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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 31/10/2011 alle  21:01:47, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  795 letture)

Mimmo Di Franco del Movimento cittadino L’Altra Augusta ci fa pervenire una nota riguardante episodi di inciviltà che coinvolgono i portatori di handicap, i quali vedono trasgredire quanto la legge sancisce per favorire la loro già difficile vita quotidiana. “Ad Augusta – dice Di Franco - posteggiare le auto davanti agli scivoli per i disabili è una cosa normalissima, sono talmente tanti i “distratti” oltre a quelli incivili. Ci vorrebbe una campagna stampa per scoraggiare gli automobilisti a posteggiare davanti agli scivoli, con la speranza di scuotere la coscienza di coloro che imperterriti bloccano il passaggio di disabili, mamme con bebè in carrozzina e anziane con il carrello della spesa. Ci vorrebbe pure più controllo da parte delle autorità. Si ricorda che i pass vanno rilasciati alle persone con ridottissima deambulazione. Si è fatto un censimento attuale dei pass e degli stalli personalizzati? Il problema è molto sentito in città”. E’ questo un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di quasi 15 anni dalla sua emanazione ancora non è del tutto operativa. Tutto ciò è ampiamente documentato dallo stato di fatto esistente ad Augusta, dove, peraltro, accanto alle barriere ancora esistenti, esistono anche strutture che invece hanno saputo adeguarsi alle normative vigenti. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento di tanti edifici pubblici, negli uffici comunali, nelle scuole, negli ambulatori dell’ASL e altrove è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 31/10/2011 alle  14:37:21, nella sezione CRONACA,  843 letture)

La Giunta Provinciale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per l’abbattimento e la ricostruzione dell’Ostello della Gioventù di Belvedere dopo 18 anni di abbandono. Dall’insediamento dell’Amministrazione Bono fino ad oggi e’ stato un susseguirsi di tavoli tecnici tra il Presidente della Provincia, gli Assessori al ramo e la Circoscrizione di Belvedere per portare a compimento quest’opera pubblica di cui si sentiva la mancanza. Accelerati i tempi per la redazione e l’approvazione del nuovo progetto corredato da tutti i pareri comunali richiesti, con la collaborazione sinergica della Soprintendenza ai Beni Culturali, del Genio Civile, sarà ricostruita una struttura ricettiva che potrà apportare alla comunità di Belvedere e di Siracusa benefici economici e di immagine. L’Ostello andrà ad aumentare la disponibilità di posti letto a Siracusa con costi ridotti e quindi nell’ottica del turismo giovanile, agevolando soprattutto gli studenti che potranno visitare Siracusa e il suo patrimonio storico ed architettonico. Tra breve tempo potrà essere redatto il bando per l’espletamento della gara d’appalto e subito dopo si darà il via ai lavori che si prevede durino circa 18 mesi. Così l’attuale amministrazione provinciale di Siracusa ritiene di avere il merito di aver riportato alla luce un progetto rimasto nel cassetto per lungo tempo e per il quale non era stata mai ritirata la concessione edilizia. Dopo 13 anni dalla sua prima verifica da parte della soprintendenza, avvenuta il 15/07/1997, gli elaborati risultavano datati e il contributo concesso calcolato sulla base del prezziario 2001 era divenuto insufficiente, tenuto conto anche di alcune impostazioni che lo rendevano antieconomico. La struttura, nel contempo, era stata abbandonata diventando ricovero per clandestini senza fissa dimora. “Il progetto predisposto – ha affermato l’assessore al patrimonio Rino Lazzari - munito dei visti di Soprintendenza e Vigili del Fuoco, è stato finalmente approvato dalla Giunta. L’Amministrazione Provinciale si era impegnata a realizzare questa storica incompiuta, peraltro utile alla crescita della ricettività turistica della nostra provincia nel segmento giovanile. I problemi tecnici dovuti al lungo tempo trascorso, da quando il primo progetto fu redatto, sono stati finalmente superati in modo da rendere fruibile questa struttura abbandonata da anni.”

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 30/10/2011 alle  12:14:44, nella sezione CRONACA,  925 letture)

Il geometra Giuseppe Frontino è morto a Siracusa mercoledì sera all'età di 79 anni. Si tratta dell’imprenditore che ha realizzato “La fiera del Sud” e il villaggio S. Lorenzo, un pezzo della storia di Siracusa negli anni dello sviluppo economico e delle costruzioni edilizie, di quella Siracusa operosa che costruiva le ricchezze dei singoli ma anche il benessere dell’intera cittadinanza, creando posti di lavoro e attività prestigiose. I funerali si sono svolti nel pomeriggio del 28 ottobre presso la chiesa di Santa Rita gremita da parenti, amici e dipendenti della ditta Frontino, un migliaio di persone che hanno voluto dargli l’estremo addio. Alla fine della cerimonia religiosa celebrata da don Salvatore Arnone è scoppiato un grande applauso per il "geometra", un atto di estremo riconoscimento per lui e di sostegno per la moglie Giulia, le figlie Rita e Daniela, i generi e i nipoti dell'imprenditore scomparso. Tanti i politici presenti a cominciare dal sindaco, Roberto Visentin, i deputati regionali, Bruno Marziano e Giuseppe Gennuso e altri amministratori locali. Una grande manifestazione d'affetto per Frontino, come ha più volte sottolineato il sacerdote Arnone, personaggio dalle grandissime doti umane.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 30/10/2011 alle  11:17:34, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  817 letture)

