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SALVAGUARDARE IL PARCO ARCHEOLOGICO DI SIRACUSA DALLA SPECULAZIONE EDILIZIA
di Redazione (pubblicato il 05/11/2013 alle  17:39:27, nella sezione CRONACA,  940 letture)

parcoRiceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci da Marcello Lo Iacono, in merito alla perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa.

“Ho ascoltato con molta attenzione – scrive Lo Iacono - l'intervento dell'Assessore Sgarlata alla conferenza di presentazione del nuovo Soprintendente di Siracusa. Molte le assicurazioni date sul fronte della tutela del nostro Patrimonio, che oltre ad un rinnovato impegno vedrà la stessa attività degli uffici confrontarsi con la Città, richiedendone la partecipazione, in una sorta di larga concertazione e condivisione. E' interessante questa nuova prospettiva che ci fa comprendere come oramai sia stata raggiunta, su questo versante, una nuova sensibilità e maturazione sociale.

Ma per quanto riguarda la perimetrazione del Parco Archeologico di Siracusa e la sua successiva decretazione, ritengo che essa è e debba restare un mero adempimento consequenziale alle norme dettate dalla legge regionale n. 20 del 3.11.2000, che espressamente non prevedono alcuna concertazione con la Politica. Deve essere questo lo spirito giusto per decretare il Parco Archeologico di Siracusa.

Ormai, come sostiene lo stesso Prof. Cabianca, “il tempo, l’abusivismo e una dinamica edilizia spontanea hanno sostanzialmente travolto tutti, sconvolto valori, partiti, il territorio. Tutto è ora diverso,anche se i limiti di consapevolezza di ciò che si sta distruggendo non sono mutati.”

Oggi non serve neanche, come sostenuto dal Prof. Voza, “che debba essere ricercata l’idea della democrazia di procedimento, di costruzione democratica del Parco in dialogo con i cittadini attraverso la stampa, in colloquio continuo, con un invito al confronto e all’arricchimento delle idee e delle proposte.”

Le precedenti perimetrazioni, proprio a causa di una ricercata e per certi versi sospetta concertazione, sono tutte fallite miseramente. Eppure alla loro stesura si sono cimentate le massime autorità designate che non hanno mai difeso con coerenza quanto da loro proposto. Ho sempre immaginato che la tutela fosse una responsabilità in capo allo stesso Sopraintendente e che la perimetrazione fosse una precisa necessità della nostra società e che per realizzarla si dovesse partire da effettive evidenze scientifiche, storiche, documentali, scaturenti da una conoscenza diretta della nostra storia attraverso gli studi prodotti e che dovesse proiettarsi cautelativamente in una maggiore inclusione di aree a causa della forte ed antica antropizzazione del nostro territorio.

Era un loro preciso dovere salvare, perimetrando alcune aree inviolabili, quello che rimaneva di questo nostro patrimonio insidiato da assalti economici e speculativi di cittadini che la nostra Storia la sanno solo utilizzare seppellendola con le loro ruspe. Non era loro permesso che, a fronte di una cattiva concertazione con la città, la stessa venisse adoperata per rinunciare alla perimetrazione originale necessaria, ridimensionando e mortificando lo stesso principio posto a base della tutela messa in campo. Non si sarebbe mai dovuto consentire, dopo avere presentato un progetto di tutela di determinate aree supportate da studi e declaratorie varie, soprassedere a quelle convinzioni di tutela per rimodulare, restringendole, quelle stesse aree che poco tempo prima erano necessarie alla effettiva tutela della nostre emergenze. Non bisognava essere coinvolti in problemi di gestione e mediazione della perimetrazione ridimensionandola nel vano tentativo di salvarla da continui tentativi e richieste di modifiche ancor prima che venisse approvato il PRG della Città.

Oggi non sarà più permesso che ci si serva della concertazione per restringere le aree che declaratorie di salvaguardia hanno già individuato. Non sarà possibile tirarsi indietro e restringere aree e luoghi che la Politica vorrebbe destinare ad altri scopi ed interessi. Oggi, assessore Sgarlata, si faccia carico che la Soprintendenza trasmetta al Comune tutto l'incartamento, adempia al dettato della Legge di sentire l'Amministrazione Comunale e pretenda che entro 45 giorni venga esplicitata questa conoscenza. Dopodiché faccia la sua parte e decreti il Parco Archeologico di Siracusa.

Evitiamo di dare pretesti come quelli forniti nel recente passato, come ad esempio carte topografiche risibili o scambi di lettere informali con disparati percorsi utilizzati per accelerarne o rallentarne la consegna e la presa visione. Evitiamo protocolli ballerini e richieste di chiarimenti utili solo a perdere tempo.

La Legge stabilisce 45 giorni di tempo entro cui il Comune deve esprimere un parere e 45 giorni dovranno essere. Non un giorno in più per coloro che hanno tutto l'interesse ad affossare una perimetrazione che non li soddisfa.

Questa volta Il Prof. Cabianca non sarà solo - conclude Marcello Lo Iacono - “a combattere, termopili dopo termopili, contro una sfera enorme e lentamente rotolante di organizzazioni partitiche con idoli così diversi, e con l’alleanza di così poche figure locali disposte ad esporsi.” Oggi c'è un sentimento popolare conscio del grave scippo che subisce la Città che non lascerà nulla di intentato affinché “quell'utopia e quel sogno si realizzi trasformando la Città nello scenario del suo passato, in una trama spaziale di un immenso parco di resti archeologici immersi nella continuità di un contestuale tessuto verde che ne focalizzi il carattere e la continuità nel nuovo scenario urbano che possa risuscitare, per il mondo intero, un polo di riferimento storico-semiologico ed una reminiscenza primaria della grande storia della civiltà classica, matrice della nostra identità.”