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FINE ANNO INSANGUINATO IN PROVINCIA DI SIRACUSA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/12/2013 alle  14:31:19, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  824 letture)

vittima2Fine anno in un bagno di sangue nella nostra provincia. A Siracusa, durante l’ottava di Santa Lucia, un ragazzo è stato ucciso a coltellate da un coetaneo davanti al tempio di Apollo in una rissa per motivi banali. A Priolo Gargallo una giovanissima è stata uccisa involontariamente dal fratello che imprudentemente puliva un fucile da caccia ed ha fatto esplodere un colpo mortale a distanza ravvicinata. vittima1

Sono morti inutili, morti evitabili, che fanno impressione e destano incredulità. Famiglie distrutte, quelle delle vittime e quelle dei carnefici, giovani vite cancellate dal delitto o rovinate dal rimorso. Protagoniste le armi che creano dal nulla gli assassini. Un coltellaccio da cucina, neanche un’arma vera e propria, rende letale un gesto di stizza (ma perché un ragazzo si porta appresso un coltello da macellaio?) o di rabbia covata, senza che neppure il giorno di festa dedicato alla Santa Patrona induca a miti consigli.

La passione per la caccia, anacronistico residuo di un passato violento (comprate i conigli al supermercato e lasciate stare le povere bestiole nei campi!), arma la mano di un affettuoso fratello che, pur esperto, omette di controllare se il fucile è scarico prima di accingersi ad oliarlo come si conviene. Parte il colpo e uccide la sorellina poco più che ventenne, bella e giovane e sportiva, nel fiore degli anni, che perde la vita in casa propria per mano dell’amato fratello. Destino crudele. Neanche riusciamo a immaginare la tragedia di questa povera famiglia distrutta dal dolore. Ma una riflessione vogliamo farla: alla base di tutto c’è la violenza di una società che procede verso l’autodistruzione in ogni campo e con ogni mezzo.

Se non cambia l’uomo, se non cambia il modello culturale e non si affina la coscienza degli individui, non c’è speranza di salvezza.