Ora che il maltempo è passato corre obbligo di fare alcune riflessioni a margine del fatto che bastano degli acquazzoni (si badi bene non ore e ore di pioggia) per rendere impraticabili e allagate le strade di accesso alla cittadina megarese e tutto il tratto compreso tra il crocevia su piazza America e Villa delle Rose. Interdetta la circolazione e gran daffare per gli uomini della squadra lavori, della Protezione Civile e della Polizia Municipale. Gravi disagi anche nel tratto compreso tra il bivio di corso Sicilia e il sottopasso ferroviario ubicato nei pressi dell’ospedale. Com’è possibile che con tutti i lavori fatti di recente, con scolatoi e caditoie che avrebbero dovuto drenare le acque meteoriche e la realizzazione di vasche di raccolta, il problema di questa arteria nata male ma essenziale per i collegamenti verso l’esterno del paese, non sia risolto e la stessa subisca questo regolare e continuo allagamento ogni qual volta le nuvole scaricano acqua piovana?. Nonostante la manutenzione dell’arteria rientri tra le competenze della Provincia Regionale di Siracusa il Comune ha fatto intervenire delle ditte esterne per la rimozione dei detriti accumulatisi ai bordi della strada. La Sp 61 è di fatto rimasta per diverse ore transennata ed interdetta alla circolazione veicolare, così via Delle Saline e la carreggiata attigua al cimitero comunale all’ingresso della città. Anche le vie del centro storico si sono trasformate in torrenti e problemi si sono verificati anche nel plesso privato di via Adua, preso in locazione dalla Provincia, che ospita alcune classi del Liceo Megara, con l’acqua piovana infiltrata dai balconi che è entrata nelle aule. Gli anni passano ma ogni inverno i lavori fatti male e ancor peggio manutenzionati continuano a procurare gravi disagi agli augustani.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/10/2011 alle  09:19:59, nella sezione EDITORIALI,  823 letture)

Ottobre è stato un mese segnato dalla violenza delle immagini. Da quelle drammatiche del sacco di Roma ad opera dei black bloc fino a quelle tragiche delle morti, che paradossalmente si sono susseguite a breve distanza di tempo, del feroce dittatore Gheddafi e dell’innocente campione motociclista Simoncini. E‘ un mondo violento, d’altronde, quello che ci circonda, violento in ogni sua espressione, violento è l’uomo fin dagli albori della cosiddetta civiltà, perché in natura si procede per rapporti di forza e la violenza non è che un uso eticamente non accettabile della forza. Il vero problema è che, nell'accezione comune, il termine "violenza" è associato al concetto di criminalità: il violento è colui che in qualche modo infrange una legge o un diritto usando in modo sconsiderato la sua forza sia esso individuo o gruppo o folla. Ma è violento anche l’individuo comune quando ogni giorno alla guida della sua auto infrange il codice della strada, o quando impreca contro chi non la pensa come lui. I contrasti sociali oggi sono più che mai acuiti da una crisi economica senza precedenti e portano anche il più pacifico degli individui all’esasperazione, a considerare chi la pensa diversamente un nemico e non un semplice avversario, a radicalizzare le idee e le opinioni, a creare quel muro contro muro che non mi pare storicamente abbia mai portato a nulla di buono. Probabilmente solo un bagno di democrazia può salvarci dal medioevo prossimo venturo, dalla barbarie di una società divorata dall’economia, dalla finanza, dal potere politico che sempre più assomiglia alle antiche baronìe con pochi eletti privilegiati ,altro che “governo del popolo”! La raccolta di firme per il referendum contro il “porcellum” ha registrato in pochi giorni oltre 1.200.000 firmatari, un dato entusiasmante di partecipazione popolare che contrasta con il recente risultato elettorale delle regionali in Molise dove è andato alle urne poco più del 50 per cento degli aventi diritto al voto. Come dire che, se si tratta di eleggere politicanti di mestiere, l’antipolitica la fa da padrone creando assenteismo elettorale, ma se si tratta di cambiare le cose la partecipazione è tanta ed attiva e raggiunge risultati impensabili. Sì, probabilmente è tempo di partecipazione e di democrazia diretta. E, come dicono le nostre donne, “se non ora quando?”

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di Redazione (pubblicato il 29/10/2011 alle  09:17:46, nella sezione EVENTI,  822 letture)

Il Rotary Club di Siracusa presieduto dall’ avvocato Giuseppe Piccione ha presentato venerdì 28 ottobre presso la Sala Vassalli dell’Istituto Superiore di Scienze Criminali, in via Logoteta 27, il libro di Armando Spataro dal titolo “Ne valeva la pena. Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa”. Il caso Tobagi, le Brigate Rosse, il sequestro di Abu Omar, la ‘ndrangheta al Nord: queste alcune delle inchieste più scottanti raccontate da un magistrato che le ha dirette in prima persona. E’ il momento di ripercorrere gli ultimi trent’anni di storia giudiziaria italiana e descrivere la tempesta che, tra ambiguità e silenzi, si sta abbattendo sulla nostra giustizia. Alessandro Spataro per questa sua fatica letteraria ha ricevuto il Premio Capalbio 2010, Sezione Politica e Istituzioni, e il Premio Cesare Pavese 2011, per la saggistica.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/10/2011 alle  09:15:24, nella sezione CRONACA,  756 letture)

