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EDITORIALE DI SETTEMBRE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 01/09/2011 alle  11:33:44, nella sezione EDITORIALI,  924 letture)

Gli ultimissimi episodi riportati dalla stampa locale hanno evidenziato quanto poco sia partecipato il problema dell’handicap soprattutto motorio in un paese in cui la propria ansia di trovare parcheggio nelle immediate vicinanze degli esercizi commerciali prevale su tutto, anche sui diritti sanciti per legge che riservano ai disabili posti auto e passaggi facilitati che, invece, regolarmente vengono ostruiti. “L’handicap non è insito nella persona con difficoltà, è piuttosto uno status della persona” – questa frase lapidaria conferisce un senso preciso alla necessità di abbattere ogni tipo di barriere architettoniche che rendono non vivibili tanti spazi pubblici a coloro che sopportano già il peso di un disagio. Un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di più di vent’anni dalla sua emanazione ancora non è del tutto operativa. Tutto ciò è ampiamente documentato dalle barriere ancora esistenti, tante, visto che sono ancora poche quelle strutture che hanno saputo adeguarsi superando ogni ostacolo. Gli interventi di Mimmo Di Franco ad Augusta hanno più volte denunciato come il fenomeno sia ampiamente presente anche nella nostra cittadina. Il mancato adeguamento degli edifici pubblici, negli uffici comunali, nelle scuole, negli ambulatori dell’ASP, nelle Poste o altrove è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi delineato con le strisce gialle. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. “Pari opportunità” deve essere un concetto che vale erga omnes, per tutte le categorie sociali svantaggiate, e che deve essere sentito innanzitutto nelle coscienze civili prima ancora che in sede giuridica.