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AVVELENAMENTO DI CANI RANDAGI: UN GESTO VILE
di Redazione (pubblicato il 18/02/2014 alle  10:13:24, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  773 letture)

caniTornano a ripetersi sul nostro territorio episodi di inciviltà e di barbarie che riguardano l’avvelenamento di cani randagi o di quartiere e che esprimono l’intolleranza e la cattiveria di alcuni individui. I randagi danno fastidio e poiché il problema è lungi dall’essere risolto dalle amministrazioni pubbliche qualcuno si fa giustizia da se, ripulendo le contrade. E’ d’obbligo la riflessione: anche i barboni, i medicanti danno fastidio e rovinano il “decoro urbano”, allora ammazziamo pure loro? Il rispetto per la vita di uomini come di animali non viene insegnato a scuola né nelle famiglie e, a giudicare da alcuni comportamenti del clero, neanche in chiesa. L’episodio più recente è accaduto in territorio di Noto dove alcuni cani, seppur microchippati dal comune di Noto come cani di quartiere e apprezzati per il loro temperamento docile e giocherellone, sono stati avvelenati con la vecchia tecnica della polpetta imbevuta di veleno per topi o di altro liquido letale. E’ intervenuta la polizia municipale e l'Asp di Noto, e ai carabinieri è stata presentata una denuncia contro ignoti. L'uccisione di animali nel nostro diritto penale è un reato previsto dall'art. 544-bis del Codice Penale secondo il quale: “Chiunque cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi”.

Recentemente anche ad Augusta in contrada Cavalera una cagnetta che da anni stazionava tra le ville, nutrita dai residenti, è stata trovata morta per avvelenamento presumibilmente con le stesse modalità. Sono gesti vili e infami e sarebbe opportuno che si riuscisse a mettere le mani su qualcuno degli avvelenatori per punirlo come si deve, di modo che rappresenti un deterrente al ripetersi di tali azioni delittuose. Se qualcuno ha visto o sentito qualcosa contatti i carabinieri.