Il consigliere comunale augustano di Futuro e Libertà per l’Italia Giuseppe Di Mare facendo seguito a quanto dichiarato nella seduta del civico consesso di lunedì scorso durante il quale è stato approvato, col suo voto contrario, il piano triennale delle opere pubbliche, fa pervenire un circostanziato comunicato stampa del seguente tenore: “La grave situazione legata alla liquidità dell’Ente non è l’unico problema del nostro Comune, infatti è accompagnata da una programmazione sulle opere triennali molto carente, si può parlare tranquillamente di programmi fantasmi da parte dell’amministrazione comunale. Rimane la grande insoddisfazione per come si sono svolti i lavori in alcuni momenti, con imbarazzanti difficoltà per la maggioranza e i dirigenti che avevano lavorato agli atti. La verità è che si tratta del solito libro dei sogni, che viene ripresentato di anno in anno, con cui si annuncia la realizzazione di opere che di fatto non avverrà, basta pensare che delle 66 opere inserite nel solo 2011 ben 55 si dovrebbero realizzare attraverso finanziamenti di terzi PO FESR 2007/13 mentre altri 4 attraverso l’accensione di mutui di non sicura concessione. Per alcune opere, per esempio, il recupero dell’immobile dell’ex macello comunale, la realizzazione della strada in Contrada Uliveto a Brucoli, la sistemazione e l’allargamento della strada comunale Xiacche, gli interventi a difesa dei tratti di costa, e molte altre si tratta di un rinvio continuo ed effettivamente per queste opere si può parlare di una programmazione secolare. Su altre opere, come quella che prevede i lavori di messa in sicurezza della piscina comunale (350 mila euro), in modo dilettantistico ed offensivo per l’intelligenza dei consiglieri l’amministrazione ha portato in aula un emendamento per arrivare ad una somma maggiore ( 650 mila euro), emendamento goffamente e precipitosamente ritirato per mancanza della firma del dirigente finanziario e quindi della relativa copertura. Dinanzi a tale disorganizzazione rischia di passare in secondo piano anche il progetto di riduzione dei metri della piscina (anche su questa vicenda il dirigente parla di circa il 50 per cento) che porterebbe da un lato alla creazione di una 'gebbia' comunale e dall’altro cancellerebbe anni ed anni di storia, di tutti quegli uomini e donne che hanno portato in alto la storia della nostra Città, nel nome della piscina comunale 'Gigi Turchio'. Su questo punto l’amministrazione ha preso l’impegno di rivedere il progetto alla luce delle osservazioni fatte, mi auguro che su questo progetto l’impegno sia mantenuto. Altre opere lasciano molto perplessi, altre ancora di anno in anno vengono rinviate e riproposte senza mai vedere luce”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/10/2011 alle  09:13:46, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  872 letture)

Diventa sempre più pericoloso lasciarsi andare sul web a dichiarazioni lesive della dignità o degli interessi di altre persone, come spesso avviene in modo grossolano e truculento sui social network o sui vari blog. L’anonimato illusorio dei nick name non sempre mette al sicuro da indagini approfondite e comunque oramai è invalsa l’abitudine di parlare di tutto e di tutti in modo provocatorio e imprudente dichiarando nome e cognome. Ma questo comportamento, se oggetto di denuncia da parte del danneggiato, può costare caro. La Corte di giustizia europea ha stabilito che chi ha subito un danno alla persona via web – è il caso della diffamazione – può chiedere l’intervento al giudice del proprio Stato di residenza. In alternativa può chiamare in causa i giudici degli Stati dell’Unione nei quali sono stati diffusi i contenuti sotto accusa. Il giudice europeo ha stabilito che la pubblicazione di contenuti su Internet è nettamente diversa da quello che avviene su carta stampata. I contenuti online sono molto più invasivi perchè hanno la capacità di raggiungere un numero maggiore di persone, praticamente si potrebbe dire che la diffamazione on line non ha confini. Una diffusione universale in grado di aumentare la gravità delle violazioni dei diritti della personalità e rendere difficile individuare i luoghi di concretizzazione del danno che arrivano da queste violazioni. Per queste caratteristiche, la Corte ha ritenuto che l’impatto delle violazioni on line possa essere meglio valutato dal giudice del luogo dove al vittima ha il proprio centro di interessi. Località che in genere coincide con quella della residenza abituale della persona fisica o della sede sociale per le persone giuridiche.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/10/2011 alle  09:09:45, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  764 letture)

Gli operatori commerciali dell’area mercatale di via Marina Ponente nel centro storico di Augusta tornano a lamentarsi ancora una volta per il disagio del sito, specialmente nella stagione invernale che si approssima, che porta sempre meno clienti ad approvvigionarsi nelle bancarelle con un netto calo delle vendite. L’ipotesi di spostare il mercato facendolo tornare, magari solo da un lato della strada, lungo il marciapiede di via X ottobre disciplinando le cose in modo da non compromettere la normale vivibilità dei residenti della zona torna a presentarsi all’orizzonte in considerazione anche della carenza endemica di parcheggi nel centro storico. Questa ipotesi farebbe guadagnare un ulteriore spazio di sosta e dirottare i due mini bus in servizio per il mercato ad altro percorso, oltre che incrementare le vendite degli ambulanti e dei commercianti della via X ottobre che, dopo il trasferimento delle bancarelle, hanno visto la strada progressivamente morire con la chiusura dei pochi esercizi commerciali esistenti. Il parcheggio tornerebbe a tempo pieno e non a mezzo servizio, anche perché la carenza di aree di sosta si avverte maggiormente proprio la mattina allorché tutta la via Marina Ponente è invasa da auto parcheggiate anche laddove esiste un divieto di sosta largamente disatteso e peraltro tollerato dai vigili urbani proprio perché la carenza è troppo evidente e le multe farebbero inferocire gli automobilisti. Peraltro liberando l’area potrebbe essere rispolverato il vecchio progetto di un parcheggio a più piani, cercando di reperire i fondi necessari una volta superato questo periodo nero per l’economia del sempre dissestato comune megarese. E, infine, si restituirebbe ai cittadini un mercato che è nella loro memoria storica e costituisce una tipicità del nostro folklore da tutelare, magari in vista di un rilancio augurabile del centro storico in una visione di futuro sviluppo turistico.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/10/2011 alle  19:47:46, nella sezione CRONACA,  1431 letture)

