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FARE RETE: PIUí DONNE NELLE ISTITUZIONI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/08/2011 alle  14:54:21, nella sezione CRONACA,  1216 letture)

marika cirone di marcoUna novità tutta siracusana la nascita recente di un coordinamento tra donne chiamato Fare Rete, che vede fondatrici e firmatarie di un documento comune sotto forma di lettera ai politici varie voci “interpartitiche”: Mila Caldarella FLI, Carmen Castelluccio PD, Marika Cirone Di Marco PD, Donatella Crucitti SEL, Enza Dantoni PD, Maria Concetta Giallongo UDC, Paola Gozzo API, Giuseppina Ignaccolo MPA, Cristina Merlino FLI, Silvana Munafò PID, Mariella Muti PDL, Lidia Pannuzzo FDS, Nuccia Vassallo IDV e Sabrina Zuccaro PD. Fare Rete è quindi un coordinamento tra donne di tutti i partiti volto a raccogliere ed interpretare la domanda di protagonismo del mondo femminile e nato allo scopo di orientare partiti ed istituzioni locali verso politiche di pari opportunità.  Le elezioni amministrative hanno confermato il persistente dato della scarsa consistenza numerica della rappresentanza femminile nei consigli comunali e nelle giunte, segnalando il distacco della politica rispetto ai profondi cambiamenti maturati nella nostra società in relazione al nuovo ruolo delle donne. Ad un’attenta disamina degli Statuti dei 21 Comuni e dell’Amministrazione provinciale, sia pure con qualche parziale differente accentuazione, questo scollamento appare ancora più evidente: manca nella quasi totalità di essi il recepimento del quadro normativo che con assoluta chiarezza indirizza, da una parte, al riconoscimento della cultura delle pari opportunità e della differenza di genere come elementi fondativi della democrazia. La materia trova ampio fondamento in una vasta produzione legislativa che, a partire dalla direttiva comunitaria 54/2006/CE, è stata emanata dal nostro parlamento: modifica dell’art. 51 Cost., Codice delle pari opportunità (D.lgs. 98/2006), fino alla recente modifica del D.lgs. 58/98 che disciplina la composizione dei consigli di amministrazione di aziende private e pubbliche; a seguire anche numerose Regioni hanno emanato norme più o meno precise per garantire la presenza delle donne negli organismi elettivi e di governo, da ultimo la Sicilia con la riforma della Legge elettorale approvata il 23/3/2011. Questa cornice di riferimento non consente di tollerare ritardi da parte degli Enti locali, che devono fondare la loro azione politica e civica su legalità e inclusione. I Sindaci, i Consigli comunali e le istituzioni Provinciali devono adoperarsi per un recepimento della normativa in favore di scelte e traguardi legati alla concreta declinazione della parità, nel rispetto pieno del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Fare Rete fa appello alla sensibilità democratica degli eletti e delle elette affinché gli Statuti prevedano precisi riferimenti al rispetto delle pari opportunità e valorizzazione delle differenze di genere in tutti gli ambiti della vita sociale, culturale, economica, politica; all’istituzione e attivazione delle Commissioni di pari opportunità aperte a rappresentanti dei partiti, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di scopo; alla formulazione del Piano triennale di azioni positive teso alla eliminazione degli ostacoli al pieno raggiungimento della parità uomo-donna con obbligo di verifica delle azioni svolte; alla garanzia del riequilibrio di genere nei luoghi decisionali (Giunte, Enti, ecc) in funzione della realizzazione della democrazia paritaria.