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L’UNICA SPERANZA SONO I GIOVANI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/10/2013 alle  21:17:49, nella sezione CRONACA,  863 letture)

Augusta in piazza contro l’inquinamento. Era questo l’obiettivo del comitato promotore della manifestazione di sabato scorso. Obiettivo raggiunto solo a metà perché in piazza Duomo, a circondare coloro che hanno preso la parola per denunciare il grave stato di fatto venutosi a creare soprattutto per i continui “fuori servizio” nelle industrie, che producono immissioni in atmosfera di gas maleodoranti, erano solo gli studenti del Ruiz e del Liceo Megara, accorsi in tanti per assistere e partecipare. Ma dei cittadini augustani nemmeno l’ombra. Al netto di quelle poche decine di persone della stampa, del pensiero politico locale e della curiosità, non c’è stata alcuna partecipazione di popolo. Augusta è stanca. Demotivata, vecchia. Ha sentito troppe parole e non ha visto fatti. Decenni di parole e di propositi falliti, lontani gli anni dell’industrializzazione che portò benessere economico e innescò il seme del degrado ambientale. Già allora si decretava la morte di tanti cittadini per quel male indicibile e straziante chiamato cancro, diretta e dimostrata conseguenza dell’aria che respiriamo. Mimmo Di Franco, Parisi, Patanè, Zappulla, i rappresentanti degli studenti, il sacerdote Palmiro Prisutto, poi anche Marika Cirone Di Marco, membro della commissione ambiente della Regione, ognuno ha detto la sua, ha portato un contributo sincero e appassionato al tema in questione. Gli studenti, con le loro belle facce pulite, applaudivano. Ecco, l’unica speranza sono i giovani, pensavo. Noi abbiamo fallito, consegnando loro una società basata sul modello benessere a tutti i costi, soldi, soldi, soldi e nessun valore di riferimento. Augusta è il paese la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose nei gangli vitali della sua condizione sociale, economica e politica. Per cui non abbiamo niente da insegnare ai nostri figli, dobbiamo solo sperare che, per una strana ironia della vita, da loro ci arrivi qualcosa, magari un po’ di impegno, un po’ di passione per la cosa pubblica, qualcosa in più dei loro padri, di tutti quei cittadini augustani così pronti a lamentarsi nei bar, ma che sabato mattina erano al mercato a comprare il pesce (inquinato) per la domenica, oppure facevano jogging sul ponte, respirando a pieni polmoni e in iperventilazione l’aria (inquinata) satura di veleni. Ma che non hanno voluto sacrificare nemmeno un minuto della loro precaria esistenza per testimoniare ai loro figli una partecipazione e una coscienza, per indicare una qualche via verso un domani migliore, nel quale il suono di una tromba non celebri la memoria dei morti per cancro, ma squilli un segnale di rivolta e di risveglio delle coscienze.