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L’ENTE PUBBLICO POTRA’ ACQUISIRE I LAVORATORI EX SAI 8
di Redazione (pubblicato il 15/05/2014 alle  10:08:45, nella sezione CRONACA,  643 letture)

sa8 marzianoA fare chiarezza sui timori legati al personale per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua è stato il deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea regionale siciliana. “La legge – ha dichiarato Marziano – ha fugato ogni timore: i sindaci posso tornare serenamente alla gestione pubblica dell’acqua perché ci sono norme specifiche che consentono, durante il trasferimento di azienda, di poter acquisire il personale considerandolo non nuova assunzione. Sia che il soggetto sia pubblico che privato». La norma a cui si fa riferimento è l’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, che al comma 3 modifica l’art. 2112 del Codice Civile e al comma 4 detta che "il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento" e al comma 5 che "qualora il trasferimento riguardi [...] imprese nei confronti delle quali vi sia stata dichiarazione di fallimento [...], nel caso in cui la continuazione dell'attività non sia stata disposta [...], ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'acquirente non trova applicazione l'articolo 2112 del codice civile [...]”. Non pare che quest'ultimo caso ricorra perché è stata disposta la continuazione dell'attività, trattandosi di pubblico servizio. Ma, anche ove fosse, il rapporto di lavoro continuerebbe, comunque, con l'acquirente. Comunque, si tratta di una norma entrata in vigore a fine gennaio 1991 e non più modificata che, essendo di natura comunitaria, non distingue, né potrebbe, tra soggetti pubblici e privati. La norma in questione è stata applicata anche per altre vicende della Regione Siciliana, nel caso di imprese che perdevano l’appalto ed altre che subentravano. “Ritengo – ha concluso Marziano - che si possa fugare la preoccupazione dei sindaci che vogliono tornare alla gestione pubblica dell’acqua, così come è nello spirito della legge appena approvata all’Ars, anche se non fa riferimento alla salvaguardia dei lavoratori perché questo impedimento avrebbe potuto incappare nella impugnativa da parte del commissario dello Stato. Un problema che può essere superato perché non si fanno nuove assunzione, ma si acquisisce un servizio per cui è stata disposta la continuazione dopo il fallimento, indipendentemente che il soggetto sia pubblico o privato. Per cui non c’è pericolo di sforamento del patto di stabilità e i lavoratori possono essere garantiti e tranquillizzati”.