\\ Home page : Articolo : Stampa
UN TESTO TEATRALE NARRATO DAI DETENUTI DI CAVADONNA
di Redazione (pubblicato il 10/11/2013 alle  12:58:12, nella sezione EVENTI,  1245 letture)

carcereIl lunedì nel carcere circondariale di Cavadonna vi è l’ora del laboratorio letterario, un appuntamento al quale partecipano una ventina di detenuti. Il lunedì, ma anche il giovedì. Da qualche tempo questa occasione di incontro si è trasformata in un laboratorio autobiografico, in una opportunità per avviare un percorso di consapevolezza di sé attraverso la narrazione della propria vita. E’ così che nasce LUNEDI’, il testo teatrale ispirato e narrato dai detenuti del laboratorio autobiografico del carcere di Cavadonna, facilitati in questo complesso lavoro di riscrittura dal coordinatore del laboratorio, Pippo Ruiz, che è stato insegnante di italiano nel scuole medie di primo grado a Siracusa.

Lunedì prossimo, 11 novembre ’13, alle 11,30, al carcere Cavadonna, si terrà un incontro speciale. Durante l’appuntamento del laboratorio sarà presentato “LUNEDI”, il libro che raccoglie il testo teatrale ed altre testimonianze sull’esperienza educativa e sulle problematiche del sistema carcerario in Italia. All’incontro con i detenuti parteciperanno Pippo Ruiz, Corrado Giuliano, avvocato civilista e sostenitore dell’iniziativa editoriale, Ettore Randazzo, avvocato penalista e autore di un saggio pubblicato nel libro sul tema “Carcere e Costituzione”, Angela Lantieri e Linda Favi, rispettivamente direttore e vice direttore della Casa circondariale Cavadonna ed altri operatori del carcere. Il percorso che “Lunedì” suggerisce non si limita al racconto della vita del gruppo dei detenuti. E’ molto di più. “Narrarsi – si legge nel testo teatrale – significa guardarsi dentro, accettare la responsabilità di quello che si è stati, che non è possibile cambiare, e nel momento in cui lo accettiamo noi trasformiamo il nostro passato, e il nostro presente, perché lo reinventiamo: quello che ci è accaduto diventa un punto di partenza per il nostro futuro…”.

“Quel laboratorio dentro Cavadonna, scrive Corrado Giuliano nel suo contributo, e' il campo aperto, veramente liberatorio, fuori dalle sbarre della contenzione fisica e delle stesse idee, capace di recuperare pienamente quella vita/non vita sottratta anche alla conquista della nostra civiltà costituzionale che da più di sessantacinque anni predica inattuata che ‘l'imputato non e' considerato colpevole sino alla condanna definitiva’ e che ‘le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’…” Sull’inadeguatezza del sistema carcerario italiano, e in particolare sulla detenzione in attesa di giudizio, la cosiddetta custodia cautelare, e sulle pene alternative riflette invece Ettore Randazzo. Nel suo saggio si legge: “La privazione della libertà personale, anche se si riuscisse a garantire modalità meno afflittive di quelle carcerarie, è per chi la soffre profondamente ingiusta e contrasta irrimediabilmente con la presunzione di innocenza di cui, astrattamente e in ossequio a principi di rango costituzionale, si beneficerebbe. Subire una permanenza in carcere nonostante la responsabilità sia tutta da accertare (e statisticamente poi per lo più esclusa) è inutile e dannoso anche per la società, oltre che di per sé palesemente irrazionale”. E riporta l’attenzione sulle pene detentive alternative, proponendo la soluzione della struttura abitativa sorvegliata, più educativa ed umana del carcere, indicata per le persone in attesa di giudizio definitivo, per le quali non sono necessarie altre cautele aggiuntive.

“LUNEDI’” diventa, dunque, un’occasione di dialogo tra il dentro e il fuori, tra detenuti e cittadini. Quei cittadini che spesso preferiscono rimuovere il problema carceri, negandone la rilevanza nella propria vita, senza accorgersi che, come scrive Ettore Randazzo, ogni inasprimento normativo “ritaglia anche la nostra libertà, sebbene egoismo e miopia ci impediscano di accorgercene e ci inducano a plaudire stoltamente a leggi e metodi illiberali”.