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AUGUSTA NON SA COME AFFRONTARE IL FLUSSO DEI MINORI MIGRANTI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 17/04/2014 alle  16:13:29, nella sezione CRONACA,  850 letture)

A seguito dell’operazione Mare Nostrum, soccorso in mare ai migranti che viene effettuato dalle navi della nostra Marina Militare, il porto di Augusta, base da dove le navi militari vanno e vengono, è ormai diventato la zona principale di arrivo di questi poveretti che attraversano il Mediterraneo, pare addirittura che abbia sostituito Lampedusa come punto di sbarco, ma la città non è ancora riuscita ad approntare un efficiente centro d'accoglienza, soprattutto in riferimento ai minori non accompagnati che la nostra vigente legislazione pone a carico dei servizi sociali del comune territorialmente interessato al loro arrivo. I minori stranieri non accompagnati, circa un migliaio dall'inizio dell'anno, sono alloggiati per lunghi periodi in strutture non adeguate per la loro accoglienza, sia per la mancanza di personale, sia per la mancanza di strutture sanitarie che possano monitorare ed evidenziare i casi di malattie infettive trasmissibili. Dato che tali soggetti per legge non possono essere trattenuti come in prigione, spesso e volentieri lasciano i centri improvvisati per tentare un viaggio della speranza verso Milano e i grandi centri urbani del nord, viaggio disperato che viene affrontato senza soldi e senza la padronanza della lingua italiana. L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è gestita dal ministero del Welfare attraverso i comuni. Quello di Augusta, commissariato da tempo, a sentire la Librizzi, commissario prefettizio, intervistata dalle Iene di Italia 1, non ha risorse e strumenti per far fronte al loro pronto trasferimento, per cui si produce uno stallo le cui conseguenze sono pagate ancora dai minori migranti e dalla comunità territoriale, nella quale tra l’altro si diffonde un certo allarmismo fomentato da ambienti retrivi e ottusi, che giustificano questa non tanto larvata xenofobia con preoccupazioni di ordine pubblico e pericolo sanitario. Sicuramente siamo di fronte ad una doppia falla della legislazione: da una parte i minori in arrivo dovrebbero essere ripartiti in tutto il territorio nazionale, come avviene per i maggiorenni, e non essere posti del tutto a carico del comune di Augusta, dall’altra bisogna constatare come quest’ultimo, nelle mani burocratiche dei commissari, tutti tesi al risanamento economico dell’ente, sia del tutto impreparato e inadeguato ad affrontare la situazione, lasciando la maggior parte dell’ingrato lavoro alle associazioni di volontariato che ormai non ce la fanno più. E sulle coste africane si ammassano ancora migliaia di disperati in attesa di imbarcarsi verso le coste siciliane.