Sabato 22 Ottobre 2011 alle ore 11,00 è stata inaugurata la nuova Comunità Alloggio per disabili psichici ”L'Oasi della Speranza” sita in Via Michele Bonanno, 2 a Siracusa (Vicino la Chiesa di Bosco Minniti). Si tratta di una Cooperativa Sociale ONLUS, Ente Privato Accreditato col Comune di Siracusa che potrà essere convenzionato con tutti i Comuni siciliani. La Comunità fornisce quindi servizi socio-assistenziali in convenzione e opera con l'approccio di tipo familiare per il reinserimento degli ospiti nel tessuto sociale. La riabilitazione, ai sensi della vigente normativa regionale, è programmata col competente Dipartimento Salute Mentale di Siracusa. Questa comunità alloggio per disabili psichici comprende strutturalmente cinque camere da letto per un massimo di dieci posti letto. Ogni camera è fornita di bagno indipendente e di arredi nuovi. Sono presenti il salone per le attività e le riunioni, la sala pranzo, il bagno per portatori di handicap, un'ampia veranda coperta e un piccolo giardino annesso. All’inaugurazione è intervenuto il sindaco di Siracusa Roberto Visentin e il Primario di Psichiatria dr. Gaetano Interlandi.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/10/2011 alle  20:27:13, nella sezione CRONACA,  751 letture)

Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo pare ispirato in questi giorni da un vento riformista. La giunta regionale ha infatti approvato il disegno di legge sul decentramento delle funzioni ai Comuni, con la contestuale riforma dei liberi consorzi comunali, che era stato presentato dall’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici. Nel provvedimento è prevista, con decorrenza 31 maggio 2013, la soppressione delle Province regionali. Al loro posto sorgeranno i Consorzi di Comuni. La Regione quindi trasferirà agli enti locali funzioni in importanti settori quali le attività produttive, il commercio, l’artigianato, la famiglia, le politiche sociali, la formazione professionale, i lavori pubblici, le infrastrutture, i beni culturali e l’ambiente, i trasporti, il turismo, lo sport e lo spettacolo, la gestione integrata dei rifiuti e la gestione integrata del servizio idrico. Gli organi dei liberi consorzi comunali, formati da almeno 10 comuni e 250 mila abitanti sono l’assemblea (composta da tutti i sindaci dei Comuni che costituiscono il Consorzio), il presidente (eletto da tutti i consiglieri comunali facenti parte del Consorzio) e la giunta (nominata dal presidente tra i componenti dell’assemblea o dei consigli comunali e formata da un minimo di 4 a un massimo di 8 componenti in base alla popolazione). Nel disegno di legge sono state inserite anche norme di contenimento della spesa per cui fin dalle prossime elezioni, nei comuni con più di 500mila abitanti i consiglieri saranno 40 e gli assessori 8; tra 250 e 500 mila ci saranno 35 consiglieri e 7 assessori; tra 100 e 250 mila rispettivamente 30 e 6; tra 30 e 100 mila 25 e 5; tra 10 e 30 mila 15 consiglieri e 4 assessori; tra 3 e 10 mila 12 e 3; meno di 3 mila abitanti 9 consiglieri e 2 assessori. Una vera e propria rivoluzione copernicana che, a regime, dovrebbe consentire un forte risparmio sulle spese della politica nella nostra regione.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/10/2011 alle  15:02:51, nella sezione CRONACA,  859 letture)

In questi giorni i cittadini di Augusta stanno ricevendo i bollettini di pagamento per la Tarsu 2010 con gli stessi importi dell’anno 2009 e con la possibilità di pagare in quattro dilazioni. Pesa sulle bollette l’aumento di circa ottanta per cento votato dall’Aula consiliare l’anno scorso con soli due voti contrari (Di Mare e Salamone S.), a seguito del quale la delibera di Consiglio Comunale sta dispiegando i suoi effetti nefasti per le tasche dei cittadini di Augusta con aumenti importanti che trovano poca giustificazione effettiva, se non quella, come più volte affermato, di fare cassa e subito (basta pensare alle sole due date di dilazione concesse l’anno scorso). La dichiarazione di “ente a deficit strutturale” attestata con l’approvazione fatta dal Consiglio Comunale con l’approvazione del consuntivo 2010 – ha dichiarato il Consigliere Comunale di Futuro e Libertà Giuseppe Di Mare – da un lato attesta che troppo poco si è fatto in materia di organizzazione degli uffici fondamentali per far muovere la macchina amministrativa, dall’altro apre a scenari che porteranno ad aggravi anche, e non solo, della TARSU a carico dei cittadini: la legge impone per gli enti in “deficit strutturale” la copertura minima al 70% dei servizi a domanda individuale, per intenderci entro l’anno prossimo prepariamoci ad un aumento di almeno un 15 % della stessa Tarsu. Purtroppo non si è dato seguito all’invito di rivedere il regolamento comunale per l’applicazione della tassa smaltimento rifiuti approvato nel 1997 per modificare l’intero sistema di pagamento e di scelta degli importi imputati. Era stato suggerito di modificare i procedimenti di imputazione del calcolo della tassa ragionando non in termini di metri quadri occupati come avviene con la Tarsu ma per membri del nucleo familiare. E’ un’ingiustizia sociale che, per esempio, una famiglia di due persone con un’abitazione di 100 mq paghi quanto una famiglia in una stessa abitazione composta da cinque persone. Esiste poi una norma per cui gli anziani oltre i settanta anni che vivono soli hanno diritto all’abbattimento delle tariffe al 50 per cento in automatico, senza bisogno di alcuna istanza, norma che non viene applicata ad Augusta. Per non parlare del servizio di raccolta rifiuti espletato sul territorio che ha avuto ben pochi miglioramenti, con la raccolta differenziata ai minimi storici che registra percentuali bassissime.

