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OSCAR A “LA GRANDE BELLEZZA” DI SORRENTINO
di Redazione (pubblicato il 03/03/2014 alle  15:49:16, nella sezione CINEMA,  764 letture)

foto sorrentinoOscar per il miglior film straniero a La grande bellezza il film del regista Paolo Sorrentino interpretato da Toni Servillo (nella foto col direttore di Dioramaonline), un risultato eccellente non solo per loro ma per l’Italia. Nella notte degli Oscar a Los Angeles il meritato riconoscimento per un film eccezionale è arrivato per segnalare al mondo la creatività artistica italiana, il genio di una cinematografia che si è avvalsa in passato di nomi quali Federico Fellini (5 Oscar, 4 vinti per il miglior film straniero e un Oscar alla carriera nel 1993), Vittorio De Sica (4 Oscar vinti per il miglior film straniero) e Roberto Benigni (nel 1999 miglior film straniero con La vita è bella).

"Grazie alle mie fonti di ispirazione Federico Fellini, Martin Scorsese, Talking Heads, Diego Armando Maradona, a Roma, a Napoli e alla mia più grande bellezza personale, Daniela, Anna e Carlo", ha detto il regista Sorrentino, salito sul palco insieme a Toni Servillo e al produttore Nicola Giuliano. Il film ha un cast di grandi attori italiani: oltre a Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi, Isabella Ferrari, Roberto Herlitzka, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi e tanti altri. E’ ambientato a Roma, una città che si apre agli occhi meravigliati dei turisti, in estate, quando splende di una bellezza immensa. Il protagonista Jep Gambardella (Toni Servillo) è un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e di grandezza. E’ un film che vive di eccessi barocchi e intimità commoventi, momenti di surrealismo e di puro godimento estetico, sembra quasi che il regista abbia voluto raccontare se stesso nel personaggio di Gambardella, come lui napoletano trapiantato a Roma e come lui alla ricerca di qualcosa di puro pur calato in un contesto decadente, gaudente e a tratti grottesco come quello del cinema italiano. I personaggi del film sono una moltitudine: intellettuali di sinistra e nobili decaduti, porporati e galleristi d’arte, direttori di riviste prestigiose e nuovi arricchiti sono il mondo in cui si muove il malinconico personaggio di Toni Servillo, un uomo che per noia o per cinismo, per superbia o per pigrizia, ha permesso che il vuoto della mondanità avvolgesse il suo cuore che però sente la necessità di cambiare, di ritrovare nella sua vita la bellezza. Sorrentino non mette in scena il mondo della politica ma quello che racconta è comunque politico, fa un discorso etico: bisogna che ognuno di noi riconosca le brutture, i propri vizi e difetti, e ripartire, rinascere per ritrovare la bellezza dell’uomo e del mondo.