altre città italiane, in cui le decisioni dei sindaci, per quanto impopolari (Renzi a Firenze, per esempio), vengono accettate e, nella lunga durata, anche apprezzate. Quante volte nei consigli comunali l’attuale sindaco ha lacrimevolmente ricordato che, assecondando le richieste degli ambientalisti (portatori di negatività economica) e della società civile, nauseata dallo scempio della città, certificato anche dal Sole 24 ore, si sarebbe recato un danno all’economia cittadina? Ora più che mai è il momento di sottrarci a questo ricatto. Aprire Ortigia alle macchine non risolve la crisi dei commercianti, perché la crisi esiste anche negli altri quartieri della città, in cui è possibile posteggiare in tripla fila davanti ai negozi. E’ vero invece che la carenza dei trasporti pubblici penalizza, in particolare, Ortigia ma la soluzione già da parecchi anni era a portata di mano. Bastava potenziare il servizio navetta e non continuare a ripetere che le corse erano sufficienti! Si sono chiesti i commercianti siracusani perché, in altre città italiane, (un esempio per tutti, Bolzano), i loro omologhi hanno combattuto strenuamente contro la realizzazione di centri commerciali nel raggio di 30 chilometri? Erano tutti ambientalisti o forse invece avevano capito meglio di loro che la proliferazione dei centri commerciali, vicino alla città, li avrebbe danneggiati? E ancora, quando tutti, assecondando gli interessi filogovernativi, si dichiarano concordi nella necessità di dotare Siracusa di due elefantiaci porti turistici, hanno riflettuto abbastanza sulla presenza, all’interno dei due progetti (Marina di Archimede e Marina di Siracusa), di due enormi centri commerciali che “murerebbero” il passaggio agli acquisti nel resto della città? La verità è che i nostri amministratori hanno voluto una Montecarlo e si sono ritrovati con una città fantasma, volevano una Ferrari e hanno invece una Cinquecento. I turisti che arrivano a Siracusa non cercano nella nostra città una nuova Montecarlo ma una città d’arte con una storia unica e un territorio di grande interesse naturalistico. E non pensiamo che i croceristi vogliono il centro commerciale, perché ogni giorno migliaia di croceristi invadono le strade, pulite, di Dubrovnik in Croazia e non si disperano se non trovano l’Auchan, il Carrefour o altro. Da questo dobbiamo ripartire, dal considerare Siracusa una città d’arte, che merita un centro storico a traffico limitato perché è il passato della nostra città l’unico in grado di assicurarci un futuro".

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