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di Redazione (pubblicato il 20/10/2011 alle  17:04:41, nella sezione CRONACA,  1793 letture)

Sabato 22 Ottobre 2011 alle ore 11,00 verrà inaugurata la nuova Comunità Alloggio per disabili psichici ”L'Oasi della Speranza” sita in Via Michele Bonanno, 2 a Siracusa (Vicino la Chiesa di Bosco Minniti). Si tratta di una Cooperativa Sociale ONLUS, Ente Privato Accreditato col Comune di Siracusa che potrà essere convenzionato con tutti i Comuni siciliani. La Comunità fornisce quindi servizi socio-assistenziali in convenzione e opera con l'approccio di tipo familiare per il reinserimento degli ospiti nel tessuto sociale. La riabilitazione, ai sensi della vigente normativa regionale, è programmata col competente Dipartimento Salute Mentale di Siracusa. Questa comunità alloggio per disabili psichici comprende strutturalmente cinque camere da letto per un massimo di dieci posti letto. Ogni camera è fornita di bagno indipendente e di arredi nuovi. Sono presenti il salone per le attività e le riunioni, la sala pranzo, il bagno per portatori di handicap, un'ampia veranda coperta e un piccolo giardino annesso.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/10/2011 alle  14:24:48, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  912 letture)

Paolo Amato, capogruppo del PdL al Consiglio Provinciale, in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, sferra un duro attacco contro gli sprechi dell’apparato burocratico e politico della nostra regione, che ammontano ad oltre un milione di euro l’anno. L’intervento del capogruppo del PDL è stato portato in aula in occasione del Consiglio Provinciale aperto del 03 Ottobre 2011 sulla riforma dell’architettura istituzionale del Paese e sul ruolo delle Province. Dice Amato: “Alla regione non si scherza, oltre al presidente dell'assemblea regionale ben oltre 39 dei 90 deputati regionali percepiscono, in aggiunta all'indennità ordinaria di 10.100 euro lordi al mese, alcuni bonus supplementari, solo per le loro partecipazione al consiglio di presidenza dell' Ars o perché sono presidenti , vicepresidenti, o segretari di commissione. Altro che eliminare le province, sarebbe meglio eliminare le regioni per fare risparmiare veramente i contribuenti. 7.724,34 al presidente dell'assemblea, 5.149,56 per ciascuno dei due vicepresidenti, 4.642,63 per ciascuno dei tre deputati pretori,3.316,16 per cadauno dei tre deputati segretari, 3.316,16 ai nove presidenti di commissione, 829,04 per ciascuno dei 21 vicepresidenti di commissione, 414,52 per ognuno dei nove segretari di commissione. Ciascun gruppo parlamentare riceve mensilmente 4.730 euro per deputato che a sua volta percepisce 4.178,36 euro al mese per il cosiddetto portaborse. Il presidente della regione, oltre all'indennità di deputato, riceve un'aggiunta pari a quella del presidente dell'assemblea, cioè 7.724,34 euro al mese. Gli assessori, percepiscono lo stesso trattamento base dei deputati, cioè 10.100 euro al mese, più un‘indennità di carica pari a quella dei vicepresidenti dell'assemblea 5.149. Essendo la giunta momentaneamente formata di 12 tecnici, la regione non paga 90 stipendi, ma 102. Ci sono poi tanti piccoli e comodi privilegi, che non sono apparenti, ma ci sono: le macchine blu, le segretarie con relativi servizi, le indennità di consolazione per i deputati non rieletti”. Amato si dilunga su una serie infinita di privilegi della “casta” regionale, poi continua: “Solo il 22 giugno 2011 la giunta regionale ha approvato un disegno di legge adeguando il sistema pensionistico dei dipendenti regionali a quello statale e limita il ricorso al pensionamento anticipato esclusivamente all'ipotesi di grave stato di salute del dipendente medesimo. In Lombardia, con una popolazione di 10 milioni di abitanti, l'assemblea regionale è formata da 70 rappresentanti, mentre in Sicilia, con 5 milioni di abitanti siedono a palazzo dei Normanni 90 rappresentanti del popolo. Di tanto in tanto si dà qualche segnale, ma molto marginale rispetto ai costi…..La proposta di riduzione dei deputati da 90 a 70 vorrebbe dire un risparmio per l'assemblea siciliana di 7 milioni di euro l'anno, 35 milioni in 5 anni di legislatura. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo dice no a nuove province in Sicilia, anzi ne vuole lo scioglimento, vorrebbe trasformarle in " liberi consorzi dei comuni" al fine di rispondere meglio al territorio e diventando destinatari questi di molti poteri che oggi detiene una Regione elefantiaca…… Quando al posto delle" province regionali" si immaginano "liberi consorzi", così liberi da sfociare nell'indeterminatezza, quando nell'impalpabilità sostanzialmente privi di legittimazione democratica diretta e caratterizzati da una sconcertante mobilità di confini, con un bagaglio di competenze labilissimo e sfuggente, la lesione dei diritti in tutto questo appare drammaticamente evidente. La Regione Sicilia spende per il proprio personale quanto dieci regioni italiane, considerando il loro numero è facile dire che Palazzo dei Normanni, spende metà del totale nazionale. Obiettivamente è difficile da capire. Impossibile da accettare. Ma a questa conclusione si arriva dopo aver appreso i dati della commissione bicamerale, il Copaff, commissione incaricata di preparare il federalismo fiscale, presieduta dal senatore Enrico La Loggia. Dall'analisi emerge che in Sicilia si spendono un miliardo e 740 milioni di euro l'anno, per pagare i dipendenti, questo vuol dire, che ogni dipendente costa 350 euro ad abitante, mentre in Lombardia il costo è di 22,50 euro, in Veneto 30 euro, in Emilia Romagna 36 euro, Piemonte 48 euro. Possiamo benissimo affermare che la Regione Sicilia spende per il personale quanto mezza Italia. Ovviamente non c'e solo il problema del costo. Ancora più grave è il deficit di efficienza. Che cosa fanno i dipendenti della Regione? Qual é il loro contributo alla ricchezza dell'isola? In Sicilia ci sono ventimila dipendenti per una popolazione di poco superiore a 5 milioni di persone. In Lombardia meno di quattromila a fronte di dieci milioni di abitanti”.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 20/10/2011 alle  14:21:05, nella sezione ARTE,  847 letture)

