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IL PARCO ARCHEOLOGICO DI SIRACUSA: TRA POCHI GIORNI VEDREMO LE NUOVE INTENZIONI
di Marcello Lo Iacono (pubblicato il 11/01/2014 alle  15:49:00, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1047 letture)

teatro grecoDa parecchi mesi, nonostante tutto, insieme a tanti altri, singoli e associati, cerchiamo di portare all'attenzione dell'opinione pubblica la realizzazione del Parco Archeologico di Siracusa riproponendo nel contempo il travagliato iter a cui è stato sottoposto.

Tutto ha inizio il 4 novembre 2000 quando viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana la Legge Regionale n° 20 che fissa le norme sull'istituzione del sistema dei Parchi archeologici in Sicilia.

Il 26 marzo 2001 vengono pubblicate le Linee Guida dei Parchi archeologici siciliani, redatte dal gruppo V° coordinato dal Dr Sergio Gelardi del Dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali e dal Dr Giuseppe Voza nella veste di coordinatore scientifico del sistema dei Parchi archeologici della Regione Siciliana.

L'11 luglio 2001 l'Assessore Regionale, l'avvocato Fabio Granata, decreta l'istituzione del Parco Archeologico di Siracusa ed assegna alla Soprintendenza la data del 7 gennaio 2002, come termine ultimo per avanzare all'Assessorato Regionale la proposta di parco definitiva, redatta in conformità alla Legge 20 ed alle linee Guida dei Parchi che contengono tutti i criteri e gli indirizzi necessari per detto adempimento. Se tale data fosse stata rispettata, visto che non esisteva alcun motivo ostativo per non onorarla, oggi la città di Siracusa avrebbe avuto il suo Parco Archeologico, esattamente da 12 anni, con la certezza di avere disponibile da spendere localmente una massa monetaria pari a 40 milioni di euro. Nessun dubbio procedurale poteva essere avanzato allora, né alcuna concertazione era richiesta con altri Enti come riportano, chiaramente, le stesse linee guida scritte a più mani comprese quelle prestigiose del Soprintendente cittadino. 

Non si sarebbe arrivato certamente ad una spoliazione continua del progetto originario della perimetrazione, infatti il semplice rispetto dei criteri di coerenza scientifica in quella fase storica sarebbe servito a sottrarre dai condizionamenti e dai particolarismi della politica gran parte del territorio, dando corso ad una effettiva salvaguardia, gestione, conservazione e difesa del patrimonio archeologico, consentendo le migliori condizioni di fruibilità a scopi scientifici, sociali, economici e turistici del territorio.

Una sconfitta cocente ed umiliante per la nostra Città, per la sua classe dirigente onesta, per i suoi cittadini e per la sua Cultura millenaria. Basta vedere i vari tentativi, tutti abortiti, di presentare proposte di Parco sempre più confinato, sempre più striminzito come ad irridere la scelta originaria che era dettata da tutti quei principi abbondantemente descritti e raccomandati dalle Linee Guida. Un parco pensato per far passare alla storia il suo estensore, forte della grande gratitudine dei cultori e degli amanti di quella ricchezza archeologica che rende Siracusa città unica nel mondo classico. E invece ci siamo immiseriti di fronte a quella grandezza dando il via libera a meschini accadimenti che si sono materializzati e realizzati a contrastare l'istituzione del Parco archeologico.

Siamo oggi in attesa che l'Amministrazione Comunale rilasci il parere obbligatorio entro il 31 gennaio 2014, data ultima imposta dalla Legge per rientrare nei 45 giorni decorrenti dalla consegna della perimetrazione che è avvenuta il 19 dicembre scorso.

Vedremo.

Sempre che il nuovo Soprintendente, dott.ssa Beatrice Basile, faccia presto ad inviare a Palermo la proposta e procedere così celermente alla decretazione finale del Parco.

In questo passaggio delicato dell'iter amministrativo ci permettiamo solo di ricordare e ribadire che le modalità d'uso, i vincoli ed i divieti operanti nel territorio del Parco e la perimetrazione dei suoi confini, coerentemente con lo spirito innovativo della Legge, le cui finalità sono espresse dall'art 20, sono affidate soltanto alla locale Soprintendenza e che il Parco archeologico è sempre preordinato, anche in variante, alle previsioni del locale strumento urbanistico generale. Solo per questo motivo, il progetto del Parco deve essere corredato del parere rilasciato dal Comune interessato che la Legge impone soltanto di sentire.

Fra pochi giorni vedremo le vere volontà.