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MIGRANTI AL TENSOSTATICO: NOTA DI LEGAMBIENTE AUGUSTA
di Redazione (pubblicato il 20/02/2014 alle  16:40:53, nella sezione CRONACA,  746 letture)

Sul drammatico problema dell’accoglienza alle centinaia di migranti sbarcati ad Augusta, tra cui tanti classificati come “minori non accompagnati”, una nota di Legambiente Augusta, contenente precise richieste alle autorità preposte, sottolinea l’impreparazione, al netto delle buone intenzioni, del paese di Augusta a prestare una assistenza adeguata e in linea coi principi basilari della civiltà. Dice la nota: “ Nonostante l’impegno encomiabile del mondo del volontariato e delle parrocchie, del lavoro delle forze dell’ordine, dei funzionari e dei dipendenti comunali e gli sforzi dell’amministrazione comunale per fornire assistenza alle migliaia di migranti che le navi dell’operazione “Mare Nostrum” sbarcano ad Augusta, bisogna prendere atto e dire che lo stato in cui sono ospitati e mantenuti i minori non accompagnati rimane inammissibile dal punto di vista abitativo, igienico-sanitario e umano. È di tutta evidenza che il Tensostatico di Augusta, una struttura nata sul finire degli anni ’80 del secolo scorso per lo svolgimento di attività sportive e non certo per il ricovero di centinaia di persone, non dispone – né potrà disporne a breve - dei requisiti minimi indispensabili per consentire la permanenza dei minori migranti in accettabili e dignitose condizioni di igiene, di confort e di rispetto della persona umana. Altrettanto evidente è il fatto che, ad integrazione del volontariato e di quelli locali, vi è la necessità urgente di far intervenire i servizi sociali e quelli sanitari, in misura adeguata e con tutti gli strumenti e le dotazioni del caso, per gestire efficacemente la situazione attuale e quelle che, prevedibilmente, si ripeteranno con ancor maggior frequenza con l’approssimarsi della primavera e dell’estate. Occorre qui ricordarsi che l’operazione “Mare Nostrum”, che ha visto Augusta diventare il porto principale dove vengono sbarcati e accolti i migranti, è stata avviata dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e che il centro di accoglienza di quell’isola fu chiuso a Natale a seguito delle scandalose modalità di disinfezione praticate sui migranti. Augusta però non può e non deve essere soltanto il terminale di sbarco a cui consegnare i migranti e le loro sofferenze. La città, sebbene conti tra i suoi abitanti tanti cittadini generosi e impegnati nell’associazionismo sociale, culturale e ambientale , versa in condizioni finanziarie disastrose ed è quindi indispensabile che lo Stato e la Comunità Europea la sostengano concretamente nell’opera di accoglienza.In considerazione di questi fatti Legambiente chiede all’ASP di Siracusa: di attivare immediatamente e mantenere nei luoghi di permanenza un presidio sanitario permanente (con medici, infermieri e farmaci) per la prevenzione delle malattie e la cura dei migranti.A tutte le istituzioni coinvolte (comunali, regionali, statali, comunitarie), e ovviamente in prima istanza ai Commissari che amministrano il Comune ed al sig. Prefetto di Siracusa, Legambiente chiede: di acquisire ed utilizzare quelle strutture presenti sul territorio e che molto meglio del Tensostatico si prestano per ospitare i minori; di rinforzare in misura considerevole i servizi sociali e le dotazioni di prima assistenza (vestiario, coperte, lenzuoli, ecc.); di adoperarsi, se necessario, per reperire le risorse finanziarie nell’ambito di quelle assegnate per l’operazione “Mare Nostrum”. Tra le strutture pubbliche (scuole attualmente chiuse in attesa di restauro ma non pericolanti), private (alberghi e villaggi vacanze), militari (con possibilità di accesso all’ospedale militare), religiose (ex seminario) bisogna urgentemente scegliere quelle più idonee e trasferirvi rapidamente i migranti. Ci auguriamo – conclude Legambiente Augusta - non si opporranno a queste nostre richieste scusanti di carattere economico: davanti alla tragedia delle migrazioni di massa, alle malattie ed alle sofferenze – specie dei minori - non sono accettabili e non bastano le parole di solidarietà. Quale altro scandalo si deve verificare perché si diano risposte?”