La Galleria Roma di Siracusa prosegue il programma espositivo con la personale della pittrice Marina Giuffrida che si inaugura sabato 22 ottobre, alle 18,30. Scrive Melinda Miceli nella presentazione alla mostra: “Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore. Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all'onirico, alla dimensione dell'interiorità dell'uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l'essenza dell'arte consiste invece nell'idea, nel concetto che precede e conforma l'opera. Il percorso dell'idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l'azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio. Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l'essenza delle cose e delle relazioni tra esse. La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell'arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana”.

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Il sindaco di Augusta Massimo Carruba ha inviato al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e all' Assessore alla Salute della Regione Siciliana Massimo Russo una nota avente per oggetto la richiesta di mantenimento del punto nascita presso l’ospedale Muscatello di Augusta. Nella nota si evidenzia in premessa “che l'ospedale di Augusta ospita da oltre mezzo secolo i reparti di Ginecologia, Ostetricia e Pediatria, che hanno rappresentato nel tempo un costante punto di riferimento per tutto il territorio circostante, anche in virtù della qualità del servizio reso; che a cavallo degli anni 2007 e 2008 furono eseguiti importanti lavori di ristrutturazione edilizia del reparto, che limitarono le attività di quei reparti all'essenziale; che con provvedimento della Direzione generale dell' Asp n. 8, nel settembre 2009 furono unificati i punti nascita degli ospedali di Augusta e Lentini, a causa delle condizioni strutturali di quell'ospedale, e che la sede fu individuata presso l'Ospedale Muscatello di Augusta; che dei circa 400 parti effettuati ad Augusta nel 2009, circa 280 si sono registrati nel periodo tra gennaio e settembre, prima cioè della unione del punto nascita con quello di Lentini; che nel periodo settembre 2010 - agosto 2011 i parti presso il Muscatello sono stati 573 e il trend evidenzia una crescita progressiva;cChe i dati rilevati dall’Istat sulle nascite nei comuni di riferimento degli ospedali di Augusta e Lentini dimostrano, negli ultimi anni, una costante prevalenza dei comuni che fanno riferimento all'ospedale Moscatello; che il D.A. n. 1377 del 25.05.2010, che definisce l'assetto della rete ospedaliera della provincia di Siracusa, ha assegnato il punto nascita al presidio di Augusta solo fino all'apertura del nuovo ospedale di Lentini, dove dovrebbe poi essere trasferito; che il D.A. n. 1377 del 25.05.20 10 è stato emanato in difformità allo schema proposto per il parere obbligatorio della Conferenza dei Sindaci, e che per questo motivo il Comune di Augusta ha proposto ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale; che tale provvedimento comporta la soppressione delle Unità Operative Complesse di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell'ospedale di Augusta, venendo così meno l'aggancio agli aspetti e alle patologie connesse al territorio, considerato che Augusta è salita alla ribalta nazionale per l'elevato numero di casi di bambini nati malformati; che il dibattito in corso in merito al D.A. di riordino e razionalizzazione dei punti nascita ha evidenziato una serie di elementi che necessitano di approfondimento e che pertanto il Governo Regionale ha opportunamente ritenuto di sospenderne l'applicazione”. A seguito di quanto evidenziato in premessa il primo cittadino chiede, a nome della città e del territorio che fa riferimento al presidio ospedaliero di Augusta, che venga mantenuto il punto nascita presso l'ospedale Muscatello, anche in aggiunta a quello già previsto per Lentini, inserendolo tra le deroghe al limite di 500 parti/anno previste nel D.A. per un periodo adeguato, che si ritiene possa essere non inferiore a due anni, per consentire di valutare con cifre reali il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente, e poter definire in modo equilibrato e oggettivo le reali esigenze del territorio.

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/10/2011 alle  15:10:27, nella sezione CRONACA,  749 letture)

Monitorare continuamente la concentrazione nell’aria di particelle nocive alla salute dei cittadini è molto importante per avere sempre sotto controllo la situazione ambientale e per poter correre ai ripari ogni qual volta si sforino i valori limite che la legge fissa in modo rigoroso in base a parametri predeterminati. Tale compito è delegato alla Provincia regionale che ha dislocato un po’ ovunque delle centraline di rilevamento che peraltro sono costate soldi pubblici. Ma, fa rilevare il deputato regionale Nunzio Cappadona, “le centraline della nostra zona industriale, che rilevano il tasso di inquinamento ambientale, sono guaste e la Provincia regionale di Siracusa che le gestisce, da mesi non si attiva per ripristinarle. E’ davvero uno scandalo che calpesta la salute e la dignità degli abitanti che vivono in un’area ad altissimo rischio ambientale”. Il capogruppo all’Ars di Alleati per la Sicilia rincara la dose: “ Questo è uno dei tanti motivi dell’inutilità delle Province siciliane. Spingerò il governo regionale affinché si proceda velocemente alla riforma che ne prevede la soppressione”. Poi Cappadona sulle centraline per l’ambiente in disuso a Siracusa afferma: “L’amministrazione provinciale di Siracusa dovrebbe sapere che l’area industriale di Priolo, Melilli ed Augusta è tra le più importanti d’Europa e nello stesso tempo fra le più inquinate e pericolose. Su venti centraline che rilevano il tasso di inquinamento ambientale, soltanto due sono in funzione nel siracusano”. I dati raccolti dalle reti dovrebbero confluire al Ced, il Centro elaborazioni dati dell’Arpa per monitorare la qualità dell’aria. Ciò non è possibile per la mancata manutenzione da parte della Provincia. Anche ad Augusta, cittadina-simbolo dell’inquinamento, dovrebbero essere in funzione alcune centraline tra le quali quella ubicata nei pressi del Campo Palma che serve a monitorare l’aria in prossimità degli impianti Maxcom, ma anch’essa sembrerebbe fuori servizio.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 18/10/2011 alle  15:00:22, nella sezione CULTURA,  868 letture)

“Come un’ossessione deliziosa…” è il titolo della conversazione, incentrata sui rapporti tra Pasolini e Siracusa, che giovedì 20 ottobre alle ore 18,30 Salvo Sequenzia terrà nei nuovi locali della Galleria Roma in piazza San Giuseppe. Per l’occasione, ho il piacere di riproporre su “Diorama” un articolo incluso nel mio volumetto del 2002 “Mostri e maestri. Tracce di cinema e letteratura”. 

«Non sono fuggito, da Siracusa! Sono scomparso dentro Siracusa stessa...» (lettera a Luciano Lucignani, 11 giugno 1960). Pasolini, si sa, amava il Meridione: vi vedeva, fino a pochi mesi prima della sua tragica fine, l’ultimo lembo di terra (assieme al Terzo Mondo, ma in diversa maniera) che ancora resisteva al nuovo fascismo centralista messo in atto da un Potere sempre più sottilmente accentratore e manipolatore (grazie soprattutto alla televisione e all’istruzione scolastica), distruttore delle realtà periferiche e di quelle culture vitalistiche non ancora sottomesse e omologate. A Napoli Pasolini girò il suo Decameron, primo capitolo di quella Trilogia della vita che rappresentava l’opposizione, da parte del poeta, scrittore e regista (categorie felicemente sintetizzabili sotto la mai così appropriata etichetta di “intellettuale”), alla trasformazione piccolo-borghese e consumistica dell’Italia. Scelse Napoli, dunque, perché Napoli era la città più rappresentativa del Meridione, il cui popolo, tenuto a lungo nella superstizione e nella sottomissione da Chiesa e Borboni, era ancora tagliato fuori dalla storia d’Italia e del mondo. Vivendo come in una “sacca storica” i meridionali avevano deciso (ma non per molto, e Pasolini se ne sarebbe accorto di lì a poco) di restare quello che erano. Napoli era il capolinea di un itinerario culturale e di una fiducia nel sud Italia che aveva origini più remote e in piccola ma significativa parte legate a Siracusa. Anche chi non conosce perfettamente la bibliografia di Pasolini deve comunque aver appreso, magari da alcuni suoi importanti film (come Medea o Edipo Re), quanto importante fosse l’influsso della tragedia greca sulla sua opera e persino nel suo vissuto (in Edipo Re è ben chiara la sublimazione dei suoi particolari rapporti con la figura della madre Susanna): sia l’elemento “contestatario” di Pasolini che quello legato alla tragedia greca (e più in generale alla cultura classica) trovano dunque la loro perfetta applicazione nella città di Siracusa. Mentre preparava il suo esordio cinematografico (quell’Accattone che forse rappresenta il punto più alto della sua straordinaria produzione in celluloide) Pasolini si dedicò, su commissione di Vittorio Gassman e del regista Luciano Lucignani, alla traduzione dell’Orestiade di Eschilo (anni dopo vorrà girarne anche una versione per lo schermo, ma il progetto rimarrà incompiuto e tutto quel che ne rimane è lo splendido e poetico documentario Appunti per un’Orestiade africana, girato tra il 1968 e il 1969). Tra il gennaio e il febbraio 1960 scrisse di getto la sua versione: dopodiché presenziò alla messa in scena della compagnia di Gassman (il Teatro popolare italiano) che il 19 maggio di quello stesso anno ebbe luogo proprio a Siracusa (e non a Taormina come sciaguratamente informa - prendendo un clamoroso granchio - Nico Naldini nel suo Pasolini, una vita, edito da Einaudi nel 1989), nell’atmosfera irreale e “mitica” del Teatro Greco. Si disse che la scelta di Pasolini era stata determinata dal proposito di aggiornare Eschilo allo spirito dei nostri tempi: se ne mise però in dubbio la validità poetica. In realtà Pasolini soffriva qualunque costrizione filologica, e d’altronde nessuno si stupì: non era certo un filologo, bensì un «giovane scrittore militante, poeta e romanziere dotato quanto tendenzioso, fortunato quanto discusso» (come scrisse Giorgio Prosperi su Tempo, il 20 maggio 1960). B.D Schwartz (nella sua fluviale biografia Pasolini requiem, Marsilio, 1995) nota giustamente che Pasolini «trovava se stesso dovunque, e ogni cosa rifluiva al suo io» e d’altronde ammise, semmai ve ne fosse bisogno, di essere un narciso: ma vedeva il narcisismo come «un dato clinico cui non si sfugge e che riguarda tutti gli artisti in genere». La traduzione dell’Orestiade rispecchiava i principali interessi pasoliniani che, partendo da Marx, arrivavano fino a Freud: ecco dunque spiegate le sue sfumature politiche rapportabili all’attualità e l’accentuazione del ruolo delle Erinni, rivisitate come inconscio psicanalitico. Eschilo era uno dei tanti pretestuosi mezzi (assieme ai romanzi, alle poesie, agli articoli, al cinema) per dare sfogo alla forte personalità intellettuale di Pasolini, così forte da sopraffare quasi quella del drammaturgo greco. Forse anche per questa sovrapposizione di artisti il sedicesimo ciclo di spettacoli classici rimane tra i più importanti non solo della storia dell’INDA ma anche di quella del teatro. Erano anni felici quelli in cui a Siracusa potevano incontrarsi e per certi versi scontrarsi - ma quanto proficuamente! - personaggi come Pasolini, Gassman, Eschilo. 

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di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/10/2011 alle  18:39:58, nella sezione CRONACA,  1343 letture)

Imponente spiegamento di forze dell’ordine davanti al nuovo ospedale di Lentini lunedì 17 ottobre per la cerimonia di inaugurazione del nosocomio che ha registrato la presenza del Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e dell’Assessore Regionale alla Sanità Massimo Russo accanto al Direttore Generale dell’ASP siracusana Franco Maniscalco che col suo staff ha curato nei minimi dettagli la regia di questo evento importante per un bacino d’utenza finora servito solo dal vecchio ospedale di Lentini inadatto e condizionato da una difficoltà di accesso, dovuta alla sua allocazione nel centro storico, oramai insopportabile. Entro il 31 ottobre i reparti dovranno esser trasferiti nel nuovo nosocomio e aperti al pubblico mediante difficili ed impegnativi lavori di trasferimento sia del personale medico ed infermieristico, che di attrezzature e apparecchiature medicali. Presenti tutti i sindaci del comprensorio territoriale e una sfilata al gran completo di politici di tutte le formazioni, assente il sindaco di Augusta Massimo Carrubba a significare come questa inaugurazione possa essere vista da una certa angolazione come avvenuta sulla pelle dell’ospedale Muscatello di Augusta, a rischio di forte ridimensionamento col trasferimento dei reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria. E nella stessa giornata di lunedì, mentre i lentinesi tripudiano per questo grosso risultato, gli augustani mettono in atto una fiaccolata di protesta in programma alle 18 in Piazza Duomo. Il comitato spontaneo continua la sua strategia pur nel mezzo di polemiche e di distinguo che di fatto hanno spaccato il fronte dei cittadini tra gli irriducibili della protesta e i “rassegnati”. A Lentini era presente il deputato regionale Giuseppe Gennuso dell’MPA che nei giorni scorsi aveva partecipato ad Augusta ad una conferenza stampa assieme al coordinatore cittadino Domenico Tringali, ai consiglieri comunali e al dirigente provinciale dell'Ambiente Domenico Morello, polemizzando con i componenti del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’ospedale Moscatello, accusati di aver fatto di una sacrosanta esigenza della popolazione una battaglia ideologica ai fini di futuri vantaggi politici. Un volantino anonimo è circolato per la cittadina megarese ritenuto denigratorio per i personaggi politici indicati con tanto di fotografia. “A differenza di altri, che continuano a mostrarsi nelle assemblee - ha detto il coordinatore cittadino Tringali - stiamo lavorando quotidianamente, in silenzio, per cercare di portare avanti le istanze, per trovare una soluzione per mantenere il punto nascite ad Augusta". Si è parlato di azioni legali, per diffamazione, per frasi dette o scritte, per volantini anonimi e pagine molto attive sui social network. La politica in verità dovrebbe fare un passo indietro affrontando di comune accordo le esigenze dei cittadini e trovando col ragionamento e col confronto una qualche soluzione frutto di pacifica mediazione. Sul punto nascita, che oggi appare come l’unica cosa ottenibile per gli augustani, si deve ancora insistere assieme al completamento del nuovo padiglione e alla sua destinazione ai reparti ospedalieri e non, come paventato, agli uffici amministrativi.

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di Luca Raimondi (pubblicato il 13/10/2011 alle  14:47:56, nella sezione CULTURA,  1847 letture)

Sono cominciate le riprese del nuovo cortometraggio, dal titolo provvisorio “Libera di volare”, prodotto da DGTVision e diretto da Giorgio Nanì La Terra. Il corto è tratto da un libro, “Voglio volare”, scritto da Giusy Caruso, che uscirà a novembre. Protagonista del romanzo è Desy, donna impegnata nel lavoro e nella famiglia, la cui vita è sconvolta da un evento increscioso. Per lei si susseguiranno momenti di forti delusioni e paure ma solo dopo aver toccato il fondo troverà la forza di potersi rialzare e capire che possiamo sempre voltare le spalle per guardarci indietro e imparare dall'esperienza. La trama del libro, ambientata in Sicilia, tocca molti argomenti come l'omertà, il senso dell'amicizia, l’ansia di proteggere ciò che si ama, ma sopratutto la forza di poter reagire alle avversità ed andare avanti. Nel cast figurano Antonio Dugo, ultimamente in onda su Mediaset con il programma “Tamarreide”, Giovanni Cavallo, già apprezzato per alcune partecipazioni a importanti fiction televisive, nonché la stessa scrittrice Giusy Caruso, la quale dichiara di essere veramente soddisfatta din un lavoro che pone in risalto i luoghi meravigliosi che abbiamo nella cittadina avolese, come la vecchia Tonnara e la zona montana di Tangi. "Credo che il corto realizzato trasmetta con le immagini molto di quello che ho scritto a parole nel mio libro, sia grazie al regista che sta facendo un ottimo lavoro e sia grazie alle altre persone che ne hanno fatto parte che pur non essendo loro attori professionisti hanno dato veramente il massimo, e mi riferisco a Sebastiano Di Pietro, Pinella Tiralongo, Pamela Russotti, Ambra Caruso, Corrado Bianca, Emanuela Morichetti, Giuseppe di Mauro). Colgo anche l'occasione di ringraziare per la gentile collaborazione il Commissariato di Polizia di Avola ed il Presidente del Consiglio Comunale di Siracusa Edy Bandiera.”. La colonna sonora è stata affidata a Massimiliano Di Stefano.

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